Giocando con Hitler e gli animali

Dietro ogni igienico banchino di supermercato, c’è un sistema di violenza industriale senza precedenti, per dimensioni, nella storia umana.

Lo sa anche chi, come me, non è vegetariano. Rendersi conto di questo non vuol dire necessariamente schierarsi in modo acritico; vuol dire semplicemente gettare un’occhiata in questa immensa voragine.

C’è chi in tale voragine ci sguazza invece, come questo signore dal ruspante accento veneto:

Massimiliano Filippi FederFauna

Si chiama Massimiliano Filippi, ed è a capo di FederFauna, che raccoglie tutti coloro che a vario titolo sfruttano gli animali.

Per scuoiarli, cucinarli, attaccarli ai calessi per turisti, esibirli nei circhi, tenerli in catena in giardino o vivisezionarli, senza altro limite che quello della propria fantasia: gente che si occupa delle “molteplici funzioni che gli animali hanno per l’Uomo.” Il bipede, giustamente, merita la maiuscola.

E’ facile immaginare i capitali su cui può contare un’organizzazione del genere; e anche i politici e i media che riesce a influenzare. E’ quindi sorprendente scoprire come siano ossessionati dal piccolo mondo dei cosiddetti animalisti. Gente che per fare un cartellone, deve prima fare una colletta per comprare carta e pennarello. Eppure la Federfauna si sente in guerra.

Ieri, come forse avrete visto, la FederFauna ha fatto girare questo stupendo comunicato:

“E’ stato inviato oggi l’invito ai giornalisti per la Conferenza Stampa di presentazione del “Premio Hitler”, prima edizione del premio istituito da FederFauna per le personalita’ che si sono particolarmente distinte nell’animalismo, che si terra’ Sabato 24 Novembre 2012 alle ore 10.00 presso la Sede Nazionale di FederFauna in Via Altabella, 11 a Bologna.

Saranno presenti Massimiliano Filippi, Segretario Generale FederFauna e Massimiliano Bacillieri, Responsabile Ufficio Legale Nazionale FederFauna

E’, inoltre, previsto un contributo letterario di Peter Staudenmaier, scrittore, storico, docente di storia moderna tedesca alla Marquette University di Milwaukee, Wisconsin, autore assieme a Janet Biehl del libro “Ecofascismo: lezioni dall’esperienza tedesca”.”

Peter Staudenmaier è un ex-anarchico che ha fatto carriera grazie a una delle tecniche più diffuse nel mondo intellettuale, che consiste nel collegare i puntini per disegnare svastiche.

Il gioco ha due varianti.

La prima (versione lunga per intellettuali):

A Tizio piacciono i tortelli.

Nel 1940, un gerarca nazista in visita a Mussolini assaggiò i tortelli cucinati da Donna Rachele e disse che erano buoni.

Quindi, Tizio è nazista.

La seconda (versione breve per federfaunisti):

Hitler era amico dei cani

i cani quindi sono amici di Hitler

picchiare cani è bello

Invece, la FederFauna gongola per un altro tragicomico gioco di immaginari, con l’aggiunta questa volta di poliziotti e magistrati.

Prima mossa:

“Nel 2004 la Peta, l’associazione che si batte per i diritti degli animali, aveva pianificato una campagna shock intitolata “L’Olocausto sul tuo piatto”. I manifesti pubblicitari ritraevano animali imprigionati negli allevamenti in condizione di totale sfruttamento. Queste foto erano associate alle immagini scattate durante la liberazione dei campi di sterminio nazisti.”

(traduzione: non si devono torturare e imprigionare esseri viventi, perché lo hanno fatto i nazisti)

Seconda mossa:

Il Consiglio degli Ebrei tedeschi chiede che tale campagna venga vietata in Germania.

“La magistratura aveva accolto questa richiesta, ed il divieto era stato confermato anche dalla Corte Costituzionale di Karlsruhe, diventata famosa in questi mesi per le sue sentenze sui salvataggi dell’euro. La Corte aveva confermato il divieto imposto alla Peta rimarcando come la campagna aveva “reso triviale e banalizzato il destino delle vittime dell’Olocausto”. Un paragone troppo offensivo per essere permesso, era stata la conclusione dei giudici di Karlsruhe.”

(traduzione: dire che il sistema industriale di massacro di animali assomiglia al sistema industriale di massacro di esseri umani è “triviale”, “banale” e pure “offensivo”)

Terza mossa:

“La Peta ha fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo denunciando la lesione alla libertà d’espressione subita. La Corte di Strasburgo però ha confermato il divieto sancito dagli organismi giudiziari tedeschi.”

Anche se Hitler resta l’arbitro supremo dell’immaginario occidentale, ci sono comunque altri spunti.

Ad esempio, la FederFauna sostiene un ragionamento davvero interessante, che spiega molte cose dei nostri tempi.

Possiamo discutere quanto ci pare di sesso, del sorriso dei politici e di altre amenità, ma la tua libertà di opinione finisce dove iniziano i miei soldi e la Crescita: le divinità dei nostri tempi.

Seguite il ragionamento che fa Francesco Parmiciano, Segretario FederFauna Campania:

“Mi chiedo da diversi anni assistendo hai tanti messaggi che si scrivono nelle varie propagande animaliste e che si divulgano attraverso i media come :“ Non acquistate cuccioli”, o non “non mangiate carne” o” non andate al circo” oppure” Non acquistate animali nei negozi” e tanti altri ma tutto questo e legale?

Credo che migliaia di aziende che investono milioni di euro per farsi pubblicità, che investono milioni di euro per mandare avanti il proprio lavoro e quello dei propri dipendenti, che pagano milioni e milioni di tasse per mantenere questa nazione e pagare anche le varie assistenze che ne usufruiscono anche chi scrive o manifesta contro questi commercianti, e che pagano milioni e milioni di euro per mantenere anche alla classe politica, che dovrebbe incentivare e proteggere il lavoro di questi e di aiutare la crescita economica che tanto parlano ma che non se ne vede nemmeno l’ombra, non solo lo stato sta mettendo tasse sempre più esagerate e queste aziende invece di crescere stanno addirittura fallendo, e lo stato permette ancora che si manifesti con slogan che vanno contro tutti i principi di commercio e lavoro?”

Personalmente, non ne faccio una questione sentimentale: spesso siamo non violenti, solo perché la divisione del lavoro ci porta a non vedere la violenza.

Ma la violenza industriale contro gli animali, condotta su questa scala e nascosta dietro un impenetrabile muro sanitario, è un punto interrogativo sospeso su tutta la nostra civiltà, come i 35 milioni di autovetture (più 9 milioni di altri mezzi) che inquinano e uccidono lungo le strade d’Italia.

Sono domande cui non osiamo rispondere, perché sarebbe come mettere in dubbio le fondamenta di ciò che chiamiamo civiltà.

“Che sia vero o di fantasia, il bellissimo racconto del Buddha che cede il proprio corpo per nutrire una tigre affamata, in una delle sue vite precedenti, illustra per noi l’unica vera, inconfondibile superiorità dell’uomo: la capacità che ha l’uomo di amare tutte le creature (non solo i suoi prossimi umani) come se stesso”.

Lascio al Responsabile Ufficio Legale Nazionale di FederFauna scoprire chi ha scritto queste parole. Se ci riesce, e se ci sono contanti in ballo, ci offriamo noi per incassare il Premio Hitler.

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135 Responses to Giocando con Hitler e gli animali

  1. Z. says:

    Per come ragionano gli “animalisti” che ho conosciuto, il premio Hitler mi sembra un’iniziativa molto calzante. Tra qualche decennio – forse anche prima – potrebbe però essere rinominato “premio Beppe Grillo”.

    Z.

  2. Rock & Troll says:

    Immagino che il Buddha avrebbe offerto il proprio corpo anche a virus, batteri e bacilli vari… chissà se si suoi seguaci fanno lo stesso oppure, appena possono, corrono in ospedale a farsi dare gli antibiotici.

    La verità è che la maggior quantità di violenza in natura è fatta dalle bestie stesse, proprio perché sono bestie, prive di anima, di intelletto razionale, e mosse unicamente dagli istinti, istinti di piacere e di dominio.
    Le bestie massacrano la propria prole, abusano sessualmente di cuccioli e femmine indistintamente, si danno all’omosessualità e ai rapporti tra consanguinei.
    L’uomo, essere razionale e dotato di anima, è l’unico in grado a sfuggire alla spaventosa violenza del regno animale, del regno dei bruti, è l’unico in grado di comprendere che la vita dei propri simili va rispettata sempre e comunque, cosa che un animale non può fare.
    Per questo il valore di un qualunque essere umano sarà *SEMPRE* superiore a quello di qualunque bestia.
    Per questo equiparare l’animale all’essere umano è una forma di abietto materialismo, un insulto e una minaccia a ciò che rende Uomo l’uomo e non a caso ambientalismo, ecologismo e vegetarianesimo sono andati a braccetto col nazismo che esaltava l’animale e l’istinto e al contempo distruggeva esseri umani a milioni.
    L’ecologismo è in questo pari al nazismo, perché nega la distanza incommensurabile dell’essere umano rispetto al mondo animale e il fatto che gli uomini siano tutti uguali di fronte al Creatore perché il Creatore ha dato la scintilla razionale all’Uomo ma non alla bestia.

    Chi crede il contrario è libero di rifiutare gli antibiotici, o di andare nel bosco a farsi sbranare dai lupi (se non hanno già sbranato i propri cuccioli o i rivali del branco).

    • necroclerico says:

      premio: hai vinto questo premio per aver infilato in un pugno di caratteri ascii una considerevole quantità di cazzate.
      genio!

      • Peucezio says:

        Invece questa volta, nell’intervento del folle Rock & Troll, qualche idea sensata, insieme a qualche delirio dei suoi, a mio avviso c’è.

        • Francesco says:

          potrebbe anche fare la fatica di vagliare la cioccolata e l’altra cosa, però

          sennò poi i rossi hanno vita facile e ci troviamo pedagoghi progressisti per ogni dove!

          :)

        • Peucezio says:

          Ma veramente lui di solito diffonde solo l’altra cosa, per questo stavolta risaltava la cioccolata.

    • paoloTT says:

      L’unico animale che si organizza in senso sistematico e funzionale ai propri bisogni percepiti di natura ideologica e strumentale per commettere crimini contro la propria specie, contro le altre specie, contro l’ambiente che lo accoglie e’ l’animale umano, e questo è un dato di fatto, che poi qualcuno, o meglio, tutti coloro che non riescono ad argomentare tesi in contrapposizione ai fatti, cerchino di rappresentarsi realtà parallele corrispondenti alla loro insana visione del mondo e dei viventi che lo popolano, questo esercizio mentale non cambia la verita’ storica.

  3. Francesco says:

    Miguel, di solito sono perfettamente d’accordo a metà con te

    questa volta molto ma molto meno

    però apprezzo la tua svolta da filo-islamico a cripto-biddhista :D

    ciao

    PS che io sappia, il mio santo eponimo non era vegetariano, giusto?

  4. Per Rock & Troll

    “Per questo il valore di un qualunque essere umano sarà *SEMPRE* superiore a quello di qualunque bestia.”

    Ah ecco, dopo i comunisti, i musulmani, gli immigrati, gli statali, anche le bestie.

    Il quadro clinico diventa sempre più chiaro.

  5. Per Francesco

    ” il mio santo eponimo non era vegetariano, giusto?”

    Sono un non vegetariano, che a volte si siede in scatole metalliche mobili.

    Il problema è la dimensione travolgente dei due fenomeni, non il fatto che ci siano dei carnivori o degli arrotati.

    • Francesco says:

      quale problema?

      cosa credi abbiano inventato il prezzo a fare?

      fai arrivare il prezzo al costo sociale del bene e troverai l’equilibrio che cerchi

      ciao

  6. Guido says:

    “L’uomo, essere razionale e dotato di anima, è l’unico in grado a sfuggire alla spaventosa violenza del regno animale, del regno dei bruti, è l’unico in grado di comprendere che la vita dei propri simili va rispettata sempre e comunque, cosa che un animale non può fare.”

    Non so se si tratta di una battuta umoristica oppure prendere sul serio una simile corbelleria.
    Boh! Ho l’impressione che si viva in pianeti diversi.

    Questo è uno di quei temi che consolidano la mia convinzione: inutili gli argomenti “razionali”…si può discutere solo con chi si è in buona parte già d’accordo.

    • Tortuga says:

      - consolidano la mia convinzione: inutili gli argomenti “razionali” – Guido –

      Le costellazioni emotive che animano un individuo sono infinitamente più importanti di qualunque argomento razionale (non che non debbano esistere questi ultimi).

      • Francesco says:

        credo, temo?, che tu abbia ragione

        però se è vero non ho idea di come gestire i rapporti col resto dell’umanità

        ciao

  7. Moi says:

    FederFauna, che raccoglie tutti coloro che a vario titolo sfruttano gli animali. [cit.]

    Ergo …Macellai Halalisti e Kosheristi inclusi, nevvero ?

    Indipendente-mente da quant suespoto, il post dimostra ulteriormente _ qualora, davvero, ve ne fosse ulteriore bisogno_ che due Reductiones ad Hitlerum eguali e contrarie sono materia distudio NON della Meccanica, BENSI’ del Magnetismo. ; -)

    • Tortuga says:

      Non credo che macellai Halal e Kosher possano essere messi in conto fra coloro che “sfruttano” gli animali.

      • Ritvan says:

        —-Non credo che macellai Halal e Kosher possano essere messi in conto fra coloro che “sfruttano” gli animali. Tortuga—
        Beh, più che altro ci sarebbe da dire che per ogni macellaio halal/kosher ce ne sono almeno 10 “normali”, ma il buon Moi questi ultimi non li prende in considerazione come biekissimi “sfruttatori d’animali”…potenza dell’UAARofilia?:-)

      • Moi says:

        Tortuga … Perché, no ?

        Ritvan, ho scritto “inclusi” … nell’ insieme dei macellai come sottoinsieme.

  8. Tortuga says:

    - lo stato permette ancora che si manifesti con slogan che vanno contro tutti i principi di commercio e lavoro? –

    Sono rimasta basita veramente del discorso che si conclude con questo stralcio.

    (a scanso di equivoci: non sono vegetariana)

  9. Tortuga says:

    Spero di riusciare a rintracciare anche un’altra diversa storia ma simile
    (vi consiglio una visione a schermo intero)

    http://www.youtube.com/watch?v=hXrq5UOlA2E

      • Tortuga says:

        Fra le tante cose che possono significare questi filmati, una in particolare a me piace: il primato dell’educazione, non nel senso di modellare ma di ex-ducere, condurre fuori, portare alla luce l’autentica natura delle cose e degli esseri.

        Da questo punto di vista bisognerebbe pensare che persino per Rock&Troll possa esistere una qualche vaga forma di speranza.

  10. Guido says:

    Una delle innumerevoli problematiche che riguardano l’alimentazione industriale e l’allevamento intensivo concerne l’esplosione demografica. La popolazione è cresciuta esponenzialmente dal dopoguerra ad oggi, e questo è un dato fuor di dubbio. Inoltre, per più della metà, vive inurbata in metropoli che necessitano di un flusso costante di merci.
    Il desiderio “caritatevole” di sfamare miliardi di umani è proprio uno degli alibi prevalenti del dispositivo tecnologico che sta dietro queste cose, lo stesso che produce “per il nostro bene” tutte le nocività che conosciamo…o meglio che conosce solo chi vuole vederle senza raccontarsi delle favole.

    In questo contesto non è questione solo di arruolarsi tra i vegetariani, quasi fosse l’ennesima setta che ha la risposta su tutto. Si tratta di comprendere quanto siamo implicati, anche nelle piccole e apparentemente innocue scelte quotidiane, nel meccanismo di cui crediamo sia responsabile solo un gruppo ben identificato di cattivissimi colpevoli.

    In questo come in altri casi, la deresponsabilizzazione tocca delle vette inimmaginabili.

    Nell’immaginario di tanti automobilisti c’è un enorme lavoro di condizionamento pavloviano. Nelle pubblicità l’automobile è spesso associata all’immagine di grandi deserti sotto un romantico sole al tramonto, non certamente all’ingorgo sul raccordo anulare.
    Allo stesso modo per il cittadino cresciuto con i film di Bambi, esiste un albero da cui penzolano bistecche in gran quantità..

    Ma… ammazzarsi da soli l’animale di cui ci si ciba no?
    L’esistenza di schiavi sottopagati, di vite trascorse in inimmaginabili sofferenze, così come di bestie trattate come cose, tutto ciò è il prezzo dei nostri deliri d’onnipotenza

    • Z. says:

      …però poi dovremmo ripararci l’auto da soli, curarci da soli, preparare il caffè da soli (dagli altipiani alla moka, intendo)…

      tutto sommato la divisione del lavoro non è una cattiva idea!

      Z.

    • Francesco says:

      “La popolazione è cresciuta esponenzialmente dal dopoguerra ad oggi”

      SVEGLIA!

      codesto fenomeno è finito, riprendere in mano i libri di demografia (aggiornati) e scoprire che non è più così

      poi, se vogliamo sterminare qualche miliardo di neri e gialli per non trovarli come concorrenti sul mercato dei beni, è un’altra questione

      saluti

  11. Moi says:

    @ FRANCESCO

    Il tuo Santo Eponimo NON era un Càtaro … ma dopo il passaggio dello “Spirito del Concilio” gli Ecclesiastically ;) Correct vogliono smerciarlo come tale … né più né meno dei Celtari che vogliono smerciare il Cattolico (!) Tolkien per “Uno Di NoiAltri” :)

  12. Moi says:

    L’ “Animalismo Etico” è sorto quando molti lavori delle bestie (mozione di enormi ingranaggi, movimentazione di carichi pesantissimi, trasporti veloci, traino potente, ecc …) sono stati trasferiti con più efficienza a delle macchine … sì insomma, il discorso “alimentare” è importante ma NON l’ unico !

  13. paniscus says:

    Per Guido: non capisco bene dove si vuole andare a parare con la questione dell’ “esplosione demografica”. Questa era una vecchia questione al centro delle discussioni già 40 o 50 anni fa, quando la tendenza era quella di attribuire la “colpa” del sovraffollamento al fatto irresponsabile che “si facessero troppi figli”, quando invece un comportamento “etico” sarebbe stato quello di ridurre le nascite (da cui, in alcuni paesi, anche campagne antinataliste piuttosto violente e dittatoriali che ai nostri occhi apparirebbero inaccettabili, come aborti forzati, sterilizzazioni di massa, o sfruttamento diretto di intere popolazioni come serbatoio di cavie umane inconsapevoli per la sperimentazione dei contraccettivi… il tutto, in modo brusco nel giro di pochi anni).

    Invece, nell’arco di una sola generazione o due, è diventato evidente che l’idea di limitare l’eccesso demografico “riducendo le nascite”, NON FUNZIONA. L’esplosione demografica, negli ultimi decenni, non è più correlata al fatto che “si facciano troppi figli”, ma al fatto che siano diminuite le cause di mortalità giovanile, e che in età avanzata si viva MOLTO più a lungo di prima.

    Per cui, per i paesi che hanno adottato quelle politiche 40 anni fa, il risultato attuale è quello di ritrovarsi con un’enorme massa di anziani (bisognosi di pensioni, di cure mediche e di assistenza sociale), e con, in proporzione, pochi giovani in età lavorativa in grado di mantenerli. Si è passati bruscamente, nel giro di pochi anni, dalla situazione in cui sette o otto nipoti si suddividevano l’onere di mantenere un nonno… a quella in cui un unico nipote deve mantenere quattro nonni, e magari anche una o due bisnonne. Il tutto, ANCHE se nella maggior parte dei paesi del mondo (sia per imposizione, che per deriva spontanea) la natalità è comunque calata vertiginosamente, e non è più vero che “si fanno troppi figli”.

    E graziearcavolo: ridurre bruscamente la natalità nel giro di pochi anni non significa “ridurre la popolazione”, ma significa ridurre esclusivamente il numero dei GIOVANI!

    Per cui, il discorso non è affatto semplice come lo buttavano giù quelli del “club di Roma” 40 anni fa…

    Lisa

    • Peucezio says:

      Mah… quello che dici vale per l’Occidente, ma non certo per il resto del mondo, che è quello che incide davvero sull’esplosione demografica.
      Se si fanno pochi figli, è vero che rimangono molti vecchi (nati quando di figli se ne facevano di più), ma siccome l’aumento della vita media non significa immortalità, nel giro di una generazione o due saranno morti e, se il trend della denatalità continua, alla lunga si rischia l’estinzione.
      Per inciso, oggi come oggi in Italia mi sa che non è un giovane a mantenere quattro nonni, ma quattro nonni, con le loro pensioni e risparmi, a mantenere lui, che mediamente è disoccupato, sottoccupato, precario ecc.

  14. Guido says:

    Anche l’antirazzismo sorge come problematica quando lo schiavismo comincia a diventare superfluo e insostenibile, esattamente come l’antispecismo o la preoccupazione per l’ambiente.

    Ogni discorso è il portato di una specifica genealogia e nulla si pone come un problema se non quando le conseguenze di ciò che si era ritenuto irrilevante si rendono del tutto evidenti.
    Hitler era, si dice, vegetariano. Tanti schiavisti erano liberali e democratici.
    Chi vede delle contraddizioni ha sicuramente ragione, ma può vederle solo adesso.

    • paniscus says:

      “Anche l’antirazzismo sorge come problematica quando lo schiavismo comincia a diventare superfluo e insostenibile, esattamente come l’antispecismo o la preoccupazione per l’ambiente.”
      ———————————————-

      C’è un bel modello “a strati galleggianti” in base alla salinità dell’acqua (descritto da un biologo esperto di scimmie che si è dato anche a riflessioni di filosofia della scienza di discreto livello)… che esprime appunto l’andamento della disponibilità di empatia verso categorie diverse dalla “nostra” in funzione della quantità di risorse e di benessere disponibili. Se ritrovo la citazione esatta, rispondo per esteso…

      Lisa

      • Moi says:

        @ LISA

        Sembrerebbe interessante, quello schema … naturalmente tenendo conto che la prima forma di “empatia intraspecista” :) avvenne con la domesticazione di certi animali, per lo più erbivori da carne, lana , latte, soma, ecc … ma ancor prima i canidi come “cooperatori per la caccia” e i felidi come “disnfestatori da roditori pestilenziali” :).

        E che dire dei piccioni ? Oggi li odiamo tanto perché “sguanagliano” :) ovunque, ma per millenni (!) ci hanno fatto da surrogati dei messaggini SMS :-) !

  15. Guido says:

    L’esplosione demografica c’è stata. E’ indubbio.
    Su come vada affrontata il discorso sarebbe lungo e io non ho la verità in tasca.

    Stavo solo indicando uno degli alibi prevalenti nella politica delle multinazionali degli OGM e degli allevamenti intensivi.

    Poi è chiaro che cambiare uno degli elementi del quadro senza modificare il tutto non fa che lasciare il tempo che trova. L’importante è almeno rendersene conto.239282

  16. necroclerico says:

    Mi candido anche io al premio.
    Hitler o no c’è chi riesce a batterlo per infamia: far passare la propria crudeltà bestiale in modo da sembrare vittime è qualcosa che non è riuscito neppure al peggior nazista. Sta gente ha un talento incredibile al ribasso dell’abiezione.

  17. paniscus says:

    Che poi c’è una cosa semplice semplice che si vorrebbe chiarire, no?

    Questi soggetti, a quanto ho capito, partono dal presupposto iniziale che “gli animali siano fatti apposta per stare al servizio dell’uomo” e che quindi debbano essere rispettati, valorizzati e tutelati solo in base a quanto sono utili e redditizi per l’uomo.

    NON PORTANO nessuna argomentazione razionale per supportare questo assunto: semplicemente, lo prendono come assioma.

    Poi, però, contemporaneamente, accusano chiunque non condivida tale assioma di “stare facendo dell’ideologia”, che evidentemente è MALE.

    In definitiva, com’è che la loro, invece, non sarebbe ideologia?

    Qualcuno mi illumina?

    L.

    • Moi says:

      @ LISA

      Si chiama “antropocentrismo biologico”, più o meno, questa idea che le altre specie esistano apposta per servire quella umana … i tre Monotesimi lo hanno sacralizzato.

      Tuttavia conoserai, o almeno dovresti conoscere, meglio di me il “battutone uaarino” :) che per mettere in crisi un teologo gli si deve chiedere come ci giustifichi l’ esistenza delle zanzare !

    • Ritvan says:

      —Che poi c’è una cosa semplice semplice che si vorrebbe chiarire, no?
      Questi soggetti, a quanto ho capito, partono dal presupposto iniziale che “gli animali siano fatti apposta per stare al servizio dell’uomo” e che quindi debbano essere rispettati, valorizzati e tutelati solo in base a quanto sono utili e redditizi per l’uomo. Lisa—
      Beh, se tu chiedessi, chessò, ad un leone a che servono le gazzelle, con tutta probabilità ti risponderebbe che siano fatte apposta per stare al servizio degli stomaci leonini:-)

      —-NON PORTANO nessuna argomentazione razionale per supportare questo assunto: semplicemente, lo prendono come assioma.—
      Dici che il summenzionato leone potrebbe offrirti qualche “argomentazione razionale” in proposito?:-) E se ti dicesse solo p.es. che questa è una LEGGE DELLA NATURA, che faresti, gli chiederesti la data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di tale legge?:-)

      —Poi, però, contemporaneamente, accusano chiunque non condivida tale assioma di “stare facendo dell’ideologia”, che evidentemente è MALE.
      In definitiva, com’è che la loro, invece, non sarebbe ideologia?—-
      Dici che anche quella del sullodato leone sarebbe da classificare come “ideologia”?:-)

      —-Qualcuno mi illumina?—-
      Coi fari dell’automobile?:-)

      P.S. (serio). A mio immodesto:-) avviso la differenza dovrebbe essere fra USO degli animali da parte dell’uomo e ABUSO. Allevare – ovvero far nascere chi altrimenti non sarebbe mai nato e nutrire e far crescere chi, anche se nato, non sarebbe stato in grado di sopravvivere da solo in natura – animali che servano da nutrimento per l’onnivoro Homo sapiens sapiens lo trovo compatibile con le leggi della natura e, se tale allevamento venisse fatto in condizioni tali da rispettare le esigenze etologiche dei suddetti animali (ovvero non sottoporli a stress, sevizie e crudeltà varie), lo troverei compatibile anche con l’etica umana. Trovo, invece, un ABUSO la caccia, visto che in natura nessuna specie caccia un’altra per puro divertimento. E trovo tale anche l’allevamento di animali da pelliccia (e sorvolo sul modo barbaro in cui vengono ammazzati) di cui si abusa in nome e per conto della vanità modaiola.
      P.S.2 Tempo fa, su un forum di discussione, una gentile collega scrisse più o meno che l’Umanità era il cancro del pianeta e che, se si estinguesse, sarebbe un auspicabile beneficio per la natura. Le risposi chiedendole per quale ragione non cominciava lei, da membro della suddetta Umanità, a dare il buon esempio:-)….ovviamente non replicò.

      • Zhong says:

        in natura nessuna specie caccia un’altra per puro divertimento.
        —–

        Io questa frase l’ho gia’ sentita varie volte, e mi sono sempre chiesto se e’ vera.

        Io avuto cani e gatti, e, sia per i cani che per i gatti, ho sempre visto che ogni volta che riuscivano a prendere un animale piu’ piccolo di loro (topo, uccellino, lucertola, insetto,….) gliene facevano di ogni…. ….a stomaco pieno, e *per puro divertimento*.

        Zhong

        • Ritvan says:

          —“in natura nessuna specie caccia un’altra per puro divertimento.” Io questa frase l’ho gia’ sentita varie volte, e mi sono sempre chiesto se e’ vera. Io avuto cani e gatti, e, sia per i cani che per i gatti, ho sempre visto che ogni volta che riuscivano a prendere un animale piu’ piccolo di loro (topo, uccellino, lucertola, insetto,….) gliene facevano di ogni…. ….a stomaco pieno, e *per puro divertimento*.Zhong—
          Hai considerato l’ipotesi che quello che tu prendevi per “puro divertimento” altro non fosse che una sorta di “addestramento” alla caccia?

          P.S. Visto che ti chiami Zhong, non è che per caso ogni tanto ti fai un bello stufato di…cane?:-)

        • Zhong says:

          No, no, era *puro divertimento*. Il cane, quando prendeva prendeva un riccio, lo apriva con una zampata, lo mordeva per la pancia e lo lanciava in aria con un movimento del muso. Poi lo andava a riprendere e ricominciava. E, di notte, poteva andare avanti per ore. Questo, almeno secondo me, c’entra poco con la caccia…

          Zhong

        • Ritvan says:

          @ Zhong
          Oh, beh, se dici che era un cane sadico, allora….:-)

      • paniscus says:

        Ritvan, scusa, ma il tuo paragone con i leoni e con altri animali carnivori non sta proprio in piedi.

        Innanzi tutto, non mi risulta che l’animale carnivoro accusi quello erbivoro di essere “ideologico”, o viceversa; e soprattutto, anche l’animale carnivoro, se incontra un altro carnivoro più grosso e più forte di lui, rischia di essere pappato, e deve mettersi nei panni del “più debole che si difende con la fuga” e non viceversa, indipendentemente da chi dei due abbia “ragione”o no.

        E comunque, se l’unica motivazione razionale per quell’assunto deve davvero essere “la legge di natura”, non capisco la tua distinzione tra caccia e allevamento.

        Anzi, semmai dovrebbe semmai essere l’esatto contrario: la caccia fa ampiamente parte delle “leggi di natura”, perché un sacco di specie animali vanno in cerca di altri animali per catturarli lì per lì e papparseli… mentre non mi risulta (tranne forse qualche caso estremo di simbiosi o parassitismo dalle tenchiche fantasiosissime, che però si basano su un concetto diverso) che esistano altre specie animali, oltre all’uomo, che investono deliberatamente tante energie e tante risorse nell’impadronirsi di esemplari di un’altra specie per tenerseli presso di sé a lungo, curarli, nutrirli e farli riprodurre, apposta per mangiarseli dopo o per sfruttarli in altro modo…

        Lisa

        • Ritvan says:

          —-Ritvan, scusa, ma il tuo paragone con i leoni e con altri animali carnivori non sta proprio in piedi. Lisa—
          Allora mettiamolo comodamente seduto, cribbio!:-)

          —-Innanzi tutto, non mi risulta che l’animale carnivoro accusi quello erbivoro di essere “ideologico”, o viceversa;—-
          Che ne sai tu, comprendi forse quello che si dicono gli animali fra di loro?:-)

          — e soprattutto, anche l’animale carnivoro, se incontra un altro carnivoro più grosso e più forte di lui, rischia di essere pappato, e deve mettersi nei panni del “più debole che si difende con la fuga” e non viceversa, indipendentemente da chi dei due abbia “ragione”o no.–
          Appunto. E siccome anche l’uomo è di solito il più forte – specie se munito di fucile – allora è legge della natura che sia lui a “comandare”, non ti pare?

          —E comunque, se l’unica motivazione razionale per quell’assunto deve davvero essere “la legge di natura”, non capisco la tua distinzione tra caccia e allevamento.–
          Ti illumino:-) subito. La legge di natura impone ai carnivori di non sciupare le prede, pena rimanerne senza e morire di fame. Similmente, se l’umanità di oggi (6 miliardi e passa) dovesse basare la propria alimentazione carnea sulla caccia alla selvaggina, in breve tempo esaurirebbe tutta la selvaggina. Ecco il perché dell’allevamento.

          —-Anzi, semmai dovrebbe semmai essere l’esatto contrario: la caccia fa ampiamente parte delle “leggi di natura”, perché un sacco di specie animali vanno in cerca di altri animali per catturarli lì per lì e papparseli… mentre non mi risulta (tranne forse qualche caso estremo di simbiosi o parassitismo dalle tenchiche fantasiosissime, che però si basano su un concetto diverso) che esistano altre specie animali, oltre all’uomo, che investono deliberatamente tante energie e tante risorse nell’impadronirsi di esemplari di un’altra specie per tenerseli presso di sé a lungo, curarli, nutrirli e farli riprodurre, apposta per mangiarseli dopo o per sfruttarli in altro modo…—
          C’è legge e legge della natura e quella di non sterminare intere specie dovrebbe avere la precedenza su quella di cacciare. Vedi sopra.

        • falecius says:

          Lo fanno le formiche con certi afidi. Anche se non so se si possa parlare di azione “deliberata”.

      • roberto says:

        “trovo, invece, un ABUSO la caccia, visto che in natura nessuna specie caccia un’altra per puro divertimento”

        ma se è per mangiare? voglio dire, non per sostentamento ma se sparo ad un cinghiale per mangiarmelo dov’é l’abuso? (no, personalmente non caccio, mi limito a cucinare, ma non credo di essere meno abusivo del cacciatore che mi procura la preda)

        • Z. says:

          Allora,

          i cacciatori – quanto meno quelli che conosco io – si divertono senza dubbio, ma le bestie abbattute se le mangiano (e ci mancherebbe altro, con quel che costa cacciare).

          E le fanno mangiare pure a me: quest’estate, ad esempio, ho mangiato un Bambi de-li-zio-so.

          :D

          Z.

          PS: E siccome è stagione, appena possibile un bel ragù di lepre non me lo toglie nessuno!

    • Peucezio says:

      E’ evidente che è molto difficile dimostrare che gli animali sono fatti apposta per l’uomo, perché ciò implica dimostrare che qualcuno li ha fatti e che li ha fatti con una precisa intenzione.
      Semmai quello che dovrebbe essere ovvio è che le azioni umane sono fatte apposta per gli uomini, comprese quelle che riguardano gli animali.
      E ciò comprende anche l’amore per gli animali, che viene nutrito da coloro i quali ne traggono gratificazione, evidentemente maggiore di quella che trarrebbero da una buona bistecca al sangue.
      Tra l’altro l’uomo è l’unica specie che si pone il problema; le altre agiscono solo in base a ciò che è utile per la propria.
      Se l’idea è che pensare agli animali come esseri al servizio dell’uomo sia una concezione antropocentrica, non si capisce perché non si possa dire altrettanto di una concezione che ha l’arroganza di voler farsi arbitro e paladino dell’etica universale e del bene delle altre specie, invece di limitarsi a seguire il proprio istinto e il proprio vantaggio.
      Io, se proprio dovessi sbilanciarmi, sarei più incline a pensare che le bestie siano state create non per l’uomo, ma contro l’uomo. E’ molto difficile dimostrare sia l’una tesi che l’altra, ma il comune buon senso dovrebbe inclinare per la mia ipotesi, anche solo considerando per un attimo l’esistenza delle zanzare.

      • Z. says:

        Dunque – esistono gli animali.

        Tra di essi c’è l’uomo, che è onnivoro.

        Essendo onnivoro, mangia anche gli altri animali.

        E quindi mangiamoli, sti caspita di animali.

        Non complichiamo gli affari semplici!

        :D

        Z.

        • paniscus says:

          Ma io non stavo a discutere questo.

          Stavo a discutere un’altra cosa:

          – esiste chi, sulla tutela degli animali, la pensa come questi soggetti di Federfauna (ossia, l’animale non deve essere visto come un soggetto degno di tutela di per sé, ma solo come una fonte di reddito e di benessere per l’uomo);

          – esiste anche chi la pensa diversamente (ossia, indipendentemente dai vari “gradi” quantitativi della cosa, che vanno dalla pensionata gattara al vegano oltranzista, pensa che l’animale abbia anche diritto a forme di rispetto e di tutela di per sé e non soltanto in funzione dei benefici che apporta all’uomo).

          – in entrambi i casi, spesso, non c’è alcuna motivazione IDEOLOGICA chiara, ma c’è una complessa combinazione di comodità materiale, sentimenti emotivi, e pigrizia nel modificare le proprie abitudini consolidate… alcune di queste ragioni potranno essere perfettamente rispettabili e altre meno, ma di sicuro non sono “ideologiche”.

          C’è quello che trova inimmaginabile la scelta vegetariana, perché “il mangiare carne è una cosa normale che da che mondo e mondo si è sempre fatta”, ma questa non mi pare affatto ideologia, bensì automatismo dell’abitudine; e c’è quello che non sopporta di indossare indumenti di pelle, perché gli fa impressione portare addosso “residui di cadaveri”, e anche questa non è affatto ideologia, ma una reazione emotiva personale.

          Il punto che stavo sottolineando è appunto questo: qualcuno mi spiega perché mai i “favorevoli” (in generale) alla tutela degli animali come soggetti in sé, debbano essere accusati di “stare facendo solo ideologia”, come se fosse una parolaccia, mentre chi fa quell’accusa non si rende minimamente conto di stare facendo esattamente la stessa cosa? O sono ideologici tutti e due, o nessuno…

          Lisa

        • Z. says:

          Immagino che, come in ogni altro campo, ciascuno trovi logiche le proprie opinioni e ideologiche quelle altrui…

          :D

          Z.

        • Francesco says:

          OMDAZ!

        • Francesco says:

          OMDAZ doppia, sia questo post che quello precedente

          domani pioggia?

        • paniscus says:

          Mah, nel caso specifico, di solito… l’animalista medio non accuserebbe affatto il federfaunista di essere “ideologico”, ma solo di avere interessi economici da difendere :)

        • Peucezio says:

          Beh, si potrebbe dire che chi si è sempre nutrito e vestito di animali non fa che seguire un uso vecchio quanto l’uomo, un'”abitudine”, come dici tu, quindi non c’è niente di ideologico.
          Chi invece vi si oppone, lo fa in base a una convinzione, a una dottrina, a una sua concezione morale, quindi per motivi ideologici.
          Potremmo forse considerare non ideologico l’atteggiamento di chi ha una sensibilità cui ripugna l’uccisione di animali, anche per motivi alimentari, e dunque si rifiuta di alimentarne il mercato, ma questo non è essere animalisti. L’animalista non si limita al rispetto degli animali a ogni costo, ma vuole imporlo agli altri, promuove leggi per la loro tutela, fa diventare la cosa una questione sociale e giuridica. Questa è ideologia.
          Poi ciò comporta anche che ci sia chi, per reazione, sviluppi contro-argomenti contro i diritti degli animali e che ci siano persino dei deficienti che arrivino a sostenere che qualunque crudeltà verso di essi è legittima e doverosa e che, tanto più pesantemente si sfrutta la natura, indipendentemente anche dalle conseguenze per l’uomo stesso, meglio è. E questa è ideologia a sua volta. Ma ideologia di reazione: l’ideologizzazione della questione viene dall’animalismo.

        • Z. says:

          Lisa,

          — Mah, nel caso specifico, di solito… l’animalista medio non accuserebbe affatto il federfaunista di essere “ideologico”, ma solo di avere interessi economici da difendere :)

          Credo che persino un animalista, purché minimamente informato (ma minimamente proprio), sappia quanto la caccia sia attività molto costosa e poco redditizia dal punto di vista economico per chi vi si dedica come hobby.

          Presumo che anche per questo si stigmatizzi più spesso la supposta “crudeltà” rispetto alla supposta “avidità” dei cacciatori.

          Per quanto riguarda vegani, vegetariani e simili, per me l’ideologia non c’entra un piffero. E’ solo una questione di disordine alimentare, che si può affrontare e risolvere con successo grazie all’aiuto di personale qualificato :D

          Z.

        • paniscus says:

          Sull’ultimo punto: concordo sostanzialmente sul fatto che l’alimentazione vegana stretta (quella che rifiuta qualsiasi forma di derivato animale, compresi latticini e uova) sia qualcosa di assimilabile a un “disturbo alimentare”.

          Per quanto riguarda un’alimentazione vegetariana equilibrata (ossia, quella di chi rifiuta di nutrirsi direttamente di animali uccisi, perché è contrario alla loro uccisione, ma non rifiuta a priori qualsiasi derivato animale “solo perché è animale”), francamente non ci vedo nulla di disturbato.

          La differenza non è ideologica, ma BIOLOGICA.

          Ossia, chi segue un’alimentazione vegana stretta, si priva sistematicamente di un apporto di proteine, di ferro e di altre sostanze necessarie alla vita sana… mentre, per chi segue un’alimentazione senza carni (né di animali terrestri, né di pesci) ma integrata da proteine di origine animale che arrivano da alimenti derivati, questo semplicemente non è vero.

          Per cui, è frequente il caso di vegani stretti che, pur di mantenere le proprie abitudini rigide, si adeguano a prendere per tutta la vita integratori di ferro, di vitamine e di chissà che altro, mentre per i “semplici” vegetariani più equilibrati, di questo non c’è bisogno.

          Io parto dal presupposto che se un certo regime alimentare ha bisogno sistematico di essere compensato con qualcosa che in natura non esiste, allora c’è effettivamente qualcosa che non va. Ma se uno ha un’alimentazione selettiva, però ben integrata e complessivamente equilibrata, non vedo il problema.

          Al massimo, lo equiparo a qualsiasi altra forma di selettività per qualsivoglia altro motivo, dal tabù religioso al semplice gusto personale. Se io non mangio una certa cosa perché proprio non mi piace, o se un altro non la mangia perché “non gli piace l’idea di mangiarsela“, non vedo grosse differenze dal punto di vista di principio…

          Lisa

        • Tortuga says:

          - Per cui, è frequente il caso di vegani stretti che, pur di mantenere le proprie abitudini rigide, si adeguano a prendere per tutta la vita integratori di ferro, di vitamine e di chissà che altro, mentre per i “semplici” vegetariani più equilibrati, di questo non c’è bisogno. –

          Il vegano autentico normalmente non usa prodotti di sintesi, quindi niente integratori.
          La filosofia del vegano, infatti, non è solo non mangiare animali e derivati, ma anche “come vengono prodotti-trattati i cibi”.

          Ritenere inoltre che non esistano sufficienti quantità di ferro e proteine in natura è errato.
          Infatti si ottiene la quantità di sostanze nutrizionali necessarie semplicemente in altro modo e da altri cibi di cui erratamente facciamo uno scarso uso.

          Ovviamente questo comporta a volte dover importare cibi particolari (es. la soia per produrre il formaggio ed il latte di soia).

          N.B. non sono mai stata vegan ma vegetariana si per un certo numero di anni della mia vita, fra i 18 e i 22 anni, e sapevo cosa e dove andare a prendere ogni giorno, ovvero alimentarsi in questo modo richiede uno studio.

          Ancora oggi che, essendo maritata ad un glutinofago carnivoro :D , sono costretta ad assecondare le abitudini alimentari di un’altra persona, osservo una dieta in cui le quantità di carne sono molto ridotte, ma non manco mai delle proteine necessarie.

          Per il ferro spinaci e lenticchie sono una fonte eccellente.

          Quindi ciò che affermi non è vero.
          Mi dirai che “si dice” ed io ancora però non so se sia vero o meno, che “alcune” proteine si trovino solo nella carne, ma, ripeto, ancora non so se è vero o meno, mentre sono certa di quelle che si trovano, oltre che nel latte, nei formaggi, e nel bianco d’uovo, anche appunto nella soia, nei cereali e soprattutto nei legumi.

          Oggi come oggi, qualunque buon dietologo nonché dietista, è in grado di farti una perfetta dieta vegetariana o vegana in cui non ti manchi nulla.

          Raramente si parla invece dei danni da eccesso di apporto proteico cui spesso le persone si sottopongono per non sapere cosa si mettono nel piatto e come mangiare, procedendo semplicemente per abitudini.

          Dei vegetariani e dei vegani contesto solo alcune cose che in genere riguardano più la loro psiche che non la loro alimentazione ed in genere la loro comunicazione.

        • paniscus says:

          Mah, guarda, forse non l’ho espresso chiaramente, però sono convinta che anche l’abitudine ossessiva a mangiare carne tutti i giorni sia un “disturbo alimentare” paragonabile col veganesimo e pure peggio…

          Ah, aggiungo: sulle lenticchie non ho abbastanza informazioni, ma la leggenda che “gli spinaci siano ricchi di ferro” è stata clamorosamente smentita da parecchi anni!

          Lisa

        • Tortuga says:

          Il problema del ferro non è quanto ne assumi ma come lo fissi (per questo si mette il limone sugli spinaci).

          Comunque l’alimentazione è un discorso veramente complesso.

        • Ritvan says:

          —…la leggenda che “gli spinaci siano ricchi di ferro” è stata clamorosamente smentita da parecchi anni! Lisa–

          Confermo.
          http://www.attivissimo.net/antibufala/spinaci/spinaci.htm

        • Z. says:

          Lisa,

          il giorno in cui sentirò parlare di squadre di muratori vegetariani al lavoro sui ponteggi, allora comincerò a pensare che esistano surrogati della carne altrettanto validi rispetto all’originale…

          E a me le lenticchie non dispiacciono, anzi! :D

          Z.

        • paniscus says:

          “il giorno in cui sentirò parlare di squadre di muratori vegetariani al lavoro sui ponteggi, allora comincerò a pensare che esistano surrogati della carne altrettanto validi rispetto all’originale…”
          ————————-

          Ma infatti qua mica si stava parlando di potenziamento dei muscoli, bensì solo e unicamente di adeguatezza sanitaria della dieta.

          E’ possibile che abbia ragione tu, sul fatto che le proteine della carne siano opportune per chi fa un pesante lavoro manuale, e che un vegetariano mediamente abbia un po’ meno forza fisica (*) …

          …ma non vuol mica dire che gli manchino componenti essenziali per la salute, che sia più soggetto a malattie, che abbia un’aspettativa di sopravvivenza più breve, o che abbia una qualità di vita più bassa.

          Se uno non fa un lavoro in cui c’è bisogno di un notevole sforzo muscolare tutto il giorno (e non parlo necessariamente di elevatissimi lavori intellettuali, eh, va bene anche il più sfigato dei telefonisti di call center), e magari non è nemmeno interessato a fare sport pesanti, chi l’ha detto che un vegetariano sia svantaggiato rispetto a un carnivoro nel resto delle normali prestazioni vitali?

          (*) e peraltro, anche su questo punto, un minimo di tara ce la farei, considerando l’effetto simbolico del luogo comune secondo cui “la carne fa sangue” o amenità del genere, che mi ricorda tanto un bel residuato di pensiero magico per analogia. Mica si penserà che mangiando cellule animali derivate dal muscolo, queste si trasformino direttamente in muscoli… e siamo seri!

          Lisa

        • Z. says:

          Lisa,

          — …ma non vuol mica dire che gli manchino componenti essenziali per la salute, che sia più soggetto a malattie, che abbia un’aspettativa di sopravvivenza più breve, o che abbia una qualità di vita più bassa. —

          Dipende da cosa intendiamo per componenti essenziali per la salute. Dal mio punto di vista, essere in grado di allenarsi facendo meno fatica significa allenarsi di più e meglio, e quindi avere un fisico più sano.

          Vero è che anche senza un fisico sano nel mondo di oggi si può sopravvivere senza eccessiva fatica, e io ne sono la prova provata :D

          — e peraltro, anche su questo punto, un minimo di tara ce la farei, considerando l’effetto simbolico del luogo comune secondo cui “la carne fa sangue” —

          Certamente l’alimentazione dipende anche dalla cultura. Tuttavia, basta osservare quanto si siano allargate le spalle e quanto sia aumentata la statura dai nati negli anni Quaranta ai nati negli anni Settanta per rendersi conto di come mangiare fagioli non sia esattamente uguale a mangiare carne (il che non significa che abbuffarsi di carne ogni giorno sia sano, certo).

          Z.

          PS: E comunque la verdura fa male. Ci sono le radiazioni di Fukushima :D

        • paniscus says:

          E comunque la verdura fa male. Ci sono le radiazioni di Fukushima

          E comunque c’è sempre questa onorevole via di mezzo:

          http://ih3.redbubble.net/image.6908306.6914/fig,grass_green,mens,ffffff.jpg

          Lisa

      • PinoMamet says:

        Bella! diventerei vegetariano solo per quella maglietta!
        :)

        a ognuno il suo messaggio, in effetti… potenza del marketing :)

  18. Per Tortuga

    “Non credo che macellai Halal e Kosher possano essere messi in conto fra coloro che “sfruttano” gli animali.”

    Ma non credo che ci sia una grande differenza tra macellazione halal/kasher e macellazione “laica”, in Occidente.

    http://www.empirekosher.com/2011/08/inside-empire%E2%80%99s-slaughterhouse-the-life-of-a-kosher-chicken-jta-aug-4-2011/

    Non ho trovato materiale analogo sulla macellazione halal, ma presumo che l’atmosfera sia più o meno quella.

    • Tortuga says:

      Forse mi sbaglio ma a monte dovrebbero esservi regole anche per il modo di allevare gli animali, non solo per la macellazione.

      • Ritvan says:

        —-Forse mi sbaglio ma a monte dovrebbero esservi regole anche per il modo di allevare gli animali, non solo per la macellazione. Tortuga—

        Togli pure il “forse”!:-)

        • Tortuga says:

          Ah, ok. In un eccesso di zelo pensavo che in islam ed ebraismo a monte vi fosse anche un insieme di norme volte a regolare il corretto “uso” del creato e che quindi non venisse considerata solo l’igiene, ma anche la sofferenza della bestia e per traslato non solo al momento dell’uccisione.

          Della serie “ho preso una toppa tremenda” :D
          Pardon! ;-)

        • Ritvan says:

          Dolce Tortuga, in aggiunta a quello che ha scritto Lisa:
          Dell’ebraismo non saprei, ma nel Corano non c’è una “Guida al Trattamento Islamicamente Corretto Degli Animali” e mi sembra giusto, altrimenti si rischiava di trasformare il Corano in un Trattato di Zootecnia:-).
          Però, siccome il buon Allah ci ha dato la Racione(sic!:-) ), ti prego di riflettere e tirare le dovute conseguenze su quanto segue: se Allah raccomanda tutte quelle cautele nella macellazione per non far soffrire l’animale qualche secondo in più prima della morte, come potrebbe permettere ai credenti di maltrattare gli animali per moooolto più tempo quando sono in vita?!
          Inoltre, esistono diversi hadith (racconti di vita del Profeta Maometto) che dimostrano inequivocabilmente che l’islam raccomanda la massima gentilezza nei confronti degli animali.

        • Tortuga says:

          - ti prego di riflettere e tirare le dovute conseguenze su quanto segue: se Allah raccomanda tutte quelle cautele nella macellazione per non far soffrire l’animale qualche secondo in più prima della morte, come potrebbe permettere ai credenti di maltrattare gli animali per moooolto più tempo quando sono in vita?!
          Inoltre, esistono diversi hadith (racconti di vita del Profeta Maometto) che dimostrano inequivocabilmente che l’islam raccomanda la massima gentilezza nei confronti degli animali. – Ritvan –

          Tesoro di un fratello! E io che cosa pensi che volevo che tu dicessi, che pensavo ed a cui mi riferivo? Proprio questo.

          Indico anch’io un OMDAR! :D

          Vedi che ogni tanto mi capisci?

        • Tortuga says:

          p.s. x Ritvan

          E comunque adesso mi fò lo screen shot del post e me lo incornicio.
          Ritvan che mi scrive “dolce tortuga” senza mettere un sorrisino ironico in coda me lo voglio conservare come ricordo :D

      • paniscus says:

        Beh, ai tempi in cui furono formulate le leggi islamiche (ma anche quelle ebraiche, parecchi secoli prima), non credo che si ponesse molto il problema di “come” allevare gli animali: li si metteva in un recinto o in una stalla, nella stagione giusta li si portava a pascolare liberamente nei prati andandogli dietro a piedi e sorvegliandoli di persona, altrimenti li si nutriva con gli avanzi dei prodotti naturali conservati apposta, li si mungeva a mano, e li si macellava quando era il momento. Non penso che esistesse il problema della differenza tra “allevamento biologico”, “allevamento industriale”, “allevamento intensivo”, “allevamento automatizzato” e quant’altro…

        Al massimo poteva esistere una differenza di sensibilità etica individuale sul trattamento degli animali da fatica (tra chi bastonava continuamente il cavallo o l’asino e chi no), ma non certo su quello del gregge di pecore o della vacca da latte…

        Lisa

  19. Moi says:

    Circa i metodi di macellazione … non so se esistano studi neurologici seri e imparziali nel merito della cosa, ma si dice che il metodo arabo-semitico sia quello che sottopone l’animale alla massima sofferenza inutile.

    • Ritvan says:

      —Circa i metodi di macellazione … non so se esistano studi neurologici seri e imparziali nel merito della cosa, ma si dice che il metodo arabo-semitico sia quello che sottopone l’animale alla massima sofferenza inutile. Moi—

      Quel “si dice” è una cazzata. La recisione – con un colpo secco di un affilatissimo coltello – delle arterie e delle vene del collo che fanno circolare il sangue – fra l’altro – nella corteccia cerebrale – organo deputato alla percezione della sofferenza – provoca un crollo istantaneo della presione sanguigna nella suddetta corteccia, pertanto essa diventa subito “insensibile” e l’animale non percepisce alcuna sofferenza.

  20. Tortuga says:

    - Si chiama “antropocentrismo biologico”, più o meno, questa idea che le altre specie esistano apposta per servire quella umana … i tre Monotesimi lo hanno sacralizzato. – Moi –

    Questa è la versione dei fatti delle “altre religioni” verso i “monoteismi desertici”, come li chiami tu, ma io non credo che sia vero.
    Si, è vero, l’uomo si può servire di tante cose, ma deve anche rispettare molte regole, non ultime quelle alimentari, ed il quando mangiare cosa.

    Da nessuna parte è scritto che bisogna spararsi due etti di filetto a pasto a pranzo e cena per tutti i santi giorni della propria vita.

    Da nessuna parte è scritto che l’uomo non deve usare la sua intelligenza, e da nessuna parte è scritto di non accorgersi se si sta o meno distruggendo il pianeta, ovvero l’habitat-ecosistema che consente all’uomo di sopravvivere.
    Le specie animali fanno parte di questo ecosistema che fino ad oggi non abbiamo ancora chiaro al punto da poter prevedere gli effetti nefasti dei nostri arbitrari interventi.

    Senz’altro fra i tre monoteismi quello del “Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo!” si è sentito per questa sola frase esonerato ed in diritto di eccedere cannibalisticamente portanto tutto al servizio dell’uomo-dio senza discrimine, e può darsi che per questo e per molti altri motivi, la kultura occidentale sia nata su questo sostrato religioso, a volte in contrasto con esso ed a volte, invece appoggiandovisi.

    Tuttavia, il solo fatto che halal e kosher prevedano norme di macellazione che tengono in considerazione la sofferenza dell’animale, dovrebbero dirci qualcosa.

    Spesso, dietro all’ossequio delle norme religiose c’è poi un atteggiamento di pigrizia tipo: dio ha detto che devo fare questo, guai a chiedermi di più.
    Se un tempo pochi minimi impegni erano sufficienti, può darsi che oggi non lo siano più.

    • roberto says:

      su questo post ho una curiosità.

      ammettiamo che il 100% della carne macellata in ile de france sia frutto di macellazioni rituali.

      ammettiamo anche che questo tipo di macellazione aumenti il rischio di infezioni da e.coli

      se queste due osservazioni sono corrette, mi aspetterei un aumento di infezioni negli uomini in ile de france (tenendo conto che è la regione più popolata di francia, la passione dei francesi per la carne, anche cruda) e vista la gravità delle infezioni da e.coli, mi sarei aspettato almeno uno studio epidemiologico. ne hai mai trovati? se si potresti indicarmeli? e se no, come si spiega secondo te?

      • Tortuga says:

        Se fosse come dice lui non esisterebbero più musulmani nè ebrei sulla faccia della terra: sarebbero già tutti morti di escherichia.

      • Z. says:

        Roberto,

        è possibile che un eurocrate come te sia così ingenuo?

        Si tratta evidentemente di un diabolico complotto congiunto Bilderberg-Califfato per truccare i dati sulla salute dei francesi.

        E se lo neghi, è perché anche tu ne fai parte.

        Z.

        • Ritvan says:

          —–Roberto, è possibile che un eurocrate come te sia così ingenuo?Si tratta evidentemente di un diabolico complotto congiunto Bilderberg-Califfato per truccare i dati sulla salute dei francesi.E se lo neghi, è perché anche tu ne fai parte. Z.—-
          :-) :-) :-)

          —-Se fosse come dice lui non esisterebbero più musulmani nè ebrei sulla faccia della terra: sarebbero già tutti morti di escherichia. Tortuga—-
          Eh, no, tu non sai che Gli Sceicchi Petroliferi Ricattatori:-) forniscono ai musulmani abbondanti dosi di antidoto e lo stesso fa la Perfida Internazionale Giudaica:-) con gli ebrei….pertanto, gli unici a restare “scoperti” all’aggressione delle tossine di E. coli sono i poveri europei, che pertanto, muoiono come mosche…minchia, se non è un EuroHolocaust questo!:-):-)

  21. Moi
    sapevo che le formiche erano l’unica altra specie oltre all’uomo a fare la guerra ai propri simili, ma questa mi mancava.

    A me piace la carne, ma è ovvio che mi trovo dalla parte comoda della sola cucina: l’esperienza del mattatoio dovremmo farla un po’ tutti che mangiamo carne.

  22. Be’, Miguel, questa volta ti sei superato — ammesso e non concesso che fosse possibile. Grazie.

  23. Pingback: «Giocando con Hitler»: uno scritto esemplare | Caos scritto

  24. Tortuga says:

    ot x Miguel

    Non ti è ancora capitato mai, mi sembra, di fare un post sulla “religione del dna” che fra le “nuove religioni” non è da sottovalutare.

    Roba tipo questa:
    http://www.ecplanet.com/node/3627 o tipo questa
    http://www.ilsentierodeldharma.it/1/dna_riprogrammazione_757087.html
    (in questo centro che ha tutto un programma fuffa che è, appunto, tutto un programma, riescono a far insegnare anche un Lama che pure conosco personalmente ed è anche una brava persona :-)

  25. Non ho dati, né li ho cercati, ma non esagererei sull’e.coli. Tanto per dire, nel 2000, negli USA, su 73000 casi accertati, le morti sono state 60. Sarebbe interessante capire poi se i casi dell’anno scorso in Germania siano stati (come poi è stato negato) causati da alcuni ortaggi non lavati, come detto inizialmente, o da altre cause (che io sappia non ancora trovate. Certo, pour parler, la Germania è il maggiore produttore europeo di carne halal per kebabbari, ma non insisto…). D’altronde “rischio” non significa “epidemia” o “pandemia”. E per inciso, siamo sicuri che l’halal sia così diffuso nei Paesi a maggioranza islamica? Voi avete qualche informazione in merito. Lo domando perché in un articolo del Nouvel Observateur, tra i commenti, qualcuno mette in dubbio che tale pratica sia realmente diffusa anche in Africa e Medio Oriente (e le accuse lanciate qualche anno fa a Parigi di falso-halal tra produttori legati o no alla moschea parigina può mettere la pulce).

    • Roberto says:

      In Germania l’epidemia è stata causata da germogli di soia biologici. Sull’halal a naso direi che nei paesi musulmani si mangia halal. Infine su kebab l.ecoli muore se lo cucini. Il problema non è il kebab ma la tartare

      • No. Quell’epidemia non è stato confermato che provenisse dalla soia biologica. In ogni caso la mia era una battuta.

        Riguardo il cucinare, negli USA l’e.coli è chiamata “malattia dell’hamburger”, perché i problemi possono esserci non solo nella carne pressochè cruda, ma anche in quella non ben cotta.

        Sui Paesi islamici e sull’episodio di Parigi, quello che veniva detto su NouvObs riguardo il falso-halal era perché la pratica halal vera e propria è meno “effettivamente” usata di quanto si dica, e lo è, invece, venendo rimarcata con forza, più in determinate aree, come quelle dove forme di islam più ortodosso/radicale (chiamatelo come volete) sta crescendo o dove le comunità islamiche sono minoritarie (come forma di difesa identitaria). E’ per quello che chiedevo se qualcuno avesse riscontri. Personalmente anch’io la penso come te e gli altri… Ragione in più per non lasciare troppo diffondersi le culture islamiche. Volete mettere una bella bistecca al sangue o il prosciutto San Daniele con certe “convinzioni”?

    • PinoMamet says:

      A naso anche io direi che nei paesi a maggioranza islamica si mangi halal, se non altro per praticità
      (voglio dire, che anche i cristiani lì presenti, se vanno al ristorante, si beccano la bistecca halal).

      Altrimenti non sorgerebbe neanche il problema del falso-halal…

      • Moi says:

        Credo che per i Cristiani del Dar-Al-Islam il mangiare non-halal sia un’ opzione in più , mica l’ alternativa … e magari un’ alternativa neanche troppo gradita. In fondo Gesù, da Ebreo, probabilmente mangiò sempre almeno-almeno “kosher-soft” :-) e “halal” è appunto “kosher soft”. :-)

        • PinoMamet says:

          Io non toglierei il soft (dai Vangeli si capisce che non aderiva troppo strettamente alle regole alimentari);
          ma toglierei il “probabilmente”;

          è stato San Paolo a dire espressamente che si poteva mangiare di tutto….

        • Moi says:

          @ PINO

          Ma perché, invece, il Kosher Hard :-) fa quel distinguo etico e dietetico sacralizzato così severo tra artiodattili e perissodattili ?

        • PinoMamet says:

          Moi
          vabbè soft, ma kosher mangiava kosher… credo che il distinguo che dici tu lo facesse anche Gesù!

          sui motivi del dettato biblico, ripeto: chi li conosce è bravo, si avanzano ipotesi.

          Quando si applicano teorie moderne a regole antiche, però, di regola il risultato è lo spassoso dialogo postato da Tortuga qualche giorno fa, dove vegetariano e induista scoprono di non-essere-così-tanto-d’accordo ;)

  26. Moi says:

    @ TUTTI (1)

    Conciliando Sapere Scientifico e Sapere Umanistico (e quindi ‘sto post qui con il suo precedente):

    http://www.liberoquotidiano.it/news/983937/Bestie-sesso-droga-sbronze-Ecco-il-kamasutra-bonobo.html

    e poi dicono che Dante NON viene assimilato : -) dagli studenti … malgrado il sistematico massacro degno dei peggiori Barbari mediante le parafrasi degli Italici Posteri nelle aule di scuola post’68ine. Mi sa che Rock’n’Troll legge di etologia, specialmente Miersch.

    Nel caso, a farne scempio, c’è anche la TIM.

    Inoltre _ secondo la nota tesi di Walter Veltroni, sin dagli Anni ’80 (!) che “Silvio Berlusconi ha trasformato il frivolo in cultura e l’avanspettacolo in spettacolo !” [cit.] _ a prendersi Dante per “Testimonial”, c’era anche un inutilissimo grattugione elettrico “Ariete”.

    @ Ritvan (1 bis) … pensi che ciò come Divina Provvidenza FiloIslamica Punitiva per le Terzine sul Profeta basti ?

    Forse obietterai che né gli Studentelli FanKazzisti, né la TIM né l’“Ariete” hanno mai inteso vendicare il Profeta, ma … non di rado la Divina Provvidenza agisce per “wu-wei” / 無為 , direbbe Tortuga. Anche quel “ A mi me par che ghe sia quei che fa aposta” [cit.], oramai liturgico sui generis, sarebbe divenuto un giorno il Boomerang che avrebbe colpito i CattoLepantini così duramente.

    @ TUTTI (2)

    Oggi come oggi direi che le due pratiche più “ideologicamente” crudeli sugli animali siano la Corrida e i combattimenti fra animali (cani in primis, ma anche galli, manguste vs piccoli serpenti, ecc …) . La prima però è quella suscita più sdegno, perché intrtteimento ancora popolarissimo di un Paese “progressista” Occidentale, specie da quando esso ha legalizzato tutto ciò che il Vaticano avversa.

    I cani suscitano senz’altro più empatia dei galli, delle manuste ecc …. mi pare che nell’ ex URSS i loro cmobattimenti siano illegali ma tollerati, più o meno stessa cosa nel NordAfrica dei “Terroni Islamici” : -)

    Per quanto riguarda il classico calessino turistico, tipo il “Fiaker” Viennese, direi proprio che è una questione di “Romanticismo” , quell’ Ottocento idealizzato in cui tutti vorrebbero tornare … purché da Aristocratici o da Alti Borghesi : -) . L’ odore delle “fiande” (termine esatto per gli escrementi solidi equini) non è certo il massimo … ma un apecar, anche elettrico, NON “risveglia” lo stesso romanticismo. Un “cavallo da fiaker” diventa nella mente del turista, specie se Statunitense, un essere “reale” quanto un unicorno o un drago delle favole.

    Non da ultimo, il celebre becerone Ex Sindaco di Mauricius aveva proposto che “i Estra Clandestini” [sic.] fossero portati nei boschi “travestiti da leprotti” [sic] per poi “farghe pum pum pum col fucile” [cit.] …

    @ RICCARDO GIULIANI / LISA / FALECIUS (3)

    Osssevazioni entomologiche accurate hanno rivelato anche questi afidi hanno per sé delle”stalle” apposite, scavate nei formicai per metterli al sicuro di notte … e che le formiche praticano su di loro la “mungitura” delle secrezioni zuccherine, stimolandone l’addome con le antenne !

    L’intelligenze delle formiche, esiste ? Probabilmente la neurologia direbbe di no, ma empiricamente la notiamo … magari affrettandoci a darle un altro nome per noi meno “imbarazzante”. Fatto gli è che il “Formicaio” è uno delle metafore più eloquenti per le “nostre” umane dittature. Nella fattispecie quelle che “funzionano” meglio in termini di economia, per laboriosità del “popolo”. Sì insomma: la Cina di oggi ! ; -)

    Va be': api, termiti, ecc … non sono certo socio-entomologicamente delle fanKazziste lavative : -), ma a “industriosità individuale” le formiche primeggiano.

    Sicuramente, le bestie d’allevamento antiche “a gestione umana” : -) vivevano anche una sessualità (!) più naturale : niente manichini stilizzati tetrapodalici, niente siringoni da sperma, niente tubature da inseminazione ecc … sono queste tecniche che permettono a dei mammiferi maschi d’allevamento di avere una discendenza numerosa a livelli altrimenti impossibili “in re bucolica” ! Le femmine continuano ad avere una media (!) di prole uguale al “numero di mammelle fratto due” ad ogni parto.

    NON a caso, quindi, la media di prole della specie umana e delle specie cuGGine : -) è … uno.

    • PinoMamet says:

      ” Oggi come oggi direi che le due pratiche più “ideologicamente” crudeli sugli animali siano la Corrida e i combattimenti fra animali (cani in primis, ma anche galli, manguste vs piccoli serpenti, ecc …) . La prima però è quella suscita più sdegno, perché intrtteimento ancora popolarissimo di un Paese “progressista” Occidentale, specie da quando esso ha legalizzato tutto ciò che il Vaticano avversa. ”

      Non direi… ho un sacco di “amici” del noto social network che sono animalisti sfegatati, e mi sembrano ugualmente indignati per un sacco di cose…

      direi che per frequenza spannometrica di indignazione, stravincono i maltrattamenti vari di cui si viene a conoscenza tramite giornali o TV (inclusi in questa categoria anche i vari combattimenti tra animali, di cui altrimenti chi saprebbe niente?), seguiti dalla vivisezione, mentre di corrida si parla pochissimo, e quasi sempre per postare la foto del toro che incorna il torero seguita dai commenti di giubilo di prammatica.

      Ma che c’entra il Vaticano??

    • PinoMamet says:

      Poi a dirla tutta non ho i numeri e non vorrei dire cazzate, ma non credo neanche che la corrida sia ancora così popolare in Spagna (sul resto dell’America Latina dove è praticata, brancolo completamente nel buio).
      A parte la Catalogna che l’ha messa al bando, i miei amici spagnoli la descrivono come uno spettacolo per turisti o per vecchi rincoglioniti…

      in compenso quando andai a Pamplona (ma era un sacco di tempo fa, probabilmente prima di Hemingway ;) ) mi sembrava che nei paesini circostanti, dove si facevano encierros più alla buona, ci fosse grande partecipazione di gente locale vera, giovanotti truzzi ecc.;
      a Pamplona, vallo a sapere, al momento famoso della corsa dei tori avevamo già strategicamente ;) levato le tende…

      suppongo sia una cosa come il Palio di Siena (altra bestia nera degli animalisti) con gli appassionati locali che si prendono le posizioni migliori, e milioni di turisti che si spintonano, ma quanti siano ‘sti appassionati locali ,e se coincidano strettamente col pubblico vero delle corride (ne dubito) non saprei…

      • Moi says:

        @ PINO

        E nelle Arene che ci fanno, ora in Catalogna ?

        … Faranno mica la Corrida “alla Portoghese” ?! (Ce l’hai presente, nevvero ?)

        • PinoMamet says:

          Sì più o meno ce l’ho presente, ma non credo…
          che ne so che ci fanno? concerti, suppongo :)

        • falecius says:

          Sì. Corrida alla portoghese, senza uccidere l’animale (che però dubito si diverta). Nel resto della Spagna mi risulta ancora piuttosto popolare.

        • Moi says:

          La Spagna più “destrorsa” ritiene che la Corrida sia l’ Ultimo Baluardo dei Resistenti al Politically Correct, di chi NON considera un reato Essere Uomo …

        • PinoMamet says:

          Non voglio discutere le loro convinzioni sul fatto che uccidere un toro sia un requisito necessario per Essere Uomo (i masai, a quanto si dice, una volta dovevano ammazzare un leone… ma io ci sento una leggera puzza di palla…)

          ma verrebbe da chiedere agli spagnoli più destrorsi se davvero ritengano possibile Essere Uomo per conto terzi… ;)

  27. Moi says:

    ** A proposito di allevamenti e metodi **

    … Secondo uno Storico CattoLepantino (non ricordo più chi, era una citazione di citazione di citazione …contesto Israele VS Palestina) l’entroterra della Spagna era un tempo rigoglioso e fiorente, ma i Musulmani lo fecero deliberatamente desertificare gettandolo incontrollatamente di proposito in pasto a orde di fameliche capre insaziabili apposta per potersi sentire a casa fra i deserti beduineschi.

    Mi sa un po’ (troppo) di voler compiacere Fiamma Nirenstein.

    • PinoMamet says:

      Mi sa direttamente di cazzata!

      • paniscus says:

        Le capre sono perfettamente capaci di desertificare intere province da sole, di propria iniziativa, senza alcun bisogno del contributo del cospiratore umano che ce le introduce apposta. :)

        Lisa

    • Z. says:

      Secondo Mordecai Gamberini, corrispondente per Bologna di “ISRAELE SPACCA!”, prima dell’arrivo dell’Islam nel Nordafrica il Sahara era una floresta pluviale. Poi i musulmani hanno iniziato a cagarci sopra e hanno desertificato tutto perché loro sono selvaggi e gli piace così.

      :D

      Z.

      • mirkhond says:

        A me risulta che la desertificazione del Sahara, sia cominciata nell’8000 a.C., dopo l’ultima glaciazione, e una seconda fase si verificò intorno al 3000 a.C.
        Poi in epoca vandala (432-534 d.C.) e romana-bizantina (534-709 d.C.), diverse tribù berbere si insediarono nel Nordafrica latino, proprio per sfuggire all’avanzata del Sahara.
        Quindi l’arrivo degli Arabi Musulmani in Egitto (641-642 d.C.), Cirenaica (643 d.C.), Tripolitania (644 d.C.), Oasi di Ghadames (667 d.C.) e Africa latina/Ifriqiyya/Maghreb (670-710 d.C.), vede già da MILLENNI, una lenta avanzata del deserto nel Sahara….
        ciao!

        • Z. says:

          Ho letto il tuo post a Mordecai. Dice che sei un antisemita.

          Z.

        • mirkhond says:

          Dici a me?

        • Moi says:

          Z,

          prova a chiedere a Mordecai se può reggere la clausola che abbiamo a che fare con un “Levantino Che Odia Sé Stesso” :-) :-)

        • mirkhond says:

          Facendo una ricerchina in internet, non ho trovato nulla su questo fantomatico Mordecai Gamberini, e nemmeno su “Israele spacca”.
          Se però è una persona reale, prima di sparare epiteti a cazzo di cane, dovresti dirgli di studiare più approfonditamente la storia antica e altomedievale del Nordafrica.
          E tenere conto degli studi e dei rilevamenti dei climatologi e degli archeologi, fatti nel Sahara, tipo gli studi di Mario Liverani.
          Anche lui un biekiSSimo antisemita?

    • Francesco says:

      avevo letto il contrario: dal florido islamico alla desertificazione dei pecorai cattolici che pagavano le tasse al re ed erano preferiti ai contadini

      ma era un testo di storici liberisti ultrà

      ciao

      • PinoMamet says:

        Io lessi che (contrariamente alla panzana darkettona del Medioevo coi servi della glebba morti de fame e vestiti de stracci e tutti morivano a 40 anni) la corporazione dei pastori era in effetti molto potente in Spagna e, diremmo oggi, politicamente influente;
        credo fosse anche roba di uno storico serio (vorrei dire LeGoff ma non voglio sparare cazzate) quindi qualcosiiiiiina di vero in questa versione potrebbe esserci, ma ina ina.

        Ciao!

        • PinoMamet says:

          A parte che i pecorai, a rigore, allevano pecore e non capre ;)

          (ma ho già avuto modo di rendermi conto che per molte persone sono lo stesso animale!! come ho conosciuto persone- giuro!- che ignoravano che il toro fosse il maschio della vacca… non sono riuscito a capire cosa credessero che fosse…)

        • Peucezio says:

          Questo mi ricorda un mio amico, che tra l’altro vive in un paesino di contadini e pastori, che non riuscivo a convincere del fatto che toro, bue, manzo e vitello sono la stessa bestia (per inciso, io sono sempre, ma proprio sempre, vissuto in città).

        • paniscus says:

          Se è per questo, la maggioranza della gente è convinta che le vacche e le pecore, una volta raggiunta l’età adulta, comincino a produrre latte in automatico anche senza aver ancora mai partorito :)

          In generale sono anche gli stessi che poi, quando a produrre latte per i propri figli sono le madri UMANE, sono convinti che dopo tre o quattro mesi dal parto “il latte finisca”, ma tant’è.

    • Moi says:

      Fra l’altro, con (!) cognizione di causa data dalla pastorizia, nella tradizione semitica (e non solo !) “più antichissima” :) la pecora è giustamente il simbolo della devozione … la capra, altrettanto giustamente, dell’ irruenza insofferente alle regole.

  28. Tortuga says:

    x Moi

    – la Divina Provvidenza agisce per “wu-wei” / 無為 , direbbe Tortuga –

    Ocio!! Wu-wei è Tao non buddhismo, anche se bisogna dire che vi sono congiunture significative.
    Ma, sai, l’abitudine di quelli che fanno gli pseudo maestri di buddhismo improvvisati e soprattutto dopolavoristi, quando non sanno cosa risponderti ricorrono a qualche citazione dal Tao Te Ching, tipo, “il Tao di cui si può parlare non è il vero Tao” (come se tomi di canone non bastassero), ha generato la controabitudine di mettere i puntini sulle i :D

    • Moi says:

      Sì Tortuga, lo so che è una tradizione Taoista ma il Buddhismo “sincretizza” molto ogni substrato culturale che incontra … per sua stessa natura, no ? Ammesso e non concesso che possa dirsi “religione”, evita l’ attaccamento morboso alla forma per andare all’ essenza, no ?

    • Moi says:

      Mi pare inoltre che la caratteristica comune un po’ a tutto il Pensiero Orientale (molto Orientale) sia che nessuna domanda trova mai una risposta esaustiva e univoca … ma implica sempre nuove domande, senza (!) così “polleggiarsi” : -) su Verità Ultime Rivelate, che è anche il principale motivo della minore avversione laicista alle religioni NON monoteiste.

      Ovviamente il discorso può essere molto più complesso di così, ma per le masse “babbaniche” tende a essere così.

    • PinoMamet says:

      Ricordo una discussione (mille anni fa) su uno spassoso forum di arti marziali,aperta da un tale “grande guerriero” dell’area vesuviana, che esigeva (letteralmente) che i praticanti di arti marziali presenti sul forum esponessero la loro opinione sul Tao Te Ching (lui ovviamente se ne proclamava grande esperto e diceva di averne ricevuto grande beneficio “marziale”), in base all’equazione
      Tao Te Ching = Taoismo=Arti Marziali…
      fantastico il modo in cui l’aveva presentata, da vera sfida:
      “IO conosco il Tao Te Ching perché (notare la logica) sono un Grande Guerriero, e voi mezze seghe cosa sapete dirmi a proposito?”
      :D

      inutili i volenterosi tentativi dei frequentanti del forum (persone magari di poca istruzione, ma spesso di solido buon senso, tolti i quattro-cinque “grandi guerrieri”, appunto) di spiegargli che:
      -si poteva praticare qualunque arte marziale senza sapere niente del libro in oggetto;
      -il libro non parla di arti marziali;
      -il libro in oggetto è di lettura difficilissima e nessuno che non fosse un esperto di storia, filosofia o lingua cinese poteva dirgli di più delle due banalità da lui proclamate a gran voce;

      ma niente, per lui era una “roba cinese” e quindi… :D

  29. Moi says:

    @ PINO

    Scusa, ma non si capisce perché numero di unghie pari o dispari siano così determinanti nella scelta delle carni di un animale … lo sai ? Hai mai letto nulla al riguardo ? I tuoi amici d’Israelete ne hanno mai parlato giustificandolo, oppure invece “Odiano Sé Stessi” fregandosene :-) ?

    :-)

    • PinoMamet says:

      I miei amici a proposito ne sanno molto meno di me!
      e alcuni (molti) di loro, mangiano anche molto meno kosher di me…

  30. Moi says:

    @ Mirkhond

    Probabilmente Mordecai Gamberini è una parodia ad opera di Z di Mordecai Richler … quello in wikipedia si trova.

  31. mirkhond says:

    Mi devo spaventare?

    • Z. says:

      Non preoccuparti. Suo cugino – il noto Ehud Benini, di Castel S. Pietro – gli ha dato una tirata di orecchi e gli ha ricordato che non si dicono le parolacce alle persone che non si conoscono.

      :D :D :D

      Z.

  32. Pingback: GIOCANDO CON HITLER E GLI ANIMALI | Lo Sai

  33. Moi says:

    @ Z

    Se un Governo Tecnico SalutistoMassonico decidesse che per continuare a mangiare carne in età adulta si deve (!) tassativamente fare un lavoro con sforzo fisico, altrimenti legumi obbligatorii per legge.

    Che faresti ?

    @ LISA

    Capisco cosa intendi per “Sfigato da CallCenter”, ma ti ricordo che detto “da Sinistra” sono tutti “autogol” … “Sfigato da Friggitoria”, peggio ancora ! Queste “deiezioni solide fecali” lasciamole alle suole dei Mocassini di Prada di Michele Serra … nonché del Papen : -) , naturalmente.

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