Benvenuti a Dubezia

Uno, leggete – e guardate – qui.

Due, pensate che c’è ancora qualcuno che si chiede perché questo blog si vanta di aderire all’Internazionale dell’Odio.

Tre, Pierre Cardìn (è nato a San Biagio di Callalta in provincia di Treviso, anche se fa il francese) si presenta nel video come ambassadeur honoraire de l’Unesco nonché Commandeur de la Légion d’Honneur.

Speriamo che lui, i suoi titoli e le sue Torri siano come quelli rotanti (titoli e torri) di Haim David Fisher.

 

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64 Responses to Benvenuti a Dubezia

  1. Tortuga says:

    Non sapevo che esistesse l’Internazionale dell’Odio (della serie ma in che mondo vivi?! :D )
    Sarebbe questa?
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/07_Luglio/31/magdi.shtml
    p.s.
    (lo so, lo so … è a firma dell’innominabile :-( ma ho trovato solo questo articolo, nunècolpamia)

  2. Mauricius Tarvisii says:

    Il danno non sarà così terribile. Alla fine lo skyline che si vede andando a Venezia è questo: http://www.trasportando.com/wp-content/uploads/2012/04/marghera.jpg

  3. Kattivik says:

    Si bisogna odiarli e anche con grande intensità, forse la crisi economica non sarà un fatto negativo, nella Repubblica Veneta questi selvaggi venivano imprigionati ai piombi o gettati in mare con una pietra al collo.

  4. mirkhond says:

    L’albero di 30 piani…..

  5. PinoMamet says:

    “Ha avuto l’idea mentre osservava un fiore”… e poteva tenersela!

    ;)

  6. PinoMamet says:

    Da notare che il denaro porta con sé anche l’attribuzione automaticamente alla categoria del “genio”:

    sei un magliaro, uno scarparo, un automobilaro pieno di soldi? Sei un buono a nulla, ma comunque pieno di soldi?
    Sei un “genio”. Puoi sparare qualunque cazzata, in qualunque campo, e ti prenderanno sul serio.

    Come quando intervistavano Agnelli e lui magari je faceva “oggi c’è caldo”, e quelli giù a ridere, che fine umorista Agnelli…

  7. mirkhond says:

    Non parliamo del nipote Lapo…..

    • PinoMamet says:

      Davvero!

      Da notare che Lapo, insieme a tal Marzotto, passano sempre per esempi di eleganza sui vari blog e siti sull’argomento.
      Lapo si veste chiaramente per divertirsi, e va bene, e per fare lo sborone, e va meno bene, ma a volte pare proprio il matto della stazione…
      Marzotto, co’ tutti i soldi che c’ha, si veste come un generico di un film su Al Capone, ma coi tessuti sbagliati (lui!)… poi vabbè se butta la cravatta storta per far vedere che è uno sborone.

      Insomma, dove abbiano tutta questa eleganza…

      che poi se guardi qualunque foto di un bluesman, jazzista o quello che ti pare, fino agli anni Sessanta, con un maglione del cazzo o l’equivalente americano della giacca della Standa… quelli sì che facevano un figurone!

  8. Rock & Troll says:

    Se l’Internazionale dell’Odio fosse esistita cinquecento anni fa, Venezia sarebbe ancora di legno e senza i suoi marmi.
    Anzi, no, probabilmente l’Internazionale dell’Odio preferisce direttamente le grotte.
    Bene, nessuno vi vieta di accomodarvi.
    Potrete finalmente essere liberi da internet e tante altre cose da odiare, così libererete anche noi dal vostro pigolare uggioso ogni volta che qualcuno cerca di portare progresso e lavoro.
    Ma forse l’Internazionale dell’Odio non sopporterebbe di essere priva di qualcosa da odiare, su cui proiettare intollerante l’odio inconfesso e per le proprie vite mediocri.

    Si capisce perché l’Internazionale dell’Odio sia amica di quell’Islam che sa solamente distruggere monumenti e storia e schiavizzare le coscienze.

    • Tortuga says:

      Beh R&T se te tu queste le chiami grotte ;-)http://sulahfaa.tumblr.com/tagged/architettura-islamica

        • Tortuga says:

          Riyad sovrastata da un cazzone orripilante che sembra il monolito di 2001 odissea nello spazio, o forse meglio un grosso ago con una cruna.
          http://www.majalla.com/eng/wp-content/uploads/2012/07/riyadh1.jpg

        • Tortuga says:

          e per finire questo sta ad Abu Dhabi, che poi basta digitare in google immagini per vedere com’è (sembra di stare in America)
          http://2.bp.blogspot.com/_DEvW1x7Yex8/TBB91iKhsgI/AAAAAAAABsI/iE36gWR5c1E/s1600/Capital-Gate+nwq.jpg

        • PinoMamet says:

          Da quello che ci posso capire da qui, Qatar- Emirati Arabi e compagnia, sono dei posti di merda: però hanno la spiaggia (ma se la godranno?) e i palazzoni nuovi (per pochi);

          ma l’Arabia Saudita? L’Arabia Saudita, in tutte le foto che mi è capitato di vedere, è un posto di merda e basta. Cittadone brutte costruite nel deserto… mi immagino che sarà la prossima Russia, la prossima Russia post-caduta del muro di Berlino, cioè.

          Mi dà l’idea del posto alienato. Non ho ancora visto un’immagine “domestica” dell’Arabia Saudita. Domestica non nel senso di “casa mia”, ma proprio nel senso di case: solo abitazioni da fuori, brutte, e sempre in massa. Mai un’immagine famigliare.

          Può darsi che sia solo un difetto di comunicazione, chissà. Ma così come appare adesso, non dà l’idea del posto troppo vivibile.
          Per gli orianifallaci in ascolto: non credo che c’entri l’Islam.
          L’Iran trasmette l’idea magari del posto “indietro” (non so quanto giustificata, o per quali strati sociali) ma senz’altro famigliare e domestico…. credo di aver visto moltissime immagini di interni di case, e di famiglie, oppure comunque di persone intente a qualunque attività della vita che non siano le public relations con stranieri.
          Esiste anche per esempio un cinema iraniano; un cinema egiziano, siriano e così via.
          Voglio dire, non c’azzecca niente né che siano “nell’asse del Male”, nè “Maometto pedofilo che vuole mettere il burka a mia figlia”
          (per citare le più perverse invenzioni degli orianifallaci).

          ma un cinema saudita, che ci faccia vedere un’immagine di famiglia saudita? Un ragazzo saudita che va a scuola? Una partita di calcio, un furto, un vecchio che si fa curare le coronarie, insomma, qualunque cosa??

          forse sarà il tipo di Islam che hanno lì, al limite. O il controllo sociale. Ma continua a sembrarmi un posto irreale, finto, e, peggio, non torppo piacevole in cui vivere.

        • mirkhond says:

          Condivido al 100% l’impressione di artificiosità, di tecno-falsità trasmessa dall’Arabia Saudita, a differenza delle cinematografia iraniana, egiziana ecc.

  9. Tortuga says:

    per Mirkhond

    Ti ricordi quando parlavamo dei tatuaggi?
    Ho trovato delle foto:
    eccoli
    http://sulahfaa.tumblr.com/tagged/foto-tatuaggi

    Sono tipici anche dell’India, sono fatti con l’henné e sono temporanei, si lavano via.

  10. mirkhond says:

    Nonostante appartenessero al costume illirico, detesto i tatuaggi, soprattutto femminili, perché deturpano la bellezza di una donna…
    Comunque, male per male, almeno questi tatuaggi orientali possono essere cancellati senza ricorrere al laser….
    ciao!

    • Peucezio says:

      “Nonostante appartenessero al costume illirico, detesto i tatuaggi, soprattutto femminili, perché deturpano la bellezza di una donna…”

      D’accordo al 100%!

      • mirkhond says:

        Mentre del costume illirico, apprezzo la sepoltura in posizione laterale e rannicchiata, come dalle tombe preromane e precristiane rinvenute nella Japigia, a nord di Zara e nella Valle del Tronto, di queste ultime poi, abbiamo visto le riproduzioni in pannelli didascalici che illustrano dei corredi funebri del VI secolo a.C., nel Museo Archeologico di Ascoli Piceno….
        ciao!

  11. Per Tortuga

    Aggiungo alla collezioni di torri questa, di cui abbiamo parlato a due riprese su questo blog, in tempi però in cui ancora non frequentavi:

    http://kelebeklerblog.com/2010/09/23/le-torri-della-mecca-ai-tempi-dellislam-business/

    http://kelebeklerblog.com/2012/04/25/mecca-vista/

    • Tortuga says:

      A proposito delle Torri di Abraj al-Bait
      credo di aver raccolto se non proprio tutto il possibile, perlomeno molto in termini di immagini sulla Moschea di La Mecca
      http://sulahfaa.tumblr.com/tagged/Moschea-di-La-Mecca
      qualcun’altra anche diversa sta pure qui
      http://sulahfaa.tumblr.com/tagged/Mecca

      Mi sfuggì però di rebloggare la foto più significativa, che non ho più rintracciato:
      in primo piano una tazza di caffè, posata su un tavolino tondo, dietro al tavolino, una grande vetrata e il panorama, per cui la Kaaba finiva per essere contenuta nella nuvola di fumo caldo di un lussuoso caffè.

      Ora, mi piacerebbe sapere come siano state viste, dalla umma di coloro che veramente si prostrano a terra in Mecca, quelle Torri.

      Bin Laden, un personaggio con il suo fascino.
      Mi domando spesso chi glielo ha fatto fare, ad un uomo così ricco, di fare quella vita e quella fine.
      Era anche spiritoso ed aveva il senso dell’ironia.
      Non me lo dimenticherò mai quando rilasciò la sua dichiarazione in merito al crollo delle torri gemelle:
      “Allah, è stato misericordioso: noi non avremmo mai potuto sperare tanto”.

      Trovo enormi segni di contraddizione nel voler combattere il “mostro americano” con i suoi stessi mezzi o per i suoi stessi fini, forse architettonicamente molto ben simboleggiati da Torri.

      Avrei piuttosto speso quelle risorse in educazione.

      p.s.
      (ma nella Bibbia non c’era il divieto divino di costruire in altitudine?)

      • PinoMamet says:

        “(ma nella Bibbia non c’era il divieto divino di costruire in altitudine?)”

        ?
        Io ricordo solo che Dio si incazzò per Babele, ma mi pare che la punizione fu la confusione delle lingue, no?
        C’è un giochino per I-phone in cui sei Dio e devi distruggere gli omini intendi a costruire la torre… li acciacchi coi diti ;) oppure gli puoi mandare fulmini, tsunami e trombe d’aria.. carino :)

        • Tortuga says:

          Madòooo, teribbbile! :D

        • Tortuga says:

          No, te tu c’ha ragione, ho trovato solo questa:
          50. Non erigere alcuna stele in pubblico per adorare idoli. – Deut. 16:21
          (un precetto strano: si erigono steli in privato? poi una “stele per adorare idoli”? Boh… )
          Non ho trovato divieti di torri nelle 613 Mitzvoth.
          Strano perché la Torre di Babele mi era parso che a D-o stesse proprio antipatica. Ma in effetti non mi ricordo perché.

        • Mauricius Tarvisii says:

          La Torre di Babele era stata costruita come sfida a Dio, come segno della potenza umana. E questo è il motivo per cui non piaceva, non per la torre in sè, ma per l’orgoglio che c’era alla base del progetto.

        • mirkhond says:

          La Torre di Babele (che poi non è altro che uno ziggurat sumero-babilonese) non è disprezzata da Dio per la sua altezza, e infatti NON crolla DOPO la dispersione delle lingue.
          A Dio non piace che gli uomini PARLINO UNA SOLA LINGUA, ovvero creino un’UNICA CIVILTA’ omologata e massificata attorno a quella torre….
          Si dice che Dio ami il colore e l’Arcobaleno è il simbolo della SUA RICONCILIAZIONE con l’umanità DOPO il Diluvio Universale….
          La Torre insomma, nella riflessione teologica ebraica, simboleggia proprio l’avversione di Dio per le globalizzazioni umane (e questo racconto viene scritto da sacerdoti giudei, deportati a Babilonia nel VI secolo a.C., quindi col pensiero alle prime grandi e terribili globalizzazioni, allora limitate solo al Medio Oriente, condotte dagli Assiri e dai Caldei/Babilonesi nei secoli VIII-VI a.C.).
          ciao!

      • Ritvan says:

        —Bin Laden, un personaggio con il suo fascino. Tortuga—
        Sì, si dice che le donne lo trovassero assai sexy:-)

        —-Mi domando spesso chi glielo ha fatto fare, ad un uomo così ricco, di fare quella vita e quella fine.—
        Elementare Watsonessa: il fanatismo….il quale colpisce anche chi non è povero.

        —-Era anche spiritoso ed aveva il senso dell’ironia. Non me lo dimenticherò mai quando rilasciò la sua dichiarazione in merito al crollo delle torri gemelle:“Allah, è stato misericordioso: noi non avremmo mai potuto sperare tanto”.—-
        Ehmmm…non credo che la sua fosse ironia (peraltro dote notoriamente assente nei fanatici di ogni risma) è che probabilmente lui e i suoi non se l’aspettassero davvero che le torri crollassero così come sono crollate, magari speravano solo in un grosso incendio lì dove gli aerei si sarebbero conficcati e basta.

  12. Per Rock & Troll

    “così libererete anche noi dal vostro pigolare uggioso ogni volta che qualcuno cerca di portare progresso e lavoro.”

    Vedi che sei un progressista convinto?

    Coltiva il piccolo Lenin che c’è in te.

    • Peucezio says:

      Eheheh! :-)
      E’ quello che questi americanisti liberali amanti del progresso non vogliono capire. Che in fondo la pensano come Vendola (che però almeno è più simpatico, soprattutto nella caricatura che gli fa Checco Zalone).

  13. Per Tortuga

    “Sarebbe questa?”

    Esatto, abbiamo preso l’idea da lui, o meglio io l’ho copiata da http://www.iononstoconoriana.blogspot.it/.

  14. Tortuga says:

    Il più grosso guaio dell’umanità è quando si passa dalla pratica alla teoria sconfinando nella sega mentale:
    digitate su gugl, por favor “architettura visionaria” e godetevi lo spettacolo:
    c’è anche il palazzo trombone!
    http://www.designerblog.it/galleria/larchitettura-urbana-visionaria-di-victor-enrich/9

    Questa invece non è una esercitazione terroristica, bensì la nobile arte edilizia della “demolizione degli edifici mediante esplosivo”, occasione in cui a dir la verità occorre fare in modo che l’edificio, piuttosto, imploda, accasciandosi verso il suo interno: l’arte del “guastatore”, così venivano chiamati gli “esplosivisti” quando la leva era obbligatoria, potrebbe, in futuro, divenire un’arte sempre più necessaria.
    In realtà pare in America sia già molto praticata poiché si è scoperto che è più economico distruggere un edificio e ricostruirlo con criteri migliorati, piuttosto che manutenerlo. L’edificio ha una durata, una scadenza e “muore”
    http://photos1.blogger.com/blogger/936/3013/1600/BothCollapse.jpg

    Ora io penso che tutto questo sia colpa nostra, di noi donne, intendo, ma ormai la situazione è fuori controllo (in che senso colpa nostra? la donnamammachetifatuttolei ha abituato gli uomini a farsi servire anziché attendere personalmente alle proprie necessità quotidiane, che è sinonimo di troppo tempo libero per le seghe mentali. Ho conosciuto e conosco uomini che sanno costruire palazzi o possiedono “doti di comando”, ma sono incapaci – nel vero senso della parola – di cambiare i lacci delle proprie scarpe, e non sto né scherzando né esagerando.

    • PinoMamet says:

      Conosco tre o quattro modi di allacciare le scarpe (ma ve ne saranno almeno una ventina!) ma non so come si costruisce un palazzo… le doti di comando, beh, chissà… diciamo che quando serve riesco a incazzarmi “alla cuoco inglese” ;)

      • Peucezio says:

        Pino, non c’entra nulla, ma è da un po’ che pensavo di chiedertelo.
        Tu che sei della zona, mi sapresti dire qualcosa sulla famosa “erre moscia” parmense (e, mi sembra, in parte anche piacentina): sua distribuzione geografica, sociale, per età e sua natura articolatoria (cioè se è tipo un’r francese, cioè uvulare, o è diversa)?

        • PinoMamet says:

          Per qualche misterioso motivo, per metà giornata di ieri Kelebek mi risultava inesistente, perciò rispondo adesso.

          La r uvulare parmense:
          i parmigiani (cioè quelli della città di Parma) ne hanno una molto “dolce”, poco arrotata, unita a un caratteristico allungamento delle vocali (più quelle accentate, ma anche le altre!) e un tono della voce leggermente arrocchito e tendente al basso.
          Nel complesso, l’effetto è sgradevolissimo, secondo me.

          “Guarda” diventa, suppergiù, “guaaahrhdaa”

          A parlare così sono rimasti comunque in pochi, di solito i più anziani; il resto della popolazione “autoctona” mantiene più o meno la stessa R (non tutti), ma qualcuno (di solito i meno istruiti, o quelli che frequentano esclusivamente ambienti popolari-locali per lavoro, tipo commesse/i di negozi non fighetti o periferici) anche l’allungamento delle vocali.

          A Reggio l’allungamento manca del tutto, così come la R: il dialetto è però sostanzialmente quasi identico a quello parmigiano sopravvissuto (dei tre esistenti).

          A Fidenza, dall’altra parte, il dialetto è evidentemente diverso, ed è diversa anche la R, che diventa molto più arrotata, “canina”.
          Esempio spannometrico e suggestivo:
          “guarda” diventa “guarrrrhhda”. Impossibile confonderla con la “gh” araba o il gamma greco-moderno, almeno per me. a questi ultimi manca l’ “arrotazione”.
          Le vocali non sono allungate e non c’è abbassamento della voce, neanche nei più anziani, in compenso la R è molto più diffusa e pervasiva, anche perché è talmente arrotata da raggiungere talvolta l’effetto della normale R italiana…

          poi dipende; a me è stato detto:
          -quando stavo a Roma, che non pronunciavo la R;
          -da siciliani residenti a Parma, che pronuncio la R benissimo, non come i parmigiani…
          -da israeliani, che ho la R come la loro (la loro di solito oscilla tra tedesco e francese) ma, di nuovo, non come i parmigiani…

          quindi probabilmente contano anche le abitudini fonatorie (ammazza quanto so’ figo) degli ascoltatori… comunque io noto una certa differenza tra parte est della provincia (Parma) e parte ovest (Fidenza), questo è sicuro.

          Dimenticavo Salsomaggiore, vicino a Fidenza, dove la R è la stessa di Fidenza ma decisamente più aspirata…

          ciao!

        • Tortuga says:

          - i parmigiani (cioè quelli della città di Parma) ne hanno una molto “dolce”, poco arrotata, unita a un caratteristico allungamento delle vocali (più quelle accentate, ma anche le altre!) e un tono della voce leggermente arrocchito e tendente al basso. – Pino –

          Come “Lunga e diritta coreva la strada”? :-)

        • PinoMamet says:

          Ecco, più o meno così :)

        • Peucezio says:

          Pino, ma che intendi esattamente per “arrotata” e per dolce?
          Non mi è ben chiaro inoltre com’è la r dei parmensi giovani? Come quella italiana?

          Ti do qualche coordinata tecnica, anche per tua curiosità culturale: in genere quando si parla di “r moscia” si intendono vari tipi di suoni, che cambiano non solo per il modo, ma anche per il luogo d’articolazione.
          – La “r moscia” francese e tedesca, che l’IPA trascrive con una R maiuscola, è una vibrante uvulare (sonora, come praticamente tutte le vibranti), cioè viene prodotta molto indietro, grazie al contatto della parte più arretrata della lingua con l’ugola.
          Altre realizzazioni tipiche sono
          – la fricativa uvulare (stesso luogo di articolazione della precedente, ma senza vibrazione, con l’aria che sfrega nella fessura creata dalla quasi adesione di lingua e ugola), ricorda il ch tedesco in Buch, ma sonoro e più arretrato (viene dalla gola); viene trascritta con un R a capa sotto.
          – l’approssimante uvulare, come sopra ma con maggiore distanza della lingua dall’ugola, col risultato di un suono più tenue, che ha poco ormai della consonante.
          – Vi possono essere anche “r mosce” anche dalla natura velare, fricativa, cioè come il gamma neogreco cui hai fatto riferimento, che è poi il corrispettivo sonoro del ch di Buch, oppure approssimante.
          E’ il tipo di “r moscia” (soprattutto la versione fricativa) cui più si adatta la caricatura che sostituisce tutte le r con delle v.
          Non escludo esistano altri modi di pronunciare la “r moscia” e non includo qui le r inglesi né quelle siciliane o che si trovano in talune lingue indiane, che hanno tutte realizzazione retroflessa (nel caso dell’inglese non vibrante), cioè simili alla r normale, ma con la punta della lingua ritorta all’indietro.
          Per completezza diciamo che la r dell’italiano standard è una vibrante (più precisamente polivibrante) alveolare sonora.

        • Roberto says:

          Però peucezio a me sembra che la erre moscia francese e quella tedesca (prendendo quelle standard che a Marsiglia e a Vienna non è per niente moscia) non sia proprio uguale, quella tedesca mi pare meno “erre”. Sbaglio?

          Mi sembra evidentissimo in mia moglie che passa da una lingua all’altra cambiando erre

        • Peucezio says:

          Ma ti riferisci tipo alla r iniziale tedesca o a quella in parole come Vater o come mehr? Perché in quel caso non ha proprio articolazione consonantica: suonano praticamente come fata e méa.

        • roberto says:

          no la r ad inizio di parola, quella finale non esiste! giusto per dire in prima elementare mia figlia scriveva “vata” e “muta” per vater e mutter :-)

      • PinoMamet says:

        No Peucezio intendevo quella tedesca iniziale, comunque, non quella finale “inesistente”…

        quella fidentina è insomma più vibrante di quella parmigiana.

        Per italiana intendo quella della realizzazione italiana standard, che almeno al Nord spesso non suona polivibrante ma monovibrante (mi sa che in inglese la chiamano “alveolar tap” o “flap”); a me risulta difficilissimo farla così, mentre stranamente non ho nessuna difficoltà a farla molto vibrante, “calcata”, come ho sentito in certi spagnoli o greci (alveolar trill)

        Ora leggo su Wikipedia che la “La vibrante uvulare è una consonante, rappresentata con il simbolo [ ʀ ] nell’alfabeto fonetico internazionale (IPA). [… ]”
        e sarebbe appunto quella di tedeschi, ebrei ashkenaziti e ebraico parlato in Israele.

        Capiamoci:
        come giù scrissi, quando canto in francese con la r fidentina “naturale” (per me) ricevo complimenti per la mia r parigina “alla Edith Piaf” ;) che a quanto ho capito non è comunque la r normalmente utilizzata in francese, ma una pronuncia (per loro) ormai un po’ forzata o tipica solo di certe classi ben ristrette, boh (chiedo lumi ai francofoni!);

        mentre quando canto in greco o in napoletano la mia r alveolare polivibrante (non naturale per me nel parlato, ma realizzata senza fatica) è del tutto adatta al contesto;
        è solo quando canto in italiano che cominciano i problemi!
        ;)

        ciao!!

        • Tortuga says:

          No, decisamente non ho mai sentito parlare un francese con la erre di Edith Piaf, era una cosa sua.

        • roberto says:

          confermo, la r di edith piaf non esiste nel mondo comune. anche brel cantava con la stessa r ma parlava con una r normalmente moscia

      • PinoMamet says:

        Esempio sonori:
        quella di sopra è “di Salsomaggiore”, quella sotto una di quelle “di Parma”:
        http://en.wikipedia.org/wiki/Voiced_uvular_fricative

        • Peucezio says:

          Mah, lì dice che una sarebbe fricativa, l’altra approssimante, a me sembra che in entrambi i casi il primo esempio (ra) sia polivibrante, il secondo (arrà) fricativo.
          Comunque, grazie delle informazioni! :-)

      • PinoMamet says:

        Esempi sonori:
        questa è “di Fidenza”:

        http://en.wikipedia.org/wiki/Uvular_trill

        calcola comunque che c’è sempre una certa varietà di pronuncia individuale, e poi in ognuna di queste località (per le altre della provincia non saprei dirti…) ci sono persone originarie di altri luoghi della provincia
        (senza contare i moltissimi di ogni parte d’Italia e fuori…) che magari la pronunciano in modo diverso…

        • Peucezio says:

          Questa poi è una vibrante uvulare “seria”!

        • PinoMamet says:

          Dimenticavo: se ti interessa come parlano i giovani di Parma e provincia, prova a vedere su youtube se trovi la sitcom (autoprodotta) Baretto, fatte da persone di quelle parti lì…
          alcuni li conosco.
          So’ le prime puntate, non far troppo caso alla recitazione, già hanno fatto uno sbatti enorme per ottenere tutto (dal finto bar ai veri copioni…) quindi prendili un po’ come vengono ;)

          Ci sono dentro anche alcuni attori degli Angel’s Prut, un gruppo che faceva i finti moldavi in Tv
          (in realtà fanno anche altre cose) quasi tutti locali…

          ciao!

  15. mirkhond says:

    “Ho conosciuto e conosco uomini che sanno costruire palazzi o possiedono “doti di comando”, ma sono incapaci – nel vero senso della parola – di cambiare i lacci delle proprie scarpe, e non sto né scherzando né esagerando.”

    Dio li ha fatti proprio per accoppiarli, perché fossero complementari l’uno all’altra….
    Non so per voi donne, ma per un uomo essere SENZA una donna accanto a lui, è una vera tragedia…..
    ciao!

    • Tortuga says:

      - per un uomo essere SENZA una donna accanto a lui, è una vera tragedia… – Mirk –

      Nonostante sia sposata ho forte vocazione monastica.

      Quell’interdipendenza che dici tu, non è – secondo me – omnipervasiva, ma relativa ai ruoli procreativi che, certo, investono molti tempi, aspetti e spazi delle nostre vite, tuttavia non sta scritto da nessun parte che, al di fuori di quelli, questo possa costituire un pretesto o una scusante per non sapersi (o far finta di non sapersi) infilare i lacci delle scarpe da solo.
      L’uomo “eterno figlio” poi è quanto di più antierotico possa esistere sulla faccia della terra.

    • Roberto says:

      Lo pensavo anche io prima di sposarmi!
      :-)

    • Roberto says:

      Battute di dubbio gusto a parte, un pochino di solitudine ogni tanto non guasta…diciamo una settimana all’anno

      • Z. says:

        …poi finiscono i calzini, la pila di piatti nel lavandino comincia a pendere come la torre di Pisa e la casa sta diventando un complesso ecosistema che ospita svariate specie animali, dagli insetti di media taglia ai piccoli roditori.

        A questo punto le mogli tornano ad essere di una certa utilità.

        :lol:

        Z.

        • Tortuga says:

          Esistono le donne di servizio!! :-)

        • Francesco says:

          questo non lo capisco

          sono un uomo, sposato, affezionato a mammà, eppure quando rimango a casa da solo questo genere di fenomeni non si sviluppano perchè darebbero fastidio a me

          lavare i piatti e le pentole, i calzini e le mutande, portare a lavare e stirare le camicie … insomma, tranne pure paranoie femminile tipo lavare i vetri delle finestre o mettere i tappeti, la casa funziona decentemente

          PS MM, vero che ti occupi di immaginario ma non sarebbe il caso di trascurare le belinate? in Italia non si costruisce nulla di grandioso (bello o brutto che sia) da decenni, mi viene in mente solo il Palazzo della Lombardia che resterà come mausoleo di Formigoni, forse qualche stadio di Italia 90, in generale siamo un paese morto, e dovremmo preoccuparci del rendering dei deliri di qualche mona?

          credo che Singapore da sola costruisca più che l’Italia tutta

        • roberto says:

          devo dire che anche casa mia quando io ed i miei figli siamo abbandonati a noi stessi (e capita relativamente spesso che la mugliera parta in missione) resta relativamente in ordine visto che il casino mi da proprio fastidio…essì sono decisamente prussianizzato :-)

  16. mirkhond says:

    “L’uomo “eterno figlio” poi è quanto di più antierotico possa esistere sulla faccia della terra.”

    E qui purtroppo, sta la radice del DRAMMA, e cioè nell’INCAPACITA’ di tante, troppe donne di oggi soprattutto, di NON sapere amare davvero un uomo, proprio perché “eterno figlio” e perciò ETERNAMENTE bisognoso di amore che….non trova!
    Poi non meravigliamoci se sorgono i Talebani e i siti antifemministi….
    Dietro tante tragedie c’è spesso la TRAGEDIA dell’incapacità di amare di troppe donne….
    ciao!

  17. Agostino says:

    Ma non potevano inserire un altro ponte come quello nuovo di zecca di Parigi (lì si che se ne intendono di entertainement)?

    http://www.repubblica.it/esteri/2012/10/17/foto/il_ponte_gonfiabile_sulla_senna_per_attraversa_rlo_bisogna_saltare-44725019/1/?rss

  18. Ritvan says:

    Ehmmm…Miguel, sicuro che il tipo si presenti esattamente come “Commandeur de la Légion d’Honneure”? Ovvero con “honneure” scritto con la “e” finale?!:-)

    • Per Ritvan

      Grazie, corretto subito la svista. Non ho l’occhio ortografico per il francese, evidentemente!

      • Ritvan says:

        Non c’è di che, caro Miguel, siempre al servizio del Nostro Amato Padrone Di Casa (nel senso del blog,eh!:-) )…poi con comodo ti mando la parcella, sai, da biekissimo kapitalista quale sono..:-):-)

  19. mirkhond says:

    “Esistono le donne di servizio!! :-)”

    Sì, ma se i loro servizi li fanno anche…nel letto al datore di lavoro? :)
    Diceva Totò : la serva SERVE! ……
    ciao!

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