Veneto City e il segreto del Marchio Italia

Un po’ di tempo fa, parlammo qui di Veneto City, o Veneto Green City. Che già nel nome coniuga tradizione e innovazione.

Veneto City è qualcosa di infinitamente più significativo dei furtarelli o delle battute cretine dei politici, che però tendono a monopolizzare il cosiddetto dibattito politico.

Eppure io ne ho scoperto l’esistenza solo grazie a Rossland, una blogger che ha la sventura di abitare nella zona in cui nascerà il mostro.

Questo ci insegna qualcosa di fondamentale a proposito dell’invisibilità delle cose importanti.

Nonché l’irrilevanza di tante cose che i media ci presentano come importanti.

A Veneto City, concepita pare con la complicità di politici di centrosinistra e nata con l’assistenza della Lega e del Pdl, manca la Politica, nel senso rissoso-simbolico che caratterizza la visione italiana.

Mi metto a fare qualche ricerca sull’ingegnere Luigi Endrizzi, l’ideatore del progetto:

“E’ il 2007 quando Endrizzi presenta la prima versione di Veneto City ai comuni di Dolo e Pianiga e alla provincia di Venezia. Dopo aver raccontato che da ‘assatanato’ cacciatore da 30 anni uccide ogni anno 100/120 beccacce, alla ristretta cerchia di consiglieri snocciola la sua filosofia: l’area di progetto è per Endrizzi nientemeno che “l’ombellico d’europa” [sic] e vi si realizzerà “una capitale del terziario del Veneto”, “una City di dimensioni internazionali”, “il bilanciamento a nord est di quello che è Milano a Nord Ovest”.”

L’Ing. Luigi Endrizzi infatti ha un allevamento di pointer e di setter, la Frangio, che evita rigorosamente di pubblicizzare. Anche sul sito del Pointer Club, il suo è l’unico allevamento senza indirizzo, cellulare o posta elettronica.

C’è però una foto dell’Endrizzi con uno dei suoi cani, corredata da un linguaggio particolarissimo, che ricorda quello degli intenditori di vini.

Luigi Endrizzi con Barbaro

Il cane che l’ingegner Endrizzi tiene a guinzaglio si chiama Barbaro:

“Galoppo leggermente rampante con buon portamento – inizialmente l’azione è avida e la cerca di buone aperture e già bilanciata sul terreno – proseguendo e mancando la spinta il galoppo diventa caracollante e si spegne.”

Alle spalle economiche di Endrizzi, c’è Giuseppe (Bepi) Stefanel, un signore che ha trasformato il maglificio di famiglia in una rete planetaria di negozi di moda, nonché – soprattutto in una “griffe”.

Endrizzi e Bepi Stefanel:

“La fotografia che piace di più all’ingegner Endrizzi, è un cane da caccia, un pointer per la precisione, lanciato come un treno verso un bersaglio sconosciuto e fulminato dal teleobiettivo con le quattro zampe sollevate da terra, raggruppate sotto la pancia, in un concentrato di potenza che sta per esplodere. Endrizzi va a caccia. Di terreni, non solo di quaglie o di pernici rosse, come il suo amico Bepi Stefanel.

Vanno a tirare alla pernice rossa nella Mancha con il re Juan Carlos, poi Bepi invita sua maestà in Italia a tirare all’anatra nella tenuta di Dragojesolo. «E’ successo anche poche settimane fa e nessuno ne ha parlato» dice Endrizzi. Meno male. Almeno stavolta i disinformati hanno evitato di dire, come è già accaduto, che il re di Spagna viene a caccia abusivamente in Italia perché è senza tesserino regionale, mentre basta quello vallivo. Provinciali, ci facciamo sempre riconoscere.”

Cosa abbiamo? Un Endrizzi dal cognome veneto-germanico, che si dedica all’attività assai tradizionale di andare in giro nel fango e nella nebbia a riempire di piombo gli uccellini.

E abbiamo uno Stefanel, che si vanta di essere figlio di un artigiano “di razza Piave“.

Sono proprio questi due che aprono i rubinetti di tutto il Flusso Globale addosso alla propria terra. Anzi, ci riescono anche perché si presentano come due “autentici veneti”, esattamente come il signor Roberto Cavalli che quando non è a Dubai, si spaccia per “vecchio artigiano fiorentino”.

In fondo, la Tradizione Italica è un marchio da spendere sul mercato globale, ma anche un chiavistello per aprire i cuori italici più ingenui.

Come ha fatto da noi Matteo Renzi, che proprio mentre promuove la distruzione della vita dell’Oltrarno fiorentino, è riuscito a mobilitare non pochi concittadini attorno al sentimento della fiorentinità offesa.

Per esaltare questa fiorentinità, Fiamma Nirenstein è anche riuscita a scrivere per la prima volta in trent’anni un intero articolo senza fare il nome dello Stato d’Israele. In compenso, ha tirato fuori Michelangelo, Brunelleschi, il Rinascimento e il Ghiberti: mancavano solo il Mostro di Firenze e Oriana Fallaci.

Che la fiorentinità sta a Firenze, come il palco impagliato alla parete ci sta a un cervo vivo.

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83 Responses to Veneto City e il segreto del Marchio Italia

  1. Va Fangul says:

    OT, ma so che l’argomento interessa a MM

    http://www.repubblica.it/esteri/2012/10/17/news/new_york_arrestato_bengalese_voleva_far_saltare_la_fed-44755154/?ref=HREC1-10

    Un bengalese con presunti legami con al Qaeda è stato arrestato stasera dalla polizia di New York perche voleva far esplodere una bomba da 450 kg nella sede della Federal Reserve di New York. Quazi Mohammad Rezwanul Ahsan Nafis, 21 anni, è stato preso a Manhattan dopo aver cercato di far esplodere quello che credeva fosse un ordigno ma che in realtà era una falsa bomba fornitagli da agenti dell’Fbi per incastrarlo.

  2. lamb-O says:

    Il mercato globale ha fiutato la sòla da tempo, se è per questo.

  3. Rufus Firefly says:

    Ancora una volta si conferma che il potere (o Potere?) sembra felicemente sganciato dalla sintassi.
    Il “galoppo leggermente rampante” etc etc instilla la voglia di una definitiva rinuncia alla democrazia. Oh, essere suddito di un Federico II di Svevia! Pagare le decime sarebbe ben più lieve.
    C’è la possibilità che ti capiti un Juan Carlos, ma dopo migliaia di Endrizzi correrei il rischio.

    • PinoMamet says:

      ;)
      Non mi sognerei mai di contraddire uno che si firma Rufus Firefly, al quale anzi mi viene da dare ragione automaticamente, anche perchè sospetto sia parente stretto dell’avvocato Flywheel e del suo assistente italo-americano…

      ma se dovessi replicare a lui come se fosse un’altra persona, più seriosa, direi che noto in giro una pericolosa voglia di monarchia.
      Non è la prima volta che ne sento parlare, in ambienti blogghistici, come termine di comparazione
      (“in realtà le monarchie erano più democratiche”, “la nostra democrazia fa schifo tanto vale che decide Dio (?) chi deve comandare”, “si stava meglio quando si stava peggio”, “lo zar sì che aveva a cuore i contadini e le minoranze, ok sfruttarli picchiarli impedirgli di votare e deportarli in Siberia, ma lui sì che li amava…”, “la caccia alla volpe non è poi tanto male…”)

      e colgo l’occasione per ribadire che non accetterei altro re che non sia io.

      ecco perchè i romani antichi, e gli emiliani moderni che sono i loro più diretti discendenti (giuro, e sono pronto a difendere la mia opinione a birra e salsicce), odiano i re e sono disposti ad accettarne uno solo come sacrificulus o televisivolus.

      ciao!

      • Mauricius Tarvisii says:

        “colgo l’occasione per ribadire che non accetterei altro re che non sia io”

        Veramente l’unico sovrano assoluto dovrei essere io ;-)

        Ah, e già che ci sono, invito tutti i nostalgici di feudalesimo, fascismo e assolutismo di individuarmi come loro personalissimo signore/duce/re: offro decisioni inappellabili (ovviamente perché illuminate da Dio!), cancellazione dello Stato di diritto e potere autocratico. Ovviamente per il servizio chiedo un piccolo contributo para-fiscale, che visto che sono TANTO buono, sarà inferiore all’aliquota IRPEF minima della biekiSSima repubblica demokratika che occupa (!) la Penisola Italiana e che si fa chiamare dai suoi servili sostenitori “Repubblica Italiana”.

      • Ritvan says:

        Per ricambiarvi il favore che c’avete fatto nel 1939:-), mi offro io come Re d’Italia, col nome di Ritvan I Il Gommonista, cribbio!:-)

      • Peucezio says:

        Secondo me va chiarito cosa s’intende per monarchia, perché si tende molto a giocare sull’ambiguità.
        Le monarchie assolute sei-settecentesche erano fenomeni di modernità e hanno aperto la strada allo stato liberal-capitalista borghese.
        Se invece pensiamo alle monarchie medievali, che non controllavano un cavolo, lì ci metterei la firma senz’altro. Non foss’altro per il fatto che era un sistema in cui nessuno era così organizzato da esercitare una vera influenza fuori da un raggio locale e quindi comunità e poteri locali si organizzavano da sé.
        Poi personalmente preferisco comunque Luigi XVI ai rivoluzionari e (un milione di volte) Nicola II ai bolscevichi, ma questa è un’altra questione.

        Mauricius,
        per inciso, ne ho sentite tante sul feudalesimo, ma non lo avevo ancora sentito definire un assolutismo…

        • Ritvan says:

          —Le monarchie assolute sei-settecentesche erano fenomeni di modernità e hanno aperto la strada allo stato liberal-capitalista borghese. Peucezio—

          Ah, dici forse che Luigi XVI si è costruito una bella ghigliottina con le proprie manine e poi ha voluto provarne di persona il funzionamento, così, giusto per “aprire la strada” al biekissimo stato borghese?:-)
          Ciao
          Ritvan Il Biekissimo Scacchista:-)

        • Ritvan says:

          —Mauricius, per inciso, ne ho sentite tante sul feudalesimo, ma non lo avevo ancora sentito definire un assolutismo…Peucezio—
          Cioè, famme capi’, caro Peucezio, stai forse dicendo che p.es. il buon Carlo Magno, prima di partire col suo esercito per fare un mazzo tanto ai sassoni “pagani” chiedeva una sentenza favorevole in tal senso alla Corte Costituzionale, oppure si limitava a un “via libera” votato dal Parlamento a maggioranza semplice?:-):-)

        • Francesco says:

          Sante parole, in senso storiografico. Eppure se a scuola si studia l’assolutismo a partire dal ‘600 si potrebbe capire che prima c’era qualcosa d’altro!

          Ciao

          PS per la cancellazione dello Stato di diritto, direi di rivolgersi alla procura di Palermo, mi sembrano ferrati sul tema

        • Peucezio says:

          “Cioè, famme capi’, caro Peucezio, stai forse dicendo che p.es. il buon Carlo Magno, prima di partire col suo esercito per fare un mazzo tanto ai sassoni “pagani” chiedeva una sentenza favorevole in tal senso alla Corte Costituzionale, oppure si limitava a un “via libera” votato dal Parlamento a maggioranza semplice?:-):-)”

          Non è questo, è che le sue decisioni influivano sulla vita del contadino della Champagne o della Borgogna molto meno di quanto influissero quelle di Luigi XIV. Carlomagno era poco più di un capo tribù, che per particolari contingenze storiche si è trovato a gestire un impero. Ma un livello di accentramento simile non si è registrato, nel Medioevo, né prima, né tantomeno dopo. E comunque anche quella era una compagine molto sfilacciata.

          “Ah, dici forse che Luigi XVI si è costruito una bella ghigliottina con le proprie manine e poi ha voluto provarne di persona il funzionamento, così, giusto per “aprire la strada” al biekissimo stato borghese?:-)
          Ciao
          Ritvan Il Biekissimo Scacchista:-)”

          Praticamente è così. Ma più che lui, che era un debole, il suo antenato Luigi XIV.
          Ritvan, schematizzo per forza di cose, ma in sostanza i rivoluzionari dell”89 e anni seguenti non erano certo l’antitesi della monarchia francese d’età moderna, ma semmai la radicalizzazione. Mi fa specie che tu non lo sappia.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Feudalesimo, assolutismo e fascismo sono tre fenomeni storici completamente distinti che infatti ho elencato distintamente.
          Peucezio, allora aspetto i bonifici mensili e sarei molto lieto se venissi subito con un sufficiente numero di armati che devo andare a fare a botte con il mio vicino di casa ;-)
          Oppure preferisci prima farmi omaggio formale con consegna dell’oggetto-simbolo, concessione del beneficium e dichiarazione espressa di voler essere un mio uomo?

        • Ritvan says:

          —Non è questo, è che le sue (di Carlomagno-ndr.)decisioni influivano sulla vita del contadino della Champagne o della Borgogna molto meno di quanto influissero quelle di Luigi XIV. Carlomagno era poco più di un capo tribù, che per particolari contingenze storiche si è trovato a gestire un impero. Ma un livello di accentramento simile non si è registrato, nel Medioevo, né prima, né tantomeno dopo. Peucezio—

          Io credo, invece, che quella dell’ “assolutismo” nell’ambito della monarchia sia più una questione per così dire “quantitativa” e non “qualitativa”. E che nel definire un monarca “assoluto” si dovrebbe partire dalla domanda “c’è qualcuno che si potrebbe opporre con successo a una sua decisione in modo LEGALE?”. E’ indubbio che Carlomagno fosse meno, per così dire, “invasivo” nei confronti del contadino della Champagne o della Borgogna rispetto a Luigi XIV, ma solo perché magari così gli conveniva e se, invece, avesse deciso di ficcare il naso anche nel letto di quel contadino non v’era alcun mezzo LEGALE per impedirglielo. Questo è l’assolutismo monarchico, che ti piaccia o meno, con buona pace degli storici che magari per convenzione accademica lo fanno risalire solo al ‘600…

      • Rufus Firefly says:

        Figurati se io e Chicolini ci prosterneremmo ad un re qualsivoglia … Nei momenti di crisi il passatismo è desiderabile; tornerà di moda lo strapaese, il pane fatto in casa e il nazionalismo ‘armiamoci e partite’. Non vorrei, tuttavia, preoccupare l’uditorio: gl’Italiani, a meno che la situazione non precipiti, si fermeranno nella corsa a ritroso al loro Eden inconfessato, gli anni Cinquanta.

      • lamb-O says:

        Perché pericolosa? Il re arriva se esiste, se si crea un vuoto di potere abbastanza vasto e se riesce a imporsi in esso, altrimenti niente. La voglia di chi lo vorrebbe è inoperante.

        • PinoMamet says:

          Pericolosa forse è eccessivo; diciamo preoccupante. Come ho scritto sotto a Miguel, è chiaro che si tratta di chiacchiere a vuoto; e la mia preoccupazione è di tipo psicologico e non politico.

          Alla solita schiera dei passatisti, tradizionalisti vari, laudatores temporis acti ecc., mi sembra che si sia aggiunta una categoria nuova, neanche troppo infrequente, spannometricamente, nei circa trentenni: i lodatori della forza bruta, dell’arbitrio proprio in quanto arbitrio, gli estimatori dei presunti “secoli bui” proprio in quanto presuntamente bui…

          come ho già scritto altre volte, credo siano più dipendenti dai fraintendimenti hollywoodiani che da Nietzsche o dai leo-straussiani; almeno a livello estetico; però mi pare abbiano dei punti in comune con certi movimenti (tipo futuristi ecc.) che poi alla prova dei fatti non hanno prodotto proprio questi gran frutti…

  4. Francesco says:

    non posso ingurgitare nè birra nè salsicce, per cui devo rinunciare alla sfida

    però una bella monarchia papale, sul modello inglese non su quello iraniano, mi piacerebbe molto

    e peggio per voi emiliani (gente incapace di metter su una squadra di calcio, ti faccio notare)

    :D

    • Tortuga says:

      Scherza, scherza, ci sono una quantità incredibile di persone che fanno il filo al buddhismo tibetano perché, insoddisfatte della democrazia, vagheggiano un “governo illuminato su basi religiose” purché non cattolico. E lo dichiarano pure piuttosto apertamente :D

    • PinoMamet says:

      U mama
      se va al potere Francesco col suo Papa-Re-anglosassone (un bell’esperimento di ingegneria genetica…) o i tibbetani che sceglieranno il capo di Stato vedendo quale neonato sceglie la palletta o l’orsacchiotto del capo defunto…

      ditemelo che scappo alle Hawaii!

      :D

      • Ritvan says:

        —U mama, se va al potere Francesco col suo Papa-Re-anglosassone (un bell’esperimento di ingegneria genetica…) o i tibbetani che sceglieranno il capo di Stato vedendo quale neonato sceglie la palletta o l’orsacchiotto del capo defunto…ditemelo che scappo alle Hawaii!:-) PinoMamet—

        Tranquillo fratello, che ci stiamo pensando noialtri barbuti&intabarrati a evitarti lo strazio. Aspetta un pochino che ci riproduciamo come conigli:-), poi col supporto delle Truppe Cammellate degli Sceicchi Petroliferi faremo dell’Italia una Repubblica Islamica…niente Re o Sultano, per carità di Allah:-), bensì solo una Illuminata Guida Suprema…hai presente l’Iran? ecco, appunto:-):-)

      • Francesco says:

        allora, il Papa regna ma non governa (come il re inglese dalla gloriosa rivoluzione in poi)

        e alle cerimonie manda un Vicario, così non deve baciarsi miscredenti, atei e quant’altri gli italiani votano

        tutto lì

        ciao

        Francesco

        PS e la domenica, tutti a casa con la famiglia!

        :D

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          Ma tu sei Gioberti redivivo! :-)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          temo di avere gravi lacune in storia risorgimentale, però mi suona bene

          del resto, che la via Savoia-Garibaldi fosse sbagliata abbiamo 150 anni di storia a dimostrarlo

  5. Peucezio says:

    “Sono proprio questi due che aprono i rubinetti di tutto il Flusso Globale addosso alla propria terra. Anzi, ci riescono anche perché si presentano come due “autentici veneti”, esattamente come il signor Roberto Cavalli che quando non è a Dubai, si spaccia per “vecchio artigiano fiorentino”.”

    In effetti le caratteristiche antropologiche non sono mai una garanzia circa gli atti delle persone.
    I mafiosi più religiosi e tradizionali, con tanto di coppola in testa, concezione familista e arcaica, hanno devastato Palermo e la Sicilia in genere.
    I palazzinari che negli anni ’60 hanno fatto scempio dell’Italia erano personaggi ruspanti.
    Ovviamente il tipo di mondo creato da gente come quella produce un’umanità completamente diversa, ma a loro che importa… Purtroppo l’istinto di riproduzione mira solo alla perpetuazione del patrimonio genetico, non alla trasmissione delle caratteristiche culturali e acquisite. Magari avesse ragione Lamarck anziché Darwin.

  6. roberto says:

    divertitevi a fare i reucci, noi massoni di bruxelles ci accontentiamo di tenere i portafogli

    (giusto, moi?)

  7. Ma quelle sulla monarchia mi sembrano un p0′ chiacchiere a vuoto: oggi nessuno è in grado di controllare il flusso travolgente, in un senso o nell’altro.

    Adesso è stata abolita non solo la monarchia, ma pure la repubblica.

    • PinoMamet says:

      Certo che sono chiacchiere a vuoto: per questo le fanno! :)

      Mi incuriosisce però questa ondata di improvvisa simpatia per l’istituzione monarchica, che, forse per la distanza, sembra improvvisamente rivestita di tutte le virtù (e dal momento che le monarchie storiche, da Hammurabi alla regina Elisabetta, sono un campione singolarmente disomogeneo, ognuno ci trova quello che gli pare, secondo i gusti…)

      credo che la cosa abbia più a che fare con la psicologia che con la politica, comunque.

    • Peucezio says:

      “Ma quelle sulla monarchia mi sembrano un p0′ chiacchiere a vuoto: oggi nessuno è in grado di controllare il flusso travolgente, in un senso o nell’altro.

      Adesso è stata abolita non solo la monarchia, ma pure la repubblica.”

      D’accordo, certo, ma le cose non è che nascano dal nulla e il flusso travolgente non è cascato dal cielo un bel giorno su un’umanità attonita, che fino al giorno prima viveva in un mondo che mai si poteva sospettare che l’avrebbe visto.

      La cosa curiosa è che io ragiono forse in un modo un po’ manicheo, contrapponendo modernità a tradizione, ma io i prodromi della modernità li faccio nascere millenni fa e vedo la storia come una continua commistione di questi due principi, mentre a sentire te, anche se non l’hai mai formulato in modo esplicito, parrebbe che oggi c’è il Grande Flusso (prima o poi ci racconterai donde attingi il tuo lessico, sempre che non sia di tuo conio), che è una cosa completamente diversa da tutto ciò che c’è stato sempre e ovunque e che contrappone dualisticamente gli ultimi due o tre decenni a tutta la storia umana dall’alba dei tempi, per quanto sfaccettata e varia essa sia.
      Sbaglio? Semplifico eccessivamente la tua posizione?

  8. Per Ritvan e Peucezio

    “Cioè, famme capi’, caro Peucezio, stai forse dicendo che p.es. il buon Carlo Magno, prima di partire col suo esercito per fare un mazzo tanto ai sassoni “pagani” chiedeva una sentenza favorevole in tal senso alla Corte Costituzionale, oppure si limitava a un “via libera” votato dal Parlamento a maggioranza semplice?:-):-)”

    Normalmente sì, nel senso che fino al Seicento, i re dovevano negoziare tutto, di volta in volta.

    Il governo della Germania, nella seconda metà del Cinquecento, era un complesso di diverse migliaia di entità del tutto indipendenti, che di volta in volta negoziavano i loro rapporti all’interno di diete, leghe e altri organismi simili, privi però di ogni potere esecutivo.

    E anche la violenza doveva essere negoziata, perché le stesse entità facevano molta fatica a raccogliere le tasse.

    L’assolutismo è il contrario di tutto ciò.

    • Andrea Boari says:

      A Miguel

      Il potere è un fatto.
      Ma richiede la legittimazione.
      Un testo, un principio, che statuisca un diritto all’esercizio della sovranità. Altrimenti la sua riproduzione esigerebbe un continuo esercizio della forza, la quale, quando c’è, si consuma.

      Anche l’assolutismo di diritto divino, il sovrano collocato al di sopra della sua stessa legge, alla fine è un fatto.
      Non può mai esercitarsi, assolutamente, ma deve tener conto dei giochi e dei rapporti di forza.

      Quando però la legittimazione si sgretola, si sgretola anche la forza.

    • habsburgicus says:

      Miguel ha colto bene la questione..come già prima Peucezio
      La Monarchia cosiddetta “assoluta” è intrinsecamente legata all’Età moderna (che per convenzione si fa iniziare nel 1492 o comunque a fine XV secolo) e, nel Medioevo, specialmente dalla fne dell’Impero carolingio nell’887/888 d.C non vi è nulla di paragonabile, tranne rari “precursori” (ad esempio in Francia Filippo IV il Bello, 1285-1314, di nefasta memoria, ha già caratteristiche “moderne” e parzialmente “assolutististiche” ma dovette appoggiarsi sui borghesi e sui nuovi nobili contro l’aristocrazia feudale e il clero monastico)
      Già nel XVI secolo vi sono esempi di pre-Monarchia “assoluta” (ad esempio in una Nazione che poi, per varie ragioni, NON conoscerà la fase dell’effettiva Monarchia “assoluta”…non vi è infatti dubbio, secondo me, che Henry VIII, 1509-1547 è molto più simile a un Re “assoluto” francese del Sei-Settecento che a un Re britannico più o meno cerimoniale del XVIII secolo) ma, come notissimo, tale forma di Stato si realizzerà pienamente nella Francia del XVII secolo e nel XVIII, sino alla rivoluzione…
      poco per volta quasi tutte le Nazioni “europee” adottarono l’assolutismo;
      la Danimarca nel 1660 sotto Frederik III (1648-1670)
      la Svezia de facto già nel 1680 sotto Carl XI (1660-1697) e poi, di nuovo, con il “colpo di stato” di Gustaf III (1771-1792) nel 1772 e le ordinanze del 1789
      la Spagna si può ritenere “assoluta” sin dal 1700 con la nuova dinastia borbonica di Felipe V (1700-1744; 1744-1746 dopo la parentesi di Luis I, 1744)
      il Portogallo sin dal 1640 con la “riconquista” dell’indipendenza sotto João IV de Bragança (1640-1656)
      solo la Polonia seguì altre strade e la sua Monarchia, elettiva de iure dal 1572, si indebolì sempre più…Zygmunt II August (1548-1572), l’ultimo degli Jagielloni, era un Sovrano potente (almeno “potenzialmente”), Jan III Sobieski (1674-1696) colui che sconfisse il Turco al Kahlenberg a Vienna il 12/9/1683 contribuendo così a salvare la Cristianità era ancora un Sovrano non disprezzabile, Stanisław Poniatowski (1764-1795) era ormai solamente un pagliaccio coronato :D
      questa distinzione era ben chiara già a metà XVII secolo ai moscoviti, sudditi di una Monarchia assoluta senza virgolette che io distinguo dall’ “assolutismo” occidentale (non ritengo che in Occidente ci sia mai stato un vero assolutismo…ci fu qualcosa di simile ma sono necessarie le virgolette, nella mia opinione)
      quando i Cosacchi ucraini, guidati da Bohdan Khmel’nyc’kyj commisero la follia di darsi a Mosca nel gennaio 1654 a Perejaslav (in odio alla Polonia, a Roma e alla Chiesa unita), essi chiesero ingenuamente ai boiari di Aleksij I (1645-1676) che fossero confermati i loro privilegi;
      i boiari risposero che non si è mai visto che un suddito osi chiedere conferme al Sovrano
      i nobili cosacchi risposero “ma i Re di Polonia giurano sempre di confermare i privilegi dei sudditi”
      i boiari allora sentenziarono “fate male a porre quell’esempio; infatti quei Re [scil. di Polonia] sono eretici e non sono autocrati !”
      e così l’Ucraina si rese schiava da se stessa né basterà l’eroico Mazepa nel 1709 a liberarla :D

      • Andrea Di Vita says:

        Per habsburgicus

        ‘boiari’

        Confermo, confermo :-) Mia moglie, Polacca di Podlasie, ancora cachinna a raccontarmi dell’Ucraina. I campionati di calcio li hanno dati a Polonia e Ucraina anche per facilitare una riconciliazione, ma i crimini dell’UPA sono ancora ben vivi nella memoria dei Polacchi.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  9. Mondo cane says:

    Per la nazione guidata da un “papa re”, un piccione con una fava divisa in due !) , al posto di litigare cambierei fede, la risposta è… il bahà’ì . Semplice no? tutto insieme che così nessuno litiga :) .

  10. Kattivik says:

    Io sono per la Mona-archia … tanto le donne comandano lo stesso! Tanto vale che sia palese!
    Basta con il pubblico baciamano adottiamo il pubblico bacia-mona!

  11. izzaldin says:

    @ Miguel
    Per Ritvan e Peucezio

    “Cioè, famme capi’, caro Peucezio, stai forse dicendo che p.es. il buon Carlo Magno, prima di partire col suo esercito per fare un mazzo tanto ai sassoni “pagani” chiedeva una sentenza favorevole in tal senso alla Corte Costituzionale, oppure si limitava a un “via libera” votato dal Parlamento a maggioranza semplice?:-):-)”

    Normalmente sì, nel senso che fino al Seicento, i re dovevano negoziare tutto, di volta in volta.

    Dalla Sicilia confermo che il buon vecchio Federico II doveva fare il democratico in Germania e contrattare la sua elezione a Imperatore con gli altri principi tedeschi e i vari poteri religiosi, facendo di fatto politica; al contrario, una volta in Sicilia si comportava come il proprietario (effettivamente l’aveva ereditata dalla madre) dell’isola senza tanti giri di parole e usando il pugno di ferro.
    Saluti,
    Izzaldin

    P.S.
    Federico II è stato fra i pochi essere umani (forse l’unico) che riuscirono a pacificare (seppur per un breve periodo) la Terra Santa, accordandosi con i musulmani e smilitarizzando Gerusalemme.

    • Mauricius Tarvisii says:

      In realtà anche i suoi successori ci provarono seguendo le sue orme: si allearono con il sultano di Damasco contro il sultano d’Egitto. Alleanza sbagliata che portò a tutto quello che sappiamo

    • Peucezio says:

      In generale quello che si trascura in questo tipo di discussioni è il fatto che etichette come “monarchia” e “democrazia” non vogliono dire niente.
      Che cos’ha in comune la democrazia liberale moderna, basata sul potere del capitale di gestire le leve decisive e sul gioco elettorale basato su finte contrapposizioni fra schieramenti nella sostanza uguali e privi del vero potere decisionale, con la democrazia greca, che era una sorta di democrazia diretta dei maschi nati liberi, o, chessò, con una repubblica marinara italiana, cioè un’assemblea di aristocratici e mercanti benestanti?
      Non parliamo della monarchia, che accomuna gli imperatori assiri alla regina Elisabetta, al re della Svezia e al principe di Monaco.
      Esistono poteri più o meno accentrati, plurali, diffusi, esistono sistemi politici più orientati all’interesse di un’élite o invece a un relativo benessere collettivo, esistono autocrazie populiste basate sul consenso, repubbliche formali basate su interessi aristocratici o comunque cetuali, poteri basati sull’arbitrio o invece su un’osservanza scrupolosissima di leggi e costituzioni, vertici politici più o meno influenzati da interessi occulti… questi sono i discrimini. Il resto sono parole vuote, anche se suonano bene e danno un senso di solennità.

  12. Rossana says:

    Leggendo ieri dell’Endrizzi e degli allevamenti, m’è tornato in mente che da tempo avevo in mente di aggiornare la lista veneta dei super geni dell’imprenditoria da esportazione.
    Dopo e insieme al progetto Veneto City (molto Green e per ora bloccato), uno sguardo attento merita senz’altro il Palais Lumiére, cui ho appena dedicato qualche riga.
    A breve meriterà attenzione anche Tessera City (altro progetto con mega stadio, mega albergo, mega centro commerciale, direzionale, ect), il Fondaco dei Tedeschi di Benetton, ect.
    Dici bene: tradizione e innovazione.
    Più la seconda, ma alla veneta.
    Ché il Benetton non si fa dare lezioni da Stefanel e non c’è ragione per cui il veneto Pierre Cardin debba essere da meno…
    Un laboratorio del futuro, il Veneto.
    Mica toscanacci che se la spassano.
    Zaia ha detto, del progetto Palais Lumiére, che il Cardìn (accento sulla seconda vocale, nome veneto) è il “novello Lorenzo il Magnifico”.
    Tiè…

  13. Tortuga says:

    Nel marzo 2011 ho partecipato ad una cena vegetariana preceduta da un discorso del presidente di una associazione anticaccia il quale sosteneva che note ricerche americane hanno dimostrato che il cacciatore prova piacere sessuale nell’uccisione e che, pertanto, diventa dipedente dalla sua attività come da una droga.
    Sosteneva inoltre che la connessione sessualità-caccia-uccisione fosse ad un tempo causa e conseguenza di disfunzioni sessuali della persona connesse ad impossibilità di intrattenere rapporti sessuali insoddisfacenti con la propria moglie a causa di una alterata immagine della donna … attraverso un percorso complicatissimo che mi è veramente impossibile riprodurre … il discorso finiva per associare alla figura del cacciatore quella di un uomo incline alla violenza sessuale, all’infedeltà, alla frequentazione di prostitute, alla pedofilia (e come poteva mancare?! :-) )

    Il tale segnalava anche un libro, che illustrava le “ricerche scientifiche americane” in merito, peccato che non ricordi il titolo.

    Non sono riuscita a trovare il libro che fu presentato, San google mi ha fornito solo questo buffo articolo

    http://www.nelcuore.org/blog-associazioni/item/lo-studio-usa-chi-va-a-caccia-ha-problemi-di-dimensione-del-pene.html

    * * *

    Ho ascoltato l’opinione di un ex graduato militare in merito all’abolizione della caccia.
    Mi disse che la riteneva una cosa impossibile e quindi inutile da perseguire nei termini in cui viene perseguita, spiegandomi che una rigidissima educazione e disciplina del cacciatore sarebbe stata molto più opportuna nei confronti delle pur giuste rimostranze nei loro confronti. Aggiunse che i cacciatori sono una risorsa per la difesa della nazione perché presidiano il territorio, ovvero lo conoscono come pochi altri, ed a proprie spese, per cui nessun addetto alla difesa voterebbe mai contro la caccia, a cominciare dal vigile urbano.

    * * *

    Ho conosciuto in ospedale una allevatore-addestratore di cani di fiumicino, che mi raccontava di aver passato la sua vita tutto il giorno fra boschi e campagna in compagnia dei cani che addestrava.
    Non li addestrava però per la caccia e non lavorava per i cacciatori: li addestrava per il recupero delle prede ferite dei cacciatori, che in tal modo possono essere curate (soprattutto cervi).

    • Tortuga says:

      errata: soddisfacenti e non insoddisfacenti :D

    • PinoMamet says:

      :)
      Ti ringrazio per la segnalazione e per il commento divertente :)
      decisamente, Tortuga, ti preferisco quando non c’è di mezzo Francia e Islam ;) o forse (te lo auguro) ti è passata la tendinite (era tendinite? vabbè quello che era).

      A me ha stupito parecchio la descrizione che Endrizzi fa del suo cane. Non ho animali domestici da un bel po’, ma non mi sognerei mai di usare questi termini: ne parla come di un oggetto. Un oggetto d’arte, magari, ma sempre un oggetto.
      Forse certi proprietari di scuderie parlano così dei loro cavalli; ma conosco qualche persona che possiede un cavallo, o che ci lavora, e neppure loro usano questi terminologia, il cavallo resta per loro sempre un “pet”.

      Questa aneffettività di Endrizzi verso i suoi cani mi fa un effetto bruttissimo.
      Sarà tutta suggestione, senz’altro, ma mi fa pensare all’ufficiale nazista di un milione di film, quello che sorseggia e loda il suo bicchiere di vino mentre ordina chissà quali sterminii…
      oddio mo’ non voglio dire che Endrizzi sia capace di questo,per carità;

      e voglio sperare che in casa si terrà un bastardino brutto, sgraziato, preso al canile, a cui vuole bene perché sì…
      ma sì, dai!
      :)

      • Tortuga says:

        - ti preferisco quando non c’è di mezzo Francia e Islam ;)
        Anch’io mi preferisco! :D
        Ma abbiamo capito che il combinato disposto francia+islam+il buon ritty+link era esplosivo ma, probabilmente, anche irripetibile :D

        – o forse (te lo auguro) ti è passata la tendinite –
        no, purtroppo sarà una cosa lunga perché gli effetti del farmaco che l’ha sviluppata mi restano nell’organismo per alcuni mesi, perciò non posso far altro che stare buonina e fermina :D

        • Ma… un serio operatore di shiatsu no?!

        • Tortuga says:

          non è che mi fidi molto di sta roba.

        • Io parlo per esperienza; un amico mi ha raddrizzato la schiena.
          Niente di che, ma tutti gli ortopedici consultati dissero che passati i 18 anni non si sarebbe potuto fare nulla per via della conformazione ormai fissata.
          Lui risolse in 5 sedute: massaggio shiatsu e coppettazione.

          Sto ancora ridendo di molti esponenti della “medicina ufficiale”.

          P.S.: l’importante è trovare la persona competente, altrimenti avrai danno.

        • Tortuga says:

          eh, io ho avuto esperienza con un chiropratico, mi faceva bene, finché una volta non mi ha fatto danno.
          ci son sempre margini di rischio. cmq con calma vedrò che si può fare.

      • PinoMamet says:

        A scusante del linguaggio di Endrizzi, ho controllato il link: a quello che ho capito deve trattarsi di una specie di gara tra cani di caccia, e deve essere il linguaggio delle valutazioni arbitrali;
        che in effetti è quello “esoterico” di sommelier, allevatori di cavalli (chissà, magari di tori in Spagna) e così via…

        ma che assai probabilmente non è quello che si usa tutti i giorni per parlare del proprio cane :)

  14. Mauricius Tarvisii says:

    “Non è questo, è che le sue decisioni influivano sulla vita del contadino della Champagne o della Borgogna molto meno di quanto influissero quelle di Luigi XIV. Carlomagno era poco più di un capo tribù, che per particolari contingenze storiche si è trovato a gestire un impero. Ma un livello di accentramento simile non si è registrato, nel Medioevo, né prima, né tantomeno dopo. E comunque anche quella era una compagine molto sfilacciata.” (Peucezio)

    Purtroppo gli equivoci sono all’ordine del giorno quando si parla del Medioevo.
    In effetti gli “atti normativi” di Carlo Magno erano rarissimi, riguardavano pochissime persone e, lontano dall’occhio vigile del sovrano, finivano per rimanere lettera morta.
    Tuttavia ridurre il potere del sovrano medievale nei suoi atti di diritto è molto limitativo: il potere, nel Medioevo, era un potere di fatto e il diritto risentiva moltissimo di questo assetto (ho già citato la forza della desuetudine, ho sottointeso quella della consuetudine e posso anche citare elaborazioni come quella di “proprietà utile”, sintomo evidente di come il diritto fosse reputato nascente dal fatto).
    Se Carlo Magno decideva di ammazzare qualche migliaio di sassoni, non aveva bisogno di un atto, ma gli bastava radunare i suoi conti e andare ad ucciderli e, se poi i sassoni avessero reagito e sconfitto i franchi salvandosi dallo sterminio, nessuno avrebbe avuto niente da ridire per questa ribellione alla volontà del sovrano: puri rapporti di forza.
    Tutti i limiti al potere del sovrano (astrattamente illimitato) stavano nei freni di tipo morale (“non faccio questo perché è sbagliato”… capite bene che è una garanzia a dir poco risibile) e nei freni dovuti ai mezzi limitati (“non posso radunare abbastanza uomini per imporre la gente a portare un cappello come il mio e non dispongo dei mezzi necessari per accertarmi che lo faccia”). Chiaramente un qualunque signore (dal Re all’ultimo cavaliere con un feudo) non subiva il secondo limite nei propri possedimenti più vicini (il castello e le terre intorno, per intenderci): lì aveva la possibilità di fare proprio tutto ciò che credeva, se la sua forza glielo permetteva (ovvero, se era più forte dei suoi contadini coalizzati).

    Usare il termine “democratico” è fuorviante: la democrazia è procedimento di decisione condivisa, mentre il potere costretto a contrattare non è affatto detto che abbia bisogno di accordarsi con una maggioranza di qualsiasi tipo (anzi, spesso si appoggia a minoranze) per superare le difficoltà nell’imporsi.

  15. Tortuga says:

    A proposito di mega investimenti che non sono altro che una acquisizione di debito conto terzi, da trasferire in seguito sui terzi in questione, lo sfogo di un blogger:
    “secoli di convincimenti e pressioni sociali e culturali per sottomettere ogni individuo a qualche tipo di debito … ed adesso si vede quanto questo è pericolosamente mortale”
    http://pensiero-informato.blogspot.it/2011/11/voglio-sapere-i-nomi-i-cognomi-e-gli.html

  16. mirkhond says:

    “la democrazia è procedimento di decisione condivisa”

    Si…condivisa da …una minoranza!
    Esattamente come nei secoli oskuri, solo con tanta, tanta, tanta MAGGIORE ipocrisia…..
    La democrazia non esiste…..

    • Andrea Boari says:

      A Mirkond

      Si, non esiste.
      Ed il sovrano, che nessuno ha scelto, è anonimo…o comunque non visibile.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Aspetto anche da te un bonifico mensile ;-) Preferisci che faccia il sovrano assoluto o il signore feudale? Nel secondo caso dimmi anche quanti uomini mi puoi fornire, così a quello della porta accanto gliela faccio vedere, ‘sta volta :-D

  17. mirkhond says:

    Due scorregge di risposte dai soliti illuminati e illuministi per cui tutto va ben, madama la marchesa…..
    Due rampolli del sistema, ben sistemati e ovviamente, e dal loro punto di vista comprensibilmente, difensori dei LORO interessi….

    • Mauricius Tarvisii says:

      Veramente io sono difensore dei tuoi interessi, altrimenti mica mi sarei offerto di farti da sovrano/signore feudale (non mi hai detto quale preferisci tra feudalesimo e assolutismo) per liberarti da questa dittatura demokratiko-giakobino-liberista.
      Che c’è? Non ti va bene avermi come signore? Ma lo sai quanti milioni di morti hanno causato i ribelli come te, che non volevano essere governati da chi Dio (sì, mi ha scelto Dio: te lo assicuro io!) aveva scelto per loro e pretendevano di scegliersi (ipocritamente) il sovrano?

  18. Tortuga says:

    Veniamo all’ingegnere e al suo mestiere: un commento anche su di lui.
    L’ingegnere si concepisce come colui che dispone di ingegno per eccellenza e costruttore del nuovo mondo.
    Il mondo, oggi, secondo l’ingegnere è fondamentalmente composto da n. 5 elementi:
    il calcestruzzo o cemento armato, il cartongesso, il vetro, l’alluminio anodizzato e il pvc
    Egli è monoteista, ovvero monosistemista, tutto si fa con il suo lego ed aspira ad invadere il mondo con il suo credo.
    Ha dedicato almeno sei anni della sua vita (perché si sa che ingegneria in cinque non si fa) alla sua laurea, molta parte di questi riservandola ai calcoli del cemento armato.
    Prima li faceva a mano, ma da un po’ lo hanno dotato di un trik&trak che glieli sviluppa alla velocità della luce … e così tutto è cambiato.

    Ora però l’architetto sta progettando la sua vendetta con l’architettura “ecobiocompatibile sostenibile”, è tempo di nozze fra antropologia ed urbanistica http://www.dialoghisulluomo.it/franco-la-cecla , inoltre viaggiando, in quanto sempre più disoccupato, l’architetto si è accorto che dall’altra parte del mondo si costruisce con l’aiuto della natura.
    http://www.artsblog.it/galleria/the-patient-gardener-costruire-con-la-crescita-di-un-albero/4
    ed ha deciso di dare – come al solito – ad una cosa antica un nome nuovo:
    architettura organica vivente
    http://www.yogajournal.it/joomla/index.php?option=com_k2&view=item&id=1181:arte-natura&Itemid=135&tmpl=component&print=1

    con la canna di bambù (canna palustre)
    http://www.emissionizero.net/Prospettive_-_Our_plans_for_the_future_-_Un_Ponte_in_Bambu%27_in_Europa.html

    in paesi come la Cina e il Messico, insieme ad altri limitrofi, con il bambù si arma anche il calcestruzzo (cemento armato)
    http://www.edilweb.it/modules.php?name=News&file=article&sid=78

    si possono costruire abitazioni a basso impatto ambientale
    http://www.architetturaecosostenibile.it/images/stories/2012/Pebble-house-b.jpg

    si possono realizzare magnifici faidate con bottiglie di plastica (ed anche lattine di birra)
    http://www.immagilandia.org/2010/02/come-costruire-una-casa-con-le.html

    Senza dimenticarsi le case di merda e le case di paglia che abbiamo già visto nel nord della Francia, e che in Tibet numero templi millenari sono stati costruiti mischiando materiale organico locale con yogurt di latte di yak.

    Su architetti ed ingegneri se ne dicono:
    http://www.drzap.it/architetti.htm

  19. mirkhond says:

    Il solito scorreggione illuminato/altolocato e difensore dei SUOI interessi che vuol darla da bere alla persona….sbagliata!
    Cresci bambino, cresci…..

  20. mirkhond says:

    Rispondo solo ai tuoi insulti di ricco-snob scorreggione…..

  21. Per Mirkhond

    Per favore…

    Mauricius sta ironizzando, tu stai andando un po’ oltre.

    • Ritvan says:

      —Per Mirkhond
      Per favore…Mauricius sta ironizzando, tu stai andando un po’ oltre. MM—

      Porca miseria, Miguel, da quando in qua sei diventato un “giustificazionista” dell’aborrito “stile ritvaniano”??!!:-)

  22. mirkhond says:

    Maurissio non sta ironizzando affatto, data la profonda avversione che ha nei miei confronti…..
    Comunque, sono pronto a farmi da parte per la quiete del blog….

    • Per Mirkhond e Mauricius

      Nessuno deve farsi da parte, semplicemente mi farebbe piacere che smetteste per il momento di beccarvi.

      Evidentemente, Mirkhond non gradisce certe battute ironiche.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Rassicuro sul fatto che non riesco a provare avversione per la gente che non conosco…

  23. Moi says:

    Veneto Green City. Che già nel nome coniuga tradizione e innovazione.

    —-

    Già, ma NON quanto questa aziendina di Bassano del Grappa (TV) :

    http://www.dogisagod.it/

    :)

    • Z. says:

      Bassano del Grappa non era in provincia di Vicenza?

      Moi, non c’è niente da fare: sei quello che negli anni Settanta avrebbero definito un compagno che sbaglia.

      :lol:

      Z.

  24. mirkhond says:

    “Evidentemente, Mirkhond non gradisce certe battute ironiche.”

    Non saprei, l’ironia è sempre piacevole quando la facciamo sugli altri, e sgradevole quando la fanno a noi :) …..
    Sono i limiti umani che ci portiamo dentro….
    Quanto a Maurizio, mi dispiace che sia finita così, perché anch’io non lo conosco personalmente, e magari è un ottimo ragazzo….
    Sulle idee, discordo profondamente con lui, soprattutto sul periodo XVIII-XIX secolo…
    E’ più forte di me, non posso farci niente se mi irrito a sentire difendere ideali e relative applicazioni, che furono causa di immense sofferenze per il mio paese e la mia gente…
    Che dei giovani (quasi sempre di buona famiglia) allora ci potessero credere e anche in buona fede, è comprensibile, ma che dei giovani di elevata cultura e intelligenza di oggi, continuino a credere in quei passati disastri e tradimenti e a difenderli, senza tener conto dei risultati e degli studi più recenti, non può che farmi cascare le braccia….
    Misteri dell’animo umano….

  25. mirkhond says:

    “questa distinzione era ben chiara già a metà XVII secolo ai moscoviti, sudditi di una Monarchia assoluta senza virgolette che io distinguo dall’ “assolutismo” occidentale (non ritengo che in Occidente ci sia mai stato un vero assolutismo…ci fu qualcosa di simile ma sono necessarie le virgolette, nella mia opinione)”

    Era anche l’opinione del mio docente universitario di storia degli antichi stati italiani PREunitari, di fronte alle esternazioni di una mia collega sulla “tirannide” dei suddetti stati (la ragazza si riferiva a Venezia…)
    ciao!

  26. mirkhond says:

    Quanto all’assolutismo zarista, credo che il periodo tra Alessandro I (1801-1825) e Nicola II (1894-1917), possa essere considerato “liberale”, rispetto sia all’epoca tra Ivan IV (1533-1584) e Paolo I (1796-1801), che alla successiva tirannide bolscevica fino a Gorbaciov….
    Zarismo “liberale”, ovviamente in rapporto alla storia russa, perché a confronto coi Franchi, era sicuramente il bastione del più puro assolutismo di matrice cristiana….
    ciao!

    • habsburgicus says:

      verissimo..tranne, forse, Nicola I (1825-1855) duro persecutore dei greco-cattolici ma anche Sovrano fiero e nemico dei liberal-giacobini (fosse stato vivo nel 1860 non avrebbe mai permesso la “garibalderia”, credo..o almeno non l’avrebbe permessa senza guerra europea, che forse, nonostante la Crimea, avrebbe visto Russia, Austria e magari Prussia contro Francia, Gran Bretagna e Cavour)
      ciao !

  27. mirkhond says:

    Fu Nicola I infatti, sia pur d’accordo con l’Inghilterra in extremis, a salvare l’ordine di Vienna nel 1849…..
    ciao!

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