La rivolta dell’Oltrarno fiorentino

Parliamo di nuovo del microcosmo del quartiere in cui abito. Non perché sia importante in sé, ma perché credo che ci possa aiutare a capire alcune faccende fondamentali di tutto l’Occidente contemporaneo.

Ieri sera, i tecnici del Comune, nell’ambito di un evento chiamato “I Cento Luoghi”, si sono incontrati con gli abitanti di San Frediano, nell’Oltrarno fiorentino.

Avevo provato a far venire le persone che conoscevo: tutte decisamente contrarie al progetto del Comune di trasformare Piazza del Carmine in un parcheggio per la movida notturna e il turismo di massa diurno, aprendo nel frattempo le due principali vie del quartiere a un traffico automobilistico illimitato.

Un progetto voluto dalla minoranza più organizzata e potente dei commercianti assieme alla Firenze Parcheggi, un’azienda privata ma partecipata dal Comune.

Tutte però mi hanno detto che a quell’ora – le 21 – non potevano venire.

Quindi, mi aspettavo poca resistenza, e la presenza di qualche organizzato lobbista a sostegno del Comune.

Invece, c’erano duecento persone del quartiere, tremendamente arrabbiate, ma con idee sorprendentemente chiare, che hanno messo i poveri inviati del Comune con le spalle al muro: quello che qualche giorno prima il sindaco aveva detto pubblicamente era cosa fatta, adesso diventava semplicemente un “progetto” ancora da studiare. Poi lo sappiamo che lo faranno lo stesso, ma vederli in ritirata è comunque una piccola soddisfazione.

Mentre a San Frediano c’è un quartiere intero mobilitato, a Piazza Brunelleschi, sull’altra sponda, dove c’è un progetto identico, mi sembra di capire che regni il silenzio.

Vuol dire che quel quartiere è già stato interamente devitalizzato: la distruzione sociale, in nome del modello “città-oggetto al centro, residenti-in-periferia” è già passata.

Questo indica l’enorme potenza distruttiva di meccanismi che sembrano semplici piani di urbanistica.

E come di mezzo ci sia, non una questione di parcheggi, ma la vita e la morte di una comunità.

Nel nostro quartiere, c’è una percentuale altissima di stranieri di ogni provenienza, dall’artista tedesca all’operaio rumeno. Alla scuola elementare, la percentuale di figli di stranieri si avvicina al 50%.

Eppure, nessuno ieri ha accennato a una “questione stranieri”, semplicemente perché non esiste. 

E non esiste, perché è un quartiere coeso e vivibile, in cui tanti si danno una mano e si frequentano senza problemi. I genitori che chiacchierano tra di loro a piazza Tasso mentre sorvegliano i loro figli, autoctoni fiorentini con ghanesi, svedesi con pakistani, giapponesi con albanesi, lo dimostrano.

Questo è possibile perché San Frediano non è ridotto solo a una zona movida-turismo. E questa vivibilità non è il risultato di alcuna particolare politica, a parte la parzialissima chiusura del centro storico al traffico esterno durante il giorno.

Cioè, quella “integrazione” di cui chiacchierano i politici, per cui si mobilitano i ben intenzionati, per cui si spendono miliardi altrove, qui nasce gratis e spontaneamente.

O si vive come a San Frediano, o si vive come a Parigi.

Una decina di anni fa, sono stato alla Rive Gauche, proprio quella che la Confesercenti indica come modello per l’Oltrarno, tanto da averne fatto uno slogan.

Io ci stavo benissimo, in fondo dovevo solo andare a un ristorante e passeggiare un po’, per poi sparire per sempre da Parigi.

Ma la cosa che più mi ha colpito era che le facce erano tutte, ma tutte “europee”, per capirci. E immagino che anche tra quelle europee, scarseggiassero i polacchi o gli ucraini.

Poi ho preso il treno locale, attraversando i quartieri periferici, e dal finestrino ho visto ben poche facce “europee” (e tra quelle poche, immagino, abbondassero polacchi e ucraini).

Il risultato di una politica di decenni – per costruire quartieri periferici e per “valorizzare” il centro storico -, con investimenti astronomici, lo descrive piuttosto bene un post scritto da un blogger italiano che vive in Francia.

Una volta, in teoria, se ti sentivi d’accordo con le proposte dei grossi commercianti, votavi a destra; se volevi difendere il popolo (chiamiamolo così), votavi a sinistra.

Cosa fai, quando una giunta di sinistra coincide con gli interessi dei grossi commercianti, ma a differenza dell’inconcludente destra, sa usare ricatti sottili?

Ad esempio, accusando le comunità che si difendono di praticare una politica NIMBY (“Not in My Back Yard”), che l’inglese ci sta sempre bene, insomma dandoti dell’egoista. Visto che in Italia, nessuno ha il back yard,potremmo tradurre “Non mel mio orticello”.

E’ vero che da qualche parte bisogna pur fare la discarica o aprire l’ospedale.

Però da qui si slitta molto facilmente a dire che da qualche parte bisogna pur fare il megaparcheggio che inondi il quartiere di traffico, di centri commerciali e di locali notturni.

E qui hanno torto.

Facciano il loro non luogo da un’altra parte, e se tutti si organizzano per impedirglielo, tanto meglio. Non lo si faccia per niente.

E magari anche se un quartiere rifiuta di diventare la discarica di tutte le immondizie della città, forse può servire almeno affinché il comune si ingegni a inventare discariche meno aggressive.

Non ci sono oggi lotte collettive, o quasi. Ben vengano, allora (in linea di massima, ovviamente) quelle locali.

Non si tratta di dire “nimby”, ma “nioby”, “Not in OUR back yard”. E perché no, con un po’ di generosità, impariamo pure a dire “niybye”, “Not in Your Back Yard Either”, “e nemmeno nel tuo orticello”.

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150 Responses to La rivolta dell’Oltrarno fiorentino

  1. Francesco says:

    “qui nasce gratis e spontaneamente”

    Miguel, io ti voglio bene e ho cambiato un sacco di mie idee e preconcetti “vivendo” questo forum

    ma la frase da te scritta è fondamentalmente priva di significato per me. come se tu avessi scritto “il suono del violino è blu, a volte viola”

    come dicevano i contadini, solo le erbacce nascono spontaneamente, senza lavoro e fatica

    da decenni sindaci di ogni tendenza politica cercano di realizzare la pacifica convivenza tra autoctoni e stranieri, con pochissimo sucesso (che io sappia). e tu vieni a dirci che gli ingredienti magici sono la povertà e l’isolamento? ma neanche frà Dolcino!

    piuttosto sospetto la tua antipatia per il concetto di identità, la tua storia di uomo dalle mille origini, la tua tendenza a ideologizzare ogni cosa

    ciao e auguri per la lotta contro il parcheggio (visto quello che ho visto qui a Milano)

    • Moi says:

      “il suono del violino è blu, a volte viola”

      Francesco, l’ è una roba che si chiama “sinestesia” … o un quèl axé.

  2. Per Francesco

    Sicuramente, fare nulla è spesso meglio di fare qualcosa, e questa è già una lezione.

    Un’altra lezione è che la gente, se lasciata da sola – e qui emerge tutta la mia parte anglosassone – spesso riesce a cavarsela meglio delle istituzioni.

    Tutto questo però richiede degli spazi pubblici, che nel nostro quartiere sono sostanzialmente legati all’infanzia – scuole, asili, ludoteche e piazze con giochi.

    Attorno a cui nascono le relazioni tra i genitori.

    Non ho l’impressione di vivere in un quartiere povero; molte delle persone che si impegnano poi sono piccoli artigiani, negozianti e proprietari di bar, che presumo non vivano nella miseria, ma non sono nemmeno dei “ricchi”.

    Infatti, lo scontro non è esattamente tra “abitanti” e “commercianti”; probabilmente quasi tutti gli “abitanti” stanno dalla stessa parte, mentre i “commercianti” sono molto divisi, anche magari in base al carattere personale.

    • Francesco says:

      non sapevo che condividessi la dottrina cattolica della sussidiarietà (esprimendola in termini praticamente iperliberisti)

      mi fa piacere

      (esclusi gli artigiani, mi pare che abitanti e commercianti coincidano, nella descrizione che fai del quartiere)

  3. Non ho pretesa di fare politica, e non ho idea quale sia il modo migliore per assicurare, che so, una rete di fognature a una città di un milione di abitanti.

    Però in piccolo vedo una cosa.

    Che la gente, nel senso più esteso e banale del termine, tende a cavarsela da sé e convivere, con alti e bassi, senza grandi problemi e senza bisogno di “politiche” esterne.

    Basta che ci sia qualcuno, preferibilmente armato, che protegga la gente dalla hybris dei pochi che però dispongono di grandi risorse economiche.

    Questo in fondo è sempre stato il senso, infinite volte tradito, della democrazia protestante e anglosassone, e più o meno mi sembra valido.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Martinez

      ‘anglosassone’

      Non so se tu abbia ragione. Certamente l’evitare che il bene comune (una città libera dalla schiavitù del traffico automobilistico) sia subordinato al profitto di un pugno di grandi bottegai mi sa tanto di ‘controllo sociale dei mezzi di produzione della ricchezza’, AKA ‘socialismo’. In questo caso si confermerebbe il detto ‘o socialismo o barbarie’. Vien da pensare che sia per questo che gli immiigrati sono così ben integrati. In generale, le persone si distinguono per i loro interessi materiali, ossia per la loro posizione nei confronti dei mezzi di produzione: qui, l’interesse della classe dei grandi bottegai si contrappone all’interesse di tutti quelli che con le grandi botteghe non ci guadagnano, come al tempo dei Ciompi, e l’immigrato si confonde col Fiorentino d.o.c.. Viene anche da pensare che sia per questo che tutta questa opposizione dà fastidio al sindaco amichetto del berlusca. Anche qui, come sempre, il privilegio dei pochi si ammanta di una falsa coscienza ideologica, quella della ‘libertà d’impresa': che è quella il cui spadroneggiare ci ha portato nel ‘coma etico’ in cui viviamo immersi. La cosa più rinfrancante di questo post è che quando si scende nel concrete tutta la fuffa buonista del ‘dialogo’ e della ‘Difesa Dei Valori’ salta di fronte alla concreta autoorganizzazione delle persone comuni. Scene di lotta di classe in Oltrarno: a quando un nuovo Monicelli ci farà un film?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        ” a quando un nuovo Monicelli ci farà un film?”

        non appena il Minculpop ci metterà i soldi, e pazienza se del talento di Monicelli non ci sarà traccia. l’importante è la fuffa ideologica e il denaro pubblico

        mi piace la reificazione del traffico automobilistico, quasi non fosse formato da persone che si muovono … un pò come parlare di proletariato, si entra nel mondo delle Idee per non essere intralciati dal mondo reale

        ricordo che con le “grandi botteghe” i consumatori poveri ci guadagnano (e i lavoratori poveri trovano lavoro, che il luddismo è sempre stato smentito, nel medio periodo)

        saluti

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          ‘Minculpop’

          Ah già, se qualcosa non è un blockbuster tipo ‘Marcellino Pane e Vino’ o ‘Fanteria dello Spazio’ è fantozzianamente una cagata pazzesca.

          ‘persone che si muovono’

          Esattamente perchè è formato da persone che si muovono, per capire il traffico bisogna reificarlo. Immaginare che ogni movimento colettivo sia semplicemente spiegabile come somma di movimenti individuali indipendenti e liberi è una forzatura ancora più stridente della dottrina della Terra piatta. Ciascuno si muove in funzione delle condizioni al contorno create da tutti gli altri: l’essere umanolo determinano le condizioni materiali. Il resto è metafisica.

          ‘grandi botteghe’

          Per guadagnarci devono poter prima avere guadagnato uno stipendio con dei soldi che avanzino per lo shopping. Se la vita delle persone è in subordine rispetto agli interessi dell’impresa alla fine ci rimette pure l’impresa, per esaurimento dei consumatori disponibili. Taranto docet. Le finalità sociali della proprietà sono ricordate pure in Costituzione…:-)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • giovanni says:

          “se qualcosa non è un blockbuster tipo ‘Marcellino Pane e Vino’ o ‘Fanteria dello Spazio’ è fantozzianamente una cagata pazzesca. ”
          Andre’, e che cazzo, dopo anni che sei qui ancora non hai capito che a quelli come Franeschiello la parola cultura fa mettere mano alla pistola?

        • Francesco says:

          1) tutti sono liberi di fare i film che vogliono, purchè usino i loro soldi e non quelli dei contribuenti. e se un film non lo vuole vedere nessuno, mi sa che è perchè il film fa schifo
          2) se è un metodo di lavoro mi va bene, se porta a dimenticare gli essere umani veri in movimento che sono la realtà del traffico finiamo come gli assessori del comune di Milano
          3) “Le finalità sociali della proprietà sono ricordate pure in Costituzione”: infatti sono aaaaaaaaanni che dico che bisogna rifarla, la Costituzione.
          scherzi a parte, fabbriche e grande distribuzione hanno portato i prodotti di massa alle classi povere; non certo artigiani e botteghe

    • Francesco says:

      “Basta che ci sia qualcuno, preferibilmente armato, che protegga la gente dalla hybris dei pochi che però dispongono di grandi risorse economiche.”

      mi sa che si parte dai Magnifici 7 e si finisce con la Mafia, però

      ciao

  4. maria says:

    che gli ingredienti magici sono la povertà e l’isolamento?

    maria
    ma scusa francesco non penserai mica che il parcheggio sotterraneo di piazza del carmine sia fatto per togliere il quartiere dall’isolamento e dalla povertà, eh?

  5. Francesco says:

    sembri Bersani contro Renzi … vediamo di restare sul tema

    (certo, togliendo di mezzo i poveri si potrebbe dire che in un certo qual modo sia stata tolta di mezzo la povertà – o forse tolta dal centro città)

  6. Rock & Troll says:

    L’unica cosa positiva di questi movimenti di quartiere è che funzionano benissimo anche quando si tratta di impedire l’apertura di una moschea.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Rock & Troll

      ‘benissimo’

      Vero. E’ un problema reale, tipico di tutte le democrazie dirette. Si puo’ ovviare cambiando la legge sulla cittadinanza e garantendo uguali diritti per tutti. In caso contrario davvero si ritorna al NIMBY, e di lì al linciaggio. Se correttamente ci chiediamo come far coincidere la partecipazione delle masse con la garanzia dei diritti individuali, la risposta la trovo in Gramsci: ‘egemonia’, ossia ispirazione del comune modo di sentire a regole condivise. Era la formazione dell’egemonia il ruolo del Partito: ma davanti al fallimento delle destre non tutte le speranza sono perdute.

      Ciao!

      Andrea

      • Z. says:

        Caro Andrea,

        è un piacere rivederti :-)

        Z.

      • Francesco says:

        Vediamo come ho capito: per far coincidere “partecipazione delle masse” e “diritti individuali” suggerisci un bel lavaggio del cervello preventivo?

        Premesso che i diritti religiosi sono sacri e solo un pirla come Pisapia poteva disattendere totalmente la promessa di lasciar costruire ai musulmani milanesi una moschea, vorrei aggiungere a quanto dice R&T che gli stessi movimenti “popolari” si agitano contro l’apertura di una fabbrica/inceneritore/rigassificatore/centrale e contro la chiusura.

        Insomma, a me paiono dei veri casi di scuola di perchè ha ragione la democrazia “formale” a considerare valide e vincolanti le decisioni dell’organo eletto e a NON considerare quelle dei comitati spontanei locali.

        Anche perchè io abito al secondo piano e la fossa biologica individuale non so dove potrei farla.

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          come quasi sempre fra di noi, non c’e’ contraddizione. Un conto è la battaglia politica, da combattersi con i mezzi politici della democrazia formale (alias della democrazia pura e semplice). Un conto è la battaglia culturale per l’egemonia. Oggi, dopo il crollo del Muro, viviamo in un’epoca di ‘coma etico’ che (non a caso, secondo me, ma è la mia opinione) coincide con l’egemonia liberista. Logico proporsi di ribaltare la situazione. Episodi come quello narrato da Martinez credo siano significativi a questo proposito. Il compito del Partito di una volta era precisamente quello di ponte fra i due àmbiti, necessariamente divisi. Dalle tue parti, una cosa simile la facevano le organizzazioni cattoliche. Tolti i Partiti, non rimane neppure l’anarchia, che almeno lascerebbe spazio agli individui che si sapesero dare una norma da sè, alla Nietzsche: rimane l’anomia, cioè l’impotenza che lascia il singolo alla mercè dei furbetti del quartierino di turno. Superata in qualche modo la presente buriana, si riformeranno aggregati di interessi che produrranno ciascuno le proprie idee-forza, e la giostra ricomincerà a girare. Fra mille anni un Francesco e un Andrea continueranno a polemizzare a distanza su qualche blog, magari piazzato su qualche server nell’iperspazio…:-)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          non sono d’accordo: tra il “coma etico” e “l’egemonia culturale” c’è una giusta via di mezzo, esattamente un mondo in cui diverse idee si confrontano, scontrano, litigano e si accordano di volta in volta, rispettandosi tra loro le persone che le sostengono e senza aspirazioni a diventare l’unica idea sul mercato

          ciao

    • PinoMamet says:

      Se può consolare il nostro Rock&Troll, a Parma l’apertura di una “moschea”, o meglio l’ubicazione di un centro culturale islamico in un capannone in periferia, è stata attivamente osteggiata (con successo, almeno per un certo periodo) da una persona sola.
      Ma c’è di peggio:
      http://parma.repubblica.it/cronaca/2012/10/03/news/in_moschea_no_abbiamo_paura_il_rifiuto_di_un_gruppo_di_studenti-43799731/

      comunque Rock&Troll, questo non ha nulla a che fare con la difesa del cristianesimo o “le notre radici”:
      nella stessa provincia, nessuno ha avuto nulla da ridire all’ampliamento del Tempio Buddhista (che ormai ha raggiunto dimensioni considerevoli, e si è trasformato da “casale italiano” quasi completamente in “tempio giapponese” con tutti i cazzi e controcazzi; mentre ai musulmani rompono le balle se trovano le maniglie del cesso non a norma…)

      • Moi says:

        Qualcuno difende il punto di vista degli Studenti …

        http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137599/hanno_ragione_i_ragazzi_che_temono_la_moschea

        Però mi chiedo se per “regioni arabe del nostro paese” si intenda “Meridione”, temo di sì.

        Il ragionamento complessivo NON è il massimo della linearità.

        • Ritvan says:

          —-Qualcuno difende il punto di vista degli Studenti …
          http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137599/hanno_ragione_i_ragazzi_che_temono_la_moschea Moi—
          Un lettore scrive fra l’altro al quotidiano margheritino “Europa”:
          “…una classe di un liceo ha rifiutato una professoressa che aveva accolto l’appello di tal Luciano Mazzoni, coordinatore del Forum interreligioso di Parma, a visitare i luoghi dei vari culti presenti in città. «Noi nella moschea non veniamo, abbiamo paura», hanno replicato gli studenti.”.

          Ecco l’effetto della propaganda islamofoba…i poveri studenti italici magari s’immaginano che una volta entrati in moschea sarebbero stati brutalizzati (o magari addirittura sgozzati?:-)) da un branco di feroci beduinazzi barbuti, inturbantati e scimitarruti urlanti “a morte gli infedeliiiiii!”….

          P.S. Ovviamente:-) il tenutario margheritino della rubrica giustifica il castroneggiante terrore moscheofobo studentesco con le notizie delle recenti violenze religiose in alcuni Paesi arabi e non si sogna nemmeno di spiegare ai suddetti ragazzuoli la differenza che passa fra cose che possono succedere in Paesi usciti di recente da dittature e tuttora nel caos e cose, invece, che si devono aspettare da una visita guidata in una moschea di un Paese europeo civile e democratico….

        • PinoMamet says:

          Eh carissimo Ritvan!
          Vedi che simpaticoni, certi miei (quasi)concittadini? ;)

          Ma per dirla tutta, credo che ci sia lo zampino del giornalista, che ha dato dell’accaduto una versione “ad usum stampae”.

          Credo che sia molto improbabile che gli studenti di una scuola superiore di Parma non abbiano mai avuto almeno un compagno di classe musulmano; assolutamente impossibile che non abbiano un conoscente musulmano, se non un amico, e sicuramente frequentano tutti, e tutti i giorni, luoghi frequentati da musulmani molto più “pericolosi” di quelli che si possono incontrare in un Centro Culturale o religioso.

          Quella della “paura” è una palla bella e buona: non so se partorita dalla mente di qualche rappresentante di classe studentesco, dei suoi genitori, o magari di qualche insegnante ottuso e islamofobo (si può dire?) o semplicemente xenofobo e razzista.

          La paura non c’entra proprio niente: sospetto invece che si tratti di una reazione “fallaciana”, magari proprio causata dalla faccenda delle vignette francesi e relative proteste, di chiusura e ostilità.
          Non conosco la scuola in questione e non sono in grado di dire niente di più preciso, ma sono sicurissimo che le cose non siano andate come raccontato…

          ciao!

        • PinoMamet says:

          Insomma, facciamoci capire:

          è come se negli anni Settanta una classe avesse detto “non andiamo al centro culturale calabrese per paura della mafia!”

          è chiaro mo’ di cosa si tratta? ;)

          PS
          per i meridionali in ascolto: non mi risulta sia mai successo niente del genere, comunque.

      • Ritvan says:

        —–….nella stessa provincia, nessuno ha avuto nulla da ridire all’ampliamento del Tempio Buddhista (che ormai ha raggiunto dimensioni considerevoli, e si è trasformato da “casale italiano” quasi completamente in “tempio giapponese” con tutti i cazzi e controcazzi; mentre ai musulmani rompono le balle se trovano le maniglie del cesso non a norma…)…PinoMamet—-

        Sì, caro Pino, ma è perché i buddisti non komplottano per trasformare l’Europa in….EurTibet:-) e non vanno in giro con la scimitarra sguainata a sgozzare i pacifici cittadini parmensi in quanto “infedeli”, come li obbliga il Corano:-), cribbio!:-):-)

    • Ritvan says:

      —-L’unica cosa positiva di questi movimenti di quartiere è che funzionano benissimo anche quando si tratta di impedire l’apertura di una moschea. Rock & Troll—

      E a mio immodesto:-) parere di biekissimo “maomettano”:-) ci sarebbe anche un altro caso “positivo”, quello in cui – a seguito di non meglio precisate dicerie, secondo cui tu saresti un pedofilo – si formi nel tuo quartiere un cosiddetto “comitato di quartiere” avente come scopo quello di sfrattarti e mandarti aff… il più lontano possibile da lì.

      • giovanni says:

        STANDING OVATION. Per i cretini col cervello pieno di propaganda d’odio l’unica risposta possibile è ricordare la fine che faranno quando saranno loro dalla parte “sbagliata” della barricata..

  7. Per Rock & Troll

    “L’unica cosa positiva di questi movimenti di quartiere è che funzionano benissimo anche quando si tratta di impedire l’apertura di una moschea.”

    Sarei curioso di sapere come ti schiereresti davanti a una questione come quella con cui è alle prese il nostro quartiere.

    Giunta di sinistra che impone gli interessi dei grossi commercianti e di un’azienda partecipata dalla stessa giunta di sinistra.

  8. Per Andrea Di Vita

    “Vero. E’ un problema reale, tipico di tutte le democrazie dirette.”

    Penso che a un quartiere come questo, gliene importerebbe ben poco se ci fosse un piccolo centro di preghiera per qualche decina di persone che comunque conoscono perché le frequentano tutti i giorni per altri motivi.

    • Moi says:

      Bersani e Renzi ai proverbiali “Ferri Corti”, Albi degli Elettori con Doppio Turno, “Blindarsi per Impedire Infiltrazioni da Destra” … il tutto tradisce una cultura “sovietoide”.

      • Moi says:

        Parlo delle Nuove Primarie … “cambiate in corsa”, come dice Renzi. Ma è più probabile che resti Monti fino al 2018, visto che di proporre agli elettori delle manovre impopolari in prima persona nessun professionista della politica se la sente.

        Insomma, pare che il “tornichetto” del Giuoco Dx VS Sx sia stato finalmente visto … ma mai (!) sopravvalutare le Masse Babbane.

        Ad esempio, a Bologna _ ma credo in tutta Italia_ ci sono stati scontri anche violenti (fra !) cittadini in nome di cosa ? … un nuovo “cessino” da “Fyborgs” con la “F” … “Ai-CumCaz’AlS’Ciama” ;-) ! Incredibili sprechi di energia !

        Nel frattempo, poiché al peggio non c’è mai limite, provate _se osate_ a digitare in googlenews parole come “toga party” e persino (!) “cacca party” … e guardate cosa salta fuori !

      • Z. says:

        Moi,

        mi pare che la cultura sovietoide sia la tua…

        Z.

        • Moi says:

          No, io sono semplicemente contro il Bizantinismo a buon mercato … ;-)

        • Moi says:

          Il “Montista” è Veltroni … molti pensano che dietro alla lizza Bersani VS Renzi ci sia in realtà sotto-sotto lo zampino di D’Alema !

        • Z. says:

          Per quanto non sottovaluterei l’ipotesi di un complotto pippoplutogiudaico da parte dei Rotschild…

          Seriamente, valente concittadino – non fare come i colonnisti sovietici che scrivevano per partito preso che gli operai all’Ovest stavano peggio, quando non era “esattamente” così. Prima di esprimere opinioni sprezzanti su cose che non si conoscono bene, perché non informarsi? Siamo nell’epoca digitale e informarsi è easy, è cheap, è fast – per dirla con Renzy :D

          Z.

      • Andrea Di Vita says:

        Per Francesco

        \’Minculpop\’

        Ah già, se qualcosa non è un blockbuster tipo \’Marcellino Pane e Vino\’ o \’Fanteria dello Spazio\’ è fantozzianamente una cagata pazzesca.

        \’persone che si muovono\’

        Esattamente perchè è formato da persone che si muovono, per capire il traffico bisogna reificarlo. Immaginare che ogni movimento colettivo sia semplicemente spiegabile come somma di movimenti individuali indipendenti e liberi è una forzatura ancora più stridente della dottrina della Terra piatta. Ciascuno si muove in funzione delle condizioni al contorno create da tutti gli altri: l\’essere umanolo determinano le condizioni materiali. Il resto è metafisica.

        \’grandi botteghe\’

        Per guadagnarci devono poter prima avere guadagnato uno stipendio con dei soldi che avanzino per lo shopping. Se la vita delle persone è in subordine rispetto agli interessi dell\’impresa alla fine ci rimette pure l\’impresa, per esaurimento dei consumatori disponibili. Taranto docet. Le finalità sociali della proprietà sono ricordate pure in Costituzione…:-)

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Z. says:

          ADV,

          — Le finalità sociali della proprietà sono ricordate pure in Costituzione… —

          Quella sì che è sovietoide, diamine!

          :D

          Z.

      • Andrea Di Vita says:

        Per Moi

        ‘sovietoide’

        :-) :-) :-) :-)

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita says:

      Per Martinez

      Vieni a Genova, e ne riparliamo… Da noi la faccenda della moschea e’ uno squallido tormentone, e proprio la posizione della sinistra al riguardo mi spinge a non astenermi alle prossime elezioni… :-) :-)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  9. medo says:

    Mi ritrovo citato, purtroppo non per bei fatti. Pazienza. Nella cittadina francese dove abito, visto che la moschea non riuscivano a finirla con le donazioni, il terreno l’ha comprato il Marocco per finirlo come gli pareva, creando un precedente strano per il territorio nazionale francese e scatenando una “guerra” tra le comunità non-marocchine, soprattutto con quella algerina, con successive rimozioni dell’Imam, sabotaggi alla moschea e regolamenti di conti che non sono tuttora finiti. Per ora, niente morti. Ma a vedere in tutto questo delle opportunità sono rimasti pochissimi e forse il loro stipendio dipende dal caos imperante.

  10. Moi says:

    http://www.radiomadeinitaly.it/notizie/?p=18411

    Se Sloss o chi per lui lo avesse potuto vedere …

  11. Moi says:

    Va be’ è una roba troppo pesa per non condividerne lo sdegno :

    http://www.ogginotizie.it/174899-dopo-il-toga-party-a-roma-anche-il-aquot-cacca-partyaquot-con-politici-foto/

    Lo “Stato-Che-Occupa-La-Penisola-Italiana” [cit.] ha raggiunto il baratro o c’è di peggio che ancora ignoriamo ?

    • Francesco says:

      io terrei conto della palese malafede dei mezzi di comunicazione di massa con padroni ben noti nel mettere sotto il riflettore queste situazioni, per sospettare che ci sia di molto peggio

      almeno dal punto di vista della quantità di soldini portati via dalle tasche dei semplici abitanti della penisola italiana

      • Moi says:

        Francesco, sei troppo sibillino .. riformula “alla Gentilini” ! ;-)

        • Francesco says:

          Fiorito e soci ci ruberanno al massimo qualche decina di milioni di euro; temo che i padroni dei giornali tra sussidi e distorsioni al mercato siano nell’ordine dei miliardi di euro

          E il solo fatto che la politica gestisca la metà del PIL ha un costo spropositato e come rendimento il godimento ideologico di Rosi Bindi e Andrea de Vita. Complici indispensabili di quelli che loro stessi hanno poi il coraggi di chiamare ladri

          Ma di quel fatto non si parla, va bene così, il debito pubblico è colpa di Berlusconi e Craxi e il fotovoltaico va incentivato, così come le PPSS dovevano industrializzare la Sardegna e la Campania e la Sicilia

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ahem… Fiorito e soci nel solo LAZIO si sono intascati decine di milioni di euro, a cui vanno sommati i parenti di Alemanno e le mazzette nell’ATAC, nell’Acea e tutto il resto.
          Nessun editore si è preso così tanto nello stesso periodo.

  12. Come sempre, quando giunge una proposta, bisogna testare la coerenza della fonte.

    Potreste anche consorziarvi, con la forma giurica a voi congeniale, per proporvi come gestore del futuro parcheggio, avendo libertà – dopo l’eventuale assegnazione – di imporre le tariffe che preferite.

    Mettere insieme l’impresa privata con le esigenze sociali farebbe del male mediatico e monetario alla fiacca sinistra: non vorranno questi ultimi impedirvi di partecipare (salvo contratti già stipulati)?

    Ma come mettere d’accordo tutti?
    E’ più facile smembrare un territorio dove non si vive che difendere quello di appartenenza: non si hanno legami né remore.

    E’ un’idea irrealizzabile?

  13. Moi says:

    @ PINO

    Mi sembrava di averlo già illustrato, cmq “editando” :-) da Wikipedia :

    FYBORG è l’abbreviazione di “functional cyborg”, e indica un individuo potenziato tramite estensioni meccaniche ed elettroniche non innestate nel corpo. Il termine è stato proposto nel 1995 da Alexander Chislenko per discriminare tra le creazioni uomo-macchina tipiche della fantascienza e le modalità quotidiane con cui gli esseri umani estendono le proprie capacità attraverso occhiali, auricolari, telefonini, palmari.

    Rispetto al cyborg, il fyborg ha il vantaggio di non dover subire operazioni chirurgiche per l’innesto dei dispositivi potenzianti; tuttavia il fyborg potrebbe risentire di svantaggi rispetto al cyborg a causa dell’interfacciamento non diretto tra corpo e potenziamenti […]

    —-

    Sempre in materia di terminologia, “tornichetto” non lo intendo nel senso della navigazione (anche se un parallelismo logico c’è comunque), ma nel senso della prestidigitazione (in pratica “Far credere illusionisticamente di aver trasferito qualcosa da una mano all’ altra ma in realtà quel qualcosa è rimasto sempre nella medesima mano”) !

  14. Per Medo

    Grazie dell’intervento… vorrei chiedere a te, che ovviamente conosci la Francia molto meglio di me, se trovi qualcosa di valido, oppure da criticare, nella mia lettura delle cause di una certa situazione.

  15. Moi says:

    Certo che anche Bersani e Renzi … per arrivare a farsi perculare proprio da “Il Resto del Carlino” e/o da “La Nazione” ce ne vuole, eh !

    http://www.lanazione.it/cronaca/2012/10/04/782034-pd-primarie-centrosinistra-politica.shtml

  16. buran says:

    Il progetto del parcheggio sotterraneo in P.zza del Carmine risale almeno alla prima giunta Domenici, ma, almeno in temini di idea, c’è chi ci stava “lavorando” anche prima. E’ bene che i residenti si ribellino alla trasformazione di S. Frediano-S.Spirito secondo il modello di quello che ormai è diventata S.Croce, in particolar modo il tratto Via dei Benci-Via Verdi, ma non solo, anche V. Ghibellina, S.Ambrogio etc.. Il culto del falso “giovanilismo”, della movida etc. fa da supporto ideologico agli affari realizzati distribuendo birra annacquata e “shottini” ai ragazzi, autoctoni e stranieri soprattutto anglosassoni, già briachi alle 8 di sera. Uno spettacolo per nulla allegro come si vorrebbe pretendere, così come sono tristi quelle oscene “pedane” (ribattezzate “déhors”) prospicenti ai locali che hanno invaso il centro storico occupando gli spazi delle macchine. Ma se si devono mettere per forza quei catafalchi per la strada, a cosa sono valse le pedonalizzazioni?

  17. maria says:

    @buran
    vedo che conosci bene firenze:-)ti quoto parola per parola
    un saluto
    maria

  18. Per Francesco

    Mi sembra che nei tuoi commenti, sfuggi alla domanda cruciale.

    Il modello di città con:

    1) centro svuotato di abitanti, dove ci sono banche, monumenti ben curati, grandi vetrine con abiti firmati, locali notturni e infiniti negozi di souvenir made in China

    2) periferie-dormitorio che spesso diventano ghetti etnici

    è un modello che va promosso o scoraggiato?

    Mi dirai, né l’uno né l’altro, è il mercato…

    Almeno nel nostro caso non lo è.

    C’è la (probabile futura) decisione da parte delle autorità di imporre quel modello, se necessario con la forza, a un quartiere che non lo vuole e che funziona benissimo così.

    E dove la delinquenza – tolti i misteriosi furti di biciclette e le occasionali risse tra appassionati del calcio storico, peraltro rispettosi di chi non fa parte del loro giro – è più o meno pari a zero.

    • Francesco says:

      1) non credo al paradiso in terra, neppure quando me lo descrivono

      2) non credo alla possibilità di incoraggiare o scoraggiare con efficacia dei modelli, perchè la vita esonda sempre dalle aspettative dei geometri, e prima di quanto si pensi

      3) quindi la questione fondamentali che poni non si pone, almeno per quel che penso di comprendere

      4) nel caso specifico, abbiamo un “piano” di crescita economica vs una “resistenza” popolare … da valutare, anche se di solito i soldi vincono sempre, perchè erodono uno per uno i resistenti

      ciao

      PS ma qualcuno di voi c’è mai entrato in un McDonalds?

      • PinoMamet says:

        Sì che ci sono entrato, più volte, e mai particolarmente volentieri: non per motivi ideologici, ma proprio perché è un posto in cui non si sta particolarmente bene.
        La cosa è assolutamente voluta, mica si chiama fast food per niente.
        Ma: che c’entra??

        • Francesco says:

          che quando potevo mangiarci, andare da Mac una volta al semestre o giù di lì era un piacere ed era esattamente la stessa cosa che andare al “nostro” cinese o alla “nostra” pizzeria

          ma non ho mai vissuto in un quartiere “mulino bianco” come lo descrive Miguel, neppure quando vivevo in un paese relativamente piccolo

          ciao

        • giovanni says:

          ” quando potevo mangiarci, andare da Mac una volta al semestre o giù di lì era un piacere ”
          è un piacere per chi mette mano alla pistola appena si parla di cultura, e mangia di conseguenza.
          “ed era esattamente la stessa cosa che andare al “nostro” cinese o alla “nostra” pizzeria”
          no, non è la stessa cosa (almeno rispetto alla pizzeria=, chiedi pure a un medico.

      • Andrea Di Vita says:

        Per Francesco

        ‘MacDonald’

        Sì, una volta che a Bologna mi ero trovato con pochi soldi in tasca e lontanissimo dall’albergo. Pensavo che almeno a Bologna non sarebbe stato così insopportabile. Mi sbagliavo.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • roberto says:

        personalmente trovo il Mc Donald una mostruosità, però da quando ho bambini è diventata un’opzione per poter:

        1. mangiare in un posto ragionevolmente pulito
        2. usare bagni ragionevolmente puliti
        3. trovare qualcosa che a colpo sicuro piace ai bambini (il che non vuol dire che sia roba buona: quelle bestioline hanno pure osato dire che le polpette ikea sono migliori delle mie)
        4. poter mangiare rapidamente, prima che i bambini si stufino di stare a tavola

        un po’ come cristina d’avena. mi fa vomitare ma per la pace familiare ogni tanto in macchina un cd di cristina d’avena lo metto

        • giovanni says:

          scusa, Roberto, ma vivi in provincia o in una città italiana di almeno 100.000 abitanti? Nel secondo caso, non esiste nessun self-service al di là di MD?

        • Z. says:

          robelux,

          ci sono cose che si fanno ma non si dicono. E poi ci sono cose che non si fanno proprio.

          Cristina D’Avena è una delle cose che non si fanno proprio, ma se proprio devi almeno non dirlo in giro. Altrimenti come faccio a contraddire quelli che parlano male dell’Europa e di voialtri eurocrati? :D

          Z.

        • Roberto says:

          Caro Z, sicuramente non hai figli e non ti è neppure mai capitato di fare lunghi viaggi in macchina con bambini…sennò sapresti che in certe situazioni “è memo le il nome mio” ti può salvare dalla pazzia :-)

      • Mauricius Tarvisii says:

        Fanno hamburger più buoni al pub dietro casa. Poi se si hanno amici allergici ai conservanti il McDonald è proprio off limits…

        • Moi says:

          Vero anche questo, poi il MacDonald è il luogo in cui meno in assoluto potrei trovare argomenti di conversazione _ nel caso !_ con l’utenza media … va bene non voler fare i radical-chic che rifuggono le masse babbane, ma tutto ha un limite.

          Già a BurgerKing è più facile sentir parlare di cose mondanamente accettabili.

          Tipo cosa c’è all’ autodromo di Misano su anzicché su MTV … per dire.

      • Moi says:

        @ FRANCESCO

        Sì, ho stabilito che, in base a quanto servito e null’altro, BurgerKing può essere sopportabile ma “piuttosto che” (!) MacDonald meglio digiunare. Oramai comunque Pizzeria e Kebabberia a Bologna sono sempre più “fuse”, c’è anche ormai dappertutto la Pizza Kebab … cioè proprio una pizza con il kebab sopra. In entrambi i casi meglio di entrambi i fastfood.

        Le pizzerie senza kebabberia esistono ancora in realtà solo sottoforma di pizzeria-ristorante . Oramai considero “Pizzeria” solo quelle che si fanno chiamare “RossoPomodoro” TM , che te la fanno proprio come in Campania, pizza diversa rispetto a quella che fanno nelle altre regioni almeno quanto la pizza che fanno all’ estero (Ammetto che l’ unico paese straniero la cui roba autoctona non riesco a mangiare è l UK) è diversa rispetto a quella che fanno in Italia. Anche il Ristorante Indiano NON mi riesce a piacere tanto: troppo “paciugato” di salse e curry.

        Della roba autoctona fatico a mangiare oltre due forchettate di polenta … non mi piace proprio, anche se ne esistono diversi tipi molto diversi (bianca, gialla, tenera, dura, morbida, secca, ecc …) nessuno mi appassiona minimamente.

        • Z. says:

          …”piuttosto che McDonald” è corretto, perbacco! E’ vero che ormai suona sbagliato comunque, però.

          Detto questo, Moi, è destino che non si debba essere d’accordo mai: per me è decisamente meglio McD del Burger King, dovendo scegliere. Parlo del “cibo” o supposto tale; quanto alle conversazioni, non saprei dire.

          MT, prendo atto che vicino a casa tua fanno hamburger buoni. Per questo ti invidio un po': posso assicurarti che nel pub vicino a casa mia gli hamburger sono semplicemente imbarazzanti. Spero che li paghino un euro a container, altrimenti li stanno fregando.

          Z.

          PS: Francesco, esiste anche gente che parla di ciò che conosce. Forse non sono tantissimi, ma ti assicuro che esistono! :D

        • Moi says:

          @ Z

          Sulla “migliorità” ;-) prettamente culinaria della PizzaKebab come connubio Maròch-Marucònia, Imam-PadrePio ecc… rispetto ai GringoBurgers di ogni ordine e grado … sarai d’accordo, no ?

          Io riesco a pensare e a degustare quanto sopra senza (!) che né lo Spettro dell’AntiAmericanismo né lo Spettro del FiloIslamismo mi assalgano … So bene che molta gente è talmente politicizzata che non ci riesce.

        • Z. says:

          Moi,

          credevo di averti già risposto, sicché o io oggi sono più rincoglionito del solito o il sistema si è ingoiato il messaggio. Ma la prima è più probabile…

          Comunque, sì, rispetto a pizza o kebab qualsiasi ambùrgher impallidisce.

          E se non l’hai mai provato, devi – e dico DEVI – andare dai persiani del Pratello, quelli appresso al commissariato di PS a mangiare la loro pita kebab. Con salsa piccante, ovviamente. Poi mi sai dire :D

          Z.

          PS: Credo che il pregiudizio culinario “ideologico” sia, ormai, pressoché inesistente dalle nostre parti.

        • Moi says:

          @ Z

          Alcuni fanno anche la “piadina kebab” … non male, molto “GloCale”, come si dice.

        • Z. says:

          Ecco, già non andiamo più d’accordo…

          suona molto simile a “tortellini asparagi e speck”…

          Z.

      • giovanni says:

        ““piano” di crescita economica”
        ingrassare un pugno di bottegai è crescita economica quanto lo fu l’IRI al tempo di Mussolini. Sei molto più fascista che liberista.

    • Peucezio says:

      “1) centro svuotato di abitanti, dove ci sono banche, monumenti ben curati, grandi vetrine con abiti firmati, locali notturni e infiniti negozi di souvenir made in China

      2) periferie-dormitorio che spesso diventano ghetti etnici”

      Hai dimenticato i quartieri residenziali di villette, che forse sono peggio dell’uno e delle altre.

  19. mirkhond says:

    Martinez coglie il punto della questione, e riflettendo sulla disputa Boari-Ritvan, penso che i veri valori dell’occidente NON siano i diritti umani di voltaire, quanto piuttosto il dio MERCATO/DANARO, che se gli tocchi quello ai tollerantissimi danesi, francesi, comune di Firenze, ecc. ecc. diventano immediatamente intollerantissimi.

    • Pietro says:

      I diritti umani sono individuali ed il diritto individuale e’ monetizzabile… Se i diritti fossero collettivi (ma sul serio non solo per usare le categorie come lobby di pressione) presumo l’importanza del denaro sarebbe molto minore

  20. Moi says:

    occasionali risse tra appassionati del calcio storico, peraltro rispettosi di chi non fa parte del loro giro [cit.]

    Eh, eh … in un certo senso a picchiare una “Checca Borghese Che Denunzia” [cit.] se non addirittura una “Lesbica con la Fava” [ri-cit.]… un Guerriero da Palestra mica si diverte.

  21. Moi says:

    Sempre a proposito di qugli studenti che hanno rifiutato la visita alla moschea / centro islamico per “paura” :

    http://parmafans.forumcommunity.net/?t=52616331

    Un certo Ci67 sarà pure tecnicamente “un Islamofobo”, ma almeno la sua teologia è più sincera di quella Cattolepantinociellina :-)

    • PinoMamet says:

      è sicuramente un islamofobo, a quanto leggo ,e sicuramente odia quasi altrettanto i preti (ma il figlio lo manda a una scuola “cattolicissima” dove per gli insegnerebbero “l’accoglienza”… e vabbè, però dovrebbero insegnare anche a farsi accogliere!) e molto di più i reggiani! ;)

      la conclusione “allà arzà” è da tradursi come “Allah reggiano”, nel senso di bestemmia
      (i parmigiani di città, da quando si sono scordati il dialetto, non sentono più le N finali e non le scrivono più… orrore!!)

      • PinoMamet says:

        Da notare anche quello che scrive “a me terrorizzerebbe di più partecipare a un Bar Mitzvà”: e perché mai?
        Dopo di che un altro gli risponde “specialmente se lo facessero a me”, e capisco che lo confondono con la circoncisione…

        (eppure, porca troia, non ci vuole tanto: c’è un bar mitzvà, spannometricamente, in un film/telefilm americano su cinque, avranno pur visto che si tratta dell’equivalente, più o meno, di cresima/prima comunione…)

      • Moi says:

        L’ Assessore Lasagna ci credeva …

        http://www.youtube.com/watch?v=df71fTDvmsc

        Parma “primeggia” [sic] …

    • Peucezio says:

      Che poi qualcuno mi deve spiegare a che servono queste visite.
      Una moschea è un luogo di preghiera e di riunione degli islamici. Uno che non ci crede che cavolo ci va a fare? Fosse una moschea di interesse storico-artistico, ma non credo che in Italia ce ne siano molte…

      • Pietro says:

        Gli zoo non sono fatti per salvare gli animali?

      • Tortuga says:

        “Una moschea è un luogo di preghiera e di riunione degli islamici. Uno che non ci crede che cavolo ci va a fare? ”

        “qualcuno mi deve spiegare a che servono queste visite.”

        Nella fattispecie sono servite a schedare qui gli alunni che hanno legittimamente rifiutato come islamofobi.

      • Roberto says:

        Peucezio, magari serve giusto per far vedere come è una moschea e cosa è un musulmano…così per non morire ignoranti.

        Tortuga,schedati da chi è perché? Dici che saranno i primi ai quali taglieranno la gola una volta che i maomettani saranno al potere? Pfui…..

        Invece mi lascia bocca aperta questa cosa del “abbiamo paura”. A parte che per saltare un’ora di filosofia sarei andato pure in gita in un campo minato, ma è possibile che ci sia una classe intera di tali decerebrati? Mi sembra statisticamente impossibile.

        • Pietro says:

          Io ho avuto lo stesso dubbio, mi sembra stranissimo che TUTTA una classe sia cosi’ demente. O hanno un capo carismatico (bulletto) particolarmente carismatico e militante o bho…

        • Peucezio says:

          “Peucezio, magari serve giusto per far vedere come è una moschea e cosa è un musulmano…così per non morire ignoranti.”

          Ah, cioè uno è istruito se ha visto come è fatto un mussulmano, se ha constatato che ha due occhi, un naso, due gambe ecc.
          Capirai poi un moschea italiana quanto è rappresentativa delle moschee.

        • Ritvan says:

          —-“Peucezio, magari serve giusto per far vedere come è una moschea e cosa è un musulmano…così per non morire ignoranti.” Roberto—-
          —Ah, cioè uno è istruito se ha visto come è fatto un mussulmano, se ha constatato che ha due occhi, un naso, due gambe ecc. Peucezio—
          No, l’istruzione non ha mai fine, però, uno diventa un pochino meno ignorante su un certo tema. Inoltre, non si tratta di istruire i pargoli italici sui particolari anatomici del musulmano – o dici che i tuoi compari islamofobi spargono in giro anche voci su musulmani con le corna o con le ali da pipistrello?:-) – bensì di far vedere loro la squisita ospitalità musulmana riservata nel loro sacro tempio a dei ragazzi “infedeli”:-), che sempre secondo voialtri, i musulmani dovrebbero sgozzare a vista:-).

          —-Capirai poi un moschea italiana quanto è rappresentativa delle moschee.—-
          Come già detto sopra, la visita avrebbe altri fini, non è nell’ambito di un corso di architettura araba:-). Comunque, se preferisci che i Tuoi Sudati Soldi Di Padrone Di Casa vengano usati dalle scuole per mandare i ragazzi italici a vedere moschee “rappresentative” in Marocco o in Inculolupistan:-), non hai che da dirlo, eh!:-)

        • Ritvan says:

          —-Tortuga,schedati da chi è perché? Dici che saranno i primi ai quali taglieranno la gola una volta che i maomettani saranno al potere? Pfui…..Roberto—-

          No, no, molto probabilmente dice che noialtri “maomettani” taglieremo la gola a quegli studenti adesso, ossia PRIMA di andare al potere, altrimenti quelli potrebbero impedirci da andarvi:-):-).

        • Tortuga says:

          “Tortuga, schedati da chi è perché? ”

          Questo blog è un archivio, quindi una forma di schedatura di tutto ciò che può essere “accusato” di “islamofobia”. Una “lista nera” dei nostri tempi (non metto in dubbio – ovviamente – che altri fanno le loro tipo questa in cui possiamo leggere anche il nostro Ritvan http://www.loccidentale.it/node/69479 )

          Serve a dimostrare (costruire) l’ “occidente islamofobo” ed è risposta (grande sforzo di originalità! :-) ) a cose come il link di cui sopra.

          Quindi per non finire (non per forza una persona, ma anche un fatto, un pensiero, una circostanza, un vento sociale o altro) in questa lista nera, quegli studenti avrebbero dovuto sentirsi obbligati a visitare un luogo di culto e non hanno eventualmente diritto alle loro emozioni (paura).

          Invece di domandarsi perché qualcuno ha paura di me, concedergliene il legittimo diritto, eventualmente operare per risolvere il problema alla radice (ma poi perché mai dovrebbe essere un obbligo conoscere una religione?), lo schedo, lo appello e taccio di islamofobia, lo accuso, lo denigro, lo derido, lo devo far sentire per forza in qualche modo fuori posto.

          Si fa dunque, esattamente ciò che fanno gli altri, ciò che si critica, ciò che si vuole contrastare, allo stesso modo e con gli stessi mezzi. Occhio per occhio, senza rendersi conto di non essere capaci di nulla di meglio di quanto non sia capace il “nemico” che si addita e critica.

          Venti anni fa se degli studenti musulmani fossero stati costretti allo stesso modo a fare ingresso in luoghi di culto cattolici, si sarebbe “gridato” in tutt’altra direzione.

          E siccome che sono islamofoba ho pensato di regalarvi questo.

          Per ora, poi forse provvederemo anche per le statue del Bamyan, per le quali, secondo Ritvan mi dovrei strappare i capelli :-) come lui per le vignette, e così pensa anche che mandarmi un asino a cagare nel gompa di meditazione dovrebbe turbare irrimediabilmente la mia pratica meditativa :-)

        • Ritvan says:

          —-Questo blog è un archivio, quindi una forma di schedatura di tutto ciò che può essere “accusato” di “islamofobia”. Tortuga—-
          Tutto il web è un immenso “archivio”: se hai di queste paranoie basta non scriverci.

          —Una “lista nera” dei nostri tempi (non metto in dubbio – ovviamente – che altri fanno le loro tipo questa in cui possiamo leggere anche il nostro Ritvan http://www.loccidentale.it/node/69479 )—
          Ti riferisci ai commenti, vero? Beh, ti informo che io continuo a commentare su quel giornale, non mi hanno inserito in alcuna “lista nera” ed è invece il fetente islamofobo idrofobo che mi accusava ad minchiam di non essere albanese, né veterinario che se n’è andato aff…lo da qualche altra parte.

          —Serve a dimostrare (costruire) l’ “occidente islamofobo” ed è risposta (grande sforzo di originalità! ) a cose come il link di cui sopra.—
          Sissì, la Fallaci, Allam, nonché il fallocefalo Mangascià di cui sopra li ho “costruiti” ed inventati io, come no….

          —-Quindi per non finire (non per forza una persona, ma anche un fatto, un pensiero, una circostanza, un vento sociale o altro) in questa lista nera, quegli studenti avrebbero dovuto sentirsi obbligati a visitare un luogo di culto e non hanno eventualmente diritto alle loro emozioni (paura).—-
          Quando le paure sono IRRAZIONALI vanno curate. A volte in modo OBBLIGATO, sai, in una società civile non si può far sempre quello che ti dettano le tue “emozioni”.

          —Invece di domandarsi perché qualcuno ha paura di me,—-
          Già fatto: leggi gli altri commenti. “Merito” della Propaganda Islamofoba Idrofoba, di cui anche tu, nel tuo piccolo, fai parte.

          — concedergliene il legittimo diritto,—
          De che?

          —eventualmente operare per risolvere il problema alla radice—
          Operare come? Spianare coi bulldozer la “terrorizzante” moschea?:-)

          — (ma poi perché mai dovrebbe essere un obbligo conoscere una religione?),—
          Beh, fai una proposta di legge per cui gli studenti diventino liberi di studiare solo quello che pare e piace a loro:-)

          — lo schedo, lo appello e taccio di islamofobia, lo accuso, lo denigro, lo derido, lo devo far sentire per forza in qualche modo fuori posto.—
          Beh, chi è così imbecille da pensare che la propria maestra li accompagni in un posto in cui saranno brutalizzati (o sgozzati) se lo merita: chi è causa del suo mal pianga se stesso….

          —-Si fa dunque, esattamente ciò che fanno gli altri, ciò che si critica, ciò che si vuole contrastare, allo stesso modo e con gli stessi mezzi. Occhio per occhio, senza rendersi conto di non essere capaci di nulla di meglio di quanto non sia capace il “nemico” che si addita e critica.—
          “Castigat ridendo mores” dicevano gli antichi che stanno alle Tue Gloriose Radici. E’ una strategia come un’altra e io credo che funzioni.

          —-Venti anni fa se degli studenti musulmani fossero stati costretti allo stesso modo a fare ingresso in luoghi di culto cattolici, si sarebbe “gridato” in tutt’altra direzione.—-
          Beh, se gli studenti musulmani avessero detto che avevano paura, chessò….che il prete se li inchiappettasse:-), credo che sarebbero stati spernacchiati – e a ragione – anch’essi.

          —E siccome che sono islamofoba ho pensato di regalarvi questo.—
          Come al solito:-) il link che hai messo non funziona: provaci ancora, sorella islamofoba idrofoba!

          —-Per ora, poi forse provvederemo anche per le statue del Bamyan, per le quali, secondo Ritvan mi dovrei strappare i capelli come lui per le vignette,—
          Ognuno ha la propria sensibilità…ripeto, se a te dello scempio fatto dai fottutissimi talebani a quelle statue, patrimonio dell’umanità, non frega un c…zo, chi sono io per metter becco?

          — e così pensa anche che mandarmi un asino a cagare nel gompa di meditazione dovrebbe turbare irrimediabilmente la mia pratica meditativa.—
          Ma no, sarebbe, invece, un Gran Segno Di Rispetto, che tu apprezzeresti immensamente…mavalà, valà…

        • Tortuga says:

          - Come al solito il link che hai messo non funziona – Rit –
          Meglio così, perché non te lo meriti.

        • Tortuga says:

          –—-Si fa dunque, esattamente ciò che fanno gli altri, ciò che si critica, ciò che si vuole contrastare, allo stesso modo e con gli stessi mezzi. Occhio per occhio, senza rendersi conto di non essere capaci di nulla di meglio di quanto non sia capace il “nemico” che si addita e critica.—

          E’ una strategia come un’altra e io credo che funzioni. — Rit –

          E’ qui che – oltre a manifestarti pienamente – ti sbagli del tutto.
          E’ una strategia di morte, è la risposta di chi cerca la guerra, di chi genera la paura per avere quelle reazioni che gli forniranno l’occasione per – a sua volta – trovare il pretesto per reagire.
          Il che mi dimostra che la tua difettosa devozione ti induce a cercare artatamente il conflitto, agendo in questa direzione punto su punto.

          Con questi metodi si preparano ed iniziano le guerre.
          Nel momento in cui si entra in guerra, in realtà si è già perdententi, ed una vittoria di guerra è – per carità, secondo me – una sconfitta innanzi agli occhi di un ipotetico “dio” se mai si possa credere, di fronte a certe affermazioni, che esista qualcosa di simile.

          Se non si avesse invece in partenza intenzione di prevaricare, esisterebbero altre vie facilmente precorribili, ma certo non per persone “fragili” per superbia, orgoglio, presunzione, ambizione, e pigrizia di migliorare se stesse nel proprio intimo.

          Con quella strategia non si raccolgono né rispetto, né stima, né affetto affidabili da alcuno.
          Su ciò che si conquista incutendo timore, non si può fare affidamento.

        • Peucezio says:

          “bensì di far vedere loro la squisita ospitalità musulmana riservata nel loro sacro tempio a dei ragazzi “infedeli”:-), che sempre secondo voialtri, i musulmani dovrebbero sgozzare a vista:-).”

          Ah, è questo lo scopo? E c’è bisogno di una moschea? Basta andare a casa di qualunque mussulmano a prendere un tè (sempre ammesso che l’ospitalità funzioni per religioni, cioè che a determinare il livello di ospitalità delle persone sia la religione che esse professano).

        • PinoMamet says:

          Gli studenti non sono stati schedati da nessuna parte. Non si è neppure detto di quale classe si trattava, e non per paura dei musulmani (ripeto per i non capenti che la paura non c’entra una cippa di niente, è frutto della libera interpretazione giornalistica) ma perché in un giornale locale suona brutto che “i nostri ragazzi” appaiano razzisti.

        • PinoMamet says:

          “Quindi per non finire (non per forza una persona, ma anche un fatto, un pensiero, una circostanza, un vento sociale o altro) in questa lista nera, quegli studenti avrebbero dovuto sentirsi obbligati a visitare un luogo di culto e non hanno eventualmente diritto alle loro emozioni (paura).”

          Naturalmente allora tu accuserai anche tutti i quotidiani locali che hanno dato la notizia di essere delle “liste nere”. solo perchè si permettono di dare una notizia!
          Non sia mai!

          Ma già, gli studenti hanno diritto ad aver paura dei musulmani. Chi lo nega? Esistono anche quelli che hanno paura dei ragni (aracnofobici), quelli che hanno paura dell’altezza (acrofobici), quelli che hanno paura di morire (tanatofobici) dei volatili (ornitofobici) e persino degli alberi (xylofobici), uno che ha paura dei musulmani come lo chiameremo?
          Fammici pensare… accidenti, non mi viene proprio… ;)

          E certamente dimostrano di aver paura dei musulmani, che a Parma sono ovunque. Non per modo di dire: sono proprio ovunque, infatti non è ancora stato costrutio un ghetto per musulmani, in modo che chi li teme possa temerli liberamente, cribbio!
          e sono anche tanti, e alcuni, non pochi, anche sgradevolmente colorati di nero, per giunta.

          Quindi gli studenti di questa classe misteriosa (ma “schedata”) staranno chiusi tutto il giorno in casa, poverini! è una vera ingiustizia!

        • Tortuga says:

          “schedare” in questo caso = catalogare il fenomeno rifiuto di far visita ad luogo di culto islamico.

          noto, peraltro, che a Parma non mancano centri di buddhismo, ma che non sembra che nessuno di essi sia stato incluso nel tour obbligatorio.

          poi ricordo che esiste la facoltà di esonerarsi dall’ “ora di religione” e quindi, perché mai non ci si dovrebbe poter esonerare da una visita a un qualunque luogo di culto.

          è un pochino probabile che a qualcuno non sia piaciuto che il rifiuto sia stato indirizzato in una certa particolare direzione.

          non fa notizia, invece, il fatto che il buddhismo non venga neppure citato come se non esistesse.

          non è buffo?

        • Tortuga says:

          Non so, perché non convinciamo Umar Andrea a peregrinare per gli altrui luoghi di culto ed a partecipare ad iniziative relative al dialogo fra religioni! ;-)

          “lo ammetto, da completo ignorante della retorica sul “dialogo”, da non frequentatore delle “tavole rotonde interreligiose” e da non partecipante a tagli di torte ecumenici

          “dialogo” […] ciò che questa parola normalmente significa, ovvero il “discutere, pacatamente se possibile, delle rispettive posizioni dottrinali enunciandole con educazione ma con rigore e precisione”

          la rivelazione dell’Islam abroga tutte le precedenti, sintetizzandole e completandole, quindi, dal punto di vista islamico, la […] validità salvifica ‘di tutte le altre religioni’ è stata in ogni caso abrogata.

          Vorrei ricordare un principio importante, che è quello che dovremmo avere ben chiaro quando si parla di religioni: il punto fondamentale nel considerare una religione […] il criterio da considerare è “qual’è la religione accettata da Dio per la mia salvezza”?

          Dio l’Altissimo ce l’ha detto molto chiaramente nell’Ultimo Libro che ha rivelato all’umanità – e per l’umanità tutta:

          “Invero, la religione presso Allah è l’Islàm”.

          E tu mi vuoi tacciare di intolleranza degli studenti che non vogliono andare in vista in moschea?

          (i passaggi sono prelevati dal thread già segnalato altrove in cui ho interloquito con questi simpaticissimo musulmano)

          Suvvia, suvvia.

        • PinoMamet says:

          ” non fa notizia, invece, il fatto che il buddhismo non venga neppure citato come se non esistesse.

          non è buffo?”

          A Parma città ci sono sale in cui si praticano forme di meditazione di varie tradizioni (di sicuro una Zen Soto legata al Tempio di Salsomaggiore, che in realtà è fuori anche da Salsomaggiore… ce n’è anche un altro, ancora più fuori mano per chi viene da Parma…).
          Per quanto riguarda me, se fossi stato in quelli del Forum interreligioso avrei comunque tentato di mettere gli studenti delle scuole in contatto anche con i buddhisti, e magari anche con i sikh e gli induisti, che sono penso più numerosi dei buddhisti in città e provincia.

          C’è anche da dire che molte cose non si fanno senza che lo vogliano i diretti interessati e tutte le parti in causa (come dimostra l’esempio del- permettimi- ottuso rifiuto di conoscenza da parte dei ragazzi).
          Il buddhismo in provincia di Parma è tutt’altro che invisibile o censurato, le collaborazioni con altre denominazioni religiose (incontri, convegni ecc.) sono frequenti e bene in evidenza sui mezzi di comunicazione locale (stampa e tv) come anche le iniziative che i buddhisti fanno da soli.

          Può essere benissimo che questo “Forum interreligioso” non li abbia interpellati perchè più interessato, a quanto si direbbe, alle religioni monotesitiche “abramatiche”, o perché i buddhisti non si mettono d’accordo tra loro (chi chiamare, gli zen, i soka gakkai o altri?) o per qualunque altro motivo.
          è una scelta, ripeto, che comunque non condivido, ma che non vedo come possa “scusare” quella dei ragazzi razzisti.
          Casomai è un’aggravante!

        • Tortuga says:

          Ussignur, ora sono diventati addirittura razzisti.

          30 anni fa non avevamo una libertà simile.
          Guai a chi si interessava di altre religioni.
          Oggi una libertà che le generazioni precedenti si sono conquistate a caro prezzo, diventa un obbligo, e si diventa razzisti se non si vuole visitare uno o un altro tempio religioso.
          Non ci posso credere.

          Non sappiamo nulla di questi signori che hanno organizzato la cosa, notiamo però che mancano all’appello un bel numero di religioni presenti sul territorio, il che già puzza di bruciaticcio.

          Ma siamo disposti a linciare mediaticamente questi ragazzi perché il luogo non visitato è una moschea e perché qualcuno ha scritto che la motivazione è la paura.

          Pensa che futuro in cui per non essere definiti razzisti, intolleranti, fobici e quanto altro – ovvero affinché qualcuno non ti sputi addosso, le persone debbano sentirsi costrette a fare il “giro dei sepolcri” per tutti i templi di tutte le religioni presenti sul territorio … e poi perché solo quelli presenti sul territorio?
          Non sarebbe giusto trovare modo di conoscere direttamente e personalmente anche quelli non presenti? Ci sarà pure in italia n. 1 wicca o n. 1 jain disposto a farsi un viaggetto a Parma per essere ospitato dalla classe!

          E perché mai i buddhisti allora non te li dovresti fare tutti: non sta scritto da nessuna parte che il buddhismo sia e/o debba essere una religione unica. Chi lo ha stabilito, i cattolici? gli ebrei? i musulmani? chi?!

          Con le religioni indiane non è che puoi pensare di cavartela a buon mercato: eh, no ti “dovresti” fare lo shivaismo, ma separatamente quello del linga e pure quello non del linga, e il visnuismo e krsna, e tutto quello che c’è, perchè per onor di verità non esiste un “induismo”.

          Poi hai appunto hai baha’i, sikh, wikka, giainisti …
          Pensa quanto tempo ti va via!
          Era meglio morire da piccoli, cavolo!
          Guarda quanta gente che vuole spartirsi i tuoi già pochi attimi di vita.

          Poi perché non dovrei definire razzisti, intolleranti ed ogni altro ben di dio quelli che hanno organizzato una cosa così “ristretta”?

          E’ preoccupante questo fatto che non si riescano a lasciare in pace dei ragazzi.
          Quanto a chi ha avuto in mente di dare sta notizia lo gaserei, quale che sia il luogo che non hanno voluto visitare e la motivazione.

          Mi sembra che si stia veramente esagerando.

          Per parte buddhista, e contrariamente a quanto riterrebbero molti miei correligionari, sono contenta che non vi siano buddhisti a far parte del gruppo dei coartatori.

          Bisognerebbe inventare una bella nuova religione del “lascia in pace il tuo prossimo”.

        • PinoMamet says:

          Non è che “sono diventati”.
          Io lo ho scritto subito: la giustificazione della paura non sta in piedi, e oltretutto è il giornalista a darla, non qualcuno della misteriosa classe.
          Dal momento che, ti assicuro, non risulta che a Parma alcuna scolaresca sia stata mai sgozzata ;) e neppure insultata o che ne so, gli sia stato rifiutato il caffè:
          hai qualche altra spiegazione che non sia puro e semplice razzismo e chiusura mentale?

          E rifaccio di nuovo l’esempio: è esattamente come se qualcuno, 40 anni fa, avesse detto “non andiamo al centro culturale siciliano perchè abbiamo paura della Mafia”.

          Poi tu dici che 30 anni fa non si poteva assolutamente essere curiosi verso altre religioni. Sarà, anche se a me risulta l’esatto contrario (peraltro, l’abate del tempio buddhista più volte citato si convertì proprio in quel periodo). >Forse abbiamo vissuto in aree geografiche molto diverse, io e te, sarà quello.

          fammi fare due conti. Io trent’anni fa ero a scuola. Non trenta, ma diciamo venticinque anni fa, la curiosità verso altre religioni era direi vitalissima, l’atteggiamento della chiesa locale nei confronti dei buddhisti locali (e delle altre religioni), cioè, “visto che siete qua, collaboriamo un po’, dai”
          (non mi risultano roghi… ;) mi risultano invece già allora convegni e altre amenità “ecumeniche”);

          e il prete di religione propose, tra le varie cose, una serie di documentari sulle varie religioni, col bel risultato che alla fine metà classe si voleva convertire al buddhismo, e metà all’ebraismo…

        • PinoMamet says:

          Anzi, mi correggo, il Tempio buddhista ha circa 30 anni, il “capoccia” è stato un po’ prima “legittimato nel Dharma” dal suo maestro giapponese, ma il suo interessamento per lo zen risale alla fine degli anni Sessanta…

          mi sa proprio che abbiamo vissuto in due Italie diverse!

        • Tortuga says:

          - due italie diverse –

          Questo è sicuro, per latitudine, prob. anche per ambiente sociale ed altri numerosi fattori.

          – paura –

          a me uno come umar andrea fa paura (mica solo lui però) quindi sono sicuramente mentalmente ristretta, razzista, e quant’altro.
          Che me voi fa? :-)

        • PinoMamet says:

          Allora, io non so chi sia di preciso questo Umar Andrea, che da quello che ho capito, leggendo qua (dove è stato “schedato” ;) ) avrebbe delle idee un po’ particolari, diciamo;
          la paura è un sentimento libero e personale e puoi provarla per chi ti pare e piace, ma, per particolari che siano le sue idee, neppure Umar Andrea ha mai sgozzato qualcuno, o mi sbaglio?

          Che te voglio fà? Assolutamente niente. Non credo che tu sia razzista, ma credo che tu sia islamofoba, cristianofoba e in generale abbastanza -foba, e credo che finirai prima o poi per iscriverti all’UAAR.

        • Roberto says:

          “col bel risultato che alla fine metà classe si voleva convertire al buddhismo, e metà all’ebraismo…”

          Pensa un po’ che dopo aver visto a scuola fratello sole sorella luna me ne tornai a casa dicendo ai miei “dobbiamo essere più buoni…credo che mi farò prete”… Un paio di sberle da mio padre mi hanno rapidamente riportato alla ragione (e ancora mi fanno pensare che l’ora di catechismo a scuola è quanto di più infido possa esserci)

        • Ritvan says:

          —-Quanto a chi ha avuto in mente di dare sta notizia lo gaserei Tortuga—-

          Allora è il Partito Nazista quello che fa per te, altro che buddisti e UAAR !:-)

        • Ritvan says:

          —“Come al solito il link che hai messo non funziona”
          Meglio così, perché non te lo meriti. Tortuga—
          Oh, ha parlato la Gloriosa Paladina Del “non-rispondere-occhio-per-occhio”…certo che in confronto a te il Tartufo di Moliere risulta un monumento all’onestà intellettuale….

          –—-Si fa dunque, esattamente ciò che fanno gli altri, ciò che si critica, ciò che si vuole contrastare, allo stesso modo e con gli stessi mezzi. Occhio per occhio, senza rendersi conto di non essere capaci di nulla di meglio di quanto non sia capace il “nemico” che si addita e critica. “E’ una strategia come un’altra e io credo che funzioni.”—-

          —-E’ qui che – oltre a manifestarti pienamente – ti sbagli del tutto.—
          Io mi manifesto sempre per quello che sono…a differenza di certe emule del Tartufo di Moliere…..(vedi sopra).

          —-E’ una strategia di morte, è la risposta di chi cerca la guerra, di chi genera la paura per avere quelle reazioni che gli forniranno l’occasione per – a sua volta – trovare il pretesto per reagire.—-
          Sissì, e la strategia dell’agnello che intorbidiva l’acqua al lupo…ma va a curarti, va!

          —-Il che mi dimostra che la tua difettosa devozione ti induce a cercare artatamente il conflitto, agendo in questa direzione punto su punto.—-
          Certo, tu da islamofoba idrofoba ti precipiti qui a sputazzare sull’islam e quello che “cerca artatamente il conflitto” sono io….ma a va a farti curare, va!

          —-Con questi metodi si preparano ed iniziano le guerre.—-
          Già, proprio così, sputazzando sulla religione altrui….proprio come fai tu.

          —-Nel momento in cui si entra in guerra, in realtà si è già perdententi, ed una vittoria di guerra è – per carità, secondo me – una sconfitta—–
          Dittelo allo specchio, islamofoba idrofoba guerrafondaia falsamente ammantata di buddismo che non sei altro.

          —- innanzi agli occhi di un ipotetico “dio” se mai si possa credere, di fronte a certe affermazioni, che esista qualcosa di simile.—-
          E chi ti obbliga di credere? Rimani miscredente come sei e buon pro ti faccia! Solo non rompere i coglioni a chi ci crede, altrimenti riceverai pan per focaccia, come Dio comanda!

          —-Se non si avesse invece in partenza intenzione di prevaricare, esisterebbero altre vie facilmente precorribili,—-
          Ma cerrrrto, quella p.es. di dirti “hai ragione a sputazzare sulla mia religione, dai, sputazza di più che la cosa mi diverte tanto”:-)

          —-ma certo non per persone “fragili” per superbia, orgoglio, presunzione, ambizione, e pigrizia di migliorare se stesse nel proprio intimo.—-
          Senti Pissicopatologa Der Cazzo, quanto sopra te lo dice allo specchio…e già che ci sei tu dai pure un paio di sputi in faccia…..

          —-Con quella strategia non si raccolgono né rispetto, né stima, né affetto affidabili da alcuno.—
          Del rispetto, stima e affetto di gentaglia come te e gli altri tuoi sodali islamofobi idrofobi ne faccio volentieri a meno.

          —-Su ciò che si conquista incutendo timore, non si può fare affidamento.—
          Uh, ha parlato la nazista che voleva gasare chi aveva dato la notizia degli alunni islamofobi! Certo che c’hai una bella faccia di…bronzo, eh!

        • Ritvan says:

          —–“bensì di far vedere loro la squisita ospitalità musulmana riservata nel loro sacro tempio a dei ragazzi “infedeli”:-), che sempre secondo voialtri, i musulmani dovrebbero sgozzare a vista:-).”
          Ah, è questo lo scopo? E c’è bisogno di una moschea? Basta andare a casa di qualunque mussulmano a prendere un tè. Peucezio—

          Beh, mica è colpa mia se i tuoi amici islamofobi idrofobi, tipo Allam&co accusano specificatamente le moschee – e non il singolo Ahmed il kebabbaro nella cui casa tu vorresti mandare i ragazzi a prendere un tè – di essere dei pericolosi covi di “terroristi islamici”, magari pronti a sgozzarvi ogni “infedele” che vi si avventuri. Capita la differenza o serve un disegnino?:-)

          —(sempre ammesso che l’ospitalità funzioni per religioni, cioè che a determinare il livello di ospitalità delle persone sia la religione che esse professano).—
          Non ho detto questo e anche un bambino “diversamente intelligente” avrebbe capito il senso di quello che ho scritto, ma tu sei sempre libero di capire quello che vuoi capire, ci mancherebbe:-)….

  22. Moi says:

    A proposito di “hamburger”, vengono considerati il non plus ultra dello statunitense, spesso “scorciati” ;-) in “burger”, però … il nome è chiarissimamente un “etnonimo anseatico”, no ?

  23. Moi says:

    @ PINO

    A proposito di Città Verdi e Automobili … il Progetto ZEC va avanti ?

    http://www.youtube.com/watch?v=g9EUfR-3nfU

  24. Moi says:

    @ PINO

    http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=927

    … sbaglio o Second Life è decaduto in fretta ? Ma su ‘ste robe mi pare che qua il più “Smanettone” sia Mauricius ! … Che però magari non sa che nel Mondo Reale sottocasa ;-) ci sono, o ci sono stati, nelle parrocchie del Veneto manifesti del “Cattopallone” [sic] contro le bestemmie nei campi da calcio parrocchiali veneti.

    E’ una roba di quelle che han fatto sghignazzare gli UAARini assieme ai “Catémon” (mostriciattoli da catechismo) e altre trovate di catechisti creativi che alla UAAR conoscono meglio di qualunque parroco !

  25. Per Peucezio

    “Hai dimenticato i quartieri residenziali di villette, che forse sono peggio dell’uno e delle altre.”

    Non li ho dimenticati… ho parlato di:

    1) dormitori – passate per i quartieri residenziali durante l’orario di lavoro, è solo un unico, tristissimo abbaiare di cani da guardia

    2) ghetti etnici – i quartieri residenziali sono “italiani” più o meno al 100%. Che in sé sarebbe indifferente, se non filtrassero, mandandoli altrove, gli “stranieri”.

  26. Pingback: La libreria Edison, Firenze e un senso di fine del mondo - da eFFe

  27. maria says:

    Comunque, sì, rispetto a pizza o kebab qualsiasi ambùrgher impallidisce.

    maria
    eh sì, non c’è partita, ci sarebbe casomai tra panino con lampredotto e kebab, sinceramente non saprei cosa scegliere:-)

    • Roberto says:

      Adoro il lampredotto e mangio kebab una volta a settimana, ma vorrei ristabilire l’onore degli hamburger. Quelli di macdonald sono merda, quelli di burger king merda di pipistrello, ma ti assicuro che negli usa ho mangiato degli hamburger di una bontà commovente…pura poesia. Solo che è straordinariamente difficili cuocerli in modo perfetto, basta un attimo ed ecco che si secca la parte esteriore o resta crudo l’interno, e lì la poesia cede il passo all’oscena prosa di Libero

  28. maria says:

    miguel
    lunedì prossimo nel salone dei dugento, alle tre si riunisce il consiglio comunale, renzi farà una comunicazione su piazza del carmine, lo apprendo dai manifestini sui muri, io ci andrò:-)

  29. maria says:

    Come già detto sopra, la visita avrebbe altri fini, non è nell’ambito di un corso di architettura araba:-).

    maria
    ritvan, la tua arguzia è a volte è davvero fantastica:-)

    • Ritvan says:

      Grazie, mary….anche se devo dire che il buon Peucezio spesso e volentieri offre ottimi spunti alla mia arguzia…insomma, dovrei ammettere che è un’ottima spalla:-)

  30. Moi says:

    ” chi cerca la guerra, chi genera la paura per avere quelle reazioni che gli forniranno l’occasione per – a sua volta – trovare il pretesto per reagire. ”

    Blondet dice la stessa roba degli Ebrei … in fondo la “matrice monoteista”, come diceva il Donini, è la stessa. Sarebbe opportuno tenerne sempre conto.

    • Tortuga says:

      i monoteismi godono dell’onore di avere un peccato in più:
      la superbia = la parte che vuole porre se stessa al posto del “tutto”

      • Moi says:

        Interessante, Miguel citava un certo “Asch” (mi pare) ma che il Pluralismo Pagano sarebbe stato messo in crisi irreversibile dall’ elitario Ebraismo e i suoi due “derivati di massa per goyim” è abbastanza ovvio.

        • Tortuga says:

          Ma non credo in questa crisi irreversibile.
          Mi sembra piuttosto che nei cosiddetti monoteismi ci sia una gran confusione fra alcuni concetti che sono lo Spazio, l’insieme “Tutto” in esso contenuto, e il concetti di divinità, adorazione, venerazione.
          Il te-ista, non è migliore perché è mono o perché è poli, ma quando sin dall’inizio vuole essere mono, si illude di essere in grado dal suo secondo giorno di vita di essere capace di centrare una corretta relazione con il tutto, ovvero con tutte le cose, senza rendersi conto che in realtà deve passare per quasi tutta la vita attraverso successive relazioni con numerose altre parti di esso, e finisce quasi sempre per “ridurre” quello spazio-tutto, al rango di idolo.

          Usando la metafora dei nanerottoli ciechi intorno all’elefante, mono teista e poli teista sono entrambi nanerottoli ed entrambi ciechi.
          Uno si attacca alla punta della coda, o all’estremità della proboscide, o a una zampa, l’altro gli gira tutto intorno.
          Ma nessuno dei due vede l’elefante né lo cavalca.

          La mia unghia e la mia forfora possono pregarmi quanto vogliono, quando l’unghia è da tagliare si taglia, e quando la forfora deve cadere cade.
          E noi siamo anche come l’unghia e la forfora.

          Dovremmo cercare di complicarci un po’ meno l’esistenza.

  31. Moi says:

    @ Roberto

    Ma i tuoi “cinni” ;-) se ricordassero di aver visto Memole in TV … sarebbero già almeno ventenni ! Non mi torna. A meno che non vi sia già una Coscienza Storica delle canzonette di Cristina D’Avena.

    Questa ne avrebbe fatto la prima donna a capo del MinCulPop :

    http://www.youtube.com/watch?v=v6lVYKJ7Mz4

    • mirkhond says:

      Moi ma dove l’hai trovata questa sigla? A quale cartone animato appartiene?

    • Roberto says:

      No non ricordano memole cartine animato, sono solo i felici proprietari di alcuni cd di sciagurate canzoni per bambini tra le quali la the best of Cristina davena.

      Non che i tedeschi facciano di meglio, eh… Alla millesima volta che sento backe backe kuchen inizio ad avere una certa simpatia per Erode

      L’unica consolazione è che la grande mi ha confidato “Papà non dirlo al fratellino ma queste canzoni sono proprio bêtes, a me piacciono i queen”

      • Moi says:

        @ Roberto

        http://www.youtube.com/watch?v=IpIjtdN924o

        Canzoncina Tedesca per bambini remixata “in omaggio” all’ Immigrato Tedesco in Italia più controverso … straordinario, paradossale “Ritorno alle Origini Nilotiche” per il Monoteismo.

        • Moi says:

          C’è o c’era un altro smanettone che la presentava con il sottotitolo inequivocabile di “Kanzoncinen Edukativen per Pampini” … polemico, suppongo.

  32. Pietro says:

    @Qualche commento piu’ su: A volte faccio fatica a capire se si parli di musulmani o di visitors…

  33. Moi says:

    @ PINO

    Oppure Tortuga potrebbe avere abbastanza Umorismo da apprezzare “staltra” ;-) Nerdata dei Soliti Noti :

    http://2.bp.blogspot.com/_qZGouBqZeg8/SQP8hUZDuvI/AAAAAAAAAlA/6GjpHrHY0zc/s400/buddah+FSM.JPG

    • Moi says:

      @ Tortuga

      Quindi la sensibilità buddhista NON si sente offesa da Budai (“Avatar” Cinese di Buddha, no ?) che si prepara un piatto di Mostro degli Spaghetti Volanti ?

  34. Tortuga says:

    - Che te voglio fà? Assolutamente niente. Non credo che tu sia razzista, ma credo che tu sia islamofoba, cristianofoba e in generale abbastanza -foba, e credo che finirai prima o poi per iscriverti all’UAAR. –

    Non posso iscrivermi all’uaar, sono anche uaarfoba, poi sono laica nel mondo e religiosa nel cuore, “buddhista” (na parola proprio stupida) ma nel pratyekayana (realizzazione solitaria) e sono persino buddhismofoba.
    Tutti gli ismi, tutti i fanatismi mi fanno paura, religiosi, politici, scientisti … tutti, qualunque attaccamento ad idee ed ideologie.
    Islamofoba quindi in assoluta par condicio.
    E in ultimo allergica alle etichettature: accetto di usarne apertamente una solo per proteggermi da tutte le altre (tuttavia sono buddhista con tutti gli altri, ma non frequento particolarmente i buddhisti) e perciò ho scelto l’etichetta che mi è sembrata più innocua – almeno in un certo luogo ed in un certo momento – poi perché tuttisedutiinsilenzio nessunopuòrompertileballe, e infine perché tutti quelli che cercano di convertirti a qualcosa così “rosicano”.

  35. buran says:

    Ultime novità sulla questione del parcheggio interrato in P.zza del Carmine: i residenti non lo vogliono? Allora scaviamo un piano in più! Incredibile ma vero, leggere per credere…

    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/8-ottobre-2012/carmine-cambio-rotta-piu-posti-residenti-2112163172620.shtml

  36. Pingback: Veneto City e il segreto del Marchio Italia | Kelebek Blog

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