Steve Klein e il film contro Muhammad. Nonché un po’ di Mormoni

Vorrei passare a trattare un altro aspetto degli eventi di Benghazi, ma credo che meriti un piccolo accenno a parte lo stato delle indagini sul misterioso Sam Bacile, presunto autore dell’assurdo trailer contro il profeta dell’Islam.

Ieri, l’Associated Press affermava di essere riuscito a intervistare Sam Bacile telefonicamente.

All’intervistatore, Bacile dichiarava di essere un imprenditore immobiliare israelo-statunitense e di aver prodotto il film con l’aiuto di cento donatori ebrei, spendendo complessivamente la somma di cinque milioni di dollari.

Poi viene fuori che non esiste alcun imprenditore o alcun cittadino israeliano con quel nome.

Può darsi che quel giornalista – l’unico a essere riuscito a contattare Bacile – si sia semplice inventato la storia, ma resta il dubbio sul motivo per cui abbia inventato qualcosa che coinvolgeva così clamorosamente lo Stato d’Israele.

La rivista Time ha scoperto che il numero di telefono dell’intervistato corrisponde a quello di un certo Nakoula Basseley Nakoula, un copto californiano con alle spalle una condanna per truffa.

L’unica persona reale finora identificata è Steve Klein, un tipico provinciale americano che nella sua eccentricità è quasi simpatica.

Steve Klein infatti è un assicuratore californiano, promotore di Courageous Christians United.

Sul loro sito, vedrete le foto di un gruppo evidentemente minuscolo di attivisti in jeans, trasudanti analfabetismo, che si impegnano con paritetico furore per salvare dalla dannazione eterna Mormoni, i Testimoni di Geova e  musulmani.

Al giornalista Jeffrey Goldberg, Steve Klein ha detto che Bacile esiste, ma che il nome è uno pseudonimo e di averlo incontrato una sola volta. “Dubito che sia ebreo”, e aggiunge che probabilmente proviene da qualche paese mediorientale.

Il Daily Mail riporta una divertente intervista con Klein dove l’assicuratore racconta di come riuscirono a proiettare il film intero in un imprecisato cinema di Los Angeles tre mesi fa, sotto il provocatorio titolo “L’innocenza di Bin Laden”. Nonostante avessero pubblicizzato l’evento con volantini in tutto il sud della California, non si è presentato nemmeno uno spettatore.

Comunque il mistero rimane. Basta un’occhiata alle foto riportate sul sito di Klein per capire che Klein può aver promosso il film, ma non può esserne certamente l’autore o il regista.

Di simili, evanescenti fili è tessuta la storia del mondo.

Gli amici di Steve Klein manifestano contro la grande parata pseudostorica (“Mormon Miracle Pageant“) dei Mormoni alla cattedrale di Manti

Print Friendly
This entry was posted in Cialtroni e gente strana, islam, società dello spettacolo, USA and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink.

28 Responses to Steve Klein e il film contro Muhammad. Nonché un po’ di Mormoni

  1. Pietro says:

    Io la butto li': USA e Israele in pesante dissenso su Iran e altre cosucce, Obama salta l’incontro con Netanyahu, Israele ringrazia…
    Elezioni americane, crisi energetica, Siria e aggiungiamo come Tag pure Cina che ci sta sempre bene come il prezzemolo, anzi lo zafferano che e’ giallo…

  2. roberto says:

    Miguel,
    il mondo è senza speranze se scopriamo che anche tu sei un boccalone come una qualsiasi folla araba.

    scrivi:
    “resta il dubbio sul motivo per cui abbia inventato qualcosa che coinvolgeva così clamorosamente lo Stato d’Israele”

    quale era il coinvolgimento clamoroso dello stato d’israele (ovviamente facciamo finta che tutto sia vero)?
    un finanziamento pubblico israeliano? un patrocinio? la proiezione del film alla Knesset o nelle scuole? una medaglia al valore per il regista?

    niente di tutto ciò, ma come tu stesso scrivi:
    1. Bacile è (continuiamo la finzione di prendere per vero quel che dice) un imprenditore immobiliare israelo-statunitense
    2. Bacile ha prodotto il film con l’aiuto di cento donatori ebrei

    dove vedi israele nei punti 1 e 2?

    roberto

    • PinoMamet says:

      Roberto

      non è affatto evidente, e non è affatto detto, che sia coinvolto qualche apparato dello Stato d’Israele;
      ma se un tale che fa un film provocatorio contro l’Islam afferma- specialmente senza esserlo- di essere israeliano e di aver ricevuto finanziamenti da donatori ebrei, è chiaro che si aspetta che Israele venga coinvolto in qualche modo.
      Non è invece molto chiaro cosa si aspetti che succeda e perché.

  3. Per roberto

    “quale era il coinvolgimento clamoroso dello stato d’israele”

    Io non coinvolgo niente.

    Prova a seguirmi.

    Faccio finta di essere un giornalista un po’ cialtrone.

    Mi invento una telefonata a Bacile, che non esiste.

    Ora, avrei già così uno scoop mondiale.

    Perché dovrei parlare di “Israele” e di “ebrei” – non importa in che termini – in un momento di tensione come questo, con il rischio di scatenare chi sa che cosa in giro per il mondo (vagliela a spiegare all’afghano medio, la differenza tra “imprenditore con passaporto israeliano” e “governo dello Stato d’Israele”).

    Quantomeno, la bufala verrà investigata fino in fondo, e rischierò il licenziamento.

    Mi sembra strano, e mi fa propendere quindi per l’ipotesi che il giornalista non si sia inventato l’intervista.

    Mi chiedo però perché l’intervistato, chiunque sia, abbia voluto mettere tanto in rilievo questi dettagli.

    Se veri, non fanno comodo sicuramente alla comunità di cui l’intervistato sostiene di fare parte; se falsi, non ne capisco lo scopo: non rende più positiva l’immagine del film.

    Cosa c’è che non quadra nei miei dubbi?

    • Roberto says:

      Ok capito

      Roberto

    • Ritvan says:

      —…Faccio finta di essere un giornalista un po’ cialtrone…. Miguel Martinez—
      A proposito di giornalisti sparacazzate, un certo Glauco Maggi, giornalista di “Libero”, nel numero di oggi scrive a proposito dell’assalto all’ambasciata americana al Cairo:”…i cori della folla “non c’è altro dio che Maometto” “…sì e magari gridavano anche che Allah è il suo Profeta:-):-)
      P.S. Non escludo la remota possibilità che la frase sia stata “potata” in redazione da qualche ignorante, però…vediamo se c’è una rettifica nel numero di domani….

  4. Sempre per roberto

    Tra l’altro, proprio perché tutto questo mi sembrava strano, mentre i media ancora parlavano dell'”israelo-americano” con i suoi “cento donatori ebrei”, io già mettevo in dubbio l’affermazione, scrivendo:

    “E’ giusto dire che di Sam Bacile (che ci sembra un nome più italiano che israeliano) non si trova altra traccia almeno sulle prime dieci pagine di Google, e nemmeno cercando di escludere i risultati più recenti; e sicuramente con cinque milioni di dollari, persino io sarei riuscito a fare di meglio.”

    • maria says:

      ancora ieri rai tre nell’edizione delle sette parlava di israelo americano senza dirne il nome.
      maria

  5. Per PinoMamet

    “è chiaro che si aspetta che Israele venga coinvolto in qualche modo.”

    Esatto.

    Un’ipotesi è quella del complottismo al rovescio, che è un fenomeno assai diffuso: siccome gli ebrei sono “potentissimi e ricchissimi”, se dichiaro che sono uno di loro o che mi sostengono, avrò le porte aperte ovunque.

  6. Pietro says:

    Io non volevo fare complottismo, anzi… Io penso che spesso le cose sono semplici e per amore dei complotti le si complicano.

    • PinoMamet says:

      Lo penso anche io, però è semplicemente strano che un tale faccia un film anti-Islam e proclami di essere israeliano; qualche motivo deve pur averlo avuto, no?

      Io mi sono fatto questa idea: un imprenditore copto-statunitense ha il dente avvelenato contro l’Islam per quello che succede in Egitto specialmente, e mette in piedi questa produzione improvvisata per insultare l’Islam
      (ci sta anche che gli attori, come risulta adesso, non sapessero del vero scopo del film, e siano stati poi doppiati successivamente).
      Poi si chiede, “ok, ma quando i musulmani si incazzeranno, se la prenderanno con i miei correligionari giù in Egitto.
      A chi posso attribuire l’operazione? Ma certo, a Israele!”

      ed ecco pronta la sòla…

      • Pietro says:

        Io concordo a meta’, secondo me Israele ha avuto interesse a farsi citare. Da un lato per mandare un chiaro messaggio a chi lo sa leggere, dall’altra perche’ in qualche modo passa per vittima e magari ci scappa l’escalation. Continuo a rimanere della mia idea che il centro di tutto sono gli scazzi tra Obama e Netanyahu

        • giovanni says:

          il messaggio è forte e chiaro “se non ci aiutate con l’Iran, abbiamo i mezzi per farvi saltare per aria persino negli stati “amici”, per cui vedete un po’ voi…”

  7. Il mistero si infittisce:

    In a subsequent interview with The Daily Telegraph, a man who admitted to being Nakoula, withdrew his earlier admission and said he had nothing at all to do with the film.

    http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/africaandindianocean/libya/9540297/US-ambassador-killed-in-Libya-convicted-California-fraudster-confirms-film-role.html

    Speaking at his suburban home outside Los Angeles, he told The Daily Telegraph: “I’m a gas station worker, how can I have made a five million dollar movie?

    “I didn’t know this movie, I didn’t work on it, I know nothing about it. They need to blame someone.”

    • Tortuga says:

      “Il mistero si infittisce”

      mi fa venire in mente un bidello scolastico che, nel riferire l’andamento di una problematica in corso, preoccupato volle premurarsi di dare avvertimento in questo modo:
      “professò, l’affare si sta ingrossando”

      (è vera, giurin, giurella :-) )

  8. Pingback: Anonymous

  9. Qûr Tharkasdóttir says:

    Il «giornalista», anzi propagandista, Jeffrey Goldberg è un statunitense che fece il servizio militare con l’esercizio israeliano, come guardia di carcere se non sbaglio. Le sue cosiddette analisi riflettono piuttosto quel che il regime di Tel Aviv vorrebbe far credere all’opinione pubblica degli USA. Vedete il blog canadese Xymphora, che si riferisce spesso a Goldberg come il «concentration camp guard».

  10. Pietro says:

    Interessante da http://www.mediaite.com/online/who-is-sam-bacile-director-of-film-that-allegedly-sparked-violent-protests-currently-in-hiding/

    Klein also told Goldberg that only 15 people were associated with the making of the movie, possibly contradicting Bacile’s claim that there were 100 Jewish donors and that 45 crew members and 60 actors were hired:

    He said that there are about 15 people associated with the making of the film, “Nobody is anything but an active American citizen. They’re from Syria, Turkey, Pakistan, they’re some that are from Egypt. Some are Copts but the vast majority are Evangelical.”

    Complottismo: scazzi nella campagna elettorale americana, qualcuno nemico di Obama fa girare sta roba prendendo in prestito gente da paesi amici. Obama e Netanyahu litigano pesantemente ed il film torna utile. Gli stessi nemici di Obama telecomandano le proteste e mettono in mezzo Israele per costringere Obama a schierarsi, che subito telefona a Egitto e Libia (per dire che lui non c’entra un fico secco?). Israele non e’ contrario al tutto. La parte piu’ contorta e’ il ruolo di Israele ma farlo passare come finanziatore era l’unico mezzo per tirarlo in ballo, e se non ballava non aveva senso il tutto. Ora in corso una guerra di disinformazione tra apparati americani, in base a chi e’ il presunto responsabile si orientano le posizioni. Bisognerebbe capire le posizioni egiziane sulla guerra in Siria e sull’Iran, per vedere perche’ insistono tanto sui copti

  11. maria says:

    Una domanda forse ingenua, guardando le scene di sfracelli che il video farlocco ha suscitato in tutto il mondo islamico , mi chiedo quale sia il numero dei manifestanti rispetto alle popolazioni dei luoghi in cui agiscono, in altre parole, questi manifestanti possono essere i più poveri e ignoranti, e al di là di questo cosa gli muove, soltanto l’offesa al profeta e quindi un senso religioso molto forte o sentimenti politici visto gli obiettivi della loro furia,o tutte e due le cose, voglio dire quale miscela può dar luogo a tutto questo, e ancora, la violenza con cui si reagisce ad un’offesa religiosa sì molto grave ma tuttavia, a mio parere, sproporzionata, può essere anche frutto di una totale assenza di secolarizzazione che invece esiste in altre religioni ?

  12. Per maria

    “mi chiedo quale sia il numero dei manifestanti rispetto alle popolazioni dei luoghi in cui agiscono”

    Da quello che vedo nei media, molto pochi: sento parlare di numeri come “alcune centinaia”, insomma.

    E’ una cifra che fa pensare a piccole organizzazioni, magari legate a varie figure locali.

    Non vuol dire che un fatto del genere lasci indifferenti gli altri, semplicemente non scendono in piazza; e vuol dire che le grosse organizzazioni, come i Fratelli Musulmani, se ne tengono lontane.

    • Roberto says:

      Oggi alla radio francese dicevano proprio che i fratelli musulmani non appoggiano la manifestazione a piazza tahir

  13. Roberto says:

    Manifestazione che invece sembrerebbe gradita, se non organizzata, dai salafisti (la riporto tale e quale a come l’ho sentita, agli esperti le spiegazioni)
    Roberto

  14. Pingback: L’FBI inventa un nuovo terrorista: ha 18 anni | Kelebek Blog

  15. Tortuga says:

    Ho trovato questo or ora:
    Anche il Qatar farà un film su Maometto
    http://temi.repubblica.it/limes/anche-il-qatar-fara-un-film-su-maometto

    Quello sotto invece è il link alla stessa pagina, ma poiché ho cliccato dal nostro amico fb, è probabile che tutta quella processione di numeri serva a dire al sito destinatario da dove proviene la visita.
    Ma non solo, è probabile che qualcuno di quei codicilli tracci la catena, cioè la persona che ha inizialmente pubblicato il link e me che ho cliccato.
    http://temi.repubblica.it/limes/anche-il-qatar-fara-un-film-su-maometto/38239?fb_action_ids=422954827763270%2C422954537763299%2C422601574465262&fb_action_types=og.recommends&fb_source=other_multiline&action_object_map={%22422954827763270%22%3A420090258053366%2C%22422954537763299%22%3A352835821470288%2C%22422601574465262%22%3A239711916150952}&action_type_map={%22422954827763270%22%3A%22og.recommends%22%2C%22422954537763299%22%3A%22og.recommends%22%2C%22422601574465262%22%3A%22og.recommends%22}&action_ref_map=[]

  16. Pingback: L’FBI inventa un nuovo terrorista: ha 18 anni | Informare per Resistere

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>