Cavalieri Templari a Praga

Come sapete, qui amiamo collezionare tutto ciò che riguarda l’immaginario sui Cavalieri Templari.

E non c’è posto che si presti meglio di quella macchina macina-turisti, quel Disneyland del Medioevo, che si chiama Praga.

Ecco a voi il mitico (è il caso di dirlo) Restaurace U Templářů, con all’ingresso un degno Custode della Tradizione.

E nell’equivalente ceco del nostro Penny Market, potete trovare sugli scaffali questo vino Templářské:

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100 Responses to Cavalieri Templari a Praga

  1. PinoMamet says:

    Propongo un gemellaggio con questo ristorante qua:

    http://ristoranteitemplari.com/

    o magari con il “Motoclub I Templari” (c’è anche questo, ma lo spazio dei commenti mi consente solo un link alla volta…)

    • Nella prima foto c’è un tombino coperto, all’ingresso.

      Secondo la Tradizione, dovrebbe trattarsi del passaggio segreto che i Templari costruirono per arrivare direttamente a Collemaggio a L’Aquila, nella malaugurata ipotesi che gli affari a Praga andassero alla malora.

      Come nel film “Il segreto di Santa Vittoria” sarebbe servito principalmente a mettere in salvo il prezioso vino dai nazicomunisti che, si sa, sono in grado di spaventare interi continenti anche da morti nonché da non-ancora-nati.

      Quello che poi sembra essere un innocuo prezzo di vendita, potrebbe rivelarsi un codice segreto di comunicazione per i Templari dormienti che vi si recassero spinti da una qualche forza misteriosa, che alcuni volgarmente chiamano ingordigia.

      Ci si aspetta a giorni una qualche rivelazione da parte delle trasmissioni televisive che campano di fuffa a norma di legge: momentaneamente l’Egitto sembra essere fuori gara, dunque rimane più tempo per riscoprire il losco passato dell’Europa.

      Ho bisogno di una birra.

    • Roberto says:

      Pino a Forlì ce un ristorante che si chiama la tavola rusticale dei templari (il miglior ristorante di Forlì ai tempi in cui bazzicavo quei posti)

  2. Per Pino Mamet

    “http://ristoranteitemplari.com/”

    Assolutamente fantastico il linguaggio romanaccio-coatto/medievaleggiante:

    http://ristoranteitemplari.com/index.html

    • PinoMamet says:

      :)

      quando abitavo a Roma c’era vicino casa mia un ristorantino simil-medievale con spade e armature, e piatti normalissimi (di livello medio basso) mascherati dietro nomi altisonanti presi dal ciclo arturiano… era vicino casa, costava poco e ci finii a mangiare tre o quattro volte.
      A conti fatti credo che a Roma il medioevo (perlomeno quel medioevo lì, quello che tutti ci immaginiamo) non ci sia mai stato, e non ho mai capito la fascinazione di certi romani per quel mondo lì…

      ora non è che voglia fare la critica letteraria alla presentazione di un ristorante, ma anche il linguaggio burino simil-antico di questi “Templari” risulta più credibile quando è burino (ecco, questo medioevo a base di “magnare” ce lo vedo…) che quando tenta il registro aulico…

      • PinoMamet says:

        Ricordo male, o sul blog vecchio hai parlato una volta di Roma e medioevo?
        Almeno en passant…

      • Mauricius Tarvisii says:

        A Roma il Medioevo ha avuto una declinazione particolarissima, sì, anche se non si può dire affatto che la città sia stata esente dai fenomeni globali dell’epoca.
        Anzi, vista l’estensione del tessuto urbano, il particolarismo medievale ha finito per feudalizzare la stessa città con la costruzione di veri e propri castelli (non semplici torri, di cui pure Roma è costellata ancora oggi, ma castelli in piena regola e talvolta anche grandi), come quello della famiglia Frangipane, di cui il Colosseo era diventato torrione angolare.
        Roma fu anche libero comune e lottò contro il proprio sovrano lontano per acquisire nuove libertà (pensiamo a Cola di Rienzo), richiamandosi solo formalmente alla passata repubblica romana.

  3. mirkhond says:

    La mia impressione sulla Boemia, e che dopo il crollo del comunismo e dell’assurda Cecoslovacchia, ci sia stata una forte americanizzazione-pacchianizzazione dei Cechi….
    Li preferivo Austriaci…..

    • habsburgicus says:

      @Mirkhond
      io non stravedo per i cechi (c’é sempre l’ombra di Masaryk e Beneš, e prima quella di Jan Hus :D), ma oggi hanno un presidente serio Václav Klaus, anticomunista vero e da tempi non sospetti (non dello stile romeno ove se non sono gerarchi rossi, sono i loro figli :D), che sa all’occorrenza dire NO agli eurocrati ! onore a Klaus

  4. mirkhond says:

    errata corrige: è che dopo il crollo ecc.

  5. mirkhond says:

    Sempre per restare in Boemia

    Ieri ho per caso scoperto in internet che dei reenactors cechi riproducono battaglie della prima guerra mondiale, sul fronte galiziano, con finte battaglie tra la coalizione tedesco-asburgica contro i Russi.
    Ora le uniformi delle infermiere militari mi sembrano alquanto discutibili, non solo perché nello stesso esercito, una ha una divisa diversa dall’altra, ma anche perché alcune portano un berretto militare invece della cuffia bianca, come invece appare in una foto del libro di Istvan Deak, Gli Ufficiali della Monarchia Asburgica, Libreria Editrice Goriziana del 1990, in cui si vede la foto di un ospedale di guerra, ricavato da una chiesa uniate a 160 km ad est da Leopoli, in territorio russo occupato (1916).
    Anche le divise delle infermiere tedesche mi sembrano alquanto discutibili, ma non avendo trovato foto di quel periodo e relative al personale infermieristico tedesco del 1914-1918 non saprei dire….

    • habsburgicus says:

      @Mirkhond
      in cui si vede la foto di un ospedale di guerra, ricavato da una chiesa uniate a 160 km ad est da Leopoli, in territorio russo occupato (1916)

      in Russia non esistevano chiese uniati dal 1839 (in Ucraina russa di cui si parla qui ne erano rimaste poche sin dal 1796, dopo le confische degli anni di Caterina II)….
      forse vuole dire “in territoro occupato dai Russi” (nell’estrema Galizia orientale)…é vero che nel 1916, sino al giugno, gli asburgici giungevano sin oltre Luc’k in Volinia russa..una chiesa uniare preso Luc’k nel 1916 sarebbe un avvenimento di importanza storica incalcolabile..ne sai di più ? o forse voleva dire “chiesa uniate (fondata dagli uniati), ma al tempo occupata dagli ortodossi”..e così tutto si spiegherebbe
      ciao !

      sempre per Mirkhond
      se ti interessa ti mando in mail (quando e se avrò la connessione) la mia nota sulla Chiesa unita in Russia e la sua abolizione nel 1839, che ho in fb (dove é stata integralmente ignorata :D)
      ciao !

      • mirkhond says:

        Per Habsburgicus

        Dal libro di Istvan Deak* Gli Ufficiali della Monarchia Asburgica, già citato, a pag. 309, sotto la foto sovracitata, compare una didascalia che dice:

        “Feld-Maroden-Haus n.3/6 di Susk presso Luck, località 160 km a nord-est di Leopoli, oggi Repubblica Ucraina, allora (1916) TERRITORIO RUSSO OCCUPATO**.
        Questi particolari ospedali da campo erano destinati ad accogliere fino a 500 feriti leggeri o convalescenti. QUESTO ospedale, il n.3 del 6° Corpo d’Armata, è stato ricavato da una chiesa di RITO UNIATE.”
        Alle spalle degli ammalati e del personale medico e infermieristico militare, si vedono delle icone parietali o pale d’altare, oltre ad una specie di stufa.
        ciao!

        * Istvan Deak, ebreo ungherese, naturalizzato statunitense, è (era?) figlio di un ufficiale ungherese asburgico, veterano della guerra 1914-1918.
        ** Le parole in carattere tutto maiuscolo le ho messe io a scopo sottolineatura.

        • habsburgicus says:

          si, Luc’k é in Russia imperiale (gub. Volinia), su questo non ci piove…é alla chiesa uniate che non credo :D
          1.o é una chiesa ex-uniate (magari é rimasta un’iscrizione in polacco e/o latino di epoca uniate..i Russi sono famosi per il loro pressapochismo :D) che l’ebreo ungherese, si presume poco pratico, ha scambiato per “uniate” nel 1916 (quando era ortodossa da 7-9 decenni, in ogni caso dal 1839)
          2.o fu ridata agli uniati dagli austriaci (ma allora perché l’avrebbero trasformata in ospedale ?), ma pare difficile…solo nel 1917 Mons. Šeptyc’kyj, liberato dalla prigionia russa (sett 1914-marzo 1917), penserà a ravvivare l’Uniatismo in Russia, invero con pochi risultati a causa di Lenin e company
          3.oppure, ma questa sarebbe una scoperta storica ENORME, a Luc’k (sede diocesana uniate sino al 1828…Kokhanovyč vescovo uniate di Luc’k dal 1807 al 1814 fu addirittura rivestito dell’autorità di Metropolita dei greco-cattolici in Russia nel 1810 per volontà di Alessandro I, 1801-1825) erano rimasti degli uniati che dopo il 1905 tornarono alla luce; però ciò é assurdo perché l’editto di tolleranza di quell’anno permise il passaggio di ex-uniati al cattolicesimo latino (e molti ne usufruirono specie in Polonia russa ove l’Unione, a Kholm, fu abolita solo nel 1875) ma assolutamente non permise la Chiesa uniate
          4. Luc’k dal 1921 al 1939 fu polacca..la chiesa può essere stata ridata allora agli uniti e l’ebreo può aver proiettato al 1916 una situazione esistente solo fra le due guerre
          ciao !

        • mirkhond says:

          L’ebreo in questione :) mostra una foto a cui segue il commento.
          Suo padre era un ufficiale dell’esercito austro-ungarico e il nostro è considerato uno dei maggiori studiosi dell’Austria-Ungheria.
          Infine la chiesa-ospedale è a Sus’k a nord di Luc’k….
          ciao!

        • habsburgicus says:

          allora poniamo il discorso così…diamo per scontato che la chiesa sia uniate..tu come spiegheresti la cosa ?
          é opportuno rammentare che l’eparchia di Volinia fu retta dal 1905 al 1914 dal “famigerato” Antonij Khrapovyc’kyj (poi Arcv Kharkiv sino alla rivoluzione, indi uno dei capi del Sinodo di Karlovci in Serboslavia, anticomunista estremo), fanatico anti-cattolico, ortodosso esagitato, monarchico, anti-ebraico (e anti-ucraino, pur essendo lui stesso ucraino, pardon “piccolo-russo” :D), “veramente russo”, insomma uno dei “Cento Neri” per usare il gergo leniniano :D…suo successore nell’eparchia di Volinia fu l’altrettanto famigerato Evlogij Heorhievs’kyj, vescovo di Kholm dal 1905 al 1914 e poi Arcv di Volinia, colui che ebbe l’incarico di andare a L’viv occupata dai Russi a distruggere l’Unione nel 1914-1915…inoltre in Volinia c’era il celebre monastero di Počaïv, centro di fanatismo anti-cattolico e anti-unito (di lì prima del 1914 partirono “missioni” di re-ortodossizzazione della Galizia, con qualche limitato successo vicino alle frontiere..ma la polizia asburgica vigilava :D); Počaïv fu in mano agli Uniti dal 1713 al 1831 quando Nicola I lo tolse loro e lo diede agli ortodossi, il che fu confermato da un ukaze del 1833..
          orbene, come potesse esistere una chiesa unita lì mi pare difficile da ipotizzare…
          ciao !

        • mirkhond says:

          Non saprei….
          Qui l’esperto sei tu. Purtroppo la foto sta sul libro e non sono riuscito a trovarla in internet, altrimenti, pur non sapendo linkare, vedevo di spedirtela per email oppure attraverso il dottor Martinez.
          Dalle icone o pale d’altare, pur in bianco e nero, forse sapresti trovare la soluzione a questo rompicapo…
          ciao!

  6. Tortuga says:

    A proposito di Templari, poco meno di una decina di anni fa un commerciante del mio quartiere che ne era appassionato mi raccontò di aver partecipato ad un raduno di cavalieri templari, con tanto di santa messa, svoltosi segretamente nella chiesa sotterranea della Abazia di San”Antimo vicino Siena.
    Abazia peraltro piuttosto bella, di cui l’estate precedente avevo potuto però visitare solo la chiesa di sopra, totalmente ignara che ne esistesse una di sotto.
    I frati dell’abazia incidono (e vendono) magnifici cd di canto gregoriano, ricevono comunità di giovani in ritiro spirituale e predicano molto il sacramento della confessione.

  7. habsburgicus says:

    dico subito che, secondo me, la continuità dei Templari non esiste…i Templari storici finirono nel 1314 con il rogo del Gran Maestro Jacques de Molay (in quell’anno morirono pure il loro persecutore Philipe IV le Bel, 1285-1314, un Sovrano che é già ben “moderno” nel senso peggiore della parola, sia chiaro :D e il 1° Papa avignonese Clemente V, 1305-1314, al secolo Betrand de Got, ad Avignone dal 1309)
    per 4 secoli di Templari non parla nessuno né ci sono documenti, neppure dopo la Riforma
    poi nel XVIII secolo massonico e iluminista cominciarono a sorgere voci di presenza di Templari (anche di “vendetta” templare contro Luigi XVI quale successore del crudele Filipo il Bello, tesi ripresa nel primo Ottocento da certi cattolici legittimisti :D) ecc, nel XIX si espandono e nel XX secolo (post 1945) penetrarono a livello popolare..ora di Templari si parla dovunque :D
    cosa ne ricaviamo, secondo me ?
    i Templari veri finiscono nel XIV secolo PER SEMPRE
    dal XVIII secolo e soprattutto negli ultimi 70 anni pullulano svariati “Templari” taroccati e farlocchi :D
    ciao a tutte/i

    • Mauricius Tarvisii says:

      Farlocchi?
      Per prima cosa guardare a sinistra quel 50 scritto in cifre arabe, chiaro segno della permanenza in Terrasanta dei gestori del vicino negozio. Poi il logo della Pepsi venduta nel ristorante (ma io lo chiamerei piuttosto magione) che potete ammirare accanto al confratello in rosso (noto colore del tempio): quel cerchio tagliato da una linea ondulata, così simile al Tao, non è forse la prova definitiva del rapporto tra il Tempio e gli ambienti esoterici estremo-orientali la cui saggezza era custodita dal Priorato di Sion, Federico II e la stirpe di Gesù (in realtà un tibetano in incognito) e Maria Maddalena? E, infine, quell’arco sotto il quale si deve passare per raggiungere la Magione non è forse simbolo degli oscuri riti iniziatici che comprendono anche la discesa agli inferi, da attuare simbolicamente attraverso quel tombino in pietra (immagine della pietra tombale?), indispensabili per l’ingresso dell’adepto nella confraternita?
      Anche la data, 1314: le cifre, sommate tra loro, danno il numero 9, che è tre al quadrato, 3 3 3, valore dal profondo significato esoterico. E’ solo un’inquietante coincidenza?
      Ed è un caso che i templari si siano presi la loro vendetta nel 1789, 1+7+8+9=25, 2+5=7, 7, altro numero esotericamente notevole?
      Meditate, gente, meditate…

  8. Tortuga says:

    Io non so nulla di templari, è un argomento che proprio non mi appassiona, eppoi è roba cristiana. Però quel signore deve pur aver assistito a qualcosa. Mi parlava di almeno trecento persone riunitesi, e ci ha tenuto a specificare: tutte vestite da templari.
    Quando l’episodio era avvenuto il frati avevano appena reiniziato ad abitare l’abazia, la quale era rimasta abbandonata fino a pochi anni prima della mia visita. Era stata dimenticata e nessuno se ne ricordava più.
    Provate ora (e lo faccio oggi per la prima volta) a digitare:
    cavalieri templari all’abazia di sant’antimo e vedete che vengon fuori un bel po’ di pagine da leggere.
    Può darsi che come argomento pubblicitario funzioni.
    Chissà che genere di target di clienti procura il pacchetto pubblicitario “templari”?! ;-)

    • PinoMamet says:

      ” Però quel signore deve pur aver assistito a qualcosa. Mi parlava di almeno trecento persone riunitesi, e ci ha tenuto a specificare: tutte vestite da templari.”

      Tortuga, ma.. a cosa ti riferisci? Mi sono perso qualche commento? Non so, a volte su questo blog arrivano in ritardo, o magari hai commentato sotto un altro post e me lo sono proprio perso…

      comunque se cerchi un po’ sul blog vedrai che salta fuori parecchia gente che si diverete a vestirsi da templare!
      Perchè, lo ignoro; ma pare che fondare associazioni di “Templari” (cristiane o meno!) sia un passatempo molto diffuso in Italia.

      • Tortuga says:

        Mi riferifo al mio post più sopra, quello che inizia con “A proposito di Templari”.

        • PinoMamet says:

          Lo vedo solo ora! prima, o per qualche motivo il browser (se dice così?) non me lo mostrava, o ero rimbambito io (più probabile…)

          comunque anch’io ho letto sulla stampa locale di raduni di “Templari”, con messa annessa, celebrata da un prete che conosco pure… una delle dame templari è l’ex barista e cartomante di un notissimo bar cittadino, persona che ricordavo “emilianamente” gioviale e sboccata… e credo lo sia rimasta!

  9. Tortuga says:

    Un supplemento di carnevale!
    Mi ricorda un paese dell’Abruzzo in cui assistetti ad una ricostruizione medievale della vita del paese. Per un giorno intero gli abitanti vestivano in costumi medievali tipici del luogo, e inscenavano momenti di vita dell’epoca, il paese era stato trasformato in un museo medievale e il tutto culminava con una cena finale a base di piatti medievali che poi si risolsero in una ciotola di fagioli con le cotiche con un vinaccio terribile che dava veramente alla testa, così le persone dopo aver fatto su e giù mezzo dì per le vie del paese si sentirono male e si assieparono nelle piazzole con le ambulanze, che per fortuna non erano medioevali :D
    Tutto questo “mundus immaginalis” come lo chiama Miguel, mi fa sembrare la vita un luna park.

    Questi qua sarebbero “vestiti da templari” :D
    http://www.abruzzo.tv/news/wp-content/uploads/2011/05/I-cavalieri-templari.bmp

    • Tortuga says:

      Naturalmente non ci azzecco più con il “posizionamento” dei commenti, vabbé, si capisce lo stesso che rispondevo a Pino.

    • PinoMamet says:

      Teribbile! ;)

      Già io parto prevenuto, perchè il Medioevo non mi piace, e quello dell’immaginario standard pure meno; eppure l’Italia ha la sua bella responsabilità nella creazione di questo immaginario
      (mica si può sempre dare la colpa a Hollywood, troppo comodo! ;) ) con i suoi palii e cortei storici e affini; con l’immaginario operistico; con le robe più da “strapaese” che altro, come paggio Fernando e quella roba lì (anche alcune storiette in versi o in prosa di Sto, quello del signor Bonaventura, sono ambientate- e illustrate dall’autore- in quel medioevo fantastico di armatura, maniche a sbuffo e principesse con la pettinatura alla moda, che poi, una volta liberate, finiscono a cucinare sbuffando l’uovo al tegamino);
      che poi penso abbiano preso molto dal teatro dei pupi, che a sua volta pesca molto liberamente da Ariosto…

      poi questi “cortei storici” degenerano nelle “schlossfest” tedesche, che sono già a passo dalle “Renaissance Fair” statunitensi…

      • Tortuga says:

        Anche al mondo buddhista piacciono molto questi travestitismi fra il medioevale e l’esotico.
        C’è gente che ci fa un sacco di soldi con questo travestitismo che chiamerei psico-fisico.
        Non basta il vestito, bisogna anche recitare almeno una piccola parte dell’opera, evitando ovviamente accuratamente quelle compromettenti che implicano la comprensione della sostanza del messaggio ;-)

        Devo trovare l’occasione giusta per mostrarvi un video che è uno spasso (ho deciso di cercare di mantenermi connessa con gli argomenti :-)

        • PinoMamet says:

          Linka, linka pure ;)

          io so’ curioso, poi qua non siamo troppo rigorosi contro l’OT, mi sa :)

        • Tortuga says:

          Ahaha, questo è decisamente il luogo telematico più carino che abbia mai incontrato ;-)
          Te vojo fà morì de curiosità, tiè.

          Apparte gli scherzi, so arrivata qui e – per carità come sempre e come dovunque – me sò messa a fa come me pare ;-) , me sà che ho esaggerato un po’ troppo ;-)
          Nun è che sò egocentrica, giusto, è che sò creativa ;-) ‘gnorante ma creativa!

          Al momento giusto sarai soddisfatto ;-)

  10. Per Habsburgicus

    “i Templari veri finiscono nel XIV secolo PER SEMPRE
    dal XVIII secolo e soprattutto negli ultimi 70 anni pullulano svariati “Templari” taroccati e farlocchi :D”

    Esatto.

  11. Per Mauricius

    “Farlocchi?”

    Il bello è che c’è gente che ragiona esattamente così.

  12. Roberto says:

    Però Praga è una città straordinaria se non ci si ca in estate

  13. In questi giorni, i Cavalieri Templari comunque sono sotto attacco: in Messico, l’esercito ha lanciato una grande offensiva militare, con autoblindo ed elicotteri, contro i Caballeros Templarios nello Stato del Michoacán, dove i Templari hanno appena ucciso quattro soldati.
    http://www.milenio.com/cdb/doc/noticias2011/cb778c2c7559c120a6916f7c44b1f9ac

  14. Per PinoMamet

    “Già io parto prevenuto, perchè il Medioevo non mi piace, e quello dell’immaginario standard pure meno; eppure l’Italia ha la sua bella responsabilità nella creazione di questo immaginario”

    1. Sul Medioevo, consiglio a tutti la lettura dei libri di Michel Pastoureau, storico francese dei colori, dei simboli e degli animali, che non concede nulla ai cialtroni.

    2. Credo che il mito nazionalista italiano fosse in buona parte non medievale, cioè congiungeva impero romano a risorgimento. Però c’erano anche molti racconti educativi sui Grandi Italiani del Medioevo.

    Comunque il neo-medioevo italico di oggi mi sembra un’altra cosa, non fondato su “virtù esemplari”, ma su una particolare combinazione di acceso localismo con fantasy anglosassone. E’ un fenomeno affascinante…

    I vari ordini templari che gironzolano per il paese sono un riflesso di entrambi, ma riflettono anche altre esigenze: sono molto più politicizzati (a destra), hanno pretese internazionali, sono legati alla Chiesa o vorrebbero esserlo, nonostante il riferimento all’eretico De Molay.

  15. Roberto says:

    Se il Medioevo farlocco non vi piace evitate tallin

  16. Pietro says:

    Non so perche’ ma guardando la foto prima di leggere il post pensavo fosse una trattoria pugliese…

    • PinoMamet says:

      Io la credevo ligure!! :)

      • Moi says:

        O non avevate visto i diacritici ” ů ” e ” ř ”, o non li conoscevate.

        C’è da dire comunque poi che un “panzone polo e … bermudi” :) in effetti “fa poco Praga” :) , ci aspetta più un’ immagine da cartolina del tipo due belle ragazze sorridenti.

      • habsburgicus says:

        e non hai torto… u templaru (senza i diacritici :D) suona proprio ligure !
        provate a pronunciarlo con cadenza genovese/ligure stile Gabibbo e diventa splendido !

  17. mirkhond says:

    Per Habsuburgicus

    Riguardo alla foto sulla chiesa uniate o meno di Sus’k sovacitata, ricontrollando il libro di Deak, ho scoperto che quasi tutte le foto del suo libro, almeno per l’edizione italiana (1°1994 e 2° del 2003, quella che ho io), le foto dicevo appartengono al consulente storico per l’edizione italiana suddetta, lo storico Sergio Chersovani di Gorizia.
    Per cui è probabile che anche le note didascaliche siano sempre del suddetto studioso goriziano piuttosto che di Deak.
    Purtroppo non conoscendo l’edizione originale in inglese non saprei dirti se vi sono foto con relative didascalie differenti…
    Comunque ricordiamo che Gli Ufficiali della Monarchia Asburgica, parla di militari e non di diatribe cattolico-ortodosse, per cui è probabile la svista che hai citato, forse da parte di Chersovani più che di Deak.
    Del resto Luc’k e la vicina Sus’k furono prese dagli Austriaci il 29 agosto 1915, durante la vittoriosa offensiva tedesco-austro-ungarica di Gorlice (1 maggio-30 settembre 1915) che ricacciò i Russi dalla Galizia austriaca e portò alla conquista della Volinia.
    Volinia (e ancora Galizia) riperdute poi a seguito dell’offensiva Brusilov (4 giugno-20 settembre 1916) che riportò Luc’k (e la nostra Sus’k) in mano russa già il 7 giugno 1916.
    E’ probabile che la memoria di una presenza uniate fosse sopravvissuta in Volinia ancora 70 anni dopo l’ortodossizazione forzata imposta dallo zar Nicola I (1825-1855), e la chiesa di Sus’k, trasformata dagli Austriaci in un ospedale da campo, sia stata appunto una ex chiesa uniate convertita in ortodossa.
    Da qui la fonte da cui ha attinto Chersovani può aver fatto confusione…
    Ma, allo stato attuale, questa è solo un’ipotesi e non saprei davvero dirti di più.
    ciao!

  18. Ritvan says:

    Nel post di commenti chiusi sono stato tirato in ballo e non ho potuto replicare: lo faccio qui, tanto parlando di Praga siamo sempre in tema “slavi”:-):-) no?

    —-Sapete capire che lingua è questa? Sembra sardo!!
    http://www.youtube.com/watch?v=3mT9631wVLU&feature=related une tortue—
    —La butto lì e dico albanese (Ritvan non mi sbrani!) io la somiglianza fonetica col sardo non la sento per niente… boh! PinoMamet—
    —A scrivere il suo nome in google esce una pagina di wikipedia su di lui in Albanese, che lo dà per nato a Skopje. Moi—

    Caro Pino, lungi dallo sbranarti:-) ti dico che hai indovinato: è una canzone in albanese, canzone a sfondo religioso islamico (ilahi) dal titolo “Një ezan dyve na thrret” (Un richiamo del muezzin per noi due-mia libera traduzione).
    Caro Moi, il cantante, Adem Ramadani, sarà anche nato a Shkup/Skopje – come dice la Sacra Wiki – ma è sicuramente un musulmano di etnia albanese, come del resto il 25-30% della popolazione della Repubblica di Macedonia.

    • Tortuga says:

      Ho trovato musica a contenuto religioso islamico non solo in lingua albanese (quella che ho postato ed anche altra, e complimenti ai tuoi compaesani che è anche bella) ma anche in urdu, malayalam, ed altre lingue indiane, oltre che nasheed afghani, marocchini etc. alla facciaccia di chi dice che la musica nell’Islam deve essere per forza solo e tutta haram, veto di cui non riesco a darmene proprio per intesa.
      Anche nel buddhismo su musica, spettacolo e danza è posto un divieto ma semplicemente all’interno dei monasteri, per il solo semplice fatto che o si medita o si fa musica, danza e spettacolo, ma non perché siano considerate cose negative in sé per sé.

      Pare che il versetto coranico che da adito al divieto sia il n. 6 della sura 31, ma anche il 64 della sura 17, e qualcuno aggiunge il 72 della sura 25.
      Il che mi fa rimanere alquanto perplessa sui modi di dedurre le questioni dal testo sacro, ma pazienza.

      • Ritvan says:

        —Pare che il versetto coranico che da adito al divieto (della musica -ndr.) sia il n. 6 della sura 31, ma anche il 64 della sura 17, e qualcuno aggiunge il 72 della sura 25.
        Il che mi fa rimanere alquanto perplessa sui modi di dedurre le questioni dal testo sacro, ma pazienza. Tortuga—

        Beh, se dalle predicazioni del pacifico&pacifista Gesù certa gente nel corso dei secoli ha trovato il modo di “dedurre” – ovviamente ad minchiam – stermini di “infedeli”, “eretici” e quant’altro, figuriamoci se nella nostra “parrocchia” non si trova qualcuno che si crede più musulmano del Profeta Maometto, il quale almeno “pacifista” non fu per niente.
        Venendo alle tue citazioni:
        “6. Tra gli uomini vi è chi compra storie ridicole per traviare gli uomini dal sentiero di Allah e burlarsi di esso: quelli avranno un castigo umiliante.7. Quando gli si recitano i Nostri versetti, volge le spalle superbo come se non li avesse sentiti, come se avesse un peso nelle orecchie. Dagli annuncio di un doloroso castigo.” (Corano: 31; 6-7)
        Nella nota alla versione del Corano online che utilizzo io:
        http://www.corano.it/corano_testo/31.htm
        si precisa:
        “L’esegesi classica afferma che i verss. 6 e 7 alludono in particolare ad un coreiscita pagano che faceva di tutto per disturbare i sermoni di Muhammad (pace e benedizioni su di lui) ingaggiando cantastorie e cantanti e ordinando loro di esibirsi nello stesso luogo in cui l’Inviato di Allah parlava alla gente”.
        E’ chiaro – per chi non è un talebano in perfetta malafede, ovviamente – che il buon Allah si riferisce solo a QUALSIASI escamotage utilizzato al solo scopo di impedire alla gente di ascoltare la Parola di Dio, non alla musica, al teatro o alla TV. ma chi è talebano è talebano, non ci si può far niente:-)
        Poi “63. [Allah] disse (a Satana-ndr.): “Vattene! E chiunque di loro ti seguirà, avrà l’Inferno per compenso, abbondante compenso. 64. Seduci con la tua voce quelli che potrai, riunisci contro di loro i tuoi cavalieri e i tuoi fanti, sii loro socio nelle ricchezze e nella progenie, blandiscili con promesse”. Le promesse di Satana non sono altro che inganni.” (Corano: 17; 63-64).
        Anche qui si parla di seduzione satanica mediante la “voce”, mica mediante canti&balli, eh! Ma il talebano resta talebano, cribbio!:-)

        Infine “72. [E sono coloro] che non rendono falsa testimonianza e quando passano nei pressi della futilità, se ne allontanano con dignità;… 75. Per la loro costanza saranno compensati con il livello più alto [del Paradiso] e saranno ricevuti con l’augurio di pace..” (Corano: 25; 72, 75).
        Ecco, appunto, se proprio vogliamo classificare la musica fra le “futilità” di cui parla il buon Allah – ed è già un’acrobazia fantasmagorica talebanesca, visto che il buon Allah non ha mai negato ai Suoi fedeli un uso sano e moderato dei piaceri non dannosi della vita, e non vedo come la musica possa nuocere p.es. come l’alcool o i giochi d’azzardo – uno che volesse seguire le susscritte Direttive di Allah per guadagnarsi un posto in prima fila:-) in Paradiso, ovvero quando passa nei pressi di posti in cui si fa musica volesse – siempre come da susscritte Direttive Divine – “allontanarsene con dignità”, come potrebbe farlo se la musica fosse vietata??!! Vietando la musica i cari talebani impediscono al buon musulmano di mettere in atto la Direttiva Divina e così gli precludono l’ingresso in Paradiso, cribbio! Non credo che Allah gradirebbe tale approccio talebanesco alle Sue Direttive…

        • Tortuga says:

          Eh, caro Ritvan, dovresti andarlo a dire ai tuoi sedicenti correligionari sunniti telematici italiani del forum – ed annesso sito – del moderatore supergalattico che fra le altre cose suggeriscono che l’Islam si pratichi imitando il Profeta nel farsi crescere la barba, usare la mano destra a tavola e dormire sul fianco destro :D , invece di porre in risalto le cose serie.

          A proposito, tu porti la barba?!

        • Ritvan says:

          —Eh, caro Ritvan, dovresti andarlo a dire ai tuoi sedicenti correligionari sunniti telematici italiani del forum – ed annesso sito – del moderatore supergalattico..Tortuga—
          “Sedicenti”??!! Perché li chiami “sedicenti”? Sono sicuramente dei musulmani sunniti e, pertanto, miei correligionari.

          —che fra le altre cose suggeriscono che l’Islam si pratichi imitando il Profeta nel farsi crescere la barba, usare la mano destra a tavola e dormire sul fianco destro,—
          Ah, “suggeriscono”…bene, in democrazia – e l’islam lo trovo molto democratico, non avendo un Papa che intima ai fedeli – ognuno credo sia libero di suggerire quel che gli pare e piace…naturalmente purché tale suggerimento non si configuri come reato dalle leggi del posto. E non mi pare che la barba, l’uso esclusivo della mano destra a tavola ecc., ecc., siano considerati reati dalla legislazione italica.

          —-invece di porre in risalto le cose serie.—-
          E quali sarebbero, secondo te?

          —A proposito, tu porti la barba?!—
          No..e neanche il turbante…e non vado in giro a dorso di cammello…dici che il sullodato “moderatore megagalattico” mi manderebbe all’inferno per non essermi uniformato al “modello Profeta”?:-)

          P.S. Su un altro blog in cui commento c’è anche un musulmano bosniaco trapiantato in Italia, il quale si scaglia – proprio come te – contro i musulmani che discutono sull’uso della mano destra a tavola e quella sinistra al cesso e cose simili…bene, poi, lo stesso tizio auspica l’atomica su Israele…insomma, fra le due posizioni francamente preferisco quella di chi discute sull’uso della mano destra a tavola:-).

        • Tortuga says:

          Ciao Rit e tutti! Ero partita e sono tornata.

          – “Sedicenti”??!! Perché li chiami “sedicenti”? Sono sicuramente dei musulmani sunniti e, pertanto, miei correligionari. – Ritvan –

          Non so, non mi convincono, ma in generale come non mi convincono molti discutitori telematici di religione.

          —-invece di porre in risalto le cose serie.—-
          E quali sarebbero, secondo te? — Ritvan –

          Ad esempio la Zakat in tutti i suoi aspetti.

          — dici che il sullodato “moderatore megagalattico” mi manderebbe all’inferno per non essermi uniformato al “modello Profeta”?:-) – Ritvan –

          Si, penso sicuramente di si ;-)

          — il quale si scaglia – proprio come te – contro i musulmani che discutono sull’uso della mano destra a tavola e quella sinistra al cesso e cose simili — Ritvan –

          Stesse norme religiose si ritrovano nel c.d. induismo (compreso il fianco su cui dormire), sono comuni anche le credenze sulle modalità di concepimento.

          — c’è anche un musulmano… il quale si scaglia… contro i musulmani che discutono sull’uso della mano destra a tavola e quella sinistra al cesso e cose simili…bene, poi, lo stesso tizio auspica l’atomica su Israele…insomma, fra le due posizioni francamente preferisco quella di chi discute sull’uso della mano destra a tavola:-). — Ritvan –

          Ussignur! Beh, preferisco anch’io allora.

  19. Moi says:

    Essendo stato in Repubblica Ceca, a Praga, avevo riconosciuto “U” con locativo, ma soprattutto i diacritici ” ů ” e ” ř ” che si pronunciano rispettivamente come una via di mezzo fra “u” e “o” chiusa [con simpatico “Effetto Ninotchka” :) ;) ] e come “r” siciliana (!) o almeno da macchietta comica siciliana … costituendo coppie minime con i fonemi “u” e “r” di tipo “normale”.

    • Roberto says:

      Moi ho una collega il cui cognome presenta questa combinazione skř …Prova a pronunciarlo senza slogarti la lingua

  20. Moi says:

    Una cosa però NON mi è chiara: gli Slovacchi erano sempre stati i “Fratellastri Poveri”, tant’è che ai tempi della “Cecoslovacchia” erano FiloSovietici sperando di “rifarsi” … però la Slovacchia è “€ntrata n€ll’ €uro” :) prima della Cechia.

    Come mai ?

    • habsburgicus says:

      gli slovacchi ottennero finalmente un VERO federalismo (altro che quello di Bossi :D) proprio dopo l’invasione sovietica, il 1/1/1969 (in realtà anche i dubčekiani erano pronti a dare molto agli slovacchi…ed essi giustamente presero dagli uni e dagli altri :D)
      negli anni di Masaryk-Beneš, autunno 1918-1938 addirittura si sosteneva ufficialmente che gli slovacchi non esistevano, come popolo autonomo….ci sarebbero stati solo i “cecoslovacchi” :D é eterna vergogna della Francia che tale farlocca teoria sia sta fatta propria all’inizio anche dalla “Revue des études slaves” che nei primi numeri osava parlare (spesso) di “lingua cecoslovacca” :D del resto cosa aspettarsi da gente come Ernest Denis, massone fanatico anti-tedesco, anti-asburgico e anti-bulgaro, che nel 1919 sostenne che lo sloveno era un dialetto dello “jugoslavo” e che c’era un unico, eroico, popolo jugoslavo (serbi, croati, sloveni..i musulmani manco erano menzionati !) ?
      nel 1945/1948-1960 gli slovacchi erano riconosciuti come popolo distinto ma tutto il potere stava a Praga
      nei primi anni della Rep. socialista (1960-gen 1968) gli slovacchi ebbero qualche diritto culturale in più, ma Praga continuò ad imperare
      invece dal 1/1/1969 la Rep. soc. slovacca divenne pari alla Rep. soc. ceca e anzi sotto lo slovacco Husák (1969-1987) gli slovacchi ebbero grande potere perfino a Praga…
      non so perché hanno scelto l’euro…si dice che talvolta dormicchia anche Omero, figuriamici gli slovacchi :D
      buona domenica a tutte/tutti

      • habsburgicus says:

        sulla non-adesione all’euro, chapeau alla Cechia e soprattutto al loro presidente Klaus, un uomo serio e un patriota…ne avessimo noi così !

        • habsburgicus says:

          @Moi
          come molto probabilmente sai, uno dei modi semplici per riconoscere se un testo é in ceco o in slovacco (anche per chi non conosce né l’uno né l’altro :D) é vedere se c’é la “ä”, assente in ceco e presente in slovacco, ad esempio in “Svätý”…
          un po’ come per distinguere fra danese/norvegese e svedese basta vedere se c’é la ø e la æ (danese, norvegese) oppure la ö e la ä (svedese) :D
          purtroppo é poi difficile distinguere fra danese e norvegese…per il poco che so forse il norvegese (boksmål..il nynorsk é diversissimo, simile all’islandese) ha più doppie, ma mi é ignoto un sistema semplice e infallibile…a parte conoscere la lingua :D

        • Moi says:

          @ Habsburgicus:

          Nynorsk significa “Nuovo Norvegese”, “Boksmål” significa “Lingua del Libro” … perciò mi sa che è l’inverso.

          °

          Comunque l’ Islandese si riconosce perché ha due rune :

          Ð/ð per “th interdentale sononro inglese” di “father” e Þ/þ per “th interdentale sordo inglese” di “thing” … curiosamente sono le due pronunce “esatte” ;) del Bolognese, ma vengono considerate in Italiano “difetti da correggere” rispeto a quelle non-interdentali del “Toscano” ;) … invece nel Parmense e a “Parma Città Ducale” :) delle “erre storpiate” ;) ne andate fieri, vero Pino ? ;)

          ed è la più arcaizzante delle Lingue Scandinave, le quali mi pare che pur essendo sempre germaniche si differnzino notevolmente da Tedesco e Olandese; sì insomma fra Olandese e Tedesco mi pare che vi sia più “mutua intellegibilità senza studio” che NON singolarmente con il Danese …

        • Moi says:

          @ HABSBURGICUS

          La ” å ” esiste anche in altre lingue Scandinave e Germaniche (Miguel l’aveva segnalata addirittura in un dialetto SudTirolese !) ma è frequentissima in Svedese … inoltre, se usata correttamente nel trascrivere, la ” å ” consente i distinguere il Bolognese da qualsiasi altro dialetto della regione pur non sapendone alcuno ! ;)

        • habsburgicus says:

          per quanto ne so (poco), é il boksmål ad essere simile al danese in quanto sino al XIX secolo era il dano-norvegese che imperava sui libri, donde il nome (esiste anche una variante ancor più danizzata, il riksmål “lingua del Regno” poiché aveva status ufficiale sino al 1917, credo)
          il “nynorsk” si chiama anche “landsmål” (lingua del paese) ed é il (presunto) discendente dell norvegese antico, simile all’islandese, poco danizzato e anche poco usato se non fra i contadini e i pescatori :D
          posso però sbagliarmi…
          ciao !

        • PinoMamet says:

          “… invece nel Parmense e a “Parma Città Ducale” :) delle “erre storpiate” ;) ne andate fieri, vero Pino ? ;)

          Mmm no, non particolarmente, è semplicemente una pronuncia locale, tutto qua.

          Fa eccezione qualche vecchio (specie a Parma) che crede ancora alla favola del “lascito da parte dei francesi”.

          Peraltro, per molti secoli tra le due città rivali, Parma e Piacenza, è stata Piacenza la più cosmopolita e più viva, per varie vicende (traffici intensi con Genova, maggiore vicinanza al milanese, al Piemonte e alla Francia, occupazione spagnola in antitesi ai “legittimi” duchi Farnese ecc.).

          ciao!

        • roberto says:

          se vi interessa potete scaricare da qui un manualetto di 30 pagine per distinguere a colpo d’occhio le lingue dell’UE (eda alcune altre).

          http://bookshop.europa.eu/is-bin/INTERSHOP.enfinity/WFS/EU-Bookshop-Site/en_GB/-/EUR/ViewPublication-Start?PublicationKey=HC3110401

        • PinoMamet says:

          “Ð/ð per “th interdentale sononro inglese” di “father” e Þ/þ per “th interdentale sordo inglese” di “thing” … curiosamente sono le due pronunce “esatte” ;) del Bolognese,”

          questa mi sfugge: a Bologna la t è pronunciata come “þ” e la d come “ð”?
          ma allora, perchè l’inglese “bolognese” usa quella strana pronuncia “ze chèt is on ze teibol”?

          (l’inglese di qua ;) suona “de chèt is on de teibol”) ;)

  21. Moi says:

    A proposito di “Storia Reinventata” VS “Storia Ricostruita”: Ritvan parlava di film su Skanderbeg, ma di film Albanesi ce ne sono già; non ho (ancora) controllato wikipedia, ma dovrebbero (!) essercene almeno uno “prima”, uno “durante” e uno “dopo” Hoxha.

    Quello/(i) del “durante” immagino che sia(no) meno da prendere sul “fedelmente ricostruito”.

  22. Moi says:

    Il più famoso film risulta essere quello del 1954, quindi “nel durante” …

    Tuttavia ho trovato anche un paio di frasi storiche nella wikipedia in Italiano che necessitano contestualizzazione ;) :

    *
    « Non fui io a portarvi la libertà, ma la trovai qui, in mezzo a voi! »
    (Scanderbeg a Dibra, appena tornato in Albania)

    *
    « Io ho lasciato la falsa fede di Maometto e sono ritornato alla vera fede Cristiana »
    (scrive Giorgio Castriota Scanderbeg in una nota a Murad, Sultano Ottomano)

    • Ritvan says:

      —Il più famoso film (su Scanderbeg-ndr.) risulta essere quello del 1954, quindi “nel durante” …Moi—
      Già, è la coproduzione sovietico-albanese di cui parlavo io nei commenti dell’altro post:-). Non mi risultano film su Scanderbeg “prima”…a meno che non ci sia qualche film muto dei fratelli Lumiere!:-) E quello “dopo” è solo un documentario.

      —-Tuttavia ho trovato anche un paio di frasi storiche nella wikipedia in Italiano che necessitano contestualizzazione :« Non fui io a portarvi la libertà, ma la trovai qui, in mezzo a voi! » (Scanderbeg a Dibra, appena tornato in Albania)—
      Sì, già citato da me:-) peraltro: che “contestualizzazione” vorresti? Ha detto solo una sacrosanta verità: come già spiegato, le rivolte antiturche degli albanesi mica cominciano con Scanderbeg, eh!

      —« Io ho lasciato la falsa fede di Maometto e sono ritornato alla vera fede Cristiana » (scrive Giorgio Castriota Scanderbeg in una nota a Murad, Sultano Ottomano)—
      Anche questa una verità storica: mica poteva fare il Capo della Coalizione dei principi CRISTIANI albanesi restando musulmano, cribbio! Per parafrasare un suo “collega” francese di un po’ di tempo dopo “L’Albania valeva bene una messa”, cribbio!

      • Mauricius Tarvisii says:

        Libertà, per esempio, è un termine che vuol dire tutto e niente.
        Libertà per noi è una cosa, nel XIV secolo un’altra e ben diversa (un concetto più simile a quello di “privilegio”).

        • Mauricius Tarvisii says:

          XV, pardon

        • Ritvan says:

          —-Libertà, per esempio, è un termine che vuol dire tutto e niente. Libertà per noi è una cosa, nel XV secolo un’altra e ben diversa (un concetto più simile a quello di “privilegio”). Mauricius Tarvisii—-

          Certo, anche nell’Albania del XV secolo i signori feudali mica venivano eletti ogni tot anni mediante suffragio universale, cribbio!:-) E mica i villici potevano andare liberamente a manifestare sotto le mura di Kruja, innalzando cartelli con susscritto “Kastrioti ci avete rotti!”:-). Però, detto ciò, bisogna concordare col buon Einstein, il quale sosteneva che tutto è relativo. Nel senso che nobiltà a parte – le cui ragioni per opporsi all’invasione ottomana sono comprensibilissime – anche i villici albanesi sostennero con convinzione l’insurrezione antiturca, poiché sapevano che la libertà di cui godevano sotto i principi albanesi era infinitamente superiore a quella che avrebbero goduto sotto il regime dei “timar” ottomani.

  23. Moi says:

    @ Habsburgicus

    Inoltre la ” ů ” di “Karlův Most” :) in Slovacco manca, no ?

  24. Moi says:

    @ Habsburgicus :

    Ma la Germania “del Ricordo Illecito” :) , quella dall’ Oder al Memel … era una realtà bilingue Tedesco-Polacco, no ?

    Inoltre, città della Cechia come “Plzeň” e “(České) Budějovice” sonofuori dal Paese pochissimo note con quei nomi, ma (!)”birristicamente” ;) sono invece notissime con gli aggettivi tedeschi di cittadinanza di “Pilsner” e “Budweiser” … come mai ?

    • habsburgicus says:

      credo per il fatto che sino al 1918 ( e per certi versi sino al 1945) TUTTI, dovunque, le conoscevano con il nome tedesco…
      un po’ come i nomi romeni delle città transilvane non hanno alcun valore se uno legge libri, anche dotti, pubblicati prima del 1918 (e in Italia/Germania prima del 1945)..si parla sempre di Kronstadt, Hermannstadt, Klausenburg o, al massimo, si usavano le forme ungheresi Brassó, Nagyszeben, Kolozsvár (ma non prima di fine ‘800..in precedenza si diceva spesso pure Ofen, che é la magiarissima Buda :D)
      ciao

      P.S
      sulla ů hai pienamente ragione, in slovacco manca
      lo slovacco venne codificato per la 1° volta dal cattolico Bernolák nel 1790 sulla bae dei dialetti slovacchi occidentai più vicini al ceco, ma non ebbe successo
      nel 1846 l’anti-asburgico L’udovít Štúr lo codificò sulla base dei dialetti centrali, più lontani dal ceco (quelli orientali sono già simili al ruteno, o rusyn, di Transcarpazia una variante dell’ucraino scritto all’epoca ancora in cirillico antico, che nel 1995, scatenando le ire di Kyïv è stato riconosciuto in Slovacchia come “lingua slava autonoma” seguendo il precedente della Vojvodina jugoslava e ora serba, dove un’altra variante di rusyn, ancora più slovacchizzata, ha status ufficiale insieme a serbo, croato, ungherese, romeno e slovacco) e ne fissò l’ortografia; da allora esiste lo slovacco “letterario”

      • habsburgicus says:

        Ma la Germania “del Ricordo Illecito” , quella dall’ Oder al Memel … era una realtà bilingue Tedesco-Polacco, no ?

        dipende dalle province
        Brandenburgo orientale (il resto é ancora tedesco oggi): monolingue tedesco
        Pomerania (Pommern): tedesco (nell’est anche kasciubo e slovinzo una variante del kasciubo o forse del polacco..i filologi discutevano animatamente su questo ad inizio XX secolo :D)
        Prussia orientale: tedesco (un po’ di lituano a Memel e Gumbinnen) e un po’ di dialetti polacco-mazuri nel sud, ma solo a livello parlato
        Slesia: monolingue tedesco in quella centrale e occidentale; anche polacco in quella orientale (poco usato nello scritto almeno sino agli anni 1890′)
        Prussia occidentale: tedesco dominante; usato anche il polacco ma senza status ufficiale
        Posnania: perfetto bilinguismo sino al 1830 o anche 1848; poi il tedesco prende piede, ma scaccia dal ruolo ufficiale il polacco definitivamente solo nel 1896; comunque ancora nel 1914 la Posnania poteva dirsi bilingue, pur nella predominanza del tedesco
        i deputati polacchi al Reichstag erano eletti in Posnania e Prussia occidentale, solo raramente in Slesia (e in epoca tarda), praticamente mai in Prussia orientale (dove talora fu eletto un lituano)
        rammentiamoci che dal 1864 al 1904 quando la Russia vietò l’uso dell’alfabeto latino per il litiano (e cercò di imporre tre tipi di cirillico, uno più fallimentare dell’altro :D) era la Prussia orientale il cuore del lituanesimo, dove si stampavano libri in lettere latine che poi si contrabbandavano in Lituania russa !
        un ruolo simile di rifugio lo ebbe, per poco, nel 1944-1945 accogliemdo i lituani che sfuggivano al bolscevismo prima di essere travolta essa stessa nel gennaio 1945

    • roberto says:

      sono invece notissime con gli aggettivi tedeschi di cittadinanza di “Pilsner” e “Budweiser” … come mai

      non so per pilsner, ma per la budweiser budvar un elemento da prendere in considerazione è che la birreria è stata fondata da tedeschi che quindi avevano chiamato la loro birreria in tedesco “budweiser burgerbräu”.

  25. mirkhond says:

    “negli anni di Masaryk-Beneš, autunno 1918-1938 addirittura si sosteneva ufficialmente che gli slovacchi non esistevano, come popolo autonomo….ci sarebbero stati solo i “cecoslovacchi” :D é eterna vergogna della Francia che tale farlocca teoria sia sta fatta propria all’inizio anche dalla “Revue des études slaves” che nei primi numeri osava parlare (spesso) di “lingua cecoslovacca” :D”

    Nel romanzo di Sartre, Il Rinvio, ambientato nella settimana degli Accordi di Monaco, il 23-30 settembre 1938, due tra i protagonisti del romanzo, i maestri di scuola e coniugi Milan e Anna, abitanti nella cittadina di Pravnitz, nei Sudeti a maggioranza tedesca, quando ascoltano l’appello dei loro leaders alla mobilitazione generale, fatto in Ceco, Tedesco e Slovacco, da Cechi capiscono (e parlano) BENISSIMO il Tedesco, ma quando ascoltano lo Slovacco, NON CAPISCONO UNA PAROLA e gli appare una lingua STRANIERA!
    Ed erano i maestri della scuola del villaggio, ed erano, soprattutto Milan, ardenti patrioti “cecoslovacchi” e sempre Milan odiava a morte i suoi vicini di casa TEDESCHI, gli Jägerschmitt scappati alcuni giorni prima nel reich, e ritornati vittoriosi insieme ad altri concittadini tedeschi con fanfare e bandieroni nazisti..
    Ah, infine Sartre, alla conclusione del suo romanzo (scritto DOPO la seconda guerra mondiale), considera l’abbandono della Cecoslovacchia da parte di Francia e Inghilterra a Monaco, come un DELITTO….
    ciao!

    • habsburgicus says:

      le disposizioni territoriali di Monaco e il successivo arbitrato di Vienna del 2/11/1938 (di cui noi fummo magna pars) furono fra le cose più GIUSTE fatte dal 1918 al 1945 (e anche dopo :D)
      se nel 1919 avessero fatto così (e in più avessero lasciato Danzica ai tedeschi) MAI Hitler sarebbe giunto al potere e si sarebbe evitato il secondo tremendo conflitto anti-europeo
      ciao !

      • mirkhond says:

        Sono in parte d’accordo, ma credo che nel 1938-1945, nonostante che la Boemia fosse stata per secoli parte del mondo tedesco e poi austriaco, ormai il nazionalismo ceco era troppo radicato e non credo che la dominazione nazista tra il marzo 1939 e il maggio 1945, sia stata molto gradita dai Cechi…
        Penso al villaggio di Lidice/Liditz, distrutto dai Nazisti il 10-12 giugno 1942, come rappresaglia per l’assassinio del governatore Heydrich da parte di due partigiani Cechi.
        E Heydrich era convinto di poter germanizzare almeno il 60% dei Cechi….
        ciao!

        • habsburgicus says:

          infatti io detto Monaco e arb. Vienna (1938) e NON marzo 1939 (fine indipendenza ceca..anche se inizio di quella slovacca, della serie mors tua vita mea :D)
          hai equivocato… :D
          in altre parole volevo dire che nel 1919 i vincitori avrebbero dovuto dare ai cechi (che hanno anch’essi diritto di vivere liberi, ci mancherebbe :D) i confini di Monaco, giusti e sacrosanti e agli slovacchi i confini del 2/11/1938 (forse il massimo della giustizia, sia per gli slovacchi che per i magiari :D tenendo conto che in Europa orientale fissare una linea etnica perfetta é impossibile)…restava ancora il problema dell’unione fra Cechia (nei confini di Monaco) e Slovacchia (nei confini di Vienna)….la soluzione migliore sarebbe stato un plebiscito serio per lasciar decidere a loro in tutta libertà, ma forse la nascita sin dal 1919 di uno Stato Ceco e di una Stato Slovacco (nei confini anzidetti) sarebbe stato meglio…il resto della Rutenia subcarpatica (Užhorod/Ungvár e Mukačiv/Munkács furono già assegnate a Budapest il 2/11/1938) avrebbe dovuto passare agli ungheresi, ma con autonomia garantita internazionalmente (sennò i magiari mica la davano..e infatti nel 1939-1944 la promisero vagamente ma non la diedero !)
          é chiaro che i Sudeti e l’Austria avrebbero dovuto avere l’opzione, se lo desideravano, di unirsi al Reich (oppure, seconda scelta, di formare un’Austria più grande)
          ciao, buona notte !

  26. mirkhond says:

    Sartre è Jean Paul Sartre, per completezza

  27. mirkhond says:

    Per Habsburgicus

    Sono d’accordo con te, anche se, a mio parere era meglio se l’Austria-Ungheria o meglio Austria e Ungheria separate, magari con sovrani della stessa famiglia asburgica, ma separate e del tutto indipendenti, fossero sopravvissute.
    Ma purtroppo, c’era stata una guerra e chi perde paga, solo che i vincitori, a partire dalla capra sesquipedale Wilson hanno fatto le cose ad capocchiam, creando le premesse del nazismo e del suicidio dell’Europa….
    Fin dalle scuole medie ritenevo che fosse stata un’ingiustizia assegnare mezzo Tirolo all’Italia, con tutti i problemi che ne derivarono. Almeno facevano un plebiscito come nel Burgenland ungherese, che, nel 1920, decise di andare coll’Austria, così come per la Carinzia, seppur al 40% slovenofona!
    Rapallo, nel novembre 1920, ridimensionò gli appetiti italiani in Dalmazia, pur con alcuni errori, e del resto lo stesso Mussolini nel 1915-1916 riteneva che l’Italia dovesse prendersi quelle (scarse) aree dalmate più italiane e lasciare tutto il resto che, avrebbe comportato solo grane (in questo stranamente, almeno per l’epoca, concorde col suo avversario Gaetano Salvemini).
    In sostanza in aree delicate e abitate da genti bi o trilingui, ma che dal XIX secolo avevano “riscoperto” forti identità “nazionali”, coesistere negli STESSI TERRITORI, era diventato difficilissimo, ma i disastri e gli orrori del XX secolo, se ci possono insegnare qualcosa, ci dicono che in questa vastissima area tra Baltico, Danubio, Carpazi, Mar Nero e Mar Adriatico, i popoli sono “condannati” a stare insieme, pena gli odii genocidi reciproci, come visto negli anni ’90….
    ciao!

    • Mauricius Tarvisii says:

      “Fin dalle scuole medie ritenevo che fosse stata un’ingiustizia assegnare mezzo Tirolo all’Italia, con tutti i problemi che ne derivarono”
      Fu una grande idiozia, che ha creato danni irreversibili (soprattutto perché Mussolini volle impiantare laggiù migliaia di italiani, rendendo impossibile un’indipendenza successiva) e che continua a costarci un mare di denaro…

  28. mirkhond says:

    I nazional-irredentisti italiani giustificavano (e giustificano tuttora nei loro siti) che l’annessione del Sud-Tirolo e della Venezia Giulia all’Italia, non solo perché portavano a compimento il confine geografico dell’Italia, ma anche perché i suddetti Sud-Tirolo e (parte) della Venezia Giulia interna ERANO STATI paesi ladinofoni nel Medioevo (nella Venezia Giulia pare che vi fossero comunità ladinofone fino al XV-XVI ad Idria, e forse fino agli inizi del XIX secolo sul Monte Nevoso, sempre se questi dati sono attendibili).
    Cioè in sostanza la stessa politica che portò la Serbia a conquistare il Kosovo ottomano nel 1912-1913 inaugurandovi una sanguinosa e (fortunatamente) fallita politica di “riserbizzazione” della popolazione MAGGIORITARIA albanese, in quanto tra XII e XVII secolo, il Kosovo era stato un paese a maggioranza serba!

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma ancora la Venezia Giulia un senso ce lo aveva, è l’Alto Adige che c’entra(va) con l’Italia come la Manciuria :-D

  29. Moi says:

    “Ð/ð per “th interdentale sononro inglese” di “father” e Þ/þ per “th interdentale sordo inglese” di “thing” … curiosamente sono le due pronunce “esatte” del Bolognese,”

    questa mi sfugge: a Bologna la t è pronunciata come “þ” e la d come “ð”?
    ma allora, perchè l’inglese “bolognese” usa quella strana pronuncia “ze chèt is on ze teibol”?

    (l’inglese di qua suona “de chèt is on de teibol”)

    PINO
    ———

    NO, scusa ma … credevo fosse chiaro ! NON la “t” e la “d” ma la “z sorda” e “z sonora” vengono pronunciate in dialetto come le due rune islandesi ! la ” z’ ” di “z’àint” (100, “cento”) è pronunciata come “þ” e la ” ż ” di “żàint” (“gente”) come “ð … ovvero interdentalmente.

    C’è anche la canzone dei “Gem Boy” :

    http://www.youtube.com/watch?v=eC88T1BBLIk

    Inotre esiste il curioso termine “Al Ssalèti” per indicare qualcuno con “S” più a strascico del “normale” …

    Infine, sì: la pronuncia anglobolognese ;) è “że chèt is on że téibol” [ho messo pure il puntino diacritico di Daniele Vitali] NON “de chèt is on de téibol” … ma pronunciata da un buon dialettofono petroniano e dintorni è paradossalemente “meno peggio” che pronunciata da un buon italofono !

    • PinoMamet says:

      Non conoscevo la canzone :D

      devo dire, che mutatis mutandis, mi ci riconosco ;)

      immaginati nel video tutte le parole con la Z sostituite da altrettante con l’ancora più onnipresente R, e avrai la rappresentazione fedele del mio incubo…

      “che R che hai, si sente che ce l’hai, sei di Parma vero?” è una delle frasi che odio di più al mondo, superata solo da:
      “si mangia bene vero lì da voi, il prosciutto il formaggio il culatello i cappelletti…”
      (tutte cose che non ho mai mangiato e che mi schifano profondamente…)
      ;)

      PS
      quando canto in greco, in spagnolo o in napoletano, ho una R assolutamente normale! In italiano, dipende…

      • PinoMamet says:

        In compenso quando canto in francese (in realtà del tutto casualmente e alla cazzo!) i non fidentinofoni mi dicono “ma dai, fai anche la pronuncia parigina!” che fa anche figo…
        ;)

  30. Moi says:

    @ Roberto :

    Gran bel manualettto, “drastico” ma efficace ! Scaricato il pdf … “a busso” ! ;)

    • Moi says:

      Sarebbe bello una cosa analoga anche per i dialetti italici … ;)

      Infatti è interessante ritrovare in Bolognese un fonema “scandinavo continentale” (“a con pallino”), in Siciliano un fonema peculiare del Ceco (“erre con pipetta”), in Ferrarese e in Veneto un fonema peculiare del Polacco (“elle con barretta”) ecc …

    • roberto says:

      devo ritrovarti un link segnalatomi una volta mia moglie che ti porta ad una pagina che aiuta a riconoscere le lingue ufficiali UE ascoltandone due battute (signore e signori, stimati colleghi, ringrazio il presidente, ecc. )

      anche se in genere nelle riunioni tutti si presentano e tutti sanno chi è chi, per gli interpreti rischia sempre di essere un grosso casino: immagina un bulgaro che in una riunione inizia a parlare senza dire appunto che è bulgaro. gli interpreti che non sanno il bulgaro devono rapidissimamente capire
      1. che lingua è (certo lingua slava ma per un orecchio non allenato alle lingue slave distinguere bulgaro da polacco o slovacco non è immediato, o immagina estone e finlandese)
      2. piazzarsi sulla cabina giusta per prendere il relai

      • roberto says:

        niente da fare il link porta ad una pagina intranet alla quale non si puo’ accedere dall’esterno
        :-(

  31. Moi says:

    ” ðe kèt iṡ on ðe téibol” ;)

  32. Moi says:

    Nel post di commenti chiusi sono stato tirato in ballo e non ho potuto replicare: lo faccio qui, tanto parlando di Praga siamo sempre in tema “slavi”:-):-) no?

    RITVAN

    ———————

    Puoi dirlo forte ! :) ;) :) ;)

    Nell’ ultimo American Sboron Movie con tutti quei Super Signori di Mezz’Età :) :)
    “The Expenables II” / “I Mercenari II” gli Albanesi (!) schiavizzati da Van Damme (che era da almeno 25 anni che non faceva più il Cattivo !) vengono definiti dall’ Esperta SinoAmericana come parlanti “Un incrocio fra Bulgaro e Ucraìno” [sic] e sono di religione CristianoOrtodossa … a meno che proprio-proprio non siano una minoranza di Macedoni / Montenegrini (anche perchè le scritte in giro sono cirilliche !) o giù di lì … c’è qualche frase in lingua locale con sottotitoli, se vedi il film almeno tu puoi capire se è “Albanese Veramente Vero” :)

    Si parla (in sovrimpressione sullo schermo) di una montagna Albanese di cui non ricordo il nome … provo a cercarlo.

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