Giornalismo alla burchia

Catrafuse – un italiano decisamente controcorrente visto che ha deciso di andare a vivere in Romania, e non per fare delocalizzazione aziendale – oggi dedica un divertente post a Elmar Burchia, un fantastico esemplare di giornalista che il Corriere della Sera paga per inventare bufale e copincollare testi di blogger, ovviamente senza ringraziare nessuno.

Ma la cosa più bella è che Catrafuse ha scoperto il senso del termine burchia in italiano. Ci impegniamo solennemente a far rivivere questa parola.

Il Vocabolario della Lingua Italiana dell’abate Manuzzi (Firenze 1833) infatti ci rivela quanto segue:

 

La burchia, da cui deriva poi il genere poetico, carico di doppi sensi, noto come sonnetti alla burchia, pare che indicasse un piccolo vascello su cui i pirati erano soliti ammucchiare a caso la refurtiva mentre si apprestavano a una precipitosa fuga:

«S’io avessi una fromba,
diss’io – lasconaccia vadinera,
i’ ti farei col cavolo stasera.»

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31 Responses to Giornalismo alla burchia

  1. Leo says:

    Ecco perchè il Burchiello da Padova a Venezia si chiama così !!! Fanno dei prezzi che sono un furto !!

  2. Francesco says:

    come , come, come si fa a ottenere il posto di Elmar? ci vuole un nome da scarpone da sci? e un cognome da abate seicentesco?

    chi, chi, chi può averlo assunto? possiamo almeno immaginare le atroci e umilianti pratiche SM a cui lo ha sottoposto per lunghissimo tempo?

    PS se non fosse che anche lì era uguale, mi verrebbe voglia di farmi comunista, a vedere simili esiti della libertà

  3. GroG! says:

    GroG!
    Crear dos, tres, muchos Burchia!
    Mas son mentirosos y fantasista menos el pueblo ci confidensia porva vaca!
    GroG!
    P.S.
    Vorrei l’indirizzo della signora di Monaco …

    • Francesco says:

      >> Mas son mentirosos y fantasista menos el pueblo ci confidensia

      Ella non conosce la natura del popolo, ben traviato dai pessimi maestri.

      • GroG! says:

        GroG!
        GroG è un ELLO e non un ELLA
        GroG!

        • Moi says:

          Ebbene, “Ello”, signor Grog, ci scherza ma … fino a fine ‘800 era in uso nelle campagne del Bolognese la locuzione gentile “Ló” per un uomo, con tanto di koinéizzazione italiana in “Lui” per un uomo, specularmente a “Lî” per una donna, con tanto di koinéizzazione italiana in “Lei”.
          Nel dialetto “intramurario”, come direbbe Daniele Vitali, invece vigeva un indistinto “Vó” , italokoinéizzato in “Voi”.

          Tuttavia, stando all’ opera “minore” di Giovannino Guareschi “Vita con Giò”, nelle campagne dell’ ex Ducato di Parma “dare del Lui a un uomo e del Lei a una donna di poca o nessuna confidenza” è rimasto almeno fino agli anni ’60 !

          … Pino, e adesso invece ?

        • PinoMamet says:

          In dialetto si usa normalmente “lui” per uomo, e “lei” per donna, come forma di cortesia
          (“lu al m’ha da dir ‘sa vriss..” = “lei (uomo) mi deve dire cosa vorrebbe…”)

          come dimostrativo di usa invece “lui-lì”, anzi, “lì-lui” e “lì-lei” (“lilù” e “lilè”) che poi sono la variante più “distante” di “colui” e “colei”
          (nel senso che colui è vicino, lilui è lontano…)

        • PinoMamet says:

          Dimenticavo infatto che c’è anche “qui-lui”, chilù.

          ciao!

        • Moi says:

          I dimostrativi sono più o meno gli stessi , cambia praticamente solo il fatto che in luogo di “ù” c’ è una “o chiusa” e in lugo di “‘ì” una “é” chiusa … quel che mi interessava era la conferma della “sopravvivenza” di “Lui” per un uomo e “Lei” per una donna.

          Ma a anche a Parma Città Ducale :-) funzia così ?

        • PinoMamet says:

          Sì anche a Parma
          (ma il parmigiano di città lo parlava solo mia nonna, anzi non lo parlava perchè non le piaceva… il resto della famiglia ha un dialetto bastardo come le nostre origini, ma capisco il fidentino moderno- diverso dal borghigiano classico ;) – e anche il parmigiano di città… però quest’ultimo è ancora più raro da sentire, unasettimana fa mi sono stupito nel sentire due vecchi parlare in vero dialetto parmigiano- variante dell’Oltrettorrente, l’unica teoricamente viva- in mezzo alla solita folla di varia origine).

  4. Il problema non è Burchia, non è neanche il Corsera quando lo paga.
    Il problema è perché il Corsera abbia i soldi per pagare uno come Burchia; senza dimenticare uno come De Bortoli.

  5. luka says:

    eggià, l’INVIDIA, brutta bestia,
    se vuoi lodare una persona, criticala; se vuoi criticarla, coprila d’elogi.!

  6. catrafuse says:

    Onorato della citazione. Al di là delle burchiate, sarebbe anche interessante capire le categorie antropologiche usate nelle statistiche del Census Bureau degli USA.

  7. Per Luka

    “eggià, l’INVIDIA, brutta bestia,”

    Io gli invidio solo lo stipendio, non il lavoro.

    • GroG! says:

      GroG!
      Io invece gli invidio anche il lavoro!
      Ma ti rendi conto delle favolose balle che si possono raccontare?!
      [Gatto inghiotte scolapasta, salvato in extremis da eroico veterinario]
      [Bersani ha un rapporto gay passivo con Grillo]
      [Scoperto un marziano tra i tecnici del governo Monti]
      [Ritrovamento di giornalista onesto nel permafrost siberiano]
      GroG!

      • mirkhond says:

        [Scoperto un marziano tra i tecnici del governo Monti]

        Nel governo Monti non so, ma osservando Mario Draghi comincio a ritenere fededegna l’esistenza dei rettiliani….

  8. Per Catrafuse

    “sarebbe anche interessante capire le categorie antropologiche usate nelle statistiche del Census Bureau degli USA.”

    Sorprendentemente, non dovrebbe essere una burchiata.

    Gli statunitensi ci tengono terribilmente a venire censiti per etnia, ovviamente autocertificata; ed è vero che da quelle parti c’è l’usanza burchiana di usare la parola ethnic per indicare quei popoli che ci tengono alle proprie origini non anglosassoni: in passato, indicava ad esempio i polacchi o gli italiani, oggi i “non bianchi” in generale.

    • Moi says:

      In questo senso di “ethnic” (“non-bianchi”) il Nord Africa e il Medio Oriente sono “borderline”, no Miguel ?

      Il fatto di essere considerati “non proprio white-white” :-) in USA ha sempre sorpreso i Profughi Dissidenti dell’ Iran Khomeinista, questo è noto !

      • PinoMamet says:

        Moi
        Miguel ne saprà più di me, ma mi sa che nord-africani e medio-orientali sono “ethnic” in piano, mentre non sono proprio white-white;
        il che, oltre che i profughi iraniani, ha sempre stupito molto anche me!

        • Moi says:

          “in pieno” ?

        • Moi says:

          Be’però perfino su Stormfront mi pare che dicano che gli Iraniabi sarebbero (!) “più bianchi” senza quei presunti (!) “beduinacci col cencio nero in testa e la barbazza” … nel merito, se proprio, Khomeini era “bianchissimo” d’aspetto fisico, mentre Ahmadinejad “de visu” mi sa di “Indopakistano o giù di lì”, boh!

        • Moi says:

          Cmq almeno ai Turchi concederanno di essere “borderline”, no ?

    • Moi says:

      Sono queste paranoie razzistoidi che mi fanno apprezzare quei “Fasci” come il Puccioni che … l’ etnìa, la cultura, la religione e la “razza” avranno pure la loro “gerarchia”, ma sono assolutamente secondarie : prima di tutto viene il Dualismo Veri Uomini Che Fanno a Botte VS Checche Borghesi Che Fanno la Denunzia ! :-) ;-)

      • PinoMamet says:

        Non è che sia un esegeta di Puccioni, ma lo trovo molto lontano dallo spirito delle arti marziali orientali, comunque.
        Ma non esuliamo!

        • Moi says:

          Ma infatti mi sembra che “quelli lì” se la tirino più che altro da Eredi Naturali dei Gladiatori, ma non esuliamo. E’ solo che un fattore “comportamentale” non ha quel determinismo aprioristico di un fattore “razzialista, che è diverso da razzista”, come direbbe Daouda.

          Lo intendevo come “meno peggio”, non come “meglio” … ma non esuliamo.

        • PinoMamet says:

          No ho capito il tuo discorso, era solo una nota a parte, che non c’entrava.
          ;)

  9. Moi says:

    Il punto era:

    “Gli statunitensi ci tengono terribilmente a venire censiti per etnia, ovviamente autocertificata; ed è vero che da quelle parti c’è l’usanza burchiana di usare la parola ethnic per indicare quei popoli che ci tengono alle proprie origini non anglosassoni: in passato, indicava ad esempio i polacchi o gli italiani, oggi i “non bianchi” in generale.”

    … paranoici e pericolosi.

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