Santi, palloncini e tanta Legalità

I rituali con cui ci si assicura la fedeltà al grande dispositivo contemporaneo,  sono sempre affascinanti.

Prendiamo uno spettacolo che si chiama la Nave della Legalità (poi le navi sono due, ma al singolare suona meglio).

E’ una di quelle cose che non puoi dirgli di no, nel senso che anche i direttori delle banche che devono il loro salvataggio agli investimenti dei narcotrafficanti sono d’accordo che l’Illegalità vada condannata con fermezza; e qualunque politico mafioso farebbe carte false pur di farsi fotografare accanto a queste navi.

Le due navi sono state ribattezzate Paolo e Giovanni (i nomi veri sono Snav Toscana, “una nave traghetto di lusso“, e Snav Sardegna), e portano degli enormi ritratti degli omonimi santi laici, martirizzati vent’anni fa. A questo giro, non c’è San Luigi Calabresi, che guarisce invece dall’eversione.

Alla partenza,

“Ci sono e prendono la parola il comandante del porto di Napoli, Domenico Picone; il presidente dell’autorità portuale Luciano D’Assatti; l’assessore provinciale Marco Di Stefano; i sottosegretari Marco Rossi Doria ed Elena Ugolini; l’assessore regionale Caterina Miraglia; il direttore scolastico regionale Diego Bouché, il prefetto Andrea De Martino. A guidare i ragazzi don Luigi Ciotti, di Libera”

che sono sicuro, avrete tutti una gran voglia di sentire cosa hanno detto. Peggio per voi, non siete stati scelti per esserci.

Ad ascoltare i suddetti, nonché a dimenarsi sulle navi, una masnada di 2500 adolescenti armati di ipod e cappellini bianchi, vincitori del concorso ““Capaci vent’anni dopo. Etica, ruolo e valore della memoria”: sospetto che l’originalità del pensiero non sia il modo migliore per assicurarsi un posto nella gita.

Le spese di viaggio fino a Civitavecchia e Napoli, i porti da cui sono salpate le due navi, saranno “a carico delle scuole“, per cui si presume che il viaggio in nave sia tutto a carico della collettività: si può tagliare sul personale, ma non sul rituale.

“Al momento dell’imbarco, ogni partecipante riceverà un laccetto di un colore diverso che identifica la destinazione in una delle piazze di Palermo. A seguito dello sbarco, ogni scuola sarà divisa in base al colore del laccetto e accompagnata in una delle piazze di Palermo in cui saranno allestiti i “Villaggi della legalità” coordinati dalle scuole palermitane. Si dirigeranno nell’Aula Bunker dell’Istituto Penitenziario “Ucciardone” esclusivamente le scuole a cui sarà stato precedentemente comunicato.

Ore 16.00 partenza dei due cortei animati delle scuole partecipanti lungo le strade di Palermo per testimoniare l’unione e la vicinanza dei ragazzi di tutto il resto d’Italia ai ragazzi siciliani nel ricordare la figura del giudice Falcone e per testimoniare il desiderio di contrastare la criminalità organizzata.

Ore 17.58 in punto la Polizia di Stato suonerà il Silenzio commemorativo del ventesimo anniversario della strage di Capaci.”

E poi, colpo decisivo alla Mafia:

“Ore 20.40 La Partita del Cuore Nazionale Italiana Magistrati VS Nazionale Italiana Cantanti, in diretta su Rai 1.”

Fuori programma, per il divertimento dei più piccoli, sono arrivati anche Mario Monti e Giorgio Napolitano; e a ricordarci che il dispositivo è unico, il sito di Repubblica ci informa:

9,36 – Fbi a Palermo. C’è anche una folta rappresentanza dell’Fbi americana alle commemorazioni del ventennale della strage di Capaci che si terranno nell’aula bunker del carcere Ucciardone. Il giudice Falcone viene ricordato anche sul sito della Federal Bureau of investigation.

Barbie per le bambine ruandesi, proiettili per gli afghani e legalità per i meridionali, il Cuore d’Italia è tutta una spedizione, dai tempi dei Mille.

Ora, con i palloncini made in China e offerti dalle Istituzioni, ci hanno disegnato anche tante walsche Fåhnen, che da Mussolini a Bersani, non mancano mai:

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52 Responses to Santi, palloncini e tanta Legalità

  1. PinoMamet says:

    Avrebbero dovuto far comandare una delle navi all’ammiraglio che ha cazziato Schettino, così facevano il pieno di “simboli”.

    • GroG! says:

      GroG!
      E poi si lamentano se gli fischiano l’inno nazionale allo stadio…..
      Gli và già bene se non assalgono le tribune e giustiziano i politici ( e i giornalisti) in campo.
      GroG!
      Sempre detto che i Napoletani sono sin troppo civili e tolleranti!
      GroG!

      • PinoMamet says:

        :)

        Una curiosità: ma GroG cosa sta a significare? scusa l’ignoranza

        • GroG! says:

          GroG!
          Cavernicolo, personaggio del favoloso “Linus” anni 60/70, mentre gli intellettuali cavernicoli discutevano delle questioni filosofiche più sottili il suo provvidenziale intervento poneva fine alle dotte dissertazioni a colpi di clava.
          GroG!

        • Ritvan says:

          —GroG!Cavernicolo, personaggio del favoloso “Linus” anni 60/70, mentre gli intellettuali cavernicoli discutevano delle questioni filosofiche più sottili il suo provvidenziale intervento poneva fine alle dotte dissertazioni a colpi di clava.—

          Per caso lontano parente:-) di un certo “Marziano” che un po’ di tempo fa qui “poneva fine alle dotte dissertazioni” a colpi di… vetrificazione BZAZZZ?!:-)

        • Francesco says:

          per la cronaca, di solito Grog risolveva i dabattiti con un mega-ruttone che ribaltava gli altri cavernicoli più evoluti (GROG! appunto)

          e i fulmini dal cielo facevano ZOT

          PS il 90% di quello che so del mondo l’ho imparato da BC, Wizard of Oz e Bristow

      • GroG! says:

        GroG!
        Bzazzzzz!
        GroG!

  2. mirkhond says:

    Pino, a proposito, come stai? Come va la situazione da voi?
    I tiggì parlano di ingenti danni al vostro patrimonio zootecnico, aziende agricole collassate, abitazioni e monumenti di grande valore storico, diroccati, gente che dorme in tenda….
    Moi, Z e da voi come va? Come state?

    • PinoMamet says:

      Qui direi tutto bene, al massimo qualche crepa da controllare e i soliti esagerati da social network che ogni due minuti sentono una scossa e aiuto aiuto, sfollati non me ne risultano…
      non so dalle parti di Z. e Moi

      ciao!!

    • Moi says:

      Bene grazie … ognitanto “qualcosina” si sente, sperando che finisca.

  3. Se qualcuno uccide una ragazzina a Brindisi per motivi ignoti, Giorgio Napolitano, che non è una ragazzina e non abita a Brindisi, non si lascerà intimidire:

    12,50 – Napolitano, “Non ci faremo intimidire”. “Non ci facemmo intimidire, non lasciammo seminare paura e terrore nè nel ’92 nè in altre dure stagioni sconvolgenti; tantomeno cederemo ora”. Lo ha garantito Giorgio Napolitano riferendosi ai recenti attacchi terroristici e ai rigurgiti mafiosi.

  4. Dal palco, Claudio Baglioni minaccia di “spaccare il mondo in due” e “sputare il nocciolo”.

    Non viene arrestato, fa solo parte del testo della canzone che ha cantato.http://angolotesti.leonardo.it/P/testi_canzoni_police_874/testo_canzone_noi_no_28169.html

  5. Claudio Baglioni spiega,

    “Noi artisti non siamo dei veri soldati, ma possiamo suonare le trombe per dare la carica”.”

    La prossima volta che vedete un uomo di mezza età che traffica vicino a un bidone dei rifiuti, caricatelo cantando qualche canzone di Baglioni.

  6. Dal “palco della legalità”alcune tra le musiche sono One degli U2, “Caro amico ti scrivo” di Lucio Dalla, “Tu da che parte stai”, danze afro, un coro scandisce “mentre gli uomini passano le idee restano” parole pronunciate da Falcone e rimaste nella memoria, e l’inno nazionale eseguito dal coro di Centuripe.

    Non ho capito se Tu da che parte stai sia questa qui di Celentano:

    “Excusmi, vuoi dirmi da che parte stai.
    Mi stringi e mi baci con ardor ma sento che dentro nei pensieri tuoi c’è un altro che ti stringe al posto mio e ti convinci
    che lui è l’uomo giusto per te ma non lo è lui, non lo è.”

    Monti è l’uomo giusto per te, perbacco!

    • Marcello Teofilatto says:

      Il Rituale al posto del Professionale: il giornalista con la mano sul cuore e l’occhio umido ancora una volta chiama “Caro amico ti scrivo” la canzone il cui titolo è invece “L’anno che verrà”. E se la legalità consistesse anche nel fare tutti il proprio dovere (scusate l’espressione meravigliosamente demodée)?
      Ciao da M.T.

      • Francesco says:

        la legalità è il modo per NON fare il proprio dovere e farla franca, penalmente e moralmente

        che fare il proprio dovere stanca e non fornisce pubbliche gratificazioni

        poi c’è anche l’illegalità, che credo comporti sempre il non fare il proprio dovere (tranne quel pazzo di Pannella, che prima delinque e poi si fa arrestare apposta)

        io sono in difficoltà che detesto, anzi aborrisco, sia il culto della legalità sia l’illegalità

  7. Dubito fortemente che Tu da che parte stai sia questa:

    Da Che Parte Stai

    Tu che vivi come noi
    Fra la strada che ti osserva pieno di guai
    Ascoltami bene dico ascoltami bene non puoi continuare a lamentarti delle tue pene
    La casa di affito migliaia di spese
    non sai mai come arrivare alla fine del mese
    Prendi coscienza ed un opposizione proletariato unito fino alla rivoluzione

    GUARDAMI NEGLI OCCHI
    TU DA CHE PARTE STAI
    GUARDAMI NEGLI OCCHI
    C’E’ BISOGNO ANCHE DI TE

    Senza lavoro senza occupazione è cosi che ti ringrazia sta fottuta nazione
    come se non bastasse un anno devi servire
    o fare il militare o far servizio civile
    questa situazione allora deve finire
    Tutti siam proletari infami del quartiere
    questa situazione allora deve finire
    Guardami negli occhi e fai il tuo dovere

    Tu che vivi come noi
    Fra la strada che ti osserva pieno di guai
    Prendi coscienza ed un opposizione proletariato unito fino alla rivoluzione
    Senza lavoro senza occupazione è cosi che ti ringrazia sta fottuta nazione
    questa situazione allora deve finire
    Guardami negli occhi e fai il tuo dovere

    se non cambierà
    lotta dura sarà

    • Ritvan says:

      —-come se non bastasse un anno devi servire
      o fare il militare o far servizio civile
      questa situazione allora deve finire—

      Infatti, è finita…e senza fare la Rivoluzione Proletaria:-)

      P.S. Qualcuno informi il sullodato Poeta Del Proletariato che in quel Paradiso Dei Proletari che fu l’Albania di Hoxha il servizio militare obbligatorio durava dai 2 ai 3 anni.

      • roberto says:

        2 per i fedelissimi e 3 per i fedeli (essendo inteso che i non fedeli erano in qualche gulag a spaccar pietre?)

        • Ritvan says:

          —2 per i fedelissimi e 3 per i fedeli..? Roberto—

          Ma come sei ingiusto coi kompagni albanesi!:-). Era esattamente il contrario, ovvero 2 per i semplici “fedeli” in fanteria e 3 per i “fedelissimi” nei reparti speciali (marina, aviazione, carristi ecc.). E la cosa – ne converrai – aveva la sua logica, poiché per imparare a maneggiare bene navi, aerei, carrarmati ecc. ci vuole un pochino più di tempo rispetto alla simonova (la carabina semiautomatica in dotazione alla fanteria, la “sorella minore” del rinomato kalashnikov).

          P.S. Quanto sopra precisato in omaggio al detto albanese “kije inat po jepi hakun” (libera traduzione: odialo pure ma dagli ciò che gli spetta).

        • Ritvan says:

          siempre per Robby

          Dimenticavo, siccome mica a tutti gli “infedeli” si poteva assicurare un posticino nei gulag, per quelli di loro a piede libero e pronti per la naja erano istituiti alcuni reparti speciali, detti “aiuto-genieri” e come arma avevano…la pala. E mica potevamo insegnare agli “infedeli” l’uso delle armi da fuoco, così che ci potessero sparare contro al momento di un’eventuale controrivoluzione, cribbio!

  8. E Travaglio?
    O meglio: Travaglino buffo?
    Se manca lui la festa è incompleta: neanche una Sabina Guzzanti “seria” riesce a fare meglio di llllllui.

    Travaglio: “In questi giorni sono venute fuori le prove del collegamento tra i miei nemici e la mafia…”
    Tifoso:”Scusi… dove sono?”
    Travaglio:”Vedrà che un giorno usciranno fuori”
    Tifoso:”VERO!”

  9. Gli alunni sono 2.500, ma per ogni sei studenti, la circolare del ministero precisa che ci devono essere due insegnanti-pastori, una proporzione pazzesca per una gita scolastica.

    Cioè, proprio in chiusura dell’anno scolastico, lo Stato ha tolto più di 800 insegnanti per (almeno) quattro giorni dal lavoro, ovviamente pagandoli nel frattempo, per compiere il rituale.

  10. Francesco says:

    Ho pochissima esperienza diretta di Terronia e, quindi, di territori a controllo criminale. Per ora, pare che anche al Nord ci stiamo attrezzando per non restare indietro.

    Comunque, tu che sguazzi nel simbolico e nell’immaginario, sei sicuro che questi orrendi rituali siano così inutili? il cattivo gusto dovrebbe metterli allo stesso livello della comunicazione mafiosa.

    Non so, per una volta sono quasi istituzionale -fatti salvi i discorsi delle autorità, che sono da correre al più vicino centro di arruolamento mafioso.

    Ciao

    • PinoMamet says:

      ” , sei sicuro che questi orrendi rituali siano così inutili?”

      Potrebbero servire a qualcosa (tolto l’effetto contrario sempre generato dalla retorica) se in Italia vigesse il principio di non contraddizione.

      L’Italia è invece un paese a somma di contraddizioni, e questi rituali non servono a un cazzo.
      Moltissima gente spererà che la mafia pugliese stia collaborando alle indagini, per catturare primo l’attentatore. Bada che non lo dico scandalizzato, anzi. Lo constato, da chiacchiere che ho sentito dire in giro.

      Un po’ come quando prendono un pedofilo e tantissima gente si augura che i mafiosi gli rendano la vita impossibile in galera.

      (Lasciamo perdere quelli che “io a quelli che odiano i cani li torturerei”…)

      • Ritvan says:

        —-Moltissima gente spererà che la mafia pugliese stia collaborando alle indagini, per catturare primo l’attentatore. Pino Mamet—

        Già…come scriveva un giornalista su “Metro”, Cosa Nostra (o Sacra Corona Unita, fa l’istess) non tollera che ragazzini innocenti vengano fatti saltare per aria…al limite si possono giusto sciogliere nell’acido….

  11. Guido says:

    Il Grande Gioco della Guerra Civile

    Regola N° 1
    Fino a nuovo ordine tutti i vostri diritti sono sospesi. Naturalmente è bene che conserviate per qualche tempo l’illusione che ne avete ancora. Così noi non li violeremo che uno a uno, e caso per caso.

    Regola N° 2
    Siate gentili: non parlateci più di leggi, di Costituzione e di tutte quelle elucubrazioni di un’altra epoca. Da qualche tempo, come avrete notato, abbiamo fatto approvare delle leggi che ci mettono al di sopra delle leggi, come del resto di questa cosiddetta Costituzione.

    Regola N° 3
    Voi siete deboli, isolati, inebetiti, ingannati. Noi siamo numerosi, organizzati, forti ed illuminati. Alcuni dicono che siamo una mafia. E’ falso, noi siamo LA mafia, quella che ha vinto tutte le altre. Solo noi siamo in grado di proteggervi dal caos del mondo. Ed è per questo che amiamo tanto infondere in voi il sentimento della vostra debolezza, della vostra “insicurezza”. Perché il nostro racket è proporzionalmente redditizio.

    Regola N°4
    Per voi il gioco consisterà nel fuggire, o perloméno nel tentare di fuggire. Per fuggire intendiamo: superare il vostro stato di dipendenza. Allo stato attuale, è proprio vero, dipendete da noi in tutti gli aspetti della vostra vita. Mangiate ciò che produciamo, respirate ciò che inquiniamo, siete alla nostra mercé per la più piccola inezia e soprattutto non potete nulla contro la sovranità della nostra polizia a cui abbiamo dato carta bianca per agire e valutare.

    Regola N° 5
    Non riuscirete a fuggire da solo. Dunque vi sarà necessario cominciare con il costituire le solidarietà necessarie. Per rendere complicato il gioco, abbiamo portato a termine la liquidazione di ogni forma di socialità autonoma. Abbiamo risparmiato solamente il lavoro: la socialità sotto controllo. È da questo che si tratterà per voi di sfuggire, attraverso il furto, l’amicizia, il sabotaggio e l’auto-organizzazione. Ah, una precisazione: tutti i mezzi di fuga, li abbiamo trasformati in crimini.

    Regola N° 6
    Non smettiamo di ripeterlo: i criminali sono i nostri nemici. Ma con ciò dovete intendere questo: che i nostri nemici sono dei criminali. In quanto potenziale fuggiasco, ciascuno di voi è anche un potenziale criminale. E’ per questo che è bene per noi conservare l’elenco dei numeri che avete chiamato dal vostro telefono, che il vostro cellulare ci permetta di localizzarvi in ogni momento e che la vostra carta di credito ci consenta di conoscere così bene le vostre abitudini.

    Regola N° 7
    Nel nostro giochino, quelli che escono dal loro isolamento si chiamano dunque “criminali”. In quanto a quelli che avessero l’ardire di contestare questo statuto, li chiameremo “terroristi.” Costoro potranno essere abbattuti in ogni momento.

    Regola N° 8
    Siamo ben coscienti che la vita nei ranghi della nostra società contiene pressappoco tanta gioia quanto un tragitto in metropolitana; che il capitalismo non ha prodotto fin qui, nei termini di ricchezza, che un’universale desolazione; che il nostro ordine marcio non ha più altri argomenti che i flashballs che lo proteggono. Ma che volete farci: è così! Vi abbiamo disarmato mentalmente, fisicamente; e deteniamo adesso il monopolio di ciò che vi vietiamo: la violenza, le complicità e la visibilità. Sinceramente: al nostro posto fareste altra cosa rispetto a ciò che noi facciamo?

    Regola N° 9
    Conoscerete la prigione.

    Regola N° 10
    Non ci sono più di regole. Ogni colpo è lecito.

    IL VOSTRO GOVERNO

    • Francesco says:

      manca solo l’indicazione “ora potete ridere, il Congresso del Partito MLLI&I è finito”

      c’è una sottile linea rossa tra la critica ai difetti del sistema e la pretesa che non esista un sistema

      e il potere non aspetta altro che questa linea venga superata, in modo da aver ragione ad agire

      siccome detesto il potere, vieppiù detesto i suoi complici oggettivi

  12. Moi says:

    ** Premessa : :-) ;-) dove e come meglio credete ad libitum … ma non troppo**

    Interessante quella “å” di “Walsche Fåhnen”… si direbbe rafforzare l’idea delle sue possibili (!) origini germanico-longobarde in Bolognese.

    Del resto, se davvero “Bozen” e provincia tornasse ad essere “Österreich” solo i Pastafariani locali sarebbero felici di non essere più discriminati dalle istituzioni smaccatamente filoislamiche italiane che consentono le foto sui documenti con in testa gli hijab ma non gli scolapasta ! I Krukki Lanzichenecchi Usurpatori di Terre Ladine finirebbero di fare i Mantenuti dello Statuto Speciale, senza più la pacchia del “Kiagnen Und Fotten” e costretti a mettersi al passo con Innsbruck.

    Va be’, figheggiare sorpassando a sinistra con le “Minoranze nelle Minoranze” è il top, lo ammetto … e poi è assolutamente impossibile essere “razzisti” contro i Krukki : loro hanno dato alla Storia dell’ Umanità un certo Adolf Hitler.

    PS

    Si obietterà che lo scolapasta in Austria ha seguito lo hijab che a sua volta seguiva il velo da suora be’ … togliere quel velo “beduinesco” anche alle suore ! E’ roba fuori dallo Spirito del Concilio, che esige jeans e magliette leziose da GREST Tettamanziano ! Dài Mauricius … bisogna convincere il Cardinale UltraStellare a “sbeduinizzare” le suore ! …Ma ci pensi che i “putei” (come il chimate “voi”) del GREST si potrebbero spaventare scambiando le suore per delle Mamme-Bomba di Hamas che vogliono cingerli con delle cinte esplosive ?!

    • PinoMamet says:

      “Interessante quella “å” di “Walsche Fåhnen”… si direbbe rafforzare l’idea delle sue possibili (!) origini germanico-longobarde in Bolognese. ”

      Sì, però quella “å” c’è solo in bolognese, nel resto dell’Emiliaromagna (almeno queste parti, via) non esiste mica, ed è anzi uno degli elementi della pronuncia bolognese più spiazzanti…

      • Moi says:

        Quindi ? :-)

      • PinoMamet says:

        Quindi vorrebbe dire che a Bologna c’erano i Longobardi (o i Goti, chissà) e a Modena o Reggio no?
        Mi pare strano…

        • Moi says:

          E a Brescia ?

          Poi scusa, anche “nuèter” abbiamo avuto gli Etruschi … eppure la “gorgia” non ha mai passato l’ Appennino ! :-)

        • PinoMamet says:

          Mi informano che la gorgia non avrebbe troppo a che fare con gli Etruschi, ma chissà…

          se vuoi il mio parere sulla “å” bolognese (e bresciana, tu mi insegni), non escluderei come ipotesi un’influenza da qualche vocalismo germanico, ma mi immagino (forse favoleggiando troppo) qualche gruppo germanico stanziato solo nelle due città in oggetto…
          bisognerebbe conoscere bene la storia delle varie invasioni barbarica e i diversi stanziamenti.

          Qualche giorno fa Roseau mi ha fatto sentire del folk norvegese (tra gli altri) e a un primo ascolto il vocalismo mi è parso parecchio “dialettale”, anche se ovviamente non ci ho capito una cippa ;)

          Tornando agli Etruschi, sai già che io ritengo che i dialetti emiliani ne abbiano ereditato la tendenza alla metatesi e ai gruppi consonantici…

      • Moi says:

        Il resto dello “spiazzante” immagino che tu lo riconduca cmq all’ alfacismo … cmq _ per i “nuovi”_ assieme alla lunghezza vocalica è di fatto molto importante come coppia minima: per questo prima della “fonetizzazione imperfetta ma decisa” da parte di Daniele Vitali era così difficile la trascrizione del dialetto seguendo pedissequamente una grafia e una fonetica dell’ Italiano semplicemente inadatte.

    • PinoMamet says:

      ” e poi è assolutamente impossibile essere “razzisti” contro i Krukki ”

      Al contrario, Moi, secondo me i poveri crucchi sono l’unico popolo al quale è permesso dire di tutto, proprio per via che hanno dato al mondo un certo Adolfo…
      sono un po’ i corrispetivi etnici di quello che è la Chiesa Cattolica nel mondo delle polemiche religiose, con la differenza che la Chiesa Cattolica è almeno specie protetta in Italia e paesi “cattolici”, mentre i crucchi sono bravissimi a darsi contro anche da soli (vedasi Antideutschen)

      • Moi says:

        Infatti adesso che c’è un “Papen” (con lo “Sturmtruppenese”, idioletto fumettistico, di Bonvi in auge fra gli anticlericali) che da ragazzino non poteva non indossare “una certa” :-) divisa … la “Fusione dei Due Mali Assoluti” per l’ AntiClericalismo stile UAAR / Vernacoliere credo proprio che sia il massimo del divertimento per fare satira.

    • Mauricius Tarvisii says:

      “si potrebbero spaventare scambiando le suore per delle Mamme-Bomba di Hamas che vogliono cingerli con delle cinte esplosive ?!”

      Ti ricordo che noi siamo i biekiSSimi postkonciliaristi relativisti e che quindi noi siamo nikilistikamente indifferentisti nei confronti degli infedeli. Come saprai bene, ai cattolepantini non piace questo spirito buonista di chi non ricorda ogni settimana che è in atto uno scontro di civiltà contro l’Islam e il suo terrorismo onnipresente.

  13. Moi says:

    A proposito del già ricordato Capitan Schettino … potevano cogliere l’occasione per organizzare il nuovo “ferro” :-) : la … “Divina” [sic] !

    http://viaggi.virgilio.it/notizie/msc-divina-nave-crociera.html

  14. Moi says:

    A proposito del già ricordato Capitan Schettino … potevano cogliere l’occasione per organizzare il nuovo “ferro” :-) : la … “Divina” [sic] !

    http://viaggi.virgilio.it/notizie/msc-divina-nave-crociera.html

  15. lello says:

    chissà se hanno invitato andreotti

  16. Moi says:

    @ PINO

    La “å” dovrebbe esserci anche in Bresciano …

  17. Moi says:

    @ PINO
    La “å” a Brescia l’ho proprio vista scritta nell’ insegna di una panetteria “rustico-fighetta” :) vicino al “Teatro Romano” …

    • Moi says:

      C’era una specie di proverbio sul buon pane … non ricordo bene, cmq l’idioma è abbastanza “tosto”. :-)

    • PinoMamet says:

      Sono bresciani… capaci che ce l’hanno messa apposta per “fare i nordici” ma magari nel dialetto non esiste, chi lo sa?

      Il dialetto della cittadina in cui vivo, per esempio, ha una sua grafia corretta, ma ormai negli ultimi tempi lo ho sempre visto scritto malissimo, con un uso enorme e assolutamente alla cazzo di dieresi, buttate su tutte le vocali a disposizione, giusto per far capire che è dialetto…
      poi il giornale locale che lo usava ha finalmente chiuso per sfinimento… non faceva più ridere, i personaggi locali noti di cui parlava non erano più noti a nessuno, ed era scritto in dialetto da persone che non conoscevano il dialetto…

  18. Z. says:

    La Nazionale Magistrati è uno spettacolo.

    Di Benedetto, celebre giudice amministrativo…

    http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=ugo.dibenedetto%40unibo.it&TabControl1=TabCV

    …è un centrattacco strepitoso, che si esibisce in triangolazioni da Mundial!

    E i magistrati hanno vinto 2-0, nonostante la media anagrafica non propriamente acerba.

    Certo, coi magistrati giocava Totti. Coi cantanti, Legrottaglie. Un po’ come mettere Rambo contro De Mita.

    Z.

    • Moi says:

      Totti ?! In virtù di che ?! D’una laurea CEPU di giurisprudenza ?! :)

      Poi voglio vederlo l’arbitro che in fatto di interpretazione di regolamenti si mette a contestare i magistrati ! :)

      • Z. says:

        Ma povero lama… ehm, volevo dire, povero Pupone :lol:

        Credo che fosse previsto un professionista per ciascuna delle due squadre, o qualcosa del genere.

        Ora, già un trequartista tende ad essere più determinante di un difensore. Se poi il trequartista è un giocatore di livello mondiale, mentre il difensore è una roba che non si può guardare…

        Ciò non toglie nulla alle prodezze del Consigliere Di Benedetto, beninteso!

        Z.

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