Giornalisti contatori

Repubblica ha aperto una sorta di supplemento online dedicato alle inchieste, che dovrebbe significare mettersi a cercare informazioni vere e inedite, e non solo giocherellare a caso con la tastiera.

Ricordiamo che Repubblica si presenta come serio e antirazzista, al contrario, ad esempio, di Libero.

L’inchiesta di oggi si presenta sotto il mite titolo Taliban, Italia e – tra l’altro – rivela al mondo un dato interessante:

“Sono 15 mila i matrimoni poligamici in Italia e la poligamia è vietata dal codice penale (art 556 ) ed è punita con il carcere.”

Saranno andati all’Ufficio Cerimonie Vietate del Comune per farsi dare le statistiche più recenti?

Oppure avranno fatto un sondaggio all’uscita di una fabbrica a tutti gli operai con le facce un po’ scure, “scusi, lei oltre alla moglie legittima, ha anche l’amante fissa?”

P.S.

Un commentatore sottolinea il fatto che in effetti Repubblica cita una fonte:

“dati tratti da una ricerca effettuata dalla rivista Al maghrebiya in collaborazione con L’Osservatorio per il Mediterraneo, la Federazione della comunità marocchina in Italia, l’Associazione Arabi in Italia e l’Associazione Donne arabe in Italia”

Cioè un insieme di associazioni di dubbia realtà, raccolte attorno all’onorevole Souad Sbai, e che almeno nessun marocchino o arabo che io conosca ha mai visto in carne ed ossa.

Mi sembrava inutile citare tale “fonte”; ma il commentatore ci ha gentilmente presentato anche la fonte della fonte, cioè una vecchia affermazione, priva di qualunque riscontro, di Magdi Allam:

Noi abbiamo la certezza che nelle moschee d’Italia si celebrano matrimoni poligamici, che le famiglie poligamiche stanno diventato una realtà sociale che, anche se concernesse solo l’1,5% del milione di musulmani regolari (è una stima del 2001 emersa da una mia inchiesta), si tratterebbe pur sempre di 15 mila musulmani poligami.

Cioè, nel 2001 un estremista notoriamente incompetente ha sparato questa cifra; che è stata ripresa dal seguito dell’onorevole Souad Sbai, e che Repubblica oggi ci presenta come una verità scientifica.

Il bello è che da allora i musulmani in Italia sono aumentati del 50%, ma si sono dimenticati di aggiornare la “stima”.

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99 Responses to Giornalisti contatori

  1. Rock & Troll says:

    C’è scritto pure sotto da dove verrebbe la statistica:
    dati tratti da una ricerca effettuata dalla rivista Al maghrebiya in collaborazione con L’Osservatorio per il Mediterraneo, la Federazione della comunità marocchina in Italia, l’Associazione Arabi in Italia e l’Associazione Donne arabe in Italia

    Certo, riportare le frasi decontestualizzate è più comodo. Lo fanno spesso pure… i giornalisti.

    Comunque, guarda Miguel, ti faccio pure un regalino anche se non dovrei.
    I 15.000 poligami vengono da una vecchia ricerca… indovina di chi? Ma del tuo vecchio amico :) Magdi Allam, ricerca risalente almeno a dieci anni fa.
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2007/01_Gennaio/05/poligami.shtml
    Noi abbiamo la certezza che nelle moschee d’Italia si celebrano matrimoni poligamici, che le famiglie poligamiche stanno diventato una realtà sociale che, anche se concernesse solo l’1,5% del milione di musulmani regolari (è una stima del 2001 emersa da una mia inchiesta), si tratterebbe pur sempre di 15 mila musulmani poligami.

  2. Per Rock & Troll

    Lo sapevo anch’io che i dati provenivano da una serie di affermazioni arbitrarie delle varie associazioni che contornano l’onorevole Souad Sbai.

    Il punto è che dal momento in cui un giornale afferma come fatto un numero, citando sì la fonte ma non la metodologia, se ne assume la responsabilità.

    Comunque ti ringrazio molto della citazione di Magdi Allam, la incorporo nel testo.

    • Ritvan says:

      —i dati (di Repubblica-ndr.) provenivano da una serie di affermazioni arbitrarie delle varie associazioni che contornano l’onorevole Souad Sbai. Miguel—
      Forse bisognerebbe precisare che la sig.ra Sbai è deputata del PdL, ovvero del Partito del Berlusca, bestia nera di ogni repubblicone che si rispetti. Però, quando c’è da dare addosso al biekissimo invasore:-) islamico, tutto fa brodo pei sullodati repubblicones, cazzate indimostrabili stilate da “servi di Berlusconi” comprese…..

  3. PinoMamet says:

    “è una stima del 2001 emersa da una mia inchiesta”

    leggasi: ho sparato una cifra a cazzo.

    Inconfondibile Magdi! :)

  4. L’articolo 556 dice:

    “Chiunque, essendo legato da un matrimonio avente effetti civili, ne contrae un altro, pur avente effetti civili, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Alla stessa pena soggiace chi, non essendo coniugato, contrae matrimonio con persona legata da matrimonio avente effetti civili.”

    Cioè, se io contraggo un matrimonio a Rovigo, con relativi “effetti civili”, e poi ne contraggo un altro a Catanzaro, sempre con relativi “effetti civili”, compio un reato.

    Se io faccio un rito New Age con cui mi sposo con quattro studentesse di yoga, non compio alcun reato, perché non ci sono “effetti civili”.

    Più complessa la questione di chi ad esempio si sposa con due donne in Marocco, e poi immigra in Italia. Certamente non compie alcun reato secondo la legge marocchina; e se non cerca di ottenere “effetti civili” di qualche tipo per entrambe le spose in Italia, non vedo che problema ci sia.

    • PinoMamet says:

      Invece il signor Baba Kar intervistato da Repubblica (nel link di Paniscus, qua sotto) dimostra di capire la problematica assai meglio dei giornalisti italiani:

      “Per Baba Kar è la cosa più naturale del mondo: “Ho due mogli. E vivo con loro in Italia. Lo so che qui è proibito dalla legge, ma questo riguarda voi italiani, non noi: io sono musulmano e il Corano dice che posso avere fino a quattro mogli. Seguo la mia religione. Del resto con lo Stato italiano non ho mai avuto nessun problema”
      E infatti non può averne, di problemi, finché non reclama diritti civili per entrambe le mogli.

      Ma più sotto, il giornalista è ancora più confusionario, e mescola ad minchiam le leggi sul ricongiungimento famigliare e quelle sui matrimoni:

      “In Italia no, ma per lo Stato – che pure considera la poligamia reato – Kar non è fuorilegge, perché solo il primo dei suoi matrimoni è registrato. Ma anche se lo fossero stati entrambi non ci sarebbe stata troppa differenza: nel 2003 il tribunale di Bologna riconobbe a due figli dello stesso padre il diritto di far arrivare in Italia le rispettive madri, prima e seconda moglie dell’uomo in questione. In questo caso, argomentò il giudice, il reato non sussiste, essendo entrambe le nozze state contratte in un paese che le consente. “

      • PinoMamet says:

        Errata corrige: finchè non reclama effetti civili per entrambi i suoi matrimoni.

      • paniscus says:

        … e vorrei vedere che fosse pure reato chiedere il ricongiungimento familiare AL FIGLIO, piuttosto che al marito. Al massimo le istituzioni italiane possono esaminare il caso, ed eventualmente dire di no se si ritiene che non ci siano le condizioni adeguate… ma che possa essere reato, proprio, mi giunge nuova.

        Il caso descritto parla di due ragazzi (non sappiamo di che età) che hanno fatto venire in Italia le rispettive madri, indipendentemente se fossero sposate con lo stesso uomo o con due uomini diversi, o non sposate affatto, o magari anche vedove…

        E ci mancherebbe pure che per ottenere il ricongiungimento con i figli si debba esibire il certificato di matrimonio.

        Lisa

      • Marcello Teofilatto says:

        >il giornalista è ancora più confusionario, e mescola ad minchiam le leggi sul ricongiungimento famigliare e quelle sui matrimoni:
        Fa piacere che qualcuno si ricordi ancora della buonanima di Franco Scoglio :-).
        Saluti da M.T.

    • Z. says:

      Miguel,

      — Se io faccio un rito New Age con cui mi sposo con quattro studentesse di yoga, non compio alcun reato, perché non ci sono “effetti civili”. —

      E in più, se le quattro studentesse sono delle belle topine, hai tutta la mia stima!

      :D

      Z.

  5. roseau says:

    Evidentemente repubblica è recidiva e dà i numeri ogni volta.
    Già nel 2008 dava mostra di non capire il tuo punto: “e se non cerca di ottenere “effetti civili” di qualche tipo per entrambe le spose in Italia, non vedo che problema ci sia”. Dove sono finiti quei circa 5000 ipotetici poligami eccedenti le stime attuali, dal duemilaotto ad oggi? ;)

  6. Peucezio says:

    Io il reato di poligamia non lo capirò mai.
    E’ incredibile uno stato che ti consente di fare una cosa e te la viketa al momento stesso.
    O si può contrarre un solo matrimonio, qualsiasi altro matrimonio è nullo, non ha effetti civili, insomma, non esiste, e dunque il reato non c’è, perché è materialmente impossibile commetterlo, oppure si può contrarre un secondo matrimonio, con tanto di effetti civili, ma allora, se è legittimo e previsto, non può essere reato.

    • PinoMamet says:

      Ma no, Peucezio:

      diciamo (mi scusino gli specialisti se uso termini un po’ alla buona) che in Italia il matrimonio può essere solo tra due persone;
      perciò se tu prima ti sposi a Pescara con Sofia, poi vai a Macerata e ti sposi con Francesca (parlo sempre di matrimonio civile, per semplificare) stai commettendo un reato.
      Ignoro poi quali siano i criteri di legge per stabilire quale dei due matrimoni è valido e quale è nullo, suppongo valga il primo tranne magari per giustificati motivi.

      • PinoMamet says:

        Naturalmente, per sposarti con Francesca, avrai dovuto presentare dei documenti da cui risulti (mendacemente) celibe, altrimenti sarebbe impossibile!
        ;)

        • Peucezio says:

          Appunto, E’ un assurdo. Al massimo dovrebbe essere falso in atto pubblico o falso ideologico.
          Cioè se è vietato contrarre due matrimoni, l’unica conseguenza dovrebbe essere che il secondo è nullo, ma l’idea del reato è assurda. Se lo stato non è capace di coordinarsi in modo che un comune, prima di sposarti, sia in grado di verificare che tu non sia già sposato, mica è colpa del cittadino. Al massimo dovrebbe rispondere il funzionario del comune che celebra il secondo matrimonio.

        • Peucezio says:

          Mi spiego meglio: un reato, che è una categoria giuridica, deve per forza di cose identificarsi con un atto materiale, non con un atto legale.
          Cioè, stabilire che qualcosa è un reato significa dare un valore giuridico, legale, a un atto della vita materiale delle persone. Così come un contratto sancisce un rapporto economico o comunque un interscambio di beni o servizi; un atto di nascita registra una nascita biologica ecc.
          Una categoria giuridica non può riferirsi in via esclusiva a un’altra categoria giuridica, altrimenti si entra in una logica circolare, tautologica, paradossale.
          Una cosa è che io mi serva di un atto giuridico per commettere un reato: voglio fare una truffa e faccio un contratto o una transazione funzionale a quella truffa; uno mi corrompe e gli do un appalto, che è un atto giuridico, ecc., ma lì l’atto formale è un mezzo, l’essenza del reato sono gli effetti e gli interessi materiali ad esso collegati.
          Nel caso del doppio matrimonio non è così, perché il reato non consiste nel convivere more uxorio con più di una donna o nell’andarci a letto o nel farci dei figli; no, consiste in sé nell’esistenza di un doppio legame giuridico, cioè tu commetti reato non se tieni un comportamento (e magari compi degli atti legali funzionali ad esso), ma lo commetti se e solo se legalizzi quell’atto.
          Come dire: io sono un sicario, uccido su commissione, ma se l’accordo avviene verbalmente e informalmente non sono passibile di denuncia penale, mentre se facciamo un contratto e faccio una bella fattura al mandante (o una ricevuta con ritenuta d’acconto) allora c’è il reato, non perché viene ucciso un uomo, ma perché c’è il contratto.
          Cioè lo stato non persegue un comportamento ma addirittura sancisce la possibilità di dare una veste formale a questo comportamento, e al tempo stesso persegue il fatto di servirsi di questa possibilità che esso stesso ha previsto e legittimato.

        • PinoMamet says:

          Adesso ho capito il tuo punto di vista, ma penso che dal punto di vista legale il doppio legame matrimoniale sia sanzionato (non è la mia specialità, ri-scusate il lessico) proprio per il suo essere una “truffa”:
          inganno una persona (oltre che lo Stato; difficile, fa notare Roberto, ma non impossibile) dicendole di essere celibe, e contraggo un altro matrimonio.

          Più o meno come vendere lo stesso appartamento a Tizio e a Caio…

        • Peucezio says:

          Sì, probabilmente è proprio come dici tu.
          E’ un po’ come chi evade il fisco facendo una denuncia dei redditi falsata (anche se lì, come nel caso della doppia vendita della stessa casa, c’è una conseguenza economica reale).
          Lo stato ha uan burocrazia pletorica, elefantiaca, ma non è in grado di controllare un corno e si affida alla buona fede dei cittadini. Poi, se li becca, li condanna.

        • Armando says:

          Per Paucezio:
          infatti è nullo secondo l’art. 86 c.c.

        • paniscus says:

          “Adesso ho capito il tuo punto di vista, ma penso che dal punto di vista legale il doppio legame matrimoniale sia sanzionato (non è la mia specialità, ri-scusate il lessico) proprio per il suo essere una “truffa”:
          inganno una persona (oltre che lo Stato; difficile, fa notare Roberto, ma non impossibile) dicendole di essere celibe, e contraggo un altro matrimonio.”
          ——————————

          Però la cosa è considerata reato anche se l’altro lo sapeva ed era d’accordo (anzi, in quel caso compiono reato tutti e due).

          In ogni caso, fino a pochi anni fa le anagrafi centralizzate e informatizzate non esistevano, quindi non era tanto ovvio che il funzionario di un comune avesse accesso automatico a tutti i dati provenienti da altri comuni, né che spettasse a lui controllarli.

          Pertanto, se qualcuno voleva truffare, la falsificazione di documenti era molto più facile, poi magari veniva scoperta lo stesso, ma veniva scoperta con molto ritardo…

        • Peucezio says:

          Armando, Peucezio, non Paucezio.
          Appunto: se è nulla come fa ad esistere il reato per un atto inesistente. E’ il cosiddetto reato impossibile, che non può essere commesso.

    • roberto says:

      non ho mai visto casi come quelli descritti da pino (non dico che non esistano, ma mi sembra difficile), mentre non sono rari casi che riguardano un elemento di internazionalità: es. tizio sposa caia a macerata. poi tizio va in viaggio di lavoro a las vegas dove incontra l’affascinante McSemproniaw e complice una colossale sbronza di tequila la sposa. Ora il matrimonio è perfettamente valido ed ha effetti civili anche se non trascritto, ergo tizio è bigamo (segnalo per i curiosi questa sentenza che fa venire il mal di testa http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=83505&pageIndex=0&doclang=IT&mode=doc&dir=&occ=first&part=1&cid=117767 )

  7. GroG! says:

    GroG!
    Miguel sei un genio!
    Il matirmonio con 8 studentesse di yoga con rito New Age potrebbe tenere lontano il pericolo islamico!
    E poi vuoi mettere le quasi infinite posizioni sessuali che riescono ad assumere le studentesse di yoga!
    GroG! Slurp! GroG! Gnam! GroG!

  8. Armando says:

    Di solito questi conti impossibili si fanno per eventuali liberalizzazioni, tipo gli aborti clandestini (e continuano a scoprirne) ma se sono clandestini che ne sanno le statistiche?
    L’art. 556 parla di di aumento di pena nel caso del coniuge che ha infdotto in errore l’altrea persona sul suo stato di coniuge, quindi si tratta proprio del fatto che il matrimono è solo monogamo.
    Domanada: per l’Islam non sarebbe più corretto parlare di poliginìa?

    • Ritvan says:

      —Domanda: per l’Islam non sarebbe più corretto parlare di poliginìa? Armando—
      Più che altro sarebbe più specifico. Infatti, il termine “poligamia” comprende sia il caso di un uomo sposato in contemporanea con più donne (poliginia) che il caso di una donna sposata in contemporanea con più uomini (poliandria) e, ovviamente, il secondo caso non è contemplato nell’islam.

      • Moi says:

        Non si sa mai: è opportuno che sono tutte robe pre-esistenti Maometto, già ampiamente documentate c/o gli Ebrei e che l’Islam NON inventò ma regolamentò …

  9. Armando says:

    Più preciso allora.
    Grazie

    • Ritvan says:

      @ Armando

      Non c’è di che.

      • habsburgicus says:

        @Ritvan
        hai visto il mio ultimo commento sull’Albania più recente (post-comunista), sempre al solito luogo ?
        ciao e buona serata !

        • Ritvan says:

          @ habsburgicus
          No, è da un po’ che non ci vado al “solito luogo”…ci vado subito e poi ti faccio sapere…sempre in quel “luogo”:-).

          Ciao

        • habsburgicus says:

          Caro Ritvan,
          grazie anche stavolta….
          eventuali, ulteriori, discussioni ci conviene farle qui, perché il post sullo sfortunato Morosini é ormai quasi saturo :D
          ciao e buona serata

      • Ritvan says:

        @ habsburgicus
        Aggiornamento.
        Se per “solito luogo” intendi i commenti al post “Monterchi, la Madonna e il Grande Delitto”, ci sono andato e non c’era nulla di nuovo…anzi, c’era di nuovo che è sparito lo spazio per scrivere nuovi commenti o repliche (Miguelito ha colpito?).
        Ciao

        P.S. Se hai salvato il pezzo perché non lo copincolli qui?

        • habsburgicus says:

          @Ritvan,
          il commento era il seguente, lo riproduco qui:

          Caro Ritvan,
          grazie come sempre per l’interessante risposta….
          é interessante l’invio anche al PPSh dei documenti della riunione di Katowice, indizio di una restaurata “solidarietà” fra compagni alla vigilia del crollo in nome dei vecchi Marx e Lenin
          secondo te, e qui veniamo ai giorni nostri, in Albania sono riusciti a realizzare quel piano ? in altre parole é avvenuto come in Romania (situazione che conosco meglio) dove i vecchi notabili del PCR e della Securitate, e poi i loro figli, hanno formato la classe dirigente e la clssse ricca della Romania post-marxista, in tutti i partiti quasi SENZA eccezioni (il PSD di Victor Ponta, uomo del vecchio Iliescu, é da sempre considerato una “camera di compensazione” per i securisti e i bonzi rossi, ma anche il PDL, attualmente al potere e a parole “anticomunista” ne é infiltrato in pieno: il presidente Traian Basescu, che lavorava all’estero prima della rivoluzione, o “colpo di stato” che dir si voglia, quasi certamente era un agente della Securitate e il nuovo Primo Ministro Mihai Razvan-Ungureanu, di Iasi, oltre ad essere figlio di un medio gerarca divenuto vice-sindaco della città dopo la rivoluzione, da giovanissimo fu componente del CC della UTC, la Gioventù comunista romena, con probabili legami famigliari securisti e lui stesso, non ancora quarantenne, guidò i servizi segreti della Romania democratica sino al febbraio 2012; infine il PNL, partito in teoria molto anticomunista, oltre a collaborare con il PSD nella strana USL, é pieno di figli, nipoti e parenti di gerarchi e gerarchetti marxisti )
          un’ultimissima cosa, ritieni che l’Albania possa entrare presto nella UE ? so che nel 2007 alcuni albanesi rimasero un po’ male di essere sorpassati da Romania e Bulgaria tanto più che il Paese delle Aquile avrebbe fatto rilevanti progressi anche economici (se é vero…); anche per questo, oltre ad evidenti ragioni geografiche e politiche, nel 2010 venne abolito il visto per gli albanesi che entrano nei paesi Schengen, laddove i Turchi ancora ne hanno bisogno…bisogna poi vedere se agli albanesi conviene entrare nelle grinfie di Bruxelles, io ci penserei due volte
          ciao e buona fine del mese

          P.S: venendo a tempi attualissimi che forse interessano un numero maggiore di persone, sarebbero benvenuti anche interventi di altri e non solo di noi due

          P.S 2: ora Ponta (PSD) é Primo Ministro romeno al posto di Ungureanu, sfiduciato il 30/4/2012
          invece il nostro bocconiamo temo che dovremmo sorbircelo ancora per molto tempo :D

        • Ritvan says:

          —Caro Ritvan, grazie come sempre per l’interessante risposta….habsburgicus—
          Non c’è di che, come sempre:-). Ed è sempre un piacere dialogare con te.

          —é interessante l’invio anche al PPSh dei documenti della riunione di Katowice, indizio di una restaurata “solidarietà” fra compagni alla vigilia del crollo in nome dei vecchi Marx e Lenin.—
          Gia.

          —secondo te, e qui veniamo ai giorni nostri, in Albania sono riusciti a realizzare quel piano ? in altre parole é avvenuto come in Romania (situazione che conosco meglio) dove i vecchi notabili del PCR e della Securitate, e poi i loro figli, hanno formato la classe dirigente e la classe ricca della Romania post-marxista, in tutti i partiti quasi SENZA eccezioni?—
          Sì. Purtroppo. Solo qualche esempio:
          Fatos Nano, primo leader del Partito Socialista (erede “ufficiale” del PPSH) era figlio del direttore della TV di Stato ed era stato il braccio destro di Nexhmije Hoxha quando lei dirigeva l’Istituto di Studi marxista-leninista. E’ stato sostituito (poiché diventato impresentabile all’elettorato, a causa dei suoi bagordi nelle sale da gioco, osterie e postriboli di…Atene) con Edi Rama, sindaco di Tirana e figlio dello scultore “ufficiale” di Enver Hoxha.
          Salì Berisha, il padre-padrone assoluto del Partito Democratico, (Partito definito da un arguto analista politico albanese “Partito dei comunisti incaricati di fare “l’opposizione” con contorno di ex-Nemici Del Popolo collaboratori della Sigurimi”) era stato il cardiologo di fiducia di Enver Hoxha (era bravissimo come cardiologo, eh, Hoxha non era un fesso, lo abbiamo detto) nonché Segretario dell’Organizzazione del PPSh per tutta la Sanità di Tirana.

          —un’ultimissima cosa, ritieni che l’Albania possa entrare presto nella UE ?—
          Non saprei…forse dovresti girare la domanda per competenza:-) al nostro Roberto da Lussemburgo.

          —so che nel 2007 alcuni albanesi rimasero un po’ male di essere sorpassati da Romania e Bulgaria tanto più che il Paese delle Aquile avrebbe fatto rilevanti progressi anche economici (se é vero…);—
          1. Per quel che ne so io TUTTI gli albanesi – me compreso, naturalmente – ci rimasero male.
          2. La denominazione “Paese delle Aquile” è impropria, poiché non è che in Albania ci siano più aquile in confronto ad altri Paesi montagnosi e il nome “Shqiperia” non deriva da “shqipe” (o shqiponja) che è il nome albanese dell’aquila, bensì da “shqiptoj” (verbo “pronunciare”, ovvero parlare l’antica lingua del popolo albanese).
          3. Sì, i progressi economici ci sono, ma purtroppo hanno portato a un’estrema “polarizzazione” della società, senza una classe media degna di questo nome. E c’è tanta corruzione, clientelismo e familismo amorale…

          —anche per questo, oltre ad evidenti ragioni geografiche e politiche, nel 2010 venne abolito il visto per gli albanesi che entrano nei paesi Schengen, laddove i Turchi ancora ne hanno bisogno…—
          Sei sempre informatissimo:-).

          —bisogna poi vedere se agli albanesi conviene entrare nelle grinfie di Bruxelles, io ci penserei due volte—
          Mah…non so che dirti…e poi non è una decisione che debba prendere io, eh!:-) Piuttosto, io sarei per l’ingresso al più presto di Serbia e Kosovo nell’UE, così ci sarebbe libera circolazione fra i due Paesi e magari i serbi la smetterebbero di rompere i cosiddetti sull’impossibilità di curare la loro “Santa Gerusalemme” in Kosovo.

          Ciao

        • roberto says:

          “E c’è tanta corruzione, clientelismo e familismo amorale”

          ecco perché tanti albanesi si trovano bene da noi :-)

        • Ritvan says:

          @ habsburgicus
          Ariaggiornamento.
          Mi accorgo che il “solito posto” era, invece, il post sulla morte di Morosini, dove il tuo commento c’è e anche l’intervento di Roberto…ma abbiamo gia ridetto tutto qui, pertanto…
          Ciao

        • Ritvan says:

          —“E c’è tanta corruzione, clientelismo e familismo amorale” ecco perché tanti albanesi si trovano bene da noi :-). Roberto —
          E, per pav condicio tanti italiani si trovano bene da noi…vedi il caso “Trota” laureatosi a Tirana alla velocità della luce:-)
          http://stagliano.blogautore.repubblica.it/2012/05/03/il-colmo-per-il-trota-andare-a-scuola-dagli-albanesi/

  10. Per Ritvan

    “(Miguelito ha colpito?).”

    Per semplificare il mio lavoro, chiudo automaticamente i commenti ai post più vecchi di 14 giorni.

    Non c’è problema a commentare vecchi post, tra i commenti a quelli più recenti.

  11. roberto says:

    “—un’ultimissima cosa, ritieni che l’Albania possa entrare presto nella UE ?—
    Non saprei…forse dovresti girare la domanda per competenza:-) al nostro Roberto da Lussemburgo”

    riporto anche io il commento che avevo postato “nel solito posto”

    “sull’albania nella ue ricordo, ma lo saprai, già che con il consiglio di tessalonica del 2003 l’albania è stata inclusa fra i paesi papabili. L’accordo di stabilizzazione è entrato in vigore nel 2009 e poco dopo l’albania ha chiesto di entrare nell’ue. Io scommetto sul 1 luglio 2015″
    avevo in origine scritto 2014, ma nelle more mi sono reso conto che siamo già nel 2012 :-)…..

    a proposito, ricordo che la croazia entrerà il 1 luglio 2013

    roberto

    • habsburgicus says:

      @Roberto
      grazie mille…ciao

      @Ritvan
      il mio breve post di ringraziamento é finito prima della tua risposta…misteri della tecnologia dei blog :D
      ciao

    • Z. says:

      Infatti la UE ha predisposto i concorsi su misura, per quei culosi di ustascia maledetti :D

      Z.

      • roberto says:

        i concorsi pianificati riguardano tutti dei profili linguistici, quindi non devi essere croato, basta sapere perfettamente la lingua :-)

        • Ritvan says:

          Caro Roby, e concorsi per biekissimi:-) albanofoni ci sono? Nel caso – e se non richiesta cittadinanza UE e età inferiore a 35 anni:-) – mi potresti segnalare qualche link? Grazie.

        • roberto says:

          ritvan
          il solo riferimento per tutti i concorsi UE è il sito EPSO.eu

          per il momento non ci sono concorsi in vista per albanesofoni, pero’ la cittadinanza UE è sempre richiesta (tranne nei concorsi pre -adesione come quello della croazia) e non c’è mai nessun limite di età (se non quello della pensione (65 anni). quindi anche se l’albania entrasse nell’unione fra 10 anni sei ancora in tempo per diventare un collega :-)

          secondo me pero’ a questo stadio ci dovrebbero essere piogge di contributi e di finanziamenti UE in albania, quindi faresti meglio a vedere sul sito del vostro ministero degli esteri (o affari europei)

          infine ti sconsiglio vivamente un concorso da traduttore, a meno che tu non abbia una vera passione per la traduzione
          ciao

          roberto

        • Ritvan says:

          —ritvan, il solo riferimento per tutti i concorsi UE è il sito EPSO.eu Roberto—
          Grazie, me lo segno (anzi, ci sono appena andato).

          —per il momento non ci sono concorsi in vista per albanesofoni,—
          Visto.

          —pero’ la cittadinanza UE è sempre richiesta (tranne nei concorsi pre -adesione come quello della croazia)—
          Appunto…quando anche l’Albania sarà in istato di “preadesione” magari ci ridò un’occhiata.

          —e non c’è mai nessun limite di età (se non quello della pensione (65 anni). quindi anche se l’albania entrasse nell’unione fra 10 anni sei ancora in tempo per diventare un collega.—
          Di nuovo grazie dell’informazione…importante.

          —secondo me pero’ a questo stadio ci dovrebbero essere piogge di contributi e di finanziamenti UE in albania, quindi faresti meglio a vedere sul sito del vostro ministero degli esteri (o affari europei)—
          Caro amico, non ho alcuna voglia di essere RIpreso per il fondoschiena dai pezzi di m.. corrotti&nepotisti al potere in Albania (di qualsiasi colore e fede). Non so se te l’ho detto, ma io nel 1992 sono stato vincitore (PRIMO nella graduatoria dei “francesi” – c’era anche un’altra per gli “inglesi”) del concorso indetto dal da te tanto raccomandato:-) ministero degli esteri albanese (governo “democratico” di Berisha) per il reclutamento di personale diplomatico che doveva sostituire gradualmente i fossili di Enver Hoxha. Al concorso presero parte circa un migliaio di persone, il fior-fiore dell’intellighenzia albanese (da quel che sono riuscito a vedere) numero ridotto a circa un centinaio dopo l’esito dell’esame scritto. Ebbene, al sottoscritto non fu mai offerto un lavoro da diplomatico, mentre i ruderi enveriani al MAE venivano man mano sostituiti da parenti, amici, amici degli amici, nani e ballerine vari della “corte” di Berisha, (che naturalmente:-) il suddetto concorsone non l’avevano visto neanche in sogno) come veniva fuori dai giornali d’opposizione. Un colloquio da me sollecitato col Ministro e alla fine ottenuto dopo circa 1 anno ebbe effetti a dir poco esilaranti (se vuoi te lo racconto nei dettagli).
          Pertanto, come si dice, se mi prendi per il fondoschiena una volta, sei tu il pezzo di m…, ma se mi ripresento a te per lo stesso motivo sono io il cretino….

          —infine ti sconsiglio vivamente un concorso da traduttore, a meno che tu non abbia una vera passione per la traduzione.—
          Grazie dell’avvertimento, però prima vediamo cos’altro passerà eventualmente il convento. In traduzione (francese e italiano versus albanese e viceversa) mi reputo immodestamente:-) assai bravino…a questo proposito ricordo di aver fatto a pezzi:-) su un giornale in cui scrivevo una traduzione in albanese del “Decamerone”, fatta da un traduttore assai reputato in quel periodo e oggettivamente abbastanza bravo.

          Ciao

          P.S. Ecco, a proposito di traduzioni, in una traduzione in italiano di un’opera del nostro Kadaré per la Einaudi (traduzione dalla versione francese), il nome di un personaggio (mitologico) che in albanese è “Qerosi” veniva tradotto (ma credo in questo caso sia stata colpa della versione francese che faceva la stessa ignobile traduzione) con un “Il Calvo” (e nella versione francese “Le Chauve”). Orbene, a parte il fatto che i nomi/soprannomi non si dovrebbero tradurre ma semmai fare magari una nota in cui spiegare il significato, in albanese l’equivalente di calvo-chauve è “tullac” e non “qeros”, poiché l’etimologia di “tullac” è da “tulla”, ovvero “cranio pelato”(senza specificare l’origine della caduta dei capelli), mentre quella di “qeros” è da “qere”, ovvero “tigna”…

        • Roberto says:

          Ritvan,
          chiaro che i dettagli mi interessano :-)

          Sul concorso da traduttori non volevo minimamente mettere in dubbio le tue capacità. È un concorso relativamente facile, e decisamente più facile di quello per amministratori (se sai bene le lingue chiaramente e se hai un minimo di esperienza), ma il lavoro è un po’ una palla a meno che tu non abbia una passione sfrenata per la traduzione di testi tecnici e per almeno quattro anni non hai nessuna possibilità di fare altro (regola stabilita proprio perchè visto che il concorso è più facile molti funzionari sono entrati come traduttori e hanno subito chiesto di essere trasferiti in posti più interessanti)

        • Ritvan says:

          —Ritvan, chiaro che i dettagli mi interessano. Roberto–
          Bene, allora leggi qui in fondo, in risposta a habsburgicus (che faccio un tutt’uno con le sue domande sulla politica albanese).

          —-Sul concorso da traduttori non volevo minimamente mettere in dubbio le tue capacità. È un concorso relativamente facile, e decisamente più facile di quello per amministratori (se sai bene le lingue chiaramente e se hai un minimo di esperienza), ma il lavoro è un po’ una palla a meno che tu non abbia una passione sfrenata per la traduzione di testi tecnici e per almeno quattro anni non hai nessuna possibilità di fare altro (regola stabilita proprio perchè visto che il concorso è più facile molti funzionari sono entrati come traduttori e hanno subito chiesto di essere trasferiti in posti più interessanti)—
          Ok, adesso ho capito…però, guarda, io non ho la pretesa che il mio lavoro sia anche un piacere o un divertimento, basta che non richieda dei ritmi massacranti e alienanti e sia pagato decentemente. So anche che tradurre testi tecnici non è che sia il massimo della goduria intellettuale:-), però se dovessi tradurre chessò, non più di 10-15 pagine per giornata lavorativa lo riterrei un ottimo impiego (a proposito, se non sono indiscreto, quant’è più o meno il “cottimo” in questi casi?).
          Ciao
          P.S. A proposito del lavoro-anche-piacere/passione-sì-o-no, due storielle:
          1. Ai bei tempi:-), dialogo fra due operai alla catena di montaggio della FIAT:
          – Mario, secondo te trombare è lavoro o è piacere?
          – Secondo me è piacere, poiché se fosse un lavoro l’Avvocato si farebbe trombare la moglie da noialtri, no?

          2. Quando facevo la specializzazione a Pisa c’era un vecchio prof che non poteva vedere quelli che sostenevano che per essere un buon veterinario bisognava per forza avere la passione per gli animali, anzi essere un vero e proprio animalista. Si raccontava che un giorno il proprietario di un cane, magari pensando di fargli un complimento, dopo l’accurata visita e relativa diagnosi fatta al suo animale dal prof gli disse:”Caro professore, dal modo in cui ha visitato e trattato il mio cane ho capito che lei è così bravo perché ama tanto gli animali” e il prof, imbufalito:-) gli rispose sibilando.”Sì, e magari anche il ginecologo di sua moglie è tanto bravo perché ama molto…la passera”:-):-)

        • Roberto says:

          “(a proposito, se non sono indiscreto, quant’è più o meno il “cottimo” in questi casi?)”

          Non sei affatto indiscreto gli stipendi degli eurocrati si trovano sullo statuto del personale che è pubblicato sulla gazzetta ufficiale (ce da qualche parte sul sito epso un link). Un traduttore che inizia con il grado ad5 prende un minimo di 3800 euro e come massimo 4300 euro di stipendio base, a seconda dell’esperienza. Poi ci sono varie indennità a secondo di una serie di parametri (figli a carico, età dei figli, luogo di origine ecc.) e tasse e assicurazioni da pagare. Più o meno, alla fine dei conti un funzionario sposato con un figlio a carico prende una somma pari allo stipendio base

        • Roberto says:

          Quanto al numero di pagine da tradurre al giorno proprio non saprei perchè dipende dall’istituzione e dal periodo e soprattutto dalla lingua (francesi inglesi e tedeschi hanno molto piu da fare che svedesi d portoghesi, per ragioni facilmente intuibili) Ho parecchi amici traduttori alla corte di giustizia che hanno un ritmo abbastanza tranquillo, a parte i mesi prima delle vacanze (giugno e luglio, novembre). Tutto sommato non è il lavoro più stressante che io conosca :-) è solo noioso

        • Ritvan says:

          Caro Roby, grazie per le informazioni!

          Ciao

      • habsburgicus says:

        @Z
        non toccatemi il buon Ante Pavelic ! :D
        bando agli scherzi, per quanto gli ustascia siano stati colpevoli senza dubbio di orrendi crimini che io condanno e deploro nel modo più ENERGICO, ritengo che molti fatti siano stati esagerati dai serbi e dai seguaci di Tito (buono quello ! :D, direbbe il grande Totò) e bisogna pur tener conto dell’oppressione serba nel 1929-1939 (e già prima e ancora dopo, sino al 1941)…in ogni caso le idee di Pavelic sono state travisate da molti suoi suoi seguaci, come il presunto odio anti-ortodosso…Pavelic odiava la Chiesa ortodossa serba in quanto veicolo di serbizzazione (quanti croati ortodosi sono stati serbizzati nel XIX-XX secolo da quella Chiesa, fanatica nel suo odio verso Roma) ma non gli ortodossi, basti pensare agli ottimi brapporti diplomatici intrattenuti con la Bulgaria;
        secondo Pavelic il popolo croato (che, secondo lui, poteva essere non slavo ma solo slavizzato…per compiacere le SS tollerò addirittura che si sostenesse che i Croati erano Goti…vabbé qualche fregnaccia l’ha pur detta anche il Poglavnik :D) era costituito da
        1) croati cattolici (la maggioranza)
        2) croati musulmani, gli attuali “bosniaci” (si oblia spesso che vice-PM della NDH o Stato Indipendente Croato fu il musulmano Dzafer Kulenovic e ultimo Ministro degli Esteri fu Mehmed Alajbegovic, fatto poi impiccare da Tito insieme a molti dirigenti NDH); mai nessuno, fino ad allora, aveva trattato i musulmani meglio di Pavelic (anche il Gran Muftì lo lodò durante la visita che fece in Bosnia per reclutare alla Germania delle SS; io non mi scandalizzo di questo, il Gran Muftì aveva capito, a differenza di tanti altri leader arabi che non brillano per acume, che la Palestina avrebbe potuto essere conservata agli Arabi solo in caso di vittoria del Reich e che sarebbe stata perduta se il Reich fosse stato sconfitto, come in effetti avvenne…se i palestinesi, meglio guidati, avessero fatto un’Intifada a metà 1942 prima di El Alamein forse oggi Gerusalemme sarebe ancora araba…invece gli arabi e i musulmani non l’avranno MAI più, é meglio che si rassegnino); forse é anche per questo che Tito si vide “costretto” a dare notevoli diritti ai musilmani, visti però come nazionalità a se stante e separata dai croati
        3) croati ortodossi: costoro avrebbero dovuto, con le buone o con le cattive, essere restaurati al croatismo; Pavelic ben lungi dal preconizzare le conversioni forzate al cattolicesimo (auspicate da certi frati erzegovesi e altri preti) tentò di creare una Chiesa ortodossa croata e solamente croata, guidata dal Metropolita Germogen, che adottò il nuovo calendario, anatema per il franatismo antilatino dei Serbi; purtroppo il clero non lo seguì e si identificò totalmente nella causa nazionale serba donde molte persecuzioni apparentemente religiose in realtà nazionali…
        che il progetto di Pavelic non fosse in sé folle lo dimostra la rapida rinascita di una Croazia indipendente dopo il crollo del comunismo
        ciao !

  12. Moi says:

    Non si sa mai: è opportuno DIRE che sono tutte robe pre-esistenti Maometto, già ampiamente documentate c/o gli Ebrei e che l ‘Islam NON inventò ma regolamentò …

  13. mirkhond says:

    oppressione serba nel 1929-1939 (e già prima e ancora dopo, sino al 1941

    D’accordo sulle esagerazioni e i travisamenti tipici della propaganda di guerra e da regime postbellico, teso a giustificare i crimini dei vincitori scaricandoli sui vinti, ma non mi risulta che in Croazia nel 1929-1941, o dal 1919-1941 ci fossero massacri di croati, loro detenzioni in lager spaventosi e conversioni forzate in grande stile, tipo quelle che gli stessi Serbi attuavano nei confronti degli Albanesi del Kosovo a partire dal 1912-13 (senza contare la distruzione della comunità albanese musulmana di Vranje in Serbia, al confine con la Bulgaria, durante la guerra russo ottomana del 1877-1878…).
    Che Pavelic’ fosse in combutta colla Bulgaria si spiega benissimo per l’ostilità serbo-bulgara riguardo la Macedonia. Da qui l’accoglienza a Pavelic’ che proprio in Bulgaria fondò i suoi ustascia nel 1929….
    L’attentatore di re Alessandro di jugoslavia nell’ottobre del 1934 a Marsiglia, fu compiuto da terroristi macedoni affiliati agli ustascia….

  14. mirkhond says:

    errata corrige: l’attentato contro re Alessandro ecc.

  15. mirkhond says:

    il progetto di Pavelic

    Il progetto di Pavelic’ fallì perché si era messo con una coalizione che PERSE la guerra…
    Il poglavnik agli inizi del 1945 tentò degli abboccamenti con l’Urss per salvare la sua Croazia, ma l’Urss, cioè Stalin in quel momento puntava su Tito, ritenuto (a torto, ma col senno di poi) un fedele satellite che avrebbe creato una jugoslavia sovietica sul modello della stessa Urss, Jugoslavia che nei progetti non andati a porto avrebbe dovuto comprendere il balcano da Trieste a Nessebar sul Mar Nero, comprendendo anche l’Albania. In sostanza una jugo-urss, un’Urss balcanica….
    In un simile frangente, l’ultima cosa che Stalin avrebbe pensato di fare era proprio di salvare uno stato catto-fascistoide, quando si prospettava un boccone più succulento..
    E quando Tito, forte del consenso INTERNO, guadagnato sul campo, magari in modo spregevole, ma non più spregevole dei suoi nemici fascistoidi locali e esterni, ruppe con Stalin nel giugno 1948, lo scenario geopolitico europeo era ormai molto cambiato e questa volta furono gli Alleati a “recuperare” Tito, come cuscinetto neutrale in funzione antisovietica…
    Che poi Tito in PATRIA fosse più stalinista di Stalin, soprattutto nel 1948-1955, ciò non aveva rilevanza nei rapporti geopolitici internazionali, se il disegno Usa era quello di contenere l’Urss….
    Vedasi in proposito l’interessante libro di Pier Arrigo Carnier, Lo Sterminio Mancato, Mursia 1982, oltre a Noel Malcolm, Storia della Bosnia, Bompiani 1995, e Storia del Kosovo, Bompiani 1999.
    ciao!

  16. mirkhond says:

    Sempre riguardo al libro di Carnier, l’autore lascia trasparire invece, alla luce della documentazione da lui raccolta, specialmente riguardo agli interrogatori di Rainer, gaulaiter nazista di Carinzia nel 1941-45 e dal 10 settembre 1943 all’aprile 1945, governatore tedesco del Litorale Adriatico già italiano più terre slovene annesse all’Italia nel 1941-43, attraverso gli interrogatori di Rainer, condotti dagli alleati nel 1945-1947, prima di consegnarlo alla Jugoslavia titina, dove sarebbe stato giustiziato, in questi interrogatori dicevo, l’ex gaulaiter nazista austriaco, avrebbe lasciato trasparire un progetto in cui sarebbero stati interessati la stessa “lobby” austriaca nazista, settori conservatori del mondo cattolico, tramite mons. Roracher, vescovo di Salisburgo, il Vaticano, e forse lo stesso Otto d’Asburgo, per ricostruire sulle macerie fumanti del reich, nel 1944-45, una nuova Austria, comprendente oltre lo staterello austriaco 1918-1938, la Slovenia, il Litorale Adriatico con Trieste e Fiume, il Friuli, il Cadore, Belluno, il Tirolo, nord e sud, e il Trentino, e forse anche la Croazia…
    Questa nuova Austria avrebbe dovuto, sempre stando a ciò che traspare dalla documentazione raccolta da Carnier, costituire un possente baluardo anticomunista.
    Purtroppo, allo stato attuale delle mie conoscenze, non sono in grado di appurare se tutto ciò abbia un fondo di verità, e non saprei se siano stati fatti studi più approfonditi su questo argomento, tenendo conto che non tutti gli archivi sul quel periodo sono consultabili, vedasi quelli vaticani su Pio XII, o quelli britannici che mi sembra verranno aperti nel 2015….
    Alcuni indizi però, potrebbero rendere verosimile questa storia, se pensiamo alla TENACE RESISTENZA condotta dai Nazisti nelle aree tra Austria, Slovenia, Litorale adriatico nel 1944-45, quando ormai le sorti della guerra erano compromesse per il reich…
    Lo storico comunista Mario Pacor nel suo Italia e Balcani. Dal risorgimento alla resistenza, Feltrinelli 1968, sostiene che i Nazisti austriaci (e quindi il loro capo Rainer) fin dagli inizi del 1945, avevano deciso di RESISTERE anche DOPO la capitolazione del reich.
    Secondo Pacor, ciò sarebbe accaduto in attesa dell’arrivo degli Alleati, per arrendersi poi ad essi. E questo rientra nella comprensibile logica nazista, consapevole che la comprensibile vendetta sovietico-titina sarebbe stata TERRIBILE, cosa che di fatto avvenne….
    E tuttavia, lo stesso arciduca Otto d’Asburgo (1912-2011), sì lo stesso che da quattrenne vestito da femmina, camminava colla manina a mammà imburqata per i funerali di Francesco Giuseppe, Otto dicevo, durante la guerra ebbe abboccamenti con gli Alleati e nel 1945 sarebbe comparso nel Tirolo al seguito degli Americani….
    Ovviamente sulla fattibilità di tale (ipotetico) progetto, l’ultima parola spettava agli Alleati, ma Churchill e Roosevelt, poi Truman, in quel frangente NON POTEVANO scontentare Stalin e Tito, che, piaccia o no, avevano sostenuto SUL CAMPO, lo scontro PIU’ DURO contro Hitler (e la macchietta Mussolini), e nel 1944-45, i NEMICI di Usa e UK erano i NAZISTI…
    Per cui il progetto, seppur suggestivo per chi AMA l’Austria, ed io sono tra costoro, non era appunto realizzabile….

  17. habsburgicus says:

    @Ritvan
    Un colloquio da me sollecitato col Ministro e alla fine ottenuto dopo circa 1 anno ebbe effetti a dir poco esilaranti (se vuoi te lo racconto nei dettagli) [riferito a Roberto]

    se ti va effettivamente di raccontarlo, sappi che interessa anche a me :D
    magari può essere uno spunto per erudirci ancor più sui metodi di governo di Berisha che gode veramente pessima fama (la nostra sinistra, però, che vive in suo mondo fantastico ce l’ha con Berisha perché sarebbe “fascista” e “anticomunista” contro i buoni, puri socialisti ! sembra a loro ignoto che fu il cardiologo di Enver :D)
    ciao, buon fine settimana !

    P.S: che ne pensi della “laurea” albanese del Trota e compagnia bella ?

    • Roberto says:

      Hasburgicus, sul tuo ps: perchè sparare sulla croce rossa? :-)

    • Roberto says:

      Comunque sono andato a vedere per curiosità il sito della kristal e sulla brochure ci sono un sacco di ragazze carine, ha fatto bene il trota! Mi incuriosisce invece il riferimento alle “western universities”, voi albanesi non vi ritenete occidentali? :-)

      • Ritvan says:

        —Comunque sono andato a vedere per curiosità il sito della kristal…. Mi incuriosisce invece il riferimento alle “western universities”, voi albanesi non vi ritenete occidentali?Roberto—

        Ho dato anch’io una veloce occhiata al sullodato sito ma non ho trovato le “western universities” e, soprattutto, in quale contesto vi sia scritto. Potresti essere più preciso, magari con un link?

        P.S. Sì, noialtri ci riteniamo – a torto o a ragione:-) – occidentali. Pertanto – e in attesa del link faccio un’ipotesi – se dobbiamo fare pubblicità a una nostra università diremmo che p.es. essa ha legami con le migliori università…aggiungendo “occidentali” .. perché sai, dire di avere dei legami con – detto con tutto il rispetto – l’Università di Alma Ata forse non sarebbe tanto efficace come pubblicità:-).

        • Moi says:

          http://www.youtube.com/watch?v=dfdPOuc4snI

          Albania un ponte verso l’Occidente

        • Roberto says:

          Odduo non mi ricordo esattamente mi pare che fosse nella pagina di giurisprudenza e su diceva qualcosa come “programmi conformi a quelli delle migliori università occidentali”…o qualcosa del genere, che mi era sembrato un understatement abbastanza curioso

        • Ritvan says:

          —-…mi pare che fosse nella pagina di giurisprudenza e su diceva qualcosa come “programmi conformi a quelli delle migliori università occidentali”…o qualcosa del genere, che mi era sembrato un understatement abbastanza curioso..Roberto—-

          Ecco, appunto, più o meno come ipotizzavo io (sono stato qualche anno nell’ambiente universitario albanese e conoscerò i miei polli, cribbio!:-) ). E perché ti sembra “curioso” che pubblicizzino i loro programmi come “conformi a quelli delle migliori università occidentali”? O che avrebbero dovuto forse far riferimento ai “peggiori bar di Caracas”?:-)…a volte non ti capisco proprio…:-)

        • roberto says:

          perché se dico “conforme alle migliori univeristà occidentali” implico che io non sono occidentale. avrei detto “migliori università” tout court, o ancora citato qualche università partner

        • Ritvan says:

          —-perché se dico “conforme alle migliori univeristà occidentali” implico che io non sono occidentale. Roberto—
          No. Se scrivi “conforme alle università occidentali” forse implichi che tu non sei occidentale. Se, invece, scrivi “conforme alle migliori università occidentali” implichi solo che hai preso a modello LE MIGLIORI università occidentali. Da perfetto occidentale:-).

          —avrei detto “migliori università” tout court—
          Primo, siccome le migliori sono quelle occidentali, che male c’è a sottolinearlo? E secondo – pubblicitariamente parlando:-) – il richiamo al biekissimo:-) Occidente ha il suo fascino in un popolo che si ritiene parte di esso.

          —o ancora citato qualche università partner—
          Magari non c’era:-).

    • Ritvan says:

      —-se ti va effettivamente di raccontarlo, sappi che interessa anche a me. habsburgicus—
      Bene, per te, Roby (e per chiunque interessi) ecco in sintesi il dialogo surreale fra il sottoscritto e il Ministro degli Esteri albanese di allora, Dr. Alfred Serreqi:
      -Ritvan: Signor Ministro, vorrei sapere perché non mi è stato ancora offerto un lavoro presso questo Ministero. Sono passati alcuni mesi dal concorso di cui sono vincitore (1° nella lista di lingua francese) e so per certo che di assunzioni ne avete fatte.
      -Ministro: Ma sa, lei ha già un lavoro e noi preferiamo dare la precedenza a quelli che sono disoccupati.
      -Ritvan: I suoi sentimenti nei confronti dei disoccupati le fanno indubbiamente onore, però le faccio presente che se la sua principale preoccupazione nelle vesti del Ministro degli Esteri è combattere la disoccupazione in Albania, assumere me porterebbe al medesimo risultato. Infatti, non è che poi io potrei tenermi anche l’attuale impiego e, pertanto, il mio posto sarebbe preso da un disoccupato e i conti della disoccupazione in Albania tornerebbero come sopra.
      -Ministro: Ma lei è un bravo medico veterinario e l’Albania ha bisogno di specialisti come lei in quel campo.
      -Ritvan: Mi permetta di suggerirle di chiedere al suo collega dell’Agricoltura le statistiche dei veterinari rimasti disoccupati dopo la chiusura di tutte le aziende agricole di Stato e il disfacimento delle cooperative (fatti avvenuti circa un anno prima, con centinaia di migliaia di capi di bestiame macellati e conseguente crollo temporaneo del prezzo delle carni sul mercato interno-ndr.). Fra di essi ci sarà di sicuro gente brava quanto me, magari anche di più, per far fronte alla bisogna quando – magari fra 5 o 10 anni – lo stato della zootecnia albanese sarà risollevato.
      A questo proposito, mi permetta di aggiungere che forse in questi tempi l’Albania ha più bisogno di bravi medici pediatri come lei, eppure….
      -Ministro:(??).
      -Ritvan: Un’ultima cosa dai giornali (presento ritagli) apprendo che avete assunto di recente diverse persone, i cui nomi non mi risultano essere fra quelli dei vincitori del suddetto concorso…ecco, un esempio è A.R., fratello del direttore del giornale filogovernativo “Albania”.
      – Ministro: Ma in quel caso ci serviva un addetto stampa e lui è un giornalista.
      – Ritvan: Sì, lo so…però un mediocrissimo giornalista, anni luce dal livello del fratello Direttore. Se vi serviva, però, il pezzo di carta dimostrante di essere (anche) un giornalista ce l’avevo anch’io, è allegato al mio curriculum depositato presso la vs. Direzione del Personale. E se anche fossi un giornalista dello stesso livello di A.R., credo di conoscere la Politica Estera un pochino meglio di lui…almeno i risultati del vs. concorso dicono così….
      -Ministro:(???).
      -Ritvan: Signor Ministro, non voglio farle perdere altro tempo prezioso…dalle sue risposte ho intuito benissimo come stanno veramente le cose…le auguro una buona giornata, buon lavoro e mi dispiace che molto probabilmente non ci rivedremo mai più.

      Ho salutato e me ne sono andato. Dopo qualche anno il caro Berisha l’ha “scaricato” ed è uscito dalla vita pubblica…magari è ritornato a fare il pediatra, per la grande gioia dei bimbi albanesi:-).

      —-magari può essere uno spunto per erudirci ancor più sui metodi di governo di Berisha che gode veramente pessima fama—
      Pienamente meritata, direi.

      — (la nostra sinistra, però, che vive in suo mondo fantastico ce l’ha con Berisha perché sarebbe “fascista” e “anticomunista” contro i buoni, puri socialisti ! sembra a loro ignoto che fu il cardiologo di Enver)—
      Il problema non è che Berisha fosse il cardiologo di Hoxha…figuriamoci, se io fossi stato un bravo cardiologo e Hoxha mi avesse chiamato alla sua “corte” (si chiamava “Clinica Speciale” e oltre a Hoxha ne usufruivano anche gli altri gerarchi del Politburò) mica avrei detto “no”, eh! Il problema è che il buon Berisha, nelle sue vesti di Segretario dell’Organizzazione del Partito delle Strutture Sanitarie di Tirana si piazzava spesso e volentieri davanti all’ingresso della Facoltà di Medicina – “terreno” di sua competenza “partitica” – e con un righello misurava la lunghezza dei capelli e delle basette degli studenti, mandando ipso facto dal barbiere chi avesse qualche peluzzo “fuori standard” del suddetto Partito. E di questo non ne aveva alcun bisogno, poiché la sua bravura come medico cardiologo era fuori discussione, e non lo faceva nemmeno per ignoranza, visto che andava all’estero più volte all’anno, lo faceva perché lo sentiva nel cuore…. e uno così a 40 anni non può diventare mai liberale e democratico…mai.
      Pertanto, a mio immodesto:-) avviso i cari compagnucci italici hanno IN PARTE ragione…nella parte in cui l’accusano di essere un “fascista”, naturalmente.

      —che ne pensi della “laurea” albanese del Trota e compagnia bella ?—
      Tutto il male possibile, naturalmente. Per la parte albanese la cosa non mi meraviglia affatto, cos’altro ci si dovrebbe aspettare in un Paese uscito dalla fame e dall’oppressione, con la gente in corsa all’arricchimento nel più breve tempo possibile? E’ “naturale” che in queste condizioni le università private in mano a gente così arricchita applichino il principio vespasianesco “pecunia non olet”. Per l’altra parte, invece, siccome credo che il difetto più diffuso nel Belpaese sia L’IPOCRISIA, mi pare perfettamente il linea con essa che il figliolo del Capo di quelli che “I-soldi-padani-restino-in-Padania” e “Albanesi fora dalle bal” usi i soldi dei bravi padani per comprare – magari con “l’intermediazione” di un suo “amico” albanese, perché mica un italiano si può presentare allo sportello dell’Università “Kristal” di Tirana e chiedere candidamente “Scusate, vorrei comprarmi una laurea da voi senza frequentare un solo giorno: a quanto me la mettete?”:-) – dai neomafiosi albanesi un pezzo di carta che non resisterebbe al controllo di un baluba:-). E mi pare anche che d’ora in poi il Bossi senior – che non poteva non sapere, cribbio – dovrebbe spiegare meglio le ragioni per cui la sua cara Padania dovrebbe prendere le distanze dal Sud, visto che anche per i padani-duri-e-puri “i figli so’ piezz’ ‘e core”, tanto “piezz’ ‘e core” da giustificare l’acquisto per essi e con soldi “padani” di lauree tarocche da mafiosetti albanesi…..

      Ciao e buon finesettimana anche a te!

  18. mirkhond says:

    E mi pare anche che d’ora in poi il Bossi senior – che non poteva non sapere, cribbio – dovrebbe spiegare meglio le ragioni per cui la sua cara Padania dovrebbe prendere le distanze dal Sud, visto che anche per i padani-duri-e-puri “i figli so’ piezz’ ‘e core”, tanto “piezz’ ‘e core” da giustificare l’acquisto per essi e con soldi “padani” di lauree tarocche da mafiosetti albanesi…..

    Non posso che condividere quanto dice Ritvan. Questo, paradossalmente, mi rende l’Albania e gli Albanesi ancora più simpatici perché il sento davvero SIMILI a noi terronici, nei pregi e nei difetti, e questo, forse, spiega perché tanta gente da noi a Bari, non solo prova disprezzo per gli Albanesi, ma ti fa pure la smorfia di disgusto quando gli fai notare le radici ILLIRICHE degli Japudi/Japigi…
    Anni fa, intorno al 1997 e in pieno clima albanofobo italiano, la Gazzetta del Mezzogiorno pubblicò con un articolo dove si cercava di analizzare le cause di tale albanofobia, e la cosa che mi colpì fu proprio che per noi “meridionali” l’Albanese rappresenterebbe il nostro “incubo”, cioè con la sua povertà e le sue sofferenze, avrebbe il “torto” di ricordarci CIO’ CHE ERAVAMO, e che in fondo molti temono di poter TORNARE AD ESSERE…
    Del resto, quando insegnavo e in una lezione parlai proprio delle radici ILLIRICHE degli Japigi, sottolineando che gli attuali Albanesi ne sono i DISCENDENTI etno-linguistici, di un’area illirica preromana MOLTO PIU’ VASTA e che andava dall’attuale Austria all’Epiro, una mia alunna candidamente disse:
    ” E po’ chidd’ d’Triest’ dichn’ ch’ l’Albanis’ simm’ nu’ ” (E poi quelli di Trieste dicono che gli Albanesi siamo NOI, cioè i Baresi e i Pugliesi in genere).
    ciao!

    ps. spero solo che la stangata dello scandalo legato alla famiglia Bossi, possa indurre molti Settentrionali come molti di Noi, che il mito del Nord, magari razzista, ma sempre onesto e incorruttibile, è appunto un MITO.

    • Francesco says:

      >> le ragioni per cui la sua cara Padania dovrebbe prendere le distanze dal Sud,

      che domanda! per avere i soldi per comprare ai figli la laurea in Albania :(

      a leggerti, pare che tu non abbia mai sentito il termine “trasferimento di risorse”. o pensi che la Padania abbia a che fare coi Celti e col dio Po?

      ogni tanto penso che dovrei trasferirmi per qualche mese a latitudini più calde, per vedere cosa si pensa del nord laggiù.

      ciao

      :)

      • Ritvan says:

        @ Francesco
        Se ti riferisci al “trasferimento delle risorse” sono d’accordo, porca miseria, non ho nulla in contrario a che i “padani” si comprino le lauree dai figlioli in Albania:-) coi soldi “padani” e gli ex sudditi dei Borbone si paghino le pensioni d’invalidità fasulle:-) esclusivamente con quattrini raccolti nei territori ex borbonici. Ma non vedo la ragione perché per ottenere questo si debba sfasciare l’Italia, inventandosi una “nazione padana” che sarebbe diversa (in cosa?) da quella che abita il Sud.

        • mirkhond says:

          La ragione “padana” per sfasciare l’Italia, sarebbe quella i “padani” ricchi, onesti e sempre virtuosi, si sarebbero stancati di “mantenere” i fancazzisti borbonici, erogando soldi per le loro pensioni d’invalidità ovviamente sempre ;) fasulle….
          Quindi un discorso economico fatto diventare un discorso identitario per una “Padania” mai esistita….
          ciao!

        • Ritvan says:

          Caro mirkhond, concordo con te, anche se ritengo che Francesco abbia qualche ragione sul cosiddetto “trasferimento di risorse” e – come mi pare di aver già detto – nell’ambito della realizzazione del cosiddetto “federalismo fiscale” una regione che “produce” gettito fiscale in abbondanza dovrebbe avere voce in capitolo (diritto di controllo e sanzione?) su come i “suoi” soldi “trasferiti” vengono utilizzati dalle regioni meno “fortunate”.

          Ciao

        • Francesco says:

          perchè gli italiani del Sud hanno mostrato di essere più intelligenti di noi del Nord e, dai tempi di Crispi, di avere capacità assolutamente maggiori di mettere le mani nella cassa dello Stato italiano (se vuoi, aggiungi politici prima di italiani ma l’effetto non cambia)

          l’unico modo per evitare che questa loro evidente superiorità continui ad alleggerirci il portafoglio è distruggere la cassa comune. siccome hanno dimostrato negli ultimi 20 anni la totale volontà e capacità di bloccare ogni tentativo di federalismo, l’aternativa alla secessione è la schiavitù economica.

          anche si potesse sopravvire in quella situazione, come nei decenni della cassa del mezzogiorno, non vedo buoni motivi per farlo.

          PS se possiamo avere una sola Italia con DUE casse separate al 100%, rinuncio seduta stante alla secessione

      • PinoMamet says:

        “ogni tanto penso che dovrei trasferirmi per qualche mese a latitudini più calde, per vedere cosa si pensa del nord laggiù.”

        ti esorto a farlo, Francesco, è molto istruttivo!

        Mi è capitato più di un paio di volte, quando ero a Roma, di sentire discorsi che finivano su “su a Milano dicono che lavorano solo loro, ma è tutta scena”
        (PS: secondo me hanno ragione i romani…);
        quando invece dicevo di essere emiliano, ho sempre ricevuto attestati di simpatia.

        La Lega ha fatto molto per rendere il Nord Italia impopolare, purtroppo!!

        • mirkhond says:

          La Lega ha fatto molto per rendere il Nord Italia impopolare, purtroppo!!

          E con mio profondo dispiacere debbo dire che anche la percezione dell’Emilia e della Romagna sono in parte cambiate in negativo, soprattutto per Bologna e la Romagna, visti come luoghi di velato e strisciante razzismo, soprattutto Bologna vista come una città gelida, glaciale, molto diffidente, in cui non è facile essere accettati e dove c’è molta solitudine…
          E questo riferitomi da persone che hanno vissuto per lavoro li, facendo andare in frantumi l’immagine sostanzialmente positiva che avevo di queste terre, magari sporcaccione, anticlericali, ma in fondo calorose e accoglienti…

        • Moi says:

          @ Mirkhond :

          Va be’, è un sito un po’ sul “cattolepantino” , ma questo vecchio articolo di Messori qualche osservazione giusta “a lungo termine” la fece.

          http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/comunismo_nel_mondo/post-comunismo/articolo.php?id=766&titolo=Vecchi%20militanti

        • Francesco says:

          tanto meglio, dovrebbe favorire il distacco

          vedi, a me non interessa nulla affermare un qualche genere di superiorità del Nord su altri. nè morale nè economica nè niente (quella calcistica sì ma è un’altra questione :D)

          fino a quando i numeri diranno che il costo dello Stato italiano reale è quello che è per noi quassù, la secessione economica rimane una questione di sopravvivenza e di giustizia

    • Mauricius Tarvisii says:

      ps. spero solo che la stangata dello scandalo legato alla famiglia Bossi, possa indurre molti Settentrionali come molti di Noi, che il mito del Nord, magari razzista, ma sempre onesto e incorruttibile, è appunto un MITO.

      Ti assicuro già del contrario: tutti diranno che queste sono poche mele bacate e che al Sud fanno continuamente di peggio. Un tale che conosco è già in piena attività per reclamizzare Maroni, l’Incorruttibile e Grande Ministro Che Ci Fa Stare Sicuri.

      • mirkhond says:

        Fine della speranza di un rinsavimento padano…
        ciao e grazie per la triste notizia….

        • PinoMamet says:

          Mirkhond, se ti può far piacere, qua a sud del Po, dove la Lega aveva raccolto sostanzialmente il voto di protesta

          (ma, come dicevo- inascolato ;) – a Francesco, della “Padania” non gliene frega ‘na cippa a nessuno)

          alle recenti elezioni comunali si è praticamente volatilizzata.

        • Mauricius Tarvisii says:

          E con immensissimo piacere ti dico che mi sono sbagliato, perché anche qui la Lega ha conosciuto un fiasco colossale: su 84 comuni al voto, solo in 14 ha avuto un sindaco eletto o è arrivata al ballottaggio. E di questi 14 solo 2 (Verona, che pure è Verona, e Cittadella) sono centri importanti.
          Nella stessa Verona il brand Lega non ha raggiunto nemmeno il 17%…

        • Francesco says:

          posso far notare che la sparizione della Lega non è legata alla soluzione di nessuno dei problemi che il suo successo poneva in evidenza?

          passata la buriana, mi aspetto un nuovo movimento politico che li cavalchi

          e forse non solo politico, penso a come gestisce la cosa l’ETA :(

          o magari saranno bravi a tenersi i soldi come i catalani senza spargere sangue, magari

  19. mirkhond says:

    errata corrige: pubblicò UN articolo

  20. mirkhond says:

    errata corrige bis: possa indurre a riflettere

    • habsburgicus says:

      “Fine della speranza di un rinsavimento padano”
      mah, forse in Veneto e Lombardia….invece nel Piemonte profondo, da quello che ogni tanto sento (intendiamoci, non sono Pagnoncelli né la Doxa, posso sbagliarmi :D) mi sembra che la Lega abbia perso moltissima credibilità e verosimilmente ciò avrà dei riflessi anche elettorali…in provincia di Cuneo, ad esempio (la presidente della provincia, leghista, fra l’altro, é l’amante o compagna che dir si voglia di Calderoli che andò a trovarla in aereo di Stato, come un qualunque boiardo DC/PSI da Prima Repubblica :D), la Lega era da ultimo molto forte, ma solo alcuni temi leghisti colpivano la gente (mai nessuno da noi ha dato importanza a secessione, dio Po e Padania…siamo piemontesi, perbacco, non padani e nessuno cambierebbe il dominio di Roma con quello di Milano :D); in realtà il voto leghista da noi (e anche in altre parti del Nord) é un voto anticomunista (cioé anti-sinistra) e quasi tutti gli elettori leghisti un tempo votavano DC (ancora nel 1990 alle comunali ad Alba la DC superò il 50%) e PLI (da noi, caso forse unico in Italia, partito quasi di “massa”, grazie alla personalità dell’ex-Ministro Costa e al fatto che, essendo improponibile a causa dele radici resistenziali, il MSI, il voto di destra si riversava nel PLI che era votato anche dai monarchici, oggi estinti, ma ancora esistenti negli anni ’80…la mia professoressa di italiano e latino al Ginnasio, donna colta, severa e impassibile, non riuscì a trattenersi e pianse in classe nel 1983 quando morì Umberto II e Cuneo fu forse l’unica provincia del nord che restò fedele ai Savoia nel 1946)
      in sintesi, da noi (e anche in buona parte del resto del Piemonte) i leghisti non sono veri leghisti, sono conservatori e sono stati colpiti dallo scandalo di Bossi…dunque almeno qui la Lega ha subito un colpo grandissimo, così mi pare..ripeto, é solo un’opinione, si vedrà nel prossimo futuro
      ciao !

      • Mauricius Tarvisii says:

        “quasi tutti gli elettori leghisti un tempo votavano DC”
        In Veneto, ex terra monocolore bianca, la Lega ha ereditato l’elettorato democristiano. La Lega “antisistema” credo sia solamente quella di qualche valle lombarda con forse (ma forse) qualche frangia di emuli veneti non della pedemontana (che in blocco è saltata dalla Balena Bianca sul Carroccio).

  21. mirkhond says:

    siamo piemontesi, perbacco, non padani e nessuno cambierebbe il dominio di Roma con quello di Milano :D

    Ma con quello di Torino (o di Chambery se si POTESSE), no? :)

    Avevo una zia piemontese DOC di Brà che infatti parlava con affetto dei Savoia….
    ciao!

  22. mirkhond says:

    Per Pino Mamet

    Alla tv sentito della sconfitta leghista proprio a Parma.
    ciao!

    • habsburgicus says:

      a Parma i grillini vanno a gonfie vele :D
      é vero, come già accusano i “sinistri”, che gli elettori grillini di Parma sono quasi tutti ex-PDL (che sarebbe crollato) ?

      • roberto says:

        non so se gli elettori a cinque stelle siano ex forzitaliuti, ma a me pare evidente che grillo sia qualcosa di incasellabile nella destra estrema (direi senza mezzi termini che è un fascio)

        roberto

      • Francesco says:

        dai giornali pare siano in maggioranza ex-astenuti e ex-piddini

        saluti

        PS il programma economica è al livello di quello del PD, forse appena appena migliore

  23. mirkhond says:

    Per Mauricius

    Spero solo che il crollo elettorale leghista sia una speranza per un ripensamento veneto anche riguardo alle ossessioni razziali…
    Che insomma, si possa tornare a quella civiltà ladra e usuraia quanto si voglia, ma aperta al diverso come fu la repubblica di Venezia….
    Ma, purtroppo su quest’ultimo argomento sono solo sogni…
    ciao!

  24. Per roberto

    “pare evidente che grillo sia qualcosa di incasellabile nella destra estrema (direi senza mezzi termini che è un fascio)”

    Francamente, non lo seguo molto, e quindi mi astengo dai giudizi.

    Certamente non è un “democratico” nel senso comune della parola, cioè un mediatore tra diverse forze politiche: diciamo che è il contrario di Giulio Andreotti, per capirci.

    Invece, mi sembra che il Movimento 5 Stelle sia effettivamente piuttosto democratico nelle sue articolazioni locali.

    Comunque, il giudizio dipende dal programma, che non conosco: mi ricordo tempo fa di una roba tutta concentrata sulla “onestà” dei politici, che non credo proprio sia il principale problema d’Italia.

    • roberto says:

      infatti, probabilmente non si capiva dal mio post precedente, il mio giudizio di fascistità riguarda grillo non il movimento in sé e tantomeno i grillini. Poi non saprei dire quanto il movimento sia autonomo da grillo, a naso mi sembra molto autonomo, ma potrei sbagliarmi

  25. roberto says:

    ti segnalo a proposito questo post (un po’ vecchio ma significativo mi pare)

    http://neuroniattivi.blogspot.com/2010/12/bologna-lascio-il-movimento-5-stelle.html

  26. mirkhond says:

    tanto meglio, dovrebbe favorire il distacco

    Conoscendo il mio popolo, credo che se l’Italia dovesse dividerci, la divideranno i discendenti geografici di quelli stessi che, 150 anni fa la vollero unire a tutti i costi e sempre per lo stesso motivo: i SOLDI!
    I paradossi della storia….

  27. mirkhond says:

    Comunque almeno qui a Bari, posso dire che il Nord non è più così popolare come ancora dieci, venti, trent’anni fa….
    Ma, ripeto, se l’Italia si dividerà, non saremo noi a sfasciarla, nonostante i sogni dei neoborbonici…
    Siamo troppo abitudinari e nel profondo consapevoli che con la secessione finiremo sotto il dominio delle mafie, gli unici gruppi di potere davvero forti, che la nostra classe dirigente non vale niente e non è comunque in grado di resistere alle pressioni mafiose, tantomeno se l’Italia si sfascia….
    Poveri noi se penso, ad esempio come finirebbe la sanità pubblica….

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