Quando l’Europa era multiculturale

Qualche immagine dei funerali dell’imperatore Francesco Giuseppe (30 novembre 1916), che ho trovato per la prima volta su un sito islamico.

Il bello è che non si tratta di notabili bosniache, ma di membri della famiglia reale: nella seconda immagine e nell’ultima immagine, vediamo infatti il nuovo imperatore Carlo, sua moglie Zita e loro figlio: qui leggiamo che quest’ultimo sarebbe Otto (e in effetti i suoi quattro anni li dimostra), ma visto l’abbigliamento, forse sarebbe la figlia Adelheid (che però all’epoca aveva solo due anni).

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65 Responses to Quando l’Europa era multiculturale

  1. habsburgicus says:

    complimenti Miguel, immagini interessantissime, hai fatto molto bene a postarle…
    la morte del venerando Francesco Giuseppe (sera del 21/11/1916; regnava dal lontano 2/12/1848, quando Carlo Alberto era ancora nostro Re ! …e per “noi” intendo i piemontesi :D) fu veramente la fine della vecchia Europa ed un destino benevolo, pur nella tragicità dei tempi, gli risparmiò di vedere la caduta della Santa Russia (metà marzo 1917), allora nemica ma amica nei giorni tempestosi della sua gioventù quando regnava il grande Nicola I (1825-ob. 2/3/1855) che nessun Kerenskij né tantomeno un Lenin sarebbe riuscito a fregare perché aveva la medicina adatta per tali escrescenze sovversive, e ancor di più la fine dela propria Monarchia che passò nelle mani benevolenti ma inesperte del buon Carlo I, vero cristiano ma forse non vero uomo di Stato
    ai suoi funerali parteciparono il Re di Bulgaria e molti Sovrani tedeschi (ma non Wilhelm II, che venne prima)

  2. Sapevo di farti contento :-)

    Faccio appello alle tue conoscenze enciclopediche per assicurarmi che il bambino sia proprio Otto: so che all’epoca i bambini venivano spesso conciati in una maniera che oggi definiremmo femminile, ma vorrei essere sicuro…

    Per quanto riguarda Lenin, ovviamente la pensiamo in modo diverso: nel senso che avrà avuto tutte le proprie colpe, ma non fu certo responsabile del Grande Delitto commesso collettivamente dalle potenze di allora, la Prima guerra mondiale.

    • habsburgicus says:

      mah, dovrebbe essere Otto…non ho però sottomano sue fotografie di quell’epoca…certo che ha un aspetto veramente femminile, specie alla fine del filmato…i giornali dell’epoca (Fremdenblatt, Neue Freie Presse, Wiener Zeitung, Reichspost e l’ungherese Pester Lloyd, tutti reperibili online in PDF su ANNO-Austrian Newspapers Online per chi fosse interessato e masticasse un po’ di tedesco) parlarono della presenza del’Arciduca Otto (il che non esclude quella dell’Arciduchessa Adelheid !) dunque, pur senza assoluta certezza, identifichiamolo con Otto d’Asburgo, scomparso lo scorso luglio quasi centenario…
      ciao

      • paniscus says:

        certo che ha un aspetto veramente femminile, specie alla fine del filmato…i giornali dell’epoca (…) parlarono della presenza del’Arciduca Otto (il che non esclude quella dell’Arciduchessa Adelheid !)

        Avendo una vaga idea delle abitudini di quell’ambientino, se ipoteticamente la principessina c’era, sarà stata nelle retrovie in braccio alla balia, data l’oggettiva imprevedibilità del suo comportamento e la probabilissima eventualità che si mettesse a strillare per la stanchezza e per la noia.

        Che il figlio maschio, invece, già a quattro anni, fosse già sufficientemente inquadrato a forza di minacce autoritarie, di esaltazioni nobiliari e di proclami solenni, da riuscire a controllarsi talmente tanto da non far sfigurare i genitori nemmeno a una cerimonia di stato della durata di diverse ore, è anche possibile. Il mio, di quattrenne-quasi-cinque, o si schianterebbe a dormire, o si metterebbe a correre come un pazzo per la navata della chiesa… ma appunto, mica è arciduca :)

        Lisa

      • izzaldin says:

        @habsburgicus
        neue freie presse… sigmund freud era abbonato a questo giornale, karl kraus invece lo prendeva per il culo sul suo die faeckel….io me la immagino, la NFP, una testata con un tono misto repubblica.it/corsera dei tempi… tu che ne dici?
        saluti,
        izzaldin

        • habsburgicus says:

          @izzaldin
          la NFP era il giornale della grossa borghesia, massonizzata e, in forte percentuale, giudaica…non offebdiamo però la NFP paragonandola a “La Repubblica”, c’é un limite agli insulti :D
          la NFP era anticlericale (ma in versione soft e perciò più pericolsa), antirussa (il recondito motivo stava tutto nell’atteggiamento energico del governo imperiale russo nei confronti del cosiddetto “popolo eletto” :D), filo-Triplice e servile verso la famiglia imperiale (come tutti i grandi giornali dell’epoca..lo ricorda, con sdegno, nel suo “Mein Kampf” anche un certo Adolf :D); era molto ben informata sulla politica estera e riceveva informazioni da fonti “ufficiose”
          nel marzo 1938 fu nazificata (e, ipso facto, degiudaizzata) ma nel gennaio 1939 Goebbels la soppresse forse perché ricordava troppo il passato pre-nazista dell’Austria, soprattutto quello imperiale
          abbastanza simile alla NFP, ma più ufficioso e meno “liberale” era il “Fremdenblatt”, l’unico giornale che Francesco Giuseppe si degnasse di leggere (così si favoleggiava); era eccezionale per la politica estera e (come talvolta la NFP) presentava le note diplomatiche importanti anche in lingua originale francese, ad esempio ancora la “nota di pace” di Burian del 14/9/1918; pubblicò quasi tutto il “Rotbuch” sulle relazioni austro-italiane in cui é mostrata ai posteri la condotta riprovevole (secondo Vienna e molti altri) del R. Governo nel 1914-1915 (purtroppo il FB é in linea solo dal maggio 1915); anch’esso subiva influenza giudaica, ma in modo meno sfacciato e senza mancare di rispetto (in genere) al Vaticano e alla Chiesa
          i cattolici di Lueger, proprio per evfitare di dipendere dalla stampa “giudaica”, fondarono nel 1894 il “Rerichspost”; era un giornale cattolico-sociale, popolaresco, anti-italiano, anti-giudaico e anti-masssnico, devotissimo alla Dinastia e prediletto in modo particolare da Francesco Ferdinando, di cui condivideva le tendenze pro-slave e anti-magiare; durante la guerra (in cui fu ultra patriottico) uscì spesso censurato perché non aveva amici potenti come il FB e la NFP (talora censurati anch’essa, specialmente la seconda)
          il “Reichspost” divenne giornale ufficioso di Dollfuss e Schuschnigg, dunque odiatissimo dai nazisti austriaci
          il 12/3/1938 uscì con l’intera prima pagina censurata e con duev righe pro-naziste messe evidentemente all’ultimo momento
          il 13/3/1938 uscì con il ritratto del Fuhrer e senza la divisa “giornale del popolo cristiano dell’Austria” (sino al 1918 “dell’Austria-Ungheria”); da allora fu nazistissimo (più della NFP !) ma non scampò alla vendetta di Goebbels che il 30/9/1938 lo soppresse
          la “Wiener Zeitung” (WZ) sul modello delle antiche gazzette ufficiali, aveva anche una parte politica oltre a quella burocratica (come le gazzette ufficiali di oggi, decreti, concorsi ecc.); la parte “politica” era molto concisa, ufficialissima in tono e molto affidabile; al lunedì usciva la sola parte politica con il nome di “Wiener Abendpost” (anche da noi la Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia conteneva una parte politica, credo sino al 1884; da allora é più o meno come oggi, solo decreti, concorsi, leggi ecc)
          ciao !

  3. daouda says:

    Tuttavia non dimentichiamoci che la “destra” è stata spesso e volentieri anti-Religiosa quindi di conseguenza, contro la verità, la giustizia e via discorrendo.
    Rispetto ad oggi, bei tempi…

    p.s. lycopodium ho provato a risponderti eh, magari non chiaramente

    • ANTONELLO says:

      “anti-Religiosa quindi di conseguenza, contro la verità, la giustizia ”
      la religione è verità e giustizia? ROTFL

      • daouda says:

        Calcolando che giustizia e verità sono energie o archetipi universali…calcolando che la religione fà essere universali, che altrimenti è meglio sputargli addosso, analogicamente si può asserire che lo siano anche se chiaramente è un po’ un’uso improprio della lingua.

        Per quanto riguarda le infamità siamo homini del tipo “poveri noi! la democrazia non è quel che è! è però una gran cosa” più o meno la sbobba è la stessa con il difetto che la democrazia è proprio una stronzata logica, come il comunismo, il liberalismo e via discorrendo.

        p.s. ROFTL vuol dire che ti pieghi in due dal ridere? Beh, cazzo, mmo che fai, te rientri nel culo? Sò curioso…

      • daouda says:

        un’uso…. sto messo bene…poi dici che ciò la laurea, apparte che è un inzulto, ma evidentemende non è così

        x ANTONELLO : UH UH UH!

  4. Peucezio says:

    Lì la follia è stata la guerra civile centro-europea, il suicidio collettivo di Austria, Germania, Russia e Impero Ottomano, che hanno pensato bene di fare la guerra fra loro, mentre, se si fossero coalizzati contro Inghilterra e Francia le avrebbero annientate e oggi quegli imperi ci sarebbero ancora e l’Europa sarebbe ancora un continente civile.
    Nella logica dell’epoca era sensato, perché era normale lo scontro, per motivi geopolitici, fra potenze che condividevano lo stesso sistema di valori, ma lì bisognava capire che l’Occidente quei valori non li condivideva affatto e non era un avversario, ma un nemico che voleva distruggere quel mondo, come infatti fece, quindi le loro beghe dovevano essere messe da parte di fronte a una minaccia esiziale.

    • daouda says:

      Lui avrebbe potuto fermare tutto : Pëtr Arkad’evič Stolypin

      Per il resto la Germania non era un impero o regno legittimo e da ciò si comprende molto…

      • habsburgicus says:

        si può discutere della legittimità della Germania…a me pare quanto di più legittimo ci fosse !
        la Germania nel 1914 era composta da 4 Regni (Prussia, Baviera, Sassonia, Wurttemberg), 6 Granducati (Baden, Assia, Oldenburg, Sassonia-Weimar, Mecklenburg-Schwerin, Mecklenburg-Strelitz), 5 Ducati (Anhalt, Braunschweig, Sassonia-Coburgo e Gotha, Sassonia-Meiningen, Sassonia-Altenburg), 7 Principati (Reuss linea vecchia, Reuss linea recente, Schaumburg-Lippe, Lippe-Detmold, Schwarzburg-Rudolstadt, Schwarzburg-Sondershausen, Waldeck-Pyrmont) e 3 Città libere (Amburgo, Brema e Lucca) più il Reichsland Elsass-Lothringen (ottenuto de iure il 10/5/1871 in base al Trattato di Francoforte), retto da una costituzione bicamerale dal 1911 e possedimento collettivo di tutti e 25 gli Stati dell’Impero……chi in Europa (a parte la Monarchia asburgica) poteva rivendicare una loegitimità maggiore ? inoltre Wilhelm assunse il 18/1/1871 a Versailles il titolo di “Deutscher Kaiser” non per volontà di demagoghi, settari e ciarlatani vari, ma su invito dei Sovrani suoi parti guidati dal Re di Baviera, Ludwig II (1864-1886), quello “pazzo”…grandezza imperitura di Bismarck fu aver realizzato l’unità germanica attorno alla Prussia SENZA detronizzare gli altri Sovrani (a parte il Re del’Hannover, l’Elettore di Assia-Kassel, il Ducato di Nassau e la Città libera di Francoforte nel 1866) e SENZA estinguere la Prussia nel Reich !
        avessimo avuto noi un Bismarck che pur imponendo, come forse era storicamente giusto, l’egemonia sabauda sui Borbone, sui Lorena e sugli Estensi, avesse loro lasciato gli Stati e l’autogoverno ! avessimo avuto noi uno statista che lungi dal mutilare il Piemonte (Nizza e Savoia, 1860) lo avesse mantenuto integro, senza confonderlo, nella sua specificità con il resto d’Italia così come in Germania nel 1914 continuava ad esistere un Esercito prussiano allargato e non un Esercito tedesco (poi c’erano tre Eserciti, quello sassone, quello wurttemberghese e, molto autonomo, quello bavarese, probabilmente più libero da Berlino, in tempo di pace, di quanto sia oggi l’Esercito italiano dai comandi NATO !)
        dunque Germania illegittima ? non scherziamo !!!

        • Ritvan says:

          —…la Germania non era un impero o regno legittimo…daouda—
          —…Germania illegittima ? non scherziamo !!! habsburgicus—

          Ehmmm…caro habsburgicus, il buon daouda non scherza affatto e ci ha spiegato il suo concetto di “legittimità” di un qualsiasi sistema di governo quando tu non frequentavi ancora questi ameni lidi telematici.
          Per fartela breve, daoudianamente parlando, perché un qualsiasi sistema di governo possa essere definito “legittimo”, esso dovrebbe ricevere “l’unzione” da un apposito “delegato” del Signore Dio Nostro….insomma, più o meno come lo ricevette il pastorello Davide, hai presente l’Antico Testamento?

          Visto e considerato quanto sopra, se tu non presenti al buon daouda l’originale (o almeno una copia conforme in carta da bollo del Sacro Romano Impero:-) ) dell’atto di consacrazione del Reich tedesco da parte dell’Inviato Del Signore, nonché l’originale (o copia conforme come sopra) delle lettere credenziali che Nostro Signore affidò al sullodato inviato “consacratore”, niente da fare, il tuo caro Reich per la Vera Chiesa Di Cristo Di Rito Daoudiano era e resta ILLEGITTIMO, cribbio!:-):-)

      • mirkhond says:

        Lui avrebbe potuto fermare tutto : Pëtr Arkad’evič Stolypin

        Quantomeno avrebbe potuto salvare la Russia dal bolscevismo, se non fosse stato ammazzato nel 1911…

      • Peucezio says:

        Stolypin?

        E’ vero in effetti.

    • habsburgicus says:

      hai pienamente ragione Peucezio…
      purtroppo all’epoca, di queste cose non si rendeva conto nessuno e vi erano poi, come ben sai, dei serissimi motivi di contrasto fra queste Potenze, soprattutto fra Austria-Ungheria e Russia (per i Balcani) e fra Impero Ottomano e Russia, laddove un’intesa tedesco-russo (o meglio prusso-tedesca) sarebbe stata sempre possibile (ed era auspicata dai “veri russi” tranne quelli più ortodossi in religione), ma era resa molto difficile dalla Duplice Alleanza del 7/10/1879 (Bismarck aveva cercato di far quadrare il cerchio con i Trattati del giugno 1881 e giugno 1884 e ancora con il celebre Trattato di controassicurazione, all’insaputa di Vienna, del giugno 1887, ma alla fine non riuscì)…é triste dirlo, ma dal 1854 un’alleanza organica fra Vienna e San Pietroburgo, che apparve quasi scontata dal 1813 al 1853 (con qualche frizioncella) divenne molto, molto difficile…forse l’ultima seria possibilità ci fu nel 1885 e, mi spiace dirlo, la colpa del fallimento é asburgica, soprattutto dell’ungherese Kalnoky (1881-1895) che reggeva la Ballplatz (en passant, dal 1871 al 1879 la politica estera asburgica fu guidata dall’ungherese Andrassy Gyula e anch’egli fu antirusso…costò molto alla Russia l’aver partecipato nel 1849 alla soppressione della rivolta antidinastica di Kossuth); il 18/9/1885 (n.s) la Bulgaria annesse la Rumelia orientale, azione che spiacque, i8n quel frangente alla Russia che voleva la caduta del principe Alessandro di Battenberg; la Serbia di Re Milan attaccò la Bulgaria ma fu sonoramente sconfitta e fu salvata solo da u7n improvvido intervento asburgico, in quanto Belgrado allora scodinzolava a Vienna ! invece Vienna e San Pietroburgo avrebero dovuto accordarsi per una spartizione radicale e definitiva dei Balcani, con mediazione di Bismarck: 1. Bulgaria assegnata alla Russia che avrebbe avuto mano libera; 2. Bosnia-Erzegovina, da annettere allora a Vienna (e non nel 1908 !) con il consenso dei Russi; 3. mano libera all’Austria per saecula saeculorum sulla Serbia e, qualora i Russi avessero voluto di più, abbandono del Trattato segreto asburgico con la Romania (30/10/1883) che ovviamente era ben noto, in essenza, ai Russi
      invece si fece il contrario e proprio la crisi bulgara (dove Vienna nel 1887 riuscì a far salire Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Gotha) impedì il rinnovo nel 1887 dell’alleanza dei Tre Imperatori
      invero anche Francesco Ferdinando avrebbe voluto sostituire l’Italia con la Russia nell’alleanza, dimostrando grande lungimiranza….anche per questo la Russia merita biasimo per aver voluto proteggere ad ogni costo i mandanti dell’assassinio dell’Arciduca…

  5. mirkhond says:

    come forse era storicamente giusto, l’egemonia sabauda sui Borbone,

    Sui Borbone NO!
    I Savoia, mi spiace dirlo, a differenza degli Hoenzollern, non si sono mai davvero integrati con l'”Italia” che hanno unificato, restando nell’animo e nella mentalità sempre un piccolo regno semi-borgognone di frontiera…
    Un’egemonia asburgico-lorenese sull’Italia forse, ma quella sabauda è stata quanto di PEGGIO potesse capitare alla povera Italia…
    Napoli era MOLTO SUPERIORE a Torino per demografia, bellezza, cultura e prestigio…

  6. mirkhond says:

    errata corrige: Hohenzollern

  7. mirkhond says:

    Domanda tecnica agli esperti di computer

    Come si fa a trasformare in foto un fermo immagine di you tube o di un film scaricato da dream-mule?
    Ad esempio per salvarsi immagini tipo quelle postate in questo articolo…

  8. mirkhond says:

    Lì la follia è stata la guerra civile centro-europea, il suicidio collettivo di Austria, Germania, Russia e Impero Ottomano, che hanno pensato bene di fare la guerra fra loro, mentre, se si fossero coalizzati contro Inghilterra e Francia le avrebbero annientate e oggi quegli imperi ci sarebbero ancora e l’Europa sarebbe ancora un continente civile.

    Col senno del poi, non posso che concordare…

  9. mirkhond says:

    dal 1854 un’alleanza organica fra Vienna e San Pietroburgo, che apparve quasi scontata dal 1813 al 1853 (con qualche frizioncella) divenne molto, molto difficile…

    Infatti, la Santa Alleanza MORI’ nei campi di Crimea (1853-1856), il quanto l’allor giovane Francesco Giuseppe NON potè ricambiare il favore di aiutare la Russia che aveva contribuito a salvare l’Austria nel 1848-49, per timore di una nuova insurrezione ungherese con l’appoggio dell’Inghilterra, l’altra potenza che, assieme alla Russia, aveva CONTRIBUITO alla SALVEZZA dell’Austria stessa, nel 1848-49…
    Questo spiega anche la sconfitta del 1859, il mancato soccorso alle Due Sicilie nel 1860-61, e alle insorgenze modenesi e, in misura minore, parmensi, del 1859-1864, oltre al nostro “brigantaggio”. E lo stesso col Veneto nel 1866…
    La verità è che l’Austria, salvatasi dalla rivoluzione del 1848-49, grazie ai “miracoli” geopolitici sovracitati, CESSA di essere la grande potenza che era stata ancora con Metternich, per diventare un paese interessato solo alla propria sopravvivenza.
    L’occupazione della Bosnia-Erzegovina e del Sangiaccato di Novi Pazar nel 1878 (quest’ultimo restituito all’Impero Ottomano nel 1909, a differenza della Bosnia-Erzegovina annessa l’anno prima), tale occupazione (e poi annessione), fu sollecitata e voluta solo per impedire alla Serbia di prendersela e minacciare Vienna come un pugnale alla gola (si legga in proposito, Storia della Bosnia di Noel Malcolm).
    Insomma una strategia più da (legittima) sopravvivenza che da grande potenza..
    Tra il 1848 e il 1866 l’Austria diventa un soggetto imperiale secondario, sostituita (dal 1866) dalla Prussia come nuova potenza egemone ed erede del Sacro Romano Impero Germanico, nello spazio geopolitico europeo centro-orientale…

  10. Per Mirkhond

    “Come si fa a trasformare in foto un fermo immagine di you tube o di un film scaricato da dream-mule?
    Ad esempio per salvarsi immagini tipo quelle postate in questo articolo…”

    Io ho semplicemente salvato le immagini che altri – come si vede dalla scritta sovrimpressa – avevano preso da Youtube.

    Io per salvare schermate del computer uso Gadwin Print Screen, che si può scaricare gratuitamente da qualche parte.

  11. mirkhond says:

    Per Miguel Martinez

    Grazie.

    • Peucezio says:

      Mirkhond, se hai Windows 7 (forse anche in Vista c’è) la cosa è ancora più semplice: c’è uno strumento che si chiama “Strumento di cattura”, lo trovi su Start, Programmi, Accessori. Non fai altro che selezionare l’area dello schermo e dopo salvi l’immagine.

  12. mirkhond says:

    Si, perché ho istallato il gadwin, ma non essendo un esperto, non riesco ugualmente a trasformare in immagine fotografica, dei fermi immagini di film scaricati da dream mule, e che al massimo riesco solo a bloccare nel riproduttore, ma senza trovare il sistema per trasformarli in foto….

  13. Bambuco says:

    Scusami Miguel ma non capisco. Zita di Borbone-Parma, moglie di Carlo I, secondo wikipedia ha un aspetto un poco differente da quello delle foto:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Zita_di_Borbone-Parma
    che cosa e chi rappresentano queste immagini?? Boh, mi sento un po’ confuso.

  14. mirkhond says:

    Per Peucezio

    Grazie. Il sistema che mi hai indicato funziona perfettamente!
    ciao!

  15. Non ho capito. Il burqa che c’entra?

  16. Per Habsburgicus

    “si può discutere della legittimità della Germania…a me pare quanto di più legittimo ci fosse !”

    In effetti, è interessante come il mitico “senso dello Stato” tedesco nasca in quel modo, mentre l’altrettanto mitico “non senso dello Stato” degli italiani nasca con prefetti e carabinieri uguali per tutti.

  17. Per Mirkhond

    “non riesco ugualmente a trasformare in immagine fotografica, dei fermi immagini di film scaricati da dream mule,”

    Non sono sicuro di aver capito.

    Il film appare comunque sullo schermo del computer; tu metti in pausa il film sull’immagine che vuoi e stampi la schermata, o la parte di schermata che ti interessa.

    Altrimenti, puoi usare un programma per video, anche tipo Windows Media Player, che se ben ricordo ha la funzione di salvare il singolo fotogramma che ti interessa; ma me ne intendo poco.

    • mirkhond says:

      Col sistema indicatomi da Peucezio ci sono riuscito.
      Grazie comunque per le informazioni perché anch’io non sono un esperto di computer…

  18. Per Bambuco

    “Zita di Borbone-Parma, moglie di Carlo I, secondo wikipedia ha un aspetto un poco differente da quello delle foto:”

    Credo che sia difficile capire che aspetto abbia, sotto quella sorta di burqa.

    • roseau says:

      @Miguel. Mah, qui si intravvedono il viso rotondo e i tratti infantili di Zita di Borbone-Parma (allora 24enne) da sotto il velo nero. Senza dubbio, il bambino vestito da “marinaretta” (in epoca di alta mortalità infantile, si ingannava la morte anche vestendo i -primogeniti e non- maschi da femmina) è il figlio di Zita, Otto.
      Facendo congetture sul who’s who delle signore in nero. Probabilmente, la signora più alta col passo lungo, di cui si vedono scarpe e caviglie da sotto gli abiti a lutto, è Elisabetta d’Asburgo, la figlia di Rodolfo d’asburgo e di Stefania del Belgio. Nipote prediletta del nonno, “Erzsi” ha senz’altro partecipato ai suoi funerali. All’epoca aveva 33 anni e figli già grandicelli che non avevano bisogno d’essere condotti per mano.
      Qui immagini sue. Anche al netto della canzoncina inquietante, il solo guardare il suo viso misterioso mi attrae e mi respinge assieme. Come nota giustamente un commentatore, ha una faccia misteriosa, seppur bella. Eppure dovrei studiarla. Ha una vita interessante, vero @habsburgicus? Nasce figlia di un erede al trono imperiale e muore iscritta al partito socialdemocratico austriaco.

      • habsburgicus says:

        @roseau
        hai pienamente ragione, l’Arciduchessa Erzsebet é un personaggio interessante e anticonformista, ma persone di tal fatta non mancarono nell’ultimo secolo della dinastia asburgica (diciamo 1815-1918), pensiamo in primis alla stessa Sissi (sua nonna), all’Arciduca Leopoldo Salvatore, perfino a suo padre il Kronprinz Rudolf che avrebbe potuto divenire il soggetto di una tragedia greca…
        P.S: se ti interessa, ho postato in risposta ad Izzaldin un commento sui giornali austriaci durante la I GM…é all’inizio, potrebbe passare inosservato e perciò lo ricordo qui
        ciao

  19. Per Lif

    “Non ho capito. Il burqa che c’entra?”

    evidentemente è una specie di abbigliamento indossato dalla famiglia reale austroungarico per certe occasioni, tra cui sicuramente i funerali dell’imperatore.

    • PinoMamet says:

      Può darsi fosse il lutto stretto? Ipotizzo…
      in ogni caso, almeno sotto il profilo estetico la multiculturalità (vera) la vince sulla monocultura di oggi.

  20. mirkhond says:

    Tornando al video you tube

    Credo che chi lo abbia postato sul tubo, lo abbia fatto per l’apparente somiglianza tra l’abbigliamento da lutto dell’imperatrice Zita e delle aristocratiche presenti al corteo funebre, e il niqab e il burqa della Sunna più rigorista….
    Devo dire che guardandomi il filmato, trovo un senso di pace, in quel corteo lento perché la morte, quella di un imperatore come quella dell’ultimo sconosciuto, è un momento appunto di lentezza, di riflessione, di raccoglimento, e non una balera con tanto di applausi all’uscita della bara dalla chiesa….
    Il “bello” delle società pre-spettacolo….

  21. mirkhond says:

    Pensieri in libertà

    Proprio ieri notte, mentre commentavo su questo forum, le immagini del video postato, un amico mi ha avvertito della salita alla Casa del Padre, del padre di un altro amico…
    Mi veniva in mente il paragone, forse spropositato, tra i funerali di un imperatore nel 1916, e quelli di un decano del commercio barese che si terranno domani….
    Il decano in questione, ovviamente non era Francesco Giuseppe, anche se da noi a Bari, i commercianti sono in un certo senso l’aristocrazia cittadina….

    Sempre riguardo al video e alle aristocratiche dame in “burqa” che vi compaiono, mi viene in mente il romanzo più drammatico di Ignazio Silone, Vino e Pane, scritto nel 1936-37, e rimaneggiato dall’autore negli anni ’50, ma le cui vicende, si svolgono nella primavera-inverno del 1935, all’apogeo del fascismo…
    Uno dei protagonisti, Luigi Murica, giovane comunista di 22 anni, è stato ucciso in carcere, in seguito ad un pestaggio in stile tartaro, da parte di miliziani fascisti, in quanto non voleva più essere un informatore della polizia politica italiana, e responsabile di tante vite rovinate di tanti compagni, arrestati, grazie ai suoi rapporti…
    E’ lutto a Rocca dei Marsi, villaggio abruzzese immaginario (il fondo reale è Pescina dei Marsi, cittadina dove Silone nacque e visse fino ai 15 anni).
    E’ periodo natalizio, e Rocca, come tutta la Marsica, è coperta di neve, ma a casa Murica, famiglia di contadini, non è certo festa…
    Le donne, contadine, sono vestite in modo non molto dissimile dalle nobildonne austriache del video. Tra di esse c’è Annina, la mancata moglie di Murica, che non è del paese e nemmeno del fu Regno di Napoli, ma è romana de Roma, una straniera, “la sposa della Città”, la chiamano i parenti del fidanzato…
    La ragazza che era arrivata in paese per lei straniero per ricongiungersi all’amato e sposarlo dopo tante sofferenze vissute insieme nel dramma di una lotta politica durissima, giunge invece per accompagnare il suo mancato sposo nell’ultimo viaggio…
    Annina sola e infreddolita in questa terra straniera, viene accolta e amata come una figlia dalla suocera, come Noemi/Mara con Ruth nella Bibbia.
    La donna accoglie con affetto questa giovane straniera, le asciuga le lacrime e la VESTE come lei e le altre contadine marsicane, con un lungo abito nero e un VELO nero sul capo, e la fa sedere accanto a lei, sulla stessa panca, davanti al focolare…
    Dpodiché la madre, nelle lamentazioni parla della Città straniera dove avevano mandato il figlio per farne un professore di lettere, ed ora se lo ritrovavano nella cassa da morto…
    In sostanza la lamentazione di una civiltà contadina napoletana contro la modernità imposta da un regime straniero alla propria ancestrale e tradizionale realtà.
    Eppure in questa estraneità, NON include la nuora che pure di quella Città era parte, una ragazza moderna, emancipata, che viveva come modista per conto suo, che CONVIVEVA col fidanzato “burino”, ed era stata l’unica a dar conforto e amore allo studente-contadino, al ragazzo di campagna, giunto nella grande città straniera per fare fortuna….
    In sostanza, la sposa straniera e cittadina, nell’essere accolta dai mancati suoceri, viene “assorbita” nella realtà contadina e tradizionale del nord del fu Regno di Napoli, a partire dall’abbigliamento….

    pensieri in libertà….

  22. mirkhond says:

    Quando lessi questa drammatica “storia nella storia” di Vino e Pane, nei miei ormai lontani 17 anni, chissà perché mi venne naturale pensare all’Iran, alla Shiah Imamita co suo misticismo doloroso, colla sua teologia del martirio, un Islam, quello shiita così mistico e profondo e per certi versi così vicino al Cristianesimo…
    Penso alle processioni in onore degli Imam Alì e Hussein, per certi versi simili alle nostre processioni del Venerdì Santo….
    Lo stesso pensiero mi viene osservando l’allor giovane e bella Zita in quell’abito dal tocco orientale….
    Scusate per questi pensieri non allegri…

    • habsburgicus says:

      @mirkhond
      concordo pienamente sulla maggior vicinanza, per certi aspetti impressionanti, dello sciismo ja’fari (o duodecimano) al Cristianesimo…
      e ad allontanarci dallo sciismo non ci sono neppure le Crociate e le lotte in Spagna e nei Balcani… (si, lo so, che nella Siria di epoca crociata c’erano anche sciiti e pure sciiti erano i Fatimidi, 969-1171, ma ismailiti e non duodecimani…comunque la lotta principale fu con i sunniti, Saladino e nel secolo seguente il mamelucco Baybars)
      già Clemente VIII (1592-1605), di felice memoria, “progettava” un’alleanza con Shah ‘Abbas il Grande di Persia (1587-1629) contro gli Ottomani e sulla stessa linea si mosse la diplomazia di Felipe III (1598-1621) o meglio del suo “valido” il Duque deLerma (1598-1618), colui che volle ad ogni costa la cacciata dei moriscos (1609-1614)
      ciao e buona festa !

  23. roseau says:

    Questa foto, scattata anch’essa durante una guerra, la Guerra Civile Americana, trova riscontro in questa ricostruzione, esteticamente opinabile nelle espressioni di lutto a favore di fotografo delle modelle, ma senz’altro istruttiva.

    Qui

    Posso dire per certo che la mia bisnonna, nel 1933, quando morì il suo secondogenito, mio prozio, si vestì in un lutto strettissimo, come quello delle signore della guerra americana o delle arciduchesse absburgiche. Cambiava, aggiornata, solo la forma delle gonne sotto i veli. Si fece fotografare vicino alla tomba del figlio, affranta. Mia nonna trovò tutto questo eccessivo: non tanto per il dolore della madre, autentico -aveva 52 anni, la fine del suo periodo fertile coincideva con la perdita del suo figlio prediletto- ma per la sopraggiunta insostenibilità sociale del lutto. Se una arciduchessa, nel ’16, doveva osservare mesi di lutto stretto, poi di lutto “normale”, infine il mezzo-lutto in bianco e nero, una borghese del ’33 non POTEVA più, anche se aveva tentato, con successo iniziale, di imporselo.

    • paniscus says:

      per roseau:

      potresti spiegare meglio questa cosa dei termini di tempo previsti per il lutto stretto, il lutto prolungato, eccetera?

      Perché francamente non mi torna, proprio pensando alle famiglie nobili tradizionali di quell’epoca.

      In definitiva, considerando la numerosità delle famiglie , l’importanza sociale e simbolica enorme data ai legami di parentela in ambiente nobile, e il tasso spaventoso di mortalità infantile e giovanile che colpiva anche le famiglie più benestanti, questa gente avrebbe dovuto essere SEMPRE costantemente in lutto.

      Ma in realtà, stando ai ritratti storici con cui abbiamo familiarità, questa cosa non mi risulta: nella maggior parte dei casi, le immagini ufficiali mostrano gente in abbigliamento di rappresentanza che non sembra per niente in lutto. Quando invece, tra i principi e principesse imparentati con le case regnanti, diciamo tra la fine del 1800 e i primi del 1900, in qualsiasi momento si fotografasse la situazione, non ce ne doveva essere nemmeno uno che non avesse “recentemente” perso un fratello, un figlio, una zia, o un nipote stretto.

      Come si spiega ‘sta cosa?

      Lisa

      • roseau says:

        Qui alla voce “lutto”, trovi i tempi prescritti per l’ex casa regnante italiana.
        Ora, il cerimoniale asburgico (Trauerzerimoniell) era molto più complicato, e mutuava -pur con aggiornamenti significativi- dalla pompa funebre barocca che fu prima spagnola e poi rodolfina.
        I tempi erano molto lunghi. La vedova era in lutto stretto per 12 mesi, se non ricordo male. Ma non si deve pensare che in casa stessero con quei veli addosso. Li usavano, in genere, per uscire. Dopodiché c’era il “bruno”, che durava da sei mesi ad un anno. Poi il mezzo lutto, che poteva durare un periodo di tempo variabile a tutta la vita.
        Come lo so? Semplice, sto mettendo a posto, per l’esercitazione IBC-xdams per l’archivio di stato di Modena i carteggi tra il duca di Modena FrancescoV, sia prima che dopo l’esilio a Vienna, e l’Agenzia consolare in Trieste. Vi è anche il regolamento per un lutto, occorso nel 1846. Si tratta della morte del padre, Francesco Giuseppe Carlo Ambrogio Stanislao d’Asburgo-Este.
        Ecco, questo è più o meno quello che ho letto e che sto mettendo online ;)
        Poi, Lisa, hai ragione anche tu sull’abbreviamento dei tempi. Probabilmente, il sovrano regnante poteva sciogliere i congiunti anticipatamente dall’obbligo del lutto. Poi ci sono eccezioni in senso contrario: Elisabetta Wittelsbach, sposa di Francesco Giuseppe, dopo Mayerling vestì il lutto stretto a vita.

        Ciao :D

        roseau

        • PinoMamet says:

          Interessante il link, e capisco che “avolo” e “avola” suonassero meno popolari di “nonno” e “nonna”, ma cosa sono gli zii e le zie “a modo di Bretagna”??

        • paniscus says:

          Stando a quello che si capisce qui, sarebbero quelli che volgarmente chiamiamo “zii di secondo grado” (ovvero, i cugini dei genitori):

          http://fr.wikipedia.org/wiki/Parent%C3%A9_%C3%A0_la_mode_de_Bretagne

          Lisa

        • paniscus says:

          Aggiungo: evidentemente i bretoni, rispetto al resto della Francia, avevano la stessa fama macchiettistica che hanno i napoletani rispetto al resto dell’Italia, ovvero la fama di persone legate a clan familiari numerosissimi e legatissimi, che tenevano moltissimo ai legami di famiglia anche quando erano geneticamente piuttosto diluiti. Ossia, ad esempio, quella di considerare “fratelli” i cugini, “zii” i cugini dei genitori, e così via.

          Tutto sommato, in dialetto napoletano arcaico, il cugino di primo grado si chiamava proprio “frato-cuggino”, per distinguerlo dal cugino qualsiasi, che poteva essere un parente di terzo o quarto grado indefinitamente…

          Lisa

        • PinoMamet says:

          Credo che sia per quello, Lisa, e per i motivi che riporta Roseau, però suppongo ci sia anche una diversa designazione dei rapporti di parentela in bretone;

          mi pare che gli antropologi abbiano diviso in 5 o 6 schemi-tipo i sistemi utilizzati nel mondo per indicare i parenti
          (per esempio, se i cugini di uno zio maschio siano indicati come i cugini di una zia femmina; oppure i cugini dal lato paterno o materno; oppure quante “madri” si possano avere ;) robe del genere)

          ciao!

        • paniscus says:

          per pinomamet: a quanto mi consta, quasi tutte le lingue arcaiche avevano un sistema ricchissimo ed elaborato di nomenclatura familiare, che poi è andato progressivamente semplificandosi via via che i legami familiari sono diventati sempre meno importanti per le strette necessità di sopravvivenza quotidiana e sono rimasti importanti solo dal punto di vista affettivo personale. In particolare, più la società è strutturata a clan familiari, più le differenze di nomenclatura sono importanti… più la società è fondata sul libero movimento degli individui e sul fatto che ognuno si formi una nuova famiglia ristretta, più la finezza della nomenclatura si perde.

          Ad esempio, mi pare normale che in una società fortemente patrilineare (o anche fortemente matrilineare, ma quelle sono di meno), in cui uno dei due coniugi rimane nell’entourage dei propri genitori mentre l’altro si sposta e cambia completamente gruppo… ci sia un’enorme differenza tra la figura dello zio paterno e quella dello zio materno, tanto da meritare due nomi completamente diversi. Magari il primo era quello che viveva nella stessa casa con te e che vedevi tutti i giorni, e che era a strettissimo contatto con tuo padre per tutte le questioni della vita quotidiana, mentre il secondo poteva anche stare in un altro villaggio senza che i nipoti l’avessero mai visto. In una famiglia patrarcale estesa, spesso i cugini di primo grado da parte di padre crescevano insieme come fratelli, mentre quelli da parte di madre si conoscevano appena.

          In alcune lingue, addirittura, non esisteva differenza tra la parola “genero” e “cognato” (nel senso di marito di una propria sorella), perché in entrambi i casi stava a indicare un uomo di un altro clan che era venuto a portarsi via una delle ragazze di casa… mentre c’era una differenza enorme tra il cognato come “marito della propria sorella” o come “fratello della propria moglie”, che avevano due nomi diversi.

          In una società che dà un’enorme importanza alla primogenitura e all’ordine di nascita, ci saranno perfino parole diverse per indicare il fratello più anziano o il fratello più giovane, mentre in una cultura che considera i figli tutti alla pari, questa distinzione si sarà persa prestissimo… e così via.

          Per i riferimenti precisi, rimando ai linguisti presenti in sala :)

          Roseau: il link che ho postato dice una cosa diversa dal tuo, ossia che lo “zio alla bretone” non era il cugino carnale dello stesso livello generazionale con un nonno in comune, ma il cugino carnale di un proprio genitore. che appunto considerava “nipoti” non solo i figli dei propri fratelli, ma anche i figli dei cugini. Boh!

          Lisa

        • PinoMamet says:

          A sostegno di quanto dici, mi pare (ma non vorrei dire una castronata) che per esempio nella cultura delle nazioni irochesi, matrilineari e matrifocali, avesse grande importanza lo zio materno, che di fatto cresceva i figli di sua sorella, molto più del padre biologico…
          immagino avesse anche un nome specifico, in effetti.

  24. roseau says:

    Lisa, questa usanza effettivamente si diffonde in Bretagna a partire dal IX sec. Se ci si pensa, ha un senso, perché il ducato di Bretagna ebbe una lunga storia di indipendenza e di antagonismo col regno di Francia, e, anche quando passò nel XVI secolo sotto controllo francese, rimase uno dei pays d’etat, con ampie guarentigie fiscali. Ora, il termine “zii a modo di Bretagna” designa i cugini primi, con un nonno in comune, figli di due fratelli.
    E’significativo che l’uso nasca proprio in una terra dove si tentò, nel Trecento, di imporre senza successo la legge salica. Filippo il Lungo ci provò senza esito.
    Per vedere l’uso del termine, ti lascio un link. L’autore sta parlando, a Pagina 149, di due cugini, tutti e due chiamati Alberto e tutti e due nati nel 1490. Uno è Alberto, arcivescovo di Magonza, l’altro è Alberto di Prussia.

    • habsburgicus says:

      @roseau
      innanzitutto complimenti a te e Lisa per le interessanti delucidazioni sul protocollo e sulla nomenclatura familiare nell’Europa “tradizionale”…
      scusami per l’intromissione…ho letto prima che stai curando l’edizione online delle carte di Francesco V (n. 1819-ob. 1875)…orbene, io sono molto interessato a questo Duca che stimo moltissimo (come già suo padre Francesco IV, 1814-1846) e di cui ho letto avidamente la poderosa biografia in 4 volumi scritta dal suo ex-Ministro Residente alla Corte di Vienna (sino al 1866) il conte Teodoro Bayard de Volo
      questi documenti che stai curando saranno consultabili gratuitamente online od occorreranno registrazioni ecc. ? sono già stati messi online o si é solo allo stadio progettuale ? oltre all’Agenzia consolare di Trieste si pensa di mettere in linea anche gli Archivi della Ducal-Legazione estense di Vienna ? (qui però ci forse problemi tecnico-burocratici perché saranno conservati in Austria e non in Italia)
      ti ringrazio molto se vorrai rispondermi
      ciao, buon inizio mese

      P.S: se talvolta vorrai erudirci su questo ottimo blog di alcuni aspetti della personalità e politica del Duca reperiti nelle carte (anche per il periodo dell’esilio e dei viaggi, dopo il giugno 1859) credo che l’argomento interesserà ad un discreto numero…mal che vada, almeno ad uno :D

      • habsburgicus says:

        P.S 2 (non c’entra nulla con il resto)
        il bel nick “roseau” lo hai preso dalla capitale della Dominica ?

      • roseau says:

        Ciao Habsburgicus. Allora. Faccio questa cosa perché spero di superare l’esame per diventare archivista, fra un mesetto. Lo sosterrò a Modena, presso l’Archivio di Stato. Puoi venirmi a trovare ogni martedì e giovedì. Mi trovi lì.
        Se ti va, scrivimi prima a roseausulblog2@yahoo.it
        Sarò felice di spiegarti cosa faccio e come consultare i dati ibc-xdams. Trattandosi, per ora, di una esercitazione in vista del diploma, la signora Pulini e la signora Collurafi, nostre docenti, ci hanno assegnato una password provvisoria sul sito. I dati immessi sono, per ora, liberamente modificabili dagli iscritti alla scuola, divisi in gruppi. Ciascuno si occupa per esercizio di un particolare settore della corrispondenza della corte estense. Il mio gruppo, mio e di tre mie bravissime colleghe, ha il materiale dell’Agenzia Consolare in Trieste. Altri hanno quello dell’Agenzia Consolare in Livorno, e così via…Se il lavoro sarà giudicato ben fatto, verranno messi permanentemente online.
        Ti lascio un LINK, che forse ti interesserà.
        E’ la decima voce dell’elenco.
        Il mio nick si riferisce a Pascal. Il mio nome -al secolo- :D è Roberta. Ciao, buon Maggio e buonanotte.

        • habsburgicus says:

          Ciao Roberta,
          il mio nome é Massimo…
          grazie mille per la cortese risposta e per il link, molto interessante…
          purtroppo sono un po’ distante da Modena, essendo della provincia di Cuneo non lungi da Alba…
          se io dovessi capitare in zona, ti scriverei prima (con un congruo anticipo) alla mail che mi hai gentilmente fornito…
          in bocca al lupo per l’esame da archivista :D
          buona giornata e felice maggio !

  25. Miguel dice: “evidentemente è una specie di abbigliamento indossato dalla famiglia reale austroungarico per certe occasioni, tra cui sicuramente i funerali dell’imperatore.“.

    Se quello è un burqa, allora ogni persona che si spoglia dal medico è un po’ nudista.

    Parlando di multiculturalità vera, due cose, formalmente identiche, in contesti e culture diverse non sono la stessa cosa.

    • Armando says:

      Son d’accordo, le premesse sono diverse come i due conteti, l’Impero presuppone appunto un nucleo intorno a cui legfarsi e non la frammentazione odierna (oggi il nuceo è solo l’economia).

  26. Per Lif

    “Se quello è un burqa, allora ogni persona che si spoglia dal medico è un po’ nudista.

    Parlando di multiculturalità vera, due cose, formalmente identiche, in contesti e culture diverse non sono la stessa cosa.”

    Ma infatti, non dico che si tratta di un burqa. Ci somiglia, che è una cosa diversa; ed è proprio questa constatazione che è divertente.

    Il punto vero è che l’impero austroungarico, come l’impero ottomano, era molto più multiculturale, nei fatti, dell’Italia di oggi. E all’epoca, c’era più differenza tra la “cultura” di un contadino ruteno e di uno slovacco, di quella che c’è oggi tra un lombardo e un peruviano.

  27. Moi says:

    @ Lif

    Stai perdendo colpi : credevo che chiedessi a Miguel quanto lo pagano i Savi di Sion per fare una Disinformazione Mondaliasta in nome di Hiram … :-) ;-)

  28. Moi says:

    @ Lif

    Stai perdendo colpi : credevo che chiedessi a Miguel quanto lo pagano i Savi di Sion per fare una Disinformazione Mondaliasta in nome di Hiram … :-) ;-)

  29. Miguel,

    ok, ho pensato che tu sovrapponessi le due cose, come immagino facciano su islam.forumup e simili. D’altronde, è proprio “monoculturale” notare somiglianze dove non ci sono.

    Per Moi,

    tranquillo, la massoneria mi annoia soltanto. Ogni tanto una frecciatina, ma non di più. Le colpe gravi non sono solo nei/dai templi.

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