The movers, the shakers, the winners…

Ogni tanto, metto sul blog la traduzione di qualche canzone, se possibile accompagnata dalla possibilità di ascoltare l’originale.

Non vorrei che si pensasse che si tratti di una sorta di intervallo musicale, magari basato semplicemente sui miei gusti personali: in realtà, scelgo i testi perché sono essenziali al discorso che cerchiamo di condurre qui, anche se per loro natura costituiscono più immagini che ragionamenti.

The New Model Army, uno storico complesso di Bradford in Inghilterra che prende il nome dall’esercito rivoluzionario inglese del Seicento, è creatore di alcune delle opere poetico-filosofiche più alte dei nostri tempi: peccato che quando cantano non si capisce niente – le parole vengono soffocate da quella che per me è semplicemente la solita coreografia rockettara. Ma forse è solo un mio limite.

Per cui vi rimando solo al link per ascoltare su Youtube quella che per me è soprattutto un’esperienza di lettura e silenziosa riflessione. In fondo, tutto ciò che viene scritto su questo blog è  semplicemente un lungo commento a queste parole.

In questo testo, ci sono tre parole cruciali ma (forse per fortuna) intraducibili – movers, shakers, winners, che significano molto di più di “coloro che muovono, coloro che agitano, i vincitori”.

Sono le figure ideali e gli eroi del capitalismo angloamericano, coloro che si danno da fare, che fanno muovere denaro, merci, migranti, armate e opinioni; coloro che smuovono le acque, nell’incessante distruzione creativa del capitalismo; e i vincitori, coloro che hanno ottenuto il premio nella grande lotteria.

E quindi, a discapito della bellezza della traduzione, lasciamo in inglese i primi due termini (restiamo però aperti a suggerimenti per migliorare la traduzione).

In alto

Laggiù sotto il rumore delle turbine, l’erba alta s’increspa nel soffio del vento
c’è una bellissima spirale di strade che porta quassù coloro che si sono smarriti
guardavo gli uccelli che si alzavano in volo per planare sopra la città
trovano e prendono ciò che occorre loro e girano, girano, girano

I mover smuovono, gli shaker agitano, i vincitori scrivono la propria storia
ma dall’alto delle alte colline, sembra tutto nulla
I mover smuovono, gli shaker agitano, i vincitori scrivono la propria storia
ma dall’alto delle alte colline, sembra tutto nulla

Oggi pomeriggio al Hustlergate [il centro commerciale di Bradford] lo sfarfallio di tutte le TV
mentre dietro, il cielo diventa un liquido oro cremisi
fratelli, sorelle, non prestate ascolto ai messaggeri infedeli
perché il loro è un mondo carcerario di menzogne, menzogne, menzogne

Dove i mover smuovono, gli shaker agitano, i vincitori riscrivono la storia
ma dall’alto delle alte colline, sembra tutto nulla
I mover smuovono, gli shaker agitano, i vincitori scrivono la propria storia
ma dall’alto delle alte colline, sembra tutto nulla

Il vento penetrante soffia attraverso di me, soffia attraverso di me
il mio tempo deve essere quasi scaduto, quasi scaduto

Tutte queste cose che tanto temete, dipendono dagli angoli di visione
da laggiù nel labirinto dei muri non potete vedere ciò che sta arrivando
ma dall’alto delle alte colline, sembra tutto nulla
ma dall’alto delle alte colline, sembra tutto nulla, nulla

High

Down beneath the swoosh of the turbines, the long grass blows in ripples
There’s a beautiful spiral of roads that leads the lost up here
I was watching the birds taking off to swoop down over the city
They find and take just what they need and turn, turn, turn

The movers move, the shakers shake, the winners write their history
But from high on the high hills it all looks like nothing
The movers move, the shakers shake, the winners write their history
But from high on the high hills it all looks like nothing

That afternoon on Hustlergate with all the TVs flickering
While behind the sky was moving liquid crimson gold
Brothers, sisters, pay no heed to the unfaithful messengers
For theirs is a prison world of lies, lies, lies

Where the movers move, the shakers shake, the winners rewrite history
But from high on the high hills it all looks like nothing
The movers move, the shakers shake, the winners write their history
But from high on the high hills it all looks like nothing

The keening wind it blows through me, it blows through me
My time it must be almost done, be almost done

All these things you fear so much depend on angles of vision
From down in the maze of walls you can’t see what’s coming
But from high on the high hills it all looks like nothing
But from high on the high hills it all looks like nothing, nothing

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7 Responses to The movers, the shakers, the winners…

  1. Francesco says:

    Mi metti in difficoltà, non capisco se hai più un momento di ispirazione buddista o di lirismo reazionario.

    >> But from high on the high hills it all looks like nothing

    a me vien da ridere pensando a “on the high hills”, che poi sono sempre cumulotti di terra bassi bassi

    se questi vengono a fare un giro sulle nostre mountains che gli succede? l’Illuminazione?

    PS c’è che a me piacciono i monaci della cristianità occidentale, che giravano per i paesi e le città, ai cui conventi andavano gli abitanti, che mai avrebbero detto che la vita è nulla, pur proclamando che senza Dio c’è solo vanitas vanitatum

    Ciao

    • PinoMamet says:

      Hai un’idea un po’ strana del buddhismo, Francesco…

      se ti può consolare, i monaci buddhisti di qua visitano regolarmente “paesi e città”, per lo stesso motivo per cui quando ero bambino passava a casa mia un frate francescano, cioè per la questua!
      Parlano meno, ma rompono anche molto meno.

      • Francesco says:

        ma e il Nirvana? la fine del desiderio che è la vera causa del dolore? il “nichilismo” del Buddha?

        la vuoi smettere di rivelarmi la mia ignoranza :D?

        ciao

      • PinoMamet says:

        Io non sono nè filosofo né teologo, e probabilmente assai più ignorante di te in queste materie, ma il buddhismo più che nichilista, in campo metafisico, è “indifferentista”; fa un gran parlare di “vuoto”, questo sì, ma non per dire che non esiste niente, più che altro per dire che i nostri concetti sono “vuoti”, cioè relativi e da prendere cum grano salis;
        le cose esistono, ma le definizioni che diamo di esse sono appunto limitate e, come dicono loro, “impermanenti”.

        In ogni caso, i monaci buddhisti vivono in modo assai simile ai monaci cristiani (credo che i regolamenti monastici abbiano una loro storia propria, in un certo senso parallela a quella delle rispettive religioni…) e da queste parti (ti stupirò forse) mi è capitato di vederli insieme non solo in convegni e riunioni, ma anche a casa di una famiglia in difficoltà… ignoro come e perchè collaborassero, però sembravano farlo molto bene.

        ciao!!

  2. Sculacciatopi says:

    Miguel attenzione! Ancora un paio di recensioni così e finirai con il fare il santo stilita!
    ih ih ih

  3. izzaldin says:

    le parole vengono soffocate da quella che per me è semplicemente la solita coreografia rockettara. Ma forse è solo un mio limite.

    purtroppo sì.
    non hai idea di quanto materiale su cui riflettere (e da cui tu trarresti sicuramente spunti interessanti) è contenuto nei generi di musica estremi.
    ti suggerisco un nome messicano, se non li conosci già.
    i brujeria sono un gruppo messicano/internazionale di grindcore/death metal i cui testi affrontano temi come il satanismo, il brujerismo, il cristianesimo tipicamente messicano, ma soprattutto il traffico di stupefacenti, armi ed esseri umani attraverso la frontiera tra messico e stati uniti, e il consumo di ogni tipo di stupefacenti, preferibilmente coca y mota.
    ecco il testo di chingo de mecos, uno dei pezzi dell’album matando gueros, il mio disco preferito dei brujeria:
    en busca de putas en la ciudad
    soldados con cuernos duros
    quien nos da mamadas?
    putas feas nos cobran
    10$ para nosotros
    20$ pa el gordo
    tengo un chingo de mecos
    me descargo en su boca
    chingo de mecos
    mecos!
    ecco il link
    (notare la copertina delicatissima. nel retrocopertina c’è invece la foto didecine di chili di stupefacenti sequestrati in messico)
    http://www.youtube.com/verify_age?next_url=/watch%3Fv%3DzyAZ_rRuRvs
    saluti,
    izzaldin
    saluti,
    izzaldin
    p.s.
    altro gran gruppo messicano, più orecchiabile e da classifica, sono i molotov. ti consiglio di ascoltare su youtube il pezzo ‘frijolero’, e di leggere il testo, davvero notevole.
    il messico e il sudamerica sono un ricettacolo di metal estremo da almeno venticinque anni

  4. lello says:

    Grande sindaco, AleMagno (e se stanno a magnà davero tutto)

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