Emilio Fede degusta l’Ontopsicologia

Se vi stavate chiedendo che fine avesse fatto Emilio Fede, l’untuoso seduttore virtuale delle nonne d’Italia, il vicemaestro del Luogo Comune (quello supremo resta Bruno Vespa), ve lo diciamo noi.

Curiosamente non ne ha parlato finora nessuno, tranne il Corriere dell’Umbria del 6 aprile, in un trafiletto in basso a pagina 35, che racconta semplicemente come Emilio Fede sia andato – con tanto di scorta – in un ristorante umbro, nel borgo medievale San Benedetto o Castello di Pissignano, a Campello sul Clitunno in Umbria, rilasciando non si capisce se un’intervista o un comunicato stampa di elogi.[1]

Il punto è che quel ristorante non è un ristorante qualunque, e Campello non è un borgo medievale qualunque.

Sono due fiori all’occhiello – o se preferite, sulle vistose camicie – di Antonio Meneghetti, autodefinito “unico genio del nostro pianeta“,  ex-frate e fondatore dell‘Ontopsicologia, controversa organizzazione multinazionale che mescola extraterrestripolitica, arte, cucina, moda, terapia e vari discussi titoli.

Campello è stato rinominato Lizori,  che in qualche linguaggio, presumiamo extraterrestre, significa “lì dove il vivente sa“.

Ecco come si presenta poi il Ristorante Camesena, tanto elogiato da Emilio Fede:

OntoArte in cucina: Ristorante Camesena a Lizori

Il Ristorante Camesena è la location adatta per vedere come l‘Ontopsicologia, tramite l’OntoArte, prende forma e contenuto attraverso i piatti preparati dallo Chef del locale. Lo Staff vi accoglierà nel ristorante e si prenderà cura di consigliarvi tra una larga scelta di piatti, vini e birre, che ben conciliano i principi della “Cucina Viva” del Professor Antonio Meneghetti. Qualità e freschezza dei prodotti è assicurata. Le ricette tradizionali vengono proposte con creatività e note di modernità, spaziando tra la cucina umbra e quella toscana. I prodotti della terra sono forniti da coltivatori locali.

Ecco comunque quanto scrive Anna Maria Piccirilli sul Corriere dell’Umbria (non ho il link, trovo solo su carta):

“Emilio Fede incantato da Campello: ‘E’ un luogo dall’atmosfera unica’

CAMPELLO – Emilio Fede, ex-direttore del Tg4, ieri ospite del ristorante Camesena che si trova all’interno del borgo medievale San Benedetto. Fede, venuto in Umbria per motivi personali, è voluto fermarsi al ristorante Camesena per degustare le prelibate pietanze preparate dallo chef e godere nello stesso tempo della pace, dell’ordine e del silenzio del luogo. “Un luogo incantevole con un’atmosfera del tutto particolare, mi propongo di ritornarci quanto prima” ha commentato sorridendo. Ad accogliere il famoso giornalista accompagnato dalla scorta e da un amico, i titolari del ristorante Daniela e Angelo Bottoni.

In questo video, si possono vedere dei bizzarri ontocuochi con ontomedaglioni al collo che servono ontocibi su ontotavoli sotto quadri di ontoarte.


Nota:

[1] Dubbio tecnico. Quando i VIP vanno nei ristoranti costosi, invitano anche gli uomini della scorta, o quelli devono restare fuori a sgranocchiarsi i panini comprati all’Autogrill?

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15 Responses to Emilio Fede degusta l’Ontopsicologia

  1. PinoMamet says:

    Onto e bisonto…

    PS
    per quanto riguarda il dubbio tecnico, temo che la scorta, se poco numerosa, vada al ristorante… ma paghi di tasca sua! “Tanto poi vi rimborsano”, se, campa cavallo… probabilmente qualche cameriere accondiscente va al loro tavolo, dove per un’oretta possono finalmente stare quasi in pace e dirsi sottovoce quanto è stronzo lo scortato, e gli consigli i piatti più abbordabili…

  2. mirkhond says:

    “Quando i VIP vanno nei ristoranti costosi, invitano anche gli uomini della scorta, o quelli devono restare fuori a sgranocchiarsi i panini comprati all’Autogrill?”

    Forse le situazioni variano a seconda dei rischi che corrono i personaggi dotati di scorta….

  3. Deve esserci un equivoco sugli uomini di scorta: sono dei cloni di Fede che all’occorrenza (morte “prematura” dell’originale) ne prenderanno il posto assumendo di volta in volta il ruolo del proprio diretto superiore: la loro scadenza non è facilmente prevedibile e non si conoscono faide interne; e questo è sicuramente merito dell’Ente Mono-Gotti, che ha normalizzato gli umori interni e li ha diretti verso la meta, cioè la clonazione dell’immortalità.

  4. necroclerico says:

    io a certa gente piazzerei un’ontonerchia di ontocartavetrata avvolta in ontospire di ontofilospinato ontoelettrificato nell’ontoculo,

    anzi INTUCULU!

  5. Moi says:

    Dubbio tecnico. Quando i VIP vanno nei ristoranti costosi, invitano anche gli uomini della scorta, o quelli devono restare fuori a sgranocchiarsi i panini comprati all’Autogrill?

    —–

    Un vero VIP ha gli Assaggiatori che vanno avanti per primi per testare che non sia una trappola con cibo avvelenato ! :-)

  6. Francesco says:

    Vabbè, io sono un fariseo ma vorrei strapparmi le vesti all’idea che il simpatico vegliardo (chiunque metta al quarto posto del suo tiggì l’occupazione del paese da parte della CGIL è simpatico) goda ancora di una scorta a spese della contribuenza è rivoltante.

    Colgo l’occasione per citare (in positivo!!!) l’orrido Beppe Grillo: “se tutti pagassero le tasse, a Roma ruberebbero il doppio”. Santo subito!

    PS lo so, la specificazione geografica è parzialmente corretta ma è un dettaglio.

  7. PinoMamet says:

    Dammi un telegiornale, Francesco, e mi troverai simpaticissimo:
    metterò al primo posto l’occupazione della Lombardia da parte di CL… ;)

    • Francesco says:

      arrivi tardi, sono già occupate varie file di posti :(

      e tutti bravissimi a negare che possa esserci qualche collegamento tra questa decennale occupazione e il buon funzionamento delle istituzioni lombarde :=

      quasi come i loro colleghi che hanno istantaneamento cestinato il “piove governo ladro” che aveva accompagnato ogni giorno del Berlusca ;)

      adesso qualsiasi cosa succeda il governo è innocente :)

      almeno stesse facendo qualcosa di buono …

      • PinoMamet says:

        ” e tutti bravissimi a negare che possa esserci qualche collegamento tra questa decennale occupazione e il buon funzionamento delle istituzioni lombarde :=”

        Ahaha grazie Francesco, una bella battuta prima di pranzo mi fa sempre piacere :)

        (Pss, non dirlo a nessuno, ma qua invece le cose funzionavano benissimo senza CL, e l’approdo dei cielloni da sbarco e della loro insopportabile mafietta aumma-aumma “lavora chi conosco io” le ha solo peggiorate)

      • Francesco says:

        io mi attengo ai fatti e, come paziente e padre di famiglia, ho una certa esperienza delle strutture sanitarie a Milano

        generalmente buona o molto buona, anche per patologie serie

        pare che le cose funzionino anche lì da voi a ex-picilandia e non voglio certo metterci becco, saranno ben fatti vostri

        gli è che se lo cose funzionano sarà il caso di riconoscere a chi le gestisce un certo merito o vale solo in alcune regioni?

  8. mirkhond says:

    Se puo’ farti piacere anche a me QUESTO governo non mi piace per niente, e lo trovo peggio di Berlusconi…
    ciao!

    • Francesco says:

      ma noi non siamo giornalisti …

      a me questo governo potrebbe piacere se stesse usando, al limite dell’abuso il potere che ha (anzi aveva), per imporre agli italiani, spesso ma non sempre ad alcuni gruppi di italiani, di rubare

      a prescindere dalle motivazioni per cui questi gruppi dicono di rubare, chè a sentir loro sono tutti spinti da gravissimi motivi

      vorrei avesse per motto quel versetto di San Paolo “chi non lavora non mangia” e facesse eccezione per situazioni così eccezionali da tacitare qualsiasi voglia di “anch’io allora”. anzi, imporrei che chi voglia abbeverarsi alle casse pubbliche prima sia posto in posizione acconcia (gli si spacchi la schiena, così che dalla sedia a rotelle abbia diritto a chiedere il sussidio)

      tutti gli altri, possono quindi devono nuotare per non affogare

      regime duro, lo ammetto, ma l’alternativa reale è continuare a ballare mentre il Titanic affonda, allora sì che la lotta per la sopravvivenza diventa brutale

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