Urbanistica

Urbanistica è un tag importante su questo blog: cercare di ricostruire l’immenso paesaggio planetario che si sta formando in questi anni, e l’umanità che i dispositivi di ogni sorta stanno instancabilmente plasmando.

Sul sito di The Guardian, oggi, questa straordinaria foto di Gail Albert Halaban, di New York, racconta molte cose.

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73 Responses to Urbanistica

  1. Peucezio says:

    Bellissima!
    Io non ci sono stato, ma se uno giudicasse da questa foto, New York sembra una città bella!

  2. PinoMamet says:

    Non è che gli edifici siano brutti;
    (parlo della foto, a New York sono stato una volta sola e non saprei…)

    anzi, c’è un certo senso estetico, e in fondo anche il gigantismo ha un suo fascino.

    Però la prima cosa che ho pensato io (e che non ho postato, pensando l’avessero pensata tutti) è che la vecchia sembra prigioniera.

    Un tipo di prigionia un po’ strana, ma neanche tanto: da quel pochissimo che si intravede dalla sua finestra, sembra aver ricostruito lì, nella sua gabbia al ventesimo (?) piano, un ambiente famigliare (che mi immagino un po’ demodè, forse per suggestione); anche la finestra sotto, con le sue tendine vecchio stile, sembra un po’ incongrua alla dimensione urbana.
    Come se gli abitanti del palazzo fossero in esilio, e tentassero di ricostruire la loro vecchia vita in un ambiente che non si presta troppo.

    Voglio dire, se dalla finestra invece che la vecchia vedessimo un giovane yuppie di quelli che fanno il bungee jumping aziendale, non ci stupiremmo; o una coppia di studenti; o un ubriacone, magari, che vomita giù. O al contrario un riccone che beve un cocktail.
    In fondo perchè viene da pensare che al ventesimo piano (dico per dire, magari è l’ottavo) non si riesca a fare una vita che non sia precaria e insoddisfacente, o temporanea. O puro status symbol (“moving on up… to the east side… to a de-luxe apartment in the sky…”) o pura necessità.

    ma probabilmente è solo suggestione, e la vecchia ce sta benissimo, chissà.

  3. mirkhond says:

    Se devo essere sincero a me ricordano piuttosto i casermoni dei paesi del socialismo reale….
    Uno squallore…..

  4. maria says:

    Una fotografia straordinaria, della vecchia non saprei, la trovo abbastanza enigmatica, potrebbe guardare il cielo, gli altri grattacieli o essersi fermata un attimo come a volte si fa nei pressi di una finestra, potrebbe essere una vedova o potrebbe aspettare il caffè che il vecchio marito gli sta preparando in cucina che immagino piuttosto piccola.

    Sono stata a New Jork tanti anni fa, la trovai bellissima anche dal punto di vista architettonico, sarà per via di tutti quei metalli e vetri ma la sua luce è davvero singolare, andai a visitare la madre di un’amica che stava al un piano altissimo a brooklin e devo dire che la vista che si godeva dalla sua terrazza aveva il fascino che in genere si pensa possa dare soltanto un paesaggio “naturale”, mi piacerebbe molto tornarci-

    Riguardo ai casermoni del socialismo reale devo dire in controtendenza che a Mosca ho visto palazzi degli anni trenta , palazzi popolari, cadenti, senza manutenzione che hanno però al loro interno dei cortili vasti e dei camminamenti pieni di alberi dove passeggiano gli abitanti e corrono i bambini.

    • Peucezio says:

      Condivido. Mosca io la trovo una splendida città e la preferisco di gran lunga a Parigi, Madrid o la stessa Vienna, che pure non è male. Quei casermoni al primo impatto fanno una brutta impressione, ma, a parte che hanno il loro fascino, dentro sono molto più vivibili di quanto uno immaginerebbe.

      Su New York: il giorno in cui ci andassi, vorrò prima assolutamente informarmi su come si chiama la via della foto: non me la perderei per nessun motivo!

      Sulla vecchia: boh, devo dire che non ha attirato esageratamente la mia attenzione. Ma non mi dà l’impressione di essere fuori posto, anzi…
      Può sembrare strano, ma un paesaggio urbano come quello mi dà la sensazione di essere molto a misura d’uomo (poi magari nella realtà è alienantissimo…).

  5. PinoMamet says:

    Ci vorrebbe uno che si intende di architettura (io mi tiro indietro, non è roba mia) ma non credo manchino i legami tra architettura del socialismo reale e architettura del “capitalismo reale”.

    La tendenza ai “palazzoni giganti” (sia bellissimi che bruttissimi) c’è in entrambi, e anche molti stilemi decorativi possono essere ugualmente staliniani, roosveltiani o fascisti. Forse sono semplicemente anni Trenta, ma penso ci sia anche dell’altro.

  6. Francesco says:

    Bella foto, credo abbia un secolo o giù di lì. Di certo potrebbe tranquillamente averlo.

    Non trovo utilissimo fare illazioni sulla vecchietta in rosa, per quel che sappiamo potrebbe essere un’emissaria della SPI-CGIL o una vecchia kapò di Dachau nascosta da decenni. Magari un’elettrice di GW Bush.

    I casermoni sono simili ovunque, è una questione di tecnologia e di ideologia degli architetti. Il contenuto non sempre è così simile.

    Ciao

    • Peucezio says:

      I modelli delle macchine si intravedono a fatica, ma non sembrano poi così vecchi.

      • Moi says:

        Le automobili d’epoca tipo vecchie trabant valgono un botto … se ne hai una ben tenuta ti ci puoi comprare una supersportiva, le cui migliori al mondo sono tutte originarie fra Bologna e Modena … azionisti stranieri permettendo :-)

      • Moi says:

        Un prequel dei Transformer ambientato durante la Guerra Fredda [tipo il già ricordato "X-Men First Class"] dei “robi retro-futuristici*” così :

        http://forums.thegnomonworkshop.com/attachment.php?attachmentid=4287&d=1262111480

        non mi spiacerebbe affatto.

        ____
        * Termine non coniato da me, il “RetroFuturo” indica l’ immaginario fantascientifico col tempo involontariamente comico di una società a livello tecnologicamente inferiore a quello attuale ma dai risultati superiori, oppure anacronismi clamorosi.

        Ad esempio, robot simil-caffettiera :-) in grado di interagire e conversare perfettamente con gli umani oppure gente che va in ufficio su Marte con il disco volante a mo’ di utilitaria … e sulla scrivania c’è una macchina da scrivere ! :-)

  7. nic says:

    Molto bella, ma da irriducibile complottista, a causa l’improbabile illuminazione soprattutto all’interno dell’abitazione, sospetto sia un infingardo fotomontaggio.

    Da cui se ne deduce che le vecchie rinchiuse negli edifici non esistono e ben che meno a NY :-)

  8. mirkhond says:

    I casermoni sono simili ovunque, è una questione di tecnologia e di ideologia degli architetti.

    Condivido e infatti mi danno lo stesso senso di oppressione/depressione ad est come ad ovest.
    Mi sto vedendo un sito di foto sulla Russia. Dove vedo quartieri e caseggiati come quello raffigurato sopra provo un senso di angoscia….

    • Peucezio says:

      URL del sito? Così vado a buttarci un occhio.

      • mirkhond says:

        Il sito si chiama:

        skycraperCity, clicca photo forum, da li clicca general photografy
        e troverai una serie di forum corredati da splendide fotografie di diversi paesi del mondo tra cui la Russia…
        Credo che sia un sito di architettura e i forum principali sono dedicati proprio alle maggiori città del mondo, soprattutto ai quartieri moderni così orripilantemente omogenei con quei centri direzionali….
        c’è anche un forum di antiche cartoline e foto della ex Jugoslavia, con città con nome e dedica in…Italiano!
        Infatti si tratta di foto di epoca asburgica di città come Capodistria, Pirano, Zara, Cattaro, Perasto ecc.
        ciao!

        ps. sei stato in Russia?

      • mirkhond says:

        errata corrige: SkyscraperCity

      • Peucezio says:

        skycraperCity?
        Sì, lo conosco, finora l’avevo usato soprattutto per le città italiane, ci sono moltissime vecchie foto. Purtroppo non c’è quasi nulla su Bari, solo foto attuali.

        In Russia? Sì, non te l’avevo raccontato?
        Ci sono stato una volta. Prima o poi intendo tornarci. E’ un paese che mi piace molto.

  9. PinoMamet says:

    ” I casermoni sono simili ovunque, è una questione di tecnologia e di ideologia degli architetti. Il contenuto non sempre è così simile.”

    mah, non so se sarei così diretto nell’affrontare la questione.
    Stavo in biblioteca un mese fa per rompere le palle a un amico ;)
    per non disturbare troppo, ho preso sottomano il primo libro che c’era, che trattava dell’architettura russa di subito dopo la Rivoluzione;
    la quale doveva rispondere al carattere appunto “rivoluzionario” che si voleva imporre a tutte le arti.
    Visto che spesso i mezzi mancavano, la prima fase di questa nuova architettura era soprattutto teorica, e moltissimi giovani architetti, sapendolo, si lasciavano andare a progetti sì rivoluzionari, ma in pratica impossibili da realizzare.
    Però le cose davvero realizzate non erano poi male…

    quanto al rapporto tra Fascismo e razionalismo piacentiniano & simili, non dico niente di nuovo (peraltro l’architettura italiana dell’epoca a me piace molto; c’è un famosissimo frammento di Pasolini davanti a Sabaudia, mi pare, dove anche lui difende questa architettura, contro le facile critiche);

    per gli stilemi “imperiali”, curiosamente simili a quelli che dovevano celebrare l’”uomo nuovo” sovietico o il New Deal americano, rimando a una illuminante puntata di Philippe Daverio (santo subito!)

    invece in un raccontino di Bulgakov, Le uova fatali, fine Anni Venti (ma ambientato un pochino nel futuro) l’autore immagina (tra le altre cose…) che un intervento statunitense (!) risolva, con la costruzione di grandi palazzi, il problema degli alloggi a Mosca
    (che a Bulgakov doveva dare parecchio fastidio)

    • Peucezio says:

      Mi devo stare rincoglionendo: io quel libello di Bulgakov l’ho letto e non ricordo questa circostanza.

      Dovremmo però distinguere l’architettura monumentale leninista, fascista ecc. dai casermoni anni ’50, ’60, ’70, anch’essi simili fra loro, a est e ovest, con la differenza che a est sono in genere più grandi e fatiscenti. Е coi piani molto bassi: io in genere se faccio due o tre piani a piedi ho un affanno come se stessi per tirare le cuoia, a Voronež (хуй догонешь! come dice un mio amico) ne feci otto e arrivai fresco come una rosa, solo con un leggero fiatone.

      • PinoMamet says:

        Intuisco che “chui dogonesh’” sia qualcosa di volgare, per cui esigo la traduzione!! :)

      • Peucezio says:

        Eheh :-)
        E’ un detto russo.
        Воронеж,
        хуй догонешь!
        Anche se dalla grafia non sembra, fa rima: si legge più o meno “Varòniesh, chùi dagòniesh”, con ch tipo il tedesco Buch.
        Più o meno vuol dire una cosa tipo: “Voronež, che cazzo ci arrivi a fare?!”
        In effetti quasi tutti i russi a cui ho detto che ci ero stato o che dovevo andarci, anche se con parole diverse e meno scurrili, hanno espresso un concetto simile.

  10. jam says:

    …se almeno dall’altro lato del palazzo ci fosse, per lo stesso appartamento, una grande terrazza per metterci, piante fiori e prezzemolo ed una piscina, allora anche quella piccola finestra sarebbe soave, altrimenti é una prigione o un dormitorio. I palazzi dirimpetto nel loro colore, sabbia del deserto al tramonto, con le arcate orientaleggianti delle torrette padiglione, ed i ciuffi di verdura, sembrano voler ricostruire un paesaggio idilliaco, che invece di produrre idilli, genera brevissimi o fotografico-turistico idylls e lunghi incubi..

    comunque, i palazzi giganti sarebbero anche simbolo di prestigio: più i grattacieli sono alti più secondo una certa logica, il prestigio la ricchezza e l’intelligenza e la sicurezza verrebbero sublimate, (reminiscenza delle torri medioevali, ad es San Geminiano in itlaly).
    Poi quando si rompe l’ascensore, soltanto gli adepti agli sport estremi possono entrare ed uscire, gli altri gettano la corda dalla finestra per recuperare i viveri col secchiello, riscoprendo cosi, gli antichi gesti di quando si attingeva l’acqua del pozzo con la carrucola.
    In francia molti casermoni degli anni 50-60-70, sono stati dinamitati, per costruire al loro posto quartieri più umani, con case a due piani e molto spazio verde.
    Il grattacielo più alto del mondo é a Dubai, 828m., l’altro a Mekka, 601m., cosa significa tutto cio’? La Cina costruisce in altezza a più non posso, ma penso che la reale tendenza architettonica del futuro sia di ritornare in basso, nelle yurte, i nuovi architetti costruiranno anche yurte in mattoni, nelle case antiche, nelle tende dei nomadi, come per voler esprimere il sospetto che soltanto toccando molto spesso la nuda terra si possa poi proiettarsi in cielo, o respirare profondamente come quando si fanno le passeggiate..
    ciao

    • Moi says:

      Il grattacielo più alto del mondo é a Dubai, 828m

      Ne vogliono fare pure uno da un 1 km, pare … La Crisi (TM) ?!

      …Finché continuerà sgorgargli l’ Oro Nero da sotto alle terga … che je frega agli Schèi-icconi Wahabiti o assimilati :-) ?

      ;-)

    • Moi says:

      Il grattacielo più alto del mondo é a Dubai, 828m

      Ne vogliono fare pure uno da un 1 km, pare … La Crisi (TM) ?!

      …Finché continuerà sgorgargli l’ Oro Nero da sotto alle terga … che je frega agli Schèi-icconi Wahabiti o assimilati :-) ?

      ;-)

  11. mirkhond says:

    Concordo con Jam che ha espresso con ricchezza poetica quanto pensa il sottoscritto…
    ciao!

  12. mirkhond says:

    In Russia? Sì, non te l’avevo raccontato?
    Ci sono stato una volta. Prima o poi intendo tornarci. E’ un paese che mi piace molto.

    Sei stato nel Caucaso settentrionale? Nella penisola di Taman? In Ossezia?
    ciao

    • Peucezio says:

      Ma va, in nessuno di questi posti. Solo a Voronež (sempre chuj dogoneš’, naturalmente), a Lipeck di passaggio e a Mosca.

  13. mirkhond says:

    skycrapercity sull’Italia è deludente, ma i siti fotografici su Croazia, Slovenia, Slovacchia, Romania e Russia sono ricchi di stupende foto…
    ciao!

    • Peucezio says:

      Non credere, su Milano e anche Roma, Napoli, Torino, c’è moltissimo. E’ sulle città minori che c’è poco.
      Su Bari ci sono belle raccolte di foto attuali, ma capirai che me ne faccio: per vedere com’è attualmente basta farsi una bella passeggiata di persona.
      Se mi incazzo, una volta di queste scannerizzo vagonate di foto (ho libri su libri pieni di foto d’epoca di Bari) e le inserisco.

  14. Moi says:

    Sei stato in Russia ? [cit.]

    —-

    Io no … e neppure in Unione Sovietica ! Ma conosco gente che ti risponderebbe espressamente: “In Russia ?! Mai ! … Mé a sån stè in Unione Sovietica !”

    • Peucezio says:

      Questo è un vero e proprio record, ma a quell’epoca gente che sapesse molte lingue antiche e moderne non doveva essere così rara.

      • habsburgicus says:

        anche Metternich nelle sue Memorie ricorda i colloqui che ebbe con l’abate Mezzofanti e dice che sapeva parlare il tedesco con l’accento di un sassone di Lipsia :D

  15. Per Moi

    Su Dubai, leggo:

    “A Dubai il petrolio finirà tra 8 anni, ma nessuno si preoccupa: rappresenta solo il 7,3% del Pil.”

    http://www.focus.it/Allegati/2011/3/157_orocamme_45568.pdf

    Dubai campa di fuffa, non di petrolio.

  16. Bello come siano diverse le riflessioni che questa immagine induce, senza lasciare indifferenti.

  17. Per Nic

    “Molto bella, ma da irriducibile complottista, a causa l’improbabile illuminazione soprattutto all’interno dell’abitazione, sospetto sia un infingardo fotomontaggio. “

    Ne sono sicuro, nel senso che è una via di mezzo tra una foto autentica e un lavoro che potremmo decinire “di pittura”.

    Comunque, la fotopittrice ha fatto tutta una serie di foto dalla finestra di casa sua, che meritano di essere guardate sul suo sito: http://www.gailalberthalaban.com/

  18. Per jam

    “comunque, i palazzi giganti sarebbero anche simbolo di prestigio: più i grattacieli sono alti più secondo una certa logica, il prestigio la ricchezza e l’intelligenza e la sicurezza verrebbero sublimate, (reminiscenza delle torri medioevali, ad es San Geminiano in itlaly).”

    Verissimo, ne parla ad esempio Marco D’Eramo in Maiali e grattacieli; però qui abbiamo più semplicemente delle macchine per abitare, dove il risparmio (di spazio e di denaro) è tutto.

  19. lycopodium says:

    Vi consiglio questo blog:
    http://www.de-architectura.com/

  20. Per Moi

    “Giuseppe Mezzofanti …

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/02/il-bolognese-che-parlava-settanta-lingue.html

    1) avevo fatto una foto alla sua lapide a Bologna, dovrei averla da qualche parte

    2) chi sa cosa voglia dire “parlare perfettamente”: credo che significhi leggere (e forse scrivere) in maniera scorrevole; in particolare in epoche in cui difficilmente un cardinale a Bologna poteva trovare un gruppo di cinesi con cui scambiare quattro chiacchiere.

    3) Allora il nostro Riccardo Venturi, con le sue 17 lingue, è ufficialmente un iperpoliglotta!

  21. Per Francesco

    “Bella foto, credo abbia un secolo o giù di lì. Di certo potrebbe tranquillamente averlo.”

    un secolo magari no, ma anch’io sono stato colpito dal fatto che tante costruzioni a New York sembrano “vecchie”, nel senso che sono state fatte in maniera molto rozza, con quei mattoni rossastri che si vedono nelle foto, scale buie, ascensori decrepiti e all’esterno, l’immondizia ammucchiata in sacconi di plastica per i topi.

    Certo, non peggio di certi quartieri anni Sessanta di Roma, ma la scala – nonché l’altezza dei palazzi – è diversa.

  22. Per Peucezio

    “Questo è un vero e proprio record, ma a quell’epoca gente che sapesse molte lingue antiche e moderne non doveva essere così rara.”

    Vado di corsa, e quindi non mi metto a cercare il nome che ho dimenticato, ma mi ha colpito la figura del primo grande linguista sinologo europeo, un pastore protestante tedesco che imparò il cinese in piena Guerra dei trent’anni.

  23. Per Lycopodium

    Grazie.

    Mi colpisce questa notizia, che se si applicasse a Firenze, sarebbe il colpo di grazia alla città, con la trasformazione del centro storico in un unica discoteca/SUVeria. Infatti, le restrizioni sulle destinazioni d’uso costituiscono l’unica cosa che permette ancora l’esistenza di alcuni spazi sociali e la continuità dell’uso residenziale di luoghi non comodissimi (e quindi l’umanità variegata ma in fondo simpatica che ho descritto in passato).

    http://www.de-architectura.com/

    “Scrive Marco Romano sul Corriere della Sera del 9 marzo 2012:
    “Tra le modifiche alle norme edilizie proposte nella nuova stesura del Pgt (Milano), spicca per il suo carattere virtualmente radicale la liberalizzazione delle destinazioni d’uso dei fabbricati: d’ora in avanti tutti potranno costruire quanto loro consentito senza dover rispettare alcun vincolo di destinazione. La norma constata quanto da tempo tutti sanno per esperienza diretta, che cioè la destinazione d’uso dei fabbricati cambia nel tempo mentre la forma della città, il suo aspetto visibile nelle strade e nelle piazze, resta il medesimo per secoli, e dunque non possiamo progettare un piano regolatore con la destinazione d’uso delle varie zone delle città legate poi insieme da una rete di strade e di trasporti, proprio come una circolazione sanguigna lega i diversi organi del corpo umano”.”

    • Francesco says:

      Scusa ma sei certo della data dell’articolo? parla del nuovo PGT rifatto dall’amministrazione di Pisapia, contro quello della Moratti?

      perchè se una norma di radicale liberismo e, sospetto, radicale buon senso, venisse adottata dal primo sindaco arancion-comunista di Milano, eletto col sostegno decisivo non solo della Curia catto-iper-progressista ma soprattutto del Corrierone e dei suoi padroni, la mia capacità di comprensione della realtà andrebbe in totale corto-circuito.

      non sono un urbanista ma non posso che sospettare che quella norma sia l’affermazione della vita contro la museificazione. e non del nulla contro la storia, o del denaro contro la tradizione. ma i mandanti sono troppo infidi per esserne certo.

      eppure ricordo le fatue polemiche dei rossi contro il PGT troppo liberale e favorevole ai costruttori …

      non capisco nulla

    • Peucezio says:

      Ad ogni modo Milano è diversissima da Firenze ed è una città italiana anomala: in fondo, urbanisticamente, non è una città italiana.
      Ha un centro storico che di storico ha il nome e qualche monumento disseminato in un quartiere modernissimo architettonicamente e anche urbanisticamente.
      Qualunque cosa succeda al centro di Milano, fatta salva la tutela dei monumenti storici, non potrebbe mai fare danni (non peggiori di quelli già fatti nell’ultimo secolo e mezzo). Lo stesso ovviamente vale sul piano sociologico: è un centro un po’ di uffici, un po’ di straricchi e con un’invasione ogni giorno della parte più marginale e degradata della società; è insomma la parte più sradicata della città.

  24. maria says:

    francamente non vedo come la liberalizzazione assoluta della destinazione d’uso dei fabbricati possa essere una norma contro la museificazione, impedire la proliferazione di esercizi commerciali, la trasformazione di palazzi interi in residence con appartamenti di 30 metri quadrati destinati non certo alle famiglie residenti, raddoppiare gli spazi esterni dei bar in piazza signoria o davanti alla porta del battistero ha a che fare con la vita?

    • Francesco says:

      credo che quello che tu chiami vita sia esattamente quello che io chiamo, e non è un complimento, museificazione

      ma alla fine io sono dalla parte dei Goti e dei Vichinghi che devastano Roma, e dei Romani che la ridevastano per viverci

      solo che farei portare il Partenone a Las Vegas, per preservarlo dalle interessantissime, per loro, guerre tra Turchi e Veneziani

      ciao

      • PinoMamet says:

        Mmm
        ci sono stati diversi “sacchi di Roma”, in effetti, ma quello dei Vichinghi non me lo ricordo… boh;

        comunque le guerre tra Veneziani e Turchi sono parte della storia del Partenone, esattamente come come l’arrivo dei Visigoti o dei Lanzichenecchi è parte della storia di Roma;
        Las Vegas invece non è parte, anche se ha un “Caesar’s palace” ;)

        Ora, io non sono stato testimone della devastazione dei Visigoti, ma sono testimone della devastazione degli assessori.

        E vedo che agisce (indistintamente “da destra” e “da sinistra”) esattamente come agiresti tu, cioè sostituendo il vero (“brutto, vecchio, museificato” ecc. ecc.) con il falso;
        per cui la palazzina liberty viene distrutta perchè un costruttore possa fare la sua maialata, in compenso si costruisce fuori città un grosso “outlet” che in omaggio al territorio dovrebbe richiamare temi “verdiani”
        (di fatto sembra l’Egitto di Gardaland, perchè di tutti i “temi verdiani” hanno preso in considerazione solo l’Aida… vabbè).

        Così non fai del bene nè alla città (che viene veramente devastata) nè al commercio (con il centro desertificato, visto che si può comprare tutto all’outlet, strategicamemnte posizionato di fianco all’uscita dell’autostrada, per inchiappettare meglio voi milanesi ;) ) e neanche a Verdi…

      • Francesco says:

        io appresi di codesto sacco dei Vichinghi in una basilica di Roma, che custodisce le spoglie di San Cirillo (o forse Metodio), che sorgerebbe sopra di resti di una molto più antica ma devastata da detto sacco, verso il 900 DC

        che sia vero o “marketing religioso” non lo so

        però pioveva e ci rifugiammo lì

      • Francesco says:

        x Pino

        sostituisici “vivo” a “falso” e “morto” a “vero” e sottoscrivo

        se vuoi posso anche lamentarmene, ma i vivi temo siano loro

      • PinoMamet says:

        Potevano essere Normanni? In fondo erano nipoti dei Vichinghi, per così dire; ci sta che una guida sbrigativa o una didascalia semplificatoria li definisca così…

        comunque, ti dirò, io mi sento abbastanza vivo, e non vedo perchè dovrei farmi morto per far piacere ad altri!

        Ché la Venezia o la Roma o l’Egitto di Las Vegas, volendo, sono il migliore (peggior) esempio di “museificazione” che si possa fare, volendo!!

      • No, nessun vichingo è mai arrivato a Roma (mentre il Lazio conobbe incursioni degli ungari e la stessa città fu assediata dai saraceni). Semmai la basilica di San Clemente, quella con le spoglie di San Cirillo, fu devastata dalle truppe del Guiscardo venute, tra parentesi, per salvare il Papa dall’assedio imperiale.
        Il bravo esercito del sovrano normanno (che eviterei di chiamare vichingo perché, nonostante le origini, era completamente franchizzato: piuttosto normanno di Normandia), però, secondo l’uso degli eserciti del tempo, una volta rotto l’assedio si diede al saccheggio più selvaggio costringendo il Re e il Pontefice ad una fuga precipitosa fuori città.

      • Francesco says:

        visto che siamo in tema: a quando risale (se esiste) il momento della “mazzata finale” alla Roma classica? c’è stata una guerra/razzia che ridotto i monumenti “romani” così male da fare della città qualcosa di nuovo di ricostruire?

        ho appreso che gli acquedotti andarono persi per colpa dei Goti …

        grazie

        PS i amo i musei, forse non per viverci

      • PinoMamet says:

        A questo so io, Francesco, edifici e monumenti antichi a Roma sono stati “rovinati” non tanto dalle invasioni, che architettonicamente lasciano un po’ il tempo che trovano
        (nell’antichità non si bombardava!), ma dallo spopolamento e poi dalla costante opera di riutilizzo per altre costruzioni, sia per le abitazioni di privati cittadini (stacco un pezzetto di Colosseo per farmi casa…) sia per le costruzioni monumentali dei Papi (quod non fecerunt barbari… etc.)

  25. PinoMamet says:

    Altre due note:
    mi accorgo ora che la vecchia è l’unica presenza umana della foto; per il resto, la città potrebbe benissimo essere stata appena spopolata da un virus o da un attacco alieno, come in certi film (con le due lucine in basso dimenticate accese);

    mattoni rossastri: non sono un muratore, ma ora che me lo si fa notare, mi sembrano posati in modo abbastanza irregolare. Non sono sicurissimo che si tratti di un lavoro eseguito “a regola d’arte”.
    Un amico mi diceva molti anni fa, di avere incontrato, durante l’obbligatorio viaggio adolescenziale ad Amsterdam, un “piastrellista” italiano, un muratore specializzato in pavimenti cioè (il termine dialettale da noi è “pianlista”); che gli diceva che in Olanda stava benissimo ma che poteva tranquillamente lavorare male, in modo approssimativo (credo l’espressione fosse “alla cazzo di cane”) con una piastrella più alta e una più bassa, “tanto non ci fanno caso, non se ne accorgono”.
    Molti anni fa, erano: ora, credo che non se ne accorgerebbero neanche da noi.
    (Mi immagino gruppi di muratori nord-africani che ridono “questi italiani non capiscono più un cazzo, puoi anche lavorare male e non lo vedono…”)

    Il distacco dal mondo del lavoro manuale.

    Se vado a comprare della carne io, il macellaio mi rifila quello che vuole; se ci va mia madre no.

  26. Per Francesco

    “Scusa ma sei certo della data dell’articolo? parla del nuovo PGT rifatto dall’amministrazione di Pisapia, contro quello della Moratti?”

    La domanda è molto interessante, e allo stesso tempo irrilevante.

    Premesso che Milano non è Firenze, io sono contrario a una giunta che propone una cosa del genere: sui “colori politici”, io sono daltonico.

    • Francesco says:

      sarà irrilevante per te ma io vivo la sindacatura di Pisapia come un’epidemia di peste nera e vaiolo.

      :(

      e se anche i comunisti avvocati difensori, di buona famiglia, furbetti e con amici nei Centri Sociali fossero dei palazzinari qualsiasi, la speranza andrebbe ancora più a fondo

      • PinoMamet says:

        “io vivo la sindacatura di Pisapia come un’epidemia di peste nera e vaiolo.”

        Io sono passato un paio di volte a Milano nel dopo-Pisapia e l’ho trovata identica, nessun segno di peste e niente monatti ;)

        non solo, non è neppure diventata (purtroppo! ;) ) la “zingaropoli islamica” che paventavano gli oppositori di Pisapia

        (e io che mi aspettavo di trovare festose bande di ottoni balcaniche e sensuali bailaoras di flamenco, mentre gruppi di giannizzeri baffuti e alteri spahis a cavallo si fermavano di fianco all’entrata della Metro per sentire il richiamo del muezzin del Duomo! ;) )

      • Francesco says:

        ecco, altra grandissima delusione del Pisapia: della “più grande moschea d’Europa” manco di parla più, quasi il sindaco fosse Salvini …

        solo tasse e rincari, vendita di beni comunali a imprenditori amici per coprire il bilancio corrente, politica politicante e arroganza da vomitare

        tanto valeva tenersi la Moratti

        ciao

        PS giuro, se prima delle elezioni mi avessero descritto la Milano di Pisapia avrei pensato a cattiva propaganda di AN

      • Peucezio says:

        Beh, però il centro dà un po’ di paesaggio postatomico da quando c’è l’area C.
        Ma è solo la logica prosecuzione della logica inaugurata dalla Moratti con l’Ecopass, d’altronde è lei la responsabile della vittoria di Pisapia, per il fatto stesso di essersi ricandidata e per le idiozie che ha fatto in campagna elettorale.
        Io tanto su Milano non ho più speranze.
        Per la verità ne ho poche sull’Italia in genere: si salvano solo i quartieri mostro più degradati di alcune città del sud, tipo Scampia. La Mafia, la Camorra e la ‘Ndrangheta sono le uniche imprese destinate a sopravvivere nell’Italia di Monti, perché sono le uniche non soggette, per loro stessa natura, a tassazione, controlli, adempimenti, forniture allo stato mai saldate ecc. ecc.

      • Francesco says:

        In sintesi estrema, la Moratti aveva governato così bene e i candidati di sinistra erano così ridicoli che non c’era motivo di fare la campagna elettorale.
        E quando si è dovuta fare, non c’era più speranza, che tutto il buon amministrare era divenuto irrilevante – e di altro c’era solo l’algida classe di Lady Letizia e il camaleontismo di Giuly, così umanamente scialbo che ognuno ci ha dipinto quello che gli piaceva.

        PS non illuderti, la criminalità è istituzione parassitaria che muore un attimo dopo aver distrutto l’ospite

  27. Per Maria

    “francamente non vedo come…”

    Esatto, esatto, esatto!

  28. Per Francesco

    “io vivo la sindacatura di Pisapia come un’epidemia di peste nera e vaiolo.

    Come non darti ragione?

    http://ekbloggethi.blogspot.it/2011/06/viaggio-milano.html

    • Francesco says:

      A parte l’immensa tristezza perchè una volta queste cose ritraevano la Padania Libera e non la Repubblica Socialista Sovietica di Milano, devo dire che mi sembra una prosecuzione della furbesca campagna elettorale del Pisapia.

      Che è un’immensa e sgradevole sciagura ma non certo un replicante di Stalin o Honecker. E’ bastato ridicolizzare questa pretesa (aiutati dall’immane idiozia dei politici di destra) per far diventare Pisapia una persona decente.

      Talmente disonesto da essere geniale.

      PS ho dimenticato lo scorbuto

      • roberto says:

        senti, potresti provare a spiegare a qualcuno che vive a 1000 km da milano e che segue le vicende locali mooooolto distrattamente e che non conosce per nulla la città, in cosa consiste la peste nera di cui parli? non ho nessun apriori per pisapia, né positivo né negativo, ma che ha combinato meritarsi l’epiteto di epidemia?

  29. A proposito di Milano, leggo oggi sul sito di Repubblica

    ‘Isola dei famosi’, Formigoni concede
    ai superstiti l’eliporto della Regione
    Polemica per la decisione del governatore di ospitare giovedì la finale della trasmissione
    accogliendo l’elicottero dei concorrenti. il Pirellone bis ospiterà le prove di sopravvivenza
    di ANDREA MONTANARI

    ‘Isola dei famosi’, Formigoni concede ai superstiti l’eliporto della Regione L’eliporto della Regione Lombardia

    Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ospita a sorpresa la finale dell’Isola dei famosi in onda giovedì prossimo su Rai2. I concorrenti superstiti arriveranno in elicottero e atterreranno sull’eliporto del governatore sul tetto di Palazzo Lombardia, la nuova sede della Regione. Le prove di sopravvivenza della serata finale, invece, si terranno in piazza Città della Lombardia, lo spazio coperto che ha ospitato sabato scorso il sit-in organizzato dal centrosinistra che chiedeva le dimissioni di Formigoni dopo gli scaldali giudiziari che hanno coinvolto alcuni suoi ex assessori.

    Protesta l’opposizione in consiglio regionale. “La giunta regionale è arrivata al capolinea – attacca il dipietrista Stefano Zamponi – È una cosa talmente concepibile e scioccante che questa notizia mi lascia senza parole. Ed è tutto dire”. Caustica la presa di posizione del gruppo del Pd in consiglio regionale: “Si potrebbe fare del sarcasmo e dire che Formigoni non vede l’ora di andare all’Isola dei famosi, tanto le camice genere hawaiano già le ha. Ma visto che non ci pare che alcuna istituzione, in giro per l’Italia, si presti a cose di questo genere, soprattutto se pensiamo ai problemi di quella lombarda, a noi questa notizia fa tristezza. Formigoni è davvero alla frutta. E per giunta esotica”.

    La competizione porterà a una prima eliminazione di due concorrenti, che seguiranno il resto della puntata nello studio in via Mecenate. Gli altri tre rimasti si sfideranno
    ancora un po’ e arriveranno insieme sul set centrale della Rai, dove sarà proclamato il vincitore. Nelle edizioni passate i ‘naufraghi’ atterravano a Linate e si sfidavano in un set allestito nel vicino Idroscalo

    • Francesco says:

      che schifo!

      aiutare un reality della RAI!

      ma Formigoni non era un dipendente di Silvio?

      :D

      PS e non lo leggere, il sito di Repubblica, che è melgio ;)

      • PinoMamet says:

        La cosa di per sè non è scandalosissima:
        è da quando esiste la tv (e prima, il cinema) che si chiedono permessi alle “istituzioni” perchè concedano questo e quello, chiudano strade, diano il piano di un palazzo e così via.

        Non è scandalosissima ma è brutta, per i seguenti motivi, in ordine di importanza:

        -Formigoni è odioso, punto e basta, qualunque cosa faccia;
        -l’Isola dei Famosi è proprio la Tv nel suo aspetto peggiore, deleterio senza remissione;
        -bruttissima l’impressione di totale asservimento della politica alla televisione (come in Veltroni era asservita al cinema, anzi, peggio, al “Cinema Italiano”)

  30. Per Francesco

    “devo dire che mi sembra una prosecuzione della furbesca campagna elettorale del Pisapia.”

    L’autore del brano non vota da decenni, figuriamoci se vota per Pisapia.

    • Francesco says:

      ho solo detto che riprende il tema di fondo della campagna elettorale di Pisapia: non è vero che mangio i bambini.

      altro non ha detto in tutta la campagna elettorale, nè dopo

  31. Per Francesco

    “PS e non lo leggere, il sito di Repubblica, che è melgio”

    E’ come uno di quei disegni di Escher: Repubblica è peggio di Libero che è peggio del Corriere della Sera che è peggio del Giornale che è peggio del Quotidiano Nazionale che è peggio di Repubblica.

    • Francesco says:

      concordo

      manca l’unità, che è peggio e basta

      e il manifesto, che è il peggiore perchè racconta sempre che viviamo in un regime liberista duro e puro, e, purtroppo, non è affatto vero

  32. Per Francesco

    “ho solo detto che riprende il tema di fondo della campagna elettorale di Pisapia: non è vero che mangio i bambini.”

    Capisco, però per l’autore, credo che l’accusa sia a Pisapia, più che alla destra: cioè che davvero non mangia i bambini :-)

  33. Francesco says:

    In questo l’autore ha parzialmente ragione: un sindaco comunista che neppure le cose da comunista è una perdita di tempo, una mancata lezione ai suoi elettori, un mancato sputtanamento dei suoi sostenitori borghesi.

    Non c’è gusto, non c’è sugo, si sta sulla sponda puzzolente del Naviglio ad aspettare le inchieste sui favori ad alcuni costruttori …

    Ormai ha fatto l’area C, ottimo provvedimento thatcheriano, se ha finito potrebbe andarsene.

    Ciao

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