Il dispositivo cibernetico e la fine della politica – 2 “Qui chi non terrorizza…si ammala di terrore”

Alla prima parte

Venanzio affonda la pala nella neve.

Indica i ruderi del paese abbandonato, uno dei tanti Monte Acuto dei nostri Appennini.

“Eppure”, inizia solenne. “Lì una volta abitavano quaranta persone, e nessuna moriva di fame. E’ stato negli anni Cinquanta che abbiamo cominciato ad andare via, ad Arezzo c’era una fabbrica con seimila dipendenti… oggi non c’è più nulla nemmeno lì. E il governo vuole male ai pensionati come me, no a certi che di soldi ne hanno tanti, e vuole male a chi lavora, ai precari, a chi ha una bottega”.

Nei suoi settant’anni di vita, Venanzio ha conosciuto tre mondi.

Il primo, che al neolitico aveva aggiunto, in settemila cauti anni, qualche attrezzo di ferro e i preti.

Il secondo, il regime di massa, grandi macchine, grandi elezioni, grandi fabbriche, grandi partiti, grandi monumenti di granito. Il comunismo, il fascismo, la socialdemocrazia. Sembrava il futuro, era solo un attimo.

Il terzo, il Grande Flusso, diverso dal secondo quanto il secondo lo era dal primo.

Ognuno di questi mondi ha un proprio stile, che ne informa ogni aspetto.

Il primo è flessibile e organico.

Il secondo è solido e meccanico.

Il terzo è flessibile e cibernetico.

Il cibernetico imita l’organico, ma ne crea una sorta di doppione puramente virtuale e matematico.

In una definizione:

“La cibernetica è una scienza di controllo dei sistemi, vivi o non-vivi, fondata nel 1948 dal matematico americano Norbert Wiener.

Il nostro mondo è integralmente costituito di sistemi, vivi o non-vivi, intrecciati ed in interazione. Possono essere considerati come “sistemi” : una società, un’economia, una rete di computer, un macchinario, una ditta, una cellula, un organismo, un cervello, un individuo, un ecosistema…”

La cibernetica non deve regolare interazioni lente e cicliche. Cerca piuttosto di regolare l’accelerazione. Quella cosa che ha fatto sì che il mondo fosse cambiato di più nell’arco della vita di Venanzio, che nei settemila anni precedenti.

L’impresa trasforma la massima quantità di natura in merce, nel minor tempo possibile. Teoricamente, la massima quantità è tutto, il minor tempo possibile è un istante. L’accelerazione rende insieme impossibile e necessario il governo del mondo: un governo che non è né “privato” né “pubblico”, ma entrambi insieme.

John Lyons, CEO dell’International Cyber Security Protection Alliance, spiega:

“Operare insieme per permettere alle nostre imprese, cittadini e governi di lavorare in maggiore sicurezza nei mercati globalmente interconnessi fornisce le basi della stabilità economica e della crescita nazionale. I paesi e le imprese che operano in maniera sicura in questo ambiente a rete saranno i vincitori.”

La cibernetica si fonda sull‘invisibile e sul volatile, cioè sull’elettronica. Solo gli sviluppi dell’elettronica permettono sia di coordinare gli innumerevoli dati che costituiscono un sistema, sia di diventare sistema loro stessi.

E perciò “cibernetica” finisce per indicare anche il massimo dispositivo di dominio mai inventato: il flusso planetario di byte che include in sé – tra le altre cose – tutto ciò che chiamavamo un tempo denaro, ma alla pari e con lo stesso veicolo, tutti i segreti della natura da spogliare, tutti i pensieri e le azioni degli esseri umani, sorvegliati incessantemente tanto dai droni quanto dai videotelefonini degli amici.

Lingua, mente, immagine, il paramondo virtuale è diventato il cervello globale.

I cittadini ansiosi si chiedono, o vengono indotti a chiedersi: perché non concedere a quel cervello globale il governo totale e razionale sulla specie?

Ora, il sapiente Cervello Oggettivo, che domina al di sopra dei capricci degli esseri umani, lo conoscevamo già: è il nostro vecchio amico divino, la Mano Invisibile: e infatti la razionalità del dominio cibernetico coincide con la razionalità del capitalismo – è irragionevole ad esempio indebitarsi, ragionevole è trovare il modo di ripagare con gli interessi chi è stato così generoso da investire su di noi.[1]

Ma la Mano Invisibile, mentre mandava gli eserciti a conquistare il pianeta, pretendeva di essere pacifica. Il Cervello Cibernetico, invece coincide non solo con il proprio denaro e la propria cultura, ma anche, apertamente, con la propria violenza.

Il 25 e 26 aprile, Londra ospiterà la Counter Terror Expo Conference, una fiera che mette insieme politici, militari, polizie e imprese private di sorveglianza e “sicurezza”. Una conferenza che non è cibernetica solo perché si occupa di ciberminacce e di telecamere a circuito chiuso, ma perché illustra perfettamente l’idea – cibernetica – di retroazione.

Tra i relatori, infatti, ci sarà un nostro vecchio amico, Lorenzo Vidino del Center for Security Studies di Zurigo, che parlerà delle “attuali tendenze del jihadismo in Europa”. Lorenzo Vidino è un milanese che ha lavorato per la Rand Corporation,  principale fornitore di prodotti militari per l’esercito statunitense.

Lorenzo Vidino

Lorenzo Vidino, con Andrea Morigi, fu coautore di un articolo su National Review, il principale settimanale della destra statunitense, in cui accusò il sottoscritto di  aver “addestrato miliziani argentini in Messico” e trasformò il burbero ma in fondo mite medievista Franco Cardini nel “leader” di una rete di “fanatici” estremisti e revisionisti dell’Olocausto associati alla resistenza irachena.

Mettete insieme i pezzi: Lorenzo Vidino campa di terrorismo e/o antiterrorismo, come ne campano le aziende per cui lavora; ed è allo stesso tempo “l’esperto” cui si rivolgono i committenti, suoi e delle aziende. Moltiplicate Lorenzo Vidino per i milioni di persone i cui guadagni dipendono dal grande ciberdispositivo, e capirete parecchie cose sul concetto di retroazione positiva.

Però è bene precisare che per la prima volta, i musulmani non saranno la principale preoccupazione della fiera di Londra.

Infatti, la nota che presenta la conferenza ci spiega che  Osama bin Laden è morto, al-Qaida è frammentata e le sommosse nei paesi arabi hanno portato a uno spostamento verso “principi democratici di governo e libertà di espressione”. Il mondo arabo/islamico non è quindi più al centro dell’attenzione dei commercianti di antiterrorismo. I quali indicano però un gigantesco mercato alternativo:

“Questi drammatici avvenimenti ci obbligano a rivalutare e riallineare le strategie di controterrorismo, in linea con un orizzonte di minacce che muta, ma su uno sfondo di notevole sconvolgimento economico che minaccia la nostra abilità di conservare frontiere sicure, l’ordine civile e società sicure”.

Insomma, il nuovo nemico è in casa.

Nota:

[1] Apprendiamo che

«Negli ultimi 10 anni, la Spagna ha rimborsato, interessi compresi, 1.020 miliardi di euro, ossia il triplo di quanto lo Stato aveva preso a prestito nel 2000, e continua a doverne pagare più del doppio».

(Continua…)

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21 Responses to Il dispositivo cibernetico e la fine della politica – 2 “Qui chi non terrorizza…si ammala di terrore”

  1. mirkhond says:

    Insomma, il nuovo nemico è in casa.

    Non è certo una novità. Del resto le Crociate e la Reconquista portarono all’Inquisizione per reprimere il dissenso INTERNO alle società cristiane basso-medievali, sia perdenti come nel Levante franco, sia vittoriose come in Spagna.
    Già in quest’ultimo decennio, alla luce della lotta al terrorismo islamico, si levarono voci come quella di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, della Santanché citata da Moi, e dello stesso Magdi Allam, che invitavano tacitamente ad utilizzare metodi “cileni” nella lotta per la “libertà&democrazia” dal presunto pericolo islamico (vedasi il caso Abu Omar), metodi cileni da utilizzare non solo per i presunti terroristi musulmani, ma anche per i “fiancheggiatori” locali, le “quinte colonne nazicomuniste” piene di “odio di se”!
    E’ la tipica logica di chi, pur al potere e forte, teme di perdere tutto, ieri la Fede in Cristo, oggi quella della “Libertà” dove per libertà s’intende soprattutto quella sessuale di sessantottina memoria, e quella del mercato gestito da grandi multinazionali, di non esser inceppati dai lacci e lacciuoli di una religiosità vera, dalla giustizia sociale, e da una morigeratezza di costumi….
    E’ insomma, il terrore di esser costretti ad essere più seri e più solidali….

    • daouda says:

      Sei noioso.

      Non che il discorso non sia sensato e condivisibile Mirkhond, solo che passare da un “del resto le crociate e la reconquista” a un “già in quest’ultimo decennio” difficilmente si rifà ad una tipica logica, la quale si indica come tipica proprio perché non lo è.

      Il riferimento ai metodi cileni ci potrebbe poi anche stare, se non fosse come al solito un tipo di retorica ideologica ( espressa nell’ultima riga d’altronde ).

      Ad ogni modo…ttà’ppuosht?

      • mirkhond says:

        E’ il potere ad essere sempre noioso Dauda, nel cercare di reprimere il dissenso, pena il fallimento dell’omologazione che è sempre forzata….
        Soltanto che col progredire dei tempi e della tecnologia, gli strumenti repressivi si sono fatti, diciamo, molto, molto, molto più sofisticati….
        Se Costantino avesse avuto la bomba atomica, credi che non sarebbe stato tentato di usarla? O ancora prima Cesare e poi Vespasiano con i Galli e i Giudei?

      • mirkhond says:

        Se invece di metodi cileni avessi detto metodi stalinisti, sarei stato più daoudically correct?
        ciao

      • daouda says:

        San Costantino , e chiunque non è di questi tempi, non ha usato la bomba atomica per il semplice fatto che la sua natura gli ha impedito di nascere in epoche più buie.
        Non che la differenza sia abissale, anzi, ma pur sempre presente.

        Quel che voglio comunicarti è che uccidere non è un male in sé.
        Come ogni materia per valutare dobbiamo tenere in considerazione i mezzi, il fine, le circostanze e l’intenzione.

        La differenza tra i metodi cileni e staliniani esiste, ma oltre ciò il discrimine rimane il socialismo che continuate, per quel che percepisco, a prendere sottogamba.

        Ad ogni modo una scelta è solo in termini congiunturali.
        Il Cile è comunque una nazione ben avviata nella costituzione sovversiva.
        Quindi secondo la tua particolare visione di Potere, non posso che darti ragione , intendendo tale particolare accezione in termini generali , per il globo, come una tendenza in procinto di realizzare ormai i propri progetti.

        Il mondo è fatto di molti piani e la schizofrenia dei tempi, che non permette più una valutazione coerente, oltre che armonica, di questi, ci dovrebbe illuminare sul perché il cristianesimo sia esistito ed il Signore abbia compiuto in atto l’unità sacrificante-sacrificato nel sacrificare ( la relazione Sat-Chit-Ananda interna all’Essere, all’Uno ).
        Seguire l’Islam nelle sue derive è da boccaloni. Facesti bene tu ad onorare gli Afgani.

        Comunque la risposta alla domanda nel tuo secondo messaggio è sì, il ché non significa che tali nefande azioni , in Cile, fossero giuste tou court.

  2. Pingback: Il dispositivo cibernetico e la fine della politica – 2 “Qui chi non terrorizza…si ammala di terrore” - Kelebek - Webpedia

  3. Moi says:

    Post forse un po’ troppo intimista, specie in fase di avviamento; non so se c’ entri qualcosa o meno ma … dopo la “Costa Concordia” (che ha lanciato la macabra moda della foto* con alle spalle quel babordo) anche la “Costa Allegra” ha fatto una misera fine, seppure _ pare _ senza vittime, andando a fuoco.

    http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/02/turisti-costa.jpg

  4. BernardoR says:

    Quindi lei è un addestratore di miliziani messicani in Argentina… Ammazza!!

    • Peucezio says:

      Islamo-nazi-comunisti: sii completo nella definizione :-)
      Scherzi a parte, Miguel, ce l’hai ancora quell’articolo? Sarei curioso di leggerlo.
      Ma non hai sporto querela a suo tempo?

  5. daouda says:

    La divisione di questi tre mondi è artificiosa.

    Quel “neolitico” supposto non durò fino al 1900. Inoltre la sua flessibilità quale sarebbe stata?

    Cosa c’entri poi tutto ciò con il concetto di mano invisibile? Chi sà qualcosa di Smith coglierebbe subìto l’impossibilità di questo accostamento non solo per via dell’incomprensione del concetto che è impossibile in àmbito cibernetico, ma anche per il capovolgimento che vi è insito che crea nella mente di chi lo accoglie una sorta di mano invisibile orwelliana, quando ciò è chiaramente l’inverso di quello che intendeva l’autore di questa metafora.

    Come si può scrivere che la mano invisibile mandasse gli eserciti in giro per il pianeta quando ciò senza pensare non solo alla incomprensione quanto ad un subdolo attacco al principio religioso di cui Smith ha tenuto conto?

    Vabè….sorvoliamo facendo notare che se si vuol cercare un qualche tipo di parallelismo tra il mondo 1 ed il mondo 3 la cibernetica non và affatto a regolare l’accelerazione, che d’altronde è insista al processo di sviluppo che impedisce di poter immaginarsi il mondo 1 affine al neolitico ( cosa che può esser valida con molte riserve fino al mondo medievale ) , ma a bloccarla nel climax della digitalizzazione.

    Mi accorgo poi che , pur cambiando soggetti non cambi vizio, oltre a non cambiare impostazione.
    Sapere che i nemici siamo noi, questa non è mai stata una novità. Più che altro sapere che i loro agenti fondamentalisti, marxisti,cristianisti,capitalisti,mafiosi, oltre alle immondizie culturali che questi hanno propagato e che creano effetti nefasti ovunque, sono specifici gruppi fomentanti tensione , creati ad hoc ( e non in sé dagli ameregani e non solo ab extra dagli ameregani ).

    Su questo non c’è mai stato dubbio. SIAMO SEMPRE NOI I NEMICI.
    Tutto sta a capire chi, perché di solito chi segue certe idealità malsane, quando vi aderisce e non le subisce, si fà ad esse complice e collabora al loro fine, di vittoria o meno.
    Il discorso si fà quindi molto più complesso e sfumato, tanto che qualcuno potrebbe riuscire a trovarvi una pseudo giustificazione dei progetti di tali contro-elité.

    “Nessuno è puro, abbiamo bisogno di una catarsi!” … E VAI ALLA GRANDIOSA!

  6. Per Daouda

    Come sempre, non è facile cogliere il senso della tua critica.

    Comunque, gli elementi fondamentali del mondo in cui è nato Venanzio non erano davvero tanto diversi da quelli del neolitico. La corrente elettrica, l’acqua corrente, il gas ad esempio sono arrivati da quelle parti quando lui non era nemmeno tanto piccolo.

    E gli attrezzi fondamentali per mietere il grano, tessere, raccogliere, conservare, ecc. erano fatti ancora a mano.

    Certo, è una generalizzazione: da alcuni decenni, c’era la leva obbligatoria, e quindi i parenti morti nel lontano Carso; le armi da fuoco erano diffuse; e c’era la radio.

    • daouda says:

      Innazitutto grazie per avermi risposto.

      Ora.
      La gente del 1800 non pensava più come 400 anni addietro, ed anche riguardo quell’epoca , il medioevo, bisogna tener presente che il tempo è irreversibile e la sua ingente accelerazione è sotto gli occhi di tutti, coiscché rimane difficile poter giustificare il tuo paragone.
      Ad ogni modo , tralascinado cosa fosse il Neolitico, il medioevo è un periodo che viene a supportare il tuo messaggio giacché è stato un periodo decisamente più normale della deriva ellenistica del mondo classico, a cui Augusto ha congiunturalmente rimediato nel ripristino della carica del Re-Pontefice. Sono argomentazioni che tu riesci a capire.

      Io alla fine concordo, ma bisogna tener conto che della psiché.
      Gli effetti materiali derivano infatti da suggestioni psichiche, e ciò dovrebbe indurre alle più serie riflessioni.
      L’essere umano , come si suol dire, è molto di più nelle sue facoltà e molto di meno rispetto al cosmo di come oggi noi lo si crede.
      Ma basterebbe empiricamente notare come mai i potentati si impegnino così tanto appresso ai consigli di Gramsci in quest’epoca di “libertà” per averne cognizione. Ed è cosa che sappiamo.
      Quel che forse ignoriamo è che le fazioni sono come varie testa della stessa di una stessa Idra.

      Ora quel che sinceramente mi fà sorridere è credere che quel che si pronuncia possa non essere anch’esso una suggestione ( e quindi un motore conformativo e fattivo del e sul materiale ), soprattutto se viviamo nello Spettacolo, e non lo riduciamo al mediale, e non lo riduciamo al Potere, ma lo vediamo per quel che è, ormai il vivere stesso.

      IL concetto di Mano Invisibile in Smith non è come lo poni. E’ lo stesso del principio comunista dell’azzeramento delle classi.
      Dammi l’Eden e li avrai entrambi.
      Ritenere tali concettualità applicabili e possibili d’esistenza, quando la loro esistenza è ormai avvenuta, almeno per chi corretamente dà una visione involuzionistica della storia, è una retorica malsana sia per chi li vuol propagare sia per chi li vuol criticare…ed ho scritto tutto!

      Il Cervello Oggettivo è 1984 + il Mondo Nuovo, lo spettacolare integrato per rimanre in termini debordiani quantunque molti abbiano dato descrizioni di tale simbiosi.
      E’ esattamente l’inverso dell’Eden.
      Puoi allora capire cosa intendevo quando ho scritto che la cibernetica non vuole regolare il tempo ma bloccarlo.
      La rete è la parodia della percezione simultanea edenica , seppur nel tempo, laddove mantenendo un’impostazione successiva degli eventi, ovviamente, ri-hai la connessione istantanea…dall’invisibile al volatile.

      Per il resto , credimi, non serve prendere le parti perché chi prende le parti non sà più a chi ddà li resti e s’aritrova come don Farcuccio.
      E’ una cosa che dovresti smettere di fare.
      Io sò solo che NOI siamo sempre stai i bersagli, NOI.
      E chi segue le retoriche altrui vorrebbe cambiare campo; ed a me questo non piace. Lo faccio anche io, ma non mi piace.E scapoccio.

      Siamo tutti miseri qui. Mi dispiace aver dato cattiveria, ma certe cose sono insopportabili.

      Dal santo Vangelo di san Giovanni 3,16-17 :

      “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. “

  7. Sempre per Daouda

    “il capovolgimento che vi è insito che crea nella mente di chi lo accoglie una sorta di mano invisibile orwelliana, quando ciò è chiaramente l’inverso di quello che intendeva l’autore di questa metafora.”

    E’ ciò che ho detto: cioè che la realtà della Mano Invisibile è esattamente l’opposto di come l’inventore della metafora lo rappresentava.

  8. Francesco says:

    >> è irragionevole ad esempio indebitarsi,

    domandina per persone acculturate: quanto è vecchia questa (saggia) massima? troviamo qualcosa negli Antichi (greci e latini, cinesi, arabi)?

    io so solo che gli ebrei dovevano avere l’abitudine di farlo, se dovevano azzerare tutto ogni 7 anni

    grazie

    • PinoMamet says:

      La storia economica non è il mio forte, ma penso che tutti i popoli con un’economia sufficientemente sviluppata contraessero debiti, fin dal tempo di Hammurabi…
      (in effetti alcuni prevedevano la schiavitù per debitori insolventi, poi invece proibita in altri ordinamenti).

      Il giubileo ebraico (che però cadeva ogni 49 o 50 anni, dipende come si conta) a me è sempre sembrato una buona idea
      (lessi su qualche sito di cultura ebraica, non solo teorica: ne sono stati fatti davvero più di uno) ma non è l’unico esempio, c’è anche la “seisachtheia” soloniana che però era una tantum.

    • “io so solo che gli ebrei dovevano avere l’abitudine di farlo, se dovevano azzerare tutto ogni 7 anni”
      Al contrario, propio l’azzeramento periodico fa pensare che l’indebitamento fosse cosa rarissima. Si è sempre molto generosi col denaro che non si ha ;-)

      L’indebitamento di per sè era segno di difficoltà, di incapacità di badare alle proprie finanze ed esponeva una persona all’usura (intesa come prestito ad interesse), da sempre vista come patologia: nel d. romano, per esempio, il mutuo era un contratto per legge a titolo gratuito (gli interessi erano sempre inseriti con stratagemmi vari), mentre l’ebraismo proibisce il prestito ad interesse (almeno ad altri ebrei).
      Poi col tempo ci si è fatto il callo all’indebitamento e nella nostra età moderna divenne persino vergognoso non indebitarsi per cercare di mantenere lo sfarzo richiesto dalla posizione di una famiglia.

  9. Per Daouda

    “La gente del 1800 non pensava più come 400 anni addietro”

    Però, per una volta credo di essere d’accordo con parecchie cose che dici.

    La differenza è che io mi riferivo a un’umanità specifica: i contadini degli Appennini. Che fino a metà del Novecento, per quante influenze esterne potessero aver subito, vivevano in un universo materiale molto più vicino a quello del Neolitico che a quello in cui viviamo noi. E quell’universo era probabilmente anche più vicino simbolicamente al Neolitico, sebbene ci manchino ovviamente testi neolitici per confermarlo :-)

    Mentre sicuramente il mondo urbano era già allora radicalmente diverso da quello neolitico.

    “Gli effetti materiali derivano infatti da suggestioni psichiche, e ciò dovrebbe indurre alle più serie riflessioni.”

    Non lo affermo e non lo nego.

    “IL concetto di Mano Invisibile in Smith non è come lo poni. E’ lo stesso del principio comunista dell’azzeramento delle classi.
    Dammi l’Eden e li avrai entrambi.”

    Se ho capito bene, nemmeno qui siamo in disaccordo. La Mano Invisibile di Smith è un ente/mito benigno e tendenzialmente pacifico. Ma io sostengo che si tratta dell’immagine ingannevole di qualcos’altro. Se vuoi usare un linguaggio metafisico, diciamo che esiste ed è l’Anticristo, la cui caratteristica fondamentale è quella di mascherarsi da Cristo.

    Ovviamente, non mi riferisco solo alle tesi del vecchio Smith: qualcosa di analogo alla “Mano Invisibile” è sottinteso in quasi tutto il pensiero contemporaneo, soprattutto in quello poco formulato.

    • Francesco says:

      interessante e ampiamente condivisibile la tesi che la mano invisibile di Smith sia usata come maschera di qualcos’altro

      però dovresti approfondire e parecchio, che “il mercato” è meccanismo sociale potente, realmente esistente, con effetti degni di nota

      e forse connesso all’aumento considerevole della durata della vita media e del numero dei viventi – almeno per ora

      non credo si possa ridurre tutta la libertà moderna a una invenzione dei pubblicitari, anche se codesti ci sguazzano

      ciao

    • daouda says:

      Ma sì.Ho letto a quale realtà ti riferivi, e ne sò qualcosa. Potrei scriverti infatti che la mia realtà è ancora più primordiale poiché negli abruzzi e giù c’era ancora la transumanza di tipo verticale.Ad ogni modo il discorso può degenerare facilmente al livello della superstizione, ossia compiere e dar valore a ciò che più non si sà cosa realmente è e rappresenta.
      Oltre questa eventualità non credo neanche che materialmente si sia stati così affini. Per noi oggi non avere l’elettricità sarebbe un ripiombare nel baratro ma analogamente gli utensili del 1800 sono proprio altro dal passato, e nel neolitico il ferro, con tutto il carico simbolico, occulto e pratico che comporta, non c’era. Aver potuto levare tali arnesi non avrebbe fatto piacere a chi viveva nel 1800 ( e propaggini nel 1900 appunto ) ed avrebbe comportato una caduta sociale , se si vuol dare importanza solo al sociale, molto seria oltre alla mentalità modernista ni cui si era già giunti a credere e che è il punto che vado più segnalando ( i cui successi ed il cui radicamento è stato possibile solo usando tecniche sottili, immateriali ).
      Le epoche sono analogiche tra loro più rispetto ai principi , od alle suggestioni che seguono, che nella materialità delle cose, che difatti ti contesto.
      Ad ogni modo ci sarà pur stata una qualche civiltà neolitica decaduta che, analogicamente può venire raffrontata con la realtà 1 che tu accenni, come ad ogni epoca più sana il medioevo vi si può rifare mutatis mutandis.
      E’ chiaro che la tua analisi è giusta se vuoi rapportarla al 1900 in sé.
      Ma questa divisione artificiosa ti serve appunto per quel che scrivi , e che sostengo anch’io in generale, ma non è corretta a mio parere.

      Più che linguaggio metafisico si è nel campo simbolico.
      Ora , non che io voglia perdermi in queste precisazioni, ma può essere utile. Nel caduceo, l’asse è Metatron ossia un aspetto del Verbo.Inteso così una delle due teste è Shatan, l’altra Michael.
      La questione Cristo anticristo è invece un particolare duale della dottrina che è preferibile intendersi anticosmicamente alla maniera dei càtari più che come scontro effettivo dove d’altronde la tradizione cristiana mantiene la mitologia ebraica.
      D’altronde l’oppozione paradiso terrestre – regno dell’anticristo implica la successione temporale che porta a tale declino che è , per definizione, sempre un rovesciamento poiché passaggio dalla qualità alla quantità ( tema completamente legato al raffronto tra le condizioni di simultaneità edeniche e la vicenda cibernetica che narri ).
      Questo lo scrivo perché anticristica sarà l’epoca e perché l’anticristo per essere tale deve averne il supporto in virtù del fatto che la sua potenza deriva dalle forze naturali ( sottili/occulte e corporee ), l’inverso esatto della Gerusalemme celeste dove l’Agnello di Dio ne è invece la Luce ed il fondamento spirituale.

      Comunque no.
      Il problema è che intendi la mano invisibile come un ente.
      Andrebbe letta più come una spontaneità, come anche la non differenziazione in classi. Da qui il paragone con la Provvidenza divina, credo almeno, non sò cosa veramente intendesse Smith…
      Ma oltre questo te lo contestavo proprio perché poi è troppo facile credere che sia il liberismo in sé il problema invece che il liberalismo con tutte le sue varie sfaccettature culturali e fattuali.
      Inoltre non si può comprendere il disastro attuale se non si smette di vedere il liberismo dove non c’è.
      In ciò cadi e vai a compiere un’azione mistificatoria.

      Cioè non puoi dire che è colpa di Cristo se c’è il Diavolo..non sò se mi spiego Miguel. Mi giungeresti a fare il Castellucci della situazione che tira merda al volto del Signore.
      Quindi la mano invisibile non è un concetto ingannevole.Affatto.

      “Ovviamente, non mi riferisco solo alle tesi del vecchio Smith: qualcosa di analogo alla “Mano Invisibile” è sottinteso in quasi tutto il pensiero contemporaneo, soprattutto in quello poco formulato.”

      Intendi il mito che dovrebbe tranquillizare o l’opera “sinarchica” ( distorcendo il senso) ?

  10. mirkhond says:

    “La differenza è che io mi riferivo a un’umanità specifica: i contadini degli Appennini. Che fino a metà del Novecento, per quante influenze esterne potessero aver subito, vivevano in un universo materiale molto più vicino a quello del Neolitico che a quello in cui viviamo noi. E quell’universo era probabilmente anche più vicino simbolicamente al Neolitico, sebbene ci manchino ovviamente testi neolitici per confermarlo :-)

    Mentre sicuramente il mondo urbano era già allora radicalmente diverso da quello neolitico.”

    Del resto il cammino del progresso umano si chiama civiltà, e proviene da città. Il progresso fin dai tempi dei Sumeri si lega alla città, mentre il pagus, il villaggio contadino è il luogo della conservazione, e anche da qui il termine paganesimo per indicare l’attaccamento a religiosità e costumi ancestrali, a differenza delle progressive città…

    Sul Neolitico, penso ai graffiti rupestri dei Camuni, che da epoche preistoriche giungono fino agli albori del XX secolo…
    In Val Camonica nel corso dei millenni sono cambiate tante cose, lingue, religioni, dominazioni, abbigliamenti, ma i graffiti rupestri sono CONTINUATI senza interruzione, fino all’avvento della civiltà industriale….

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