Il dispositivo cibernetico e la fine della politica – 1 – il Meccanismo europeo di stabilità (ESM)

To try to be happy is to try to build a machine with no other specification than that it shall run noiselessly.”

Robert Oppenheimer, padre della bomba atomica

Mi arrivano numerosi inviti a firmare una petizione promossa dall’economista Lidia Undiemi, nota per il suo impegno a difesa dei lavoratori del settore telefonia, contro l’adesione dell’Italia a un’ennesima struttura, il European Stability Mechanism (ESM) o Meccanismo europeo di stabilità.

L’ESM dovrebbe segnare un passo ulteriore di smantellamento dello stato democratico nazionale.

Lidia Undiemi ha scritto un testo dettagliato di analisi che invito tutti a leggere.

L’autrice scrive bene, ma non ha il dono della sintesi. Per cui prendiamo ciò che scrive un firmatario del suo appello, che va un po’ sopra le righe ma coglie i problemi fondamentali:

“lo European Stability Mechanism è uno strumento finanziario che presterà denaro ai paesi su cui si è abbattuta la speculazione finanziaria dettando precise condizioni sui salari, sulle pensioni, sul taglio dei servizi pubblici. Sui suoi profitti (perchè è chiaro che non presterà gratis) NON PAGHERA’ TRIBUTI, I SUOI DOCUMENTI SARANNO RISERVATI, I SUOI FUNZIONARI E MANAGER SARANNO IMMUNI DA QUALUNQUE PROVVEDIMENTO GIUDIZIARIO dovesse accertarne violazioni.”

Gli Stati (anzi, “i soci e debitori”) non approvati dall’ESM saranno privati del diritto di voto nell’Unione Europea. Cosa che ricorda sia il concetto ottocentesco che legava il diritto di voto al pagamento delle tasse, sia il fatto che ciò che chiamiamo democrazia liberale è un doppione dei rapporti contrattuali tra imprenditori.

Personalmente, non firmo l’appello, per semplice incompetenza: non sono in grado di giudicare la validità delle tesi, pur chiare e convincenti, della dottoressa Undiemi, lascio ai lettori discuterne.

La dottoressa Undiemi probabilmente fa benissimo a denunciare questo nuovo meccanismo, e a farlo con la competenza che le viene dal suo mestiere. In fondo, il problema è sempre come noi dobbiamo pagare perché altri hanno speculato con più soldi di quanti ve ne siano tra cielo e terra; e come compito congiunto di editorialisti, banchieri, primi ministri, troike e vigili urbani sia di pignorarci i beni a passarli a quelli che il problema l’hanno creato.

Ma noi siamo amici della tartaruga Cassiopeia di Michael Ende, e non abbiamo lo spirito d’emergenza. Inoltre, chi si concentra su un unico problema – magari serissimo – rischia di vedere solo l’avversario del momento e perdere di vista il contesto.

Che in questo caso mi sembra sia quello del ciberdominio planetario.

Mi spiego meglio.

Il mondo moderno è strettamente legato alle vicende di stati-nazione. Colpevoli di numerosi orrori, sono però l’unico ambito in cui sia possibile la democrazia liberale, nonché qualche forma di ridistribuzione sociale della ricchezza.

Un’ottantina di anni fa, ci fu una serie di immense crisi che portò intere società occidentali a considerare superata la democrazia liberale: bisognava affidare la nazione – che ancora non si metteva in dubbio – a personalità sovrumane, ritenute in grado di risolvere la crisi. E non parliamo solo di Hitler e di Mussolini, ma anche di Stalin o di Roosevelt e Churchill.

Solo quando quella moda finì, i commentatori ci trovarono qualcosa di strano.

Oggi viviamo un periodo analogo di crisi; e le società occidentali si affidano con uguale entusiasmo. Solo che questa volta non si affidano affatto a dittatori nazionali, ma a dispositivi internazionali. E come sempre quando ci si trova immersi in una storia, pochi ci trovano da ridire: mentre viviamo in piena Quarta Guerra Mondiale, qui stanno ancora dando la caccia ai nemici della Seconda.

L’ESM appartiene a un’immensa rete di progetti – se ne scopre uno al giorno – per sottoporre gli imprevedibili esseri umani a un dominio esterno, immaginato come razionale e appunto “stabilizzante”. Il dispositivo di dominio deve essere in grado di prendere in considerazioni il massimo numero di variabili, come solo gli esperti credono di saper fare. E in questo senso, credo che lo si possa definire un dispositivo cibernetico, che fiancheggia innumerevoli dispositivi giuridici, militari ed elettronici.

(Continua…)

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35 Responses to Il dispositivo cibernetico e la fine della politica – 1 – il Meccanismo europeo di stabilità (ESM)

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  2. Salva Stati
    Pura neolingua.
    Ringraziamo ancora una volta i defecatori di stato, altresì chiamati giornalisti, che hanno contribuito a questo sfacelo con indomita perseveranza.

    • Moi says:

      … Perché, credi davvero che in Italia (!) “Seconda Repubbllica” e “Governatore” siano termini giuridico-istituzionali ?! ;-) ;-)

      • Anche se lo fossero le cose non cambierebbero di molto, a mio giudizio.
        Ma forse volevi dire che il linguaggio pubblicitario non è una novità di questi giorni, e che sto scoprendo l’acqua calda.
        Beh… è questione di temperatura: questa sembra scottare più del solito.

  3. serse says:

    Caro Miguel,
    non voto oramai da decine di anni, guardo la tv col contagocce, figurati se mi è mai passato per l’anticamera del cervello di firmare appelli.
    Questa volta però sono tentato. Ho la sensazione che un po’ di baccano intorno a questa faccenda possa essere feconda.
    Comunque capisco bene la tua posizione di prendere in considerazione solo appelli che riguardino la traduzione di manuali tecnici.

  4. Per Serse

    “Comunque capisco bene la tua posizione di prendere in considerazione solo appelli che riguardino la traduzione di manuali tecnici.”

    Il problema è che l’appello riguarda un’istituzione (l’ESM) la cui esistenza ho scoperto l’altro giorno; la descrizione proviene da una sola fonte (onestamente, non ho cercato fonti “ufficiali” e non so nemmeno se le saprei interpretare); e il tutto riguarda un campo – la moneta – in cui è facile intortarmi raccontandomi qualunque cosa.

    Ho preso posizione qui su un’altra questione concreta di questo tipo, il referendum sull’acqua, solo dopo essermi informato leggendo per qualche settimana.

    Poi tu fai benissimo a buttarti nella mischia, io mi sento in dovere di spiegare perché non mi impegno personalmente – ancora – in questa particolare battaglia.

    • serse says:

      Ma guarda che ho scritto che capisco bene la tua posizione, seppure in una frase un po’ ironica.

      Voglio sottolineare una frase del tuo post su cui concordo totalmente (a proposito di un nostra conversazione precedente):

      “Il mondo moderno è strettamente legato alle vicende di stati-nazione. Colpevoli di numerosi orrori, sono però l’unico ambito in cui sia possibile la democrazia liberale, nonché qualche forma di ridistribuzione sociale della ricchezza.”

    • Francesco says:

      per curiosità: questa ESM è una cosa seria (a prescindere su buona o cattiva) o la centoventisettesima idea partorita dalle ineffabili menti di europolitici e euroburocrati per affrontare la crisi greca e dell’euro senza affrontare nessuna delle cause? cioè il solito tentativo del Barone di Munchausen di uscire dalle sabbie mobili tirandosi su per il codino da solo?

      non vorrei allarmarmi/entusiasmarmi per nulla, che faccio sempre fatica

      :)

  5. Guido says:

    Per rimanere in tema, per chi non l’avesse già letto c’è questo articolo sull’aspetto securitario: “Eurogendfor, la nuova polizia europea con poteri illimitati”

    http://www.senzasoste.it/istituzioni-totali/eurogendfor-la-nuova-polizia-europea-con-poteri-illimitati

    • A me sembra che avrà esattamente i poteri di tutte le altre forze di polizia (assomiglia molto ai nostri Carabinieri) e opererà all’interno dello spazio giuridico europeo con tutte le garanzie del caso.
      Dipenderà dagli esecutivi, perché tutte le forze di polizia dipendono dagli esecutivi (vi pare che la PS risponda al Parlamento?), non potrà essere intercettata, perché tutte le comunicazioni delle polizie sono segrete per logiche ragioni, gli agenti saranno processabili dai tribunali degli stati di appartenenza per evitare che le singole nazioni decidano di boicottare le operazioni della polizia (vi immaginate se la Francia mettesse sotto processo tutti gli agenti europei nel proprio territorio con vari pretesti giusto per impedire all’EGF-FGE di operare nel proprio territorio?) e potrà operare in collaborazione con organismi internazionali come tutte le altre polizie del mondo. Non vedo cose abnormi. Magari avrei solo evitato di prevedere la loro partecipazioni a missioni all’estero, anche se questa non è una stranezza perché anche i Carabinieri le fanno.
      Però vorrei capire. Prima dite che non si doveva fare l’europa economica prima di quella politica, poi, quando si fanno passi avanti verso l’europa politica con forme di cooperazione raffozate(una federazione deve avere la propria polizia!), vi stracciate le vesti? C’è qualcosa che non va…

      • serse says:

        Concordo.

      • PinoMamet says:

        Il paragone con i carabinieri che fa Mauricius ci sta tutto, perchè stando a quanto lessi, la forza “europea” riunirà in pratica personale delle varie forze di Gendarmeria (quelli che per noi in Italia sono appunto i Carabinieri- in alcuni Stati sono diversi dalla polizia “civile”, in altri no) compresi appunti i Carabinieri nostrani, con gli stessi compiti, estesi però a livello europeo.
        Ho orecchiato anche di un proposto e forse probabile ridimensionamento numerico dei carabinieri italiani, che verrebbero quasi a coincidere con il numero di loro personale impegnato nella forza europea, lasciando più spazio in Italia alla Polizia di Stato.

        tutto sommato la cosa mi preoccupa molto meno di quell’affare sulla “stabilità” dove gli Stati vengono ridotti a “debitori”… altro che sovrani!!

      • PinoMamet says:

        PS
        (post scriptum, non “polizia di stato” ;) )

        immagino che poi la faccenda dei “gendarmi europei” diventerà la classica montagna che partorisce il topolino: aumento della cooperazione tra i vari gendarmi nazionali, semplificazione (o complicazione) della burocrazia, creazione di qualche ufficio europeo dove sistemare importantissimi ufficialoni passacarte e così via.
        insomma i carabbinieri collaboreranno meglio con i cazzosechiamanos spagnoli e viceversa, poco di più di quanto succede già.

      • giovanni says:

        “Dipenderà dagli esecutivi, perché tutte le forze di polizia dipendono dagli esecutivi ”

        no, non dipende dagli esecutivi, dipende da “un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali. ”
        E gli sbirri saranno impuniti PER LEGGE:
        “L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29).”
        Insomma, domani il CIMIN potrebbe decidere benissimo che la gente in piazza in Grecia non ci deve più stare, manda qualche migliaio di carabinieri da ogni paese ad Atene con l’ordine di mitragliare a tappeto, e i greci devono crepare e continuare a pagare i debiti per garantire lo stipendio ai propri massacratori.
        Mi chiedo se davvero non hai capito che l’articolo questo scrive, e non la tua minimizzazione, o l’hai capito benissimo e minimizzi perchè non riesci a razionalizzare il fatto che siamo sotto una dittatura di fronte alla quale Hitler appare un nano.

      • PinoMamet says:

        Giovanni

        guarda che gli USA non c’entrano niente (forse volevi scrivere UE, non so).
        sul fatto che i gendarmi “europei” vengano messi a disposizione per missioni all’estero, è quello che fanno da sempre i gendarmi “nazionali” (carabinieri in primis) e anche le Polizie civili (l’Italia ha mandato in Iraq, all’epoca, non solo carabinieri ma anche poliziotti, ad esempio).
        Il fatto che questi operino, per così dire, sotto cappello UE anzichè italiano cambia poco, significa tutt’al più una maggiore integrazione europea in tema di politica estera.

        Non so (lascio rispondere a Mauricius) se le norme che citi siano diverse da quelle che regolano le altre forze di polizia/gendarmeria nazionali, a occhio e croce direi di no, tranne il fatto che, essendo organizzati a livello europeo, richiedono di essere giudicati a questo livello e non dai singoli stati nazionali
        (io la metto così, alla buona, Mauricius saprà usare il lessico giusto; sempre che io abbia capito bene!);

        per quanto riguarda i compiti, non penso che gli Stati nazionali abbiano bisogno di andare in prestito di persone per mitragliare i propri cittadini!
        E neanche per farlo impunemente…

        Il sito dell’Eurogendfor parla esplicitamente di missioni internazionali nelle quali i gendarmi entreranno a seguito delle normali forze militari, quindi mi pare che si parli soprattutto di missioni di “peace keeping”, cosa che i normali carabinieri, gendarmi francese, guardias civiles spagnoli ecc. fanno già;

        insomma, vuol dire semplicemente che l’UE vuole avere e avrà più voce in capitolo su come saranno gestite le operazioni di peace keeping, lasciando meno spazio agli stati nazionali.

        Se sia un bene o un male non lo so, ma onestamente non mi pare quella roba da Hitler che ci vedi tu;
        ciao!

      • Andiamo a leggere il trattato istitutivo:
        http://www.eurogendfor.org/referencetexts/EGF%20Treaty%20english%20version.pdf

        L’art. 21 dice che la polizia locale non può fare irruzione nelle sedi dell’EGF, il che mi sembra una tutela minima per un organismo del genere (negli USA uno sceriffo locale può entrare nelle sedi dell’FBI?). L’art. 22, invece, vieta che un giudice possa disporre il pignoramento dei beni dell’EGF in caso di crediti non soddisfatti (vi immaginate gli ufficiali giudiziari che pignorano la scrivania di un questore? Dai…).
        L’art. 23 dispone che non siano intercettabili le comunicazioni dell’EGF. In effetti in un sistema (checché ne dica Silvio) molto garantista sulle intercettazioni come il nostro può essere un problema, ma ci sono stati esteri dove anche la polizia locale può intercettare (senza chiedere il permesso al giudice) e quindi rimando al commento sull’art. 21.
        L’art. 28 prevede che il singolo stato non possa intentare causa all’EGF se nella normale attività l’equipaggiamento fornito subisce danni, se un agente si ferisce o muore in servizio. Insomma, se si fa un’operazione congiunta, si corrono dei rischi di cui non ci si può lamentare.
        L’art. 29 non parla di reati, ma di responsabilità civile extracontrattuale (da 2043 del CC). In pratica detta le regole sul chi paga in caso di danni a cose e persone: non paga l’EGF (evidentemente non ha un bilancio sufficiente), ma le spese sono ripartite tra gli stati. Se un gendarme fa secco un tale a Monza, è competente la magistratura di Monza.

      • Ritvan says:

        —Giovanni guarda che gli USA non c’entrano niente (forse volevi scrivere UE, non so). Pino Mamet—
        Come non c’entrano niente? Ma l’hai letto l’articolo linkato:
        http://www.senzasoste.it/istituzioni-totali/eurogendfor-la-nuova-polizia-europea-con-poteri-illimitati
        e precisamente la frase: “….sulla carta è europea, ma che nei fatti è sotto la supervisione statunitense. Tanto è vero che la sede centrale si trova a Vicenza, la stessa città dove c’è il famigerato Camp Ederle delle truppe USA”. Ma non lo vedi il subdolo:-) collegamento??!!
        Adesso fai subito una bella autocritica bolscevica, sennò ti iscriviamo nella Lista Nera Dei Nemici Del Popolo da mettere al muro allo spuntare del Sol Dell’Avvenir, cribbio!:-):-):-)

  6. Moi says:

    Ma noi siamo amici della tartaruga Cassiopeia di Michael Ende

    MM

    ——-

    Già, ma chi sono i Signori Grigi ? ;-)

  7. Peucezio says:

    Io avevo già firmato giorni fa, perché non ci capisco niente neanch’io, ma tutto ciò che va nel senso di limitazioni di sovranità, di Europa, di prestiti da parte di istituzioni finanziarie internazionali non può avere nulla di buono: è come se chiedi a un cattolico integralista di esprimersi circa qualsiasi iniziativa che venga da un’associazione di atei anticlericali abortisti materialisti marxisti: non importa conoscere il merito della singola iniziativa.
    A proposito del paragone con la II Guerra Mondiale, c’è però una differenza sostanziale (che non inficia la pertinenza del paragone), e cioè che quelli si esponevano in prima persona con le loro facce e avevano un potere talmente accentrato che l’identificabilità delle decisioni e dell’influenza sugli eventi con la singola personalità era semplice e immediata. Infatti i perdenti hanno fatto una brutta fine e i vincitori hanno rischiato di farla (se avessero perso).
    Stalin è diventato talmente paranoico che ha dovuto fare piazza pulita della maggior parte di quelli che lo circondavano e, malgrado ciò, dopo morto ne è stata immediatamente dannata la memoria da Chruščёv. Churchill dopo la guerra ha perso le elezioni. Roosevelt è schiattato prima, quindi il problema non si è posto.

  8. Moi says:

    Scusate, ma che voi sappiate sono crollati di molto gli ascolti di Floris, Santoro, Travaglio ecc, nonché le vendite di “Famiglia Cristiana” … adesso che ‘sto Amico del Bilderberg ;-) :-) d’ un Mario Monti c’ ha tolto le Avventure Pierinesche del Vecchio Zio Silvio ?

    • Sì, i programmi di informazione hanno perso qualche punto di share rispetto a Novembre, anche se non c’è stato nessun crollo, almeno a mio parere (poi magari per gli esperti quei punti sono tantissimi).

  9. Moi says:

    “To try to be happy is to try to build a machine with no other specification than that it shall run noiselessly.”

    Robert Oppenheimer, padre della bomba atomica

    ——————————————————

    O.M.D ENOLA GAY (LIVE) [Canzone degli Anni ’80]

    http://www.youtube.com/watch?v=szIx2hOiVWs

    A proposito di Oppenheimer … mi chiedo in quanti abbiano (o abbiano avuto) la curiosità di sapere cosa ci sia “oltre”; adesso poi con internet basta sapere un titolo e scriverci lyrics accanto su google per avere un testo.

    … ma come disse Gian Carlo Pajetta _ noto “Idealista Disincantato” del vecchio PCI_ però :

    “L’ istruzione è obbligatoria, ma l’ ignoranza resta facoltativa !” [sic]

    • Moi says:

      Secondo alcuni la frase di cui sopra ul rapporto istruzione/ignoranza sarebbe da attribuire a Celeste Negarville, che comunque aveva “feeling” con Pajetta … vale la pena leggere l’ aneddoto riportato sul Rapporto Beria tra i due riferito da Indro Montanelli.

      http://it.wikipedia.org/wiki/Celeste_Negarville

      • Moi says:

        °°°NOTA AL TESTO DA WIKIPEDIA IN INGLESE°°°

        The lyrics to the song reflect on the decision to use the bomb and ask the listener to consider whether the bombings were necessary (“It shouldn’t ever have to end this way”).

        The phrase:

        “Is mother proud of Little Boy today?”

        is an allusion to both the nickname of the uranium bomb, as well as the fact that pilot Paul Tibbets named the aircraft after his mother, Enola Gay Tibbets.

        The phrase:

        “It’s 8:15, and that’s the time that it’s always been”
        refers to the precise time of detonation over Hiroshima at 8:15am JST.

        The song was also released during a major controversy surrounding then British Prime Minister Margaret Thatcher’s decision to allow US nuclear missiles to be stationed in Britain.

  10. fedor says:

    da italiano posso dire di non aver mai avuto la sensazione di avere alcun controllo sulle nostre forze di sicurezza (e se per legge esiste è comunque aggirabile finché il caso nn diventa mediaticamente troppo eclatante), onde per cui eurogendfor per me resta un’altra sigla fra le altre, il problema si pone semmai per quei popoli europei che magari ce l’hanno (se ci sono) o per quei popoli (o elitè) europei che han voglia di uscire dalle reti dell’unione. dal punto di vista politico? in linea di massima è lo stesso, si tratta solo di formalizzare un dato di fatto per molti popoli e di un’altra preoccupazione (o ostacolo insormontabile?) per quanti volessero svincolarsi dai nostri poteri centrali…
    se la cosa mi sta bene? no ma non vedo alternative allo scardinamento di questo sistema che non passino per l’orrore e il caos globale generalizzato e declinato in miriadi di contesti regionali imprevedibili e potenzialmente letali per l’intero pianeta. unica soluzione? una sollevazione con presa di coscienza globale e simultanea che passi dal controllo dei media e dell’istruzione per almeno una decade ma, come avrete modo di capire, quest’ultime non ci appartengono e anche il breve exploit di questi ultimi anni (il neeeetwork) verrà presto ricondotto verso strade più sicure e gestibili (ah quanta invidia che ci fanno i cinesi e i loro metodi…)
    poste così le cose rimane solo la speranza che chi ci guida abbia il buon senso di fare le scelte giuste, così da noi così negli altri regni, del resto un governante assoluto non è per forza un male se costui è abbastanza ragionevole e votato al bene e all’equilibrio, ma ma ma ma… credo che di quella stirpe non possano arrivare in cima alle loro elite, sono tutti troppo… stupidi e in un modo o nell’altro ci porteranno al caos globale generalizzato di cui sopra… onde per cui, sedetevi comodi, godetevi lo spettacolo, vivete spensieratamente i vostri giorni e insegnata ai vostri piccoli tante piccole cose utili per cavarsela in un mondo ancora peggiore del nostro :)

  11. Pingback: Il dispositivo cibernetico e la fine della politica – 2 “Qui chi non terrorizza…si ammala di terrore” | Kelebek Blog

  12. p says:

    Devo dire che lidia undiemi coglie un passaggio interessante. In fin dei conti abbiamo già un governo “tecnico” che “ditta” la politica economica secondo direttive esterne all’italia. Ma, bene o male, c’è ancora un parlamento nazionale che, sulla carta, la controlla e ratifica.
    Con l’ESM si fa un passo avanti. La politica economica è sganciata da ogni controllo parlamentare, e lo stesso organismo non è neppure un governo, seppure “tecnico”, ma un apparato economico che come il management d’un’azienda impone scelte insindacabili da chiunque.
    Se passa, più che la scomparsa della dicotomia destra/sinistra, rileva la superfluità ormai della politica in genere.p

  13. Per Fedor

    “poste così le cose rimane solo la speranza che chi ci guida abbia il buon senso di fare le scelte giuste…”

    E’ una riflessione profonda, onesta e terribile.

    Che comporta la conclusione che tira “p” nel commento subito sotto: cioè la fine della politica.

    La cosa interessante è che ci si arrivi senza alcuna apparente catastrofe – non ci sono guerre che ci tocchino, il progresso tecnico va avanti, non ci sono pestilenze. Nulla di drammatico, eppure percepiamo in tanti di vivere in un’emergenza che non ha precedenti, forse, dalla grande peste del 1348, oppure dalla caduta dell’impero romano.

  14. Un po’ per tutti…

    Siamo partiti dall’ESM, dove possiamo contare con un testo dettagliato e unico, ma di parte.

    Da qui, il discorso è passato all’Eurogendfor.

    Guido ha presentato la questione con un discorso “di parte”, nel senso buono. Immediatamente, il suo discorso è stato sottoposto a una dura critica.

    Io credo che la critica di questo tipo sia estremamente importante. Non perché segni dei punti per una squadra o per l’altra; al contrario, perché permette di affinare i propri argomenti, stimola a fare nuove ricerche, chiude piste false e permette di concentrarsi su quelle che contano.

    Io ho il sospetto che l’Eurogendfor sia una cosa preoccupante, nel quadro generale di tutti i dispositivi che stanno mettendo in piedi (mai perdere di vista il quadro generale); ma occorre sostanziare meglio “l’accusa”.

    A volte, la critica è la migliore conferma: se io sostengo una certa cosa, e dieci persone si mettono a fare le pulci a ciò che ho detto e trovano solo che ho fatto un errore di ortografia in tutto il testo, bene, dimostrano sostanzialmente che avevo ragione.

    Penso che ci voglia qualcosa del genere anche per l’ESM, una critica meticolosa delle affermazioni della Undiemi.

    • PinoMamet says:

      ” Io credo che la critica di questo tipo sia estremamente importante. Non perché segni dei punti per una squadra o per l’altra; al contrario, perché permette di affinare i propri argomenti, stimola a fare nuove ricerche, chiude piste false e permette di concentrarsi su quelle che contano.”

      Sono assolutamebnte d’accordo!!

  15. mirkhond says:

    “non ci sono guerre che ci tocchino, il progresso tecnico va avanti, non ci sono pestilenze. Nulla di drammatico, eppure percepiamo in tanti di vivere in un’emergenza che non ha precedenti, forse, dalla grande peste del 1348, oppure dalla caduta dell’impero romano.”

    Credevo, fino a qualche anno fa, di essere uno dei pochi a percepire questa angoscia, questa minaccia di sprofondare chissà come e perché nel baratro….
    E attribuivo tutto questo prevalentemente alle mie insicurezze, alla depressione…
    Poi, leggendo i saggi di Massimo Fini e il suo romanzo visionario, Il dio Thoth, mi sono accorto di quanto questo panico sia più diffuso di quanto pensassi….
    Una cosa è certa. Dalla caduta del comunismo, la storia umana ha cominciato a girare sempre più velocemente e comunque sia, stiamo attraversando una fase di passaggio verso una nuova società. E’ solo che non possiamo sapere DOVE andremo….
    Il rischio o la percezione di un nuovo ordine tecnoliberal-liberista, europeo per oggi, ma in prospettiva di un governo mondiale, ordine che tutto omologa e assimila grazie alle velocità della tecnologia, è una di queste tendenze.
    Certo un conto è una tendenza, un altro la sua eventuale e fattibile realizzazione, ma questa tendenza/rischio/percezione c’è e questi convegni ne danno una prova….

    • lamb-O says:

      “E attribuivo tutto questo prevalentemente alle mie insicurezze, alla depressione…
      Poi, leggendo i saggi di Massimo Fini e il suo romanzo visionario, Il dio Thoth, mi sono accorto di quanto questo panico sia più diffuso di quanto pensassi….”

      Sì, la depressione è un male abbastanza comune, ultimamente.

  16. mirkhond says:

    Per convegni mi riferisco alle conferenze di Londra del prossimo 25-26 aprile citate da Miguel Martinez.

  17. roberto says:

    due ossservazioni veramente minori, ma che non mi costano troppo sforzo :-)

    1.
    “Gli Stati (anzi, “i soci e debitori”) non approvati dall’ESM saranno privati del diritto di voto nell’Unione Europea”

    questa cosa non è vera. l’esclusione dal foto riguarda l’esercizio di voto per le decisioni dell’ESM, non dell’Unione europea.

    2.
    a me sembra che nessuno stato sarà obbligato a prendere soldi in prestito dall ESM, quindi mi piacerebbe cabire dove è la perdita della sovranità. lo stato che chiede il prestito:
    a) puo’ decidere se chiedere o non
    b) una volta chiesto puo’ negoziare e se le cose vanno troppo male rinunciare

    (comunque a priùa vista mi pare un carrozzone un po’ inutile…)

    • lamb-O says:

      “(comunque a priùa vista mi pare un carrozzone un po’ inutile…)”

      Infatti. Non vedo che cosa possa condurre ad aspettarsi alcunché di diverso dalla UE, onestamente…

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