Viaggio dentro la testa di un giornalista

E’ da un anno – sostenuto in questo dalla totalità dei bambini residenti a Firenze – che spero che ritorni una nevicata come quella dell’anno scorso.

Ecco invece cosa succede dentro i neuroni di un giornalista.Una macchina telepaticamente collegata per dire da sola ciò che le si richiede, prima ancora che le venga chiesto.

Ci sta benissimo quel termine incubo, che rende tutto lo stato semipnotico dell’uomo medio/mediatizzato a rotelle, sospeso per tutta la durata della sua insignificante esistenza terrena tra il sogno – la ragazza in bikini che compare nella pubblicità delle auto, ma che quando vai alla concessionaria non ti danno mai – e l’incubo.

Incubo e sogno sono come i movimenti, di qua e di là, che cullano il suo perenne semiveglia. Di un essere coccolato, sedotto e terrorizzato tutto insieme. Terrorizzato che qualcosa nel Grande Dispositivo possa incepparsi, e che si trovi in balia, un giorno, persino del cielo.

P.S. Un lettore mi accusa di auspicare la morte per neve di senzatetto in tutta Europa. Evidentemente avrei dovuto precisare che La Nazione è un quotidiano della città di Firenze, dove l’Incubo Neve si manifesta per qualche ora ogni dieci anni, peraltro portando a un lieve rialzo della temperatura e a qualche problema per il traffico automobilistico. Nessuno qui, che io sappia, è mai morto di neve.

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37 Responses to Viaggio dentro la testa di un giornalista

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  2. Francesco says:

    Mah, sarà una roba di voi fiorentini, gente strana e un pò pericolosa, oltre che nullafacente da quattro o cinque secoli.

    Vabbè, solo per segnalarti che sei riuscito ad abbattere un 30-40 F35 e, forse, anche qualche decina di migliaia di marescialli – il che non è un male.

    Un saluto a tutti da Milano che, anche col freddo e qualche nevicata, per ora sopravvive.

    E una domanda per te: dove è finita quella curiosità che un tempo ti animava nei confronti del Medio Oriente? adesso che in metà di quei paesi la situazione è in movimento e servono nuove categorie di analisi per capire qualcosa (mica siamo a Repubblica qui) ci lasci soli soletti per dedicarti a voli onirici degni di consumatori di sostanze proibite?

    Posso sospettare che, come Mirkhond, tu preferisca un Medio Oriente sognato a quello reale?

    Ciao

    • Peucezio says:

      “oltre che nullafacente da quattro o cinque secoli.”
      Beh, saranno pure nullafacenti da quattro o cinque secoli, un po’ come tutta l’Italia, ma in quelli precedenti hanno fatto cose (e sono ancora lì) che la quasi totalità dei popoli del mondo non ha fatto in millenni e probabilmente non farà mai, quindi possono permettersi di campare di rendita per almeno un paio di ere geologiche.

      • Francesco says:

        purchè trovino un’anima buona che li mantenga e purchè sia ben chiaro che la stima va a quelli di prima e non certo a loro

        accettabile?

  3. Io partirei dal leggere più sopra, da quel “Allena la mente” che non ha avuto seguito: vuoi perché il giornalista non può farlo di suo, vuoi perché l’invito è a farlo solo di venerdì.
    Con buona pace di Crusoe.

  4. Per Francesco

    “E una domanda per te: dove è finita quella curiosità che un tempo ti animava nei confronti del Medio Oriente?”

    Semplice.

    Aspetto il genocidio.

    E la cosa non mi entusiasma.

    • Moi says:

      @ Miguel

      “Genocidio” in senso di “genocidio culturale” ?

    • Peucezio says:

      Beh, ma stavolta si sono frapposte la Russia e la Cina e il mulattino della Casa Bianca ha già detto che in questo caso non si può intervenire militarmente… insomma, oggi non c’è più la Cortina, ma evidentemente ci sono ancora delle soglie invalicabili, delle estensioni del giardino di casa delle potenze asiatiche.
      Tutto l’Occidente freme, si rode il fegato, non vedeva l’ora di fare allo spiedo i cristianucci siriani, si era già messo il bavaglino e aveva le posate in mano, ma invece sta ingoiando fiele e l’unica cosa che gli è concessa è l’indignazione e la deprecazione a gran voce.

      • Ritvan says:

        —-Tutto l’Occidente freme, si rode il fegato, non vedeva l’ora di fare allo spiedo i cristianucci siriani…Peucezio—
        Caro Peucezio, a proposito di “cristianucci allo spiedo”, ti consiglio di leggere questa intervista di Camille Eid, Tuo Fratello In Cristo:-) (nonché tutt’altro che islamofilo, avendo scritto, fra l’altro, un violento libello islamofobo intitolato “A morte in nome di Allah”)
        http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2011/10/31/SIRIA-Eid-ora-i-cristiani-lascino-Assad-e-seguano-il-Papa/2/218490/

        da cui cito:
        “Domanda: Qual è la posizione dei cristiani siriani nei confronti delle rivolte contro Assad?
        Risposta: Per me, cristiano libanese, questo è un punto dolente. La posizione della gerarchia ecclesiastica è completamente allineata a quella del regime. I cristiani temono l’alternativa islamista a un regime che tutto sommato si considera laico. Partendo dall’esperienza irakena, la Chiesa siriana ritiene che il crollo del regime basato sulla minoranza alawita aprirà le porte a un nuovo regime, necessariamente sunnita. Ma prende in considerazione soltanto una delle possibili ipotesi. Il regime di Assad del resto ha cercato di mantenere il potere grazie a un’alleanza tra minoranze, inclusa quella cristiana, contro la maggioranza sunnita.
        Domanda: Lei come valuta questa politica?
        Risposta: Ritengo che non sia stata lungimirante. Il ruolo del cristiano deve essere infatti quello di rappresentare un elemento di coesione tra le diverse componenti della società. E non invece di schierarsi con una minoranza contro i diritti della maggioranza. Tra i cristiani siriani del resto le posizioni sono molto diversificate: c’è chi non vuole rischiare di prendere posizione contro Assad, ma in molti si sono stancati delle sue promesse. Non a caso nel Consiglio costitutivo dell’opposizione siriana, una sorta di Consiglio nazionale transitorio, sono presenti numerosi cristiani….”

      • Francesco says:

        speriamo bene, in effetti tra la padella delle complicità con dittature efferate e la brace della persecuzione religiosa le comunità cristiane del Medio Oriente sono in una situazione molto critica

        sarebbe interessante avere notizie su cosa sta succedendo in Tunisia ed Egitto, due paesi che si sono liberati in maniera abbastanza indolore dei loro tiranni

    • Francesco says:

      ehm, quale genocidio? ci sono ampie possibilità di interpretare questa tua risposta, anche se nessuna è bella

      grazie

  5. Marcello Teofilatto says:

    >Terrorizzato che qualcosa nel Grande Dispositivo possa incepparsi, e che si trovi in balia, un giorno, persino del cielo.
    Fosse solo quello… E’ il dover pensare che terrorizza .-).
    Un saluto da Marcello Teofilatto

  6. PinoMamet says:

    ” Vabbè, solo per segnalarti che sei riuscito ad abbattere un 30-40 F35 ”

    Miguel Martinez ha abbattuto 30 F35?? Mi sa che mi sono perso qualcosa… ero rimasto ai guerriglieri sudamericani o quel che l’era. ;)

    A me da bambino la neve piaceva un sacco, ma per dirla tutta, andavo a scuola con il “pulmino” del Comune, e bestemmiare toccava all’autista (che era un ex calciatore del Torino).

    Dopo le ultime terribili profezie (“il burian! il blizzard! i cosacchi!…”) io mi aspettavo chissà che, invece stanotte è solo nevicato.

    Non so altrove, però.

    • Peucezio says:

      “Miguel Martinez ha abbattuto 30 F35?? Mi sa che mi sono perso qualcosa… ero rimasto ai guerriglieri sudamericani o quel che l’era.”

      Si va per gradi, no? D’altronde è passato già un po’ dal tempo dei guerriglieri sudamericani, non può non aver fatto progressi…

      Mah… la neve è bella da vedere e se fosse una cosa esotica, da andare a vedere in vacanza, come si va in Islanda, almeno una volta ci sarei andato anch’io… Ma continuo invece a chiedermi perché Dio ha creato tanti luoghi in cui esiste un inverno vero e soprattutto, perché ha fatto sì che ci finissi io, che batto i denti dal freddo già con 22 gradi.

      • serse says:

        Cosa tocca leggere!
        Una parola sola: MOBILITA’.
        Ci sarà pure un barcone che deve mettere insieme un carico di ritorno? Orsù!

      • serse says:

        … in fondo si tratta solo di cambiare il gestore della carta di identità. Magari ti fanno pure delle tariffe migliori.

      • PinoMamet says:

        Io pure, Peucezio, conisero l’inverno come una specie di esilio.

        Però da piccolo almeno usavo la neve per buttarmi con lo slittino giù dalle colline, adesso non faccio più manco quello.

        A sciare non ho mai imparato e non mi è mai interessato farlo, perché “sciare” da queste parti significa aggregarsi a tre o qattro pirloni e andare in macchina fino in montagna parlando “di figa” e “di calcio”, poi mettersi quegli orrendi giacconi o tute dei colori più brutti che esistano, e andare a mangiare a fare casino in ristoranti dove più della metà del menù mi fa schifo:
        no, non è il mio genere.

        Perciò la penso come te, la neve adesso la lascerei volentieri in Islanda…

        • Moi says:

          Oppure vai a Cortina o altri posti VIP e rischi d’incontrare “Emanuele” … :-) ;-)

          http://www.youtube.com/watch?v=clj3LPTmmqM

        • Moi says:

          @ PINO

          Pare che (lo si legge in tutti i siti turistici aggiornati) da qualche anno Reykjavík _”mi raccomando l’ accento sulla i” normale _ sia divenuta una specie di “Rimini Scandinava” … non certo in senso Felliniano.

          http://www.youtube.com/watch?v=oDsj4EBs9ZE

        • PinoMamet says:

          Chissà se qualcuno un giorno spiegherà in termini sociologici o psicologici l’infatuazione dell’italiano medio per il freddo?
          (almeno fino alla prima nevicata che blocca le strade, si intende).

          A quello che sento in giro, non tutti tutti, ma moltissimi esprimono questa preferenza per il freddo e i paesaggi invernali o nordici; specialmente gli individui di sesso maschile.

          L’immaginazione procede per suggestioni, e penso che facciano un tutt’uno di immagini di abeti innevati, osterie fumose dove grandi boccali di birra svuotati d’un colpo vengono sbattuti su tavoloni di legno, risate e battute virili, conquistatori a petto nudo in bilico su rocce ghiacciate, lupi, vite avventurose e senzascrupoli, forza fisica…

          insomma, una specie di filmaccio fantasy, che è quasi l’esatto opposto dell’Italia.

        • Peucezio says:

          Infatti.
          Tutto ciò che viene da nord piace, perché da lì vengono i popoli che impongono i gusti. E’ vero che uno associa gli Stati Uniti alle palme di Miami Beach, ma gli americani, almeno quelli che danno l’impronta e che hanno potere, sono pur sempre germani, festeggiano Halloween, hanno il freddo, l’inverno e la cupezza nella loro memoria storica, nel loro inconscio collettivo e continuano a esprimerla, come si vede dalla loro cinematografia, musica ecc.
          Per cui da una parte c’è la natura e l’ordine logico delle cose, in base al quale i luoghi temperati, con un bel mare, dove non c’è bisogno di mettersi addosso strati di indumenti pesanti e scarponi col pelo alti fino alle ginocchia, dove c’è più luce, più colore, più natura rigogliosa e la gente è allegra e socievole; dall’altra i modelli culturali vincenti, per cui si preferiscono le osterie fumose ecc.
          Io l’unico motivo che potrei trovare per apprezzare luoghi del genere sono le belle svedesi alte un metro e ottanta che quando vedono un maschio mediterraneo gli zompano addosso.
          Condivido al 100% anche la tua avversione per lo sci, anche se in realtà non potrei parlare di qualcosa di cui ho la stessa esperienza che ho delle passeggiate sulla luna: non l’ho mai nemmeno visto praticare se non fugacemente in televisione. D’altronde sono uno a cui, se si propone di andare in montagna, reagisce nello stesso modo di un salutista radicale cui venisse proposto un bel viaggetto a Černobyl’ subito dopo il disastro, con tanto di degustazione di prodotti tipici locali.

          Devo dire però che il paesaggio russo invernale, quel tipico paesaggio pianeggiante o collinare con i campanili a cipolla, freddo ma aperto, luminoso, mi piace molto. Ma da vedere in foto o nei film: penso che lì in mezzo avrei un’autonomia di 30 secondi se va bene.
          Da piccolo la neve piaceva anche a me, ma da piccolo non sentivo le temperature, ignoravo cosa fossero il caldo e il freddo.

        • Moi says:

          A me invece piace quel paesaggio alpino di Austria e SudTirolo con montagne alte ricopete di conifere a loro volta ricoperte di neve, con quei campanili o con cupolina a cipolla asburgica (più squadrata di quella ortodossa) o guglia a cono oppure a piramide spioventissima come i tetti …

      • Francesco says:

        x Peucezio

        almeno una cosa dobbiamo riconoscerla, ai popoli del freddo: le porcherie che si mangiano lì con la scusa che fa freddo sono impagabili (esclusi gli sfigatissimi inglesi)!!!

        e poi fa freddo anche per i coreani, i giapponesi, gli slavi – che quelli del sud c’hanno le montagne per compensare – mica solo per gli anglo-sassoni-germanici

        se poi ti decidessi a riconoscere quanto potere hanno California, Texas e Florida, stati da sole cocente e deserto/paludi, dovresti buttare a mare il tuo costrutto filosofico-climatico per inadeguatezza

        ciao

  7. Guido says:

    E’ proprio così : questo grande ingranaggio deve scongiurare qualsiasi forma di evento che non siano le pseudo-novità previste e programmate, ad es. quelle piccole trasgressioni di cui si nutrono i palinsesti televisivi.
    E quando l’evento dovesse capitare c’è sempre la gestione del panico: masse impaurite e infuriate che chiedono sempre più dispositivi, sempre più sicurezza, per poter continuare a “consumare”.
    Cioè consumare sé stessi e il mondo…come fa quela diabolica scatola a quattro ruote per la quale ci disponiamo a segare il ramo dell’albero su cui siamo seduti.

  8. Rock & Troll says:

    Intanto le nevicate eccezzionali bloccano ambulanze, uccidono senzatetto, impediscono ai paesi isolati di avere cibo…
    Ci sono centinaia di morti in tutta Europa per quest’ondata di freddo, ma il proletar-rivoluzionario, al sicuro nella sua casa borghese riscaldata e piena di libri, sogghigna per l’inceppamento del “Grande Dispositivo”.

    Il mio pensiero umano e cristiano va invece ai meno abbienti, ai più sfortunati, a chi non potendosi permettere un pasto caldo o un tetto sulla testa ha trovato la morte nel gelo di queste giornate. Perché per loro la neve è un vero incubo.
    Inutile sottolineare poi che la maggior parte delle vittime si trovano nei paesi ex-comunisti, dove il passato di un regime feroce, irrazionale e disumano fa ancora scontare povertà e mancanza di risorse a larghe fasce della popolazione…

  9. jam says:

    …fra il cannibalismo del consumare sè stessi e la delizia del consumare la neve, c’é lo sfinimento. Questa neve che sciogliendosi si concretizza, lasciandoci dei doveri invisibili che ci sfiniscono, e anche questo consumare che ci sfinisce. (Gli alberi diventati fiabeschi coi loro rami ricolmi di bianco, hanno coscienza di portare un tesoro inalterabile, la bicicletta metamorfosata in bisonte bianco, corre in altre praterie già intuite su di una strada qualunque .) Visitare tutti gli stands e anche gli strati di noi stessi, sudare sette camicie di falso entusiasmo e di noia. Andare dalla frivolezza alla sostanza, vivendo la frivolezza, scoprire la sostanza, x’ cos’é la sostanza se non una frivolezza meravigliosa…?
    ciao

  10. Per Rock & Troll

    “Intanto le nevicate eccezzionali bloccano ambulanze, uccidono senzatetto, impediscono ai paesi isolati di avere cibo…”

    Stavamo parlando di Firenze. Città governata, è vero, dai comunisti da mezzo secolo, credo.

    Però di morti per la neve se ne sono visti pochi quest’anno qui, forse perché non s’è vista nemmeno la neve. O i comunisti.

  11. Moi says:

    belle svedesi alte un metro e ottanta che quando vedono un maschio mediterraneo gli zompano addosso.

    Peucezio

    —-

    Eh, ma se passa il Negrone non c’è storia …

    • daouda says:

      Si , ma il negro è stupido e non ha arte.

      ____

      Converrebbe che vi leggeste da “morti” ogni tanto. Guardate cosa siete diventati.
      A voi i demoni sono rientrati dal caminetto, ed è veramente un peccato.

      Lo scrivo con qualche dose d’affetto: questo “luogo” mi stà fissando. Non potete permettervelo né per via dei tempi né perché sapete, in-fondo che le vostre qualità non sono niente di che.

      Non si sentano tutti inclusi. Lo sto scrivendo solo per 4-5, 6-7 persone.

      p.s. Buleghin si torni a scrivere veneto!

  12. Pietro says:

    Ma come si muore “di neve”?

    • Peucezio says:

      Non è che si muore di neve, si muore di freddo.

      • paniscus says:

        Che io sappia, si muore anche di caldo, qualche volta: le cronache estive sono strapiene di drammi sull’ “afa killer”, sulle “temperature sahariane”, e sugli anziani pateticamente invitati a rinchiudersi dentro ai centri commerciali nelle ore più calde della giornata. Le condizioni meteorologiche estreme, ogni tanto, esistono… non è che siano colpa dei sindaci o dei radical-chic ideologici.

        Lisa

      • Peucezio says:

        Sì, ma non è la stessa cosa.
        Chi muore di caldo o ha già problemi di suo o comunque non segue certi accorgimenti. Non dico che il caldo torrido sia gradevole, ma ci si può sopravvivere.
        Col freddo invece non c’è scampo: se non ha riscaldamento, dorme per strada o comunque resta esposto, anche un giovane di vent’anni che scoppia di salute ci lascia la buccia.

  13. maura says:

    Ora, io son donna e in menopausa. Il caldo non mi uccide, ma a me da un fastidio enorme. Son nervosa, sporca, puzzolente ( mi sento), non trovo requie e ucciderei.
    Mi vengon le caldane, che voi maschi non sapete, ma son fastidiose assai assai. mentre in inverno sto stra bene. La notte non dormo e il giorno son fastidiosa perfino a me stessa.
    Adoro il freddo, non perchè amo particolarmente il nord e le sue ideologie, nè aspiro a biondi svedesi che da giovane ho visto Sussurri e grida e da vecchi Uomini che odiano le donne, ma perchè la natura m’ha fatto così (piemontese).

    Siccome pure o scarrafone….. la mia giornata ideale consiste in un autunno nebbioso, un bosco e l’odor di funghi, di vino e stufa accesa.

    La nebbia agli irti colli io l’adoro.

    Ma se devo sentirmi in colpa per via dei senza tetto, gli automobilisti e i frati dell’appennino che SONO STATI DUE GIORNI ISOLATi, quest’anno sopporterò i 40 gradi, l’afa e la scaldane con maggiore pazienza. Lo giuro.

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