Materiale didattico per l’esame di Antropologia Italiana I

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Gli studenti che si apprestano a dare l’esame sono invitati a studiare con particolare attenzione i titoli e le immagini di questa copertina.

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255 Responses to Materiale didattico per l’esame di Antropologia Italiana I

  1. mirkhond says:

    Poco fa, sul tg2, si è parlato anche per l’isola del Giglio, del macabro spettacolo del turismo sui luoghi della tragedia, lo stesso schifoso sciacallaggio umano già visto ad Avetrana…
    Uno psicologo intervistato sempre dal suddetto tg2 ha parlato proprio della potenza dell’immaginario massmediatico televisivo che ci ha così riempiti, così drogati da rendere indistinguibili realtà e fiction, da farci considerare una tragedia VERA alla pari di un grande fratello merdasettiano o di un’isola dei fumosi….
    Ora se la gente è stronza, percorona, malata di delirio di presenzialismo, del volerci essere a tutti i costi per sentirsi qualcuno, mentre si è stronzi comm’all’alrtri, CHI E’ che HA causato tale rincoglionimento di massa?
    Naturalmente l’autocritica di tali spacciatori è l’ultima cosa che ci si può aspettare, sempre naturalmente, per il sacrosanto diritto all’informazione (solo su ciò che fa comodo)….

  2. mirkhond says:

    A proposito del titolo e dell’immagine della copertina del post

    Mi padre buonanima mi raccontava che nel 1948 l’Italia fu salvata da una guerra civile come in “Grecia” negli stessi anni, dal campionato ciclistico e dalla competizione tra Bartali e Coppi.
    Il Giro d’Italia, la competizione immaginaria di allora, per evitare la competizione VERA, quella che avrebbe risprofondato l’Italia in una nuova tragedia….
    E nel 1948 la tv non c’era ancora in Italia, e le notizie si ascoltavano alla radio, per chi ce l’aveva, o si leggevano sui giornali, per chi li leggeva….

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  4. Buleghin il vecio says:

    Vamos a matar! Vamos a matar compagneros!
    Todos los periodistas mentirosos y tambien los editores de espasatura!

  5. Moi says:

    Notare l’ invocare PADRE PIO nella “civettina” in alto a sx :

    Una volta c’era un singolo santo come antidoto potenziale contro ogni singola sfiga … adesso invece San Padre Pio è il Jolly della Dulìa … a essere indulgentissimi con i Cattolici odierni.

    Stranamente (?) nessuno invece invoca mai San Don Bosco, forse perché troppo “umano” nel cammino di santità … chissà.

    • mirkhond says:

      Don Bosco per molti versi ricorda Don Camillo, con quella santità…padana, fatta di cazzotti, di scontri anche durissimi col potere anticlericale, ma sempre pronto ad aiutare davvero chi è in difficoltà….
      ciao

      • Ostaria Don Bosco! (tocarsi i testicoli e pregar!)

        Quando i Savoia ghan robà la roba ai preti con la lege ratazi Don Bosco aveva fato una profesia de sventura a casa sa(troia) e cià azecà in pieno che nel giro de poco tempo sono sciopà
        la regina madre Maria Teresa, la moglie Maria Adelaide, il fratelo Ferdinando e anca il filiol picino Vittorio Emanuele Leopoldo!

        E ci ha anca profetisato ai sa(troia)
        “la famiglia di chi ruba a Dio è tribolata e non giunge alla quarta generazione” e cià tacà in pieno!
        Infati uno l’han masà a Monsa, uno xè scapà de note con il famoso asalto al “baionetta” (non assalto alla baionetta ma asalto a la nave baioneta) e l’altro ghà dovuto telar in esilio!
        Sui rimanenti sa(troia) velo pietoso de publicità per i sotaceti e i turisti masati e per il comercio de poarete putane…

        Insomma Don Bosco xè un Santo da tratar con rispeto e anca una certa cautela che non si sa mai…se l’editor se prendese la libertà de acopiarlo a qualche cosa che ghè piase podaria capitargli de tuto!

        • mirkhond says:

          Un Santo serio come un Profeta e Inviato di Dio dovrebbe essere…..
          Quanto ai Savoia, le disgrazie dei piemontesi e di tutta Italia, affondano le radici nella mancata riunificazione della Borgogna di cui i Savoia erano e sono parte, e con la presa di Lione, la storica capitale burgunda/borgognona….
          Se non si fossero trovati davanti il blocco francese, forse oggi la loro e la nostra storia sarebbe stata diversa….
          ciao

        • Sì, uniti e sottomessi ai crucchi. O agli spagnoli, forse.

        • mirkhond says:

          Meglio uniti ai crucchi e agli spagnoli.
          Che poi non ci vedo cosa ci sia di sbagliato.
          Gran parte della “Padania” per un millennio è stata parte del Sacro Romano Impero, e noi per trecento anni siamo stati parte del blocco spagnolo.
          Non mi sembra che a nord di Roma si parli lo svevo e il bavarese se non in piccole oasi sparse per le Alpi, ne da noi, in Sicilia e in Sardegna il Castigliano, l’Aragonese e il Catalano…
          Qui c’è ancora chi crede che un’Italia unita possa contare qualcosa a livello internazionale, mentre è solo la CONTINUAZIONE dello stato di vassallaggio che ci portiamo dietro da quando Pipino re dei Franchi nel 754-756 d.C., costrinse il re longobardo Astolfo a levare l’assedio da Roma e cedere al Papa i territori romani tra Perugia e il delta del Po, che i Longobardi avevano sottratto a Costantinopoli, legittimo proprietario…
          Cambia il potente di turno, ma non il nostro status di vassalli, divisi o uniti che siamo….
          ciao

        • Moi says:

          Secondo certi Apologeti del Cattolicesimo solo sotto il Papato l’ Unità d’Italia sarebbe stata libera da “Vassallaggi agli Stranieri”, soprattutto Protestanti e Massoni … qualcuno (anzi: solo uno) aggiunge anche i Banchieri Ebrei.

          Una delle apologie più interessanti e paradossali è quella del massone pentito belga (e che ci fa sapere che da secoli, senza compiacere la Massoneria, in Benelux non si va da nessuna parte … e quindi la UE è una Massocrazia mascherata da Democrazia) Léo Moulin, tra le quali secondo me spicca quella che se l’ Italia ha una cucina tanto variegata e gustosa è perché il Cattolicesimo pur condannando il Peccato concede comunque quella possibilità di goderselo che tanto le è valsa accuse di “Simonìa”.

      • Moi says:

        Ma la parte miracolistica di Don Bosco si limita ad aver portato una sfiga tremenda ai Savoia o c’è di più ?

        • mirkhond says:

          C’è anche la profezia fatta a Francesco II di Borbone, esule nella Roma papalina nel 1861-1870, che il nostro sovrano non avrebbe mai più rivisto Napoli.
          E Don Bosco ancora una volta ci ha azzeccato, in quanto Francesco II, la regina Maria Sofia e la loro figlia Maria Cristina Pia, morta a soli 4 mesi, sono giunti a Napoli solo da…morti, nell’aprile 1984 per trovare riposo nei loro resti mortali nel Monastero di Santa Chiara, la nostra Westminster.
          ciao

  6. Moi says:

    Il gioco di parole “crisi” per una coppia euromiliardaria calciatore-vallettina quando milioni di coppie “normali” sono ridotte ai sarifci lo trovo di pessimo gusto.

    Cmq, per il Darwinismo Spenceriano* Televisivo (sì insomma quella trasmissione “Ciao Darwin” in cui si testava mediante più o meno ridicole “ordalìe”, tipo se avevano meno paura dei ranocchi le parrucchiere o le insegnanti di aerobica, quale “categoria sociale assurta a specie” fosse più adatta a sopravvivere) è normale (!) così.

    * Riferimenti a Herbert Spencer NON ce n’erano assolutamente … suvvia, il grande pubblico vuole il “metaforone immediato” con la giungla, che fin dall’ infanzia viene nell’ immaginario mediatico allegramente confusa con la savana, ed è una specie di mega-zoo pieno di bestie tanto simpatiche.

    • Moi says:

      Insomma, temo che molti italiani NON si sentiranno offesi da questa anfilogia (?) del termine “crisi” se “economica” o “di coppia” …

      • Moi says:

        Oppure essendo “DI crisi” anzicché “DELLA crisi” … l’allusione economica non sussiste … boh !

  7. mirkhond says:

    Il fatto strano è come Padre Pio che in vita fu un uomo austero e dal carattere irascibile, da morto sia diventato l’icona della realtà più frivola e superficiale agli antipodi di ciò che fu il Santo….
    ciao

  8. mirkhond says:

    Insomma Padre Pio nella sua vita terrena non era certo uomo da tollerare la vita frivola e superficiale incarnata dai vip dello spettacolo massmediatico….
    Sappiamo di gente CACCIATA perché non intendeva tornare sulla “retta via”….
    Insomma una specie di Profeta Elia o di Mullah Omar nostrano..
    eppure paradossalmente chi in vita fu icona di austerità e irascibilità verso il male, oggi è icona di chi vive intensamente in quel clima frivolo e spensierato lontanissimo anni luce dalla santità monastica del Frate….
    ciao

  9. Moi says:

    Notare anche la mitica “Cicogna” … che nel gergo giornalistico è diventata sinonimo di maternità. Un pudore particolarmente ridicolo visto “l’andazzo” generale dei servizi, articoli, scoop ecc …

    • paniscus says:

      Ma quello non c’entra niente con il pudore, è solo compiacimento estremo di crogiolarsi nell’infantilizzazione.

      Frequentando forum di mamme, ho visto le classiche “cose che voi umani non potete immaginare“, proprio nell’ambito del linguaggio legato a riroduzione e gravidanza, la “pennuta”, le “cicognine” , lo “spermino”, l’ “ovetto”, la “cova”, il “fagiolino”… da brivido.

      Lisa

      • PinoMamet says:

        “Lo spermino” è fantastico!

      • Peucezio says:

        “Ma quello non c’entra niente con il pudore, è solo compiacimento estremo di crogiolarsi nell’infantilizzazione.”

        Non si poteva dare una definizione migliore!

  10. mirkhond says:

    Un pudore che è andato a farsi benedire da tanto tempo….
    Ecco perché la paura dell’Islam, che, con le radici cristiane minacciate, non c’entra un tubo…
    Queste radici sono state divelte da tempo…..
    ciao

  11. Buleghin il vecio says:

    Ostaria Don Bosco! (tocarsi i testicoli e pregar!)

    Quando i Savoia ghan robà la roba ai preti con la lege ratazi Don Bosco aveva fato una profesia de sventura a casa sa(troia) e cià azecà in pieno che nel giro de poco tempo sono sciopà
    la regina madre Maria Teresa, la moglie Maria Adelaide, il fratelo Ferdinando e anca il filiol picino Vittorio Emanuele Leopoldo!

    E ci ha anca profetisato ai sa(troia)
    \"la famiglia di chi ruba a Dio è tribolata e non giunge alla quarta generazione\" e cià tacà in pieno!
    Infati uno l\’han masà a Monsa, uno xè scapà de note con il famoso asalto al \"baionetta\" (non assalto alla baionetta ma asalto a la nave baioneta) e l\’altro ghà dovuto telar in esilio!
    Sui rimanenti sa(troia) velo pietoso de publicità per i sotaceti e i turisti masati e per il comercio de poarete putane…

    Insomma Don Bosco xè un Santo da tratar con rispeto e anca una certa cautela che non si sa mai…se l\’editor se prendese la libertà de acopiarlo a qualche cosa che ghè piase podaria capitargli de tuto!

  12. jam says:

    ..accostare il Profeta Elia al Mullah Omar, produttore di eroina e persecutore di donne, aquiloni, musica, boz-khasi e tchopendoz, ecc.., mi sembra un po’ improprio..
    ciao

  13. mirkhond says:

    Il Mullah Omar l’eroina l’ha fatta distruggere, a differenza dei suoi avversari pederasti e narcotrafficanti del nord….
    Quanto al resto, se i metodi sono (mica tanto!) differenti, lo spirito è SIMILE, anche se a qualcuno può dispiacere….

    • Francesco says:

      Mirkhond

      guarda che nessuno ti chiede di diventare più ridicolo del peggior propagandista anti-Talebano, se non un esagerato spirito di contraddizione

      I Talebani erano, e sono, un moderno movimento di fanatici che hanno riletto in chiave totalitaria la propria tradizione. E che si sono felicemente adeguati al traffico di droga, quando le circostanze lo hanno loro proposto.

      Non sono un movimento di Santi Eremiti Puritani lontani dalla decadenza occidentale, come traspare dalle tue parole

      • mirkhond says:

        Non ho mai detto che il Mullah Omar fosse un santo, anche se alcuni aspetti del talebanismo non mi dispiacciono…
        Se osserviamo il Vecchio Testamento dal lato…della corte di Acab di Samaria del IX secolo a.C., oppure del regno di Giuda del VII-VI secolo a.C., dal lato della grande maggioranza del popolo e degli ambienti di corte OSTILI al Monoteismo dei Profeti Zaccaria, Geremia e del re Giosia, come costoro avrebbero visto gente che, agli occhi di un credente nelle religioni abramitiche sono dei santi?
        Cosa dissero le immigrate giudee in Egitto al petulante Geremia e al suo UNICO DIO?
        Accusarono lui e il suo Dio di tutte le disgrazie di Giuda, a partire dalla loro migrazione in Egitto, rimpiangendo apertamente Astaroth/Astarte e tutti gli dei giudei pre-riforme giosianiche!
        Alchè Geremia molto talebanamente le MALEDISSE, augurando loro, l’invasione babilonese dell’Egitto che…non ci fu!
        E qui mi verrebbe davvero la tentazione blasfema di fare l’Odifreddi e pensare che il “talebbano” Geremia come profeta non ci azzeccasse molto….
        Quindi sì sono ridicolo, ma sono in BUONA COMPAGNIA….

        • mirkhond says:

          Sempre sul rapporto talebani/Bibbia/puritanesimo degenerato, mi viene in mente la storia dei Maccabei, anch’essi partiti come un movimento religioso e “nazionale” giudaico contro l’ellenismo e i suoi orrori e poi coi sommi sacerdoti Giovanni Ircano (134-104 a.C.), e soprattutto suo figlio Alessandro Janneo (103-76 a.C.), degenerati in spietati e fanatici corrotti, tanto da dar vita al movimento dei Farisei, e forse, incentivando quello degli Esseni, proprio come reazione ad una dinastia di “papi-re” partita bene e finita col regno di Erode….
          ciao

      • mirkhond says:

        “I Talebani erano, e sono, un moderno movimento di fanatici che hanno riletto in chiave totalitaria la propria tradizione.”

        La stessa cosa che fecero i Giudei a partire dalle “riforme” del re Giosia nel 622-609 a.C.

        “E che si sono felicemente adeguati al traffico di droga, quando le circostanze lo hanno loro proposto.”

        Esattamente come altri, quando si fa una guerra come quella e c’è bisogno costante di armi. Però ciò non toglie che nel 1999-2001 le coltivazioni di oppio le abbiano distrutte eccome, come confermato anche dall’inospettabile Andreotti a Porta a Porta anni fa, e da un articolo del Corriere della Sera del giugno 2006.

        “Non sono un movimento di Santi Eremiti Puritani lontani dalla decadenza occidentale, come traspare dalle tue parole”

        Non sono ne dei santi, ne tantomeno degli eremiti anche perchè credo che l’eremitismo inteso alla maniera cristiana o del miglio sufismo, sia estraneo al fondamentalismo sunnita alla cui galassia appartengono…
        A me da fastidio che si cerchi di scaricare tutti i mali dell’Afghanistan sui soli talebani, non perchè i talebani non siano esenti da colpe, come la ripresa della PEGGIORE pashtumocrazia verso le etnie afghane settentrionali, cosa che gli giocò il consenso di quei gruppi….
        Mi infastidisce che siccome sono brutti, sporchi e kattivi, perché maltratterebbero le donne, si cerchi di nascondere anche gli aspetti positivi tipo la lotta alla pederastia, cosa che, non mi sembra abbiano fatto e facciano gruppi afghani più “evoluti” e “presentabili”.
        L’Afghanistan non l’hanno distrutta i talebani, ma le aristocrazie ricche-snob filosovietiche degli anni’70 e quei briganti dei signori della guerra. I talebani sono venuti DOPO, con l’APPOGGIO degli USA di Clinton, interessati al famoso gasdotto che dal Turkmenistan dovrebbe (o avrebbe dovuto) arrivare al Golfo di Mascate….
        Se sono un ridicolo propagandista, anche chi butta tutte le colpe addosso ad UN SOLO FATTORE, lo è altrettanto, come nel non dialogo Messori-Odifreddi…

        • mirkhond says:

          errata corrige: miglior sufismo

        • Francesco says:

          forse non leggiamo le stesse cose ma con chi ce l’hai quando parli di demonizzazione dei talebani perchè anti-femministi?

        • corrado (qualc1) says:

          @mirkohond, devo farle una domanda molto politicamente corretta. La lotta alla pederastia che lei loda è la persecuzione degli omosessuali o il fatto che, come sto leggendo in “Talebani” di Ahmed Rashid, fin dalle loro prime azioni i talebani proteggevano ragazzi e ragazze dagli stupri dai signori della guerra?

        • Moi says:

          @ CORRADO

          Per favore, non usiamo il termine “pedersata” alla Fascista, come se gli omosessuali adulti fossero attratti solo dai ragazzini …

        • Andrea Di Vita says:

          Per mirkhond

          Parlando schiettamente da snobistico intellettualoide Europeo, per me il fatto che i talibani abbiano fatto saltare in aria i Buddha di Banyan è motivo più che sufficiente per vaporizzarli.

          Detto questo, siccome c’e’ una guerra in corso è impossibile oggi avere informazioni oggettive sui talibani. Però so che all’inizio il mullah Omar e soci si fecero accettare da una popolazione stremata proprio perchè cominciarono a impiccare ai cannoni dei carri armati ex Sovietici i colpevoli di stupro che si facevano scudo dell’impunità garantita a tutti i membri delle bande dei vari signori della guerra che si combattevano l’un l’altro dopo la ritirata Sovietica. Kabul non l’hanno distrutta i Sovietici, ma i vari Hekmatyar e affini dopo i Sovietici.

          E per doverosa par condicio, dato che a Kabul fra le altre cose c’era uno splendido museo archeologico per me vanno vaporizzati pure quelli come Hekmatyar.

          Insomma: il più pulito c’ha la rogna.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • corrado (qualc1) says:

          @Moi:
          Non era assolutamente mia intenzione.
          Appunto chiedere a mirkhond se stesse usando il termine in quel senso.

  14. mirkhond says:

    Le ghazawat non si combattono tutte allo stesso modo….
    Quanto alle solite storie sulle donne, si prega di leggersi i rapporti della nota associazione FEMMINISTA afghana RAWA, non tenera con nessuno, e dove TUTTI, ma proprio TUTTI c’hanno la rogna sotto, compreso il fin troppo lodato Massud (il quale poi COSA avrebbe fatto per impedire stupri anche di bambini, oltre a produzione di oppiacei da smerciare?).
    Ma naturalmente per alcuni la COLPA DI TUTTO in Afghanistan E’ SEMPRE E SOLO DEI TALEBANI.
    Forse perchè conviene coprire all’esterno, le colpe di TUTTI GLI ALTRI, a partire dalla raffinata aristocrazia comunista-snob filosovietica che nel 1973 rovesciò Zahir Shah, dando origine a 40 anni di tragedie afghane….

    • habsburgicus says:

      per mirkhond
      hai centrato la causa prima delle disgrazie afghane…tutto iniziò con il folle “golpe” del luglio 1973 (saratan 1352 A.H.S)…ti devo però “correggere” su una cosa
      il golpe del luglio 1973, pur benvisto da Mosca (che in genere non ne ha mai azzeccato una a proposito dell’Afghanistan !), fu una congiura di palazzo in cui Mohamed Da’ud, cugino e cognato del Re, già Primo Ministro, detronizzò S.M il Re Zahir Shah mentre il Sovrano era all’estero…così facendo ruppe l’equilibrio tribale che fino ad allora teneva, ma tutto avrebbe ancora potuto aggiustarsi, specialmente dopo il 1976 quando Da’ud virò decisamente verso destra, avvicinandosi in politica estera agli USA e all’Iran imperiale (chi nel 2535 della recentissima Era imperiale, vale a dire 1355 A.H.S=1976/1977 d.C avesse profetizzato la caduta dell’Aryamehr “ombra degli Ariani” Shahanshah ye-Iran Mohammed Reza Pahlevi sarebbe stato seppellito da un fragoroso coro di risate)…
      la vera data nefasta per gli Afghani, da cui discendono TUTTE le loro disgrazie posteriori, fu il golpe marxista-leninista del 27 aprile 1978 (7 Saur 1356 A.H.S) che abbatté Da’ud massacrato con tutti i suoi “Red butchery in Kabul” titolarono i giornali anglosassoni; allora si che venne al potere un regime comunista (per quanto diviso fra le fazioni “Khalq” e “Parcham”) e filo-sovietico che nel folle e demenziale tentativo di introdurre il “puro” marxismo-leninismo in Afghanistan scatenò la reazione religiosa e tribale (già evidente nel marzo 1979 ad Herat dove intervennero a reprimerla i “consiglieri” militari sovietici) che a sua volta rese “necessario” un sempre maggiore coinvolgimento dell’URSS sino all’invasione del dicembre 1979 (allorché il Cremlino eliminò il fanatico ateista Hafizullah Amin che aveva a sua volta eliminato Nur Mohammed Taraki in settembre al ritorno da Mosca ! al potere fu chiamato l’apparatčik Babrak Karmal, totalmente devoto a Mosca e già Ambasciatore a Praga, che “moderò” la campagna anti-religiosa e anti-tribale ma era ormai troppo tardi, anche perché la fierezza afghana non poteva tollerare gli invasori “shuravi” come sono detti i sovietici da quelle parti)…il resto lo sappiamo come non é ignoto il piano Brzezinski con cui gli USA flirtarono con il peggiore estremismo reazionario islamico in funzione antisovietica…da quel calderone, molti anni dopo e per varie ragioni, nasceranno i talebani…
      ciao

      • habsburgicus says:

        per mirkhond
        hai centrato la causa prima delle disgrazie afghane…tutto iniziò con il folle “golpe” del luglio 1973 (saratan 1352 A.H.S)…ti devo però “correggere” su una cosa
        il golpe del luglio 1973, pur benvisto da Mosca (che in genere non ne ha mai azzeccato una a proposito dell’Afghanistan !), fu una congiura di palazzo in cui Mohamed Da’ud, cugino e cognato del Re, già Primo Ministro, detronizzò S.M il Re Zahir Shah mentre il Sovrano era all’estero…così facendo ruppe l’equilibrio tribale che fino ad allora teneva, ma tutto avrebbe ancora potuto aggiustarsi, specialmente dopo il 1976 quando Da’ud virò decisamente verso destra, avvicinandosi in politica estera agli USA e all’Iran imperiale (chi nel 2535 della recentissima Era imperiale, vale a dire 1355 A.H.S=1976/1977 d.C avesse profetizzato la caduta dell’Aryamehr “ombra degli Ariani” Shahanshah ye-Iran Mohammed Reza Pahlevi sarebbe stato seppellito da un fragoroso coro di risate)…
        la vera data nefasta per gli Afghani, da cui discendono TUTTE le loro disgrazie posteriori, fu il golpe marxista-leninista del 27 aprile 1978 (7 Saur 1357 A.H.S) che abbatté Da’ud massacrato con tutti i suoi “Red butchery in Kabul” titolarono i giornali anglosassoni; allora si che venne al potere un regime comunista (per quanto diviso fra le fazioni “Khalq” e “Parcham”) e filo-sovietico che nel folle e demenziale tentativo di introdurre il “puro” marxismo-leninismo in Afghanistan scatenò la reazione religiosa e tribale (già evidente nel marzo 1979 ad Herat dove intervennero a reprimerla i “consiglieri” militari sovietici) che a sua volta rese “necessario” un sempre maggiore coinvolgimento dell’URSS sino all’invasione del dicembre 1979 (allorché il Cremlino eliminò il fanatico ateista Hafizullah Amin che aveva a sua volta eliminato Nur Mohammed Taraki in settembre al ritorno da Mosca ! al potere fu chiamato l’apparatčik Babrak Karmal, totalmente devoto a Mosca e già Ambasciatore a Praga, che “moderò” la campagna anti-religiosa e anti-tribale ma era ormai troppo tardi, anche perché la fierezza afghana non poteva tollerare gli invasori “shuravi” come sono detti i sovietici da quelle parti)…il resto lo sappiamo come non é ignoto il piano Brzezinski con cui gli USA flirtarono con il peggiore estremismo reazionario islamico in funzione antisovietica…da quel calderone, molti anni dopo e per varie ragioni, nasceranno i talebani…
        ciao

  15. Invito a non lasciarsi sfuggire anche il “Cairo Editore”. Però ora voglio anche l’Editore Tripoli, γαμῶ τὸν παππᾶ Πίο ! (politonico, RV)

  16. Moi says:

    Se andate a vedere il sito della http://www.cairoeditore.it secondo me qualche saggio “si salva” …

  17. mirkhond says:

    “l’articolo che ho linkato è interessante anche perché mostra come anche all’epoca fosse già pienamente percepita (“americanistiche pubblicità e concorsi da santuario dei miracoli”) la possibilità che la dulia, appunto, potesse prendere una determinata forma”

    Infatti. Il rischio di spettacolarizzazione della Fede c’era già negli anni ’30 del secolo scorso e il riferimento all’America la dice lunga sulla provenienza di tale cultura dello spettacolo.
    Riguardo al “dialogo” Messori vs Odifreddi, si tratta del tipico dialogo tra sordi, su chi ha le proprie idee e posizioni costruitesi nel tempo e osservando ciò che potevano, sempre alla luce di sensibilità personali.
    Sarebbe interessante capire per quale ragione Odifreddi crescendo abbia perso la fede, e Messori, al contrario l’abbia trovata…
    ciao

    • Francesco says:

      >> Il rischio di spettacolarizzazione della Fede

      sbaglio o è una descrizione sintetica di tutto il Medioevo? e non giustifica l’iconoclastia dei protestanti, antefatto dell’ateismo teorico e pratico della modernità

      a ben vedere, Iddio stesso è tutt’altro che alieno dal “dare spettacolo”, penso alla fuga dall’Egitto e seguente peregrinare nel deserto

      ciao

      • mirkhond says:

        A quel che so la fuga dall’Egitto è una bellissima leggenda senza fondamenti reali, per “fuga” gli studiosi oggi intendono la “liberazione” dalla dominazione egiziana IN Canaan nel XII secolo a.C.. Gli antenati degli Israeliti e dei Giudei RESTARONO dov’erano sempre stati…
        La storia del peregrinare nel deserto poi mi sembra che vada nella direzione del tanto bistrattato aniconismo di stampo talebbano….
        ciao

        • Francesco says:

          quindi la colonna di fumo di giorno e fuoco di notte per te è aniconica?

          che poi per derubricare a “leggenda” parti decisive dell’Antico Testamento vorrei qualche buon motivo

          sennò finiamo con la Morte e Resurrezioni di Gesù da leggere in senso metaforico e altre stronzate gnostiche

          nel caso, io voto per gli Dei dell’Olimpo

          ciao

        • mirkhond says:

          Leggiti gli studi di Israel Finkelstein, Neil Asher Silberman e Mario Liverani, i quali raccolgono più di 50 anni di scavi archeologici che non hanno portato una prova concreta sulla storia della fuga dall’Egitto…
          Cosa tra l’altro altamente improbabile, visto che gli Israeliti sarebbero sati 2500000, mentre l’Egitto dell’epoca in cui si presume si siano svolti questi eventi (XV-XIII secc. a.C.), contava qualcosa come 4000000 di abitanti?
          Inoltre tutta questa massa poderosa, sempre all’epoca in cui si suppone sia accaduto l’evento, avrebbe lasciato l’Egitto per andare in….Egitto? In quanto Caanan, all’epoca era appunto sotto la dominazione egiziana.
          Infine negli archivi egizi non si trova traccia alcuna di questo evento che, per le modalità in cui sarebbe accaduto, non sarebbe certo passato inosservato…
          Solo Manetone, sacerdote dell’epoca dei Tolomei, intorno al 250 a.C., accenna a qualcosa, ma parla di un principe egiziano, il quale ribellatosi al faraone, sarebbe stato scacciato da questi con la sua banda di lebbrosi, neri e reietti della società; una probabile mistificazione, uno dei primi esempi di antigiudaismo della storia, proprio all’epoca degli inizi della possente opera missionaria giudaica, la quale in Egitto trovava terreno fertile, anche grazie alla tolleranza dei faraoni tolemaici che avrebbero fatto tradurre ciò che c’era della Bibbia, in greco, da 70 saggi arrivati da Gerusalemme ad Alessandria, e da cui la famosa Settanta, la Bibbia utilizzata dai Giudei all’epoca di Gesù, e poi rigettata dai Farisei nel II secolo dopo Cristo, perchè “arma vincente” dei rivali Cristiani nel contendersi le anime dei goyim….
          Per cui per fuga dall’Egitto, penso che debba intendersi la fine della dominazione egiziana in Caanan intorno al 1180 a.C., in seguito alle invasioni dei Popoli del Mare nel Mediterraneo Orientale….
          A prova di ciò, Liverani cita il cosiddetto “codice motorio”, il linguaggio politico del Tardo Bronzo, e stando al quale termini come “entrare” o “uscire”, indicavano il cambio di sovranità su una terra e non fughe o deportazioni da essa, tipo tizio entra nella Terra di Khatti, cioè passa sotto sovranità ittita, oppure caio esce dalla Terra di Khatti, per dire che un territorio non è più parte del domino ittita….
          Fu solo a partire dalle deportazioni assiro-babilonesi dei secoli VIII-VI a.C., che per la prima volta il Medio Oriente fu sconvolto dalle deportazioni di massa e da trapianti di interi popoli da una parte all’altra della Fertile Mezzaluna.
          E quindi, a partire dall’esilio della classe dirigente giudaica in Babilonia, a partire dal 597, 587 e 582 a.C., che questa classe dirigente suddetta, giunta recentemente all’adorazione nell’Unico Dio, dopo un lungo, tormentato e SANGUINOSO cammino che, a dispetto di quel che si vuol pensare, non ebbe nulla da invidiare per ferocia e fanatismo ai moderni e biekissimi talebani…
          In questa opera di gigantesco ripensamento, di rielaborazione della propria storia passata alla luce di un cammino di Fede RECENTE, i dotti giudei retroiettano in un lontano passato egizio, la loro esperienza di esuli babilonesi, e delle problematiche del ritorno in Giudea in epoca persiana achemenide, nel 539-445 a.C.
          Quindi vicende recenti, col loro tormentato rapporto di esuli di recente conversione in una potenza goy, non sempre ostile, ma non sempre in grado di capire il Mistero, lo Scandalo dell’Unico Dio e di quell’aniconismo e “talebanismo”, e delle problematiche del ritorno in patria, e dei conflitti tra gli stessi Giudei, i rimpianti per il benessere lasciato in cambio di un deserto, e gli scontri con popoli affini o addirittura della stessa stirpe rimasti in patria e all’ancestrale paganesimo cananeo, tutto ciò insomma viene riletto e rielaborato dando origine alle storie di Giuseppe, all’Esodo, a parte dei Numeri, di Giosuè, e del Deuteronomio e Levitico, questi ultimi composti tra VII e IV secolo a.C.
          ciao

        • mirkhond says:

          errata corrige: col loro tormentato rapporto di esuli di recente conversione con la potenza goy babilonese

        • PinoMamet says:

          Avevo letto “potenza GAY babilonese”!

          Che in effetti ha anche senso:
          http://www.babiloniamagazine.it/

          ;)

        • mirkhond says:

          Per Pino Mamet

          Infatti uno dei motivi del rigorismo segregazionista, del tenersi a distanza dai goy in quanto non solo idolatri ma anche sessualmente “corrotti” proprio per tale idolatria, tale strategia del rigorismo autosegregazionista giudaico, nacque proprio nell’esilio babilonese, come necessità di preservare e mantenere una fede così faticosamente e sanguinosamente acquisita, proprio per timore di contagi e ricadute in tali “abominii di desolazione”.
          Strategia utilizzata inizialmente anche dai profughi rientrati in Giudea e costruttori del Secondo Tempio di Gerusalemme nel 515 a.C.
          Strategie che oggi, vengono seguite anche dai gruppi islamici più fondamentalisti e sempre per gli stessi timori di “contagio”.
          E tuttavia nella stessa epoca e soprattutto in età ellenistica, grazie a Dio si generò anche una corrende religiosa giudaica che, giunta alla conclusione che Dio E’ UNO, E’UNO per TUTTI, quindi anche per i perfidi goyim, gli idolatri goym, i corrottissimi goyim e quindi fratelli da amare e portare (o riportare secondo un linguaggio religioso) sulla via della salvezza.
          Da qui la possente, straordinaria e misconosciuta ai più, opera missionaria giudaica che, solo all’epoca di Cristo portò ad una “Diaspora” di circa 10.000.000 di Giudei sparsi tra l’India e la Spagna, e provenienti da tanti popoli della terra, come confermato anche negli Atti degli Apostoli all’indomani dell’Ascensione di Cristo e del Primo Annuncio Evangelico, fatto dagli Apostoli a tale moltitudine di Giudei, giunti in pellegrinaggio a Gersusalemme…
          Quanto infine a Babilonia, se leggiamo i racconti di Erodoto che visitò la grande metropoli del Medio Oriente antico, intorno al 450 a.C., troviamo cose come la prostituzione “sacra” a cui tutte le donne in salute dovevano sottoporsi davanti al tempio di Ishtar per propiziarsi la dea a portare fecondità ai campi…
          Prostituzione “sacra” che in altri ambiti templari era praticata anche da uomini, soprattutto da ragazzini, e presente in tutto l’antico Medio Oriente, Israele e Giuda pregiosianica comprese….
          Da ciò l’ira funesta di profeti rozzi e feroci nel loro inpresentabile “talebanismo”…
          ciao

  18. Su Padre Pio

    Probabilmente il motivo per cui Padre Pio è stato mediatizzato in maniera così clamorosa consiste proprio nella sua autenticità: era in grado di comunicare con l’Italia Profonda.

    Quando i dominanti se ne sono accorti – abbastanza tardi – l’hanno inglobato, senza alcuna particolare colpa sua.

    • Moi says:

      Non so se sempre “dialogando fra sordi” con Messori o cmq in contesto simile, Odifreddi aveva detto anche che secondo lui il fatto che Padre Pio sia il santo più “richiesto” :-) in assoluto si deve al fatto che fu visto personalmente (!) in TV e nei cinegiornali … gli altri invece sono stati visti solo nelle arti figurative o cmq interpretati da attori !

    • mirkhond says:

      Infatti. Un conto è Padre Pio come uomo e per i suo doloroso calvario durato 50 anni, un altra cosa è la strumentalizzazione fattane da chi è molto lontano da ciò che lui era….
      Personalmente non mi sarei accostato con tanta facilità ad una personalità del genere, giusto per far turismo, e poi magari essendo consapevole della mia incorreggibilità….
      La Fede è o dovrebbe essere una cosa seria, e fin da piccolo mi ha sempre stupito la disinvoltura, la facilità con cui si riesce ad essere tutto e il contrario di tutto, e questo senza alcun vero senso di colpa…
      Io invece la fede l’ho persa proprio di fronte alle catastrofi che mi sono capitate e dalla mia inadeguatezza, nell’affrontarle, oltre che nel senso poi di tante sofferenze, non solo le mie…
      Si vorrebbe essere Actarus e invece si è un totokhamen o uno schettino….
      Mistero, mistero della vita, su cui ne Odifreddi, ne Messori e nemmeno Raztinga hanno risposte certe, non ideologiche….
      Anche se, vagando nella terra di nessuno confesso che Odifreddi mi sta molto, molto più simpatico…..
      E questo mi impedisce tra l’altro di essere un talebano, perchè la base di ogni fanatismo è un rapporto sconvolto con la Fede.
      E bisognerebbe capire poi da dove nasce tale sconvolgimento. Penso che dipenda molto da esperienze personali, dal carattere, da condizionamenti sociali, ambientali e dal modo in cui ci rapportiamo con chi ci circonda…

      • Francesco says:

        Odifreddi simpatico?

        va bè che a me piace D’Alema ma stiamo uscendo di cotenna qui da Miguel

  19. PinoMamet says:

    Allora, facciamo conto che io non conosca i tizi in copertina;

    in effetti, non ho veramente idea di chi siano:
    Francesca Rettondini- mi pare l’ex compagna di qualcuno famoso?
    Samuel Peron- immagino un attore di “ficscion”?
    Claudia Galanti- uscita da qualche “rialiti”?
    “Trussardi”- un riccone che sta con la Hunziker?

    Allora io vedo:

    – la foto di una “tragedia marinara”, un naufragio, come nei più classici degli ex voto; solo che è un naufragio a metà, la nave è ancora mezza fuori. Anche il nome “La Concordia”, potrebbe benissimo essere quello di un vecchio veliero, un barcobestia viareggino visto che siamo in zona.
    C’è stato un “santo” che ha salvato una Persona Famosa; ma la persona famosa, in fondo, stava facendo una cosa molto comune (una crociera d’inverno nel mediterraneo, turismo “popolare”: mettendo qualche soldino da parte, ci riesce anche chi “lavora come un mulo tutto l’anno”, si vedano i post precedenti).

    -belli grossi, due Personaggi Famosi, dall’aspetto pochissimo italiano; sta davanti lei, che mostra un po’ di tette. Vengono chiamati lei per nome (anche questo, non italiano) lui per cognome, come devono essere noti al pubblico.
    Però parlano di una cosa molto familista, che più italiana di così si muore:
    “quale crisi (scil. di coppia)? facciamo un altro bambino, il terzo”
    anzi, glielo porta la folkloristica cicogna.

    -altri due Personaggi Famosi, di nuovo una lei bionda col nome (stavolta è un cognome) dal suono straniero, parlano di nuovo di problemi familiari: una suocera (quasi come quella delle barzellette) che si mette in mezzo?

    -un’altra Persona Famosa, questa mora e dal nome italico, mostra un bimbo, e annuncia di nuovo una nuova nascita: “Liam (altro nome non italiano) avrà un fratello”

    -infine un Personaggio Famoso con l’aria da “simpatico” afferma di aver rifiutato la chirurgia plastica (i puntini sottintendono che a questo rifiuto deve il successo).

    Un trionfo della famiglia, della morale vecchio stampo, delle nuove nascite, e dei nomi stranieri!
    Su tette finte e nasi autentici, vigila il santo.

    ciao!

  20. Google, come saprete, offre vari suggerimenti quando digiti un termine.

    Nel caso della sig.ra Rettondini, troviamo

    francesca rettondini fuma
    francesca rettondini calendario
    francesca rettondini piedi
    francesca rettondini gossip
    francesca rettondini facebook
    francesca rettondini cocaina

    Google non suggerisce (ancora)

    francesca rettondini padre pio

    Qui potete vedere varie immagini della neo-devota:

    http://www.spettacoloso.org/francescarettondini/colore.asp

  21. Qualche istruttiva notizia sulla carriera pre-miracolo della signora Rettondini si può trovare qui:

    http://archiviostorico.corriere.it/2005/ottobre/27/casa_del_regista_crocevia_della_co_10_051027013.shtml

    La cosa interessante non è il fatto che la signora Rettondini sia cocainomane (fatti suoi), ma che possa essere contemporaneamente una cocainomane e una testimonial per i Sani Valori della Famiglia Italica Media Devota a Padre Pio e al Calcio.

    • Francesco says:

      >> che possa essere contemporaneamente una cocainomane e una testimonial per i Sani Valori della Famiglia Italica Media Devota a Padre Pio e al Calcio

      io non sono nè cocainomane, nè devoto a San Pio e pure col calcio ho un rapporto troppo distaccato per essere un bravo italiano

      epperò in fondo questo “ecumenismo” italiota mi dispiace sempre meno, man mano che invecchio

      sarà la crescente consapevolezza che il primo peccatore sono io e che la frase famosa “scagli la prima pietra chi è senza peccato” è per me

      ciao

      • Z. says:

        Francesco,

        — io non sono nè cocainomane, nè devoto a San Pio e pure col calcio ho un rapporto troppo distaccato per essere un bravo italiano–

        Però pur di indossare l’elmetto per quella gente pagheresti di tasca tua. Lo sappiamo, lo sappiamo :D

        A proposito, da quando l’ipocrisia non si chiama più ipocrisia bensì “ecumenismo”?

        Ipocrisia sull’ipocrisia… ipocrisia al quadrato, insomma :lol:

        Z.

        • Francesco says:

          La MIA ipocrisia ha un ben preciso Maestro, famoso per mangiare e bere con la peggiore gente della sua epoca, parlare con le puttane e reclutare esattori mafiosi, per rifiutarsi di partecipare alla Resistenza contro l’Imperialismo Romano, e altre simili gesta che scandalizzavano i lettori del Fatto Quotidiano della sua epoca.

          Mi tengo i suoi insegnamenti.

        • Z. says:

          Insomma, mi confermi anche l’anticonformismo più onesto radicale di ieri può tranquillamente rappresentare il più grigio e deprimente conformismo di oggi.

          Sono d’accordo, ci mancherebbe. Ma pur essendo ateo, e per giunta ben versato in materia di fede, il tuo esaltare Massimo Giletti chiamandolo Gesù Cristo mi lascia piuttosto perplesso.

          Comunque Giletti e i suoi insegnamenti te li lascio volentieri ;)

          Z.

          PS: Oh, io capisco il tuo gusto per la provocazione, ma non sei l’unico :D

        • Francesco says:

          Chi è Massimo Giletti?

          Rifuggo la diarchia conformismo-anticonformismo da sempre, robaccia da ’68, epoca incapace di dare giudizi di valore e quindi creatrici di opposizioni insensante quali “nuovo-vecchio”, “conf-anticonf”,”progressista-reazionario” (no, questa sta sul conto di qualcun altro).
          Mi fa schifo quanto la necessità che l’arte sia “dissacratoria”, “violi i tabù”, ecc. ecc.

          Da quando ho riscoperto categorie vetuste quali “vero o falso”, “giusto e ingiusto”, “buono e cattivo” sono rimasto folgorato!

  22. Per quanto riguarda il signor Tomaso Trussardi, credo che sia significativo questo titolo:

    Tomaso Trussardi on Using Fashion to Show Values

    Qui potete vedere invece il signor Tomaso Trussardi in compagnia della sua BMW – “sua” nel senso che si chiama “BMW Trussardi”:

    http://www.ecodibergamo.it/galleries/Foto/3342/1/

    • PinoMamet says:

      Dunque, ha preso un auto costosa, la ha fatta colorare del color merda che avevano certe auto orribili che si vedevano in giro negli anni Settanta, e in seguito a questa operazione di verniciatura ha deciso che l’auto in questione fosse qualcosa di diverso dalle altre dello stesso modello, e dovesse portare un nome particolare: il suo.

      Il fratello minore di Lapo Elkann, insomma.

      • PinoMamet says:

        Nelle foto il signor Tomaso Trussardi- ammesso che sia lui, non so- che a giudicare dal nome dovrebbe essere uno degli emblemi della creatività italiana che inevitabilmente “coniuga tradizione e modernità”, indossa una giacca modello M65, che non è né creativa, né tradizionale, nè moderna, e tantomeno italiana:

        come suggerisce la sigla utilizzata per designarla, è stata scelta nel ’65 dall’esercito statunitense come parte della divisa, modificando leggermente il precedente modello del ’51.

        in seguito prodotta in tutto il mondo, anche ora che è stata (dopo una carriera decennale) abbandonata dall’US Army.
        Perlopiù viene prodotta in Vietnam.
        In Germania è stata a lungo un simbolo di truzzità e di cattivo gusto, da noi la portava Abatantuono nei vecchi film da “terrunciello”.

        Trussardi, anche in questo caso, si è limitato a dipingerla color cacchina.

        • Moi says:

          Scusa Pino, ma come mai sei così esperto di military fashion ?

        • PinoMamet says:

          Mi piace l’abbigliamento in generale:
          – perché lo trovo un modo interessante di veicolare dei messaggi, volenti o nolenti (allora è meglio volenti)
          -perché non mi piace farmi fregare
          -perché sono un romanticone che ama le cose del tempo che furono
          -come curiosità antropologica ;)

          e amando l’abbigliamento vintage, non si può non avere una conoscenza almeno cursoria della moda militare, che da sempre ha una grande influenza su quella civile.

          ciao!

      • Moi says:

        Be’ questo è il Color Merda Metallizzato … negli anni ’70 mica tutti ce l’ avevano il metallizzato, anzi era un costosissimo optional !

    • Moi says:

      Evidentemente ritiene che Padre Pio nullaavrebbe da ridire dei suoi servizi fotografici discinti …

  23. jam says:

    …mi dispiace Mirkhond che tu perda il tuo sangue freddo per diventare glaciale. Possiamo dire tutto il male possibile anche degli avversari dei talibani, ma questo non li rende certo migliori, e x me, arrivare a paragonare Molla Omar al profeta Elia é un delirio.
    La storia dei Maccabei non spiega tutto. Quello che spiega tutto invece sul livello dell’intelligenza e sensibilità talibana é che vietando il boz-kashi e perseguitando i tchopendoz hanno cercato di uccidere la calleria, CAVALLERIA, originaria di Asia centrale, i cavalieri delle steppe dell’Unicità, lo spirito khorassani mandato a farsi friggere, i reperti archeologici, i musei, le biblioteche distrutte. Comunque adesso anche al loro interno i talibani sono divisi e c’é da augurarsi che quelli rimasti all’oscurantismo tirannico di Molla Omar, diventino sempre più minoritari..
    ciao

  24. jam says:

    ..e grave errore pensare che solo i talibani combattino la pederastia. Molti afghani non talibani la combattono! I talibani, invece, segregando le donne, in realtà la producono..
    A kabul le feste matrimonili venivano celebrate senza relegare le donne in stanze separate, adesso dopo l’influsso talibano, anche nel grande Hotel di Kabul dove gli afghani residenti all’estero rientrano x sposarsi, si é costretti a vivere il pranzo e la festa di nozze, uomini separati dalle donne, cosa mai vista prima in tutto l’afghanistan!
    Un’eccessiva segregazione dei sessi, oltre a snature il vissuto culturale della gente, provoca pederestia e altre calamità. Quindi non concordo quando dici che loro la combattono, x’ in effetti ne formano le basi. Il poeta di Herat, Djami, 1414-1492, amico fra l’altro dello storico Mirkhond, é molto chiaro e scrisse,
    ” x l’equilibrio degli universi é migliore un principe senza religione che un principe religioso e tiranno”.Come dire che il fanatismo religioso é una droga che si veste anche di puritanesimo. Soltanto Massud ha commerciato eroina i talibani no! Puoi affermare una cosa simile? Una simile menzogna?
    ciao

    • Moi says:

      Anche lo scrittore Khaled Hosseini denuncia questa ipocrisia …

      • mirkhond says:

        Khaled Hosseini, il primo ipocrita e bugiardo che butta fango su chi non la pensa come lui, per nascondere piaghe più antiche e praticate abbondantemente in tutto l’Afghanistan…

    • mirkhond says:

      Ho detto che ANCHE Massud ha le sue colpe e il traffico di droga lo hanno fatto TUTTI, anche i tuoi amici, perchè la guerra Jamila, è cavalleresca solo nei romanzi, e negli anime giapponesi, mentre nella realtà è una sporca merda che insozza TUTTI ma proprio TUTTI…..
      Quanto al resto, inutile replicare a chi fa la femminista solo per quello che fa comodo, mentre i rapporti del Rawa, già citati, li prende a pesci in faccia perché….sgradevoli…..
      Il tuo Massud c’aveva l’anima nera come tutti gli altri. Solo che a differenza di altri macellai come il versipelle Dostum o i rozzi e impresentabili talebani, ha capito in tempo l’importanza dei media, della potenza dell’immaginario di cui ci parla Miguel Martinez, e questo immaginario lo ha sfruttato bene bene, soprattutto presso il mondo francese, creando intorno a se l’immagine di un moderno garibaldi, di un cavalleresco robin hood tanto gentilino, tanto educatino e con tanto di baciamano alle signore, a cui piacciono così tanto le moine, anche se fatte da mani e cuori luridi di sangue….
      Una bella immagine…peccato però che non corrisponda al vero, se non negli scarabocchi di ruffiani prezzolati….
      Omar nella sua crudeltà è almeno più sincero, non fa nulla per rendersi simpatico, è più vero….

      • PinoMamet says:

        Mirkhond

        premesso sempre che non sono fatti miei!

        ma permetti un consiglio, se posso osare dire così, da amico?

        Perché prendi tutto così sul personale? così intensamente?
        voglio dire, in fondo, che io sappia, né tu nè Jam siete parenti dei talebani o di Massud.

        Avete valutazioni diverse delle varie fazioni afghane: va bene. e dai, su, che sarà mai! Ognuno ha le sue opinioni: è sempre stato così.

        Il mio amico “amico dei sufi” ripete sempre: Dio sa meglio.
        Dio- se esiste- ne sa di più di me e di te sui talebani, tutti insieme o uno per uno, e su Massud e su qualunque altro argomento.

        Non ti chiedo di diventare glaciale; ma segui il consiglio della sigla di Pierino ;) “alla vita è mejjo daje der tu!” ;)

      • Francesco says:

        Che io ricordi, Massud ha combattuto contri i sovietici, il Mullah Omar c’aveva altro da fare.

        E l’oppressione che ha fatto subire al popolo afgano è stata talmente dura che neppure il fatto di aver portato la pace interna lo ha reso accetto al popolo.

        Adesso si ripropone per fare le stesse cose, azzerando molte tradizioni millenarie dei popoli afgani in nome del proprio fanatismo.

        Non voglio difendere nessun altro ma possiamo concordare sul fatto che sia uno stronzo o basta combattere la NATO e si diventa “Santi subito”?

        • mirkhond says:

          Che io ricordi anche il Mullah Omar ha combattuto contro i sovietici, perdendo anche un occhio (che gli fu asportato in un ospedale della Croce Rossa dove fu anche medicato, e non secondo la vulgata talebana, che vuole che se lo sia asportato e si sia medicato da solo)…
          Per il resto inutile replicare al marito di Jam, mi è bastato già farlo con la moglie…
          Ciò che penso trova fondamenti nell’opera di Ahmed Rashid, uno dei pochi giornalisti seri, nel senso che dice quel che vede e non quel che vuol vedere, e che non è affatto favorevole ai talebani….
          Quanto al “santo subito” non è più gaglioffo di altri, ma almeno ha il merito di non essere telegenico, di essere antipatico e sincero nella sua crudeltà….
          Il che, in un mondo in cui si è in corsa, si tenta addirittura il suicidio per entrare negli studi del gran fratello, non è cosa riprovevole
          E poi di cosa vi preoccupate tu e la dolce Jamila?
          I talebbani li capiamo solo in tre in tutto il Frangistan….
          Tenetevi pure i vostri bastardi senza gloria che io mi tengo i miei….

        • Francesco says:

          Primo: tengo una moglie molto gelosa e per nulla mistica, per cui stiamo attenti a certe illazioni matrimoniali da Forum …

          Secondo: un solo appunto. Il verbo “capire” non significa “inventarsi di sana pianta in base ai gusti e ai desideri personali”, pe cui forse faresti meglio a rivedere il lessico. Ci sono PROVE a sufficenza per giudicare i talebani orribili, quanto e più degli altri signori tribali afgani. Non basta NON essere telegenici per essere più umani.

          Ammetto che non conoscevo la storia del Mullah, so però che ai tempi dell’invasione sovietica i Talebani non esistevano ancora, almeno come QUEL gruppo con quel nome.

          Ciao

        • mirkhond says:

          Lasciamo perdere le mie battutacce di pessimo gusto.
          I Talebbani sono orribili non più di altri gruppi religiosi, e anche nella Bibbia il Monoteismo si accompagnò alla violenza a quello che oggi chiamiamo fondamentalismo.
          Capisco che ciò possa risultare sgradevole a persone di profonda religiosità, ma se devo analizzare i fatti per quel che sono il Vecchio Testamento è un grondare di violenza fanatica verso questo o quel “reprobo” di turno.
          Elia agli occhi della regina Jezabel non sarebbe apparso molto diverso dal biekissimo Omar, e ancor di più Eliseo, il quale nell’841a. C., promosse un colpo di stato nel regno d’Israele che portò sul trono di Samaria, il generale Jehu, il primo jahwista “puro” della storia ebraica (sebbene poi adorasse anche i Vitelli di Dan).
          Ora il “pio” Jehu (841-814 a.C.), si sbarazzò della precedente dinastia di Samaria, facendo trucidare 70 membri della suddetta famiglia e facendo gettare in pasto ai cani la regina madre Jezabel, grande nemica dei Profeti Monoteisti Elia (attivo tra l’875-850 a.C.) ed Eliseo (850-830 a.C.). E tutto questo con la santa benedizione del Profeta Eliseo!
          Due secoli dopo qualcosa del genere si ripete nel contiguo regno di Giuda, sopravvissuto alla conquista assira a differenza del settentrionale Israele.
          Ora re Giosia (640-609 a.C.), discendente di Davide, diventato maggiorenne intorno al 622 a.C., cercò di portare a compimento le istanze monoteiste, sviluppatesi in Giuda fin dall’epoca dei profughi israeliti all’epoca delle deportazioni assire del 734-733 a.C. e del 722-721 a.C., tra cui appunto i discepoli di Elia ed Eliseo.
          Il Monoteismo Jahwista dopo una prima parziale accoglienza, grazie agli sforzi del Profeta giudeo Isaia (VIII-VII sec. a.C.), nell’estremo pericolo dell’invasione assira del 701-700 a.C., era stato poi rigettato dal re Manasse (687-642 a.C.), tornato all’ancestrale politeismo cananeo e filo-assiro (tarde leggende giudaiche gli attribuiscono l’esecuzione dello stesso Isaia, morto segato in due).
          Giosia nel momento terminale dell’Impero Assiro, e ispirato da profetesse come Ulda e dal più celebre Geremia, optò definitivamente per l’UNICO DIO e da adorare nell’unico Tempio di Gerusalemme.
          Ora questa santa e possente impresa non comportò solo l’abbattimento dei simulacri di tutti gli altri dèi giudeo-cananei e persino gli altri santuari jahwisti (le famose Bamot, gli Alti Luoghi della Bibbia), ma fece trucidare anche gli adoratori impenitenti di tali dèi, ed eliminando la prostituzione sacra, facendo trucidare i giovani prostituti del Tempio di Gerusalemme, che invece erano parte della religiosità comune, normale, non solo cananea, ma dell’intero antico Medio Oriente!
          E questa lotta possente durerà ancora alla vigilia delle deportazioni babilonesi e delle violente invettive di Geremia (come ricordato dall’episodio delle giudee egiziane tornate apertamente all’ancestrale politeismo cananeo!).
          Lo stesso Geremia indicava alla sua gente i Rechabiti, una misteriosa tribù beduina, del deserto giudaico, che viveva in tende e non coltivava la terra, vivendo solo di allevamento…
          Questi Rechabiti, chiamati così perchè considerati discendenti di un certo Jonadab figlio di Rechab, vissuto due secoli prima, e forse discendenti dai Madianiti del Sinai, questi Rechabiti stando a Geremia erano gli UNICI Giudei adoratori dell’UNICO DIO!
          Una tribù di beduini straccioni, di “squatters”, di nomadi, indicati dal Profeta come ESEMPIO DI FEDE IN DIO!
          Insomma se ci scandalizziamo per le atrocità e il fanatismo degli impresentabili talebbani, dovremmo farlo anche per gente molto più lontana nel tempo da noi, ma in cui riconosciamo parte delle NOSTRE radici di buoni, tolleranti ed umanitari….
          ciao

        • Francesco says:

          confondi i piani temporali e i giudizi risultano quindi irragionevoli

          mica propugno una nuova crociata solo perchè sono poco critico verso quelle medievali!

          e le nostre radici sono religiose, mica buone, umanitarie e tolleranti, quelle lasciamole alla massoneria

          ciao

        • mirkhond says:

          Non ci vedo niente di irragionevole se non capziosi distinguo tra “noi” e “loro” dettati da un comprensibile confessionalismo.
          A me basta osservare i fatti e quelli, anche a notevoli distanze spazio-temporali, coincidono.
          Poi appunto il buonismo non dovrebbe essere ne cristiano ne musulmano e su questo sono d’accordo con te e Ratzinga.
          Solo che se devo comprendere la violenza giudaica e cristiana, devo comprendere anche quella musulmana, seppure sotto una parzialmente diversa “sigla”
          ciao

        • Francesco says:

          La violenza non si comprende in base alla sigla religiosa.

          La valutazione differente la fa il contesto storico – mutatis mutandis, dicevano i latini.

          E, naturalmente, NON mutando quello che invece rimane da non mutare, sennò cadiamo da un ridicolo moralismo contemporaneistico (Gesù è cattivo perchè non rispetta le quote rosa) a un assurdo relativismo (Hitler e Lenin hanno agito secondo le necessità storiche e non possono essere giudicati).

          Ciao

        • Z. says:

          Cioè il relativismo è giusto quando difende Gesù e cattivo quando difende Lenìn (o viceversa, a seconda de’ gusti)?

          Uhm. Dai, no, così non gira.

          Mettiamola diversamente: Gesù non ha mai difeso le quote rosa non perché al suo tempo blablabla, ma perché, semplicemente, le quote rosa sono una grossa idiozia :-D

          Z.

        • roberto says:

          Z,
          dici che le quote rosa sono un’idiozia solo perché non hai la fortuna di avere delle meravigliose colleghe baltiche che coprono sommariamente le loro chilometriche gambe con una mini minigonna anche in inverno
          :-)

        • Z. says:

          mmm… colleghe baltiche… mmm…

          :D

          Z.

      • Andrea Di Vita says:

        Per mirkhond

        Su RAWA ricordo benissimo un’intervista televisiva fatta a una loro rappresentante da ..Giuliano Ferrara. Il quale cambio’ letteralmente colore a sentirsi dire in diretta TV che le soldataglie dell’Alleanza del Nord antitalibana erano tanto capaci di stupro e opprssione misogina quanto gli aborriti talibani…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  25. mirkhond says:

    Magari fossi davvero glaciale….
    Quanto ai Talebani ho già detto altre volte come la penso e resto convinto che gettare tutta la colpa su di loro sia ingiusto…
    I talebani sono anch’essi figli di un paese distrutto dagli errori e orrori di chi c’era prima di loro, in patria e all’estero….
    Capisco il tuo risentimento etno-religioso antipashtun. Se fossi tagico anch’io forse potrei pensarla come te, ma vedi, Jam, ci sono cose che non puoi spiegare solo con la ragione o con una religiosità serena e lieta, religiosità che più che negare la Croce, come disse una volta Andrea Di Vita, l’ha superata….
    Io invece che nel dolore ci stò fino al collo, non posso non provare una scandalosa simpatia per dei poveri pazzi falliti, gente col complesso del reduce suonato, gente a cui l’amore, la carezza di una donna è stata negata da tante, troppe tragedie….
    E quando si è cattivi e soli, si capiscono altri cattivi e soli, odiati, disprezzati e maledetti da tutti, da tutti i buoni, i giusti, i pii, quelli che sono in grazia di Dio e in pace col mondo….
    In una vita priva di soddisfazioni, quando non hai potuto viverla come volevi tu e dove volevi tu, tutto è squallore, finchè un giorno di un ormai lontano settembre 1996, le notizie riportarono la novità di un oscuro movimento di straccioni che, entrato in una Kabul più surreale di Pompei, e che già allora era l’ombra di ciò che era stata fino almeno al 1979, un gruppo di straccioni feroci dai turbanti neri, impiccò e fucilò migliaia di televisori….
    Chi vive appagato non può nemmeno immaginare che gioia profonda provochi l’ammuina di fare a pezzi quella scatola che tante sofferenze ha provocato e procura, quelle mitragliate, quelle bazookate date con gioia feroce, l’eterna illusione del pezzente, del morto di fame, dello stronzo comm’all’artri, di potersi sentire qualcuno nel fare a pezzi ciò che crede essere la causa della tua sofferenza….
    E allora ti immagini la fine di merdaset, della merda massmediatica, del femminismo più abietto che, nel emancipare la donna l’ha ridotta ad una squallida silouette troiosa e spocchiosa, e sogni che la stessa cosa possa accadere anche altrove, in società superbe e perbeniste ipocrite….
    I talebbani sono dei perdenti, dei falliti, dei condannati da un mondo che vuol evolversi e che non li può capire, ma c’è chi prova simpatia proprio per il suo debole per le cause perse….
    Tu parli di cavalleria, ma quello splendido mondo di cavalieri, di eroi, saka, kushana, iranico e iranizzato che fu la gloria di questi paesi dell’Iran, questo bel mondo E’MORTO Jam, ucciso dall’aristocrazia filocomunista degli anni’70, dai partigiani-briganti-stupratori di donne e bambini e narcotrafficanti, dalle mani luride di potenze estere e dei loro produttori di mine antiuomo, da una modernità entrata in Afghanistan nel modo PEGGIORE.
    E i talebani sono i figli di questo disastro, di questa tragedia e si devono prendere le colpe di tutto…
    No Jam, non ci sto a questo gioco, troppo facile, troppo scontato, preferisco essere tra quei 3 (TRE) che in tutto il Frangistan hanno capito le loro ragioni, pur non condividendone tutti gli estremismi e le esagerazioni….
    Il Monoteismo è nato anche nel sangue, nella lotta spietata alla tollerante idolatria, alla globalizzazione ellenistica, splendida ma anche piena di notevoli brutture….
    I talebani sono dei falliti perchè il mondo non può sopportare troppo la costrizione della virtù, e quindi alla fine perderanno, anche se oggi sembrano vincenti….
    Il mondo è dei corrotti perchè è corrotto e perchè NON E’ il Regno dei Cieli…..
    Sono abituato a non farmi capire, mica è una novità, e come disse Alain Delon:
    Nessuno capisce….
    Tranquillizzatevi tu e Francesco perchè alla fine vincerete voi, in linea col pensiero dei tempi….

    • serse says:

      Guarda mirkhond che ti fai capire benissimo. Almeno per me è così.
      Come dice Pino, a volte fa male percepire quanto possano ferirti degli scambi di opinioni che, soprattutto su un blog, sarebbe il caso di cercare alleggerire di patos. A scanso di equivoci vorrei dirti che io tendo a reagire come te, quindi è una esortazione che rivolgo innazitutto a me stesso.
      p.e. prendiamo una affermazione del nostro ospite dottor martinez e mister miguel:
      “La cosa interessante non è il fatto che la signora Rettondini sia cocainomane (fatti suoi), ma che possa essere contemporaneamente una cocainomane e una testimonial per i Sani Valori della Famiglia Italica Media Devota a Padre Pio”
      Vogliamo parlare del disprezzo che traspare per la “Famiglia Italica Media Devota a Padre Pio” che fa il paio con il disprezzo per i poveracci che fanno le crociere (lui si che è intelligente e si fa delle amene passeggiate nei boschi). Perchè disprezzarli? Ma è ovvio: non sono abbastanza cavalieri per mitragliare l’orrendo elettrodomestico.
      E poi ché vuol dire: un depresso, un eroinomane, un alcolista, un cocainomane non può essere devoto a padre Pio?
      Che vogliamo fare: anatema?, tiriamo fuori la hitler card?

      • mirkhond says:

        Per Serse

        Grazie “fratello iranico” per la tua solidarietà umana, anche se si hanno posizioni diverse….

        Per Pino

        “Perché prendi tutto così sul personale? così intensamente?”

        Non saprei cosa risponderti….almeno su un piano logico e strutturato alla Losurdo o alla Preve, sulle mie ragioni…
        Mi viene in mente il povero Silone quando disse che per lui lo scrivere non era un diletto ma la dolorosa continuazione di una lotta solitaria….
        Lotta solitaria che non era politica come si potrebbe pensare da una lettura superficiale, ma quella con se stesso, con i propri fantasmi, i propri demoni, le proprie sofferenze, i tanti troppi perchè sul senso di una vita che senso non ce l’ha…
        Ma i talebbani sono lontani remoti, appartengono ad un mondo lontano da te anni luce, Jamila è tagica, si può capirla quando grazie alle esternazioni di mirkhond scende di tanto in tanto dall’Empireo, per contestarlo, per sporcarsi nel fango telematico della contestazione di ciò che ritiene errato, e diventando un pò meno santa e più umana terra terra come noi….
        Jamila è afghana-tagica, si direbbe, ma tu? Tu che c’entri con loro, con le loro storie, con le loro tragedie?
        E qui, ripeto diventa difficile spiegare le mie ragioni, se non con questi scarabbocchi sgrammaticati frutto di un animo passionale, focoso, ereditato dal lato materno…
        Focosità che trova sfogo nella scandalosa simpatia per dei dannati che nell’epoca del progresso, in cui bisogna andare sempre avanti senza mai guardarsi all’indietro, in questa corsa all’oro, in questa globalizzazione inesorabile, inevitabile perchè indietro non si torna, un gruppo di dannati dicevo, di folli, in un paese fin troppo devastato e della cui devastazione sono figli e vittime, con la tipica follia del reduce suonato, del fallito, fanno qualcosa di veramente, tremendamente orripilante: fracassano a mitragliate e bazookate quella scatola da cui esce un immaginario causa di tante troppe sofferenze, anche di chi ti sta parlando….
        Quei maleddetti luddisti, quei bastardi senza gloria ti diventano simpatici, scandalosamente simpatici, perchè nella loro ammuina feroce, vedi riflessa la disperazione dei tanti perdenti, schiacciati dall’incapacità di essere all’altezza, di accettare il codice cencelli del vivere sociale moderno, della “nostalgia della cameriera” come disse sprezzantemente, ma non del tutto a torto, Galli della Loggia a Massimo Fini….
        Ammuina feroce quanto sterile, inutile che alla fine gli altri, tutti gli altri, i buoni, i giusti, i sapienti, i perbenisti, quelli abituati a guardare il sofferente dall’alto della loro turbo-perfezione, tutti costoro alla fine vincono, vincono sempre loro…
        Il mondo è di JamFrancesco, non di mirkhond….
        Ciao

        • mirkhond says:

          Forse il linguaggio acceso può far intendere un astio personale verso chi non la pensa come me.
          Non è così e mi dispiace se il tono può aver generato questo spiacevole equivoco….
          Ovviamente tutta la mia stima per Francesco e Jam, anche se abbiamo idee molto diverse….
          Il fanatismo presuppone un rapporto esagerato con una fede, fede che può essere anche laica, atea e non solo confessionale in senso strettamente religioso, per cui chi pur non essendo ateo, la fede l’ha persa non può certo sposare pienamente una causa, giusta o sbagliata che sia….
          Non entro perciò neanche nelle dispute teologiche riguardo a cosa sia il vero Islam e chi lo rappresenti, anche perchè non essendo musulmano ne per nascita, ne per educazione e nemmeno per conversione da adulto, sono davvero l’ultimo a poter permettersi di dire la sua su questioni di tale profondità….
          Più serenamente, la mia scandalosa simpatia per alcuni aspetti dal talebanismo nascono da sofferenze personali causati da alcuni aspetti, e soprattutto oggetti del mondo moderno contro cui essi si scagliano….
          Spero che, con toni molto più pacati, di esser riuscito a spiegare le ragioni di una scandalosa attrazione verso qualcosa che, diversamente sarebbe davvero incomprensibile anche per chi è abituato ad ampie vedute, come i commentatori di questo blog….

        • Francesco says:

          Mirkhond

          chiedo scusa per la mia totale insensibilità personale, trovo nel blog di Miguel uno spazio libero e interessante in cui però “interagisco” quasi solo a livello intellettuale. Una fuga da una certa piattezza del lavoro.

          Però guarda che dei talebani tu vedi solo il dito (la distruzione delle TV) e ignori volutamente la luna (la distruzione delle persone), e in più vedi nel dito non quello che c’è (solo noi talebani abbiamo il diritto di parlare) ma quello che pensi tu della TV.

          Mi pare consolatorio ma illusorio. Non hanno distrutto le TV per liberare le donne dall’adescamento all’anoressia e alla zoccolaggine.

    • Andrea Di Vita says:

      Per mirkhond

      ”gioia profonda”

      No, mirkhond, no: qui non ti seguo più. Capisco tutto il disgusto per il mondo moderno. Capisco il disgusto per la modernità, per la finanza, per il capitalismo… capisco tutto quello che vuoi. Ma uno strumento come la televisione è, appunto, uno strumento. Ti ci puoi abbelinare seguendo il Grande Fratello o elevare (per me almeno è così) guardando Alberto Angela. Puoi guardare berlusconi o Non E’ Mai Troppo Tardi del Maestro Manzi, che ha combattuto l’analfabetismo in Italia più di mille riforme scolastiche. E soprattutto se lo desideri puoi anche tenerla spenta. L’abuso , come dicevano i Romani, non toglie l’uso: lo strumento di er sè non permette di abdicare alla responsabilità morale, che è individuale. Se i talibani avessero davvero voluto rifiutare la modernità, come Pasolini, per coerenza avrebbero dovuto cominciare col buttare su rogo i loro kalashnikov e ritirarsi sulle montagne a vivere come tanti San Francesco (o qualche suo analogo sufi). E non sono neanche d’accordo col dare la croce addosso alla ‘aristocrazie filosovietiche’. Grazie all’URSS e ai suoi simpatizzanti per le strade della Kabul degli anni Settanta le studentesse andavano per strada a viso scoperto senza temere che qualche invasato da Dio gettasse loro del vetriolo in faccia. Non confondiamo dottrine politiche e religiose da una parte e comportamento morale dall’altra. Anche Terzani criticava -e come- il nostro modo di vivere moderno, ma mica si è messo a far saltare monumenti. La superiorità di un modo di vivere razionale sta appunto nel consentire ai Terzani di turno di fare le scelte che meglio credono senza obbligare nessuno a seguirli: il fallimento del liberismo e del comunismo realizzati fno a oggi sta appunto nell’incapacità di usare le risorse per consentire a ciascuno di praticare questa libertà. Se è vero che la libertà di ciascuno comincia dove finisce a libertà degli altri allora la disperazione e la miseria possono al più facilitare l’esercizio della violenza, mai giustificarlo. Altrimenti di questo passo cominceremo a rivalutare i Khmer Rossi. Poi, su un piano puramente razionale, uno puo’ anche sostenere che l’unico modo di controbattere la violenza sia con altrettanta o maggiore violenza. Ma allora coerenza esige che si rinunci alla compassione.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • mirkhond says:

        Per Andrea

        Credo che in fatto di depressione nessuno qui meglio di te può capire cosa significa vivere nell’infelicità…
        E per questo mi sei sempre stato simpatico, anche quando ci siamo scornati sul risorgimento…
        Posso solo dire che essendo vissuto in una famiglia rovinata dalla fragilità di una persona che, nel disperato bisogno di piacere agli altri, di adeguarsi ad un certo immaginario, ha distrutto la sua vita, vivendo oggi come una vecchia, e rovinando quelle di chi le voleva e le vuole bene, tutti i sofismi ideologici di cui ci riempiamo volentieri, vanno a farsi fottere davanti alla sofferenza….
        E la sofferenza può renderci santi come Terzani oppure molto, molto, molto cattivi come il biekissimo Mullah Omar….
        E nel soffrire molto, anche per la mancanza dell’amore e del calore di una donna al tuo fianco che condivida con te il peso della vita, allietandotelo, posso dire che la scandalosa simpatia che provo per quei pazzi fanatici che stanno antipatici a tutti i benpensanti e ai perbenisti dell’est e dell’ovest, trova delle ragioni….
        Poi, come ho già ripetuto fino alla nausea, non mi sembra di aver santificato nulla, cosa tra l’altro insensata in uno che trova simpatico Odifreddi perché fa arrabbiare i credenti del potere…
        Ho infatti parlato di bastardi senza gloria così come sono, e dopo attenta lettura del testo di Ahmed Rashid, anche se la scandalosa simpatia risale ad anni prima.
        I monumenti qui mi sembra piuttosto che li facciano i miei contestatori, le persone più pie e religiose del forum, persone che, proprio perchè animate da profonde convinzioni confessionali e in un caso anche etniche, non possono ovviamente non scandalizzarsi alle bestemmie del blasfemo solitario….
        Niente di nuovo sul fronte frangistano per carità, e come disse Alain Delon in L’Evaso, NESSUNO CAPISCE….
        E infatti in tutto il Frangistan le ragioni dei talebbani le abbiamo capite soltanto in tre, oggi due, visto che uno è volato nel Regno dei Cieli acclamato come un Santo dalla folla, un altro scrive libri e articoli a destra e a manca, piagnucolando sui mali della tivù, ma fremendo dal comparire ogni volta in tivù quando lo invitano, per concionare sempre contro quella stessa tivù, e infine chi ti scrive, un vecchio quarantenne passato direttamente dall’infanzia alla vecchiaia e privato delle gioie della vita dalle catastrofi che gli si sono abbattute contro….
        Per cui Andrea, quando soffri puoi anche diventare molto cattivo e simpatizzare per altri dannati della terra, che anzi più stanno sul belino ai benestanti e benpensanti, più ti stanno simpatici, pur consapevole che in realtà si tratta di una banda di farabutti…
        Perchè Andrea le mie sofferenze non sono state causate dai talebbani che mi impediscono le serate a champagne e cotillon all’Excelsior di Kabul, con donne sinuose e slanciate con vestiti lunghi e abiti scollacciati sulla schiena fino al deretano, o con spacchi laterali che mostrino dei grissini in tacco 15.
        No Andrea, le mie sofferenze sono state causate proprio dai signori e signore di sopra che i talebbani li vorrebbero morti ammazzati sotto i loro insanguinati tacchi 15, signori e signore col loro potere nefasto di rimbambire cuori e cervelli di tanti giovani e ragazze indifese psicologicamente di fronte a tali miraggi….
        E allora che ti sale la rabbia e gioisci, si gioisci quando questi recenti emuli di Elia, Eliseo, re Giosia, Geremia, abbattono la loro “santa” collera su questo lurido puttanizio…
        E qui arriviamo al discorso tivù che ti sta tanto a cuore.
        Giustamente non è il mezzo, ma l’uso che se fa a causare sofferenze, ma questo vale anche per l’energia nucleare.
        Però come mai l’uso che se fa è quasi sempre nefasto?
        Non prendiamoci in giro Andrea, almeno tra noi sofferenti, quando ero bambino, negli anni ’70- prima metà ’80, la tivù era più povera di mezzi e di canali, ma molto ricca di contenuti. Era una tivù che cercava, nei pur ovvii limiti, di elevare la sensibilità umana, e ricordo ancora con piacere gli splendidi sceneggiati come l’Eneide, l’Odissea, o il Mosè con Burt Lancaster che, pur con delle inconguruenze, era, a mio modesto parere, molte, molte, molte spanne sopra la più celebre e romanzata versione hollywoodiano-masticabibbie con il pur pregevole Carlton Heston….
        Poi con la fine degli anni’80 e i ’90, la tivvù divenne sempre più immondizia e, dovendo scegliere, si preferisce la spazzatura de filippi, amicastri, uomini e donne, vecchi rincoglioniti che vogliono fare i patetici 16-18enni di oggi, quanto è tutto un cadere a pezzi e artrosi, e ti parla uno affetto da cervicale e discopatia….
        La sofferenza Andrea, induce a riflettere, e pazienza se si è vecchi dentro, se si è talebbani dentro e gli altri non ti capiscono perchè hanno vissuti e temperamenti diversi dai tuoi….
        Come disse Sinuhe, muoio come sono nato: SOLO….
        ciao
        Moḥammad ibn Khvāndshāh ibn Maḥmūd al Farangi per gli amici Mirkhond

        • Andrea Di Vita says:

          Per mirkhond

          L’unica risposta sensata al dolore è il silenzio.

          Detto questo, noi, Mirkhond, abbiamo l’età per ricordare un bel libro di Axel Munthe, lo svedese noto per la sua incredibile residenza a Capri, che si intitolava ‘Le storie di San Michele’. In questo libro (dove il dolore è quello lasciato nell’animo dell’autore, medico, alla vista senza fine dei feriti e dei mutilati della Grande Guerra) Munthe rivendica appunto il silenzio come ultimo balsamo, ultima medicina del dolore. Ma non solo. Nell’affannosa ricerca della memoria -un po’ come nella memorialistica della Shoah- l’autore si interroga anche su quale sia il singolo episodio che più di tutti simboleggia, riassume l’orrore della distruzione, della pura malvagità fine a se stessa, quale secondo lui la Grande Guerra ha scatenato. Ebbene, cio’ che più di tutto ha traumatizzato il giovane chirurgo della Croce Rossa, cio’ che perseguita i suoi sogni più di tutti i cadaveri bruciati, i bambini affamati, i civili mutilati e preda delle malattie è l’immagine di una bambola. In Belgio, fra le rovine di una casa bruciata, non solo la soldataglia ha saccheggiato tutto, ma dopo aver tutto distrutto si è accanita con le baionette su una bambola abbandonata, sventrandola e cavandole gli occhi e mutilandola con metodo e pazienza, in un’operazione con la baionetta che ha richiesto certamente una deliberata pazienza. Non si trattava di un atto intimidatorio, perchè quei soldati non sapevano che sarebbero stati respinti di lì a breve. Allora quale nera malvagità, si chiede e ci chiede attonito l’autore, quale atro odio puo’ dedicare così tanta attenzione alla meticolosa tortura di qualcosa di inoffensivo come una bambola? Quale valore politico, culturale, filosofico, strategico puo’ giustificare quello che non è un atto di sciatto vandalismo ma di deliberato sterminio contro il simbolo stesso dell’innocenza infantile?

          Ora, la televisione non trasmette solamente spogliarelli e telenovelas. Distruggere il televisore significa distruggere anche tutte le canzoni, le filastrocche, i film d’avventura e i cartoni animati che sono amici di miliardi di bambini. Oggi mandare i televisori al rogo è come mandare Paperino ad Auschwitz. Quale odio, ecc. puo’ scatenarsi contro i televisori? Poi è logico che dietro i televisori ci sono anche i berlusconi; esattamente come fra i fumetti non c’e’ solo Pippo ma anche i manga porno. E’ proprio per la suggestione che i televisori esercitano sulle menti infantili che si desidera infantilizzare gli adulti e sottoporli a una esclusiva dieta di schifezze. Una volta valeva anche per i libri. Ma bruciare i televisori in quanto tali non è una mutilazione meno orribile che organizzare i roghi dei libri. E sappiamo bene chi organizzava quei roghi e perchè.

          E qui mi riallaccio al tema del doore che ho toccato all’inizio. I roghi li facevano (anche) i nazisti (e prima di loro i savonarola e i conquistadores). Indubbiamente i nazisti (e quegli altri) hanno potuto contare sula manovalanza di molti, che a loro volta avevano storie personali terribili di miseria e di guerra (molti dei guardani dei gulag erano reduci dagli orfanotrofi della Guerra Civile contro i bianchi nel ’18, molti degli aguzzini khmer erano reduci dai bombardamenti masticabibbie al napalm sul Sentiero di Ho Chi Minh).

          E allora?

          Un cavallo più un cavallo, diceva Guareschi, fanno due cavalli; aver subito un male non giustifica infliggerne un altro. E’ proprio per aver negato questo fatto che sono nati il sionismo e la logica del suo slogan ‘Una terra senza un popolo per un popoo senza una terra’. E’ proprio nella misura in cui io sono incapace di dimenticare il mio dolore che divento insensibile alla violenza che faccio agli altri. Nel suo ‘Re dei re’ Kapuscinski ben descrive come lo sforzo disperato di sfuggire alle inenarrabili torture della Sawak imperiale abbia spinto i più spregiudicati ayatollah a giustificare il suicidio come arma di lotta contro il nemico, dottrina poi messa in pratica dagli Hezbollah contro i masticabibbie in Libano e di lì passata ai kamikaze di Al Qaeda e affini. Nel nostro caso, mirkhond, la massima evangelica che intima di amare il prossimo nostro come noi stessi rischia seriamente di diventare un incitamento al massacro.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          >> E’ proprio nella misura in cui io sono incapace di dimenticare il mio dolore che divento insensibile alla violenza che faccio agli altri.

          Ogni tanto, Andrea, raggiungi vette di nefandezza che mi lasciano senza fiato. E, temo, in perfetta e pericolosissiam buona fede.

          Non devi dimenticare (cioè fingere di dimenticare) il dolore. Devi starci di fronte ed essere più forte. Ogni cosa “messa da parte” rimane con tutta la sua carica distruttiva nella nostra vita, solo quello che affrontiamo possiamo superarlo e farlo diventare esperienza che ci rafforza e fa crescere. Mi tocca fare lo psicologo e dire che nulla di può davvero dimenticare?

          Ma l’albero si riconosce dai frutti e nel tuo caso non si vedono segni di miglioramento. La tua affezione ai feticci ideologici è degna di miglior causa :)

          Ciao

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          Non ho capito. Mi spieghi perchè avrei raggiunto vette di nefandezza? Io non ho mica scritto che si deve ignorare il dolore o metterlo da parte o rimuoverlo. Ho scritto che l’insensibilità al dolore proprio rischia facilmente di generare insensibilità al dolore altrui. In particolare, ho paragonato la spietatezza di chi brucia dei televisori (o degli aquiloni, se per questo) a quella di chi brucia libri o di chi sventra bambole. Dove stanno i feticci ideologici in quello che ho scritto?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          x Andrea

          pur avendo molta fiducia nella mia capacità di sbagliare, a volte ho l’impressione che tu mi prenda in giro.

          Hai scritto “nella misura in cui io sono incapace di dimenticare il mio dolore” divento capace di fare il male. Poichè non sei un satanista, io leggo “nella misura in cui sono capace di dimenticare il mio dolore” divento sensibile al male che faccio agli altri e non lo faccio.

          Dove è che sbaglio a leggere?

          Ciao

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          L’ho scritto e lo ripeto. Se non riesco a buttarmi il dolore alle spalle, mi riduco ad esso, e appiattisco tutta la mia vita alla contemplazione davvero miserifica del dolore da me subito. Il rischio di diventare cieco al dolore che provano gli altri è allora massimo, perchè in questa condizione di appiattimento per me l’unico dolore del mondo è il mio. Divento insensibile al dolore altrui perchè non lo vedo più.

          Nota che mi guardo bene dal considerare desiderabile tale situazione. La mia affermazione non era un’esortazione a raggiungere uno stoicismo alla Muzio Scevola. Al contrario, sono proprio quelli come Muzio Scevola che possono trasformarsi nei peggiori assassini. Alcune delle più grandi stragi della storia furono praticate da quegli stessi cavalieri Mongoli che venivano selezionati nelle loro tribù per la loro capacità di resistenza al dolore. Alcuni dei più crudeli aguzzini dei khmer rossi erano bambini quando le loro famiglie furono bruciate vive dal napalm masticabibbie.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          non riesco a capire cosa tu intenda con “buttarmi il dolore alle spalle”

          forse tutto (o quasi) il nostro dissidio sta qui

          ciao

  26. jam says:

    ..tu mistifichi e racconti sempre la tua storiella che i talibani sono dei poverini sofferenti mentre in realtà sono dei venduti che non praticano nemmeno l’Islam, ma una parodia. I talibani sono figli del non conoscere e fino a quando i tchopendoz continueranno a tenere le redini dei cavalli, la cavalleria non morirà. No, la cavalleria non é morta come dici tu, Dio é suo garante. Quindi esci dal tuo pietismo pessimista e analizza che prima di essere nel mirino dei russi, l’afghanistan era nel mirino della storia. Se non fossero stati i russi sarebbe stato qualcun altro, infatti dopo i russi lo stesso calvario é continuato e continua. C’é una mentalità che non tollora quella terra! Poi tu sei un pietista favorevole alla pena di morte? Un po’ strano non ti pare?

    @Pino
    esiste anche un sangue spirituale, che scorre nelle vene del nostro corpo spirituale.
    Quindi il Comandante Massud l’afghano é “mio fratello”, e quindi m’incavolo quando si difende chi lo ha assassinato. Tutto qui.
    ciao

    • PinoMamet says:

      Sì Jam capisco bene
      il mio era solo un modo di dire, però, mi chiedo, a chi giova incavolarsi?
      Poi, per carità, purtroppo succede spesso anche a me ;)
      ciao

  27. mirkhond says:

    Beh, in quanto a mistificazioni mi sembra di essere in buona compagnia….

  28. OT, ma vi potrebbe essere sfuggito… rispondendo a un mio post di un po’ di tempo fa

    http://kelebeklerblog.com/2011/08/21/il-piccolo-esercito-mediatico-di-gaetano-saya-islamofobo/

    si è fatto vivo il mitico Eugenio Maria Rinaldini (alias GMER), di professione astrofinanziere con base a San Marino:

    Leggere tutti questi ameni quanto insensati commenti mette a dura prova il pensiero ultraliberale/liberista del sottoscritto, consapevole che essere liberi non ha prezzo e che possiamo essere veramente liberi solo in occidente sotto un ombrello atlantico…non sono liberi cubani e cinesi sotto il pensiero oligarchico/comunista, non sono liberi gli iraniani sotto il pensiero oligarchico/teocratico.
    Essere liberi ha come effetto collaterale purtroppo leggere ancora dopo anni le cose scritte in questo blog.
    Conobbi Saya personalmente, lui e Sindoca mi scelsero come dirigente del DSSA. Effettivamente aveva ottimi contatti con i servizi israeliani ma non solo.
    Stavamo arrestando Cesare Battisti tramite uno dei maggiori uomini dell antiterrorismo italiano che fu anche mia bodyguard, quel Marco Campilani che la velina del Kgb De Benedetti, giornale chiamato La Repubblica, mise in prima pagina come bersaglio per le Brigate Rosse.
    Ma Cesare Battisti fu dotato di lasciapassare dal piu grande amico dei terroristi allora vivente, Francesco Cossiga, capo del Sismi deviato oggi Aise.
    Non ho condiviso molte cose di Saya, ma il DSSA fu una ottima esperienza, conobbi funzionari di intelligence persino della Cina che cercava un accordo con la Nato in funzione antislamica radicale.
    Ho molti amici islamici moderati, ma oggi esiste una deriva islamista che cancella la civilta moderna in tema di parita di rapporti uomo/donna e in tema di separazione stato/chiesa, questo non significa essere islamofobi, ma difensori dei diritti di una civilta moderna.
    Quando arrestarono Saya e Sindoca, gli infiltrati del Sismi Massa, Giannasi e Vergottini compirono azioni di hackeraggio, plagio e ogni tipica azione da agenti devastatori cercando di costringermi ad abiurare, non riuscendovi.
    Dopo poco tempo vennero scarcerati ma nessun giornale o media pubblico la notizia, solo il sottoscritto su internet *avevo perso la possibilita di scrivere su La Padania dopo aver dato scopertura al riciclaggio Telekom Serbia che arricchi il centro/sinistra e Fini tramite Bocchino*…
    Dopo anni sono stati assolti nel silenzio generale.
    Intanto Battisti e felice in Brasile protetto da terroristi al potere e i magistrati di Milano vogliono regalare la villa di un servitore dell alleanza atlantica ad un terrorista…

    Guglielmo Rinaldini ex dirigente affari riservati e generali DSSA Antiterrorismo

  29. Per Serse

    “E poi ché vuol dire: un depresso, un eroinomane, un alcolista, un cocainomane non può essere devoto a padre Pio?”

    No, non mi sono spiegato.

    Trovo normale che persone con esperienze estreme, di qualunque tipo, abbiano conversioni estreme.

    Qui stiamo parlando di una cosa completamente diverse, dove non ci interessa affatto la signora Rettondini, ma il suo doppio mediatico.

    Ora, come giustamente hanno sottolineato i commentatori, la rivista patinata che stiamo analizzando presenta un preciso modello di persona:

    1) bella e giovane
    2) legata al mondo dello spettacolo (calcio o tv)
    3) organica al giro della vita mondana (localini, discoteche, luoghi di vacanza ecc)
    4) eternamente adolescente, sempre “fidanzatini”
    5) contentissima di farsi spiare nelle sue complesse peripezie sessuali, che avvengono comunque sempre all’interno di un preciso giro
    6) ma in qualche modo sempre “sana famiglia italica”
    7) del tutto frivola e indifferente a qualunque pensiero profondo, ma sempre amica di qualche prete e “devota” di Padre Pio

    Ora, la figura del consumatore di cocaina (su cui io non mi esprimo) rovina tutto il quadretto di cui sopra, salvo il raro caso della “ho salvato mia figlia dall’inferno della droga”, oppure “sono scesa negli abissi, ma adesso mi sono pentito e ho scoperto (a) l’amore (b) la fede”.

    Anche la “Famiglia Italica Media Devota a Padre Pio” non la critico in quanto tale, ma in quanto proiezione mediatica. Cioè in quanto qualcosa che esiste nella redazione della rivistina patinata.

    E la redazione, potrebbe essere costituita da un buddhista gay della Soka Gakkai, un ex-militante di Potere Operaio ateo e accanito lettore di Odifreddi e uno scientologo al terzo divorzio.

    • serse says:

      Grazie Miguel. Il mio intervento era volutamente, come dire, unilaterale.
      Però, la descrizione che fai del doppio mediatico è talmente estremizzato e caricaturale che rischia di non rappresentare più il doppio stesso.

  30. Moi says:

    http://www.operapadrepio.it/it/content/view/1243/762/

    “Madrine e testimonial” (sic, notare i due concetti _ religioso e pubblicitario_ come “stessa roba !”) […] Francesca Rettondini e Anna Kanakis !

    [cit.]

  31. Moi says:

    Sempre sulle Devote Discinte :-)

    http://www.medjugorje.ch/claudia_koll.htm

    Come vedete non è evidentemente obbligatorio essere “Maddalene Pentite” … come invece ha fatto Claudia Koll.

  32. roberto says:

    azz, manoc dall’italia da troppo tempo, non conosco quasi nessuno di questio personagi
    :-(

  33. roberto says:

    azz, manoc dall’italia da troppo tempo, non conosco quasi nessuno di questio personaggi
    :-(

  34. roberto says:

    e non so più scrivere
    “manco dall’italia da troppo tempo, non conosco quasi nessuno di questi personaggi”

    • PinoMamet says:

      Non preoccuparti (vabbè, immagino non sia una grande preoccupazione!) la maggioranza di loro è ignota anche a me.
      Ma credo siano in una certa misura auto-evidenti.

      PS
      Ti risposto più sotto a proposito del tuo cappotto (non tabarro!)

      • roberto says:

        non è che mi preoccupo è che mi ha fatto l’effetto strano di quando torno a bologna e tutti mi parlano di ristoranti/bar che non conosco o strade nuove o cose così….

        visto il commento sul cappotto/tabarro e mi complimento per la quanto sei ferrato in materia.
        :-)

  35. mirkhond says:

    Per Jam

    Sono pessimista ma non ascetico ne puritano.
    Il fatto che mi piacciano le donne con l’hijab e in alcuni casi anche in niqab (non il burqa), non mi trasforma automaticamente in un pietista puritano….
    E’ proprio l’attrazione per donne abbondanti, ma celate come dei tesori, insieme all’amore per la buona tavola, che mi ha fino ad ora impedito di diventare più che talebano, manicheo e farla finita….
    Penso soltanto che i tesori si debbano scoprire nei luoghi e nei tempi giusti, ma ripeto, esprimo un parere prettamente ed esclusivamente personale….
    ciao

  36. mirkhond says:

    Riguardo infine all’Afghanistan, il mio parere da vent’anni a questa parte è sempre quello, cioè che tutte le recenti disgrazie di questo bellissimo angolo di Iran siano iniziate col golpe del 1973, e in questo caso la mia simpatia per l’istituzione monarchica trova forti appoggi.
    Solo l’opera di graduale e ragionato riformismo di un sovrano musulmano, avrebbe potuto portare questo paese religioso e multietnico verso una modernità innestata nell’Islam e nelle sue tradizioni locali, ripulendo queste ultime dai suoi aspetti più oscuri e vergognosi, senza rotture traumatiche. Purtroppo è andata diversamente….
    Anni fa un inviato del Corriere della Sera intervistò una contadina di 50 anni, all’uscita da un seggio elettorale dell’era kharzai.
    La donna che ricordava ancora un’Afghanistan pre 1973, disse candidamente che aveva votato per il Re, perchè solo lui poteva tutelare la Fede…..
    Concludo con un’altra intervista rilasciata ad un giornalista francese da una giovane donna di Herat, una certa Jamila, bellissima nel suo velo e abito tutto a fiorellini e senza burqa.
    Alla domanda del giornalista francese su cosa desiderasse di più, la donna rispose: La Pace, la Pace per TUTTI!
    Ci uniamo volentieri all’auspicio della signora Jamila di Herat, perchè questo angolo di Iran ritrovi finalmente pace e uno sviluppo non legato alla droga, dopo 40 anni di immense tragedie….

  37. maria says:

    Mi padre buonanima mi raccontava che nel 1948 l’Italia fu salvata da una guerra civile come in “Grecia” negli stessi anni, dal campionato ciclistico e dalla competizione tra Bartali e Coppi.

    maria
    eh no caro mirk, quella è la vulgata un po’ qualunquista che dura da decenni, il fatto è che i comunisti italiani non essendo dei trinariciuti ma gente seria:-) capirono che non era aria e non ne fecero, per fortuna, di nulla:-)

  38. maria says:

    Mi padre buonanima mi raccontava che nel 1948 l’Italia fu salvata da una guerra civile come in “Grecia” negli stessi anni, dal campionato ciclistico e dalla competizione tra Bartali e Coppi.

    maria
    eh no caro mirk, quella è la vulgata un po\’ qualunquista che dura da decenni, il fatto è che i comunisti italiani non essendo dei trinariciuti ma gente seria:-) capirono che non era aria e non ne fecero, per fortuna, di nulla:-)

    • Francesco says:

      avrei dubbi su tutto quello che scrivi, tranne “non ne fecero di nulla”

      invecchiando, addirittura dubito che sia stato un bene

  39. maria says:

    Francesca Rettondini- mi pare l’ex compagna di qualcuno famoso?

    maria
    pino vedo che hai delle serie lacune in fatto di gossip:-), a me pare di ricordare che fosse la compagna di alberto castagna un presentatore passato a miglior vita alcuni anni fa.

    • PinoMamet says:

      Ahh ecco come era la faccenda!
      Diciamo che in gossip sono da cinque e mezzo?
      ;)

      ciao Maria!!

  40. maria says:

    Pino.
    sei scarso in gossip però sai il greco e allora come si dice a firenze, poggio e buca fa piano:-)

  41. mirkhond says:

    Per Maria

    Approfitto della tua conoscenza delle vicende comuniste, molto più approfondita della mia, per farti una domanda (rivolta anche agli altri naturalmente), per farti una domanda che mi pongo da anni e su cui non trovo risposte credibili.
    Anni fa sul Corriere della Sera, l’anziano leader comunista “greco”, Grigori Farakos (mi sembra si chiamasse così), disse che le differenti vicende comuniste italiana e “greca” degli anni 1944-1949, ebbero sbocchi diversi non tanto per l’arguzia di Togliatti e il senso democratico dei comunisti italiani, quanto per differenti direttive date ad entrambi i partiti vassalli da Stalin e con esiti disastrosi per i “Greci”….
    Stando alle tue conoscenze, questa dichiarazione spiegherebbe le due differenti linee politiche italiana e “greca”, oppure si tratta solo di tardive illazioni e rancori di un vecchio fallito?
    ciao

    • Francesco says:

      mi pare del tutto ragionevole come ricostruzione

      non ricordo i patti di Yalta, come era la ripartizione della Grecia?

      • falecius says:

        La Grecia era stata assegnata alla sfera occidentale, inglese. Da quel che ne ho capito io, Stalin forse sperava, prima della dottrina Truman, che gli occidentali non ci si impuntassero, poi vide che invece ci si impuntavano e lasciò immediatamente perdere.
        Per quanto ne so, nessuno a Mosca si illuse mai di poter portare l’Italia nella sfera sovietica in modo relativamente indolore. Da qui le istruzioni di tenersi “buoni” anche di fronte a situazioni come l’attentato a Togliatti…

        • mirkhond says:

          Ringrazio Falecius per l’aiuto datomi nel comprendere un aspetto della storia degli anni 1944-49.
          Naturalmente spero di sentire anche altri interventi.
          Un grazie anche a Maria

        • Andrea Di Vita says:

          Per falecius e mirkhond

          Una piccola nota personale, dovuta alle confidenza di mio padre buonanima, lo storico (e radiologo) Giulio Di Vita.

          Con Yalta i Balcani erano tutti quanti destinati a diventare sfera d’influenza di Londra, così come l’Europa Orientale sfera di Mosca e quella Occidentale continentale sfera di Washington. L’interesse Inglese era ovvio: impedire all’URSS l’accesso agli Stretti, mantenere (via Gibilterra, Malta, Cipro, la Palestina e appunto i Balcani) un collegamento con la Turchia e di lì con l’Iran di influenza Inglese e col subcontinente Indiano, e prevenire ogni futuro riavvicinamento Turco con potenze dell’Europa continentale come la Francia o una futura Germania rinata (l’esatto opposto, dunque, dele mire della Germania guglielmina e dell’Italia dall’inizio del Novecento). Solo che nel ’45 gli Inglesi avevano letteralmente le pezze al sedere: mantennero il razionamento del burro in certe zone fino al 1951, persero l’India nel ’47 ecc. Logico che Stalin se ne approfittasse. Come è andata in Grecia è a tutti noto: la lotta antiComunista prese accenti di vera guerra civile (dopotutto il prebellico Metaxas era già stato bene armato da Londra), e i rapimenti di bambini con loro successiva deportazione nella Bulgaria Comunista furono un’arma propagandista notevole in mano ai filo Britannici, che ne approfittarono anche per sistemare i Cam di etnia Albanese. L’attenzione Inglese è benevolmente ricordata dai film come ‘Zorba il Greco’ (dove il protagonista non è il Greco, ma è l’Inglese). Bulgaria e Romania fecero presto a rimanere nelle mani di chi li aveva occupati. Il gioco a Stalin fallì in Yugoslavia grazie a Tito, e riuscì dunque per riflesso antiYugoslavo in Albania; ma lo stesso Tito ebbe il suo da fare a respingere i monarchici di Mihailovic (la cui fallimentare epopea fu descritta in un bel libro Inglese di avventure per ragazzi, ‘Aquile Bianche sulla Serbia’). Le missioni Inglesi di sostegno agli antiComunisti Albanesi fecero una brutta fine grazie alle soffiate di Philby. Ma immediatamente dopo la fine della guerra gli Inglesi si mostrarono buoni e leali amici dei Sovietici: fino a consegnare loro, a tradimento, i reduci dell’Armata collaborazionista antiSovietica di Vlassov al confine fra Yugoslavia e Ungheria, dove i suddetti furono chiusi in un bosco cui fu dato fuoco, e fino a consegnare sempre a tradimento agli Yugoslavi allora anora filoStalin i reduci collaborazionisti Sloveni, che scendevano dai carri bestiame Inglesi giusto per essere infoibati dai loro ex concittadini con la Stella Rossa. Mio padre mi raccontava di come quando la BBC trasmise il suo famoso documentario sui crimini fascisti ad Arbe lui protestasse vibratamente sui gironali ricordando il tradimento di Vlassov. Postumo, è stato vendicato da un film di 007, dove il cattivo è il figlio di uno di quelli che rimase bruciato vivo e che vuole vendicarsi distrugendo i computer della City. L’unica cosa oggi rimasta dello sfruttamento Staliniano del fallimento Inglese nel Medterraneo Orientale è lo Stato d’Israele, armato fino ai enti nel 1948 con armi Cecoslovacche su ordine staliniano ben prima che arrivassero i soldi degli zii d’America. Avere organizzato quei trasporti d’armi per Tel Aviv fu per i capi del Partito a Praga uno dei capi d’accusa nelle successive purghe Cecoslovacche degli anni ’50 (‘cosmopolitismo’, leggi ‘filosionismo’)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • mirkhond says:

          Ringrazio anche Andrea per il contributo storico e per gli studi di suo padre.

  42. Moi says:

    — PADRE PIO _ Reprise —

    Non solo accade non di rado che il Santo in oggetto faccia da “Asso Pigliatutto della Dulìa” ma accade sempre non di rado che i suoi devoti attribuiscano le (reali o presunte qui NON mi interessa) “Grazie Ricevute” direttamente (!) senza alludere a intercessioni fino a Dio … sbaglio o questo si chiama “Latrìa” ?!

  43. Moi says:

    — Altra osservazione: —

    “San Padre Pio” e “San Don Bosco”, rarissimamente vengono definiti tali, anche solo “San Bosco” e “San Pio” … spessissimo continuano a essere definiti “Padre Pio” e “Don Bosco”.

    Come mai ?

    • PinoMamet says:

      Beh Moi

      un po’ per abitudine, essendo stati canonizzati di recente ed essendo già universalmente noti con l’appellativo “da prete”;
      un po’ per l’ “effetto realtà”:
      siamo abituati in Italia a considerare i santi come figure perse nella lontananza dei secoli (San Francesco d’Assisi) o quasi puramente leggendarie, nel senso che la dose di leggenda-tradizione popolare-sincretismo pagano ecc. ha superato ampiamente qualunque realtà storica del personaggio in questione
      (nessun “contadino” emiliano, appendendo l’immagine di Sant’Antonio “del maiale”, pensava di adorare un eremita egiziano del vaffanculesimo secolo che probabilmente non aveva mai mangiato maiale in vita sua);

      e perciò chiamare “santo” uno che è morto l’altro ieri fa un po’ strano, come se lo chiamassimo “semidio”.

      ciao!

    • paniscus says:

      “San Padre Pio” e “San Don Bosco”, rarissimamente vengono definiti tali, anche solo “San Bosco” e “San Pio”

      A parte che “Bosco” semmai sarebbe “san Giovanni”, di cui ce ne sono già troppi…

      … ma per quanto riguarda “San Padre Pio”, proporrei in alternativa un bellissimo “Padre Pio San”, alla giapponese.

      Lisa

  44. maria says:

    mirk
    non so risponderti, io ho sempre pensato a una diversa concezione del partito comunista italiano rispetto ad altri, un partito di massa con una funzione in qualche modo nazionale e con dei dirigenti di spessore, però non escludo nulla, ci potrebbero stare anche delle “direttive” di stalin, però guarda voglio porre il quesito a un comunista greco che tiene una lista a cui sono iscritta.

    • Moi says:

      Oppure, ben più prosaicamente, l’ Italia “aveva di più da perderci” …

    • Francesco says:

      In effetti noi italiani ce la tiriamo molto con la diversità e autonomia del PCI; non so se gli storici stranieri sono più propensi a liquidare tutto con “ordini di Stalin e accordi di Yalta”.

      • falecius says:

        A naso, sì, la percezione straniera è diversa. Comunque quella autonomia e diversità del PCI secondo me diventa rilevante in un periodo successivo; nei tardi Quaranta gli ordini di Mosca avevano senz’altro molto peso (anche se questo non vuol dire che il partito fosse unicamente una cinghia di trasmissione per ordini del Politburo). Comunque sicuramente Maria ne sa di più.

        • Z. says:

          Beh,

          già negli anni Quaranta c’era un’enorme differenza tra il PCI e i “partiti fratelli” dei Paesi occidentali. Non foss’altro perché il PCI, tra questi, era l’unico partito di massa.

          I tratti particolari che tu descrivi discendono, innanzi tutto, da questa singolarità. E’ più facile essere radicali quando si è TdG: quando si è cattolici tocca, volenti o nolenti, ridursi a più miti consigli.

          Z.

        • Francesco says:

          x Z

          credo che la storia dei partiti comunisti dell’est, e di quelli fascio-nazisti in Europa ti corregga: all’inizio è più facile essere radicali, conquistato il potere si diventa quasi sempre più moderati (non sempre : penso ai Khmer Rossi o ai comunisti cinesi, che 20 anni dopo la presa del potere scatenarono la rivoluzione culturale)

        • Z. says:

          Non hai torto, solo che stai parlando di patate mentre io parlavo di marmellata.

          Comunque condivido, sia chiaro :)

          Z.

  45. mirkhond says:

    “devo farle una domanda molto politicamente corretta. La lotta alla pederastia che lei loda è la persecuzione degli omosessuali o il fatto che, come sto leggendo in “Talebani” di Ahmed Rashid, fin dalle loro prime azioni i talebani proteggevano ragazzi e ragazze dagli stupri dai signori della guerra?”

    Corrado dammi del tu, che non sono mica un professore universitario.
    La lotta da me lodata è proprio quella di cui parla Rashid.
    Da parte mia niente contro gli omosessuali adulti e consenzienti, anche se su questo credo che i talebani la pensino differentemente.
    E sempre stando ad Ahmed Rashid, il più serio e imparziale studioso del talebanismo, i Talebani sono stati gli unici che, per la prima volta hanno tentato di sradicare la piaga degli stupri minorili maschili e femminili, piaga antica in queste terre dell’Iran orientale, ma aggravate dalla terribile guerra del 1979-89 e dal consecutivo conflitto civile tra gli ex partigiani diventati briganti.
    Aggravate dicevo, ma non nuove purtroppo in queste aree, anche se qualcuno lo nega, per vergogna e per nascondere tali mali, coprendo tutto con la solita, noiosa questione del burqa.
    Oppure rigetta sui talebani gli orrori dei loro nemici, come il famigerato khaled hosseini e le sue menzogne su cui ha fatto i soldi, per propagandare l’idea che il pashtun buono è quello americanizzato e asservito a logiche globaliste, mentre chi è fedele al proprio paese ed è ostile all’america è uno sporco pederasta….
    Propaganda, propaganda interessata….
    ciao

    • jam says:

      …peccato che in queste parole, si assolutizzi l’episodio di Rashid, e non si lcercano le prove di come anche gli altri non talebani, hanno combattuto la pederastia, e non si consideri che la relegazione della donna, di fatto provoca e aumenta la pederastia. Quindi i talebani fanno finta di combatterla, x’ in realtà la incrementano.
      Consideriamo questa frase x favore:
      rilegare la donna in spazi ristretti, in spazi sempre diversi, lasciarla sempre lontana dal mondo degli uomini, anche nella feste matrimoniali, sono di fatto le basi x creare un mondo macho e omossesuale. Come presso gli antichi greci.
      ciao

      • mirkhond says:

        Peccato che qualcuno qui dimentichi come la separazione tra i sessi sia PRECEDENTE ai talebani, e certi aspetti diciamo “occidentalizzanti” tipo l’Hotel Majestic di Kabul e party e cotillon vari, siano frutto delle politiche risalenti a Shah Amanullah (1919-1928) e a sua moglie, la bella e forte regina Soraya.
        Questa prima “occidentalizzazione” della società afghana, fu mandata a farsi benedire dalla reazione “sanfedista” popolare guidata dal brigante TAGICO Batcha-e-Saqqao, poi re Habibullah II che, nel breve periodo in cui fu re dell’Afghanistan (1928-1929), annullò tutte le riforme di Amanullah e Soraya, restaurando la SEPARAZIONE tra i sessi, l’abolizione delle fotografie e di qualsiasi rappresentazione antropomorfa, facendo tra l’altro DISTRUGGERE tutti i ritrovamenti buddisti del sito archeologico di Hadda, mandando in frantumi sei anni di paziente lavoro degli archeologi francesi, lavoro svoltosi tra la feroce ostilità della popolazione….
        Insomma un’assaggio di prototalebanismo…..
        Si dovette aspettare il regno di Shah Zahir (1933-1973), perché si iniziasse nuovamente un graduale e più ragionato riformismo che, se lasciato fare, avrebbe evitato tante tragedie, quella talebana compresa….
        La pederastia è un male ANTICO in queste aree dell’Iran come già denunciato, invano, dal poeta SUFI Sanawi di Ghazni (XI-XII secolo dopo Cristo).
        ciao

      • paniscus says:

        “rilegare la donna in spazi ristretti, in spazi sempre diversi, lasciarla sempre lontana dal mondo degli uomini, anche nella feste matrimoniali, sono di fatto le basi x creare un mondo macho e omossesuale.”
        ——————————————-

        Qualcuno ha letto “La notte della svastica” di Katherine Burdekine?

  46. Mondo cane says:

    Mi ha colpito il marchio. Quest’occhio che, freddo e scrutatore, pare non chiudersi mai, posto al disotto e nel mezzo di un nome roboante ma vuoto.

    Una mamma single (?) recidiva. Perchè liam avrà un fratello, non tizio sarà padre.
    Un single nasuto che ha scelto di accettarsi per quello che è, e questo in fondo gli ha portato bene.
    Due “star”.
    Entrambe sembrano formare una coppia in differita. La ragazza, sembra non volere, o potere, rinunciare alla gravidanza, il single al naso (accettazione incondizionata?), forse per questo sono stati messi vicino? l’altra coppia, a dispetto del luogo comune e del chiacchericcio, per dimostrare che la crisi è solo un’ivenzione, “si fanno recapitare” un’altro figlio, dalla cicogna. Forse non trombano. Per me c’è crisi.
    La ragazza, un fratellino bell’effato. Loro, la cicogna.

    Per la mezza naufraga (sicura nomination per quell’altra isola), mi viene in mente questo: nel momento della “verità” chi ha invocato? Forse, la cosa più vicina a ciò che le è stato insegnato per affrontare questo “frangente”. Un’invocazione salvifica à Guru Pio. Per sentito dire, maestro di virtù in terra, spirito guida nei cieli. Colui che può intercedere verso l’altissimo, per un segno di perdono e di salvezza. Insomma, nà bbotta dé culo!
    Forse ha visitato anche il santuario, per aver passato un weekend nei pressi. :-)

    Il vaccino per tutto, buttato lì cosi, come fosse robuccia.

    Per la “Svizzera”, neanche sono sposati e già dicono che la suocera rompe le scatole!?

  47. jam says:

    ..utilizzo la tecnica esorcistica alla Padre Pio, x combattere i diavoli ci vuole determinazione e non mistificazione, non ci vuole pietismo, ma pietà, non falsa dolcezza, ma dolce rigore, non puritanesimo, ma autenticità…ma guardati le foto della Kabul pre-talebana e pre-russa, x vedere come i sessi erano separati! E considera come vivevano i nomadi e dimmi dov’é fra i nomadi la segregazione dei sessi?
    L’afghanistan era appunto un’oasi nel mondo, dove un’Islam dignitoso viveva civilmente, e questo x una certa mentalità é davvero insopportabile..

  48. mirkhond says:

    Tu mi parli di una capitale e degli ambienti altolocati e acculturati che vi abitavano e di un mondo di nomadi che sono una parte dell’Afghanistan, mentre bisognerebbe guardare anche ai contadini e alla popolazione umile delle città e vedi che i conti tornano….
    Per quanto riguarda i nomadi NEMMENO sotto i talebani le donne erano segregate per il semplice motivo che aiutando nel governo delle greggi e degli spostamenti continui della tribù, tale segregazione non avrebbe potuto essere comunque appicabile….
    E poi sempre questa storia che la velata sia sempre una povera scema oppressa e maltrattata….
    Nel libro di Rashid si accenna ad una donna che un giorno si recò a piangere dal Mullah Omar. Il motivo era dovuto al fatto che il marito, anche lui mullah e uno dei migliori generali talebani, era tornato dalla campagna dell’Hazarajat portandosi due concubine hazara.
    Ora, se non sbaglio, nel Corano un uomo può prendersi altre donne, mogli e concubine solo col consenso della PRIMA e legittima moglie.
    Ma la donna quelle due lì in casa non ce le voleva proprio, che alla casa, ai servizi e al marito ci pensava e bastava lei.
    Alchè Omar fatto convocare il generale in questione, lo fece SBATTERE IN PRIGIONE!
    La realtà è sempre più complessa e articolata dei nostri schemini in bianco e nero in cui la vogliamo racchiudere….
    ciao

  49. jam says:

    ..ma infatti, la realtà é sempre più complessa degli schemini che proponi quando parli dei talebani e mi porti esempi isolati che di fatto contraddicono la reale prassi di terreno talebano: il mondo del terrore, gli alberi pieni di impiccati. Il Brigante Tagico Batcha-e-Saqqao, invece, fu come il Passatore Cortese dei romagnoli..
    ciao

  50. mirkhond says:

    Guarda che gli schemini li fai anche tu in base ad un comprensibile odio etno-religioso.
    Batcha-e-Saqqao adesso diventa un romanticone solo perché TAGICO, quando fu l’equivalente TAGICO del Mullah Omar…
    Se questa non è faziosità…..
    ciao

  51. jam says:

    .. i seguaci di Massud o dell’Alleanza del Nord che hanno commesso stupri, lo hanno fatto certamente disubbidendo al loro Comandante! Lo sai quanto tempo passava Massud fin dal tempo della guerra contro i russi a rendere meno rudi alcuni dei suoi uomini? lo sai com’era il clima? Il clima della guerra intendo? Comunque c’é un filmato di lui giovanissimo mentre legge ai suoi uomini i poemi di Hafez, poi rendendosi conto che molti non ne capivano il significato si mette a spiegare che cosa Hafez voleva dire! Insegnare ai suoi uomini poesie filosofiche mi é sembrato un gesto molto nobile.. il mausoleo in suo onore là nella valle del panjshir ripete incessantemente infinite poesie che emanano il profumo della rosa rossa..là vicino al tetto del mondo, anche la rosa rossa ha un profumo speciale..
    hasta siempre comandante (chissà x’ Massud puo’ essere come il Che, mentre il Mollah Omar ci prova e ci riprova, ma non ci riesce?)
    ciao

  52. mirkhond says:

    Jamila guarda che HO CAPITO le tue ragioni.
    E proprio quel che mi dici, mi conferma nelle mie convinzione che l’Afghanistan che c’era un dì coi suoi pregi e difetti è ormai defunto…
    OGGI per essere concreti bisognerebbe accettare la realtà dei fatti e. come fece il governatore asburgico dei Paesi Bassi, Alessandro Farnese nel 1579, DIVIDERE l’Afghanistan in DUE AREE, un Pashtunistan, Talebanistan, Emirato Islamico o come cappero si chiama, in mano ai Talebbani del biekissimo Omar, e un centro nord Hazarajat, Tagikistan afghano, Wakhan, Herat e compagnia bella in mano a VOI dell’Alleanza del Nord, tipo confederazione svizzera versione iranica, sotto la protezione dell’Iran, della Russia e della Cina.
    Così nel Pashtunistan fanno i fondamentalisti e da voi ritornano i tacchi quindici, gli svelamenti, le serate eleganti ai vari majestic, excelisior, palace, jolly ecc. ecc. dove i migliori notabili massudiani possano esercitarsi in gare cavalleresche nel conterdersi la carcassa di una pecora, oppure esercitarsi in certamen letterari amorosi citando i grandi poeti dell’Iran glorioso davanti alle loro scollacciate nobildonne, scollacciate ma sempre musulmane, naturalmente….
    E così vissero tutti SEPARATI e molto meno scontenti. In fondo perché i divorzi tra i singoli e non tra gli stati le cui compomenti etno-religiose sono ormai PROFONDAMENTE DISCORDI?
    E’ su questo aspetto che forse gli USA potrebbero ancora fare qualcosa di buono, prima di ritirarsi dall’Afghanistan (e rivedendo anche la politica iranofobica in cui si stanno cacciando e cacciando il Frangistan)…..
    Che ne pensi?
    ciao

    • Francesco says:

      di per me sono molto favorevole alle separazioni tra pezzi di Stati che non abbiano buone ragioni per stare insieme

      la domanda che mi resterebbe è: cosa hanno fatto di male i Pashtun? anche se ormai il tempo in cui “l’uomo bianco” (cit.) aveva il fardello di queste preoccupazioni è finito. e l’uomo giallo pare fatto di una pasta diversa.

      però ciò che portasse pace ed equilibrio in quelle terre mi pare cosa buona

      • PinoMamet says:

        O beh i Pashtun mi sembrano parecchio bianchi, in effetti ;)
        per quanto mi riguarda, possono benissimo pensare ai casi loro!

        (ma anche se fossero neri “come il carbon”, eh?)

        • Francesco says:

          avresti ragione ma l’ultima volta che si è detto così è finita con l’11 settembre 2011

          diventa una questione di calcolo costi-benefici: costa di più il disimpegno o l’imperialismo?

        • falecius says:

          Costa moltissimo il disimpegno dopo l’imperialismo. Che poi è un’altra forma di discorso imperialista (“noi possiamo interessarci a voi solo quando ci fa comodo, tanto se no non esistete neanche”).

        • Andrea Di Vita says:

          Per falecius

          Vero. Ai tempi di Rambo III correva voce che alla corte di Washington si dicesse ‘combatteremo i Sovietici fino all’ultimo Afghano’.

          OT: vidi per la prima volta Rambo III per la prima volta in Inghilterra, in compagnia di un Pakistano nato a Kabul. Sghignazzo’ di cuore dall’inizio alla fine: diceva che quello era l’Afghanistan di Hollywood.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • PinoMamet says:

        “da voi ritornano i tacchi quindici,”

        Mirkhond
        non prendermi sul serio, sai che scherzo, ma cosa hai contro il tacco 15?
        a parte che ne vedo pochissimi anche qua, sarà casomai un problema del loro ortopedico!

        In compenso la moglie di coso, come se chiama, il premier turco, è stata fotografata in vista dalla vecchia carampana d’Inghilterra con l’hijab e un paio di tacchi vertiginosi
        (non credo ci sia un hadit contro l’altezza delle suole, bisognerebbe chiedere a Ritvan ;) )

        • Ritvan says:

          —(non credo ci sia un hadit contro l’altezza delle suole, bisognerebbe chiedere a Ritvan ) :-) Pino Mamet—
          Non mi risulta:-)
          Ciao

    • Mondo cane says:

      E’ mirabile come si stia contemplando un mondo (quello terzo ovviamente), tutto occidentale, che non ha mai tenuto conto delle necessità dei popoli dei quali decidevano le sorti. Unendo a piacimento. Confinando in entità territoriali fino a lora inesistenti. Create apposta per soggiogarli con la divisione. Secondo le proprie necessità, quelle del colonizzatore. Il buonismo, le missioni, l’istruzione, solo differenti armi per annientare le culture ancestrali. Gettare lo sconforto e lo smarrimento, per manipolare. Tutto il resto (la reazione) è solo la manifestazione della malattia. Il falso disimpegno, non è la cura, è la recrudescenza della malattia. Quindi ora, la nuova cura è: che si dividano, è meglio per tutti. Il chè non è male in fondo, se non fosse che le divisioni sono “caldeggiate” nei posti dove hanno i soliti vecchi interessi. O dove hanno seri problemi a tenerli o ad entrare. Dopo quasi cento anni, l’occidente ha capito che il mondo, così come lo ha diviso, non funziona più. Lo “spezzatino”, forse, ora conveniene di più!

  53. mirkhond says:

    Per Pino Mamet

    Rispondendo semiseriamente

    Concordando sul fatto ortopedico, il tacco alto non mi è mai piaciuto perché, e qui naturalemente esprimo un parere estetico prettamente personale quindi tranquillizziamo la spaventata Jamila, non amando la snellezza, le gambe anoressiche, il tacco più alto è più snellente è, e mi guasta come si dice, lo spettacolo di gustarmi due possenti torrioni con caviglie grosse, che magari traspaiono da una bella gonnona lunga…
    Non ci posso far niente se m’attizzano tanto i “sacconi” semtici, camitici e jafetici.
    Quanto ai tacchi della signora Gul, mi meraviglio ancora come non si sia slogata quelle bellissime caviglie, e ti parlo di una donna che mi piace tantissimo con quel suo bel volto armenoide e i suoi grandi e belli occhi neri….
    Quindi niente Bibbia o Corano, o deobandismo, ma solo e soltanto criteri estetici personalissimi…..
    ciao!

  54. Ritvan says:

    Ehmmmm…scusate l’OT ma invece che di antropologia italiana vorrei parlare di sintassi italiana e chiedere un parere.
    La domanda è: per dire a qualcuno in modo garbatamente ironico di farsi i fatti suoi (versione burina “i c..zi suoi”), la frase sintatticamente corretta sarebbe:
    a) “Se non ti fai i fatti tuoi ti senti male?”
    b) “Se ti fai i fatti tuoi ti senti male?”
    Grazie a chi mi risponderà.

    • roberto says:

      sono tutte e due sono un po’ cervellotiche e imprecise
      a) implica piuttosto egoismo che impiccionismo (mi sento male perché mi sono occupato di tizio invece che di me stesso)
      b) non è abbastanza (mi fa schifo occuparmi dei fatti miei, ma nulla dici sul fatto che mi occupo dei tuoi). comunque delle due rende sicuramente meglio.

      io suggerirei “se non ti fai i fatti degli altri ti senti male?”

      • Ritvan says:

        —comunque delle due (la b – ndr.) rende sicuramente meglio. Roberto—
        Eh, non per niente sei Traduttore Europeo, caro robby!:-)Sciolgo la riserva:-) e rivelo che per me la b) è l’unica corretta secondo la sintassi logica. Per un Glorioso Padrone Di Casa Diretto Discendente Di Dante:-), invece, era la a) ad essere corretta…visto che l’aveva detta lui e io avevo contestato:-).

        —io suggerirei “se non ti fai i fatti degli altri ti senti male?”—
        Già, approvo. Ma questa opzione non era prevista:-).

    • PinoMamet says:

      A livello di sintassi sono entrambe corrette, tutto sta a capire se lo vuoi invitare a farsi i fatti proprio, oppure a non farsi quelli altri altrui…

      la differenza è però di lana caprina!

      • PinoMamet says:

        Errata corrige:
        “i fatti propri”, non “proprio”

      • Ritvan says:

        —A livello di sintassi sono entrambe corrette Pino Mamet—
        Non credo proprio.

        —tutto sta a capire se lo vuoi invitare a farsi i fatti propri, oppure a non farsi quelli altri altrui…—
        Mi pare che entrambe le opzioni si equivalgano.

        —la differenza è però di lana caprina!—
        Non credo proprio.

        • PinoMamet says:

          Ritvan

          non si tratta di credere: la sintassi è corretta in entrambi i casi.
          Dove sarebbe l’errore sintattico della prima frase?
          Se lo vedi dimmelo: io non ce lo vedo.

          “—tutto sta a capire se lo vuoi invitare a farsi i fatti propri, oppure a non farsi quelli altri altrui…—
          Mi pare che entrambe le opzioni si equivalgano.

          —la differenza è però di lana caprina!—
          Non credo proprio.”

          Mi sa che non ci capiamo, prima dici che l’opzione A e B si equivalgono, poi quando lo dico io dici che non credi proprio…
          boh!

        • Moi says:

          Boh, bisognerebbe provare con quelle Tabelle di Verità in cui si segnano le frasi come “p” e “q” … ma in Italiano la doppia negazione non sempre afferma.

        • Moi says:

          Ma come dice la famigerata Nonciclopedia, “la logica serve a dare l’illusione che le seghe mentali servano a qualcosa di positivo”. :-)

        • Moi says:

          Esistono inoltre sistemi linguistici antropologicamente del tutto opposti ma aventi stessa direzione mistica … basti pensare all’uso dell’ invocazione di Dio in Arabo e in Veneto … altrettanto frequente, altrettanto collante semantico ma legata ad immagini ben diverse, :-) ;-)

        • Peucezio says:

          Infatti qui la sintassi non c’entra nulla, la questione è semantica.

    • Moi says:

      Orcaloca, Ritvan … questa è eristica pura ! ;-)

    • Z. says:

      Secondo me quella giusta è la B, mi pare che la A dica esattamente il contrario…

      Ma poi boh, io sono un mediocre leguleio, mica un fine linguista :lol:

      Z.

      • PinoMamet says:

        Mm
        rilette al mattino, sembra giusta anche a me la B, ma a livello di senso, non di sintassi!

        ciao!

        • PinoMamet says:

          Vediamo di ragionare scrivendo:

          a)- “ma tu se non ti fai i cazzi tuoi ti senti male?” per funzionare presuppone risposta positiva “sì, mi sento male a non farmi i cazzi miei” = “sono un impiccione”

          b)- “ma tu, se ti fai i cazzi tuoi ti senti male?” per funzionare presuppone risposta negativa “no, non mi sento male a farmi i cazzi miei”, ergo contro-risposta “fatte un brodino de cazzi tua”

          vedi che ci si arriva?

          in latino sarebbe risolta automaticamente l’ambiguità (particella “num” vs “nonne”)

          ciao!

        • Ritvan says:

          –Ritvan, non si tratta di credere: la sintassi è corretta in entrambi i casi. Dove sarebbe l’errore sintattico della prima frase? Se lo vedi dimmelo: io non ce lo vedo. Pino Mamet—
          Un “non” di troppo, che fa dire esattamente il contrario di ciò che si voleva dire…e mi pare che la sintassi corretta serva a dire ciò che si voleva dire, mica a dire il contrario, eh!

          —Mi sa che non ci capiamo, prima dici che l’opzione A e B si equivalgono, poi quando lo dico io dici che non credi proprio…boh!—
          In effetti, rileggendo mi accorgo che si poteva equivocare. Mi spiego meglio: quando dicevo che “si equivalgono” mi riferivo alle espressioni “farsi i fatti propri” e “non farsi quelli altri altrui”, mentre quando dicevo “non credo proprio” mi riferivo a una presunta equivalenza fra l’opzione A e quella B, attribuendo a loro – probabilmente a torto – la tua affermazione “la differenza è però di lana caprina”. Chiaro adesso?

          —Mm rilette al mattino, sembra giusta anche a me la B, ma a livello di senso, non di sintassi!—
          Abbi pazienza ma, come s’è detto, la sintassi serve a dare il senso “ciusto”:-) del proprio pensiero, no? E se dà un senso sbagliato allora la sintassi è sbagliata.

          Ciao!

        • Peucezio says:

          ” la sintassi corretta serva a dire ciò che si voleva dire, mica a dire il contrario, eh!”

          Ma che dici??
          La sintassi è un sistema formale: posso costruire frasi completamente prive di senso, del tutto corrette sintatticamente.

        • Ritvan says:

          —Ma che dici?? La sintassi è un sistema formale: posso costruire frasi completamente prive di senso, del tutto corrette sintatticamente. Peucezio—
          Questo lo dici tu. La Sacra:-) Wiki, invece
          ( http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_logica_della_proposizione ) dice che per essere considerata “sintatticamente corretta” una frase (o proposizione che dir si voglia) dev’essere “dotata di senso compiuto”.

        • Peucezio says:

          Ah, beh, se lo dice Wiki…
          In realtà sei tu che hai capito male Wikipedia (che comunque non ha nessuna autorità, è un puro strumento utile, comodo per cercare la data di nascita di un attore…), perché parlando di “senso compiuto” non si riferiscono al significato, ma alla coerenza sintattica stessa, come criterio interno.
          Se io dico: “oggi ho mangiato la velocità del muro del mio pappagallo” dico una frase sintatticamente del tutto corretta, di “senso compiuto”, per usare la frase degli estensori della voce di Wikipedia, ma completamente priva di senso, cioè di significato.
          Se ti è chiaro, bene, se no ti consiglio di andarti a leggere qualche manuale: male non ti farà :-)

      • Ritvan says:

        —Secondo me quella giusta è la B, mi pare che la A dica esattamente il contrario…Ma poi boh, io sono un mediocre leguleio, mica un fine linguista:-) Z.—
        Non fare il troppo modesto:-)…e poi, nella A – come mi pare dica Pino con qualche ragione – più che di un errore puramente”linguistico” si tratta di un errore LOGICO…e la logica è uno strumento essenziale per voialtri legulei…per “mediocri”:-) che siate.
        Ciao

  55. Moi says:

    Lo metto qui per comodità :

    http://www.youtube.com/watch?v=jp1mdSQ4BfI

    “First Blood”, alternative ending.

    —-

    In realtà nel romanzo il Colonnello Trautman uccide anche (!) lo Sceriffo Teasel … insomma: tott un ètar quèl !

  56. Per Andrea

    “No, mirkhond, no: qui non ti seguo più. Capisco tutto il disgusto per il mondo moderno. Capisco il disgusto per la modernità, per la finanza, per il capitalismo… capisco tutto quello che vuoi. Ma uno strumento come la televisione è, appunto, uno strumento.”

    Il disgusto “per la modernità, per la finanza, per il capitalismo” mi sembra nostro, non dei Taliban.

    Loro partono da altri presupposti, all’incirca questi:

    1) in questo mondo effimero e mortale, Dio ha mandato dei profeti, unico squarcio che abbiamo su ciò che non è effimero e non è mortale, e quindi unico aspetto significativo della realtà.

    2) Trattandosi dell’unico squarcio, dobbiamo adattare la nostra vita al loro esempio, senza porci troppe domande.

    3) Compito nostro è dedurre le regole di comportamento corrette, in base all’esempio dei profeti e alla parola di Dio, attraverso una complessa scienza di deduzioni e di analogie.

    4) Evidentemente, in qualche punto, alcuni sapienti hanno stabilito che tali regole non prevedono la televisione (ma magari prevedono il SUV, per quello che ne so io).

    Anche il ragionamento “anti-moderno” è da “moderni”.

    • PinoMamet says:

      ” 1) in questo mondo effimero e mortale, Dio ha mandato dei profeti, unico squarcio che abbiamo su ciò che non è effimero e non è mortale”

      Già il punto 1, molto prima della scala di valori tra SUV e TV, appare problematico.
      Non so se il mondo sia effimero; ammettendo invece che lo sia la vita umana, prima di fidarmi dei profeti devo vagliare tutta un’altra serie di opzioni:

      -A non c’è niente; siamo destinati a morire e basta;
      (da cui mi si aprono come opzioni: A1, approccio epicureo, A2, approccio stoico/confuciano – vivere per gli altri, comunità umana-, A3 taoismo storico- wuwei, e probabilmente molti altri)

      -B c’è qualcosa di eterno, ma ci è tuttora (e forse per sempre, in tutto o in parte) ignoto: valgono tutte le varianti di A, più varie opzioni di “esplorazione mistica”, compresa quella devozionale (sia “pura” che “simbolica”), ma non il dogmatismo: siamo dalle parti del buddhismo e di molte scuole induiste, nonché di gran parte del mondo politeista europeo pre-cristiano

      -C scelgo di credere a un profeta; quale? e perché? Gli credo in tutto o in parte? Siamo dalle parti delle varie eresie.

      Insomma, ‘sti talebani hanno decisamente troppa fretta. Prima di sparare alla televisione, gli consiglierei di mettersi seduti comodi all’ombra e pensare bene se in questo mondo così effimero vale proprio la pena di non divertersi anche un pochino, ogni tanto…

    • Andrea Di Vita says:

      Per Martinez

      Concordo. Il disgusto cui mi riferivo era quello che penso nutrisse Mirkhond.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  57. jam says:

    ..il televisore della principessa moghol era il cielo: di notte usciva dalla sua yurta per perdersi nelle stelle di quello schermo gigante che aveva sopra di lei. Mentre quelle stelle scintillavano come durante il giorno scintillavano gli specchietti cuciti sul velluto dei suoi vestiti, lei si inebriava insieme alle sue perle, che sgranava come un rosario cosmico. Accanto, i cammelli dormivano, sognando la televisione del giorno dopo, quando con un carico di melagrane, pistacchi e lapislazzuli, sarebbero entrati nell’emissione del viaggio, tagliando con il loro muso l’aria, creeranno nell’aria una ferita di seta che li farà entrare e li metterà in onda sotto un’altro cielo.
    E certi umanoidi, mangiando frutta secca e pistacchi esotico-afghani, tentavano ancora di parlare un linguaggio del televisore terrestre, ma ogni frase uscendo dalla bocca sembrava disintegrarsi davanti alla bontà del pistacchio afghano. Il solo protagonista sembrava essere il sapore di un sogno lontano che aspirando tutte le parole degli umanoidi le trsformava in una specie di cinguettio..un paesaggio inesprimibile, spremuto al pistacchio e melagrane albicocche, un paesaggio contemplabile…
    ciao

  58. Un articolo interessante sulla questione dei taxi, perdonate il tocco di Identitarismo di Sinistra che si respira nel testo…

    Storia di una compagna taxista

    http://www.controlacrisi.org/notizia/Lavoro/2012/1/23/19150-storia-di-una-compagna-taxista/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+controlacrisi+%28ControLaCrisi.org%29

    «Mio nonno era un taxista. Ha fatto questo mestiere dal 1939 al 1958, lavorava sotto padrone come tutti all’epoca. La sera tornava alla rimessa, lasciava l’incasso all’azienda, la “Citti e Piccini”, si prendeva una percentuale e tornava a casa. Mio nonno lottò insieme agli altri suoi colleghi per potersi autogestire il lavoro. Una battaglia fatta propria dal Pci dell’epoca. Ottennero una grande vittoria, una licenza individuale per guidare un taxi ad ognuno. Mio nonno non fece in tempo a prenderla, morì il giorno prima che glie la inviassero. Sui taxi all’epoca, c’erano spesso le bandiere rosse».

    Vania Mancini è una taxista romana, una compagna da sempre impegnata anche nel sociale, soprattutto con i rom, a chiedergli delle ragioni della loro protesta diviene un fiume inarrestabile. Ha tanto da dire e tanto da spiegare. Quella che segue è una lunga intervista che permette di vedere le ragioni di una protesta con gli occhi di chi la sta portando avanti.

    «Oggi abbiamo bloccato tutto e non ci fermeremo qui. Il decreto del governo mette in difficoltà il futuro delle famiglie. Il nostro è un lavoro da operaio, 9 ore al giorno senza tredicesima e quattordicesima. Nessuno ci rimborsa se stiamo in malattia, abbiamo le polizze assicurative più alte d’Italia, paghiamo la benzina come tutti ma ne consumiamo molta di più e non abbiamo alcun sostegno. Cosa che invece c’era negli anni Sessanta. Quando non siamo più in grado di lavorare ci ritroviamo con 600 euro di pensione. Il nostro Tfr è costituito dalla licenza, quella diventa la nostra liquidazione se non vale più niente siamo rovinati anche per il futuro. Mi domando perché la sinistra difenda solo le altre categorie. Noi siamo solo lavoratori».

    Ma tu quanto guadagni al netto ogni mese?

    «Ogni tassista guadagna diversamente. Se fai una corsa dall’aeroporto ci impieghi molto e hai la tariffa definita. Altrimenti dipende dai turni, dalla giornata. Non c’è niente di certo. Ma siamo sempre in giro e bastano due incidenti in un mese per rovinarti. Per noi i pezzi di ricambio e le riparazioni costano come per chiunque, dopo 3 anni una vettura è usurata e se si ferma non possiamo lavorare, quindi non guadagniamo. Aggiungi le spese per l’allestimento taxi e per mantenere l’autovettura pulita, che altrimenti rischiamo. Io sono in una cooperativa che è stata rovinata dalle manovre, debbo pagare fra contributi e assicurazione circa 1000 euro al mese. E non sono soldi che vanno alla cooperativa. La manutenzione dobbiamo farla al di fuori dall’orario di lavoro e anche quella è una fatica non retribuita. Il Comune non interviene neanche per contrastare l’abusivismo. Senza contare di quando ci rompiamo noi…».

    Che intendi?

    «Che ci capita di avere incidenti, le strade sono diventate sempre peggiori, in Italia muoiono 19 persone al giorno. Aggiungi che non ci è riconosciuta alcuna malattia professionale, persino gli odontotecnici sono considerati a rischio ictus e noi fra schiena e stress. Niente. Diritti che non cerca di difendere nessuno»

    Il governo dice che in città come Roma mancano i taxi e hanno tariffe troppo alte, aumentando le vetture dovrebbero anche diminuire i costi.

    «Non è possibile fare tariffe fisse abbassate. Come fai se ci vogliono a volte 3 ore per arrivare dalla periferia al centro? Eppure chi viaggia con i propri mezzi lo sa! A volte i taxi non riescono letteralmente ad arrivare, non è che non ci sono o non sono sufficienti. Bisognerebbe aumentare le corsie preferenziali e ad esempio incentivare i clienti a prendere il taxi insieme. Invece ognuno pretende di andare da solo. Così si risparmierebbe di fatto sulle tariffe senza penalizzarci».

    Cosa rifiutate del decreto?

    «In questo momento di crisi è intanto sbagliato aumentare le licenze, sono già diminuiti i clienti. Altro errore è quello dell’autority che si sostituisce ai Comuni in un meccanismo assurdo. A Roma, per parlare della mia realtà ci sono 8000 licenze, se poi si toglie anche la territorialità finisce che chiunque può venire ad esercitare nei posti in cui ci sono più clienti. Prendi la licenza da un paesino e vieni a Roma. Così si crea la guerra fra poveri, si va verso una de regolarizzazione totale che farebbe calare anche la professionalità».

    Che reazione avete trovato da parte dei clienti quando si parlava delle vostre mobilitazioni?

    «Spesso, quando eravamo in fila in attesa abbiamo incontrato persone solidali che ci hanno visto mentre i vigili ci intimavano di sgomberare la strada in cui eravamo incolonnati. E poi noi cerchiamo di parlare, lo diciamo che se vogliono prezzi più bassi finiamo a fare un lavoro da schiavi. A meno che non ci vengano riconosciuti i diritti di un lavoratore dipendente, dalla malattia alle ferie, alle mensilità al tfr. Io ho raccontato di amici che hanno acceso un mutuo per comperarsi la licenza e che adesso sarebbero rovinati».

    Nella vulgata però la vostra protesta è stata raccontata come la reazione di una lobby di destra?

    «Guarda fra gli 8000 colleghi c’è di tutto e non ti credere che io non trovi frustrante sentirmi difesa da Alemanno. Io ho lavorato nel sociale, con altri colleghi e colleghe abbiamo lanciato il progetto “Un libro a bordo” portando nelle vetture libri, anche prodotti da noi che i clienti potevano leggere. Con noi ci sono artisti, c’è chi ha fatto mostre fotografiche. Insomma siamo lavoratori come gli altri, non capitalisti. Eppure sinistra e sindacati sono mancati. A volte la licenza si prende grazie ad una conoscenza ma facciamo un lavoro faticoso e rischioso – sono aumentate le rapine contro di noi – per portare 10 – 15 clienti al giorno senza conoscere né Pasqua né Natale. Eppure anche la sinistra ci ha considerato come i notai».

    Secondo te per quale ragione contro di voi

    «Fra le ipotesi che girano c’è quella secondo cui Cordero Di Montezemolo sia intenzionato a mettere in piedi una sua rete di taxi con lavoratori sottopagati. Si tornerebbe alle condizioni del dopoguerra, senza la guerra. Forse è questo che vogliono».

    In conclusione però il Prc ha preso posizione in sostegno alla vostra mobilitazione, non tutti sono uguali.

    «Lo scopro adesso e mi fa piacere. C’è bisogno della sinistra anche da noi».

    • Francesco says:

      >> Fra le ipotesi che girano c’è quella secondo cui Cordero Di Montezemolo sia intenzionato a mettere in piedi una sua rete di taxi con lavoratori sottopagati.

      Va bene la riforma Basaglia ma ormai siamo un paese in cui il disordine mentale è la normalità. In tutta l’intervista non c’è una sola ragione, non dico valida ma almeno non ridicola, per affermare che le ragioni dei tassisti coincidono con un interesse generale. E quindi meritino di essere sostenute dalle casse pubbliche.

      E’ come il mercato senza le regole che lo rendono un meccanismo sociale utile: si chiama anarchia e ha un costo sociale assurdo.

      Devo rivedere in peggio il mio giudizio sulla Democrazia Cristiana, perchè questo male si semina in molti decenni.

      • Peucezio says:

        Sì, ma l’interesse generale non può perseguirsi tramite politiche di rapina verso gli individui. Se un tassista è costretto, per poter lavorare, a pagare allo stato una licenza che costa quanto un appartamento, lo stato liberalizzi pure, ma prima gli restituisca i soldi della licenza.
        Qual è l’interesse collettivo che giustifica l’esistenza dei miliardari? di grandi capitali parassitari? Se io vivo di rendita del mio, magari ereditato, che interesse collettivo faccio? E che facciamo allora, espropriamo?
        Vuoi vedere che ho capito giusto pensando che sotto sotto sei un po’ comunista? :-D

        • Non è per niente comunista: il miliardario ha i soldi per una situazione di fatto (che è l’unica ammessa dal liberismo), il tassista ha una posizione invece protetta da vincoli di diritto. In parole povere, il miliardario è protetto dalla pura forza, il tassista dalla legge, così che Francesco, come ogni liberista degno di questo nome, ritiene che una legge che tutela solo una categoria dimenticandosi dell’interesse generale sia ingiusta.

        • PinoMamet says:

          Col tempo ogni cosa si trasforma nel suo contrario, e siamo finiti così alla legge che anzichè limitare le situazioni di “pura forza”, le sancisce, e colpisce invece le categorie protette dalla legge.
          Ovvio che i misticheggianti parlino di Kaliyuga, d’altra parte, per accellerare un po’ la faccenda, posso chiedere a Mirkhond di importare un po’ di talebani?

          Il giorno che vedrò un barbaro prendere a calci in culo Marchionni e Lapielkann, e tagliare la testa a qualche miliardario, sarò proprio contento.

        • Francesco says:

          Nel caso di specie, la licenza appartiene al Comune e non sarebbe rivendibile dal tizio che la ha ottenuta (correggetemi se Radio Radicale sbaglia).
          Sono, a malincuore, favorevole a modeste spese pubbliche che salvino un poco le chiappe di chi ha acquistato la licenza. Moralmente, sarebbe come legalizzare la droga e trovarsi a indennizzare i poveri mafiosi che la avevano comprata a caro prezzo sul mercato nero.

          Salvi i casi di violazione delle leggi, accumulare un sacco di soldi è un possibile uso della libertà di iniziativa economica ed è riprova di aver dato un grosso contributo al benessere sociale (sennò col cavolo che mi davano i soldi). Penso a Wanna Marchi: come spiegare i soldi che ha accumulato se non col beneficio arrecato vendendo i suoi prodotti? con la coglioneria dei suoi clienti? ma se mi metto a limitare la libertà dei coglioni di spendere i propri soldi quale libertà mai può restare?

          Quali benefici sociali dà la possibilità di lasciare beni in eredità? mi sembra un buon incentivo, visto che l’uomo non è solo una creatura egoista ma i figli sò piezz e’core. E se io dispongo del mio, del legittimamente mio, che mai potrà avere da dire lo Stato al riguardo?

          In questo mi pare che i liberali classici avessero pienamente ragione.

          Quindi sono contrario agli espropri ai danni dei defunti, pur non ritenendola la cosa peggiore che uno Stato possa fare.

          x MT una legge che tutela solo una categoria, senza che ci siano motivi di giustizia o di interesse generale, è un ingiustizia. Mi va bene una legge che tuteli i malati (assicurazione sanitaria obbligatoria) o le famiglie con handicappati in casa. Anche se sono sano e non ho malati in casa.
          Ma una legge che tutela i tassisti o i camionisti o i dipendenti delle grandi imprese o gli avvocati … a quale superiore interesse risponde?

        • Peucezio says:

          Francesco, lo dici a me?
          Non c’è bisogno del liberalismo o del liberismo per difendere il diritto di proprietà (che è vecchio come il mondo), di trasmetterla alla progenie e di incrementarla. Sono cose di buon senso che solo una concezione folle e capovolta del mondo come quella comunista poteva mettere in discussione.

          Il punto è un altro. La tutela che i tassisti ricevono dallo stato sarà pure ingiusta, ma l’hanno pagata a caro prezzo, quindi ne godono giustamente.
          Semmai la colpa è di chi ha stabilito
          1) che la licenza costasse tanto.
          2) che desse privilegi eccessivi e ingiusti e creasse uan casta chiusa.
          Allora, se si tratta di andare da quello che fece a suo tempo quella legge, prenderlo per le caviglie e scuoterlo finché non cascano i soldi, sono il primo. Purtroppo però probabilmente è morto, se è vivo non ha abbastanza soldi per riparare il danno che ha fatto, se anche ha i soldi, nessuno può essere perseguito per le leggi che ha scritto o approvato, per quanto assurde, perché la pena stessa o il risarcimento si fanno in applicazione a delle leggi.
          Però una cosa è certa: i tassisti non c’entrano e non è giusto che ci rimettano.
          Se fosse per me poi, se si potesse ricominciare da zero, non esisterebbe neanche la licenza per i tassisti: chi vuole e ha una macchina, prende e dà passaggi a pagamento quando vuole e al prezzo che vuole. Poi si possono istituire tassì controllati dallo stato che costino un po’ di più e diano alcune garanzie ai trasportati e chi vuole opta per quelli.

    • Mondo cane says:

      al momento le licenze le concede il comune, e credo che sarebbe meglio che continuasse così, altro che authority! Credo che essendo concessione pubblica, anche il maneggio tollerato per decenni, abbia alla fine reso impossibile intervenire. Sbagliano i tassisti a pretendere che non siano aumentate. Non è loro facoltà. Hanno invece ragione a impedire la possibilità che entrino le società. C’è bisogno di ricordare quanto le liberalizzazioni si sono sono rivelate positive per il cittadino. banche, assicurazioni ricordate? sarebbero dovute costare meno. la competizione l’apertura al mercato, e menate varie, in cosa si sono concretizzate? Stò famo a’ americana, si è rivelata una fregatura per la gente. Così, molto probabilmente, il costo difficilmente sì abbasserà, e quello che sicuramente verrà ridimensionato sarà il costo dell’autista.

      • Peucezio says:

        Appunto.
        Quello che fa Monti è ingenuo credere che possa essere di qualche vantaggio per il cittadino e non per le banche e i poteri finanziari cui lui risponde.
        Tra l’altro anche i tassisti, i farmacisti ecc. sono dei cittadini, quindi, se vai contro gli interessi di tutte le categorie di cittadini a favore non si sa di chi, probabilmente di grandi gruppi finanziari, multinazionali ecc. chi altri hai avvantaggiato se non questi ultimi?

        • Francesco says:

          questo è ingenuo, direi bambinesco

          poichè i soldi non crescono sugli alberi, ogni categoria che trae beneficio economico non dalla sua capacità di offrire beni sul mercato ma da licenze o altri strumenti coercitivi lo fa a spese della collettività

          NON siamo tutti membri di qualche corporazione che ci protegge, ci sono i membri di corporazioni che traggono un vantaggio netto dal sistema, membri di corporazioni che alla fine vanno a malapena alla pari, una gran massa di cittadini comuni che paga tutte queste rendite (termine economico, non moralistico, vi ricordo)

          >> La tutela che i tassisti ricevono dallo stato sarà pure ingiusta, ma l’hanno pagata a caro prezzo, quindi ne godono giustamente

          mi pare una affermazione assurda. se compro mille schiavi a caro prezzo, godo ingiustamene dei loro servigi, perchè la schiavitù è ingiusta. il fatto che le licenze siano diventate un bene prezioso è la prova economica che generano una rendita, cioè che sono una sottrazione di risorse alla collettività – solo che il mercato ha un sistema anche per i furbetti dei permessi

          quello che mi stupisce è la passione italiana per forme di produzione tecnologicamente sorpassate (i tassisti singoli, i padroncini dei camion), che generano costi più alti, servizi più scadenti, gravi problemi sociali. cosa ce lo fa fare? eppure è qualche secolo che esistono le società e che hanno mostrato una certa capacità di gestire alcuni rami economici (esempio: l’India è stata conquistata dalla Compagnia delle Indie, non dal geniale Francis Drake)

          ciao

          PS su una cosa concordo. un conto è privatizzare, un altro conto è che lo Stato garantisca la concorrenza tra i soggetti economici privati che operano sul mercato (costruzione artificiale). Se questo non è possibile, meglio il comunismo che le corporazioni.

        • Peucezio says:

          Francesco, se io vivo in un paese in cui la schiavitù è legale (ed è stata tale per millenni in mezzo mondo) e compro mille schiavi a caro prezzo, se poi cambia la sensibilità, i valori ecc. e si abolisce la schiavitù, è una bellissima cosa, ma non è giusto che ci smeni io, quindi è giusto che io ricevi un corrispettivo, altrimenti ripari un’ingiustizia con un’altra ingiustizia.

        • Francesco says:

          diciamo che non ho questo sacro rispetto per la legge, soprattutto se il dibattito pubblico dura da tempo e il giudizio “politico” o “morale” è ormai chiaro.

          io, al ladro scoperto che fino a ieri si proteggeva con una scusa, più che un indennizzo perchè la scusa non c’è più darei un sovrappiù di mazzate.

          se poi protesta, strepita, blocca e quant’altro, è la volta che rimpiango le crociate contro gli Albigesi o i Catari.

          sarà che la malafede ammantata di legalità mi suscita intolleranza

        • Francesco says:

          x serse

          come detto da molti, un conto è trasformare dei settori economici in mercati concorrenziali, un altro lasciare mano libera agli accordi di cartello tra imprese per spennare ancora di più i loro clienti.

          mi pare che le leggi anti-trust negli USA abbiano almeno un secolo … certo noi italiani siamo troppo intelligenti per certe cose

        • serse says:

          x Francesco

          che ti devo dire, a me cascano le braccia. Mi sembra di vivere in un fumetto o di essere il protagonista di un vecchio film di Zavattini “la veritàààà”.

          Ecco alcune considerazioni tratte da un articolo di Pietro Barcellona.

          “ciò che appare a prima vista è che nessuno dei provvedimenti adottati è in grado di rispondere alla drammatica disoccupazione giovanile e al dissesto politico e morale dell’intero Paese. Non si capisce come una crisi epocale che ci avrebbe condotto sul baratro del fallimento possa essere contenuta nei suoi effetti più drammatici attraverso una manovra che si limita a far cassa utilizzando strumenti di prelievo fiscale sui ceti più deboli e di un ventaglio di liberalizzazioni che, come è stato scritto da alcuni rappresentanti di categoria, servirà soltanto a trasformare un povero intero in due mezzi poveri”

          Sembrava che la crisi mondiale dipendesse da caratteristiche strutturali dell’intero modello di sviluppo occidentale e in particolare dalla pirateria praticata dai grandi centri finanziari verso i debitori pubblici e privati. Sembrava che ci fosse l’esigenza forte di un nuovo ordine economico mondiale e che senza misure adeguate a stroncare la speculazione non ci sarebbero state molte vie d’uscita oltre al continuo ricorso a manovre finanziarie destinate soltanto a ridurre in piccola parte il panico che l’andamento dei mercati finanziari produce nell’opinione pubblica

          “Non credo che aumentando le farmacie e consentendo l’iscrizione agli ordini professionali si realizzi un vero rilancio dell’occupazione giovanile. Gli avvocati in Italia sono migliaia e migliaia e solo nella mia città ci sono più avvocati di quanti ce ne siano in tutta la Francia. Liberalizzare le tariffe stimolerà soltanto una concorrenza al ribasso pregiudizievole per la stessa dignità di chi dovrebbe essere garante della giustizia civile.”

          “Solo Luciano Gallino ha avuto il coraggio rispetto al coro degli economisti neoliberisti di sostenere che con un impegno di quindici miliardi si potrebbero occupare un milione di giovani in un grande progetto nazionale di manutenzione del territorio e dei beni monumentali. Ma Gallino, come si sa, non è un esponente dell’élite degli economisti monetaristi che invece oggi dominano nelle università e nei giornali spacciando per verità assolute e leggi economiche oggettive decisioni politiche che continuano a produrre drammatiche disuguaglianze”

        • Francesco says:

          caro imperatore

          figurati cosa è caduto a me a leggere la proposta del signor Gallino, con 15 MILIARDI DI EURO buttati nel cesso di un milione di Lavori Socialmente Utili.

          se questa è l’impostazione, allora spendiamone 30 per due milioni di posti di lavoro. facciamo pulire anche i muri dalle scritte e, se serve, facciamo riempire un pò di buche dopo averle fatte scavare

          mi pare Miguel abbia già riportato che NON funzionò negli anni ’30 e non si vede come potrebbe funzionare oggi, con i mercati delle merci molto più aperti (che così i neo-stipendiati comprano mutande algerine, iPhone sino-statunitensi, banane ecuadoregne e così via)

          non solo l’analisi critica del capitalismo si ferma alla superficie giornalistica (dove è il ruolo strutturale della speculazione finanziare nei mercati USA negli ultimi 30 anni?) ma manca ogni analisi dell’evoluzione del sistema mondo

          qui c’è gente che crede che ci salverà Susanna Camusso!!!

          aiuto

      • serse says:

        Grazie per l’imperatore.
        Con la Camusso non ho niente a che spartire.
        Nel campionato è prima la juventus.

  59. maria says:

    pino
    vedo che hai citato rambo, guarda questo allora:-)
    http://www.youtube.com/watch?v=nCMQVs-pmMg

  60. maria says:

    Io sarò poco perspicace ma non ho capito come la questione taxisti si incroci con l’interesse generale. A meno che non si pensi che il taxi dopo la riforma venga a costare meno e che il mezzo diventi mobilità comune ovvero che molti cittadini se ne avvalgano. Io penso di no perché i costi non scenderanno al punto di poterlo prendere con frequenza anche perché le automobili in circolazione saranno il doppio e ridurranno per forza, il ricavo dei taxisti.

    Quindi qual è il senso di tutto questo in relazione al bene comune?

    Perché la battaglia per la liberalizzazione dei taxisti viene presentata come meccanismo che farà crescere lavoro e ricchezza?

    • Francesco says:

      i casi sono due:

      1) la liberalizzazione e la concorrenza porteranno ad una maggiore offerta a prezzi più bassi (i tassisti non dovranno più ripagarsi le licenze, sarà possibile una organizzazione industriale del settore più efficente e meno costosa)

      2) il mercato è già in equilibrio perchè più tassisti di quanti ce ne sono non riescono a mangiare (ma rimane in problema di come si pagano la licenza), allora non cambierà nulla

      Non ci soo casi storici di settore regolamentati capaci di stare al punto 2, però.

      C’era arrivato persino Bersani!

  61. roberto says:

    sottoscrivo con entusiasmo quanto detto da francesco sui tassisti ed in particolare questa frase che dovrebbe essere messa come screen saver di ogni computer:

    “NON siamo tutti membri di qualche corporazione che ci protegge, ci sono i membri di corporazioni che traggono un vantaggio netto dal sistema, membri di corporazioni che alla fine vanno a malapena alla pari, una gran massa di cittadini comuni che paga tutte queste rendite (termine economico, non moralistico, vi ricordo)”

    vorrei aggiungere un tocco di populismo bieco, dicendo che chiunque abbia preso un taxi in qualsiasi parte del mondo (lussemburgo a parte dove le condizioni del mercato sono equivalenti a quelle italiane ma con l’aggravente delle dimensioni ridicole del paese) vedrebbe con molta meno simpatia i tassisti nostrani.

    l’unica cosa che posso concedere è un minimo di aiuti per chi ha acquistato la licenza, non perché credo che sia giusto ma perché fondamentalmente sono un tenerone

    • Andrea Di Vita says:

      Per roberto

      Magari non c’entra nulla, ma le dichiarazioni dei redditi dei tassisti non davano un reddito medio annuo inferiore a quello di un cassintegrato dell’Ansaldo?

      Meno male che la Camusso c’e’…!

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Roberto says:

        Far entrare un po’ ci concorrenza nel settore non è una sanzione per la categoria, quindi trovo l’associazione licenze – presunta evasione politicamente miope

        Mode populismo on
        Hehe ben gli sta
        Mode populismo off

      • Z. says:

        ADV

        per me la Camusso è una delle forme più basse di intelligenza sindacale assieme a Landini, e testimonia ottimamente di come sia malmesso l’unico vero sindacato italiano di massa.

        Z.

        • Francesco says:

          magari, che se la batte con la mafia per risultati disastrosi per l’Italia e per la maggioranza dei suoi stessi aderenti …

          credo che l’Italia affonderà senza essere riuscita a sconfiggere nè l’una nè l’altra

          pazienza. sic transit gloria mundi etcetera

  62. Roberto says:

    Su concorrenza Europa e taxi, una piccolo aneddoto personale. Se devo prendere un taxi per andare all’aereoporto sono obbligato a prendere un taxi lussemburghese. Siccome sono tutti parcheggiati alla stazione dei treni già il taxi fa 16 km per venire a casa mia. La territorialità delle licenze mi impedisce di chiamare la piccola società di taxi belga la cui sede e parcheggio è a meno di 10 km da casa mia. Insomma la protezione del tassista lussemburghese costa 20 km inutili all’ambiente una ventina di euro alle mie tasche. Però il pane me lo compro dove voglio visto che non esiste una protezione equivalente per i panettieri. Ed in più una domanda. Premettere alla piccola società belga di lavorare in Lussemburgo è una misura di destra o di sinistra?

    • Francesco says:

      1) è una cosa giusta
      2) incrementa la libertà delle singole persone
      3) produrrebbe un ampio beneficio sociale

      quindi è decisamente una misura di destra (nel senso non italiano del termine)

      :)

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