La Lagna, la bottiglia e lo Spettacolo

Mi arriva questa vignetta, anonima, nella posta.

Credo che ci spieghi molte cose sui tempi in cui viviamo.

A sinistra, vedete una gran folla di gente. Tutti sono incollati l’uno addosso all’altro, e reggono cartelli con parole che indicano grandiose astrazioni, e aspettano a bocca aperta che qualcuno gliele regali.

A essere precisi, siamo di fronte a un gruppo di persone cui piace, comprensibilmente, stare insieme. Solo che mentre stanno insieme, vogliono pure lanciare un messaggio nel mare.

La bottiglia in cui mettere il messaggio dovrebbe essere l’industria mediatica, la quale dovrebbe recapitare a Chi Di Dovere le loro petizioni.

Solo che l’industria mediatica trova molto più interessante il tizio a destra, che sta energicamente spaccando una macchina.

Per una volta, trovo difficile dare torto all’industria mediatica, il cui mestiere consiste proprio nel servire ogni sera uno spettacolo abbastanza eccitante da fare da esca per la pubblicità.

Mano sul cuore: spettacolo per spettacolo, voi quale trovate più interessante?

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12 Responses to La Lagna, la bottiglia e lo Spettacolo

  1. Roberto says:

    Di gran lunga il gruppo a sinistra

  2. PinoMamet says:

    Posso fare una dichiarazione antipatica?

    Se c’è una parola che mi sta sulle palle (nell’uso che se ne fa adesso, ovviamente) è “indignati”.
    Avranno le migliori ragioni del mondo, vabbè, questo è sicuro. Ma, “indignati”? Che brutta parola che avete scelto.
    Dà l’idea di uno che si mette su un piedistallo: io sono degno, e gli altri no, non sono degni, mi fanno schifo, mi indigno!
    Ecco, è una parola profondamente “borghese”, in un certo senso.

    Non so se voglio entrarci, nel gruppone degli Indignati: magari un’altra volta, eh?

    Come dicevo sempre quando c’era Lui (Berlusconi, ovviamente ;) ): ok voi manifestate contro Berlusconi, io pure, ma, ognuno per conto suo.

    Tanto poi ho il sospetto (sarò stronzo io) che molti di questi indignati troveranno le migliori ragioni del mondo per indignarsi contro di me: vuoi vedere?
    Sarà che diffido dei grupponi, e degli sport di squadra.

    ciao!!

    • lamb-O says:

      Concordo, è una delle basi del mio disimpegno: un’istanza potrei seguirla, fosse anche intrisa di sentimento, ma se non fanno che richiamarsi a un sentimento *di cui non sono semplicemente capace* come faccio ad aderire?

    • Moi says:

      @ PINO

      Verissimo, la “indignazione” è un sentimento di cultura (!) borghese … e infatti Femministe, Sessantottini e Settantasettini “storici” si sono ritrovati a difendersi dall’ accusa di essere non soltanto di essere “RadicalChic” (che ormai ci saranno abituati) ma pure “Moralisti”, cosa che senz’altro li ha colti alla sprovvista.

      Infondo fare le escort come ambizione di vita è un frutto pragmatico (!) del Femminismo: se l’ utero è “mio” e “devo gestirlo io” perché non farne un’impresa dalìi massimi guadagni col minimo rischio, spese manutentive relativamente bassissime (palestre, estetisti ..) e _ sogno di tutte le altre forme di imprenditoria_ zero tasse perché, per compiacere il Vaticano, lo Stato Italiano deve fingere che la prostituzione non esista ?
      Come disse una diretta interessata,:

      o trovi subito un Principe Azzurro pieno di soldi oppure il romanticismo non ti riempie le tasche per fare la bella vita facile ! .. Perché nulla è più da fessi che lavorare da dipendenti sfruttati e tartassati.

  3. Francesco says:

    Mi paiono due esempi di esemplare idiozia.

    Trovo difficoltà ad avere il minimo interesse per uno qualsiasi dei due (o anche tre, mettendoci i giornalisti).

    Piuttosto vado all’osteria a bere, e litigare, con Peucezio e Buleghin.

    O al cinema dalla mia amica Milla :D

  4. Per Francesco

    :-)

    E guarda che io, di smilies, te ne regalo pochi!

  5. Per Roberto

    “Di gran lunga il gruppo a sinistra”

    Quando un giorno ti soddisferanno dedicando dieci minuti del Tempo Spettacolare a una sfilata di Indignati Sorridenti, tra quelli che non spegneranno la televisione, oltre a te, ci sarà un tizio eccitatissimo che urla:

    “C…! Anche stavolta quegli str… dei trotzkisti sono riusciti a piazzare il loro striscione per terzo, poi c’è quel figlio di p… che non ha votato la nostra mozione, che gli danno pure il microfono, però glielo abbiamo messo in c… a tutti con lo striscione nostro che si vede benissimo, meno male che siamo arrivati in piazza quattro ore prima per guadagnarci il secondo posto!”

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  7. Guido says:

    Visto che lo spettacolo massmediatico fa comunque il suo sporco lavoro, e visto che come “spettacolo” mi sembra più emozionante una bella devastazione incendiaria, seppure inutile, di oggetti ripugnanti…beh quasi quasi preferisco il “black block”: so che Garrone e Franti fanno parte della stessa finzione, ma Garrone non lo sopporto proprio.

    So già che un’affermazione del genere mi porterebbe sicuramente ad essere frainteso, soprattutto da parte di chi crede che passeggiate civili e beneducate con concerto finale servano a qualcosa che non sia la crescita del mugugno generalizzato. Esplicitamente inutili sono invece le violenze, spesso autolesioniste e irrazionali, attribuite ai presunti “black bloc”, ma utili almeno sul piano della rottura simbolica del feticismo delle buone maniere.
    Aggiungo per chi non lo sapesse, che la macchina mediatica ha trasformato in soggetto “black bloc” ciò che era semplicemente una strategia mordi-e-fuggi adottata da alcuni movimenti antagonisti in nord-Europa e nord-America.

    Ma il focus del messaggio è forse un altro e mi sembra che la questione diventi: come sottrarsi al gioco senza cadere nell’impotenza? Come boicottare la Macchina Spettacolare senza la possibilità di venirne catturati? E come immaginare di ottenere il massimo risultato in una tenzone in cui la totale asimmetria di potere (economico, politico, militare e psicologico) è di schiacciante evidenza?

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