“5000 euro di crociera: Me la dai una trombetta e un cappellino di carta per favore???”

wreck

La notizia del momento è l’affondamento della Concordia. Tutti a parlare delle irregolarità, e nessuno a porsi una domanda sull’allucinante normalità: cosa ci facevano 4.000 (quattromila/00) persone a bordo?

I 4.000 (quattromila/00) si trovavano in un posto notoriamente inospitale, com’è il mare aperto.

Che già d’estate, con il vento, ti passa presto la voglia di stare sul ponte. E qui stiamo a gennaio, tra freddo, umido e giornate corte. Se pensiamo poi che gli italiani si tirano su cappuccio e sciarpa quando gli altri popoli dicono che è una bella giornata primaverile.

Beh, sarà un comodo mezzo per vedere il mondo.

Vado sul sito della Costa, che raccoglie i resoconti dei partecipanti alle crociere precedenti, per vedere in cosa consiste quel mondo: [1]

Itinerario: “Civitavecchia- Savona- Marsiglia- Barcellona- Maiorca- Cagliari- Malta- Palermo- Civitavecchia”.

Savona? Beh, forse esiste il turismo per andare a vedere il turismo. Wikipedia infatti ci informa:

“Savona è una città molto attiva anche nel settore croceristico, disponendo di una efficiente e moderna stazione marittima (Palacrociere) di recente costruzione in project financing con la compagnia Costa Crociere […].
La struttura accoglie ogni anno circa 1.000.000 di turisti a cui vanno aggiunti i passeggeri (quasi 2.000.000 nella sola stagione estiva, dati 2006) che si imbarcano dal Terminal Traghetti di Porto Vado.”

Quindi, i 4.000 (quattromila/00) passeggeri sono poco più di un millesimo di tutti quelli che pagano per vedere altri passeggeri passeggiare per Savona.

Ma quanto si sta nei vari porti?

Trovo questi orari, che riguardano un analogo percorso:

Giorno Programma Arrivo Partenza
1 Savona –:– 17:00
2 Marsiglia, Francia 08:00 18:00
3 Barcellona, Spagna 08:00 18:00
4 Palma di Maiorca, Spagna 08:00 13:00
5 Tunisi, Tunisia 13:00 19:00
6 Palermo 08:00 17:00
7 Civitavecchia, Roma 08:00 19:00
8 Savona 08:00

Tenete presente che si tratta degli orari di arrivo e di partenza: pensate quanto ci vuole per far scendere e salire i 4.000 (quattromila/00) passeggeri, intrupparli, vedere che non ci sono dispersi o caduti in mare, far finta di ascoltare le lamentele e ripetere tutta la procedura al ritorno in nave.

“Poi, Cagliari, che non ci è proprio piaciuta, Palermo con il taxista Giuseppe e Civitavecchia. Siamo scesi a visitare tutte queste città, in maniera indipendente. Ovunque abbiamo trovato (mercanteggiando) servizi taxi molto convenienti rispetto alle proposta della compagnia. Solo ieri, a Civitavecchia, siamo scesi per un giretto a piedi attorno alla zona portuale.”

“A Marbella abbiamo pagato un’escursione chiamata “shopping a Marbella” partenza alle 7 di mattina (sto in vacanza mi fai alzare alle 6 per un’escursione ma che sei scemo??!!! vabbè lasciamo stare) la nave ripartiva alle ore 12.00, quindi alle 11.00 eravamo di rientro già alla nave, lo shopping lo facevi con i gabbiani, unici esseri viventi presenti a quell’ora della mattina in una città turistica spagnola, dove anche un deficente sà che i negozi aprono dopo le 10… Quindi che escursione è “shopping a Marbella” se ti fanno fare una via e una piazza dove i negozi sono tutti chiusi? bo…”

Quindi, è probabile che i 4.000 (quattromila/00) passassero quasi tutto il tempo a bordo della gigantesca struttura d’acciaio, disseminati su tredici piani o ponti:

“Siamo tutti alloggiati alle interne del ponte 1, Olanda, ma si sa, le cabine servono per andare a nanna, anche se non ci sono oblò non importa nulla.”

Quando non facevano la nanna nelle celle di acciaio elettronicamente sigillate e senza oblò, i 4.000 (quattromila/00) vivevano in una sorta di centro commerciale totale, che il sito della Costa descrive così:

“Da evidenziare la presenza di un’area per praticare sport articolata su due ponti, comprensiva di un totale di quasi 2000 metri quadrati di superficie e di una magnifica piscina al centro; le bellissime suites Samsara,[2] con acceso diretto all’area termale, ed, inoltre, quattro piscine, di cui due con tetti di vetro semovibili. Offre la possibilità di scegliere tra 13 bar, tra più di 500 cabine con balcone e di rilassarsi sui suoi ponti spaziosi, soleggiati e panoramici.”

Nel Centro Commerciale Totale, facevano la spesa:

“Ho acquistato una confezione di profumo da 50 ML UNGARO mi trovo impresso il prezzo di euro 58 circa scontato ad euro 26 circa, casualmente al mio ritorno a Torino ho fatto un riscontro con altre 2 profumerie e lo stesso articolo veniva venduto ad euro 15.”

e soprattutto mangiavano, argomento su cui ognuno ha le sue opinioni. Uno scrive:

SEMBRAVA VERAMENTE DI STARE IN UN RISTORANTE DI ALTO LIVELLO, SIA PER I MENU CHE PROPONEVANO, PORZIONI ABBONDANTI E MOLTO SAPORITE, SIA PER IL SERVIZIO. SUI BUFFETT MOLTE VARIETA’ E SEMPRE DIVERSE OGNI GIORNO.
LE COLAZIONI POI ERANO STRAORDINARIE, TUTTO FRESCO E DI UN PROFUMO CHE TI FACEVA ANDARE IN ESTASI.

E un altro invece replica:

“PECCATO PER IL SERVIZIO A BORDO, RIDOTTO AL LUMINCINO, E PER IL CIBO DI SCARSA QUALITà, DI SCARSA VARIETà.. CUCINATO DA TAVOLA CALDA…”

Come in ogni monopolio che si rispetti

“Fanno di tutto per spillarti soldi (bingo, casinò, prezzi assurdi per le consumazioni, ecc.)”.

Per fortuna abbiamo un informatore loquace, che ci dà un’idea precisa della peculiare forma di vita che paga per farsi rinchiudere nel carcere Costa. Scusate la citazione un po’ lunga, ma l’antropologia è una scienza che richiede pazienza:

“Allora, crociera di capodanno 2010/2011 con Costa Concordia […].
Lavoro tutto l’anno come un mulo e non voglio badare a spese, cerco una soluzione “costosa” e spendo per me e la mia ragazza circa 5000 euro per una bella camera con balcone. Prima di partire acquisto diversi pacchetti, tra cui il “diamond” che mi assicurava una bottiglia di Champagne in camera, cesto di frutta fresca ogni giorno e fragole al cioccolato, volevo fare una bella sopresa alla mia ragazza: Una guerra, al quarto giorno di proteste finalmente mi portano la frutta, il giorno dopo niente, poi si, poi no, una “caciara” come si dice a Roma […]  ogni volta chiamavo la reception che chiamava il ristorante che chiamava il servizio in camera che poi arrivava e diceva: Voi cesto di frutta? Si grazie! Mancia! E POI NIENTE..

Cena: 5000 euro di crociera e la sera di capodanno non mi dai una bottiglia di spumante gratis al tavolo?? Ammazza! Una aragosta? Un piatto speciale? Due benedette lenticchie?? Niente, una cena come le altre […]

Spettacoli: Grease? Aida? Chicago? E dai almeno un musicals! un qualcosa di scenografico per fare una bella serata! LE serate sono state: Un sassofonista, Un ventriloquo o ventriloco non so come si scrive, un mago e uno spettacolo ospiti, gli altri programmi nemmeno sono riuscito a vederli ma non erano “spettacoli” erano performance di UNA persona. […]

Parliamo dell’intrattenimento e dell’animazione: Sono un ex Animatore Valtur, tanti anni di esperienza sul groppone, e certe cose non mi vanno giù: E’ vero che non sono una bella ragazza giovane e single, e che quindi gli animatori non dovrebbero tagliarsi le vene per trascinarmi con loro, ma almeno un saluto! […]

piccola parentesi: Nessun programma di capodanno. Nel bar Berlino tipo 30 secondi prima della mezzanotte passano due di corsa a tirare scatole di coriandoli sui tavoli, nemmeno abbiamo fatto in tempo a prenderli e scartarli che già era capodanno.. 5000 euro di crociera: Me la dai una trombetta e un cappellino di carta per favore??? Niente. […]

Però c’è da dire che l’attività fortissima dell’animazione era “Maria de Filippi versione Costa” riproducevano in discoteca “uomini e donne” con ragazzi da 16 a 20 anni, tutti gli altri a guardare, se hai più di 25 anni e non hai un bel paio di tette ti spari e non ti si fila nessuno, se poi sei in coppia sei trasparente come Predator nella jungla, ma puoi sempre rifarti con un ballo di gruppo di massimo 45 minuti..

Casinò:
Bello, però se i minori di 18 anni non ci possono stare li devi mandare via, era pieno di minori. 7 tavoli da gioco circa, 3 li tenevano sempre chiusi, e gli altri erano affollati e dovevi fare la fila per giocare.. […]

Vasche idromassaggio: Cartello colossale che i minori di 16 anni non possono farsi il bagno. Quando arrivi sembra che la vasca idromassaggio sia vietata ai MAGGIORI di 16 anni, nessuno controlla, anche se lo facevi presente non cambiava nulla. […]

Medico:
Ovviamente paghi tutto prima di partire. Bene, una sera, forse cena troppo pesante, mi sento un pò male, un pò di nausea, chiamiamo il medico, tanto è compreso nel prezzo.. arriva (persona gentilissima e di grande esperienza) mi misura la pressione, un paio di controlli, mi da una pasticca e dice che va tutto bene ok grazie mille! ma mi lascia la ricevuta da pagare.. Ricevuta di che? Il medico è incluso nel viaggio! e no dice lui (che poveretto che centra?) il servizio medico lo paghi, poi quando torni a casa vai in agenzia e ti rimborsano loro.. 90 euro mai rimborsati, l’agenzia ha detto che questa cosa non sta ne in cielo ne in terra… In viaggio hai un’assicurazione che in caso di medico in camera devi fare una trafila e forse ti rimborsano 40 dollari dopo chissà quanto tempo..

Undici giorni di crociera, torniamo a Civitavecchia, stancherò con questa frase ma… 5000 euro di crociera e devo sbarcare alle 7 di mattina???!! valigie fuori a mezzanotte, casinò chiuso all’una di notte e la mattina dopo, con una specie di “sorteggio” che nessuno saprà mai con quale metro di misura è stato fatto, mi sono dovuto alzare alle 6 per scendere alle 7.[…]

Ultimissima cosa!! DULCIS IN FUNDO!
Durante la serata “sculture di ghiaccio” dove bordo piscina un ragazzo faceva una bellissima scultura nel ghiaccio, offrivano degli squisiti frullati GRATUITI.. Ma… andavi li e ti dicevano: il frullato è gratis ma il bicchiere costa 7 euro CHE FA LO PRENDE?
AHAHAHAHAHA, ANCORA RIDO!
Adriano da Roma”

Siamo contenti che i pesci del Tirreno avranno una nuova e affascinante casa da esplorare, tutta per loro.

Note:

[1] Dallo stesso sito, apprendiamo che la ditta Costa ha trovato un buon sistema per tenere bassi gli stipendi del migliaio di servitori su cui si regge la Nave (ci hanno parlato di ottocento euro al mese per le ragazze che si assumono la fatica e la responsabilità non indifferente di mandare avanti la ludoteca):

“prima di partire non capivo come mai dovevamo pagare 7 euro al giorno di mancia, ora che sono tornata ne pagherei anche 10 vedendo quello che fanno quei ragazzi e ragazze… “

Ma tanto, i destinatari delle mance sono quello che sono:

“Una cosa che ho notato da subito è la scarsa dimestichezza della lingua italiana da parte del personale, filippini brasiliani indiani peruviani ecc. Certo l’inglese aiuta, ma le persone che non lo parlano non hanno diritto anche loro a riceere comunicazioni chiare e precise quando si chiede qualcosa ad un cameriere, piuttosto che al cuoco del buffet?”

[2] Il Saṃsāra, nell’induismo, indica l’incessante ruota di nascita e di morte che sorge dalla mescolanza di ignoranza e di avidità.

(Continua…)

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174 Responses to “5000 euro di crociera: Me la dai una trombetta e un cappellino di carta per favore???”

  1. mirkhond says:

    Tipici discorsi di chi vive di interrogativi sul dove e quando la prossima vacanza?
    Il personale multietnico e sottopagato diventa solo un’appendice, una cornice superficiale di un quadro che avrebbe potuto essere spensierato, senza la virata cogliona che ha portato al titanic de noantri….

  2. Francesco says:

    adesso divertirsi è peccato?

    eppure il film di Sordi sulle vacanze intelligenti o le scene di Fantozzi sulle attività culturali dovrebbero aver tracciato un solco …

    ciao reazionario classista

    • PinoMamet says:

      Per me divertirsi non è peccato, ma è un peccato farsi fregare! ;)

      • Francesco says:

        infatti se ne sono accorti e lo dicono

        nessuno è così bravo da non farsi fregare mai, il problema è quando non te ne rendi conto

        oppure quando se ne rendo conto al tuo posto un altro, che ha gusti del tutto diversi da tuoi e tiene un interessante blog su internet dal nome turco

    • paniscus says:

      Francesco: adesso divertirsi è peccato?

      E adesso il divertimento che c’entra? Non mi sembra che si sia minimamente parlato di “divertimento”, nel post originario.

      Lisa

      • Francesco says:

        e certo, che Miguel esclude a priori che qualcuno possa divertirsi in una crocera che PER LUI è una prigionia

        come se Cecchi Paone stigmatizzasse il sottoscritto perchè ci prova con Milla Jovovich: alla fine i gusti sono liberi o no?

      • Val says:

        Arrivo tardi solo per dire che, una volta tanto, sono d’accordo con Francesco. Miguel ci dà uno spaccato interessante di vita fantozziana, ma all’analisi deve seguire una sintesi, altrimenti è troppo facile, non è antropologia ma cronaca di costume. Per la cronaca, mi risulta che in Cina la Costa Crociere abbia prenotazioni fino al 2015… evidentemente la middle-lower class ha comportamenti simili ovunque.

    • Hahahaha, anche critico cinematografico, franchecco?

      • Moi says:

        @ SULEIMAN KAHANI

        Da te mi aspettavo paragoni altamente retorici fra la Costa Concordia e la Freedom Flotilla !

  3. PinoMamet says:

    ” Se pensiamo poi che gli italiani si tirano su cappuccio e sciarpa quando gli altri popoli dicono che è una bella giornata primaverile”

    Verissimo, è una cosa che ho riscontrato spesso. Io sono poi di quelli che se potessero ne metterebbero due di cappucci e tre sciarpe.

    Non credo che la cosa sia (più di tanto) genetica, anche se qualcosa conterà. Forse semplice abitudine, e poi anche un po’ di moda “nordica”.

    • Peucezio says:

      “Io sono poi di quelli che se potessero ne metterebbero due di cappucci e tre sciarpe.”

      Non dirlo a me…

      Invece mi stupiscono gli spagnoli. Madrid ha un inverno del cavolo, che è mite quasi quanto quello di Roma (d’altronde è alla stessa latitudine della Calabria). Eppure loro non hanno mai freddo. Li vedi con meno di 18 gradi in giro in maniche di camicia.
      Secondo un mio ex parente acquisito teutone dipende dal consumo abituale del chorizo, che crea una patina di grasso che protegge dal freddo.

      • paniscus says:

        Questo è INDUBBIO, e guai a chi si azzarda a negarlo:

        come si spiega che, misteriosamente, nonostante il clima mediterraneo sia mitizzato e invidiato da quasi tutto il resto del mondo…

        …gli italiani soffrano, in percentuale esagerata, di bizzarre ed esoteriche malattie legate alle condizioni meteorologiche, che di fatto NON ESISTONO in altri paesi?

        Tipo qui:

        http://www.bbc.co.uk/news/magazine-15987082

        Ma soprattutto, vista la mia “facilissima” evoluzione personale, quello che non mi spiego è come sia possibile che la gente non se ne liberi in età adulta, con sollievo estremo e senza il minimo senso di colpa?

        Voglio dire, è vero che le mamme e le nonne italiane tendano a infagottare i ragazzini di multistrati inverosimili da esplorazione polare, e che in gioventù tutti, inevitabilmente, sbuffino contro questa abitudine fastidiosissima e opprimente: ma allora, perché non SMETTONO di praticarla, non appena raggiunta l’età per decidere da soli?

        Io ho odiato ferocemente l’abitudine di mia madre di impormi la canottiera di lana fino a maggio inoltrato, e di ossessionarmi con il terrore che i capelli rimanessero umidi: ma appunto, a partire dall’età di 15 anni non ne ho più voluto sapere, sono 25 anni che non porto canottiere di nessun genere, e che non mi asciugo i capelli in alcun modo, li lascio asciugare all’aria in qualsiasi stagione, e sto benissimo. E mi guardo bene dall’imporre gli stessi rituali ai miei figli.

        Ma proprio per insofferenza verso l’atteggiamento di dogmatismo, di terrorismo psicologico e di minaccia: mi è stato fatto credere che “se non ti asciughi bene i capelli ti ammali”? Bene, non appena ci ho provato e mi sono accorta che non era vero, ho mandato a quel paese tutte quelle raccomandazioni patetiche.

        Ci sono persone a cui la sensazione di freddo dà molto fastidio? Bene, che si coprano di più. Ci sono persone che la sopportano meglio? Bene, che si coprano di meno. Ma BASTA con questi ridicoli precetti assolutistici che “bisogna assolutamente infagottarsi sennò ci si ammala”, e che cavolo!

        Nel mio piccolo, anni fa ho assistito a una surreale discussione all’assemblea dei genitori dell’asilo nido. L’oggetto del contendere era l’abitudine delle educatrici di portare i bambini “troppo spesso” in giardino, anche se faceva freddo. In effetti, la politica dell’asilo era di portarli fuori, almeno per un’oretta al giorno, ogni volta in cui fosse materialmente possibile, anche con la temperatura bassa, basta che non piovesse o non ci fosse un vento molto forte. Il che mi sembra assolutamente ragionevole: in certe giornate d’inverno, luminose, cristalline, asciutte, con poco vento e con un sole forte… fuori si sta benissimo, anche se la temperatura è bassa. Considerando anche che i bambini, per andare fuori, venivano rigorosamente bardati allo stesso modo in cui i genitori li avevano consegnati all’asilo, ossia con multistrati, giacche a vento, cappelli e guanti.

        Bene, la scena fu epica: una mamma italiana, peraltro di origine calabrese, bellissima donna mediterranea dai tratti forti e dai colori scuri, inveiva contro le maestre perché, a suo dire, sua figlia si ammalava sempre, A CAUSA dell’abitudine sconsiderata delle maestre di portarli fuori anche quando faceva freddo.

        Un’altra mamma, di origine svedese (ma sposata in Italia, con bambino nato in Italia, che non aveva mai vissuto in Svezia), si mette a ridere e dice: “E allora al paese mio come farebbero? NOn penserete mica che stiano tutti chiusi dentro casa per cinque mesi all’anno?!

        La replica standard da Mamma Italiana Media fu, prevedibilissima: “Eh, ma che c’entra? I vostri sono abituati, i nostri no!”

        Non si parla mai di genetica, eh, precisiamo: soltanto di “abitudine”.

        E allora, la domanda naturale arriva: “Ma se si sono abituati i nostri, non si possono abituare anche gli altri? Basterebbe farli cominciare…”

        Non vi dico come fu trattata la povera scandinava…

        Lisa

        • Peucezio says:

          Proprio ieri mia madre mi raccontava che una sua “assistita” (mia madre fa attività di volontariato), divisa dal marito e con un figlio, non ha voluto che il padre andasse a prendere il bambino come previsto perché quel giorno era senza macchina e lui, facendo un pezzettino di strada a piedi, avrebbe preso freddo e si sarebbe ammalato. Mia madre le ha fatto giustamente notare che, secondo questa logica, se il padre non avesse l’automobile, non dovrebbe quindi mai vedere il figlio.
          In generale le mamme italiane – e i genitori italiani min genere – sono iperprotettive: è un luogo comune trito e ritrito ma assolutamente vero. E ciò fa danni (anche se secondo me fa meno danni dell’eccesso opposto praticato altrove).
          Per quanto riguarda gli adulti però, io proverei a dare questa spiegazione: è vero che c’entra l’abitudine acquisita nell’infanzia e che quindi un po’ si radica.
          Ma più in generale c’entra il fatto che l’italiano ama vivere bene, soprattutto nelle cose spicciole, e questo senso di protezione, di tepore gli piace. L’italiano è poco spartano (e secondo me fa benissimo). Gli indumenti fra l’altro sono uno strato della civiltà che ci protegge, e ci allontana, dalla natura, cioè sono lo strato simbolico di millenni di civiltà che fa sì che all’italiano di sentire tutto questo contatto con l’aria, con gli elementi, col respiro degli alberi non freghi granché (in Italia gli indumenti sono un’ossessione non solo e non tanto funzionale: siamo dei fanatici della moda, dello stile ecc.).
          La minore tolleranza al freddo in sé stessa alla fin fine c’entra poco: non altrimenti si spiegherebbe il fatto che nell’Europa settentrionale le case sono riscaldaitissime e ci si sta bene tutto l’anno, mentre nell’Italia meridionale si gela e si vive all’adiaccio più o meno da ottobre-novembre ad aprile, visto che nessuno usa il riscaldamento, se non centellinato magari mezz’ora al giorno quando va bene, e si tiene in casa la temperatura di fuori anche se questa è di 5 gradi.

    • lamb-O says:

      Devo essere strano forte, non metto niente di più pesante della polo + felpa (con lampo, per aprirla al chiuso) finché non si scende sotto i 10 gradi… e le mie prestazioni sono pure calate con l’età.

      • PinoMamet says:

        Hm, conosco milioni di americani che sono come te
        (a parte quelli conosciuti de visu, ci sono i frequentatori dei vari forum di abbigliamento vintage che seguo, che, poverini, a sentir loro non hanno mai occasioni di mettere cappotti o parka a meno che non abitino in Alaska o giù di lì…)
        quindi direi che non sei strano;

        io però ci ho provato, a fregarmene come dice Lisa, e in tempi non sospetti:
        niente, mi ammalo lo stesso. Sono tipo una pianta tropicale, devo stare al caldo e al sole.

        • Francesco says:

          A me PIACE imbacuccarmi ben bene prima di uscire.

          Escludevo, da giovane, solo le partite all’aperto di basket ma oramai è un ricordo lontano.

          Mia moglie è 100% ital-tipica :D

  4. Marcello Teofilatto says:

    E’ proprio il caso di dire, citando il compianto Neil Postman: “Divertirsi da morire”.
    Ciao da M.T.

  5. Per Francesco

    “adesso divertirsi è peccato?”

    Non ritengo affatto che i pesci che si divertono a esplorare il relitto pecchino. Anzi.

  6. Per PinoMamet

    “Non credo che la cosa sia (più di tanto) genetica”

    Non lo penso affatto. Credo che la tendenza a travestire i bambini da pinguini tra settembre e maggio, con cappuccio, sciarpa, canottiera di lana, camicia pesante, due maglioni, giacca a vento, guanti produca persone che quando crescono sono veramente più sensibili al freddo.

  7. Savona? Beh, forse esiste il turismo per andare a vedere il turismo.
    Il diavolo si nasconde nei dettagli.

  8. Pingback: “5000 euro di crociera: Me la dai una trombetta e un cappellino di carta per favore???” - Kelebek - Webpedia

  9. Lorenzo says:

    Temo che i pesci del Tirreno si divertiranno assai meno se si dovessero aprire i serbatoi di combustibile

  10. Buleghin il vecio says:

    Italiani sempre gli stessi ach!
    Unico italiano SERIO non presente su krociera ach!
    Rag.fantozzi fatto facanze per affare sua il furbonen!

    ACTHUNG!
    Dispersi 11 tedeschi se italiani non trofa subitissimo ferrano dispersi 110 italiani!
    Kommandur firmen-Kulonen inchiavabilem.

  11. Rock & Troll says:

    Tra le vittime e i dispersi del disastro c’è anche un bambino di dieci anni e una bimba di cinque.
    Qui intanto si fa ironia sui pesci.
    Evidentemente, come sotto i bolscevichi, nascere figli di borghesi è già una colpa.

    Il mio pensiero cristiano e di essere umano va invece a quei piccoli e ai loro genitori.

  12. Buleghin il vecio says:

    Come al solito italiani piange su pampini e loro mutti! Ach!
    E intanto suona mandolinen, kanta a mancia spachetti neanché konditi bene con marmellaten!
    RINIUNEN SECRETEN SU SWANZSEE
    Stabilito nuofo leben-raum tetesco affenire ferso sud fisto troppe legnaten kuttaten da terribililen russen ad Est e clima troppo fredden per teneren chiappen tedesken che congela subiten meglio metiterraneo – affiso – evitare kroceren su barken italianen komandaten da marittimen attestrati a skapparen prima onden

  13. Per Lorenzo

    “Temo che i pesci del Tirreno si divertiranno assai meno se si dovessero aprire i serbatoi di combustibile”

    Hai ragione. E questo è un vero problema.

  14. Per Rock & Troll

    “Tra le vittime e i dispersi del disastro c’è anche un bambino di dieci anni e una bimba di cinque.
    Qui intanto si fa ironia sui pesci.”

    Intanto, nessuna ironia. Io penso veramente che il relitto della nave, ovviamente ripulito dal petrolio, potrà creare uno splendido ecosistema.

    Secondo, ciò che è avvenuto è un incidente, che rientra nella media delle cose che avvengono sulle autostrade italiane ogni mezza giornata, aggravato dalla cialtroneria di un comandante, ma rimediato dall’incredibile efficienza di altri che hanno salvato quasi tutti.

    Terzo, che ci fossero dei bambini dipende dai loro genitori, e da un sistema di adescamento di famiglie e di minori che li ha portati nel carcere Costa. E non è certo colpa dei pesci.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Martinez

      ”ecosistema”

      In qualche decennio, forse, si’. Ma non ne sono neanche sicuro: noi siamo abituati a vedere i coralli sui relitti di cacciatorpedinieti o galeoni. L’ ”Andrea D’Oria” è così in profondità da non turbare affatto le coste dell’Atlantico. La ”Exxon Valdez” ha fatto una catastrofe. Nel frattempo, la ”Haven” davanti ad Arenzano è diventata una micidiale trappola per subacquei ansiosi di visitarne l’ ”ecosistema”.

      OT: un mio collega navigo’ sulle navi Costa come ingegnere elettrotecnico. Le descrizioni che mi ha fatto degli addestramenti del’equipaggio alla sicurezza dei passaggeri sono allucinanti. L’ho rivisto dopo il naufragio della ”Concordia”: non ha detto una parola, ma mi ha sorriso con l’espressione del ‘che ti avevo detto?’

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio says:

        La preparazione e competenza degli equipaggi in caso di incidente (ma anche dei comandanti a non andare a sbattere contro gli scogli) segue probabilmente la stessa tendenza presente in tutti gli ambiti professionali negli ultimi anni: approssimazione, incompetenza, pressapochismo, mancanza di professionalità. Si nota a tutti i livelli, sarebbe strano che non si notassse anche lì.

    • lamb-O says:

      La cosa più probabile è che se la portino via a pezzi o la mettano addirittura a posto, temo…

  15. Sempre per Rock & Troll

    “Evidentemente, come sotto i bolscevichi, nascere figli di borghesi è già una colpa.”

    Io sono figlio di borghesi, magari squattrinati, e me ne vanto. Altro che colpa.

  16. PinoMamet says:

    Non c’entra nulla, ma segnalo che per quasi tutta la giornata di oggi, fino a ora, non sono riuscito ad accedere al blog (mi si apriva una pagina che mi elencava, tra le possibili cause, il fatto che il blog fosse pesantamente spammato o “spidered”, che non so che significa).

    PS
    Io non so bene se sono figlio di borghesi o no; boh?
    Non ho mai fatto una crociera, ma una coppietta di miei amici neo-sposati, non volendo rinunciare a viaggiare anche con bambino piccolissimo al seguito, hanno provato l’anno scorso, o l’altro anno:
    proprio sulla nave affondata, e con lo stesso capitano ora tristemente famoso.

    La loro testimonianza coincide più o meno con quelle riportate qua.

    (Prima che intervengano polemiche inutili su turisti, viaggiatori, faidatè mica faidatè: hanno scoperto che possono viaggiare comunque “da soli” come hanno sempre fatto, anche con pupo al seguito, certo meglio evitare le località rischiose e a volte c’è da adattarsi… e poi c’è anche da dire che il pupo due-tre-quattrenne puoi portarlo a vedere iposti più fighi del mondo, ma se poi non gliene frega niente/se li scorda?)

  17. Per tutti

    Per qualche motivo (“Errore 503″), il sito ieri sera era rimasto inaccessibile – anche a me.

    Poi stamattina mi sveglio, tutto funziona normalmente, anche lo spam. Sono così grato che riporto per intero (tolto il codice che attiva l’URL) il primo messaggio di spam arrivato al risorto sito, tra l’altro da uno dei miei spammatori abituali più simpatici, il vecchio russo Filpan:

    Dwosayys
    filpan.ru
    95.26.54.150
    Submitted on 2012/01/18 at 2:31 am
    Buon giorno !
    Nel peggior momento possibile su cartuccia. Soldi per la nuova piccola , e anche per rifornirsi di carburante, e hanno urgente bisogno di stampare due lettere.
    Dove posso trovare una cartuccia compatibile per Xerox WC 3300.
    Che ha catturato il mio Forum filpan.ru economico compatibile con la cartuccia di toner Xerox WC 3300.

    Voglio qui filpan.ru La ricarica delle cartucce d’inchiostro Xerox WC 3300.

    • mirkhond says:

      Temevo un intervento censorio stile cesnur del 1998, magari da parte di chi non aveva gradito, perchè frainteso, l’articolo sull’affondamento del titanic de noantri…
      1912= Titanic
      2012=Concordia

    • Moi says:

      Macché Xerox … ammirate i prodigi della tecnologia fotocopisteristica veronese:

      http://www.youtube.com/watch?v=UCelDAjaX_c

      :-) ;-)

      • mirkhond says:

        Ci manca solo Germano alla guida di Goldrake….

        • Moi says:

          C’è … C’è . In fondo però Go Nagai ha simpatie filosataniste (v.di “Mao Dante”) … non sarà dispiaciuto, credo.

        • Moi says:

          Questo è un rarissimo esempio di blasfemia (per “noi”) involontaria, quando c’è di mezzo il “paganesimo asiatico” !

          http://www.youtube.com/watch?v=XLWnrPnOFDM

        • PinoMamet says:

          Ma che stai a ddì, Nagai è giapponese, assai ne capisce lui, di Satana.

          Al limite lo confonderà col giudice dei morti del folklore indo-sino-nipponico
          (ci sono parecchi dèi induisti che attraverso il buddhismo- già- arrivano in Cina, e da lì passano in Giappone- a volte cambiando molto i connotati- dove vengono tranquillamente assunti nello Shinto) di cui mi sfugge il nome.

          Che poi alla fine è Minosse.

          Comunque, voglio dire, anche usando Satana “nostrano”, dire che ha simpatie sataniste è come andare a cercare simpatie confuciane o legiste (cinesi) in Grosso Guaio a Chinatown!

        • Moi says:

          @ PINO

          Non mi starei troppo a formalizzare, visto che anche il Satana “nostro” di Semitico non ha una cippa: è Pan riciclato !

        • Moi says:

          @ MIRKHOND

          Qualcosa di simile l’hanno fatto mediante ridoppiaggi …

          http://www.youtube.com/watch?v=vaq4ab2sQK4

          D’altronde quando all’ indomani delle Vignette Danesi su Maometto i CattoLepantini proclamarono l’ inferiorità dell’ Islam perché “Non accetta le critiche, mentre la Chiesa Cattolica invece sì !” … gli AntiClericali non hanno esitato a elevare la Bestemmia a Forma Somma della Libertà di Espressione.

        • mirkhond says:

          Per Moi

          In effetti, sempre parlando semiseriamente, è sorprendente vedere questi grandi guerrieri nipponici non abbandonarsi mai ad imprecazioni, anche molto pesanti, soprattutto nella tensione, nel pericolo estremo della battaglia….
          Penso che ciò sia dovuto ad una sorta di autodiscipilina di matriche shintoista-buddista tipicamente giapponese, ma su questo credo che Pino Mamet ne sappia di più…
          ciao
          ps.
          l’unica volta in cui l’eroe si lascia scappare una parolaccia, è nel cortometraggio Gattaigher, l’episodio pilota (e a mio parere, disegnato e rifinito molto meglio) di Goldrake.
          Nel suddetto cortometraggio Daisuke/Duke Fleed/Actarus, nell’aiutare il parto di una cavalla, apostrofa Hikaru/Venusia con Okancimenkò o qualcosa del genere (mi scuso per l’eventuale errore di trascrizione latina del termine), che la sottotitolatura italiana traduce pudicamente con stupidina, ma, almeno a quanto lessi su un forum di appassionati dell’opera nagaiana, dovrebbe essere un termine pesante e perciò ammorbidito nel doppiaggio…

        • PinoMamet says:

          Allora, qui ci vorrebbe un vero conoscitore di cose giapponesi, e non un tale che ha solo frequentato un tempio buddhista zen…
          (e che trova noiosissime le arti marziali giapponesi, quelle cinesi almeno sono divertenti!)

          Penso che ormai gli atleti giapponesi o orientali in genere siano più o meno identici a quelli del resto del mondo, che non sono un bello spettacolo, come comportamento.
          Ma io ero rimasto che, per etica, nelle arti marziali orientali (che poi servono per il campo di battaglia, ecco perché ne parlo) non si esultasse per la vittoria.
          Invece, guardando in tv le competizioni olimpiche o di altro tipo, vedo un sacco di judoka che esultano con urla e capriole, come banali calciatori.

          Non sono un esperto di parolacce giapponesi. Non so se abbiano un repertorio ampio o ristretto, e neppure la frequenza con cui fossero usate sul campo di battaglia.
          Nella letteratura cinese “popolare, il Viaggio a Occidente (o la storia dello Scimmiotto, come è più nota) abbonda di scontri dove ci si batte tanto a parole che con le armi: ma si tratta di un’opera appunto popolare (ma anche piena di “buon senso buddhista”); però ripresa in tutto l’estremo oriente e molto nota.

          D’altra parte, i giapponesi tendevano a prendere le vicende belliche con spirito molto molto serio, visto che, in fondo, ci si poteva morire: e molti guerrieri indossavano sotto la corazza il “rakusu”, cioé la forma ridotta della toga dei monaci buddhisti (“kesa” in giapponese) come se la battaglia fosse un’altra forma di meditazione.

          Ma visto che alla fine siamo tutti esseri umani, penso che anche da loro si andasse dai super-seriosi fino a… Germano Mosconi, anche se forse con una prevalenza dei primi!

          ciao!

      • Moi says:

        @ PINO

        E cmq ti ricordo che stando a wikipedia “Mao Dante” di Go Nagai è ispirato espressamente (!) alla Divina Commedia illustrata da Gustave Doré …

        • PinoMamet says:

          Vabbè, ma pure io posso fare un cartone ispirato alle stampe di Utamaro, mica per questo divento shintoista o nutro simpatie per il perfido prete Shingon che appare a volte nel teatro giapponese!

        • mirkhond says:

          Pensa un pò, Nagai che ambienta uno di quei suoi possenti cicli epici nei cieli di San Bonifacio, e Germanizer che lotta contro gli Anunnaki e Rettiliani venuti a chieder conto alle loro creature terrestri…
          Il tutto condito nel più puro veneto e il Righel/Danbei all’osteria col bicchiere ripieno, stile ruzante del ‘500…
          Una roba pazzesca….

  18. Per PinoMamet

    “Io non so bene se sono figlio di borghesi o no; boh?”

    La questione sarebbe irrilevante, se Rock & Troll non avesse confuso questioni totalmente diverse.

    Lenin diceva che bisogna togliere al ceto socio-economico borghese (e nobiliare) il controllo dei mezzi di produzione, nonché un sacco di altre cose.

    Ma la borghesia oggi non esiste più, e se esistesse, forse sarebbe nel Consiglio d’Amministrazione della Costa, ma non andrebbe certo sulle crociere Costa.

    Essere borghesi significava distinguersi dagli altri non solo per reddito, ma anche per un certo rigore e una certa cultura, nonché grazie a elaborati codici di abbigliamento e di alimentazione.

    Tanto che l’appartenenza a tale ceto poteva anche fare a meno del possesso di soldi; ma non poteva certo fare a meno dei codici e della cultura.

    • Francesco says:

      sbaglio o questa è la confusione del giornalista tedesco con la barba tra borghesia e capitalisti?

      che permette alla sociologia marxista di scrivere all’infinito senza dire mai nulla

      vabbè, ribadisco che è razzista e stupido (classista in senso culturale, se vuoi) insultare (sia pure con grazia) che è colpevole solo di aver voluto fare una crociera e di non avere i soldi per farla sul SUO yacht di 150 metri chiamata Lotta Continua (cit.)

  19. Per Rock & Troll

    “Il mio pensiero cristiano e di essere umano va invece a quei piccoli e ai loro genitori.”

    Non per infierire su Rock & Troll, ma è interessante cosa sia diventato il “pensiero cristiano”, cioè sostanzialmente, “il dispiacere per i morti mi vieta di pensare male dei vivi”.

    E invece la letteratura cristiana europea ha un’immensa riserva di riflessioni, a volte bellissime e a volte semplicemente angoscianti, sulla vanità e sulla morte, che si riassumono graficamente nella splendida immagine della Nave dei Folli o Stultifera Navis.

    E quale simbolo migliore di tutto ciò, del furibondo Adriano da Roma, che sulla nave che (un giorno) affonderà, urla, “5000 euro di crociera: Me la dai una trombetta e un cappellino di carta per favore???”

    • Francesco says:

      Sbagliato.

      Cristianamente, R&T mette prima gli essere umani reali e il rispetto per loro, rispetto a elucubrazioni (in questo caso spiritosaggini) volte a soddisfare il proprio ego.

      Non c’è motivo, serio, di prendersela con chi in crociera ci va. Io non me lo posso permettere e potendo non lo farei cos’ vicino a casa, non ha senso per me.

      Ma questo che c’entra? Mi da diritto di deridere chi lo fa?

      Forse, nel mondo di Fantozzi, mancano del giusto rilievo le figure di mezzo, quelli che raddoppiano il disprezzo per il miserabile ragioniere senza essere Megadirettori Arcangeli con Poltrona in pelle umana.

      • giovanni says:

        “mette prima gli essere umani reali e il rispetto per loro”
        ammazzateli tutti, dio riconoscerà i suoi. Il rispetto cristiano degli esseri umani reali ci ha regalato 20 secoli di stermini benedetti dai preti!

    • nic says:

      E quale simbolo migliore di tutto ciò, del furibondo Adriano da Roma, che sulla nave che (un giorno) affonderà, urla, “5000 euro di crociera: Me la dai una trombetta e un cappellino di carta per favore???”

      Pura poesia, grande Miguel!

  20. Per PinoMamet

    “hanno scoperto che possono viaggiare comunque “da soli” come hanno sempre fatto, anche con pupo al seguito”

    Ti assicuro che si sta meglio a viaggiare con due bambini per mezza Europa, per tre settimane, cambiando continuamente città, che a tenerseli in casa :-)

    I bambini si ricordano ciò che si ricordano, come noi grandi d’altronde, solo che ci ricordiamo di meno e sovrapponiamo ai ricordi veri le informazioni intellettuali.

    E si può camminare talvolta sotto la pioggia e il vento, se capita: si divertono.

    Soprattutto, i ricordi che si formano in quell’età danno una dimensione del mondo. Chi è stato sempre portato, ogni estate, sulla stessa spiaggia, mancherà sempre di qualcosa.

  21. Moi says:

    Mi sa che dopo questo tragico evento passerà un po’ la moda di mettersi a prua a braccia aperte “a (ri)fare il Tàitènich” … dài e dài l’ ha purtè sfiga ! ;-(

    http://www.youtube.com/watch?v=saalGKY7ifU

  22. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=8MDPeL8lpzo

    Titanic – “I’m Flying” Scene

    —-

    …Ma gli IslamoNaziComunisti trovano più romantico il Burqa Obbligatorio ;-) !

  23. Guido says:

    Guardavo il video della canzone di Gaber, “La nave”

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=eHS9vflXavw

    e riflettevo tra me e me. Pensavo ai quarant’anni che ci dividono dall’epoca in cui Luporini e Gaber scrissero questa bellissima metafora della società divisa in classi sociali.
    Pensavo poi a quanto scrive Miguel:
    <>. Ecco, questo è un buon tema di discussione che può essere condotto su un considerevole numero di percorsi.

    Questo è il mio parere: la “borghesia” nei termini otto-novecenteschi sicuramente non esiste più. La trasformazione dei possessori di beni materiali in azionisti e possidenti di valori posizionati nell’etere digitale ha comportato, almeno in questa fetta di mondo (teniamolo sempre a mente), la fine di ciò che conoscevamo sotto la voce classica di “borghesia”. Lo stesso meccanismo finanziario ha condotto ad una uniformizzazione generale, ad un imborghesimento generalizzato di tutte le classi sociali, trasformando i poveri in “classe media” (almeno così essi si immaginano). Tutto questo con una grande varietà di accesso ai consumi ma tutto all’interno di un medesimo universo simbolico(denaro-figa-potere-cibo-lusso-divertimento-“giovinezza”-“salute” ecc. ecc.). La metafora del centro commerciale/carcere galleggiante è perfetta! Che poi molti all’interno di questa classe media/mediocre scimmiottino i comportamenti dei borghesi, come già i borghesi fecero imitando gli aristocratici, beh è tutto un altro discorso.
    Detto questo non nego assolutamente la lotta di classe. Tutt’altro. Dico solo che questo concetto andrebbe rimodulato allargando il nostro modo di vedere all’intero sistema-mondo, con la consapevolezza necessaria dell’immane complessità da decostruire e della nostra specifica posizione in essa.

    Credo che la linea scelta da Miguel (vedere l’universo in una goccia d’acqua) e condivisa da tanti eccellenti commentatori/collaboratori sia la migliore scelta possibile per questa “eroica” impresa, l’unica che potrebbe forse immaginare l’allestimento di qualche scialuppa di salvataggio.

    P.S. Sul caso specifico prendo atto dell’immediato e inevitabile funzionamento del dispositivo cinematografico che prevede il mostro (il coglione capitano) e l’eroe tutto d’un pezzo (il comandante della capitaneria di porto).

  24. Guido says:

    La frase di Miguel a cui mi riferivo e che stranamente non è apparsa nel mio messaggio è questa:

    …Ma la borghesia oggi non esiste più, e se esistesse, forse sarebbe nel Consiglio d’Amministrazione della Costa, ma non andrebbe certo sulle crociere Costa.

    • Francesco says:

      e nel 1900 cosa capitava di diverso? le SPA precedono la rivoluzione industriale e la accompagnano in tutto il mondo, prendendo ogni volta il posto dei geniali fondatori singoli

      e una immensa classe media, non proprietaria dei mezzi di produzione e non operaia, esiste e azzera l’utilità del marxismo già da allora

      senza parlare dei professionisti di medievale memoria, rimasti in auge in tutti i paesi del mondo

      alla fine, una bella narrazione ha accecato

  25. roberto says:

    pino
    “il pupo due-tre-quattrenne puoi portarlo a vedere iposti più fighi del mondo, ma se poi non gliene frega niente/se li scorda”
    noi abbiamo girato moltissimo con la grande (primo viaggio a 18 mesi negli USA) e pensavamo che il segreto fosse organizzare viaggi a dimensione di bambino (chesso’ abbiamo passato una giornata al louvre: mia moglie a vedere quadri, io a inseguire la piccola fino a trovare cose che la incuriosivano e sulle quali lei voleva fermarsi, fare disegni, raccontare storie…).
    insomma un vero spasso ed una salvezza pure per me che in fatto di musei/arte/monumenti sono un po’ bestia, rispetto a mia moglie che starebbe 3 ore in ogni sala.

    …poi è nato il secondo che si interessa solo a giocare a pallone in giardino e non sta fermo un secondo tutte le mie convinzioni sono crollate. :-)

    • PinoMamet says:

      ” insomma un vero spasso ed una salvezza pure per me che in fatto di musei/arte/monumenti sono un po’ bestia, rispetto a mia moglie che starebbe 3 ore in ogni sala.”

      Ti capisco molto bene!

      Comunque girerò i consigli tuoi e di Miguel ai miei amici :) , che comunque la pensano piuttosto come voi e stanno già organizzando altri viaggi (sono rimasti fermi un po’ perchè subito dopo il pupo è arrivata anche la pupa…)

      ciao!!

    • PinoMamet says:

      L’autore è tal Toby Young, di cui si legge sopra al titolo dell’articolo:
      “Toby Young
      Toby Young is the author of How to Lose Friends & Alienate People (2001)”

      deve avere una certa esperienza…

    • Andrea Di Vita says:

      Per tutti

      Ho letto e ho immediatamente commentato come segue (si deve fare il login):

      ”I wonder which Italian Captain did Joseph Conrad thought about when writing ‘Lord Jim’. Just for the sake of example, the Italian Captain of Andrea D’Oria, in the ’50s, not only was the last man to abandon the ship after all persons who could be rescued had been saved, but was also acquitted of any charge. Perhaps the nephews of the very last British survivor of ‘HMS Transilvania’, which was torpeoed near Genoa in 1917, could recall how their grandfathers -among hundreds of British sailors- has been saved by Italian Captains”

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  26. Per Guido

    “Guardavo il video della canzone di Gaber, “La nave””

    Purtroppo Youtube – assieme a Scribd, l’unico social medium che seguo – non riesco più a visualizzarlo: mi blocca sempre il browser. Riesco però a salvare l’audio immettendo i link su http://www.listentoyoutube.com/ (dopo aver disattivato tutta la pubblicità!).

  27. Per Guido

    “Detto questo non nego assolutamente la lotta di classe. Tutt’altro. “

    Oggi, la lotta di classe la fanno i ricchi contro i poveri. I poveri si limitano a fare la lotta di classe del risentimento.

    Guarda le due critiche che sono state mosse a questo post, quella di Francesco (“ciao reazionario classista”) e quella di Rock & Troll (“Evidentemente, come sotto i bolscevichi, nascere figli di borghesi è già una colpa.”).

    Sono l’una il contrario dell’altra, eppure in parallelo.

    Delle due, è più interessante quella di Francesco. Che cito solo come esempio di una modalità molto diffusa, non per prendere di mira lui personalmente (anzi, credo che Francesco sia piuttosto diverso dalla frase che dice).

    Dove si legge la vecchia rabbia del mezzadro andaluso che vorrebbe dare fuoco alla biblioteca della chiesa.

    Ora, bruciare i libri non è bello; ma almeno in quel caso, la biblioteca era stata costruita con il sudore dei mezzadri, che qualche ragione quindi ce l’avevano.

    Invece io non sono il padrone di Francesco, e non gli ho estratto un’oncia di sudore.

    Però il Francesco (sempre in senso lato e non individuale) rivolge la stessa ira contro chi si permette di godersi la vita più di lui; perché comunque a camminare tra i boschi d’autunno, si sta meglio che a bordo della Concordia.

    E come l’antico mezzadro diceva, voglio mangiarmi il pane che viene dal grano che produco, il Francesco (in senso lato) rivendica il diritto inverso di lasciarsi spennare dal signor Costa, senza avere grilli parlanti in giro che lo facciano sentire in colpa.

    Al di là dei reali difetti del ceto degli intellettuali subalterni, è questo il vero senso dell’astio populista contro quelli che pensano.

    • Francesco says:

      Miguel

      sei più intelligente di me, credo, e più colto, temo. che l’ignoranza è una colpa, la stupidità no.

      eppure rivendico in pieno la tua ultima frase: l’astio populista contro quelli che pensano. che per me significa l’astio di quelli che pensano con la propria testa contro quelli che hanno portato il cervello all’ammasso del ceto intellettuale subalterno e proprio per questo si permettono di dare lezioni di pensiero al resto del mondo.

      “reazionario e classista” perchè la tua critica ai croceristi è quella di chi sa quanto sia meglio, anzi sia l’unica cosa degna, farsi una crocera da Saigon a Taithi andando rigorosamente a vela. e che disprezza quegli schifosi pezzenti che si accontentano di un Civitavecchia-Savona intruppati con altri 4.000 (orrore, orrore). e come dici tu, non servono i soldi per farsi classse sociale.

      io non voglio dare fuoco alla biblioteca della chiesa, la differenza tra noi è che non voglio dare fuoco neppure alla rivendita di fumetti che hanno aperto in piazzetta

      ciao

      • Peucezio says:

        Però non è che il dirigismo di sinistra, che rimprovera agli operai di non leggere Sartre e li vuole riscattare (secondo lui) a tutti i costi dall’ignoranza e dall’abbrutimento, giustifica o nobilita l’analogo e speculare dirigismo del Grande Fratello e dei modelli consumistici di massa (che sono una forma di comunismo mascherato), che impongono modelli con la stessa prepotenza e con molto maggiore efficacia.
        Le telenovelas non le ha inventate la gente, così come non ha inventato il marxismo. E ridurre sempre la società e le classi popolari a un ruolo di subalternità culturale, facendo passare quest’operazione per una spontanea adesione, è un vizio sia di sinistra che della “destra” liberal-capitalista (e non è certo l’unico vizio che le accomuna).

        • Francesco says:

          Mi spiace ma non sono abbastanza catto-reazionario da mettere sullo stesso piano il dirigismo di sinistra (e fascista) con il Grande Fratello (quello Endemol, non quello di Orwell).

          Almeno fino a prova contraria, al ritrovamento dei Protocolli dei Savi di Hollywood per l’abbrutimento e l’asservimento delle plebi.

          A proposito, io pure non vedo ragione di leggere Sartre, e non solo perchè c’è Batman in edicola e libreria.

        • PinoMamet says:

          I Protocolli dei Savi di Hollywood merita un plauso! ;)

          Tanto più che ho sentito davvero delle teorie complottistiche legate al cinema (“mettono i messaggi subliminali perchè vogliono che…”): per una volta tanto che posso smentire qualcosa con cognizione di causa, lo faccio volentieri!!

          Sartre: ho provato a leggerlo. Meglio Batman!!

        • Peucezio says:

          Ma contano i dati di fatto, non le intenzioni.
          Non è che l’influenza degli intellettuali comunisti sul popolo fosse maggiore, perché dicevano apertamente che bisognava fargli leggere Sartre, mentre quella dei modelli mediatici sarebbe minore, perché non è dichiarata e probabilmente non è neanche intenzionale e programmata a tavolino. Anzi, direi che la seconda è infinitamente più efficace, mentre gli intellettuali il popolino non se li cagava poi più di tanto.

    • Francesco says:

      >> perché comunque a camminare tra i boschi d’autunno, si sta meglio che a bordo della Concordia.

      ehm, io su questo punto sarei d’accordo con te. dici che devo cambiare nome?

      :O

  28. Per roberto

    :-)

    La mia esperienza coincide con la tua per quanto riguarda la prima parte. E’ il viaggio stesso che diverte, magari semplicemente il fatto di giocare su un prato, o guardare una vetrata colorata, o cercare di capire qualche parola di una lingua strana.

  29. Per Guido

    “P.S. Sul caso specifico prendo atto dell’immediato e inevitabile funzionamento del dispositivo cinematografico che prevede il mostro (il coglione capitano) e l’eroe tutto d’un pezzo (il comandante della capitaneria di porto).”

    Ci ho pensato subito anch’io! Due secondi di ascolto della registrazione della famosa telefonata (che poi Schettini si capisce solo che non riesce ad aprire bocca, però fa la figura dello sconfitto) e mi son detto, questo comandante ce lo vediamo tra un anno in parlamento. L’Eroe del Giglio.

  30. Ancora per Guido

    “Dico solo che questo concetto andrebbe rimodulato allargando il nostro modo di vedere all’intero sistema-mondo, con la consapevolezza necessaria dell’immane complessità da decostruire e della nostra specifica posizione in essa.”

    Qui abbiamo una normalità – la faccenda delle crociere – è una rottura in quella normalità – il naufragio.

    Il 99,9% dei commenti, trasversalmente e senza distinzioni di provenienza, riguardano la rottura di normalità. Che è certamente eclatante dal punto di vista fotografico e divertente per le piccole cialtronerie che rivela, ma non è stato certo un fatto gigantesco; e anzi io sono rimasto impressionato da come siano andati bene i soccorsi.

    Come mai invece la censura su una normalità che io trovo assolutamente sconvolgente?

    Uno dei meccanismi che provoca la censura è certamente quella particolare aberrazione democraticista, che si immagina il “popolo” – cioè l’insieme dei consumatori di media – come un tribunale in servizio perenne ed effettivo, che emette sentenze di assoluzione e di condanna, ma che non ha il diritto di dire nulla in assenza di un reato.

    E invece, qui non si assolve o si condanna nessuno: si cerca di capire i grandi meccanismi in cui siamo incastrati, e che non sono fatti privati, perché hanno effetto su di noi.

    Anche se io non mi faccio incarcerare dal signor Costa (che poi è una multinazionale statunitense…), comunque l’atmosfera che mi circonda e che pesa sulle persone che mi sono vicine è quella. E che si scaglia violentemente addosso ai figli.

    • Francesco says:

      Mig

      mi ripeti dove sta lo sconvolgimento da crociera?

      Forse, da cattolico moderno e post-conciliare, come mi rimprovera Peucezio, sono io che ho rinunciato a lapidare adulteri, golosi, lussuriosi, avari, dissipatori, iracondi, ecc. ecc. e quindi ho perso mordente.

      Però non capisco.

      Ciao

  31. PinoMamet says:

    A rischio di scivolare nel ritrito (non qua, ma in generale) argomento delle vacanze,

    proprio con l’amico che ha sperimentato la crociera abbiamo spesso concluso che sì, è meglio passeggiare nei boschi d’autunno (lui in maglietta, di solito, io in giaccone e cuffia… in effetti, a pensarci bene, ha avuto una madre molto meno apprensiva della mia!) che andare a farsi spennare in qualche divertimentificio
    (non parliamo di “villaggi”; quelli sono esclusi in partenza; ma esistono località che sono divertimentifici tutte intere, dove appunto si ha l’impressione che i turisti vadano soprattutto ed espressamente per vedere altri turisti).

    Ora vedrete che con LaCrisi (marchio registrato) ci si divertirà di più, paradossalmente.
    Perché andare fino alle isole Vaffanculos solo per trovare degli altri compaesani (il che succede SEMPRE), vale la pena?

    E però: c’è anche un che “di classe”, nel discorso dell’amico, che mi turba.
    Il fatto che chi non ha studiato, il truzzo medio, che ci va a fare a vedere le piramidi dei Maya? Che poi, alla fine, non gliene frega neppure niente?
    (è vero, in effetti. Come ho sentito duemilioni di lamentele “in crociera sul Nilo ci hanno fatto alzare alla cinque per andare a vedere quei quattro sassi di Abu Simbel che non so manco che cazzo sono”. E va bene. Ma allora, in effetti, che ci sei andato a fare in Egitto?)

    Peggio sono quelli che dicono, viaggiare rovina l’ambiente per questo e quest’altro motivo, allora sai cosa, biosgnerebbe alzare il prezzo dei biglietti aerei.
    Ecco, bravo.
    Così si inquina uguale (gli aerei viaggiano pure mezzi vuoti o vuoti quasi del tutto, ho visto io), il poveraccio che ha studiato e magari si godrebbe i Maya sta a casa, e Briatore che non gliene frega un cazzo invece ci va.

    Mi pare evidente, insomma, che “borghese” non voglia più dire niente.

    • Francesco says:

      Beh, no, Pino

      Se viaggiare tornasse a costare tanto ma tanto, ci sarebbero molti meno aerei e navi e treni in giro per il mondo, con molto meno inquinamento e danno alle località da visitare.

      Se i poveracci se ne stessero a casa, i ricchi potrebbero farsi i loro Gran Tour senza nessuno tra i piedi, senza orride strutture alberghiere a rovinare le mete, e così via

      Ciao

      • PinoMamet says:

        Ecco, è esattamente quello che ho risposto io quando ho sentito il ragionamento
        (la faccenda degli aerei vuoti mi è venuta in mente dopo).

        Però, Francesco, ti dirò: io sono una persona di gusti semplici.
        Quando ho l’occasione (più spesso lavoro, parenti o amici) non mi dispiace affatto andare all’estero; anzi, da pigrone che sono, ho scoperto che andare all’estero mi piace parecchio.

        Ma se si tratta di riposarmi, non ho mica bisogno di navigare a vela da Tahiti a Bora Bora, sai?

        (ricorderai ne I Nuovi Mostri il geniale episodio con Sordi nobile romano che raccatta un incidentato e gli racconta la sua vita ricca e dissoluta, compreso l’episodio del “navigatore solitario”… ;) )

        Mi basta andare al mare in Abbruzzo, e che ci sia vicino un baretto e un gelataio.

        Per questo i crocieristi non li disprezzo né in quanto poveri, né in quanto ricchi, né in quanto fregati dal tour operator;
        ma li compatisco, un po’.

        Paolo Villaggio, del quale si dice ora peste e corna perchè, rimbambito, ha fatto un’uscitaccia razzista contro i sardi (che non ho sentito), in un’intervista anni fa parlava proprio dei tizi in coda per imbarcarsi su un traghetto: in fila da un giorno intero o più!

        e diceva che pensava che vedendolo si sarebbero arrabbiati con lui: “ecco che arriva il riccone che ci passa davanti”.
        Invece no: si sono complimentati per i film di Fantozzi, perchè, dicevano, la realtà è proprio così: solo molto peggio!
        Hanno capito la denuncia insita nei film
        (nei primi due, cioè, gli altri lasciamo perdere).

        Il divertimento obbligatorio che diventa un inferno.

        Buleghin ha capito tutto, secondo me, infatti ha citato subito Fantozzi.

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          Mi spiego meglio: il turismo di massa di per sè non è nè buono nè cattivo.

          Ma non troverai mai una pubblicità Costa Crociere (lo so, il responsabile della campagna pubblicitaria è un conoscente dela mia famiglia) che ti dirà: ‘vieni con noi che ti porto a vedere il Museo del Cairo’.

          Trovi solamente grandi piscine e grandi ristoranti, cioè promesse di grandi cuccate e grandi magnate.

          Nulla di male, di per sè. Ma questo, attenzione, non è ”quello che la gente vuole”. E’ solo ”quello che la gente è stata educata a volere” da tutto un sistema comunicativo a senso unico, dominato dal Capitale (e anche questa è una citazione del mio concittadino Paolo Villaggio, dal suo libro ‘Caro Direttore ci scrivo…’).

          Tu mi dirai: è un atteggiamento da moralista radical chic condannare i gusti degli altri. Rispondo che è un atteggiamento critico -quindi politico- condannare il fatto che solo certi gusti hanno cittadinanza e visibilità.

          E questa esclusiva rappresentanza di una sola parte dei desideri umani -per di più artefatti- è, questa sì, strumento del dominio. Perchè il messaggio subliminale è: ‘sei veramente felice solamente se puoi mostrare di essere appagato materialmente’.

          Naturalmente sono pronto a rimangiarmi tutto quello che ho scritto quando vedro’ una pubblicità della Costa Crociere (o della Caribbean, se è per questo) mostrare al posto del solito ristorante con terrazza sul mare una bella biblioteca con terrazza sul mare… :-) :-)

          Gramsci diceva: ”perchè dare per scontato che un operaio non possa apprezzare Mozart?” Certo, dategli scuole scadenti e TV a senso unico, e non apprezzzerà altro che Costantino le sorelle Lecciso.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • roberto says:

          “cioè promesse di grandi cuccate e grandi magnate. ”

          e che altro vuoi da una vacanza?

          (miguel distruggi questo messaggio prima che mia moglie lo legga)

        • Francesco says:

          x Andrea

          perchè pretendere che siano gli altri a iniziare quello che sta a cuore a noi, e pure accusarli di cattiveria (sistema comunicativo a senso unico dominato dal capitale ……) se non lo fanno?

          ma rimboccarsi le maniche no?

          non pretendo che si prendano a esempio le comunità dei primi cristiani e il loro occuparsi di vedove e orfani ma almeno la storia del movimento operaio delle origini!

          se andassi in crocera, certo finirei a cercarmi un libro da leggere la sera MA non credo che partirei per quello. invece belle piscine e bei ristoranti mi attrarrebbero molto di più. oltre a posti che valga la pena di vedere, che a Savona ci potrei arrivare in automobile, dovessi mai scegliere di andarci.

          ciao

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          Pretendo tanto poco che siano gli altri a fare quello che voglio fare io, che sono trent’anni che giro l’Italia ogni estate per monumenti, scavi archeologici, musei e quant’altro scarrozzandomi dietro la famiglia. E regolarmente nei posti più belli trovo Olandesi, Svedesi, Polacchi, persino Israeliani: Italiani e masticabibbie se ne stanno in crociera…

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          insomma, caro Andrea, a parte il razzismo contro gli statunitensi in vacazna sei quasi un ciellino, solo troppo passatista …

          complimenti vivissimi!

      • Andrea Di Vita says:

        Per Francesco

        Il male non è il turismo di massa. Altrimenti, con tutta quella che -almeno secondo te- è stato il predominio culturale Comunista nell’Italia del dopoguerra non avremmo avuto il boom delle vacanze al mare, che dopotutto si devono soprattutto al dopolavoro di mussolinana memoria.

        Non a caso, non è esistito regime di ‘socialismo reale’ che non abbia sviluppato il più possibile il turismo di massa: posso dirllo per esperienza personale, perchè ho girato parecchio per spiagge Bulgare e Yugoslave dell’epoca. Una volta ho letto che persino la Rivoluzione Culturale in Cina divampo’ anche perchè per la prima volta giovanotti ambosessi seianalfabeti delle campagne poterono vedere coi propri occhi Pechino e Shanghai con occhi diversi da quello del cavallo da traino del riscio’.

        Il problema è che il turismo di crociera serve a dare al ‘popolo bue’ (così come lo definirebbe un ‘radical chic’ di quelli che ti stanno così antipatici) l’impressione di fare due settimane l’anno la vita dei gran signori, quando in realtà è soltanto shopping di basso livello (per le signore) e tanto, tanto, tantissimo alcool per i signori. (Un mio amico e collega ci lavorava, sulle navi Costa a gestione masticabibbie, e mi baso sui suoi racconti).

        Quanto di più finalizzato, insomma, al dominio delle classi egemoni: i moderni circenses al neon.

        Il tutto sta in quell’adorazione dell’inutile, cioè l’ideologia cavallo di Troia del dominio (l’altro è il terrore del precariato; non a caso il binomio ideologia/terrore è la quintessenza del totalitarismo, secondo Hannah Arendt).

        Per dirla in termini meno saccenti e decisamente più leggeri delle mie rimasticature, è un po’ come ‘l’invidia della Mercedes” satireggiata da Natalino Balasso:

        http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=oRJFyHRasOU

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • PinoMamet says:

          Sai che volevo postarlo io? :)

        • Francesco says:

          x Andrea

          vediamo se ho capito: il problema non è il turismo di massa ma che quello Costa Crocere non è (o finge di non essere) abbastanza squallido?

          ci vorrebbero dei cartelli lungo i corridoi con scritto “rag. fantozzi si ricordi che è una merdaccia”, giusto?

    • Peucezio says:

      Pino,
      beh, però quando gli aerei costavano tanto viaggiavano solo persone fortemente motivate e curiose. Far volare gli arei costa e vuoti non verrebbero fatti decollare.
      Semmai però non è certo il turismo a dare il contributo decisivo alla rovina dell’ambiente, solo che siccome io posso scegliere se viaggiare o no, ma non ho il potere di chiudere una fabbrica in Cina, alla gente non importano i risultati, le interessa la gratificazione simbolica dell’aver dato il proprio infinitesimale contributo e in nome di questo è capace di ogni isteria (i tedeschi ormai considerano un crimne efferato andare a sciare, perché le piste e le infrastrutture varie sconvolgerebbero l’ecosistema delle montagne ecc.).

      Mi chiedo però un’altra cosa: se alla gente in fondo quello che interessa è ritrovare altre decine di coglioni suoi conoscenti in un posto con le piscine e gli animatori, perché non si fanno dei mega-villaggi turistici climatizzati nelle grandi città?
      Io non andrò mai in un villaggio turistico a Sharm-el-Sheik (o come cavolo si scrive), ma se ne avessi uno a qualche decina di isolati da casa, un bel giorno potrei anche volermi togliere la curiosità di capire com’è e come ci si sta e passarci una settimana.

      • mirkhond says:

        “Mi chiedo però un’altra cosa: se alla gente in fondo quello che interessa è ritrovare altre decine di coglioni suoi conoscenti in un posto con le piscine e gli animatori, perché non si fanno dei mega-villaggi turistici climatizzati nelle grandi città?”

        Condivido.

  32. Per PinoMamet

    “Il fatto che chi non ha studiato, il truzzo medio, che ci va a fare a vedere le piramidi dei Maya?”

    Ma guarda che dal punto di vista del mio interesse di classe – cioè della Classe degli Islamonazicomunisti boscaioli e libreschi – le crociere sono un’ottima cosa: 4.000 potenziali devastatori rinchiusi in una specie di CIE (Centro Ingoiante Evasivo) per il breve periodo in cui vengono messi in libertà dalle istituzioni economiche.

    Poi non ci vedo niente di così importante nell’interessarsi alle piramidi Maya, che dovrebbero essere riservate sostanzialmente a ricercatori precari sfigati e affini, e non costituire alcuno status symbol.

    Poi quando si viaggia, non è detto che si cerchino le cose ritenute socialmente significative: io sono stato molto più a lungo in Egitto della maggior parte degli italiani, ma non ho visto Abu Simbel, e ho passato una mezza giornata, di scarso interesse, alle Piramidi. Mentre magari a girare la notte per i vicoli di Alessandria, mi sono divertito molto di più.

    Però è anche vero che la truzzaggine è socialmente indotta, in un ciclo che si autoperpetua. Perché i nonni dei truzzi attuali, che magari hanno la quinta elementare, sono in genere molto meno truzzi dei loro nipoti. E quindi anche meno devastanti.

    • Peucezio says:

      Miguel, quando creiamo un circolo degli Islamonazicomunisti boscaioli e libreschi?Qualche motivo per iscrivermi ce l’avrei anch’io: non sono molto islamo, tantomeno comunista o boscaiolo, ma un po’ nazi e un po’ libresco sì.

      Le piramidi possono interessare di più o di meno, ma oggettivamente sono una cosa di grandissimo interesse. Solo che il contesto secondo me è fondamentale per godere della bellezza e dell’arte. Io mi rivedo ogni anno la cattedrale di Bitonto, Castel del Monte ecc., ma a vedere la prima ci vanno tre gatti, al secondo un po’ più di gente, ma non si ha ancora l’impressione di un turismo di massa e pervasivo. Ma il giorno in cui per vedere queste cose ci saranno code chilometriche di ragazzini di tutto il mondo, tutti con la stessa faccia da dementi, con lo zaino in spalla e la bottiglietta d’acqua minerale, io non ci andrò più, perché sarà come avere davanti un piatto con una prelibatezza ed essere circondati da mucchi di letame che emanano un odore pestifero (con qualche pezzo che ogni tanto ti cade pure nel piatto).
      Dunque – ho una concezione autoritaria e, lungi dal celarlo, la rivendico – certi luoghi alla massa che non ha gli strumenti culturali per apprezzarli andrebbero p r e c l u s i . E non parlo solo del turismo di massa, ma delle gite scolastiche, che se proprio si devono fare, si facciano al mare, a Rimini, dove ci sono anche le discoteche ecc. E se proprio non si vuole fare un intervento autoritario col filo spinato e le sentinelle che sparano a vista, almeno si faccia di tutto per disincentivare, per fare sì che la vacanza d’arte non sia per nulla attraente per le masse incolte (che comprendono gli arricchiti alla Briatore, ma tanto quelli sono in pochi).
      Ma siamo al solito discorso: è passato un modello culturale per cui anche nel burino viente instillato un complesso di inferiorità se non ha il diploma, possibilmente la laurea, se non ha un livello di istruzione minima, per cui lo si mette in condizione di sentirsi in colpa se va a Londra e non va a vedere il British Museum (tra l’altro i musei sono un oltraggio anche alla cultura vera, io infatti li salto a pie’ pari ogni volta che vado in qualsiasi città), sempre in nome di quel principio di subalternità cui accennavo prima, rispondendo a Francesco. E’ ora di smetterla di dire al popolo cosa gli deve piacere, come deve vivere ecc., che a farlo siano gli intellettuali di sinistra in modo esplicito o l’intrattenimento televisivo in modo implicito.

  33. Guido says:

    Per Miguel:

    Credo che possiamo essere d’accordo: la lotta di classe la fanno i ricchi contro i poveri. Dunque E’ UN FATTO. Un po’ meno d’accordo che i poveri si limitano a fare la lotta di classe del risentimento. Direi che quasi sempre purtroppo è così, ma confido che i tempi siano maturi per l’acquisizione di una più grande autonomia nei confronti del gioco che ci si vorrebbe imporre come unico orizzonte pensabile, cioè quello della dittatura della governance economica su ogni aspetto della vita.
    Diventa dunque importantissimo imparare a comprendere l’aspetto mostruoso della “normalità”, la normalità da ripristinare dopo alcuni spiacevoli “incidenti di percorso”…E’ questa la chiave di volta su cui si regge tutto il meccanismo della servitù volontaria.

    Per PinoMamet:

    Concordo. Impariamo a fare di necessità virtù e disintossichiamoci una volta per tutte del mostruoso dispositivo turistico/vacanziero, vero nemico del piacere del viaggio e della scoperta.

  34. Per Francesco

    “vabbè, ribadisco che è razzista e stupido (classista in senso culturale, se vuoi) insultare (sia pure con grazia) che è colpevole solo di aver voluto fare una crociera e di non avere i soldi per farla sul SUO yacht di 150 metri chiamata Lotta Continua (cit.)”

    Faccio veramente fatica a capirti.

    Qui non si insulta nessuno, si cerca di capire cosa succede su una crociera.

    Non ho mai sentito di nessuno che avesse uno yacht chiamato Lotta Continua, se c’è merita di essere deriso (e insultato) da qui fino all’anno 3.000.

    Però non ho mai avuto il pur minimo sentimento di simpatia per Lotta Continua. Per quel che ne so io (ma non lo so), non escludo che buona parte degli amministratori e soprattutto degli uomini mediatici della Costa proverranno da Lotta Continua.

    E non ho mai detto di essere marxista, se non in un senso particolare: che credo che Marx abbia colto in maniera geniale una buona parte dei meccanismi sociali e storici, che erano sfuggiti ad altri, e del modo in cui l’ideologia e le trasformazioni socioeconomiche interagiscono.

    Non credo affatto alla sua “narrazione”, o forse meglio alla narrazione che altri hanno costruito sopra di lui.

  35. Per Francesco

    ““reazionario e classista” perchè la tua critica ai croceristi è quella di chi sa quanto sia meglio, anzi sia l’unica cosa degna, farsi una crocera da Saigon a Taithi andando rigorosamente a vela. e che disprezza quegli schifosi pezzenti che si accontentano di un Civitavecchia-Savona intruppati con altri 4.000 (orrore, orrore). e come dici tu, non servono i soldi per farsi classse sociale.”

    Ecco, è questo su cui non ci capiamo. Tu, per qualche motivo, ritieni che io esalti la gente che si fa una crociera “da Saigon a Taithi andando rigorosamente a vela”.

    Vedi, io ho partecipato a parecchie splendide escursioni con operai che andavano a trovare la nonna al paese, spartivano pane, prosciutto e vino e raccontavano storie buffe su persone che conoscevano. Siamo stati tutti bene, non c’erano piramidi Maya, non c’erano velisti tahitiani e i soldi li abbiamo spesi nel negozio di alimentari, non li abbiamo dati mica al signor Costa (che è una multinazionale statunitense).

    E da ragazzo ho vissuto parecchia vita da coatti romani, che si divertivano a oziare in piazza, innamorarsi, fare a botte e raccontarsi idee strampalate sul senso ultimo delle cose. E non ci trovo nulla da ridire.

    In Sicilia, ho frequentato gente per cui divertirsi significava tuffarsi dagli scogli, o pescare ricci a mani nude.

    Come ho da ridire solo politicamente sui leghisti che fanno la festa in piazza mettendosi in testa corna da vichinghi: lì il problema è solo il mulino cui portano acqua, ma non certo ciò che fanno.

    Con tutta questa gente, mi trovo meglio che con il velista alternativo milanese.

    Quindi, scusami se te lo dico chiaro, ti stai inventando proprio quelle che sarebbero le mie simpatie.

    • Francesco says:

      Capita di sbagliarsi, a me poi un sacco di volte.

      Però, che un però cìè: quel tuo rivendicare la “purezza e semplicità” contro i rincitrulliti dal consumismo ti rende più vicino al tipo umano del “ricco e colto” che disprezza i “molto meno ricchi e colti” che non stanno al loro posto (cioè fuori dai piedi) e gli rovinano i bei posti che la sua classe (in tutti i sensi) merita. Insomma, se non siete amici mi parete almeno cobelligeranti.

      Mi sa che sto citando Pasolini, però in negativo (orrore, orrore).

      Ciao

      PS ti chiedo scusa se mi hai trovato offensivo, scrivo di getto senza pensare a conseguenze non volute della fretta.

  36. Per Francesco

    “Forse, da cattolico moderno e post-conciliare, come mi rimprovera Peucezio, sono io che ho rinunciato a lapidare adulteri, golosi, lussuriosi, avari, dissipatori, iracondi, ecc. ecc. e quindi ho perso mordente.”

    E’ sempre, sempre lo stesso equivoco. “Lapidare”, “giudicare”, “condannare”.

    Io faccio il traduttore di manuali tecnici.

    Il signor Costa (che è una multinazionale statunitense) possiede flotte gigantesche, terminal, schiere infinite di avvocati, presumo anche innumerevoli amici politici, e la possibilità di comprare tutti gli spazi mediatici che vuole.

    Lui (e so che non è una questione di individui, magari lo fosse!) plasma l’intero mondo in cui abito, e in cui sono costretti a crescere i miei figli.

    Ma ti pare che io mi metta a fare il giudice? Farei solo ridere.

    • Francesco says:

      Tenere un blog è fare il giudice.

      Che poi sarebbe ridicolo il signor Costa-Multinazionale Statunistense se pensasse di non poter essere giudicato perchè ha soldi navi avvocati e amici.

      Pensa di essere un ras di paese nel Messico profondo? o in Brianza?

      • Andrea Di Vita says:

        Per Francesco

        ”blog”

        Tenere un blog, semmai, è ascoltare i giudizi degli altri.

        (Altrimenti non accetti commenti).

        ”giudicato”

        E sì, Francesco, come dice la canzone ‘chi ha tanti soldi coi piedi al caldo se ne sta’.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  37. Per Guido

    “Un po’ meno d’accordo che i poveri si limitano a fare la lotta di classe del risentimento.”

    In effetti, la mia era una grossolana semplificazione.

  38. Per Francesco

    “Forse, da cattolico moderno e post-conciliare, come mi rimprovera Peucezio, sono io che ho rinunciato a lapidare adulteri, golosi, lussuriosi, avari, dissipatori, iracondi, ecc. ecc. e quindi ho perso mordente.”

    Infatti, il tuo cattolicesimo non lo capisco. Quello che ho ereditato è quello americano irlandese di sessant’anni fa, con i suoi miti e i suoi rigori, e la sua diffidenza verso il protestantesimo dominante, e grazie a Dio non ho frequentato mai la Chiesa ufficiale; quindi il tuo modo di essere cattolico mi è incomprensibile, quanto è incomprensibile per te la mia critica alle crociere.

    Però non c’è bisogno di lapidare nessuno; basterebbe quel poco di distanza dal mondo che qualunque religione dovrebbe contenere in sé. O almeno così mi sembra, ma ripeto, la tua religione mi è più aliena del taoismo magico dell’isola di Taiwan.

    • PinoMamet says:

      Non ti preoccupare, non lo capisco neanche io… ;)

      Cioè, so “che cosa è”, più o meno, il punto di vista di Francesco; trovo strane le sue critiche perché vengono da una posizione talmente lontana dalla mia da sembrarmi aliena
      (se io vedo il dito lui vede la Luna o viceversa, o forse caschiamo tutti e due nel pozzo, ecco)
      però ne ho sentite di simili mille volte. In Italia. E sempre le ho trovate strane e spiazzanti.

      Tipo l’essere accusati di far parte di Poteve Opevaio a Povto Votondo, anche da gente che mi conosce di persona… e sa che non faccio parte di nessun Potere Operaio e non sono mai stato a Porto Rotondo (non so manco dove sia e se sia ancora di moda, pensa te).

      Ma insomma, col cattolicesimo, italiano o irlandese o messicano, sono cose che c’entrano fino a lì.
      Ma in Italia, queste posizioni, di solito passano proprio per “cattoliche”, il che è ben strano, in effetti!

      • Francesco says:

        >> Tipo l’essere accusati di far parte di Poteve Opevaio a Povto Votondo, anche da gente che mi conosce di persona… e sa che non faccio parte di nessun Potere Operaio e non sono mai stato a Porto Rotondo

        che sia una metafora, allora?

        • PinoMamet says:

          :)

          Mi spiego meglio: diessere accusato di essere un radical-chic da chi sa che sono tutt’altro che radical, e non ho una lira
          (chic però, modestamente, lo sono!)
          ;)

      • paniscus says:

        “Tipo l’essere accusati di far parte di Poteve Opevaio a Povto Votondo, anche da gente che mi conosce di persona… e sa che non faccio parte di nessun Potere Operaio e non sono mai stato a Porto Rotondo (non so manco dove sia e se sia ancora di moda, pensa te).”

        ————–

        Mi fa pensare dritto dritto al genere di critiche che ricevo io, da parte degli “alternativi” olistici new age (o da qualche molto più modesto loro epigono-consumatore) quando cerco di smontare con argomenti razionali qualche bufala pseudoscientifica.

        In particolare, questa stessa identica argomentazione mi arriva regolarmente quando parlo male dell’omeopatia:

        “Allora tu sei di quelli che sono sostenitori fanatici dei farmaci invasivi, e che prendono tutti i giorni antibiotici come se fossero caramelle!”

        Ma manco per il cavolo… io di farmaci non ne prendo quasi mai!

        Semplicemente, quando ritengo che ci sia davvero bisogno di un farmaco, prendo un farmaco vero… mentre in tutte le altre occasioni, in cui non c’è realmente bisogno di un farmaco, non prendo niente. Il valore aggiunto del prendere un farmaco FINTO (come se fosse “una via di mezzo” tra l’antibiotico e il nulla, quando invece è esattamente uguale al nulla) non lo capisco… lo considero l’ennesima manifestazione di consumismo superfluo, o di consolazione per mettere a tacere le ansie e i sensi di colpa.

        La maggior parte di quelli che criticano le terapie alternative, non caldeggia affatto gli antibiotici o il cortisone per ogni minima sciocchezza… ma esattamente al contrario, si tratta quasi sempre di persone che usano pochissimo i farmaci in generale, e li riservano solo a casi di necessità realmente seria.

        Eppure devono beccarsi sistematicamente l’accusa di essere fiancheggiatori delle multinazionali farmaceutiche e fanatici dell’intossicazione chimica…

        Lisa

    • Francesco says:

      La diffidenza verso il protestantesimo dominante è importante per motivi sia storici, sia attuali, sia teologici. Ma personalmente rifiuto di farne un feticcio, un moloch, una presenza che annichilisca ogni altra considerazione – cosa che in alcuni ambienti cattolici accade.

      La Chiesa ufficiale, come la chiami tu, è l’ambito in cui “miti e rigori” acquisiscono senso e motivo di esistere, sennò sono solo cultura materiale, buona a essere superata e abbandonata senza rimpianti (o con rimpianti solo estetici).

      Gli elementi “storici” della Fede cambiano, sono quelli “ontologici” che restano dalle origini e per sempre.

      Forse per questo il mio essere cattolico non ti torna. Però ricorda che la partita doppia è stata inventata da un frate.

      Ciao

      • PinoMamet says:

        L’esecrando Paciolo sice Pacioli, che figurava sulla copertina del libro di Matematica del Ginnasio (o era delle Medie?)

        Quando se ne liberò mio fratello, lo sforacchiò tutto usandolo a bersaglio della pistola ad aria compressa; quando me ne liberai anche io, ce ne sbarazzammo definitivamente con un “rito zoroastriano” (rogo):
        “muori, sporco frate!!”

        bei ricordi :)

  39. mirkhond says:

    Infatti, il tuo cattolicesimo non lo capisco.

    E’ il Catto-liberalismo, condannato come eresia ancora 60 anni fa…..

    • Francesco says:

      Non è colpa mia!

      E’ la Chiesa cattolica italiana che chiama liberalismo quattro gatti di giacobini francesi e di massoni italiani!

      Per una volta, è quasi tutta una questione nominalistica.

      Per la cronaca, se vogliamo tornare alla lapidazione delle adultere, al rogo degli eretici e all’impiccagione dei ribelli parliamone :)

      • PinoMamet says:

        Però la chiesa cattolica che sappia io non ha mai lapidato le adultere! ;)

      • Andrea Di Vita says:

        Per Francesco

        ”parliamone”

        Inclusi anche i simoniaci, i pedofili e quelli che li coprono, naturalmente.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          Sì, sì, passiamo decisamente a una versiona severissma, talebana, del Cattolicesimo.

          Posso prendere la censura libraria? otterrei i seguenti risultati:
          1) sono pagato per leggere
          2) posso leggere tutto quello che voglio
          3) posso far distruggere tutti i libri che non mi piacciono
          4) alla bisogna, posso anche perseguitare gli scrittori!

          :D

        • Peucezio says:

          Andrea, esiste l’eresia di pedofilia?

        • Andrea Di Vita says:

          Per Peucezio

          ”esiste l’eresia di pedofilia?”

          No. Ma penso piacerebbe vedere nella storia della Chiesa un po’ più di tolleranza per gli ecclesiastici eretici e un po’ meno di omertà verso gli ecclesiastici pedofili.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Peucezio says:

        “Non è colpa mia!

        E’ la Chiesa cattolica italiana che chiama liberalismo quattro gatti di giacobini francesi e di massoni italiani!

        Per una volta, è quasi tutta una questione nominalistica.

        Per la cronaca, se vogliamo tornare alla lapidazione delle adultere, al rogo degli eretici e all’impiccagione dei ribelli parliamone ”

        Cioè sei tu che hai il magistero per insegnare alla Chiesa l’uso esatto dei termini. :-)
        A parte la lapidazione delle adultere (che però mi pare più veterotestamentaria, e di conseguenza islamica, che cattolica o d’Ancien Régime), sul resto se vuoi parliamone pure. Io sono a favore senza bisogno di parlarne tanto. Poi se vuoi ascolto, ma se riesci a convincermi che il rogo per gli eretici non va bene, ti pago un birra o magari anche una pizza.

        • Francesco says:

          2) Il rogo degli eretici produce ancora più eretici della tollerenza delle loro menzogne. Non dovrebbe bastarci?

          1) In generale direi di no ma sul termine liberalismo vedo decisamente un uso molto “personale” da parte della Santa Madre Chiesa. Che peraltro apprezza esplicitamente moltissimi portati del liberalismo, degni figli delle radici cristiane.

        • Peucezio says:

          2) Questa è la solita logica del “vietato vietare”, perché tanto poi si accresce il fenomeno, anziché ridurlo. E’ la stessa logica del diritto all’aborto, della droga libera e tutto il resto. Ed è una scempiaggine, ovviamente, perché serve solo a nascondere l’abdicazione degli apparati repressivi rispetto al fenomeno che dovrebbero reprimere e che non reprimono non perché non ne abbiano i mezzi (ce li hanno eccome), ma per lassismo, inefficienza, pigrizia, quando non aperta complicità.

          1) Al di là che non esistono usi “personali”: dal punto di vista cattolico la Chiesa è assistita dallo Spirito Santo e il suo Magistero è infallibile (anche senza il beneplacito del signor Francesco). Ma non è difficile individuare questioni di contenuto dirimenti.
          La libertà di professare un’altra religione (o l’atesimo o l’eresia) in foro esterno va tutelata o repressa in quanto dannosa per le altre anime? Lo stato deve ispirare le sue leggi alla religione o deve essere “laico”, cioè svincolato da qualunque religione e imparziale coi cittadini di ognuna di esse? Alla faccia delle questioni terminologiche!

  40. Guido says:

    Segnalo un ottimo articolo di Sergio Bologna, credo dell’altroieri:

    http://furiacervelli.blogspot.com/2012/01/costa-concordia-la-movida-galleggiante.html?spref=fb

    Tra tante cose interessanti scrive che tra le cause dei disastri delle navi da crociera…
    “…La principale è di carattere culturale, di costume si potrebbe dire. Non è tanto problema di preparazione del personale, di controllo del funzionamento delle apparecchiature, di competenza degli ufficiali, è prima di tutto la cultura della “movida” a determinare certi comportamenti irresponsabili. Una nave da crociera è un’oscena “movida” galleggiante, che, a differenza di quella che ha devastato città come Barcellona ed altre, coinvolge vecchi e bambini, donne incinte e suore, paraplegici e malati cronici, tutti ammucchiati nella spensieratezza e nello shopping, con cabine costruite per essere scomode in modo che i passeggeri vadano in giro a comperare. Gli introiti all’armatore provengono dallo shopping in egual misura che dalla tariffa di passaggio. E poi lo spirito della “movida” è quello che fa avvicinare questi mostri pericolosamente alle coste più belle, alle acque protette dei pochi e non presidiati parchi marini.”

  41. Marco Aurelio says:

    Leggermente OT: vi consiglio di leggere, se non l’avete ancora fatto, A supposely fun thing I won’t do anymore di David Foster Wallace (trad. it. pubblicata – al criminale prezzo di 15€ – da Minimum Fax: Una cosa divertente che non farò mai più). E’ un reportage su una crociera di lusso. Fa riflettere. Dopo aver letto quel libro mi è passata qualunque voglia – sempre molto remota – di andare in crociera. E quella sì che era una crociera di lusso, dove le cose funzionavano e tutti avevano quello per cui avevano pagato.

  42. mirkhond says:

    La navigazione è una necessità, ma proprio per i rischi che comporta dovrebbe essere affidata a gente esperta, e chi volesse imbarcarsi per farci una crociera dovrebbe fare le sue valutazioni…
    Per quanto mi riguarda, tengo a mente cosa disse Genghiz Khan ai suoi eredi, poco prima di morire, e cioè di spingersi fin dove arriva il mare di terra, perchè i Mongoli non erano certo gente di mare….
    Suo nipote Kubilay Khan, che si era sinizzato e aveva acquisito l’arroganza imperiale cinesizzante, tentò per due volte di invadere il Giappone, e tutte e due le volte gli andò male, con perdite umane, di mezzi e la faccia e il prestigio dei Mongoli….
    Eh, a volte è sbagliato non ascoltare i consigli degli avi….

    • Andrea Di Vita says:

      Per mirkhond

      A Genova abito davanti al porto, a meno di due chilometri dalla casa di Colombo e a meno di un chilometro dai carrugi intitolati a Usodimare e ai fratelli Vivaldi. Il collega con cui lavoro più strettamente era amico di famiglia dell’ufficiale di macchina dell’Andrea D’Oria -che credo essere stata costruita a sestri, proprio come la Concordia. Un altro era ingegnere a bordo delle navi Costa, e un terzo è figlio di un Ufficiale diplomato sulla Vespucci, nave sbarcando dalla quale un altro mio caro amico incontro’ quella che sarebbe diventata sua moglie. La Concordia l’ho vista tante volte dalla passeggiata De Andrè, a fianco dell’Acquario, salpare passando davanti al Museo del Mare, che a sua volta sta davanti all’antico ospizio dei Crociati (la Commenda) che sta a fianco della chiesa col più grande soffitto in pietra del mondo (San Giovanni di Prè). Quand’ero bambino i miei andavano da un macellaio che in gioventù era stato cuoco di bordo. e che mi raccontava le sue litigate in Genovese (la Linguafranca!) coi marinai Negri di Alessandria d’Egitto. La domenica si andava a passeggio a Boccadasse, dove c’e’ una chiesa i cui lampadari sono velieri in scala lignei, ex-voto. Il custode della sala giochi dove andavo da ginnasiale era stato imbarcato, e mi raccontava di Capo Verde. Lavoro in una ditta che cominciò centocinquantanove anni fa costruendo caldaie per le vaporiere Sabaude, quando Cavour temeva la concorrenza della marina Napoletana. (Nostro fu il motore dell’unica nave Spagnola che sfuggì al blocco masticabibbie dell’Avana, nella guerra Ispano-Americana). Mio padre servì la Marina come palombaro. Quando hanno chiuso la strada dove abito al traffico la mattina presto si sentiva odore di salsedine.

      Io non so certo navigare, al più funziono bene come galleggiante da piscina.

      Ma mi credi che quando ho visto la nave incagliata mi è venuto un groppo alla gola?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  43. jam says:

    ..le navi degli esploratori dei mari del Sud facendo naufragio sulla barriera corallina, si sono trasformate in dinosauri metallici e scrivono libri insieme alle stelle marine blu ed i pesci a strisce fosforescenti. Lo stesso James Cook si salvo’ x miracolo, come Robinson Crusoe, naufrago perfetto. Se potessero esistere naufragi senza morti, naufragare sarebbe una bella esperienza: quando i bauli pieni di vestiti coi pizzi e cappelli con piume arrivano sulla sabbia bianca e i sopravvissuti come in un’atmosfera post-apocalittica, si ritrovano elegantissimi a dover vivere una vita selvaggia, a bere un thé in un fondo rotto di bottiglia, x’ le tazzine non si sono salvate, ma mescolarlo con un cucchiano di argento, x’ tutta l’argenteria é arrivata sulla spiaggia.
    Il turismo é interessante quando diventa nomadismo: i nomadi sono turisti perfetti.
    Anche i migranti sono dei turisti mimetizzati ed é x questo che subiscono l’invidia della mercedez.
    ciao

    • Andrea Di Vita says:

      Per jam

      Il vero crimine
      è il pessimismo
      di chi non crede
      nella vita.
      Si sbaglia per sfiducia
      si sbaglia per pigrizia
      si sbaglia per rancore
      o per invidia.
      Spesso dice la gente
      d’esser nullatenente
      così crede la gente
      di non avere niente.
      Ma se ciò che hai
      fosse quello che ti resta
      dal naufragio
      sopra un’isola deserta
      grideresti di gioia
      di avere un poco addosso
      ed un bottone d’osso
      e un vestitino rosso
      una cannuccia
      un temperino
      e le tue mani!
      Faresti un piffero
      dai suoni strani
      per fare il verso
      ai gabbiani.
      Sapessi che allegrezza
      sapessi che bellezza
      sapessi che allegria
      e così sia.

      (‘Padre Brown’, la sigla del vecchio sceneggiato RAI con Renato Rascel e Arnolfo Foà. Il testo è ispirato proprio a ‘Ortodossia’ di Chesterton, che è tra l’altro anche autore delle’ Avventure di Padre Brown’)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        SE la RAI fosse ancora questa roba qua dovrei mettere da parte il mio liberismo per una volta.

        Chi la ha distrutta?

  44. corrado (qualc1) says:

    I miei zii avevano intenzione di festeggiare in quella crocera le nozze d’argento, che cadono proprio in questi giorni. Grazie a Dio quando hanno visto che il tragitto non era – per loro – granché hanno cambiato idea.

    Peraltro lessi questo post: http://kelebeklerblog.com/2010/12/06/di-palestinesi-pedofili-bufale-mestatori-e-cani-matrimoniali/

    pensai al loro matrimonio, in cui c’erano il quattrenne Corrado e una parente di mio zio di cui ignoro il nome combinati in un modo agghiacciante: mi verrebbe voglia di mandare le foto ai furboni di Thelastcrusade.org per chiedere la loro solidarietà.
    Magari potrei sfruttare il fatto che mio zio passa spesso per magrebino. L’unica cosa difficile è far passare la chiesa del Sacro Cuore di Siracusa per una moschea.

  45. corrado (qualc1) says:

    I miei zii avevano intenzione di festeggiare in quella crocera le nozze d\’argento, che cadono proprio in questi giorni. Grazie a Dio quando hanno visto che il tragitto non era – per loro – granché hanno cambiato idea.

    Peraltro lessi questo post: http://kelebeklerblog.com/2010/12/06/di-palestinesi-pedofili-bufale-mestatori-e-cani-matrimoniali/

    pensai al loro matrimonio, in cui c\’erano il quattrenne Corrado e una parente di mio zio di cui ignoro il nome combinati in un modo agghiacciante: mi verrebbe voglia di mandare le foto ai furboni di Thelastcrusade.org per chiedere la loro solidarietà.
    Magari potrei sfruttare il fatto che mio zio passa spesso per magrebino. L\’unica cosa difficile è far passare la chiesa del Sacro Cuore di Siracusa per una moschea.

  46. sandro says:

    \"Dispersi 11 tedeschi se italiani non trofa subitissimo \" …aumentare spread di 110 punten!

  47. jam says:

    ..Gengis Khan ed il mare delle steppa
    anche la steppa é un mare, le montagne all’orizzonte sono le onde, i papaveri a primavera ne sono la schiuma, le yurte sone le navi, gli yaks sono i delfini, i cammelli sono le raie manta ecc..
    Quando Gengis Khan disse di non avventurarsi x mare, voleva dire di non cominciare nessuna impresa senza essere preparati. Anche in Islam ci sono molte “hizb al-bahr”, preghiere del mare x’ penso che “il mare” abbia molti significati.
    ciao

  48. mirkhond says:

    Genghiz Khan era semplicemente un uomo serio, e da valoroso (e feroce) qual’era, proprio perché formatosi nella dura scuola della steppa, fin da bambino, sapeva valutare i rischi e soprattutto era conscio dei suoi limiti, il che, nonostante i milioni di morti che avrebbe seminato per l’Eurasia, ne fa un uomo di valore….
    Altrettanto uno dei suoi più illustri (e altrettanto feroci) eredi, quel Tamerlano (1336-1405) che, arrivò fino a Smirne che incendiò nel 1402, ma sulla sponda del Bosforo di fronte a Costantinopoli, sotto assedio ottomano, si accontentò di veder issato sulle mura, il suo emblema, il drago nero in campo giallo, da parte del coimperatore romeo Giovanni VII Paleologo, per riprendere la via di Samarcanda, senza nemmeno provarci ad attraversare il Bosforo, nemmeno su una barchetta
    (e meno male per l’eventuale comandante romeo o genovese, che, se faceva arenare la barchetta sugli scogli davanti alle Isole dei Principi, non avrebbe certo potuto abbandonare nave e passaggeri per primo, ed essere poi soccorso….)

    • Moi says:

      “Un Impero Mongolico talmente sicuro che lo avrebbe potuto attraversare, senza correre alcun rischio, una Vergine Nuda su di un Carro d’ Oro” [cit.]

      … Altro che Ronde Padane ! ;-)

  49. mirkhond says:

    Il primo principe turco a prender dimestichezza col mare, fu l’emiro Çaka, signore di Smirne, da poco strappata ai Romani orientali, nel 1085-1093 c.
    Çaka, che era stato ostaggio a Costantinopoli, aveva appreso le tecniche marinare romee, e divenuto emiro di Smirne con la morte in battaglia, del fondatore del sultanato selgiuchide di Rum (cioè dell’Anatolia romana-bizantina), Suleyman ibn Qutulmish, aveva arruolato la locale marineria romea e costituito una terribile flotta pirata, diventando il terrore dell’Egeo negli anni 1088-1093.
    Addirittura nel 1090-1091, riuscì ad allearsi coi Peceneghi, popolazioni turche, in gran parte ancora pagane, e che, dalle steppe tra il Don e il Danubio, erano tracimate in mase in territorio romano balcanico, devastandolo selvaggiamente.
    In quel terribile inverno del 1090-1091 dunque, la capitale romana, era circondata da terra e dal mare da un’alleanza “panturanica” che rischiò di accellerare di 300-400 anni la conquista turca dei Balcani!
    La principessa imperiale Anna Comnena (1083-1148 o 1153), allora bambina, racconta nella sua Alessiade, che l’Impero Romano che un tempo andava da Thule (Britannia/Inghilterra) al Golfo Persico, oggi era ridotto alla Tracia da Adrianopoli (Edirne) a Costantinopoli!
    Fu davvero solo il genio politico dell’imperatore Alessio I Comneno (1081-1118), e, se si può dirlo, un autentico miracolo a salvare allora la Romània e posticipare di 300-400 anni la conquista turco-musulmana dei Balcani!
    Alessio infatti, mise tutte queste popolazioni turche, musulmane e pagane, l’una contro l’altra, forse come direbbe il defunto Jean Paul Roux, il grande storico dei popoli turchi, conscio dell’antica legge delle steppe eurasiatiche che vuole che non ci sia che Un Solo Turco a regnare su tutti gli altri….
    Quanto a Çaka, lo potè sconfiggere, proprio servendosi del rivale emiro/sultano usurpatore di Rum, Abul’Qasim, e poi del legittimo erede selgiuchide Kiliğ Arslan I (1092-93-1107).
    Ciò a significare come i Turcomanni fossero riusciti, appena invasa l’Anatolia romana e stabilitivisi, ad apprendere subito l’arte della navigazione, e venendo respinti a stento, quasi costituendo un assaggio di quella che sarebbe stata la futura potenza ottomana, anche sul mare….

    • jam says:

      ..vorrei chiederti se sai niente della yurta-camper di Gengis Khan?
      Perché i nomadi nei loro spostamenti, naturalmente la yurta la smontano, ma credo che il Gengis Khan avesse anche una yurta-palazzo che veniva trainata da cavalli. Ne sai qualcosa?
      ciao

      • mirkhond says:

        Non ne so molto.
        Diciamo che, stando alle fonti cinesi, tra il I secolo a.C. e il VI-VII secolo d.C., sulle immense steppe tra il lago Balhaš e il lago d’Aral, vivevano popolazioni nomadi turche di discendenza unna, chiamate sempre dalle fonti cinesi Tö-lö/Tie-Tie-lö oppure Kao Kiu, che dovrebbe dire “Gli Alti Carri”, e quindi popolazioni che vivevano in “yurte-camper”….
        Da almeno parte di queste popolazioni nomadi, sarebbe sorto intorno al 552 d.C., l’Impero degli Oghuz o dei Türük, in persiano noti come Turk, cioè i Turchi, il cui centro era sugli Altai, e da cui sarebbero derivati tutti gli imperi turchi successivi, anche musulmani…
        ciao

  50. rosalux says:

    Mi pare che l’osservare sereni la normalità della nave affondata per mano del coglione, danzando coi pesci per la morte di uomini “antropologicamente” diversi da noi faccia parte della potenza degli aspetti allegorici di questo incidente, sua vera e unica peculiarità (tolti i pur notevoli essetti speciali) . Certo che la morte è “normale”, ma sarebbe meno normale – per noi cresciuti con l’idea che non si debba per forza gioire quando il diverso soccombe, congratularsi con le formiche per la dose di emoglobina ottenuta grazie alla morte di quel brutto individuo che teneva lo stereo a palla, e che – pensa – andava pure in giro con una ridicola cresta punk. Sei in buona compagnia, eh…sono in tanti a congratularsi con i pesci che hanno tanti nuovi simpatici scheletri di immigrati con cui giocare, e non è incredibilmente “normale” e simpatico – per dire – che dei pesci più grossi puntino al default della grecia, per metter su ciccia? Ma guardiamo la barca affondare, a me l’ouzo non è mai piaciuto e trovo il sirtaki un po’ kitch.

    • PinoMamet says:

      Il sirtaki è kitsch, in effetti, ma non è colpa dei greci, è una roba finta.
      L’ouzo… “sempre ouzo ouzo ouzo mi è venuto a noia, datemi un cognacchino che mi fa piacere!”

      http://www.youtube.com/watch?v=eKH3cgaD8fM&feature=player_embedded#!

      • Moi says:

        http://www.youtube.com/watch?v=gviKvf1OIZQ

        Il Sirtaki E’ DIVENTATO kitsch …

      • Moi says:

        http://www.youtube.com/watch?v=9dDulMSsjRg

        Questo invece mi dà l’ idea di una roba greca fatta apposta per la TV dei Gringos … che solo loro possono prendere davvero per tradizionalissima ininterrotta.

        • PinoMamet says:

          A quanto ne so, il primo a mettersi in testa di “ricostruire” (molto alla cazzo) la gara atletica del pancrazio è stato un greco-americano di nome Jim Arvanitis.
          A dispetto del nome (che equivale al nostro cognome Albanese) il tale la menava un sacco sul fatto che lui potesse insegnare il pankration perché… era greco.
          (Che è come dire che io, essendo italiano, posso insegnare la scherma dei legionari o magari quella del Seicento…)

          Scopiazzò qua e là da varie discipline orientali, gli diede dei nomi greci presi dai pochi testi che ne parlano
          (un manuale di tal Filostrato e un succintissimo papiro di Ossirinco; quest’ultimo credo non ancora pubblicato ai tempi di Arvanitis) et voila.
          Ne fece una specie di “arte marziale”, cosa che i Greci antichi non si erano mai sognati di fare avendo idee molto diverse: per loro era una gara- con pochissime regole, ma anche le altre ne avevano pochine- e basta.

          Credo che la disciplina ri-creata o re-inventata abbia qualche seguace in Grecia.

  51. rosalux says:

    Meravigliosa, grazie.

  52. rosalux says:

    Ovviamente col “bellssima” mi riferivo a quella postata da PinoMamet. Moi, ma lo so, il sirtaki e l’ouzo sono le prime cose greche che mi sono venute in mente.

    • PinoMamet says:

      Per rendermi utile, la traduco alla buona (gli ellenofoni più preparati sono pregati di correggermi)
      “quando mi ubriaco casco giù e mi sporco/
      allungo avanti le mie due mani e mi alzo

      i ragazzi del mio vicinato mi fanno arrabbiare/
      mi chiamano fatto di hashish e vagabondo

      li prenderò e li picchierò i figli di bagascia
      gli darò due ceffoni perchè stiano calmini

      quando mi dici che non mi vuoi che non mi ami/
      dei coltelli sono le parole che lanci, bambola

      sempre ouzo ouzo ouzo mi ha rotto
      portatemi un cognacchino che mi piacerebbe/
      portatemi anche un narghiledino (in greco si dice solo “arghilè”, senza n)
      che mi andrebbe

  53. Per Rosalux

    “Mi pare che l’osservare sereni la normalità della nave affondata per mano del coglione, “

    Io ci andrei piano. Ammetto di non aver seguito nel dettaglio tutta la cronaca, ma mi sembra di aver capito che il capitano sia stato al telefono per circa un’ora con la direzione aziendale, prima di dare l’allarme.

    Cioè, lui – indubbiamente poco portato a fare il capitano – si è affidato alla Costa, e la Costa gli ha detto di tergiversare. Lui ha semplicemente obbedito. Ovviamente ha fatto male, ma la decisione non l’ha presa lui.

    E certamente l’uso regolare di avvicinarsi alle coste, che è anche una forma grandiosa di pubblicità, era permesso se non voluto dalla ditta.

    Insomma, mi sembra che il capitano stia facendo un po’ da (antipatico) capro espiatorio in questa vicenda, per salvare uno dei più importanti fornitori di pubblicità dei media italiani.

    • Peucezio says:

      Sì, però, visto che rischia di farsi anni di galera, perché non lo dice? Non mi sembra il tipo che si farebbe crocifiggere piuttosto che infangare la sua compagnia.
      Anche a me è suonato strano il fatto che sia l’unico indagato.

  54. maria says:

    Soprattutto, i ricordi che si formano in quell’età danno una dimensione del mondo. Chi è stato sempre portato, ogni estate, sulla stessa spiaggia, mancherà sempre di qualcosa.

    maria
    credi?
    Io da piccina come tutti i toscani andavo a viareggio o sulle montagne pistoiesi, luoghi che mi sono rimasti entrambi cari, appena appena più grande però ho cominciato a girare il mondo, turismo povero lo chiamerei, più che turismo culturale, il turismo povero perlomeno tanti anni fa comprendeva inevitabilmente la cultura, la conoscenza, e non è che non ci si divertisse, anzi ci si divertiva e parecchio, posto che sia possibile mettersi d’accordo sul significato di tale parola.

    Una volta un collega, giudicandomi troppo “impegnata” mi disse, maria ma io al cinema vado per divertirmi ma anch’io risposi, non vado certo per prendere dei cazzotti nei denti

    Non andrei mai in una crociera, però, oggi, posso capire chi ci va, su questo sono più vicina a francesco che a coloro che la criticano avvicinandosi pericolosamente a posizioni radical chic, credo che dei due gruppi sociali rappresentati da virzì in ferie d’agosto, i potenziali fruitori di tale viaggio sarebbero appunto i bottegai piccolo borghesi con sentimenti di “destra”, più che il gruppo con chitarra e coppie gay, di “sinistra”, quest’ultimi li vedrei più nei boschi a passeggiare. Ma forse oggi ci sarebbero ulteriori distinzioni da fare riguardo ai gruppi sociali.

    Infine qualcosa sul capitano, anch’io penso che sia pienamente responsabile di quanto gli si imputa, ma certo non il solo, perché mi risulta che il cosiddetto inchino, manovra pericolosissima, è stato tollerato decine e decine di volte, e non soltanto di fronte al Giglio. Riguardo all’altro, certamente ne risentiremo parlare, ogni giornale dal più grossolano al più raffinato ne dà un profilo pieno di ammirazione, e il popolo bue , anche in rete esiste, lo acclama come eroe chiedendo quasi una giustizia sommaria. Ma per fortuna il Diritto, per quanto bistrattato, esiste e non di rado è più avanti delle persone.

  55. Pingback: “5000 euro di crociera: Me la dai una trombetta e un cappellino di carta per favore???” (II) | Kelebek Blog

  56. Per Peucezio

    “Sì, però, visto che rischia di farsi anni di galera, perché non lo dice?”

    Mentre qualcuno ha voluto fare avere ai media le registrazioni delle telefonate tra il comandante della capitaneria di porto e il capitano, nessuno ci ha voluto far avere le registrazioni delle telefonate tra il capitano e il signor Costa (che è una multinazionale statunitense).

    Quindi, non so.

    Se vogliamo giocare di fantasia, possiamo immaginare che in questi giorni il capitano stia trattando il prezzo per il proprio silenzio, che ci auguriamo alto, salato e piccante.

    • Francesco says:

      per una volta concordo al 100% con Miguel, risvolto complottistico lampante compreso

      se non è scemo, il comandante si prende tutta la colpa in cambio di congrua ricompensa

      essendo che siamo la Patria del Diritto e della Obbligatorietà dell’Azione Penale, se è reato far schiantare la nave sugli scogli, non lo è anche fare sempre detta manovra per farsi vedere? e tutti i capitani di porto e sindaci e pubblici ufficiali vari che non hanno mia fatto nulla sono a posto, con la Legge? nessuna omissione?

    • Peucezio says:

      E’ probabile, ma non è di così semplice attuazione.
      E’ evidente che un corrispettivo economico non basta: nessuno accetta di farsi anni di galera, in cambio di una cifra, per quanto alta. Quindi Costa Crociere deve corrompere i giudici oppure i giudici debbono essere succubi di loro. Ma i meccanismi per cui in Italia la magistratura è organica al grande potere economico-finanziario sono molto indiretti e, quanto alla corruttibilità, se fosse solo questione di soldi, Berlusconi li avrebbe tenuti buoni fin dall’inizio. I magistrati cercano protagonismo e sono condizionati dall’establishment e dai modelli culturali che esso impone, quindi non importa loro granché di Costa Crociere, su cui oltretutto ci sono i riflettori mediatici. Costa Crociere non è la Fiat, non vai a toccare punti nevralgici del nesso stretto fra il capitalismo semi-parassitario italiano e quello internazionale-americano.
      Sbaglierò, ma io ho il sentore che ‘sta storia alla Costa Crociere gli scoppierà in mano: limiterà probabilmente i danni, ma credo non ne uscirà indenne.
      Staremo a vedere.

  57. Per Maria

    “Io da piccina come tutti i toscani andavo a viareggio o sulle montagne pistoiesi, luoghi che mi sono rimasti entrambi cari”

    Preciso meglio: ciò che trovo devastante non è andare in pochi posti (il mare toscano probabilmente un tempo era splendido, le montagne pistoiesi per alcuni versi lo sono ancora), ma passare le vacanze in luoghi che siano centri commerciali sotto altro nome.

    Cioè la grande organizzazione del “mare”, le spiagge privatizzate, il camping con l’animazione strutturata, che poi con l’adolescenza diventa la discoteca, le enormi città estive abbandonate durante l’inverno…

    Il tutto legato all’idea che il bambino non deve affaticarsi o affrontare l’avventura.

  58. Per Val

    “Per la cronaca, mi risulta che in Cina la Costa Crociere abbia prenotazioni fino al 2015… evidentemente la middle-lower class ha comportamenti simili ovunque.”

    Penso che in Cina la middle-lower class abbia comportamenti per certi versi peggiori di quella nostrana.

    Vanno bene tutte le divagazioni, ma vorrei ricordare che il succo del post non sono i Fantozzi, ma come sia possibile che si consideri normale la crociera Costa in sé?

  59. Per Maria

    “i potenziali fruitori di tale viaggio sarebbero appunto i bottegai piccolo borghesi con sentimenti di “destra””

    Può anche darsi. Come conosco invece operai comunisti di mezza età che passano le loro vacanze a camminare per i boschi cercando funghi e bofonchiando in dialetto.

    Ma qui stiamo parlando solo dei consumatori: la questione interessante è come si possa creare e normalizzare un consumo del genere.

  60. Per Francesco

    “Almeno fino a prova contraria, al ritrovamento dei Protocolli dei Savi di Hollywood per l’abbrutimento e l’asservimento delle plebi.”

    Io ci campo traducendo i Protocolli dei Savi di Hollywood, o almeno del capitale.

    E’ tutto scritto e timbrato, nei manuali della pubblicità e del marketing, nei manuali organizzativi delle aziende, in mille testi che puoi trovare in qualunque libreria.

    • Francesco says:

      Miguel carissimo,

      è dal ginnasio che ci litigo, coi demonizzatori della pubblicità!

      Non fosse altro perchè partendo dal mettere mano a quella si finisce dritti dritti alle Figlie della Lupa e ai Lao Gai.

      Se devi vendere supposte, fai pubblicità. Tutto qui.

      Però accetto volentieri, vista la tua ampia esperienza, di leggere una succinta presentazione della tesi “demoniaca”. Meno succinta di quella presentata nel tuo commento, un pochino più succinta di un saggio di sociologia di 3.000 pagine scritto in sanscrito inverso.

      Mi piace imparare cose nuove. Ma non cose vecchie infiocchettate.

      • paniscus says:

        “è dal ginnasio che ci litigo, coi demonizzatori della pubblicità!”
        ———————-

        Ma chi è che “demonizza”?

        Semmai, si smonta, si smitizza (con espressione pseudo-dotta, si “decostruisce”), che è ben diverso…

        Lisa

      • giovanni says:

        “Se devi vendere supposte, fai pubblicità. Tutto qui. ”
        no, non è tutto qui. Da almeno un secolo la pubblicità non si limita a vendere prodotti, ma vende la pretesa che senza quei prodotti sei un fallito, ergo ti vende un intero modo di vivere, il che è peggio di qualsiasi totalitarismo, dove il dittatore è ben chiaro e sai chi devi combattere. La vittima dell’ultranazismo consumista è talmente stordita dalla propaganda continua che nemmeno si accorge che ha rinunciato a vivere per obbedire agli ordini

  61. maria says:

    Miguel,
    non ti sarà sfuggito che ho virgolettato la parola “destra”:-), sono d’accordo, però, sulla questione principale e cioè di come si possa arrivare a rendere tutto sommato “popolare” tale intrattenimento perché non è certo la borghesia o quello che ne rimane che si imbarca su simili aggeggi.

    • Francesco says:

      >> non è certo la borghesia o quello che ne rimane che si imbarca su simili aggeggi.

      no? e chi allora?

  62. rosalux says:

    Ah, beh, se Schettino fosse un povero demente isolato la faccenda non sarebbe allegorica, se era lì qualcuno ce l’aveva messo, eh: e mettere la vita di 4000 persone in mano ad un idiota simile è colpa grave: come ha detto qualcuno, siamo in una oligarchia degli imbecilli. Quanto alle conversazioni con la Costa, non capisco come potessero pensare di nascondere sotto il tappeto quello che era successo. Secondo me lui anche a loro non l’ha detta tutta, era in negazione totale. Mi pare l’unica spiegazione plausibile.

    PinoMamet: grazie della traduzione, ero in effetti molto curiosa.

    • Andrea Di Vita says:

      Per rosalux

      Essendo del tutto ignorante in materia mi sono informato presso chi ne sa più di me.

      Dei miei numerosi amici e colleghi Liguri che hanno a che fare con il mare, ce n’e’ uno che ha lavorato alla Capitaneria di Porto di La Spezia. Mi ha appena detto che per un soccorso in mare di una barca che ha finito la benzina all’isola di Paraggi, di fronte a Porotvenere e a poche miglia da La Spezia, la Capitaneria che ha eseguito il soccorso in mare si faceva pagare già vent’anni fa dieci milioni di lire dell’epoca. Solo il soccorso in caso di naufragio conclamato (‘abbandonate la nave!’) o di conclamata emergenza sanitaria (infarto o ictus di un passeggero o di un membro dell’equipaggio) è completamente gratuito.

      Un altro, che ha servito come marinaio dopo aver fatto il Nautico e conosce parecchi dell’ambiente, ha a sua volta fatto una piccola inchiesta personale. Parlando con gente del mestiere gli hanno detto che verosimilmente il comandante schettino ha seguito, sbagliando, la direttiva dell’armatore di dirigersi verso il porto di S. Stefano per poi lasciar appoggiare lo scafo sul fondo piatto. In tal modo avrebbero anche evitato l’evacuazione con le scialuppe mantenendo un profilo basso della vicenda. Purtroppo la falla era più ampia di quanto stimato e non c’è stato tempo. Certo è che in quell’ora e passa avrebbero potuto evacuare la nave ancora dritta e, forse, senza morti. Quando ho avanzato ho il sospetto che al telefono dalla Costa abbiano ‘consigliato’ al comandante schettino di tenere un basso profilo per ridurre l’esposizione finanziaria della compagnia in caso di naufragio, mi ha risposto ‘dici giustamente’.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S. Per i moderni detrattori del socialismo reale: un comportamento simile a quello omertoso di schettino, stando a Solzhenytsin, lo tenevano i comandanti Sovietici degli anni ’30 nel mare di Okhotsk. Vedendo il fumo nero levarsi dal castello di prua di una nave Sovietica il comandante di un piroscafo Gipponese nei paraggi offrì il suo aiuto, ma si vide rifiutare l’offerta La verità è che la nave aveva un carico di deportati per Kolyma, e l’ordine di mantenere segreta la cosa era talmente imperativo da psingere il comandante Sovietico a preferire il naufragio nel mare gelido.

  63. rosalux says:

    Andrea: Ah, questo spiegherebbe un po’ di cose, in effetti…

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