Del dover fare qualcosa (3)

Alla prima parte

“Così come troppo spesso sono stati tollerati discorsi pubblici di politici e amministratori irresponsabili che alimentavano la paura dell’immigrato e del rom usati come capro espiatorio e presentati come minaccia alla sicurezza collettiva.

A Roma, girando nel quartiere Monteverde, non si possono ignorare manifesti che a caratteri cubitali passano il seguente messaggio: ”Immigrazione è invasione”, “Difendi il tuo lavoro, i tuoi diritti, la tua terra”. Firmato: Movimento Politico Noi Oltre. Sono lì da mesi, in bella vista. E sono i soli manifesti in tema di immigrazione che si vedono per strada, come a dire che nessuna forza politica sente il bisogno di inviare un messaggio diverso da contrapporgli. Anche in questo laissez faire ci sono delle responsabilità.”

Così scrive Laura Boldrini, ripresa immediatamente da Repubblica. Il titolo del suo post, Razzismo non c’è più tempo da perdere, riassume magnificamente il concetto del Dover Fare Qualcosa.

Laura Boldrini spiega così, implicitamente, la causa del delitto di Firenze.

Gianluca Casseri ha sentito il discorso di un amministratore irresponsabile, si è fatto influenzare e ha preso la pistola e fatto una strage.

Oppure, viceversa, ha visto un manifesto, e qualcosa è scattato dentro di lui.

Quindi, se le autorità ponessero fine ai discorsi degli “amministratori irresponsabili”, o staccassero subito certi manifesti, o ne affiggessero altri con slogan a caratteri altrettanto cubitali, non avverrebbero più simili stragi.[1]

A volte, è vero che i discorsi hanno conseguenze notevoli su persone poco informate.

Quando il principale quotidiano d’Italia, seguito da tutte le librerie del paese e dalle televisioni pubbliche e private, hanno riversato le parole di Oriana Fallaci su una massa di persone che non sapevano nemmeno cosa fosse l’Islam, sono certo che la cosa abbia avuto effetto: quanti poliziotti avranno trattato con più sgarbo e più paura gli immigrati in fila alla questura, quante signore anziane e timorose si saranno rifiutate di affittare casa a stranieri? Probabilmente migliaia. Molte vite saranno state rese più dure, alcune rovinate, e non escluderei nemmeno la possibilità di qualche suicidio.

Ora, la signora Oriana Fallaci all’epoca era un’antipatica ed eccentrica malata che viveva da reclusa. Piantando tutto a poche ore dalla più grande notizia del decennio, il direttore del principale quotidiano italiano si è recato a New York e dopo estenuanti trattative, è riuscito a tirare fuori dalla recalcitrante demente il ben noto articolo, cui ha dedicato uno spazio che nessun altro testo del genere ha mai avuto.

Lo stesso direttore, Ferruccio De Bortoli, si è poi dedicato al lancio televisivo del proprio prodotto, e infine – passato dal Corriere a RCS libri – al più dinamico lancio pubblicitario di testi saggistici della storia commerciale italiana, sotto la forma dei libri della Fallaci.

Nella sinistra realmente esistente, alcune persone hanno risposto con dignitosi saggi critici. Il fatto che la destra politica abbia approfittato del varco aperto dall’operazione Fallaci, ha reso antipatico il nome Fallaci alla maggior parte delle persone politicamente impegnate a sinistra.

Ma non ci risulta una solo richiesta di dimissioni nei confronti di De Bortoli; una sola vetrina di libreria imbrattata; un solo corteo sotto la redazione del Corriere della Sera; una sola interpellanza parlamentare contro i precari/mercenari sguinzagliati in tutte le città italiane e nelle stazioni ferroviarie a spacciare l’anteprima dell’ultimo rantolo di Oriana Fallaci.

Incredibilmente, l’urgenza del Fare, che è caratteristica fondante della sinistra realmente esistente, è scomparsa completamente. A dieci anni di distanza, dobbiamo constatare che il nostro miserabile sitarello è stato l’unico a parlare di tutto il meccanismo con cui la Fallaci è stata prodotta. Non c’è da esserne orgogliosi, ma da vergognarsi per gli altri.

Ci sono tre possibili spiegazioni.

La prima, e più cattiva, è che quando i leoni ruggiscono, i gatti tacciono, e si scatenano solo quando vedono i topi (i mitici “topi di fogna fascisti“).

La seconda è che De Bortoli probabilmente non ha mai portato al collo una croce celtica, e quindi è invisibile a tutti coloro che vivono di simboli. Anzi, dimenticavo: a De Bortoli, la sinistra ha offerto poi la candidatura a sindaco di Milano, respinta da lui – evidentemente, aveva cose troppo importanti, tipo gestire il quotidiano della Confindustria, per perdere tempo con i cretini.

La terza spiegazione è che il Prodotto Fallaci è stato profondamente trasversale a destra e sinistra (altroché i famosi rossobruni…).

A destra, ha parlato ad alcune componenti archetipiche – la perdita di senso di comunità, lo smarrimento davanti al flusso globale, il confuso rigetto dell’alienazione, l‘inconfessabile invidia che l’uomo occidentale prova per la ricchezza altrui.

A sinistra, ha parlato alla componente moralista, alla cultura delle Vittime e dei Vittimi. Il cattolico fa buone azioni, quello di sinistra previene le cattive azioni.

Neghi il permesso di soggiorno a un barbuto, stai salvando un omosessuale dell’Oman; protesti contro la moschea nel quartiere, impedisci che una bomba uccida un bambino nel Belucistan; denunci una portatrice di niqab che fa fa i fatti suoi su un autobus, salvi un laico libanese.

La xenofobia attiva indotta dal Prodotto Fallaci è però assai diversa dall’omicidio di Firenze, anche per un dettaglio importante.

Nella scia di Ferruccio De Bortoli, mille solerti inquisitori e salvatori dell’umanità hanno compiuto mille piccole scelte indolori. Indolori per loro ovviamente, non per chi le ha subite.

Non do l’elemosina a quel Rom e tiro dritto, non richiamo il marocchino che ha risposto alla mia inserzione in cui cercavo un facchino per la mia azienda, tanto subito dopo in lista c’è un polacco…

Un’eccezione potrebbe essere Roberto Sandalo, che almeno si è esposto a rischi reali.

Processato per una serie di attentati a luoghi di culto islamici, Sandalo si è difeso sostenendo che assieme a lui, in tribunale, ci sarebbero dovuti essere Magdi Allam e Oriana Fallaci, che gli avevano aperto gli occhi sul Pericolo Islamico. Però stiamo parlando di una persona che già aveva diversi omicidi alle spalle, ai tempi della sua militanza in Prima Linea: l’assassino viene prima, la causa per cui uccidere glielo manda il caso.

Oriana Fallaci ha goduto di mezzi praticamente illimitati, forniti dall’alto. Per il resto, siamo seri. Certi “amministratori irresponsabili” non li avrebbero eletti, se non avessero fatto proprio i discorsi che gli elettori volevano da loro;[2] e certi ragazzi non salterebbero serate in discoteca o rischierebbero multe per attaccare manifesti, se non fossero già convinti. Manifesti, poi, che si perdono nell’infinita cacofonia dei richiami pubblicitari da cui le persone comuni si difendono grazie allo stato ipnotico di cui abbiamo più volte parlato. Li vede solo chi li vuole vedere.

Le novità intellettuali vengono introdotte con difficoltà, attraverso ragionamenti complessi, che la gente fa fatica a comprendere.

Chi invece comunica a brevi slogan urlati, sta semplicemente comunicando con qualche Luogo Comune che esiste già nelle persone cui si rivolge. Gli slogan pubblicitari, ad esempio, non impongono mai nuovi pensieri alle persone, ma sfruttano tutti i desideri che già ci sono. Poi ci fanno i propri interessi, ma quello è un altro discorso: Laura Boldrini non sta dicendo che gli “amministratori irresponsabili” scappano con la cassa dopo che gli xenofobi li hanno eletti, ma che i loro slogan creano gli stessi xenofobi.

Comunque, diamo per buona l’ipotesi di contagio delle idee: un concetto espresso in un manifesto, un articolo o un libro può produrre un omicida; occorre quindi vegliare su ciò che si esprime nei manifesti, negli articoli e nei libri.

Il problema è che Casseri non sembra per nulla influenzato dalla cultura mainstream alla Oriana Fallaci: Gli autori che lui cita infatti non sono di quelli che si trovano pubblicizzati nei talk-show televisivi.

E nemmeno è probabile che fosse una persona normale fino al momento in cui ha incontrato un “amministratore irresponsabile” o ha visto un manifesto per strada.

Tutto fa pensare che Casseri, i suoi primi, fatali libri se li sia andati a cercare: lui stesso dice, a dodici anni. Ha iniziato con interessi per la fantascienza e fantasy statunitensi, arrivando così a certe correnti esoteriche, e da certe correnti esoteriche a quelle particolari ricostruzioni storiche che abbiamo visto nel caso di Adriano Romualdi. C’è una logica in tutto ciò, e chi conosce ad esempio il mondo ideologico di Lovecraft, potrà trovarla facilmente.

Un’azione repressiva dovrebbe quindi risalire la catena: partendo, ovviamente dal testo di Adriano Romualdi, per identificare pian piano tutto il materiale scritto che può indurre in tentazione.

Se digitate Adriano Romualdi su Google, i siti delle librerie tipicamente restituiscono risposte come questa:

Libri di Romualdi Adriano Romualdi Adriano
Siamo spiacenti, non è stato trovato nessun prodotto con le caratteristiche richieste.

Bisognerebbe quindi cercare sia nel vasto mondo dell’usato, che nelle biblioteche e tra le collezioni private: non dimentichiamo il rischio di prestiti, soprattutto tra persone solitarie con interessi affini.

Si aprono affascinanti prospettive per chi vuole Fare Qualcosa.

Ma prima di agire sui testi pericolosi, bisognerebbe leggerseli, e questo richiederebbe il tempo che i saggi, vecchi inquisitori avevano; ma che manca nell’era dell’Urgenza Spettacolare. Chi si immerge a leggere un libro, entra in un mondo parallelo, e quando ne esce, scopre che il Flusso lo ha abbandonato sulla riva di una nuova Emergenza.

Note:

[1] Sul blog della signora Boldrini, un certo Bruno Vialli traduce e propone la sua ricetta perché mai più avvengano certi fattacci. Con l’interessante aggiunta che è colpa di Berlusconi:

“Cosa aspettano le autorità competenti a chiudere Casa Pound e a prendere a sberle a due per volta finchè non diventano dispari i deficienti che la frequentano? Obbligandoli a frequentare dei corsi di storia con visite obbligate ad Auschwitz o Mauthausen?
Dal governo di prima non ci si poteva aspettare altro che la diffusione di queste ideologie di merda!!!”

[2] Non voglio entrare in polemiche, citando nomi. Ma so di almeno un sindaco leghista odiatissimo dai progressisti per le tremende idiozie che dice, ma abbastanza rispettato dagli stranieri che abitano nel comune che lui amministra, per i fatti che fa. Esiste infatti anche il fenomeno inverso a quello segnalato dalla Boldrini: cioè il popolo che vuole parole xenofobe, mentre chi conta davvero vuole la pace sociale.

Continua

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71 Responses to Del dover fare qualcosa (3)

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  2. Francesco says:

    Miguel,

    Oriana Fallaci (ex intellettuale di sinistra, mi risulta) ha scritto un articolo poi diventato libro. Sono tra quelli che li hanno comprati (e letti).

    Già questo dovrebbe aiutarti a capire che il peso “diretto” del suo intervento non deve essere esagerato: le due azioni sono di ridotta ed estrema (rispettivamente) minoranza.

    Detti testi sono usciti subito dopo l’attacco dell’11 settembre 2001 contro gli USA, intesi come “il Capo del grande male Occidente” e sono serviti a dirci “chi siamo, noi che ci ammazzano?”, oltre che “e adesso?”. Le risposte hanno un contenuto “identitario”, che sempre contrappone ad altre identità (mi pare siano le stesse domande a cui ha risposto Bin Laden).

    Quindi ribadisco che la lettura che ne dai è distorta. La vecchia era (abbastanza) razzista MA non è quello che conta di più, e non so quanto abbia influito sui comportamenti reali degli italiani (anche perchè il popolo certi discorsi li faceva PRIMA e le classi dirigenti un minimo pensano).

    Ciao

    • onemuslim says:

      Ciao,

      (se!) Miguel esagera, tu minimizzi… ;)
      avrei scommesso che tu abbia letto la Fallacci.. è così evidente in quello che dici :)

      • Francesco says:

        Allora deve essere il mio inconscio perchè mi ricordo solo due cose del libro: la protesta perchè per troppo tempo in Europa si dipinsero solo Madonne col Bambino e la ginocchiata nelle parti basse a un somalo che orinava su un monumento.

        E il fatto che dopo averlo letto mi sentivo meglio che prima, quando c’era solo “dopo l’11 settembre”

        Dove ha attecchito nel mio inconscio?

        Ciao

  3. onemuslim says:


    “Chi si immerge a leggere un libro, entra in un mondo parallelo, e quando ne esce, scopre che il Flusso lo ha abbandonato sulla riva di una nuova Emergenza”
    bella!!!

  4. maria says:

    La signora Boldrini ha scritto un comunicato che è sostanzialmente acqua calda, esilarante il finale con cui auspica che gli episodi di firenze e torino siano la fine di una stagione opaca e come di grazia, chiudendo casa pound?

    Vorrei tra l’altro chiedere quando comincia la stagione opaca a cui si riferisce-

    Senza contare che di già che c’era poteva far riferimento anche a una legislazione che sbatte in galera migliaia di stranieri rei di essere dei clandestini.

    Ma cosa vogliamo pretendere, io penso che l’organismo da lei presieduto serva ai rifugiati e ai fuggiaschi, come la fao serve agli affamati del mondo, cioè poco o nulla e che quindi i suoi appelli siano inevitabilmente qualcosa di vano e generico come la frase di repubblica , “non c’è tempo da perdere” chi direbbe, perdiamo tempo?

    Riguardo a ciò che vuole il popolo non saprei, ma mi ha colpito il commento di una signora in piazza dalmazia che tutta contrita ha detto, sono così buoni e docili, non danno mai fastidio a nessuno…ecco io credo che un’opinione del genere potrebbe essere ribaltata da un momento all’altro perchè intrisa di quel sentimento che si vuole combattere. Non voglio criminalizzare quel commento ma solo dire come sia difficile la situazione che viviamo.

  5. rosalux says:

    Il problema non è vietare questo o quel libro, cosa inutile ancorchè dannosa: prima dell’era berlusconiana e leghista la classe politica si sottoponeva – a volte per convinzione a volte per autodisciplina – ad una serie di tabù, retaggio di un paese istituzionalmente “antifascista”, tabù i quali sono rovinosamente caduti, anche a causa della debolezza e della sottomissione imbelle della sinistra. Al primo commento nazista di quei delinquenti, bisognava far venire giù il parlamento. Gli scrittori e i giornalisti, invece, hanno sempre scritto quello che desideravano, come è ovvio e auspicabile: sono in una posizione orizzontale rispetto ai cittadini. Non sono “eletti”, in senso anche figurato, non sono i migliori di noi, sono gente come noi che dice la sua. Ma quando cade un tabù dall’alto, dall’istituzione, nessuno si sente più tenuto a controllarsi. L’odio per lo straniero, dici giustamente tu, è spesso il primo istinto irrazionale, quasi meccanico, forse ineliminabile. Chi era al potere, e segnatamente la lega, sapeva che liberare la gente dall’oppressione del tabù significava monetizzare un sacco di voti e così ha fatto. Quei morti sono stati uccisi da chi ha scientemente liberato la nostra società dal pilastro fondante dei suoi tabù, lasciando lo spazio al caos.

    • Francesco says:

      tutto sbagliato, mia cara

      confondi l’ipocrisia e la censura con la vigenza di valori

      la famosa trasmissione dei Radicali con libertà di parola, e insulto, mostrò la realtà e quanto poco contasse il perbenismo istituzionale. l’antifascismo era logoro e vuoto da decenni prima che Bossi e Berlusconi gli dessero l’ultima scossettina e la mummia schiattasse

      lasciando dietro di sè le rovine del suo fallimento storico e pericolosi batteri “fascisti”

      che peraltro abbondano in tutto il mondo

      saluti

  6. maria says:

    Rosalux
    io credo che il fascismo e l’antifascismo non c’entrino molto in questi delitti, io penso che l’uccisione dei neri , soprattutto, il caso di torino è diverso, provenga più da una supposta minaccia all’identità e alle condizione di vita degli italiani che come residuo del nazifascismo.

    Voglio dire che anche quella parte del parlamento che sorreggeva il tabù di cui parli nello stesso m omento era in grandi difficoltà sul tema della cosiddetta sicurezza e forse non sempre in buona fede.

    Ricordo che una volta in televisione , mentre si discuteva di sicurezza appunto, proprio valter veltroni fece un esempio riguardo a come si dovevano perseguire i reati e sai chi prese come soggettto, gli zingari, accreditando così, forse inconsapev0lmente, la già così feroce avversione verso questa popolazione.

    Maria

  7. Mi informano che il sindaco di Firenze, il signor Matteo Renzi, avrebbe dato un utile contributo alla faccenda, precisando che Gianluca Casseri, pur avendo agito a Firenze, NON ERA UN FIORENTINO.

    Qualcuno può confermare? L’ho trovato scritto in un commento al blog di Ugo Tassinari, sarebbe utile avere la fonte.

    • Peucezio says:

      Eppure ci sono solo a Firenze, a Roma e qualcuno in Ciocaria.
      http://gens.labo.net/it/cognomi/

    • Ritvan says:

      —Mi informano che il sindaco di Firenze, il signor Matteo Renzi, avrebbe dato un utile contributo alla faccenda, precisando che Gianluca Casseri, pur avendo agito a Firenze, NON ERA UN FIORENTINO. Qualcuno può confermare? L’ho trovato scritto in un commento al blog di Ugo Tassinari, sarebbe utile avere la fonte. Miguel Martinez—

      Ehmmm…Miguel, forse sarebbe il caso che tu precisassi se con “confermare” ti riferisci – come pare abbia capito Pino:-) – alle origini del Casseri o al fatto che il buon Renzi abbia sparato o meno la suddetta mostruosa cazzata degna di un leghista fanatico. Se fosse la seconda, io stento a crederci perché ho visto diverse volte Renzi in TV e non mi ha dato l’impressione di essere un cretino, né un leghista. Comunque – sempre se fosse buona la seconda – perché non provi a chiedere lumi al commentatore del blog di Tassinari?

      • PinoMamet says:

        ” come pare abbia capito Pino:-) ”

        ? Io che c’entro con le origini del Casseri?

        Scusami Ritvan non ci arrivo! ciao!

  8. Per Rosalux

    “Chi era al potere, e segnatamente la lega, sapeva che liberare la gente dall’oppressione del tabù significava monetizzare un sacco di voti e così ha fatto. Quei morti sono stati uccisi da chi ha scientemente liberato la nostra società dal pilastro fondante dei suoi tabù, lasciando lo spazio al caos.”

    Stai affermando un sillogismo ben preciso.

    1) Il precedente governo, per avere dei voti, ha tolto un “tabù”.

    2) la rimozione di quel tabù ha condotto direttamente ai fatti di Piazza Dalmazia.

    3) Quindi l’unica azione preventiva, che impedirà che si avverino altri fatti del genere, consiste, non nella censura dei libri, ma nel cambio del governo.

    E’ una tesi che ha un suo spessore, coincide peraltro in parte con quanto dice il signor Bruno Vialli nel commento alle affermazioni di Laura Boldrini.

  9. Per Francesco

    “Oriana Fallaci (ex intellettuale di sinistra, mi risulta) ha scritto un articolo poi diventato libro.”

    Qui ciò che mi interessa è la questione della prevenzione di una ripetizione di un fatto come quello di Firenze.

    Se ho capito bene, tu sostieni che nemmeno il discorso della Fallaci, infinitamente più visibile di ogni altro discorso “razzista” (scusami la semplificazione del termine) mai fatto in questo paese, abbia avuto ricadute concrete?

    Se hai ragione tu, ha certamente torto Laura Boldrini: il controllo di polizia sui discorsi di “amministratori irresponsabili” o sui manifesti affissi in giro non servirebbe assolutamente a prevenire la ripetizione di simili incidenti.

    • Francesco says:

      faccio fatica a capire come le posizioni della Fallaci abbiano potuto “trickle down” fino al livello di quelli che menano le mani, tanto più se svitati intrippati per Lovecraft (autore noioso quant’altri mai)

      e poi rimane il “piccolo” tema del passaggio dalle parole ai fatti, sia pure criminali. qui mi sposto su posizioni abbastanza liberali classiche, senza arrivare alla ACLU

      ciao

  10. Importante… dal blog di Baruda, leggo finalmente una parola sulle vittime della strage di Firenze. Una piccola parola, non dice quasi niente, ma certo più di quanto abbiano detto tutti i sindaci ed editorialisti d’Italia in questi giorni.

    http://baruda.net/2011/12/16/strage-razzista-a-firenze-unintervista-alla-vedova-di-modou/

    Vi giro con piacere e dolore queste righe, scritte da Khadidiatou Sonko, sul quotidiano senegalese Walf Grand Place, due giorni fa.[…]

    “Son 13 anni che non ho più visto mio marito”

    Il dramma di Firenze dove un militante di estrema destra ha aperto il fuoco su degli emigrati senegalesi ha seppellito tutti i sogni di Kene Mbengue, vedova di Modou Samb. Questo emigrato, ucciso l’altro ieri, non avrà mai più l’opportunità di rivedere sua figlia nata dopo la sua partenza per l’avventura e che oggi ha 13 anni.
    Quando suo marito la lasciò nel 1999 per andare a provare l’avventura in Europa, Kene Mbengue era incinta di 3 mesi. è dopo la partenza di suo marito Modou Samb che ha dato alla luce una figlia che oggi ha 13 anni. Solo che Kene non ha più visto suo marito. E sua figlia non avrà mai l’opportunità di assaporare il piacere di sedersi sulle gambe del suo papà. Modou Samb è stato ucciso l’altro ieri da un razzista folle che ha aperto il fuoco su degli emigrati senegalesi a Firenze in Italia. Modou Samb é infatti uno dei Senegalesi ucciso da un certo Gianluca Casseri che si è, tra l’altro, dato la morte. Kene Mbengue e la sua famiglia, che aspettavano con impazienza il ritorno di Modou, vivono nel dolore da martedì.

    Nato a Mont-Rolland, località situata a 17 km al nord di Thies, Modou Samb era un sostegno per la famiglia. La sua morte è una pesante perdita per la sua famiglia, ma anche per i suoi amici. Raggiunta al telefono grazie a un fratellastro del suo defunto marito, la vedova di Modou Samb, ancora in lacrime, racconta come ha saputo della triste notizia. Kene Mbengue: “è uno dei suoi amici che mi ha chiamato per dirmelo. all’inizio, credevo che fosse per dirmi che mio marito non aveva spedito dei soldi”. Ma, Kene, che aspettava un invio di denaro apprende la più triste delle notizie. “Ma, a mia sorpresa, mi ha detto che mio marito era morto”, piangendo alla cornetta. Secondo la vedova, erano almeno 13 anni che non vedeva suo marito. “L’ultima volta che l’ho visto è stato nel 1999. Ci eravamo appena sposati. Dopo soltanto tre mesi di vita coniugale, è partito in Italia. Non è mai tornato”, confida Kene Mbengue, con una pena che si sente forte nella voce. Ha una sola figlia con suo marito. Ora ha 13 anni. Nonostante il dolore, Kene testimonia: “Mio marito era un buon sposo che si occupava bene della sua famiglia e che ci chiamava sempre. E ci spediva regolarmente dei soldi”.
    Amico d’infanzia di Modou Samb, Moussa Faye, poliziotto a Malick Sy, continua nello stesso senso. “Modou Samb era un buon amico. L’ho visto l’anno scorso durante le mie ferie. Ero partito in Italia. Si preoccupava constantemente della sua famiglia, voleva il meglio per loro. è una perdita enorme per noi”.

  11. rosalux says:

    No, sto dicendo una cosa del tutto diversa. Sto dicendo che i tabù sono la base di un ethos condiviso, una sorta di “norma” non necessariamente scritta e codificata che regola silenziosamente le comunità umane, tutte, dalle società tribali a quelle urbane. Questa trasgressione al tabù fondante della nostra comunità è avvenuta e ha liberato delle forze. Queste forze sono tanto più libere quanto più blanda si fa la condanna sociale, quanto più ci si fa il callo e quanto più si fanno dei distinguo e delle analisi sociologiche e maternage della delinquenza e del fascismo. Il tabù si sancisce con la condanna sociale, con la vergogna, con l’imbarazzo verso il trasgressore. Un tempo i razzisti si vergognavano di essere razzisti, oggi invece ne vanno fieri, la differenza è tutta qua.

    • Peucezio says:

      Rosalux, io non so di quale tempo tu parli, quando dici “un tempo”. Ma ti faccio sommessamente notare che l’antirazzismo come tabù sociale esiste al massimo da mezzo secolo e che quindi, dovremmo pensare che per millenni, anzi, milioni di anni l’uomo sia vissuto nell’anomia assoluta, mentre oggi vivrebbe nell’ordine e nell’armonia, mentre, se proprio devo individuare una tendenza nel tempo, mi pare vada semmai nel senso opposto.

      • Moi says:

        Mi sa che Rosalux con “un tempo” vuol dire “tra il 1945 e il 2001″ e con “la gente” vuol dire “gli Italiani” … dico bene, Rosalux ? :-)

        • Peucezio says:

          Secondo me arriva al massimo agli anni ’60. Molta gente di sinistra crede che l’origine dell’universo non risalga oltre il mezzo secolo.

      • PinoMamet says:

        L’antirazzismo esiste da cinquant’anni, però le razze esistono da duecento… direi che una proporzione c’è!

        • Peucezio says:

          Tra l’altro c’è anche questo. Che non può esserci antirazzismo senza razzismo. E il razzismo (non la biodiversità umana, che volgarmente chiamiamo “razze” e che risale al paleolitico) esiste anche da meno di duecento anni, ma dal positivismo e dall’evoluzionismo.
          E’ come la difesa dei diritti degli omosessuali, che esiste in virtù del fatto che si è sviluppata la repressione dell’omosessualità, che in teoria esiste almeno da Giustiniano, ma nei fatti è un portato della modernità e della civiltà borghese.

  12. Rock & Troll says:

    Quindi è tutta colpa della Fallaci, non di 3000 e passa morti fatti l’11 Settembre buttando giù due grattacieli.
    Senza poi contare Londra e Madrid…

    Interessante.

  13. Prima avevo scritto:

    “Una piccola parola, non dice quasi niente, ma certo più di quanto abbiano detto tutti i sindaci ed editorialisti d’Italia in questi giorni.”

    In realtà, sulla Nazione di ieri, c’era uno splendido articolo, firmato da una certa Ilaria Ulivelli, a proposito dei senegalesi feriti e morti.

    Onore al merito, ovunque si trovi.

  14. Per Rock & Troll

    “Quindi è tutta colpa della Fallaci, non di 3000 e passa morti fatti l’11 Settembre buttando giù due grattacieli.”

    Ma leggi quello che ho scritto?

    Ho detto che nemmeno il Prodotto Fallaci è colpa di Oriana Fallaci, ma di Ferruccio De Bortoli.

    Comunque ho detto in maniera spero chiara che non ritengo che Oriana Fallaci abbia ispirato l’omicidio di Firenze (e nemmeno Bin Laden).

  15. Per Rosalux

    “Il tabù si sancisce con la condanna sociale, con la vergogna, con l’imbarazzo verso il trasgressore. Un tempo i razzisti si vergognavano di essere razzisti, oggi invece ne vanno fieri, la differenza è tutta qua.”

    Il concetto non è sbagliato in generale. Qui stiamo parlando di una cosa però specifica.

    Ora, tu poco prima avevi scritto:

    “Quei morti sono stati uccisi da chi ha scientemente liberato la nostra società dal pilastro fondante dei suoi tabù, lasciando lo spazio al caos.”

    “Quei morti” presumo siano quelli di Firenze. Non, ad esempio, dei senegalesi morti dal freddo perché un sindaco fallaciano non aveva voluto dare loro casa.

    E quindi tu sostieni che Gianluca Cassese, solitario lettore di Lovecraft, non avrebbe agito (peraltro lasciandoci la pelle) se avesse pensato che la società lo avrebbe criticato.

  16. rosalux says:

    Non so naturalmente – nessuno può saperlo – cosa avrebbe fatto specificamente Gianluca Cassese, ma presumo che per un certo tipo di ego sia molto gratificante l’idea di venire ricordato a imperitura memoria come un eroe, mentre nessuno ama essere ricordato come vile. Un uomo armato che spara a degli inermi innocenti è un vile, eppure abbiamo sentito gli allelujiah e tanti lo hanno apertamente acclamato come “uno di noi”. Sì, sto proprio dicendo che un certo tipo di terreno, di humus politico ha il potere di modificare l’identità delle persone, di liberare gli impulsi più osceni e e le vocazioni più vigliacche.

  17. Claudio Martini says:

    1) Casseri, non Cassese.

    2) Sto cominciando a provare anch’io invidia per i senegalesi. E non perché sono alti e non rischiano l’insolazione, ma per il loro tremendo carisma. Non lo avvertite? Io si, soprattutto quando questi tizi agiscono come una comunità (corteo, eccetera). Non so perché, ma guardarli mi regala serenità. Vorrei assomigliarvi. Finirò per ucciderne un paio.

    3) Miguel, sinceramente: tutto bello, tutto giusto, ma devi fare qualcosa per la sintesi. Scusa la schiettezza, ma questo articolo e’ leggermente sbrodolante. Avresti dovuto
    rielaborarlo maggiormente, tagliando il superfluo.
    Ma del resto nessuno ti mantiene….
    Ciao

  18. p says:

    In realtà qualcosa si può effettivamente fare. Per esempio fu fatto a cavallo tra i settanta e gli ottanta, quando si cercò di “prosciugare l’acqua dove nuotavano i brigatisti”. Si fecero leggi speciali e si misero in galera migliaia di appartenenti all’area antagonista extraparlamentare. Chi può fare una cosa simile è, ovviamente, lo stato. Ci sono le condizioni perché faccia qualcosa di simile, su larga scala dico, per l’area, sicuramente meno ampia dell’altra, cosiddetta neofascista? Io ci vedo troppe connivenze, appunto, perché la cosa si faccia. Però gli arresti di “militia”, si vede che sono senza agganci quelli, mostrano che almeno per lavata di faccia qualcosa si fa vedere di fare. Ovviamente questa mia ipotesi non dice nulla sul fatto che io possa condividere questa azione dello stato. Io non condivido mai nulla di ciò che faccia lo stato.p

    • Peucezio says:

      Quella era una situazione diversa, lì si trattava di terrorismo, il terrorismo è una realtà organizzata, che come tale può essere colpita e anche neutralizzata.
      Come fai invece a prevenire il fatto che un pazzo si metta ad uccidere della gente alla cieca ammazzandosi poi lui stesso, quindi dimostrando di non avere nulla da perdere?
      Fenomeno come questo sono il risultato di un clima sociale, ma in tutt’altro senso, molto più profondo. Sono sintomi di un’alienazione diffusa, di una società di isolati, estranei fra loro, per cui uno più isolato e più aggressivo degli altri un bel giorno impazzisce. Una situazione così non la cambi nemmeno se arresti un milione di persone, ma solo se cambia il tipo di società.
      Ma le società di solito si trasformano da società a misura d’uomo, comunitarie, in società massificate e anonime, da Gemeinschaften in Gesellschaften, per dirla alla Tönnies, mentre difficilmente accade l’opposto.

  19. Continuo a trovare patetico tutto l’allarmismo sul pericolo “nazi-fascista”. Uno, perché Casseri era probabilmente più un isolato che altro; due, perché la quasi totalità degli episodi violenti in qui ci sono vittime degli stranieri (per il loro essere stranieri) non sono opera di “nazi-fascisti”, ma di persone comune, magari di sinistra (Pigneto a Roma e Livorno insegnano). Ossia, il processo massificato immigratorio sta producendo anticorpi, anche violenti. E faccio presente che la Lega non era nata per gli immigrati…

    Ma il peggio è altro, ossia la pretesa che in un mondo di tabù distrutti, di diritti all’aborto o all’eutanasia, ossia a forme di morte indotta (e non sto discutendo nel merito tali “diritti”), ci debbano essere nuovi tabù, costituiti solo dal diritto al benessere di masse sempre più ampie di stranieri, di cui nessuno dice quanto ampie dovrebbero essere e perchè e perché la popolazione italiana dovrebbe non essere più quello che è da secoli (per cortesia, non mi si venga a fare discorsi sull’identità che è problematica, ecc…).

    Tutto questo, nel mentre che tutte le associazioni e personalità che non mettono in discussione questa presunta ineluttabilità dell’immigrazione di massa, nulla fanno per tutte le ultime guerre, uno dei cui risultati più eclatanti è l’avanzare di fenomeni di omogeneizzazione etnica, tribale e religiosa (Ex-Jugoslavia, Kosovo, Iraq, Libia, ecc.). Ossia l’avanzata militare del razzismo vero e del genocidio come orizzonte quotidiano.

    • Moi says:

      @ LIF

      Be’ però ammetterai che l’identità “Italiana” è stata creata un bel po’ favoleggiando a tavolino dai Massoni prima e dai Fascisti poi …

    • RoyVH says:

      Anche il cannibalismo è un tabù.Per non parlare della pedofilia,praticata sin dall’antichità presso alcune civiltà in Occidente e in Oriente.

    • paniscus says:

      Esiste un qualcosa che ha rappresentato significativamente “l’identità italiana”, e addirittura “da secoli”? Francamente, non me ne sono mai accorta.

      Lisa

    • Peucezio says:

      “Continuo a trovare patetico…”

      Sono d’accordo su tutto.

    • Peucezio says:

      L’italianità non è un’identità, perché un’identità presuppone un’alterità e un’alterità rispetto all’identità italiana non è immaginabile nell’orizzonte occidentale, la potevamo trovare al massimo in Cina o in India prima che si occidentalizzassero o nell’America Precolombiana. Per il resto la civiltà mondiale è stata non influenzata, ma direi che è un prodotto della romanità e del rinascimento, senza i quali sarebbe impensabile, dunque parlare di identità italiana è un’idiozia, perché presuppone che un francese, per esempio, abbia un’identità francese, mentre già parla una lingua che gli è arrivata dall’Italia e non c’è nulla del suo universo culturale che non sia vincolato più o meno direttamente alla nostra penisola.

      • PinoMamet says:

        ” perché presuppone che un francese, per esempio, abbia un’identità francese”

        Prova a convincerlo del contrario! ;)

        A parte gli scherzi: ma perché dovete sempre andare a pescare nell’antichità, nella linguistica, nell’etnogenesi e in tutte quelle robe lì?
        Non c’è mica tanto bisogno.

        Una “identità” consiste nell’avere un certo numero (variabile ed empirico, non credo ci sia altro modo di definirlo) di ricordi condivisi.
        Che per forza di cose cambieranno da una generazione all’altra.

        Una “identità nazionale” è una cosa diversa da una “nazionalità” o “cittadinanza”;
        e di regola non ha certificazioni.

        Un francese di cittadinanza, nato e cresciuto in Italia e sempre vissuto qua, avrà un’identità nazionale italiana, tolti i riferimenti francesi che magari gli vengono dai genitori ecc.
        (nel caso specifico, si pronto a scommettere che si tratterà dell’orgoglio di essere francese e non italiano, e poco altro ;) )

        Non si ha mai un’identità “identica” tra due persone.

        Però se io te Moi e Mirkhond ci mettiamo a parlare di Jeeg Robot d’acciaio, è evidente che abbiamo tra noi un’identità, che manca al nostro coetaneo, che ne so, canadese, che non ha mai visto il cartone animato.

        Dante è sì importante, per l’ “identità”; ma, più che per la Commedia o per il De Vulgari Eloquentia (che, da soli, se ne starebbero buonini in biblioteca assieme a migliaia di altri libri di tutto il mondo), per il fatto che ce lo fanno studiare a scuola, e perciò creano appunto un'”identità” di persone che hanno tutti letto un pezzettino di Divina Commedia, hanno tutti bestemmiato tentando di capire cosa c’è scritto ecc. ecc.

        Visto che un’identità si forma, appunto, negli anni della formazione, è chiaro che il curriculum di studi pubblico e in genere tutte le esperienze di infanzia-adolescenza- gioventù sono più importanti di quelle della maturità e vecchiaia.
        Io posso trasferirmi in Uganda o Nuova Zelanda, e penso di avere ancora trenta o quaranta anni buoni per assumere un’identità ugandese o neozelandese, ma un po’ resterò sempre italiano.

        D’altra parte, se ai ragazzini italiani dessimo (e il rischio c’è) il 100% di roba staunitense (scuola, TV ecc.) avremmo dei ragazzini “statunitensi”, cioè con un’identità diversa dalla nostra.
        Anche noi, del resto, abbiamo un’identità diversa da quella dei nostri bisnonni.

        • Francesco says:

          non credo

          il prodotto usano consumato in Italia è diverso, per il contesto e il pregresso, che sono decisivi, dallo stesso prodotto consumato negli USA

          è come lasciare in giro un pallone: qui gli danno calci, lì ci giocano a basket, in Germania lo portano alla Polizei perchè trovi il legittimo proprietario …

          ciao

    • Ritvan says:

      —….tutte le ultime guerre, uno dei cui risultati più eclatanti è l’avanzare di fenomeni di omogeneizzazione etnica, tribale e religiosa (Ex-Jugoslavia, Kosovo, Iraq, Libia, ecc.). Ossia l’avanzata militare del razzismo vero e del genocidio come orizzonte quotidiano. Lif di euro-holocaust—
      1. Ti faccio poco umilmente:-) presente che anche il Kosovo faceva parte dell’Ex-Jugoslavia, pertanto non vedo perché citarlo a parte.
      2. “l’avanzare di fenomeni di omogeneizzazione etnica, tribale e religiosa” nella ex-Jugoslavia era un fenomeno INEVITABILE in una federazione in cui, dopo la caduta del comunismo, l’elite di un’etnia (indovina quale!) pretendeva di comandare a bacchetta – ovviamente nel solo interesse della suddetta etnia – TUTTE le altre comunità etnico-religiose della federazione. E nei confronti di chi non ci voleva stare a fare il “cittadino di serie B” in una Jugoslavia comandata dalla suddetta etnia fu propinato spesso e volentieri “razzismo vero e genocidio come orizzonte quotidiano”.
      3. In quanto all’Iraq. A meno che tu non rimpianga quella brava persona:-) di Saddam, era INEVITABILE che dopo la caduta della sua tirannia basata sul dominio dei sunniti e il massacro di curdi e sciiti ci fosse una reazione. Mettici dentro anche il becco dell’Iran e si spiega tutto.
      4. Idem per la Libia, dove quel brav’uomo:-) di Gheddafi favoriva eccessivamente certe tribù a discapito di altre e alla fine queste ultime si sono ribellate.

  20. Per Claudio

    “Miguel, sinceramente: tutto bello, tutto giusto, ma devi fare qualcosa per la sintesi. “

    E pensa che all’inizio volevo fare un unico post… il problema è molto semplice.

    Dovrei scrivere un libro, ma:

    1) nessuno me lo pubblicherebbe

    2) anche se qualcuno lo pubblicasse, nessuno sarebbe disposto a pagare un euro per comprarlo

    Quindi, beccatevi un libro in rete.

  21. per Francesco

    “confondi l’ipocrisia e la censura con la vigenza di valori”

    Incredibile, sono quasi d’accordo.

    La perdita dei Valori Cristiani non è dovuto al complotto massonico, ma alla storia.

    La perdita dei Valori Repubblicani non è dovuto al complotto leghista, ma alla storia.

    E se gli italiani riuscissero a guardare oltre il loro orizzonte, si accorgerebbero che cose analoghe avvengono in tutto l’Occidente. Pensiamo solo alla “violazione del tabù” che c’è stato in Olanda, altro che la robetta che è successa in Italia.

    • Moi says:

      Pensiamo solo alla “violazione del tabù” che c’è stato in Olanda, altro che la robetta che è successa in Italia.

      Miguel

      ______________

      Scusa Miguel, ma a cosa alludi ? A Geert Wilders “da una parte” o alla liberalizzazione delle droghe e delle diverse sessualità “dall’ altra parte” ?
      … O a entrambe le cose ? … O ad altro ?

        • Moi says:

          @ MIGUEL

          Già, però in un certo senso passa sempre più l’ idea che bisogna (!) limitare le libertà individuali dei Musulmani perché altrimenti non sarebbero più garantite le libertà individuali dei NON-Musulmani … è un concetto un po’ contorto forse, ma mi pare che la logica delle cose umane non sia mai “lineare” .

          Spero di essermi fatto capire.

        • “è un concetto un po’ contorto”
          Assolutamente no: il diritto è tutto un comprimere da una parte per garantire da un’altra.

    • Peucezio says:

      Questa però lasciami dire che è una logica un po’ debole, perché la storia ha degli attori, non casca dal cielo.
      Si può dire allora che gli attori non sono i massoni o i leghisti ma altri, ma sempre di uomini si tratta, non di fenomeni astronomici.

    • Francesco says:

      sbagliato

      i Valori Repubblicani (vieppiù quella parte che possiamo chiamare Antifascismo) sono caduti perchè i sostenitori non ci credevano ma li usavano come “manette” per limitare altri sostenitori e “foglie di fico” per accreditare se stessi, in attesa di imporre i propri valori “veri”.

      aggiungici un’unità nazionale fatta contro il popolo (o plebaglia bigotta) che ha sancito la separazione e contrapposizione non ancora risolta tra i due enti

      e la storia non cammina che con le gambe degli uomini, anche nel demolire i Valori Cristiani

      ciao

  22. Per Lif

    Nonostante il disaccordo di fondo con le tue tesi, mi colpisce come interessante questa riflessione:

    “Tutto questo, nel mentre che tutte le associazioni e personalità che non mettono in discussione questa presunta ineluttabilità dell’immigrazione di massa, nulla fanno per tutte le ultime guerre, uno dei cui risultati più eclatanti è l’avanzare di fenomeni di omogeneizzazione etnica, tribale e religiosa (Ex-Jugoslavia, Kosovo, Iraq, Libia, ecc.). Ossia l’avanzata militare del razzismo vero e del genocidio come orizzonte quotidiano.”

    Non so se è esattamente in parallelo: tranne che in Libia, non c’è di mezzo esattamente l’immigrazione in senso europeo; però è vero che stiamo assistendo, fuori dall’Europa, a livellamenti senza precedenti. E ne vedremo di nuovi, in Egitto e in Siria.

  23. Chi si immerge a leggere un libro, entra in un mondo parallelo, e quando ne esce, scopre che il Flusso lo ha abbandonato sulla riva di una nuova Emergenza.

    Dio benedetto: ogni scuola dovrebbe riportare questa frase al proprio ingresso.
    A caratteri cubitali!

  24. Moi says:

    A proposito di razzismi e di Radici Cristiane, è tornata sul tubo quella (!) canzonaccia, il cui autore ho scoperto poi essere un certo Davide Vandesbisuz, però in versione bestemmie censurate … prima se non altro era meno ipocrita, in fondo odiando Dio si odia meglio anche chi è diverso, no ?

    http://www.youtube.com/watch?v=_9d1cHIZu3E

  25. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=EzQ3nxlVTfs

    Questa invece è canzonetta di una 40ina d’anni fa … ma il Leghismo “già era nell’aria”.

  26. RoyVH says:

    Ma si dai.Casseri era un pazzo isolato.Soprattutto pazzo (non ho capito chi è che lo ha stabilito).
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/eccola-qui-la-vera-lega/2168733
    Spiace constatare che argomenti del genere non vengono mai sollevati quando ci sono di mezzo estremisti di sinistra.
    http://comese.wordpress.com/2011/12/14/sparatoria-a-senso-unico/

    Neghiamo pure la matrice razziale del duplice omicidio.Neghiamo ogni responsabilità di Casapound Italia.Neghiamo il fatto che la legittimazione anche istituzionale di certe idee abbia contribuito a generare quelli che poco sopra qualcuno ha definito “anticorpi violenti” (gli anticorpi in medicina sono solitamente associati ad una funzione positiva per il corpo che li ospita).
    Quando Iannone ha paragonato Casseri allo stupratore che si scoprì essere un dirigente del Pd per fornire un argomento a favore dell’estraneità di Casapound pensai che solo qualche cerebroleso poteva prendere seriamente una tale argomentazione.
    Mi è toccato una volta di più prendere atto di essere meno pessimista di quel che credevo.

    • Moi says:

      Il PCdI-PCI-PDS-DS-PD ha sempre prpugnato la propria “Superiorità Morale” … facilitata dal fatto che stando all’ opposizione è più difficile essere compromessi, almeno ai livelli nazionali in cui ti trovi all’ opposizione.

    • Ritvan says:

      —Ma si dai.Casseri era un pazzo isolato.Soprattutto pazzo (non ho capito chi è che lo ha stabilito). RoyVH—
      Un medico, credo, visto che Casseri era in cura con psicofarmaci. Magari proprio pazzo-pazzo da credersi Napoleone Bonaparte:-) no, ma sicuramente qualche rotella fuori posto ce l’aveva. Altrimenti non si spiega il fatto che malgrado tutta la propaganda razzistoide che circola nel Belpaese e fa presa nei cervelli di buona parte della popolazione non ci sia una strage di negri/immigrati al giorno.

  27. Moi says:

    Breve ripassino storico su com’è nata la Lega:

    http://www.youtube.com/watch?v=NBTuLLU6OMY

  28. x Moi
    Riguardo l’identità italiana, se per Massoni e Fascisti che hanno contribuito a costruire l’identità italiana intendi gente come Dante, Petrarca, Macchiavelli o Mazzini (che massone lo era effettivamente, ma poi mi si dica anche “che” massone)?

    Per chi non riconosce l’esistenza di una identità italiana, che cosa altrimenti? Perché o si è “leghisti” o si riconosce l’identità italiana. Tertium non datur (e se si è “leghisti” bisogna anche dire quale identità si difenda in alternativa).

    Se poi si pensa che contino solo gli individui e non le identità, bene, buona passeggiata al centro commerciale, tra gli scaffali di merci…

  29. PinoMamet says:

    Dover fare qualcosa.

    Io sono uno semplicistico, e la vedo così.

    C’è un tipo di ragionamento sano, che fila, e che è più o meno questo:

    esiste un problema- ritengo che la soluzione sia alla mia portata (almeno in parte)- agisco per risolverlo.

    Tipo: penso che gli immigrati sporchino il mio quartiere- mi do da fare per pulire;
    oppure, penso che gli immigrati non si inseriscano nel mondo del lavoro per carenze linguistiche o problemi di burocrazia- mi do da fare per insegnargli l’italiano o per compilargli i documenti;

    ma basta anche: penso che l’immigrazione sia eccessiva o porti persone non integrabili- voto per i partiti che la contrastano maggiormente; oppure:
    penso che gli immigrati siano una risorsa e vadano integrati- voto per chi mi assicura di proteggere i loro diritti.

    Sono tutte cose semplici e, ahimè, non fighe.

    L’Emergenza richiede, scatena, il secondo tipo di ragionamento, quello erroneo, che non fila:

    esiste un problema- lo ritengo al di sopra dei miei mezzi (“Emergenza!”)- affermo che è ora di fare qualcosa di assurdo o di talmente grande che non si farà mai, ma garantisce la mia visibilità, oppure di non precisato o di ovvio (nel qual caso semplicemente urlerò più forte).

    Non siamo lontani dalla “magia deambulatoria” con cui Miguel definiva i cortei, e i risultati sono più o meno gli stessi.

    Se migliaia di persone tutti i giorni urlano sui forum e i social network che è ora di sparare ai negri, ai fascisti, ai comunisti, ai terroni, ai tifosi di questa o quella squadra; di rimandare “nella loro fogna” gli slavi, i nazisti, quelli dei centri sociali, quelli di Casapound, i romeni, i rom, gli americani;
    e per solito non succede nulla; è evidente che queste esternazioni non vanno aldilà appunto, nel peggiore dei casi, del pensiero magico.

    Per creare quello che davvero spara ai negri o ai fasci di Casapound o alle zecche dei centri sociali e così via, ci vuole qualcos’altro, un elemento scatenante individuale.

    nel caso di Caselli sarà stata magari la momentanea incapacità di intendere e di volere, la rabbia, la follia.
    Il razzismo e la sua personale deformazione politica (stavo scrivendo “professionale”; in fondo il meccanismo è lo stesso) gli hanno fatto individuare il bersaglio e basta.

    In altri casi l’elemento scatenante sarà stato la noia, la disperazione, l’invidia, un gruppo di persone tutte con la stessa deformazione che si esalta a vicenda; ogni caso fa storia a sè.

    Insomma, migliaia di persone hanno un obiettivo nel mirino, vivono tutti con un piede sul baratro dell’irrazzionalità, e questo proprio a causa del ragionamento di secondo tipo, quello “magico”, “è ora di fare qualcosa!!”

    ma per la maggior parte si limitano appunto alla magia, agli urli, alle defixiones: solo pochi tirano il grilletto.

    In questo senso, sapere se Caselli leggesse la Fallaci anzichè tal Romualdi o la fantascienza americana o Topolino, è senz’altro interessante, ma può aggiungere qualcosa su di lui come persona, sul suo personale elemento scatenante, ma non certo sulle caratteristiche generali del suo delitto.

    é fin troppo chiaro che esiste un clima di odio generalizzato contro gli immigrati, sapere che Caselli leggesse o meno la Fallaci, o frequentasse Casapound una volta al mese anzichè dieci, ci dice ben poco.

    Invece sarebbe utile magari cominciare a moderare gli “è ora di fare qualcosa!!” e rendersi conto della loro sostanziale irrazionalità;
    che non è ancora follia, sicuramente, ma che è un primo passo nella direzione.

  30. Alessio says:

    <>

    Maledettamente vero.

  31. Per Ritvan

    “—Ma si dai.Casseri era un pazzo isolato.Soprattutto pazzo (non ho capito chi è che lo ha stabilito). RoyVH—
    Un medico, credo, visto che Casseri era in cura con psicofarmaci. Magari proprio pazzo-pazzo da credersi Napoleone Bonaparte:-) no, ma sicuramente qualche rotella fuori posto ce l’aveva. Altrimenti non si spiega il fatto che malgrado tutta la propaganda razzistoide che circola nel Belpaese e fa presa nei cervelli di buona parte della popolazione non ci sia una strage di negri/immigrati al giorno.”

    Io faccio fatica a capire cosa significhi pazzo, forse perché conosco troppa gente “normale” davvero strana.

    Userei un criterio più semplice: c’è qui un comportamento diverse volte autodistruttivo.

    Mettiamoci nei suoi panni, per capire; spero che capirete il senso quindi di ciò che dico.

    Primo, fa fuori se stesso, o comunque mette se stesso in una posizione senza vie di uscita.

    Secondo, fa fuori uno dei pochi combattenti per la Grande Causa, cioè se stesso.

    Terzo (scusate il calcolo ragioneristico) in cambio di due miserabili vu comprà come ce ne sono a milioni, getta un discredito senza precedenti su tutta la Granda Causa.

    Quarto, dà il colpo più duro della storia all’unico gruppo di persone, i militanti di Casa Pound, che gli abbiano offerto un minimo di accoglienza.

    Questo non è certamente un comportamento ragionevole. Non so se sia “da matti”.

  32. Ritvan says:

    —Questo non è certamente un comportamento ragionevole. Non so se sia “da matti”. Miguel Martinez—
    Appunto, Miguel, lo è. Il Dizionario Gabrielli online della Hoepli definisce “matto” uno che “ha perso l’uso della ragione” e inoltre definisce l’espressione “Ma sei matto?” una espressione “che si rivolge a chi si comporta in maniera avventata, illogica, assurda.”.

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