Un niqab nell’ingranaggio

Un’amica inniqabata mi gira questo tragicomico resoconto di vita quotidiana. Avrei voluto esserci.

Bismillah Al Rahman Al Rahim
alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

Care sorelle fiLlah,

assalamu ‘alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu…

Nei giorni scorsi mi sono recata presso la Questura di Bologna di via Bovi Campeggi per il rinnovo del permesso di soggiorno. Appena entrata, i poliziotti hanno cominciato a confabulare fra loro (alhamduliLlah che la mia cara Nadia era con me che Allah Ta’ala la ricompensi) e dopo un po’ che ripetevano (per farmelo sentire): “Ma chissà  chi ci sara dietro?…”, un poliziotto mi ha chiesto di farmi riconoscere.

Al che, ho chiesto se fosse possibile essere risconosciuta da una donna, e subito la poliziotta al suo fianco mi ha interrotta: “Prego, si scopra che controllo”. Così, mi son fatta identificare da lei, stando sempre allo sportello in mezzo a tutti.

Il poliziotto ha poi cominciato a leggere la mia pratica, e la prima domanda che mi ha rivolto è stata:

“Ma lei quanti anni ha?”.

E io: “Ventisei”.

Lui: E’ sposata?”

Io: “No”.

Increduli, hanno accuratamente girato e rigirato tutti i documenti della mia pratica (in cerca di qualche irregolarità ? Forse non potevano credere che una ragazza nubile indossasse il niqâb?).

Mentre aspettavo pazientemente, all’improvviso un impiegato che sedeva in un ufficio interno èsaltato su cominciando ad urlare:

“Signora!! Signora!!!!!”, facendo cenno a me. Sono andata a sentire cosa volesse chiedermi, e quello: “Ma lei capisce ITALIANO!!??”. “Sì, certo”.

Spazientito, ha continuato, sempre urlando:

“Guardi che non ci si può coprire il volto negli uffici di Polizia, in Tribunale e negli uffici pubblici, deve fare come la bambina [asserendo alla mia amica!], deve lasciare il viso scoperto!!!”.

Ho ribattuto: “Il mio avvocato mi ha detto diversamente”.

Tutto rosso, e sempre urlando, ha ribattuto: “Dica al suo avvocato di informarsi meglio, ora: o lei esce di qui, o si scopre il volto!!! Faccia lei!!!”.

Alhamdulillah, io mi sono voltata e me ne sono tornata allo sportello (ovviamente senza togliere il mio niqâb), e subhanallâh, Allah Ta’ala ha fatto sparire costui.

Una volta tornata allo sportello, mi hanno detto che la posta aveva perso il mio kit (!), per cui avrei dovuto rifotocopiare tutti i documenti e consegnarli di nuovo. Così, ho chiesto loro di poter tornare il giorno successivo, e mi hanno scritto sul foglio dell’appuntamento la nuova data, col timbro e tutto.

Il giorno successivo, avevo appuntamento per le 8.30, sono arrivata presto e ho aspettato leggendo il dhikr del mattino, in mezzo a una folla di stranieri più o meno accampati.

Quando è arrivato il mio turno, il poliziotto cortesemente mi ha chiesto se volessi essere riconosciuta da una donna, e una volta ottenuto il mio assenso mi ha fatta entrare nell’ufficio di una sua collega che ha effettuato il riconoscimento, dopodiché sono tornata allo sportello.

Dopo aver sistemato tutti i documenti, è giunto il momento di prendermi le impronte, ma la macchinetta non funzionava subhanallâh, quindi l’impiegato mi ha chiesto di andare a far la fila da un altro suo collega.

Mentre aspettavo il mio nuovo turno, è arrivata una delle poliziotte e mi ha detto:

“Mi pare di conoscerla già: lei non è Canadese, e ha una sorella…?”.

“Sì, sono io”.

“Ah, sì! Mi ricordo di lei… ma lei non veniva col burqa prima! Non lo sa che è passato di moda?”.

“Ma lo sa che invece sta tornando di moda?” [Se questi non sanno riconoscere le mode non è certo colpa mia! :) ].

Dopo un po’ questa è sparita, purtroppo sostituita da un’altra donna arrabbiata che ha cominciato a gridare: “Signora!! Signora!!!”.

Io ho fatto finta di non capire che si stesse rivolgendo a me, finché non è arrivata proprio di fronte, e sempre urlando:”Signora, qui siamo in un posto di Polizia, si scopra il volto! Adesso!!!”.

Io non mi sono mossa e non ho detto niente, semplicemente la fissavo.

E lei ripeteva:”Lei se lo toglie! Adesso!! Forza!! Altrimenti non sta qui, non le facciamo i documenti!! Guardi che stavolta prendo dei provvedimenti, mando una lettera, perché queste cose non debbono andare avanti!! SI’, MANDO UNA LETTERA ALLA SUA AMBASCIATA!!!”, ora urlava proprio forte, e vedendo che non mi scoprivo lo stesso la faccia, ha gridato ancora: “MI DIA IL PASSAPORTO!!!”.

Al che, gliel’ho dato, e vedendo la mia foto col semplice foulard, si è messa di nuovo ad urlare: “VEDI CHE QUI NON LO METTI!? Che non lo porti al tuo Paese e vuoi portarlo qui?!”.

Ho cercato di mantenere la calma per spiegarle:”No, guardi che io lo indosso dappertutto, solo nella foto sui documenti ho il volto scoperto”.

Lei: “Io ho chiesto ai centri islamici, e mi hanno detto che non vi obbligano a portarlo”.

“Infatti non mi obbliga nessun centro islamico, è una mia scelta per motivi religiosi”.

“Tu non lo porti per motivi religiosi!”.

“Sì che lo indosso per fede, è un atto di culto. Cosa ne sa lei della fede islamica?”.

Comunque questa signora molto educata non mi stava nemmeno ad ascoltare, scriveva e scriveva, e io aspettavo e aspettavo…

Poi, all’improvviso mi ha dato il mio passaporto e se n’è andata, forse a scrivere all’Ambasciata Canadese?… Magari non sa che in Canada le soorelle munaqqabât non hanno alcun problema col Governo, lavorano persino nelle scuole elementari pubbliche, mashâ Allah…

Allahu Akbar, in quel momento è arrivato il poliziotto di prima, dicendomi: “Venga qui a prendere le impronte”

Appena finito, mi ha detto: “A posto così, può andare”. Che Allah lo guidi al bene, Amìn!

Allahu Akbar ualillahi-l-Hamd! Pensavo ormai di non riuscire più a prendere le impronte, e invece…

Allahu Akkbar!

Che Allah swt ci renda riconoscenti dei suoi doni e ci doni la gratitudine verso di lui.

Jazakunna Llahu khairan, vi voglio bene fiLlah
Wasalam
Ukhtukum Bushra

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39 Responses to Un niqab nell’ingranaggio

  1. Francesco says:

    Che palle. Cosa ci avresti trovato di interessante?

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  3. roberto says:

    se c’è una cosa che non sopporto sono i polizioti che danno del tu alle persone che non conoscono. capisco che non puoi fermare una rapina in banca dicendo “per cortesia, la prego di alzare le mani”, ma santiddio, siamo in questura, in mezzo a persone che si limitano a chiedere dei documenti, un po’ di rispetto delle forme mi sembra il minimo che si dabba pretendere!

    • lamb-O says:

      > se c’è una cosa che non sopporto sono i polizioti che danno del tu alle persone che non conoscono.

      Per conto mio, non solo i poliziotti. Sono abbastanza conservatore sulla forma, e il tentativo abbastanza dilagante di mettere in crisi il “lei” non mi piace affatto.
      Ma suppongo derivi (anche) dal fatto che molti immigrati mostrano di far fatica a capire quando si usa il “lei”.

  4. Francesco says:

    devo avere una brutta faccia, a me danno del lei senza problemi. e di solito sono anche cortesi

    • roberto says:

      al contrario devi avere una bella faccia.

      a me, complice immagino, una certa somiglianza con l’emiro Abdul bel Panzon danno del tu finché non mostro i documenti, ma dovrei parlare al passato visto che adesso la police granducale mi dice sistematicamente “Monsieur”

    • PinoMamet says:

      A esperienza mia, di controlli ferroviari e ufficio Passaporti (molte altre occasioni di confronto con la PS non ne ho avute) i poliziotti danno del lei agli italiani, del tu agli stranieri.

      La cosa, mi si dice, è giustificata di solito con un discorso tipo “questi capiscono poco l’italiano, figuriamoci se capiscono il lei…”

      Ovviamente è una palla, come evidente di fronte alle coppie miste (africano-italiana, ad esempio, come ho visto io all’ufficio passaporti della questura) e anche perché mi sa che gli stranieri che per aspetto e abbigliamento passano per europei occidentali o nord-americani si beccano il lei, anche se non capiscono una parola di italiano, mentre un senegalese che magari sta in Italia da quindici anni si becca il tu.

      La maleducazione è in compenso generale e regna sovrana.

      Qualcuno dovrebbe insegnare alle Forze di Polizia italiane, nessuna esclusa, che sono loro al servizio dei cittadini, e non il contrario.

      • RoyVH says:

        Confermo.Anche a me è capitato diverse volte di notare le stesse cose presso uffici pubblici ,treni e autobus.

      • Francesco says:

        Concordo, visto che comunque sono pagati dai cittadini.

        Ma io non ho mai avuto problemi di questo tipo.

        • Peucezio says:

          E quelli che non sono cittadini?

        • Ritvan says:

          —E quelli che non sono cittadini? Peucezio—
          Suppongo che abbiano anch’essi – turisti giapponesi inclusi:-) – lo stesso il diritto di essere trattati dai pubblici ufficiali italici con la stessa cortesia con cui trattano i tuoi amatissimi CITTADINI. Uso del “lei” e non del “tu” compreso. Ma magari mi sbaglio, eh!:-).
          P.S. La storiella del “tu” usato con con scuse del tipo “questi capiscono poco l’italiano, figuriamoci se capiscono il lei…” di cui parla Pino l’ho sentita anch’io e concordo che la suddetta scusa sia una balla. Se uno capisce/non capisce bene l’italiano capirà/non capirà lo stesso quelle poche e laconiche frasi che gli si rivolgono in quel contesto (mica i poliziotti ti fanno Discorsi Intorno ai Massimi Sistemi o si lanciano in una Critica alla Ragion Pura, eh!), ovvero sia che il poliziotto gli dica p.es. “mi dai un documento” che “mi dia un documento”, poiché la parola “documento” e la mano tesa non credo lascino spazio per equivoci di sorta.

  5. maria says:

    Quoto con grande convinzione tutto quello che avete detto sul modo che la polizia e non solo lei ha di rivolgersi agli stranieri.

    Più in generale mi chiedo se sia lecito non voler mostrare il volto in un ufficio della questura. Io penso di no a meno di non voler creare un caso che faccia discutere sui temi delle diverse culture, ma allora è altro discorso. Saremmo di fronte a una provocazione legittima che però a sua volta suscita delle reazioni sia pure rozze che non debbono stupire, secondo me, più di tanto.

    • Bushra says:

      BismiLlah…

      bè veramente il volto l’ho scoperto per essere identificata e la mia non voleva essere una provocazione per nessuno, anzi… sul fatto dello stupore penso anch’io che questo possa essere legittimo, soprattutto se proviene da persone che mai si son date la briga di informarsi o di conoscere le diversità, pur vivendo in una società multiculturale e multietnica ormai da anni (!).
      Un conto cara Maria è stupirsi, fare domande, ricercare spiegazioni (come fece una volta un poliziotto all’areoporto), un altro conto è voler imporre con prepotenza il proprio punto di vista costringendo l’altro ad “adattarsi” a quello che a noi sembra essere giusto e pretendere di aver conoscenza quando non se ne ha.
      Alla fine, siam proprio sicure che le donne irachene ed afghane si siano volute liberare dal loro vestiario islamico… o piuttosto esse sono state obbligate a divenire “libere”, nel senso inteso dalle nostre coetanee occidentali (che tanto parlando di libertà e docrazia)!?

  6. Moi says:

    @ PINO

    Penso che tu abbia ragione sul “tu” e il Lei” ma … ammetterai però che per un coetaneo di Vasco Rossi che non si è mai perso un suo concerto il “Lei” è un insulto gravissimo, che equivale espressamente a : “Tu vuoi figheggiare forèver iàngh :-) mapperò si vede binissimo che hai come minimo il doppio del massimo degli anni che vorresti avere !” :-)

    • Moi says:

      La mia esperienza da straniero con gente in divisa autoctona è che, pur non avendo aspetto particolarmente nordico, riesco comunque a viaggiare su treni austriaci e tedeschi mostrando ai controllori soltanto il biglietto (rispettivamente “Fahrtschein” e “Fahrtkarte”) … mentre ad altri Italici di aspetto più “mediterrOneo” :-) invece han chiesto anche _cortesemente eh !_ di allegare documento d’identità.

      • Moi says:

        Probabilmente sotto al niqab hanno visto la _absit iniuria verbis eh !_ “facciotta da beduina abbronzata” :-) che si aspettavano, ma se fosse stata una “Convertita” di aspetto più “nordico” sarebbero rimasti senz’altro sbalorditi …

  7. Peucezio says:

    Comunque, Miguel, giuro che non capirò mai che ci trovi in ‘sto niqab.

  8. mirkhond says:

    Un segno di opposizione alla volgarità globalizzatrice occidentale, presumo…
    ciao

  9. Moi says:

    Come trasformare un hijab in niqab …

    http://www.youtube.com/watch?v=xsCJZgJk5GI

  10. Moi says:

    Cmq chissà … forse (!) in Occidente Frangistano il niqab non piace tanto perché a livello di Inconscio Collettivo Junghiano ricorda esteticamente l’ antico cappuccio del boia. Dite che può essere ? Boh !

    • Peucezio says:

      Secondo me non piace da nessuna parte, fuori dai luoghi in cui si usa tradizionalmente e lì piace solo ai mariti delle portatrici, per la stessa logica per cui nessuno vorrebbe che un altro andasse a letto con la sua donna, ma tutti vorrebbero andare a letto con la donna di un altro. Cioè, sarei pronto a scommettere qualunque cosa che, se esistesse un dispositivo che permettesse ai mariti delle donne in niqab di vedere attraverso il niqab stesso (e magari anche attraverso gli indumenti) le altre donne, senza che nessuno se ne accorgesse, tutti lo userebbero.
      Poi è vero che ci sono tante donne che lo portano non per volontà propria, non dei propri mariti, ma questo fa parte della tendenza della donna a introiettare valori di origine maschile. D’altronde lo stesso Maometto era un uomo, immagino che anche il nome “Allah” lo sia (ma qui datemi lumi, perché non conosco l’arabo), come d’altronde lo era Cristo e come lo è Dio credo in tutte le lingue di popoli cristiani che abbiano il genere (d’altronde anche in inglese, dove si dice che i sostantivi non hanno genere, cosa in realtà inesatta, credo che riferendosi a Dio si usi il pronome “he”, non “it”, come si userebbe per una cosa).

      • Ritvan says:

        —…D’altronde lo stesso Maometto era un uomo, immagino che anche il nome “Allah” lo sia (ma qui datemi lumi, perché non conosco l’arabo)..Peucezio—
        Immagino tu voglia chiedere se il nome “Allah” (che è l’equivalente arabo di “Dio” in italiano, “God” in inglese, ecc.) sia – grammaticalmente parlando – di genere maschile? Sì, è così, ma solo perché l’arabo – sempre grammaticalmente parlando – assegna automaticamente a ogni sostantivo o pronome il genere maschile o femminile (non so l’arabo neanch’io, ma è facile informarsi in rete su ‘ste cose).
        P.S. Poi, se tu volessi fare un discorso sul “sesso di Allah” in senso per così dire “biologico” e non grammaticale, basta chiedere:-).

      • mirkhond says:

        Peucezio, il guaio è che non sono bravo a linkare, ma navigando in internet, ogni tanto trovo immagini di niqabbute, che, non lasciano scoperti solo gli occhi, e ciò che mostrano dalla testa in giù non è affatto da buttar via….
        ciao

  11. Per Peucezio

    “Comunque, Miguel, giuro che non capirò mai che ci trovi in ‘sto niqab.”

    Non ci trovo assolutamente nulla. E’ lì il punto.

    • PinoMamet says:

      In effetti non mi pare esista il partito o il club dei non-musulmani che trovano il niqab particolarmente bello, o affascinante, o giusto ecc. ecc.
      Queste cose esistono solo nella testa degli xenofobi.

      Un po’ la stessa cosa di quei leghisti che si piccano di non aver mai mangiato un kebab (che volendo è già una cosa molto tedesca, ma vaglielo a spiegare) perché “non fa parte delle loro tradizioni”.
      E si immaginano perciò che tutti quelli che lo mangiano lo facciano solo per fare un dispetto a quelle stesse “tradizioni”.

      (sono le stesse persone, questi simil-leghisti e mondo protoleghisteggiante vario, che rompono le palle a me perché non mangio il cibo locale, pensando che lo faccia apposta, “visto che è buonissimo”… sul fatto che a me faccia genuinamente schifo, non perchè me lo ha detto qualcuno, ma proprio perché mi fa schifo, non ci arrivano proprio…
      quindi li trovo particolarmente antipatici ;) )

      Mi sembra lo stesso atteggiamento di alcuni dei poliziotti, anche donne, dell’esempio: se una porta il niqab “deve” farlo per provocarmi.

  12. Pingback: Come, quando e perchè mostrare il volto in questura | niqab.it

  13. Bushra says:

    A peucezio e ritvan (due persone indegne di menzionare Dio)

    A peucezio: al ladro piacerebbe che tutti fossero ladri, all’adultero che tutti fossero traditori come lui ecc… per sentirsi rincuorato dal fatto che nessuno è migliore di lui. Così è per colui che guarda le donne… comodo dire che tutti lo fanno o che desiderebbero farlo. Spiacente ma non è come piace a lei: sicuramente ci sono donne pure e così uomini puri, che la fede educa e rende tali.

    A maggior ragione come disse la mia amica Aysha http://www.legalife.it/eventi%20comunicati/Microsoft%20Word%20-%20Cara%20Michela%20Marzano.pdf … non è agli uomini che fa comodo che la donna porti il niqab, e questa è la più grande dimostrazione che l’ordine della copertura sia un ordine divino. Allah, sia Gloria a Lui, l’Altissimo, Colui che è al di sopra di ciò che dite, ha descritto la Sua persona in una nobile ayah del Qur’an Karim:
    In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
    1. Di’: «Egli Allah è Unico, 2. Allah è l’Assoluto [Colui verso il Quale tendono tutte le creature, Colui che è Unità assoluta, l’Impenetrabile, l’Eterno; questi alcuni dei significati di «as-Samad» che abbiamo tradotto con “ l’Assoluto”] 3. Non ha generato, non è stato generato 4. e nessuno è eguale a Lui».

    In arabo il nome usato per indicare Dio è un nome proprio che non c’entra nulla nè col maschile nè col femminile e comunque in arabo (come anche in altre lingue) tutti i nomi volti al maschile o al femminile che non si rivolgono a un essere umano si chiamano “مجازي” cioè si usa il maschile o il femminile per indicare una cosa che non è nè l’una nè l’altra.
    Che Allah swt ci illumini con la Sua scienza giacchè l’ignoranza è l’oscurità più grande. AlhamduliLlahi rabbi-l-‘alamin.

  14. Peucezio says:

    Sono stato pure accomunato a Ritvan, speriamo che non s’incazzi…
    Ma dov’è che ho menzionato Dio…?

    Pino, una cosa è non provare fastidio per una cosa, altro è sostenerne accanitamente il diritto. Miguel fa benissimo a sostenere accanitamente il diritto di portare il niqab, come fa bene a sostenere tutte le sue altre idee, che io, anche quando sono in antitesi estrema alle mie, trovo sempre originali, di estremo interesse ed espressione di un’autonomia spirituale e di una capacità critica rarissima.
    Però ciò non toglie che io mi chieda perché gli stia così a cuore qualcosa che per il senso comune è un po’ inquietante e sgradevole, cioè vedere una persona che si copre il volto.

    • Ritvan says:

      —Sono stato pure accomunato a Ritvan, speriamo che non s’incazzi…Peucezio—
      Ti riferisci alla cara bushra (iniziale minuscola voluta, per pav condicio)che da dietro il suo caro niqab ci interpella graziosamente “A peucezio e ritvan (due persone indegne di menzionare Dio)”?
      Non solo non m’incazzo ma ne faccio un titolo di merito…sai, essere interpellati così da fanatiche di tale specie per un musulmano LAICO come me dovrebbe dimostrarti che non tutti i musulmani sono uguali. Del resto pare che Bin Laden&co abbiano ammazzato più musulmani che “infedeli&miscredenti”….

      —Ma dov’è che ho menzionato Dio…?—
      Hai menzionato Allah, miscredente&infedele che non sei altro:-) (e fatwa su di te!:-) ) nel tuo commento del 15/12/2011 at 10:06 am e precisamente hai scritto:”…D’altronde lo stesso Maometto era un uomo, immagino che anche il nome “Allah” lo sia (ma qui datemi lumi, perché non conosco l’arabo)..”. Io t’ho dato lumi e mi son beccato la “fatwa” della niqabuta…così imparo a dar lumi agli infedeli&miscredenti:-) come te.

      P.S. Il problema più grave non è il velo nero sulla faccia, è il “velo nero” sul CERVELLO. E si vede dall’esempio della cara sorella bushra (minuscola sempre voluta) che a volte – non ho detto “sempre”, ho detto “a volte” – i due veli coincidono nella stessa persona….

  15. Moi says:

    A proposito di “Cultural Clash” , come dicono i Radical-Chic:

    Walter Veltroni diceva che i popoli non devono mai guardare a quel che li divide, ma sempre solo a quel che li unisce.

    Voglio provarci, sul niqab passo la mano, visto che tra cappucci da boia e passamontagna da rapinatori non trovo nulla che unisca in positivo.

    Voglio provare a concentrarmi sugli intercalari: non so cosa significhino esattamente quelli arabi, almeno, non nella prima parte. Tuttavia so che la seconda, che fa in “allah” , “ellah”, “illah”, “ollah” od “ullah” significa “Dio”. Anche “da Noi” ci sono invocazioni sacre che costituiscono elementi sintattici strutturali delle frasi.

    Ora qui però mi tocca fermarmi per ovvi motivi, sperando che qualche Veltroniano mi illumini oltre. :-) ;-)

  16. Moi says:

    @ BUSHRA

    “Dio la sa più lunga”, non mi ricordo com’è questo intercalare in Arabo “mo al fa l’ istàss” … forse non lo sai, ma nel caso di Ritvan parliamo di una Fede sopravissuta a un Regime fra i più Laicisti mai esistiti.

  17. Moi says:

    @ BUSHRA

    A proposito di niqab … l’ hai mandata tu per caso ‘sta fatwa a Sherif El Sebaie ?

    http://salamelik.blogspot.com/2011/12/ho-ricevuto-una-fatwa.html

    • Bushra says:

      BismiLlah…

      …peccato che Sherif non sappia cosa sia esattamente una fatwa. Ti ringrazio per il link.

  18. Bushra says:

    BismiLlah…

    …peccato che Sherif non sappia cosa sia esattamente una fatwa. :) :) :)
    Che Allah swt ci guidi e lo guidi, amin.

    • Ritvan says:

      —BismiLlah……peccato che Sherif non sappia cosa sia esattamente una fatwa.:-):-):-) Che Allah swt ci guidi e lo guidi, amin. Bushra—
      Lo sa benissimo, invece, ma sei tu che malgrado le faccine sghignazzanti che metti hai il senso dell’ironia di…un/a fanatico/a alla mullah Omar. Te lo spiego a fumetti:-): Sherif, nel definire IRONICAMENTE “fatwa” la delirante mail della fanatica islamista dava un “colpo” anche all’altra “parrocchia”, ovvero alle varie Santanchè e simili che al primo barbuto inturbantato che dà loro dell’ “infedele” in TV si mettono a starnazzare “Aiutoooooo, i musulmani (?!) mi hanno lanciato una fatwa, la mia vita è in pericolo, voglio la scortaaaaaa!!”

  19. Moi says:

    Stranamente però sul sito de “Il Resto del Carlino” _ che con un fatto del genere dovrebbe “andarci a nozze”_ non salta fuori niente di questo Caso Niqab …

  20. Moi says:

    Forse non tutti sanno che la Via Bovi Campeggi di cui parla l’ Inniqabata … “l’ è un sitarâz’ cunpàggna puch !” (postaccio come pochi)

  21. jam... says:

    x Moi
    Ibn’ Ata Allah al’ Iskandari (1259-1309) e l’etimologia del nome Allah:

    Ilâh cioé Dio, Allah é una contrazione del nome Al-Ilâh e
    se togli il primo Alif dal nome Allah resta *Li-Llâh* cioé “per Dio”,
    se da li-Llâh togli il primo lâm, resta *Lahu* cioé “per Lui”,
    se da Lahu togli il lâm , resta *Huwa” cioé LUI

    ciao

  22. Hajar Antonella says:

    Assalam alaykum cara Bushra, ma che storia quella in questura…!! lì il personale ha grandi pregiudizi e si comportano da ignoranti e intolleranti…!!! mi dispiace che non abbiamo gli stessi atteggiamenti con le donne che vanno in giro mezze nude (al contrario…!!), per questo non esistono leggi! mahh scusami ma sono cose che mi fanno sclerare di brutto, è mai possibile che in questo paese dove c’è tutta questa libertà, una persona non si possa coprire o vestire liberamente (e quindi anche con burka o niqab)? La civiltà di un popolo si vede anche da questo, e qui per molti non esiste! Pensa che a volte mi offendono quando mi metto il semplice Hijab in autobus per venire al Masjid (invece altre volte le persone sono gentili e mi fanno anche sedere!)..c’è troppa ipocrisia anche tra chi si definisce “cristiano” perchè sono i primi a non rispettare le regole e le cambiano come gli pare, e di questo ho parlato anche con mia madre, c’è intolleranza e gravissima ignoranza!!! e poi la mancanza di rispetto “va di moda”…per certe persone! Va beh, se inizio non la finisco più..

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