Media. Sociali e criminali

Tre piccoli quadri della vita nella Società dello Spettacolo.

La stampa seria e posata

L’altro giorno alcuni giovani, cresciuti alle Vallette – quartiere storico della FIAT – hanno incendiato un campo Rom dopo aver letto sulla Stampa – di proprietà della FIAT – che due Rom avevano violentato una ragazza.

Più precisamente, La Stampa aveva titolato “Mette in fuga i due Rom che violentano la sorella”: a drammatizzare la notizia, l’immancabile foto di una mano disperata di donna che si difende.

Quando la notizia si è dimostrata una bufala, La Stampa ha chiesto scusa del proprio “involontario razzismo” nel parlare di Rom. Il razzismo c’era, ma nessuna scusa per qualcosa di ancora più grave: aver affermato come fatto accertato un’accusa infamante. E di questo non si può chiedere scusa, perché è la prassi, sempre, dei media, prendersela con gruppi sociali che non godono di potenti avvocati.

E infatti, appena si è scoperto che la notizia era una bufala, ecco i media che rilanciano. Repubblica scrive “I capibastone del tifo organizzato della Juve in prima fila, come delle furie.”  E anche questa è falsa.

Diventa anche tu famoso in video

La signora Emma West è una sfigata lavoratrice inglese, che qualche sera fa, si è trovata stanca morta e con il bambino in braccio su un’affollata carrozza della metropolitana londinese. Esempio supremo di dispositivo anonimo, in cui utenti che non si conoscono vengono schiacciati insieme. Io non ho mai picchiato nessuno sulla metropolitana, perché quando salgo induco in me stesso uno stato di trance, penso ai post che devo scrivere, visualizzo altri mondi e caccio dal mio quelli veri che mi si strofinano addosso.

C’è però chi invece viene colto dal nudo orrore della realtà.

La signora Emma West, come un animale che scopre di essere in gabbia, è così scoppiata in un urlo di disperazione, che qualche solerte spia telefonino-dotato non solo ha filmato, ma ha anche messo (ovviamente anonimamente, si firma “ladyk89″) su Youtube.

L’urlo della signora West consiste in una lunga serie di parolacce, assai monotone, nei confronti di “neri” e di “polacchi”. E infatti le metropolitante di tutto il mondo sono piene di neri, polacchi e altri (come la signora West) che per motivi economici non possono isolarsi in scatole di metallo mobili con le porte sigillate.

Il video ha avuto, fino a stamattina, 12.404.536 visite di guardoni (compreso ovviamente il sottoscritto). E’ nella natura del mezzo che vediamo molto da vicino il suo volto, come se fosse in casa nostra, eppure non sappiamo nulla di lei. Non sappiamo nemmeno cosa abbia provocato l’esplosione d’ira della signora.

Ora, questa esplosione somiglia a infinite altre che abbiamo sentito sui mezzi pubblici, da parte di gente stanca, confusa o talvolta semplicemente matta. A volte il bersaglio sono gli stranieri, a volte i controllori, a volte Berlusconi, a volte i comunisti.

E certamente fa impressione che si sia lasciata andare a uno sfogo del genere davanti al bambino. Ma avendo conosciuto genitori italiani che portano i maschietti allo stadio e zingari che permettono ai loro figli di guardare Canale Cinque, ci asteniamo da ogni giudizio.

La signora Emma West è stata immediatamente tratta in arresto e i suoi figli sono stati messi in un’istituzione. Contrariamente all’usanza inglese, le è stata anche negata la libertà provvisoria “per la sua stessa sicurezza”, in quanto sarebbe stata minacciata… su Facebook.

Gli xenofobi ovviamente hanno trasformato la disgraziata prigioniera in un’eroina; ed è interessante notare come gli stessi che si lamentano che “invece gli stranieri li lasciano sempre andare”, scrivano – giustamente – che Emma West corre seri rischi in carceri piene di stranieri:  certamente di più di quelli che correrebbe dai parenti che si sono offerti, vanamente, di ospitarla.

Eppure, l’urlo contro gli stranieri non è privo di senso, se pensiamo a chi vive in città in cui nessuna faccia è familiare.

Condividi le tue emozioni sui social media

Se, lontani da magistrati e giornalisti, si potessero confrontare le proprie fragilità…

A luglio, il blogger Bilal Zaheer Ahmad, 23 anni, è stato condannato a dodici anni di carcere (più cinque anni di sorveglianza speciale, il cosiddetto Extended period of licence) unicamente per aver scritto alcuni post sopra le righe, in cui elogiava il gesto di Roshonara Choudhry, che aveva accoltellato un deputato sostenitore dell’attacco militare all’Iraq.

Bilal Zaheer Ahmed è un semplice neolaureato in informatica, cittadino britannico. Non è un militante di alcuna organizzazione. Non è accusato di aver progettato alcuna azione concreta. Nel momento in cui ha visto l’orrore, aveva davanti una tastiera e non un vagone della metropolitana.

Su quella macchina per distruggere esistenze umane che si chiama Facebook, scrisse:

“Questa sorella mi ha fatto vergognare. Dovremmo farle noi queste cose.”

Sul sito di un quotidiano gratuito, ha scritto poi: “Credo che Timms [il deputato aggredito] se l’è cavata con poco, in confronto agli innumerevoli civili che sono stati uccisi come risultato diretto della guerra che lui ha votato.

Roshonara Choudhry è un’eroina. Liberate Roshonara Choudhry e datele una medaglia per la giustizia.

Durante il processo, il giudice ha definito l’imputato “una vipera in mezzo a noi“.

Dodici anni di carcere.

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65 Responses to Media. Sociali e criminali

  1. Francesco says:

    2) io uso relativamente spesso la metro e non uso isolarmi dai miei fratelli cui tocca la stessa sorte, al massimo leggo un giornale o un libro. invecchiando, poi, divento meno razzista nei confronti dei ggiovani, dei mendicanti e degli altri viaggiatori molesti
    1) forse, si potessero mettere a contatto fisico quelli sotto pressione pronti a esplodere e i giornalisti si coglierebbero due piccioni con una fava. dove è finito il fardello dell’uomo istruito e benestante?
    3) ben le sta, direi. dei 12 anni, quanti ne sconterà effettivamente?

    ciao

    • PinoMamet says:

      “invecchiando, poi, divento meno razzista nei confronti dei ggiovani”

      Spiegami come fai, c’è un segreto?
      Ti confesso di non essere ancora arrivato alla tua fase atarassica, e sono in piena regressione umarellica verso i “ggiovani con i capelli strani e le braghe troppo giù (o troppo su, o troppo strette, o troppo larghe ecc. ecc.)”.
      Però c’è da dire che questa fase l’ho iniziata intorno ai dodici anni ;) quindi ci deve essere sotto qualcosa di diverso.
      Può darsi che io sia nato umarell, e tu ggiovane ;)

      • Francesco says:

        confermo i 12 anni per iniziare a sentirmi diverso e (vanitas vanitatis) migliore

        poi a furia di sentirmi ripetere che siamo tutti fratelli in quanto figli di Dio ho avuto l’illuminazione che “tutti” significa proprio “tutti” e quindi …

        ciao

        PS certo, quando MIA figlia inizierà ad avere 12-13 anni, i giovani maschi della specie faranno meglio a non contare sulla mia tolleranza

      • Peucezio says:

        Io sono un caso a parte molto preoccupante allora: io l’insofferenza per i gggiovani ce l’ho da quando ho memoria, sicuramente comunque almeno dalla preadolescenza e, con alti e bassi, non mi ha mai abbandonato.
        Ciò non mi impedisce di nutrire una certa predilezione per LE giovani, ma questa è un’altra faccenda, che pertiene più a istinti biologici primari che a giudizi estetici, culturali o ideologici.

        A parte queste cose più amene, il caso di Bilal Zaheer Ahmed è mostruoso (e so bene che non è affatto l’unico del genere).
        Possibile che non si può creare un’associazione internazionale delle vittime delle leggi che criminalizzano la libertà di parola?

        • Francesco says:

          la UCLA avrà delle sezioni internazionali, no?

          sono i fighetti ultraliberal delle università USA, ci battono per il diritto di parola (anche) dei nazisti dell’Illinois

          mi sono quasi simpatici

          però non capisco come questo si accompagni all’accoltellamento di uno con un’opinione diversa …

        • Francesco says:

          Pardon, si chiamano ACLU.

    • Elisabetta Valento says:

      Con riferimento all’articolo relativo alla signora West mi lascia asssai perplessa il fatto che l’essere colti “dal nudo orrore della realtà” abbia come conseguenza l’insulto. L’improvvisa presa di coscienza (?) della sfiancata signora porta a un serie di improperi contro chi le sembra straniero. Non condivido la condanna inflitta alla signora ma non condivido neanche l’analisi che viene fatta da questo blog sul fenomeno.
      P.S. Un inciso sicuramente secondario rispetto a tutto il resto: Anch’io prendo sempre, tutti i giorni la metro, non me ne frega niente di isolarmi dagli altri che viaggiano come me perché non li avverto come ostili o estranei, approfitto del viaggio per leggere un libro, a meno che non sia così pieno da impedirmi di tenere un libro davanti a me. Inoltre non ritengo che usufruire del servizio pubblico (siuramente pessimo perlomeno a Roma) sia da sfigati o da cittadini di serie C.

  2. phoenix says:

    non solo che la Stampa ha chiesto scusa, ma ha anche avuto il coraggio di dire tutta la verità:
    I cerchi dell’impotenza

    E’ l’incubo dei tre cerchi concentrici. Primo cerchio: la famiglia. Un padre e una madre che nella Torino del 2011 costringono la figlia sedicenne a sottoporsi al controllo mensile di verginità. Non stupisce che una ragazza cresciuta in quell’ambientino faccia sesso col fidanzato e poi si inventi di essere stata violentata dai rom, disegnati apposta – da sempre – per il ruolo di capri espiatori……..

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1100&ID_sezione=56

  3. Per Francesco

    “forse, si potessero mettere a contatto fisico quelli sotto pressione pronti a esplodere e i giornalisti si coglierebbero due piccioni con una fava”

    Un’idea meravigliosa.

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  5. Claudio Martini says:

    Ripeto quanto detto altrove. I rom dovrebbero procurarsi armi e munizioni e organizzare solerti squadre di auto-difesa. E’ l’unica soluzione.

    • Marcello Teofilatto says:

      La Rom Defense League. Ci mancava :-) .
      Saluti da Marcello Teofilatto

    • Ritvan says:

      —Ripeto quanto detto altrove. I rom dovrebbero procurarsi armi e munizioni e organizzare solerti squadre di auto-difesa. E’ l’unica soluzione. Claudio Martini—
      Ehmmm…temo che per procurarseli legalmente ci sarebbe qualche problema…e in ogni caso serve far pratica, altrimenti nel fatidico momento si rischia di colpire, invece che i “pogromisti”, la propria Mercedes…te lo vedi il rom che si reca al poligono a far pratica di tiro? Ah, dici che potrebbe far pratica all’interno del campo?..Sì, così oltre ai rischi per la sullodata Mercedes (e anche per gli altri del campo) il rumore degli spari sarebbe un motivo in più per i “pogromisti”. Piuttosto, non sarebbe meglio cingere i campi rom di alte mura, con tanto di fossato e ponte levatoio e in cima alle mura pentoloni di olio bollente da versare sugli assalitori? Il Comune, oltre alla corrente e altri benefit che offre adesso potrebbe fornir loro spadoni, armature e uniformi d’epoca…ci potrebbe essere anche un risvolto turistico, se l’iniziativa venisse pubblicizzata bene:-):-)
      P.S. Qualche tempo fa, a Guidonia (RM) ci fu uno stupro, purtroppo vero, ad opera di balordi romeni (non saprei dire se rom romeni o romeni-romeni, in ogni caso cittadini romeni). La solita teppaglia locale si mise a caccia di romeni (non degli stupratori, di romeni tout court) e vide nella piazza del paesello due facce sconosciute che parlavano fra loro in lingua straniera. Erano due autotrasportatori albanesi che avevano avuto la pessima idea – col senno di poi, ovviamente – di fermarsi lì a mangiare un boccone. La teppaglia li interpellò:”Ehi, voi due, siete per caso romeni?”. “No, siamo albanesi” risposero i disgraziati (ma gli costava tanto dire “siamo svizzeri”?:-) ). E la teppaglia all’unisono “Fa lo stesso!” e giù botte da orbi…..Ecco, caro Claudio, io non vorrei che a seguito della costituzione di “ronde tzigane” armate fino ai denti la teppaglia ripiegasse chessò, sugli albanesi p.es. Dici che dobbiamo armarci pure noi? Beh, ma non sarebbe il tanto da voialtri deprecato “modello amerikano”?:-)

      • Claudio Martini says:

        Da voialtri deprecato modello americano.

        Da voialtri chi? La smetti di incasellarmi in categorie che con m’e c’entrano poco o nulla? Tu non sai quasi niente di me.

        Sul punto: io non vedo con particolare sfavore la diffusione di armi da fuoco tra i cittadini. Mi si dirà che così armiamo i balordi che attaccano i campi rom; tuttavia, allo stesso modo i rom potrebbero dotarsi di un’adeguata potenza di fuoco. Non si tratta di costituire “ronde tzigane”, ma di praticare una difesa legittima contro un pericolo attuale e temibile.

        Naturalmente anche gli albanesi potrebbero far fronte a simili minacce con gli stessi metodi. Basta che non ne approfittino per dare fuoco a chiese serbe.

        • Francesco says:

          OK, però mi abbassi le tasse, avendo in pratica ridotto del 90% il lavoro della polizia, carabinieri, gdf, ecc. ecc.?

        • Ritvan says:

          —”Da voialtri deprecato modello americano.”Da voialtri chi? La smetti di incasellarmi in categorie che con m’e c’entrano poco o nulla? Tu non sai quasi niente di me. Claudio Martini—
          Non mi dirai che ti piace il “modello americano”, eh?!

          —Sul punto: io non vedo con particolare sfavore la diffusione di armi da fuoco tra i cittadini.—
          Ah, ecco, ti piace solo questo punto del “modello americano”.

          —Mi si dirà che così armiamo i balordi che attaccano i campi rom; tuttavia, allo stesso modo i rom potrebbero dotarsi di un’adeguata potenza di fuoco.—
          Giusto, così si sterminano a vicenda e il problema è risolto:-)

          —Non si tratta di costituire “ronde tzigane”, ma di praticare una difesa legittima contro un pericolo attuale e temibile.—
          Ma chiamare col telefonino chi è pagato per difendere i cittadini da questo tipo di “pericoli attuali e temibili”, ovvero le forze dell’ordine, no? Dici che oltre che le armi da fuoco nei campi rom scarseggino pure i telefonini?

          —Naturalmente anche gli albanesi potrebbero far fronte a simili minacce con gli stessi metodi. Basta che non ne approfittino per dare fuoco a chiese serbe.—
          Beh, se “la minaccia” desse fuoco a moschee albanesi – come fece a suo tempo in Kosovo la teppaglia belgradese al soldo di Milosevic- non posso garantire che gli albanesi non applichino la pav condicio alle chiese frequentate dalla sullodata “minaccia”, di qualsiasi “parrocchia” quelle chiese fossero. Specie se le suddette chiese soffiassero sul fuoco delle moschee, incitando “la minaccia” a purificare la Sacra Terra Cristiana dagli “infedeli”…come successe sempre in quel posto di cui sopra.

        • Claudio Martini says:

          Per Francesco: va bene, ti abbasso le tasse.

          Per Ritvan: diversi testimoni concordano nel dire che la polizia non e’ così solerte nel proteggere i Rom quanto lo e’ nel menare manifestanti o ammazzare ragazzini per strada. Ora, a differenza di Francesco, io non ho una sfiducia preconcetta nei confronti della P.A; solo penso che se al prossimo assalto i rom reagissero a fucilare la propensione al pogrom da parte dei miei consanguinei calerebbe in maniera decisa, con grandi vantaggi per tutti.

        • Francesco says:

          x Claudio

          ci sarà mica un motivo se le minoranze esigue e antipatiche NON praticano mai e da nessuna parte la lotta armata? forse per evitare di venire spazzati via una volta per tutte dalla “controreazione” delle maggioranze numerose e che già lo odiano?

          stai incitando i Rom al suicidio, temo.

        • @ Francesco
          Meno tasse? Al contrario, più tasse per ampliare gli ospedali in modo che riescano ad accogliere tutti coloro che perderanno nella sfida al dito più veloce ;)

        • Francesco says:

          beh, no, con armi di calibro adeguato si evita la sciagura dei feriti da curare e si passa direttamente alla sepoltura.

          quella statale in una buca con sacco di plastica biodegradabile, gli altri se la paghino.

  6. Karakitap says:

    Quanto ai fatti di Torino, un po’ mi dispiace per quella ragazza, essere costretta a mentire su una cosa del genere rivela una situazione familiare complicata, ma ancor di più per quelli che potevano subire danni fisici (oltre che materiali) da questi apprendisti autori di pogrom mossi dal suo racconto, se avesse detto che erano stati due svizzeri penso che difficilmente ci sarebbe stato qualcosa di simili, il problema è che quella gente ha ritenuto vero o verosimile un racconto del genere, e siccome i rom piacciono poco a molti il resto è stato conseguenza.
    Quanto al rapporto con i “giovani”, devo dire che ormai avvicinandomi al dantesco mezzo del cammin della vita, cerco di capire quali sono i loro gusti, ma non capendo nemmeno quali erano quelli della mia generazione (ero l’unico ad ascoltare Battiato nella mia comitiva dove invece andavano forti gente come i Litfiba o i Metallica, per non parlare delle ragazzine che adoravano i Take That e relativi cloni) mi riesce difficile capirli.
    Quanto alla qualifica di “vipera” per il povero blogger (anche se non sono particolarmente d’accordo con il messaggio, non è buona cosa accoltellare i deputati, anche se approvano azioni esecrande, ma lui si era limitato ad esprimere un’opinione), è proprio vero che il patriottismo sia l’ultima risorsa di un certo tipo di persone..
    Salutoni, Karakitap

    • mirkhond says:

      Anch’io ascoltavo Battiato, e non avevo una vera e propria comitiva, ma mi sentivo (e mi sento tutt’ora) un alieno nella società dei miei 15-20 anni.
      Mi fa piacere scoprire di condividere certi disagi “esistenziali” con Karakitap e Pino Mamet, sui giovani di ieri e di oggi, e sul loro abbigliamento.
      Ti senti un pochino meno solo….

  7. Durante il processo, il giudice ha definito l’imputato “una vipera in mezzo a noi“.

    A mostrare che anche i giudici in verità sono umani, e sanno odiare.
    L’alternativa è l’invidia verso l’imputato, fosse anche solo perché questi sa usare il computer e il giudice no.
    Ho scartato l’ipotesi che il giudice sia convinto di quanto da lui affermato, dato che la noia moralista del “noi” sa troppo di sincera ipocrisia.

  8. falecius says:

    Io trovo il comportamento di quella signora in metro comprensibilissimo. A prescindere dal contenuto razzista degli urli, che nel caso specifico mi sembra secondario.
    Ci sono persone (tra cui il sottoscritto) che soffrono fisicamente in situazioni come un autobus o un vagone di metro troppo affollato.

    • mirkhond says:

      Il problema è che siamo giunti davvero al grande fratello impazzito dell’alta velocità, se un giudice stronzo condanna un ragazzo solo per delle discutibili affermazioni, o arresta una poveretta, togliendole anche i figli, solo perchè non sopporta l’insopportabile metropolitana….
      Quel giudice ha da essere condannato lui….al manicomio!
      Assieme ad una legislazione ispirata dalla tirannide del politicamente corretto, nuova terribile profana inquisizione della società liberal-liberista-turbo-capitalista che deve correre, correre, correre senza fermarsi mai, perchè ha smarrito semplicemente il buonsenso….
      Il Frangistan è malato, ma seriamente….
      ciao

      • mirkhond says:

        Abbassoo, abbassooo, abbassoooo l’Inghilterra….

        • Francesco says:

          Ah, ecco quale è il problema.

          Perchè i due fatti non possono essere messi nello stesso calderone, una sentenza “politically correct” -che poi è una cosa nazi-buonista da “lo Stato sa meglio dei genitori cosa è bene per i figli” e una neo-con.

          Ciao

          PS anche gli inglesi sono umani, immagino

      • Moi says:

        Oppure sei giornalista sportivo, bestemmi fuori onda e per i giovani (e non) anticlericali diventi famoso e adorato come una rockstar ! … L’ effetto comico cresce a dismisura se consideri che TeleNuovo si autoproclamò un Network Defensor Fidei ai tempi di Adel Smith VS Beppe Panada, quest’ultimo ebbe la peggio in una scazzottata in diretta, ma … antisportivamente venne vendicato da un gruppetto di ForzaNuovisti che pesarono poi Adel Smith nei corridoi degli studi televisivi di TeleNuovo.

        … Ma poi abbiamo scoperto tutti il Lato Oscuro :-) ;-) di TeleNuovo.

        ———-
        Breve: sì, hai ragione … l’ Occidente Frangistano gli è malato !
        … Ma per colpa di chi ? :-)

    • Ale says:

      e’ secondario se sei bianco. Se non lo sei e’ primario, direi

  9. RoyVH says:

    Dodici anni per un blogger che ha scritto su Facebook di compiacersi dell’accoltellamento di un deputato (indicando il gesto come modello di comportamento da seguire) sono quasi normali in questo caso specifico.Il tizio si è comportato da emerito imbecille.Facebook,a cui anche il sottoscritto era iscritto fino a pochi mesi fa (fino a quando mi hanno disabilitato l’account perchè non fornivo la mia vera identità) ha dei regolamenti molto particolari ed è un dispositivo fatto apposta per essere usato con i geni quali questo Bilal.
    Per quel che riguarda la tizia che ha sbroccato in metropolitana: di che cosa stiamo parlando ?Siamo al corrente del fatto che in Inghilterra il cosiddetto “comportamento anti-sociale” è gestito in maniera diversa rispetto che in Italia?
    Siamo al corrente di un eventuale recidività della sig.ra West ?
    Perchè la gente che ha il diritto di viaggiare sulla Metro e che non se la passa meglio della “sfigata” in questione deve essere tenuta a sopportare comportamenti del genere ?
    Il fatto che qualcuno si sia preso la briga di riprendere è veramente un male ?
    Non ne sarei tanto sicuro,al contrario.Dipende da che cosa uno guarda e da quale punto di vista come i melaninodeficienti fanno involontariamente notare.

  10. p says:

    sui giudici l’essenziale l’ha detto berlusconi.p

  11. roberto says:

    le autostrade sono lo strumento del dominio e la metro esempio supremo di dispositivo anonimo.
    non oso immaginare cosa si pensa degli aerei.

    esiste un mezzo di spostamento kelebekleraly correct?

  12. Per Claudio

    “I rom dovrebbero procurarsi armi e munizioni e organizzare solerti squadre di auto-difesa.”

    Beh, non voglio farmi dodici anni di galera per questo tuo commento, eventualmente facciamo a metà io e te :-)

    Se lo facessero, non sarebbero Rom; e se lo avessero fatto, non sarebbero Rom :-)

    • Claudio Martini says:

      “Se lo facessero, non sarebbero Rom; e se lo avessero fatto, non sarebbero Rom”

      Hai ragione. Infatti sono preoccupato.

  13. Per roberto

    “esiste un mezzo di spostamento kelebekleraly correct?”

    I piedi. Eventualmente anche le mani e/o le ginocchia.

    • roberto says:

      ok, seguo il tuo consiglio. vado a prendere mia figlia a scuola e vado a casa (è solo una passeggiata di 12 km sotto la pioggia)
      buona serata
      :-)

    • Francesco says:

      nel caso, come avresti fatto ad arrivare in Italia tu?

  14. Per RoyVH

    “Perchè la gente che ha il diritto di viaggiare sulla Metro e che non se la passa meglio della “sfigata” in questione deve essere tenuta a sopportare comportamenti del genere ?”

    Scusami, faccio fatica a immedesimarmi nella tua testa.

    Perché sto nella mia: quella di una persona che, probabilmente a differenza di te, nel corso della sua vita, ha probabilmente alzato la voce più di una volta (non in metropolitana), ha detto sciocchezze di varia sorta, ha provato un senso di fastidio e soffocamento in mezzo a folle schiacciate, ha provato la stanchezza sui mezzi di trasporto dopo una lunga giornata di lavoro.

    Poi mi sembra che tu confonda, come spesso succede, due cose diverse.

    Il fatto che il comportamento della signora possa dare fastidio e il carcere.

    Se mi fossi trovato davanti la signora, non so… avrei cercato di calmarla, oppure avrei cercato di farla ragionare sul bambino che aveva in braccio, oppure l’avrei invitata a scendere dal treno.

    Il carcere, il carcere è un’altra cosa. Fattela raccontare da qualcuno che ci è stato.

  15. Per RoyVH

    “Il tizio si è comportato da emerito imbecille.”

    Ora, io sono assolutamente d’accordo. Ma è esattamente questo il problema che pone Guido quando parla del panopticon.

    La terribile innovazione dei social media consiste nel fatto che tutte le nostre comunicazioni sono, per la prima volta, potenzialmente sotto controllo.

    Sotto il fascismo, potevi raccontare una barzelletta sul Duce a una cerchia di persone fidate, e non finivi in galera; allo stesso modo, esistono vaste raccolte di barzellette ai tempi del regime sovietico. Eppure erano illegali, anche se innocue.

    Oggi non esiste cerchia fidata, perché chiunque ti può filmare e registrare; e il mezzo normale di comunicazione è diventato, non il dialogo tra amici, ma il messaggio scritto, registrato e infinitamente riproducibile.

    Se io dico qualcosa che oggi è innocuo ma illegale, esiste un’altra probabilità che io finisca in galera, come dimostrano i casi citati in questo post.

    Eppure quello che ho detto non è diverso dalle cose che un tempo potevamo dire liberamente, dentro una cerchia ristretta che presto se ne sarebbe dimenticata, cose tipo, “i pisani non li sopporto”, “quel bastardo lo impiccherei al primo albero”, “Marisa è proprio una str…, ma non glielo dire”.

    Esprimere emozioni forti, sfogarsi, è diventato – e hai ragione – da “imbecilli”, e anche da suicidi: per una sola emozione che ti fai sfuggire, puoi rovinarti tutta la vita e finire in carcere. E non c’è smentita, non puoi dire “ma veramente non ho detto esattamente così”, finisci inchiodato alla lettera di ogni sciocchezza.

    Se non sei un imbecille, impari ad agire in ogni momento come se fossi sorvegliato e diventi il censore di te stesso, sempre attentissimo a tutto ciò che potrebbe, non dico portarti in carcere, ma costringerti a subire un linciaggio mediatico.

    • Francesco says:

      non esageriamo

      per quelli vecchi come noi, e io ho passato i 40, i social network al massimo servono per cazzeggiare o organizzare ritrovi o salutare parenti molto lontani

      forse i “ciofani” sono così coglioni da scriverci (non dire, scrivere) di tutto però credo che la selezione naturale stia iniziando ad agire

      per le berzellette, dovevi essere attento a scegliere il pubblico, sempre

      ciao

      • lamb-O says:

        Infatti; l’account di FB ce l’ho anch’io e non capisco come attribuire a mezzi del genere un tale potere. Si imposta tutto a privacy massima, lo si usa per cazzeggiare, si sceglie accuratamente chi aggiungere, si blocca a tutto spiano (pratica più che salutare per la quale c’è un’inspiegabile inibizione) e ce la si sfanga. Niente di troppo diverso dalla cerchia in cui si può dire ciò che si vuole.

        Fare diversamente è mettere uno sfogo a disposizione di milioni di altri, e in tutti i tempi della storia, chi l’avesse fatto, sarebbe stato ritenuto fesso.

  16. RoyVH says:

    So cosa è il carcere.
    Dove vivo io (e probabilmente anche in Inghilterra dove ho vissuto qualche mese) non puoi comportarti come ti pare in un luogo pubblico.Ci sono delle leggi.Se le infrangi puoi anche finire in carcere,un posto che non è bello per nessuno.
    Dire scemenze ?A me capita spesso,forse per questo che raramente alzo la voce.Ma non credo che sia questo il tema.
    Riguardo alle cause che hanno scatenato il comportamento della sig.ra…io non sono uno psicologo e non ho le certezze che sembri avere tu.Magari più che arrestarla avrebbero potuto sistemarla presso qualche struttura per accertamenti.

  17. Buleghin el vecio says:

    ” La Stampa” è un giornalaccio ipocritissimo che fa disinformazione, lancia la pietra e nasconde la mano, sotto la patina sabauda di perbenismo nasconde un’animaccia nera e razzista.
    Mitica fù la campagna degli anni ’70 contro la pubblica prostituzione, forse non tolleravano la concorrenza di povere donne ridotte al marciapiede e non in grado di esercitare la nobile prostituzione intellettuale.
    Ancora più mitica fù la bastonata assestata a “La Stampa” dall’allora Vescovo di Torino Monsignor Pellegrino, che in Duomo la notte di natale durante l’omelia disse “Preghiamo per le nostre sorelle che in questa notte di resurrezione sono al freddo sul marciapiede”.
    Lasciando stare le innumerevoli valutazioni sociologiche che ci sarebbero da fare cosa traspare in modo infame è la scomparsa di qualsiasi senso di “humana pietas” sia per la ragazzina costretta a ripetuti esami ginecologici dai genitori sia per i Rom che si manifesta in carne da gazzettieri.
    Quando accoppano un giornalista anche nella lontana Cecenia, o nella “antidemocratica” Mosca non riesco a celare un riprovevole senso di gaudio.

    • Francesco says:

      il che dimostra che non sai distinguere il grano dalla zizzania, o povero vecio

      che non li ammazzano mica dei buoni samaritani, i giornalisti

      anzi, quelli di quel tipo che dici tu li pagano volentieri

  18. RoyVH says:

    Segnalo un articolo che evidenzia altri aspetti dei nuovi media,non necessariamente negativi
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/02/uribu-prima-piattaforma-italiana-denuncia-sociale/174763/

  19. Per Francesco

    “per le berzellette, dovevi essere attento a scegliere il pubblico, sempre”

    Il problema è che oggi il tuo pubblico, per qualunque cosa tu dica, è il pianeta intero, nonché tutto il futuro elettronicamente prevedibile.

    Sai quanta gente conosco che non trova lavoro per una sciocchezza detta?

    • Francesco says:

      sciocchezza detta in che contesto?

      una volta se sbagliavi una parola ti potevi beccare una coltellata, oggi mi pare che basti stare attento un minimo a non essere davanti a una telecamera con audio o a un pirla che ti riprende. non è impossibile.

      e poi, nella mia esperienza, esiste un mondo reale che conosce ME e un mondo virtuale che conosce solo quello che scrivo. il primo non dipende dal secondo per la sua opinione su di me.

      spero.

      ciao

  20. Per RoyVH

    “Segnalo un articolo che evidenzia altri aspetti dei nuovi media,non necessariamente negativi”

    Infatti, io non potrei avere questo blog se non fosse per i “nuovi media”. E questo implica una precisa disciplina da parte mia: non dire sciocchezze di cui mi dovrei pentire tra dieci anni, non dire nulla che mi faccia finire in galera, non parlare mai di fatti personali.

    Caratterialmente, mi va benissimo, perché sono un tipo strano. Diciamo che scrivo un libro, non chiacchiero con gli amici.

    E lo faccio perché sento un fortissimo bisogno di esprimere delle idee generali sul mondo, e scrivendo riesco a organizzarle meglio.

    Altre persone intendono fare informazione, con precise “denunce sociali” di vario tipo, senza esporre nulla di se stesse.

    Ma mi rendo conto anche che la maggior parte della gente non è fatta così.

    Ha voglia di esprimersi, come una volta ci si poteva esprimere in una comunità orale, di persone che hanno voglia di sfogarsi, di dire sciocchezze che verranno dimenticate, di comunicare emozioni.

    E questa gente, che tutto sommato dovrebbe essere la maggioranza dell’umanità, viene massacrata dai nuovi mezzi. Qualcuno finisce in carcere, qualcuno finisce sbattuto in prima pagina sui quotidiani, molti finiscono con le famiglie e il lavoro distrutti.

    Certo. E’ colpa loro. Chi dice di no?

    Dovevano imparare ad autocensurarsi ogni volta che si avvicinavano a una tastiera. Dovevano imparare a non mettere la propria faccia in pubblico. A non dire che avevano figli, a non raccontare a nessuno che sono arrabbiati con questo o con quello.

    Ma è esattamente lì che entriamo nel grande carcere del Panopticon, dell’autocensura volontaria.

    • rossana says:

      Sono d’accordo.
      Ciò che mettono in evidenza queste notizie è la scomparsa di ogni traccia di empatia fra umani.
      A triofare è il giudizio immediato e certifcato di chiunque verso chiunque che fa scattare la punizione immediata, via FB o via tribunale o via stampa.
      Giudizio e punizione che sono già nell’occhio di chi è testimone, non importa se fisicamente presente (e armato di videofonino) o come social network dipendente.
      E’ scomparsa la capacità di vedere nell’altro noi stessi, quello che potremmo essere se… (non agisse in noi l’autocensura, l’educazione, l’istinto di sopravvivenza) cui l’altro sempre ci rimanda.
      Nessuna comprensione di sé si traduce in nessuna umana pietà, nessuna assoluzione.
      Stampa, tossici da social network ma anche il giudice (nel caso inglese).
      Tutti così stravolti dall’urgenza di giudicare da nemmeno più chiederci se questi non siano pochi esempi che riassumono la società intera così come ormai è: completamente sbroccata.
      Quella donna inmetropolitana, forse, è quel che rischiamo di diventare tutti, se non iniziamo velocemente una procedura di disinquinamento dal materiale tossico della reazione immediata (e possibilmente documentata) a tutto.
      Tempo, darsi tempo per riflettere, capire noi stessi e ciò che ci vediamo succedere intorno.
      Quattro fatti e dentro c’è il mondo.
      Potrei passarci i prossimi mesi, a riflettere su ciò che mi significano messi insieme.

      • Francesco says:

        beh, il secondo giudice inglese lo escluderei da quella categoria, è proprio l’empatia per il “noi” che provoca la sua indignazione e la durezza della condanna.

        piuttosto è la Bilal che parla come se di empatia non ne avesse (o almeno anche lei del tutto parziale).

      • lamb-O says:

        In questi casi penso sempre che siamo usciti di fresco dal secolo dei grandi totalitarismi, e mi chiedo a quando risalissero questi bei tempi andati…

  21. mirkhond says:

    Il nuovo terribile grande fratello orwelliano si è realizzato…
    In una società che si dice liberale e democratica….
    Un dittatore classico non avrebbe potuto e saputo fare di meglio…
    E’ l’era della Grande Mousse del dio Thoth di Massimo Fini….
    Benvenuti nel mondo della tirannide telematica….

    • Francesco says:

      mancano solo il Partito e i Controllori, per cui si viene presi più o meno a casaccio.

      direi che siamo tornati all’era gloriosa in cui gli sbirri mettevano dentro chi capitava e quello non ne usciva vivo, nella maggior parte dei casi

  22. Per RoyVH

    “Segnalo un articolo che evidenzia altri aspetti dei nuovi media,non necessariamente negativi
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/02/uribu-prima-piattaforma-italiana-denuncia-sociale/174763/

    Vado a vedere di cosa si tratta. Un sito in cui uno può accusare chiunque, di qualunque cosa, anonimamente.

    Allora, comincio SUBITO , solo che metto il mio nome (Miguel Martinez) e non quello del denunciato.

    Ci sarebbero:

    1) un tizio nel palazzo accanto che dicono che beva

    2) il vecchietto che tutti sospettano di bucare le ruote delle biciclette, anche se nessuno l’ha visto

    3) la badante della vecchietta del palazzo di fronte che mi giurano avrebbe riempito di parolacce la sua, come si dice, cliente/utente

    4) quelli che fanno le messe nere e chissà cos’altro (ma pare che siano solo dei buddhisti Soka Gakkai che ronzano)

    5) l’artigiano ultraottenne che ha convocato tutti i parenti – compresi astri del Calcio Storico fiorentino – per riempire di botte quello che aveva parcheggiato con la Smart dove non doveva

    6) il conducente della stessa Smart, che ha parcheggiato dove non doveva

    7) il tizio sovrappeso dai capelli fino alla vita che porta in giro un enorme cane che, lui giura, attacca solo zingari e marocchini

    8 ) il barbone che ruba le coperte agli altri barboni a Santo Spirito

    9) la signora invalida che va in giro contromano con un ingombrante triciclo per disabili, insultando ferocemente chiunque si trovi tra le ruote

    10) l’ubriacone nero che dice di essere del Darfur per scroccarti i soldi

    11) l’insegnante che ha anche l’agenzia immobiliare e passa metà del tempo lezione a rispondere a telefonate d’affari davanti agli studenti attoniti

    12) l’altra agente immobiliare che annaffia le piante in terrazza urlando istruzioni di lavoro alla figlia sottomessa

    VAI, VOGLIO FARE LO SBIRRO ANCH’IO!

    • Claudio Martini says:

      ” l’artigiano ultraottenne”

      Precoce.

    • Ale says:

      be’, io un pensiero per dare una scossa all’architetto e all’impresa che mi hanno ristrutturato casa, facendo dei danni immensi che adesso non vogliono pagare, ce lo farei… :)

  23. RoyVH says:

    Un’altra riflessione interessante sulla vicenda del rogo anti-rom:
    http://www.michelamurgia.com/di-diritti/generi/torinoburning-inventarsi-il-mostro

    Per Martinez:
    accolgo la provocazione,qualsiasi mezzo può prestarsi ad un utilizzo più o meno discutibile.
    Todo cambia! :-)

  24. Per RoyVH

    Se sei ancora in ascolto… anche se ti rispondo polemicamente, sono molto contento dei tuoi interventi. Credo che le posizioni fortemente contrapposte, se espresse con civiltà, siano l’unico modo per condurre un vero dialogo e non un monologo.

    E’ anche per questo che voglio la libertà per le posizioni fortemente contrapposte, anche quando sono espresse con meno civiltà :-)

    • RoyVH says:

      Per Martinez

      Ti ringrazio per la tua cortesia e disponibilità.
      Non ho rilevato toni polemici (o almeno..non più dei miei) nelle tue risposte.
      Approfitto cmq per farti i complimenti per questo interessantissimo blog.

  25. Moi says:

    Sì, ma … per quanto becera e razzista Ms West in confronto a una Sciura Leghista sembra un’ Ambasciatrice UNICEF :-) . Come mai però in Italia uno scenario simile avrebbe sviluppi del tutto differenti ? … Dài, NON può essere solo questione che la Sciura Leghista sproloquia in dialetto infarcito di bestemmie facendo ridere !!!

  26. Pingback: La stampa e la verginità perduta

  27. Moi says:

    — DISCORSO “GIOVINASTRI” :-) DI CUI SOPRA —

    Io invece, forse un po’ “razzisticamente” in senso estensivo “mo al fa l’ istàss” :-P ne sono incuriosito e per certi versi affascinato come un Esploratore Vittoriano Ottocentesco con i suoi “Selvaggi”, sapendo però che di “fardello della civiltà non vogliono saperne”, e che vogliono i gingilli ultratecnologici come frutti che crescono sugli alberi strafottendosene della tecnologia e dell’ organizzazione del lavoro che vi sta dietro. A volte_ sempre restandone affascinato, eh _ addirittura mi sento un naturalista, ad esempio riscontrando fra i maschi un uso gerarchico-identitario del rutto molto simile a quello del ruggito fra i “soliti” leoni da documentario sulle bestie africane.

    In fondo, “integrarsi nella Civiltà Superiore” per un giovanissimo Migrante prevede anche imparare a ruttare più forte. Naturalmente, chi non capisce tale logica è un IslamoNaziComunista. :-) ;-)

    • Francesco says:

      in effetti anche io sono più portato al ruolo di osservatore estraneo che di fratello maggiore di questi essere mostruosi

      avendo due figli, il terrore è quando nella tribù di selvaggi para-umani volessero entrare pure loro

      mi dico che alla fine è solo apparenza, per tranquillizzarmi

      e che peggio della capessa delle suore che gorgheggia sul palco delle “se non ora quando” non possono essere

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