Vashti Bunyan, per chiudere il mese di novembre

In queste sere in cui la Luna cresce in cieli chiari, finisce il mese di novembre.

Vashti Bunyan – nome curioso per una donna inglese nata nel 1945 – incise alcune canzoni nel 1970, che non interessarono nessuno, si ritirò a vita privata, in una casetta su un’isola spazzata dal vento, con tre figli e diverse mucche.

La bellezza, a volte, ha la fortuna di restare invisibile. Almeno fino al 1997, quando ha scoperto Internet, e ha scoperto anche che i suoi vecchi dischi erano molto ricercati. E così, trent’anni dopo, i suoi vecchi dischi furono ripubblicati.

Novembre, i frutti di rosa canina – ricorderò l’autunno
l’oro che arrivava alla nostra porta, cogli una foglia e sarai per sempre fortunata
L’abete altissimo, che attende la caduta della neve
la nebbia immobile, che l’alba cattura nel fossato del castello, attorno alla collina

Si sente il flauto felice di un pastore
La ragazza con le pecore e il cane, il padre del pascolo e la madre del gregge

Rose hip November – autumn I’ll remember
Gold landing at our door, catch one leaf and fortune will surround you evermore

Pine tree very tall, waiting for snow to fall
Mist hangs very still, caught by dawn in castle moats around the sleeping hill

Now a pipe is heard happy is the shepherd
shepherdess and dog, father of the pastureland and mother of the flock

Rosehip November – autumn I’ll remember
Gold landing at our door, catch one Leif and fortune will surround you
Evermore
evermore
evermore

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5 Responses to Vashti Bunyan, per chiudere il mese di novembre

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  2. roberto says:

    ma perché per la bellezza sarebbe una fortuna essere invisibile?
    La bellezza, essendo generosa, soffre dell’invisibilità

  3. La visibilità, forse, diventa immagine; e l’immagine diventa merce. E la merce, poiché maschera un’altra cosa – il denaro – diventa menzogna. E la menzogna non è bella :-)

    • Francesco says:

      San Pietro è ANCHE ridotto a merce turistica.

      Ma se l’occhio che guarda è limpido, o abbastanza innocente da guardare quello che c’è e non vedere quello che già si aspetta, è bellissima.

      Sennò ci riduciamo all’aniconicità -e poi non basta, che senza immagini ci sono moschee bellissima – e dobbiamo finire nello squallore. Che non è bello neppure lui.

      PS il denaro NON è lo sterco del dimonio. E’ solo difficile da maneggiare. Ma vale lo stesso per ogni aspetto della realtà, in fondo.

  4. roberto says:

    si, ma l’immagine è negli occhi di chi la vede, la bellezza resta a prescindere dalla sua immagine

    (come sto andando in modalità “fuffologia”? :-) )

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