Niqab, la parola alle musulmane

Segnalo molto volentieri…

Sulla questione del niqab, la parola alle musulmane.

Era ora, no?

Di niqab ormai parlano solo le casalinghe, i politici e le soubrette.

E per sfatare tutti i loro miti ecco che nasce un nuovo sito in cui finalmente a parlare di niqab sono le donne musulmane stesse che con oggettività, testi sapienziali e normativa alla mano, raccontano come stanno veramente le cose in Italia e nel mondo.

Per cominciare:

Buona lettura.

Print Friendly
This entry was posted in Censura e controllo globale, islam, islamofobia and tagged , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

16 Responses to Niqab, la parola alle musulmane

  1. Pingback: Niqab, la parola alle musulmane - Kelebek - Webpedia

  2. Moi says:

    I commenti sono disattivati, va be’ da una parte fanno bene perché si evitano invettive becere “alla Calderoli”, d’altra parte però non danno voce a musulmani che abbiano idee in merito all’ Islam più “equilibrate”, come Ritvan e Jam, termine che trovo più corretto di “moderate”, che tanto fa “politichese”.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Martinez

      ”Fintanto che l’art. 3 e l’art. 19 della Costituzione Italiana rimangono illesi, anche per le musulmane ci sarà, in Italia, libertà di culto e quindi di niqab.”

      http://www.niqab.it/niqab-progetto/

      Il che la dice lunga su tanti (non tutti) che vogliono cambiare la nostra Costituzione nata dalla Resistenza.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio says:

        Hai ragione a dire “non tutti”: io infatti preferirei abrogarla. :-)

      • Francesco says:

        Hai proprio ragione, ho notato infatti che le proposte di modifica si concentrano proprio sulla riduzione delle libertà religiose …

        Se persino quegli insipienti vigliacchi del centrodestra hanno cercato di mettere mano solo alla seconda parte, quella che avrebbe dovuto proteggere la libertà degli italiani in caso di vittoria dei comunisti grazie a un sistema istituzionale particolarmente barocco, inefficiente e complesso.

        Ogni tanto appari in cerca di lavoro all’Unità …

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          ‘insipienti vigliacchi del centrodestra’

          Bella, me la segno. Pero’ in Italia è ridondante: basta la parola ‘centrodestra’.

          ‘seconda parte’

          Veramente furono i legaioli a proporre che le garanzie della Costituzione dovessero applicarsi ‘solo ai cittadini’ – fra le risate dei costituzionalisti.

          ‘Ogni tanto appari in cerca di lavoro all’Unità’

          Come disse Montanelli quando berlusconi gli offrì di farsi seppellire vicino a sè nel mausoleo di sua proprietà: ‘Domine, non sum dignus’.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          Non fare il modesto, hai molta più cultura del giornalista medio, e migliori aneddoti.

          Che un certo numero di diritti siano di spettanza dei soli cittadini e non di ogni tizio che per caso si trovi in Italia, e altri invece lo siano di tutti, dovrebbe essere evidente. Invece i giudici “interpretano” la Costituzione anche quando non ce ne sarebbe motivo.

          Segnati la parola “vigliacchi”: un giorno avremo politici meno pavidi e meno socialisti di Berlusconi, e allora sarà il nostro giorno (stai buono, non penso a Salazar, penso a Maggie).

          Saluti

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          Un esempio val più di mille parole.

          Oggi un comandante di nave che non assista nel Canale di Sicilia i migranti sul barcone alla deriva è passibile di condanna, per aver rifiutato i soccorsi. Ma se li assiste è ugualmente passibile di condanna, per fiancheggiamento dell’immigrazione clandestina.

          Analogamente, quando la destra sosteneva l’obbligo per il medico di enunciare il paziente clandestino ammalato di fatto induceva quet’ultimo a non avvalersi delle cure
          che nessuno si sarebbe sognato di negare a un ammalato Italiano.

          Ridurre l’immigrato clandestino a criminale è non solo ovviamente inumano: di fatto induce alla negazione dell’estensione al non Italiano del trattamento che nessuno si sognerebbe di negare a un Italiano nelle stesse condizioni.

          OT: Non a caso, ci voleva un Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio Superiore della nmagistratura ed ex-PCI per ricordare l’assurdità del nostrotrattamento degli immigrati! FINE OT

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          1) oso immaginare che il caso di cui parli sia già stato affrontato e risolto dalla giurisprudenza. se sulla barca che affonda ci stanno due ricercati, il mio obbligo di salvarmi mi rende loro complice?
          2) le cure mediche costano un sacco di soldi alla comunità, in un sistema “socialista” come quello italiano. estenderle anche a chi è in Italia illegalmente non mi pare il modo migliore di spendere i soldi delle mie tasse (ma qui mi fermo perchè ci sono mille fattori importanti che solo un razzista rifiuta di considerare).

          In generale, se uno entra illegalmente in un paese, i problemi che causa -tipo l’istruzione dei figli- dovrebbero essere a carico suo e non del paese stesso. E non c’è nulla di assurdo in questo.

          3) avessimo aspettato Napolitano staremmo freschi … nel caso, sono abbastanza d’accordo con lui sul punto, per il fatto di averlo sollevato dovrebbe essere impicciato e cacciato dalla Poltrona. NON siamo in Francia

          Ciao

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          a) Certo: ma in base alle sentenze dei Magistrati, non alle leggi o ai decreti del Governo e del Parlamento. Magistrati che hanno interpretato la Costituzione, e che dunque sono considerati ‘buonisti’ dai legaioli e dai loro complici. (Per la cronaca: devi assistere il naufrago, e fregartene del tuo amichetto calderoli)

          b) Un amico mio, che è anche epidemiologo, dice che scoraggiae un paziente sospetto di malattia infettiva dal richiedere cure solo perchè clandestino è un eccellente sistema per diffondere le malattie anche fra gli Italiani. L’epidemiologia è Comunista?

          c) Il grande vantaggio dell’Italia sull’Inghilterra è che da noi Maggie non esiste proprio, antropologicamente parlando. Ecco perchè noi ci saremo quando loro saranno stati spazzati via. Quanto a Napolitano, la legge sugli immigrati spazzata via dall’infame bossi-fini attuale l’aveva fatta lui, insieme con la Turco (nomen omen)… :-)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  3. Peucezio says:

    Permettimi la seguente obiezione metodologica: se uno indossa un indumento, oltretutto che ha uno scopo simbolico (non credo che ci si metta il velo perché si ha freddo alla faccia), lo fa in funzione di chi deve vederlo, infatti non ci terrebbe a metterselo in camera sua davanti allo specchio.
    Quindi, in Italia, i soggetti in un certo senso più titolati a parlare del Niqab sono proprio le casalinghe, i politici e le soubrette, cioè i destinatari naturali del messaggio: è vero che c’è l’intentio auctoris, ma c’è anche l’intentio lectoris e l’interpretazione del lettore è più oggettiva di quella dell’autore, perché quella dell’autore rimane nella sua testa, mentre è nella ricezione da parte di un destinatario che un messaggio si oggettiva e si invera.
    No?

    • E se il messaggio fosse semplicemente, “non ho nessun messaggio, fai conto che non mi hai vista?”

      • Peucezio says:

        Beh, ma un significante senza significato semplicemente non si dà. Smette di essere significante. E se non significa nulla perché portarlo?
        E poi, ripeto, è il destinatario a porre in essere il messaggio, anche al di là dell’intenzionalità del mittente: un simbolo è tale perché qualcuno vi attribuisce un signifcato, non perché qualcuno lo crea o lo espone.

      • Moi says:

        E allora ribatterei cortesemente all’ Innaqabata di turno che probabilmente in un convento di clausura vivrebbe meglio che in una città. Ovvio che in convento mica gliela manderei per forza , purché ella non pretenda che per questa mia opinione mi spetti di dover pencolare con una corda al collo attaccato a una gru in piazza sotto la folla in delirio come al concerto di una rock star per l’ esecuzione … come accadrebbe in quella presunta (!) Arcadia AntiCapitalista della Repubblica Islamica dell’ Iran, che i FiloIslamici in odio all’ Occidente _ anzi “U-ccidente” !_ Frangistano guardano sì con sospirante invidia, ma a debita distanza di sicurezza però !

        So che i musulmanissimi Ritvan e Jam la vedono come me, e questo mi rasserena più di ogni altra cosa.

        • Ritvan says:

          Beh, caro Moi, “musulmanissimi” mi sembra esagerato…diciamo “musulmani” tout court.
          P.S. Nel Corano sta scritto che Allah non ama chi eccede…anche coi superlativi assoluti, immagino:-)

  4. Per Moi

    “So che i musulmanissimi Ritvan e Jam la vedono come me, e questo mi rasserena più di ogni altra cosa.”

    Vedi, per me la questione è semplicissima.

    Esiste una signora che si veste in un certo modo, che non si può sicuramente definire impudico o offensivo, per motivi suoi, che non mi riguardano.

    Non obbliga né me né te a fare alcunché, semplicemente a non spogliarla fisicamente per strada.

    Esiste una proposta di legge – già legge altrove – che mira a vietare a questa signora di vestirsi in quel modo.

    Tale divieto si basa sull’idea che quell’abbigliamento verrebbe imposto con la forza alla signora in questione.

    Ora, in questo caso, è palesemente falso.

    E quindi mi sembra che dobbiamo difendere tutti il diritto di quella signora di vestirsi come vuole.

    Premesso questo, che è l’unica cosa che conta, possiamo discutere di sottoquestioni, ad esempio se è veramente un obbligo islamico, se quel modo di vestire piace o non piace agli altri, e così via.

    Ma ricordandoci che si tratta appunto di disquisizioni secondarie.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>