L’abolizione della politica e della democrazia

Oggi, i padroni del sistema finanziario europeo hanno deciso che è arrivata l’ora di fare sul serio.

Niente più barzellette, e la cosa tranquillizzerà certamente tutti coloro che pensavano che i problemi politico-economici d’Italia fossero le battute di Silvio Berlusconi.

Per fare sul serio, hanno tolto di mezzo da un giorno all’altro Silvio Berlusconi e istituito un governo tecnocratico.

I tecnici, ci dicono, sono “obiettivi”, nel senso che non sono tifosi professionisti di uno dei due schieramenti della politica-spettacolo.

Come se la vera divisione della società umana passasse attraverso la tessera di partito, e non attraverso i ruoli di potere.

Ciò è diventato possibile, perché è passata la grande mistificazione dei nostri tempi. Il politico, ci dicono, non è obiettivo. Il tecnico sì.

E qui si confonde il concetto di scienziato, cioè di persona che studia per avvicinarsi al vero, con quello di tecnico. Che è una persona stipendiata per far prevalere il punto di vista del suo datore di lavoro.

Anche gli avvocati sono dei tecnici. Mi affiderei a un avvocato realista e informato, certo, ma mai a un avvocato che non fosse di parte.

I tecnici come Mario Monti sono dipendenti diretti, da una vita, di una delle due parti in causa, cioè del capitale. In questo caso, della Confindustria e della Banca Centrale Europea, come anche della più grande banca commerciale del mondo, la Goldman & Sachs di New York.

Come è possibile che ciò non sia evidente a tutti?

Perchè ai reali conflitti, lo spettacolo ha sostituito i falsi conflitti.

Il sistema spettacolare ha ridefinito completamente ciò che si chiama politica, come abbiamo raccontato tante volte.

La politica oggi è un ramo dei media che impiega numerosi individui oziosi, divisi in due squadre, ma in perenne concorrenza tra di loro, all’interno di ciascuna squadra.

Ogni mattina, ciascuno dei concorrenti deve trovare come restare visibile in un mondo senza memoria.

Per essere visibile, deve dire qualcosa che sia molto breve: tutto il discorso deve stare dentro un titolo, o dentro i primi secondi di una battuta in televisione, prima che il moderatore lo azzittisca e passi la parola a qualcun altro.

Ciò che il politico dice, deve essere comprensibile a persone incolte, distratte e poco interessate. E quindi non deve dire nulla di nuovo, nulla che non rientri nelle griglie preconcette di milioni di persone. Non c’è semplicemente il tempo di svolgere alcun ragionamento.

Il politico deve dire qualcosa di talmente sconvolgente, da catturare l’attenzione, una qualche variante del vecchio concetto di uomo morde cane.

Ma ciò che il politico dice, deve essere talmente banale, da non offendere nessuno, nemmeno della parte avversa, perché per la prima volta, tutti sono esposti a tutti: non esiste più il comizio dove un comunista parla a comunisti, mentre a un chilometro di distanza, un missino parla a missini.

Il problema infatti è che ogni offesa offre all’avversario degli utilissimi punti-vittima. Che il vincitore del punto-vittima deve però gestire con attenzione, perché nel momento stesso in cui dice che Tizio lo ha offeso, sta citando il nome di Tizio…

Non è possibile soddisfare tutte queste condizioni contemporaneamente.

In genere, i politici di destra riescono a sconvolgere, ma anche offendere; quelli di sinistra ad annoiare mortalmente, ma sono magistrali nella raccolta di punti-vittima.

Questo significa che ogni volta che un politico apre bocca, sbaglierà qualcosa. E questo rende la politica eccitante per gli spettatori. E spiega il mistero di questi anni: come un odio violentissimo di fazione possa accompagnare l’assenza di differenze reali tra i due schieramenti.

Abbiamo parlato della necessità per i politici di dire cose banali, facili da riassumere nello spazio di un titolo e che gli elettori/spettatori già capiscono.

In pratica, vuol dire che gli argomenti dei politici finiscono per ruotare attorno al sesso e alla paura fisica, legati a casi individuali – quella coppia gay si può sposare o no? Che ci dici di quella vecchietta scippata da un marocchino?

Da questi discorsi, restano completamente fuori le cose fondamentali.

Che sono il potere reale, la guerra e la pace, la produzione e la distribuzione della ricchezza.

Queste cose non sono più Politica, ma rientrano nella sfera degli Impegni Internazionali e dell’Economia divinizzata, percepiti con lo stesso intoccabile distacco con cui i pur litigiosi uomini del Medioevo percepivano la teologia.

Come in ogni teologia, la conoscenza dei misteri degli Impegni Internazionali e dell’Economia divinizzata è riservata ad alcuni sacerdoti, presentati come al di sopra delle parti. E la loro parola è definitiva per tutti i litiganti, trattandosi della Realtà Oggettiva, della Verità Trascendente cui nulla si può opporre.

A differenza dei semplici cavalieri, i sacerdoti non si azzuffano.

Ma le parti ci sono.

Non ci voleva Karl Marx per dirci che la lotta di classe esiste: lo sapevano anche i greci, quando parlavano del conflitto tra gli oligoi, i pochi detentori di ricchezza, e il demos, cioè la gran parte della popolazione delle città.

Con Mario Monti, abbiamo un governo di impiegati diretti dei soli oligoi, che ha il compito dichiarato di colpire l’altra parte sociale. Togliendo di mezzo il Buffone, che ha dimostrato la propria incapacità.

Applicheranno misure, come dicono “impopolari” – cioè antipopolari, cioè contro il demos. E questo significa che non devono essere sottoposti ad alcuna contestazione da parte del demos stesso.

Ossia, si sospende la democrazia, che non è un sinonimo di astrusi meccanismi elettorali, ma è il potere concreto del demos.

A me interessa poco se, per rovesciare Berlusconi, abbiano usato la corruzione o abbiano agito contro i canoni della “democrazia liberale”. Queste sono questioni del tutto formali, e quindi irrilevanti. Comunque, la tecnica in questo caso consisterà probabilmente nel sostegno bipolare a un unico progetto. Uno dice, ma questi qui non dovevano stare a litigare tra di loro e farsi le scarpe a vicenda? Non erano i comunisti, oppure i berlusconiani, il guaio fondamentale e la tragedia nazionale?

Non c’è problema, potranno continuare a insultarsi come prima a proposito di quella coppia gay e di quella vecchietta scippata, per cui non ci accorgeremo nemmeno della sospensione.

Ciò che conta è che la Banca Centrale Europea e la Confindustria proporranno un preciso programma di governo e di vita, che ci riguarderà tutti, e su cui si costruirà il nostro futuro.

Si può parlare di democrazia, solo se i cittadini possono scegliere su un argomento di tale importanza. Chi vuole quel progetto, dovrebbe poter dire di sì. Chi non lo vuole, dovrebbe poter dire di no.

Ciò è impossibile quanto lo era ai tempi di Luigi XIV.

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188 Responses to L’abolizione della politica e della democrazia

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  2. Moi says:

    Il destino dei Limoni è di essere spremuti … in Italia c’ è la più alta concentrazione al mondo di Limoni Schizzinosi circa la mano che li dovrà calcare sullo spremiagrumi.
    :-(
    ;-(

  3. falecius says:

    Miguel, condivido molto di quello che dici, tranne una cosa: di fatto, i cittadini hanno scelto; il debito è “di tutti”, ed è stato in gran parte il prodotto delle politiche dei governi eletti. L’attuale sistema incontra la sostanziale approvazione degli europei che ci vivono… per adesso.

    • lamb-O says:

      Esatto, e del resto il demos non si è mai dimostrato migliore dei pochi. In niente.

      • PinoMamet says:

        Non credo mica che il demos sia fatto di santi, credo però che le decisioni debbano essere prese a maggioranza.

        Il concetto di “governo dei migliori” naufraga sempre sulla definizione o autodefinizioni di “migliori”: io per esempio credo di essere meglio di tutti ;)

        • lamb-O says:

          E indovina dove naufraga il concetto di “governo dei più” =) I migliori almeno sono in concorrenza, una selezione preliminare c’è.
          E poi anche il “demos” pone i suoi problemi di definizione, nel momento in cui ci si sente tutti “popolo (oppresso)” dopo che è arrivato il conto da pagare.

          Poi, beninteso, non apprezzo nemmeno i “migliori”, tanto che il summenzionato Luigi XIV ha errato fatalmente nel lasciarli vivere. Il metodo migliore è quello dell'”uno”, che del resto non smette mai di affascinarci.

        • Andrea Di Vita says:

          Per Pino Mamet

          Mi permetto di riprendere l’esempio delll’assemblea di condominio, che ho già tirato fuori una volta (con Peucezio, mi pare) e che a parer mio illustra bene il teroema di Arrow sulla democrazia.

          In un’assemblea di condominio dove tutti i 10 condòmini hanno lo stesso numero di millesimi e sono tutti perfettamente in buona fede e benintenzionati, 49 vogliono le persiane dipinte di verde bottiglia e 49 le vogliono in verde pisello. I due restanti non si schierano, ma desiderano tanto -contro la volontà degli altri 98- un bel baobab sul terrazzo. Il risultato è che non importa di quale colore saranno dipinte le persiane: il condominio avrà il baobab sul terrazzo anche se 98 su 100 non lo volevano, perchè i 2 favorevoli in cambio hanno ceduto il loro voto a quei 49 che li appoggiavano.

          In pratica, anche nella migliore delle democrazie governano sempre della minoranze. La differenza fra una democrazia e le altre forme di governo è che in democrazia le minoranze possono cambiare.

          Cio’ che fa temere dela presente sistuazione è che non solo la crisi è nata dalla finanza (che a sua volta è l’espressine del capitalismo) , ma che ciononostante a comandare restano le stesse élites finanziarie che la crisi l’hanno provocata o quantomeno istigata e permessa , tanto che dal canto proprio la politica ammette la propria impotenza.

          Tale ammissione è esplicita in USA, dove Obama non riesce a soddisfare le aspettative che aveva suscitato (il primo Premi Nobel per la pace dato sulla fiducia!). Essa è invece esplicita in Grecia e Italia.

          Ho detto che ad avere ammesso la propria impotenza è stata la politica. Avrei dovuto dire: ‘la democrazia’. I paesi dove questo passaggio di potere alla finanza è avvenuto sono tutti paesi dove cose come libere elezioni, diritti umani ecc. sono patrimonio se non della realtà quotidiana almeno del patrimonio ideale, dell’immaginario collettivo. Ma nè la scelta della Lagarde all’FMI e dei consulenti di Goldman Sachs nè le dimissioni di Strauss Kahn sono state altro che eventi caduti dal cielo, indiscutibili come le meteoriti. Immagino che le congiure di palazzo ai tempi del Re Sole fossero altrettanto indiscutibili per i sanculottes nelle campagne.

          Il punto è -ignorare questo è la grande sconfitta della sinistra- che lo strapotere della finanza è stato voluto dal demos.

          Ciò è avvenuto quando si è cominciato a capire (alla caduta del Muro di Berlino o poco prima con ”l’esaurirsi della spinta propulsiva” dell’Ottobre) che con il debito si poteva cominciare a godere di molti più beni di consumo e di molte più prebende e molti più posti di lavoro che ad esempio sviluppando istruzione e ricerca (sono decenni che in Italia come negli USA nell’industria la divisione Ricerca-E-Sviluppo, quando pure ancora esiste, è appannaggio di neolaureati o di sfigati che non hanno avuto possibilità di far carriere più lucrose).

          Lagarde, Monti e Strauss Kahn sono figli nostri. LI abbiamo generati noi -li ho generati io- mantenendo un tenore di vita invariato in un mondo dalle risorse decrescenti e dalla popolazione crescente.

          Come col Lucignolo di Pinocchio, la realtà si vendica. La tecnica è -come gistamente ricorda Martinez- tecnica di dominio, e il Lucugnolo diventato ciuchino finisce a frustate a tirar carri nelle miniere di sale. Ma una tecnica disancorata dalla realtà alla lunga sconfigge pure se stessa. Come dice Orwell, ”per fare un fucile due più due devono fare quattro”.

          Ciao!

          Andera Di Vita

        • Francesco says:

          x Andrea

          il tuo esempio non mi sembra per nulla convincente: è un caso di scuola, estremo, e soprattutto dimentica che la fazione di 49 inquilini che accetterà lo scambio baobab-facciata avrà comunque valutato di preferire quell’ipotesi alle alternative possibili.

          basterebbe che i rapporti fossero 49-48-3 per lasciare alla maggioranza relativa il potere.

          ciao

        • Francesco says:

          PS

          immagino quindi che i PC, Internet, il software, i medicinali e gli F22 negli Stati Uniti si siano autoprodotti, visto che la R&S è appannaggio di sfigati senza mezzi

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          Sì che è un caso di scuola, così come il piano inclinato ideale senza attrito è un’astrazione. Ma è un’astrazione utile, su cui si basa tutta la meccanica classica.

          Analogamente, il mio condominio è una voluta semplificazione di un teorema (credo di Arrow) della teoria dei giochi, in cui si dimostra come per un numero sufficientemente alto di decisioni un sistema decisionale dove simultaneamente si verifichino le tre condizioni seguenti:

          a) decide la maggioranza
          b) tutti possono votare
          c) il voto di ciascuno ha lo stesso peso del voto altrui

          NON esiste.

          La prova nel caso generale è parecchio astratta, ma nel caso semplice di due decisioni è come te l’ho messa io.

          Nella vita reale poi ci sono tantissime decisioni e l’uguaglianza perfetta è una chimera, per cui alla fine decide sempre una minoranza (se vuoi, quella che Pareto chiamava l’ ”élite”).

          La differenza fra le democrazia ed altri sistemi sta nel fatto che l’ ”élite” puo’ cambiare in base a meccanismi che riscuotono il consenso di tutti (escludendo quindi attentati o rivoluzioni) e non in base a meccanismi interni all’élite stessa (come la legge salica nel Medievo o la cooptazione nelle vecchie burocrazie Sovietiche).

          Non solo: più una democrazia si dota di contrappesi per evitare degenerazioni autoritarie, più abbondano esempi in cui singoli individui magari formalmente privi di incarichi pubblici arrivano a segnare un’intera epoca (Pericle, Lorenzo il Magnifico) con un potere che va molto al di là di quello previsto nelle istituzioni.

          La democrazia ‘pura’, ‘diretta’, alla cantone Svizzero o all’Ateniese è quanto di più instabile si possa immaginare e non a caso è vagheggiata dai demagoghi: nel caso migliore diventa, diciamo così, una forma di ‘oligarchia controllata dal basso’, in quello peggiore degenera nel dominio della folla, nel linciaggio.

          Il criterio di selezione dal basso di questa oligarchia puo’ essere l’ideologia (voto per chi la pensa come me) o il denaro (voto per chi ammiro perchè ha fatto i soldi). Siccome il denaro non puzza, nel secondo caso si fa presto ad eleggere persone che finiscono con l’abbassare proprio il livello generale che si voleva proteggere. E’ la principale critica diTocqueville agli USA. Nel linguaggio dei nostri moderni Difensori Dei Valori, Tocqueville sarebbe un moralista giustizialista che scrive su Repubblica… :-)

          Quanto alle innovazioni tecnologiche che hai indicato: quante di loro sono nate non dico negli ultimi cinque, ma diciam negli ultimi dieci anni? E qual’e’ il numero di brevetti per abitante rilasciato in USA vs. ad esempio Corea del Sud?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita says:

      Per falecius

      Concordo al 100%

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  4. Stefano Calzetti says:

    Concordo con Falecius nell’attribuire responsabilità a TUTTI i cittadini che hanno contribuito al peggiorare della situazione.
    Dico anche un’altra cosa: la tua analisi Miguel manca di un aspetto: la crisi deriva fondalmentalmente dall’esaurimento delle risorse, sia materie prime che risorse energetiche.
    Questo porta all’estremizzazione dei comportamenti delle due parti in causa. Intendo dire che in un sistema a risorse infinite c’è spazio per i comportamenti virtuosi, per la beneficenza, per le concessioni fatte dai detentori di qualsiasi potere.
    Ora che, senza averlo ancora capito, anche i poteri sovranazionali si sono resi conto di questo problema si comportano come qualsiasi essere umano di fronte all’avanzata degli zombi; si arroccano, si circondano di persone fidate e di amici e sparano contro gli ex-vicini di casa che vogliono accedere alla fortezza sicura.
    A mio parere e dico “a mio parere” in quanto non ho basi solide di economia, sociologia, matematica, statistica, fisica e storia, questo tuo post potrebbe essere letto tra 10 anni come una disquisizione teologica sulla lotta tra il Bene e il Male, tra il Demos e il Capitalismo. Non penso che il Capitalismo sia una entità primigenia. Mi piace ancora pensare che le persone siano in grado di creare qualcosa di meglio e forse sono troppo ottimista.
    In ogni caso ti leggo da troppo tempo per attribuirti un qualsiasi punto di vista manicheo.
    Il mio commento serve solo a quello che ho dichiarato all’inizio: ricordare che esiste un altro fattore da inserire nel quadro.
    Ho riletto questo commento prima di postarlo, non sembra ancora chiaro neanche a me ma leggo e scrivo qui per migliorare.
    Un saluto a tutti.

  5. Peucezio says:

    Ottimo articolo, Miguel.
    Pecca forse di un certo schematismo, ma è di molte spanne al di sopra di tutte le cazzate che si leggono in giro.

  6. Per Peucezio

    “Ottimo articolo, Miguel.
    Pecca forse di un certo schematismo”

    Grazie. Sono perfettamente cosciente dello schematismo.

    Il problema è riuscire a presentare due o tre concetti totalmente trascurati, in maniera abbastanza breve da non far addormentare il lettore.

    E cioè:

    – la non neutralità dei tecnici

    – l’esistenza della lotta di classe, comunque la vogliamo chiamare

    – il fatto che le istituzioni liberali sono cosa distinta dalla democrazia: le prime possono benissimo sopravvivere alla morte della seconda.

    Ora, la lotta di classe è un concetto che può portare a semplificazioni paurose, in una società complessa come la nostra, in cui non c’è il padrone del podere e i suoi braccianti, ma mille gradini e sfumature in continua trasformazione, e dove tanto i potenti quanto gli impotenti si scannano tra di loro.

    Inoltre, l’esistenza della lotta di classe non è sinonimo né di una fede mistica nel destino di qualche classe, né di giudizi morali.

    E’ una constatazione di conflitti che esistono. Di gente che tira la coperta di qua e di là. E quando la coperta è corta, sono i rapporti di forza che risolvono il conflitto.

    Ora, se io voglio tenermi la coperta per me e toglierla a te, e pago un tecnico per spiegarti che la Legge Inviolabile di Gravità stabilisce che la coperta deve essere mia e non tua, sto usando un’arma all’interno di questa lotta.

    • Peucezio says:

      Mi rendo conto che la mia osservazione circa lo schematismo si prestava ad essere fraintesa. Non mi riferivo tanto alla sintesi, all’esigenza di semplificazione, che è inevitabile e direi anazi che è un pregio: saper enucleare le linee essenziali del problema significa andare dritti alla verità senza perdersi in dettagli secondati.
      Mi riferivo semmai a quello che vedo come un elemento caratteristico del tuo pensiero e rispetto al quale non penso neanche a formulare una critica, ma semmai a marcare una distinzione rispetto al mio. La mia impressione cioè è che tu (magari più per esigenze metodologiche che per convinzione, non lo so) vedi il capitalismo in genere come un moloch, una sorta di entità trascendente, un piano altro della realtà, invincibile e intangibile se non in teoria, nei fatti, per cui esistono due piani: da una parte noi che ci agitiamo in finte contrapposizioni, passioni, ci azzanniamo su Berlusconi, gli islamici, ecc. e dall’altra questa entità impersonale, cieca e teratologica che ci schiaccia come vermi o ci muove come pedine, senza che nemmeno lo sappiamo.
      Nella sostanza c’è molto di vero. Però non trascurerei (ma, ripeto, non è che voglio dire che tu sbagli e io ho ragione, probabilmente è una questione di approcci e di metodi) il fatto che anche il capitalismo “liquido” contemporaneo è un fenomeno storico e come tale va relativizzato e visto come una forza in campo che, per quanto potente, non è onnipotente, entra nell’agone, vince finché vuoi ma ha le sue crepe, i suoi limiti, avrà il suo occaso come ha avuto la sua alba. E’ una delle ragioni per cui io sono molto attento all’aspetto geopolitico e sono convinto che il capitalismo cinese o indiano non potrà mai essere identico a quello di matrice anglosassone, perché appunto, non essendo un fenomeno sovrastorico e metafisico, il capitalismo che conosciamo è espressione di popoli, contesti storici, dinamiche localizzabili nel tempo e nello spazio.
      Mi rendo conto che possono apparire ovvietà, ma, ripeto, è una questione di apporccio, di quanto rilievo si dà a un aspetto o a un altro (la storicità e relatività del capitalismo e il fatto che comunque oggi agisca come una forza semi-invisibile ai più, sovrastatuale e apparentemente onnipotente). In questo senso sento come un po’ schematica la tua analisi, che in ogni caso è ottima e coglie l’essenza del problema.

      • Francesco says:

        concordo pienamente con Peucezio, anche se immagino che i giudizi sugli oggetti di indagine siano molto differenti

        ma almeno sul metodo siamo d’accordo

        :)

  7. Rock & Troll says:

    Il parlamento italiano può votare o non votare la fiducia a Monti. Senza la quale Monti non può fare il suo governo.
    Il parlamento italiano è stato votato dai cittadini.
    Se il parlamento non vota la fiducia a Monti, si va al voto e si fa un nuovo parlamento.
    Se il parlamento vota la fiducia a Monti, questi andrà avanti finché ce l’avrà e in ogni caso nel 2013 la legislatura scade.
    Si chiama democrazia rappresentativa, e non mi pare finora sia stata “sospesa” o “abolita”.
    Altra cosa è la democrazia diretta o la democrazia popolare, come quelle di Cuba o della Corea del Nord… e la loro economia com’è che va?

    La verità forse è che molti italiani, poverini, non gradiscono l’idea che d’ora in avanti bisognerà lavorare per mantenersi, senza ciucciare le mammelle dell’assistenza statale.
    E allora piangono per la fine della democrazia.

    Cito tre paesi a caso: Germania, Finlandia, Giappone… tutti e tre democratici, capitalisti… tutti e tre mi pare non abbiano problemi di bilancio, né mi pare abbiano una classe operaia proletaria sfruttata dai kattivi padroni.
    I problemi ce li hanno Grecia e Italia, dove di capitalismo negli ultimi cinquant’anni se ne è visto ben poco, anzi…
    E allora se Monti servirà a spazzar via un po’ di consorterie assistenzialiste a me non potrà che far piacere, idem se farà entrare nella zucca di un po’ di italiani l’idea che per campare bisogna lavorare, non aspettare l’assegno di (falsa) invalidità o rivolgersi al Mastella di turno.

    • Ugo says:

      Per dare un segnale di credibilità a questa dichiarata (ma non reale) volontà di sanare gli squilibri dovuti ai privilegi (che in molti casi, specie in basso, non sono privilegi ma semplici garanzie — per di più in calo) avrebbe dovuto rinunciare immediatamente e con grande enfasi all’attribuzione della carica di senatore a vita. Dal canto suo, pure Napolitano si è abbondantemente sputtanato, qualora ce ne fosse bisogno, aumentando in prima persona quei costi della politica che da mesi blatera di voler vedere ridotti. D’accordo che il costo di un senatore a vita non cambia il bilancio d’una interna nazione, ma a questi livelli anche i simboli hanno il loro peso non da poco.

    • Severino Boetii says:

      D’accordo con te sulla scadenza massima nel 2013,
      pel resto due pico€ di commento:
      3 paesi (non proprio) a caso:
      Germània, Itàlia e Grécia:
      Si criticano spesso «fannulloni» del sud d’Europa, che vanno troppo in vacanza mentre i tedeschi lavorano. Eppure,
      i dati Ocse dicono il contrario: la «durata media effettiva del lavoro» è di 1390 ore l’anno in Germania, mentre in Grecia è di 729 ore in più (e in Italia si lavora 380 ore in più che in Germania e 349 ore in meno della Grécia).
      1390 ore l’anno in Germània;
      1770 ore l’anno in Itàlia;
      2119 ore l’anno in Grécia.
      Ovviamente la produttivita’ ultra renana e’ superiore, ma di cio’ non si parla mai (non e’ un appunto su di te, piu’ tosto ai pop economisti nostrani)

      >I problemi ce li hanno Grecia e Italia, dove di capitalismo negli ultimi >cinquant’anni se ne è visto ben poco, anzi…
      I problemi li ha anche un fulgido esempio di virtù liberiste come l’EIRE. Vive ne’ nostri cuori la sua fede nella libertà (di mercato), ma con tutta evidenza, dai dati empirici si ricava che la flat tax quanto meno non basta.
      Concordo che quando si è indebitati ”cumo na coddara vecchija” (come una vecchia caldaia, o traducendo a senso ”fino al collo”) spesso si deve svendere anche cio’ che servirebbe. Ma, almeno in genere o nella maggior parte dei casi, la privatizzazione generalizzata- che, per carità, a questo arrivo perfino io, non è la liberalizzazione- funziona?
      Sul blog di Gennaro Carotenuto vi è l’immagine di una scritta che più o meno diceva (penso risalga ad almeno 10 anni fa) :
      «Si privatizar es la cura ¿Por qué Argentina Agoniza?»
      Che considerando che le ricette FMI la Grecia le sta applicando da qualche tempo, mutas mutandis, mi pare ancora attuale.
      BTW, non ho ricette alternative.
      Dal Vs rassegnato stampa, e da una Calàbria prossimamente quasi priva di treni pel nord, Severino Boetii

      • daouda says:

        Severì lascia perde.

        I soldi te li danno se lavori.
        In Italia si lavora poco, e si cerca almeno di far lavorare di più la gente, sopratuttto quando si inventano le malattie.
        Essendo che per fare una determinata cosa ci vogliono due fancazzisti invece che 1 lavoratore in gamba, gli stipendi sono oltrmodo stagnanti.

        E’ semplice e lineare…

        Liberismo significa distruggere gli oligopoli, significa abbattere le tasse ed il welfare, in teoria significherebbe anche eliminare in sé l’inflazione.
        Si vivrebbe comunque in una società malata , poiché usurocratica, ma la miseria non potrebbe sussistere per definizione.
        In Argentina il liberismo non c’è mai stato.

  8. Per Falecius

    “di fatto, i cittadini hanno scelto; il debito è “di tutti”

    Io non pretendo di capirci di economia. Però leggo in giro diverse persone che sostengono – non so quanto a ragione – che il debito sarebbe legato, non alla situazione economica italiana, ma alla specifica struttura della Banca Centrale Europea. http://it.peacereporter.net/articolo/31368/%27%27Se+l%27Italia+non+fosse+nell%27euro…%27%27

    Oppure che non è l’Italia che non deve fare bancarotta, ma sono le banche che hanno paura di dover fare default a causa della speculazione sui Credit Swaps.

    E così via.

    Alcuni di questi argomenti potranno essere fondati su presupposti sbagliati, altri no, e non sono certo in grado di giudicare.

    Ciò che è certo è che non siamo alla presenza di un corpo celeste privo di pensieri o dubbi che punta in linea retta verso la Terra.

    Siamo in presenza di cose estremamente complesse, flessibili e in cui la verità è inestricabilmente intrecciata con gli interessi che ci sono in ballo. E qui la presunta verità ci viene presentata da un’unica parte, la stessa che ha gli interessi.

    • falecius says:

      “Ciò che è certo è che non siamo alla presenza di un corpo celeste privo di pensieri o dubbi che punta in linea retta verso la Terra.”
      Assolutamente. Sulla non neutralità dei tecnici, sulla presenza di una lotta di classe, sul fatto che quel che accade non sia un fenomeno “naturale” con caratteri di completa ineluttabilità, come viene presentato, concordo pienamente con te.
      Sono però d’accordo con Andrea, nel sottolineare che il demos era sostanzialmente d’accordo nell’accettare la situazione che ha portato a questo.
      Il debito è una realtà. Delle politiche che quel debito ha permesso di portare avanti hanno goduto moltissimi italiani (me compreso, probabilmente). Assunzioni, sgravi fiscali, agevolazioni, opere pubbliche, ecc..
      D’altra parte, su quel debito si è potuta innestare una speculazione finanziaria che adesso costringe l’Italia a politiche decise essenzialmente dalla BCE… perché l’alternativa potrebbe essere peggiore (non lo so).
      Da quel che ne ho capito io, più che il debito in sé, il problema sta nella fiducia dei creditori che questo debito possa essere ripagato. Minore è la fiducia, maggiore è l’interesse: questo ovviamente innesca un feedback negativo (l’interesse più essere considerato come il compenso dovuto al prestatore per il rischio di insolvenza; dovrebbe quindi essere una misura del rischio di fallimento del debitore: più alto l’interesse, più alto il rischio. Se dopo la crisi argentina qualcuno non l’ha ancora imparato e continua a lamentarsi della “perdita dei loro risparmi”, beh, a lavar la testa all’asino…)
      Sai meglio di me come lo strumento del debito ( un debito contratto per esigenze strategiche, ad esempio, di “modernizzazione”) possa essere un’ arma di dominio. Le crisi debitorie di Tunisia, Egitto, Marocco ed Impero Ottomano, l’invasione francese del Messico, la crisi venezualana, tutta roba vecchia di più di un secolo, ma troppo “coloniale” perché i nostri illustri giornalisti ed intellettuali si degnino di studiarla bene, stanno lì a dimostrarlo. Tuttavia quei debiti esistevano.
      (domanda generale: a quali condizioni è legittimo rifiutarsi di pagare un debito dei cui frutti si è goduto? e fino a che punto il creditore più spingersi nel rivalersi? Molte società conoscevano la schiavitù o il carcere per il debitore insolvente; i casi che ho citato prima potrebbero esemplificare una situazione del genere a livello di singoli stati).

    • roberto says:

      Miguel,
      a me piacerebbe capire una cosa preliminare.
      perché se si parla di come la pronuncia della “s” dei babilonesi ha influenzato la pronuncia degli abitanti dell’oasi di ben bellaquà sei curioso fino allo sfinimento e citi miliardi di studi in ogni lingua, mentre per questioni che hanno delle ripercussioni immediate sulla nostra vita come il debito “però leggo in giro diverse persone”?
      se si parla di filologia delle lingue uralo altaiche la mia opinione vale come quella di un qualsiasi filologo?
      e se, come immagino, la risposta è negativa, perché non applicare questo principio all’economia, al diritto, alla fisica nucleare ecc?

    • Francesco says:

      >> la verità è inestricabilmente intrecciata con gli interessi

      mi auguro vivamente di no, la verità e gli interessi sono due piani diversi, altrimenti l’unico motore della storia rimane polemos, la guerra. che è bruttina come prospettiva.

      la verità è quella che ci unisce, gli interessi tendenzialmente ci dividono.

      per esempio: il debito è legato alla storia italiana, siamo “noi” ad averlo contratto; la sua problematicità è legata a come è stata fatta l’Europa. riguardo alle banche, fallirebbero se i titoli di debito pubblico diventassero carta straccia ma con “lievi” conseguenze anche sui popoli. più lievi se a fallire fossero le fottute banche d’affari, che NON dovrebbero avere un ruolo sistemico e invece ce l’hanno e sono come una iena in casa

      • Andrea Di Vita says:

        Per Francesco

        ”altrimenti l’unico motore della storia rimane polemos, la guerra. che è bruttina come prospettiva.”

        Esatto.

        Diciamocelo (tanto per citare un noto interista): il fatto che una prospettina sia ‘bruttina’ dice qualcosa dei nostri gusti, non della Storia.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          Ma, grazie al Cielo, il fatto che una teoria ci faccia orrore non significa neppure che sia giusta.

          Ciao

        • Z. says:

          E siamo d’accordo, Francè.

          Tanto premesso, secondo te è una teoria giusta o sbagliata?

          Z.

        • Francesco says:

          una teoria che spiega la storia dell’uomo ignorando il fattore fondamentale della vita individuale umana, l’amore, o è sbagliata e basta o è sbagliata con molto ingegno

          di certo è sbagliata

  9. Per Stefano

    “Dico anche un’altra cosa: la tua analisi Miguel manca di un aspetto: la crisi deriva fondalmentalmente dall’esaurimento delle risorse, sia materie prime che risorse energetiche.
    Questo porta all’estremizzazione dei comportamenti delle due parti in causa. Intendo dire che in un sistema a risorse infinite c’è spazio per i comportamenti virtuosi, per la beneficenza, per le concessioni fatte dai detentori di qualsiasi potere.”

    Hai tirato fuori una questione fondamentale.

    Ora, Monti dice che la “crescita” è fondamentale.

    Maurizio Blondet sostiene – non so se abbia ragione o meno – che per pagare i debiti, un’economia deve crescere al ritmo del 3%, cioè da “paese emergente”.

    In altre parole, Monti direbbe che l’Italia deve “crescere” alla velocità della Cina per sopravvivere e non collassare. Allo stesso tempo, sappiamo – come giustamente sottolinea – che ogni ulteriore “crescita” è fatale in un sistema che è già arrivato al limite delle proprie risorse.

    Ecco un esempio di come la logica apparentemente “oggettiva” e “scientifica” dei monetaristi, sia in realtà solo una delle possibili logiche. E quindi possiamo almeno scegliere il tipo di catastrofe che vogliamo :-)

    • Claudio Martini says:

      L’interesse medio sul nostro debito e’ circa il 4,5 %. Per essere del tutto solvibili dovremmo crescere allo stesso ritmo. Ritmo che non e’ cinese (loro sono sopra al 9), ma di altri paesi, per esempio Israele.

    • Z. says:

      Miguel,

      mettere sullo stesso piano Monti e Blondet, francamente, mi sembra molto ingenuo.

      E non perché Monti sia suppostamente “imparziale”, ovviamente. Se affrontano temi legati alla legislazione e al processo penale, è molto probabile che Sergio Spazzali e Giuliano Pisapia, per la loro formazione politica, tendano ad essere di una certa parte.

      Questo significa forse che due braccianti leghisti con la quinta elementare possono essere considerati altrettanto credibili, solo per il fatto che – appunto – Spazzali e Pisapia possono essere di parte? Mi pare difficile da sostenere.

      Di parte lo siamo tutti. Solo che c’è chi ha studiato ed è competente in materia, e chi parla senza sapere ciò che dice: e questo tanto a destra quanto a sinistra. Capisco che il ventennio berlusconiano abbia abituato molti a credere il contrario, ma sarà utile ricordarsi che l’opinione di chi si limita a ripetere slogan male orecchiati altrove non vale, e non potrà mai valere, come quella di chi ha studiato.

      Z.

    • Francesco says:

      esaurimento delle risorse: quante volte si può ripetere questa frase in tempi e situazioni diverse prima che scada?

      ah, la potenza dei miti!

    • Ugo says:

      Miguel, molto ben detto. Mi permetto solo di correggere una tua frase: «ogni ulteriore “crescita” è fatale in un sistema che è già arrivato al limite delle proprie risorse» — se intendi parlare dell’Italia, devi riformularla così «ogni ulteriore “crescita” è fatale in un sistema che ha già abbondantemente e da tempo superato il limite delle proprie risorse». Il che ci porta alla necessità non economica ma fisica di ridurre il peso antropico sul territorio, cosa che si può ottenere in due modi: o impoverendo al di sotto dei limiti di sussistenza la popolazione che su quel territorio dimora (il che, in ultima analisi, significa ridurre in modo indiretto ma comunque cruento la popolazione stessa), o agendo per consentire al basso tasso di natalità locale di esercitare in modo incruento il suo benefico effetto di contrazione della popolazione che su quello stesso territorio dimora (e per farlo occorre interrompere i flussi migratori in ingresso).

  10. Claudio Martini says:

    1) il debito, ovviamente, non e’ un problema. Dover farsi prestare i soldi dalla bce o dalla societe generale, questo e’ il problema.

    2) faranno Bocconi di noi. Ecco la lotta di classe.

    3) non c’e da stupirsi del fatto che le istituzioni politiche non tengano in alcun conto la volontà popolare (ecco il guaio che sta alla radice dell’ascesa di Monti). Il fatto e’ che a furia di esportare democrazia (Iugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia) non ne e’ rimasta molta per noi. E’ un tipico difetto di noialtri occidentali: l’eccesso di generosità.

    • daouda says:

      Claudio lascia perde pure te.

      Se avere debiti NON è un problema, falli con un tuo amico e non preoccuparti di nulla , né del tuo onore ( dignità dicono le femmine ) né dell’amicizia in sé.

      Il debito è un problema perché indipendetemente dalla propria crescita e dallo strozzinaggio altrui, moltinindividui campano alle spalle della propria stessa gente.
      Poi dopo gente come te viene a spiegacce tutto. Eh beh.

      La volontà popolare è quella che esigeva il posto pubblico, le pensioni garantite e prive di qualsivoglia assunzione di responsabilità da parte del lavoratore -futo-pensionato, i sussidi per le grandi aziende che socializzavano così le perdite.
      Schifo!

  11. Buleghin il vecio says:

    FUORI DALLE PALLE LA CULONA INCHIAVABILE, IL NANO SARKO E IL FINTO NEGRO DELLA CASA BIANCA

    Morte a Franz, viva Oberdan!
    Morte a Franz, viva Oberdan!

    Le bome, le bombe all’Orsini,
    il pugnale, il pugnale alla mano;
    a morte l’austriaco sovrano,
    noi vogliamo la libertà.

    Morte a Franz, viva Oberdan!
    Morte a Franz, viva Oberdan!

    Vogliamo formare una lapide
    di pietra garibaldina;
    a morte l’austriaca gallina,
    noi vogliamo la libertà.

    Morte a Franz, viva Oberdan!
    Morte a Franz, viva Oberdan!

    Vogliamo spezzar sotto i piedi
    l’austriaca odiata catena;
    a morte gli Asburgo Lorena,
    noi vogliamo la libertà.

    Morte a Franz, viva Oberdan!
    Morte a Franz, viva Oberdan!
    Morte a Franz, viva Oberdan!

    Processare il pizzaiolo del quirinale e i suoi accoliti per alto tradimento, questo è un colpo di stato, anche Salazar era un tecnico.

  12. Per Rock & Troll

    Quelle che dici sono delle ovvietà, che mascherano il vero problema.

    E’ ovvio che la corruzione e lo spreco esistono e vanno combattuti. Su questo troverai d’accordo anche i militanti del Partito Marxista Leninista Italiano.

    Tra gli altri sprechi, io abolirei l’esercito. Non per pacifismo, ma semplicemente perché contro nemici deboli, ci basterebbe la guardia costiera, contro nemici forti non potremmo resistere nemmeno un giorno :-)

    E ci sarebbe tanto da dire sui Grandi Lavori e i finanziamenti statali a imprese private.

    Ancora più dei “falsi invalidi” e tutto il resto, conta però l’economia illegale, cioè gente che lavora sul serio, scaricando camionate di prodotti tossici, raffinando eroina o guidando barche piene di clandestini; e qui non c’entra l’assistenzialismo statale o la “scarsa voglia di faticare”.

    Comunque io lavoro e pago le tasse: ti ricordo che i traduttori devono sempre fatturare, visto che i loro clienti cercano di scaricare su di loro le tasse; e non si tratta certamente dell’unico mestiere così. Come pagano le tasse tutti i dipendenti statali e quelli in regola.

    E non sono “mammelle dello Stato”, ad esempio gli asili nido, già costosissimi e cui molti non possono accedere, che permettono ai genitori di lavorare e produrre e far crescere ecc. ecc.

    Non sono “mammelle dello Stato” le scuole pubbliche che dovrebbero – se non fossero troppo affollate – formare i lavoratori, produttori, crescitori dell’Azienda Italia.

    Non sono “mammelle dello Stato” gli ospedali che fanno analisi gratuite per vedere se si è sieropositivi, limitando le malattie e prevenendo quindi altre spese.

    Non sono “mammello dello Stato” le ferrovie che permettono di risparmiare in autostrade, inquinamento, incidenti stradali e così via.

    Non sono “mammelle dello Stato” la pulizia delle strade, l’illuminazione pubblica, la pulizia delle fogne…

    Tutte cose che devono essere in perdita economicamente, perché è la società nel complesso che ci guadagna.

    • Francesco says:

      >> Tutte cose che devono essere in perdita economicamente, perché è la società nel complesso che ci guadagna.

      Miguel Cirino Pomicino, suppongo. :(

      MM, siamo a 1.900 miliardi di euro di debiti perchè la classe politica italiana ha scoperto (credo fossero gli anni ’60 e si dovesse aggirare un certo articolo della Costituzione sulla copertura delle spese statali) questa linea di ragionamento.

      Io, ancora oggi, sto con chi preferirebbe dare una controllata a queste spese e VERIFICARE come e qualmente “la società nel complesso di guadagna”. E a priori escludo di assumere una sola persona in più del tecnicamente necessario perchè tanto “sono enti strutturalmente in perdita”.

      A proposito, ti sbagli. La scuola di Stato, come le FFSS, la Sanità gestita dalle regioni e pagata dallo Stato, gli appalti per la manutenzione delle strade SONO divenuti mammelle di Stato per lavativi e nullafacenti: cero una Stalin del XXI secolo che vi faccia pulizia.

      Ciao

      • Andrea Di Vita says:

        Per Francesco

        ”classe politica”

        Al tempo. Non la classe politica Italiana, ma la classe politica antiComunista Italiana. E’ diverso. Il rapporto fra debito pubblico Italiano e PIL supera per la prima volta:

        a) il 74% con craxi, nel 1984
        b) il 95% con andreotti, nel 1991
        c) il 120% con berlusconi, nel 1994

        Con la sinistra (incluso personale ex-PCI) al governo, tale rapporto scende:

        d) dal 121% al 109% nel periodo dei governi Dini-Prodi-D’Alema-Amato (1995-2000)
        e) dal 106% al 103% col secondo governo Prodi (2006-2008)

        Al solito, e’ la destra a sprecare; e la Sinistra a ricostruire.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        (P.S. Particolare curioso: Prima ancora, il rapporto debito/PIL ebbe la prima seria impennata del dopoguerra superando la soglia allora clamorosa del 60% l’anno della morte di Berlinguer)

      • Andrea Di Vita says:

        Per Francesco

        ”favole”

        E’ che mi devo rapportare al livello dell’interlocutore.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          i fatti noti sono che la spesa pubblica italiana è nata a sinistra, nell’incrocio letale tra presenza di un massiccio partito comunista e mancanza di un partito conservatore

          e che mai si è sentito detto partito, e le sue potenti propaggini nella società, alzare la voce contro la crescita della spesa pubblica e, poco tempo dopo, del debito pubblico e della spesa per interessi

          nè ai tempi di Fanfani, nè a quelli di Moro, nè a quelli di Craxi o di Andreotti (a proposito, rammentiamo il governo DC-PCI di Andreotti e il motivo della sua morte?) o di Berlusconi si ricorda altro che un PCI-PDS-PD in piazza a protestare contro i tagli o le minori spese …

          certo io posso piangere la mancanza di una forza politica di destra classica, vera, disposta anche allo scontro frontale e non prona alla concorrenza nel nobile sport della dilapidazione

          che la sinistra italiana abbia partecipato ad alcuni interventi di salvataggio disperato è vero, quello che manca totalmente è l’impegno a costruire

          PS adesso Craxi è di destra?

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          La spesa pubblica Italiana è esplosa in un Paese dove il PCI non ha mai governato.

          I fatti sono i seguenti:

          Gli unici governi che hanno ridotto la spesa per gli interessi e ridotto il disavanzo primario sono stati quelli con esponenti del PCI/PDS/DS/PD al proprio interno.

          Spesa per interessi e disavanzo primario sono aumentati sotto la guida di governi che facevano dell’esclusione degli esponenti di cui sopra un punto di forza, di cui vantarsi esplicitamente.

          E poi, andiamo! Un po ‘ di memoria storica.

          Ce le siamo già dimenticate tutte le manifestazioni che il PCI ha fatto contro gli spreco, ad esempio quelli della Cassa per il Mezzogiorno, o dei missili a Comiso o quello della riduzione degli investimenti sulla scuola e sulla ricerca? (ero a Frascati all’epoca, io c’ero).

          Ce lo siamo già dimenticato craxi che di fronte ai fischi ricevuti da Berlinguer commento': ‘se non fischio è perchè non so fischiare’?

          Ce lo siamo già dimenticato che lo stesso giorno in cui il PCI si astenne dallo sfiduciare andreotti fu rapito Moro dalle BR (le stesse che avrebbero ammazzato Guido Rossa)?

          Ce lo siamo già dimenticato che dopo la morte di Moro ci fu il cosiddetto ‘preambolo’, che escluse il PCI e aprì la fase finale di degenerazione del pentapentito che portò a Tangentopoli?

          Ce lo siamo già dimenticato che tutti gli scioperi selvaggi di COBAS, Aquila Selvaggia e affini dei contrllori di volo e degli addetti ai trasporti, cui si è risposto da parte governativa con decine di migliaia di assunzioni clientelari negli anni Settanta e Ottanta, sono stati fatti innanzituto in aperta plenmica con CGIL e PCI?

          Qui sì che siamo all’osso, cioè all’ideologia.

          Chi teorizza l’assenza del controllo sociale dei mezzi di produzione (AKA ‘liberismo’) in Italia di fatto appoggia l’evasione fiscale.

          (Appoggio che -ça va sans dire- fa il paio con lo scempio ambientale, con l’attacco ai diritti dei lavoratori, con l’attacco alla scuola pubblica ecc.).

          E chi appoggia l’evasione gonfia il debito.

          Ne segue che solo chi nega il liberismo puo’ ridurre il debito.

          In Italia (e probabilmnte anche nel mondo, ma non ho messianiche pretese di onniscienza) tertium non datur.

          ‘Sia il vostro parlare sì, sì, no, no':

          O Togliatti o poggiolini.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • daouda says:

          A quindi secondo te la democrazia cristiana non fu socialista e berluska è stato un bieco liberista, come lo fu craxi…mentre il pd ed il prodismo non erano l’espressione del liberismo.

          Il problema non sono i contenitori ma i contenuti.

          Il debito pubblico è dato dall’estensione massiva dello stato mentre la stagnazione economica è data dal corporativismo.
          Bisogna tenere a mente entrambi i fattori.

          p.s. CHI APPOGGIA L’EVASIONE SALVA L’ITALIA, IGNORANTE DEL CAZZO.

        • Andrea Di Vita says:

          Per daouda

          ‘socialista’

          Non ho parlato di socialismo per DC e craxi, solo di delinquenza. Non è un socialista poggiolini (o craxi o de lorenzo), solo un ladro.

          ‘SALVA L’ITALIA’

          Uffa…: sì, esattamente come chi appoggia la pedofilia salva quei villaggi del Terzo Mondo che di prostituzione infantile ci campano.

          Andrea Di Vita

        • daouda says:

          Andrea caro, l’evasione fiscale è un dovere morale mentre la pedofilia è un crimine, e ciò eludendo dalle leggi positive, ma in sé.

          Quindi vedi di giocare poco ed indirizzare i tuoi strali biasemovoli verso chi campa d’ingiustizia , il pubblico e chi dal pubblico si fà difendere (multinazionali, falsi imprenditori, mafiosi, rentier ) invece di mirare contro quelli che permettono alla gente di lavorare.
          Un socialista è ipso facto ladro perché gioca con le risorse altrui imponendo leggi che non possono valere per tutti PERCHE’ LA LEGGE NON E’ MAI UGUALE PER TUTTI e ciò rientra nella natura delle cose.

          goditi il tuo regno demogratico, l’unico un cui esprimere le cazzate che esprimi non comporti responsabilità.
          Abballa!

        • Veramente, Daouda, è il nichilista che può vivere solo in democrazia perché le cazzate che dice, cioè cazzate con la patente e che possono solo essere cazzate per sua ammissione implicita, verrebbero combattute da qualsiasi ideologia dominante.

        • daouda says:

          Ti costi ammettere che sei una capra eh?

          Scoperta: scrive su un blog è parlare ed avere un seguito!
          Dobbiamo fà il raffronto con la tecnologia di 60 anni fà?

          Ti è poi difficile capì che la demograzia è anch’essa na dittatura e che combatte quello che scrivo?
          ( dove vedi la diminuzione dello stato, del laicismo, del tecnologismo, dell’usura, del parere, del modernismo, et cetera…)
          Qua ogni cazzata viene lasciata dire sia per fare commercio sia perché sommersa da qualsiasi altra cosa non ha più valore né forza…

          Io sò nichilista con gente come te le cui certezze sono finzioni ed i cui progetti avallano il sistema.

          “possono solo essere cazzate” fai prima a scrive che nun ciài capito un cazzo.
          Ciài pure la scusante che sò dislessico invece da fà figure così barbine…

    • lamb-O says:

      “Tutte cose che devono essere in perdita economicamente, perché è la società nel complesso che ci guadagna.”

      Errr, esiste anche il pareggio di bilancio…

    • daouda says:

      Tu lo sai che questo discorso lo puoi fare solo con le capre.Questo mi fà schifo di te.

      “Tutte cose che devono essere in perdita economicamente, perché è la società nel complesso che ci guadagna”.

      Non sapresti neanche motivare e giustificare questa asserzione che è illogica in sé stessa oltre ad essere falsa…

      Poi dicheno che gente così idiota, prestata alla sovversione, sfruttata dai manovratori occulti come tu sei più di me ( che anche io lo sono, come tutti in qualche modo , ma io lo sono e mi ci metto a paragone cò te proprio perché certe mie scelte di comodo rivelano la mia viltà ) non andrebbe uccisa…perché in bona fide!
      Semmai si è pregni di malafede ma manca qualche condizione da rispettare come il catechismo insegna ( bontà del fine, giusti mezzi, congiuntura opportuna, retta intenzione ).

      Occasione per impare l’umiltà, ma preferisco schifarti.Ovviamente imparo molto su di me da questo fatto, il ché, avendolo imparato, renderebbe vacuo questo messaggio dacché il bersaglio è sbagliato quantunque oltre al fatto che mi roderebbe il culo cancellare un qualcosa di già scritto per via di una articolazione raziocinante che mi ha impiegato un poco, sarebbe anche ancora più ipocrita quantunque mi leverebbe di dosso qualcosa della veanità dell’atto che gli è intrenseca.

      Saluti

  13. Per Buleghin

    “Morte a Franz, viva Oberdan!”

    E’ interessante come in Italia, la Destra NON ragioni così, cioè non si ponga mai la questione della sovranità: ragiona come Rock & Troll, o come ragionava Berlusconi riguardo alle “missioni estere” di cui giustamente parlava Valerio.

    Allo stesso tempo, anche la sinistra attuale è profondamente “azionista”, cioè ritiene che gli italiani siano un popolo che vada civilizzato, e quindi non ha diritto alla sovranità.

    Così da noi Destra e Sinistra convergono nel sostenere Monti. Mentre immagino che in Grecia, buona parte della Destra e della Sinistra convergano nel difendere la sovranità nazionale.

    • Buleghin il vecio says:

      Sovranità da recuperare in toto
      – Moneta nazionale a base aurea
      – Neutralità armata (con modesto deterrente nucleare di non più di 500 testate)
      – Vietare a qualsiasi forza armata presenza e/o passaggio sul territorio nazionale
      – Nazionalizzazione della previdenza
      – Nazionalizzazione di banche e industrie strategiche
      – Nazionalizzazione dei monopoli naturali
      – Indipendenza ed autosufficienza agricolo alimentare
      – Rapporti commerciali su base bilaterale concordata
      – Politica estera pacifica e di non intervento privilegiando i paesi vicini
      – Investimenti privilegiati per accogliere studenti stranieri in Italia e raddoppio degli istituti italiani di cultura all’estero
      – Divieto di doppia nazionalità
      – Leva obbligatoria ti tipo “svizzero” di milizia

      Oddio mi sono spinto troppo in là…………….

      • Z. says:

        Più che altro hai preso una brutta strada!

        Dovendo scegliere allora preferisco:

        – nazionalizzazione dei mezzi di produzione;
        – imposta di successione fortemente progressiva…

        :D

        Z.

      • Claudio Martini says:

        “Modesto deterrente nucleare” con non più di…500 TESTATE?

        A voi veneziani manca il senso della misura

        • Buleghin il vecio says:

          Ti ghà rason benedeto! Efetivamente la xè un po pochete!

        • Buleghin il vecio says:

          Xè presto fato il conto ….
          – 150 su laciandor terestri mobili
          – 150 da meter su i aerei
          – 150 da meter su lanciador sotomarino
          – un pocheto de scorta che non guasta mai ostaria

          In caso de ataco proditorio di qualche mascalson xè il caso che te fotan i 2/3 del deterente ciò! Per cui saria il caso de avercene altre 500 non dichiarate e ben nascoste anca che quei de Mestre xè tropo chiacheron!

      • Andrea Di Vita says:

        Per Buleghin

        Casa mia a Genova è a due passi dal palazzo dove il noto contamusse Marco Polo detto’ a quell’altro nemico della Superba, il Rustichello da Pisa, il suo Milione. So dunque bene che a contar storie voi Veneziani siete imbattibili: ma il materiale fissile per 500 testate come lo andate a pagare?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Buleghin il vecio says:

          Semplice ostaria!
          Se fan centrai nuclear e il material fisile non xè che lo scarto ritratà! Che saria poi il plutonio benedeto!

          Poi non me piase il tuo “come lo andate a pagare” parchè lo dovrai pagar anca ti pro quota micragnoso avaro di un zenese tirchio!

          E poi lassa star il nostro Marco Polo altrimenti me meto a parlar mal di quel desgrasià di Colombo che cià meso la merica tra i zebedei che non xera neanca bon de rivar nel Catai!

        • mirkhond says:

          A proposito, Andrea anche dove stai tu siete stati colpiti dall’alluvione? Avete avuto danni seri?
          ciao

        • Andrea Di Vita says:

          Per Buleghin

          Nemmeno le baruffe chiozzotte del vostro sopravvalutato goldoni (che tra l’altro si è oculatamente maritato in una chiesetta a due passi da casa mia prima di fuggirvi per sempre) sarebbero sufficienti a descrivere il remescio che seguirebbe la scelta del sito di una centrale Serenissima (nel Polesine? Sul Brenta? A Mestre?)

          Nè c’e’ bisogno del sano senso Genovese per l’economia (non siamo noi ad essere braccini ma voi a non saper il valore del danaro, come del resto l’ostentazione del canal grande ben dimostra) per sapere che i requisiti attuali per il raffreddamento di una qualunque centrale ben superano la portata di qualunque corso d’acqua diverso dal Po.

          E dove finirebbero le scorie? Nel Vajont? E quante altre Bisanzio dovreste saccheggiare a tradimento per pagarvi il lusso atomico?

          Dovremmo tornar noi ad amministrare Chioggia, altro che le vostre millenarie manie di grandezza. Meglio far la fine di un Usodimare che di un Bragadin…

          Ciao! :-)

          Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita says:

          Per Buleghin

          (ricopio ché saltò la linea)

          Nemmeno le baruffe chiozzotte del vostro sopravvalutato goldoni (che tra l’altro si è oculatamente maritato in una chiesetta a due passi da casa mia prima di fuggirvi per sempre) sarebbero sufficienti a descrivere il remescio che seguirebbe la scelta del sito di una centrale Serenissima (nel Polesine? Sul Brenta? A Mestre?)

          Senza il senso Genovese del denaro quante altre Bisanzio dovreste saccheggiar a tradimento per finanziare impianti nucleari il cui raffreddamento è impossibile con fiumi di portata inferiore al Po?

          A noi i Colombo e gli Usodimare; a voi i Bragadin…

          Ciao! :-)

          Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita says:

          Per mirkhond

          No, io sto dala parte oposta dela città. Ma conosco bene la zona: è un micidiale budello.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        - a base aurea? e dove lo prendiamo l’oro?
        – la Bomba tricolore? e l’uranio dove lo fabbrichiamo?
        – peccato, trovo le forze armate USA molto coreografiche (e un utile deterrente)
        – è già statale, ciccio, è quel carrozzone sfondato dell’INPS
        – che bello, dissero Camusso e Cirino Pomicino e Fazio e Storace. quindi è una pessima idea.
        – sempre meglio che averli regalati ai privati. ma di preciso a cosa pensi?
        – autarchia del cibo? l’Italia? ma pensi prima di scrivere?
        – GRANDE IDEA, visto il nostro peso politico. mi ricordi quello che si chinò a prendere il sapone mentre faceva la doccia con Rocco Siffredi
        – OK, basta richiamare in servizio Andreotti (PS per fortuna che l’America è vicinissima)
        – PRIMA trova i soldi, mona di uno spendaccione!
        – ???
        – mi piace assai

        • Severino Boetii says:

          >- è già statale, ciccio, è quel carrozzone sfondato dell’INPS

          Ma ‘sti INPS tiene i conti in Rosso o in Nero?
          Lo chiedo perche’ ne sento parlare sia come se avesse un abbissale debito, sia come di un Ente con Bilancio in forte attivo e da parecchi anni.
          Dove sta la verita’?
          Possibile che in economia uno stesso numero possa essere positivo e negativo second chi commenta?
          Quando non addirittura il poter essere un numero negativo uguale ad uno positivo come causticamente faceva notare Paul Krugman (il secolo scorso, ne «il Falso Mito dell’economia globale»)
          Evidenziando come presunti “Espertuni” ignorassero bellamente la fondamentale equazione:
          Risparmio-Investimenti=Esportazioni-Importazioni.
          Dal Vs futuro (spero lontano, ma l’Inpse ci sarà?) pensionato,
          Severino Boetii

      • daouda says:

        Buleghin tu hai il vataggio che nello sparare a cazzo di cane , non potendosi realizzare tali cose nella congiuntura storica attuale tali amenità, nessuno verrebbe a sterminare te e la tua famiglia ovviamente cercando di infliggervi più sofferenza possibile.

        Il messaggio è : le soluzioni non sono quelle.
        messaggio implicito: sì, dovremmo ammazzarne molti di quelli che ci opprimono, sarebbe anche legittimo, ma avendo troppa gente che ragiona come te, c’è la eventualità probabilissima che le cose peggiorino di gran lunga.

    • PinoMamet says:

      Se Buleghin e Z. si candidano insieme, io li voto. Pensa un po’.

      • mirkhond says:

        Pure io!

      • Francesco says:

        ma devo ordinare una camicia nera o una rossa? o tutte e due? o basta la maglietta ufficiale del Milan con scritto dietro “Baresi”?

        • Buleghin il vecio says:

          Se dipandese dal Buleghin che xè gnorante notorio io me compararia una camicia de tesuto oxford (lo fan a Biella)azura e magara un paio de ricambi.

          Buleghin comunque per non menar il zenese per l’aia xera da camicia rosa ma ci sta sui zebedei che i stranieri fioi d’un can ci comanda a casa nostra, per cui anca la camicia nera se la xè onesta la xè benvenuta solo che la sia tagliana e non vanduta al foresto, bisogna far come la Slovenia dove ghan pacificà tra titini e dobrovichi.

          Poi magara se manda i finti sinistri e i finti destri venduti ai foresti a far una gita invernal ne l’isola di Novaja Zemlja vestiti con il costumin da bagno

        • Francesco says:

          è un bel derby, tra vetero-bolscevichi e paleo-nazionalisti, mi sa che un bel giro di crocifissioni come usavano i romani, per pacificar le teste calde, potrebbe essere necessario

          si vis pacem, crucifige testas calidas

          :D

        • Buleghin il vecio says:

          Ghò capio te paga il panteganico anca a ti zenese de l’ostia!

          Faciamo così alora, vengo a casa tua te svuoto il frigofaro te ciapo il contante e se me disi qualche cosa contro te dico “paleo nasionalista”!

          Parhè sta zente quì fa la stesa roba con la nasion che vuole svuotarce il frigo e portarce via i sghei e tute le proprietà publiche rimaste.

        • Francesco says:

          si chiama pignoramento del debitore insolvente, se mi ricordo

          quando monti la barricata contro i signori franco-tedeschi che verranno a cercare di rubare in Italia approdittando della crisi, chiamami, verrò anch’io

          che tra ladro e ufficiale giudiziario c’è una differenza sottile ma decisiva

          saluti

          PS il tuo deterrente nucleare è ricalcato su quello USA degli anni ’60, costa troppo e NON è adatto alla geografia italiana. vada per 200 missili in silos corazzati sparsi per montagne – anche se poi a costruirli sarebbero certe aziende ….

    • Andrea Di Vita says:

      Per Martinez

      Mi permetto una precisazione.

      La destra Italiana è figlia di quelli che vendevano i concitadini Ebrei ai nazisti: non mi pare un buon viatico per considerare la sovranità un valore. Di fattomichelini fu il liquidatore dell’opposizione da destra al patto atlantico dentro l’msi ben prima dell’ex-repubblichino antisemita almirante, mentore dell’attuale Presidente dela Camera.

      La Sinistra Italiana si appoggio’ all’URSS nella misura in cui ciò serviva a difendere la sovranità Italiana contro le ingerenze naziste prima ed atlantiche poi; tanto che perseguì la ‘via nazionale al socialismo’ dall’epoca di Togliatti alla ‘terza via’ di Berlinguer (quello dell’ ‘esaurimento della forza propulsiva della Rivoluzione ‘Ottobre’).

      (Certo, allora la Sinistra non considerava ‘Comunista’ una parolaccia).

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        >> La destra Italiana è figlia di quelli che vendevano i concitadini Ebrei ai nazisti

        vale solo per i missini, quindi per ben poco del popolo italiano, che infatti piuttosto che loro votò la DC, anche dopo che questa fece fuori De Gasperi

        >> La Sinistra Italiana si appoggio’ all’URSS nella misura in cui ciò serviva a difendere la sovranità Italiana contro le ingerenze naziste prima ed atlantiche poi

        vabbè, su questo io rido e consiglio di leggere le annate dell’Unità, siamo veramente alla bassissima propaganda. peccato che Guareschi abbia raccontato abbastanza della nostra storia per smentirti, senza neppure bisogno di storici professionisti.

        Berlinguer si accorse dell’esuarimento ecc. ecc. appena prima del funerale, una delle più miserabili figure fatte da un politico nella storia umana.

        certo, anche oggi ci sono italiani che non considerano comunista una parolaccia, per fortuna sono sempre di meno

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          ”DC”

          Esisteva anche una certa organizzazione diffusa capillarmente sul territori che ogni domenica invitava a sostenere un partito qualsiasi, purchè fosse ‘democratico’ e ‘cristiano’. Gli effetti li scontiamo ancor oggi.

          ”rido”

          Guarda, Guareschi l’ho letto praticamente tutto (compresi i romanzi e le raccolte del Candido: ho un parente acquisito che è socio del Club dei Ventiquattro). E’ un autentico genio dell’umorismo non solo Italiano ma universale. Quanto a considerarlo cronista attendibile, vabbè: è quello che contava la balla dei trecentomila ammazzati dai rossi in Emilia, ma l’ha pagata solo quando ha diffamato De Gasperi. Si salva giusto per l’evidente buona fede.

          ”Berlinguer”

          Lui è uno dei pochissimi che abbiano mai ammesso di aver sbagliato, e abbia indicato un’alternativa senza vergognarsi del proprio passato. (L’unico altro che mi viene in mente è Montanelli). Rispetto a un qualunque Italiano di oggi è un gigante.

          ”sempre di meno”

          Davvero? :-)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  14. Sempre per Rock & Troll

    Tra l’altro, molti di coloro che realmente evadono le tasse e accumulano soldi, magari all’estero, non usufruiscono delle “mammelle dello Stato”, a meno che non abbiano accesso ad appalti per i Grandi Lavori e simili.

    Gli speculatori in borsa non sono né i disonesti finti invalidi né gli onesti utenti della scuola pubblica: i loro figli li mandano alla Bocconi, sperando che le rette restino alte in modo da escludere i poveracci, oppure direttamente alle università americane; per loro un autobus è solo un ostacolo davanti ai loro SUV.

    Quindi, tagliare gli autobus o le scuole pubbliche, ma anche tagliare i finti invalidi truffatori, non li tocca.

    • Francesco says:

      Non credo che la maggioranza degli imprenditori medi possa resistere al collasso del sistema economico.

      Quindi mettere a pareggio i conti pubblici li aiuta, eccome.

    • In realtà, indirettamente, l’evasore succhia alle mammelle dello Stato.
      Succhia nella misura in cui gode del lassismo nei confronti degli evasori, che sono intoccabili perché una miniera di voti per i nostri politici.
      Succhia perché comunque usufruisce di servizi pubblici (le strade su cui sfreccia col suo SUV, per esempio) senza pagarli quanto dovrebbe.
      Succhia nella misura in cui abbatte con l’evasione i suoi costi sbaragliando la concorrenza degli onesti che invece pagano fino all’ultimo cent, drenando risorse che quindi sono sottratte alla fiscalità.
      Sarà un succhiare indiretto, ma la perdita netta per la comunità si vede.

      • PinoMamet says:

        Oddio,
        con Prodi non erano mica tanto intoccabili, e mica solo i grossi;
        ho il serio sospetto che anzi i grossi evasori sapessero come evadere anche con lui.
        Già solo io nel mio piccolo ho avuto modo di provare un commercialista scrauso da piccolo artigiano, e uno bravo da “serio” professionista, e ti assicuro che la differenza si vede, si sente, si tocca. E si conta.

        Comunque, infatti Prodi ha perso un sacco di voti, e li ha regalati al primo che strizzava l’occhio al nero e prometteva di tagliare l’ICI. ;)

  15. Interessante dichiarazione di Napolitano:

    E per vincere questa sfida, osserva ancora Napolitano, non ci sono dubbi che Monti è la persona più indicata in quanto l’ex rettore della Bocconi è “personalità indipendente, rimasta sempre estranea alla mischia politica”

    E cioè, Monti non si è mai tirato le torte in faccia in televisione con Sgarbi. Aver svolto un ruolo importante nei mutamenti economici e sociali del mondo non vuol dire – per Napolitano – “fare politica”. E lavorare alle dirette dipendenze di sistemi bancari di portata mondiale vuol dire essere indipendenti.

    Come dire che i tecnici che hanno collettivizzato le campagne sotto Mao non “facevano politica” perché non si presentavano alle elezioni.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Martinez

      ‘Fare politica’ alla televisione in Italia oggi (cioè, in Italia oggi) equivale a ‘recitare nel teatrino della politica’. In questo senso Emergency e la Trilaterale ‘non fanno politica’. Momentaneamente ‘fare politica’ equivale anche a ‘non essere credibili’. E ciò di cui manca adesso l’Italia nel mondo è la credibilità. Basta anche solo fare un giro in Polonia per accorgersene immediatamente. Monti dice chiaramente che vuole nel prprio governo dei politici come garanzia dell’impegno dei partiti, e sembra che in Montecitorio si dica che Monti voglia ‘politici come ostaggi’. Ciò è indubbiamente vero: nessun altro ruolo puo’ oggi giocare un politico in Italia.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S. Quando il berlusca ando’ al governo nel 2008 ci fu a Sinistra chi, paragonando il berlusca al duce, si chiedeva quale sarebbe stata la forza straniera che ce ne avrebbe liberati. Sembra che adesso a distribuire sigarette ai sciuscià siano venuti quelli dell’FMI…

    • Francesco says:

      ehm, nessuno si presentava alle elezioni ai tempi di Mao

  16. mirkhond says:

    E per tagliare i falsi invalidi si tagliano anche i VERI invalidi…
    Se è così i goldman&sachs ci dessero finalmente l’eutanasia pubblica e gratuita, così gratuitamente ci leviamo dai coglioni e non impacciamo più con “lacci e lacciuoli sociali”, il radioso und luminoso avvenire dei forti, magnifici, superuomini liberal-liberisti che lavorano 30 ore su 24 al giorno, che non conoscono sabato e domenica, e quando e se fanno l’amore, stanno con l’orologio contachilometri, perchè il tempo, il tempo santo dio euro, il tempo è denaro…..

  17. Pingback: L’abolizione della politica e della democrazia Streaming

  18. Z. says:

    Miguel,

    su alcune cose sono perfettamente d’accordo – specialmente sulla necessità di catturare l’attenzione e risvegliare la memoria dei telespettelettori.

    Tuttavia, il fatto che i vagheggiamenti bizzarri e confusi di una sparuta minoranza non abbiano nessuna possibilità di realizzarsi, non significa necessariamente che non ci sia democrazia. Significa che nessuno li sta a sentire, e che forse ha pure buone ragioni per non starli a sentire.

    Se l’andazzo del mondo non ci piace, anziché lamentarsi del gomblotto plutopippogiudaico, sarà bene studiare seriamente, studiare più e meglio di loro, per diventare più intelligenti, preparati e competenti di loro. Non è sufficiente, ma è il punto di partenza senza il quale non si va proprio da nessuna parte.

    Nel tuo piccolo, nel tuo campo – l’immaginario occidentale – tu lo stai facendo, in modo preciso, analitico, oserei quasi dire scientifico. Secondo me, dovresti pretendere da altri lo stesso rigore.

    Z.

  19. Francesco says:

    Carp Miguel,

    ci sarebbero un miliardo di cose da dire, quasi tutte per darti torto.

    Mi limito a chiederti: cosa cavolo è la lotta di classe, in una società in cui le classi “per sè” non esistono e quelle “in sè” sono indifenibili e irrintracciabili?

    E aggiungo che sovrapporre la Banca Centrale Europea e la Confindustria Italiana non è schematico, è sbagliato

    Ciao

    • Stefano Calzetti says:

      Francesco, per la Santa Sgnacchera che tutti ci protegge, risparmiaci un preambolo come questo:

      “Carp Miguel,

      ci sarebbero un miliardo di cose da dire, quasi tutte per darti torto.” :-) :-) :-)

      Da te pretendo un commento serio senza artifici retorici, sennò mi rovini il gusto di leggerti su questo blog.
      E a proposito di artifici l’associazione (non la sovrapposizione) tra BCE e Confindustria ne è un esempio mitigato però dal resto dell’esposizione.
      Al di là delle battute vorrei conoscere le tue obiezioni, seriamente.

      P.S.
      In altri blog incrocio spesso commentatori di nome Francesco, niente di anomalo in Italia, e alcuni hanno il tuo stile. Bazzichi con frequenza altri blog?

      • Francesco says:

        ogni tanto devo anche lavorare, per cui non credo di essere io

        poi sono decaduto a faccebucche a litigare di politica economica peggio che in un’osteria di Olera

    • Claudio Martini says:

      Il capitale finanziario (da non contrapporre al capitale industriale, in quanto e’ proprio lui il proprietario della maggior parte delle imprese industriali) e’ certamente una classe in sé e per sé. E’ per questo che riesce a compiere operazioni oggettivamente grandiose, come lo smantellamento dello stato sociale europeo, il mercato dei derivati e la distruzione di interi paesi.

      Per essere classe “in sé” il capitale finanziario ha bisogno delle “mammelle dello Stato” (negli USA, il Pentagono); per essere classe “per sé” ha bisogno della Bocconi (negli USA, la Ivy League).

      Quando le due componenti fondamentali della natura di classe del capitale finanziario, ossia l’egemonia culturale e l’egemonia coercitiva (come dire, “intellighenzia” e Stato), si riuniscono nello stesso soggetto, a cui possiamo dare l’accidentale nome di Mario Draghi-Monti, allora si che sono cazzi.

      Sono d’accordo con te sul fatto che bce e confindustria non vanno contrapposte. Se fossero contrapposte non saremmo nella pessima situazione in cui ci troviamo. In realtà fra le due istituzioni c’e una certa complicità, anche se non vanno messe sullo stesso piano. Diciamo che tra loro c’e lo stesso rapporto che intercorreva tra l’Innominato e Don Rodrigo. No?

    • Andrea Di Vita says:

      Per Francesco

      ”cosa cavolo è la lotta di classe”

      :-) Non basterebbe l’alfabeto a rispondere. :-)

      Cito a memoria:

      a) la colpevolizzazione delle vittime negli incidenti sul lavoro
      b) lo smantellamento dello stato sociale
      c) l’omertà sull’evasione fiscale
      d) lo smantellamento della scuola pubblica
      e) la distruzione della ricchezza in spese militari miliardarie
      f) lo strangolamento finanziario delle autonomie locali
      g) la complicità con la speculazione edilizia e la cementificazione
      h) l’abolizione della contrattazione collettiva sui luoghi di lavoro
      i) la criminalizzazione dell’immigrazione clandestina
      j) il depauperamento delle forze dell’ordine
      k) il sabotaggio dell’informazione del servizio pubblico
      l) il saccheggio del patrimonio culturale
      m) la tentata reintroduzione dei ‘sindacati gialli’ nelle fabbriche
      n) la ‘legge mancia’ testè approvata nel decreto di stabilità
      o) il revisionismo storiografico (dai libri di scuola agli ‘armadi della vergogna’)
      p) le disparità di genere sul lavoro
      q) la tentata reintroduzione delle gabbie salariali e previdenziali
      r) l’omertà sulla violenza nei commissariati e affini
      s) la precarizzazione del lavoro dipendente
      t) l’aumento delle tasse universitarie a parità di prestazioni didattiche
      u) l’impunità garantita alle bande armate (alias ‘ultrà degli stadi’)
      v) l’intolleranza a sfondo razziale contro zingari, islamici ecc.
      w) l’ossessione sicuritaria
      x) il tentativo di controllo monopolistico sull’informazione
      y) i vari interventi armati ‘umanitari’
      z) i conflitti di interessi (sì, li metto buoni ultimi… :-) )

      Come vedi, la lotta di classe non è questione solo del berlusca o della sinistra. E’ nè più nè meno che la Storia.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • falecius says:

        “l’aumento delle tasse universitarie a parità di prestazioni didattiche”

        Magari!

        Cioè, magari si limitassero a mantenere la parità invece di abbassarle, le prestazioni (a fronte di un aumento delle tasse).

      • Francesco says:

        hai dimenticato solo il dibattito tra gioco a uomo e gioco a zona

        ma, povero figliuolo, non è colpa tua, sono le cattive letture di certi anziani maestri germanici che ti hanno occluso la possibilità di ragionare

        per la cronaca, il tuo elenco è una inutile insalatona mista, con aggiunta di idiozie sparse, che NON è certo tenuta insieme dall’evocazione “sciamanic” della terminologia marxiana

        ti va bene che devo leggermi un testo di Cervantes in merito o sarei seriamente duro :)

        saluti

        • PinoMamet says:

          Ti rispondo io moto più terra, caro Francesco.

          Cosa cavolo è la lotta di classe?
          Che chi c’ha i soldi se li vuole tenere!!
          semplicissimo.

        • Francesco says:

          Troppo reazionario anche per me, caro Pino.

          La lotta di classe c’è se i poveri hanno qualcosa da ridire ai ricchi in ordine all’origine della ricchezza

          Sennò è solo istigazione al furto

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          La stringatezza dei tuoi argomenti è pari alla loro povertà.

          Detto questo, non c’e’ mica bisogno di aver letto filosofi Tedeschi per vedere come la lotta di classe non la fanno i poveri ai ricchi, ma i ricchi ai poveri.

          Basta guardare alla cronaca. Thyssen docet.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          Andrea, mi dai l’idea di un solitario.

          Dire una cosa come “basta guardare la cronaca” è talmente idiota da lasciarmi basito.

          La cronaca è il 10% dei fatti, conditi con ignoranza e malafede. E senza intelligenza i fatti non dicono nulla.

          Comunque non intendo ammaccare le tue tonitruenti certezze, buon pro ti facciano.

        • daouda says:

          Gli esempi dove concordavo, avevano un senso. Gli altri no.
          Gli esempi che hai fatto non c’entrano affatto con la lotta di classe , di razza, di genere, e stupidaggini del genere.
          Sono sicuramente un campo di “lotta”, come ami scrivere, e non lo nego, ma associarle alla lotta di classe che è roba marxiana è ,oltre che fuorviante, stupido.

          Inoltre , ammesso e non concesso, dovresti aver l’accortezza di definire i rapporti con questi “mezzi di produzione” ( che si ama sempre restare nel vago ), perché alcuni di quei punti sono talmente trasversali che non esiste affatto una classe né un ceto specifico.

          Il tuo esempio sulla scuola pubblica poi non calza affatto.
          Essa palesa l’oppressione e la diffusione dell’ignoranza che il sistema automaticamente ricerca SIA per chi frequenta SIA per chi è costretto a pagarne coercitivamente il funzionamento.
          Ciò non lo è perché la si vuole distruggere sabotandola ( piagnistei sinistati ) ma perché la sua natura è tale.

          Ancora stiamo alle stupidaggini del “pubblico bene privato male, quando il pubblico è la quintaessenza del privato” od anche del fantomatico “diritto allo studio” ed alla fantomatica “emancipazione” ed all’ancor più triste “soverchiamento dei dominanti”.

          Ma non perché sapere sia male , distruggere il privato ( marxianamente inteso ) sia male, emanciparsi sia male, combattere le ingiustizie sia male, ANZI, ma semplicemente perché non sapendo , tu e gli amichetti tua realizzate (inconsapevolmente?) i disegni infami di coloro che si servono di voi.
          Come noti infatti ho proprio usato altre parole…

          Tu ormai ti sei fissato e non vuoi ammettere di essere stato fregato.

          come volevai dimostrare sei un plagiato. Che te pozzo scrive de altro?

      • daouda says:

        A.D.V. mi sembra che non è che ciài capito granché…

        • Andrea Di Vita says:

          Per daouda

          Più che da capire c’e’ da guardare.

          Per Francesco

          ”malafede”

          Dove sta la malafede in cinque bruciati vivi? O magari i dirigenti condannati erano anche loro Martiri Della Lotta Per La Liberazione Dalle Toghe Rosse?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • daouda says:

          Innanzitutto non esiste alcuna lotta di classe, come non esiste alcuna lotta razziale, come non esiste alcuna lotta nazionale, come non esiste alcuna lotta religiosa PER IL DOMINIO DEL MONDO perché queste lotte a questo puntano, se avessero un fine proprio e l’uno è da accumunare all’altro nella sua idiozia e puerilità.

          La loro esistenza esiste difatti sia come DISTRAZIONE sia come conseguenza del disordine diffuso, pervasivo e terrificante. Sono quindi dei sintomi.

          a) la colpevolizzazione delle vittime negli incidenti sul lavoro

          se sono imbecili vanno colpevolizzati, altrimenti devono vincere contro l’infame che non dà sicurezza, ma pima di tutto và riformata la questione della sicurezza sul lavoro che non viene garantita ANCHE perché alcune norme sono assurde.

          dov’è la lotta de glasse?

          b) lo smantellamento dello stato sociale

          lo stato sociale dà meno di quel che preleva a tutti, ma in sé preleva troppo da alcuni che vengono oppressi e vessati per i privilegi che ricevono.

          dov’è la lotta de glasse?

          c) l’omertà sull’evasione fiscale

          l’omertà è giusta solo per un fine nobile, come lo è l’evasione fiscale.

          dov’è la lotta de glasse?

          d) lo smantellamento della scuola pubblica

          Anche questo è un dovere.

          dov’è la lotta de glasse?

          e) la distruzione della ricchezza in spese militari miliardarie

          concordo

          dov’è la lotta de glasse?

          f) lo strangolamento finanziario delle autonomie locali

          Concordo

          dov’è la lotta de glasse?

          g) la complicità con la speculazione edilizia e la cementificazione

          concordo

          dov’è la lotta de glasse?

          h) l’abolizione della contrattazione collettiva sui luoghi di lavoro

          La contrattazione collettiva è una minchiata logica.

          dov’è la lotta de glasse?

          i) la criminalizzazione dell’immigrazione clandestina

          Domani venghio a casa tua e pretendo cibo ed alloggio.Ovviamente mi accuserai di essere tarato, quantunque il tarato sia invece tu che non riesci a trasporre i principi base dell’individualità e della proprietà.Cazzi tua

          dov’è la lotta de glasse?

          j) il depauperamento delle forze dell’ordine

          Abbiamo il maggior numero di forze dell’ordine in Europa e sono le più ineficcienti.

          dov’è la lotta de glasse?

          k) il sabotaggio dell’informazione del servizio pubblico

          non esistono i servizi pubblici e semmai tutta l’informazione in Italia è sabotata

          dov’è la lotta de glasse?

          l) il saccheggio del patrimonio culturale

          s’è sò portati via fontana de trevi?

          dov’è la lotta de glasse?

          m) la tentata reintroduzione dei ‘sindacati gialli’ nelle fabbriche

          Quantunque il sindacalismo in italia sia tipicamente fascista , concordo.

          dov’è la lotta de glasse?

          n) la ‘legge mancia’ testè approvata nel decreto di stabilità

          Concordo.

          dov’è la lotta de glasse?

          o) il revisionismo storiografico (dai libri di scuola agli ‘armadi della vergogna’)

          troppo ce n’è da fà ancora

          dov’è la lotta de glasse?

          p) le disparità di genere sul lavoro

          Essa è del tutto naturale, ma sei troppo ignorante per capirne il motivo

          dov’è la lotta de glasse? Questa semmai è lotta de genere…sempre si ce fosse…

          q) la tentata reintroduzione delle gabbie salariali e previdenziali

          concordo

          dov’è la lotta de glasse?

          r) l’omertà sulla violenza nei commissariati e affini

          concordo

          dov’è la lotta de glasse?

          s) la precarizzazione del lavoro dipendente

          concordo pur sé il lavoro precario deve esserci ma dovrebbe essere pagato , che sò, il doppio di quello normale visto che non ne ha i privilegi.

          dov’è la lotta de glasse?

          t) l’aumento delle tasse universitarie a parità di prestazioni didattiche

          Le tasse aumentano perché per permettere a qualcuno di fare l’università secondo un fantomatico diritto allo studio facendogli pagare 300 euro l’anno, qualcun’altro deve pagare.

          dov’è la lotta de glasse?

          u) l’impunità garantita alle bande armate (alias ‘ultrà degli stadi’)

          concordo, quantunque contro gli ultrà si usino metodi incostituzionali , ma a te non frega nulla perché sei una merda.

          v) l’intolleranza a sfondo razziale contro zingari, islamici ecc.

          Innanzi tutto gli islamici non sono una razza. In secondo luogo se l’intolleranza non è violenta , dov’è il problema?
          Mica dovemo esse buoni buonetti.

          Ad ogni modo l’intolleranza contro gli italiani non vale vero? E quella contro i cattolici vale ancora meno…a no gli italiani sò tutti fasci e ricchi, i cattolici sò tutti come ‘r vaticano.
          Bella storia…

          stavolta la lotta de glasse non c’è proprio ma proprio nun c’è…

          w) l’ossessione sicuritaria

          concordo

          dov’è la lotta de glasse?

          x) il tentativo di controllo monopolistico sull’informazione

          concordo

          dov’è la lotta de glasse?

          y) i vari interventi armati ‘umanitari’

          concordo

          dov’è la lotta de glasse?

          z) i conflitti di interessi (sì, li metto buoni ultimi… :-) )

          concordo

          dov’è la lotta de glasse?

          Mhhhhh Andrè , te ancora credi che studiare sia un diritto e che lo stato crea ricchezza.
          Scrivere che non capisci è solo la costatazione dell’ovvio.
          Poi potrai avecce le migliori intenzioni.
          La storia è piena de voi dal cuore buono, anime belle.
          Ma la cosa bella vera è che sei un ingenuo al servizio di chi ti suggestiona , a te ed a quelli che credono ste stronzate…

        • Andrea Di Vita says:

          Per daouda

          Gli esempi che ho fatto sono tutti casi un cui un gruppo di persone -identificato in base ai suoi rapporti coi mezzi di produzione- si avvantaggia ai danni di un altro gruppo di eprsone ingannandolo. Per cui sono casi di ‘lotta’. Chiamando per semplicità stenografica ‘classe’ i gruppi di persone identificati in base ai loro rapporti coi mezzi di produzione, ecco che per brevità si parla di ‘lotta di classe’.

          Un esempio val più di mille parole.

          La scuola pubblica è il principale strumento con cui le classi subalterne possono acquisire nozioni al di fuori del controllo esclusivo delle classi dominanti. Lo capì bene persino uno che certamente non era Comunista, come Don Milani. E sul versante laico, Calamandrei. (Una TV che fosse realmente servizio pubblico servirebbe allo stesso scopo, e lo fu anche, per un certo tempo, all’epoca del ‘Non è mai troppo tardi’ del maestro Manzi).

          Il modo, davvero degno di un Orwell, di mantenere la scuola pubblica -e quindi il consenso del personale in essa impiegato- SENZA ottenere per questo l’emancipazione dei dominati è la selezione su base classista, come lo stesso Don Milani avvertiva avvenire nella scuola di gentile e soci.

          Ecco dunque che arrivare a un milione di laureati è stato compatibile in Italia col mantenimento dell’ordine vigente solo a patto di strangolare la scuola e l’Università, mantenendo al contempo salde le clientele nel personale scolastico -che non a caso in grande magggioranza è fermmente aggancato ad organizzazioni cattoliche.

          Come volevasi dimostrare… :-)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • daouda says:

          Gli esempi dove concordavo, avevano un senso. Gli altri no.
          Gli esempi che hai fatto non c’entrano affatto con la lotta di classe , di razza, di genere, e stupidaggini del genere.
          Sono sicuramente un campo di “lotta”, come ami scrivere, e non lo nego, ma associarle alla lotta di classe che è roba marxiana è ,oltre che fuorviante, stupido.

          Inoltre , ammesso e non concesso, dovresti aver l’accortezza di definire i rapporti con questi “mezzi di produzione” ( che si ama sempre restare nel vago ), perché alcuni di quei punti sono talmente trasversali che non esiste affatto una classe né un ceto specifico.

          Il tuo esempio sulla scuola pubblica poi non calza affatto.
          Essa palesa l’oppressione e la diffusione dell’ignoranza che il sistema automaticamente ricerca SIA per chi frequenta SIA per chi è costretto a pagarne coercitivamente il funzionamento.
          Ciò non lo è perché la si vuole distruggere sabotandola ( piagnistei sinistati ) ma perché la sua natura è tale.

          Ancora stiamo alle stupidaggini del “pubblico bene privato male, quando il pubblico è la quintaessenza del privato” od anche del fantomatico “diritto allo studio” ed alla fantomatica “emancipazione” ed all’ancor più triste “soverchiamento dei dominanti”.

          Ma non perché sapere sia male , distruggere il privato ( marxianamente inteso ) sia male, emanciparsi sia male, combattere le ingiustizie sia male, ANZI, ma semplicemente perché non sapendo , tu e gli amichetti tua realizzate (inconsapevolmente?) i disegni infami di coloro che si servono di voi.
          Come noti infatti ho proprio usato altre parole…

          Tu ormai ti sei fissato e non vuoi ammettere di essere stato fregato.

          come volevai dimostrare sei un plagiato. Che te pozzo scrive de altro?

  20. Francesco says:

    PS credo si dicessero le stesse cose della politica anche prima dell’elezione di Franklin Delano Roosvelt. Se avessi ragione, ti basterebbe per cambiare paradigma di lettura della realtà?

  21. In vari commenti si è giustamente fatto notare che siamo stati noi a voler questo debito, anche solo non impedendo ai nostri rappresentanti di fare il loro dovere. E sia pure!
    Non viene sottolineato che il gioco è stato truccato, e che quel soggetto che risponde al nome di “noi” è stato quanto meno perculato: in termini giuridici parlerei di circonvenzione di incapace.
    Ci vorrebbe un terzo, un giudice neutrale; ed ecco la soluzione.
    La figura del giudice neutrale si fonde con il circuitore, il quale – nella sua immensa bontà – si fonderà anche con il circuito: a tempo e con debite modalità.

    Dunque, siccome siamo incapaci è giusto che veniamo tutelati; a questo punto mi chiedo chi è che possa controllare i neo giudici, dal momento che (grosso modo):
    1) o loro erano pienamente coscienti (e allora sono più pericolosi di Berlusconi);
    2) o erano incapaci che si credevano intelligenti, ed ora stringono i tempi perché vedono che il proprio modello sta crollando miseramente senza che i popoli abbiano fatto nulla per opporsi (e sono comunque più pericolosi di Berlusconi, che sono riusciti a mettere da parte nonostante la loro idiozia postuma).

    Perché sarete d’accordo con me che se un popolo si rovina velocemente, sti intelligentoni sono riusciti a fare perfino di meglio, e su più popoli.
    E questo tanto per rispondere sul punto che studiare una materia, non implica capirla: valga tanto per Chiesa quanto per Monti.
    Chi ha creato il credito illimitato ora vuole gestirne la riduzione, senza prendersi la responsabilità di mollare una percentuale dei furti perpetrati in mezzo; tra gli ultimi dei quali – secondo me briciole – troviamo i salvataggi delle banche (senza nazionalizzazione).
    Lì era cominciata la tutela ufficiale da parte dei nostri giudici, con tanto di Berlusconi alla presidenza del consiglio: ma se l’economia andava male era colpa (solo) di Berlusconi.
    Ottimo ragionamento.

    Ricapitolando, se ho ben capito: i migliori non sono poi tali, e però non partecipano alle spese. Ma non basta: è pure giusto che sia così, perché ce lo siamo cercato.
    Certo, esattamente come il bambino accetta la caramella dallo sconosciuto; da qui quale scenario augurarci?
    Che il bambino crepi subito o che cresca con tutto quello che ne può conseguire?
    Magari a fianco del bambino ci fosse stato qualcuno un po’ sveglio (Sarkozy e Merkel?!?!)! Sarebbe stato meglio. Ma il bambino è solo e scemo, e quindi paga: si chiama sopravvivenza, legge della natura finanziaria, pensiero unico o libero mercato (e magari fosse libero davvero!); e non si chiama “adesso tutti quelli che hanno i debiti paghino”.

    L’unica speranza è che il bimbo cresca velocemente (la vera crescita) e capisca che quei debiti non vanno pagati almeno in parte, anche solo per il semplice motivo che sono impagabili.
    Monti ci farà ridurre gli sprechi, ma non certo perché ci educherà al meglio (non sia mai che la cerchia si allarghi); con le “sue” leggi ci dirà che è solo colpa nostra.

    Lor signori sono figli nostri! eh beh, parenti serpenti!
    Cerchiamo di dare qualche coltellata anche a loro, possibilmente ai portafogli.

  22. maria says:

    Falecius scrive :Sono però d’accordo con Andrea, nel sottolineare che il demos era sostanzialmente d’accordo nell’accettare la situazione che ha portato a questo.

    maria
    mi pare che andrea riconosca le classi sociali e il conflitto che ne deriva, per cui affermare il concetto di cui sopra mi sembra contraddittorio, nel senso che bisogna distinguere un po’ meglio chi erano gli accettanti.

    O si crede che le classi lavoratrici o subalterne, come una volta si diceva, potessero declinare quanto loro veniva offerto spesso per la prima volta in nome del pareggio di bilancio?
    Il debito sì esiste ma addebitarlo, come fa qualcuno, alle politiche dello stato sociale del Novecento mi sembra una follia, una specie di resa al liberismo, una criminalizzazione di qualsiasi politica che cerca di ridistribuire il reddito anche attraverso le cose che miguel ricordava nel suo post riguardante l’espressione odiosa “mammelle dello stato” che tutto mistifica e stravolge.
    Io non ci sto.

    • Francesco says:

      >> O si crede che le classi lavoratrici o subalterne, come una volta si diceva, potessero declinare quanto loro veniva offerto spesso per la prima volta in nome del pareggio di bilancio?

      immaginare che il pareggio di bilancio sia una questione politica e non tecnica è un crimine contro l’umanità. e la risposta, naturalmente, è sì, avrebbero dovuto capire (sapienza del popolo, ammaestrato da millenni di fregature) quello che stava realizzandosi e che oggi giunge a compimento. ora possono linciare i loro caporioni, che noi cercheremo i nostri per fargli lo stesso servizio.

      ma sempre e comunque, “chi è causa del suo male pianga se stesso”

    • falecius says:

      Se si parla di “democrazia” gli accettanti sono, appunto, il “demos”.
      In questo senso, hanno sostenuto, genericamente, le politiche debitorie.
      Non potrei dire che abbiano sbagliato a farlo: era nel loro interesse. Non credo nemmeno che siano state essenzialmente le conquiste sociali ed il Welfare a produrre il debito: se così fosse, Svezia e Germania dovrebbero stare peggio di noi. (probabilmente c’entra più l’evasione fiscale).
      (Tra parentesi, credo che anche la trophe, chiesta ed ottenuta dal demos ateniese, fosse ugualmente insostenibile nel lungo periodo; Atene cercò di sostenerla con una politica imperialista, ma non funzionò comunque).
      Non mi piace che le politiche dello Stato siano decise dalla BCE, che è un organo appunto “tecnico” senza legittimazione democratica (anzi, senza legittimazione in genere). E trovo del tutto inconcepibile che esistano ancora paesi che accettano i prestiti del FMI. Decenni di disastri non hanno insegnato niente?

      • Francesco says:

        Decenni di disastri ma anche di grandi successi, immagino

        o forse il fatto che nessun altro è disposto a prestare nulla, a certi paesi

        • falecius says:

          Se conosci dei grandi successi ottenuti a seguito di prestiti del FMI e relative “riforme strutturali”, sono tutt’orecchi.
          Io non ne conosco.

      • La BCE, normalmente, non detta le agende economiche: i trattati non lo prevedono, riconoscendole solo competenze sulla politica monetaria (garantire la stabilità). Tuttavia come normalmente accade nel contesto comunitario, la banca centrale ha cominciato ad espandere le proprie competenze sfruttando le “falle” del testo e adesso si è arrogata il ruolo di supplente dei governi inadempienti (sì, perché tenere i conti in ordine è un dovere che discende direttamente dai trattati, oltre che un’esigenza pratica). Se interviene la BCE chiedendo tagli orizzontali, quindi, è perché il popolo sovrano ed i suoi rappresentanti non sono riusciti a far quadrare i conti in altro modo e quindi serve una gestione puramente “aritmetica”: tanto entra e tanto esce.
        Il nostro debito effettivamente è stato costruito con politiche “da mammella” a sostegno dei soliti noti, che non potevano più avvantaggiarsi con la svalutazione della Lira (sì, perché la Gloriosa & Rimpianta Moneta Nazionale da noi è sempre stata un pretesto per metterlo lì ai lavoratori dipendenti ed arricchire le imprese e gli esportatori) e che quindi avevano bisogno della clientela, dell’appaltino gonfiato e del non-vedo-non-sento-e-non-parlo in tema di evasione fiscale

        • Francesco says:

          ehm, secondo te chi pagava lo stipendio ai lavoratori dipendenti se non le imprese esportatrici?

          in Italia non c’è nulla di risorse materiali, quindi a prescindere dal sistema politico ed economico il paese deve importare beni e in qualche modo pagarli: per esempio trasformandoli e esportandoli a un prezzo maggiore.

          stante l’esistenza di molti altri italiani non produttivi ai fini di questo ciclo ma, stranamente, convinti di aver diritto a non morire di fame, abbiamo iniziato ad accumulare debiti e a produrre inflazione – un sostituto di politiche industriali vere che concentrassero le risorse sulle imprese esportatrici a scapito di TUTTE le altre categorie – necessariamente ancillari

          unica eccezione sarebbe il turismo, che potrebbe far campare un sacco di gente, se organizzato in modo industriale e non artigianal-museal-sindacale, quando non vandalico

          sulla BCE hai ragione: implicito nella moneta unica è l’impegno a tenere in conti in ordine, chi non lo fa si trova invitato a provvedere velocemente

        • “in Italia non c’è nulla di risorse materiali, quindi a prescindere dal sistema politico ed economico il paese deve importare beni e in qualche modo pagarli”
          Appunto avere una moneta forte contribuisce a rendere meno onerose le importazioni di tutte le materie prime di cui abbiamo bisogno. La svalutazione, invece, faceva pagare carissimi i prodotti ai nostri conumatori, mentre era una manna per chi materialmente esportava, Cina docet.
          Se il modello di sviluppo che hai in mente è quello da paese emergente e non quello da paese industrializzato…

        • Francesco says:

          Una moneta FORTE rende più difficili e meno redditizie le esportazioni e, viceversa, favorisce le importazioni.

          Non solo di materie prime (che più costano e più impariamo a risparmiarle) ma di prodotti finiti, che fanno concorrenza ai prodotti nazionali e “bruciano” le riserve di valuta estera.

          Certo, se hai investito per decenni nei settori manifatturieri esportatori puoi anche pensare di avere una valuta abbastanza forte, tanto hai stabilito la tua posizione sui mercato mondiali. Se invece hai investito nella Cassa del Mezzogiorno e nella Cassa Integrazione e in altri modi simili, indovina che nazione sei?

  23. p says:

    Vedi miguel, il capitalismo è l’unica parte in causa. Non ce n’è un’altra, nella gestione dell’esistente. Il pci era parte in causa del capitalismo. Afferrare almeno questo, farebbe fare un passetto in avanti sulla conoscenza della storia dalla repubblica antifascista in poi. Ovviamente, esiste una lotta di classe dentro il capitale, e alcuni partiti facevano gli avvocati difensori di certi strati sociali, sospendiamo il giudizio quanto bene. Semmai è da chiedersi che fine abbiano fatto questi avvocati qui. Sono spariti. Si dimentica che dalle ultime elezioni non c’è più in parlamento né un gruppo comunista, ma neppure un gruppo socialista o socialdemocratico, cioè i gruppi che storicamente erano, o si dicevano, avvocati di certi strati sociali. È stato loro revocato il mandato dagli elettori. Non che sia sparita la lotta di classe, è semmai più feroce, ma forse certi strumenti della lotta di classe, come l’avvocatura dentro il capitale, sono logori. La cura monti, se ci sarà, li rimetterà a lustro? Io penso di no. Mancano le condizioni perché quegli avvocati facciano il lavoro che facevano.
    Quanto a francesco, vorrei ricordare che la lotta di classe è, per ammissione esplicita di carletto barbuto, concetto borghese, non marxista. Marx se ne è solo appropriato. Tutt’al più si può accusare di averlo usato male.p

    • Francesco says:

      la lotta di classe definita dagli economisti borghesi nel XVIII secolo è ancora attuale?

      e in quali termini loro la descrivevano e utilizzavano, rispetto a un Marx che ne ha fatto LA forza propulsiva della storia?

      oggi noi parliamo di lotta di classe sulle spalle di quel gigante barbuto, inevitabilmente

  24. maria says:

    immaginare che il pareggio di bilancio sia una questione politica e non tecnica è un crimine contro l’umanità. e la risposta, naturalmente, è sì, avrebbero dovuto capire

    maria
    francesco, ma quando ti renderai conto che la Politica non può essere affidata soltanto ai pallottolieri?

    • Francesco says:

      ribadisco: il popolo ha sempre saputo che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca

      quando ha scelto di ascoltare dei pifferai, sapeva cosa stava facendo

      la politica sceglie come allocare le risorse pubbliche, altro non è possibile se non imbrogliando

  25. p says:

    Però io non sarei così cattivo contro il debito. Ci si scorda che il mitizzato boom degli anni 60′ fu fatto col tanto vituperato debito. Cos’erano le rate, se non debito? Non c’hai i soldi? Va be’, pagherai dopo, intanto acquista. La cosa ha funzionato bene. Cosa inceppa oggi quel circolo “virtuoso”, con mille virgolette, è il punto.p

    • Francesco says:

      1) è stato sfruttato a fondo il progresso tecnologico della produzione in serie, con le sue economie di scala

      2) sono entrati sul mercato miliardi di persone e c’è concorrenza, dove noi “bianchi” abbiamo cercato di costruire sistemi di certezze e protezioni, fondati materialmente sulla struttura precedente dell’economia mondiale

      3) il debito è cresciuto vorticosamente e il tema di come ripagarlo è diventato non più scopabile sotto il tappeto

      in termini “antichi”, ci siamo rammolliti e i barbari sono alle porte. ieri noi eravamo i barbari e ci siamo fatti largo a spallate

    • daouda says:

      quella crescita è illegittima.

      FANCULO IL BENESSERE. Le cose vanno fatte nel modo giusto. Cresce con i soldi altrui SENZA RIPAGARLI MAI E’ da infami.

  26. Francesco says:

    piccola lettura istruttiva: http://www.rischiocalcolato.it/2011/11/sono-maurizio-blondet.html

    ecco, per colpa vostra sono finito qui. a parte il fatto che List lo si studiava alla Bocconi (non so Blondet ma io lì mi sono laureato in Economia Politica), questo testo è un meraviglioso esempio di quanto siano pericolosi (e ridicoli) i dilettanti di grande zelo

    buona lettura

  27. rosalux says:

    Per me hai torto, anche se da qualche giorno la tua visione sta guadagnando molti punti diventando vulgata comune – dalla sinistra estrema alla destra fascista. (ed è poi una nuova edizione del complotto demo-pluto, anche se grazie al cielo il fattore giudo al momento non è ancora esploso).
    Berlusconi è responsabile di due cose, fondamentalmente. La prima è di essersi sostanzialmente disinteressato dell’europa (e avere cavalcato l’antieuropeismo insieme ai suoi alleati). La differenza tra destra e sinistra su questo tema è netta e cruciale ai fini di quello che ci interessa ora – altro che matrimoni gay – perchè il bivio oggi è tra la fine dell’europa e la fondazione di una europa politica. Questo ibrido di europa economica priva di politica si sta dimostrando orribilmente attaccabile dalla speculazione finanziaria, che è cieca e indifferente agli interessi degli stati ma sostanzialmente orientata a nutrire se’ stessa.
    Siamo attaccabili come Europa perchè non possiamo stampare euro e inflazionarci, e abbiamo sistemi politici troppo deboli e interessati allo spicciolo interesse elettorale per trasfondere denaro e tamponare il debito con misure draconiane, tra le quali – ti ricordo – dovrebbe esserci anche la patrimoniale che colpisce i ricchi con molta più giustizia dell’inflazione, che è una patrimoniale che i poveri li ammazza.
    Poi Berlusconi è responsabile perchè ha reso l’italia doppiamente attaccabile, non favorendo crescita economica, non tamponando il debito, e non dando alcuna affidabilità sul piano delle relazioni internazionali. Verrà ricordato per aver dato della culona alla Merkel dopo averle fatto bu-bu- settete. Se pensi che questo sia irrilevante sul piano della credibilità di un paese per me ti sbagli di grosso.
    Infine la responsabilità – gravissima – di Berlusconi è quella – a emergenza conclamata – di avere tergiversato e cazzeggiato riguardo alle misure/tampone e di avere tardato dimettersi fino a farci arrivare sull’ordo del collasso.
    Quanto a Monti – sbaglierò – ma il fatto che un tecnico che mi viene a riparare il televisore abbia lavorato anche per il negozio che mi ha venduto la TV rotta non implica che lavorerà contro di me. In questa situazione era richiesta una figura competente sul piano dell’economia e stimata in Europa. Monti corrisponde, ma magari tu avresti pensato a qualcosa di diverso… (cosa?)

    • roberto says:

      “anche se grazie al cielo il fattore giudio al momento non è ancora esploso”

      esploso no, ma è già stato fatto notare che Monti lavorava per goldman sachs…
      :-)

    • daouda says:

      Stampare euro è la cosa peggiore che si possa fare rosalux.

      Berlusconi è grande per il semplice fatto che ha buttato la serietà e la dignità nel cesso.Perché inoltre si è fatto solo i cazzi suoi.
      Questi sono meriti INDUBBI che non gli leverà mai nessuno.

      • rosalux says:

        Ah, sì, figurati, l’inflazione è una “tassa” assai poco progressiva: direi che Monti diventa quasi comunista, in confronto a chi spera nell’inflazione. E comunque la Merkel ha tutti i suoi buoni motivi per non desiderarla. Il punto è che io, in questo casino, sono favorevole al risanamento del debito tramite misure fiscali progressive e non tramite inflazione (che è un modo truffaldino per cavare i soldi alla gente senza darlo a vedere) e quindi sono favorevole a Monti. Non capisco invece rispetto al fondamentale pilastro martineziano secondo il quale non esiste – se non su questioni marginali e immaginifiche – differenza tra le politiche di destra e di sinistra, e che Berlusconi è solo un Monti inefficiente. Facevo solo notare che questa idea è sostanzialmente destituita di fondamenta.

        • daouda says:

          Berlusk è stato grande perché ha buttato la credibilità della politica nel cesso!
          Se Berlusconi fosse solo un Monti inefficiente, sarebbe comunque migliore di Monti che essendo efficiente è un pericolo.Come Prodi d’altronde.

          Un tempo i Re che coniavano monete con metallo spurio erano passibili di morte.
          Oggi la cartamoneta è semplice cartaigenica e questi ancora stanno là, come mai?
          Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhh, mmo lò capito perché…è che quando un ‘infame viene sostituito da un altro la massa appoggia il plagio mediatico relativo alla sua figura ed ai suoi “rimedi” non capendoci un cazzo di economia , di diritto , di sociologia ma prima ancora non sapendo cosa sia in sé la verità e come essenzi il mondo!!!

          Apposto.
          Niente di nuovo sott’ar sole.
          Boo-yah!

        • Francesco says:

          Prodi efficiente?

          mache stai a dire?

        • daouda says:

          Chi aiuta accresce lo stato ed il corporativismo è efficiente.
          Chi distrugge lo stato ed il corporativismo è inefficiente.

  28. Agostino says:

    Sono d’accordo sullo sconcerto che suscita vedere il nostro (angusto) universo politico spazzato via d’autorità, ma non versiamo troppe lacrime.
    Come sappiamo, anche da questo blog, la politica italiana era un teatrino che simulava la vera politica; una democrazia simulacro della democrazia. Non si perderà molto, dunque. Del resto, l’ngresso in forze in Italia dei referenti del mercato globale (con le loro disumane ricette) era solo questione di tempo.
    Dunque ora non ci sono più scuse. Gli italiani si troveranno a contatto col Mostro e, si spera, dovranno reagire.

    Nel pessimismo di fondo, scovo un barlume di speranza: è vero che il provincialismo degli italiani, soprattutto nella sua varante di ‘popolo di sinistra’, gli ha donato una consapevolezza politica pari a zero, ma a furia di sberle non potrà non svegliarsi.

    La seconda Repubblica, con l’asfittica e finta dicotomia Destra/Sinistra, ha tenuto la nazione chiusa nel frizeer, ma non le ha provocato danni economici considerevoli (cerebrali sì). Il chirurgo Monti invece, devasterà le famiglie e una qualsiasi opposizione futura dovrà ricorrere a motivazioni diverse dall’antiberlusconismo o dall’antistatalismo. Esse non potranno che essere antieuropee e perfino anticapitaliste. Se permettete un bel passo avanti.

    PS Guardiamo la cavia Grecia, dove la reazione si è coagulata intorno ad un pittoresco operaismo veterocomunista (su un binario morto) e su un protezionismo comunitario più interessante (Mikis Theodorakis, Flora Papadede).

  29. Ugo says:

    Martinez, non ho idea di chi tu sia, ma questa pagina me la copio per conservarla. E’ così tremendamente realistica da risultare cinica e disfattista. In effetti, a ben guardare la realtà, è però impossibile contraddirti.

  30. p says:

    Ma certo che c’è sempre la lotta di classe. Dove ci sono interessi contrapposti c’è lotta di classi differenti. Il punto in cui marx è criticabile, in chi non ci crede, è quello che dici, cioè che questa lotta di classe conduca infine a una nuova società come forza propulsiva della storia. Ma insomma, esiste non solo la lotta di classe tra le classi, ma anche quella entro le classi, come è la concorrenza aziendale o la cosiddetta “guerra tra poveri”, motivo per cui nacquero le prime società di mutuo soccorso operaio e poi i sindacati.p

  31. La squadra di governo mi piace poco. Mi solleva la scelta sulla sanità, visto che non è stata data ad un iperliberista “facciamo come in America”, come nemmeno il Welfare mi pare sia stato dato ad una macellaia (almeno speriamo), ma l’istruzione con un tizio che esce fuori da una banca… cosa c’entra? Poi Passera che è tutto un programma. E anche per gli esteri si trova una sorpresina…
    Per il resto ho visto mezza Università Cattolica (per non dispiacere al Vaticano, credo), il fondatore di Sant’Egidio e in generale i due terzi dell’esecutivo di estrazione bancaria.

    • daouda says:

      il problema della distruzione del welfare è che non corrisponde all distruzione delle corporazioni oligopoliste ( quindi i prezzi non calano e la qualità non aumenta ) e ad una parallela diminuzione drastica delle tasse ( ergo meno soldi in saccoccia ).
      Inoltre calcolando anche l’inflazione che è una tassa occulta, se si potesse ripristitare un sistema monetario aureo e non monopolista, comprenderesti che il welfare NON SERVE.

      Sono quindi d’accordo con te perché ci stanno inculando ( semmai inculano quelli che campano tramite lo stato – privi di qualsivoglia coscienza riguardo al fatto che ciò non li agevola , utilitaristicamente, né è giusto in sé – , riducendoli alla fame e pilotandone poi le rivolte, il ché svela il motivo di tale azione e ci ribadisce che la gente è carne da macello ) ma ciò non toglie il fatto che il welfare è una carognata sussuntiva che adoperano deliberatamente per produrre determinati effetti.
      Ottenutili si può anche rigettare…

  32. per Ugo

    “Martinez, non ho idea di chi tu sia, ma questa pagina me la copio per conservarla.”

    Grazie della stima. Chi io sia, in realtà non ha la minima importanza dal momento in cui non chiedo soldi o voti: le cose che scrivo assumono vita propria, e valgono per ciò che significano (o non significano) per i lettori.

    Comunque qui c’è qualche ironica nota su me stesso.

    • Ugo says:

      Be’, mi piace l’idea di un libero pensatore che si arroga il diritto di dire quel che pensa senza l’insano desiderio di schierarsi, di nutrire una “appartenenza”. E’ un ruolo scomodo che sperimento sulla mia pelle e che espone al rischio di essere considerati, da chi ha poca fantasia e un senso critico drammaticamente asservito ai luoghi comuni, degli «incoerenti» (quando va bene). «Incoerente» è un’etichetta in sè priva di senso sa attribuita da chi segue più o meno ciecamente un duce, quale che sia la sua sfumatura cromatica pseudo-politica. Azzarderei che «libero pensatore», a meno di voler forzare la lingua e i suoi significati, è una locuzione equivalente al lemma «anarchico». E a mio avviso, nonostante i soliti luoghi comuni privi di fondamento, non c’è nulla di negativo in chi reclama il diritto di governarsi da sè, sempre e da sempre negato dai tracotanti animali bipedi che pretendono di spadroneggiare a destra e a manca.

  33. t i t a k a says:

    Salvato tra i preferiti.

    Perfetto.

    Grazie!

  34. ventopiumoso says:

    miguel, articolo che condivido in tutto.
    perché non ci si conta?
    +1.

    ps: mi sono preso la libertà di riportarlo sul mio blog, ma se ci sono problemi lo tolgo e lascio solo il link

    • Dice che riempie gli appennini, “area marginale”, di ogm. In effetti non mi ero mai reso conto che l’Italia da Genova a Reggio Calabria fosse un’area marginale del paese…

  35. Moi says:

    http://geektv.info/blog/tech-news/partito-pirata-elezioni/

    Arrivano i Pirati ! … Attenzione però a non sconfondersi :-) con un certo Max Loda.
    :-)

  36. Moi says:

    @ P

    Insomma, Herbert Spencer è il Vero Padre Spirituale dell’ Occidente Frangistano Odierno ?

  37. dante says:

    Bell’articolo.
    Solo che vorrei puntualizzare che sotto luigi XIV probabilmente il popolo poteva dire piu’ di quanto possa oggi.

  38. Pingback: L’ABOLIZIONE DELLA POLITICA E DELLA DEMOCRAZIA | cogito ergo sum…penso dunque sono

  39. p says:

    Se vuoi la mia impressione, moi, il padre spirituale di questo scorcio di tempo è hegel. Hegel diceva che la società civile (il luogo degli interessi particolari e della guerra di tutti contro tutti) trovava la sua quadra nello stato, che li legittimava e li regolava secondo l’interesse generale stabilito dalle istituzioni politiche. Ma la guerra di tutti contro tutti, contenuta entro le società, si ripresentava a un livello superiore (gran dialettico hegel) nella guerra tra gli stati. E qui hegel diceva che non era possibile creare un organismo superstatale che regolasse questo conflitto tra stati, come invece riteneva possibile fare, per mezzo dello stato, entro le componenti sociali della società civile. La maledizione di hegel, che gli stati non hanno, per quanti sforzi si faccia, possibilità di costituire un organismo superstatale di regolazione dei loro conflitti, un ideale già balenato nella testa di kant e che oggi dovrebbe essere l’onu (figuriamoci), o l’unione europea (strafiguriamoci) in questa parte di mondo, spiega molte contorsioni politiche di oggi.
    Marx si pone a un altro livello. Se ha ragione lui, il conflitto tra stati potrà finire soltanto con l’abolizione di essi e simultaneamente delle loro società civili.p

    • Moi says:

      @ P

      Tuttavia l’ aura di scientismo non-metafisico ma “naturalistico” assolutamente moderno progressista conservatore (ossimoro solo apparente) di Herbert Spencer e spessissimo attribuita indebitamente a Darwin …

    • Andrea Di Vita says:

      Per p

      L’idea che non si possa fare fra Stati quello che lo Stato fra gli individui risale al Leviatano di Hobbes. Di fatto, l’unico modo che si è trovato per limitare l’homo homini lupus è lo Stato. Allora, è verosimile che l’unico modo per eliminare la guerra fra Stati sia la formazione di uno Stato degli Stati.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • daouda says:

        Veramente è stato homini lupus, cosicché un governo mondiale sarebbe un lupo per gli stati, come difatti appare, con una manica di prostitute pronte ad incensare la sovranità naziunale.

  40. p says:

    Sul conto delle idee non c’è dubbio. Potremmo persino dire che il pd sia stato l’esito della traversata del pci dal progressismo socialista (il socialismo era la meta ultima del progresso) al progressismo spenceriano, in cui è il liberismo la meta ultima del progresso. Con l’appoggio al governo monti ci siamo quasi, direi. Nella sostanza, io vedo questo tentativo di costruire sul piano internazionale qualcosa che sia come sono gli stati sul piano nazionale. Ma non ce la faranno mai. Hegel li aveva avvertiti.p

  41. daouda says:

    Il debito pubblico è proprietà di determinate persone:
    – gli invalidi
    – gli zingari ed i clandestini
    – i pensionati in generale ( anche s eil discorso ha il suo distinguo )
    – gli impiegati pubblici di qualsiasi tipo
    – le grandi aziende sovvenzionate e protette dallo stato
    – i politici, i dirigenti, i banchieri e burocrati statuali.

    Loro devono pagare con i propri beni mettendoli in vendita per ripianare il debito, partendo dall’ultimo fino al primo e possibilmente andando in galera e smettendo di lavorare.
    gli altri no, dal dipendente privato alla partita iva alla media impresa, questi sono gli unici innocenti CHE FANNO BENE A DERUBARE LO STATO ED INVENTARSI MALATTIE FINTE pur di recuperare qualcosa.

    • Roberto says:

      Tra i profittatori improduttivi dimentichi bambini e cassaintegrati

      • daouda says:

        cassaintegrati sicuramente visto che prendono i soldi tramite lo sssssstato.

        I bambini no. Altrimenti avrei dovuto scrivere gli anziani in generale.

        E poi ognuno può essere improduttivo coi soldi suoi.
        Fosse per me ad esempio mi accontenterei di una pagnotta e di un tetto.

        Tu invece interpreti a male. Io sto semplicemente dicendo che quelle categorie è come se fossero LADRI.
        Posso scusarli, ma ciò non cambia che il loro sostentamento sia ingiusto.

        Ah beh, tenendo presente che ognuno di noi dovrebbe disfarsi del proprio 10% per aiutare gli altri, per legge religiosa e cosmica , si potrebbe interpretare quelle categorie come destinatarie di CARITA’.
        il problema è che dovrebbero riconoscere di essere elemosinanti, ma invece sono altezzosi.
        Inoltre le tasse dirette ed indirette, in media , giungono per tutti verso il 50% il ché sfora il 10% .

        • Giusto, i bambini non sono tutti improduttivi: ci sono anche quelli che vengono mandati in miniera a 7 anni, un modello da seguire ;)
          Mi viene da chiedere per quanti anni Douda sia stato da gasare perché bocca inutile della società ;)

        • daouda says:

          apparte le battute, io sono una bocca da sfamare sui miei genitori da pupo, e sui parenti da anziano.
          Fossi donna, in una società più normale, sarei sul groppone di mio marito.

          MA CIO’ E NORMALE.

          Non è normale invece che quelle categorie siano sul groppone di tutti gli altri senza avere alcun vincolo familiare o generativo o contrattuale o religioso.

          Ho già fatto notare che donare ai poveri ed a chi ha bisogno il proprio 10% è cosa doverosa.

        • “senza avere alcun vincolo familiare o generativo o contrattuale o religioso”
          vincolo familiare – giusto, perché il fatto di far parte di una famiglia non dà un diritto giustiziabile all’essere mantenuti soltanto perché la legge lo prevede…
          generativo – questo, invece, non dà nessun tipo di diritto: un bambino esposto non può chiedere nulla ai genitori biologici ed era così pure nell’Antica Roma e nel Medioevo
          contrattuale – qualche neocontrattualista ti risponderebbe che il “contratto sociale” riguarda anche tutte quelle bocche inutili da eliminare ;)
          religioso – in effetti quella storia di dare un mantello a chi non ne ha nessuno e quelle altre belle cose non sono ascrivibili a “religione”. Religione è ciò che Daouda intende per tale? E se la mia religione prevedesse il mantenimento dei cassaintegrati? Mi cassi la religione perché non ti piace o perché non compatibile con l’Unica Vera Fede daoudiana?

        • roberto says:

          “Non è normale invece che quelle categorie siano sul groppone di tutti gli altri senza avere alcun vincolo familiare o generativo o contrattuale o religioso”.

          senti, non puoi non renderti conto che è logicamente e dialetticamente assurdo sparare delle frasi di questo tipo.
          che vuol dire normale? chi stabilisce il parametro della normalità? perché solo questi quattro parametri e non altri? ci stai coglionando?

          “Ho già fatto notare che donare ai poveri ed a chi ha bisogno il proprio 10% è cosa doverosa”
          perché 10% e non 15 o 9 o 7,32?

        • daouda says:

          Semplicemente per avere i cassaintegrati devi accettare una quantità di ingiustizie che, seppur fosse una cosa buona, e non lo è, non ne varrebbe il prezzo.

          Paradossalmente vieni sempre incontro a me se consideri normale che un bambino possa essere esposto, il vincolo familiare disatteso e la religione intesa solo come individualismo idealistico.

          Ciò c’entra poco col fatto che la mammella statuale per imprenditori e corporazioni e criminali, sussidiati e dipendenti pubblici e burocrati.

          Un bambino è innocente.Il vincolo familiare pure.Il vincolo religioso anche.

          E’ il vincolo statuale che è infame.

        • daouda says:

          I miei parametri sono in generale,ce ne possono essere anche moltissimi altri ( non l’evasione fiscale che anzi è cosa corretta ).

          Poi se me scrivi che bisogna stabilire cosa è normale, possiamo pure farlo ma non mi si venga a scrivere che ciò non ha a che fare con l’Universale perché se dobbiamo ridurci alle convenzioni umane ti scrivo che per me uccidere indiscriminatamente è giusto, perché lo dico io.
          Spero di no, sennò ciccia…

          Lao-tze ed i cabalisti ti saprebbero spiegare perchè il 10%.

        • roberto says:

          “perché se dobbiamo ridurci alle convenzioni umane ti scrivo che per me…”

          alt! se vuoi usare il concetto di “convenzione umana” dimentica il “per me” che bisogna essere almeno in due

          ps di lao tze e dei cabalisti m’importa una sega se si parla di soldi nel 2011

        • daouda says:

          io ho uno strano concetto di convenzione umana.

          Per me una convenzione effettiva e reale, valevole, è quando tutta l’umanità è unanime, e non intendo solo la possibilità che ciò sia oggi, ma anche che lo fosse 1000 anni fà e lo sia tra altri mille, per tutti.
          Questo perché la “mia” convenzione si chiama verità.
          Il fatto che certi cosidetti pareri non siano ritenuti veri non cambia lo stato delle cose.
          Quantunque , sinceramente, io non propongo nulla che debba venir fatto né che vorrei che venisse fatto.
          A ma va bene così, proprio perché ogni accadente soddisfa l’equilibrio globale dell’universo!!!!!!!!!!
          Forse ho esagerato…

        • “Per me una convenzione effettiva e reale, valevole, è quando tutta l’umanità è unanime, e non intendo solo la possibilità che ciò sia oggi, ma anche che lo fosse 1000 anni fà e lo sia tra altri mille, per tutti.”

          E puoi farci graziosamente un esempio di convenzione che rispecchi questi requisiti?

        • daouda says:

          Rubare è sbagliato.

        • Ma davvero? E il saccheggio come mai era così praticato all’epoca della società tradizionale? Saccheggiare non è rubare?
          Anche i balzelli feudali erano di fatto delle rapine, visto che erano estorti armi in pugno contro le consuetudini. E però c’erano ed erano normali, nemmeno perseguibili.
          Mi sa che devi trovare un altro esempio…

        • daouda says:

          stiamo disquisendo sulla giustezza in sé e di riflesso della sua praticabilità, non l’inverso.
          Il welfare socialisticheggiante come la protezione giuridica delle grandi aziende sono merda di per sé stessi.

          La società medioevale invece era di gran lunga migliore di quella attuale, quantunque molte cose sarebbero state da cambiare o eliminare.
          Se non fu possibile allora, perché adesso?
          Con l’aggravante che la sovversione che serpeggia è insubordinazione oltre ad essere idiozia, cosa che nel medievo non c’era giust’appunto.

        • Mi pare che nel Medioevo il rubare non fosse sempre illecito e ingiusto. Avevo domandato qualcosa di universalmente ritenuto giusto o ingiusto come lo intendi tu, ma a quanto pare non esiste…
          Vorrei domandare adesso quale delle società medievali trovi giuste: la società urbana italiana? Il vincolo feudale nella prima maniera (sovrano che concede il beneficio non ereditabile ai propri guerrieri)? Il vincolo feudale nella seconda maniera (ereditarietà dei feudi e sovrano primus inter pares con la regola “il vassallo del mio vassallo non è mio vassallo”)? Il vincolo feudale nella terza maniera (i vassalli e i valvassori tutti “nella mano del Re” e sovrano sopraordinato ai feudatari)? Oppure la versione inglese del regime feudale? Oppure la versione iberica dei feudi (sovrano nettamente superiore al vassallo)? Oppure preferisci le società medievali non feudali, come quelle celtiche?
          Si fa presto a dire Medioevo…

        • daouda says:

          Bravo.
          Se vuoi inizio io a descriverti quante forme di statualità esistono al momento e quante ideologie politiche sono presenti ora e cosa poi comportino, roba, se permetti, che è un pochino più complessa del tuo contributo, quantunque non voglio eludere la risposta, con una precisazione.
          A me la gente come te che gioca non mi piace.
          Se fosse giusto stuprare, non vedrei perché non farlo, sempre se non dovesse essere addrittura un imperativo sociale.Di conseguenza vedi che non trattiamo di preferenze ma semmai di giustizia.
          In secondo luogo, a determinate differenze razziali-etnicoambientali-culturali , oltre che di epoca, si confanno diverse civiltà.
          Sul piano generale ( enon su quello universale : un trascendetale è universale mentre un atto od una volizione rientrano nell’àmbito del generale ) rubare è erroneo, l’usura è erronea, non disfarsi del 10 % dei propri guadagni è erroneo, mentire in tribunale è erroneo, disonorare i genitori è erroneo et cetera.

          Questo possiamo scrivere.
          Appurato ciò , è bieco chiedere cosa si preferisca su temi del genere o più infingardamente, far passare la giustizia per un parere.

          Lasciando aperta l’opzione celtica penso all’ereditarietà del beneficio che, se rifletti , è diverso dalla 2 rifacendosi alla 1.Le monarchie sono peggio, anche se ovviamente sono meglio delle demograzie.
          C’è anche l’opzione imperiale ( romana ) un po’ complessa perché in realtà l’Impero non dovrebbe essere burocratico ma interiore.
          Tutto sommato potrebbero coesistere, sempre se si specificasse di cosa si stia parlando perché anche un cane “coesiste” con le zecche.

          Ad ogni modo quel che può coesistee per uno non può coesistere per un altro.
          E’ per questo che di solito si evitano i mescolamenti razziali, ad esempio.

        • L’opzione celtica… quella sognata da Brian Boru o l’anarchia tribale? Mi pare, però, che agli inglesi feudali gli irlandesi apparissero come un branco di selvaggi e che quindi non considerassero il loro governo uno legittimo. Era un loro parere, oppure era la Voce Generale della società tradizionale?

          Comunque non hai risposto alla mia domanda, ma hai giocato un poco sui termini generale/universale, finendo per contraddire quello che avevi affermato un po’ di interventi fa. Puoi anche sostenere che la TUA opinione sia la Verità, ma ciò non fa che renderla ancora di più la TUA opinione: puoi ingannare te stesso, contrabbandandotela per verità, ma niente di più.
          La tua teoria della conoscenza è puro nichilismo moderno: ritieni vero quello che pare a te e neghi perfino Dio, che sarebbe l’unico criterio di verità possibile. Altro che società tradizionale, abbiamo un figlio del XXI secolo al suo estremo.
          Nichilismo perché chi al centro del sistema se stesso come è qui e come pensa ora, relativizzandosi solo inconsciamente, cerca di superare a livello conscio il proprio essere relativo forgiando una Verità Universale di paglia che in realtà copre solo il nulla.

        • daouda says:

          a) sti cazzi degli inglesi che mmo la legittimità deriva dagli altri invece che dalla realtà delle cose in sé? Bene entrambe le irlande dipendendo da come si decreta, nel secondo caso, il potere regale e come si relazioni con l’autorità spirituale.

          b) bla bla bla. Giustizia è trascendentale, popolo è collettivo, angelo della nazione è generale.

          c) La forma dipende da svariati fattori.Sei tu quello che cerca il sistemuccio mentre io ti scrivo che non serve alcun sistema proprio per averne uno che sia giusto.
          Conta fino a dieci…

          d) calcolando che io prendo per buono e cerco di imparare, rifletto e riconosco che sono un nichilista senza Dio, anche se non voglio esserlo, o meglio lo voglio ad intermittenza.
          Ciò non significa che, nonostante difetti come anche il mio modo di esprimermi, io abbia scritto delle stronzate.

          Sei poi sei così limitato da dirmi: “secondo la legge di gravità dovremmo tendere al centro della terra” io ti scrivo che prendo l’aereo.
          Stesso discorso vale per un esempio come il non rubare… capish?

          Tornando da capo a dodici la democrazia è illegittima in sé: SI.
          Le categorie che ho sengalato ricevono benefici illegittimi: SI.
          Il Medioevo era meglio di oggi: SI.
          Si ha un obbligo doveroso verso gli anziani e verso i propri figli legittimi e verso la propria famiglia( a differenza delle istituzioni illegittime e dei beneficiari di tali estorzioni, abbuonando quel 10% ) : SI.

          Il resto sono vaccate, pure le mie.

      • Roberto says:

        Rileggiti e vedrai da solo che la tua posizione manca deprecabilmente di coerenza. Non posso credere che ladro sia solo chi prende soldi e non chi scrocca servizi gratuiti (e io dimenticavo gli studenti delle scuole ed università pubbliche che a 14 anni se non si hanno li sordi si deve andare a lavorare)

        • daouda says:

          Non esiste il gratis Roberto.
          Compreso questo, il figlio di un panettiere non è il figlio di un ingegnere, sempre sarà così.
          Garantire le stesse opportunità di partenza o l’eguaglianza di trattamento non solo è irrealizzabile ( IL CHE’ SINGIFICA CHE OGNI PERSONA CHE LO PROPONE O E’ UN COGLIONE DA ISOLARE O E’ UN INFAME DA UCCIDERE ) ma sarebbe anche ingiusto.

          Ognuno parte da dove sta ed ha quel che ha , in bene e capacità psicobiologiche.
          Garantire la giustizia è evitare la sopraffazione non altro.

          Le pensioni si pagano con i soldi altrui.
          Tanto varrebbe permetere assicurazioni pensionistiche private dove veramente i propri soldi fruttano percentualmente in base a quel che si versa.

        • PinoMamet says:

          ” Garantire le stesse opportunità di partenza o l’eguaglianza di trattamento non solo è irrealizzabile ( IL CHE’ SINGIFICA CHE OGNI PERSONA CHE LO PROPONE O E’ UN COGLIONE DA ISOLARE O E’ UN INFAME DA UCCIDERE ) ma sarebbe anche ingiusto.”

          ti seguo fino all’ “irrealizzabile” (lasciando perdere coglioni e infami ecc.);
          ancora proprio non riesco a capire perché sarebbe ingiusto che il figlio del panettiere e quello dell’ingegnere abbiano le stesse possibilità.

        • roberto says:

          certo che non esiste il gratis!
          avrei dovuto scrivere senza pagare invece di gratuiti.

          ribadisco, quello che si capisce dai tui post è che chi prende soldi pubblici è un ladro, il corollario è immancabilmente che chi usufruisce di servizi pubblici senza pagare alcun prezzo o pagandone un prezzo politico è ladro uguale.

          da qui, l’aggiunta degli studenti delle scuole pubbliche alla categoria dei ladri

        • daouda says:

          E’ difficile spiegare l’ovvietà.Basta far presente che essendo unici ognuno di noi, è del tutto illogico e stupido ritenere che sia possibile avere le stesse opportunità…

          Semplicemente…ognuno non deve essere impedito da una struttura, né deve essere aiutato da una struttura.

          Vuoi aiutare e dare possibilità a chi è meno fortunato di un individuo bello, ricco, forte , sano ed intelligente?BENE! Per il 10 % dovremmo tutti!
          Se però crei un sistema che livella la bellezza, la ricchezza, la robustezza, la sanità, l’intelligenza saresti da uccidere perché sei un pericolo nella tua idiozia!!!

        • PinoMamet says:

          “Livella” non significa niente.

          Io voglio un sistema che incentiva e diffonde:

          la sanità (quiindi curando tutti e dando a tutti la possibilità di vivere sani), l’intelligenza (permettendo agli individui dotati, anche di nascita “umile”, di raggiungere i più alti gradi dell’istruzione; come giustamente chiede la nostra Costituzione; meglio per tutti se le persone che raggiungono i posti chiave siano stati scelti per meriti propri, e non per i soldi di papà;
          preferiresti un medico nato povero, ma intelligente, o un medico che ha ottenuto il posto a forza di spintarelle e influenza paterna, ma irrimediabilmente asino?)
          la bellezza (in vari modi, per esempio rendendo possibile a tutti ammirare l’arte, diffondendola e perciò aumentando la possibilità di emulazione e di creazione)
          ecc. ecc.

          ciao

        • daouda says:

          Preferisco non avere un sistema, cosicché tutti possano fare tutto senza impedimenti che un sistema per far si che tutti possano fare tutto senza impedimenti.

          Il problema è che tutti i sistemi dicono questo.Inoltre un sistema per definizione si chiude allo Spirito, che è Universale ( la giustizia è un trascendentale ad esempio ).

        • daouda says:

          Ogni sistema si chiude all’Universale > la giustizia è un trascendentale > ogni sistema si chiude alla giustiza.

          Alle volte i sistemi sono necessari per vari motivi e situazioni, ma per avere un buon sistema si deve sapere in cosa consista l’Universale.
          Altrimenti il sistema passerà da uno stato di eccezione ad un piano stabile ed inizierà a degenerare.

          Ugualmente un non-sistema fondato sull’Universale non permetterebbe l’esistenza di determinate esigenze in sé.

          mmmh.Abbiamo ragione entrambi.

  42. Roberto says:

    Anziani poi…o ti sei pagato una pensione col sudore della fronte, o chi non ha mai lavorato usa ospedali, strade, infrastrutture a scrocco. Che differenza c’è con gli invalidi, e non mi rispondere quei quattro spicci dellassegno di invalidità

    • daouda says:

      La differenza è che tu credi che pubblico sia collettivo invece pubblico , giuricamente, è privato.

      Se l’invalido non ha soldi per curarsi, sarei ben contento, se li avessi, a creare cooperazioni affinché ciò fosse, oppure se fossi proprietario di un ospedale, a fare certe cose gratis a MIE SPESE.

      Il pubblico è il problema. Smontato questo, si può agire sul privato inteso marxisticamente , che avendo già smontato il pubblico non sussisterebbe affatto.

      • roberto says:

        “Il pubblico è il problema. Smontato questo, si può agire sul privato inteso marxisticamente , che avendo già smontato il pubblico non sussisterebbe affatto”

        non ho capito niente, puoi spiegare in termini un po’ meno ermetici?

        • daouda says:

          Lo stato è il problema.Smontato questo si può agire sulle rendite privatistiche, che avendo già smontato lo stato, non avrebbero né garanziacorporativa, né protezione giuridico-esecutiva.

        • roberto says:

          ridicolo….

          una volta smontato lo stato chi agisce sulle rendite privatistiche?
          la garanzia corporativa, sarà semplicemente sostituita dalla garanzia della forza.
          la cosa che sogni è una società tribale.

        • daouda says:

          Apparte che la forza fisica non è l’unica forza che gli homini sanno usare ( o meglio, sapevano usare ), io non sogno nulla.
          Io prendo per il culo quelli che idolatrano gli infami che li inculano.

          Sei hai smontato lo stato, beh zi, devi essere Dio. E’ per questo che aspetto la seconda venuta di Cristo.

  43. Moi says:

    Berlusconi aveva ragione, “la Patonza deve girare !”

    Duplice novella del giorno è che la Migrante :-) Magiara Ilona Staller in arte Cicciolina ha fatto i 60 anni e inizierà a intascare la Pensione di Parlamentare grazie alla candidatura nelle fila radicali di Giacinto Pannella detto Marco … Sara Tommasi ha dichiarato che scenderà in campo, salendo in politica, ispirandosi appunto a colei che (ero piccolo ma ricordo bene) per poter essere “seguita mediaticamente” dagli allora giovani di Sx veniva accreditata come Spia Infiltrata in Occidente dei Servizi Segreti Ungheresi.

    Perciò la patonza girò, seguendo le ancestrali logiche della stagionatura.

    Ma, da bravo IslamoNaziComunista :-) ;-), qualcuno qui continuerà a negare l’ evidenza a oltranza. :-) ;-)

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