Perché non ce ne importa niente di Silvio Berlusconi

“Ora è inutile lamentarsi che la futura politica economica sarà scritta dai nostri creditori: abbiamo avuto la nostra chance di decidere per noi e l’abbiamo sprecata consegnandoci al Nano. E visto che il popolo è sovrano, adesso non ci si può lamentare se paghiamo duramente le nostre scelte collettive.”

Così scriveva ieri un commentatore su questo blog.[1]

Leggendolo, ho capito qual è la mia difficoltà con le persone della sinistra maggioritaria in questo paese.

Vivo in Italia, ho la nazionalità italiana, ma non mi integrerò mai in questo paese.

Sono anni che sento un coro di persone che sostengono che il Nano abbia rovinato l’Italia. Già il termine Nano non mi entusiasma, e non mi entusiasma per lo stesso motivo per cui non mi entusiasma chi chiama Obama il Negro o Vendola il Frocio.

Personalmente, preferisco chiamare Berlusconi il Pierino, cioè un signore che interpreta in maniera geniale uno dei ruoli chiave della psiche collettiva italiana: il maschietto, l’ometto, viziato, impunito, che riceve l’ammirazione del padre quando torna a casa con la merenda rubata ai compagni d’asilo. “Birichino!”

Ho dovuto assistere a un numero sufficiente di matrimoni per riconoscere subito la tipologia dello Zio Silvio, che fa battute ammiccanti sulle prestazioni dello sposo, distribuisce regali, guida i cori e spiega i segreti di come evadere le tasse sulla seconda casa o come cucinare bene un arrosto.

Berlusconi ha fatto abbastanza cronaca da far ridere le prossime cento generazioni.

Ha fatto una serie di riforme confusionarie e inconcludenti, cercando di fare l’impossibile: realizzare i tagli mostruosi imposti dalla Banca Centrale Europea senza perdere elettori.

Ma non ha fatto la storia.

Non ha fatto la storia dell’espansione capitalista del dopoguerra, che nasce grazie al Piano Marshall e alla decisione di creare un mercato mondiale, per le merci statunitensi innanzitutto, garantendo sicurezza sociale a centinaia di milioni di occidentali.

Non ha fatto la storia della successiva contrazione del sistema del capitalismo sociale, che non parte dall’Italia, ma addirittura – come ci ricorda Marino Badiale – dalla lontana Nuova Zelanda, e pure con un governo di centrosinistra. E in tempi in cui Silvio Berlusconi era un piccolo agente immobiliare.

Non è Berlusconi che ha creato l’Europa-sistema, non è lui che ha creato i mercati globali, non è lui che ha creato la delocalizzazione della produzione e dei capitali che rende impossibile per qualunque Stato “tassare i ricchi”.

Non è lui che ha introdotto il bipartitismo che obbliga a scegliere tra due schieramenti con lo stesso programma. Abolendo di fatto la possibilità al demos di contrapporsi alle oligarchie economiche.

Non è lui che ha fatto aderire l’Italia alla Nato e a tutta una rete di altri “impegni” internazionali, talvolta segreti, che tolgono sovranità al paese.

Non ha fatto nulla di lontanamente “fascista“, visto che non ha mobilitato la popolazione, non ha promosso alcuna forma di autarchia economica, non ha introdotto alcuna ideologia. E non ha introdotto alcuna dittatura, tanto che quando qualcuno molto più forte di lui ha deciso che era ora di chiudere lo spettacolo, se ne è andato.

Non è lui che ha inventato le “riforme del mercato del lavoro” che hanno facilitato i licenziamenti e distrutto le organizzazioni dei lavoratori.

Non è lui che ha inventato il TAV e i “grandi lavori”. Se è lui che non ha toccato il bilancio militare, è anche perché su questo tema l’opposizione ha taciuto.

Solo in piccola misura, nel ruolo di un capitalista qualunque, Berlusconi ha partecipato alla creazione di un sistema speculativo che è esploso addosso al mondo.

In una parola, non esiste solo l’Italia. O meglio, non esiste un’Italia a sé, che non riesce a essere Seria e Civile come i paesi anglosassoni.

Un unico processo sta mettendo in ginocchio l’umanità: ciò che è successo all’Italia sono briscole rispetto ai venti milioni di contadini che hanno perso le loro terre a causa del trattato del 1994 tra il Messico e gli Stati Uniti, ad esempio. E lì non c’era Berlusconi. Come non c’era Berlusconi né in Grecia né in Spagna, due paesi governati, anzi, dal centrosinistra.

Se sono “scelte collettive”, si tratta di scelte collettive di tutti gli abitanti del pianeta.

Siccome Silvio Berlusconi non poteva fare nulla nel campo della politica reale, assieme a una banda di commensali singolarmente incompetenti, si è dedicato a ciò che a Roma chiamano il cazzeggio. Suscitando risate di simpatia da una parte e urla di rabbia dall’altra.

Sicuramente ha fatto qualche legge al limite della costituzionalità per tenere se stesso e i suoi amici fuori dalla galera. Una cosa inqualificabile, ma che non è certo causa della catastrofe economica e sociale che incombe sull’Italia. Ha fatto innumerevoli piccoli favoritismi, come quando ha deciso di esonerare gli insegnanti di religione dalle misure che colpivano tutti gli altri insegnanti: però non è questo che ci ha messi nella condizione in cui ci troviamo.

Silvio Berlusconi è un buffone, e in quanto tale è privo di importanza.

Mentre ciò che sta arrivando, ha l’aria di essere terribilmente serio.

Nota:

[1] Il commento che cito è solo un pretesto per parlare del flusso di idee che ha fatto venire in testa a me. Non intendo criticare il suo autore, che ha spesso contribuito cose interessanti a questo blog e che ringrazio.

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62 Responses to Perché non ce ne importa niente di Silvio Berlusconi

  1. Buleghin il vecio says:

    RIPROPONGO LUCIANO MOGGI COME DITTATORE

    Provvedimenti urgenti di salute pubblica

    -Costringere il pizzaiolo golpista del quirinale ad assistere ad una partita di calcio Verona Atalanta vestito con i colori del Napoli in curva stretto tra le due tifoserie

    -Costringere il pizzaiolo golpista del quirinale ad aggirarsi per i bassi di Napoli ed a urlare “Vota Antonio!”

    -Togliere il controllo del colosseo a Dellavalle e ripristinare i giochi circensi con i leoni da aquistare il Libia (previo accordo con i taglia gole di Bengasi) e far divorare parlamentari e senatori.

    -Costringere Fini a indossare la camicia nera, il fez e gli stivali e mandarlo a presidiare il confine tra Gaza ed Israele, in alternativa il confine tra libano e israele.

    -Spedire Casini in Yemen come mediatore vestito da missionario salesiano con panino al salame e fiasco di vino rosso.

    -Spedire La Russa all’assalto della Corea del Nord vestito da ardito con il pugnale tra i denti.

    -Spedire Monti e Tre-monti vestiti con abiti esitivi sull’Himalaya a quota 6.000 provvisti di magnifici mocassini Tod’s

    -Spedire D’alema vestito da mafioso albanese nel quartiere Zemum di Belgrado ad una riunione dei tifosi del Partizan

    -Spedire Di Pietro nel Myammar per tentare di scatenare una tangentopoli contro i militari

    -Spedire Frattini a Mogadiscio in missione diplomatica in tenuta da sci con la guardia del corpo della Sudtirol Volkpartei

    -Riservare uno spazio TV al cavalier pompetta per sostituire quel noiosissimo Chiambretti

    P.S.
    accetto integrazioni

  2. Lusingato per la citazione ;-)

    Una cosa non la riesco a capire: se tanto prima non cambiava niente, perché comunque tutti i politici erano la longa manus dei biekissimi organismi internazionali imperialisti, perché adesso Monti sarebbe inquietante? Tanto farà solo esplicitamente quello che gli altri facevano velatamente, seguendo questo ordine di idee.
    Se Berlusconi e Bersani erano comunque strumenti dell’asse del male FMI-BCE, che differenza ci sarà se premier diventerà Monti, sempre dell’asse FMI-BCE?

    Un’osservazione nel merito, invece, per fare l’avvocato del diavolo (ché se no non lo fa nessuno). Si parla sempre dei tagli imposti dall’Europa e mai delle spese che l’Europa ci avrebbe voluto imporre, come il salario minimo garantito o i cazziatoni per ogni stangata all’istruzione, all’università e alla ricerca. Sarà che l’UE ce l’ha per il modo in cui spendiamo i soldi? Non è che ogni spesa pubblica vada bene (sono anche state ricordate le spese militari, il classico esempio di spesa pubblica, se non inutile, almeno largamente superflua) e noi in Italia abbiamo una larga esperienza di sprechi pubblici, anche in atto (Ponte sullo Stretto, Alitalia, ecc).

    • Io non ho scelto di entrare nella Europa delle banche; e siccome la splendida costituzione italiana non permette referendum su trattati internazionali, non ho potuto esprimere la mia contrarietà.
      Però mi pare che Francia e Olanda furono chiare a tale proposito: come se non fosse.
      L’Irlanda ha avuto il privilegio perfino di un referendum doppio perché la prima volta forse non avesse capito bene che si trattava di un’offerta che non poteva rifiutare.

      Berlusconi ha potere, ma non questo potere!
      Chi ha questo potere ha anche quello di farlo defilare, alla faccia del “se cade il governo si va alle elezioni”.

      Quanto ai cazziatoni dall’europa, beh… qui il più pulito ha la rogna!
      Se a tuo figlio dai soldi e quello li sperpera, devi prendere una decisione: isoli solo tuo figlio in modo che non faccia del male al resto della famiglia.
      Qui invece accade che tutti i figli cadono: segno che allora anche i fratelli (messaggio subliminale) hanno prestato soldi che non avevano (a babbo morto) al deficiente di famiglia, salvo poi chiederne la restituzione perché il capo famiglia si è un po’ alterato dell’andamento, che egli stesso ha promosso o non ha tentato minimamente di fermare.
      Al padre bastava dire: “Ragazzi, ho sbagliato modello educativo: ho agito come uno strozzino”.
      A quel punto si sarebbero guardati tutti in faccia capendo che i debiti li avevano tutti, chi reali chi fittizi e magari avrebbero stretto un nuovo patto in famiglia.

  3. mirkhond says:

    ho capito qual è la mia difficoltà con le persone della sinistra maggioritaria in questo paese.

    Uno dei maggiori difetti degli italiani è proprio questo spirito di fazione, tanto forte e tanto cieco da applaudire alla caduta dell’odiato avversario dell’opposta fazione, anche ad un prezzo spaventoso…
    E’ un’antica maledizione italiana da cui purtroppo, non riusciamo a liberarci ed è uno dei motivi per cui dalla spedizione di Pipino il Breve contro il re Astolfo, o divisi in tanti stati o uniti in un solo stato, siamo dei ruffiani e vassalli di potentati stranieri…
    Quel pò di politica che ci era rimasta, è caduta col comunismo e con tangentopoli e da 1994 si sono presentate due alternative: il governo di un clown arraffone e tutto preso dal salvare se stesso e i suoi interessi dalla persecuzione giudiziaria, e dall’altra un governo di tecnici, emanazione diretta di interessi bancari e finanziari internazionali, supportati dagli eredi dell’ex pci, che per sdoganarsi e mantenersi in sella, in un mondo ormai monopolare a guida usa, è diventato sempre più liberal-liberlista dei peggiori liberal-liberisti, buttando nel fango anche ciò che di buono aveva fatto dal 1945 in poi, in diritti sindacali, previdenza sociale, ecc.
    Oggi l’alternativa clownesca è crollata, e i poteri forti sono usciti allo scoperto, imponendo un governo tecnico non fondato sul consenso popolare, aggirando l’ostacolo grazie al fatto che i governanti non vengano scelti direttamente dall’elettorato popolare, come ci ha ricordato l’amico Z.

  4. Rocco says:

    Mauricius, secondo me hai proprio ragione. Io non sono un entusiasta della globalizzazione, soprattutto di quella finanziaria, se è possibile ditinguerla da quella culturale ed economica-produttiva. Ma non posso non notare che Silvio Berlusconi è stato un protagonista della politica italiana (e lo sarà ancora un per un po’). Se 20 anni sono storia, lui ha fatto la storia più recente dell’italia, nel senso che l’ha governata. Male, con incompetenza, con furbetteria. Un protagonista della storia in negativo perché nulla o pochissimo ha fatto di importante. Tutti gli italioti si stanno affannando a denunciare le ingiustizie dell’Europa; ma perché l’Italia è entrata in un Europa, dove non c’era posto per noi? Perché le scelte le subiamo, da sempre, perché non siamo un paese importante. Siamo terra di conquista. E non abbiamo neanche approfittato dell’evoluzione geopolitica per emergere un po’. Siamo colpevolmente rimasti quelli di sempre. Abbiamo politici che accusano il sistema e non sono capaci di portarsene fuori. Cosa serve accusare la finanza globalizzatrice e poi avere i conti off-shore? Da Di Pietro a Brunetta è tutto un’accusa verso i poteri forti dell’elite globalizzatrice. So bene che esistono e sono potenti, ma non sono la Spectre. Sono gli accademici, sono gli uomini influenti, i ricchi intelligenti, i pensatori lungimiranti. E noi chi abbiamo? Quelli buoni giocano per “loro”. E’ il caso di interrogarsi.

  5. Buleghin il vecio says:

    Hai ragione mirkhond, il tradimento più vergognoso è proprio quello della sedicente sinistra a partire dalla dissoluzione dell’URSS che giustamente Vladimir Vladimorovich Putin definisce il più grande disastro geopolitico del XX secolo.
    La presenza di un modello concorrente globale aveva placato in parte lo spirito predatore del capitalismo ed aveva permesso alle socialdemocrazie di prosperare e di costruire nei diversi stati europei dei modelli di walfare che garantivano una distribuzione della ricchezza accettabile, caduto il modello concorrente globale si sono risvegliati gli spiriti capitalisti e colonialisti belluini.
    Per evitare quello che ci aspetta con gli avvotoi euro americani sono pronto a mettere da parte la mia “faziosità di sinistra” ed a sottoscrivere il programma sociale di Bombacci della Repubblica Sociale Italiana, ad abbracciare come fratelli i fascisti se perseguono una vera politica nazionale ed ad andare a prendere casa per casa i falsi sinistri venduti agli stranieri e a spedirli in Novaja Zemlia (c’è posto anche per i falsi destri).

  6. Per Rocco

    “Un protagonista della storia in negativo perché nulla o pochissimo ha fatto di importante. “

    appunto :-)

    “Tutti gli italioti si stanno affannando a denunciare le ingiustizie dell’Europa; ma perché l’Italia è entrata in un Europa, dove non c’era posto per noi? “

    Gli italiani sono entrati con allegra indifferenza nei primi anni Novanta, con un programma basato su canzoncine e su euroquesto ed euroquello, con bambini in coro che cantavano e simili.

    Come sempre, senza che ci fosse una vera scelta: o facciamo così, oppure cosà, decidiamo razionalmente.

    Credo che abbia giocato un ruolo importante anche il solito complesso di inferiorità: evviva, finalmente siamo (quasi) come i francesi e i tedeschi!

    Comunque, quasi nessuno all’epoca era minimamente informato su cosa implicasse l’ingresso nell’Europa-sistema.

    • roberto says:

      vi faccio notare con costernazione che l’italia non è entrata in europa nei primi anni novanta, ma fa parte dei membri fondatori!

      • Ops, hai ragione… intendevo Maastricht, ecc.

      • roberto says:

        Aggiungo, stavolta senza costernazione ma con spirito costruttivo ;-), una riflessione.
        si legge spesso che in italia il nucleare è morto nel 1986 a causa di un referendum.
        Ora, mi piace ricordare che nel 1989 l’80 % (leggasi ottantapercento!!!) degli italiani è andata a votare per un referendum consultivo e l’88% ha risposto si a questa domanda:

        “Ritenete voi che si debba procedere alla trasformazione delle Comunità europee in una effettiva Unione, dotata di un Governo responsabile di fronte al Parlamento, affidando allo stesso Parlamento europeo il mandato di redigere un progetto di Costituzione europea da sottoporre direttamente alla ratifica degli organi competenti degli Stati membri della Comunità”

        a me sembra inequivocabile che all’inizio degli anni 90 gli italiani volevano più europa, altro che allegra indifferenza!

  7. Per Mauricius

    “Per par condicio, lascio spazio anche all’altra campana.”

    Apprezzo il tuo umorismo, ma lasciami fare il noioso: non è l’altra campana. L’altra campana, vorrei che fosse chiaro, non è la difesa di Berlusconi :-)

  8. Un comunicato del Laboratorio Politico Alternativa, che condivido:

    È caduto, finalmente, uno dei governi più corrotti e ridicoli dell’intera storia italiana. Purtroppo ciò non è avvenuto per effetto di una lotta popolare contro le iniquità sociali volute dal governo Berlusconi, né di una rinascita morale contro la corruzione del paese, né dell’emergere di un progetto politico di superamento delle follie del nostro attuale sistema politico-sociale. La fine del governo Berlusconi è, al contrario, l’effetto di un attacco concentrico dei ceti dirigenti nazionali e internazionali, che giudicavano Berlusconi (correttamente, dal loro punto di vista) troppo debole per operare il massacro sociale di cui essi hanno bisogno per mantenere il loro dominio e rimpinguare le loro casse.

    Berlusconi cade perchè all’interno della sua coalizione esistevano freni alla realizzazione delle scelte antipopolari ordinate da Bruxelles. E soprattutto perchè il governo di centrodestra era privo dell’appoggio delle forze sociali e sindacali necessarie per sopire le legittime proteste alle pretese di rivoltare il mondo del lavoro, il sistema pensionistico e l’assetto dei beni comuni. Grazie al consenso di cui dispone, interno e internazionale, Mario Monti sarà in grado di condurre a termine la distruzione dello Stato sociale molto più efficacemente di Berlusconi. È per questo che è stato messo a capo del governo. Per privarci di tutto quello che due secoli di lotte popolari hanno conquistato: il superamento della povertà, i diritti e i contratti nazionali di lavoro, la scuola per tutti, una pensione decente, l’assistenza sanitaria. Tutto questo verrà cancellato, in nome della mitica “crescita” e dell’Europa.

    Ma questo scempio non servirà nemmeno a far ripartire la crescita, perché ci avviterà in una spirale di recessione economica e disperazione sociale. Alternativa denuncia con forza il fatto che il prossimo governo Monti ha l’esplicito incarico di attuare politiche di spoliazione del paese (svendita di proprietà pubbliche, privatizzazioni dei beni comuni), di aggressione al reddito e alle condizioni di vita e di lavoro dei ceti medi e popolari, di distruzione dei diritti; denuncia il ruolo giocato in questa crisi dal Presidente Napolitano, che travalicando i limiti del suo ruolo costituzionale si è fatto strumento di una manovra politica contraria agli interessi popolari; denuncia la secca perdita di democrazia realizzatasi con la riduzione dell’Italia a Stato commissariato da entità straniere e non democratiche come la BCE e il FMI.

    L’azione del governo Monti ci renderà tutti più poveri, più precari e meno liberi di oggi.

    Alternativa chiama tutte le forze popolari del paese ad una lotta intransigente contro questo governo il cui unico fine è la spoliazione del popolo italiano.

    • roberto says:

      “Per privarci di tutto quello che due secoli di lotte popolari hanno conquistato: il superamento della povertà (…) una pensione decente”

      ma…ma… allora aveva ragione il berlusca a dire che in italia i ristoranti son pieni e tutti sono ricchi e felici!

    • Moi says:

      Sarà tutto pur tristemente vero ma …

      … Aggiungo una piccola postilla: il problema _ Piaccia o no !_ NON si risolve devastando il centro di una città e scontrandosi contro i Celerini !

  9. rosanna says:

    ..se non avessi il mio diarioblog da curare e mille cazzate in cui mi perdo nella rete, starei solo in questo tuo arcipelago diario zibaldone mio caro Miguel Martinez …mammamia quanto mi è simile il tuo modo di essere libero pensatore , di trasmettere, in una parola di voler essere almeno dentro di te …libero
    GRAZIE DI ESSERE FATTO COSI’!
    :-)
    ro

  10. ventopiumoso says:

    miguel mi trovi d’accordo su pressoché tutto.
    dunque non sarà un commento molto costruttivo :)
    saluti

  11. nic says:

    “Alternativa chiama tutte le forze popolari del paese ad una lotta intransigente contro questo governo il cui unico fine è la spoliazione del popolo italiano”.

    Tutti sui monti, Giuglietto in testa, aspettando i panzer euroamerikani !!! Avvisatemi per favore che torno subito! .-) Ci divertiremo un casino.

    PS: A volte mi chiedo: ma sapete chi siete, dove vivete (di chi! vivete) e, che vi piaccia o meno, da quale lato della “linea gotica planetaria” sparate ‘sti proclami? Avete appena finito di arrostire Kadafi e l’antimperialista ENI ha già rinnovato i suoi bei contratti con i nuovi ascari… per esempio.

  12. Francesco says:

    Sarò noioso: il Piano Mashall è servito, dal punto di vista economico, all’Europa (e il suo equivalente al Giappone).

    Perchè si trovi il beneficio netto per l’economia USA ci voglione due lauree, di cui una in econometria …

    Naturalmente, i benefici politici e militari hanno ampiamente ripagato quell’investimento: si chiama saper fare politica.

    La delocalizzazione della produzione non rende impossibile mettere le tasse, pur mettendo un freno alle velleità predatorie degli Stati. resta il fatto che spostare una fabbrica è faccenda costosa e lunghetta, quanto lo è riorganizzare la produzione

    L’Europa-sistema c’entra con i mercati globali quanto Rosi Bindi con la rivoluzione sessuale. rimane un sogno burocratico, dirigista, catto-social-democratico, e infatti non funziona

    Infine, spazio per la politica resta, anche dentro il sistema. Il problema è di chi chiama politica i suoi sogni e non accetta di calarli nel mondo reale. Però se non mette in opera azioni in stile AH o PP mi va bene lo stesso, a volte è anche simpatico.

    Ciao

    Seriamente: se ci fosse solo la globalizzazione delle merci e delle fabbriche, senza quella della finanza “pura”, credete che cambierebbe qualcosa, dal punto di vista vostro di “sinistra alternativa”?

    PS al solito, LPA è ottimista a oltranza.

  13. Z. says:

    Roberto,

    LORO sotto Berlusconi stavano bene sì. E’ più facile mettersi in mostra sparando cialtronate, se anche tuo avversario è un noto cialtrone.

    Se il tuo avversario è Mario Monti, ahiloro, il gioco si fa più difficile. Monti è un bocconiano specializzato ad Harvard, mentre Barnard ha studiato psicologia, Chiesa non è andato oltre al diploma e le bufale che ingoia senza masticare non si contano neppure. Ai loro discorsi in materia economica, obiettivamente, puoi credere solo se hai già deciso di schierarti con loro in partenza.

    Ho letto un invervista a Chiesa sul Male: la sua idea per uscire dalla crisi consiste nello stampare denaro, così si diventa tutti più ricchi. Non è una battuta, lo pensa veramente.

    Non sono così pessimista da pensare che questa gente possa trovare seriamente credito, ma posso sbagliarmi. C’è gente che pensa che l’HIV sia un’invenzione delle multinazionali. Il che può dientare un problema: i pazienti disertano le cure e si presentano in ospedale quando sono già alla frutta, dopo essersi fatti infarloccare da omeopati e vannemarchi di ogni genere e sorta.

    Del resto, l’humus dove pascola Chiesa è lo stesso che esaltava Di Bella, su cui non intendo dilungarmi. Visto l’ostentato disprezzo per lo studio serio e l’istruzione formale, che li accomuna appieno, non ho dubbi che Chiesa rimpianga Berlusconi.

    Il che è un peccato, perché Chiesa è l’unico che in tanti anni ha risposto a Guzzanti come si merita.

    Z.

    • Claudio Martini says:

      Chiesa NON rimpiange Berlusconi. Non diciamo cazzate troppo grosse, per favore.

      • Z. says:

        Capiamoci.

        Chiesa non tifa Berlusconi come il suo amico Barnard, ma se gli dici che siamo passati dalla padella alla brace a quanto pare non è in disaccordo.

        E quindi, rispetto a Monti, direi proprio che rimpiange Berlusconi. Se poi il termine “rimpiange” non piace si può usare il termine “preferisce”, o la locuzione “ritiene meno peggio”.

        Ripeto, a Chiesa voglio pure bene, se non altro perché è stato uno dei primi giornalisti mainstream a denunciare l’orrore al G8 di Genova (e fu criticato per questo dai colleghi). Anche per questo mi stupisco che non consideri neppure per un attimo che, se l’Italia dovrà sottostare alla cura Monti, è in larghissima misura per via del malgoverno Berlusconi.

        Z.

        PS: Peace, fratello :D

        • Claudio Martini says:

          Io penso davvero che Berlusconi lo rimpiangeremo, ma nel senso in cui si “preferisce” la malaria alla leucemia.

          Detto questo, ciò che e’ sicuro e’ che Berlusconi ci ha venduto per un piatto di lenticchie (piattone: le sue imprese). Esattamente come per la Libia. A conti fatti, a noi e’ andata meglio…

          L’unico cosa che spero ardentemente e’ che tradiscano il patto, e lo distruggano. E’ intollerabile che mentre noi veniamo stuprati dai Goldmen lui porti in salvo la roba. Deve venire a fondo con noi, Cristo.

        • Z. says:

          E’ quel che spero anch’io, ci mancherebbe. E se vogliono, dato che lui ormai è impotente, hanno tutti i mezzi per farlo.

          Ma quando sento dichiarazioni servili di disapprovazione e di biasimo per le manifestazioni di piazza – che non si capisce cos’abbiano di così tragico e depravato, dato che OGNI volta che un governo si è dimesso gli oppositori han fatto festa – mi viene il dubbio che non succederà. Anzi, che sia stata dettata questa linea per fare accettare a tutti che Berlusconi non pagherà.

          Insomma, chi ha avuto ha avuto ha avuto, nel miglior stile italiota.

          Z.

        • Francesco says:

          >> se l’Italia dovrà sottostare alla cura Monti, è in larghissima misura per via del malgoverno Berlusconi

          No, è affermazione del tutto falsa e priva di contatti con la realtà.

          Per i mercati finanziari, il problema dell’Italia è il debito pubblico elevato (era al 100% del PIL anche prima di Silvio, sarebbe salito durante questa crisi anche con Himmler all’economia) e la mancata crescita (e il paese unanime ha fermato ogni tentativo di riforme mercatiste in questi quasi 20 anni di Silvio).

          Possiamo immaginare una crescita economica senza riforme liberista (tanto immaginare è gratis) oppure Prodi che le riforme le fa (idem).

          Silvio è colpevole, certamente, di inazione, su istigazione del popolo italiano.

  14. rosalux says:

    Guarda, lo faccio a malincuore perchè Cacciari mi dà l’allergia, ma qui spiega esattamente perchè Berlusconi è un grave problema (certo, non la causa prima di tutto, questo è ovvio) http://www.youtube.com/watch?v=qNsz4V6YK-c&feature=related

  15. valerio says:

    Non sono daccordo al 100% con Martinez.
    Di danni il governo PDL-Lega ne ha fatti molti, importanti e ci ha messo del suo.

    Però ammetto che Berlusconi era, decisamente, l’autobiografia della nazione.
    Anche se esiste un’altra Italia, molto diversa “antropologicamente” e quindi la contrapposizione berlusconiani-anti/berlusconiani è stata così viscerale e di pancia.

    Aggiungo che, sorprendentemente, non sono così distante da quanto detto da Francesco.

    Giusto per far le pulci a Martinez, Berlusconi ha sempre tagliato (talvolta drasticamente) la spesa militare, (aumentando però quella delle missioni all’estero, con il corto circuito di forze armate sempre più inefficenti e sempre più impegnate a dimostrarsi utili alla NATO e agli USA).
    Invece il centro-sinistra è stato piuttosto parco nell’inviare soldati all’estero (la parte radicale SEL-Federazione ha, per lo più, sempre votato contro, quindi una partecipazione ad una guerra mette sempre il centro sinistra a rischio di caduta di governo), ma non ha mai tagliato seriamente le spese militari, al massimo le ha ristrutturate (nel PD ci sono un paio di persone che capiscono qualche cosa di difesa e politica militare, mentre nel PDL e tra gli ex AN c’è solo retorica bellicistica e servilismo verso le associazioni d’arma).

    Anzi la marina sta messa molto male per i tagli di questo governo, (sopratutto quelli di manutenzione e i grandi lavori di raddobbo, ma anche le acquisizioni) che si sono riflessi su FINCANTIERI e la cantieristica, anche civile.

  16. rosalux says:

    Guarda, lo faccio a malincuore perchè Cacciari mi dà l\’allergia, ma qui spiega esattamente perchè chi ci ha governato è stato un grave problema aggiuntivo (certo, non la causa prima di tutto, questo è ovvio) http://www.youtube.com/watch?v=qNsz4V6YK-c&feature=related

  17. p says:

    A me pare una cosa, al di là dei modi con s’è svolta la sostituzione, un po’ spicci, diciamo. Anche se chi ricorda il napolitano mandato da togliatti a “normalizzare” il pci a napoli, non si stupisce dell’abilità dimostrata nell’occasione dal politico di lungo corso. Altro che traditore. È sempre quello.
    Tornando al punto, a me pare che dopo tutto sia stato fatto fuori berlusconi perché non ha ancora fatto le riforme o la modernizzazione o la rivoluzione liberare (va sotto questi nomi ridicolmente fasulli la cosa) promessa. Andava troppo lento, impegnato com’era in faccende tutte sue. Chi conta s’è stufato, e punta su un altro cavallo. Vediamo se farà meglio e sarà più veloce, come tutto lascia prevedere.
    Quanto a certa imbecillità di sinistra, a me a fatto sorridere il coro di bella ciao. Non perché salutava di fatto l’ascesa d’uno come monti. Ci sta, figuriamoci. Togliatti s’è messo con badoglio. Ma perché monti l’appoggerà pure il gruppo berlusconiano al parlamento. È come credere che il cln abbia fatto i primi governi antifascisti insieme a quanto restava dei gruppi parlamentari fascisti. Bisogna essere proprio fusi in testa.p

    • Z. says:

      Scusa p.,

      ma tu, quando dici “ideologia”, intendi “scienza che indaga la genesi delle idee”, così come il lemma era inteso nel ‘700?

      Z.

  18. Claudio Martini says:

    Non farvi ingannare dalle illusioni ottiche. Oggi non e’ il giorno 13 novembre 2011. Oggi e’ l’11 maggio 1994.

    • Claudio Martini says:

      “farvi” sta per “fatevi”.

    • Z. says:

      Magari così fosse, Claudio… magari!

      Diciassette anni in meno. Trentaquattro chili in meno. Un seicento addominali buoni alla settimana. Schifezze ingurgitate a ogni ora del giorno che il mio organismo digeriva mostrando consumata arroganza.

      Roba che se ci provassi ora lo squaraus si abbatterebbe su di me come la folgore sul campanile.

      Dio, cosa non darei perché la Storia si ripetesse, fosse anche sotto forma di farsa!

      Z.

  19. Moi says:

    Se poi il termine “rimpiange” non piace si può usare il termine “preferisce”, o la locuzione “ritiene meno peggio”.

    Z

    ______

    Mi paiono differenze concettuali, non (!) sinonimi tipo merda, cacca, pupù … anche se l’ è proprio lì che sta l’Italia ora !

    • Z. says:

      E ti pare che non ci siano differenze?

      Noialtri ora non stiamo nella cacca, e neppure nella pupù: siamo proprio nella merda!

      :D

      Z.

  20. Moi says:

    Giusto per … a scrivere “Berlusconi” su Google escono circa 79 milioni di risultati, senza (!) contare le numerose varianti ortografiche “stilistiche e interpretative” del tipo “Berlusca”, “BerlusKa”, “BerlusKaiser”, “BerlusKazzo”, “BerlusCazzo” ; i nomignoli tipo “PsicoNano” e tanto altro ancora.

  21. PinoMamet says:

    La sinistra italiana, nel senso di gente di sinistra che vedo per strada, si divide secondo queste opinioni:

    1-Berlusconi è il diavolo;
    2-Berlusconi è un diavolo, ma Goldman-Sachs o altro marchingegno finanziario a scelta è Satana;
    3-Berlusconi è solo un coglione;
    4-Berlusconi è intelligente e VE lo ha messo in culo;
    -Prodi poverino lui sì che è stato frainteso;
    5-Prodi pezzodimerda ci ha fatto perdere le elezioni;
    6-non voterei mai Berlusconi, ma mi state tutti sul cazzo quindi quasi quasi lo voterei (poi non lo vota)
    7-sono troppo più intelliggente di voi di sinistra normali e allora difendo Berlusconi per Putin, gli oleodotti, gli alieni e già che ci sono dico che fa anche bene a scopare, perché sono un bullo, capito sandniggers?
    8-dico che non voto Berlusconi, giro “vestito da comunista” e faccio “discorsi da comunista”, poi dico che lo ammiro perché è un grande imprenditore e scopa, messo alle strette dico che l’ho votato: perché scopa.

    (In caso di curiosità: io sono il numero 6, e sì, ho avuto una interessante discussione con tre studenti milanesi- leggasi pugliesi- veritieramente raffigurati al numero 8; spero siano un caso isolato).

    • Peucezio says:

      Sì, però di tutta questa casistica il n° 1 coprirà il 98% delle persone di sinistra e tutti gli altri messi insieme il 2%.
      Sbaglio?

      • PinoMamet says:

        Non so, io vado a spanne e parto da esempi che conosco e con cui parlo tutti i giorni, e direi che sono tutti equamente rappresentati
        (salvo l’8, che è un po’ più una bestia da internet-quanto-so’-figo, che un modello “stradale”)
        ma non pretendo che sia un campione rappresentativo.

        Tempo addietro Val mi mise in croce perchè scrissi che quelli di sinistra che conoscevo erano perlopiù laureati e con interessi culturali (avevo esemplificato il fado, cantato da una mia amica, peraltro) dicendo che era un ritratto caricaturale (?);
        si vede che conosco solo caricature, però io conosco questi.

        • PinoMamet says:

          Correggo, è il 7 l’esempio più internettiano che stradaiolo.

        • PinoMamet says:

          Mentre dell’8 in effetti, e l’ho scritto, ho conosciuto solo 3 esemplari, tutti insieme però…
          e spero non rappresentativi!

          Direi che dall’1 al 6 però sono modelli che mi sembranno abbastanza comuni.
          Ma ripeto, non pretendo che le persone che conosco io siano un campione rappresentativo. Se fà pe’ parlà.

        • roberto says:

          io sono 3, 4 e trattinosenzanumero (prodi è stato talmente poco capito da non meritare nemmeno un numero nella tua classifica) :-)

        • PinoMamet says:

          Azz, è vero!
          Immagino sia freudiano: sono uno di quelli che Prodi l’hanno capito pochissimo!

          (mentre tu direi che sei il ritratto di un mio amico ex piddino, colto preparato europeista “con juicio” e che mi parla di robe economiche- è il campo suo- con competenza: io infatti non ci capisco niente)

        • Peucezio says:

          Più che caricature sono probabilmente (io non li conosco) più intelligenti della media. Gli intelligenti sono un’esigua minoranza in ogni contesto, ma a sinistra emergono meno, perché a sinistra tutti sono convinti di essere intelligenti (mentre, come in ogni altro ambiente, sono per la maggior parte dei solenni imbecilli) e quindi non sono in grado di distinguere gli intelligenti veri. Per cui sono portato a ritenere che i tuoi conoscenti facciano comunque parte di quel 2% che dicevo.

          Sul tipo n° 7: consentimi di correggerti: se pensi a La Grassa e sodali, tieni conto che non si è mai definito di sinistra (e qui l’autodefinizione coincide con la realtà: non dice mezza cosa che si possa definire di sinistra ed esprime un odio verso tutto ciò che è la sinistra coi suoi vezzi, le sue idiosincrasie, i suoi tic culturali, il suo armamentario ideologico, quale non se ne trova sul Giornale, su Libero, sul Tempo e sul Foglio messi assieme).

    • Francesco says:

      ehm, io sono molto vicino al numero 3, non è che sono finito a sinistra?

      nel caso, come ci si deve comportare, che per me è la prima volta?

      PS Monti ha già detto che non ci saranno “lacrime e sangue”, quindi che cazzo è stato messo lì a fare? deve cedere le banche italiane a quelle europee? ma per avere “lacrime e sangue” in questo paese cosa deve succedere?

      PPS la Lega è tornata a parlare di secessione. fosse che fosse la volta buona, anche se la Repubblica Popolar-Pensionistica di Padania non mi esalta molto. Bossi comunista!

      • roberto says:

        lacrime e sangue non si dichiarano mai!

      • Z. says:

        Sulle lacrime e sangue concordo con Robelux. Già Monti viene guardato con apprensione, se minaccia pure L&S vanno a fargli la caparlaza.

        Sulla secessione concordo con te. Magara. Purtroppo però i buoni a nulla della Lega si sono statalizzati e poltronizzati a Roma, quindi saranno i primi da combattere quando vorremo fondare la Repubblica Cisalpina.

        Z.

      • PinoMamet says:

        ” nel caso, come ci si deve comportare, che per me è la prima volta?”

        Scappa Francè, finché sei in tempo!! :)

  22. Per Valerio

    “Giusto per far le pulci a Martinez, Berlusconi ha sempre tagliato (talvolta drasticamente) la spesa militare”

    Grazie della precisazione.

    Ma a cosa serve la spesa militare? Ragionando in termini proprio di ragione di Stato e di difesa nazionale.

    Se l’Italia – che in centocinquant’anni di storia ha solo condotto guerre di aggressione e non è mai stata attaccata da nessuno – venisse per avventura attaccata da un paese più piccolo (Malta? Tunisia? Slovenia?), le basterebbe un centesimo del suo potenziale attuale per vincere subito.

    Se l’Italia venisse attaccato da un paese più grosso, verrebbe sconfitta in poche ore, e quindi l’esercito non servirebbe ugualmente.

    :-)

    • PinoMamet says:

      Beh Miguel

      non credo che le cose stiano proprio così.

      Se l’Italia attaccasse Malta o la Slovenia (con le quali al contrario esistono degli accordi che affidano all’Italia stessa parte della difesa di quei paesi: lo spazio aereo sloveno è pattugliato da aerei militari italiani, per esempio, e anche le minuscole forze maltesi si avvalgono della collaborazione, a svariati livelli, di quelle italiane) smuoverebbe una serie di alleanze e richiamerebbe il quasi forzato intervento di paesi ben più grandi, trasformando il conflitto in qualcosa di ben più grande.

      Idem se fosse l’Italia a essere attaccata da un paese più grande; la NATO in teoria è stata pensata proprio per la reciproca difesa, e so di studi strategici dell’epoca della guerra fredda in cui si ipotizzava un attacco convenzionale delle forze del Patto di Varsavia;
      l’Italia, che si ipotizzava invasa nel concreto da forze soprattutto ungheresi, avrebbe perso il Nord-Est in poche ore (in pratica si sapeva che tutto il primo fronte di soldati accasermati là sarebbe stato tutto sacrificato), ma il resto del paese avrebbe resistito assai di più e alla lunga avrebbe resistito e in non troppe settimane l’alleanza atlantica avrebbe vinto
      (o forse gli studi erano ottimistici ;) chi lo sa).

      comunque non sono uno stratega nè un esperto di robe militari ;)

      ciao!

      • Andrea Di Vita says:

        Per PinoMamet

        Tanti anni fa :-( il mio capitano alla scuola ufficiali diceva che lo scopo dell’Esercito non era quello di fermare il nemico alla frontiera, ma di non farlo uscire una volta entrato, fino all’arrivo degli Statunitensi. La posizione berluschina sulla Difesa e la politica internazionale in genere raffigura bene il perchè dell’indebolimento (non della caduta, che ancora non si vede) del berlusca. Il puro e semplice appiattimento ‘a prescindere’ su posizioni filoUSA ci ha fatto perdere ad es. la possibilità di entrare fin dall’inizio nel gruppo di contatto con l’Iran (anche se in origine proprio Teheren ci aveva chiesto di farne parte, viste le nostre relazioni commerciali). L’invio di una nave antisom nei mari del Pakistan contro la possente marina talibana :-) è un altro esempio di tronfia ridicolaggine. In generale, l’idea berluschina del mondo ricorda quella del Nando Moriconi all’epoca di Eisenhower, e un po’ tutto l’immaginario televisivo (pleonasmo) Italiano si è adagiato per anni sulla ‘nostalghia’ degli anni Quaranta-Cinquanta. L’irrilevanza in politica estera -stanti anche i sonori fallimenti di questo o di quel sedicente Direttorio in Europa e nel mondo- non è un dato irremovibile della politica Italiana, ma la scelta consapevole di uno che alla Farnesina rinuncia a un Ruffini per un frattini, o a Bruxelles rinuncia a un Monti per un buttiglione. E siccome la politica aborre il vuoto, l’inerzia del berlusca tutto preso da intercettazioni e nipotine di mukarak ha lasciato il campo -e qui concordo con Martinez- ai ‘poteri forti’ della finanza.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  23. Peucezio says:

    Miguel:

    “Vivo in Italia, ho la nazionalità italiana, ma non mi integrerò mai in questo paese.”

    Miguel, tu sei più italiano di me, solo che, come tutte le (pochissime) persone con una sensibilità e un’intelligenza critica superiore, non ti sentiresti integrato né in Messico, né in Lapponia, in Nuova Zelanda o altrove.

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  27. Andrea says:

    A me, che seguo questo blog da anni, questa definizione che viene data del suo curatore pare decisamente superficiale.
    E lui, che ne pensa?
    “Vi sottopongo la lettura di un pezzo di Miguel Martinez, un antiberlusconiano di ferro(anzi acciaio);un giornalista che non ha mai fatto sconti al tycoon di Arcore; e che ha la patente di bravo ragazzo di sinistra.”
    Da: http://www.rischiocalcolato.it/2011/11/lossessione.html

    Andrea

    • Francesco says:

      diciamo che per quanto imprecisa, la definizione serve allo scopo di dire “non è stato scritto da qualcuno di destra per scagionare Berlusconi”

      non pretendere che il normale internauta di sinistra capisca concetti troppo complessi, di solito si ferma alla coppia binaria: servo di Berlusconi-compagno

  28. FraMana says:

    Due osservazioni su degli elementi del tuo post che mi lasciano un po’ perplesso (ma solo un po’).

    Prima di incolpare genericamente la “globalizzazione” (che tecnicamente è ferma oramai dall’inizio della recessione anni) o l’Unione Europea è il caso di considerare che:

    – il non aver fatto niente da parte di Berlusconi è una colpa grave: l’Italia non si è riformata nelle istituzioni civili ed economiche per 20 anni, rimanendo ferma mentre il mondo correva. Alla base dei 10 anni di crescita zero che abbiamo alle spalle c’è questo prima di tutto.
    – di opportunità perse ce ne sono a bizzeffe. Aver fatto parte della moneta unica ha significato un enorme gettito per le casse pubbliche italiane che potevano vendere titoli di Stato al tasso della Germania (anzichè al nostro vero tasso che ora scopriamo essere parecchio più alto). Queste risorse extra sono finite tutte in spese correnti (leggi nuove assunzioni, inefficienze, enti inutili, pugnette varie) anzichè in spese per investimento che avrebbero sostenuto la crescita.
    – è a mio avviso sbagliato pensare che la spesa in deficit e l’accrescimento del debito siano equivalenti a fare una piccola birbonata che ti consente di mantenere il livello di benessere attuale, mentre l’UE che impone i tagli alla spesa pubblica sia un despota che ci costringe a compiere ingiustizie nei confronti del demos. In realtà mantenere un basso debito pubblico è prima di tutto un dovere nei confronti delle generazioni future. La disciplina di bilancio è un elemento del rispetto che dobbiamo avere nei confronti dei nostri figli, esattamente come lo sentiamo nell’ambito dell’ecologia.

    Ciao e complimenti per il blog.

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