Messico, una giornata qualunque

Leggo che l’impegnatissimo ministro degli interni del Messico – secretario de Gobernación per usare il titolo ufficiale – Francisco Blake Mora è morto qualche ora fa, quando è precipitato il suo elicottero. Non sappiamo ancora nulla della modalità della precipitazione, e se va come è sempre andata, non lo sapremo mai.

Il meglio della giornata deve ancora venire, vista la differenza di fuso orario; comunque da stamattina, i morti ammazzati da sicari in varie parti del Messico – escludendo il ministro e i suoi accompagnatori – sono complessivamente circa trentuno, che fa circa due volte Piazza Fontana. Dico “circa” perché c’è una fastidiosa serie di decapitazioni a Durango che mi complica i conti.

Ieri invece, il solito ammonimento a chi passa troppo tempo su Internet: un cadavere decapitato, a Nuevo Laredo, accompagnato dal messaggio, “”me pasó esto por no entender que no debo reportar en las redes sociales” (“questo mi è successo per non aver capito che non devo scrivere nei social network“). Trattasi della quarta esecuzione – solo a Nuevo Laredo – negli ultimi mesi di persone accusate di scrivere troppo in rete. Siccome i messicani non difettano mai di fantasia, accanto a una delle vittime avevano anche messo una tastiera.

Lo sport non costituisce un’alternativa sicura a Internet: proprio una settimana fa, a Sinaloa, un commando ha fatto irruzione in una partita di pallavolo, uccidendo sette tra giocatori e spettatori.

L’altro giorno, la polizia messicana ha presentato alla stampa il signor Alejandro Chávez Moreno, un professionista di 33 anni, che avrebbe lavorato per varie imprese tagliando personalmente una settantina di teste umane con un coltello e scrivendo un biglietto semplice, ma incisivo, di accompagnamento per ciascuna: le pubbliche relazioni sono infatti un elemento fondamentale di ogni azienda, e nessuno è attento alla propria immagine quanto un narcobusiness.

Cogliere le sfide del Mercato Globale, con flessibilità, ma anche sapendo mettere a frutto le risorse offerte dalla tradizione, in un’ottica di fidelizzazione della clientela.

Il Grande Narcociclo su cui avete costruito la vostra civiltà prosegue.

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4 Responses to Messico, una giornata qualunque

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  2. Moi says:

    http://iononstoconoriana.blogspot.com/2011/11/erica-franchi-e-samuele-baldini-portano.html

    Miguel, scusa l’ OT ma … ci sei stato ad accogliere trionfalmente “a casa tua” ?

    Un Vero Eroe, neppure il ritiro della scorta è riuscito a fermarlo. ONORE ! :-) ;-)

  3. Insomma i conquistadores non hanno estirpato tutte le tradizioni locali; della serie o hanno fallito, o erano conniventi.
    In ogni caso pare se ne esca male, senza contare l’affettuosa protezione paterna degli USA.

  4. ernesto says:

    Fa impressione come non sia neanche citata la notizia , non dico da giornali come repubblica ma neanche dai cosidetti siti di “controinformazione”. Ogni sorta di azione che sia criminale o politica viene buttata tra le notizie di quarta categoria. Credo che finalmente yankee e compagnia bella abbiano trovato il ruolo ideale per il Messico ma come al solito non riescono a vedere aldilà di 3 o 4 mosse. Hanno generato qualcosa le cui potenzialità non sono neanche sfruttate a pieno regime e che prima o poi gli si ritorcerà contro. Pensano di poter fare lo stesso giochetto messo in atto con Escobar e i colombiani negli anni ’80 ma questa volta “il loro bastardo” ce l’hanno dentro casa e soprattutto non è identificabile in una persona. Miguel per caso sapresti indicarmi dove poter seguire gli sviluppi della vicenda?

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