Un sondaggio sulle destre populiste europee

L’istituto inglese Demos ha appena pubblicato The New Face of Digital Populism, il primo studio scientifico sulla “nuova destra” europea in rete.

Lo studio è stato fatto prendendo i dati di ben 450.000 fan Facebook di 14 organizzazioni “populiste”, dati elaborati usando l‘advertising tool di Facebook.

Dati che Demos ha usato in modo intelligente e anonimo; ma è interessante come in Europa ci siano 450.000 persone abbastanza stupide da

a) sposare idee ritenute estremiste, che in molti casi potrebbero inguaiare chi le professa

b) farsi schedare volontariamente sul Libro dei Ceffi

Inoltre, più di 10.000 di costoro si sono prestate a compilare un questionario dettagliato, con il consenso dei dirigenti delle organizzazioni per cui simpatizzano.

Lo studio risale per la maggior parte a prima della strage di Oslo, e anche dell’ultimo giro della crisi economica.

I ricercatori, finanziati dalla Open Society di Soros, hanno dimostrato una notevole obiettività, evitando ogni demonizzazione.

Il problema sta nella scelta delle domande, tutte fin troppo ovvie.

Noi avremmo aggiunto una marea di domande sulle convinzioni culturali e religiose degli intervistati, su questioni solo apparentemente lontane come quelle di genere o sull’ecologia, per non parlare dello stato sociale e delle privatizzazioni, oppure dell’atteggiamento verso le guerre imperiali di questo decennio e l’adesione alla NATO. Nonché del rapporto con i media televisivi e cartacei.

Sarebbe interessante capire i diversissimi mondi mentali di riferimento dei tifosi calcistici dell’EDL, dei seriosi Bürger berlinesi e degli squatter di Casa Pound.

I risultati più significativi:

- I sostenitori online” sono molto più giovani della media di frequentatori di Facebook, e più spesso maschi [2]

– Sono leggermente più disoccupati della media

- Sono spesso attivamente impegnati: il 67% vota per i “partiti populisti”, il 32% sono formalmente iscritti, il 26% ha preso parte a manifestazioni

- Sono preoccupati per l’immigrazione, e poco interessati a questioni economiche

– I giovani sono più “anti-immigrazione” dei più anziani

- Scarsa fiducia nelle istituzioni europee o nazionali (il 14% si fida dell’Unione Europea, contro una media generale – nemmeno quella troppo alta – del 44%)

– Appena il 30% si fida dei tribunali e della magistratura

E’ interessante notare che i risultati dello studio non tendono a confermare le tesi più diffuse sui movimenti populisti: i lavoratori manuali preoccupati per la crisi economica, oppure il voto di protesta contro i partiti sclerotizzati. Mentre lo studio sembra dare un certo sostegno alle tesi dei ricercatori che sottolineano la prevalenza di fattori culturali su quelli economici nella diffusione di simili movimenti.

Tra i motivi culturali, in particolare nell’Europa settentrionale, la “difesa della civiltà liberale” e delle “democrazie” contro l’islamizzazione assume un’importanza notevole.

Il 17% degli intervistati dichiara di aver aderito a un movimento “populista” per paura dell’immigrazione: le cifre variano dal 36% nel caso dei Democratici Svedesi ad appena l’1% per Casa Pound.

Il 13% è mosso dalla delusione nei partiti tradizionali: qui spiccano, con il 27%, i seguaci di Die Freiheit, il movimento di tedeschi “adulti” delusi dai democristiani.

Un’ostilità specifica verso l’Islam motiva il 10% degli intervistati: il 41% dei seguaci dell’English Defence League a un estremo, nemmeno uno tra i seguaci di Casa Pound all’altro.

Il 9% cita l’integrità morale dell’organizzazione cui hanno scelto di aderire (qui Casa Pound è al primo posto).

Appena il 4% cita motivi economici – la disoccupazione, la globalizzazione, e così via – tra le proprie motivazioni.

Lo studio sottolinea come la paura per la propria “identità culturale” si affianchi più spesso all’ostilità verso i musulmani, che verso gli immigrati in generale.

Lo studio ha chiesto agli intervistati di mettere in ordine di importanza 18 questioni di attualità.

Ai primi posti, l’immigrazione (37%) e l’estremismo islamico  (25%); seguono delinquenza (17%), la situazione economica (16%), l’aumento del costo della vita (14%), la disoccupazione (13%), il multiculturalismo (12%), i politici “lontani” (11%). Anche qui le cifre variano molto – il 48% degli olandesi mette al primo posto l’estremismo islamico, contro il 6% dei seguaci di Casa Pound.

Con un tasso di islamofobia sopra la media troviamo quindi i seguaci di Geert Wilders, Die Freiheit, Vlaamsbelang, Sverigedemokraterna, Bloc Identitaire; mentre i più preoccupati per l’immigrazione pura e semplice sono i seguaci del Bloc Identitaire, del Front National, del British National Party. Almeno negli ultimi due casi, abbiamo movimenti sorti ben prima della diffusione del “fallacismo di massa”. Mentre le risposte “antisemite e anti-Roma”, sottolineano gli autori dello studio, sono state inferiori all’1% in tutti i gruppi.

Commentando la ricerca, lo studioso Gavan Titley dice, giustamente:

“Il linguaggio e gli atteggiamenti di molti partiti mainstream in tutta Europa durante la ‘guerra al terrore’, in particolare nei primi anni, ha gettato le fondamenta per gran parte del linguaggio e delle giustificazioni che questi gruppi oggi ad0perano attorno al concetto di difesa dei valori liberali – dalle questioni di genere alla libertà di parola.”

Secondo lo studio Demos, Casa Pound, Bloc Identitaire, British National Front e l’EDL ritengono che la violenza sia un mezzo accettabile “per assicurare un esito corretto”, una frase tutt’altro che univoca – nel caso degli inglesi, ad esempio, comprende il sostegno all’attacco militare contro la Libia.

Tutti i movimenti mostrano una forte ostilità verso l’Unione Europea, molto superiore a quella (già diffusa) della media della popolazione, salvo i norvegesi, presumibilmente perché la domanda non li riguarda direttamente.

Note:

[1] I movimenti studiati sono: Bloc Identitaire (Francia), British National Party (UK), CasaPound Italia (Italia), Dansk Folkeparti (Danimarca), English Defence League (UK), Front National (Francia), Partij voor de Vrijheid (PVV, Olanda), Die Freiheit (Germania), Freiheitliche Partei Österreichs (FPÖ, Austria), Fremskrittspartiet (Norvegia), Lega Nord (Italia), Perussuomalaiset (Finlandia), Sverigedemokraterna (Svezia) e Vlaams Belang (Belgio).

Lo studio non ha preso in considerazione i movimenti di eredità più “fascista”, come Forza Nuova o l’NPD in Germania; mentre il movimento ungherese Jobbik ha rivelato dati talmente diversi, da richiedere uno studio a parte, ancora da pubblicare.

[2] Da segnalare che sia Die Freiheit che il Fremskrittspartiet – entrambi classificabili come gruppi conservatori classici – hanno un seguito demograficamente meno giovane rispetto ai paesi di riferimento; mentre addirittura il 63% dei sostenitori online degli Sverigedemokraterna ha meno di 21 anni.

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35 Responses to Un sondaggio sulle destre populiste europee

  1. OT

    Segnalo che, per motivi a me ignoti, ho dovuto approvare gli interventi di alcuni commentatori storici, che finora sono sempre “passati” senza problemi.

    Abbiate pazienza, quindi, se non vedete subito in rete i vostri commenti.

    • Peucezio says:

      Invece ieri sera è successa una cosa molto strana: cercavo di entrare nel blog e mi dava il server come inesistente. Cioè non è che rispondeva in ritardo, no, mi dava errore immediatamente, tanto che prima pensavo di avere problemi di connessione (ma gli altri siti si vedevano), poi ho temuto che ti avessero oscurato.

  2. Pingback: Un sondaggio sulle destre populiste europee - Kelebek - Webpedia

  3. mirkhond says:

    C’è uno spettro che si aggira per l’Europa, è lo spettro del….Fascioliberalismo norreno!

  4. Per Mirkhond

    “è lo spettro del….Fascioliberalismo norreno!”

    Infatti, è per questo che ho scritto che sarebbe stata un’occasione per fare un’inchiesta molto più approfondita.

    Credo che si sarebbe trovata una forte divisione tra area “cattolica” e area “protestante” su molti temi.

    Inoltre, all’interno dell’area protestante, ci sarebbe un’ulteriore divisione tra liberisti e “welfare-ma-solo-per-gli-indigeni” che caratterizza ad esempio i danesi e i finlandesi.

    Ma è una mia ipotesi, e ovviamente tutt’altro che infallibile.

  5. Rock & Troll says:

    Facebook è il paradiso dei profili falsi, dei fake e dei troll… il che invalida qualunque ricerca che da lì parta.
    ’nuff said.

    • PinoMamet says:

      Giustissimo: è probabile pensare che 450.000 persone abbiano saputo dal sondaggio e siano corse a farsi un profilo falso e iscriversi a un gruppo di estrema destra, giusto per poter far credere che i gruppi di estrema destra vogliono (o non vogliono) il welfare, e sono favorevoli (o contrari) ai musulmani.
      é la spiegazione più semplice.

      • Peucezio says:

        Ma perché, i sondaggi vengono ampiamente pubblicizzati prima Urbi et Orbi?
        Quante persone in generale e in particolare fra il popolo di Facebook avranno saputo una cosa del genere? E a quanti poteva interessare?
        Francamente sono molto scettico su quest’ipotesi.

        • PinoMamet says:

          Stavo a scherzà, Peucezio!! :)

          in realtà io penso che il sondaggio, aldilà della qualità delle domande, sia valido più o meno come tutti i sondaggi su internet:
          qualcuno che “si infila”, che “ci prova”, c’è sempre, ma alla fine, che vuoi, farà media
          (apposta fanno i sondaggi su campioni di una certa entità, e non su quattro gatti)

        • Peucezio says:

          In effetti il dubbio mi era venuto.

  6. Buleghin il vecio says:

    I mericani li xè proprio tuti mati! Sarebe più rasional legere nei fondi di café come fan le streghe!

    Scrive l’ottimo Antonio di Martini
    http://corrieredellacollera.com/
    _________________________________________________________
    La rivista americana THE ATLANTIC da la parola al suo collaboratore Jared Keller in un articolo datato 4 novembre, il cui succo è questo:Su raccomandazione della Commissione di inchiesta sull’11 settembre, la CIA ha messo in opera in una località della Virginia un centro di ascolto e interpretazione dei social media ( Twitter, Facebook, ecc) mettendo in funzione ” social media tracking center;”>che riceve , analizza e traduce tutto il traffico che può intercetare, al punto che – dice l’autore – esaminano cinque milioni di twitter al giorno.

    Se gli iscritti a Facebook ( che i napoletani chiamano fessbook) pare siano 750 milioni di soci e Twitter 250 milioni, immaginando che ciascuno mandi due messaggi al giorno, abbiamo il 2,5% di probabilità di essere intercettati. In pratica le stesse probabilità che ha un cittadino italiano di ricevere una ispezione fiscale.
    ..Tutto quel che abbiamo saputo è che il direttore del centro si chiama DOUG NAQUIN, ha rilasciato pompose interviste e il prof Bollen dell’università dell’Indiana ha fatto una ricerca – finanziata – per chiedersi se TWITTER possa essere usato come indicatore per predire le oscillazioni dell’indice DOW JONES della Borsa. L’ex presidente Clinton sarà ormai ridotto,quando incontra una donna , a parlare a segni.
    ,
    Bollen ha incassato i soldi, ma – forse per salvarsi la cattedra e il rispetto dei colleghi – ha ammesso che è molto , molto, difficile ottenere dei campioni rappresentativi. In pratica si e’ fatto pagare un articolo al prezzo di una ricerca.

    “L’organizzazione che si occupa di queste scemate,dice The Atlantic, pare sia la CIA, l’organizzazione di cui Nixon diede una definizione lapidaria ” 40.000 people reading newspapers”.

    >In realtà, l’organizzazione che per legge deve e decifrare le comunicazioni è la NSA e le possibilità che qualcuno legga le cretinate che si scambiano gli adolescenti in tutte le lingue del mondo sono remote, quanto quella di essere colpiti da un asteriode mentre ci si fa il bidét. Rilassatevi , scrivete pure quel che volete e dite quel che pensate della politica del governo americano attuale. Avete gratis qualcuno che trascrive e consegna alla Casa Bianca il vostro parere.

    >Come vedete , anche in America esistono carrozzoni elettorali come da noi che – sotto l’usbergo delle esigenze di sicurezza – fanno montagne di assunzioni per verificare fuffa. Comincio a pensare che Obama sarà rieletto.
    __________________________________________________

    • PinoMamet says:

      Buleghin

      ma infatti qui non hanno intercettato proprio nessuno: gli hanno semplicemente chiesto cosa pensa.

  7. rosanna says:

    Già il campione è prelevato da ambiente (fessbuk) inattendibile, in più il questionario si articola stile format “quiz” da dementi, ergo è la dimostrazione di per sè, che non tanto gli intervistati (effetto) ma ab origine ai campionatori (causa) si può assegnare il premio “new-neonazista democratico” da: destra in europa ascensore per l’inferno,2.
    Premio non più purtroppo così perimetrabile come le varie indagini e documentari sui soliti ambienti di destra estrema, consuete guardie ungheresi o cuore nero o forza nuova in italia e i serbatoi collaterali di lega e pdl, ma molto più subdole in quanto trasversali e presenti o spalmate in mille sfumature di populismo tracciabile da dx a sx o sotto e sopra, addirittura anche di populismo alternativo sviluppato in discorsi validi solo per le vendite , come i classici ritornelli demagogici della democrazia dal basso dimostrano insieme a tanto altro ancora dall’ambito delle politiche energetiche e non solo.
    Limitando all’italia,l’era populismo avviato dal bipartitismo ha contagiato tutto o e tutti o quasi , il leader “maestro”, sb, premio nobel di tutti i venditori di pentole e tegami, doveva servire anche a questo, non per ninete da piano solo alla p2 è stato” il naturale ” prodotto previsto in rinascita democratica ( perchè non potevano scrivere neonazista) …in un paese gia predisposto alle demagogie ultradecennali da quando è nato, la bomba sarebbe scoppiata comele precedenti, ma senza fare morti fastidiosi e facendone altri meno fastidiosi e piu invisibili

  8. Claudio Martini says:

    “Tutti i movimenti mostrano una forte ostilità verso l’Unione Europea…”

    Ribadisco per l’ennesima volta: siamo nella merda

  9. Moi says:

    UE : Europa = Giovine Italia Mazziniana : Italia

    … che ne dite ? ;-) :-)

    • Francesco says:

      Interessante questa tua proporzione, caro Moi, anche se forse fa troppa grazia al Mazzini

      Che l’Unione Europea, tenacemente avversa a qualsiasi proprio fondamento ideale, etico, tradizionale, (una volta esauritasi la stagione dei padri fondatori cattolici) faccia schifo a chi pur confusamente cerca di pensare al proprio destino, singolare e collettivo, non mi stupisce più di tanto

      “o radici cristiane o barbarie”, potrei tentare di parafrasare. oppure notare che la massoneria (latu sensu) non è in grado di dar ragioni ai popoli per vivere.

      In fondo in fondo, è la riprova che l’anima umana non la si riesce a cancellare, come non si riuscì al di là del Muro, quindi una buona notizia.

  10. izzaldin says:

    “..e degli squatter di Casa Pound.”

    se un punkabbestia anarchico ti sente chiamare “squatters” quelli di casa pound, ti squarta la giugulare come manco a Tenochtitlàn.
    capisco che linguisticamente e tecnicamente possono definirsi “squatters” (to squat), ma, come molti altri inglesismi, la parola in italia ha ormai preso un significato autonomo, diverso rispetto all’etimologia originale.
    heiner schulze parlava dei modi in cui un concetto supera il significato primario, e in italia squatter, come anche black block, ha ormai un significato proprio (e non è detto che in futuro non cambi ancora, o si estingua).

    • Moi says:

      @ IZZALDIN

      Eppure Opposti Estremismi hanno un Nemico Giurato in comune, contro il quale arrivano persino eccezionalmente ad allearsi: il Buon Senso …

  11. Per Izzaldin

    “se un punkabbestia anarchico ti sente chiamare “squatters” quelli di casa pound, ti squarta la giugulare come manco a Tenochtitlàn.”

    Non ne dubito, ma io sono madrelingua inglese, e loro no :-)

    E qui si apre una riflessione interessante sulla specializzazione dei termini inglesi in italiano: per me, squatter significa semplicemente occupante “abusivo” (in senso strettamente legale) di una proprietà immobiliare altrui, a scopo di residenza.

    Senza giudizi cultural/politici.

    • Moi says:

      Aridaje Miguel … rassegnati all’ idea !

      Voi madrelingua Inglese siete oggi come i madrelingua Latino ai tempi delle Invasioni Barbariche: “Your destiny is signed !” ;-) :-) e se oggi non è corretto … lo sarà domani ! ;-)

    • PinoMamet says:

      Akubra è un cappellificio australiano. Uno dei modelli si chiama Squatter.

      Questi di solito stanno sulle teste di professionisti 50enni con l’hobby della pesca a mosca e una grossa macchina 4×4; o di persone che vorrebbero somigliare a loro.
      Un’umanità abbastanza agli antipodi degli squatter “nostrani”, direi.

      Incuriosito dall’uso del termine, ho googlato la cosa (appunto agli antipodi ;), cioè “squatter australia” ) e è saltato fuori questa roba qua, che ignoravo (anche se immaginavo ci fosse sotto qualcosa di simile):

      http://en.wikipedia.org/wiki/Squatting_%28pastoral%29

  12. izzaldin says:

    se uno “squatter” esce dalla casa squattata, va a comprare un “body” per la sua ragazza (e un paio di “slip” per lui), posa la macchina nel “box” e poi si vede un “film”, quante di queste parole hanno il significato originale inglese? nessuna?
    l’angloitaliano ha ormai significati slegati dalla lingua che gli ha prestato le parole.
    secondo me ha ragione moi, gli errori e gli avvitamenti di senso sono destinati a fare scuola e a “fare lingua”.
    e magari così gli squatters rimarranno anarchici alcoolizzati e non neofascisti palestrati.. :)

    • Z. says:

      izzaldin,

      — se uno “squatter” esce dalla casa squattata, va a comprare un “body” per la sua ragazza (e un paio di “slip” per lui), posa la macchina nel “box” e poi si vede un “film” —

      …allora può benissimo terminare la sua “night” andando a “fun cool”: lui, la sua “car”, il suo “body” e il suo “box”. Che la smetta di giocare a fare il “rebbel” oltre che il “pèzzent” nel suo “squat” :lol:

      — e magari così gli squatters rimarranno anarchici alcoolizzati e non neofascisti palestrati.. :)

      L’auto nel box, il body per la fidanzata, il film magari comprato su Sky – altroché anarchici alcolizzati, questi “squatter” sembrano piuttost degli “impieghèt” di “bank” :D

      Z.

      :D

      • Alberto Corleone says:

        oh ti prego! una considerazione piu intelligente anzichè alimentare visioni stereotipate? no sai perche esistono differenze e tantissima varietà umana nel mondo degli squat, squatter, centri sociali, punkabbestia, circoli arci, anarchici, comunisti, fascisti, casa pound, forza nuova, pdl, lega…(to be continued)

  13. Alberto Corleone says:

    concordo con izzaldin e aggiungo un particolare, a mio avviso, da non sottovalutare. mentre lo squatter izzaldiniamente inteso fa della pratica dello squatting la sua missione alla quale non sono concesse deroghe (pena l’esclusione dall’elitario e selezionatissimo empireo degli squatter), casapound era un movimento squatter (nel senso che intende il buon miguel) soltanto in principio. adesso è facile notare come in molte città casa pound sia in realtà un bar, se non un circolo o una casa privata affittata se non, addirittura, di proprietà di qualche rottame neofascista degli anni 70. è ormai evidente come la necessità della circolazione del marchio, come sottolineato magistralmente in un contributo del buon miguel di qualche mese fa, abbia preso il sopravvento nella politica casapoundista.

  14. Moi says:

    gli squatters rimarranno anarchici alcoolizzati e non neofascisti palestrati.

    IZZALDIN

    ________

    La prima che dici è ipotetica … la seconda dipende da che s’intende :

    http://www.youtube.com/watch?v=huVujjfzphI

  15. Moi says:

    @ MIGUEL

    Se vuoi fare il Saputello Madrelingua Inglese :-) ;-) con i Gruppettari Estremisti … fa’ pure ! Poi però se pigli mazzate estreme :-) da entrambe le parti NON lamentarti che i tuoi lettori non ti avevano premurosamente avvertito ! :-) :-)

  16. Belle le riflessioni linguistiche che emergono da questa divagazione sul termine squatter.

    In particolare, proprio da madrelingua inglese, ci ho messo un attimo a decifrare il commento di Z. su box, slip ecc. (ma film, in effetti, per me vuol dire proprio “film che si vede”, e solo secondariamente la pellicola che si forma, che so, sul latte bollito).

    In realtà, avevo usato il termine squatter quasi senza pensarci, soprattutto per indicare la distanza dall’elettore medio di Die Freiheit, che immagino sia un posato signore borghese della Germania del Nord, piuttosto benestante, deluso dopo aver votato per venti o trent’anni per la CDU.

    Poi è evidente che esiste davvero una notevole differenza comportamentale, di abbigliamento, ecc. tra il poundista (si dice così?) e l’anarcosquatter medio.

    Questo è sicuro, anche se non sono sicuro che abbia una grande importanza.

  17. Alberto Corleone says:

    nel merito della questione sono sicuramente dettagli, si tratta di due righe. però spesso gli equivoci generano mostri (e qui ci sarebbe da fare una riflessione sulla distorsione mediatica del termine black bloc e sulle conseguenze che ha avuto sulle fragili menti degli adolescenti nell’era genova 2001, ma sarà per un’altra volta). quindi non è mai inopportuno precisare. anche perche l’elettore medio della CDU (identikit che, se trasportato in italia, corrisponde spesso a quello del padre medio del militante medio di casapound) non ci perdonerebbe mai di avere spinto suo figlio ad intrufolarsi nella notte in fabbriche dismesse e piene di amianto, proprio come un punkabbestia qualunque. ma questa era solo un battuta :)

    • Z. says:

      Lo era pure la mia, eh! :D

      Anche se effettivamente nascondeva un’osservazione. Nella frase di izzaldin sono stati utilizzati (di proposito) numerosi termini “angloitaliani”, e gran parte dei termini angloitaliani descrivono oggetti ed attività che una volta sarebbero stati definiti tipici della “vita borghese”.

      Sicché non credo sia un caso, quindi, che lo “squatter” descritto, più che all’immagine di uno squatter – che nell’immaginario collettivo è un anarcoide alcolizzato – faccia pensare all’immagine di un bancario.

      Enunciamo quindi il Principio di Zeta: all’aumentare dell’angloitaliano in una frase, aumenta la bancarizzazione della medesima.

      Z.

  18. Pingback: Il neofascismo come strumento della NATO e del Sionismo | Cori in tempesta

  19. Partendo da questo suo articolo ho elaborato questo testo:

    http://zecchinellistefano.blogspot.com/2011/11/il-neofascismo-come-strumento-della.html

    A breve prenderò in esame anche altre organizzazioni di estrema destra, come ad esempio Forza Nuova che ha delle interessanti particolarità.

    Saluti, Stefano Zecchinelli

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