Inno ai Valori Condivisi dell’Occidente

“Il discorso di Frattini si è articolato sulle “costanti” e le “novità” del rapporto transatlantico. Le costanti sono il principio della “sicurezza comune” che trova il suo pilastro nella Nato, come pure i valori condivisi tra le due sponde dell’Atlantico: la dignità della persona, la libertà, la democrazia. Valori che rappresentano il “marchio identitario” della Civiltà Occidentale.”

Dal discorso di Franco Frattini, ministro degli affari esteri, all’inaugurazione di un convegno di Magna Charta

Alle costanti del rapporto transatlantico, dedichiamo la notissima poesia  Derelict, “relitto”.

Le parole furono scritte dall’autore americano, Young Ewing Allison, librettista – è interessante notare – anche della prima opera dedicata agli indiani d’America (siamo nel 1890, altro che manie moderne…). Un bel personaggio vissuto nel nuovissimo mondo, tra il Kentucky e l’Indiana, a cavallo tra Otto e Novecento.

I primi quattro versi sono di Robert Louis Stevenson, e sono gli stessi che  Attilâ Ilhan ha usato per aprire Eski deniz halkı, “Antica gente del mare”,  narrando di altri avventurieri, quelli mediterranei.

Derelict dovrebbe descrivere il recupero di una nave di corsari. Cioè dei primi contractor della storia, che con il permesso dei sovrani diffondevano i Valori Condivisi tra una sponda e l’altra del grande mare. Dead Man’s Chest è sia il nome della nave, che termine gergale per una bara.

La produzione di rum, nel Seicento,ha creato uno straordinario narcociclo virtuoso: schiavi nei Caraibi a tagliar canne, un po’ zucchero, e un po’ scarti da mandare nel New England, i signori del New England a trasformare quegli scarti in rum, il rum venduto ai cristiani – uomini, donne e bambini – per comprare merci europee che in Africa venivano scambiate contro schiavi da trascinare nei Caraibi.

Allo stesso tempo, il narcociclo del rum, con i suoi corsari, si attaccava alla grande vena dell’oro e dell’argento che scorreva dalle miniere mortali di Zacatecas e Potosì, per perdersi così inutilmente in Spagna.

I due cicli che si incontrano nel momento della rapina. Ecco il Marchio Identitario della Civiltà Occidentale, per citare le sagge parole del nostro ministro degli esteri.

In quindici
sul Dead Man’s Chest
issa, issa una bottiglia di rum
Le bevute e il diavolo ci avevano pensato al resto
issa issa e una bottiglia di rum!
Il secondo se ne stava trafitto dalla pike del nostromo
il nostromo con il cervello spaccato da un colpo di caviglia per impiombare
e la gola del cuoco segnata allo stesso modo,
era stata afferrata
da dieci dita;
e lì se ne stavano
come tutti i bravi morti
come all’alba in una taverna dopo la sbronza.

Quindici uomini rimasti di tutto l’equipaggio della nave
Morti e siano dannati e degli altri nessun segno!
Il capitano con la testa immersa nel sangue
dove l’ascia dell’aiutante cuoco si era piantata nella sua guancia,
e l’aiutante cuoco era stato trafitto quattro volte.
E lì se ne stavano,
e i cieli umidi gocciolarono tutti il giorno
sugli occhi rivolti verso l’alto
nel tramonto cupo e in una sporca alba.

Quindici uomini rigidi e morti
su dieci dell’equipaggio, il segno dell’assassinio
Fosse un colpo di spada o un’oncia di piombo
o un foro spalancato su una testa battuta
e gli scoli pieni di un rosso marcio
e lì se ne stavano
Siano dannati i miei occhi
gli occhi aperti sul paradiso
tutte le anime che se ne vanno dall’altra parte.

Ognuno di quei ragazzi avrebbe potuto navigare con Old Pew

C’era una cassa piena di oro spagnolo
con una tonnellata di argento sulla stiva di mezzo
e nelle cabine una profusione indicibile di cose
e se ne stavano lì
avendo preso il bottino
con il loro sguardo che non vedeva
e le loro mute labbra
mentre ci spartivamo a spanne tutto.

C’era altro da vedere, attraverso la finestra di poppa
indizio di malasorte, una donna era stata a bordo!

Una leggera sottoveste sulla branda di una cabina
con un sottile taglio di coltello dove doveva trovarsi il petto
e il merletto rigido e secco in una macchia violastra
Era una prostituta, oppure una tremante fanciulla?
Che osò prendere il coltello e si prese una lama!
Per Dio, era una ragazza coraggiosa.

Quindici uomini sul Dead Man’s Chest
Issa issa e una bottiglia di rum!
Le bevute e il diavolo ci avevano pensato al resto
Li abbiamo avvolti tutti stretti in una vela maestra
con due volte dieci giri di un’amarra
e li abbiamo sollevati e lanciati lontani dalla vista
con un issa e un arrivederci
e un’improvvisa caduta
nelle cupe onde
dieci bracci giù sulla strada verso l’inferno
Issa issa e una bottiglia di rum!

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46 Responses to Inno ai Valori Condivisi dell’Occidente

  1. Claudio Martini says:

    La storia, in fondo, e’ una successione di narcocicli, dalla Cina alla Colombia, dal Kosovo all’Afghanistan…
    Ma chi -o cosa – era Old Pew?

    • Ritvan says:

      —-La storia, in fondo, e’ una successione di narcocicli, dalla Cina alla Colombia, dal Kosovo all’Afghanistan…Claudio Martini—

      Dimenticato qualcosa, fratello? Ti rinfresco la memoria:
      http://en.wikipedia.org/wiki/Serbian_mafia
      e anche:
      http://archiviostorico.corriere.it/2009/novembre/20/soldati_della_mafia_serba_nuovi_co_9_091120009.shtml
      da cui cito:
      “È la mafia serbo-montenegrina, la nuova potenza nel traffico di cocaina tra Sud America ed Europa. Le rotte. In qualche anno, l’ organizzazione è arrivata a monopolizzare le rotte della droga via mare per rifornire famiglie di ‘ ndrangheta, il Nord Italia, la criminalità di Austria, Germania, Spagna, Inghilterra. La forza. Il «successo» dei serbi è legato alla forza di professionisti para-militari, alla mentalità da guerrieri-narcos e alla affidabilità di una multinazionale: sono diventati la migliore «agenzia di servizi». I costi. La criminalità locale si scarica di ogni responsabilità per le fasi più rischiose dell’ affare. E risparmia: comprando le partite di droga dai serbi, la coca costa in media 35 mila euro al chilo rispetto ai 40 mila della «concorrenza».”

  2. Old Pew dovrebbe essere un personaggio dell’Isola del Tesoro.

    • Claudio Martini says:

      Ah ecco, una delle innumerevoli storie che tutti hanno letto/visto tranne me. Grazie

    • PinoMamet says:

      Stevenson ha sempre il suo perché,
      ma ignoravo che la canzone fosse un derivato del libro e non viceversa.
      Comunque i canti marinari inglesi sono bellissimi
      (guarducchiando su Youtube ho visto postato un “Santy Anno”- prende il nome da una qualche generale messicano, tra l’altro ;) – cantato, oltre che da mille altri, anche da un gruppo folk di cui faceva parte Moni Ovadia, pure… vabbuò)

      le radici dell’Occidente sono particolarmente truci, e questo si sapeva, ma il lato “romantico” della trucidezza è il lavoro di braccia del poveraccio a volte in condizioni disperate:
      “my boots and clothes are all in pawn/ and it’s mighty drafty round Cape Horn…”
      (da un altro canto marinaro, Blood Red Roses)

      ciao!

  3. Buleghin il vecio says:

    Miguel ti xè proprio un mexicano de l’ostia!

    Riesci a dar un impresion magica ed epica anca a le storie più squalide, anca se tra il Fratini e capitan Kid ce sta la diferensa che la xè tra la merda ed il ciocolato!

    Capitan Kid asaltava i bastimenti spagnoli e ci rubava i dobloni, Fratini masone va anca a sciar con la scorta per paura che qualcun ci sputi nel café al bar.

    L’unico un pocheto epico saria il ministro La Rusa ma ghà il difeto che sembra uscir diretamente da un fumeto.

  4. Se non sbaglio il testo relativo alla donna non viene cantato.

  5. Moi says:

    Adesso rubo la scena a Francesco :-) ;-) :-) ;-)

    Un giorno o l’altro, Miguel, qualcuno di voi EteroMondialisti dovrà degnarsi di dimostrare nei fatti e non per dogma che il Mondo Non-Occidentale sia tutta ‘sta Arcadia …

    • Peucezio says:

      Infatti non lo è affatto (e credo che neanche Miguel lo pensi). Ma ha avuto il merito (nella storia i meriti stanno nei fatti, non nelle intenzioni o nei desideri) di non realizzare dei mezzi che le consentissero di dominare il pianeta.
      Per inciso, usiamo il termine occidentale per convenzione, ma il sistema dominante ormai da tempo non è genericamente occidentale, è anglosassone.
      E io francamente credo che gli anglosassoni siano effettivamente peggio della media dei popoli del mondo.

    • PinoMamet says:

      A differenza di Peucezio non credo che siano popoli inerentemente peggiori o migliori.
      Penso che siano popoli che mi stanno più o meno simpatici, che è forse peggio.

      Ho già ricordato in passato il saggio sull’imperialismo scritto da un inglese che ho leggiucchiato tempo fa. Un’opera divulgativa, niente di fondamentale, non Hobsbwam (ho letto qualcosa pure di lui).
      Beh, in questo qua la cosa francamente irritante è il fatto che, scevra di tutto il contorno, la tesi di fondo è “noi inglesi siamo stati sì imperialisti, ma meglio di tutti gli altri; e in fondo tanti popoli che abbiamo dominato stavano meglio sotto di noi che sotto i tiranni locali”.
      Tesi che, appunto ridotta ai suoi minimi termini, è pure falsa: direi che la stragrande maggioranza dei popoli dominati stavano economicamente meglio prima di essere spogliati di tutte le loro risorse
      (e sì che il libro elenca minuziosamente la quantità infinita di “spoglie” che le colonie inviavano all’Inghilterra, e senza le quali l’Inghilterra sarebbe radicalmente diversa da quello che è ora)
      e socialmente spesso pure
      (i dominatori britannici avevano l’abitudine per solito di appoggiarsi alle classi dirigenti locali, quindi niente cambiava per il popolo se non di mantenere due classi di tiranni al posto di una; è vero che si davano da fare per sgominare qualche sacrificio umano, inventandoselo magari quando non c’era- i thugs sono creazione della paranoia inglese ben prima che salgariana- ma molto altro non facevano).

      Insomma, “italiani brava gente” è senz’altro una grossa bugia, ma “anglososassoni brava gente” pure, e non vedo perché nasconderlo soltanto perché tutti usiamo internet o facciamo i fighi scopiazzando le espressioni americane.

      • Francesco says:

        Avrei qualche buon dubbi al riguardo, che spesso gli inglesi riuscivano a “educare” piuttosto bene le classi dirigenti locali. E mi pare che vantino un certo numero di successi, diciamo una quota più alta rispetto ad imperi concorrenti.

        Per Peucezio: a parità di fetenzia, onore alla vittoria! Sennò stiamo alla notte delle vacche grigie.

        Certo, fossero rimasti cattolici sarebbe meglio …

        • PinoMamet says:

          Mmm vittorie… dipende in cosa e in che senso.
          Mi pare che coi francesi se la giochino alla pari, su per giù, ma i francesi avevano un approccio abbastanza diverso.

          Però riconosco che alcuni indiani che ho conosciuto erano piuttosto “britannici”, e consci e fieri di esserlo.

        • Francesco says:

          infatti, se penso a un impero con una storia fallimentare di “civilizzazione” dei colonizzati per primo mi viene in mente quello francese

          gli inglesi, invece, qualcosa sono riusciti a fare

          certo, nulla rispetto ai nostri antenati romani ma la classe non è acqua

          ;)

          ciao

  6. mirkhond says:

    Insomma, “italiani brava gente” è senz’altro una grossa bugia, ma “anglososassoni brava gente” pure, e non vedo perché nasconderlo soltanto perché tutti usiamo internet o facciamo i fighi scopiazzando le espressioni americane.

    Quando ero bambino, leggevo Il Giornalino, una rivista a fumetti per bambini, delle Edizioni Paoline.
    Tra un fumetto e l’altro, la rivista trattava, accompagnata da illustrazioni ben fatte, anche argomenti di carattere storico.
    Un articolo parlava dei vari imperialismi europei, considerandoli genericamente negativi, soprattutto riguardo alla condizione dei Neri.
    Venivano salvati solo gli imperi coloniali tedesco e italiano, considerati “umanitari”, e quello tedesco seppure in una cornice di “rigore” prussiano….
    Sono passati ormai quasi trent’anni da quelle remote letture infantili, e nel frattempo non solo abbiamo scoperto le atrocità degli Italiani brava gente, ma anche quelli dei rigorosi ma onesti Prussiani Tedeschi, vedasi il massacro degli Herero in Namibia del 1904….
    Pino ha ragione. Il più pulito c’ha la rogna sotto….

    • Francesco says:

      Quando ero bambino, leggevo Il Giornalino

      anch’io! e riconosco che era fatto bene, adesso vedrò se farlo ai miei figli

      :D

  7. Per Riccardo Giuliani

    “Se non sbaglio il testo relativo alla donna non viene cantato.”

    :-)

    In questi casi, io cerco sempre il testo originale, che spesso non coincide con ciò che un gruppo musicale decide di cantare.

    • Infatti confidando nella tua onestà ho subito pensato ad una musical censura puritana.
      In pratica la depredazione si può cantare, lo sessualità violenta no; quasi a dire che il male collettivo è assai più perdonabile di quello singolo.

  8. Per Ritvan
    “—-La storia, in fondo, e’ una successione di narcocicli, dalla Cina alla Colombia, dal Kosovo all’Afghanistan…Claudio Martini—

    Dimenticato qualcosa, fratello? Ti rinfresco la memoria:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Serbian_mafia

    Caro Ritvan, devi ammettere che non ho mai sottovalutato il ruolo dei miei connazionali nel narcociclo attuale. Anzi, mi arrabbio un po’ con Claudio che ci ha dimenticati.

    • Ritvan says:

      —Caro Ritvan, devi ammettere che non ho mai sottovalutato il ruolo dei miei connazionali nel narcociclo attuale. Miguel Martinez—-
      Ammetto, ammetto:-)

      —Anzi, mi arrabbio un po’ con Claudio che ci ha dimenticati. —
      :-):-)

  9. Sugli anglosassoni…

    Intanto, io sono anglosassone, almeno per un quarto, ed è un quarto culturalmente molto importante.

    Credo che l’invenzione anglosassone del sense of humour sia importante quanto l’invenzione della ruota, e senza, sarei semplicemente morto da un pezzo. E ho un amore sviscerato per la ricchezza poetica della lingua inglese, che purtroppo tanti conoscono solo come anglobale da mercato planetario.

    Io le parole inglesi, con la loro vasta ricchezza fonetica, le loro origini così varie, le infinite sfumature che non esistono in altre lingue (che avranno, poi, le loro di sfumature) me le godo ad una ad una.

    Detto questo, capisco le generalizzazioni di Peucezio, anche se non le condivido.

    Non so fino a che punto le etnie “esistono”, ma certamente esiste l’idea che esistono, e questo genera un bel po’ di storia reale.

    E’ ovvio che certi anglosassoni hanno segnato in maniera incredibile la storia, e hanno determinato (ad esempio, contro i francesi o i tedeschi), la forma che la modernità ha assunto.

    Altri anglosassoni quella stessa storia l’hanno subita, come carne da cannone, come bestie da soma, o come cretini semplici.

    E, come ho avuto occasione di scrivere in passato, non dimentichiamo il ruolo di un’altra etnia, gli irlando-scozzesi/ulsteriani, che sono qualcosa di piuttosto diverso.

    E non credo che inveire contro i potenti costituisca razzismo: non è la stessa cosa parlare male degli anglosassoni o dei Rom, ad esempio, perché alcuni tra i primi hanno ancora il coltello dalla parte del manico e i secondi li spazza via la prima alluvione che passa.

    Comunque, ci sono due principi anglosassoni che spero si sentano fortemente in questo blog.

    Il primo è la concretezza, il giudicare la gente non in base a sigle, identità o astrazioni, ma in base a ciò che realmente fa: motivo per cui le grandi “identità” ossessive degli eurocontinentali hanno poca influenza nel mondo anglosassone.

    Il secondo è il cercare sempre il lato positivo delle persone, che possano costituire un’opposizione alle tenebre attuali. Ci vorrebbe un bel po’ di ottimismo anglosassone, di quello spirito che si entusiasma per le cose, che coglie il potenziale di bellezza in tutto, anziché sempre il sospetto, la diffidenza, il difetto.

    • Francesco says:

      OACCM

      (occasiona annuale di concordanza con Miguel)

      :D

    • PinoMamet says:

      ” Altri anglosassoni quella stessa storia l’hanno subita, come carne da cannone, come bestie da soma, o come cretini semplici”

      E tutto sommato sono quelli le cui storie trovo più affascinanti… datemi cento volte un minatore della Cornovaglia, al posto di un solo Bruce Chatwin.

      Mica niente di personale contro le figure, assai accativanti (e che godono di ottima stampa; anche perché spesso se la scrivono!) dei grandi viaggiatori inglesi;
      anzi in altre occasioni ho difeso il loro sguardo attento e non-normalizzante verso gli altri
      (l’opposto di quello dell’italiano medio, che non ha la “raza cosmica” dei messicani, però ha il “paese universale”, cioè “tutto il mondo è paese”; che è proprio il contrario di “quando sei a Roma fai come i romani”, come dice il detto appunto inglese).

      Mica niente di personale: però non so che farci, le trovo distanti, un po’ antipatichine con quell’aria di supponenza che molte volte non riescono proprio a scrollarsi di dosso.
      Voglio dire, se fossi un africano dei Dogon, alla fin fine, credo che preferirei di gran lunga bermi una birra col minatore del Devon, che farmi analizzare e descrivere dal Chatwin di turno.
      Non sono un dogon; ma sono un italiano con la sua storia personale, che è poi la stessa cosa.

      Per l’ “anglobale” sono d’accordo con te, e trovo che la cultura di lingua inglese non abbia peggior nemico;
      tutto sommato sta a essa come il Grande Fratello sta alla cultura di lingua italiana… go figure ;)

      Comunque la rivalità italiana verso gli anglosassoni (non parlo di quella francese e tedesca, che non conosco) sarà probabilmente anteriore al Fascismo, ma non credo neanche tanto;
      penso sia stato quest’ultimo a darle la spinta decisiva. Ma non è solo questione di rivalità tra Imperi;
      credo che ci sia sotto una certa differenza antropologica, che ha trovato in quel particolare momento storico l’occasione di deflagrare.

      ciao!

  10. mirkhond says:

    ” Guardala in questo modo: chi ti fa più paura? In termini di razza, intendo. Quale razza ti inquieta di più, sotto sotto? Azzarderei l’ipotesi che siano i neri – gli africani, vero? E’ così, no? Quando ne vedi una banda con le felpe col cappuccio, per le strade di Londra, attraversi la strada? Be’, non sei certo il solo, Rob. Lo facciamo tutti. E la paura dei neri è statisticamente apprezzabile, in termini di microcriminalità per le strade. Hai molte più probabilità di venire aggredito e derubato da un uomo di colore che non da un bianco, e men che meno da un giapponese o un coreano, vista la percentuale di neri nella popolazione complessiva.
    Ma rifletti un pò più a fondo.
    …..
    Quale, tra le razze umane, è la più letale?
    La più intelligente, Rob. LA PIU’ INTELLIGENTE.
    Esaminiamo a fondo la cosa. Tu hai paura dei neri. Ma in realtà quante persone sono state uccise da africani a livello globale? Da eserciti africani o dal potere africano? Qualche migliaio? Forse poche centinaia di migliaia? E questo per quanto riguarda l’intera Africa. Quindi vedi, gli africani, pro capite, non sono poi così pericolosi. Sono del tutto disorganizzati e chiaramente incapaci di autogovernarsi, ma NON sono pericolosi su scala GLOBALE. Ora prendi gli arabi. Gli arabi hanno padroneggiato a stento l’uso del computer. Non riescono a invadere con successo un’altra nazione sin dal quindicesimo secolo. L’11 settembre ha rappresentato il loro più riuscito tentativo di uccidere un ingente numero di persone negli ultimi duecento anni. E ne hanno uccise tremila. Gli americani potrebbero eliminarne altrettante con il napalm in un solo minuto. Con un comando a distanza.
    Quindi chi sono le persone organizzate che uccidono DAVVERO, Rob? Per capirlo dobbiamo dirigerci verso il NORD. Dove vivono le persone INTELLIGENTI.
    Tra le nazioni europee, gli inglesi e i tedeschi hanno ucciso più di qualsiasi altra nazione. Considera l’impero britannico. Gli inglesi hanno sterminato gli aborigeni della Tasmania, in toto. Li hanno cancellati dalla faccia della terra. Gli inglesi in Tasmania si dedicavano a un vero e proprio sport che consisteva nel braccarli. Uno sport sanguinario, come la caccia alla volpe.
    L’unico popolo europeo capace di eguagliare gli inglesi in termini di pura letalità è quello tedesco. I tedeschi sono stati lenti a recuperare lo svantaggio, non possedendo un impero (pari a quello britannico ndr) e tutto il resto, ma se la sono cavata discretamente nel ventesimo secolo. Hanno sterminato sei milioni di ebrei. Hanno ucciso cinque milioni di polacchi, forse tra i dieci e i venti milioni di russi. Troppi per poterli contare.
    E qual’è il quoziente intellettivo degli inglesi e dei tedeschi? E’ di circa 102-105, nettamente SUPERIORE alla media, e MOLTO AL DI SOPRA di quasi tutte le altre RAZZE. Questo piccolo margine è sufficientemente significativo per fare di inglesi e tedeschi due tra i popoli PIU’ LETALI del mondo, oltre ad annoverarli tra i PIU’ INTELLIGENTI.”

    Tom Knox, Il segreto della genesi, pp. 287-288

    La “nobile riflessione” continua, ma per ora mi fermo con questa chicca, elaborata da un anglosassone sulle qualità della sua “razza”….

    • PinoMamet says:

      Interessante, e in prate anche condivisibile, ma questa cosa che inglesi e tedeschi avrebbero il QI più elevato degli altri, da dove sorte fuori?

      • Francesco says:

        e i cinesi, che per salvare la poltrona di MZD hanno ammazzato più persone di qualsiasi altro massacro noto?

        o i giapponesi nel periodo imperiale da fine ‘800 alla sconfitta del ’45?

        mi pare che la conoscenza del mondo di Knox rivaleggi con quella di un giornalista del corriere della sera …

  11. mirkhond says:

    Dal romanzo di Knox, in cui l’autore mette in bocca a psicologi e archeologi (i cui nomi presumo siano di fantasia), le teorie darwiniste applicate al genere umano.

  12. mirkhond says:

    Dal romanzo di Knox, in cui l’autore mette in bocca a psicologi e archeologi (i cui nomi presumo siano di fantasia), le teorie darwiniste applicate al genere umano.
    ciao!

  13. Moi says:

    Credo che l’invenzione anglosassone del sense of humour sia importante quanto l’invenzione della ruota

    Miguel Martinez

    ________

    Lo vedi ?! … Voi Anglosassoni riuscite sempre a essere più indisponenti di chiunque altro ! :-) Ti faccio poco umilmente :-) notare che mentre Voialtri Anglosassoni eravate ancor più barbari di Noialtri Galli Boi _ e persino peggio dei Nostri Cuginastri Dirimpettai :-) ;-) Galli Senoni_ e ve ne andavate in giro a far macelli rivestiti di pelli d’orso con la scure a tracolla e l’elmo cornuto in testa ;-) :-) ;-) :-) … da “Noi” nel senso di “Noi-Loro” ;-) :-) i Romani, un certo :-) ;-) Quinto Orazio Flacco scriveva delle Satire che gli avrebbero dato fama imperitura e perenne attualità ! :-)

  14. mirkhond says:

    Ma proseguendo in queste riflessioni “scientifiche”:

    “Ma guardiamo ancora più lontano. CHI E’ perfino PIU’ INTELLIGENTE degli inglesi e dei tedeschi, Rob? I cinesi. Hanno un QI (quoziente intellettivo, ndr) medio di 107. E hanno ucciso forse cento milioni di persone solo nel ventesimo secolo. Certo, hanno ucciso IL LORO STESSO POPOLO, ma i gusti sono gusti.
    Ma andiamo direttamente al vertice. In base al numero di abitanti, chi ha maggiori probabilitò di ucciderti? I crucchi o gli inglesi? Un nero o un cinese? un coreano o un kazako? Un negro o un mangiaspaghetti?
    No, sono gli ebrei. Gli ebrei hanno ucciso più persone di chiunque altro, su questo pianeta. Naturalmente, date le MINUSCOLE dimensioni della popolazione ebraica, hanno dovuto effettuare tutti i loro massacri PER INTERPOSTA PERSONA, potremmo dire: imbrigliando il potere di altre nazioni o inducendo altre nazioni a combattere tra loro. Vivono e uccidono trasformando la loro intelligenza in un’arma, ed è impossibile dire quanti ne abbiano passati a fil di spada. Pensaci. Gli ebrei hanno INVENTATO il cristianesimo: quanta gente è morta per la croce e a causa della croce? Cinquanta milioni? Gli ebrei hanno creato il comunismo. Altri cento milioni. Poi c’è la bomba atomica. Inventata dagli ebrei. Quante persone ucciderà?
    Gli ebrei, travestiti da neoconservatori, hanno perfino escogitato la seconda guerra del Golfo. Eppure quella è stata un’operazione su scala ridotta, in base ai loro standard: ha ucciso SOLO un milione di persone. Decisamente insignificante. Ma almeno continuano a tenere le mani in pasta. Forse perché STANNO FACENDO LE PROVE per la Grande guerra tra islam e cristianesimo, che tutti sappiamo in arrivo e che tutti sappiamo che verrà SCATENATA dagli ebrei. Perché sono loro a dare inizio a tutte le guerre; perché loro sono COSI’ INTELLIGENTI.
    Qual’è il quoziente intellettivo medio degli ebrei ASKENAZITI? 115. Sono di gran lunga LA RAZZA PIU’ INTELLIGENTE DELLA TERRA. E gli ebrei hanno maggiori probabilità di toglierti la vita, storicamente, rispetto a chiunque altro. Solo che NON lo fanno per la strada, con un coltello, cercando dieci dollari per comprarsi del crack.”

    Tom Knox, il segreto della genesi, pp.288-289

    • Moi says:

      @ Mirkhond :

      Portae Inferi non praevalebunt … sed Mona :-) erit avantiatqueindrìo :-) iens qui eas verberabit et cludebit clamando :-)

    • PinoMamet says:

      Ah ecco.
      Te pareva che non ci infilava gli ebrei. Però questa storia che avrebbero “inventato il cristianesimo”, e quindi sarebbero colpevoli delle morti causate da quest’ultimo, logicamente sta proprio poco in piedi.
      Idem per il comunismo ecc. ecc.

      comunque continuo a chiedermi dove abbia preso questi QI: se li è inventati di sana pianta o li ha ripresi da qualche studio vero?

  15. mirkhond says:

    Per Pino Mamet

    Non saprei dirtelo. Quello che ho capito è che l’autore fa suoi, diversi luoghi comuni dell’immaginario norreno, sulla presunta superiorità culturale associata ad una sete di violenza e dominio.
    I popoli da lui elencati, Tedeschi, Inglesi, Cinesi ed Ebrei Askhenaziti, sono dei popoli NORDICI, generatisi dal ceppo degli Uomini del Nord, fantomatica razza ominide di giganti, originaria delle gelide terre dell’Estremo Oriente siberiano, i quali stuprando le “nanerottole” armenoidi dell’Alta Mesopotamia preistorica, avrebbero dato origine all’uomo moderno e alla sua civiltà così intrisa di violenza, di cui parlammo tempo fa.
    Ora, i gruppi più settentrionali della razza, anzi delle “razze” umane, avrebbero conservato meglio, questo connubio violenza/civiltà, da cui il loro sanguinoso dominio del mondo.
    Riguardo agli Ebrei, sia nel Segreto della Genesi, che nel successivo “capolavoro” Il Marchio di Caino, Knox menziona gli Askhenaziti, proprio per la loro origine in gran parte NON semitica e di ceppo NORDICO europoide (non menziona i Khazari, ma il senso è quello).
    E proprio perchè semiti per religione, ma NORDICI per “razza”, gli Askhenaziti, e solo gli Askhenaziti, sono accomunati ai “migliori” eredi dei fantomatici Uomini del Nord, e quindi nel club razziale dei più intelligenti e violenti, anzi i MIGLIORI tra questi.
    E a rimarcare questa sostanziale ammirazione condita di razzismo e luoghi comuni del suo immaginario, le protagoniste femminili e fidanzate poi mogli dei protagonisti maschili anglosassoni, sono delle ASKHENAZITE!

  16. jam... says:

    ..”Gli arabi hanno padroneggiato a stento l’uso del computer.”

    ..anche questo é umorismo x’ guardacaso Steve Jobs é arabo, padre siriano, madre svizzera. Jobs, famiglia di adozione..
    ciao

    • mirkhond says:

      E Adolf Hitler pare che discendesse da Ebrei Sefarditi, o addirittura da una colonia di legionari della Mauritania (il Marocco di epoca romana), stanziata dai Romani sul fiume Inn (attuale frontiera austro-bavarese), come dimostrato da uno studio genetico su un campione estratto da 39 parenti del Führer!
      Sì il razzismo sarebbe umoristico, se non avesse causato e causasse tragedie basate su queste stronzate pseudoscientifiche scaturite dall’ossessione per le “razze” e la “purezza” razziale.
      ciao

    • Moi says:

      Jam carissima, capisco che tu veda le cose in un Eterno Presente ma … Steve Jobs è recentemente passato in cospetto di Dio. :-)

  17. mirkhond says:

    I Sefarditi invece, proprio perchè più mediorientali semitici e magrebini, per Knox non esistono proprio, evidentemente perchè associabili ai gruppi più “babbei” meridionali e dunque innocui e senza valore, un pò la stessa considerazione che ha dei Neri e degli Arabi.
    ciao!

    • PinoMamet says:

      Non ho ancora capito se questo Knox ci è o ci fa…

      • mirkhond says:

        Per Pino Mamet

        Entrambe le cose.
        La sua carriera di romanziere è iniziata per problemi finanziari, come confessò lui stesso in un’intervista (attraversava un momento triste e non aveva i soldi per pagare la bolletta della luce).
        Poi, mescolando una fervida fantasia con il fascino di scoperte archeologiche e situazioni storiche vere e affascinanti tipo Gobekli Tepe e i misteriosi Cagot pirenaici, il tutto condito da ossessioni razziali, ha generato i due romanzi che ho citato.
        Il tema di fondo della sua opera è che non esiste l’unità del genere umano, ma diverse RAZZE UMANE, soggette a derive genetiche ed evoluzioni o involuzioni.
        Ad es. ne Il Marchio di Caino, considera i Cagot una RAZZA in via di estinzione per i troppi incroci parentali dovuti a una rigida endogamia a cui questa popolazione montanara sarebbe stata costretta dai più forti Baschi in mezzo ai quali abitavano (e abitano), Baschi che a partire dal XIII secolo cominciarono a ghettizzarli e a discriminarli pesantemente, nonostante fossero entrambi cattolici e parlassero la stessa lingua, discriminazione dicevo, iniziata perchè considerati lebbrosi e untori.
        Questo pesante regime di discriminazione etnica sarebbe durato fino al XIX secolo, su entrambi i versanti atlantici dei Pirenei, nonostante le pressioni del Papato, dei sovrani francesi e spagnoli, e infine della parificazione introdotta dalla rivoluzione francese.
        Ora, secondo il nostro fervido romanziere ciò che avrebbe portato (nel suo romanzo) all’estinzione genetica dei Cagot (che invece sono vivi e vegeti ed oggi finalmente mescolati con Baschi, Francesi e Spagnoli), avrebbe dall’altra parte, favorito quella che, ai suoi occhi, sarebbe la PIU’ POTENTE E INTELLIGENTE RAZZA umana: gli ASKHENAZITI!
        Gli Askhenaziti (i Sefarditi, come detto prima non li considera proprio), a furia di essere costretti ad un duro regime di segregazione razziale, negli stati cristiani dell’Est europeo, avrebbero al contrario dei Cagot, sviluppato una selezione che avrebbe visto la “specie” migliorare sempre più.
        Il Segreto? L’amore per la cultura, il far sposare le ragazze ai rabbini e ai giovani più intelligenti, scartando i “babbioni”, i quali si sarebbero estinti per mancanza di riproduzione.
        Questa politica matrimoniale che premiava i “migliori”, sarebbe stata applicata in ottemperanza a quanto affermerebbe il Levitico, capitolo 25, versetto 44 : ” Quanto allo schiavo e alla schiava….potrete prenderli dalle nazioni che vi circondano.”
        In altre parole, secondo l’interpretazione che ne dà l’autore, in questo passo Dio stesso affiderebbe agli Ebrei il DOMINIO DEL MONDO, a cui i goyim devono sottomettersi in quanto inferiori.
        Insomma un mix di fede, amore per la cultura, volontà e necessità di RESISTERE in un ambiente ostile, avrebbero portato ad un’EVOLUZIONE degli Askhenaziti, al punto da SUPERARE tutti gli altri popoli della terra, per preparare IL LORO DOMINIO su questi ultimi.
        Ne Il Marchio di Caino, questo concetto viene ribadito, attribuendo allo scienziato tedesco Eugen Fischer (1874-1967), realmente esistito e razzista ma NON antisemita (nel senso cui si deve intendere “semita” in questo autore), un esperimento genetico, condotto nel lager di Gurs, sui Pirenei francesi, nel 1941, sui prigionieri di diverse etnie che vi erano reclusi.
        Fischer, comunicando ad Hitler le sue scoperte, avrebbe affermato appunto, in base a queste farneticazioni sulla diversità delle “razze” umane, proprio quanto detto sopra.
        Hitler, spaventato dall’idea che gli Askhenaziti potessero soppiantare i popoli germanici nel dominio del mondo, proprio in virtù di quei deliri razziali di cui era convinto, ma i cui risultati “scientifici” gli davano TORTO, allora e SOLO ALLORA avrebbe deciso di sterminare gli Ebrei, respingendo i precedenti piani per utilizzarli come schiavi specializzati nelle terre sovietiche conquistate, o espatriarli nel Madagascar.
        Inoltre, per comprarsi il silenzio del Vaticano, su tale sconcertante scoperta, avrebbe fatto un accordo segreto con Pio XII nel 1942, in cui in cambio del silenzio cattolico su tale genocidio, avrebbe occultato e soppresso i risultati di queste scoperte genetiche, risultati che avrebbero creato imbarazzo in Vaticano, in quanto DIMOSTRAVANO SCIENTIFICAMENTE che la Dottrina Cattolica sull’UNITA’ DEL GENERE UMANO, non aveva fondamento.
        E tuttavia Fischer e i suoi discepoli, per salvarsi dalla resa dei conti con gli Alleati, avrebbero occultato i loro risultati in un castello boemo, e così ricattato i governi alleati vincitori, barattando la loro incolumità con tale occultamento che alla fine tornava comodo a tutti, Chiesa Cattolica, Alleati e agli stessi scienziati nazisti.
        E tuttavia in Inghilterra, a partire dagli anni ’70, gli studi sulla DIFFERENZIAZIONE genetica del genere umano, sarebbero ripresi col progetto “Diversità del genoma umano”, patrocinato dalla Stanford University, bloccato da mille controversie e dalle solite pressioni del Vaticano e dei governi occidentali, a metà degli anni ’90!
        Ti risparmio per ora altre belinate.
        ciao

  18. Moi says:

    Chiariamo una cosa, anche se forse potrà sembrare a qualcuno ovvia:

    Le interpretazioni razziste in Italia, cioè leghiste, gli “Arabi”, i “Beduini” (dal Sahara Occidentale al Pakistan ma non stiamo a fare della lana caprina :-) ;-) :-) ) sono assimilati ai “Terun”, non ai “Nègher” …

    • Francesco says:

      in effetti mi è venuto subito da correggere i limiti geografici, aggiungendoci un bel “dalla Campania al Marocco”

      mi sa che devo disintossicarmi dall’aria leghista che si respira, prima di esserne sopraffatto

      però è interessante che sia dubbio se, per un “centro-nord italiano” sia peggio un negro o un biondo nordico. ogni paese ha il suo razzismo, immagino

      ciao

  19. jam... says:

    Carissimo Moi, Steve Jobs é virtualmente vivo, la morte non esiste x tipi come lui; l’eterno presente é un luogo operativo, dove la materia metamorfosandosi acquista potenza e quindi vita. Lo hanno inventato proprio i tipi come lui! A maggior ragione resta siriano al presente, x,’ come l’essere diventato americano non ha potuto cancellare la sua origine, cosi’ il suo essere deceduto non puo’ cancellare il suo essere vivente. In Jobs c’é una percentualità maggiore di presente attivo, senza poi sottovalutare l’antica abitudine dei suoi antenati a trovare virtualmente i percorsi nel deserto osservando le stelle, che lo hanno spinto a lavorare sull’invisibile x vivere una sfumatura di infinito..( non sapevo che Jobs mi stesse cosi simpatico! oppure si!)
    ciao

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