Le donne di Tunisi

1) ” L’allarme delle donne sui diritti acquisiti: Ma non saremo il nuovo Afghanistan “

Titolo di un articolo di Monica Ricci Sargentini sul Corriere della Sera

2) “Brivido Tunisia, gli islamici oltre il 40%. Ma ad Hammamet non si festeggia: “Giù le mani dai nostri bar”

Titolo di un articolo del mitico Fausto Biloslavo sul Giornale del Berlusconi Piccolo

3) “Bene, cosa ci insegnano i risultati di queste elezioni? Leggete bene: che 42 delle 49 donne elette all’Assemblea costituente tunisina sono membri di Ennahda. Che 42 donne su 90 eletti rappresentano il  47% degli eletti di Ennahda. Che TUTTI gli altri partiti, di tutte le tendenze, non hanno fatto eleggere più di 7 donne. E che oggi l’Assemblea tunisina conta dunque 49 donne su 217 seggi, cioè il 22,5% di donne. In Francia, l’Assemblea conta appena il 18,5% di donne… Chi è allora che deve dare lezioni agli altri?! Fate come dico, non come faccio: questo ha un nome: ipocrisia.”

Ennasri Nabil, president del Collectif des Musulmans de France (CMF).

P.S. A dimostrazione di come la néoconnerie italica di massa sia il prodotto di titoli mediatici maldigeriti, citiamo un commento scelto a caso di una neocona a caso:

Bella democrazia in Tunisia,ci sarà la shari’a islamica.

percio la pena di morte(e qua sono daccordo) ci sara la fustigazione, la lapidazione, i parenti delle vittime potranno dare la pena al colpevole di un atto di sangue. ecc ecc
ecco il risultato della primavera del Macreb.
La Libia anche sta andando verso tale legge.
Legge per cui se vieni violentata e colpa tua,se uno ti tira acido in faccia perche non lo hai voluto sposare e innocente, ecc ecc.
——————-
In onore ed in ricordo di
THEO VAN GOGH

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48 Responses to Le donne di Tunisi

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  2. Claudio Martini says:

    In effetti la Libia verso quella via (sharia) ci sta andando, eccome.

    Per quanto riguarda Ennahda, be’, seguite i soldi (vi ritroverete a Doha, che e’ sempre meglio di Busto Arsizio)

    Infine, probabilmente ha ragione Gilles Kepel: il fatto politico davvero rilevante e’ che il 60 % dei tunisini NON ha votato per Doha (ops, volevo dire Ennahda)

    • Una bella fetta di elettori ha votato per un miliardario proprietario di televisioni, il quale aveva messo in lista un bel po’ di gente riciclata e che aveva violato le leggi sulla par condicio e sul silenzio preelettorale. La differenza con noi, che siamo la Vera e Autentica Democrazia Bianca e Cristiana (o Celtica e Longobarda, che fa lo stesso), è che lì hanno avuto persino la pretesa di sanzionarlo per queste cose…

    • nic says:

      considerando non votanti e voti nulli, meno del 20% votó Ennahda.
      http://www.javierortiz.net/voz/samuel/el-factor-ennahda

      • I conti si fanno su chi vota, però. Chi non vota, idealmente, è come se avesse votato chi ha vinto, visto che ha contribuito alla sua vittoria e di fatto ha delegato agli altri la scelta.

        • nic says:

          che alle prime elezioni “libere” post-“dittatura” abbia votato solo il 50% degli aventi diritto non mi sembra un dettaglio senza importanza. Dov’è finito l’entusiasmo democratico dei ciclamini?

        • Era l’entusiasmo di quel 50%, evidentemente. Tolti gli apolitici, mi sembra che sia una minoranza la gente a cui non piace andare a votare in Tunisia…

  3. nic says:

    nessuna notizia dal tuo amico Imed?

  4. Francesco says:

    Ricordo un sacco di donne a sostenere la rivoluzione iraniana di Khomeini, se è per quello.

    Mi pare sia presto per dire che “tutta va bene madama la marchesa”.

    Anche se è sempre meglio di quello che c’era prima: adesso, se le cose andassero male, sarebbe colpa loro senza se e senza ma

    PS dove cavolo è Doha?

    • Claudio Martini says:

      Qatar.
      STUDIA!!!!!!!!!!!!

      • Francesco says:

        già devo preoccuparmi per la salute di Pato e Cassano, figurati se posso studiare la geografia araba

        :D

    • Z. says:

      Ma infatti Francè, è proprio questo il punto.

      Se tra gli eletti di quel partito il 47% sono donne, e quel partito vota misure discriminatorie contro le donne, le signore in questione dovranno assumersi la loro responsabilità e non potranno dire “io non c’entro”.

      Non capisco poi la rabbia a gettone dei giornali di carta igienica: non erano quelli come loro che hanno sempre detto “ai ladri bisogna tagliare le mani come fanno gli arabi”? Dovrebbero adoperarsi per la sciarìa in prima persona…

      Z.

      • Francesco says:

        quoto la seconda affermazione

        qualcuno sa dirmi quando i giornali hanno abrogato il principio di non contraddizione?

        • Z. says:

          Dipende cosa si intende per “giornali”: se sono i fogli di carta da culo così copiosi in Italia, non hanno principi di sorta…

          Z.

        • Francesco says:

          in Italia?

          mi pare una clausola limitativa del tutto ottimistica

  5. Buleghin il vecio says:

    Da che il mondo xè il mondo le done le ghà sempre comandà lor! E sensa bisogno de vestire come le troiace mericane o le inglesi che se lava una volta al mes se va ben! Per dirla con i studiatissimi profesori se trata del famoso “figa power”.

    Poi nel tanto sparlà Iran le done che ciapan la laurea son più numerose dei uomini e fan tute le profesioni, per parlar de pais dove le done son davero discriminà vantaria sempre ricordarse de l’Arabia Saudita sol che xè aleati dei mericani e i zornalisti puzoni se guarda ben de parlarne mal e al masimo ci fà qualche machieta de color!

    I tunisini la xè zente civil che cian anca una discreta produsion de vin bianco e roso con otima gradasion e tecniche de vinificasion de scola franzese e siciliana, per lor vedo una strada simil a la Turchia e non starei tanto a preocuparme.

  6. Non pretendo nemmeno io di aver capito bene.

    Normalmente, le donne arrivano in parlamento o al governo per due motivi:

    1) per meriti propri

    2) per concessione maschile.

    Nel secondo caso, ci sono diversi sottocasi:

    a) perché vedove, figlie, ecc. di uomini importanti

    b) per motivi di immagine, per cui l’ideale è avere una ministra priva di qualunque potere, ma donna e possibilmente pure nera e magari su sedia a rotelle.

    c) per qualche follia in stile Berlusconi.

    Ora, non vedo molte possibilità di tipo 2 b) e 2 c) nel caso tunisino.

    Restano 1) e 2 a); e questo dovrebbe già di per sé ridurre drasticamente il numero di donne rappresentate in parlamento.

    Eppure qui siamo praticamente alla media demografica, il 47%.

    Poniamo che in Italia, il 12% delle persone abbiano occhi verdi, il 5% occhi azzurri. E’ una media demografica.

    Non ci sarebbe nulla di soprendente nel trovare proporzioni molto simili tra gli eletti in parlamento. In Tunisia, sembra – non so perché – che sia avvenuto qualcosa di simile.

  7. La legge elettorale prevedeva le liste bloccate e l’obbligo di alternare uomini e donne nella composizione delle liste (uomo, donna, uomo, donna, ecc.), anche se la maggior parte dei primi della lista sono stati uomini per quasi tutti i partiti in quasi tutti i collegi.
    La ragione delle cifre è presto detta.
    Nella circoscrizione di Vattelappesca 1 ci sono 3 seggi in palio e 4 liste (A, B, C e D). Le liste C e D non ottengono seggi, la lista a ne ottiene 2 e la lista B uno solo. La lista A, dunque, manda su l’uomo (capolista) e la donna che per legge lo doveva seguire. La lista B solo l’uomo capolista.

    La lista A è il partito islamico, che quasi ovunque ha eletto 2 candidati. La lista B, magari, era un partito laico, progressista, antisessista e tutto il resto, che però non è riuscito ad eleggere le sue donne per scarsità di voti.

    • roberto says:

      grazie

    • falecius says:

      Mauricius, solo una (piccola) correzione: non si trattava, a quanto ne so, di una _legge_ elettorale, bensì di un _regolamento_ elettorale. Valido quindi, sempre a mia imperfetta conoscenza, solo per questa elezione.

      • Grazie per la correzione. In effetti ipotizzando un sistema di fonti d’ispirazione francese (dove la legge è parlamentare e il regolamento dell’esecutivo) l’atto del governo provvisorio sarebbe stato un regolamento.
        Non conoscendo il sistema tunisino, però, avevo usato il generico “legge”, che da noi è impiegato profanamente per indicare un po’ di tutto (leggi, decreti-legge, decreti legislativi delegati e persino alcuni regolamenti). La stessa provenienza governativa (da noi le leggi le fa il governo, ormai) e la temporaneità (di leggi temporanee ne abbiamo avute a iosa) non significano molto per chi non mastica l’ordinamento francese.

  8. Moi says:

    Ricapitolando:

    I Fondamentalisti Islamici candidano una pletora di donne islamoimbacuccate :-) e sottomesse … ma comunque di sesso* femminile in modo tale che nessun Malevolo Laicista possa accusarli d”essere BieKi MasKilisti … giusto ?

    Se (!) le cose stanno così, non ci si può non complimentare per la taqiya sopraffina dimostrata ! :-)

    • Ritvan says:

      —Ricapitolando:I Fondamentalisti Islamici candidano una pletora di donne islamoimbacuccate e sottomesse … ma comunque di sesso* femminile in modo tale che nessun Malevolo Laicista possa accusarli d”essere BieKi MasKilisti … giusto ? Moi—
      “giusto” ‘n par de ciufoli, se permetti. Perché:
      1. Che siano “islamoimbacuccate e sottomesse” dove l’hai trovato? Te l’ha detto per caso la buonanima della Fallaci da te evocata mediante seduta spiritica?:-)
      2. Le suddette donne – come ha spiegato Tarvisii – non sono state candidate per evitare accuse di BieKo MasKilismo, bensì semplicemente perché la legge elettorale IMPONEVA così.
      (scusa, ma l’asterisco sul “sesso” che dovrebbe significare?!)

      —Se (!) le cose stanno così, non ci si può non complimentare per la taqiya sopraffina dimostrata !—
      Ah, adesso osservare le norme della legge elettorale diventa “taqiya” e per giunta “sopraffina”?! E cosa dovevano fare per sfuggire alla tua graziosa accusa di “taqiyare”, non presentarsi alle elezioni??!!:-)

      P.S. Per tua informazione – così da non usare in futuro il termine ad capocchiam – dalla Sacra:-) Wiki: http://it.wikipedia.org/wiki/Taqiyya
      “La taqiyya (arabo: تقية ‎) indica, nella tradizione islamica – specialmente quella sciita – la possibilità di nascondere o addirittura rinnegare esteriormente la fede, di dissimulare l’adesione ad un gruppo religioso e di non praticare i riti obbligatori previsti dalla religione islamica (ad es. la Ṣalāt) per sfuggire a una persecuzione o a un pericolo grave e imminente contro se stessi a causa della propria fede islamica…(…)…Ovviamente è assai improprio parlare di taqiyya..(…)…quando manchi l’elemento fondamentale del rischio grave e imminente per la propria incolumità e la propria fede…”.

  9. Moi says:

    *”Sesso” perché non credo proprio che il concetto di genere / “gender”, coniato dal sessuologo statunitense Kinsey e che letteralmente (!) detta legge nella UE, goda di benevolenza e accettazione nel cosiddetto Dar-Al-Islam …

    Diverso potrebbe essere il discorso in Israele; da una parte la Torah parla chiaro: Dio li creò maschio e femmina affinché procreassero … d’altra parte però deve (!) passare l’ idea che gli Ebrei in generale e gli Israeliani in particolare sono “progressisti”, mentre i Cattivissimi Musi Ulmani ;-) in generale e i Palestinesi in particolare sono “retrivi”.

    Forse Pino o Raffaele potrebbero essere illuminanti a riguardo.

    • PinoMamet says:

      Raffaele sicuramente, perché ci vive;

      io ho visto, e tutti mi hanno confermato, che Tel Aviv è all’avanguardia in tema di locali gay;
      anche, i primi due italiani che ho beccato in Israele erano due simpaticissimi omosessuali (che mi hanno ri-confermato la cosa di Tel Aviv);
      stranissima la spiaggia tra Yaffo e Tel Aviv, dove si vedono coppiette lesbiche che si baciano di fianco a donne osservanti (in alcuni casi non ho capito se ebree o musulmane) che entrano in acqua vestite
      (logicamente sono solo i casi limite.. il resto della popolazione da spiaggia è identica a quella di tutto al mondo; poi su al Nord in spiaggia non ho visto nessuno dei due casi limite, ci saranno stati, ma io non li ho visti, solo una normalissima spiaggia- bella- come in Italia :) )

      ciao!!

      • Raffaele says:

        Pino ha ragione, in Israele c’e’ Tel Aviv (grazie a Dio) e poi tutto il resto. Tel Aviv e’ una citta’ liberissima in cui ognuno puo’ essere e fare piu’ o meno cio’ che vuole. A Gerusalemme ad esempio, penso proprio che le coppie gay abbiano una vita un po’ piu’ dura.
        raffaele

      • Peucezio says:

        A proposito di Torah quindi, Tel Aviv rinnova i fasti di Sodoma e Gomorra. Non hanno paura che Jahveh s’incazzi di nuovo?

        • PinoMamet says:

          Peucezio

          a parte che credo nessun ebreo usi il termine Jahvè, che a occhio e croce ;) mi sembra una specificità dei cattolici italiani post-conciliari
          (“parola di Yahvè…”; i protestanti USA c’hanno Jehovah, che ha vocali diverse, e forse tutt’altra personalità;, e che in Italia è rappresentato solo dai terribili “testimoni di Geova”)
          e anche il suo sostituto Adonai (“il Signore”), che a leggere la letteratura rinascimentale italiana era ancora piuttosto frequente anche in esclamazioni e bestemmie (mi pare ad esempio di qualcosa a proposito nel Baldus di Folengo), mi sembra si usi adesso più che altro in sinagoga o comunque nelle letture religiose, mentre va forte Ha-Shem, che dovrebbe essere qualcosa tipo “il Nome”…

          a parte questo, mo’ non è che a Tel Aviv ci siano solo froci!
          Ma è una città molto tollerante, a quanto pare.

        • Moi says:

          @ PINO / RAFFAELE

          Io sapevo che gli Ebrei evitano di dire “Yahvè” per scrupolo di (non) averlo nominato in vano … no ?

          Va be’, nell’ Islam questo scrupolo c’ è senz’altro meno, nel Cristianesimo, be’ … soprattutto al centro e al nord d’ Italia meglio lasciar perdere ! ;-)

        • Peucezio says:

          Pino, nella Torah e nel Talmud come lo chiamano?

        • Moi says:

          Ma è corretto mettere Torah e Talmud sullo stesso piano ?

          Pare che il Talmud sia in realtà una raccolta di commenti più o meno o competenti alla Torah … no quel bieKissimo libro che secondo Effedieffe stabilisce _ ad esemoio_ di far diventare “froci” i Cristiani sdoganando le canzoni di LadyGaga alle feste parrocchiali ;-) :-) ;-) :-)

        • PinoMamet says:

          Peucezio

          nella Bibbia si usano diversi nomi o appellativi di Dio, di cui il famoso tetragramma in oggetto è (credo) il principale per numero, e comunque è considerato il suo “vero” nome.
          Quello appunto a cui si riferisce il comandamento di “non pronunciarlo invano”.

        • Ritvan says:

          —-…nella Torah e nel Talmud come lo chiamano? Peucezio—-

          Informati sulla Sacra:-) Wiki:
          http://it.wikipedia.org/wiki/Nomi_di_Dio_nell%27ebraismo

        • Ritvan says:

          —Ma è corretto mettere Torah e Talmud sullo stesso piano? Moi—
          Mah, credo che dipenda da chi fa la valutazione…
          Per gli ebrei, la Sacra:-) Wiki
          ( http://it.wikipedia.org/wiki/Talmud ) ci dice che:
          “Il Talmud…(…)… è uno dei testi sacri dell’Ebraismo: testo della Torah orale, il Talmud è riconosciuto solo dall’Ebraismo che, assieme ai Midrashim e ad altri testi Rabbinici o mistici noti del Canone ebraico, lo considera come trasmissione e discussione orale della Torah; anche la Torah orale fu rivelata sul monte Sinai a Mosè e trasmessa a voce, di generazione in generazione, fino alla conquista romana. Il Talmud fu fissato per iscritto solo quando, con la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme, gli ebrei temettero che le basi religiose di Israele potessero sparire….Secondo la tradizione ebraica la Torah scritta non può essere applicata senza la Torah orale.”.

          —Pare che il Talmud sia in realtà una raccolta di commenti più o meno o competenti alla Torah … no quel bieKissimo libro che secondo Effedieffe stabilisce _ ad esemoio_ di far diventare “froci” i Cristiani sdoganando le canzoni di LadyGaga alle feste parrocchiali—

          Beh, non ci sono solo “commenti della Torah” a quanto pare. Se vai sul sito: http://camcris.altervista.org/talmud.html
          troverai delle cosette che probabilmente ti faranno accapponare i capelli (come dicono a “Striscia”). Ci sono pure i riferimenti bibliografici, ma non avendo io una copia “ufficiale” (o anche non ufficiale) del Talmud non posso pronunciarmi sulla veridicità del contenuto del suddetto sito, che, pertanto, va preso con le molle.

        • PinoMamet says:

          Carissimo Ritvan

          penso che il successo di queste (presunte) citazioni dal Talmud stia proprio nel fatto che il Talmud è un’opera esistente, ma difficilissima da trovare (non ce l’hanno alla Feltrinelli sotto casa ;) anche se hanno diversi libri che ne parlano)
          e ancora più difficile da leggere;

          c’ho in casa una mini-sezione del Talmud che tratta di Hannukà, tradotta e commentata e con testo a fronte; a parte la difficoltà di lettura del testo stesso, che è in pratica una “glossa continua”, anche in traduzione risulta necessario ampliare ed esplicitare alcuni passi che nel testo originale sono estremamente sintetici- ovviamente il tutto è debitamente segnalato; a parte questo, si tratta di una discussione, che verte su altre discussioni, che riguardano minuzie….
          tipo “a che altezza va esposto il candeliere di Hannukà? Rav Tale dice [che va esposto in modo tale] che sia visibile dalla strada, perché “inserire citazione di passo biblico che apparentemente parla di tutt’altro” ma Rav Talaltro [risponde] “no, è detto “inserire altra citazione”; Rav Sempronio dà ragione a Talaltro…”

          vado a memoria, ma ti assicuro che il tenore è questo; pure peggio.

          Il Talmud intero poi mi pare non lo abbiano neanche nella biblioteca della mia vecchia facoltà, che pure è messa piuttosto bene sul fronte ebraico (pur non avendone una specializzazione o dipartimento; però ha dei corsi di lingua e un ottimo docente di Lett. Cristiana Antica);
          però c’è lo Shulkan Aruch, che molti siti come quello che citi inseriscono di loro sponte nel Talmud (segno che non hanno idea di cosa stanno parlando), e si possono controllare i passi di questo.

          Comunque in italiano si trovano quasi esclusivamente siti “anti-talmudici”, mentre quelli che smentiscono le citazioni anti-cristiane sono assai più frequenti in inglese
          (e a una prima occhiata, tutto sommato più credibili):
          http://freemasonry.bcy.ca/anti-masonry/van_hyning.html

          http://www.angelfire.com/mt/talmud/

          parti del Talmud sono consultabili online già in italiano:
          http://chavruta.tripod.com/home.htm

          questo credo sia per chi volesse acquistare il Talmud:
          http://www.artscroll.com/Talmud1.htm

          ciao!

        • Ritvan says:

          Grazie delle informazioni, caro Pino! Si vede che anche con il Talmud i giudeofobi fanno più o meno quello che fanno con il Corano gli islamofobi, ovvero distorcere e citare fuori contesto.
          P.S. Sono stati stanziati fondi del CNR per la traduzione del Talmud in italiano.

  10. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=8_Mdw2mOu_4

    … ma Ida Magli non era filoislamica una volta ?!

  11. Per Ritvan

    Taqiya, in cattolichese, si traduce mentalis restrictio.

  12. jam... says:

    ..e Dio creo’ la donna x fare diventare il maschio un “Uomo”!
    Comunque ibn’Arabi (1165-1240) scrive:
    “…quando l’uomo contempla Dio nella donna, la sua contemplazione é diretta su cio’ che é passivo; se Lo contempla in sé stesso, considerando che la donna proviene dall’uomo Lo contempla in cio’ che é attivo; e quando Lo contempla solo, senza la presenza di una qualsiasi forma uscita da lui, la sua contemplazione corrisponde ad uno stato di passività nei confronti di Dio, senza intermediari.
    Quindi, la contemplazione di Dio nella donna é la più perfetta, x’ Dio é contemplato contemporaneamente in modo attivo e passivo, mentre nella conteplazione soltanto interiore, non Lo si contempla che in modo passivo.
    Cosi’ il Profeta (su di lui benedizione e pace) amo’ le donne a causa della perfetta contemplazione di Dio che si trova in loro.
    Non si potrebbe mai contemplare Dio direttamente in mancanza di supporto (sensibile o spirituale) x’ Dio nella Sua Essenza assoluta é indipendente dai mondi.
    Siccome la realtà divina é irraggiungibile sul rapporto dell’Essenza, e che non esiste contemplazione che in una sostanza, la contemplazione di Dio nelle donne é la più intensa e la più perfetta…” ibn’Arabi.
    ciao

    • Moi says:

      @ JAM

      Ma il problema (per i Pagani senz’altro di meno) insorge quando a livello psichico e/o fisico essere uomo o donna si sovrappongono e si confondono … è qualcosa che _piaccia o no_ esiste da sempre in ogni cultura, tutta colpa solo di Satana ;-) ?

  13. Moi says:

    Per tua informazione – così da non usare in futuro il termine ad capocchiam – dalla Sacra:-) Wiki: http://it.wikipedia.org/wiki/Taqiyya
    “La taqiyya (arabo: تقية ‎) indica, nella tradizione islamica – specialmente quella sciita – la possibilità di nascondere o addirittura rinnegare esteriormente la fede, di dissimulare l’adesione ad un gruppo religioso e di non praticare i riti obbligatori previsti dalla religione islamica (ad es. la Ṣalāt) per sfuggire a una persecuzione o a un pericolo grave e imminente contro se stessi a causa della propria fede islamica…(…)…Ovviamente è assai improprio parlare di taqiyya..(…)…quando manchi l’elemento fondamentale del rischio grave e imminente per la propria incolumità e la propria fede…”.

    RITVAN

    ___________

    Quel che citi è l’Islam a livello teorico, inteso come religione … ma sai bene che negli ultimi decenni i Fondamentalisti Islamici l’ hanno stravolto, facendone un’ideologia totalitaria e suprematista che ricalca i totalitarismi instauratisi tra l due Guerre Mondiali. Quando a un Fondamentalista Islamico fa comodo dare a intendere che il Corano autorizzi una politica della Disinformacja Sovietoide non esita a rigirare il concetto di “taqiya” a proprio uso e consumo.

    Per dimostrarti che NON ce l’ ho con il Corano in quanto tale ricordo io stesso che, se non erro, è il Profeta Muhammad stesso a mettere previdentemente le mani avanti dicendo che Dio punirà ogni abuso della taqiya da parte di un sedicente Musulmano.

  14. Moi says:

    1

    Che siano “islamoimbacuccate e sottomesse” dove l’hai trovato? Te l’ha detto per caso la buonanima della Fallaci da te evocata mediante seduta spiritica?:-)
    2

    Le suddette donne – come ha spiegato Tarvisii – non sono state candidate per evitare accuse di BieKo MasKilismo, bensì semplicemente perché la legge elettorale IMPONEVA così.
    (scusa, ma l’asterisco sul “sesso” che dovrebbe significare?!)

    3.
    Ah, adesso osservare le norme della legge elettorale diventa “taqiya” e per giunta “sopraffina”?! E cosa dovevano fare per sfuggire alla tua graziosa accusa di “taqiyare”, non presentarsi alle elezioni??!!:-)

    RITVAN

    ___________________

    Be’ qui ammetto di aver avuto una reazione un po’ da Cane di Pavlov :

    Se Miguel le ha in simpatia è perché indispongono i Gringos ergo trattasi di Fondamentalismo Islamico. (1 e conseguentemente 2 e 3)

    “Sesso” con asterisco vedi sotto … se (!) vuoi ribattere “E il Vaticano allora ?!” ti rispondo che il punto è che l’ Italia vive una situazione particolarissima, grottescamente contraddittoria perché sono 150 anni che Massoni e Vaticano si scontrano quotidianamente nelle istituzioni sulla pelle dei comuni cittadini che non contano una fava se non in maniera moooooolto relativa il giorno che fanno una c…zzo di “X” su di un pezzo di carta in un baraccotto di legno in un’aula scolastica per poi riporre il foglio ripegato in uno scatolone con fessura in alto.

  15. Ritvan says:

    OK, caro Moi, ci siamo chiariti.
    Ciao

  16. jam... says:

    @Moi
    …gulp! che sciocca che sono! siccome pensavo di essere fra minorenni, non ho finito la frase del Maestro akbar! je me rattrape: “..la contemplazione di Dio nelle donne é la più intensa e la più perfetta e l’unione la più intensa (nell’ordine del sensibile che serve da supporto a questa contemplazione) é l’atto coniugale. Si sa che le Scritture rivelate come legge comune (sharia), si esprimono parlando di Dio, in maniera che la maggioranza degli uomini ne coglie il significato più vicino, mentre l’élite ne comprende tutti i significati, a sapere, ogni significato incluso in ogni parola conformemente alle regole della lingua impiegata. L’arabo racchiude una pluralità di significati in una sola espressione. Ibn’ Arabi.
    Queste parole, neanche a farlo apposta ci proiettano in piena taqiyya:
    C’est un sens étrange
    qui se dégage des vers denses
    où les secrets ont été dissimulés aux non initiés. (ibn’Arabi)
    .. taqiyya quindi come stratagemma esoterico, dissimulazione protettrice, ma certo la stessa operazione puo’ essere fatta in mala fede ed allora taqiyya puo’ diventare un’operazione cosmetica x autorizzarsi comportamenti ignobili..
    ciao

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