Kamikaze d’Occidente, avvolto nella Gloriosa Bandiera

L’Occidente sa ancora produrre eroi, in grado di immolarsi per i suoi Valori.

Prendete esempio da Emilio Perrella di Cercola.

Notate lo sguardo deciso e soprattutto la scelta di avvolgersi, come tutti gli eroi, nella bandiera della sua patria spirituale.

emilio-perrella-lo-stallone-di-cercola-si-da-fuoco-perche-escluso-dal-grande-

Emilio Perrella, mentre indossa la Old Glory

Nessuno sottovaluti, poi, la virtù delle madri italiane.

Anche in questo fine settimana, le madri italiane si godono con i figli il calore del televisore, e insegnano loro amorevolmente a seguire l’esempio dell’Eroe, e mettersi in fila per il casting.

Per ogni Perrella che cade bestemmiando tra le fiamme, ci sono mille giovani entusiasti pronti a prendere il suo posto.

Ci auguriamo che tutti si comportino con la stessa determinazione di Emilio Perrella.

“Folle gesto di Emilio Perrella, alias “Lo stallone di Cercola”, che si è dato fuoco davanti agli studi di Cinecittà per non essere riuscito ad entrare nella casa del Grande Fratello 12. Perrella aveva ricevuto la garanzia di essere stato scelto da parte un dirigente di Mediaset, e per questo si era tatuato il logo dell’azienda di Cologno Monzese sul braccio. Quando ha saputo della sua esclusione ha tentato il suicidio, ma è stato prontamente fermato dalla sicurezza, riportando solo lievi danni.”

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20 Responses to Kamikaze d’Occidente, avvolto nella Gloriosa Bandiera

  1. Moi says:

    A proposito di “Resistenze” …

    http://www.ilgiornale.it/interni/chiese_aperte_fino_allalba_e_lanti_halloween/31-10-2011/articolo-id=554480-page=0-comments=1

    Segnalo questa forma di Resistenza Cattolica Italiana all’ Imperialismo Culturale Gringo di Halloween … e non si parli di Celti, che la versione giunta in Italia (ma anche in tutta Europa) è la più clownescamente scimmiottante gli USAensi Mediatizzati Medi … purtroppo !

    Certo, se devono fare la messa delle schitarrate e dei trenini non è una gran alternativa, la trasgressione veramente vera :-) “autoctona” sarebbe una Messa Tridentina !

    • PinoMamet says:

      Vag ti, a la Messa Tridentina!! ;)

      • Moi says:

        An so menga s’ ai n’ é anca qué … lé j én a Venezia, nå ?
        ____

        Cmq preferisco una festa di impostazione “celtomane” falsa piuttotosto che “gringomane” vera … ci sono parrocchie dossettiane che festeggiano Halloween allegramente, ma credo abbia ragione il sempre parossistico Padre Livio a parlare di “Festa delle Zucche Vuote”.

        Massì, che nel Bieko Occidente Frangistano un prete così non può non suscitare l’ empatia che suscita ogni fossile vivente …
        ;-) :-)

        • Moi says:

          http://www.elledici.org/stampa/intervista.php?YEAR=2004

          l’ ho letto qualche anno fa … un po’ savonarolesco, ma non troppo. In Francia poi c’ è anche il discorso assente in Italia di Tradizione Nazionale Svilita in Sfregio alla République, che prevedeva la “Toussaint” … per cui, contrariamente a quel che potrebbe mai avvenire in Italia, si possono vedere il Papista e il Voltairiano eccezionalmente dalla stessa parte di una barricata per “convergenza parallela che prevale sul parallelismo divergente”. :-) ;-)

      • PinoMamet says:

        Moi

        per me Halloween è sempre stato un falso problema.

        Per esistono i Morti: è il periodo dell’anno in cui da bambino andavo al cimitero (per secoli me li ricordo come un periodo freddo, poi hanno fatto anni di clima quasi estivo, negli ultimi tempi sembra che sia ritornato il freddo..) con i genitori, e adesso da solo.

        è anche il periodo dell’anno in cui nel capoluogo (da cui proveniva, della famiglia, la sola nonna paterna) e in altre zone della provincia, si mangiano dolcetti a forma di osso di morto.

        Si litigava con i parenti su quali fiori mettere, come e perché e chi è stato a togliere fiori che aveva messo zia X e perchè zia Y si ostina con quegli orribili fiocchi sotto i mazzi di orchidee.

        A un certo punto (avrò fatto le medie) si scopre questa roba di Halloween, che la fanno in TV e quindi deve essere figa.
        Primi ridicoli tentativi dei più coraggiosi, o dei più sfigati, per introdurre l’usanza: sconfitta totale. Carnevale regna supremo come unica occasione di mascheramento.

        Primi anni delle superiori, l’inevitabile compagno metrosessuale (non esisteva ancora la parola) fighetto insopportabile fan di Madonna e di tutto ciò che sembra venire dagli States, introduce i party di Halloween (dopo scolastici).

        In brevissimo periodo, è l’alluvione: Halloween dappertutto, il merchandising cresce a dismisura, e il Carnevale, parallelamente, decresce paurosamente.
        Non credo sia tutta opera del mio compagno insopportabile, a dire il vero.

        Quando anni più tardi conobbi l’amico rapper-con-la-terza-media, anche lui per altri motivi suddito mentale degli States, scoprii che negli stessi anni anche lui si era adoperato pro Halloween (tutt’ora lo festeggia, a casa sua, pure; è quello che festeggia anche il giorno del Ringraziamento…)

        Così, invece di una sola, ma sentita, abbiamo due feste in maschere entrambe sentite a metà.

        In compenso non ha mai attecchito l’usanza dei ragazzini che girano in cerca di dolci (per fortuna! almeno quello ce lo siamo risparmiati).

        Si scopre anche che usanze simil-Halloween esistevano in svariate parti d’Italia, ma sono scomparse senza lasciare troppa memoria, causa l’esaurimento della vita contadina, più che la “cattivissima Chiesa cattolica che vuole restaurare i roghi dell’Inquisisione”.

        Solo che si sono dimenticati di dirlo alla Chiesa Cattolica, che tutta compresa dal ruolo assegnatole da altri di “cattivissima, ottusa, nemica dei ggiovani” ecc., ha spesso colto l’occasione di definrie Halloween “satanico” e compagnia bella.

        Tranne poi organizzarlo in parrocchia (come i dossettiani che ricordi tu).

        Comunque, per me sono fatti loro: per me, il due Novembre, c’è l’usanza/ per i defunti andare al cimitero/ ognuno l’ha dda fà che sta creanza/ ognuno ha da tene’ chistu penziero…
        (cito a memoria, scusate gli errori, da Totò)

        ciao!

        • Moi says:

          A Bologna invece, ahimé … negli ultimi pochi anni tengono i negozi aperti la sera soprattutto nella zona centrale che fa una specie di “”T” incrociando V. Indipendenza e V. Ugo Bassi (sulla quale è stato aggiunto relativamente di recente un monumento di statua con sotto, sul piedistallo, occhio nel triangolo, squadra e compasso) fin oltre “Bolognina” … I negozianti tengono dei cestoni di cramelle e i cinni _ahimé_ scimmiottano i coetanei USA con il famigerato “Dolcetto o Scherzetto ?” … Ogni tanto si vede persino qualche “Bambino Islamico” ;-) :-) i cui genitori _doppiamente* loro malgrado suppongo_ consentono di partecipare affinché si integri con gli altri bambini “autoctoni”.

          ____
          * Celti Pagani (ma almeno per Jam non sarà troppo un problema trovare il sincretismo giusto) + , nota dolentissima, la … Biekissima Amrìka !!!

        • roberto says:

          qui nel granducato da quando abbiamo bambini (cioè sette anni) vediamo bimbi travestiti da mostri andare in giro a cercare caramelle.
          ieri con alcuni vicini abbiamo scortato un gruppone di 25 bimbi, abbiamo girato per il quartiere, chiacchierato un po’ con tutti, fatto un po’ di ammuina.
          devo dire che è una cosa divertente, e il quartiere illuminato da un jack ‘o lantern per ogni casa è davvero sfizioso.
          non è una Tradizione Classica con il bollino DOC della Tradizione Classica Centenaria riportata dai Testi dellla Cultura Popolare Scientificamente Ammessa?
          e chissenefrega, si sono divertiti sia i grandi che i bambini (e i dentisti ringraziano)

        • PinoMamet says:

          Mi piace l’approccio Robertiano alla faccenda, e in effetti devo dire che le zucche illuminate di notte non mi fanno affatto schifo, esteticamente;
          per fortuna comunque non ho figli da scortare (tradizione o non tradizione, la cosa mi starebbe sul cazzo) e a me personalmente non è che possano obbligarmi a festeggiare una cosa anzichè l’altra.

          Non è il mutamento delle abitudini a infastidirmi, è il motivo (il solito strapotere americano, e il solito debordare televisivo… mica è colpa mia se i motivi sono sempre gli stessi!)

          ciao!

        • Francesco says:

          confesso che anch’io ho optato per l’approccio “se i bambini si divertono a me va bene” – anche se introdotta in famiglia dal ramo sinistrorso

          salvo che per me rimane la Festa dei Morti, in cui si va (o si dovrebbe andare) al cimitero a trovare i parenti defunti

          che è sempre tempo speso bene

  2. Moi says:

    @ MIGUEL

    Ma in Messico, se uno prova a festeggiare Halloween … lo smitragliano dedicandogli un corrido o che ?

    :-) ;-) :-) ;-)

  3. mirkhond says:

    Ma i commenti di ieri sono scomparsi?

  4. Karakitap says:

    Anche dalle mie parti Halloween è arrivato via TV (e mi sembrava assurdo che ci fosse una festa del genere oltreoceano, potete immaginare il mio sgomento quando ho cominciato a vedere zucche vuote, sia accompagnate da un corpo che non, in giro).

    Concordo con PinoMamet, il Carnevale è andato via via decrescendo d’importanza, anche se certo non rimpiango le bande di ragazzini che ancora a fine anni ’80 per le strade del mio paese si divertivano a lanciare farina e varechina sui passanti, quando non a percuoterli con bastoni di plastica venduti per l’occasione dalle varie mercerie.

    Questa sera una “Festa di Halloween” è stata organizzata (con il patrocinio o beneplacito del comune) nella piazza antistante e nel fossato di Castello Doria (che è appunto la sede del comune, il nostro castello è un po’ una sorta di struttura- Fregoli, nel senso che ogni evento di qualche rilievo in mancanza d’altro lo si organizza là, compresa questa “festa”) ho visto bambini mascherati con le maschere da Scream e cappelli da strega, oltre a genitori che si vedeva chiaramente che avrebbero preferito fare altro.
    Comunque, se si divertono così, e non fanno male a nessuno (anche se ho qualche dubbio per i gatti neri, oggetti di attenzioni poco delicate) fa nulla.

    La festa dei morti ha tutt’altro valore, anche se proprio in questo giorno preferisco non andare al cimitero, c’è troppa gente che lo considera un’occasione per spettegolare e fare salotto.
    Salutoni, Karakitap

    • PinoMamet says:

      Le clave di plastica! Me le hai ricordate tu; un must delle scuole medie.

      Mi viene da pensare adesso diverse cose: forse erano nate come innocuo complemento da costume da cavernicolo o da Ercole, ma chi è stato a lanciare la moda di usarle (riempite di sabbia o altro) per bastonare passanti o gruppetti nemici?E come mai si è diffusa così enormente? O l’usanza era precedente?
      E chi le produceva, poi?

      (Ho cominciato a pensare a chi produce queste cose tanti anni fa, sulla riviera romagnola, all’interno di un locale arredato in stile gotico-mortuario con cadaveri finti a profusione: chi produce i cadaveri finti? chi è che ha l’idea di mettere su una fabbrichètta di teschi, o di clave di plastica? forse fanno tutto in Cina, ma chi gliele commissiona queste cose?)

      Nota numero due.
      Per i Morti (o i giorni immediatamente precedenti o successivi per evitare- vana speranza- la calca) si va al cimitero.
      Ma il 26 Dicembre, da noi, sono invece i Morti che vengono in casa, di notte, e si lasciava la tavola imbandita per loro.
      Anche Pascoli cita la stessa usanza, ma in un altro giorno dell’anno.
      I Morti o Spiriti che vengono a visitare la casa sono, come atmosfera e sentimento, assai meno lugubri del Giorno dei Morti; anzi, un’occasione di tranquillo raccoglimento famigliare, festivo, natalizio appunto. Chissà perchè.

      Ciao!

      • PinoMamet says:

        Per tornare alle clave di plastica:

        persone in maschera che percuotono sono in effetti una della caratteristiche delle feste simil-carnevalesche di un sacco di culture, dai Luperci latini fino ai Krampus germanico-alpini (che menano, mi informano amici del Friuli) e sono sicuro anche di un sacco di altri posti (ne ho visti in documentari sulle Ande, ad es.)
        quindi chissà, forse ci si menava anche da prima, oppure la presenza di bastoni adatti all’uopo ha scatenato qualcosa nell’inconscio collettivo dei pre-adolescenti in maschera.

        Da più piccolo, quando non sapevo niente dell’uso di bastoni e simili, a Carnevale ricordo invece che mi cucivano bellissimi costumi, molto più belli di quelli “comperi”: ne ricordo uno da Bacco che era costato un’attenta ricerca quasi filologica di tuniche e chitoni, fatta da una mia allora giovane zia…

      • Karakitap says:

        Invece dalle mie parti i morti passerebbero in giro per il paese proprio la notte tra il primo e il due novembre, ma anche in questo caso in tempi antichi si lasciava qualcosa per loro fuori dalla porta di casa (evidentemente non ci si fidava a lasciarli entrare…).

        Quanto alle clave di plastica, mi sono sempre posto anch’io più volte domande sulla loro origine.
        Salutoni, Karakitap

  5. Moi says:

    Il “randello” (una mazza da baseball fatta “a goccia”, “guttiforme” :-), no ?) era sempre stato associato ad Arlecchino … che io sappia. Poi va be’, a Bologna c’ è il Dott. Balanzone accompagnato dai servi-bodyguards ;-) Fagiolino e Sganapino, armati rispettivamente di “granèla” (ramazza, scopa …) e di “matarèl dla spojja” (matarello della sfoglia) .

    _______

    Un “meccanismo sdoganatore” a Bologna è stato prima la festa halloweeniana in discoteca , di lì al disco pub e al pub … “àirish” :-) in primis il passo non è stato lunghissimo, specie attaccandosi agli erasmussiani e diffondendo che in USA Halloween l’han portato gli Irlandesi. Poi anche gli altri locali han colto l’occasione per il menù a base di zucca e i “butghèr” hanno iniziato tenere fuori i festoni e in vetrina i gadget di tipo “cucurbitaceiforme” :-) … Et voilà, Halloween anca edz’à (anche di qua) ;-) !

    • Moi says:

      Fagiolino e Sganapino, armati rispettivamente di “granèla” (ramazza, scopa …) e di “matarèl dla spojja” (matarello della sfoglia) .

      —-

      A’v admànd vénia … l’è al cuntrèri .

      :-)

  6. Moi says:

    A proposito di Islam(izzazione) e Identità da difendere :

    http://italian.irib.ir/radioislam/analisi/interviste/item/81131-pietrangelo-buttafuoco-ci-parla-de-islamil-sacro-loccidente

    Intervista a Pietrangelo Buttafuoco, uno dei pochissimi filoislamici di destra (!) e che ritengo in quanto tale ben più sincero rispetto alla pletora dei filoislamici di sinistra !

  7. Z. says:

    Provincia di Bologna, circa dieci anni fa.

    – Dolcetto o scherzetto!
    – Cussèl?
    – Dolcetto o scherzetto!!
    – Ma cussa i vo sti cinèn?!?
    – Dolcetto o scherzetto!!!

    Mentre i bambini iniziano ad innervosirsi oltremodo, arriva una vicina che suggerisce:

    – Vogliono dei dolci!
    – Dei dolci? Mo perché?
    – Perché è Halloween!
    – Cussèl? Va bàn, cinèn, venite ben dentro… (i bambini entrano) ohi, io ciò questi qua (e tira fuori una scatola di Oro Saiwa), vi van bene?
    – Ah, vabè, allora, ma che palle…

    E i bambini se ne vanno mogi mogi.

    Z.

    PS: Andò peggio ad alcuni ragazzini qualche anno dopo.

    http://www.ilgiornale.it/interni/scherzetto_o_dolcetto_fucilate_due_ragazzini/01-11-2005/articolo-id=39811-page=0-comments=1

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