Nello Rega indagato per simulazione di reato

Di Nello Rega, abbiamo parlato tante volte su questo blog.

Da Televideo:

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                              1/2
     Rai          MINACCE A GIORNALISTA
 REGA, AVVISO GARANZIA 

 Un avviso di garanzia, in cui si ipo-
 tizza la simulazione di reato, è stato
 notificato a Roma, al giornalista di
 Televideo Rai, Nello Rega, in relazione
 al colpo di pistola sparato contro la
 sua automobile la notte del 7 gennaio
 scorso, a pochi chilometri da Potenza.
 Rega sarà interrogato il 3 novembre.   

 I pm ipotizzano che Rega abbia agito
 per simulare l'attentato ai suoi danni,
 e indagano per verificare anche la
 fondatezza di altre minacce denunciate
 dal giornalista dopo la pubblicazione
 del suo libro "Diversi e divisi", sulla
 difficile convivenza tra cristiani e
 islamici. Lettere minatorie e una testa
 d'agnello nella sua automobile.

Ne parlano anche Io non sto con Oriana e Franco Abruzzo. La Nuova del Sud titola, “Rega ha simulato gli spari”. La Gazzetta del Mezzogiorno, più telegrafico: “Simulò spari“.

Sul sito di Nello Rega, Diversi e divisi, tutto è ancora fermo al viaggio di Nello Rega in Libano per portare “dei sorrisi” (sic!) all’Oratorio dei Salesiani di Houssoun. Un gesto con cui il signore più ricercato dai Terroristi di Hezbollah in Italia ha indicato ai propri presunti nemici un ben più facile bersaglio a casa loro.

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14 Responses to Nello Rega indagato per simulazione di reato

  1. Dal Quotidiano della Basilicata:

    Nello Rega indagato per simulazione di reato
    I pm Musto e Piccininni indagano sul colpo di pistola contro l’auto del giornalista che denunciò. Rega indagato «Da vittima a carnefice. Ma dimostrerò la mia estraneità ai fatti»
    25/10/2011 POTENZA – AVEVA denunciato numerose minacce, aveva accusato le istituzioni regionali di averlo lasciato solo, e le forze dell’ordine che a lungo non gli avevano riconosciuto una scorta. «Ero una vittima, sono diventato un carnefice». Proprio così. Il giornalista lucano di Televideo Rai, Nello Rega, autore del libro “Diversi e divisi”, sulla convivenza fra islamici e cristiani, che – secondo quanto da lui sostenuto – sarebbe stato al centro di numerosi attentati da attribuire ai fondamentalisti islamici, proprio dopo la pubblicazione del suo volume, si trova al centro delle indagini della Procura di Potenza. I sostituti procuratori Domenico Musto e Anna Gloria Piccininni ritengono che l’autore abbia simulato uno degli attentati da lui denunciato, e forse anche altri. In particolare, i Pm di Potenza, indagano sull’attentato denunciato da Rega che sarebbe accaduto nella notte del 7 gennaio scorso. Il giornalista raccontò che quella notte, sulla Basentana, di ritorno verso il capoluogo lucano, la sua auto era stata raggiunta da un colpo di pistola. Secondo il racconto che ne aveva fatto Rega, una macchina con almeno due persone a bordo avrebbe affiancato la sua vettura. Primo lo speronamento, poi lo sparo. Evitato grazie a un’accelerata che lo scrittore sarebbe riuscito a fare, alla vista della pistola. Il proiettile, che non è stato mai ritrovato, avrebbe attraversato l’abitacolo da un lato all’altro, infrangendo i vetri posteriori. Ma Rega non si fermò, riuscì ad arrivare a Potenza, dove fece denuncia per il nuovo attentato. E mentre lui commentava «l’ennesima sottovalutazione del pericolo di vita che sto correndo», i pm aprivano un’indagine in cui è lui al centro dei sospetti. Qualcosa della versione fornita dei fatti di quella notte, non devono aver convinto gli investigatori. L’auto è ancora sotto sequestro. A condurre le indagini i Ris di Roma e il reparto operativo dei Carabinieri di Potenza. Ma quello del 7 gennaio scorso è solo una delle tante minacce denunciate dallo scrittore. Tutto iniziava proprio con la pubblicazione del libro “Diversi e divisi”. Il 24 settembre 2009, tre giorni prima della presentazione del volume a Potenza, il giornalista riferì di aver ricevuto una busta con tre proiettili. Il 27 novembre successivo, Rega disse di aver trovato la testa mozzata di un agnello nella sua automobile. Il giornalista ha riferito di aver ricevuto numerose lettere minatorie, anche con proiettili, disegni e polvere da sparo, sia a Potenza sia nella sua abitazione di Roma. L’ultima risale solo a qualche giorno fa. Ed è probabile che i pm di Potenza vorranno vederci chiaro anche su questi altri episodi. Da due anni il giornalista è al centro della cronaca proprio per queste continue minacce denunciate. Finì sui giornali anche la baruffa di cui fu protagonista qualche mese fa in una scuola di Acireale, dove Rega si era recato per presentare il suo volume. Ma il preside del liceo lo accusò – disse Rega – di voler far soldi con il libro. Il preside replicava dicendo che a provocare tensione era stata la richiesta di rinforzi delle forze dell’ordine «Fatti – aveva detto il dirigente della scuola – che parlano da soli dell’aria di sufficienza e di provocazione del giornalista». Molto tempo, prima, invece, lo scrittore era stato contestato a Banzi. Qualcuno, addirittura, lo aveva paragonato a Fabrizio Corona. Era stato lui stesso a raccontare questo episodio e dirsi amareggiato e incredulo per l’ostilità della sua terra. «Se dovesse succedermi qualcosa, ognuno risponderà con la propria coscienza. Quello che mi sta accadendo è scandaloso». Ma evidentemente alla sua versione non hanno creduto neanche i pm Musto e Piccininni che lo ascolteranno in Procura il prossimo 3 novembre. Il giornalista sarà difeso dall’avvocato Loredana Gemelli. E nel frattempo commenta così l’avviso di garanzia: «Incredibile, senza parole. Ho appreso di essere indagato. Dopo dieci mesi durante i quali ho chiesto, invano, di essere ascoltato, di fornire dettagli su quanto mi è successo, di rientrare in possesso della mia autovettura – ha aggiunto – scopro che per i pm sono un criminale, qualcuno che ha inventato tutto. Ma quali indagini sono state fatte? Perchè non sono stato riascoltato, pur avendolo chiesto? Perchè c’è una sorta di accanimento contro di me? Dimostrerò la mia estraneità ai fatti contestati perchè credo nel valore della giustizia. Anche per il Tribunale di Potenza, lo stesso che ha portato avanti le indagini sul caso di Elisa Claps. E la cronaca – ha concluso il giornalista – ci ha raccontato di quali indagini non si è stati mai capaci». mar.lab. m.labanca@luedi.it L’autore di “Diversi e divisi” aveva accusato i fondamentalisti islamicidi averlo minacciato,le istituzioni di averlolasciato solo e a lungosenza scorta,il territoriodi essere ostile nei suoi confronti

  2. Matteo says:

    Stiamo a vedere, i dubbi sulla veridicità delle minacce a Rega si stanno finalmente concretizzando in ipotesi di reato, ma occorre una verità giudiziaria che probabilmente richiederà tempo. Se venisse dimostrata l’infondatezza delle minacce a Rega, e il fatto che si sia confezionato da sé le prove, saremmo di fronte a una vergogna – delle tante – del nostro giornalismo. Una vergogna portata finora in palmo di mano persino da Ossigeno per l’Informazione che -meritoriamente – si occupa di giornalisti minacciati ma che – evidentemente – non si fa domande. E sì che le domande sono alla base del mestiere di giornalista specie quando si ha a che fare con storie come quella di Rega, che puzzano dalla testa. Complimenti a Kelebek per l’attenzione con cui sta seguendo questo caso.

  3. Pingback: Nello Rega indagato per simulazione di reato - Kelebek - Webpedia

  4. Severino Boetii says:

    Noto che Hezbollah non e’ citata né dal Quotidiano della Basilicata, né da Televideo e neppure dal TG Sud di Tele Norba ieri sera.
    Severino Boetii

  5. PinoMamet says:

    L’agnello, fatto andare bene, mi piace molto; mi dicono che in Abruzzo gli stomaci forti ne mangino anche la testa;
    in Basilicata, evidentemente, piuttosto che buttarla, va bene anche per incolpare Hezbollah…

    • Ritvan says:

      —-L’agnello, fatto andare bene, mi piace molto; mi dicono che in Abruzzo gli stomaci forti ne mangino anche la testa…Pino Mamet—-
      Dici “stomaci forti” in senso figurato, vero, ossia che non vengono sconvolti dall’aspetto (perché un conto è avere nel piatto una bistecca, che non ricorda per nulla l’animale da cui è stata estratta e un altro è avere nel piatto la testa dell’animale) della pietanza, poiché per quanto riguarda la digeribilità e il gusto le carni della testa non hanno nulla da invidiare al resto, anzi, il cervello è una vera leccornia. Nell’ Albania pastorale la testa e la coda degli ovini erano le parti riservate all’ospite e, se non c’erano ospiti, al padrone di casa….ma si sa che noialtri albanesi abbiamo lo stomaco di ferro:-)

      • PinoMamet says:

        Sì in effetti mi dicono che è molto buono… mi hanno anche fatto vedere le foto, però, e già quelle mi hanno spaventato!

      • corrado (qualc1) says:

        Mi raccontano che anche mio nonno ne andasse matto. Del tipo che quando né ammazzavano uno gliela lasciavano da parte e se la faceva fare con le patate. All’epoca quella di Siracusa era ancora (felicemente) “provincia babba” e le teste ovine avevano sono questo utilizzo e non quello, diciamo, di messaggio in codice.

        • Peucezio says:

          Massì, sono tutte cose che nelle società povere, in cui non c’era la schifiltosaggine di oggi ma si badava alla sostanza (e su quella si era altrettanto, anzi, più esigenti), teste, lingue, cervelli, interiora di tutti i tipi si apprezzavano moltissimo.

  6. Buleghin il vecio says:

    Crear dos, tres muchos Nellos Regas!

  7. Leonardo Pietrafesa says:

    Ora voglio sapere esattamente come ha speso i soldi intascati IN NERO per la vendita del libro. A 18 € a testo + 2 € di donazione FORZATA fanno 20 € a libro a favore di una ONLUS che alla UTL di Beirut nemmeno conoscono e della quale REGA è lo stesso retribuito presidente.

  8. La cosa interessante è notare come le notizie siano sempre il risultato di dichiarazioni.

    Nello Rega dichiara di essere perseguitato, ergo è perseguitato.

    Un giudice dichiara che Nello Rega è indagato, ergo è quantomeno sospetto.

    Nessuno si sogna di fare un’inchiesta propria, in base ai dati che ci sono, e a prescindere dalle dichiarazioni degli interessati.

    Si pubblica la dichiarazione di Nello Rega secondo cui lui sarebbe docente a Urbino; ma nessuno – a parte questo blogger e un’altro cittadino privato che conosciamo – prende il telefono e chiama per vedere se è vero o no.

    • Z. says:

      Beh, più che altro per ora lo dice un PM. Vedremo il giudice se e cosa dirà…

      Detto questo, il PM la sua inchiesta la sta facendo, ed è pagato con le nostre tasse proprio per farla in nostro nome e per nostro conto. Sino a prova contraria, dubito assai che possa essere seriamente messo sullo stesso piano di un tizio qualunque che faccia una “inchiesta indipendente”. O peggio ancora, di Nello Rega :D

      Z.

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