Umberto Silva, candidato fallito per la lizzatura

Ci sono momenti in cui la pura fuffa diventa arte.

Mi vengono in mente:

1) Le chiacchierate della Madonna di Medjugorje con i suoi amici del cuore

2) Le recensioni delle opere d’arte di pittori contemporanei

3) Certi capolavori della letteratura barocca

4) I poemi scritti dai nazionalisti turchi, con l’aiuto dell’arak

5) Il seguente articolo, pubblicato sul Foglio, che è opera di un certo Umberto Silva, un “lacaniano cattolico” diventato psicanalista dopo essere stato bocciato alle prove pratiche di lizzatura.

Ah, nel Sessantotto manco sapevano cos’era la keffiyah, cui accenna il nostro.

Lo so che non mi crederete, ma non mi sono inventato una riga. Controllate, ho messo il link.

http://www.ilfoglio.it/soloqui/10789

17 ottobre 2011

L’antisemitismo come deicidio

“Amare gli ebrei, amare le donne e i bambini, distingue un uomo da un satana”

Questa mattina, presso la Sala della Lupa di Montecitorio, è stato presentato il documento conclusivo del Comitato d’indagine conoscitiva sull’antisemitismo, presieduto dalla deputata del Pdl e giornalista Fiamma Nirenstein, approvando all’unanimità dopo due anni di lavori. Del comitato hanno fatto parte tra gli altri Umberto Silva, psicoanalista e scrittore; Charles Small, direttore dell’Institute for the Study of Global Antisemitism and Policy, (Usa); Ugo Volli, semiologo dell’Università di Torino; Gert Weisskirchen della Coalizione Interparlamentare per combattere l’Antisemitismo (ICCA); Leone Paserman, presidente della Fondazione Museo della Shoah; Monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la Promozione della nuova Evangelizzazione; Claudia De Benedetti, vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI). Di seguito, pubblichiamo il testo del discorso tenuto da Umberto Silva.

L’onore di un Parlamento è parlare di ebrei, è vigilare sull’antisemitismo, combatterlo in ogni modo. Attenzione, occhi aperti, le cose sono assai più complesse di quel che paiono. Tutte le motivazioni sbandierate per odiare gli ebrei, per disprezzarli o condannarli, per quanto siano inique e scellerate, risultano pudìche; dicono di un odiatore che ha timore del proprio stesso odio e deve travestirlo con vesti acconce. “Gli ebrei sono imbroglioni, avidi, sporchi, cattivi, assassini…”, insulti gravissimi, orrende menzogne, ma rientrano pur tuttavia nelle umane invidie e accidie, i popoli tra di loro si sono sempre scannati a parole e a fatti. Nell’odio antisemita c’è dell’altro, molto di più, d’inconfessabile. Non un uomo è preso di mira, né un popolo; il bersaglio è più insigne e nominarlo mette paura, tanto che, nell’accusare gli ebrei, ci si mette spesso sotto la protezione di Costui. L’odio antisemita punta al bersaglio più grandioso che si possa immaginare, Dio, la “luce intellettual piena d’amore” che illumina e riscalda ciascuno.

O-dio, una parola che incorpora Dio, come a volerlo soffocare… o a tenerselo stretto? Dio non muore, l’odiatore insiste ma non ce la fa; per questo insiste o per altro, per trovare uno squarcio di luce? Dio è indistruttibile, gli ebrei sono odiati perché, a Sua immagine e somiglianza, nei secoli resistono. Devono resistere: non sono stati eletti da Dio a suoi favoriti, sono stati eletti da coloro che avrebbero dovuto esserne fratelli, eletti a capro espiatorio. Deicidi! Che insulto ridicolo, che blasfema sopravvalutazione, come se davvero l’uomo potesse uccidere Dio! Con questo epiteto a lungo furono bollati gli ebrei, per coprire tante scelleratezze compiute in nome di Dio; mentre nessuno come loro si distinse per l’audacia e la tenacia con cui beneficamente si riversarono in ogni paese del mondo. Le streghe furono uccise per la loro bellezza, gli ebrei per la loro ricchezza. Una ricchezza spirituale che traspare dai loro occhi mai domi, dalla loro incrollabile, violenta e delicata, resistenza al sopruso. Celebre è l’episodio in cui il padre di Freud raccoglie con umiltà il cappello che un arrogante ariano gli ha gettato nel fango. Una lezione di vita. Avesse Jacob, reagendo, onorato l’altrui imbecillità, forse non avremmo avuto Sigmund Freud, il più grande teologo del Novecento, colui che non si accontentò d’intellettualistiche prove dell’esistenza di Dio, ma frugando nei catarri delle isteriche e nelle feci degli ossessivi, in tutto ciò che il mondo e la filosofia avevano messo al bando, indicò come nessuno è padrone in casa propria, perché aldilà della sua volontà c’è Qualcuno di più forte, Uno che stana il desiderio con un errore, un malinteso, un tic, e glielo rivela. Quel Qualcuno è Dio, inconscio ma per niente absconditus, il cui primissimo comandamento suona: Obbedisci al tuo desiderio, seppur non lo conosci;  e sempre ricordati che il desiderio è di vita; né mai cedere alle voglie, sempre sanguinarie. Quel Qualcuno è Dio che non sta nei cieli ad attenderci per punirci o premiarci, ma lo fa fin da subito; contrariamente a quel che si spaccia per far pubblicità al male, il cattivo non può essere felice. Dio sta nel lapsus ove ogni delirio d’onnipotenza incontra il riso e  la verità del reale.

I nazisti li chiamavano ratti, ma li ammazzarono perché li vedevano dei. Troppo intelligenti, ingegnosi, colti, tanto affascinanti le donne ebree che i tedeschi neppure osarono toccarle: si sentivano ratti e si affrettarono a gasarle. Sant’Agostino, che nel De Civitate Dei dedicò memorabili pagine alle dame romane stuprate dai barbari, avrebbe detto a proposito parole altrettanto illuminanti. Troppo onore avete fatto a quella gente, signori dell’inferno! Gli ebrei non sono Dio, ma suoi umili figli, scintille divine che con il loro Dio ci ridono e  lo  provocano, come già fece il primo uomo, Adamo. Solo per gli antisemiti restano dèmoni, per non dire dei; parlarci è rischioso, potrebbero sedurre con la loro parola, potrebbero fare innamorare. Un faro è sempre puntato addosso all’ebreo per metterne in luce la nullità; con gran dispetto trovandovi invece sempre qualcosa! Non resta che spegnere le loro vite. I fari dei lager sono sempre puntati; se gli ebrei un giorno dovessero lasciare Israele e ritirarsi in Groenlandia, non si preoccupino della solitudine artica, sempre si troverà il modo di inseguirli: fa troppo comodo avere qualcuno su cui proiettare tutti i nostri luridumi che non osiamo ammettere. L’inquisizione non da scampo: sei colpevole perché fai quella cosa ma anche se non la fai; sei colpevole di esistere perché l’esistenza è il crimine più sporco, e tu, ebreo, non perdi occasione di ostentarla e goderne. Risorgi da Auschwitz e ti permetti di creare un luogo di civiltà nel deserto?! Vergognati! Ancora le macerie dell’immane conflitto non erano state rimosse che gli ebrei furono subito nuovamente perseguitati, e i tedeschi aiutati e incensati. “Ma quanto sono precisi, nelle camere a gas come nelle camere a scoppio, e che bei razzi!”. Addirittura qualche anno dopo, manco fossero la Madonna di Lourdes, operarono un miracolo, il famoso miracolo economico tedesco, osannato a esempio di vita e pensiero da quegli europei che solo qualche anno innanzi ebbero le città e le famiglie distrutte dai panzer. Ci s’identifica con quelli che si buttano tutto alle spalle per sfoggiare faccioni rassicuranti e sorridenti; e che gli schiavi del faraone restino tali. Come si permettono di liberarsi dalle catene?! Come si permettono ora, in terra d’Israele, di mostrarci giorno dopo giorno come, provocati fino allo sfinimento da popoli senza Legge affinché anch’essi si decidano ad abbandonare la propria, resistono strenuamente alla tentazione di diventare diavoli? Gli ebrei sono da Dio incessantemente creati per mettere ciascuno di noi alla prova, per testare la nostra umanità; così come gli antisemiti testano quella ebraica, semmai dovessero cedere alle lusinghe di Satana e diventare un popolo di terroristi, di opportunisti, con capi che pensano solo a mandare miliardi all’estero. Semmai diventassero come loro, forse a quel punto ci sarebbe la pace, la spartizione dei beni.

I fari del Web sono puntati sugli ebrei, neppure c’è bisogno di scendere in piazza con le kefiah in testa come si faceva nel Sessantotto, oggi i giovani vogliono stare comodi per insultare, al caldo, davanti al computer e alla birra. Poveri ragazzi che si accontentano di far gruppo, di spalleggiarsi, di sentirsi al sicuro – nessun posto è sicuro quanto l’inferno del partito preso, città dolente che non riserva sorprese, gironi sempre eguali, fatiche di Sisifo. Si accampano attorno a un capro sacrificale, ignari che in tal modo costui diventa Dio, e questa è la beffa che la presunta vittima rilascia in ultima istanza al suo carnefice. Poveri ragazzi che si costringono all’idiozia; possibile che la solitudine dell’idioma, il suo vivificante enigma, faccia così paura? Poveri ragazzi senza Dio, o almeno tali vogliono credersi, per estremo negazionismo, perché Dio è anche in loro, l’odio indicando proprio questo, che non ci si può disfare dell’Io né di Dio, anche se ci esercita come la SS a amare un gattino per un mese per poi strappargli gli occhi. In uno spettrale trapianto, avrà sempre quegli occhi su di sé.

Insultare gli ebrei, ucciderli, è sempre stato il modo per spurgarci delle nostre impotenze, e giustificarle, e nobilitarle, e dare loro uno scopo. In un sacrificio rituale che continua nei secoli si versa il sangue ebreo per purificare i propri peccati, una blasfema imitatio della Crocefissione di Cristo. La Shoah fu un immenso Calvario, mai come allora Cristo fu frustato e maledetto, mai come allora incontrò la gloria. Perché ben sanno della gloria degli ebrei dei campi, i polacchi e gli ucraini che li sterminarono ancora oggi li odiano; perché allora non poterono odiarli, metà italiani oggi li odiano, e molti altri praticano un’indifferenza che è ancora peggiore dell’odio. Occorre amare Dio, occorre amare l’ebreo; un nome che non viene dal sangue, dalla terra,  e nemmeno dalla religione, ma un titolo onorifico che si conquista giorno per giorno, così come titolo onorifico sono il nome donna e il nome bambina, soprattutto in certi paesi come la Cina, dove le bambine sono sacrificate vive sugli altari della demografia. Ecco di cosa è fatto l’incredibile incremento del Pil cinese, Prodotto interno lordo di sangue! Amare gli ebrei, amare le donne e i bambini, distingue un uomo da un satana.

di Umberto Silva

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32 Responses to Umberto Silva, candidato fallito per la lizzatura

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  2. Buleghin il vecio says:

    Ci sarebe da dir un paio de robete su sta delirante roba scrita ma ghè anca una buona notisia!
    Sono tornati gli Dei in tera ostaria! Chisà se la Nirestein se vastirà con il peplo o con i jeans….mah…sicuramente non la poderà impersonar la Dea Giunone perchè la xè tropo seca né la Dea Afrodite parché non la xè bastansa bela.

    I giudii, secondo sto zornalista fuori de crapon , dovrebero eser venerati come Dei per cui saria necesario poderli distinguer dai altri, cosa propone il furbachion? Per caso una stela giala sul bavero?

    Poi il giornalista fuori de crapon non xè manco “politicamente coreto”! Perchè amar ebrei, amar done e amare i putei? E la banda dei LGBT dove la mete?! Sarà mica omofobo anca lù?

    Io ci do solo un consiglio, che la smetano di rompere i maroni con

  3. Claudio Martini says:

    Bho. Io odio sia le donne, sia i bambini.

  4. pierluigi says:

    pero’, una bella svolta da quando, fino a pochi anni fa, la Chiesa Cattolica ci insegnava che gli ebrei erano deicidi – la mia mamma che ando’ a scuola dalle suore ancora si ricorda.

    il nostro autore non ne accenna, strano.

  5. PinoMamet says:

    Confesso che non l’ho letto tutto, non ce l’ho fatta.
    La letteratura barocca non è mai stata il mio forte.

    Mi pare che tutta la fuffa sia funzionale come cortina fumogena attorno al punto “gli ebrei sono un popolo di Cristi”
    (non può dire Cristi perché offenderebbe sia gli ebrei, che di Cristo fanno a meno, e che sul “porgere l’altra guancia” hanno idee un po’ diverse; compresibilmente, del resto;
    sia i cristiani, ai quali di Cristo ne basta uno solo, e che mica possono mettersi a divinizzare un popolo intero, che tra l’altro manca se li fila..)
    allora se ne esce con questa cazzata del “popolo di dèi”, per la quale andrebbe preso a calci in culo da un vescovo e un rabbino contemporaneamente.

    Ho letto cursoriamente dei vaneggiamenti contro il “miracolo economico dei tedeschi”, e sugli italiani, metà dei quali odierebbe gli ebrei (se, vabbè…)
    quindi può anche darsi che sia semplicemente un pirla.

    Bella anche quella di Dio che “crea incessantemente gli ebrei” al solo scopo di mettere in tentazione in non ebrei.

  6. Buleghin il vecio says:

    Forse xè pericoloso a se e ai altri e saria da proporlo per un TSO (tratamento sanitario obligatorio)….mah…

    Sicuro che uno così no sa giocar a scopon sientifico e nela betola de Mestre lo ciaperia per il dedrio e lo zeteria in meso a la strada!

  7. Raffaele says:

    Fiamma Nirerstein and Co e’ la dimostrazione che non per caso Freud era ebreo. Meno male che rimane a fare danni da voi invece che venire qua (dove i meshugaim non mancano).
    Raffaele

  8. falecius says:

    Non ce la faccio. E’ impossibile finire questa roba. Però voglio conoscere il suo spacciatore, voglio dire, deve essere interessante, come esperienza conoscitiva ai confini della realtà, vivere per dieci minuti in un universo mentale del genere. Naturalmente presumendo la buonafede, che ritengo probabile. A proposito di Ebrei, sto leggendo il sesto libro di Dune. (Attenzione, spoiler).
    Beh, il momento in cui dice che le Bene Gesserit sono sostanzialmente i Savi di Sion o qualcosa di simile, e tira fuori i pogrom cosacchi nel 250 secolo non so se definirlo geniale o demenziale. (fine spoiler).

  9. Moi says:

    pura fuffa diventa arte.

    Mi vengono in mente:

    1) Le chiacchierate della Madonna di Medjugorje con i suoi amici del cuore

    MM
    _______________

    Dissento, in parte. Nel senso che penso che la spettacolarizzazione di Medjugorje, almeno in Italia, debba in stragrande percentuale a Padre Livio Fanzaga, a quel suo essere naturaliter istrionico, quella voce roca da simpatico ubriaco che sghignazza da solo trovando le rime conclusive più strambe, quella saggezza nascosta a metà strada fra la discussione da osteria e il “Fool” shakespearinano e tante altre cose che nemmeno saprei descrivere …

    • Moi says:

      E cmq il miracolo da apparizione reale o presunta mica è una roba solo da CattoCattolici, eh :

      http://www.miraclesofislam.com/

      • Moi says:

        Ma il mio miracolo islamico preferito è quello (non so se c’ è ancora sul web) di un leone con la raucedine allo zoo di Baku che invoca, o invocherebbe, “Allah” in Arabo … alcuni esponenti di una specie di CICAP Islamico :-) sospettano un uso truffaldino di programmi di sound editing, però è anche vero che i felidi di grossa taglia non comunicano fra loro solo con ruggiti, ma anche particolari miagolii di altezza molto grave data ovviamente la grossa cassa di risonanza. Anzi, neppure tutti riescono a ruggire potendosi fregiare del titolo di “panthera” … tipo il puma che suo malgrado è un”felis” come i gatti.

        • Moi says:

          Ed ecco a voi ….

          http://www.youtube.com/watch?v=uNAJg2s0c1M

          l’ esemplare di Panthera Leo che ha sconvolto la Umma !!! (dopo minuto 2:00)

        • PinoMamet says:

          Moi
          forse non te ne rendi conto ma dire che il puma “è un gatto, suo malgrado” merita di stare alla pari con gli aforismi di Gino Patroni
          (quello di “ed è subito pera”) o con certe tragedie in due battute di Achille Campanile. :)

          Comunque io sento: “aaargh aarf aaaAArgh aaaAArrff” ecc. ecc., poi effettivamente fa anche un verso che assomiglia un po’ ad “Allah” pronunciato da un arabo, tra gli altri.

          Mi stupisce la natura verbale o grafica di certi “miracoli” islamici, perlomeno di quelli che ho letto citati in libri sui Sufi ecc.:
          una foglia che riporta un disegno che sembra un verso del Corano, ecc.
          (e in effetti anche il sito che dici tu riporta cose di questo genere, il nome di Allah scritto su questo o quel fenomeno naturale..)

          al contrario i miracoli del mondo cattolico, apparizione a parte, sono quasi tutti nel regno di pertinenza della medicina;
          differenza antropologica, o anche i musulmani hanno le guarigioni miracolose?

          ciao!

        • Moi says:

          Ho fatto confusione con un altro video più lungo … è dopo minuto 1:20 !

          Cmq, qualunque cosa sia, mi affascina il pathos, la sofferenza percettibile dell’ animale nell’ “imparare a parlare come un essere umano”, sembra una roba di soffertissime mutazioni genetiche da film di fantascienza … insomma, nello sforzarsi con tanta sofferenza l’ animale guadagna credibilità !

          In generale mi sembra che il miracolo islamico, contrariamente a quello cattolico sia scevro di compiacimenti per grazie ricevute, di “piccoli correttivi momentanei alle leggi naturali per farmi un piacere” … al musulmano per gioire del miracolo basta vedere o udire la natura scrivere o dire “Allah”.

  10. Moi says:

    Scusa Pino, intendi “Allah” pronunciato “all’ araba” in senso faringale ?

    Questo sarebbe interessante perché in effetti quel leone soffre di raucedine, poi perché è proprio l’ incapacità di far vibrare lo ioide a fare del “puma un gatto suo malgrado”, che mi pareva una semplice constatazione in forma magari un po’ puerile.

    • PinoMamet says:

      Moi
      non sono mica un otorinolaringoiatra veterinario! :)
      giriamo la domanda a Ritvan?

      Io dico solo che tra tanti versi che fa il leone di Baku, ce n’è uno che a un certo punto assomiglia ad Allah come viene pronunciato, che ne so, dai muezzin durante la chiamata alla preghiera;
      penso che sia un caso, e che non ci sia nessun bisogno del programma di sound editing per farglielo fare.

      E comunque, visto che il puma non è che “voglia” essere un leone, dire che è un gatto suo malgrado lo trovo geniale! ;)

      • Ritvan says:

        —-non sono mica un otorinolaringoiatra veterinario!:-)
        giriamo la domanda a Ritvan? Pino Mamet—-

        No, perché neanch’io sono un otorinolaringoiatra veterinario:-).

  11. Moi says:

    O-dio, una parola che incorpora Dio, come a volerlo soffocare… o a tenerselo stretto?

    [sic]

    _____

    Maddài, che questa è bellina ! ;-) :-)

    • Marcello Teofilatto says:

      Beh, a questo punto è meglio “i-Dio-ta”, che lo marca da sinistra e da destra. E scusate l’Odifreddura :-).
      Saluti da Marcello Teofilatto
      P.S. Ma se Dio è Amore, come fa ad essere l’inconscio, dove secondo il buon vecchio Sigmund c’è anche la pulsione di morte (Thanatos)?

  12. Moi says:

    http://newyorkermen.multiply.com/journal/item/183

    E quella storia della fatwa contro la Nike perché aveva scritto un “Air” su di un modello che sembrava “Allah” in Arabo ? … Rimembrate ?

    • Moi says:

      … qualche anno dopo a protestare contro la Nike furono gli Ebrei per un modello di scarpe chiamato “Zyklon” …

  13. Z. says:

    Non sapevo che la diffusione dell’antisemitismo in Cina fosse arrivata a livelli d’allarme. Credevo che si dedicassero più che altro a bastonare i tibetani…

    Z.

  14. jam... says:

    .. se riuscite a vedere la foto ..camminando ho incontrato quel pezzo di ramo, che x me é una variazione artistica del nome Allah scritto in arabo.
    Il fatto che, quando si fanno i lunghissimi dzikhar, le voci degli uomini diventano cosi’ rauche da assomigliare a dei ruggiti, e le respirazioni sono cosi affannose, da diventare anch’esse parola-ruggito. Anche un respiro é una parola; e l’uomo che si é accorto di parlare come un leone, non avrà nessuna fatica nell’accorgersi che anche il leone puo’ dire la parola delle parole.
    Oppure il leone che dice Allah é semplicemente una variante del cammello, perché io sono al corrente della versione che il centesimo nome é conosciuto, non solo dall’angelo Gabriele ma anche dal cammello.
    Ma non é che sia vietato dirlo quel centesimo nome, il fatto é che é di x sé indicibile x’ racchiude in sé qualcosa che va oltre la razionalità del linguaggio.
    Che poi in realtà, Allah ha un’infinità di nomi, i 99 sono le basi da cui partono tutti gli altri.
    Il numero 99 era ritenuto sacro anche dagli antichi greci, x’ 99 nove sono i mesi che Apollo trascorse in esilio x purgarsi dalla colpa di avvere ucciso pitone : 8 anni, cioé 99 mesi.
    I versetti cosidetti satanici sono riconducibili invece al n.19 ed é tutta un’altra storia, o sempre la stessa.
    ciao

  15. roberto says:

    “O-dio, una parola che incorpora Dio”

    in inglese “h-ate” una parola che incorpora il verbo mangiare e che mi dice che è giunta l’ora di un tramezzino

  16. nuccia says:

    “…insulti gravissimi, orrende menzogne, ma rientrano pur tuttavia nelle umane invidie e accidie, i popoli tra di loro si sono sempre scannati a parole e a fatti…”
    Leggendo la parola”accidia” in questo contesto mi chiedo se il signore in questione conosca bene il suo significato; io da piccola ad es. la confondevo con la rabbia e l’ira. Che abbia fatto anche lui lo stesso errore?
    Saluti a tutti.

    • Ritvan says:

      x nuccia
      Sì, anch’io avevo notato l’uso di quel vocabolo che mi è sembrato “stonato”…poi, ho ripensato al contesto e credo che l’autore abbia voluto tacciare di “fancazzismo” quelli che, invidiando gli ebrei per la loro operosità, di conseguenza li odiano. Uno stereotipo attualmente molto applicato nei confronti degli arabi.

      • Moi says:

        Oh, be’ … su InformazioneCorretta la Nirenstein lo ripete senza sosta che i perdigiorno Palestinesi trasfomano i giardini in deserti mentre gli alacri Israeliani trasfomano i deserti in giardini.

  17. Michele says:

    Se è vero che la kefiah non si usava nel ’68, è davvero paradossale che il Silva lo ignori, visto che il suo “cattolicesimo lacaniano” è chiaramente preparato con gli avanzi riciclati della cucina sessantottina.

  18. Per Michele

    :-)

    Ho trovato “la keffiyah nel Sessantotto” anche in un bellissimo romanzo, il cui titolo non cito per omertà e rispetto per l’autore. L’autore, assai giovane, ha capito tutto dei tempi nostri, ma descrive un’improbabile manifestazione nel Sessantotto, in cui ci sono appunto “ragazzi con la keffiyah”.

    La keffiyah certamente non fu indossata prima del 1979, quando ho cominciato a stufarmi di certe cose. Credo che l’uso in Italia risalga alla prima Intifada, quindi al 1990.

  19. Daniela says:

    Beh… per ora mi limito a considerare come stanno andando le cose circa le apparizioni della Madonna di Medjugorie…

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