I complottisti non si annoiano mai

Come sapete, sabato c’è stata una manifestazione a Roma, con il solito contorno che le grandi manifestazioni in quella città tante volte hanno, almeno dai tempi di Er Silla e Marione. Le foto sono stata tante (e alcune bellissime), ma i morti zero, e i feriti gravi pure.

E’ stata una minoranza a scontrarsi. Contro la volontà sia dei principali organizzatori, sia della maggioranza dei partecipanti. Sia di Repubblica, che ha fatto di tutto per impossessarsi della manifestazione. Non perché gliene importi molto al signor De Benedetti della devastazione planetaria, ma certo avrebbe tanto voluto sfruttare anche questa occasione per inventarsi una manifestazione di Brava Gente contro Silvio Berlusconi.

Però dovrebbe anche essere chiaro che chi si è scontrato, lo ha fatto a proprio rischio e pericolo. A Roma, si fa così. E di questi tempi, si fa così il doppio.

In questi casi, c’è sempre un complesso misto di disagio sociale reale, spirito tribale, voglia adolescenziale di avventura, insofferenza per la totale inutilità del rituale del corteo in tempi così tremendi, malessere personale e progetto politico, il tutto confuso dall’incapacità di certi ambienti di fare una vera autoanalisi.

Poi uno può dire che hanno fatto bene o che hanno fatto male.

Io propendo con una certa cautela per la seconda ipotesi, pensando sia alla responsabilità verso la maggioranza del manifestanti, sia agli anni di galera che alcune ottime persone finiranno per fare, senza essere riuscite a realizzare alcunché: i mezzi da una parte e dall’altra sono talmente sproporzionati che è insensato pensare di poter fare qualcosa su questo piano.

Un conto poi è devastare le sedi di multinazionali che sfruttano il lavoro interinale, un altro incendiare auto a caso (e immagino che anche gli attori siano stati diversi). E soprattutto, se ho ben capito, c’è una grande differenza tra entrambi, e chi invece aveva progettato di arrivare davanti al parlamento per mettere in piedi un accampamento in stile spagnolo, trasformando un’innocua passeggiata in un rospo duro da mandare giù.

Infine, ci sono persone che hanno reagito, forse un po’ emotivamente, alla reazione assai pesante della polizia.

Ma in questi casi c’è sempre qualcuno che, invece di guardare in faccia la realtà e partire da lì, tira fuori i complotti.

Che, alla faccia di Umberto Eco, i complottisti in Italia, tre volte su quattro, sono di sinistra, nel solco stalinista. Fare qualcosa che va contro la Linea di Partito è già prova che lo hanno pagato, persino quando il Partito non c’è più. Basta cercare due o tre indizi anche dei più strampalati, ed ecco che l’infiltrazione o la provocazione sono dimostrate.

Senzasoste (un’oasi di lucidità in questi giorni) ci offre alcuni esempi tragicomici di complotti immaginari.

Buon divertimento.

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45 Responses to I complottisti non si annoiano mai

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  2. rosalux says:

    Io al contrario penso che non ci sia coraggio ma viltà, nel attaccare camionette a sassi bombe carta e sprangate ben sapendo che chi è là dentro non userà le sue armi perchè la civiltà in cui siamo cresciuti (e che diamo erroneamente per scontata) lo impedisce. Lo stesso giorno, in Yemen, son morte più di venti persone che manifestavano. Quelle, erano coraggiose, questi fighetti del cazzo (peraltro da qual che sento dai ragazzotti che conosco e che in piazza c’erano) figli di papà che si comprano il diploma alla scuola privata, sfasciano i benzinai e tornano a casa coi motorini a tutto gas, e fra dieci anni saranno tutti lì a giocare in borsa, ammesso che la storia glielo consenta. Già visto, già visuto: nessuna stima, da parte mia, ma soltanto odio e disprezzo.

    • Francesco says:

      Concordo in pieno.

    • Sono almeno trent’anni che si sente dire che questo o quello sta nella casa con la piscina, che si compra il diploma, che gira con auto costose, eccetera eccetera eccetera.
      Non sarebbe il caso di cambiare un po’ refrain, dal momento che in oltre vent’anni di politica di piazza non ho mai conosciuto qualcuno che rispondesse allo stereotipo?

      • rosalux says:

        Dipende da quale refrain ascolti, Non Sto con Oriana: nella cacofonia di commenti alle teppistate idiotiche e vuote che funestano i cortei in questo paese da quarant’anni (con modalità e capacità di incidere sulla realtà (zero) sempre identici) si sente di tutto, e direi che prevale il luogo comune tuo, ovvero quello del disperato che non ha nulla da perdere perchè è disoccupato, povero, infelice e la società blabla. Nella mia esperienza, è il tuo il luogo comune, anche se ammetto che probabilmente questi vigliacchi inutili li incarnano entrambi, i luoghi comuni, ed è quindi alla fine piuttosto irrilevante, almeno per me, perchè provo sincero disprezzo e odio per gli uni e per gli altri.

    • Ritvan says:

      —Io al contrario penso che non ci sia coraggio ma viltà, nel attaccare camionette a sassi bombe carta e sprangate ben sapendo che chi è là dentro non userà le sue armi perchè la civiltà in cui siamo cresciuti (e che diamo erroneamente per scontata) lo impedisce.rosalux—
      Ehmmm…un certo Carlo Giuliani non ne sarebbe così sicuro…..ovviamente col senno di poi, eh!:-)
      Parlando seriamente, fra lasciar fare i teppisti e sparare loro addosso del piombo ci sarebbero alcune sane vie di mezzo che “la civiltà in cui siamo cresciuti” ha sperimentato con successo…dagli idranti ai manganelli fino ai proiettili di gomma. Perché non vengono usati?

      —nessuna stima, da parte mia, ma soltanto odio e disprezzo.—
      O che tu fai, t’iscrivi all’Internazionale dell’Odio??!!:-)

      • rosalux says:

        No, Ritvan, Giuliani è esattamente l’eccezione che conferma la regola. Sono quarant’anni che vado in piazza in mezzo a beoti decerebrati con manganelli e pistole, che devastano la roba di tutti e danno libera dimostrazione del testosterone che circola nelle loro palle solo perchè sanno che i morti sono l’eccezione: proprio come negli stupri di gruppo, vigliacchi e figli di puttana.
        Quanto al perchè la polizia sia così inefficiente, me lo chiedo anch’io. Forse la risposta è nella manifestazione delle taniche di oggi, però. Cinquantenni a far la guerra con centinaia ragazzini idioti ed esaltati, senza neppure poter picchiare duro? Il rasoio di occam punta lì, anche se Maroni può guadagnare qualche voto promettendo leggi speciali, quando quelle che ci sono non si usano.

        • Ritvan says:

          —No, Ritvan, Giuliani è esattamente l’eccezione che conferma la regola.—
          Lo è diventato dopo, soprattutto per il fatto che il carabiniere che gli ha sparato PER EVIDENTISSIMA LEGITTIMA DIFESA ha subìto un ignobile calvario giudiziario, da cui è uscito distrutto.

          —-Sono quarant’anni che vado in piazza in mezzo a beoti decerebrati con manganelli e pistole,—
          Non te l’hanno mai detto che errare è umano ma perseverare è diabolico:-).

          —che devastano la roba di tutti e danno libera dimostrazione del testosterone che circola nelle loro palle solo perchè sanno che i morti sono l’eccezione: proprio come negli stupri di gruppo, vigliacchi e figli di puttana—
          Dici che si dovrebbe ricorrere alla castrazione chimica?:-)

          —Quanto al perchè la polizia sia così inefficiente, me lo chiedo anch’io. Forse la risposta è nella manifestazione delle taniche di oggi, però. Cinquantenni a far la guerra con centinaia ragazzini idioti ed esaltati, senza neppure poter picchiare duro? Il rasoio di occam punta lì, anche se Maroni può guadagnare qualche voto promettendo leggi speciali, quando quelle che ci sono non si usano.—
          Concordo.

        • “Lo è diventato dopo, soprattutto per il fatto che il carabiniere che gli ha sparato PER EVIDENTISSIMA LEGITTIMA DIFESA ha subìto un ignobile calvario giudiziario, da cui è uscito distrutto.”
          E io che ero fermo alla prima versione di quell’ufficiale di PS che sosteneva che Carlo Giuliani sarebbe stato ucciso da una pietra lanciata da un altro manifestante ;)
          http://www.fanpage.it/genova-2001-2011-dieci-anni-dopo-la-videostory-degli-scontri-ed-il-ricordo-di-carlo-giuliani/

        • Ritvan says:

          —E io che ero fermo alla prima versione di quell’ufficiale di PS che sosteneva che Carlo Giuliani sarebbe stato ucciso da una pietra lanciata da un altro manifestante:-) M.T.—
          Male, fratello: dovevi attendere l’esito dell’autopsia, cribbio!:-)

    • giovanni says:

      chissà se Rosetta capirà perchè squadernare l’immaginario qualunquista del rivoltoso figlio di papà, che faceva ridere già ai tempi di Pasolini, è una cosa che piace ai reazionari berlusconiani come Franceschiello ‘o camurrista.

      • Francesco says:

        peccato che sia spesso una cosa vera. il che ha la precedenza sull’utilità politica.

        se ci aggiungo che il contenuto intellettuale delle proteste odierne non ha nulla da invidiare a quelle degli anni ’70, abbiamo chiuso con la parte “confrontiamoci con il Movimento” e, questa volta, partiamo con la parte “repressione dell’illegalità e della violenza”

        per favore

    • Peucezio says:

      E’ la prima volta che ti sento dire una cosa sensata.

    • daouda says:

      Gli scontri in Italia sò cosa regalata, in ogni caso, pure quando te spaccano perché , di solito, vivi e ciài er legale, e ciài un posto dove tornà.
      Gli stereotipi lasciamo da parte però.

      Ora, a che serviva protestà?A nulla.

      Chi crede de seguì un’ideologia , e manifesta, chi crede de seguì un’ideologia, e mena, chi crede de seguiì un’ideologia, e critica l’altri, E’ UN COGLIONE.

      L’onesto è quello che ha solo e soltanto attaccato le guardie e divelto le “proprietà” pubbliche e s’è divertito, è quello che critica tanto per fà e se diverte, è quello che è ito alla manifestazione perché nun ciàveva n cazzo da fà e se diverte.
      Non perché divertirsi sia un valore , ma semplicemente perché è l’unica cosa opportuna da fare riguardo un contesto del genere se non lo si vuole/riesce ad ignorare.
      Ovviamente divertirsi senza nuocere a nessuno. Chi combatte contro le guardie senza bruciare case,filiali di banche, macellerie,impalcature,automobili e distruggere le vetrine o le chiese mentre invece lancia le cose alle guardie , tendenzialmente fà quello che dovremmo fare tutti, mentre lo lasciamo fare agli ideologizzati che verrebbero sostituiti da quelli che li hanno manovrati e ci farebbero un culo enorme, sennò accettiamo le umiliazioni quotidiane e le estorzioni più bieche.
      Questo è ipocrita come l’arrabiarsi che è sempre vizioso.

      Cara rosalux, la pseudo civiltà che “non ci uccide perché non è permesso”, è la stessa che ci succhia la vita essendo una civilizzazione immonda.
      Non merita il rispetto che le dai.
      Potessi farei saltare in aria molte cose, ed ucciderei parecchie persone, poiché meritano la morte.
      Farlo però secondo un motivo igiusto ed una strategia illogica non avrebbe senso; e rimango a fare quel poco che è possibile ( se ci riesco o se lo voglio, dacché spesso si predica e non si pratica ) , non è tempo per noi riguardo a queste cose.

      Iddio tiene evidentemente per sé questi compiti e vuol testare la fede in base ad altre prove.

  3. Francesco says:

    Scusa ma tu hai notizie della reazione della polizia?

    Io, che con i manifestanti “vivaci” sono più reazionario di De Maistre e più cattivo di Beria, non ne ho trovato traccia alcuna neppure nelle mie abituali fonti di sinistra estrema.

    Anzi, è già partita una cagnara sulla mancanza di fondi alla polizia e (più seccante per me), sul buon senso dei poliziotti che senza appoggio della politica col cavolo che prendono volentieri le mazzate dai facinorosi. Se possono, li lasciano fare.

    Concordo sul fatto che la violenza ha permesso di NON analizzare le terrificanti banalità e idiozie proclamate dai manifestanti come se avessero appena ricevito le Tavole della Legge.

    Per fortuna, il loro nemico (milioni di contadini cinesi, indiani, brasiliani) non si fermerà per così poco.

    Ciao

    • Peucezio says:

      Francesco, però tu dici così solo se i teppisti operano in Italia, perché se lo fanno in Siria, Iran, Cina ecc. sei dalla loro.
      Una volta, in una mia replica, ti ho parlato del valore dell’ordine costituito contro la sovversione e la sedizione e mi hai risposto che secondo te è un’assurdità.
      Non hai mai pensato che se prendessimo esempio da quei regimi, forse l’Italia sarebbe più pulita?

      Per inciso, e qui mi rivolgo non a te in particolare ma a tutti, non è che, in linea teorica, questi indignatos e affini, quando criticano la finanza internazionale, abbiano torto. Il problema è che non basta dire di essere contro qualcosa per esserlo effettivamente: se il massone ex Goldman Sachs Draghi li difende, non è un caso, come non era un caso il ministro Ruggiero, altro massone, che voleva dialogare coi no-global del G8 di Genova. Il fatto è che questa gioventù protestataria è un puntello importante proprio per la difesa della finanza intenrazionale, perché, indebolendo gli stati e i loro governi, ne destabilizza la sovranità a tutto vantaggio dei poteri transnazionali.

      • daouda says:

        Hai ragione Peucezio ma da questo punto in poi

        “Il fatto è che questa gioventù protestataria è un puntello importante proprio per la difesa della finanza intenrazionale, perché, indebolendo gli stati e i loro governi, ne destabilizza la sovranità a tutto vantaggio dei poteri transnazionali.
        Reply ”

        prendi una toppa non sul fatto che la demolizione della sovranità degli stati nazione sia utile alla “finanza internazionale” o cos’altro, ma perché lo stato , da tutto ciò , non ne esce affatto indebolito ma rafforzato.
        Questo perché governi e statualità sono due cose molto molto diverse.

      • corrado (qualc1) says:

        Draghi ha detto quelle cose semplicemente perché dirle non costa niente e aiuta ad acquisire popolarità e magari – questo sì – ad indirizzare il movimento verso obbiettivi secondari.

      • Ritvan says:

        —-Francesco, però tu dici così solo se i teppisti operano in Italia, perché se lo fanno in Siria, Iran, Cina ecc. sei dalla loro. Peucezio—

        Peucezio, forse ti sfugge una differenza fondamentale fra l’Italia e Siria,Iran,Cina&co. Ovvero che i governi di questi ultimi Paesi, quando non ti piacciono, mica li puoi cambiare mediante libere elezioni, eh!

        • Ugo says:

          Perché in Italia, nella sostanza, li puoi cambiare i governi? O ci è consentito solo cambiarne il colore in superficie? Davvero la cosiddetta “opposizione” terrebbe una linea diversa, nella sostanza, da quella dell’attuale governo? Ma davvero davvero? Nelle persone di chi?

        • Ritvan says:

          —-Perché in Italia, nella sostanza, li puoi cambiare i governi? Ugo—
          Mi pare di sì.

          —O ci è consentito solo cambiarne il colore in superficie?—
          Non credo proprio…basta che il governo esca dalle urne e non p.es. a seguito di una “marcia su Roma”:-)

          —Davvero la cosiddetta “opposizione” terrebbe una linea diversa, nella sostanza, da quella dell’attuale governo? Ma davvero davvero? Nelle persone di chi?—
          Qui probabilmente hai ragione. Però, se governo ed opposizione non ti soddisfano, non hai che da fondare un “Terzo Polo” e presentarti alle elezioni: se vinci governi e ci fai vedere cosa sarai capace di fare e se perdi…vuol dire che non hai convinto LA MAGGIORANZA degli italiani e, pertanto, farai opposizione anche tu e magari ci riproverai dopo 4 anni. E’ la democrazia e se non ti sta bene così…puoi sempre provare a fare “La marcia su Roma 2.0″:-)…anche se mi pare la versione 1.0 alla lunga non andò a finire molto bene:-)

        • Peucezio says:

          “Peucezio, forse ti sfugge una differenza fondamentale fra l’Italia e Siria,Iran,Cina&co. Ovvero che i governi di questi ultimi Paesi, quando non ti piacciono, mica li puoi cambiare mediante libere elezioni, eh!”

          Ah, ecco. Non ci avevo pensato…

        • Francesco says:

          Grazie Ritvan,

          per motivi che non comprendo pienamente, MM attira come mosche sia quelli che snobbano platealmente il valore della libertà politica e di parola, sia quelli che trovano significativo che nessun governo democratico voglia contrastare la legge di gravità.

          Un ordine politico LEGITTIMO è del tutto diverso da un ordine politico ILLEGITTIMO, e diversa è la valutazione delle azioni di chi gli si oppone.

          Non posso sparare a Giuliano Pisapia perchè è una sciagura, con Adolf Hitler sarebbe un altro discorso.

          Saluti

        • Ugo says:

          Ritvan, procurami qualche milione di euro per una campagna elettorale come si deve e mi candido davvero. Io non li ho quei soldoni, il che mi rende invisibile. Sulla carta la democrazia è una gran cosa, nei fatti non è altrettanto tangibile.

        • Francesco says:

          x Ugo

          inizia a darti da fare oppure vuoi fare il Berlusconi con il didietro di Ritvan?

          entra in un partito esistente e spostalo sulle tue posizioni, oppure fondane uno e portalo, almeno, ai risultati raggiunti da Bossi

          o le tue ragioni sono più deboli delle sue?

          saluti e buon lavoro

        • Ritvan says:

          —Ritvan, procurami qualche milione di euro per una campagna elettorale come si deve e mi candido davvero. Ugo—
          A cosa ti cadidi così, solo soletto, a Du…pardon:-), volevo dire a Presidente? Guarda che in Italia non funziona come negli – da te aborriti, suppongo:-) – USA. E anche laggiù, un Ross Perot, pur con tutti i suoi miliardi, se lo prese in quel posto.
          In quanto a quei soldini che mi chiedi, se li avessi me ne andrei a godermi gli anni che mi restano (ho visto sul tuo sito che siamo quasi coetanei) in qualche paradiso tropicale. Però, ti posso dare un consiglio: trova almeno 1 milione (su 60) di italiani che la pensano più o meno come te e chiedi loro un piccolo contributo elettorale di qualche euro.

          —Io non li ho quei soldoni, il che mi rende invisibile.—
          Come ti ha già detto Francesco, Bossi non era certo un miliardario, eppure è diventato visibilissimo…d’altra parte, Beppe Grillo lo conoscono tutti gli italiani, i milioni ce li ha, il suo blog è fra i più seguiti del pianeta, eppure ha collezionato un flop dietro l’altro….mi sa che non è solo questione di soldi&notorietà…mi sa che c’entri un pochino:-) anche qualcosa che mi pare si chiami “programma”….

          —Sulla carta la democrazia è una gran cosa, nei fatti non è altrettanto tangibile.—
          Ma nemmeno sulla carta, direi, a dar retta al buon vecchio Churchill che diceva “la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”. Ecco, se per caso hai qualche brillante idea su come sostituire la democrazia -naturalmente senza copiare le altre forme peggiori finora sperimentate – quell’idea da sola varrebbe milioni:-).

        • Ugo says:

          Ah, be’. Come ho fatto a non pensarci prima.

  4. valerio says:

    Eh sì, gli inflitrati sono così consolatori.
    “Purtroppo” a Roma non c’erano, (mentre a Genova 2001 sì, ne posso dare testimonianza personale, ma questo è un’altro discorso).

    C’era invece tutta una mentalità italiana, sbagliata, che associa la rivolta alla violenza e la non violenza al corteo autorizzato.
    Insomma l’idea che si possa fare una rivoluzione senza tirare fuori un singolo fucile in Italia sembra fantascenza, mentre direi che è il modello più utilizzato nel mondo da un trentennio.

    La Nonviolenza non è a-violenza, ma un metodo durissimo di lotta, al limite un po’ masochistico, che in genere mette il potere nell’angolo (e un accampamento davanti al parlamento oggi sarebbe decisamente destabilizzante, eppure è una forma di Nonviolenza all’acqua di rose).

    La violenza invece è un metodo di lotta datato, e sopratutto fallimentare, almeno la serie storica più aggiornata dovrebber essere di esempio.
    La rivoluzione tunisina è stata, da parte dei manifestanti, il più possibile non violenta, al massimo si sono avute violenze auto inflitte o (tantissime) violenze subite dalla polizia senza reazioni “militari” da parte dei manifestanti. Il risultato è stato il fallimento di un regime dittatoriale, come finirà lo vedremo ma la Tunisia non è già più la stessa.
    Invece i disordini di Atene, “giustificatissimi” vista la ricetta di deprimente conformismo neo-liberista, stile Argentina, scelta dal governo, non ha avuto alcuno sbocco dopo quasi 4 anni di continue rivolte, in cui la sinistra tradizionale (o almeno quella parte che non è al governo) si comporta in maniera tradizionale, mentre quella autonoma si comporta in maniera altrettanto tradizionale, alzando solo il livello dello scontro.

    C’era molta fascinazione per la Grecia, più che per New York o Madrid in quello spezzone di “violenti”, ma anche poca comprensione per New York o Madrid nel corteo “ufficiale”.
    Eppure, occorre ribadirlo, la Grecia sta perdendo tutto, mentre il movimento 15-M Madrileno sta diventando una forza politica di enorme importanza per la Spagna.
    Con piccoli-grandi risultati concreti ottenuti.
    http://italia2013.org/2011/10/18/il-15-ottobre-spagnolo/

    Insomma i modelli Nonviolenti veri (che si beccano botte ed arresti immotivati molto spesso e per cui occorrono un coraggio ed una disciplina encomiabili) anche quando non vincono destabilizzano il potere e il pensiero unico; mentre quelli violenti sono, oggettivamente, di facile risoluzione e poco problematici per il potere, che può non solo ignorarli, ma prenderli a modello per svolte repressive, autoritarie, leggi speciali, e quant’altro.
    Per ottenere qualche cosa con la violenza bisogna fare una guerra, migliaia di morti e poi può finire ugualmente a puttane (anche perché difronte alla guerra gli ideali vannoa farsi benedire), stile Libia, per intenderci.

    Il problema per il movimento è triplice, scegliere una strategia Nonviolenta italiana che abbia un effetto destabilizzante sul potere (oggi non c’è ancora); scegliere una tattica di gestione delle iniziative che, senza consegnare persone alla polizia, sia in grado, attraverso cordoni, servizi d’ordine, comportamenti diffusi, di imporre pratiche unitarie e Nonviolente al movimento o costringere chi non ne vuol sapere a farsi il suo movimento a parte; diffondere l’egemonia culturale della rivoluzione Nonviolenta popolare come strumento per il cambiamento (o almeno il condizionamento del potere), attraverso nuovi strumenti di lotta, che convincano chi oggi spacca vetrine a far altro (ovvero la coercizione non ci appartiene quanto la persuasione).

    • daouda says:

      A perché il movimento spagnolo ha senso? Ringraziamo che hanno fatto gli scontri sennò se dovevamo subbì n’antra cagata pazzesca…

  5. buzz says:

    Finalmente un commento che mi sento di condividere.

  6. Buleghin il vecio says:

    Come semper se discute sul gnente!
    E la colpa la xè de quei can de zornalisti compreso l’intelizentissimo Miguel Martinez!

    I “indignados” ghan sbaglià tuto ostaria! I doveva copar una decina de zornalisti, storpiarne una cinquantina e magari darci fuoco a le redasion dei giornali e a qualche TV privata e di stato!

    Quei che scrivan dote cose su il “futuro dei tosi” in raporto a la “violenza de piasa” non ghan dito una parola sul masacro di quei poareti dei Libici e ghan fato da gran casa a quei porcon de agresori!

    A partir dal ilustrissimo zornal de merda che fa la finta de eser dimocratico che xè “La republica” con un diretor che se ocupa de casi e de mona del vecio porcon presidente.

    Pasando per quelo sputo de informasion de “La Stampa” che saria poi la gran casa de automobili che va ben se cian tre ruote!

    Par non parlar de il “zornale” che saria del fratelo del vecio porcon prasidente che scrive monate in serie!

    Miguel Martinez il comploto c’è ecome! E tu ne fai anca parte sensa nianca saperlo!

  7. Per Io Non Sto Con Oriana

    “Non sarebbe il caso di cambiare un po’ refrain, dal momento che in oltre vent’anni di politica di piazza non ho mai conosciuto qualcuno che rispondesse allo stereotipo?”

    In effetti, nemmeno io ho mai conosciuto persone di quel tipo. Nei lontani anni Settanta, ho conosciuti numerosi giovanissimi intellettuali di ottima famiglia che facevano lunghi discorsi e poi sono diventati giornalisti e politici; ma anche altri che venivano da ottime famiglie e hanno scelto di fare una vita assai misera in seguito, dal punto di vista materiale.

    Ma è una specie che non esiste più, e non ci sono certo motivi modaioli per essere “estremisti di sinistra” oggi.

    Per quanto riguarda le scuole private – ai tempi miei, erano i luoghi in cui i genitori “antisessantottini” tenevano i loro pargoli, e dove si svolgeva una ricca vita di festicciole, con qualche tendenza di destra pariolina: gente con vestiti costosi alla moda, che odiava i comunisti con un odio proprio di classe per i pezzenti.

    Casomai oggi vedo un’altra cosa: tendono a essere più di sinistra (ma non violente) le persone appartenenti al ceto intellettuale subalterno – che so, il ricercatore universitario, l’assistente sociale, ecc. – che i non intellettuali, siano essi piccoli imprenditori e proletari. E siccome esiste un rapporto parziale tra reddito e titolo di studio, può darsi che in media, gli “impegnati” di destra siano più poveri di quelli di sinistra.

    Ma è una questione completamente diversa.

  8. Per Valerio

    In teoria, sono d’accordo con te. Al di là dei giudizi morali, è impensabile opporre dei sampietrini alle camionette della celere, punto e basta. Una volta ti può andare bene, ma contro un esercito di professionisti stipendiati, non c’è gara.

    Il problema però è che in Italia non esiste, fuori dalla Val di Susa, alcuna capacità di mobilitazione duratura, coraggiosa e collettiva.

    Dove, che so, tutti i lavoratori di un’azienda, o tutti gli abitanti di un paese, sono disposti a farsi massacrare di botte, giorno dopo giorno, mese dopo mese. O persino a mettere tutti cento euro in un fondo comune per affittare una schiera di avvocati cattivissimi che perseguiti senza sosta i loro nemici: uso questo termine perché mi riferisco a qualunque lotta, a prescindere dalla sua validità morale.

    Queste cose sono possibili solo là dove esiste un forte tessuto sociale preesistente.

    Questo tessuto può piacerci o no, ma è la base.

    Il Sudtirolo è l’esempio più straordinario di una lotta sostanzialmente non violenta, che ha vinto su tutta la linea, perché si sta insieme sin da piccoli, come vigili del fuoco volontari, facendo i lavori nei campi insieme, frequentando le stesse parrocchie e appartenendo allo stesso corpo degli Schutzen.

    Non si può pensare di creare artificialmente tale tessuto. Sono il primo a dispiacermene, ma credo che sia così.

    • valerio says:

      Vero e falso al tempo stesso.
      Questo tessuto è molto labile, ma esiste anche oltre alla Val di Susa (che tra l’altro è quel che è anche grazie ai contrinbuti di noi torinesi, inclusi quegli “estremisti” che a Roma il 15, o in Valle ogni tanto, fanno molto casino), per esempio mi pare esista in ogni NIMBY italiano.

      Inoltre questo tipo di tessuti connettivi è evidentemente in parte artificiale, e quindi ricreabile, o attivabile, o riattivabile.
      Quindi se si lavora duramente si può ottenerlo, ma il punto è che un movimento di massa non nasce dalla massa. Nasce sempre da una minoranza, una volta si diceva avanguardia.
      Certo non 100 persone in uno scantinato, mi riferisco a minoranze piuttosto cospique, occupare una piazza in 1000-3000 persone è già un sucesso?

      Però a Roma il 15 c’erano tra le 100.000 e le 300.000 persone, quindi il “materiale umano” che si presume possa essere mobilitabile, se esiste un progetto radicale Nonviolento, non è indifferente.

      Anzi il limite del movimento italiano è, forse, quello di essere il più grande del mondo in capacità di mobilitazione di massa, ma uno dei pegggiori in capacità di sfruttare ciò che si riesce a raccogliere.
      L’ultima volta che un moviemento di massa ha vinto in Italia è stato quando Cofferati era segretario dell CGIL e “3 milioni” (in realtà molti meno) di persone si sono riunite attorno al circo Massimo, bloccando di fatto una legge cui il governo teneva moltissimo.

      Proprio per questo si impone un cambio radicale di strategia.

      • Francesco says:

        un movimemento di massa è un nutrito gruppo di stronzi o l’espressione del popolo, almeno di “un” popolo tra quelli che sono presenti in una nazione?

        ammetto che la mia domanda è un pochino hegeliana ma mi cambia del tutto la valutazione del movimento

    • giovanni says:

      Il Sudtirolo è l’esempio più straordinario di una lotta sostanzialmente non violenta

      Dal 20 settembre 1956 al 30 ottobre 1988 ci sono stati 361 attentati con dinamite, mitra, mine antiuomo. 21 morti, tra cui 15 appartenenti alle forze dell’ordine, 2 privati cittadini e 4 terroristi, deceduti per lo scoppio prematuro delle cariche che stavano predisponendo. 57 feriti: 24 membri delle forze dell’ordine, 33 civil
      http://it.wikipedia.org/wiki/Befreiungsausschuss_S%C3%BCdtirol#Bilancio_del_terrorismo_in_Alto_Adige

      Miguel, tu non sei ignorante, e questo rende ancora più grave la tua minimizzazione

  9. Per Buleghin

    Al di là delle battute, non posso darti torto.

    Nel senso che io non ho mai pensato che il disoccupato meridionale che fa il celerino sia il nemico. Anche gli eccessi dei celerini rientrano negli eccessi di tutte le persone sprovvedute che si trovano ad affrontare situazioni ad alto contenuto adrenalinico (discorso diverso sul massacro di Bolzaneto, ovviamente, che è stato deciso dal semi-alto).

    E non penso che si possa nemmeno fare molto, che so, contro le grandi banche transnazionali.

    Mentre si può fare molto per ridicolizzare, smascherare e rompere (legalmente e non violentemente) le scatole a tutti i poteri intermedi, che permettono ai grandi poteri di campare indisturbati.

    Se un giornalista sa che le sue cialtronate saranno immancabilmente prese in giro al primo posto su Google, ogni volta che apre bocca, è già un passo avanti.

    • Buleghin il vecio says:

      Grasie Miguel per l’apresamento!

      Ma cosa vuoi il Buleghin xè gnorantisimo e di fronte a certi sogeti che dicon bale per profesione se arabia un pocheto!

      Comunque non xè da trascurar il metodo ruso con i zornalisti porcon e buziardi, un colpo de sciopo a la testa soto casa.

      Oppure il metodo cubano che xè più rafinà, tipo la Yoani Sanchez che ben che gran milantatrice e buziarda la lassan scrivar le sue monate a Cuba e se limitan a coprirla de ridicolo.

  10. buzz says:

    Certo la manifestazione non è andata come avrebbe voluto repubblica… un bel corteo come tutte gli altri degli ultimi decenni, tipo sagra della porchetta in beata gioiosità.

    E tutti i lettori di repubblica, così come per i tragici giorni del “grazie steve” a battersi il petto… essendo molti di loro sovrapponibili agli “indignati”, firmaioli professionali, Iphone muniti, non passandogli nemmeno per l’anticamera del cervello che questo rituale vuoto della sagra del manifestante non sta portando assolutamente a niente e che la cricca di delinquenti che ci governa – o che si oppone, in quel teatro dei burattini in cui hanno trasformato le istituzioni – se ne frega totalmente dei girotondi e le bandiere?

    Magari bisognerebbe iniziare a pensare che se qualcuno è indignato, c’è anche gente che è incazzata. Molto incazzata. Perchè si sente defraudata da tutto.
    E sono dei ruvidi ragazzacci che magari ritengono di non aver nulla da perdere, anche se poi da perdere abbiamo tutti qualcosa, magari la libertà, se non la vita, con la splendida e a volte tragica incoscienza dei ventanni.

    E forse, anzi senza forse, sicuramente, spaccare vetrine alle agenzie interinali serve a niente, ma se non si hanno sbocchi, se la politica non da speranza, se le parole sono solo un vuoto a perdere … allora che qualcuno prenda in mano cubetti di porfido sarà sempre più inevitabile.

    La crisi che stiamo attraversando, a livello globale, è sistemica. E l’italia ci aggiunge di suo anche una classe politica cialtrona, criminale, ladra, abietta: degno specchio di buona parte della nazione. E con questo non intendo solo chi ha votato Berlusconi.

    Le cose andranno sempre peggio, e purtroppo, la storia ci insegna che in epoche come questa, affiora il peggio (e il meglio) dell’animo umano. Quello che è certo è che le normali categorie di giudizio pian piano non avranno più senso. Bisognerà rivedere molti concetti di giusto/sbagliato. E prima lo si fa, meglio è.

    Probabilmente, quando si comincerà (se mai lo si farà) e non prendere più in considerazione i media tutti, cartacei, online o televisivi. Quando si inizierà a boicottare il consumo – perchè solo questo siamo: consumatori – a bloccare la circolazione delle merci e a non avvalerci dei servizi inessenziali. Quando la smetteremo di intasare i centri commerciali, come tanti rimbambiti.

    Allora probabilmente questa rabbia che fa prendere i sampietrini in mano a qualcuno, troverà una canalizzazione. E diventerà costruttiva, invece che tragicamente autodistruttiva.

    Fino a quel momento, chi distrugge vetrine lo fa a suo rischio e pericolo, e certo non apporta alcun nocumento agli altri, che con il loro sfilare contano meno di zero.

  11. Moi says:

    Io la vedo così : una riba che si autoproclama brutalmente “Giornata Mondiale della Rabbia”, senza proporre nulla di costruttivo, non poteva che finire male … così è stato.

    Consultate pure il vostro testo sacro prefrito, ora … non vi tarderete a trovare qualcosa su questa lunghezza d’ onda.

  12. RoyVH says:

    Se i complottisti fanno al più ridere (o piangere) gli anticomplottisti a volte fanno paura.L’anti-complottismo tout-court è spesso di chi crede di avere la verità in tasca o è convinto che il dibattito pubblico e la dialettica politica si svolgano sempre nella massima trasparenza.
    Purtroppo chi disse che “a pensare male qualche volta ci si azzecca” era un professore in materia e personalmente,con tutto rispetto x Martinez, non concordo nel mettere tutti i complotti/complottisti/complottismi in un unico calderone,soprattutto quando ci si riferisce ad un paese come l’Italia.

  13. Per RoyVH

    E’ una questione di cui si è discusso spesso qui.

    Ogni volta che succede un fatto, è legittimo essere aperti a tutte le ipotesi. Compresi ipotesi che prevedono inganni e accordi segreti, che esistono.

    Ma esiste anche un preciso meccanismo psicologico, con cui mi sono trovato a cozzare innumerevoli volte, e che è tutt’altro che “aperto a tutte le ipotesi”: è sempre prevedibile.

    Si tratta della mentalità delle persone che cercano unicamente indizi (magari veri, in sé) che tendono a dimostrare la loro tesi preconcetta e scartano qualunque indizio contrario.

    Dove vedi questo processo all’opera – che sia tra gente di destra, di sinistra, di centro, cristiani, ebrei, musulmani, atei – hai la radice di ciò che io chiamo complottismo. E ovviamente sono spesso complottisti in questo senso anche gli “anticomplottisti”, cioè quelli che partono dall’idea preconcetta che in questo o quell’altro caso, la versione ufficiale sia quella giusta.

  14. Per Giovanni

    “Dal 20 settembre 1956 al 30 ottobre 1988 ci sono stati 361 attentati con dinamite, “

    Ho scritto in maniera sbrigativa: il mio scopo non era quello di dimostrare il successo delle lotte non violente, ma la necessità della compattezza sociale. Per questo, avevo scritto “sostanzialmente”.

    Detto ciò (tra l’altro non mi ricordavo che i morti fossero stati ben 21), lo stesso articolo che citi ricorda che l’ultimo attentato mortale risale a ben 44 anni fa.

    Gli attentati di allora hanno avuto un effetto molto forte sulla decisione italiana di negoziare; ma non avrebbero mai negoziato, se non si fossero trovati di fronte una società compatta. Anche nel tempo, visto come termina l’articolo su Wikipedia:

    “La popolazione di lingua tedesca non nasconde la propria approvazione per le azioni di quelli che vengono comunemente definiti “combattenti per la libertà” (“Freiheitskämpfer”).

    In questo senso gli Schützen hanno lanciato nel 2004 la campagna “Il Sudtirolo ringrazia per la scuola tedesca, la forte economia, il benessere e molto altro!”. Sullo sfondo del manifesto un traliccio divelto dalla dinamite, in primo piano il terrorista Sepp Kerschbaumer. Ad Appiano sulla Strada del Vino, dove il 12,5% della popolazione è di lingua italiana, gli è stata anche dedicata una via. La RAI di lingua tedesca di Bolzano ha prodotto un documentario intitolato “Die Frauen der Helden” (“le mogli degli eroi”, riferito ai terroristi degli anni 60).”

    Insomma, il punto non è la natura “non violenta” (anche se le persone direttamente coinvolte nella lotta armata erano poche, e non c’è mai stato il pericolo di un’insurrezione). Il punto è la compattezza sociale.

    Senza compattezza sociale, nessuna lotta – violenta o non violenta – ha alcuna possibilità di riuscire.

  15. Moi says:

    Vedo che ai discorsi salvifici di Bersani “quando va su lui” non ci credi molto … :-) ;-)

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