I para-ordini dei Cavalieri di Malta ed Elisabeth Sabaditsch-Wolff (II). Vita quotidiana di para-cavalieri e para-dame

Alla prima parte

L’altro giorno, abbiamo parlato dell’investitura di Elisabeth Sabaditsch-Wolff – di mestiere Vittima dell’Islam e della Shariah Strisciante – come Dama di Grazia di un para-ordine di Malta, diretto da Nicholas Frederic Sophocles Papanicolaou.

Siamo entrati così in un mondo che in Italia pochi sembrano conoscere, eppure è ovunque.

Immaginatevi una situazione di questo tipo.

Cento, duecento persone di tutte le età, vestite in modo molto elegante, nel parco di un grande castello che almeno secondo la pro loco del paese, avrebbe avuto qualcosa a che fare con i Templari.

Sono quasi tutti professionisti di qualche tipo. Farmacisti, commercianti, piccoli imprenditori, giornalisti di provincia, ma anche molti membri delle forze dell’ordine e della guardia di finanza, cultori di arti marziali, proprietari di agenzie investigative private e guardie giurate.

Prevalgono nettamente gli accenti del Sud, ma si sente anche un po’ di veneto, e la maggioranza proviene da cittadine di provincia. Spicca, un po’ in disparte, un gruppo di autentici diplomatici di paesi africani.

Ognuno dei presenti porta con sé una valigetta nera. Mentre sorseggiano i cocktail, parlano di conoscenze, di affari e di contatti.

Qualcuno legge il programma della serata, stampato elegantemente su carta costosa. Improvvisamente, tutti si girano: circondato dalla sua guardia del corpo, è venuto un noto uomo politico a porgere i suoi auguri e a congratularli per il lavoro che svolgono.

L’uomo politico sparisce. Poi tutti entrano in un grande salone, decorato con ricchi stendardi e adibito a provvisoria cappella.

In fondo alla sala, un altare, e due personaggi.

Uno è la Fons Honorum, una persona di famiglia aristocratica, che avrebbe il diritto di conferire titoli cavallereschi o nobiliari, almeno secondo quanto spiega l’Ordine.

Accanto alla Fons Honorum, c’è un signore che sembra in secondo piano.

In realtà è il vero capo e organizzatore, il Gran Maestro dell’Ordine, un grintoso signore dal marcato accento calabrese, con il petto ricoperto di medaglie e un grande spadone.

Al suono della travolgente musica di Karl Orff, signore e signori aprono le loro valigette da cui estraggono mantelli, medaglie e altri insoliti oggetti, che indossano sopra i loro abiti borghesi.

Segue la Messa, elemento fondamentale, e poi una predica.

Il prete ricorda i valorosi crociati di un tempo che salvarono l’Occidente dall’Islam, e ammonisce gli aspiranti cavalieri sulla loro sacra missione cristiana in un mondo sopraffatto dal materialismo, disordine e dal terrorismo.

Alla fine della predica, la cerimonia vera e propria.

Con voce roboante, il Vero Capo chiama ad uno i neocavalieri, “Joseph de Domo Minitis di Sanfedele, Conte di Altavilla y Puebla Schockenhoff-Augustanarum!”

Il venditore di automobili dai capelli vistosamente tinti Pippo Camminiti, perché tale è il vero nome del convocato, si alza, e il Gran Maestro gli batte la spalla con lo spadone, urlando “Nel nome della Santissima Trinità, ti nomino cavaliere del Sacro Ordine!” E via via, cavalieri e dame giurano fedeltà a vita all’Ordine.

Segue una cena davvero eccellente in un altro salone, dove si può parlare di nuovo di contatti e affari, nonché di politica. Una politica rigorosamente di centrodestra, con qualche elemento della “destra radicale” che ammicca a Berlusconi. Tra le chiacchiere, si coglie di tanto in tanto, ma in maniera quasi marginale, riferimenti al potere delle piramidi o agli UFO, come alle capacità taumaturgiche di Padre Pio.

A voce più bassa, si parla di un utile contatto con un grosso imprenditore, membro della filiale ungherese dello stesso Ordine. Poi si propaga, a sorpresa, la notizia, che l’Ordine B, con cui il Gran Maestro era in causa presso i tribunali di quattro paesi, si è improvvisamente riconciliato con lui per fare fronte comune contro l’Ordine C, e che ci sarà a breve un grande scambio (avete indovinato) di titoli tra le due organizzazioni.

Immaginate questa scena, ripetuta varie volte l’anno in località diverse; e moltiplicatela per il numero enorme di Ordini che esistono.

Sono decine gli Ordini che conosco e sospetto che siano addirittura centinaia. Da popolare una cittadina media di provincia di dame e di cavalieri, insomma.

prezzario-di-maltaUn para-Ordine di Malta ha voluto rendere pubblico questo prezzario di un para-Ordine rivale.

Non ho nulla, in principio, contro simili organizzazioni. Trovo assolutamente sano che in un mondo come il nostro, tante persone cerchino altre dimensioni. E poi, se Pippo Camminiti vuol scrivere sul proprio biglietto da visita, “Joseph de Domo Minitis di Sanfedele, Conte di Altavilla y Puebla Schockenhoff-Augustanarum”, è giusto che paghi e anche profumatamente.

Però è anche evidente che si tratta di qualcosa di più di una semplice recita medievale.

L’Ordine unisce persone, che forse non hanno un grande potere, ma nel loro piccolo contano. Contano abbastanza da poter pagare, oppure da essere invitati a entrare gratuitamente nell’Ordine.

Tutto ciò sembra visceralmente radicato nella vita della provincia italica. Ma più difficile da afferrare è la dimensione internazionale.

Innanzitutto, molti Ordini hanno filiali all’estero, soprattutto negli ex-paesi comunisti. Ma alle spalle, alcuni Ordini hanno un potente motore americano che sembra appartenere a una dimensione totalmente diversa da quella dei piccoli personaggi della provincia italiana.

Forse certi italiani e certi americani mettono in atto un particolarissimo scambio: da una parte imprenditori, militari e predicatori ambiziosi e con risorse immense, dall’altra, piccoli personaggi in grado di vendere loro i pezzi di Europa immaginaria che si sentono mancare. O forse la spiegazione è un’altra ancora.

Vedremo uno esempio di questa strana simbiosi.

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19 Responses to I para-ordini dei Cavalieri di Malta ed Elisabeth Sabaditsch-Wolff (II). Vita quotidiana di para-cavalieri e para-dame

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  3. Buleghin il vecio says:

    Nicholas Frederic Sophocles Papanicolaou mah! Sarà parente streto del colonelo Andreas Automatikos!

    Un pocheto me ricorda, chisà parché, il capolavoro de “Vogliamo i colonnelli” dell’indimenticabile Mario Monicelli e quel grandisimo ator de Cremona che se ciamava Ugo Tognazzi!

    Eschilo eschilo siori che qui si sofocle! Fate tension a le scale che sono euripide! Tranquili perché in fondo non ghé xe pericle!

    Bisogna dir che il ziro sul sito “rumenul” vale veramente la pena!
    ______________________________________________________

    http://sosjj.wordpress.com/espulsioni-anno-2009-2010/
    ______________________________________________________

    I personagi , chisà parché, me rirorda:

    Selupescu – Ministro degli interni rumeno

    Mikaladogratis – Signora greca di altobordo che concede le sue grazie a pagamento

    Otto Vask – Campione di nuoto tedesco

    Furgun cin – Ministro dei trasporti cinese

    Ho fuso la moto – Corridore giapponese

  4. serse says:

    Aggiungo:

    Cin Ciampai – campione di salto in alto cinese
    Galina Cocimilova – cuoca russa
    Iocopoco Maioco – goleador giapponese
    Dalhi Halà – campione di salto in lungo arabo
    N\’do coiocoio – lanciatore di coltelli
    Sotutta Untaio – la moglie
    Vagina Seminova – prostituta russa
    Ciolanca Sbilenca – ballerina cecoslovacca

    • Marcello Teofilatto says:

      Aggiungo:
      Il portiere della Romania (Saracinescu)
      e quello della Grecia (Para Liriguris).

      Un saluto da Marcello Teofilatto

      • Ritvan says:

        Io ci aggiungo:
        Il neonato più brutto del Giappone: Soushito Nakagata
        Il kamikaze iracheno: Saddam Morì
        Il reggiseno iracheno: Tarek Aziz (da leggersi in dialetto napoletano per capirlo, eh!)
        Il saltatore in lungo arabo: Dalìallah

        …certo che siamo dei piccoli berlusconidi, eh!:-)

    • PinoMamet says:

      Ero tentato di non intervenire, visto che questo è un blog serio ;) ma mi sono accorto che non avete citato Andrei Koimaski;
      ma come, proprio qua si discriminano gli omosessuali??

      PS
      Ricordo l’episodio, tanti anni fa, di un italiano residente, mi pare, in Belgio, che scrisse una serie di lettere a un quotidiano di lassù, firmandosi con nomi tipo questi; ricordo che usò Vagina Seminova (o forse Fighina Seminova), gli altri purtroppo li ho dimenticati; ci misero un bel po’ a scoprire lo scherzo;

      mi viene da pensare che molti dei nomi fasulli dati dagli immigrati irregolari alle nostre Forze dell’ordine siano scherzi di questo genere… e la cosa mi diverte :)

      PS2
      Alcuni di questi nomi sono davvero poco probabili, nel senso che un giapponese per questioni fonetiche non potrebbe (purtroppo!) chiamarsi Tofuso Lamoto o Ndocoio Coio;

      ma se trovo un cinese che si chiama Chin ChanPai, gli stringo la mano e gli pago il pranzo :)

      • Aleksis says:

        A Firenze un ristorante cinese si chiama Fu Qui. :-)

      • Beh, c’è una medicina cinese a base di serpente, dove la prima parte del nome si pronuncia praticamente Chin Chan Pai, anche se la scrittura pinyin inganna un po’. Si chiama jīn qián bái huā shè, tradotto come “coin-like white patterned snake” http://www.rootdown.us/Herbs/Jin+Qian+Bai+Hua+She?FamilyID=136

      • Ritvan says:

        —Ero tentato di non intervenire, visto che questo è un blog serio ma mi sono accorto che non avete citato Andrei Koimaski:-);ma come, proprio qua si discriminano gli omosessuali??—

        Ciusto:-) e per ovviare alla dimenticanza ci aggiungo pure – visto che qui si parla anche di ordini nobiliari – l’omossessuale russo nobile: Andrei Koimaski Peiboski:-)

        P.S. Mi sono accorto ora che il saltatore in lungo arabo era già stato citato: chiedo venia.

    • Kakapoco Kifapocomoto (e altre lezioni) è a volte uno sportivo e a volte uno stitico giapponese, Ciauescu è un profugo rumeno, Valentina Mateleskova un’investigatrice russa…

  5. PinoMamet says:

    Tantissimo tempo fa, prima che io nascessi o quando ero bambino, giunse a mio padre una lettera, di non so quale associazione o ordine, che gli offriva un titolo cavalleresco alla non tanto modica cifra, allora, di 200 mila lire.
    La lettera finì subito nel caminetto (avevamo un caminetto).

    Invece dall’ignobile fogliaccio locale ho scoperto mesi fa che esiste un “ordine dei Templari” che si riunisce, con inevitabile messa, in chiesette e castelli (ce ne sono parecchi, sia di chiese che di castelli, rocche e palazzotti) nelle colline dei dintorni della cittadina presso cui risiedo.
    Ne fanno parte un prete cattolico (autentico), non so se racimolato per l’occasione o davvero convinto della giustezza di quello che fa; è un ex “prete giovane” (ormai decisamente anziano) di quelli che passavano per “preti di sinistra” o “preti comunisti” cosiddetti e stavano abbastanza simpatici ai ggiovani, appunto; il prete è famoso anche perché è un esorcista;
    e in mezzo a varie persone che non conosco, c’è anche la notissima ex barista di un bar locale, una emilianona verace di quelle che fanno le carte ai clienti e danno consigli amorosi un po’ sconci in dialetto, che con tutta la buona volontà non riesco proprio a immaginarmi come “dama”; ma perché no, in fondo; non c’è mica solo Chretien de Troyes, c’è anche Boccaccio…

    ciao!

  6. PinoMamet says:

    Dimenticavo: nelle foto sono immancabili i mantelloni, che poi penso siano in fondo il vero motivo dell’adesione all’ordine
    (come certi ragazzini che si dedicano invece al “cosplay”).

    Mio nonno usava un mantello molto più bello (e autentico) per andarsene in giro a piedi o in bici d’inverno, “al tabàr” :)

  7. mirkhond says:

    non c’è mica solo Chretien de Troyes, c’è anche Boccaccio…

    E’ quello che cercavo di dire, invano, in qualche forum più sotto….
    ciao

  8. Claudio Martini says:

    Le piramidi e Padre Pio.
    Quando si dice egemonia culturale.

  9. Moi says:

    Attenzione :

    “Ndokoyo koyo” NON presenta carattteristiche “eunippofone” … tuttavia può presentarle “eukiswahilofone”. ;-)

    Per le difficoltà di pronuncia in Estremo Oriente dell’ Inglese è tutto un programma un vecchio libro di cui non ricordo l’ autore dal significativo titolo ” R Like In Lome ? No, L Like In Rondon” [sic]

  10. Moi says:

    Hofuso / Tofuso “Lamoto” NON convince … “Namoto” funzia molto meglio.

  11. Moi says:

    Un gioco di parole Bolognese-Tedesco su cui amano scherzare gli anziani è

    ” Sinkägenkispurgen ” (pronuziare come se fosse Tedesco vero !)

    “S’ i ‘n chèghen ch’ i ‘s purghen” (decriptato)

    “Se non cagano che si purghino” (tradotto)

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