Wikileaks rivela: Magdi Allam, Khaled Fouad Allam e Yahya Sergio Pallavicini, gli uomini dell’ambasciata americana

Wikileaks ha pubblicato un documento classificato della “Secret Section 01” dell’ambasciata statunitense a Roma.

In questo documento,  apprendiamo che Magdi Allam, Khaled Fouad Allam e Yahya Sergio Pallavicini sono stati “accuratamente analizzati e approvati” (carefully vetted) da un ufficio, anch’esso segreto, denominato “Islamic Outreach” della stessa ambasciata.

Un ufficio definito “molto attivo”, in tutte le sedi consolari americane italiane, e coordinato direttamente dall’ambasciatore, allo scopo di “dare forza a voci musulmane moderate“.

Khaled Fouad Allam Magdi Allam Yahya Sergio Pallavicini servizi segreti USAL’Edward R. Murrow program for Journalists, che l’ambasciata promuove, è una collaborazione tra il dipartimento di Stato, il think tank Aspen Institute e alcune scuole di giornalismo, che paga i viaggi negli Stati Uniti di “promettenti” amici, giornalisti e non, in paesi lontani tra di loro come la  Guyana e il Libano. Un significativo esempio della mancanza di frontiere tra il governo, il mondo accademico, quello spionistico e quello mediatico, nonché i think tank legati al mondo delle imprese.

I tre Musulmani Buoni vengono definiti “voci credibili” da appoggiare:

“Ci auspichiamo che non venga fatto nulla che screditi la loro indipendenza. Ciò li metterebbe solo a rischio e ne eroderebbe l’efficacia quali ‘voci alternative’”.

Insomma, niente premiazioni pubbliche come migliore agente USA dell’anno…

Il nome del destinatario del messaggio, James Van de Velde, ci permette di aprire un’importante parentesi sull’intreccio tra potere economico, militare, accademico e politico che costituisce il nucleo del sistema statunitense. Van de Velde sembra che fosse spesso recipiente di simili messaggi: ad esempio, gli scrivono gli ambasciatori USA a Tunisi, in Macedonia, in Ghana, in Nigeria, in Bulgaria, nel Sudan, in Austria, nel Kosovo, a Singapore, in Tanzania e in Rwanda, alla ricerca di “musulmani buoni” anche laggiù.

Nel 1998, James Van de Velde emerse brevemente dall’oscurità che avvolge simili personaggi, quando la polizia di New Haven lo indicò come unico indiziato del misterioso omicidio della studentessa Suzanne Jovin, dell’Università di Yale, uccisa con diciassette coltellate senza tentativi di violenza carnale o di furto.

Van de Velde era il relatore della sua tesi, che parlava di Osama bin Laden. Contro Van de Velde, gli indizi erano piuttosto labili, il caso venne archiviato e l’università si limitò a non rinnovargli la docenza annuale in scienze politiche.

Anche se Van de Velde si lamenta di essere stato linciato dai media, fu appena l’inizio della sua carriera. Gentilmente estromesso da Yale nel giugno del 1999, nel novembre del 1999, mentre le indagini per l’omicidio erano ancora in corso, ha cominciato – come ci spiega il suo curriculum pubblico –  a lavorare per la Defense Intelligence Agency (DIA). Qui aveva il doppio compito di analista per le “armi di distruzione di massa” (la lunga preparazione dell’attacco all’Iraq) e per la ricerca di presunte armi speciali da parte di al-Qaida. Per due volte, si vanta, avrebbe diretto personalmente una squadra di interrogatori a Guantánamo. Siamo nel paese del libero mercato, e anche questo fa curriculum.

Dal 2004 al 2005, James Van de Velde è stato Assistente Speciale del Coordinatore dell’Antiterrorismo, “coordinando la produzione di tutti i prodotti scritti che entravano e uscivano dall’ufficio“.

Nel gennaio del 2006, è entrato nell’azienda privata Booz Allen Hamilton, proprietà del Carlyle Group. Il documento che l’ambasciata USA dedica a Magdi Allam, Khaled Fouad Allam e Yahya Sergio Pallavicini è del 2007, quindi l’ambasciata evidentemente trovava normale inviare documenti riservati a dipendenti di imprese private.

La Booz Allen Hamilton (BAH) si vanta di occuparsi da 97 anni di “strategy and technology consulting“, e – come tutto il military-industrial complex statunitense – deve la sua straordinaria fortuna alla Seconda guerra mondiale. E infatti, Miles Axe Copeland, Jr, uno dei fondatori della CIA, passò dopo qualche anno a lavorare per la BAH; il primo di una lunga serie di persone a passare da poltrone in cui si decide a chi dare fondi pubblici, a ben remunerate poltrone presso le aziende beneficiarie. Tra questi, ad esempio, James Woolsey, direttore della CIA; John McConnell, direttore di tutto il sistema di intelligence sotto Bush, passato subito dopo al post di Executive Vice President della BAH.

Il testo del cablogramma di Wikileaks contiene due errori: Magdi Allam ha studiato dai salesiani e non in una scuola copta al Cairo; e Yahya Sergio Pallavicini non è un convertito all’Islam, ma è nato musulmano, essendo figlio di Felicino Abdul Wahid Pallavicini, di cui abbiamo già parlato più volte. Ci dicono che i Pallavicini non sarebbero parenti dell’omonima famiglia aristocratica romana, anche se lo vorrebbero: in mancanza di sangue blu, Felicino Pallavicini si è dovuto accontentare del titolo di cavaliere di uno dei mille “ordini Templari” che sgomitano sul mercato.

Da notare, il riferimento ai “corsi di formazione della Regione Lombardia”, di cui abbiamo già parlato ampiamente descrivendo la “scuola per imam” inventata con fondi pubblici dall‘azienda Agenfor diretta da Sergio Bianchi, un signore per nulla musulmano.

Non conosciamo il significato di tutte le sigle citate nel testo. Mission Italy dovrebbe essere l’ambasciata USA a Roma.

Ecco a voi comunque la traduzione del cablogramma caduto nelle mani di Wikileaks:

VZCZCXRO6948

PP RUEHFL RUEHNP
DE RUEHRO #2166/01 2841456
ZNY SSSSS ZZH
P 111456Z OCT 07
FM AMEMBASSY ROME

TO RUEHC/SECSTATE WASHDC PRIORITY 9228

INFO RUEHNP/AMCONSUL NAPLES PRIORITY 2840

RUEHFL/AMCONSUL FLORENCE PRIORITY 2701

RUEHMIL/AMCONSUL MILAN PRIORITY 9028

S E C R E T SECTION 01 OF 03 ROME 002166

SIPDIS

NOFORN

SIPDIS


CTCC FOR JAMES VAN DE VELDE


E.O. 12958: DECL: 10/11/2017

TAGS: KISL KPAO PGOV PHUM PREL PTER SCUL SOCI IT


OGGETTO: IDENTICAZIONE DI VOCI CREDIBILI: RISPOSTA MISSIONE ITALIA

REF: A. SECSTATE 122288

B. SECSTATE 137091

Classificato da: Incaricato Anna Borg, motivazione 1.4 (c)

  1. (U) Questo cablo è la risposta di Mission Italy a telegrammi di riferimento
  1. (S/NF) L’Ambasciata di Roma fornisce questi nomi accuratamente controllati – individui ben conosciuti che hanno assunto posizioni pubbliche in favore della moderazione o contro l’estremismo. Gli individui nominati sotto sono note voci pro-occidentali senza legami risaputi, o noto seguito, con estremisti islamici. Trovano ascolto tra i musulmani moderati e la maggior parte degli italiani non-musulmani. Ci auspichiamo che non venga fatto nulla che screditi la loro indipendenza. Ciò li metterebbe solo a rischio e ne eroderebbe l’efficacia quali ‘voci alternative’.
  1. (SBU) Il programma Muslim Outreach di Mission Italy è molto attivo. L’intera missione è impegnata, inclusi tutti i tre consolati, sotto il coordinamento generale dell’Ambasciatore e del team PD. Nelle ultime settimane abbiamo avuto incontri con un numero ancora più ampio di elementi della Missione per individuare nuovi strumenti per avvicinarsi alla comunità islamica. Nello sforzo di rafforzare le voci islamiche moderate, intendiamo co-sovvenzionare una serie di workshop di formazione in media e comunicazione con leader selezionati della comunità; continuare ad inviare giornalisti musulmani di primo piano al programma Edward R. Murrow; e partecipare al programma Citizen Dialogue (dialogo cittadino). Inoltre, intendiamo aumentare gli sforzi nel programma Partnership for Growth (Partenariato per la Crescita – P4G) al fine di identificare gli ostacoli per la creazione di piccole imprese e lavoro lecito nella comunità musulmana e cercare i mezzi per superarli.
  1. (SBU) Yahya Sergio Pallavicini
  1. Influenza: nobile italiano convertito all’islam, Yahya Sergio Pallavicini è uno dei massimi rappresentanti della comunità musulmana in Italia a livello locale e nazionale. Attraverso corsi di formazione organizzati dalla regione Lombardia, attraverso attività culturali e pubblicazioni (ha recentemente scritto il volume L’Islam in Europa con un editore italiano) e attraverso un progetto in discussione, condiviso con Francia, Spagna, Belgio e Italia, che imporrà una formazione professionale per futuri Imam prima che assumano la funzione, Pallavicini svolge un ruolo importante nell’evoluzione della presenza islamica futura. Il suo pellegrinaggio ufficiale alla Mecca nel 1998 con la delegazione musulmana italiana e la sua recentissima visita a Bruxelles come membro del Primo Congresso Mondiale di 100 imam e rabbini per la pace (sponsorizzato dal Ministero degli esteri tedesco) testimoniano dell’importanza del suo ruolo.
  2. Biografia: Pallavicini è membro della Commissione Nazionale per l’Educazione Interculturale, membro dell’ISESCO (l’Organizzazione Islamica per Educazione Scienza e Cultura) e membro dell’EIC (Conferenza islamica europea), la prima ONG islamica riconosciuta dall’Unione Europea, per la quale tiene relazioni col Vaticano e con altri paesi stranieri. L’aspirazione professionale di Pallavicini è consolidare un ruolo in questa direzione, come interlocutore ufficiale con il Governo italiano per la comunità islamica.
  3. Regione geografica: Italia, UE, USA, Israele.
  4. Pubblico: Ardente promotore della conoscenza reciproca e del dialogo tra le tre religioni monoteiste, l’attività di Pallavicini è costantemente centrata sulla promozione della corretta conoscenza della fede e della cultura islamica in un quadro istituzionale trasparente. Yahya Pallavicini organizza numerosi incontri istituzionali di alto profilo che testimoniano il suo ruolo influente non solo con i suoi fratelli musulmani ma anche come interlocutore musulmano per numerose istituzioni pubbliche italiane, avendo un impatto su un pubblico di primaria importanza per noi: i giovani musulmani e i leader di altre fedi religiose.
  5. Forum: Il ruolo pubblico di cui Pallavicini è investito attraverso un’accresciuta visibilità mediatica, che gli ha valso l’attenzione di una larga porzione del pubblico italiano e di un largo spettro di politici italiani, lo rende una voce particolarmente importante, specialmente considerando il suo approccio moderato a tali questioni sensibili. Crediamo che negli anni a venire diventerà anche un punto di riferimento per la comunità locale moderata, in ragione del suo personale impegno nella costruzione della prima moschea di Milano. (Il sito è costruito su suolo di proprietà del COREIS, e lo spazio dovrebbe essere completato entro il 2007).
  6. Nessuna informazione negativa
  1. (SBU) Allam Khaled Fouad
  1. Influenza: Allam Khaled Fouad è stato eletto alla Camera dei Deputati con La Margherita nell’aprile 2006 e siede nel Comitato Affari Costituzionali della Camera.

Dal 2003, Allam è editorialista e opinionista su islam, migrazioni e questioni del mondo arabo per l’influente quotidiano La Repubblica, orientato a sinistra, e in precedenza scriveva per l’influente quotidiano La Stampa, di centro.

Dal 1994, insegna sociologia del mondo islamico all’Università di Trieste, è docente di Studi islamici all’università di Urbino e tiene un corso al campus di Firenze della Stanford University sugli aspetti sociologici dell’immigrazione islamica in Italia e in Europa, le sfide dell’integrazione, e la nozione di identità islamica all’estero.

E’ stato chiamato dall’Unione Europea in qualità di esperto di islam e immigrazione e dal Consiglio d’Europa di Strasburgo su questioni relative al rapporto tra nazionalità e identità religiosa.

E’ membro del comitato editoriale del MARS (Le Monde Arabe dans la Recherche Scientifique) una rivista pubblicata dall’Istituto del Mondo Arabo di Parigi e un prolifico scrittore di libri e saggi, inclusi Lettera a un Kamikaze (2004) e L’Islam globale (2002). Ha co-fondato e diretto dal 1989 al 1993 una collezione di studi arabo-islamici, la Biblioteca arabo-islamica, pubblicata da Marietti, Genova.

Dal 1999 Allam è consulente radiofonico e televisivo per la Rai. E’ consulente culturale per la Fiera del Libro di Torino e, dal 2001, consulente per la Provincia di Torino per i programmi mediterranei. Ha cooperato con l’Istituto Maghreb-Europa dell’Università di Parigi, presentato un rapporto sulla pubblica gestione dell’islam in Italia al Comitato per gli Affari Costituzionali della Camera dei Deputati nel 2001, ed è stato consulente esperto del Ministero delle politiche agricole per i rapporti col mondo arabo dal 2000 al 2001.

  1. Allam è nato il 2 settembre 1955 a Tlemcen, Algeria, vicino al confine tunisino, da madre siriana e padre marocchino. Ha studiato diritto e sociologia politica in Algeria e in Francia. E’ sposato ed è musulmano.

Residente in Italia dal 1982 e naturalizzato italiano dal 1990, nel 1999 è stato eletto con i Verdi al Parlamento europeo, dove è rimasto sino alle elezioni successive nel 2004, in qualità di co-presidente del Gruppo dei Verdi (ALE). In Italia, è stato membro dell’esecutivo nazionale dei Verdi.

  1. Regione geografica: Italia e UE.
  2. Pubblico: grande pubblico italiano e la comunità musulmana moderata, specialmente giovani, dato il suo ruolo di docente universitario.
  3. Forum: Media, università, parlamento.
  4. Nessuna informazione negativa nota.
  1. (SBU) Magdi Alllam
  1. Influenza: Magdi Allam è il più noto scrittore sull’islam in Italia. Si definisce musulmano non praticante. E’ rispettato per la sua integrità e onestà intellettuale e la sua mancanza di timore nell’esporre le contraddizioni nella sinistra italiana o nel mondo islamico. E’ uno degli attori principali del dibattito italiano sui rapporti tra Occidente ed islam. Dall’11 settembre ha sempre sostenuto la coalizione occidentale nella guerra contro il terrorismo e ha ottenuto maggiore visibilità con importanti inchieste sulle cellule terroristiche in Italia e le loro connessioni internazionali. Recentemente ha assunto posizioni più neoconservatrici in stretto rapporto con l’ex presidente del Senato Marcello Pera e altri. E’ un interlocutore efficace per la maggior parte dei cattolici ed è una voce utile per sfatare i miti sulla religione musulmana diffusi tra il grande pubblico. Ha perso molta credibilità tra i musulmani che mettono in discussione le sue credenziali ‘islamiche’ e lo criticano per essere stato cooptato dall’establishment.
  2. Biografia: Allam, 55 anni è nato al Cairo, dove ha frequentato la scuola copta elementare e secondaria. A diciannove anni si è trasferito in Italia e ha frequentato l’Università di Roma dove si è laureato in sociologia. Ha ottenuto la cittadinanza italiana nel 1987. Nell’estate 2003 è diventato vicedirettore ad personam del Corriere della Sera. Prima di questo incarico era stato caporedattore e inviato speciale per La Repubblica, il maggiore quotidiano nazionale di sinistra. Come molti giornalisti, aveva iniziato la sua carriera al quotidiano comunista Il Manifesto.

Vive sotto scorta da diversi anni. Oltre a scrivere per il Corriere della Sera ha spesso partecipato a talk show televisivi ed è uno scrittore molto prolifico. Recentemente ha scritto: Islam, Italia. Chi sono e cosa pensano i musulmani che vivono tra noi – Giugno 2000; Diario dall’Islam – Gennaio 2001; Bin Laden in Italia. Viaggio nell’Islam Radicale – Ottobre 2002; Saddam. Storia segreta di un dittatore – Febbraio 2003; Kamikaze made in Europe, 2004; Vincere la paura – 2005, Io amo l’Italia, ma gli italiani la amano? – 2006; Viva Israele – 2007, un attuale bestseller italiano. Riteniamo che nel 2007 abbia ricevuto un premio dalla Anti-Defamation League statunitense a Washington. Il 4 luglio 2007, Magdi Allam ha guidato una manifestazione a Roma per chiedere la fine delle persecuzioni contro i cristiani in Medio Oriente, che hanno costretto migliaia di persone ad abbandonare la regione. Parla poco inglese.

  1. Regione geografica: E’ molto conosciuto in tutta Italia. Non è molto noto tra i musulmani fuori dall’Italia. Le sue posizioni sono molto critiche nei confronti dell’estremismo islamico. Ad esempio, è stato il primo scrittore a denunciare i legami tra le moschee italiane e il terrorismo. Ciò lo ha reso bersaglio di gruppi come l’UCOII. Alcuni lo vedono come modello di musulmano moderato, completamente integrato nella cultura e nei valori italiani. Altri, inclusi alcuni musulmani moderati, lo considerano troppo provocatorio.

D. Forum: Accanto alle sue rubriche nel quotidiano a grande diffusione, Il Corriere della Sera (ca. 686.000 copie) e i suoi libri, Magdi Allam spesso appare in talk show televisivi e dibattiti pubblici organizzati da think tank su questioni islamiche.

  1. Nessuna informazione negativa.

BORG

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32 Responses to Wikileaks rivela: Magdi Allam, Khaled Fouad Allam e Yahya Sergio Pallavicini, gli uomini dell’ambasciata americana

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  2. Daouda says:

    Bene.

    Approfitto del tema stesso oltre che dello spazio per scusarmi con Mirkhond: i talebani , da quel che ho potuto comprendere, sono del tutto islamici , praticanti ortodossi e , sovente, appartenenti a confraternite sufi.

    Per quanto alcuni loro atti possano essere deprecabili , non è corretto accusarli di miscredenza come potrebbe essere per gli appartenenti alla galassia wahabita/salafita/kharigita.

  3. Francesco says:

    Caro Miguel,

    che invidia per il sistema paese USA, che lavora (almeno a volte) per realizzare le politiche che sono state decise! e per l’indifferenza a quei confini tra un segmento e l’altro della società il cui rispetto non servirebbe a nulla.

    Certo, forse il personale in Italia non è proprio di primissimo livello e le note biografiche non sono il massimo ma chi cerca la perfezione non trova nulla..

    Grazie

  4. Ritvan says:

    Forse il buon Magdi si è dovuto convertire al cattolicesimo per sfuggire alle grinfie dei biekissimi usani che lo volevano sfruttare come “musulmano buono”:-):-)

  5. ernesto says:

    [..]Ci auspichiamo che non venga fatto nulla che screditi la loro indipendenza. Ciò li metterebbe solo a rischio e ne eroderebbe l’efficacia quali ‘voci alternative’. [..]

    Lavoreranno anche tanto per la loro splendente patria ma per quanto riguarda il concetto di indipendenza hanno delle distorsioni molto forti.

  6. Claudio Martini says:

    COMPLOTTISTA!!!
    (scherzi a parte, grazie per averci segnalato il documento)

  7. Marcello Teofilatto says:

    >Il nome del destinatario del messaggio (…). Van de Velde sembra che fosse spesso recipiente di simili messaggi.
    Caro Miguel, “recipiente” nel senso di “destinatario” è un inglesismo inutile. Se non volevi ripeterti, potevi scrivere “sembra che ricevesse spesso…”. Scusa la pedanteria, ma fra stile e contenuti mi hai abituato troppo bene :-).
    Un saluto da Marcello Teofilatto

  8. Buleghin il vecio says:

    Xè incredibile il livelo de perdita di sovranità de la taglia ostaria! Adeso quei fioi d’un can de mericani finti negri e culatoni vari ci confeziona anca gli islamici ad “usum delphini”.

    Ne la vecia Venesia l’ambasador straniero che caciava tropo il suo sporco nason negli afari de la republica spariva de note in una cale e finiva zetà a mar pugnalato, che poi xera un modo deciso ed elegante de dirci che non xera persona grata.

    I siriani invece si che la xè zente seria ostaria, ghan preso a pomodori quel facia de merda de ambasador mericano che “parlava con l’oposision” che sarebe a dire che se intrometeva nei afari interni de un paese sovrano.

    Per taser dei giornalisti e dei inteletuali compra dai servisi anglosasoni MI6 CIA MOSSAD e altra porcarie varie! Fan ben i rusi a casa lor che i tira un colpo de revolver al crapon soto casa ai giornalisti venduti ai stranieri.

    • Francesco says:

      belìn

      questa non me l”aspettavo

      un vecchio veneziano che tesse le lodi della brutalità russa!

      non è con quei metodi che ci si barcamena per secoli tra potenze terrestri assai più armate

      peraltro girando a vuoto, che non ricordo cosa abbia combinato Venezia in quei secoli, a parte galleggiare

      Goldoni, forse?

      • Buleghin il vecio says:

        Tuta invidia genovese …e lasa star Goldoni per piaser che xè stato grandisimo!

        Spero che te sia almeno a la altesa del grande Gilberto Govi che xera in una certa misura una figura de spesor goldoniano!

        • Francesco says:

          Insomma, alla fine i genovesi (ma io sono tri-oriundo, ligure-milanese-bergamasco) oltre all’ottimo Govi rivendicano Cristiforo Colombo e qualche navigatore di vaglia

          ma di roba grossa (filosofi, santi, re e imperatori, grandi papi, sportivi di quelli bravi, gran gnocche) c’è assai carenza!

          uh, quasi scordavo: noi abbiamo donato all’umanità il PESTO, e tanto basta.

  9. Daouda says:

    Se gli islamici fossero islamici, l’occidente sarebbe già crollato per mancanza di petrolio e mancanza di manovalanza.

    Due fattori su tutti…

    • Francesco says:

      manco commerciare potrebbero?

      per la manodopera, slavi ortodossi, africani e latinos cattolici, asiatici “pagani” – e cristiani copti d’Oriente!

      • daouda says:

        commerciare con i figli di Satana non è concesso, neanche per noi…

        Fare un’azione buona ad un empio è cosa cosa malvagia.Ciommerciare è in sé cosa buona , quindi non và fatta…

        • Francesco says:

          senti, Dio fa piovere sui buoni e i cattivi e noi dobbiamo fare di meno?

          ma che cristianesimo sarebbe?

        • daouda says:

          Sì perché noi non siamo Dio ma servi e sottomessi di/a Dio , suoi amici nella misura in cui facciamo la sua volontà che non è sua nel senso di arbitraria.

          Quindi fai quel che puoi ma non venirmi a dire che fai bene, giacché non è vero.
          L’empio non và favorito.

        • daouda says:

          Anzi, a completarla : l’empio và amato, non favorito.
          Ma per riuscire a far ciò pienamente bisogna avere il dono della sapienza come consiglia Qòlet.

        • Francesco says:

          amare è fare un’azione buona, lo stesso Cristo alla fine “gettò le perle ai cagnolini”, dando una bella lezione ai suoi seguaci

          quindi alla fine ho ragione, come sempre capita a chi è ortodosso

  10. Moi says:

    Ma di Tahar Ben Jelloun non dicono niente ? Va be’, un po’ “beurgeois” [sic, da “beur + bourgeois”, espressione sociologica comune in Francese odierno] lo sarà senz’altro … ma sinceramente _ va be’ ora Miguel forse se la prenderà un po, visto che l’ adora_ preferisco lui che cerca di unire conoscendo in profondità entrambe le culture a una Keny Arkana che vuol fare la Sorellina di Eminem in salsa islamica ! :-)

  11. Un interessante aspetto secondario è la sciatteria di questo capolavoro dei servizi USA.

    Dicono di aver “attentamente controllato” queste persone, poi scrivono che Pallavicini è un nobile convertito. E non dicono nulla che non potrei sapere io, con un giro su Google.

    Insomma, la scarsa voglia di lavorare c’è ovunque. Mi viene in mente l’aeroporto di New York, che dovrebbe essere l’epicentro del panico antiterrorismo dopo l’11 settembre… alla partenza, c’erano due ragazzine brasiliane che ridevano follemente tra di loro, praticamente incapaci di dire una parola in inglese, che gestivano la “sicurezza” insieme a un americano: chiaramente mandate da qualche equivalente americano delle nostre cooperative-per-sfigati.

    Ho passato i controlli con la raccolta degli scritti di Osama bin Laden nella valigia (comprata in una libreria di New York, ovviamente), tanto le valigie non le aprivano mica.

    Cosa che si combina con una spietata e casuale ferocia, le poche volte che i controlli li fanno sul serio.

    La pigrizia, la cialtroneria, l’approssimazione sono tra i grandi motori della storia umana, e non andrebbero mai sottovalutate.

    • PinoMamet says:

      Assolutamente d’accordo.
      C’è anche il fenomeno correlato delle persone preparate che non lavorano mai, non perché qualcuno glielo impedisca (può succedere anche questo, ovviamente), ma perché, essendo corrette ecc. ecc., “non si sentono ancora pronte”.
      Così ogni ambito viene invaso da ignoranti e cialtroni che invece, essendo ignoranti, si sentono sempre prontissimi; e che ormai sono già giudicati e cooptati da un’altra generazione precedente di ignoranti e cialtroni.
      Forse questo fenomeno è tipicamente italiano, ed è dovuto, ipotizzo, all’accento piuttosto teorico di molti corsi di studi (non solo umanistici).

      Ricordo, millenni fa, riunioni di un “centro teatrale universitario” dove si ci scervellava su aspetti filologici, ma non si metteva mica in scena niente, per carità…. “non siamo ancora pronti!”
      Intanto, folle di felici cialtroni monopolizzavano i corsi teatrali cittadini ;) mettendo tranquillamente in scena quello che volevano…

    • Ritvan says:

      —Ho passato i controlli con la raccolta degli scritti di Osama bin Laden nella valigia (comprata in una libreria di New York, ovviamente), tanto le valigie non le aprivano mica. Miguel Martinez—
      Beh, se quei libri si vendono nelle librerie di New York e non esplodono:-) perché avrebbero dovuto fermarti al controllo aeroportuale?!

      • daouda says:

        dipendenti pubblici…

      • Peucezio says:

        Perché li venderanno apposta per questo: per individuare possibili simpatizzanti di Bin Laden :-)
        Scherzo ovviamente. Gli Stati Uniti sono la patria dell’estrema libertà e dell’estrema paranoia.

    • Peucezio says:

      Secondo me, almeno in questo misura, sono un fatto molto recente (e che riguarda solo l’Occidente: in Cina non saranno certo infallibili, ma escludo che gestiscano così la sicurezza).
      A proposito, ho sentito dire che la camorra napoletana avrebbe inventato una specie di pennino che in realtà è una pistola a un solo colpo che passa qualsiasi controllo aeroportuale, metal detector e simili.

    • roberto says:

      “La pigrizia, la cialtroneria, l’approssimazione sono tra i grandi motori della storia umana, e non andrebbero mai sottovalutate”

      su questo non ci piove, ma temo che come spesso accada tu tenda a sottovalutare il lavoro altrui (vedi la spietata e *casuale* ferocia)

  12. Per Ritvan

    Beh, se quei libri si vendono nelle librerie di New York e non esplodono:-) perché avrebbero dovuto fermarti al controllo aeroportuale?!

    Evidentemente non hai seguito i tanti casi puramente indiziari di cui ho parlato qui :-)

    1) Ha un libro di Osama bin Laden, che da solo non è reato, ma indica un certo orientamento mentale

    2) E’ su un aereo

    3) In fondo alla borsa ha anche un telefonino e una penna biro, che usate insieme – con una certa ingegnosità – potrebbero servire per innescare una bomba portata sull’aereo da un altro passeggero, per ora non identificato

    4) Ha scritto diverse cose antioccidentali sul suo blog…

    quattordici anni di carcere per associazione-qualcosa non gliele toglie nessuno.

    • Ritvan says:

      “Ritvan: Beh, se quei libri si vendono nelle librerie di New York e non esplodono:-) perché avrebbero dovuto fermarti al controllo aeroportuale?!”

      —Evidentemente non hai seguito i tanti casi puramente indiziari di cui ho parlato qui. Miguel Martinez—
      Mi rinfrescheresti la memoria?

      —1) Ha un libro di Osama bin Laden, che da solo non è reato, ma indica un certo orientamento mentale.—
      Ah sì? E se il possessore del bieko libraccio fosse un analista di cose mediorientali o semplicemente un curioso che vorrebbe approfondire le sue conoscenze in merito?

      —2) E’ su un aereo.—
      Già, ma come già detto il libro non esplode mica.

      —3) In fondo alla borsa ha anche un telefonino e una penna biro, che usate insieme – con una certa ingegnosità – potrebbero servire per innescare una bomba portata sull’aereo da un altro passeggero, per ora non identificato.—
      Telefonino e penna biro….due oggetti davvero strani ed inusuali:-)…ma porca miseria, il biekissimo complice sarebbe in grado di portare una bomba sull’areo e non un telefonino e una biro per innescarla??!!

      —4) Ha scritto diverse cose antioccidentali sul suo blog…—
      Beh, adesso non ti montare la testa presumendo che i controllori degli aeroporti usani leggano “kelebek”:-).—

      —quattordici anni di carcere per associazione-qualcosa non gliele toglie nessuno.—
      Sì, se il sistema giudiziario usano fosse come quello della Corea del Nord… però, se proprio ci tieni a dare addosso ai biekissimi imperialisti usani in maniera meno incredibile, potevi dire almeno un bel:-) soggiorno a Guantanamo, cribbio!:-)

  13. Per Pino Mamet

    “C’è anche il fenomeno correlato delle persone preparate…”

    Verissimo!

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