Migrazioni, fuffa e realtà

In Italia, la questione delle migrazioni – e non solo – viene tutta giocata con la maschera degli ideali contrapposti.

Da una parte, ci sono i buoni antirazzisti che per amore del prossimo si oppongono al razzismo.

Dall’altra, ci sono i coraggiosi difensori dell’identità, che per amore delle radici si oppongono ai fanatici comunisti che vorrebbero islamizzare a forza il paese.

Entrambi eterni, statici, fuori dai fatti e dalla storia.

La fuffa generata da questo spettacolo nasconde le basi concrete delle grandi questioni.

Un commentatore che si firma Mondo Cane ha scritto un commento geniale, che ci aiuta a disperdere in un colpo solo tanta nebbia. E che descrive i ruoli sociali reali delle persone, a prescindere dall’apparente collocazione a “destra” o a “sinistra” del teatro nazionale.

Non spiega tutto, ma è un bel passo avanti. Ecco cosa scrive Mondo Cane:

L’imprenditore sfrutta lo straniero per pochi soldi;
Il politico fa  leggi per rendere difficile fare andare via lo straniero ruba lavoro;

L’autoctono è arrabbiato, chiede un cambiamento;
Il politico sale subito sul carro, e promette il cambiamento: Fare la legge per mandare
via lo straniero ruba lavoro, e mettersi sulla poltrona per comandare;

L’imprenditore è arrabbiato, perché la manodopera deve andare via;
Il politico sottobanco, rassicura, nulla cambierà;
L’autoctono è arrabbiato, chiede spiegazioni.

Il politico sale subito sul carro, e promette il cambiamento: Fare la legge per mandare
via lo straniero ruba lavoro, e mettersi sulla poltrona per comandare;

L’imprenditore è arrabbiato, perché la manodopera deve andare via;
Il politico sottobanco, rassicura, nulla cambierà;
L’autoctono è arrabbiato, chiede spiegazioni.

Il politico dice che non è sua colpa, è l’opposizione che non lo fa  lavorare per aiutarlo, mandando via lo straniero ruba lavoro;
ilpolitico dice: che la prossima elezione ci riuscirà.
intanto va  con mano nella mano con l’imprenditore, per fare lavorare tutti per un tozzo di pane.
Aspettative crollano, i diritti svanicono, la rabbia sale, e le fabbriche vanno via.

L’autoctono è molto arrabiato.
Serve una distrazione.
Il politico dice che è tutto colpa dell’islam che mette il velo alle donne.
Serve una guerra per togliere il velo e portare libertà, cosi lo straniero resta a casa sua.

L’autoctono contento, paga la guerra con le tasse.
Ma ha meno scuola, meno ospedali e aiuti.
Le tasse aumentano, lo straniero resta, le fabbiche vanno via ugualmente.

Ora è l’imprenditore a essere arrabbiato.
Le banche giocano in borsa e non lo aiutano.
Il politico dice che non è colpa sua etc…
sua colpa, è l’opposizione che non lo fa  lavorare per aiutarlo, mandando via lo straniero ruba lavoro;
il politico dice: che la prossima elezione ci riuscirà.
intanto va   con mano nella mano con l’imprenditore, per fare lavorare tutti per un tozzo di pane.

Aspettative crollano, i diritti svanicono, la rabbia sale, e le fabbriche vanno via.

L’autoctono è molto arrabiato.
Serve una distrazione.
Il politico dice che è tutto colpa dell’islam che mette il velo alle donne.
Serve una guerra per togliere il velo e portare libertà, cosi lo straniero resta a casa sua.

L’autoctono contento, paga la guerra con le tasse.
Ma ha meno scuola, meno ospedali e aiuti.

Le tasse aumentano, lo straniero resta, le fabbiche vanno via ugualmente.
Ora è limprenditore a essere arrabbiato.
Le banche giocano in borsa e non lo aiutano.
Il politico dice che non è colpa sua etc…

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36 Responses to Migrazioni, fuffa e realtà

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  2. Andrea Di Vita says:

    MERAVIGLIOSO :-)

  3. M. says:

    Non so quanto sia voluta, almeno nel caso italiano, l’evidente disfunzionalità dei meccanismi espulsivi, disfunzionalità solo in parte dovuta al legislatore.

    Per il resto mi pare un’analisi ineccepibile.

    Z.

  4. Francesco says:

    Al solito, mi appello allo spirito di Adam Smith, David Ricardo e Karl Maerx: si può iniziare a studiare economia in questo paese o rimane un tabù, e si parlerà di fatti economici sempre e solo in termini complottistici, emotivi, moralistici, politicheggianti, bau bua micio micio?

    :(

  5. daouda says:

    Beh, si sà che non è un caso il tuo associare Islam ed immigrazione, cosa che col tema ha attinenza solo parziale e che inoltre conferma che l’islamizzazione c’è perché è progettuale, essendo l’Islam del tutto avulso da determinate realtà che accadono oggi, sia la resindenza nei paesi degli “infedeli” sia il fanatismo fondamentalista.

    Divieni sempre più spudorato.E’ pur bene!

    Tutto questo amore per il welfare palesa poi l’incosistenza intellettuale delle tue pretese.

    Ma la cosa più simpatica è il concetto di sfuttamento dacché NON SI E’ ANCORA CAPITO NE PERCHE’ ESSO SIA NE IN COSA ESSO CONSISTA , cosicché si scambia quel che non è per quel che si crede che sia…

    Girano troppi profeti , venimmo avvertiti 2000 anni orsono…Mi chiedo solo come facciate ad essere complici e ritagliarvi il vostro spazio contestando artificiosamente questo sistema.
    Con quale onore , con quale dignità riuscite a farlo?

    saluti.

    p.s. il plus-valore lo ha definito Ricardo. Marx fu copione.

    p.p.s il plus-valore è una cazzata.

  6. rosalux says:

    Il limite della semplificazione “antisistema” – la faccia idealista del qualunquismo – è che non entra mai nel merito delle questioni in ballo. E’ uguale una società che metta gli stranieri in classi differenziali ad una che si occupi di integrare i nuovi immigrati? E’ uguale lo ius sanguinis e lo ius soli? E’ uguale una società laica ad una società in cui invece una sola religione è di stato? E’ uguale l’approccio di chi si pone l’obiettivo di perseguire l’evasione e il lavoro nero (pane per i denti degli schiavisti) e di chi invece la considera quasi doverosa? E chi vede i teorici dell’affondamento delle navi degli immigrati e chi quegli immigrati li vuole salvi come le due facce della stessa medaglia vuol dire che non solo sui barconi non c’è stato ma che non ha in alcun conto altro che la propria ideologia, e di certo non la vita di chi su quei barconi ci sta. Con amici come voi, un immigrato può solo sperare nei nemici. Quanto poi all’immagine del ricco capitalista in bombetta che vuole lo schiavo versus il povero operaio leghista autoctono che soffre perchè lo schiavo gli toglie il lavoro, beh, mi pare un’ altra semplificazione buona per un manifesto da realismo socialista e poco altro. L’humus di chi sfrutta gli schiavi che odia è variegato, trasversale alle classi sociali: va dalla grande impresa edile a chi non paga il minimo sindacale la badante e magari affitta l’appartamentino al nero a 300 euro a letto a immigrato. Ed è spesso la stessa persona che tuona contro l’immigrato perchè “si fa vedere” per la strada: perchè osa esistere al di là della sua funzione. Invidio chi si accomoda su una posizione “antisistema” , perchè non è costretto a riflettere su nessun problema che sia men che teorico e di massimi sistemi: può evitare di prendere qualsiasi posizione, e guardare la barca che affonda senza doversi sporcare le mani a salvare nessun naufrago, sentendosi pure la coscienza immacolata. Più comodo di così!

      • Francesco says:

        che tristezza il politicamente corretto, anche quando ha qualche ragione

        prima che il contenuto, è il colore grigio plumbeo, la cappa di smog e tristezza, la non voglia di vivere … mi vien da votare Vendola solo perchè è un imbecille colorato!

        ma questa gente non si suicida solo perchè non sa cosa mettersi al proprio funerale?

        • PinoMamet says:

          ??
          Ho letto l’articolo e non capisco mica tanto a cosa ti riferisci, sai?
          Vabbè, non ci sono parolacce o battute spinte… glielo perdoneremo…
          ma dove starebbe tutto questo grigiore devo ancora capirlo.
          E neanche il politicamente corretto, a dire il vero.

          Forse doveva chiamare “negracci” gli extracomunitari?
          allora si sarebbe potuto permettere di scrivere cose ragionevoli?
          ;)

          ciao!

        • M. says:

          Beh, Pino, siamo obiettivi…

          quell’articolo è una palla. Non ci sono tette, né volgarità, né accuse ai giudici comunisti. Pare una roba da Pravda. Che noia.

          Z.

        • Ritvan says:

          Anch’io ho trovato l’articolo assai ragionato e ragionevole, senza pregiudizi ideologici di alcun genere ma anche senza “buonismi”.

          P.S. x Francesco. Mi sa che tu ti sei abituato troppo al “Ritvan style”, eh, ma su “La Stampa” non si può mica scrivere alla Ritvan:-).

        • Francesco says:

          x Mr. Z

          va bene tutto ma non è che io sia un abituale lettore del Sun o di Cronaca vera!

          l’articolo mi fa schifo perchè trasuda astrazione, studi sociologici d’accatto, pregiudizi buonisti, superiorità moral-intellettuale della scrivente, più di tutto insuperabile e incommensurabile distanza dal mondo descritto

          entomologico, lo potrei definire

    • PinoMamet says:

      ” Con amici come voi”

      aridaje!
      comunque è vero che ho una bombetta, come hai fatto a saperlo?

    • daouda says:

      Fai un calderone insensato e senza filo consequenziale.

      Per risponderti, prendendo come data l’immigrazione massiva:

      1) il problema sono proprio l’esistenza delle classi

      2)Lo ius sanguinis ha la precedenza

      3) dipende cosa si intende per stato ma soprattutto il termine laico è inappropriato e falso , avresti dovuto scrivere società laicista o secolarista.

      4)L’evasione fiscale è salvezza delle nazioni ( paganamente intese, sia chiaro )

      Per il resto io mi limito ad analizzare in via di principio la faccenda.
      Sò che è inevitabile, sò che l’italiano non merita salvezza e che l’immigrato è o sarà più bestia dell’italiano e che lasciarlo morire è da infami.
      Scrivo tanto per scrivere dacché il destino è scritto e non c’è più nulla da fare , basta leggervi per averne conferma.

      5) il minimo sindaclae oltre che stupido è ingiusto (non mi aspetto che tu riesca a comprendere una cosa del genere )

      6) il prezzo degli affitti è alto perché le tasse sono esagerate ed il mercato è gonfiato da case comunali e vaticane accuratamente tenute sfitte per permettere ai palazzinati di gonfiare i prezzi che si ripercuotono anche sugli affatti.
      Senza scordarsi che l’affitto è usura oggettiva ,affittante ed affituario sono , volendo fare i drastici , due merde.

      __

      Sinceramente , e non senza ila tua ironia perbenista e da razzismo etico, io invidio te perché hai ben poche preoccupazioni nel pensare e nel vivere e nel dire.

      Ciao.

  7. Claudio Martini says:

    I lavoratori immigrati sono sensazionali nel’alimentare la crescita economica e mantenere stabili i prezzi. Sono la vera risorsa, altro che uranio. Chi ne ha di più vince la competizione: infatti vince la Germania.

    Gli immigrati inoltre sono insostituibili nel fornire merci illegali. Senza di loro svanirebbe l’economia della droga e della prostituzione, con un ingente danno per il consumatore italiano.

    Non so come potremo fare, noi. Forse i meridionali potrebbero fare le veci degli immigrati in futuro. Non sarebbe la prima volta. Vedremo.

    • daouda says:

      Veramente i lavoratori immigrati contribuiscono all’abbassamento dei salari, al deficit pubblico poiché ricevono più servizi di quel che pagano in tasse e soprattutto alla longevità di questo sistema usurpatore ed espropriatore.

      L’immigrazione è illogica e risponde alle dinamiche del sistema in sé stessa.

      Il risparmio che l’imprenditore ricava non è un danno per la società dacché l’evasione fiscale è chiaramente l’unica cosa che tiene a galla questo paese.
      Il problema è che tendenzialmente gli stranieri reinvestono quel che qui guadagnano altrove , nei loro paesi, il ché impoverisce il paese in cui lavorano dacché ogni nazione rimane ad ogni modo un sistema a sé, senza contare che la massa di capitali spostati nel paese di origine dei lavoratori genera lì inflazione a tutto danno delle famiglie che non possono permettersi parenti emigranti.

      Questo solo dal punto di vista economico tralsciando ogni altro fattore sociale, sempre che ci si debba fermare solo al sociale…

  8. Per Rosalux

    “E chi vede i teorici dell’affondamento delle navi degli immigrati e chi quegli immigrati li vuole salvi come le due facce della stessa medaglia vuol dire che non solo sui barconi non c’è stato ma che non ha in alcun conto altro che la propria ideologia”

    Credo che il discorso che fa Mondo Cane sia la risposta più radicale, proprio a questi “teorici” e a queste “ideologie”.

    Non è necessario essere d’accordo con tutti i dettagli del ciclo che descrive, ma è un approccio di questo tipo che permette di uscire dalla follia di pensare che sia tutta una questione di “teorici” e di “ideologie”.

  9. rosalux says:

    Non sono i dettagli, il problema, è proprio la sostanza: la questione immigrazione è relativa a questioni precise, materiali, tangibili: il voto, la cittadinanza, i diritti religiosi, quelli economici. In cosa consiste la “radicalità” (?) del fare spallucce e dire “i politici son tutti uguali” ? E’ quello che dicono tutti, al bar sport.

    • daouda says:

      La radicalità non consiste nel dirlo ma nel portare in atto il proprio ragionamento.

      Come il politico merita la morte , l’immigrato non merita il voto né la cittadinanza.

      Ma i politici continueranno ad esserci ( assieme a burocrati, sindacalisti, generali, banchieri , grandi lobbysti et cetera ) e gli immigrati avranno il loro voto del cazzo.

      CONTENTI VOI…CONTENTI LORO ( i padroni )

  10. rosalux says:

    Andrea Di Vita: sì, ho letto l’articolo: appunto, no? Chiudere una scuola perchè multietnica è uguale a non chiuderla? Fare delle leggi regionali per impedire agli stranieri l’accesso agli asili nido è uguale a consentire a tutti i lavoratori il servizio pubblico? Questa analisi “radicale” opacizza totalmente problemi ben netti di gente la cui vita cambia molto, se ha un salario da schiavo o il minimo sindacale e se ha il nido per il bambino oppure no. E in questo grande affresco in bianco e nero, fatto di forze del bene (i poveri? gli immigrati? i mussulmani? ) e del male (qui è più facile: un non meglio identificato “occidente” fatto solo di vizio) in eterna lotta, come sempre la pars construens resta orribilmente monca. Sappiamo quello che fa schifo, e ci viene raccontato che è inemendabile. Signora mia, se è inemendabile non ci resta che andare a mettere su l’acqua per la pasta.

    • Andrea Di Vita says:

      Per rosalux

      Concordo in pieno, e ho citato quell’articolo de La Stampa perchè mi pare confermi appunto quello che dicevi tu.

      Per Claudio Martini

      Non solo concordo, ma penso che gli immigrati siano la nostra più grande fortuna. Non solo perchè pagheranno le nostre residue pensioni, ma perchè garantiscono quel minimo di domanda interna che in futuro sosterrà la nostra capacità produttiva. Inoltre sono un ponte con le culture che saranno protagoniste del futuro. Non so se hai letto il paranoico romanzo Francese ‘Il Campo dei Santi’, in cui si immagina che l’intera India sbarchi in Francia su barconi simili a quelli che portarono gli Albanesi in Italia e che furono etrnati nel film ‘Lamerica’ di D’Amelio. Quel che è certo è il futuro è meticcio: prima sapremo fare di ciò una risorsa, meglio staremo tutti. Ecco perchè da sempre aborrisco la Bossi-Fini e sostengo l’idea di Prodi che definisce il Nordafrica ‘la nostra naturale cintura di Paesi amici’. Ed ecco perchè avverso l’orina fallace e tutti gli èmuli nostrani dell’autore dei ”Turners’ diaries”.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        caro illuminista

        ti ricordo che tutte le medaglie hanno due faccie

        e tutto sommato le ragioni materiali per cui ti piacciono gli immigrati sono insufficienti

        quelle culturali una mezza fesseria

        non sarai tu a fermare Bossi, temo

        PS per la cronoca, da bravo teo-con il mio modello di riferimento sono gli USA nazione di immigrati, non il Veneto di Zaia

  11. Per Rosalux

    “Questa analisi “radicale” opacizza totalmente problemi ben netti di gente la cui vita cambia molto, se ha un salario da schiavo o il minimo sindacale e se ha il nido per il bambino oppure no. E in questo grande affresco in bianco e nero, fatto di forze del bene (i poveri? gli immigrati? i mussulmani? ) e del male (qui è più facile: un non meglio identificato “occidente” fatto solo di vizio) in eterna lotta, come sempre la pars construens resta orribilmente monca. “

    Esatto, hai colto perfettamente perché mi piace l’intervento di Mondo Cane, perché fa uscire dal “grande affresco in bianco e nero”, e ci porta ai “problemi ben netti”, ai meccanismi e ai ruoli sociali.

  12. p says:

    Ci sono parole che si usano per comodità. Capisco che a furia di usarle possono traviare. La prima frase, scritta colla parola comoda “sfrutta”, basta leggerla così: l’imprenditore compra sul mercato la merce-lavoro più economica, che è di solito straniera.
    Quanto al plusvalore, posso ancora capire chi dice che è malmisurata dal lavoro sociale astratto contenuto in una merce, ma dire che non esiste è troppo. Il plusvalore è la forma del sopralavoro in un’economia capitalista. Il sopralavoro è semplice da capire. Ci riesco persino io. Immagina una brava massaia che prepara un piatto prelibato ma laborioso per la famigliola. Quando ci si mette a tavola, la parte che mangia la massaia è lavoro; la parte che va agli altri componenti la famigliola è sopralavoro (fatto dalla brava massaia), che altrimenti gli altri si sarebbero dovuti accontentare d’un panino fatto (da loro) lì per lì. Semplice da capire.p

    • Ritvan says:

      —Il sopralavoro è semplice da capire. Ci riesco persino io. Immagina una brava massaia che prepara un piatto prelibato ma laborioso per la famigliola. Quando ci si mette a tavola, la parte che mangia la massaia è lavoro; la parte che va agli altri componenti la famigliola è sopralavoro (fatto dalla brava massaia), che altrimenti gli altri si sarebbero dovuti accontentare d’un panino fatto (da loro) lì per lì. Semplice da capire.p—
      Caro p, mica tanto semplice da capire per me, ma forse io sono un po’ meno intelligente di te:-). Ecco, se escludiamo eventuali figliuoli – per non complicare troppo il discorso – e supponiamo la tua cara famigliola composta solo da marito che lavora e porta a casa lo stipendio e moglie massaia casalinga, allora io, nella mia ignoranza:-), immagino che in quel manicaretto prelibato&laborioso non ci sia “materializzato” solo il lavoro della suddetta massaia. Perché vedi, a meno che la sullodata massaia non vada personalmente a cogliere sugli alberi le materie prime, non usi cucinare con fuoco di legna da lei stessa raccolta nei boschi e in pentole e tegami confezionati sempre con le sue delicate manine con ferro estratto da lei nelle viscere della terra e poi fuso e modellato alla bisogna sempre dalle sue delicate manine:-):-), il tuo paragone mi sembra un filino:-) campato per aria. Ovvero a mio immodesto:-) avviso da ignorante:-), il maritino non mangia il “sopralavoro” della mogliettina, bensì il PROPRIO lavoro, “materializzato” nella roba che serve alla mogliettina per preparare il manicaretto prelibato&laborioso.

    • daouda says:

      Bene.
      Tendenzialmente sei un protezionista( il frutto del mio lavoro ).

      Mio caro dimentichi il fattore tempo e quindi la preferenza temporale come , filosoficamente, ignori che senza osmosi , ergo scambio, la vita non sarebbe possibile.
      Ignori oltretutto che il denraro stesso è merce.
      Il tuo sopra lavoro non può essere scisso dal lavoro stesso ( vedasi Krisis ). Il problema è comrpendere cosa sia il lavoro e difatti lavoro ed attività, impiego, sono due cose distinte.

      Non è che il plus-valore non esista, è che non è né oppressione né sfruttamento.
      Tali dinamiche andrebbero ricercate nelle coercizioni coporativistiche-statualiste ed usurocratiche, non nel plus-valore che associato a queste cose è illogico ( invenzione di Ricardo, non di Marx tra l’altro ) e che non può venir ridotto solo ad interesse economico sociale dacché in realtà è molto di più , ma non , ribadisco,oppresione e sfruttamento.

  13. stefano says:

    L’immigrazione è “cosa” molto seria quanto inevitabile. Andava gestita e gestita bene, invece di essere lasciata totalmente a se stessa come è invece avvenuto.
    Colpa gravissima, assoluta e totale della cosiddetta “sinistra” (notare le virgolette …) è non aver minimamente saputo e voluto gestire un fenomeno epocale di tale portata. Visto tra l’altro che tra i paesi occidentali, l’Italia ne era restata a lungo esclusa.
    Facile puntare poi il dito contro i “cattivi”, gli xenofobi, i razzisti … ammantandosi di buoni sentimenti ma lasciando poi tutte le rogne sulle spalle di chi i problemi creati da un’immigrazione senza regole, senza supporto, senza gestione … ha dovuto smazzarseli trovandocisi in mezzo.
    L’impatto dell’immigrazione, per come è avvenuta in questo paese di cialtroni sia di destra che di sinistra, è stato letteralmente devastante.
    E in parte anche causa del successo elettorale del “centrodestra” …

    • daouda says:

      L’immigrazione regolata è una cazzata ben peggiore di tutte le amenità ipocrite che Miguel può giungere a scrivere.

      Questo sistema prospera sull’indigenza altrui. Come poter impedire un’invasione se si è deliberatamente instillato l’occidentalismo nella testa dei migranti, soprattutto dopo averli derubati ed oppressi?

      Ad ogni modo chi è favorevole all’immigrazione è a favore del peggioramento delle condizioni dell’umanità.
      Ma l’immigrazionismo, in definitiva, è un effeto, un effetto oltretutto de meno importanti…
      Ciò non toglie che è un’utile cartina tornasole per individuare gli idioti e le merde.

  14. p says:

    ognuno mangia il sopralavoro dell’altro. tutto lì.p

    • Ritvan says:

      —-ognuno mangia il sopralavoro dell’altro. tutto lì.p—
      Ti riferisci sempre all’esempio della famigliola, vero? Ammesso e non concesso (e perché non invece ognuno mangia il PROPRIO lavoro?) allora dove sta LO SFRUTTAMENTO?:-)

      • daouda says:

        Se ognuno mangiasse il proprio lavoro si cadrebbe nell’illogismo dell’autarchismo.
        Si morirebbe dacché tu per vivere hai bisogno di altro che non sei tu stesso.

        Tendenzialmente il fatto che tu muovi un arto nell’aria ( intesa come “spazio fisico” ) è , secondo i sovversivi marxisti, un’espropriazione dell’aria nei tuoi riguardi dacché essa assorbe il tuo lavoro il ché implica che la vita stessa , a rigore, non dovrebbe sussistere.
        E’ chiaro che i marxisti ce la stanno buttando accuratamente nel culo dacché non ci credono neanche un po’ alle stronzate che vogliono che voi seguiate.

        Non mi aspetto che tu capisca.Ormai scrivo tanto per scrivere.

  15. p says:

    Mica ho parlato di sfruttamento nell’esempio indicato. La mogliettina innamorata cucina volentieri per il maritino e i figlioletti, e anzi, mette in opera la sua creatività in un’attività che le piace. Io parlavo di sopralavoro, mica d’altro. E ho fatto un esempio volutamente fuori da quella che viene ritenuta attività economica in senso stretto. Del resto non sono contrario al sopralavoro, tutt’altro. Non è nelle mie aspirazioni di essere un robinson crusoe che vive del suo solo lavoro, fino all’arrivo di venerdì, perlomeno. Lo scambio nasce proprio dal sopralavoro, se no, che scambi? Altra cosa è vedere se la ricchezza è distribuita giustamente. Tra l’altro cosa che a me poco interessa, non essendo socialdemocratico.p

    • Francesco says:

      >> Lo scambio nasce proprio dal sopralavoro, se no, che scambi?

      interessante, molto, però siccome non viviamo in un mondo perfetto da dove vengono i problemi?

      ciao

    • daouda says:

      Non avevo letto questo ultimo messaggio P.

      certo quel tuo “altra cosa è vedere se la ricchezza è distribuita giustamente” lascia molto a desiderare nella forma e nelle sue potenziali nefaste implicazioni.

      Ad ogni , per rispondere a Francesco, il problema è che coloro i quali hanno ricchezza, potere, determinati studi esclusivi, sono riusciti ad escludere gli altri proprio in virtù del fatto che hanno creato un sistema coercitivo ed hanno dato la parvenza di leggittimità a scambi che in sé sono illegittimi.

      Eccoci allora nella confusione.

      Il marxismo per esempio gli serve come il pane, e nessun comunismo eretico per via delle sue tare è in grado di “riacciuffarsi” come Miguel vuol farci credere tra buonismo affinato e ragionamenti laterali.

  16. Ritvan says:

    Ok, caro p, ci siamo chiariti, mi pare.

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