Italiana prova a strappare il niqab a casalinga musulmana

Segnalo questa piccola chicca di civiltà, a sua volta segnalata da un lettore di questo blog, che ringrazio.

07/08/2011

Scontro di civiltà per un niqab in piazzale Lagosta

Scritto da: Alessandra Coppola alle 08:00 del 07/08/2011


L’articolo di oggi sul Corriere, foto di Silvano Del Puppo

Scontro di civiltà tra le bancarelle di piazzale Lagosta, a Milano, nel passaggio stretto tra i reggiseni rinforzati e i pizzi sintetici, davanti a uno stand di vestiti senza maniche scontati. Una signora «italiana», raccontano, poco più che quarantenne, al mercato da sola, si trova di fronte a due donne presumibilmente di origine straniera, certamente islamiche perché coperte dalla testa ai piedi da un niqab nero, che lascia aperta solo una fessura per gli occhi. E si innervosisce. «Mi fate paura — urla — è vietato dalla legge». Quindi s’avvicina e tira il velo a entrambe, scoprendone i volti in pubblico. Offesa, imbarazzo. Arrivano almeno in dieci a «soccorrere» le due donne svelate, insultano la signora, la circondano. Assistono alla scena alcuni commercianti, senza intervenire. «Con questa gente ci lavoriamo — dice uno —. Ma la signora è stata coraggiosa. Sono andato a cercare i vigili che però non hanno voluto fare nulla».

L’«italiana» chiama allora i Carabinieri, che la raggiungono quando ormai è tutto finito. «Una semplice lite», confermano. Sorta innanzi tutto da un equivoco. La «legge» invocata dalla signora ancora non c’è.

La confusione nasce probabilmente da una notizia di 5 giorni fa: il 2 agosto la commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato un testo che vieta di «celare o travisare il volto» in pubblico e prevede multe fino a 500 euro per chi indossa indumenti «di origine etnica e culturale, quali il burqa e il niqab». Un’aggiunta alla norma già in vigore che prescrive di essere sempre riconoscibili, per ragioni di sicurezza. «Perché questa correzione che colpisce apertamente i musulmani e le donne?», s’indigna Sumaya Abdel Qader, mediatrice culturale di origine giordano-palestinese, autrice di Porto il velo, adoro i Queen, e consulente del Comune di Milano. «Io non condivido il niqab — continua —, ma rispetto chi lo indossa». Come lo spiegherebbe all’«italiana» del mercato? «È difficile per noi comprenderlo, ma si tratta di una scelta libera. Strapparlo è una violenza».

«Nessuna lo porta liberamente! —, a indignarsi ora è la relatrice del disegno di legge, la deputata Pdl di origine marocchina Souad Sbai —. Nella mia associazione non faccio che accogliere donne che sentono come una violenza l’obbligo di portarlo, ragazze che vivono l’inferno, chiuse in gabbia». Grave il gesto dell’«italiana», «sbagliatissimo», tiene a precisare la Sbai: «Queste donne con il niqab non hanno nessuna colpa, sono costrette». Ma è certamente il segnale di «un malessere». E di parecchia confusione tra islam, estremismo, libertà e costrizioni in un multiculturalismo ancora da costruire.

Print Friendly
This entry was posted in islam and tagged , , , , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

13 Responses to Italiana prova a strappare il niqab a casalinga musulmana

  1. Pingback: Italiana prova a strappare il niqab a casalinga musulmana - Kelebek - Webpedia

  2. Moi says:

    Mi viene in mente la lettera (lasciata no-coment) a Effedieffe (finché era in chiaro) di un Leghista che diceva che vale la pena liberare dagli “stracci che coprono la faccia” [sic] soltanto le Iraniane perché _va be': i Leghisti non brillano per politically correctness, lo sapete … _ sono “belle gnocche” mentre le “beduine” [sic] restino pure coperte perché son”cesse” [sic] .

    In realtà la bellezza femminile (e non solo) è _ superfluo ricordarlo_ trasversale, chissà da dove avesse preso questa “nozione di genetica”, si fa per dire …

    Forse “in virtù” d qualche libro di Storia a fumetti in omaggio con “La Padania” in cui si diceva che la cosiddetta “razza ariana” prende il suo nome appunto da quella parte di mondo a lungo nota come Persia e che oggi si chiama Iran ?

  3. Moi says:

    Un discorso serio sulle “velature islamiche” _e qui mi spiace ma credo che si dovrebbero accontentare di coprire i capelli_ dovrebbe partire dal presupposto, pochissimo noto in Italia, che il Profeta Muhammad NON inventò i veli femminili, esistenti da millenni prima di lui, ma si limitò a regolamentarli !

    Ma soprattutto, le niqabofore hanno foto sui documenti senza (!), nevvero ? … sennò che poi nessuno si meravigli se salta fuori di nuovo il Pastafariano Austriaco Niko Alm (già leggendario in zona UAAR) che dopo aver digià ottenuto lo scolapasta in testa sulla foto della patente di guida vuole pure la foto sulla carta d’ identità con la testa integralmente infilata in un paiolo !

  4. mirkhond says:

    Più precisamente diceva che bisogna liberare dal “burqa” quei “flessuosi corpi indoeuropei” (cioè le iraniane e afghane), mentre il suddetto “burqa” dev’essere riservato ai “sacconi semiti e nordafricani”.
    Come se sfilatini e sacconi non fossero appunto trasversali a semiti, camiti, indoeuropei ed altri.
    E poi c’è anche a chi quei “sacconi”, piacciono….
    ciao

  5. mirkhond says:

    Forse “in virtù” d qualche libro di Storia a fumetti in omaggio con “La Padania” in cui si diceva che la cosiddetta “razza ariana” prende il suo nome appunto da quella parte di mondo a lungo nota come Persia e che oggi si chiama Iran ?

    Forse in virtù di qualche bignami ad usum cretinorum, visto che gli Arii, in quella che da loro diventò Iran, ci giunsero, probabilmente dalle steppe euroasiatiche tra Mar Nero e Altai, soggiogandovi le non certo norrene popolazioni indigene armenoidi, e da questo meticciamento nacquero gli Iranici dell’immensa area tra Kurdistan e Waziristan e tra l’Amu Darya e il Golfo Persico.
    Ciò che resta degli Iranici primigeni e”puri”, si trova in Ossetia, sul versante settentrionale del Caucaso…
    ciao

  6. mirkhond says:

    ……e in alcune aree remote del Tagikistan afghano e di quello ex sovietico!
    ciao

  7. Moi says:

    http://nuovitaliani.corriere.it/2011/08/il_tempio_dei_sikh_in_italia.html

    Segnalo dal medesimo sito che un luogo di culto per gente davvero (!) con barba, turbante e (in teoria e solo per esercizi spirituali “gatka”) scimitarra nonché “scuretta” :-) si farà davvero.

    Curioso notare come i Sikh, pur corrispondendo alle più torve descrizioni dei musulmani, NON scatenino “sikhofobie di massa” …

  8. rossana says:

    La paura, figlia dell’ignoranza, genera violenza.
    Forse è tempo di proporre nei programmi scolastici (statali e non) un paio d’ore a settimana di studio approfondito delle religioni e delle culture del mondo.
    Globalizzare la mente per consentire una più realistica percezione di sé nel mondo.
    Ovvio che non succederà mai: troppi interessi a tenere il popolino nell’ignoranza di sé e del mondo in cui vive.

  9. falecius says:

    Perché nessuno sa chi siano, i sikh (qualche giorno fa, sul Foglio, l’hi visti chiamare “sick”, comunque). Se ricordo bene, comunque, un sikh comunque fu ucciso, perché scambiato per musulmano, in Gran Bretagna subito dopo gli attentati di Londra.
    (ci sono una serie di problemi che riguardano il rapporto tra l’abbigliamento rituale sikh e la legge italiana, o in generale dei paesi europei; a quanto mi risulta, questi problemi sono stati affrontati e risolti in modo abbastanza soddisfacente per tutti, senza fare particolare casino. Ho il forte sospetto che il numero dei sikh praticanti in Italia superi di molto quello delle munaqqabat)

    • Moi says:

      Almeno fra Parma e Brescia l’ avranno imparato, chi sono i Sikh … forse inconsciamente fan pensare a Sandokan, chissà. ;-)

  10. Mondo cane says:

    Sorvolando su quello che i credenti ritengono indossare; i fraintendimenti di coloro che credono che proposta di legge voglia dire legge in vigore; quello che ha me a fatto impressione è quanto infantile, per certi versi, è stata la reazione di questa “signora” italiana. Se corrisponde al vero, l’esclamazione è servita per giustificare un’aggressione. Quasi come una bambina che prima dello sganassone dice brutto. Andando oltre, dato che questo assurdo divieto, per il momento, è diciplinato dai comuni, la signora, in cuor suo, si è sentita autorizzata, dal fraintendimento e dall’ignoranza in materia, a mettersi nei panni della “sceriffa” del rione praticando il farwest. Cosa farà la signora la prossima volta, placcherà gli ambulanti abusivi? Tirerà le deiezioni dei cani ai loro padroni se le lasciano sui marciapiedi? Mah!
    Alla fine, credo che sognasse di fare questo da tempo. Propongo la sua nomina per il premio “Meschina 2011″.

  11. Moi says:

    Segnalo qui perché è il post in cui la cosa è meno off topic :

    Per Nasrallah si mette male …. il libro di Nello Rega è penetrato in Libano !

    http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=1005&otype=1012&id=569662

  12. Moi says:

    Ma allora ‘ste Munaqqabatte :-) hanno il volto scoperto sulle foto dei documenti oppure no ?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>