I Democratici Svedesi, Anders Behring Breivik e la pista Islamonazicomunista

Visto che sicuramente ve ne siete quasi dimenticati, torniamo a parlare di Anders Behring Breivik e del suo mondo.

E’ interessante vedere come quello che potremmo chiamare lo schieramento occidentalista stia cercando affannosamente di lavarsene le mani.

A volte semplicemente dichiarandolo un “pazzo”, come fa Fiamma Nirenstein per rimediare all’immane figuraccia che aveva fatto, attribuendo subito la strage di Oslo ai musulmani:

“La variabile dell’orribile assassino pazzo non l’avevo messa in conto, confesso; e per ora egli sembra restare un vampiro solitario, uno psicopatico stragista non prevalentemente cristiano o islamofobo, ma soprattutto psicotico”.

Il piccolo sito occidentalista Perle Complottiste, invece, fa un‘affermazione molto precisa, che merita un approfondimento:

“Anders Behring Breivik è della stessa pasta di tanti complottisti, e in particolare quelli di ideologia neonazista, antisemita, antiamericana.

L’affermazione è interessante, perché cerca di inserire Breivik in un contesto preciso, ciò che più volte abbiamo chiamato il Grande Complotto Islamonazicomunista. Si tratta di un artifizio retorico, che ha una funzione molto precisa, cioè di dividere il mondo in due: da una parte, c’è l’Occidente da una parte, dall’altra, una segreta coalizione di Mengele, Beria e sgozzatori di capre, voi da che parte state?

Torneremo sull’elemento “neonazista”; per ora, soffermiamoci sugli elementi “antisemita” e “antiamericano”.

Ora, Anders Breivik ha spiegato in maniera incredibilmente meticolosa come la pensa. E anche perché ha cominciato a pensarla in quel modo.

Da giovane graffitaro hip hop, Breivik frequentava una compagnia multietnica, che includeva anche un musulmano:

“Mi ricordo che durante la prima guerra del Golfo, lui si metteva ad applaudire rumorosamente ogni volta che un missile scud veniva lanciato contro gli americani. All’epoca, ero del tutto ignorante e apolitico, ma la sua totale mancanza di rispetto per la mia cultura (e per la cultura occidentale in generale) in realtà risvegliò il mio interesse. Grazie a lui, sviluppai una passione per la mia identità culturale”.

Breivik cita decine di volte la confinante Svezia e parla spesso dell’inatteso successo elettorale dei cosiddetti “Democratici Svedesi” (Sverigedemokraterna o SD).

Nel 2007, quando gli SD raccoglievano ancora pochi voti, mandarono un delegato al convegno di fondazione dei “movimenti anti-jihadisti” a Bruxelles.

Un convegno aperto da Gisèle Littman, alias Bat Ye’or, che ha inventato il termine “Eurabia“. Ricordiamo che Eurabia, per lei, non significa un’Europa piena di arabi, bensì sarebbe un progetto preciso, portato a termine da un’organizzazione segreta basata in Svizzera, per islamizzare a forza il nostro continente. Insomma, la stessa pasta dei complottisti, ma di quelli islamofobi… [1]

Al convegno di Bruxelles, l’SD era rappresentato dal giovane Ted Ekeroth.

I gemelli Ted  e Kent Ekeroth sono oggi, il primo, direttore per la città di Lund degli SD; il secondo, parlamentare e responsabile degli affari esteri per il partito. Insieme, svolgono un ruolo che spesso oscura quello del presidente del partito, Jimmie Åkesson.

Ted e Kent Ekeroth ci tengono in ogni occasione a sottolineare le proprie origini ebraiche, cosa che allenta un po’ la pressione su un partito malvisto all’interno della comunità ebraica svedese.

A noi, delle origini etniche interessa poco. Piuttosto, troviamo interessanti le scelte politiche dei gemelli Ekeroth.

Ted Ekeroth, prima di entrare nei SD, è stato membro del direttivo della federazione sionista svedese e ha diretto la Föreningen Israel och demokrati i Mellanöstern,  “Associazione  Israele e democrazia in Medio Oriente”.

Nel 2006, solo sette persone in tutto il mondo furono insignite del Herzl Award, istituito per commemorare il padre del sionismo in persona. L’onorificenza è stata creata dall’Organizzazione Sionista Mondiale,  per premiare gli “sforzi straordinari a favore di Israele e del sionismo“.

Bene, uno dei sette premiati fu proprio Ted Ekeroth.

La Federazione sionista svedese sostiene di aver saputo dell’adesione all’SD di Ted Ekeroth solo poco prima del conferimento del premio. Il presidente della federazione, Bo Sallmander, dice anche di aver cercato di convincere Ekeroth ad abbandonare il partito, ricordandogli come i giovani che avevano aderito al partito nazista siano stati perseguitati poi per tutta la vita. Ekeroth si dimise dal direttivo della federazione sionista, ma ricevette ugualmente il premio Herzl.

Forse i dirigenti sionisti non sapevano che il giovane Ekeroth fosse tesserato agli SD, ma troviamo improbabile che la federazione sionista non sapesse nulla delle idee politiche della persona che avevano fatto premiare.

Ovviamente i gemelli Ekeroth non hanno mai pensato che la soluzione finale per i musulmani in Europa passasse per una strage di giovani socialisti norvegesi, e quindi non hanno alcuna corresponsabilità nel gesto di Breivik.

Ma il mondo culturale di Breivik è quello. E non veniteci a dire che si tratta di un’area “antisemita e antiamericana”.

ted_ekeroth-herzl

Ted Ekeroth ritira il Premio Herzl

Nota:

[1] Significativa la presenza allo stesso convegno di Bruxelles di:

Filip Dewinter, esponente di spicco del Vlaams Belang;

Paul Beliën, liberista belga, membro della Mont Pelerin Society, della Property and Freedom Society e della Hudson Institute, seguace di Hayek e oggi direttore di Islamist Watch, un’iniziativa della destra statunitense;

il parlamentare israeliano Arieh Eldad;

Stefan Herre, fondatore del frequentatissimo sito tedesco Politically Incorrect;

Nidra Poller di Pajamas Media, sponsorizzata dall’associazione sionista CAMERA e sostenitrice della deportazione in massa dei musulmani dall’Europa;

l’austriaca Elisabeth Sabaditsch-Wolff;

Marc Cogen, confondatore dei ‘European Friends of Israel” e consulente del ministro belga per gli affari esteri;

Robert Spencer, direttore di Jihad Watch, che in seguito avrebbe avuto il merito speciale di venire citato oltre sessanta volte, con forte approvazione, nel memoriale di Breivik.

Al convegno di Bruxelles, c’era anche “Fjordman” del blog Gates of Vienna. Fjordman è stato citato ben 111 volte da Breivik. E a ragione: alcuni islamofobi sono dialetticamente scaltri, ma Fjordman è l’unico di tutto il giro che usi veramente l’intelligenza.

Dopo la strage di Oslo, Fjordman si è presentato volontariamente alla polizia, rivelando anche il proprio vero nome, Peder Are Nøstvold Jensen.

Una nota di colore: a Bruxelles, l’Italia era rappresentata dalla cartomante e astrologa Adriana Bolchini Gaigher e da Armando Manocchia, il vivace imprenditore imolese che dirige “Una via per Oriana”.

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20 Responses to I Democratici Svedesi, Anders Behring Breivik e la pista Islamonazicomunista

  1. rosalux says:

    Ma tu trovi davvero che spostare la propria fobia dagli ebrei ai mussulmani marchi una differenza così degna di nota? Quello lì era esattamente della stessa pasta degli antisemiti e antiamericani: che poi odiasse gli uni o gli altri è un dato interessante e utile solo per marcare la somiglianza, non la differenza. La differenza è tra chi fonda il proprio sistema di pensiero su una funzione di eleborazione dei fatti razionale, e chi invece lo fonda su un sistema semplificato di automatismi legati alla paura: che cosa diavolo cambia se sotto ci stanno gli ebrei, i mussulmani, gli omosessuali? Ci sono ideologie strutturate per aiutare chi le sposa a non pensare, e non stupisce che attraggano i matti e i cretini: tutto qua. Quello su cui invece mi costringi a riflettere è il non considerare “occidente” quella ciste malata del fascismo (di cui il nazismo è un sottinsieme) che invece ciclicamente si infetta, e che non è di certo “non occidente”. Credo che più che altro la definizione “occidente” sia del tutto obsoleta.

    • Francesco says:

      beh, una “ciste malata” è poco utile a definire la natura di un organismo, no?

      trovo interessante l’ossessione per gli “infiltrati tra noi”, alla base dell’islamofobia odierna, dello stalinismo e maoismo, dell’odio contro gli ebrei, e così via

      e mi sovviene che negli USA è un fenomeno con vittime passeggere, che in poco tempo vengono accolte nel “noi”

      saluti

    • Peucezio says:

      L’Occidente contemporaneo più che una realtà è un’ideologia. E, nella sua versione attuale, nasce dopo la II Guerra Mondiale, per cui non ha senso porre il problema se il fascismo ne sia espressione o meno.
      Quanto all’Occidente ad essa preesistente, sempre sul piano ideologico, basti ricordare che Mussolini, nel discorso della dichiarazione di guerra, disse “Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell’Occidente”.
      Se invece parliamo dell’Occidente come realtà storica effettiva, è un po’ sfuggente, ma è difficile negare che il fascismo sia nato in quel contesto, sia pure in una parte periferica di esso e progressivamente in contrapposizione ad esso (ma dall’interno).
      Ma l’Occidente di Breivik, della Fallaci ecc. non c’entra con il mondo occidentale degli anni ’20, ma con l’ideologia imperialista israeliana e anglo-americana attuale, legata a questa particolare contingenza storica.

    • giovanni says:

      “Quello lì era esattamente della stessa pasta degli antisemiti e antiamericani: ”
      Rosetta cara, ti sei mai fermata a pensare perchè OGGI quelli della stessa pasta degli antisemiti e degli antiamericani sbandierino ad ogni piè sospinto il proprio amore per Israele?

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  3. roberto says:

    “Grazie a lui, sviluppai una passione per la mia identità culturale”
    questa frase riassume un po’ grezzamente il 50% dei motivi per i quali mi piace frequentare gente che viene da altri mondi (il restante è che mi piace conoscerl questi altri mondi…)

  4. Claudio Martini says:

    Poveri ebrei, ostaggi di questi bastardi

  5. Per Rosalux

    La cancellazione la devo fare dalla postazione di admin, mentre i commenti li posso fare direttamente qui, quindi cancellerò con calma i doppioni dopo.

    No, non trovo che essere fissati con gli ebrei sia molto diversi dall’essere fissati con i musulmani, o con chiunque altro.

    Il punto per me è che certi siti, come Perle Complottiste o i loro amici dell’Occidentale, hanno una precisa visione dell'”Occidente”, che questo fantasma esista o no.

    Per questa gente, il libero mercato (cioè il capitalismo) si è diffuso meravigliosamente nel mondo (leggasi, imperialismo), dall’Occidente, che è quindi madre della civiltà.

    L’Occidente è sempre minacciato da un doppio nemico, il barbaro che all’esterno non ha ancora capito le meraviglie del libero mercato, e il “totalitarismo”, cioè la tentazione dell’interferenza statale con la Mano Invisibile: questo è il senso profondo del presunto “complotto Islamonazicomunista”.

    In questo racconto, gli “ebrei” diventano simboli dell’Occidente, del ceto imprenditoriale; e sono citati necessariamente a fianco degli “americani”.

    Questo non ha nulla a che vedere con cosa siano realmente “gli ebrei” o “gli americani”, ovviamente: questi due gruppi, arbitrariamente gemellati, sono semplicemente l’opposto dei mitici “islamici”, “comunisti” e “nazisti”.

    La mia critica è a questo racconto.

  6. Sempre per Rosalux

    Poi per quanto riguarda il terzo elemento, il fascismo e/o il nazismo, l’ho voluto separare dalla questione “antisemitismo e antiamericanismo”; cercherò di parlarne prossimamente.

  7. Rock & Troll says:

    E chissà se anche gli attentatori che oggi hanno “eroicamente” attaccato degli autobus di civili in Israele erano “occidentalisti” o “fallaciani”… o forse c’è chi crede che esista il terrorismo buono e quello cattivo. A voi indovinare chi sono i buoni e chi i cattivi, tra l’assassino norvegese ben rasato e gli assassini con la kefiah e la barba lunga. Ma forse per chi ci resta secco non fa tanta differenza…

  8. rosalux says:

    Mah, per i fascisti gli ebrei erano “mondialisti” e minavano le identità nazionali e la purezza razziale, per il terrorista norvegese i mussulmani sono degli invasori e minano le identità nazionali, e il leghista medio manifesta apertamente odio per i mussumani, e si fa scappare però che gli agenti della globalizzazione sono…gli ebrei. E – toh, guarda caso – vuole preservare le identità nazionali (e la purezza razziale). Mi pare davvero che siano piccoli ceppi della stessa grande famiglia. Ora, per quanto il malconcio capitalismo sia esecrabile, mi pare che non sia attribuibile a questo sistema economico in se’ ne’ il nazionalismo, ne’ il razzismo. Che poi gli ebrei siano parte – anche – della narrazione neocon, stavolta nella parte dei buoni, non sorprende: abbiamo la strana tendenza ad essere narrativamente sovradimensionati, a partire dal vangelo: il perchè lo chiedo a te, visto che ti occupi tanto del popolo d’Israele.

    • giovanni says:

      “mi pare che non sia attribuibile a questo sistema economico in se’ ne’ il nazionalismo, ne’ il razzismo. ”
      invece quelle sono le due basi ideologiche con cui il capitalismo soggioga il proletariato, cui deve, pena la sopravvivenza del capitalismo, essere fatto credere che il nemico non è il capitalista, ma il proletario di un’altra “razza” o stato.

  9. Buleghin il vecio says:

    La xè una mesa in sena dei sionisti che la cerca di alimentar la islamofobia in uropa e se crede de aver un aleato in più per lo statarelo risoso del medio oriente e sti mbecili va a stuzicar la parte rasista e fasista in uropa!

    Il xè un pocheto come far il gioco de l’aprendista stregon come topolino in walt disney che il rischia anca de alimentar de le forze che crede de controlar e chi invece poi se rivoltan poi contro!

    Questi grandi rasisti imbecili de sionisti dovaria leger “Storia delle crociate” di uno scritor anglosasone che se ciama Steve Runciman!

    Prima roba i crociati in uropa, ancora prima de rivar in tera santa, tanto per tenersi alenati il masava tuti i giudii che se trovava per strada e li depredava de tuti i suoi ben.

    Una volta presa Gerusalemme poi i crociati, prima ancor de masar maometani, ghan fato piasa pulita dei giudii locali sempre per tenerse in alenamento e da la sinagoga veniva fora sul pavimento fiumi di sangue.

    Visto che sti sionisti de l’ostia la menan sempre con la “dimocrasia ocidental” dovaria eser meno gnoranti e non andar a stusicar gli altri paesi dove le minoranse giudie godon de otime posizion, non son discriminate e ghan otimo suceso social.

    Con la crisi economica che nisun la ferma la va a finir che ghé il rischio che la zente va a cercar il capro espiatorio e sono proprio sicuri de riusir a indirisarli sui poareti maometani che cucina kebab, che vende tapeti o fa il manoval per l’edilisia?!

    E se invece la zente se la prenda proprio con giudii che ghan fama de banchieri avoltoi e de altre robe poco simpatiche?! Xè tropo chieder un minimo de sagesa par il futuro?

    Daghé Tony noi bevemo ombrete e magnamo sopresa veneta fata de carne de porco a la facia te tuti sti can de l’ostia che vengon quà a romapare i maroni!

  10. RoyVH says:

    C’è da osservare che mentre nel caso di Breivik ci si sia dati da fare per passare ai “raggi X” le sue idee e rifermimenti ideologico-politici lo stesso non viene fatto per i terroristi comunemente definiti islamici ,come se quest’ ultimi si facessero tutti saltare in aria per gli stessi motivi o militassero nella stessa organizzazione/movimento (dai ceceni ai palestinesi,passando per gli indonesiani o i somali).Purtroppo anche chi non è complottista finisce col sospettare che vi sia un interesse politico forte volto a delegettimare tramite lo spettro del fondamentalismo islamico forme di resistenza come quella del popolo palestinese (pochi giorni fa l'”ex-moderato” Ehud Barack annunciava la costruzioni di nuovi insediamenti in Cisgiordania) o per giustificare indebite ingerenze in quei paesi come l’Egitto dove si stanno rovesciando regimi politicamente compatibili con gli interessi occidentali.
    Ovviamente non giustifico nessun terrorista,sia che si trovi fra chi si fa saltare in aria in un mercato affollato o fra chi bombarda “legalmente” civili inermi.

  11. Moi says:

    http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20110726143945AA8yZ3Y

    Il sito migliore secondo me per osservare il livello di demicultura medio ;-)

  12. Dai, Rosalux, ti regalo Gianni Toffali, che sul suo blog scrive:

    “sono consapevole che gli ebrei diffondono l’immoralità (omosessualità in primis) e soprattutto costituiscono il nucleo della massoneria internazionale…precisato questo, li ritengo il male minore rispetto al pericolo islam. meglio 10 ebrei che un islamico…almeno gli ebrei, a differenza di noi occidentali buonisti e pacifisti, sanno come “dialogare” con l’islam radicale: a suon di missili sulla zucca!!!”

    :-)

    http://gianni-toffali.blogspot.com/2011/08/ennesime-bufale-anticattoliche.html

  13. viviana says:

    vedi che “Fjordman” ha provato a nascondere il suo computer da dove si capisce quanto fosse spontanea la sua presentazione presso la Polizia, o no?

  14. Pingback: I Democratici Svedesi, Anders Behring Breivik e la pista Islamonazicomunista | cogito ergo sum…penso dunque sono

  15. daouda says:

    Non esiste alcun imperialismo statunitense.
    Poi ,ciò saputo, si potrà pur cercare di vedere come potrebbero venir collegati i termini di questo curioso accostamento gomblottardo che ignora chi ignora e fà tornare dentro sempre i soliti nomi.

    Semplicemente qui dentro non si trova uno che abbia capito essenzialmente cosa FU il capitalismo.
    Pazienza…

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