Ritorni

Eccomi qui, di nuovo, ché a Ferragosto si sta bene a Firenze.

Ci sono parecchie novità esilaranti e una assai triste, sarete presto aggiornati.

TIROL-SELLRAIN

Entri pure chi abbia sete, che sia pagano, ebreo o cristiano" - insegna sulla porta di un Gasthaus di Gries am Sellrain, Nord Tirol

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37 Responses to Ritorni

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  2. mirkhond says:

    Se non sbaglio una scritta simile, si trovava anche sulla porta d’ingresso del convento sufi dei Mevlevi di Konya, i discepoli di Rumì.
    A che epoca risale l’iscrizione tirolese? Appartiene ad un complesso monastico cattolico?

  3. mirkhond says:

    Dimenticavo: bentornato!
    (che il ferragosto è triste da passare in solitudine….)

  4. Per Mirkhond

    La scritta si trova all’ingresso di un Gasthaus, tipica istituzione di quelle parti, un po’ osteria, un po’ ristorante, un po’ centro conviviale, gestito dal signor Toni Holzer, che espone alle pareti del suo locale la sua nomina a Ehrenhauptmann der Schutzenkompanie, Comandante Onorario della locale Compagnia degli Schutzen.

    Non ho dubbi che il signor Holzer sia in prima linea con il suo fucile a ogni messa, ma non si tratta esattamente di un luogo religioso :-)

    La scritta credo che risalga più o meno agli anni Venti, magari con qualche ritocco alla pittura di tanto in tanto.

    Un tema su cui ci sarebbe da parlare in altra occasione.

  5. mirkhond says:

    Comunque è un invito all’ospitalità, seppure ovviamente non gratuita, che è soprprendente in una terra come il Tirolo, la cui fama è invece legata alle chiusure mentali e alla diffidenza verso il forestiero….
    Grazie per le informazioni!

    • I passi alpini hanno sviluppato una grande tradizione di Gesthaus fin dal tardo Medioevo, quando si moltiplicarono le locande per sopperire alla pessima ospitalità ecclesiastica che, se già un tempo era poco apprezzata, ormai era insufficiente per il traffico tra i due versanti delle Alpi (pellegrini per Roma, mercanti tedeschi verso Venezia, ecc).
      La stessa rivolta tirolese contro Napoleone aveva, tra le cause scatenanti, il fatto che gli albergatori locali si videro alla fame a causa dell’abbandono delle vie di comunicazione alpine in quel periodo.
      La diffidenza, per il resto, c’era ancora tutta, visto che anche lì valeva l’antichissimo detto danese (arrivato fino a noi) “l’ospite è come il pesce, dopo tre giorni puzza”: insomma, se passa la notte, non crea problemi, paga e se ne va, ogni ospite è benvenuto.

      • mirkhond says:

        Se devo pensare positivamente al Tirolo, oltre agli splendidi paesaggi alpini, mi viene in mente San Romedio, ma lui appartiene all’epoca tardoantica, quando queste terre erano romane e latinofone, e il Cristianesimo qui era ai primi passi….
        ciao

  6. mirkhond says:

    errata corrige : sorprendente

  7. PinoMamet says:

    Bentornato!
    :)

  8. mirkhond says:

    Quanto all’insurrezione tirolese antinapoleonica del 1806-1809, e il cui capo fu il celebre Andreas Hofer, bisogna non solo ricordare che Hofer stesso era uno di questi albergatori, ma che l’insurrezione si scatenò in quanto Napoleone aveva annesso il Tirolo alla Baviera (diventata regno con la dissoluzione del Sacro Romano Impero nel 1806), Baviera che, seppur diventata vassalla della Francia, era un paese cattolico.
    Per cui i Tirolesi si rivoltarono ANCHE contro un paese cattolico e tedesco, e questo dovrebbe far riflettere chi vede nelle insorgenze antifrancesi un blocco unico a difesa del Trono e dell’Altare.
    In realtà ogni insorgenza difendeva casomai i PROPRI troni e altari, senza costituire quel fronte unico controrivoluzionario di cui vagheggiano i tradizionalisti cattolici.
    Del resto anche la Spagna borbonica di Carlo IV (1788-1808), fu dalla parte della Francia rivoluzionaria fino all’invasione napoleonica del 1808. Nel 1799 i giacobini napoletani aspettavano l’arrivo della “Gallispana” cioè la flotta franco-spagnola!
    Carlo IV era alleato dei Francesi CONTRO suo fratello Ferdinando IV (1759-1825), re di Napoli e di Sicilia!

  9. roberto says:

    non vorrei stroncarvi qualche dotta discussione che ci porterà nelle case del té degli altipiani mongoli, ma quella è una scritta che si vede spesso in germania (anche su pacottaglia per turisti)
    :-)

    bentornato

  10. Per Roberto

    Grazie, ci voleva un bel ritorno alla soda realtà :-) E poi fa sempre piacere sentirti.

  11. Per Mirkhond

    ““l’ospite è come il pesce, dopo tre giorni puzza”

    a prima vista, sembra un discorso convincente, con riscontri reali. Il problema è che vale per qualunque comunità umana. Senza eccezioni a me note.

    Poi è chiaro che esistono singoli individui che fanno eccezione.

    • Peucezio says:

      Mah, io per la verità noto che l’ospitalità cambia moltissimo da paese a paese e soprattutto da epoca a epoca. Al tempo delle mie nonne ospitare parenti anche per anni era una cosa normale, oggi diventa problematico anche solo per una notte.
      Inoltre in Spagna ho visto che amici di amici che nemmeno conosci ti ospitano, in virtù dell’amicizia comune, cosa che a Milano sarebbe assolutamente inconcepibile.

      • mirkhond says:

        Non solo a Milano.
        In quali parti della Spagna sono così ospitali?
        ciao

        • Peucezio says:

          Mah, io conosco la Castiglia e e i castigliani e inoltre ho conosciuto diversi andalusi e sono così. Stessa cosa posso dire di persone di Barcellona di origine non catalana (come la maggior parte dei barcellonesi). Non conosco, da questo punto di vista, quelli del nord: baschi, navarri, cantabri, asturiani, gaglieghi…

      • roberto says:

        non cambia da paese a paese, ma da persona a persona

        • Peucezio says:

          La mia esperienza mi dice esattamente il contrario.

        • roberto says:

          per dire, amico di un amico che ti ospita in nome di amicizie comuni, a me è personalmente successo con un milanese e due volte con catalani (lasciando da parte casi da te non citati: greci, albanesi, tedeschi, bolognesi e siciliani. inoltre l’ho fatto pure io che sono un napoletan-bolognese).

          la tua esperienza, per quanto completa, sicuramente non riguarda tutti i milanesi (almeno non quello che poi è pure diventato mio amico)

  12. mirkhond says:

    Infatti. Non ci si sopporta tra familiari, tra gente che ha lo stesso sangue, la stessa storia, la stessa comunità di appartenenza, figuriamoci poi in terre straniere….
    Comunque, complimenti per la splendida località di villeggiatura, vista purtroppo solo in foto su internet….

  13. Per Mirkhond

    In realtà, a Sellrain ci ho passato una sola notte, ma mi sentirei di consigliare il posto a chiunque.

  14. mirkhond says:

    Se sapessi parlare in Tedesco, non sarebbe mica male farci una vacanza….
    Mi sa che qui sono rimasto solo io….

  15. Ritvan says:

    —–Entri pure chi abbia sete, che sia pagano, ebreo o cristiano” – insegna sulla porta di un Gasthaus di Gries am Sellrain, Nord Tirol—-

    Ovvero il “pecunia non olet” in versione alberghiera crucca:-)…però, un momento, i musulmani non vengono menzionati…CRUCCHI ISLAMOFOBIIIIIIII!!!!!:-)…e per favore non mi venite a dire che ciò sarebbe dovuto solo al fatto che i sullodati crucchi conoscevano l’avversione dei musulmani per l’alcool…la sete si estingue anche (e soprattutto direi) con una buona bevanda analcolica, cribbio!
    P.S. Bentornato Miguel (e anche tutti gli altri amici telematici)!

    • Peucezio says:

      Ma da quelle parti esistono bevande analcoliche?? ;-)

    • Francesco says:

      il peccato di non consumare alcool porta a drastiche riduzioni negli introiti dell’albergatore e a noiose discussioni sull’entità del conto … per questo i musulmani non sono ospiti graditi

      :)

    • Moi says:

      Mah, mi piacerebbe approfondire il discorso di Lepanto nell’ immaginario austriaco (!), e il Sud Tirolo lo è stato fino alla Prima Guerra Mondiale … sì insomma quel sentimento (erroneo ma diffusissimo) della serie “il musulmano non è che non beve alcolici lui, non vuole che li beviamo noi, sennò ci ammazza tutti !” … NON certo risalente soltanto alla Trilogia di Oriana Fallaci.

      http://www.youtube.com/watch?v=jtljz5Ga5tA

      Lepanto in versione Martinelli, probabilmente questo finale NON mostarto nel film al cinema sarà il prologo per il prossimo film di Martinelli, che dedicherà a Marco D’Aviano … è da anni che si parla di ‘sto film che dovrebbe uscire, ma ancora nisba.

      • mirkhond says:

        Chissà se ci metterà pure i Tatari lituani MUSULMANI, che contribuirono alla sconfitta ottomana a Vienna nel 1683…
        ciao

  16. Per Ritvan

    bentornato anche a te!

  17. Moi says:

    A proposito di novità a Firenze, c’ è una cosa che m’incuriosisce e di cui vorrei seguire gli sviluppi:

    Il sindaco Matteo Renzi (notoriamente Aspirante Gran Rottomatore della Classe Dirigente del PD “fatto a pezzi” dai Bersaniani per aver partecipato a una “seratina”
    :-) ad Arcore nonché a un Quiz di Mike Bongiorno in età appena maggiorenne) ha dichiarato un’ iniziativa clamorosa per rilanciare il turismo artistico a Firenze: ultimare la basilica di San Lorenzo sottoponendo alla cittadinanza un referendum consultivo sul SI’ o NO e in caso di SI’ quale delle facciate (a navate o a parete), tutti progetti originarii, ci tiene a precisare.

    http://www.youtube.com/watch?v=hTZuUtb2niI

    (facciate da 0:22 a 0:35)

    … Come sta andando la cosa ? … Disctubile finché si vuole, ma piuttosto che chiamare Fuksas a fare un altro Chiesone Cubonazzo è un male minore io dico, eh !

  18. Moi says:

    La Gasthaus in questione è, l’ ho nnotato per bene solo ora, in Tirolo Austriaco, ma penso che cambi poco … a parte che, come oramai noto, l’ Austria riconosce al Pastafarianesimo le foto con gli scolapasta in testa sui documenti ovviamente.

    Probabilmente non aggiornano la scritta perché è storica … ma, se avessero per sindaco uno che davvero (!) coniuga Tradizone e Modernità come Matteo Renzi, aggiungerebbe, lasciando in alterato lo stile, anche “Musilmano” e “Pastafariano”.

    Tuttavia il Pastafarianesimo in Sud Tirolo dovrebbe essere una religione vista e trattata abbastanza con ostilità, l’ allusione agli spaghetti avendo un fortissimo valore simbolico di sottomissione a Roma anzicché di appartenenza a Vienna.

    :-) ;-)

  19. Per Moi

    “sottomissione a Roma anzicché di appartenenza a Vienna.”

    Non penso che da quelle parti amino molto Vienna :-)

    • Moi says:

      Mah, che io sappia di tutti gli Ex Imperi Centrali l’ Austro-Ungarico è il più rimpianto in assoluto, specie da parte delle “Minoranze nelle Minoranze” … tipo i Ladini.

  20. Per Moi

    “l’ Austro-Ungarico è il più rimpianto in assoluto”

    certamente, ma Vienna è sempre una lontana e cosmopolita città orientale…

  21. mirkhond says:

    Credo che i Tirolesi, come spesso i popoli montanari, siano più legati alla piccola patria.
    Non conosco il loro rapporto col passato asburgico. Forse pesa il tradimento imperiale nei confronti di Andreas Hofer e degli insorti antifranco-bavaresi, o forse il pangermanesimo, non saprei.
    Certo che, più di vent’anni fa, il marito di una mia parente, che aveva fatto il militare a Bressanone, diceva che i sudtirolesi si sentivano più tedeschi che austriaci…

  22. mirkhond says:

    A proposito di rimpianti, proprio ieri, per caso, mi sono imbattutto in un sito triestino, il cui autore, precisando di essere italiano e non sloveno, rimpiangeva il passato asburgico della sua città, a mio parere con ragione.
    Certo come napoletano, mi urta non poco il disprezzo in cui sono tenuti i miei connazionali, soprattutto quelli immigrativi dopo il 1918 con l’intento di italianizzare questi territori ex asburgici, e della cui italianità, a dispetto della retorica irredentista, non si doveva poi esser tanto sicuri.
    E tuttavia, nel complesso, l’autore elencava bene quelle che per lui, erano le ragioni per cui Trieste dovrebbe tornare austriaca…
    E a tal scopo, citava la proposta di un parlamentare austriaco che, avrebbe proposto di concedere la cittadinanza austriaca a tutti gli appartenenti all’ex Impero Austro-Ungarico.
    Nei commenti relativi a questa proposta, i lettori, prevalentemente triestini, si mostravano favorevoli, non solo alla doppia cittadinanza, ma addirittura al ritorno di Trieste sotto l’Austria.
    Al chè, un commentatore trentino che VIVE in Austria, ha elencato tutte le discriminazioni a cui gli italiani, anche ex sudditi asburgici, a suo dire, sarebbero sottoposti in Austria. Accenna poi anche a egiziani e bosniaci, che ottenuta con molta fatica la cittadinanza, dopo lunghi anni di soggiorno e un esame di tedesco, restano sempre austriaci di serie B.
    Inoltre, dove il bilinguismo è garantito dalla legge, come in Carinzia, i cartelli stradali non sono in Tedesco/Sloveno, a differenza del SudTirolo italiano.
    In sostanza se l’Impero Asburgico fu una realtà multietnica, l’Austria di oggi è più figlia del nazionalismo pangermanico, conseguenza degli eventi culturali e politici che portarono al crollo dell’Austria-Ungheria, e poi al Nazismo…

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