Le mutevoli piste di Oslo

Ieri, sul Corriere della Sera, l’ineffabile Guido Olimpio ci spiegava tutto, a modo suo:

“Norvegia da tempo nel mirino qaedista I paesi scandinavi ancora obiettivo di primo piano
dopo la vicenda delle vignette sataniche danesi

E raccontava di un improbabile progetto di attentato in Norvegia, attribuito a un gruppo di uiguri, cioè di musulmani turcofoni cinesi:

“Per gli investigatori il piano era legato alla vicenda delle vignette sataniche, pubblicate per la prima volta da un quotidiano danese, e dall’odio verso qualsiasi paese collabori con gli Usa. E’ dunque possibile che un nuovo gruppo abbia deciso di replicare l’operazione. Un altro elemento tenuto in considerazione dagli investigatori è il caso del mullah Krekar. Residente da tempo nel paese, fondatore di un gruppo curdo islamista, è stato colpito da un ordine di espulsione che potrebbe essere eseguito nelle prossime settimane. Pochi giorni fa Krekar è stato incriminato per aver lanciato minacce di morte contro il governo norvegese. I gruppi qaedisti, spesso, sono pronti a sfruttare «cause locali» per poi lanciare attacchi che si inseriscono in un disegno più ampio. E l’azione di Oslo potrebbe solo essere l’ultimo esempio.”

Sbagliare capita a tutti.

Ma perché mai Guido Olimpio si è messo a seguire la “pista islamica“?

La Pista Islamica ha una sua precisa struttura mediatica: c’è un gruppo di stranieri, associato in una cellula, con contatti internazionali (che alla fine portano in qualche paese esotico), che compie una strage per mandare un messaggio politico.

Un attentato di questo tipo c’è stato, in Europa, e ha avuto conseguenze tremende: quello di Madrid.

Il problema è che l’attentato di Madrid, per quanto clamoroso, è stato unico nel suo genere.

L’attentato di Londra, infatti, è stato compiuto in totale isolamento da quattro giovani cittadini inglesi, che non sono stati finanziati o inquadrati da nessuno.

Un paio di mesi fa, misteriosi attentatori hanno colpito punti vendita dell’Ikea in Belgio, Francia, Germania e Olanda: e qui, nulla fa pensare a “piste islamiche”. Eppure Guido Olimpio non accenna alla Pista Anti-Ikea, che pure dovrebbe toccare i paesi scandinavi almeno quanto le vignette danesi.

In Italia, in tutto il decennio di Emergenza Terrorismo Islamico, un milione di musulmani hanno partorito un unico attentato: quello del solitario libico, Mohammed Game, contro la Caserma Santa Barbara di Milano.

Secondo Europol, quello di Mohammed Game è stato poi l’unico attentato “islamico” su ben 408 attentati commessi in tutta l’Europa occidentale nel 2009.

Insomma, la probabilità che l’attentato di Oslo avesse una matrice islamica sarebbe di una su 408.

Adesso i media, senza prendere il tempo di chiedere scusa ai lettori, dicono che il doppio attentato sarebbe tutto opera di un certo Anders Behring Breivik, descritto come “un cattolico conservatore, massone, contrario al multiculturalismo e nazionalista.”

In realtà, sulla sua pagina Facebook, Anders Behring Breivik avrebbe dichiarato di essere un “cristiano conservatore“. I giornalisti italiani non sono ancora stati informati della rottura della Chiesa norvegese con quella cattolica, anche se  si tratta di una notizia non esattamente recente.

Il fantasioso tabloid inglese, The Daily Mail, ci presenta, senza precisare la fonte, una foto di Anders Behring Breivik in abbigliamento massonico.

anders-behring_breivik

Anders Behring Breivik in abbigliamento massonico

Se non si tratta di un montaggio, non ci sarebbe nulla di strano, se un protestante norvegese fosse anche Massone. Solo che questo fatto (se è vero) sta già scatenando le fantasie di certi complottisti a campo singolo: provate ad abbinare su Google il nome dell’attentatore con la parola Mason.

Ora, a semplice scopo di discussione, diamo per buone tutte le peggiori teorie sugli scopi segreti dei Massoni.

Il signor Breivik si fa fotografare in abbigliamento massonico, poi compie una strage di immense proporzioni, senza nascondersi e si fa arrestare. Sarebbe la prova che i Massoni sono cretini; ma se i Massoni fossero cretini, sarebbero anche innocui. Però con certa gente, basta fare un semplice ragionamento di questo tipo, per venire accusati a propria volta di voler coprire il Complotto.

Faccio comunque la mia previsione: messa via senza un attimo di esitazione la Pista Islamica, nascerà la Pista Nazioccultista. Nei sottotitoli sul sito di Repubblica oggi leggiamo non solo che l’attentatore avrebbe idee conservatrici, ma sarebbe “legato all’estremismo di destra“. Legato, cioè associato, in combutta con… un’affermazione fondata per ora sul nulla, che però apre innumerevoli porte alla creatività giornalistica.

Con la solita tecnica degli accostamenti indebiti, tireranno fuori i predicatori fondamentalisti evangelici, la P2, gli skinhead, Quisling e magari i famosi Cloni Nazisti del Brasile. Un simile destino colpì anche Timothy McVeigh, l’attentatore di Oklahoma City, e la fantastica mistificazione delle sue intenzioni fu per lui una punizione ben maggiore della semplice pena di morte.

In fondo, la struttura del romanzo complottista resta sempre uguale, che riguardi islamisti, gesuiti, anarchici, massoni o estremisti di destra: esseri alieni, spinti da idee incomprensibili, legati tra di loro in una perversa tresca, con tante di quelle possibili ramificazioni da poterci infilare chiunque ci stia antipatico.

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55 Responses to Le mutevoli piste di Oslo

  1. zeus says:

    Blinda la supercàzzora qaedista prematurata Guido Olimpio del mullah Krekar turcofono cinese come fosse antani tarapia tapioco satanico danese con scappellamento uiguro curdo islamista.

  2. Pingback: Le mutevoli piste di Oslo - Kelebek - Webpedia

  3. io pero’ non ho capito una cosa: cosa c’entrano gli uiguri col mullah Krekar???

  4. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=RXHNwLpI3Ac

    Fatwa :-) di Giovanardi contro l’ Ikea … purtroppo l’ audio rimbomba un po’ :-(

  5. Moi says:

    http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2011/04/ikea-gay.jpg

    L’ oggetto della fatwa :-) … “Imperialismo Svedese” [sic] ?

  6. Karakitap says:

    Beh, se i giornalisti nostrani non sanno nemmeno che c’è stata una cosuccia da nulla chiamata “riforma protestante” ci sarebbe da che pensarci su, comunque mi sarebbe parso strano se fosse stato davvero cattolico e massone, che io sappia, mi pare sia ancora in vigore una scomunica contro la Libera Muratoria.
    Comunque per il resto concordo con il post, vi sono vari tipi di complottismo, ma aldilà delle differenze superficiali, sono estremamente simili tra loro.
    Salutoni, Karakitap

  7. PinoMamet says:

    E pensare che a leggere Informazione Corretta la Norvegia sarebbe un covo di antisemiti che passano il tempo a odiare Israele…
    (vabbè che per loro Haaretz è un giornale filo-islamico e il NYT simpatizza per Al-Qaeda…)

  8. Per Karakitap

    Come tutto nella Chiesa postconciliare, la vaghezza flessibile e opportunista sostituisce le certezze.

    Nella vita reale, le persone possono fare molte scelte: mi viene in mente un’ottima persona, un barone calabrese di una certa età, da giovanissimo partigiano antifascista, con il busto di Mussolini in casa, cattolico praticante, che si è costruito un tempio massonico sul proprio podere con tanto di insegna fuori.

    Ma quella è la Calabria, e al sud come si sa le contrapposizioni manichee non vanno di moda.

    Invece, nel caso di un giovane urbano del Nord, una scelta pubblica massonica credo che sia inconcepibile accanto a una scelta pubblica cattolica.

  9. Etienne says:

    Caro Miguel,
    questo post è sacrosanto.
    Diversi quotidiani, con tutte le sciocchezza che hanno scritto, dovrebbero non solo rimborsare i propri clienti, ma anche chiedere scusa e fare pubblica ammenda. Si pensi che fino a stamattina alle 10 la pagina web di Libero di Belpietro titolava “Al Quaeda attacca la Norvegia”. E in prima pagina sull’edizione cartecea campeggiava un monito a tutti quelli che come Tettamanzi e Pisapia prendono sottogamba certi problemi: “ecco cosa succede a fare i buonisti con l’Islam”. Libero comunque è Libero, e chi lo compra si presume che sappia quello che fa. Ancor più gravi secondo me sono i sottoprodotti culturali spacciati giornalmente da Repubblica e Corriere. Mi dispiace ma qui non si tratta di errori di giornalisti distratti e frettolosi ma di tentativi, non so quanto consapevoli, di edificare delle bolle di senso comune.
    Mi colpisce sempre il bisogno quasi infantile degli uomini di fare ricorso a queste categorie cristallizzate nell’immaginario e nell’orizzonte di attesa di molte persone. Categorie che naturlamente i Media contribuiscono a fissare mentre i lettori/ascoltatori alimentano a loro volta il mito in un circlo o vortice vizioso. E’ un po’ il mito dell’eterno eretico, eterno giudeo… ora eterno quaedista. Non guariremo mai!

  10. paolo cintolesi says:

    Questi signori devono vendere i giornali, personalmente aspetto le indagini della polizia, con una certa consapevolezza, che il mondo islamico è un mondo molto sotterraneo e che il nostro Occidente, secondo me, è troppo permissivo. Bisogna ricordarsi che questi sono fermi, culturalmente, al profondo medioevo.

    • Moi says:

      Be’, magari dei Musulmani che ritengono il VII Secolo (nostro), in cui visse ed operò il Profeta, come il Modello di Perfezione Sociale Eterna ci saranno … ma fortunatamente non tutti.

  11. Claudio Martini says:

    Premettendo che è doveroso ammettere, senza ipocriti infingimenti, che ancora una volta siamo sotto attacco dell’odio cristiano, e che andrebbero prese misure urgenti contro l’immigrazione cristiana; ebbene, forse (magari con tutti gli elementi a disposizione) già ora possiamo trarre qualche insegnamento dai fatti di Oslo.

    Innanzitutto notiamo l’ennesima coincidenza tra un attentato e un esercitazione militare-poliziesca (come nel 2001, come nel 2005: http://www.megachip.info/finestre/zero-11-settembre/6515-oslo-preveggenti-wargames-e-crisi-imperiali.html)
    Ma è solo una coincidenza, dai.

    Allora facciamo un giochino: immaginiamo che il giovane agricoltore norvegese l’abbia fatta franca. Cioè, è riuscito a farla franca e “gli inquirenti” sono disorientati. A questo punto, noi abbiamo giornali di mezzo mondo che tuonano: “attentato jihadista!” mentre il vero colpevole (a scanso di sorprese) è uccel di bosco. Chi potrebbe dubitare, a questo punto, che Oslo è stata teatro di un attacco jihadista (sul conformismo indotto dai media, cfr. “La Spirale del silenzio” di E. Neumann)? Magari qualcuno, a questo punto, avrebbe potuto suggerire la pista libica: ché ultimamente i bombardamenti ristagnano.
    Ecco l’ipotesi: e se fosse questa la dinamica NATURALE dei fenomeni terroristici degli ultimi anni?

    Voglio dire, eventi stragisti che si consumano secondo loro dinamiche, e apparati mediatico-politici che colgono la palla al balzo. Tu Miguel, hai citato gli attentati di Madrid. Qui avvenne esattamente quanto sopra descritto: qualcuno fece brillare un paio di treni, e immediatamente l’esecutivo di Aznar cercò di cogliere l’occasione incolpando l’ETA. Gli andò male, dato che poco dopo emerse la “pista islamica” (anche se ancora oggi ambienti conservatori spagnoli ipotizzano un’astuta manovra dei servizi segreti intenzionati a far perdere le elezioni ad Aznar. Dietrologi). Comunque, a tutt’oggi non è saltato fuori il responsabile degli attentati.

    Ma non è l’unico caso. All’indomani dell’11 settembre (quindi il 12, secondo i miei calcoli) l’amministrazione aveva già chiari esecutori, modalità, logistica e scopi; ma soprattutto il mandante. Osama Bin Laden. Il quale, poverino, non solo non rivendicava l’attentato che, di sicuro, gli aveva portato via tanto tempo e risorse, ma addirittura negava ogni addebito. Buffo.

    Insomma, non è possibile immaginare che le responsabilità di gran parte degli utlimi attentati siano state attribuite in questo modo?
    Quali sono i “punti ciechi” di questa ipotesi?

    p.s. sentito dal tg2: “La Norvegia ha oggi scoperto l’orrore inspiegabile, uomini che odiano altri uomini”. Oggi. Scoperto.

  12. Per Claudio

    Nulla va escluso.

    Ma mi sembra che in questo caso, l’attentatore si sia fatto prendere. E quindi avesse in mente, sin dall’inizio, di compiere un gesto che gli costasse quantomeno l’ergastolo.

    E perciò ci credeva.

    Ora, una persona che fa qualcosa perché ci crede, e paga per farlo, merita magari la morte sotto tortura lenta; ma merita anche che si cerchi di capire sinceramente le sue motivazioni e che non lo si accusi di essere “al soldo di qualcuno”.

    Nel dirlo, ho molto presente il caso di Timothy McVeigh, che non era un razzista, non era un estremista religioso. Era l’esatto opposto di un “neonazista”, cioè era un anarcoide nella tradizione antistatalista-ottimista-apocalittica (ma non religiosa) statunitense.

    McVeigh ha fatto la sua scelta quando si è domandato, perché lo stato americano lo aveva mandato a uccidere degli iracheni; e con i suoi limitati strumenti culturali, tutti interni alla tradizione statunitense, ha attribuito la colpa al “governo federale”.

    Non ha esitato un attimo a fare l’attentato, ma si è profondamente pentito quando ha saputo di aver ucciso anche dei bambini che frequentavano un asilo.

    Il suo (discutibile ma sincero) messaggio è stato travisato per molti motivi. Da chi a “sinistra” ha voluto accusare la “destra”; dagli stessi movimenti antistatali USA che hanno cercato di prenderne tutte le possibili distanze; e infine dal suo primo avvocato – poi licenziato – che ha cercato di farlo passare per la pedina di un inesistente complotto.

    Vedremo chi è davvero l’attentatore di Oslo. Ma cerchiamo di capirlo senza proiezioni nostre.

  13. Claudio Martini says:

    Sì, io cercavo di generalizzare il discorso, spalmando la melassa delle mie supposizioni sugli altri eventi terroristici di questi primi anni di XXI secolo.

    Comunque, staremo a vedere. Magari si tratta davvero di un razzista assai intraprendente che ha deciso di far fuori un po’ di gente di sinistra. Non ci vedrei nulla di strano.

    Grazie delle informazioni su McVeigh. Non ne sapevo nulla, se non il percolato fornitomi dai telegiornali.

  14. lycopodium says:

    Inspiegabile?
    Non basta il peccato originale? Ah, è vero, Vito Mancuso ha detto che non esiste.

  15. Qûr Tharkasdóttir says:

    Già da ieri sera i siti norvegesi hanno puntato sull’appartenenza del tizio al c.d. estremismo di destra. Che fosse “cristiano”, non ce se ne legge nulla. Anche Le Figaro e Le Nouvel Obs, per nominare solo quei due, hanno scritto delle stronzate simili alle testate italiane. Ovviamente, la stampa europea è sempre meno internazionalista, nemmeno in grado di tradurre elementi semplici.

    • Moi says:

      Scusa Qûr

      ma tu la stampa scandinava la leggi tutta in versione originale essendo Madrelingua Islandese, no ?

  16. Alessio says:

    Articolo condivisibile, tranne che nella parte in cui si dice che l’affermazione de La “Repubblica” sul legame dell’arrestato con ambienti dell’estremismo di destra, è fondata sul nulla. E’ stata la polizia norvegese a descrivere l’attentatore come un frequentatore di ambienti di estrema destra. Inoltre si ipotizza la presenza di altri uomini armati nell’isola in cui si stava svolgendo il raduno dei giovani laburisti.

  17. giovanni says:

    intanto è UN FATTO, e non complottismo, che tutti i giornali italiani on-line si guardano bene da scrivere la parola “massone”, anche quando hanno pubblicato la foto!

  18. Giuseppe Flavio says:

    Salve a tutti,
    seguo da tempo questo blog ma non sono mai intervenuto nelle discussioni. Vi sembrerò un complottista, ma trovo perlomeno improbabile che un uomo solo abbia potuto compiere gli attentati di Oslo e dintorni. Per due ragioni:
    1) l’autobomba alla sede del governo: non so come funzionino le cose in Norvegia, ma presumo che la sede del governo sia protetta e che non si possa allegramente parcheggiare la propria auto sotto il palazzo del governo. Eppure Breivik ci sarebbe riuscito. McVeigh ha parcheggiato nella sede dell’FBI in Oklahoma mica alla Casa Bianca (come avrebbe preferito).
    2) Sull’isola di Utoya ci sono stati almeno 84 morti: purtroppo c’è un’ampia casistica di svitati che prendono un’arma da fuoco e sparano a chi ha la sfortuna di capitargli davanti, ma il numero di morti è dell’ordine della dozzina al massimo, perciò 84 morti mi sembrano troppi per un uomo solo.
    Aggiungete che entrambi gli attentati, che presi singolarmente sono difficili da compiere per un uomo solo, sarebbero stati compiuti dallo stesso Breivik a poche ore di distanza l’uno dall’altro.
    Secondo me, almeno 3-4 persone hanno partecipato agli attentati.
    Come sia stato preso Breivik ancora non si sa, e comunque rischia al massimo 21 anni di carcere.

  19. Giuseppe Flavio says:

    Salve a tutti,
    seguo da tempo questo blog ma non sono mai intervenuto nelle discussioni. Vi sembrerò un complottista, ma trovo perlomeno improbabile che un uomo solo abbia potuto compiere gli attentati di Oslo e dintorni. Per due ragioni:
    1) l\’autobomba alla sede del governo: non so come funzionino le cose in Norvegia, ma presumo che la sede del governo sia protetta e che non si possa allegramente parcheggiare la propria auto sotto il palazzo del governo. Eppure Breivik ci sarebbe riuscito. McVeigh ha parcheggiato nella sede dell\’FBI in Oklahoma mica alla Casa Bianca (come avrebbe preferito).
    2) Sull\’isola di Utoya ci sono stati almeno 84 morti: purtroppo c\’è un\’ampia casistica di svitati che prendono un\’arma da fuoco e sparano a chi ha la sfortuna di capitargli davanti, ma il numero di morti è dell\’ordine della dozzina al massimo, perciò 84 morti mi sembrano troppi per un uomo solo.
    Aggiungete che entrambi gli attentati, che presi singolarmente sono difficili da compiere per un uomo solo, sarebbero stati compiuti dallo stesso Breivik a poche ore di distanza l\’uno dall\’altro.
    Secondo me, almeno 3-4 persone hanno partecipato agli attentati.
    Come sia stato preso Breivik ancora non si sa, e comunque rischia al massimo 21 anni di carcere.

  20. Claudio Martini says:

    Ho l’impressione che il padrone di casa sia stato frainteso
    http://sollevazione.blogspot.com

  21. Moi says:

    struttura del romanzo complottista resta sempre uguale, che riguardi islamisti, gesuiti, anarchici, massoni o estremisti di destra: *** esseri alieni ***, spinti da idee incomprensibili, legati tra di loro in una perversa tresca, con tante di quelle possibili ramificazioni da poterci infilare chiunque ci stia antipatico.

    Miguel Martinez

    _________________

    Sarò Komplottista ma per me David Icke è DoppioGiochista:

    “Non credi alle versioni ufficiali dei media mainstream ? … Ah, be': Sporchi Rettiliani, pagheranno caro, pagheranno tutto !” …

  22. Moi says:

    “Cattolico E Massone” ?!

    … Ma i Massoni non sarebbero dei Tentacolari CriptoSatanisti la cui unica ragione di vita è distruggere il “Kattolicesimo” ?

    … Non necessariamente cancellandolo, può bastare anche farne la massima autorità di Pasquale l’ Animatorao ;-) .

  23. Etienne says:

    A proposito. Non manca un intervento di un vecchio amico di questo blog.

    http://affaritaliani.libero.it/ultimissime/flash.asp?ticker=230711170000

    “Nessun fondamentalista protestante diffonderebbe sue fotografie in tenuta massonica”. Lo afferma Massimo Introvigne, rappresentante dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa per la lotta all’intolleranza e alla discriminazione contro i cristiani. Il rappresentante dell’Osce critica i media che hanno identificato l’attentatore come un fondamentalista cristiano ed esprime preoccupazione per una possibile “caccia ai cristiani fondamentalisti” che potrebbe scatenarsi in seguito a questa identificazione sbagliata. “Breivik ? rileva il sociologo italiano – farebbe parte della Soilene, una delle logge di San Giovanni di Oslo di questo Ordine del cosiddetto rito svedese, che richiede ai membri la fede cristiana”. Ma sarebbe assurdo definire cristiani i suoi adepti cosi’ come “naturalmente sarebbe altrettanto assurdo collegare all’attentato queste logge”.

  24. mirkhond says:

    Introvigne è diventato protestante?

  25. Moi says:

    Almeno per quel che concerne l’ Italia, 150 anni fa i primi Cardinali cominciarono a trattare e a patteggiare con i Massoni per ritagliarsi maggiori poteri personali in assenza del Papa-Re … a partire dal Concilio Vaticano II direi che i Massoni prendono la Leadership nella Chiesa.

    … Troppo Komplottista ? ;-)

  26. Per Etienne

    “Nessun fondamentalista protestante diffonderebbe sue fotografie in tenuta massonica”

    Massimo Introvigne è di parte, nel senso che è una sorta di avvocato d’ufficio per le “destre” religiose, che lui sostiene ecumenicamente purché filocapitaliste e liberali.

    Questo pregiudizio lo rende però un utile critico di certi luoghi comuni mediatici di stampo progressista, come in questo caso.

    Inoltre, Introvigne ha eccellenti addentellati nel mondo massonico, non tutti documentabili, per cui nei miei scritti accenno solo di sfuggita all’argomento. Per cui la sua affermazione sulle logge svedesi è quantomeno plausibile.

  27. Daouda says:

    Se Carlo Maria Martini e Tettamanzi sono vescovi, successori degli apostoli, che si possa essere anche massoni e cattolici non risulta poi così strambo.

    Indipendentemente dalle farfuglie che si scrivono, dai giornalisti servi ed incapaci ai cittadini ipotizzanti che credono di poter aver compreso qualcosa dal basso della loro poisizone MAI A-IDEOLOGICA, si prenda atto che tali situazioni aumenteranno e non necessariamente in attentati come si prenda atto che essere a favore di una fazione non ha giustificazione.
    Chi gioca nelle regole attuali è piso facto venduto a tali regole, non c’è religione che tenga.
    Ecco perché la vena del discorso è patetica.

    Sfugge poi che il complottismo è mainstrem ( 11 settembre docet ) e che doveva divenirlo.Che così tante piste siano spiegate, cercate e divulgate dalla democrazia nei suoi tg e nelle sue trasmissioni e nei suoi libri accuratamente distribuiti dalle catene di distribuzione che rispettano il sistema produzionistico capitalistico/socialista non fà che confermare la giustezza della democrazia come la sua debolezza.

    Infatti il complottismo è chiaramente strumentale, ed usa gli ingenui adatti imboccati da chi è utile all’opera.

    Il sistema non si capirà mai fin quando non si comprenderà che , praticamente, non è importante esser legati a qualcuno, avere certi contatti ed avere certe intenzioni per essere dei venduti.

    Il tizio norvegese, l’attentatore, dimostra la sua idiozia, il suo vizio ed il suo odio.
    Evidentemente si sta arrivando ad un punto di non ritorno.
    La natura umana non può sopportare tutto questo e l’unica soluzione è la droga o la follia.E’ chiaro che non giustifico nessuno dacché siamo tutti in varia misura dei drogati e dei folli.
    Se poi volessimo potremmo chiederci: ma chi è morto nell’attentato meritava, ad ogni modo, di continuare a vivere? E se sì, sotto quale rapporto?

    • daouda says:

      Ricordiamo i 3 blocchi:

      Neo-liberalismo scuola di chicago et evangelico-sionistico laicista
      vs
      Mercantilismo fondamentalista nazionalista pseudoislamico
      vs
      Keynesismo socialista eurasiatico “cesaropapistico”

      risultato: esigenza di riforma mondiale

      • daouda says:

        esigenza di riforma mondiale patrocinata chiaramente dal rinnovamento new-age ambientalista progressita collettivista.

    • Moi says:

      @ DAOUDA

      Be’ in effetti Tettamanzi ha introdotto Pasqualao nel Tempio di Dio !

      :-) ;-)

  28. C’è un importante articolo su The Guardian online, che parla dei nostri vecchi “amici” dell’English Defence League. http://www.guardian.co.uk/world/2011/jul/23/norway-attacks-utoya-gunman

    Ovviamente, si tratta di contatti, non di militanza; e su Internet, chiunque può contattare chiunque; e l’EDL non è responsabile di chiunque simpatizzi per loro.

    Ma si conferma la mia ipotesi di una persona ideologicamente “fallaciana”, cioè legata a una visione moderna, ultraliberale e occidentalista del mondo, piuttosto che ai vecchi schemi del neofascismo e neonazismo europei.

    Ecco i brani interessanti:

    Anders Brehing Breivik, the man accused of the murder of at least 91 Norwegians in a twin bomb and gun massacre, boasted online about his discussions with the far right English Defence League and other anti-Islamic European organisations.

    The Norwegian prime minister, Jens Stoltenberg , said Norwegian officials were working with foreign intelligence agencies to see if there was any international involvement in the slaughter. “We have running contact with other countries’ intelligence services,” he said.

    The disclosure of Breivik’s claimed links with other far right organisations came as details emerged about the rightwing Christian fundamentalist and freemason behind Norway’s worst post-war act of violence.

    It was revealed that the 32-year-old former member of the country’s conservative Progress Party – who had become ever more extreme in his hatred of Muslims, left wingers and the country’s political establishment – had ordered six tonnes of fertiliser in May to be used in the bombing. While police continued to interrogate Breivik, who was charged with the mass killings, evidence of his increasingly far right world view emerged from an article he had posted on several Scandinavian websites, including Nordisk – a site frequented by neo-Nazis, far right radicals and Islamophobes since 2009.

    The Norwegian daily VG quoted one of Breivik’s friends saying that he had become a rightwing extremist in his late 20s and was now a strong opponent of multi-culturalism, expressing strong nationalistic views in online debates.

    Breivik had talked admiringly about conversations he had had with unnamed English Defence League members and the organisation Stop the Islamification of Europe over the success of provocative street actions leading to violence.

    “I have on some occasions had discussions with SIOE and EDL and recommended them to use certain strategies,” he wrote two years ago.

    “The tactics of the EDL are now to ‘lure’ an overreaction from the Jihad Youth/Extreme-Marxists, something they have succeeded in doing several times already.” Contacted about the allegation by email by last night the EDL had not answered.

    Breivik’s Facebook page was blocked, but a cached version describes a conservative Christian from Oslo. The profile veers between references to lofty political philosophers and gory popular films, television shows and video games. The account appears to have been set up on 17 July. The site lists no “friends” or social connections.

  29. pisti says:

    Veramente diffamatorio per cristiani l’uso del termine “fondamentalista cristiano” per dedcrivere un pazzo assassino! Un fondamentalista crstiano potrebbe essere S.francesco!
    Se qualcuno avesse solo ipotizzato che fosse un fondamentalista ebreo staremmo gia a sentire le urla deliranti dei giudei gridare all’antisemitismo! Eppure d fondamentalisti ebrei che ammazzano tutti i giorni palestinesi ce ne sono a milioni!

    • daouda says:

      Lo stato di Israele non è , a rigore, uno stato fondamentalista ebraico.Su queste cose si deve essere rigorosi…

  30. Alessio says:

    Comunque la sua aderenza ai gruppi di estrema destra è certa. E’ giusto essere stutturalmente anticomplottisti, però a volte, magari per il semplico gusto di sembrare razionali, si rischia di negare l’evidenza. O c’è qualcosa dietro ?

  31. Alessio says:

    Ovviamente per neofascismo e ultradestra contemporanea intendo proprio il modello “identitario” fallaciano che tu citi.

  32. mirkhond says:

    Ma si conferma la mia ipotesi di una persona ideologicamente “fallaciana”, cioè legata a una visione moderna, ultraliberale e occidentalista del mondo, piuttosto che ai vecchi schemi del neofascismo e neonazismo europei.

    Mentre il tg2 di stasera, lo affianca ai gruppi neonazisti europei, ma aprendo anche all’attentato stile estremista statunitense, come quello del citato McVeigh.
    Sul tg1 invece, un esperto di terrorismo tirava ancora in ballo modalità jihadiste, affermando che Breivik e chi gli starebbe dietro, avrebbe appreso le modalità dell’attentato, dai suddetti jihadisti.
    Insomma la pista islamica, sembra un pò dura a morire per certi ambienti, forse perchè è più facile da accettare, piuttosto che un mostro interno, qualcuno che è come noi, è uno di noi, qualcuno che crede nell’Occidente e che lo vorrebbe preservare dalle “contaminazioni”. Del resto l’esperto ha parlato di “Arabi bianchi”, cioè figli e nipoti di immigrati, insomma il solito argomento tirato fuori dopo l’11 settembre 2001.

  33. Miguel, scusa, ma McVeigh non era anche “emotivamente scosso” da Waco?

  34. Per Ugo

    Hai assolutamente ragione, e fai benissimo a citare il legame con Waco.

    Però quando è successo Waco, McVeigh mi sembra fosse già deciso a fare qualcosa, partendo proprio dall’episodio in Kuwait.

  35. Per Giuseppe Flavio

    Le tue obiezioni sono molto sensate. E ovviamente non ho la risposta.

    Ti ringrazio

    • Qûr Tharkasdóttir says:

      Da intrecciare con 1. il discorso su McVeigh (in particolare l’interpretazione proposta da Gore Vidal), 2. quel che la gente che voleva capire ha capito della strategia della tensione italiana, e 3. il articolo di Pino Cabras menzionato qua sopra, questi due articoli (più o meno lo stesso contenuto):

      http://empowerednews.net/gold-rush-in-the-arctic-region-heating-up/1811993/

      http://articles.timesofindia.indiatimes.com/2011-07-18/science/29786874_1_sea-ice-polar-ice-cap-arctic-council

      Poi, riintroducendo il concetto di “Stato di Polizia”, ma in una versione adattata ai nostri tempi: al contrario della Svezia (famosa da decenni per il controllo dei propri cittadini via telecamere, ecc.) o della Danimarca (buona alunna atlantista, ha esteso e rinforzato il controllo poliziale – specie dal 2001, sotto le direttive di Gran Bretagna e Stati Uniti), la Norvegia era rimasta un po’ fuori sotto questo aspetto; ovvero, data la relativa indipendenza dall’economia mondiale e malgrado fosse nella NATO, se lo poteva permettere. Per la scarsa popolazione e l’estensione del territorio montagnoso, ogni norvegese (si fa per dire) aveva la possibilità di trovarsi un posto in montagna dove nessuno gli venisse a rompere le scatole –  proprio come quell’azienda agricola dove il Breivik si faceva la zuppa ai nitrati. Famosa la Norvegia, per esempio, per il fatto che tutti, si fa per dire, si producono il brandy clandestinamente nella “casa di montagna” – in un paese in cui la vendita di alcolici si fa, a prezzi allucinanti, esclusivamente attraverso i monopoli di stato. Penso che questa epoca stia per finire.

      Chiaramente, nel nuovo contesto geopolitico, questa mentalità, chiamiamola indipendentista, anche se di poco peso, non conviene. Povera Norge.

      Da notare anche che in queste ore (secondo quanto ne dice tra l’altro Russia Today) l’ira nell’opinione pubblica (commenti di blogs, ecc.) si sta rivolgendo innanzitutto contro le politiche c.d. “multiculturalisti” adottate dalla Norvegia negli ultimi decenni. Contro l’estremismo nazionalista, invece, sembra che siano poche le voci. Avrebbero quindi questi attentati il effetto di rafforzare il crescente malcontento popolare (sotto forma di islamofobia, prima di tutto) riguardo a queste politiche. In effetti, i Norvegesi, da tempo, sono noti per essere più nazionalisti quanto gli altri scandinavi. Ma si tratta di un nazionalismo in versione “soft”, tranquillo, così certo di se stesso che, al contrario di tanti altri nazionalismi, non ha nemmeno bisogno di agitarsi. Comunque sia, il FrP (“Partito del Progresso”), equivalente della Lega Nord, del Dansk Folkeparti, del Front Populaire francese, ha raccolto il 23% dei voti nel 2009.

      Vi lascio con una battuta scandinava per contestualizzare come gli altri vedono il nazionalismo “soft” dei norvegesi. Si tratta del “design scandinavo” (quello artistico, non l’IKEA): chi lo disegna sono i Finlandesi, chi lo produce sono i Svedesi, e chi lo vende sono i Danesi. E i Norvegesi ne sono così orgogliosi. Meglio, se volete vedere un Norvegese arrossire, contategliela. Ma aspettate qualche giorno, grazie.

      • Daouda says:

        a me pare che nei paesi nordici siano tutti tecnicamente, conservatori.
        Potranno pure essere a favore dei froci, dell’eutanasia, del walfare state,del femminismo,del laicismo ma rimangono naturaliter di destra.
        Si sento i meglio di tutti e parono tutti robottini, ossia ognuno fa quel che deve fare in armonia col resto.
        La norvegesità non è mai messa in discussione e non è possibile pernsarla diversamente.

        IO che non credo che questo tizio sia un pazzo, e neanche che sia norvegese, immagino però che l’emarginazione o la caduta nell’estremismo sia alquanto facile in paesi così chiusi.

        • Qûr Tharkasdóttir says:

          Sì, abbastanza giusto – ammettendo che abbia qualche validità la divisione tra destra e sinistra, che non è altro che una specie di metafora dovuta alla realtà fisica in cui siamo più o meno costretti a vivere. È da un bel po’ che io non ci credo più, e se non sbaglio, mi sembra che una delle caratteristiche di questo blog sia proprio di trascenderla in modo critico. Sulla questione dell’immigrazione (= “gli islamici”), ci sono ormai solo due piccoli partiti in Danimarca (uno centrista di tradizione liberale-umanistica, l’altro ex-comunista e verdi, totale 13 parlamentari su 179) che non condividono la piattaforma della destra razzista. E al popolo gli sta benissimo così.

          Sono in pochi a saperlo, ma per parecchi decenni, diciamo dagli anni trenta agli anni settanta, cioè prima dell’arrivo di immigrati di gruppi etnici diversi della norma, una delle dottrine applicate – in relativo segreto – dalla brava Svezia socialdemocratica fu l’eugenetica (in svedese si chiama “igiene razziale”). Ma è solo negli ultimi anni che questa realtà venne riscoperta dagli storici e rivelata al pubblico. Stessa cosa nella un po’ meno socialdemocratica Danimarca, con questa differenza che il grande pubblico ancora non ne sa, o non ne vuole sapere, niente. Della Norvegia ci dice la Wikipedia che vennero sterilizzate 44.000 persone tra il 1935 e il 1977, gli anni in cui fu adottata e abolita la legge sulla sterilizzazione forzata.

          Eppure conviene ricordare che durante gli anni della c.d. guerra fredda, perfino i conservativi scandinavi (la “destra”) venivano considerati come dei criptocomunisti dalla “destra” made in USA.

  36. izzaldin says:

    stasera a tg2 dossier è intervenuto massimo introvigne, sostenendo tesi abbastanza sensate e abbastanza vicine a quelle espresse da questo blog.
    ha parlato della passione dello stragista per israele, per la massoneria (specificando che non tutti i massoni sono ome lui) dei suoi contatti con gruppi omosessuali (cui si rivolgeva per avvertirli della minaccia di una dittatura islamica omofobica in europa), con gruppi di atei militanti e di nazionalisti e di estremisti di destra. questo e molto altro ancora, se vi interessa cercatevi il video della trasmissione
    in poche parole, confermava i contorni di un personaggio fortemente fallaciano.
    nonostante sia al corrente delle opinioni singolari dell’introvigne su certi argomenti, devo dire che in questa trasmissione è sembrato di gran lunga l’ospite più preparato sull’argomento.
    p.s.
    ieri notte sono riuscito, uno tra i primi e pochi italiani credo, a poter consultare il profilo facebook dello stragista prima che venisse chiuso. un profilo normalissimo, il suo personaggio politico preferito era churchill, e postava in continuazione video di un sotto-genere musicale da discoteca denominato “deep trance”.
    saluti,
    izzaldino

  37. paolo cintolesi says:

    Credo di sbagliarmi, ma ho letto molti libri della signora Fallaci, non mi è mai sembrato che le sue intenzioni fossero quelle di eliminare gli islamici, ma solamente di mantenere ferma la rotta delle nostre regole delle nostre leggi, e che gli islamici si dovessero integrare con le nostre regole di convivenza civile. A proposito avete letto il corano? (il libro sic!) leggetelo per favore. Personalmente non voglio tornare al profondo medioevo!
    A proposito degli israeliani, si stanno difendendo, sono gli arabi che non vogliono che nasca lo stato palestinese. Vi invito a leggere la risoluzione dell’ONU (1948) dove veniva stabilito due stati (uno israeliano e l’altro palestinese). Gli arabi dichiararono guerra allo stato israeliano appena nato!!

    • daouda says:

      a) i palestinesi non esistono

      b) i palestinesi sono giordani, che non esistono

      Lo stato palestinese non ha senso. Chiarito ciò, è ovvio che non ha senso nemmeno lo stato di Israele per molte altre ragioni seppur quelli che inizialmente comprarono lì le terre non hanno responsabilità ( se non nei propri atti individuali ).

      Sull’Islam:
      Il problema è che oggi coloro che lo sanno intepretare correttamente sono estromessi o non ascoltati.Non puoi pretendere di capirre il Corano se non sai l’arabo e non conosci la ghematria.
      E’ ovvio che ti scandalizzeresti…

      Ad ogni modo non sò che parere bislacco tu abbia del medioevo, ma è la società liberale che il problema, poiché “non si è liberali senza Dio” e difatti il totalitarismo democratico è il più pervasivo mai avuto.

      Oriana fallaci fu una femminista. Già questo basta ed avanza.

      • a) i palestinesi non esistono

        b) i palestinesi sono giordani, che non esistono

        Io allora rilancio e propongo la seguente:
        a-bis) douda non esiste
        b-bis) douda è una persona e le persone non esistono

        tutti i raggruppamenti sono funzionali, incluso quell’ammasso di cellule di nome douda ;)

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