Scontro di civiltà il 12 e 13 giugno

I 300 tecnici, ingegneri, soldati e vigili del fuoco impegnati da settimane nella centrale nucleare di Fukushima per scongiurare una fusione si aspettano di morire, dopo essere stati esposti più volte a livelli di radioattività altamente pericolosi. “Mio figlio e i suoi colleghi hanno discusso a lungo e si sono impegnati a morire, se necessario a lungo termine”, ha detto la mamma di uno del gruppo, citata oggi dal Telegraph.”

Esistono scontri di cultura – come hijab contro minigonna, o heavy metal contro cantautori.

Ed esistono scontri di civiltà, cioè conflitti che toccano l’essenza del modo in cui viviamo.

Il 12 e 13 giugno ci saranno i referendum sull’acqua e sul nucleare, che riguarderanno le basi stesse della vita di tutti noi, cristiani e musulmani, rockettari e appassionati di De Andrè.

Finalmente, questioni vere.

Secondo l’Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti, dovremo custodire le scorie di una trentina di anni di attività di una centrale nucleare, per un periodo che durerà da 300.000 a 1.000.000 di anni, e questo dato da solo credo che ci dica tutto ciò che noi non fisici dobbiamo sapere per fare la nostra scelta sull’energia nucleare.

La questione dell’acqua è certamente meno drammatica, e in apparenza è pure più complessa. C’è un ottimo libretto di Luca Martinelli, L’acqua (non) è una merce, Edizioni Altreconomia, che ci aiuta però a capire meglio la questione.

L’acqua è stata privatizzata, in Italia, in due riprese.

La prima volta, nel 1994, con la legge Galli, la seconda volta, nel 2009, da Andrea Ronchi: sì, sempre il nostro caro vecchio Andrea Ronchi, quello che gli amici chiamano affettuosamente Gollum.

La legge Galli ha creato 92 “ambiti territoriali ottimali”, da affidare a gestori, pubblici o privati. La maggior parte degli amministratori ha preferito un sistema a gestione pubblica.

Nel 2009, Andrea Ronchi, con la scusa – peraltro falsa – di adeguare l’Italia alle normative europee riguardanti “servizi pubblici di rilevanza economica” (sic!), ha introdotto l’obbligo di gare per la concessione dell’acqua – revocando così le gestioni pubbliche – tranne per le società private che già gestiscono l’acqua e sono quotate in borsa; mentre la quota privata anche nelle società pubbliche dovrà essere maggioritaria. Ronchi però non tocca un principio devastante introdotto dalla legge Galli, che gli “esperti” esprimono oscuramente in inglese, il latinorum dei nostri tempi: full recovery cost.

L’acqua esce dal sistema di fiscalità generale, e tutti i costi di gestione e di investimento, più i profitti garantiti al gestore, dovranno essere coperti dai cittadini che pagano le bollette:

Non tocca più alla mano pubblica garantire i soldi necessari alla manutenzione delle reti acquedottistiche, né gli investimenti necessari a completare il sistema fognario, impegnando le risorse garantite dalla fiscalità generale. Che, ed è bene ricordarlo, sono sempre soldi nostri” (Martinelli, p. 38).

Il risultato è stato che i gestori hanno realizzato in questi anni appena il 56% degli investimenti previsti: gli enti locali spesso non sanno tutelarsi nemmeno di fronte a palesi violazioni di contratti.

E le società private hanno cominciato a sostituire, sempre di più, il vecchio personale di tecnici esperti con lavoratori flessibili e precari.

Con qualche risultato paradossale: a Firenze, la campagna del Comune per invitare i cittadini a risparmiare acqua ha avuto un tale successo da obbligare i gestori ad aumentare le tariffe, per evitare che calassero i loro profitti.

Un altro nostro vecchio amico, Lucio Malan (noto come protettore, ovviamente in senso politico, dell’avvenente onorevole Fiorella Ceccacci Rubino)  si sta sbracciando in questi giorni a dire che non è affatto stata privatizzata l’acqua. Ma solo la sua “gestione”.

E’ vero. Se voi volete andare a una sorgente e riempire una bottiglia, nessuno vi metterà in galera.

Altrimenti, però dovrete rivolgervi a un gestore privato. E non potrete scegliere quello che vi fa il prezzo minore, facendovi portare un tubo in casa. Il gestore privato, per ovvi motivi tecnici, ha il monopolio di un’intera zona, e ce l’ha per decenni, una volta vinta la gara.

Una gara che si svolge tra un gruppo molto ristretto di concorrenti, con capitali a volte incrociati, che come sempre in questi casi tendono a mettersi d’accordo per spartire il mercato. Non ho mai lavorato con aziende dell’acqua, ma da interprete per uomini d’affari, ho imparato una quantità notevole di sistemi per truccare un’asta pubblica.

L’Antitrust ha già erogato qualche condanna alle aziende dell’acqua per simili comportamenti, che però resta sostanzialmente simbolica, in quanto non gode dell’autorità per revocare i contratti.

Come abbiamo già detto, parlando di Enel Energia, le aziende quotate in borsa – e in Italia, nove società dell’acqua lo sono – agiscono spesso secondo logiche diverse da quelle che ci attenderemmo, perché l’aspetto finanziario prevale su quello produttivo.

Ciò che sta succedendo è evidentemente solo l’inizio di un lungo processo, che se lo accettiamo supinamente, non potrà che peggiorare.

Acqua bene comune può sembrare un’espressione bella, ma un po’ astratta, finché non cominciamo a capire cosa vuol dire davvero.

Post scriptum

Esiste un comitato a favore della privatizzazione dell’acqua, chiamato orwellianamente Comitato AcqualiberAtutti. E’ interessante la composizione trasversale, che unisce estremisti di destra a navigati e ammanicati politici del Partito Democratico.

A dimostrazione di quale sia il vero “pericolo rosso-bruno” nel nostro paese.

Il Comitato AcqualiberAtutti è stato fondato da:

  • Francesco Crenca (Università di Roma)
  • Giacomo D’Arrigo, (Coordinatore nazionale ANCI Giovane)
  • Massimiliano Dolce (Presidente del Consiglio Comunale di Palestrina)
  • Giusi Gallotto, (Esperta in comunicazione)
  • Antonio Iannamorelli (Vicepresidente del Consiglio Comunale di Sulmona (AQ)
  • Luigi Antonio Madeo, (Assemblea Nazionale del Partito Democratico)
  • Fabio Santoro (Componente del PD di Napoli)
  • Marino Fardelli (Capogruppo dell’UDC al Consiglio Comunale di Cassino)
  • Piercamillo Falasca, (Vicepresidente di Libertiamo)
  • Carlo Stagnaro, (Direttore Studi e Ricerche Istituto Bruno Leoni)
  • Carmelo Palma, (Direttore di Libertiamo)
  • Annalisa Chirico (Esponente Radicale)
  • Luciano Nobili (Portavoce API Roma)

Il Presidente del Comitato è Oscar Giannino.

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105 Responses to Scontro di civiltà il 12 e 13 giugno

  1. mirkhond says:

    Berlusconi pare che si stia adoperando per far fallire i referendum, e purtroppo la sinistra ormai liberal non aiuta certo i “cittadini” a capire come stanno davvero le cose.
    La vedo male, purtroppo…

  2. Pingback: Scontro di civiltà il 12 e 13 giugno - Kelebek - Webpedia

  3. Francesco says:

    strano, Miguel, un lungo post e neppure mezza riga sulla situazione ATTUALE degli acquedotti, sullo spreco dell’acqua, sulla qualità delle municipalizzate che la gestiscono

    sarà che hai messo l’ideologia davanti ai fatti?

  4. Per Francesco

    “strano, Miguel, un lungo post e neppure mezza riga sulla situazione ATTUALE degli acquedotti”

    Intanto, stiamo parlando di una realtà già sostanzialmente privatizzata da 17 anni, per cui bisognerebbe prendersela casomai con le privatizzazioni.

    Questo vale anche per le municipalizzate, che sono essenzialmente imprese private in cui gli enti locali procurano, ma non forniscono, i capitali: i capitali dei gestori “pubblici” – con relativo potere di scelta su tante cose – li fornivano, nel 2008, al 98,09% le banche private e all’1,91% la Cassa depositi e prestiti dello Stato.

    C’è una situazione pessima degli acquedotti, dovuta sia a storiceh inefficienze, sia alla mancanza di investimenti statali sul bene comune per eccellenza.

    Un esempio: quando c’è da risparmiare sul personale, salta innanzitutto il personale qualificato. E quindi calano i controlli. Per sopperire alla mancanza di controlli senza mettere in pericolo la salute pubblica, aumentano le dosi di cloro nell’acqua.

    Il Blue Book dell’Associazione Nazionale delle autorità e degli enti d’ambito (cioè l’insieme degli attuali gestori) ha stimato che l’intero sistema idrico italiano avrebbe bisogno di investimenti per 2 miliardi di euro all’anno per i prossimi trent’anni per i prossimi trent’anni, per diventare e restare realmente efficiente, cioè rispondere ai problemi che dici tu.

    Questa somma potrebbe venire dallo Stato (che ad esempio dedica 4 miliardi l’anno alla Protezione Civile), ma non succederà. E non verrà dai privati.

    E’ una questione di civiltà, non di ideologia.

    • Francesco says:

      ammesso e non concesso che sia tutto proprio come dici, vorrei prima vedere come stavano le cose 17 anni fa.

      faccio Nostradamus: male come oggi, o poco meno.

      anyway, non c’è come chiedere soldi per fare una cosa che poi non dovrai vendere per farne chiedere tanti e tanti.

      anche quando non è possibile poi venderla, per cui il confronto costo-benefici è difficilissimo.

      il problema è come rendere meno inefficiente la gestione della rete idrica, in modo che migliori il rapporto costo-benefici. se partissimo da “gli enti locali spesso non sanno tutelarsi nemmeno di fronte a palesi violazioni di contratti” tanto varrebbe suicidarsi (che poi, ci dovrebbero essere un centinaio di comuni per ogni ambito territoriale: e insieme non hanno i soldi per un buon avvocato???)

      Io non sono entusiasta all’idea di pagare 100 l’acqua (10 di tariffa e 90 di tasse) quando potrei pagarla 50.

      Ciao

      • E perché un privato in regime di monopolio dovrebbe farti pagare l’acqua 50? Te la farà pagare 100, se non proprio 120…
        Quanto alle perdite della rete, al privato non gliene importa nulla se non porta tutta l’acqua estratta fino al tuo rubinetto: ascrive le perdite alla colonna dei passivi e o taglia su qualche altra uscita o aumenta l’attivo, se il gioco di rifare le tubazioni non vale la candela di un maggiore utile. A lui interessa fare profitti, non risparmiare acqua…

        • Francesco says:

          E perchè un privato dovrebbe RIUSCIRE a farmi pagare l’acqua 200? che lo pago a fare il sindaco, se non perchè faccia una assegnazione di servizio a condizioni vantaggiose per me, che lo voto?
          Il privato guadagna su ogni goccia d’acqua che vende, quindi le perdite del tubo sono perdite per lui. A lui interessa fare profitti, o no?
          Se poi mi trovi un modo per far trottare il pubblico, essendo la fornitura d’acqua un bene essenziale e un monopolio naturale, ben venga.

        • Quello stesso sindaco che – dici – non è in grado di farti pagare l’acqua 50 invece di 100? Che non è riuscito a fare gli investimenti di cui lamenti l’assenza? Da dove viene questa tua fiducia nelle amministrazioni pubbliche come organi di vigilanza?
          Poi, credo, un sindaco è più interessato a farsi buona la multinazionale di turno che a non farti pagare 120 l’acqua che prima pagavi 100…
          Da apprezzare la linearità del ragionamento. Oggi -dici- funziona così: io controllo il sindaco (col voto) e il sindaco non controlla la municipalizzata che non fa gli investimenti e fa andar male l’acquedotto. Domani -continui – funzionerà colà: io controllo il sindaco, il sindaco controlla l’impresa privata e l’impresa mi darà acqua in abbondanza e a basso prezzo. Come mai da situazioni analoghe discenderebbero effetti così diversi?

          I guadagni sono i ricavi meno i costi. Facciamo un esempio a cavolo: vendendo acqua l’impresa X ricava 1000 all’anno, mentre le spese annuali sono di 900, con guadagno di 100. Se fa i grandi lavori di manutenzione, però, mettiamo che debba pagare 2000 una tantum, trovandosi con un passivo di 1900, così che dovrà alzarti la bolletta (giustificata dalla necessità dell’investimento), aumento che nulla le vieta di mantenere in saecula saeculorum. Che gliene frega di fare l’investimento? A che pro rischiare se poi il comune di turno con la sua stupida campagna per risparmiare acqua le ammazza il businnes?

  5. Rock & Troll says:

    Perché oltre alle scorie nucleari, non vien detto nulla sui danni ambientali causati dalle centrali a petrolio, carbone e altre energie fossili?
    La verità è che attualmente, fatti i dovuti calcoli e confronti, il nucleare è la fonte di energia migliore in quanto a efficenza e meno dannosa per l’ambiente.
    Le energie fossili sono di gran lunga più inquinanti, anche i termini di radioattività (ebbene sì) e produzione di veleni vari, tra scorie e nanoparticelle.
    Quelle rinnovibili, checché ne dicano verdi di varia sfumatura, non sono assolutamente sufficienti a coprire il fabbisogno attuale di energia, forse non lo saranno mai.

    L’alternativa sarebbe ridurre i consumi, ma non quelli casalinghi: quelli industriali, e drasticamente.
    Questo non vuol dire tenere spento il TV di notte perché il led consumi di meno, ma tornare tutti quanti al carrettino con l’asinello, alla ghiacciaia in cantina, il bucato a mano e l’aratro di legno.
    Peccato che dar da mangiare a 7.000.000.000 di esseri umani con sistemi preindustriali sia impossibile.
    Certo, se qualche verde vuole sacrificarsi per gli altri, può pure farsi avanti…

    Quindi, viva il nucleare, viva la fissione nucleare, viva la fusione nucleare!

    • Claudio Martini says:

      “Quelle rinnovibili, checché ne dicano verdi di varia sfumatura, non sono assolutamente sufficienti a coprire il fabbisogno attuale di energia, forse non lo saranno mai.”
      http://www.lacinarossa.net/?p=475

      • Rock & Troll says:

        http://en.wikipedia.org/wiki/File:Electricity_production_in_China.PNG

        La vedi quella linea verde schiacciata in basso?
        È la percentuale di energia prodotta in Cina dalle mitiche “rinnovabili”.
        La vedi quella linea rossa che sale sale sale? È l’energia ottenuta da combustibili fossili.
        Ora fa’ i tuoi conti…

        • Claudio Martini says:

          I dati che hai fornito si fermano al 2005. Io ti ho linkato dati del 2010.
          SVEGLIA!!!!!!

          P.S. grazie della segnalazione, comunque. Sulle apgine di Wikipedia ho otuto constatare come i saggi compagni cinesi ricavino dalle dighe 20 volte l’energia prodotta da centrali atomiche.

        • Francesco says:

          x Claudio Martini

          Saggi?

          se tu navigassi in Internt, troveresti volumi interi sui danni prodotti dai megaprogetti idroelettrici dei compagni cinesi, che DEVONO dare energia elettrica al popolo a qualsiasi costo.

          Infatti mi risulta usino moltissimo il carbone e stiano investendo anche di più nel nucleare – loro non hanno reazioni emotive da fronteggiare.

    • W la fusione nucleare! W l’Enterprise! W il flusso canalizzatore!

      A margine: che c’entra la fusione nucleare con la fissione nucleare? “Fusione” dava quel tocco fantascientifico in più? :D

      • Rock & Troll says:

        C’entra, primo perché la fissione nucleare è l’unica fonte energetica che ci permetterà di mantenere il livello attuale di civiltà finché l’energia da fusione non sarà utilizzabile fattivamente (probabilmente intorno al 2050-80), secondo perché continuare a usare e sperimentare l’energia da fissione permette di conoscere meglio e, si spera, anticipare l’uso dell’energia da fusione.

        • Sono due tecnologie che non c’entrano nulla l’una con l’altra, perché si fondano su basi fisiche completamente diverse. Non è un caso che il Sole non vada ad uranio…

  6. Claudio Martini says:

    “servizi pubblici di rilevanza economica”
    era la barzelletta del nostro corso di diritto amministrativo. Tutti i servizi caratterizzati dalla rilevanza economica devono essere gestiti da società di diritto privato (magari a capitale pubblico). Ma, esattamente, quale servizio, che è sempre un attività aziendale, è privo di rilevanza economica? è evidente che OGNI servizo può avere rilevanza economica.
    è il business del futuro, senza rischio di impresa. La gente non può rinunciare a bere, a riscaldarsi, a muoversi. Quindi, non potrà rinunciare a pagare.

    • Francesco says:

      e a mangiare può rinunciare? no, vero? quindi da domani michetta di Stato per essere più garantiti e sicuri?

      ma leggersi Adamo Smith ogni tanto!

      • Claudio Martini says:

        Ti ci vedo ad andare al mercatino rionale a comprare il metano per il riscaldamento, l’acqua per lavarti, la scuola per i tuoi figli…

        p.s. amo molto Adam Smith, il teorico del conflitto tra le libertà. Ecco, penso che i comitati per il sì farebbero bene a incorporare nella loro retorica alcuni concetti tratti dall’illuminista scozzese.

        • Francesco says:

          per la scuola il mercatino funziona benissimo , per il metano anche, per l’acqua il problema è tecnico ma risolvibile con contratti fatti bene

          sono comunque ammirato dalla religiosa fede nello stato che è quasi unanime in Italia, contro almeno 150 anni di confutazioni

      • Daouda says:

        Poi si offendono i socialisti se je fai notare che sono illogici , ignoranti ergo sò tarati de cervello.

  7. Rocco says:

    Per me dovrebbe essere sacrosanto che la gestione degli acquedotti deve pagarsi con i soldi delle tariffe, questo non vuol dire che bisogna generare un utile. Questo no! Dovrebbe essere un’attività no-profit e per questo potrebbe essere gestita sia dal pubblico che dal privato (quale privato ha interesse in un’attività no-profit?).
    Dopodiché ditemi un po’ quali sono i comuni che rimangono senz’acqua in Italia per inefficienza della rete idrica. So che ci sono, ma dove sono?
    http://www.dalsalento.it/dettaglio_sport.php?id_articolo=1674
    http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/11/11/salerno_maltempo_emergenza_idrica_sfollati.html
    etc. etc.

  8. Per Rock & Troll

    Lascio a Claudio l’incombenza di risponderti sul nucleare, che pure è un tema cruciale.

    Io mi sono affezionato, se così si può dire, a quello dell’acqua, perché non è facile trovare informazioni, e perché la mia mente da umanista (non è un vanto, è una constatazione non particolarmente orgogliosa) fa meno fatica a capirla.

    Vai, Claudio!

  9. roberto says:

    sull’acqua segnalo due interventi:
    questo dell’assessore al bilancio del comune di ferrara
    http://www.qdrmagazine.it/2011/4/26/11_marattin.aspx

    e questo di un amico avvocato
    http://urbiloquio.com/kkblog/images/darwin.pdf

  10. roberto says:

    sull’acqua segnalo due interventi:
    questo dell’assessore al bilancio del comune di ferrara
    http://www.qdrmagazine.it/2011/4/26/11_marattin.aspx

  11. Rocco says:

    avevo già letto di marattin, a parte l’aria da professorino che sa tutto lui (tra l’altro sembra impegnato in politica, se sa tanto perché non si mette in giooco?), ribadisco che per me la gestione di un monopolio naturale deve avere carattere di no-profit, pagaresi le spese e basta e poi tira in ballo la definizione di acqua come bene che non può essere pubblico. Ma secondo me quella dell’acqua è una faccenda di cognizione della gestione della cosa pubblica, è una faccenda politica, non tanto dipendente dalle definizioni economico-tecniche.
    http://vaccamadosca.wordpress.com/2011/05/20/acqua-qua-qua-il-bene-pubblico-economico/

  12. Claudio Martini says:

    Si potrebbero usare tanti argomenti per sconsigliare la scelta nucleare. Si potrebbe ripetere che il nucleare è pericoloso (Fukushima), che il nucleare è nocivo (causa leucemie e altre magagne a chi vive vicino agli impianti), che il nucleare è anti-economico (si pensi allo smaltimento delle scorie), che, insieme alla privatizzazione dell’acqua, è un regalo ai francesi (nomi e cognomi: Veolia, EdF, Suez), che non risolve il problema della dipendenza energetica dall’estero, visto che l’uranio andrà importato. Eccetera eccetera.
    In questa occasione vorrei dire soltanto tre cosette un po’ diverse.
    1) la critica per cui anche la filiera dei combustibili fossili procura inquinamento e vittime è speciosa. Anche la circolazione degli autoveicoli causa migliaia di morti ogni anno. Anche il consumo di tabacco, alcol e mediaset uccide ogni giorno molte persone. Mi hanno persino riferito che nemmeno le acciaierie sono più sicure, e si rischia di morire bruciati. Ma che significa? OGNI attività umana ha una percentuale di rischio. Si tratta di stabilire, con misura, quali rischi siamo disposti ad affrontare. è comunemente accettato che i rischi da incidenti negli impainti nucleari non trovano paragoni in qualsiasi altro settore. Siamo d’accordo su questo?
    2) si usa contrapporre il nucleare ai combustibili fossili. è un abbaglio. Noi usiamo l’energia sotto forma di a) corrente elettrica b) combustibile per la locomozione c)combustibile per il riscaldamento. Il nucleare è utile quasi esclusivamente per la produzione di energia elettica, senonché questo è il medesimo campo di applicazione delle energie rinnovabili. Dato che per far andare le auto e scaldare le case gas e petrolio saranno per lungo tempo insostituibili, il concorrente diretto della centrale atomica non è la turpe raffineria, ma il pacifico pannello solare. Pensateci.
    3) si dice spesso, con un misto di alterigia e imbarazzo, che l’Italia è l’unico paese industrializzato che non produce energia nucleare. Se fossimo un attimino più furbi, noi italiani andremmo in giro dicendo che questa è la prova che un grande paese del primo mondo può fare a meno delle centrali atomiche, visto che andiamo avanti a questa maniera dall’87 cavandocela, mi sembra, piuttosto bene.
    Si dica pittosto che l’Italia è l’unico paese avanzato LIBERO da centrali atomiche, e che essa costituisce, pur con tutti i suoi difetti, un MODELLO per gli altri paesi.

    • Rock & Troll says:

      1) Col piffero. Sai di quanto aumentano i tumori nel raggio di centrali a petrolio, per non dire di quelle a carbone? Non confondiamo il rischio di un incidente occasionale con l’inquinamento costante. Su quest’ultimo sono le energie fossili a fare i danni peggiori, sparando microparticelle a tutto spiano nell’atmosfera che, tra l’altro, a differenza delle kattivissime scorie nucleari, sono totalmente incontrollabili. Come sicurezza e impatto ambientale, il nucleare attualmente è meno dannoso delle fossili, punto. Le rinnovabili sono molto meno dannose, ma non danno abbastanza energia. Vedi punto 2.
      2) Col pacifico pannello solare ci fai funzionare lo scaldabagno. Per far andare una fonderia sai quanti m2 di terreno devi occupare col pacifico pannello solare? Vai da un tecnico che se ne intenda, e chiedegli di calcolarti, ad oggi, quanti km2 quadrati bisognerebbe mettere a pannelli per far funzionare le industrie italiane. Poi ne riparliamo. I combustibili fossili vengono contrapposti al nucleare perché sono l’unica valida alternativa attuale per produrre l’energia richiesta da società come le nostre. Altrimenti, ripeto, puoi tornare nella capannuccia in mezzo ai boschi…
      3) Secondo te gran parte del disastro economico dell’Italia da dove viene? Sai quanto ci perde in termini economici l’Italia a dover acquistare energia dall’estero? E quando l’idroelettricò sarà esaurito, cosa facciamo? Sì, perché anche l’idroelettrico si esaurisce, gli invasi si colmano lentamente di detriti e a un certo punto sono inutilizzabili. Attualmente l’idroelettrico contribuisce per un 15%, che non è poco. Quando non si potrà più sfrutterlo, da dove caveremo fuori quell’energia?
      Vedi questo grafico:
      http://it.wikipedia.org/wiki/File:Produzione_energia_italia_1950.png
      Nota anche che il pacifico pannello solare è praticamente inesistente. E’ già tanto se c’è un po’ di eolico.

      L’Italia è un modello di paese dipendente energeticamente e che sprofonderà sempre più indietro perché i combustibili fossili costeranno sempre di più, e le mitiche rinnovabili più che far girare lo scaldabagno di casa non potranno.
      Arriveremo a comprare il 30-40% dell’energia dall’estero, prodotta con le kattivissime centrali nucleari. E magari per rientrare nei costi accetteremo pure di smaltire le scorie nucleare altrui, cosa non impossibile visto che saremo energeticamente strozzati e ci saranno ben poche scelte.

      • Claudio Martini says:

        1) “Non confondiamo il rischio di un incidente occasionale con l’inquinamento costante.”
        Infatti. Le centrali procurano costantemente tumori e altro. Lo dice il governo tedesco, non io.
        2) Giuro che lo farò.
        3) dall’Euro, che rende relativamente conveniente acquistare fossili dall’estero impedendo un serio programma di risparmio energetico+rinnovabili.

        “Attualmente l’idroelettrico contribuisce per un 15%, che non è poco. Quando non si potrà più sfrutterlo, da dove caveremo fuori quell’energia?”
        Se al metti così: quando l’uranio sarà esaurito, da dove caveremo fuori quell’energia?

        Infine. Possiamo pensarla diversamente, ma se sei leale, amico Troll, tu a votare al referendum ci andrai. Ci andrai, e marcherai un bel NO. Così risolviamo la faccenda civilmente.

        • corrado (qualc1) says:

          «ma se sei leale, amico Troll, tu a votare al referendum ci andrai. Ci andrai, e marcherai un bel NO»
          Su questo bisogna dire che, con le regole attuali sul referendum, è purtroppo controproducente per la propria posizione fare come dice Claudio.
          Ammetto che per l’ultimo referendum, quello sulla legge elettorale, sono stato “sleale” e ho rifiutato le prime due schede.

    • Francesco says:

      1) no. anche perchè devi fare una valutazione rischi-benefici. il vero dilemma è quello posto da R&T, se siamo disposti a ridurre veramente i rischi a lungo termine rinunciando da subito alla nostra civiltà.

      2) ti segnalo che i pacifici pannelli solari vanno anche loro in disuso e vanno smaltiti … pare sia un incubo costosissimo. ad oggi, il problema della scelta non si pone neppure perchè producono così poca energia che vivono solo di sovvenzioni

      3) modello? campiamo solo perchè altri hanno le centrali e ci vendono l’energia. in effetti è un modus vivendi possibile, anche se non elimina affatto i rischi e costa abbastanza

      saluti

      • Claudio Martini says:

        1) “il vero dilemma è quello posto da R&T, se siamo disposti a ridurre veramente i rischi a lungo termine rinunciando da subito alla nostra civiltà.”

        è vero. è proprio un dilemma, e i primi a porselo in maniera sistematica e rigorosa sono stati i teorici della Decrescita.

        2) “ti segnalo che i pacifici pannelli solari vanno anche loro in disuso e vanno smaltiti … pare sia un incubo costosissimo.”

        è vero. Si chiama Entropia. Non posso farci niente.

        3) http://www.campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1250:atomicamente-previdenti&catid=13:italia-cat&Itemid=21

        http://www.campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1177:tremonti-raccoglie-il-qtestimoneq-di-scajola&catid=13:italia-cat&Itemid=21

        • Francesco says:

          1) sistematica e rigorosa? a parte dire “ci vorrebbero meno negri e meno cinesi” cosa hanno proposto?

          2) non capisco, l’entropia come scusa non vale per le scorie radioattive ma vale per i pannelli solari?

          3) campoantimperialista … un marchio una garanzia? ti segnalo che sono un tipo molto diffidente e prevenuto :D

          Ciao

      • Sul punto tre, di giorno noi produciamo l’energia che ci serve, mentre è di notte che la importiamo dall’estero per due ragioni: da un lato dobbiamo “spegnere” le centrali idroelettriche a doppio bacino per “ricaricarle” (e questo consuma molta più energia di quanta ne abbiano prodotta di giorno, ma di giorno la corrente è cara perché serve alle industrie), dall’altra, visto che il prezzo dell’elettricità di notte è inferiore, vengono scollegate dalla rete le centrali meno efficienti perché produrre corrente con quelle costerebbe troppo rispetto ai ricavi.
        La perdita economica dell’ENEL è irrilevante, dunque, perché ricaricare l’idroelettrico a doppio bacino di notte costa poco e poi quelle centrali rendono tantissimo durante la notte. D’altro canto, piuttosto che spendere per far funzionare una centrale inefficiente, è meglio importare l’energia che ci serve a prezzo minore. Piuttosto la perdita è francese: dato che i reattori non si “spengono”, la Francia è costretta a venderci sottocosto un mare di energia che produce e che le è perfettamente inutile…

  13. Ritvan says:

    —-Anche il consumo di tabacco, alcol e mediaset uccide ogni giorno molte persone. Claudio Martini—-
    Sulla bieka Mediaset del biekissimo Berlusca ne avevo sentito di tutti i colori, ma che addirittura uccidesse i telespettatori mi mancava…Potrei sapere come lo fa?

    • Claudio Martini says:

      Le cuoce con le sue crudeli onde elettromagnetiche.

      • Ritvan says:

        —-(mediaset-ndr.) le cuoce con le sue crudeli onde elettromagnetiche.—
        Ah, ecco, diversamente da Mamma RAI che non produce onde elettromagnetiche:-)…oppure le onde elettromagnetiche di Mamma RAI sono pietose&compassionevoli?:-)

  14. Z. says:

    Comunque,

    questo articolo dimostra come gli scontri di cultura debbano essere risolti armonizzando le differenze, e non ponendoci gli uni contro gli altri.

    Tanto De Andrè quanto i Metallica meritano sommo rispetto, infatti.

    E la gnocca, sia in hijab sia in minigonna, resta sempre gnocca.

    Z.

    PS: Certo, se avessi scritto “Metallica vs Gigi D’Alessio” allora la cosa sarebbe stata diversa. Ma nessuno sano di mente – salvo, forse, qualche camorrista – potrebbe definire Gigi D’Alessio “cultura” :lol:

  15. Claudio Martini says:

    Sì è mangiato un mio commento!

  16. Per Roberto

    Mi sembra che i due commentatori che citi prendano di petto un falso problema: nessuno afferma che l’acqua in sé sia stata privatizzata; e nessuno dice che chi lavora a portarci l’acqua in casa non vada pagato.

    E siccome nessuno afferma queste due cose, i due commentatori non rispondono a nessuno.

    Può darsi che non sia pienamente colpa loro: la campagna per il referendum sull’acqua è una campagna povera, priva di forza mediatica, senza forze politiche alle spalle, e portata avanti da gente che magari è più brava ad autotassarsi per stampare un volantino che a scriverlo.

    Infatti, per avere idee chiare sul referendum, non ho citato i siti dei referendisti, che sono piuttosto generici, ma un libro.

    Quindi può darsi che i critici non conoscano le tesi dei referendari.

    • roberto says:

      Miguel,
      puo’ darsi che sia come dici tu (non sono minimamente appassionato a questo referendum visto che in italia non ci vivo e mi domando perché chiedano il mio voto), pero’ noto solo che sul sito dei promotori del referendum, la finalità del primo quesito è “Finalità: fermare la privatizzazione dell’acqua” e se fai una ricerca du google con “privatizzazione dell’acqua” saltano fuori 1.030.000 risultati. magari i referendari non volevano parlare della privatizzazione dell’acqua, pero’ insomma…

      l’articolo dell’avvocato poi dovrebbe interessarti particolarmente in quanto indagatore degli immaginari occidentali, visto che più che un’esame del referendum è un esame degli slogan che accompagnano il referendum

  17. Per Claudio Martini

    Vedo che citi degli articoli di Leonardo Mazzei. Leonardo Mazzei è un tecnico dell’ENEL, che in materia energetica ha delle idee molto chiare e per nulla estremiste; e le sue considerazioni sul tema sono sempre interessanti.

  18. Claudio Martini says:

    Per Ritvan
    “La quale, immagino, non emette mortifere onde elettromagnetiche, vero?:-)”
    No, ma in compenso propone Gad Lerner.
    Per Miguel
    “in materia energetica ha delle idee molto chiare e per nulla estremiste; e le sue considerazioni sul tema sono sempre interessanti.”
    Ecco, secondo me non solo in materia energetica. Mazzei, da quel che ho letto, è uno che ci vede chiaro. è raro che io dissenta da quello che scrive, a differenza di quel che accade con Pasquinelli.

  19. Daouda says:

    Vediamo di fare un’analisi sul tem del libro…

    Che essa sia un bene comune è un’ovvietà.
    L’integrità dell’acqua , della terra, dell’aria (ed anche del fuoco a volercelo mettere affinché non si scordi il riferimento agli elementi tradizionali giust’appunto ) è un dovere verso i posteri ed oltretutto implica una impossibilità ad appropriarsene.

    Qui dovremmo porre la fondamentale differenza tra possesso ( non alla maniera di Proudhon poiché altrimenti essendo che mi capiti di non utilizzare un piede dovrei ipso facto amputarmelo e l’avere figli dovrebbe essere biologicamente impossibile poiché da considerarsi a tutti gli effetti eredità!!!!) e proprietà che i comunisti ed i liberisti non capiscono e confondono.

    Il possessore può non essere proprietario? BINGO!
    Ecco perché anche il nostro corpo è un’amministrazione e giammai una nostra proprietà…ARIBINGO!

    Oggi l’ homo non è più artefice ma automa.
    L’espropriazione statuale come mai nessuno la mette in ballo?
    L’acqua, ad usar i vostri mezzi , è già espropriata ergo è già privata da un bel po’ di tempo!

    L’allontanarsi nella rappresentazione è l’aspetto cruciale della faccenda ( da far risalire ai tempi della democrazia ateniese , come il gruppo di Lisbona fece notare a Guy Debord ) proprio perché a causa del progresso – e tutto quel che questo può implicare e comporta nei suoi vari àmbiti – la sussunzione è stata via via sempre più pervasiva.

    Ciò presente , quella che è in discussione non è la liberalizzazione della gestione dell’acqua dacché il croporativismo non lo prevede , a maggior ragione se il tutto rimane proprietà del monopolista…la liberalizzazione VERA della gestione dell’acqua implicherebbe l’abbattimento del costo ed una maggior qualità.

    Se ancora si confonde liberismo e mercantilismo stiamo freschi…

    La verità è che ci si vuole SFRONDARE del peso della gestione dell’acqua.
    C’è poi un paradosso poiché essendo le perdite del monopolista incalcolabili per definizione ed essendo i profitti ed i costi del tutto artefatti ed inoltre confluenti nella fiscalità in sé stessa , la gestione dell’acqua comporta verosibilmente un peso estremamente più alto.
    Non ci si deve stupire che in Italia la pressione fiscale sia attorno al 65% proprio a causa di toppe di questo tipo.

    E’ la stessa questione sull’artivolo 18. Senza questo l’Italia sarebbe presto collassata. Ugualmente per la questione Fiat ed ora lo è per l’acqua.

    Quindi ?
    In sé stessa l’acqua dovrebbe essere un bene NON COMMERCIALIZZABILE per il semplice motivo che ognuno dovrebbe procurarsela da sé.
    Quando non ci si può procurare l’acqua , essa E’ DI PER SE STESSA COMMERCIALIZZABILE.

    Il socialsita medio , che è in fin dei conti uno scroccone , non le capirà mai certe cose…

    Il benessere comporta la privatizzazione della gestione dell’acqua.
    E’ elementare.
    Chi asserisce che l’acqua non sia un bene economico è un poverino perché l’economicità di un bene è data dalla sua scaristà e difatti l’acqua oggi come ieri è stata e sempre rimararrà un bene economico come l’aria ( facendo filosofia economica ) …ciò non c’entra nulla con la sua commercializzazione!!!!!!!!!!

    Così magari , invece di lasciare i rubinetti aperti, ci si penza meglio PERCHE’ SI PAGA invece di avere l’acqua a disposizione perché gli altri si fanno il culo ( che tanto è sempre questo il discorso ).

    Ora il problema VERO PER CUI CI SI INDIGNA ( PERCHE’ IN REALTA’ CI SI STA CACANDO SOTTO ) è l’ipotesi che l’acqua possa arbitrariamente venir sottratta!
    Grazie al cazzo!
    Che dovevate aspettà la liberalizzazione?
    L’acqua è già dello stato imbecilli! State sicuri che quando servità ve la levano e ve faranno morì, eccome!
    Come se il privato ciàvesse arbitrio sopra lo stato! E allora com’è che i potentati usano gli stati pé fà come je pare?
    A STORDELLONI! A STORDELLOONIIIII!

    Ergo non c’è motivo per presentarsi al referendum a meno che non si sia degli idioti o dei plagiati prima di tutto dalla democrazia , ovviamente…

    saluti

  20. Per Roberto

    ““Finalità: fermare la privatizzazione dell’acqua”

    Il punto è che l’acqua in sé non è privatizzabile – la pioggia la fa il ciclo climatico, mica un’industria.

    E’ l’accesso all’acqua che viene a tutti gli effetti privatizzato. E questo nei fatti significa che viene privatizzata l’acqua, se non possediamo una sorgente nel giardino di casa. Ma certamente l’espressione tecnicamente più corretta sarebbe “no alla privatizzazione dell’accesso all’acqua”.

    Ora, gli antireferendari – non solo quelli che citi – insistono tutti sul fatto che il Decreto Gollum “non privatizza l’acqua” in senso stretto; ma in senso stretto, nessuno dice che l’acqua viene privatizzata. Per cui si tratta di un bersaglio falso e – almeno nel caso dell’assessore di Ferrara – ritengo anche in malafede.

    Anche a me è piaciuto l’articolo di Simonetti, che mi sembra persona intelligente. E gli slogan che lui critica sono senz’altro piuttosto superficiali, perché non vanno all’essenza del problema.

    L’altro punto in comune alle due critiche che segnali è questo: “se io faccio dei tubi per portarti l’acqua in casa, devo essere pagato”. E ci mancherebbe – sfondano una porta aperta; solo che dietro quella porta, non ci sono i referendari.

    La domanda è, chi deve pagare i tubi, e nel contesto di quale progetto?

    La risposta attuale consiste nello staccare la questione acqua da tutto il sistema della fiscalità: il singolo consumatore deve pagare tutte le spese dell’acqua, più i profitti agli azionisti. E se non c’è profitto, non c’è – tendenzialmente – acqua.

    Invece, esistono dei servizi che a mio avviso devono essere in perdita, come l’acqua o le ferrovie.

    Non per il singolo costruttore di tubi o per il singolo macchinista ferroviere, ovviamente. Ma perché – ad esempio – un sistema efficiente di acquedotti e di fogne fa risparmiare in spese mediche a tutta la società.

    O perché ogni passeggero su un treno è asfalto in meno, è inquinamento in meno, sono incidenti stradali in meno, è petrolio consumato in meno.

    Un’azienda ferroviaria efficiente ma economicamente in passivo contribuisce all’attivo di tutta la società, che dovrebbe contribuire nell’insieme.

    L’altro giorno ho preso il treno per Imola da Firenze.

    Ci sono due possibilità: la Frecciarossa fino a Bologna con cambio; o il trenino regionale fino a Faenza con cambio.

    Il primo costa 28,30 euro, il secondo 8,15.

    C’è meno di mezz’ora di differenza come tempo; la comodità è uguale, tolte le rivistine patinate e amenità affini che offre il primo servizio.

    Ora, è probabile che il primo servizio sia in attivo economicamente, il secondo in perdita. Ma a me va benissimo contribuire con le mie tasse al secondo servizio, che offre un netto risparmio probabilmente anche sui costi di un viaggio in macchina.

    • daouda says:

      Il problema è che affermare che talune cose siano dei servizi svincolandoli dalla loro economicità è contraddittorio ergo presuppore che possano andare in perdita non ha senso.

      Un’azienda ferroviaria efficente ma in passivo può esserlo SOLO E SOLTANTO PER MOTIVI RAZIONALI e CONTINGENTI.

      Trenitalia, la sanità italiana sono due dei peggior esempi non solo di pessimo servizio , ma anche e sopratutto se li si vuol considerare beni comuni e pubblici dacché tale realtà è eminentemente contraddittoria con il significato che si dà ai beni pubblici ( significato che non ha senso , ma che comunque sussiste e rende la contraddizione ancora più stridente ).

      Evidentemente che un operaio da 1300 euro al mese paghi tutto sommato il 45% di imposte risulta del tutto svincolato dagli immani sprechi e clientelarismi del pubblico in ogni sua forma e così magicamente la sanità è gratis ( manco tanto ) e l’acqua pure ( manco troppo ).

      Superando la questione del profitto , dacché a rigore un essere umano che sposta un quadro di un centimetro per gusti estetici ha ricavato un profitto , ede essendo che un principio generala va applicato in ogni sua possibile diramazione ( un po’ come il negare la proprietà pubblica che è un non senso logico ) dare un profitto a chi gestisce l’acqua è scontato e DOVEROSO.

      Boh.

    • Francesco says:

      Miguel

      non puoi ignorare che il collegamento tra i soldi pagati con le tasse e i servizi pubblici da te citati è talmente alla lontana da esserci un grossissimo problema di gestione di tale sistema

      anche dando per accertata la buona fede di chi lo gestisce

      e accettando che uno a cui non piace muoversi e lavarsi debba pagarel le tasse lo stesso

      ciao

    • Il servizio ferroviario regionale è già in parte finanziato dalle varie regioni con convenzioni con le Ferrovie, per questo i nostri regionali sono più economici di quelli francesi e tedeschi. Talvolta lo stesso materiale rotabile è comprato in consorzio da FS e dalla regione in cui il treno circola: per esempio, molti Venezia-Udine sono stati acquistati col contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e il Roma Campobasso con quello della Regione Molise.

  21. Riguardo al treno Firenze-Imola… una volta, era possibile scegliere se fare i 100 chilometri che separano Bologna da Firenze, nel trenone patinato o nel trenino regionale nemmeno tanto più lento.

    Oggi non è più possibile. Non hanno potuto abolire tutti i treni regionali; ma ad esempio fanno in modo che il regionale da Bologna arrivi a Prato, con il nuovo orario, dieci minuti dopo la partenza del regionale da Prato a Firenze.

    O che il regionale da Firenze (per qualche motivo, ce n’è rimasto uno, forse due al giorno) fermi a Bologna a San Rufillo, stazioncina isolatissima che non permette di prendere coincidenze.

    E se vai sul sito di Trenitalia e cerchi, ad esempio, “Firenze-Imola” troverai solo i trenoni patinati: per preparare il viaggio via Faenza, devi prima cercare i treni “Firenze-Faenza” e poi quelli “Faenza-Imola”.

    • astabada says:

      Confermo che anche sulla Bologna-Bari le coincidenze sono studiate in modo da scoraggiare gli utenti dei treni regionali.

      • Z. says:

        Miguel,

        — Riguardo al treno Firenze-Imola… una volta, era possibile scegliere se fare i 100 chilometri che separano Bologna da Firenze, nel trenone patinato o nel trenino regionale nemmeno tanto più lento. —

        Di più. Una volta l’IC andava diretto da Bologna a Firenze, mentre dal ’99 in avanti ha iniziato a fermare anche a Prato.

        Altrimenti che senso avrebbe avuto prendere l’Eurostar?

        Z.

  22. Sopra, avevo scritto, “E se non c’è profitto, non c’è – tendenzialmente – acqua.”

    Infatti, le gare di appalto per la gestione dell’acqua nelle zone disagiate di montagna vanno quasi sempre deserte: fare lunghe tubature per casolari isolati non genera profitti.

    Il Decreto Ronchi ha il rimedio: solo in questo caso, quando c’è pura perdita, lo Stato può intervenire. Per ora. Perché siamo evidentemente all’inizio di un lungo processo di abbandono e di risparmio da parte dello Stato.

    La logica della copertura parziale delle sole perdite da parte dello Stato ha probabilmente qualche analogia con la distruzione del sistema ferroviario: la conservazione di realtà come la linea Firenze-Faenza probabilmente si spiega anche con un gioco di prestigio, per poter dire che le tariffe ferroviarie non sono aumentate. Infatti, quella tariffa è rimasta più o meno uguale attraverso gli anni.

    Il punto è che riguarda ormai una piccola, bizzarra eccezione alla regola generale, dove le tariffe effettive sono triplicate o quadruplicate in brevissimo tempo.

    • daouda says:

      “Infatti, le gare di appalto per la gestione dell’acqua nelle zone disagiate di montagna vanno quasi sempre deserte: fare lunghe tubature per casolari isolati non genera profitti.”

      E che è ingiusto questo Miguel? E’ classista?

      Semplicemente per certe zone si creerebbe un diverso modo di rimediare.Come nel deserto non puoi fare i supermercati ugualmente non fai quelle robbe nei paesetti.
      Nel paesetto ciài le autobotti e nel deserto il beduino itinerante tanto pé scrive.

      Eddaje manco li bambocci!

      QUESTIONE RISPARMIO STATO : la differenza è su un unico punto rispetto alle realtà liberali classiche.
      Oggi lo stato è indebitato fino al collo perché ha seguito politiche neo-keynesiane del tutto folli. Ha potuto garantire monopolisticamente servizi insensati e inefficenti e del tutto anti-osmotici alla realtà circostante.
      “Arriva il pianificatore che dall’alto ci dice quel che è opportuno, conveniente e sano”.
      I risultati sono che si devono vendere tutto perché non possono tenere più in piedi nulla, sia perché non funziona sia perché pesa troppo.

      ___

      Il risultato è che la popolazione è inebetita e disabituata a lavorare e procurasi da sé il futuro, l’inflazione non si arresta ( IL VERO PROBLEMA ) e le tasse non diminuiscono e quindi quando si và a pagare un servizio che prima era ststale ci si ritrova con l’acqua alla gola.

      ____

      Il fatto che i prezzi siano più alti del dovuto è per via del monopolio od oligopolio.
      statalismo e corporativismo, socialismo e capitalismo, do you undestand?

      ___

      !

      • Francesco says:

        Cosa è questo commento condivisibile e, soprattutto, comprensibile?

        Dove è il vero Daouda?

        :D

        PS se quel che so sulla finanza internazionale è corretto, starei tranquillo. il mondo occidentale finirà nel 2012 e potremo sopravvivere come i nostri antenati nell’Alto Medioevo

        magari torniamo pure a saper costruire cattedrali!

  23. Per Daouda

    “Così magari , invece di lasciare i rubinetti aperti, ci si penza meglio PERCHE’ SI PAGA invece di avere l’acqua a disposizione perché gli altri si fanno il culo”

    Ma infatti. Le tariffe dovrebbero essere progressive, e penalizzare fortemente gli sprechi.

    • Francesco says:

      puoi spiegare il significato di sprechi? e chi li definisce? e come si fanno i controlli? a questo punto non siamo già immersi fino al collo in un incubo vetero-comunista? che eni fatti vuol dire un bel posto di Commissario popolare contro gli sprechi e nient’altro.

      se invece l’acqua è una merce, posso semplicemente decidere di pagare la quantità che voglio, e poi ci faccio quel che mi pare

      che mi pare meglio

      ciao

    • Daouda says:

      Lo capisci o no che quel che scrivi non ha senso?

      Se le tariffe fossero progressive significherebbe che il poveraccio avrebbe meno acqua, alla lunga.

      Altro problema è che le tariffe le sceglie la società che eroga il servizio che si deve adeguare nel miglior modo alle esigenze dei clienti e con la questione concorrenza.

      Se avete paura che l’acqua vi venga tolta , già lo ho scritto, dovete rendervi conto che essa è già nelle mani della peggiore entità che possa darsi ed è lo stato.

      Che poi abbiate paura che si possa morire senza acqua perché le aziende cattive ve la leveranno ciò è del tutto fantasioso poiché il diritto vale sempre ed essendo l’acqua un bene primario / bene comune contravvinirvi implicherebbe un crimine.

      Dai queste sò preoccupazioni da checche.

      Parliamo dell’usufrutto dell’acqua e del possesso che vi si può esercitare invece di perdere tempo co ste cazzate che già è grasso che cola che metà della popolazione italiana vive a scrocco senza che l’altrà metà collassi, ma di questo non vi si sente mai sbraità.

  24. Peucezio says:

    Articolo interessante.
    Se il referendum si terrà, io mi farò dare solo la scheda relativa all’acqua.
    Però l’errore grosso di chi ha promosso questi referendum è il fatto di abbinarli a quello sul legittimo impedimento, che è una vaccata che serve solo ad andare nel sedere a Berlusconi, col risultato che il governo ha dovuto studiarle tutte per affossare i referendum (visto che quasi nessuno va ai seggi e chiede alcune schede rifiutandone altre) e che sull’acqua (e sul nucleare, per chi lo ritiene una jattura) lo prendiamo nel sedere noi italiani.

  25. Per Peucezio

    “Però l’errore grosso di chi ha promosso questi referendum è il fatto di abbinarli a quello sul legittimo impedimento”

    non ho seguito per nulla la questione del legittimo impedimento, che come tutto ciò che riguarda il puttaniere di Arcore, mi interessa poco.

    Però mi posso augurare, al contrario, che tanta gente andrà a votare solo per fare dispetto a Berlusconi, e si troverà tra le mani anche le schede degli altri referendum.

    • Peucezio says:

      Non accadrà, perché, proprio a causa del referendum sul Berlüsca, hanno evitato, come sai, di abbinarlo alle amministrative, col risultato che, oltretutto essendo piena estate, non se lo ca….à nessuno.
      Mi pare il classico caso di quello che se lo tagliò per fare dispetto alla moglie.

      • Quindi avremmo dovuto fare (e pagare) amministrative+referendum 1, 2 e 3, ballottaggi e referendum 4 (quello per Silvio)? Cioè, organizzare tutta la macchina elettorale solo per scomputare un referendum tra quelli proposti e solo per mero calcolo di bottega? Oppure si doveva proibire il quarto referendum, per permetterti di non dover rifiutare una scheda andando alle urne?

  26. Secondo il comitato promotore (non ho potuto verificare di persona) i 2 acquedotti piu’ ”colabrodo” sono quelli della HERA (Emilia Romagna) e ACEA, ossia due reti gia’ in mano (invisibile?) ai privati; il piu’ virtuoso sarebbe l’acquedotto milanese ancora in mano pubblica (vale a dire preda del Demanio o demonio).
    PS il caso di Firenze e’ da manuale come esempio di mancata applicazione della cd ”Legge della Domanda e dell’Offerta”.
    Sara’ senz’altro opera del Demanio!
    «Che la Mano Invisibile li riporti sulla retta via! Non piaccia al diavolo e cosi’ sia».

  27. Per Francesco

    “che eni fatti vuol dire un bel posto di Commissario popolare contro gli sprechi e nient’altro.”

    Ma credo che i veterocomunisti avessero una scarsa coscienza delle questioni ecologiche.

    Comunque non ci vuole mica un capriccioso Commissario Popolare iscritto al Partito.

    Basta un buon contatore, e il tecnico addetto per me può pure essere un cattolico tradizionalista.

    Basta che sia in grado di distinguere l’acqua che ci vuole per riempire un pentolone della pasta più un bagno o due settimanale, dalla piscina privata.

    Che puoi avere anche la piscina privata, ma a quel punto ti becchi i prezzi da merce venduta dal monopolista.

    • Francesco says:

      Miguel,

      non fare il furbo.

      Il controllore finale posso essere anche io, che vado di casa in casa a leggere il contatore.

      Ma chi li stabilisce i parametri? Quanti sono i litri d’acqua della Razione Politicamente Corretta? e quanto di più devono costare quelli dello Spreco Capitalistico Esibizionista?

      E se io sudo molto e mi devo lavare più spesso, come faccio ad avere una razione più alta? e se amo i pesci rossi? o mi coltivo il basilico o la canapa indiana sul balcone? e se ho in casa la nonna incontinente che devo lavarla spesso?

      E posso vendere un pò della mia RPC a uno ricco che non vuole pagare le tariffe SCE o è un crimine antisociale?

      dai, è chiaramente una idea priva di qualsiasi applicabilità umana!

      Ciao

  28. Per Daouda

    “Oggi lo stato è indebitato fino al collo perché ha seguito politiche neo-keynesiane del tutto folli.”

    Non è colpa dell’acqua-bene-comune, se lo Stato ha speso miliardi per fare autostrade (per la FIAT), per costruire il TAV, per mandare truppe in Afghanistan o per assumere migliaia di inutili guardie forestali in previsione delle elezioni.

    Non è colpa dell’acqua-bene-comune se lo Stato deciderà di spendere miliardi per costruire centrali nucleari che i nostri figli dovranno sorvegliare per i prossimi trecentomila anni, quando va bene.

    • Daouda says:

      Si ma il problema non sussiste. Quel che tu chiami bene comune l’economista lo chiama bene primario.
      Il fatto stesso che , in economia filosofica, l’acqua sia possedibile implica che sia commercializzabile.

      Criticare come fate voi è oltre che da ignoranti è da senzapalle. Nun si può pretendere uno stile di vita senza pagarne il prezzo…

      Fosse per me, tutti accanto al fiume e nun se ne parla più…certo che se mi trovassi nel deserto ed un beduino mi dicesse che mi porterebbe ad un’oasi a riposarmi e bere IN CAMBIO di qualcosa, vedi come metto mano al portafoglio o qualsiasi altra cosa…DICASI, PRIMA CHE PAGAMENTO , RICONOSCENZA.
      Concetto avulso alla mentalità proletaria imborghesita.

      • astabada says:

        A voler essere pignoli non si tratta di riconoscenza, in quanto il beduino ti offre acqua in cambio di qualcosa (cito).

        Si tratta del pagamento previsto dal contratto (presumo verbale, o gestuale) che avete stipulato.

        La riconoscenza si prova ad esempio verso l’autore di un gesto (pardon, prestazione) disinteressato (o conseguente un interesse minore di quello comunemente esigibile).
        Essa si puo` per definizione esprimere anche con cose di valore minore di quello della prestazione ricevuta (ad esempio: uno sguardo, parole, gratitudine eterna (ovvero vita natural durante), una promessa, …) Cio` non toglie che si possa esprimere con ville, gioielli, danaro o quant’altro, ma questi compensi non devono venire che dalla libera volonta` del beneficiato.

        Mi spiego?

        • daouda says:

          La riconoscenza sarebbe da darsi verso chi dispone di quel che io non ho, indipendentemente che faccia i suoi interessi od il mio benessere , ma per tal semplice fatto in sé stesso.
          Altruismo ed egoismo sono in realtà due facce che si diversificano relativamente alla direzione ma la cui essenza è la medesima.
          Ciò proprio perché mai esiste un’azione disinteressata fintanto che non si è nella divinità giacché fare buona azione è un accaparrarsi il paradiso.

          Ora certamente hai ragione tecnicamente e fattualmente, ma in realtà la gratitudine dovrebbe essere un a-priori esistenziale.

          Non c’è invero nulla da spiegare se non il fatto che ci si focalizza sulla riconoscenza piuttosto che cercare di comprendere il perchè ogni bene comune sia per definizione economico, senza tralasciare la questione “proprietà vs possesso” che non può che venir rigettata , per le implicazioni che comporta , da chiunque rinneghi l’Essere e le norme che Esso ha rivelato.

          E da capo a dodici…

          Eh beh : “Pazienza”…un film di Ando Vais.

      • marco says:

        Questa raccontata da Peucezio, del leggittimo impedimento abbinato ad acqua e nucleare per andare nel sedere di berlusconi, con le “conseguenti contromosse” di quest ultimo che vanno nel sedere degli italiani, mi sembra sia una parabola molto utile a spiegare il pantano nel quale sguazziamo…
        …poi, in tutto questo gran parlare di rinnovabili si è riusciti a non menzionare mai l eolico, la tecnologia maggiormente sfruttabile oggi in italia. Un lettore sprovveduto uscirebbe da qui con la convinzione che la strada rinnovabile in italia sia una impercorribile chimera. Linko perciò quest esaustivo articolo del saggio e pragmatico Bertani nella speranza che possa rincorare quei poveri lettori.

        Ciao a tutti, sprovveduti e non.

        Marco R.

  29. Per Peucezio

    “Mi pare il classico caso di quello che se lo tagliò per fare dispetto alla moglie.”

    Non ho seguito per nulla l’origine dei referendum. Comunque credo che quello sull’acqua sia nato del tutto indipendentemente da quello sul legittimo impedimento; poi penso che siano stati abbinati semplicemente per comodità.

    Non conosco nessun “militante per l’acqua” che sia impegnato anche con il referendum anti-Berlusca; e infatti nei giri che conosco io, non ho sentito parlare di questo altro referendum.

    Ma ripeto, non so come siano andate le cose.

    • Peucezio says:

      Infatti è così. Logicamente, quando sono state raccolte le firme per più referendum, anche da gruppi diversi, si abbinano perché non avrebbe senso farne uno una settimana prima, l’altro quella dopo ecc.
      Però i sostenitori dei referendun sull’acqua e sul nucleare avrebbero potuto fare pressione perché quegli altri rinunciassero al loro referendum antiberlusconiano o lo rimandassero o, più realisticamente, fare una campagna insistendo ossessivamente sulla possibilità di prendere le schede che si vogliono, insomma, si sono percepiti i tre referendum come strettamente connessi, quando invece, come hai detto giustamente tu, gli stessi promotori erano diversi, però, ahimé, i promotori degli altri due non hanno fatto granché per evitare questa percezione.
      In tutta franchezza, se io fossi impegnato a raccogliere firme per un referendum su una cosa concreta, importante e contemporaneamente ci fossero altri che le raccolgono per una causa del tutto ideologica e politica, col rischio di mandare a puttana il mio, non dico che andrei a buttar loro per aria il banchetto, ma poco ci manca.

  30. Moi says:

    http://www.asca.it/regioni-MILANO__LA_GAFFE_DELLA_MORATTI_SULLA_FALSA_MOSCHEA_FA_IL_GIRO_DEL_WEB-609981–.html

    Miguel, scusa l’ Off Topic, ma questa sull’ Allarme Al Pisapiah a Sucate, Milanistan :-) ;-) :-) ;-) e la reazione della Moratti non devi assolutamente perdertela !

  31. Pietro says:

    Rimanendo in tema di OT: ma da Vespa B. ha davvero detto quello che ho sentito? Siamo alla patologia clinica…
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/25/milano-berlusconi-ho-avuto-meno-preferenze-per-la-confusione-sulla-scheda/113720/

    • Francesco says:

      temo tu abbia ragione nella diagnosi

      pover’uomo, gli sarò sempre grato per quello che ha fatto come Primo Ministro, come Presidente del Milan, come imprenditore televisivo, ma è ora che si ritiri

  32. Daouda says:

    Non è colpa dell’acqua bene comune se in periodo repubblicano NON LO E’ MAI STATA E COSTA UNA SBRAGA DE SOLDI IN PIU’ DI QUANTO POTREBBE COSTARE.

    p.s. il fatto che io dica ad un amico un complimento e gli faccia un favore quando serve comportando che egli senta la nostra amicizia rafforzata , questo è un investimento con relativo profitto verso il mio benessere cosmico e personale.
    I SOLDI NUN C’ENTRANO UN CAZZO.

    • astabada says:

      Da quello che hai scritto nel tuo commento precedente sembra che tu provi riconoscenza verso un soldato armato di fucile automatico, perche’ lui ha il fucile e tu no – e questo indipendentemente dalle sue intenzioni nei tuoi confronti.

      Ad esempio potrebbe essere armato per difenderti dal terrorismo di matrice islamica, oppure per asportare diversi lacerti di medie dimensioni dal tuo corpo grazie a piccoli manufatti metallici ad alte velocita`. Ma tu provi riconoscenza in entrambi i casi.

      Quantomeno interessante.

  33. Per Astabada

    “Da quello che hai scritto nel tuo commento precedente “

    Che bello, abbiamo finalmente un traduttore dal daoudese!

    • astabada says:

      Guarda e` facile, per esempio:

      avulso alla = estraneo alla

      E cosi` via

      • daouda says:

        Hai scritto bene : sembra.

        Ti faccio un esempio FORZATO.
        Io ti sono riconoscente in quanto mi hai rammentato che sono un caprone dislessico ed anche irrispettoso; un qualcosa che sarebbe buono, una positività.
        Io in cambio ti faccio notare questo fatto, dacché ti è stato involontario avendo tu altre intenzioni ed uno stile da pidocchio ripulito.
        ALLA LUCE DEL DOPO ( ecco perché forzato ), questo scambio è stata vataggioso per entrambi poiché tu sai di aver insegnato dove ed io l’ho fatto notare.

        Quel che ne ricaviamo è che è necessaria prima di tutto una relazione.
        Difatti l’acqua è un bene comune in sé stessa ( con tutto quel che ne dovrebbe comportare in termini di conservazione e tutela ) ma è un bene primario in economia proprio perché questa subentra dove ci siano delle relazioni.

        Oltre la relazione ci deve essere OVVIAMENTE una positività per entrambi.

        Altruismo od egoismo sono parole che non hanno senso in economia se si utilizzano solo come mera indicazione della direzione del proprio agire e dei propri pensieri.
        Pensare solo a sé od essere solidaristici è irrilevante ai fini del problema poiché si deve sempre pre-suporre che non si commetta un’ingiustizia.

        Ciò compreso la riconoscenza è già nello scambiare e sarebbe sbagliato farla rientrare solo nel ringraziare chi ci avesse salvato da un vaso cascato da una finestra.
        E’ ovvio che in questo ultimo caso sia in termini espliciti ed evidenti.
        Epperò qui vi è stato uno scambio ( seppur non voluto ma dettato dalla necessità ) e chi ha compiuto questa buona opera disinteressata ha guadagnato come colui che non ha subito l’incidente.
        Ecco allora che pur qui abbiamo un interesse.
        Colui che ha potuto salvare l’altro lo dovrebbe ringraziare poiché ha potuto compiere una buona azione.
        Che rimane? Il Bene e l’interesse comune.

        Tale analisi può venir fatta o letta in vari modi.
        L’economia è uno di questi e guarda caso non c’entra nulla né coi calcoli matematici né coi soldi.
        Do you undestand?

        “Chi dona senza senso è parimenti uno scialaquatore. Chi troppi regali riceve non merita rispetto”

        Voi pensate che un giorno ci leveranno l’acqua e che nessuno riuscirebbe a fermerli poiché le leggi risponderanno a quel che il sistema vuole.
        VOI AVETE IL CORAGGIO DI FARE DI QUESTI DISCORSI?
        Stiamo non solo al patetico, ma al viscidume vero.

        p.s. Io non ho bisogno ,chiaramente , di alcuna difesa dalle presunte minacce del terrorismo islamico che c’è, esiste ed è composto da deviati dell’Islam.

  34. Oberon says:

    Nel 2009 l’eolico ha soddisfatto il 2,0% dei consumi italiani di elettricità, e il fotovoltaico lo 0,2%. Nel 2010, l’eolico è salito al 2,5% e il fotovoltaico allo 0,5% (più che raddoppiato in un solo anno). Sono ancora percentuali relativamente piccole (ma non più trascurabili), ma il punto essenziale è che crescono molto molto rapidamente. C’è una meravigliosa rivoluzione in atto, anche se alcuni non se ne rendono conto, e prima che le fantomatiche centrali nucleari inizino a funzionare le fonti rinnovabili saranno in grado di produrre una frazione consistente del nostro fabbisogno elettrico. A costi sempre più competitivi, basti leggere <a href="http://www.qualenergia.it/articoli/20110518-costi-e-competitivita-del-fotovoltaico-europa-e-italia-al-2020"questo. Per quanto riguarda la superficie necessario, il fotovoltaico potrebbe produrre da solo l’intero fabbisogno elettrico italiano utilizzando una superficie pari a quella di una media provincia. Che sembra tanto, ma… in un territorio antropizzato come il nostro, una superficie del genere è reperibile anche solo usando i tetti degli edifici esistenti! Quando leggo “non si può”, la mia risposta è “sta già avvenendo”, e nei prossimi anni ce ne renderemo sempre più conto. C’è poi il piccolo problema della scarsità di uranio, ma magari ne parlerò un’altra volta.

    • Peucezio says:

      Il guaio è che più che i tetti viene invece utilizzata la campagna e il rischio, già attuale ma la situazione può peggiorare molto, è quello di un deturpamento e un sfregio del paesaggio se non permanente, con conseguenze che possono restare per decenni.

    • Francesco says:

      come la smaltisci una medio provincia di pannelli compositi fatti di metalli tossici?

      ammesso che si riesca a costruirne così tanti, che farebbe molto bene al mio portafogli

      PS ad oggi, il fotovoltaico esiste solo perchè sovvenzionato, di suo non ha alcun senso

      • daouda says:

        Sshhhhhhhh!

        Dire che il foltovoltaico inquina ed è anti-economico non è permesso.

      • Oberon says:

        Sulle sovvenzioni ho risposto più avanti. Mi spieghi quali sarebbero i metalli tossici? Grazie.
        Riguardo al paesaggio, il problema esiste, ma è politico. Il punto essenziale comunque è che al momento gli sfregi al paesaggio sono essenzialmente dovuti a strade, centri commerciali, capannoni, ecc. In questo senso, laddove c’è attenzione al paesaggio, questo varrà anche per il fotovoltaico, dove invece non ce n’è, gli sfregi ci sono con o senza fotovoltaico. Vorrei anche aggiungere però che mentre la cementificazione distrugge lo strato fertile del terreno, e occorrono secoli per ripristinarla, gli impianti fotovoltaici ormai si posano senza più neanche plinti di cemento, e si tratta quindi di sfregi molto più reversibili. Comunque, il punto essenziale è che occorre una maggiore sensibilità alla protezione del paesaggio, e io sono d’accordo. Se e quando questa si formerà, il fotovoltaico non avrà a soffrirne, perché può benissimo stare anche sui tetti.

        • daouda says:

          La differenza tra tu e quelli è questa:

          quelli sono pezzi di merda coerenti , per quanto siano degli stupidi e sia inappropriato parlare di coerenza.

          tu sei un pezzo di merda senza coerenza che crede che il tecnologismo, l’usurocrazia , lo statualismo , l’evoluzionismo ecc possano avere risvolti positivi.

          Compreso ciò, se vuoi, possiamo entrare nel merito del fotovoltaico e della sua strumentalizzazione che , OVVIAMENTE, non può fermarsi solo sul piano economico-ecologico ma và molto molto al di là di queste questioni esteriori.

  35. Oberon says:

    Ah ah, non ho chiuso il tag. Il link sarebbe questo.

  36. maria says:

    sempre sull’allarme pisapia, guardate il travaglio di questo povero giovanotto:-))

    http://www.youtube.com/watch?v=rwDWrrW4cg8

  37. Per Peucezio

    “Il guaio è che più che i tetti viene invece utilizzata la campagna e il rischio, già attuale ma la situazione può peggiorare molto, è quello di un deturpamento e un sfregio del paesaggio se non permanente, con conseguenze che possono restare per decenni.”

    Il punto è che non esiste alcun sistema per la produzione di energia che non produca danni probabilmente maggiori dei benefici che crea.

    E’ proprio il “sistema energivoro”, come lo chiama Sertorio, che funziona così, a prescindere dalla fonte cui ricorre.

    E per questo, la soluzione può consistere solo in un netto calo dei consumi energetici stessi.

    Questa soluzione arriverà da sola, a prescindere dalle nostre intenzioni; noi possiamo solo scegliere se fare una caduta con il paracadute, o cercare disperatamente di volare ancora più in alto, per sfracellarci meglio.

    Il nucleare è l’esempio estremo, assurdo, del secondo tipo di scelta.

    • Francesco says:

      1) tesi interessante, hai avuto una rivelazione privata o ci sono argomenti a sostegno? comprendi anche il fatto di bruciare legna per avere energia termica, un sistema in uso dal paleolitico?

      2) nel caso, cosa meglio di un aumento dei prezzi dell’energia? mi pare il sistema migliore per planare verso minori consumi

    • daouda says:

      Discorso che vela la sua natura utilitaristica.

      Questa società energivora e tecnocratica è ributtante.Indubbio.

      Ditelo però chiaro e tondo che volete quajare la realtà in base ai vostri idealismi sentimentalistici.
      Della Giustizia nun ve ne sbatte un cazzo!

  38. Per Severino Boetii

    Grazie, scusami del ritardo con cui ho approvato il tuo commento. Dovresti adesso essere un commentatore “autorizzato”, senza ulteriore bisogno di approvazioni.

  39. Oberon says:

    Il fotovoltaico esiste solo perché è sovvenzionato, ma anche qui la situazione sta rapidamente cambiando. Andando a soddisfare i consumi di picco, ossia quelli per cui il prezzo è più elevato, il fotovoltaico si avvia a diventare economicamente competitivo. Può essere interessante, ad esempio, leggere questa analisi. Anche qui, si tratta di una realtà in rapido mutamento: in cinque anni il costo degli impianti si è dimezzato, e le prospettive sono rosee.

    • daouda says:

      Visto però che la mentalità anti-economica ed il solito egualitarismo di fondo non permettono di avere voce convincente sul piano etico-affaristico-sociale , che di converso ci pone innazi al razzismo originario e raffinato ergo artefatto della vostra schiera , non ci meraviglia affatto l’ “ipostatizzazione”che si è vomitata come pure l’appropriamento indebito , concettualmente, di quel che si combatte per promuovere le proprie postazioni.

      Le prospettive , giuste o meno che siano, sono irrilevanti ai fini del discorso.
      Voi parlate sempre a margine.Fate schifo.
      Questo è il problema.

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