Libia. Capire il significato della parola “giornalismo”

Come sapete, da oltre due mesi, stanno – anzi stiamo - bombardando la Libia.

L’altro giorno, dicevano che finora c’erano state 5.500 “sorties.

Una sortie, una “sortita”, è un modo politicamente corretto per dire un gruppo di aerei che partono carichi di bombe studiate dai migliori ingegneri per uccidere il massimo numero di persone.

Non è chiaro cosa abbiano fatto in realtà queste 5.500 “sortite”.

Uno, perché se la sortita funziona, la NATO non ha interesse a far vedere i cadaveri che dissemina.

Due, perché Gheddafi non ha interesse a far vedere che a stare dalla parte sua, si finisce bruciati vivi.

Tre, perché se la sortita non funziona, i bombardatori non hanno interesse a dire ai propri superiori che hanno lanciato bombe costate milioni di dollari, senza ammazzare nessuno.

Insomma, alla fine, una delle poche cifre che emergono è quella di 746.000 profughi, in massima parte africani non libici.

Comunque, l’altro giorno, la NATO (cioè anche noi) ha bombardato la città di Brega.

A Brega, secondo le fonti libiche, la NATO (cioè anche noi) avrebbe ucciso undici imam che guidavano una marcia per la pace attraverso tutta la Libia.

Questa è la notizia.

Ribadiamo. La NATO (cioè anche noi) uccide undici persone che stanno partecipando a una marcia per la pace.

Durante i funerali, uno sconosciuto libico ha fatto una sparata retorica, come si faceva da noi negli anni Settanta (vi ricordate? “Dieci, cento, mille…” e via il nome). E ha detto che bisognerebbe vendicare le vittime, ammazzando mille invasori per ciascuna.

Il poetico rètore, o cretino, secondo i gusti, che ha urlato questa frase emotiva si chiama Noureddin al-Mijrah, altro non sappiamo.

Adesso vediamo come Repubblica, almeno sul suo sito web, dà la notizia che la NATO (cioè anche noi) abbiamo ucciso undici persone che stavano partecipando a una marcia per la pace.

libia-repubblicaAh, ecco come Il Corriere della Sera, almeno sul suo sito web, dà la notizia che la NATO (cioè anche noi) abbiamo ucciso undici persone che stavano partecipando a una marcia per la pace.

libia-corrierePoi parlano male dei media nordcoreani.

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33 Responses to Libia. Capire il significato della parola “giornalismo”

  1. PinoMamet says:

    Lo trovo molto più grave del cretinetto belga che finge di accucciarsi per gli spari; ma nessuno da noi parlerà di “deontologia professionale violata”.

  2. maria says:

    bel post miguel
    maria

  3. Pingback: Libia. Capire il significato della parola “giornalismo” - Kelebek - Webpedia

  4. Per Pino Mamet

    “Lo trovo molto più grave del cretinetto belga che finge di accucciarsi per gli spari; ma nessuno da noi parlerà di “deontologia professionale violata”.”

    Diciamo sinteticamente che questo è il motivo per cui vengo definito un “anticomplottista”.

    Alcune persone descrivono i fatti che succedono al mondo un po’ come se fossimo in mano a tanti cretinetti belgi, cioè falsificatori diretti dei fatti.

    Io credo che tali falsificazioni dirette, che pure esistono, siano meno importanti delle false rappresentazioni dei fatti.

    Dove si può mistificare la realtà all’infinito, senza essere accusati direttamente di mentire.

  5. Non per difendere Repubblica, che di notizie false ne ha sparate un po’ (una delle ultime, il “metodo Pasqua” nel “caso” Albertoni), ma comunque sotto, nel riassuntino della notizia presente nella home page, c’era scritto che gli 11 mila dovrebbero essere la rappresaglia per gli undici religiosi ammazzati dai bombardamenti.
    Certo, la notizia così lanciata pecca di eurocentrismo, visto che annuncia le ipotetiche vittime future (assolutamente poco credibili) dalla nostra parte, mentre ignora le vittime reali locali.
    Per curiosità, poi il tale che ha gridato vendetta era davvero un lucido imam, oppure era un tizio a caso preso per strada che si è sfogato davanti al primo microfono che ha visto?

    • Martin V. says:

      La Repubblica non va difesa, giacché è un quotidiano che fa propaganda come gli altri…

      un bell’esempio dell’onestà intellettuale ve lo dà questo articolo:

      http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/15/news/camion_folla_tel_aviv-16263210/

      La Naqba, ovvero “il disastro” è per “La Repubblica” la fondazione dello stato di Israele…
      L’espulsione forzata di centinaia di migliaia di nativi da parte dei colonizzatori e il massacro di centinaia di civili inermi non vengono neppure citati…
      Un po’ come se la giornata della memoria fosse definita come la presa del potere del partito nazionalsocialista tedesco… e basta.

      • E c’hai ragione, come dicono a Roma.

      • Rocco says:

        Io ho mandato mail alla redazione di radio24 e lastampa.it perché hanno riportato esattamente questa cosa, trasfigurando l’esodo palestinese in odio verso la fondazione dello stato di Israele. Fatelo anche voi, scrivete a questi dilettanti pericolosi giornalisti, ai loro capi che li pagano poco e pretendono notizie ogni giorno. Sottolineate la loro ignoranza e malafede. E’ vergognoso. Per consolarciil sito della BBC non ha più niente in prima pagina…
        Almeno il guardian scrive nell’articolo:”Demonstrators commemorating Nakba day, marking the 1948 war in which hundreds of thousands of people became refugees after being forced out of their homes…” Almeno… però la notizia è giù giù…
        Bisogna farsi sentire e non leggere più questi organi di informazione.

  6. rossana says:

    Della serie, non capirci più niente…
    Se al link sotto (PeaceReporter.net) parlano di 60 imam morti, che devo pensare?
    Si tratta di altri imam? degli stessi 11 a cui se ne sono in seguito aggiunti altri 49?
    Com’è che chi concede l’intervista (allink) sa dire il numero degliimam ma non quelli dei civili, nemmeno in misura approssimativa?
    http://it.peacereporter.net/articolo/28480/Il+vescovo+di+Tripoli%3A+%27La+Nato+sta+uccidendo+civili%27

  7. Pierluigi says:

    si ormai non mi fido piu neanche dell’Unita e del Manifesto, leggo solo PeaceReporter e pochi blogs come Mondo Cane di Fulvio Grimaldi. Il resto non e’ piu’ giornalismo, e’ solo passare le veline di Washington DC.

  8. Lorenzo says:

    E poi dice che la Santanchè fa il Tea Party. Se Freedom Flotilla è = a Hamas allora un lanciatore di invettive diventa un muftì.

    Martin, nakba con la K :-)

  9. Francesco says:

    Mig

    cosa sono gli ingegnieri?

    che poi mica ci sono solo bombe per ammazzare la gente, ci sono acnhe quelle per distruggere i mezzi blindati e i missili per distruggere i radar

    ogni tanto sei un pò generico

    • astabada says:

      I blindati ammontavano a 2000 (esagero) tra mezzi pesanti e leggeri.

      I radar ammontavano a 2000 (esagero ancora).

      Considerando che un velivolo trasporta 2 ordigni (esagero al ribasso), considerando l’efficenza dei missili anti-radar del 50%, si evince che in Libia non ci sono piu’ radar.

      E questo considerando cifre molto molto ottimistiche per la Libia.

      Del resto e` di poco fa la notizia che gli Inglesi propongono di passare alla distruzione delle “infrastrutture” per accelerare l’uscita di scena dello scomodo (per loro) colonnello.
      Naturalmente non dicono che per infrastrutture si intendono servizi ed edifici pubblici in generale, la cui distruzione dovrebbe portare la popolazione ad allontanarsi da un regime incapace di difenderla.

      • Francesco says:

        sei molto generoso nelle tue statistiche ma manca un dato: percentuale di successo delle sortite

        e pure quello sulla pervicacia dei gheddafiani, che magari riscavano la trincea e tornano a sorvegliare il loro pezzetto di fronte

        PS seriamente, anche una missione di ricognizione può essere una sortita? questo spiegherebbe numeri da seconda guerra mondiale

        PPS passi per l’ottusità dei generali USA, ma anche gli inglesi? ci voglione truppe di terra, che aprano la strada alle milizie degli insorti. e un piano per una Libia pacifica ed esportatrice di oil&gas un tempi rapidi

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          ”successo”.

          Hai ragione. Ma allora bisogna anche tenere conto dei danni collaterali, e quando dico ‘collaterali’ intendo ‘aal lettera’. Parlo da ufficiale di artiglieria in congedo: un proiettile di FH70 ha un raggio di distruzione totale di 300 metri. Ne ho visto gli effetti in poligono, e non sono piacevoli. Se un ‘missile intelligente’ colpisce in pieno la tattica che spara sui civili (prendo per buona le versioni filo-NATO per amor di discussione) l’onda d’urto spazza via tutto per decine o centinaia di metri: se c’e’ qualcuno nelle vicinanze come minimo ci guadagna la sordità permanente, e ne caso peggiore emorragie interne, ferita da scheggia ecc. Ecco perchè non esistono ‘bombe (o missili) intelligenti': anche con la muigliore buona volontà e con il più sofisticato sistema di puntamento, come dicono a Roma una volta lanciato l’ordigno colpisce alla ” ‘ndo cojo cojo.”

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • astabada says:

          Nel mio messaggio parlavo di “efficienza”, intendendo quel che – mi pare – tu intendi con “successo”.

        • Francesco says:

          x ADV

          FH70: se ricordo, è l’obice da 155 mm in dotazione alla NATO

          un raggio di distruzione di 300 metri che vuole dire? 300 metri quadrati o un cerchio di raggio 300 metri? e cosa intendi per distruzione? morte probabile del fante che si trova in quella zona allo scoperto?

          infine, non è detto che il blindato o il radar si trovino in mezzo ai civili, potrebbero essere sulla strada o in un base militare …

          PS qualcuno può confermarmi che le sortite comprendono le missioni di ricognizione?

          grazie

  10. Per Francesco

    “ingegnieri”

    Ops! Grazie…

    Ricordati comunque che esistono anche le bombe che bussano sul finestrino delle macchine per chiedere se c’è qualcuno dentro, prima di incenerirle.

  11. PinoMamet says:

    “che poi mica ci sono solo bombe per ammazzare la gente, ci sono acnhe quelle per distruggere i mezzi blindati e i missili per distruggere i radar”

    Francesco

    passo sui radar (facciamo conto che il personale sia sempre a distanza e che vengano colpite solo le antenne) ma i blindati si usano per trasportare persone…
    può anche darsi che vengano colpiti tutti insieme, vuoti, in un parcheggio (come sono colpiti a volte gli aerei a terra) ma mi sembra il caso meno frequente.

    Insomma, se vogliamo fare i precisi, facciamolo fino in fondo…

  12. Certa gente ormai può inventare qualunque genere di fandonie, senza alcun tipo di verifica, e chi ascolta ci crede senza manifestare il benché minimo dubbio. Per questo è sufficiente che un solo giornale riporti queste notizie-patacca, che di colpo rimbalzano su tutte le altre testate, infarcite di particolari.

    Fa specie il fatto che non sia riuscito a trovare un articolo, e dico uno, in inglese che parli di fatwa (al massimo si dice “a sort of fatwa”, che comunque non va bene perché in questi casi bisognerebbe spiegare per bene cosa sia una fatwa e che non è necessariamente una condanna a morte).

    • Ritvan says:

      —-in questi casi bisognerebbe spiegare per bene cosa sia una fatwa e che non è necessariamente una condanna a morte. Corrado—-

      Una fatwa è una sentenza religiosa, pronunciata da un’autorità religiosa islamica. E come non ogni sentenza è per forza una sentenza di morte è lapalissiano:-) che anche ogni fatwa non sia per forza una sentenza di morte. Il problemino:-) è che IN QUESTO CASO SPECIFICO lo è. E con un “tasso di rappresaglia” di 1000 x 1 che fa impallidire d’invida lo Zio Adolfo:-) e che non trova alcuna giustificazione nel Corano…e vabbeh che il corporativismo non è una prerogativa solo italica:-), ma il buon imam Noureddin al-Mijrah ci dovrebbe spiegare in base a quale cavillo teologico la vita di un suo collega dovrebbe essere ripagata con quella di 1000 “infedeli”, mentre per quelle dei “semplici” credenti musulmani magari può andar bene alla pari?:-)
      P.S. La cosa che mi preoccupa è che il buon imam lanciatore di fatwa non ha specificato come intende mettere in esecuzione la suddetta fatwa da parte dei propri fedeli, ovvero se con sgozzamenti individuali, previo accertamento della qualità di “infedele”:-) di ognuna delle 11 000 vittime designate, o alla ‘ndo cojo cojo, con esplosioni su aerei, metropolitane ecc…..nel secondo caso, da utente della metropolitana, mi spiacerebbe assai che un musulmano come me diventasse un “danno collaterale”:-).
      P.S.2 La cosa che mi tranquillizza un po’ è che so che i musulmani non sono tenuti a eseguire le fatwa del primo macellaio halal imbecille improvvisatosi imam.

      • Infatti, non sono tenuti tutti. Basta uno solo che lo faccia e salto in aria con l’autobus/treno/metropolitana/aereo/traghetto/astronave di turno.

        • Ritvan says:

          Si, Mauricius, ma se, statisticamente parlando, quell’unico imbecille fanatico che – in esecuzione dell’esortazione (non chiamiamola fatwa, sennò Miguel s’inkazza de brutto:-)) di quell’altro suo simile – va a farsi saltare in aria proprio su quell’autobus/treno/metropolitana/aereo/traghetto/astronave che hai preso tu, non faresti meglio a prendertela con la pazzesca sfiga che ti perseguita?:-)

  13. astabada says:

    Un aneddoto a mio avviso interessante per capire se ci sono o ci fanno.

    Parto dal presupposto che tutti conosciate le notizie dei diecimila morti in Libia, del video delle fosse comuni, dei bombardamenti contro i centri abitati e altre “notizie” poi rivelatesi menzogne.

    Ebbene in occasione dell’ultimo videoclip di Gheddafi mi capito` di leggerne sul Corriere. Il giornalista precisava che, sebbene la tv di stato libica lo datasse al mercoledi` 11, non c’erano riscontri indipendenti per verificare tale datazione.

    Si tratta dello stesso giornale che da` le notizie della morte di bin Laden in base a dichiarazioni ufficiali di una delle parti interessate (ad applicare la stessa severita` giornalistica avrebbero dovuto scrivere “stando a quanto dichiara il portavoce del governo americano Obama” ecc.) oppure che riprende le summenzionate veline provenienti da Londra e dintorni e le sbatte in prima pagina.

    E c’e` di peggio. Nel video in questione c’e` un’inquadratura, voluta, di uno schermo televisivo che trasmette un notiziario.
    Vale a dire il “giornalista” non ha nemmeno visionato il materiale su cui ha scritto la notizia…

    Sto qua scrive al Corriere, mica no.

    Ciascuno tragga le proprie conclusioni.

  14. Per Ritvan

    “Il problemino:-) è che IN QUESTO CASO SPECIFICO lo è”

    Se hai il testo della fatwa, te lo pubblico volentieri.

    Se invece, ritieni che una riga di un giornalista occidentale a proposito di un lancio di agenzia a proposito di una frase attribuita a un imam costituisca la prova che si tratti di una fatwa…

    Personalmente, ho sentito tutta la vita grida sul tipo, “e adesso, mille di questi assassini bisognerebbe ammazzarli!”

    • Ritvan says:

      —-Per Ritvan….Se hai il testo della fatwa, te lo pubblico volentieri. Miguel Martinez—
      Beh, devi capire Miguel che la Libia ha molto sofferto le conseguenze del biekissimo kolonialismo italico, fra le quali pare ci sia stata anche la pessima abitudine di depositare il testo scritto delle fatwa in cancelleria a distanza di mesi (se non addirittura anni) dal pronunciamento verbale:-):-). E comunque, questa tua sfiducia nella parola del molto onorevole imam “resistente” di Brega mi spezza il cuore:-).

  15. per Ritvan: Ti ringrazio per la spiegazione.
    In realtà quando dicevo che non riuscivo a trovare un articolo in inglese che parlasse di fatwa mi riferivo al fatto che non trovassi alcun riscontro simile nella stampa in lingua inglese.
    Sembra, ma potrei sbagliarmi, che solo in Italia la notizia sia stata riportata in questa maniera (“FATWA CONTRO L’OCCIDENTE”), senza calcolare il fatto che quando si tratta di notizie di questo tipo non vengono riportate mail le fonti originali (al massimo si citano le agenzie “intelligenti” di riferimento).

    Se Magdi Allam vede minareti al posto di antenne telefoniche, allora non c’è da stupirsi di giornalisti occidentali zelanti che scambiano delle esternazioni a un funerale per una fatwa .
    Quello che voglio dire è che il problema non è la veridicità di questa notizia, ma la costante istigazione alla paura dell’ignoto a cui siamo sottoposti, e ciò è avvenuto con la storia della “bandiera di Hamas”, dei minareti della Wind, ecc.
    Basterebbe ogni tanto farsi delle domande, quando si sentono notizie su una fatwa o di rituali islamici che consistono nel “buttare la salma a mare in Afghanistan” ad esempio. Domande del tipo
    “ma di cosa stanno parlando?”

    per Miguel: ti ringrazio per il commento sul mio blog, non posso che ricambiare inserendoti tra il blogroll

    • Ritvan says:

      Ok, Corrado, non c’è di che, ci siamo capiti ….sì, bella anche quella del “funerale islamico” in mare(??!!).

  16. Stefania says:

    Per Francesco

    leggendo qui sembra che il numero totale di uscite comprenda quelle di ricognizione:

    13:10 NATO On May 17, NATO aircraft flew 159 sorties, including 53 strike sorties. Some of the key targets included: In the vicinity of Tripoli: 2 Tanks, 2 Armoured Personnel Carriers, 2 Surface-To-Air Missile Launchers, 1 Fire Control Radar, 1 Target Acquisition Radar. In the vicinity of Misrata: 1 Command & Control Bunker, 1 Rocket Launcher, 6 Truck-Mounted Guns

    l’ho preso da qui: http://www.libyafeb17.com/2011/05/may-18th-updates

    • Francesco says:

      grazie.
      rabbrividisco pensando ai soldi delle mie tasse (e scusate il cinismo).
      53 missioni d’attacco per colpire:
      2 carri armati
      2 veicoli corazzati per trasporto fanteria
      6 camionette con mitragliera
      1 lanciarazzi
      2 lanciamissili anti-aerei
      2 radar
      1 bunker
      totale: 16 bersagli “decisivi” e X bersagli “non decisivi”

      • Francesco says:

        chiedo scusa, truck-mounted guns potrebbero anche essere “pezzi di artiglieria su affusto ruotato”. non cambia moltissimo nelle mie tristi riflessioni

  17. valerio says:

    Esatto, sortita è il termine militare che indica qualsiasi decollo operativo.
    Ovvero se un aereo decolla per andare in Libia, ma ha un problema operativo e riatterrà immediatamente ha comunque svolto una sortita (abortita).

    Un aereo da ricognizione svolgie una sortita, la scorta anti aerea anche, il rifornitore in volo anche, l’aereo che fa da soppressore alle difese radar e anti aeree pure (anche se spara solo se attaccato), e così via.

    Le sortite “strike” si sono stabilizzate tra le 40 e le 60 al giorno, alcune delle quali fallimentari e/o abortite.

    Impossibile valutare quanti morti facciano, poiché colpire con una bomba “chirugica” in città vuol comunque dire (come si faceva notare) far esplodere un ordigno da 454 o 907 kg (gli standard NATO più diffusi) in centro, facendo saltare perlomeno le finestre di un isolato o due.

    Viceversa molte bombe in Libia cadono nel deserto, sulle vie di comunicazione e su obbiettivi militari lontanissimi dai centri abitati, e spesso abbandonati.
    Moltissimi dei bersagli colpiti (come già in Serbia nel 1999) sono falsi bersagli, vecchi carri armati messi in bella posta, cannoni ormai inutilizzabili lasciati in piena vista ecc. ecc.

    A Brega la NATO ha bombardato in piena città, e continua a farlo, ma Brega oggi pare sia diventata una fortezza più che una città e, per questo, viene bombardata.
    Lì nelle prossime settimane si potrebbe combattere la battaglia decisiva di tutta la guerra.
    Inevitabilmente numerosi civili innocenti moriranno laggiù nei prossimi giorni.

    Si veda per un po’ di statistiche i miei post su “tutto in 30 secondi”, in particolare http://in30secondi.altervista.org/2011/04/13/libia-aggiornamento-diplomatico-militare-dal-fronte/

    Per gli ultimi aggiornamenti
    http://in30secondi.altervista.org/2011/05/23/la-quarta-battaglia-di-brega-ed-altre-storie/

    Alcuni miei post sono mal categorizzati, ma se girate un po’ su “tutto in 30 secondi” c’è matriale a sufficenza per essere informati sull’aspetto militare della guerra.

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