2012 le profezie Maya e la mistificazione delle Americhe – 02

I volti del 2012

La Profezia del 2012 è un’anguilla che sfugge da ogni parte.

È astrofisica? Si parla della galassia, di inversione dei poli magnetici oppure di un minaccioso corpo celeste in arrivo, persino di quanti. Ma è chiaro che l’ispirazione dei profetisti non è quella degli scienziati accademici.

È millenarismo nella tradizione statunitense dei predicatori del Giorno del Giudizio? Certamente; ma la vecchia cultura biblica protestante è oggi il principale nemico dello spiritualismo.

È New Age? Cosa vuol dire New Age? Dove passa il confine tra venditori di terapie e una corrente di pensiero che risale almeno allo spiritismo ottocentesco? E tra lo spiritismo di massa e fenomeni elitari come i riti massonici? E tra l’Ottocento e Giordano Bruno? E tra Giordano Bruno e l’alchimia, l’Antico Egitto e tutte le altre fonti cui questa corrente dice di ispirarsi?

Come i terzomondisti degli anni Settanta, i profetisti affermano di ispirarsi a storiche vittime del processo di occidentalizzazione planetaria, dai Maya ai tibetani, e dichiarano che il 2012 redimerà il mondo dalle ingiustizie, sociali ed ecologiche.

Viceversa, è neocolonialismo? Predicatori provenienti per la maggior parte dall’angolo più benestante del mondo si appropriano delle risorse culturali dei popoli espropriati, esattamente come altri loro compaesani si sono appropriati delle risorse materiali degli stessi popoli.

Oppure è tutto uno spettacolo partorito dal sistema mediatico? Un evento immaginario, creato per suscitare emozione, in cui il confine tra Hollywood e programmi che si presentano come informativi scompare?

È storia alternativa, archeologia alternativa, ufologia, o altro ancora? Oppure si tratta di mondi individuali di confine, in cui visioni, voci e intuizioni si mescolano?

Nel momento in cui ne fissi un aspetto, la Profezia è sfuggita altrove, rendendo impossibile anche ogni critica. Dici, i Maya non hanno detto che sarebbe successo alcunché di eccezionale. E rispondono, ma che mi dici dell’inversione dei poli magnetici, allora? Dici, non c’è alcun Pianeta X in avvicinamento, e rispondono, ma che mi dici della profezia indù che parla di un’età dell’oro in arrivo?

Infatti, la Profezia del 2012 si manifesta in tanti modi quanti sono gli interessi delle persone mediamente informate dei nostri tempi – scienza, storia, curiosità sul futuro, paure e speranze, fede, antropologia, viaggi e, molto di più di quanto si pensi, anche politica ed economia.

L’essenza della Profezia del 2012 coincide con l’immaginario generale di questi tempi fluidi, costruito con tutti i frammenti che la veloce comunicazione ai tempi di Internet ci mette a disposizione.

Se è così, la Profezia del 2012 non è affatto qualcosa di esotico. Anzi, proprio perché tocca tanti argomenti di diffuso interesse, costituisce uno specchio straordinario della nostra cultura.

Mai prima, infatti, si era visto un unico contenitore, così ben definito, raccogliere una tale quantità di filoni diversi; e non è certo facile affrontare la questione con un minimo di ordine.

(continua…)

(alla prima parte)

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29 Responses to 2012 le profezie Maya e la mistificazione delle Americhe – 02

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  2. pietro says:

    Al 2012 (o al maggio/ottobre 2011 secondo fede) i romani non ci arrivano… Ne vogliamo parlare? Però in fretta… :D

  3. caracalla says:

    Sarebbe interessante sapere se l’autore di questi post ha mai discusso direttamente con qualcuno che crede nella profezia del 2012, magari chiedendogliene i motivi.
    Sospetto di no.

  4. Dorian says:

    OT Miguel, è da un po’ che non ti diverti con Pinocchio d’Egitto. Stavolta forse ha scambiato un’antenna wind per un minareto e ne ha scritto su Il Giornale

    http://www.lettera43.it/attualita/15311/magdi-e-la-moschea-di-wind.htm

  5. Dorian says:

    OT Miguel, è da un po\’ che non ti diverti con Pinocchio d\’Egitto. Stavolta forse ha scambiato un\’antenna wind per un minareto e ne ha scritto su Il Giornale…

    http://www.lettera43.it/attualita/15311/magdi-e-la-moschea-di-wind.htm

  6. Francesco says:

    Caro Miguel,

    come al solito non hai capito un cavolo, prigioniero nella torre d’avorio del tuo fanatismo ideologico, della tua sterminata erudizione, delle tue preferenze acritiche … la Profezio del 2012 esiste, è precisa e valida.
    E dice con assoluta certezza che a maggio del 2012 il Milan lotterà per la vittoria in Champions League, come nelle Età dell’Oro e come gli compete!

    :D

    Finite le scemenze, una domanda: il mondo arabo è sparito dal tuo blog. Tunisia, Egitto, Siria, Yemen, Marocco, Giordania … peggio di una edizione di Studio Aperto (il peggior tiggì di Mediaset). Cosa è successo?

    Nel 2012 ci potrebbero essere VERE elezioni per un sacco di arabi, questa mi parrebbe una prospettiva interessante.

    Ciao

    • Andrea Di Vita says:

      Per Francesco

      Vuoi dire che il Messi che eliminerà il Milan era stato previsto dai Maya? :-)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  7. pietro says:

    OT: Ma adesso c’è il vizio dei Remake anche in politica estera oltre che nel cinema? Non sanno che fine ha fatto Gheddafi…

  8. PinoMamet says:

    Un elemento che unisce tutti (o quasi) i newagismi è la certezza che la Verità Ufficiale sia falsa…
    non importa quale, l’importante è che in qualche misura non corrisponda al vero.

    da un certo punto di vista, il discorso dei newagisti non torna: non si capisce quale tornaconto avrebbe per esempio un archeologo a nascondere una scoperta eccezionale.
    Da una parte, escludendo l’autolesionismo, questo è un argomento contro i newagisti: la scienza ufficiale le scoperte le celebra, non le nasconde.

    Dall’altra, i newagisti reagiscono dicendo che certe scoperte sono “così tanto” eccezionali che se fossero accettate decreterebbero la fine di un’intera “casta”, che ovviamente a tutto l’interesse ad autoconservarsi.

    Il discorso ha una sua coerenza, e anche più di un precedente storico, però trascura il fatto che la “scienza ufficiale” attuale non vive di dogmi, ma di metodo.

    Non c’è niente di male, per restare in un campo a me vicino, se un archeologo trova i resti di una civiltà sconosciuta. Anzi. Ma se li data a una certa epoca, deve dire il perché, e se ricostruisce un certo tipo di società, anche.
    Non esiste alcuna congiura volta ad escludere la civiltà di Mu dal campo dello scibile umano: si portino prove serie che è esistita, e tutti saremo felici di conoscerla.

    Idem per l'”Omero sul Baltico”, di cui parlavamo tempo addietro: c’è una congiura dei grecisti contro l’ipotesi?
    No, e anche se ci fosse non reggerebbe di fronte a prove inconfutabili: ma non è colpa degli studiosi di Omero se gli argomenti a favore della tesi baltica sono inconsistenti!

    Per altro, alcune pratiche che sono arrivate, si può dire, parallelamente alla mentalità New Age, o spinte da questa, sono ormai comunemente accettate: l’agopuntura, ad esempio.

    Ciao!

    • Moi says:

      Quando la NewAge sconfina nel PaleoContatto, spesso si assiste a un revival di quel che succedeva con antichissime cosmoforie, del tipo:

      La terra è sorretta da quattro elefanti …
      E sotto ?
      Tre tartarughe
      E sotto ?
      Due balene ?
      E sotto ?
      Un drago che si morde la coda
      E attorno ?
      Bastaaaaaaaaaaaaaaaa !!!!!!!!!!!!

      …. Che più o meno è la reazione dei Paleocontattisti se chiedi loro “da dove saltano fuori ‘sti c…zzo di Alieni ?”!

      • PinoMamet says:

        In realtà non conosco troppo bene le idee di Alinei.
        In generale ho l’impressione che possa aver azzeccato qualcosa, aver avuto un’intuizione che tocca qualcosa di vero non ancora bene indagato dalla linguistica, ma che poi ci abbia costruito una teoria inutilmente complicata, assaipiù di quella “ufficiale”.
        O forse è solo l’impressione che abbiamo tutti che “si sia sempre fatto così” e che il passato non potesse essere troppo diverso dal presente; impressione di solito ampiamente illusoria.

        Del resto, anche se gli esempi storici di lingue ufficiali diverse (anche completamente) da quelle d’uso non mancano, non capisco davvero perché in epoca romana dovessero scrivere latino… e parlare dialetto!
        Ibn realtà quando hanno cominciato, per così dire, a “parlare dialetto”, hanno cominciato anche a scriverlo, e anche quando usavano il latino ufficiale, come sa chiunque abbia dato un’occhiata al latino tardo antico e medievale, l’influenza della lingua parlata e dei suoi “errori” si sentiva pesantemente.

        Insomma, Alinei complica troppo le cose per spiegare un fenomeno che altrimenti si spiega in modo estremamente semplice.

        Ciao!

        • Peucezio says:

          L’idea di fondo per cui le cose cambiano più lentamente e di meno di quanto si è finora ritenuto sarebbe anche valida.
          Solo che lui non è che complica, semplicemente delira. Spara delle enormità che sono contro ogni evidenza documentaria, inventandosele di sana pianta.
          E’ come se io mi alzassi una mattina e, per corroborare l’idea che il sistema cinese attuale in fondo è una riedizione dello spirito confuciano, sostenessi che Marx e Mao tze Tung esistevano già duemilacinquecento anni fa e parlavano con Confucio, che il Partito Comunista Cinese è stato fondato nel 500 a.C. e che in realtà Deng Xiao Ping era figlio di Confucio stesso.

      • PinoMamet says:

        In realtà l’ipotesi di Alinei, se l’ho capita bene, direbbe che si è diffuso sì il latino, ma non i “latini”, almeno non più di tanto…
        e che perciò la gente delle varie regioni dell’Impero Romano (parlo di cose a noi e a me più vicine per cultrua, così ci capiamo tutti meglio) ha continuato grossomodo a parlare come ha sempre fatto, pur usando il latino come lingua ufficiale, finchè anche questo non si è “deteriorato” un po’ alla volta.
        Tesi che presuppone però che le varie lingue fossero già più o meno simili al latino (non si spiegherebbe altrimenti come mai noi si parla dialetti romanzi).
        E finchè siamo nel campo delle lingue italiche, o anche celtiche, ci potrebbe stare: a patto però di ignorare totalmente l’epigrafia di queste lingue, che non ci restituisce affatto l’immagine di “nostri antenati che parlavano su per giù come i nostri nonni”, ma di “popoli strani che non si capisce una cippa di quello che scrivevano” ;)
        Insomma, un abitante di Gubbio di oggi dubito che possa capire anche una sola parola delle Tabulae Eugubinae, altro che “lessico che si conserva”…
        allora cosa dobbiamo credere, che anche la lingua delle Tabulae non corrispondesse a quella d’uso? A far così si arriva ad Adamo e Eva, e resta solo da capire se vogliamo che parlassero tarantino o bresciano… ;)

        poi, certo, lo sappiamo tutti che ci sono anche lessemi che in effetti si sono conservati da tempo remotissimo, ma anche questo è normale.

        ciao! :)

        • Peucezio says:

          Appunto.
          Lui sostiene che lo spagnolo e il portoghese derivano direttamente da dialetti “italici” parlati nella Penisola Iberica già da prima dei Romani e arriva a sostenere che in Gran Bretagna si parla una lingua Germanica perché, prima della fine dell’ultima glaciazione würmiana l’isola era unita al continente!
          Qua siamo molto al di là della provocazione, della tesi eccentrica, eterodossa. E’ più fondato credere agli extraterrestri che a teorie del genere, perché degli extraterrestri non possiamo dimostrare che non esistono, mentre le teorie di Alinei sono confutabili con una immensa mole di dati appunti epigrafici, storici, linguistici…

        • Moi says:

          Ingenui !!! … Non avete notato che “Aleini” è l’ anagramma sciaradato di “Alieni” ?

          … ” E’ forse un caso ? “

    • Peucezio says:

      In generale sono abbastanza d’accordo, ma bisogna stare attenti a non assolutizzare.
      Visto che ti interessi di linguistica abbastanza sul serio, ti faccio quest’esempio: un signore come Alinei è la dimostrazione lampante che anche la scienza accademica, la cultura “ufficiale” non può essere presa molto sul serio.
      Le sue teorie in un mondo normale avrebbero al massimo suscitato l’interesse di qualche psichiatra o di qualche psicologo clinico, invece costui ha insegnato all’università di Utrecht per trent’anni e viene pubblicato dal Mulino. Non ci stupiremmo se fra un po’ questo signore ci verrà a dire che in Nordamerica nel paleolitico si parlava un idioma antenato della lingua inglese e che i pellerossa erano Germani mentre gli Aztechi e gli Incas erano Italici.
      In un mondo in cui la cultura accademica dà spazio a cose del genere, davvero non si capisce in base a cosa gente che parla di Atlantide, di Mu e dell’Iperborea non venga presa sul serio.
      Il fatto che io capisca di linguistica mi ha consentito, leggendo certi deliri, di sorridere (e al tempo stesso di preoccuparmi). Mi chiedo, su tante discipline di cui non abbiamo una minima idea circa metodi e contenuti, al di là della divulgazione e di quel minimo di basi scolastiche, e su cui ci fidiamo, per forza di cose, degli addetti ai lavori, quante sciocchezze immani ci potrebbero venire gabellate a nostra insaputa?

      • PinoMamet says:

        Scusami ho fatto casino con la sequenza dei messaggi, e ti ho risposto più sopra!

      • Andrea Di Vita says:

        Per Peucezio

        ”Il fatto che io capisca di linguistica mi ha consentito, leggendo certi deliri, di sorridere (e al tempo stesso di preoccuparmi). Mi chiedo, su tante discipline di cui non abbiamo una minima idea circa metodi e contenuti, al di là della divulgazione e di quel minimo di basi scolastiche, e su cui ci fidiamo, per forza di cose, degli addetti ai lavori, quante sciocchezze immani ci potrebbero venire gabellate a nostra insaputa?”

        Santissime parole. Parafrasando il Bardo, mio padre buonanima riassumeva così la situazione: ‘Ci sono pù cose in cielo e in terra di quante ne sogni la tua filosofia. E ci sono cose della tua filosofia che non stanno nè in cielo nè in terra.’ Applicate alla mia, di filosofia, queste parole mi sono rimaste incise in testa come in lettere d’oro su lapide di bronzo.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Peucezio says:

          Sì, ma in filosofia uno può anche divagare liberamente, al massimo può essere un’operazione inutile.
          Ma quando pretendi di basarti sui fatti e di studiare fenomeni storici reali e invece ti inventi le cose di sana pianta, togliendo ogni freno alla tua fantasia, allora fai danni seri. O meglio, non li fai tu – di pazzi ce n’è tanti in giro – ma chi ti dà spazi istituzionali e accreditati per diffondere le tue farneticazioni, mentre avrebbe il compito proprio di agire da filtro.
          Se io compro un libro del Mulino, dovrei sapere che compro un libro serio, non un libro dove un mitomane ha dato sfogo ai suoi deliri.

  9. corrado says:

    Mi son ricordato adesso della prima volta che sentii parlare della profezia sul 2012: era al Costanzo Show, una quindicina di anni fa, ne parlava un antropologo, o presunto tale, messicano, in effetti di evidenti origini amerinde, nonché sedicente nipote di Fidel. Ricordo Costanzo che cercava di rassicurare Mal dei Primmitiv dicendo che «tanto in Italia non funziona mai niente, vuoi che ‘ste macchie solari siano proprio così puntuali?». Ultimamente ho visto che ne parla anche Enzo Braschi-Bisonte che Corre, l’antropologo che un tempo fu il leggendario paninaro del Drive-in, che sostiene di riallacciarsi alle profezie hopi.

    • Peucezio says:

      Bella ‘sta cosa. In effetti non importa che le macchie solari si trovino a milioni di chilometri. Se i riceventi siamo noi Italiani, nel raggiungerci non potranno essere precise e affidabili.
      Mi ricorda la storia di quel signore che morendo, preferiva finire nell’inferno italiano anziché in quello tedesco, perché le pene ai dannati venivano inflitte in modo più approssimativo e inefficiente.

    • Moi says:

      E difatti Braschi era così efficace a fare le macchiette delle mode giovanili perché _ senza filtri ideologici_ le considerava per ciò che erano e sono: TRIBU’.

      Vi regnano simboli identitarii, gerarchie indiscusse, linguaggio iniziatico nonché prove iniziatiche :

      http://www.youtube.com/watch?v=rCdl3EJgis8

  10. per Caracalla

    “Sarebbe interessante sapere se l’autore di questi post ha mai discusso direttamente con qualcuno che crede nella profezia del 2012, magari chiedendogliene i motivi.
    Sospetto di no.”

    La risposta è invece, ovviamente, sì, visto che ne sto parlando così a lungo.

    Comunque se ti vuoi offrire tu per discuterne, sei più che benvenuto.

  11. PinoMamet says:

    Un paio di anni fa, ho conosciuto un intero gruppetto di persone, colleghi di lavoro (tra di loro), che ci credevano, e ci ho parlato più volte, ma senza polemizzare.

  12. Riccardo Giuliani says:

    Miguel… il ritmo dell’articolo mi ha fatto pensare a Vulvia di Guzzanti per la prima parte, e a Mixer di Minoli nella seconda: sei caduto vittima della scrittura automatica?
    Se vuoi descrivere lo spirito dei tempi, fatti possedere da alfieri migliori. :)

  13. Peucezio says:

    http://www.corriere.it/esteri/11_maggio_11/spagna-terremoto-lorca_9f2dff5c-7bf6-11e0-9798-7300882160ff.shtml

    Hanno solo (si fa per dire) sbagliato di un migliaio e mezzo di chilometri…
    Ma come cacchio facevano a sapere che oggi ci sarebbe stato un terremoto??

    • Andrea Di Vita says:

      Per Peucezio

      Beh, ogni giorno c’e’ più di un terremoto. E’ come se io pronosticassi: ‘domani a Bari qualcuno vincerà un premio’. Poi viene fuori che a vincere è stato un tale di Zagabria. Ma come avro’ mai fatto?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

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