Idee chiare sul futuro della Siria

Le rivolte, all’inizio, sono tutte simpatiche: gente allegra o arrabbiata, che si muove per tanti motivi.

Ma al di là della buona fede dei partecipanti e le ragioni magari validissime per cui si ribellano, l’unica domanda che conti è, dove vanno?

Mordechai Keder dell’Università Bar-Ilan di Ramat Gan (Israele) è un tecnico del dominio, un signore che si occupa di studiare quelli che gli israeliani chiamano genericamente gli arabi e tenerli sotto controllo. Quindi quando parla, non perde tempo con la fuffa.

Il sito sionista Liberali per Israele trascrive e traduce il testo di un’intervista con Mordechai Keder su al-Jazeera, in cui il nostro esperto descrive tre possibili scenari futuri per la Siria (riguardo alla Siria, invitiamo tutti a seguire il blog di Antonella Appiano).

Da notare che nessuno di questi tre scenari prevede una felice democrazia con festosi diritti umani.

Infatti, ecco gli scenari che Mordechai Keder propone:

  1. un colpo di stato militare che spodesti Bashar al-Assad e la minoranza alevita

  2. una guerra civile, sul modello libico, con intervento occidentale

  3. il crollo dello Stato siriano, che in un bagno di sangue – e il genocidio degli aleviti – si frammenterà in sei blocchi etnici.

Il terzo è lo scenario, almeno per lui, più auspicabile:

“Questi sei stati non avranno bisogno di un nemico esterno, per esempio Israele, il cui ruolo permanente è stato quello di unire i popoli sotto un unico vessillo, quello del presidente. Ci sarà quindi una reale e più grande possibilità di una pace fra lo stato che è stato fondato dall’altra parte del Golan (lo Stato di Damasco ?) e Israele. E dato che questi stati non avranno buone relazioni con l’Iran, il mondo non potrà far altro che benedire questo cambiamento, che,isolando maggiormente l’Iran, avrà spezzato l’asse del male.“

Nella mia esperienza, i profeti raramente ci azzeccano. Ma almeno Mordechai Keder cerca di capire il futuro, e non solo la cronaca del momento.

Ecco il testo dell’intervista:

Fino all’ultimo siriano
di Mordechai Kedar
(traduzione di Angelo Pezzana)

La paura ha abbandonato entrambe le parti: la gente non teme più di scendere nelle strade e il governo senza alcun ritegno spara sulla folla. Fra le fila del regime sono sempre più frequenti coloro che se ne vanno: il Muftì di Siria si è dimesso tre settimane fa; membri del Parlamento hanno rassegnato le dimissioni in diretta su Al-Jazeera la scorsa settimana, il direttore di uno dei giornali più influenti è stato licenziato dopo che aveva criticato con cautela il governo, ufficiali dell’esercito hanno restituito la divisa in segno di protesta, soldati hanno abbandonato la loro compagnia senza restituire le armi, personaggi pubblici di rango hanno espresso in pubblico disapprovazione verso le forze di sicurezza dopo che avevano ricevuto l’ordine di sparare sulla folla.

Man mano che diminuiscono gli alleati di Bashar, più cresce la crudeltà  e il senso di accerchiamento. Non combattono più per difendere il regime ma per salvare la propria pelle. Il sangue delle vittime viene lavato con quello dei combattenti in uniforme di Assad. I fedeli al regime si preparano a combattere fino all’ultimo uomo.

La città di Hama è il simbolo della rivolta del 1982 da parte dei Fratelli musulmani , che fu crudelmente soffocata con migliaia di vittime. L’invio di truppe a Dar’a è stato il segnale della rivolta del 2011. La domanda è quante migliaia di persone devono venire uccise in Siria prima che ci sia un intervento come in Libia.

Al governo d’Israele suggerisco di paracadutare medicinali sulle città siriane tramite droni anonimi, sarebbe un eccellente investimento per il futuro.

Scenari futuri possibili

1)      Salvaguardia dello stato siriano con una nuova leadership

E’ possibile che ad un certo punto le alte sfere dell’esercito siriano o i capi di qualche agenzia di intelligence, capiscano che è meglio fare qualche compromesso per salvare il salvabile. Per esempio arrestando Bashar Assad con il fratello Maher e altri parenti della famiglia Makhlouf, quella della madre. Seguirà un rapido processo, nel quale verranno trattati come si aspettano i rivoltosi, il tutto per garantire l’ordine sociale. Verrànno annunciati cambiamenti nella costituzione e riforme economiche, con l’annuncio  di elezioni in tempi successivi.  Uno scenario simile a quello egiziano.

Se chi prenderà queste decisioni sarà un appartenente alla tribù degli Alawi , è ovvio che il popolo non lo accetterà e continuerà la protesta. Se sarà un sunnita, c’è la speranza che ci sarà un’attesa per vedere come si svilupperà la situazione, soprattutto se ci sarà una diminuzione della corruzione economica e uno stop del bagno di sangue che ha colpito i dimostranti. L’aspetto più significativo di questo scenario è la sopravvivenza della macchina dello stato, che continui a funzionare e ad amministrare lo stato. Negli anni che verranno, ci saranno poi i cambiamenti, e chi aveva preso parte al passato regime sarà gradualmente sostituito.

Se la velocità delle riforme non soddisferà le masse, ci sarà un ritorno nelle strade, con una opposizione al regime che impedirà di governare. I dimostranti sanno di poter contare e non cederanno a compromessi, soprattutto dopo tanti morti in nome della libertà.

2)      Il regime si spacca

Il governo va in frantumi se e quando fra le forze di sicurezza – esercito e intelligence – esplodono i conflitti, con il cambio di lealtà dal regime ai rivoltosi, come era accaduto in Libia e Yemen. Se le cose andranno come in Libia, scoppierà una guerra tra chi nell’esercito sta dalla parte dei ribelli e chi rimane dalla parte del regime. Se succederà come in Yemen, l’esercito si sentirà come paralizzato fra  due lealtà. La Siria potrà dividersi in due parti che rifletteranno la divisione geografica delle forze in campo, con una possibile guerra fra le due parti come in Libia. Questo scenario creerà una situazione instabile poichè ognuna delle due parti continuerà ad essere guidata da militari, e i problemi fondamentali della Siria rimarranno insoluti, se non peggiorati. Il regime sarà sostenuto dall’Iran, mentre l’Occidente starà con i ribelli.

3)   Il crollo dello Stato

Se gli Alawiti perderanno la battaglia nelle strade e il controllo del Parlamento, ci sarà la loro sconfitta; le masse sunnite scatenate entreranno nei quartieri alawiti di Damasco, Homs, Hama e Aleppo, armati di coltelli, pronti a ‘tagliare teste alawite dai loro colli’. Tutti i musulmani in Siria sanno che ‘gli alawiti sono infedeli e adoratori di idoli e,come tali, da condannare a morte’. Gli alawiti si rifugeranno sulle montagne della Ansayriyyah, la terra della Siria occidentale dalla quale erano venuti, e, asserragliati, difenderanno le loro vite.

I curdi nel nord dichiareranno la loro indipendenza come hanno fatto i loro fratelli in Iraq; i drusi, a Jabal al.Driz nel Sud, proclameranno la loro autonomia che gli fu tolta dalla Francia nel 1925; i beduini a est costituiranno un loro Stato con Dir a-Zur come capitale; gli abitanti di Aleppo sfrutteranno l’opportunità di scrollarsi l’odiato giogo di Damsco.  Nasceranno così sei stati  dalle rovine della Siria, molto più omogenei della Siria di prima unita in un solo stato, quindi agli occhi dei suoi abitanti più legittimata. Questo richiama quanto avvenuto in Yugoslavia.

Questi sei stati non avranno bisogno di un nemico esterno, per esempio Israele, il cui ruolo permanente è stato quello di unire i popoli sotto un unico vessillo, quello del presidente. Ci sarà quindi una reale e più grande  possibilità di una pace fra lo stato che è stato fondato dall’altra parte del Golan (lo Stato di Damasco ?) e Israele. E dato che questi stati  non avranno buone relazioni con l’Iran, il mondo non potrà far altro che benedire questo cambiamento, che,isolando maggiormente l’Iran, avrà spezzato l’asse del male ..


Il confine ‘caldo’ con Israele

Fino al 1970, tutte le volte che il regime siriano doveva affrontare problemi interni, creava tensioni al confine con Israele per avere l’opportunità di infiammare le masse: “ I barbari sionisti vogliono distruggerci, per cui dovete mettere da parte tutti i conflitti e restare uniti sotto la protezione del salvatore, il presidente”. Questa pratica è stata seguita per trentasette anni, ma è difficile credere che venga riesumata perchè la gente non ha più alcuna intenzione di dar retta a questa storia.

Anche se il regime ha a sua disposizione esercito e polizia, non cercherà di portare un attacco a Israele, perchè Israele risponderà duramente, in particolare bloccando gli elicotteri per impedire che entrino in azione.  Ciò nondimeno, nel caso di un crollo totale dell’apparato statale, qualcuno all’interno del regime siriano, potrebbe ragionare “ moriremo insieme con gli israeliani”, lanciando armi chimiche in direzione di Israele. In questo caso, potrebbe essere difficile per Israele rispondere in maniera efficace perchè non ci sarebbe nessun potere da dissuadere o da punire. Israele deve essere pronto ad uno scenario del genere, con orecchie e occhi bene aperti sulle armi di distruzione di massa nelle mani dei siriani.

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24 Responses to Idee chiare sul futuro della Siria

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  2. PinoMamet says:

    So che in questo blog non si corre dietro all’attualità, ma si preferisce ragionare;

    però, hanno ammazzato un sosia di Bin Laden, e nessuno dice nulla?

  3. Francesco says:

    Nel caso, chi ha fatto questo bello scherzetto al Presidente degli Stati Uniti?

    Saluti

  4. Per PinoMamet:

    “So che in questo blog non si corre dietro all’attualità, ma si preferisce ragionare;

    però, hanno ammazzato un sosia di Bin Laden, e nessuno dice nulla?”

    Appunto. Non ho ancora ragionato. Manco un po’.

    Quelli che hanno più fretta di noi sono già partiti comunque con i falsi (non necessariamente colpa del governo USA):

    http://barthsnotes.wordpress.com/2011/05/02/ap-and-daily-mail-use-old-bogus-photo-of-dead-bin-laden/

  5. Francesco says:

    Nel caso, chi ha fatto questo bello scherzetto al Presidente degli Stati Uniti?

    Saluti

    PS dall’intervista emerge come la Siria sia uno stato del tutto fasullo, composto da popoli e gruppi che si detestano. Tipo l’Iraq, la Jugoslavia, l’Italia … sarebbe così male disfarlo?

  6. Per Francesco

    “Nel caso, chi ha fatto questo bello scherzetto al Presidente degli Stati Uniti? “

    Come sai, io sono strutturalmente “anticomplottista”. E quindi dubito che il governo USA si sia messo in condizione da fare una figuraccia del genere, da solo.

    Però mi diverte il fatto che l’allegria per aver ammazzato Osama bin Laden in un terzo paese (vi immaginate, “commando pakistano uccide nemico del governo pakistano nel Wisconsin”?) sarà temprato da ora in poi dalla valanga di discussioni su questa foto evidentemente truccata.

    • Moi says:

      Mah, quel blog sarà pure diametralmente opposto alla Fallaci … ma glottostilisticamente ;-) le è identico !

      —- Va be’, sarà la “Fiorentinità”, che si oppone in tutta la sua aggressività all’ altrettanto proverbiale bonarietà della “Bolognesità” —-

  7. Per Francesco:

    “PS dall’intervista emerge come la Siria sia uno stato del tutto fasullo, composto da popoli e gruppi che si detestano. Tipo l’Iraq, la Jugoslavia, l’Italia … sarebbe così male disfarlo?”

    Assolutamente d’accordo. Io sono per il ritorno all’Impero Ottomano. Senza se e senza ma.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Miguel Martinez

      Concordo in pieno. Con gliOttomani non avremmo avuto Bn Laden e le Torri Gemelle, l’attentato di Sarajevo, la guerra di Bosnia, la naqbah ecc.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      non vedo perchè limitarsi .

      io sono per il ritorno dell’Impero Bizantino, senza se e senza ma (anzi, lavorando per superare quella immane stronzata dello scisma).

      questo lascerebbe anche spazio per la Padania (restituiamo il Sud Italia ai Romaioi), il che non guasta

      ciao

      • Andrea Di Vita says:

        OK, vabbè, torniamo a TRaiano e non ne parliamo più.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          non esageriamo: io e Miguel non vogliamo la Turchia nell’Unione Europea!

          :)

          ps però datemi subito gli Stati Uniti d’Europa, con una costituzione stretta in materia economica e militare e molto larga per i temi religiosi. che piuttosto che la laicità inglese o olandese preferisco entrare da dhimmi nella Lega Musulmana

      • PinoMamet says:

        To’, un’altra cosa sulla quale io e Francesco concordiamo;

        a parte il fatto che io starei coi Romaioi (diverse origini famigliari mi riconducono ai loro territori, non solo del Sud Italia, ma anche e soprattutto per scelta: non mi unirei mai ai barbari Franchi, che non rappresentano né la mia mentalità nè la mia formazione).

        Ciao!

      • Peucezio says:

        Fammi capire: la ricostituzione dell’Impero Bizantino passa attraverso la distruzione dei pochi regimi laici del Medio Oriente, quelli che proteggono le residuali e antichissime minoranze cristiane rimaste, e la loro sostituzione con gruppi salafiti o integralisti islamici di varie risme?
        Va be’ che le dinamiche storiche sono complesse e a volte il perseguimento di uno scopo passa attraverso atti che paiono andare nella direzione esattamente opposta, ma in questo caso mi sfuggono le coordinate minime della strategia che hai in mente.

        • Francesco says:

          Chi ha detto che l’Imperatore dovrebbe essere musulmano? lo voglio cristiano ortodosso, e in avvicinamento alla cattolicità.

          Come scusa, userei quella della figura neutrale tra sunniti e sciiti, che sennò si scannano.

          E permetterebbe a milioni di cristiani medio-orientali autoctoni di emergere.

          E chi ha parlato di strategia? trattasi di pio desiderio

  8. PinoMamet says:

    Comunque avevo letto anch’io l’articolo in questione, rimanendo stupito dalla chiarezza e semplicità con la quale si auspica una spartizione e magari anche una sanguinosa guerra civile…

    mi chiedo però (e lo chiedo ai più informati) fino a che punto la divisione interna siriana sia reale, e non invece “wishful thinking”.

    Sicuramente tra alawiti, drusi, cristiani, curdi (e armeni ecc.) i motivi di disunione non mancano, però il Libano sta messo uguale e, nonostante le guerre e le guerre civili, è ancora unito; non è detto, voglio dire, che lo scenario jugoslavo sia per forza il più probabile.

  9. Alessio says:

    Vabbè, il blog aurora splinder che se la prende con le tesi complottiste è un paradosso. L’ho letto alcune volte e di tesi strampalate se ne trovano a bizzeffe.

  10. Peucezio says:

    “Chi ha detto che l’Imperatore dovrebbe essere musulmano? lo voglio cristiano ortodosso, e in avvicinamento alla cattolicità.”

    Appunto!

    “Come scusa, userei quella della figura neutrale tra sunniti e sciiti, che sennò si scannano.

    E permetterebbe a milioni di cristiani medio-orientali autoctoni di emergere.

    E chi ha parlato di strategia? trattasi di pio desiderio”

    Ah, beh, allora siamo a cavallo.

  11. mirkhond says:

    Credo che con la sconfitta romea nella guerra contro ciò che restava degli Ottomani nel 1919-22, questo sogno resterà tale.
    Oggi l’Impero lo potrebbero fare i Turchi non gli spocchiosetti Romi o “Greci” come oggi amano farsi chiamare.
    ciao

    • Francesco says:

      non pensavo certo ai Greci moderni per restaurare la gloria di Bisanzio

      più credibili gli omini verdi di Marte

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