La misteriosa sede della “Repubblica libica” (di opposizione)

Il nostro paese è attivamente impegnato in una guerra tra due governi.

Uno è quello noto di Mu’ammar Gheddafi, che poi non è il capo del governo, ma questo è un dettaglio.

L’altro si chiama il Consiglio Nazionale di Transizione, e ha dalla sua, ormai, i più potenti eserciti del pianeta.

Ci si chiede, com’è fatto questo governo e dove si trova?

La risposta su Trenta Secondi

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16 Responses to La misteriosa sede della “Repubblica libica” (di opposizione)

  1. Ritvan says:

    —-Uno è quello noto di Mu’ammar Gheddafi, che poi non è il capo del governo, ma questo è un dettaglio. MM—

    “Dettaglio” ‘n par de ciufoli, se mi permetti l’espressione colorita, caro Miguel. A norma del Diritto Internazionale, visto che il buon Gheddafi non ha alcun incarico ufficiale nel Governo libico, il trattato capestro per l’Italia (in cui l’Italia si impegna a pagare alla Libia fior di miliardi per danni risalenti fino alle guerre puniche:-) ) da lui firmato assume il valore…della carta straccia nel caso vincano i ribelli CON L’AIUTO ANCHE DELL’ITALIA.
    P.S. Un caso analogo mi è stato raccontato da un diplomatico albanese. Dopo la rottura con l’URSS operata dal regime di Hoxha, il governo albanese si riappropriò dell’edificio in cui aveva sede l’Ambasciata dell’URSS a Tirana. I sovietici trascinarono l’Albania davanti alla Corte dell’Aia, sostenendo che l’edificio in questione era stato donato all’URSS dalla controparte. Il rappresentante dell’Albania davanti alla Corte chiese di vedere l’atto di donazione in originale e poi esclamò:”Questo atto è firmato da Enver Hoxha, il quale è solo il Segretario del Comitato Centrale del Partito al governo in Albania, ma non è il Presidente dell’Albania, né ha alcun altro incarico di governo, pertanto a norma del Diritto Internazionale il suddetto atto non ha alcun valore legale”. E la Corte dell’Aia dovette convenirne, con gran scorno dei kompagni sovietici….

    • Teoricamente una possibilità di uscita ci sarebbe: Gheddafi potrebbe sostenere di essere stato mandato a Roma come rappresentante del governo libico. Ma allora sta a lui dimostrare di aver avuto all’epoca i poteri di rappresentanza necessari.

      • Aggiungo in postilla: il trattato era stato rispettato fino all’altro ieri da entrambe le parti che quindi, qualcuno potrebbe dire, lo dovrebbero aver accettato per fatti concludenti.

      • Ritvan says:

        Caro Mauricius, ho detto “nel caso vincano i ribelli CON L’AIUTO ANCHE DELL’ITALIA”…ovvero, in quel caso Gheddafi non potrebbe dire più nulla, visto che molto probabilmente sarebbe già morto e sepolto:-)

    • Andrea Di Vita says:

      Per Ritvan

      Meraviglioso! :-) Questi racconti sull’Albania fanno davvero pensare alla contiguità storica e culturale fra Albania e Mezzogiorno d’Italia tanto cara al nostro mirkhond… Stessa faccia stessa razza! :-) Sembra di sentire il racconto (delle Mille e una notte?) dove un visir fa pagare col suono di una moneta il rosticciere che voleva far agare un mendicante per avere annusato un suo arrosto.

      A parte questo, c’e’ in effetti una somiglianza fra l’Albania di Hoxha e la Libia di Gheddafi: il fatto che il capo de facto del Paese non abbia rivestito l’incarico di capo del Governo del Paese. Nel caso Albanese, la subordinazione dello Stato al Partito è una chiara derivazione staliniana: Stalin non fu mai presidente del’URSS, ma quest’ultimo (Kalinin?) si limitava com’e’ noto a controfirmare gli atti del Politburo del PCUS a firma anche di Stalin. E questo nonostante che lo Stato Albanese sia ben più vecchio del regime di Hoxha. Nel caso Libico, dove uno Stato indipendente è esistito per appena tre anni prima del regime di Gheddafi, cio’ attesta la pratica irrilevanza delle istituzioni dello Stato. Il modello poteva essere forse l’Atene di Pericle o la Firenze di Lorenzo il Magnifico, se non che Pericle e Lorenzo hanno sempre proclamato la propria fedeltà agli ideali dello Stato, menre in Albania e in Libia lo Stato è solo il docile strumento di una superiore volontà ‘popolare’. In Albania so che a un certo punto erano stati sic et simpiciter aboliti gli avvocati, considerati inutili in una democrazia popolare. Vale la pena di ricordare che la prima cosa che Orwell scrive della sua immagfinaria Oceania in ‘1984’ è che la legge scritta non esiste più, rendendo quindi irrilevante il ruolo della polizia ‘non’ politica.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Ritvan says:

        Caro ADV, ti ricordo che l’Azzeccagarbugli di manzoniana memoria era di un’altra faccia e razza, razza “padana” per la precisione:-).
        L’esatta denominazione del “presidente”, in URSS era “Presidente del Praesidium del Soviet Supremo” (in Albania idem, tranne per il fatto che in Albania il Soviet Supremo si chiamava – e si chiama tuttora:-) – “Kuvendi Popullor”- Assemblea Popolare), insomma una specie di Presidente del Parlamento. In effetti il buon Kalinin ricoprì tale carica per lungo tempo, così come il suo omologo albanese Haxhi Lleshi.
        L’avvocatura fu abolita in Albania nel 1967, insieme alla religione e in concomitanza con la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria della Cina di Mao, di cui all’epoca Hoxha era diventato vassallo.
        Ciao
        Ritvan

        • Andrea Di Vita says:

          Per Ritvan

          ”padana”

          Forse l’hai già scritto da qualche parte, ma te lo chiedo di nuovo lo stesso. Com’e’ che si traduce in Albanese il nostro proverbio ‘ogni mondo è paese’ (= ‘dovunque vai le cose funzionano sempre allo stesso modo, in fondo’)?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Ritvan says:

            Caro ADV, non ricordo un proverbio albanese equivalente al vostro “tutto il mondo è paese”. Probabilmente ciò deriva dal fatto che gli albanesi ritenevano il Kanun che li governava qualcosa di molto speciale:-) (e credo non avessero tutti i torti).
            Ciao
            Ritvan
            P.S. Se vuoi la traduzione letterale del suddetto proverbio, è “gjithë bota është katund”:-)

            • Andrea Di Vita says:

              Per Ritvan

              ”letterale”

              Grazie!

              ”speciale”

              Aaaaaaarrrggghhhhhhh!!!!

              Anti-relativistiiii! :-) :-) :-)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Ritvan says:

              Mah….veramente “antirelativista” dovrebbe essere, invece, chi crede che tutto il mondo si comporti (o debba comportarsi?) come il proprio paese…o no?:-)
              Ciao

            • Andrea Di Vita says:

              Per Ritvan

              Beh, forse è questione di lessico. ‘Anti-relativista’ (per me) è ‘chi crede di essere governto da qualcosa di molto speciale’. L’ ‘antirelativismo’ sta appunto in quel ‘molto speciale’ che distinguerebbe il soggetto dagli altri.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Ritvan says:

              No, Andrea, l’antirelativista ritiene i propri “canoni” non solo speciali (e magari lo sono, oggettivamente) bensì gli unici “giusti”…e magari cerca di esportarli pure:-)
              Ciao

  2. Per Ritvan

    Grazie, trovo sempre affascinanti i tuoi racconti sull’Albania.

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  4. p says:

    L’agnello di Persia incontrò una gentildonna lombarda, che prese a rimirarlo con l’occhialino. “Fedro Fedro”, belava miseramente l’agnello, “prestami il tuo lupo”.
    C. E. Gadda, Favola prima

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