Il Canto del Partito e alcune questioni assolutamente fondamentali

Una sfida. Svolgere un tema non banale su un testo notevole: Das Lied der Partei, inno del Partito dell’Unità Socialista (SED), che ha governato per quasi mezzo secolo la Germania dell’Est.

Si tratta della prima edizione, scritta nel 1950 da Louis Fürnberg e cantata da Ernst Busch.

Sto scrivendo un mio commento, ma attendo prima i vostri, perché sicuramente ci sarà da imparare.

Due note linguistiche: il mio tedesco non è eccellente, per cui accetto volentieri correzioni alla mia traduzione. E ricordo che Partei - “partito” – in tedesco è femminile, per cui anche nella traduzione adopero un significativo pronome femminile.

Canto del Partito

Ci ha dato tutto
sole e vento e senza lesinare.
Dove c’era lei, c’era la vita
ciò che noi siamo, lo siamo tramite lei.
Lei non ci ha mai abbandonati,
gelasse pure il mondo, per noi c’era calore.
La madre delle masse ci protegge
ci porta con il suo possente braccio.

Coro: il Partito, il Partito
ha sempre ragione
e compagni su questo non c’è discussione
perché chi lotta per il diritto
ha sempre ragione
contro la menzogna e lo sfruttamento.

Chi offende la vita
è stupido o malvagio,
chi difende le persone
ha sempre ragione.

Così dallo spirito leninista
il partito cresce, forgiato da Stalin.

Lei non ci ha mai lusingati
quando talvolta nella lotta ci scoraggiavamo
ci ha solo accarezzati lievemente
“Non tremate!” e subito stavamo meglio.

Si contano forse i dolori e le fatiche
quando otteniamo il bene
quando si conquistano libertà e pace
per i più poveri della terra?

Lei ci ha dato tutto
mattoni per costruire e il grande piano.
Ci ha detto: “impadronitevi della vita,
avanti, compagni, all’assalto!”

Se le iene istigano alla guerra,
la vostra costruzione spezzi la loro potenza.

Con il legno rinforzate la casa e la culla
costruttori, vegliate!

Lied der Partei

Sie hat uns alles gegeben,
Sonne und Wind und sie geizte nie.
Wo sie war, war das Leben,
Was wir sind, sind wir durch sie.
Sie hat uns niemals verlassen,
Fror auch die Welt, uns war warm.
Uns schützt die Mutter der Massen,
Uns trägt ihr mächtiger Arm.

Refrain: Die Partei, die Partei,
Sie hat immer recht
Und Genossen es bleibe dabei,
Wer da kämpft für das Recht,
Der hat immer recht
Gegen Lüge und Ausbeuterei.
Wer das Leben beleidigt,
Ist dumm oder schlecht,
Wer die Menschen verteidigt,
Hat immer recht.
So aus Lenin’schem Geist
Wächst von Stalin geschweißt
Die Partei, die Partei, die Partei.
Sie hat uns niemals geschmeichelt.
Sank uns im Kampfe auch manchmal der Mut,
Hat sie uns leis nur gestreichelt:
“Zagt nicht!” und gleich war uns gut.
Zählt denn noch Schmerz und Beschwerde,
Wenn uns das Gute gelingt,
Wenn man den Ärmsten der Erde,
Freiheit und Frieden erzwingt?

Refrain: Die Partei, die Partei . . .

Sie hat uns alles gegeben,
Ziegel zum Bau und den großen Plan.
Sie sprach: “Meistert das Leben,
Vorwärts Genossen, packt an.”
Hetzen Hyänen zum Kriege,
Bricht euer Bau ihre Macht.
Zimmert das Haus und die Wiege,
Bauleute, seid auf der Wacht!

Refrain: Die Partei, die Partei . .

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95 Responses to Il Canto del Partito e alcune questioni assolutamente fondamentali

  1. Rock & Troll says:

    Sbaglio o anche il decalogo del fascismo recitava “Mussolini ha sempre ragione”?
    Aveva ragione Churchill: dopo aver buttato giù il fascismo italiano e quello tedesco, nel ’45 bisognava approfittarne per proseguire l’operazione e far pulizia anche di quello sovietico.

    • Francesco says:

      Dove posso trovare il suggerimento di Churchill? credo sarebbe un interessante esercizio di controstoria pensare a come realizzarlo e a cosa sarebbe successo …

    • Z. says:

      R&R,

      non sbagli. Oltretutto lo stesso principio era affermato nel decalogo del buon nazionalsocialista, seppur in versione meno enfatica (“La decisione di Hitler è definitiva”).

      Ignoravo invece la frase di Churchill: una trombonata da propagandista, naturalmente, come se ne sentono tante in politica. Diversamente dovremmo penare che il Winston fosse quantomeno un po’ schizofrenico, considerato con quanta durezza e rapidità aveva catechizzato i Polacchi che “osavano” dolersi dell’occupazione sovietica.

      Z.

      PS: La controstoria la faccio in due righe, e per giunta pure gratis. Hitler non era riuscito a sconfiggere il “fascismo sovietico” nel ’41: le possibilità degli Alleati occidentali di riuscirci nel ’45 erano un po’ inferiori a zero.

      • Ritvan says:

        —-La controstoria la faccio in due righe, e per giunta pure gratis. Hitler non era riuscito a sconfiggere il “fascismo sovietico” nel ’41: le possibilità degli Alleati occidentali di riuscirci nel ’45 erano un po’ inferiori a zero. Z.—-

        Una splendida dimostrazione – a mio immodesto:-) avviso – dell’assunto secondo cui la roba offerta gratis di solito vale poco:-)
        Caro Z., la differenza fra Hitler nel ’41 e gli USA alla fine del 1945 era che gli USA avevano L’ATOMICA.

        • Ma le opinioni pubbliche occidentali avrebbero tollerato altri anni di guerra? E come si sarebbe fatta arrivare un’atomica sulle città strategiche russe? Non si era nel Pacifico dove la superiorità navale e aerea americana era ormai indiscussa: si sarebbe dovuta superare le linee russe, sorvolare migliaia di chilometri di territorio militarizzato sovietico. Gli USA invece sganciarono le atomiche sul Giappone a guerra VINTA.

          • Ritvan says:

            —-Ma le opinioni pubbliche occidentali avrebbero tollerato altri anni di guerra? M.T.—
            Anni???!!! Quanti anni ci mise il Giappone a capitolare dopo sole due bombe?

            —-E come si sarebbe fatta arrivare un’atomica sulle città strategiche russe? Non si era nel Pacifico dove la superiorità navale e aerea americana era ormai indiscussa: si sarebbe dovuta superare le linee russe, sorvolare migliaia di chilometri di territorio militarizzato sovietico.—-
            Caro mio, tu ricordi bene che a quel tempo gli USA non avevano ancora i missili ma forse non ricordi altrettanto bene che neanche l’URSS aveva radar e satelliti in grado di individuare per strada i biekissimi bombardieri usani:-)

            • Un B52 non serve un radar per vederlo ;)

            • Ritvan says:

              Nemmeno se vola di notte e a 20 km d’altezza?:-)

            • Ok, guerra atomica, rottura del patto di Yalta, alla fine i russi rubano l’atomica magari un po’ più presto (ragioni di vita o di morte), i comunisti di mezza europa insorgono (in Italia guerra civile, eh!), le colonie inglesi potrebbero decidere di dare la spallata all’UK sobillate da Mosca… Terza guerra mondiale, 50 milioni di morti altri e tutti felici e contenti, no? Tutte le vittime dei regimi comunisti fatte fuori con gli interessi dalla “guerra umanitaria”.

            • Francesco says:

              contabilmente, basterebbe contare quanti cinesi non sarebbero stati massacrati tra guerra civile e regno di Mao Zedong per andare in attivo …

            • Francesco says:

              erano i B17 e i B29, oltre ai bombardieri inglesi

              e vederli era inutile, se i P51 e i gli Spitfire mk XIII e i Lighting li proteggevano

            • buran says:

              Nel periodo fra il 1945 e il 1949 sono stati elaborati decine di piani per il bombardamento dell’ URSS. I documenti sono ormai pubblici. I principali ostacoli per gli USA erano dovuti all’incapacità di poter sferrare un colpo definitivo: l’URSS era un paese immenso con molte città grandi e medie e, in caso di attacco, anche di fronte a una distruzione parziale, era in grado di sferrare un contrattacco convenzionale notevole, facendo leva su un esercito numericamente immenso e bene armato, prima di tutto verso l’Europa occidentale. Senza contare il consenso e la popolarità che avevano, in quel periodo, l’URSS e Stalin in tutto il mondo, USA compresi. Dal punto di vista strettamente militare gli USA non avevano la capacità, nonostante l’impegno, di produrre una quantità di ordigni (diverse decine) adeguata, che gli garantisse senza ombra di dubbio l’annientamento del nemico, e in più i bombardieri non avevano la possibilità logistica di colpire tutto il territorio. Nel 1949 un famoso “rapporto metereologico” (rilevante particelle radioattive in quota risultato di un’esplosione sperimentale in Siberia) pose fine alle velleità statunitensi: anche l’URSS aveva la bomba. Teniamo conto che, a quel punto, i sovietici erano molto più avanti nel settore della missilistica (a differenza degli USA che avevano puntato sullo sviluppo dei bombardieri strategici) quindi diventarono quasi immediatamente “operativi”, cioè in grado di sferrare un contrattacco nucleare di rappresaglia, seppur parziale.

          • Francesco says:

            1) no, la stanchezza di guerra era tale che gli USA faticarono a conqusitare il Giappone, i loro soldati volevano tornare a casa.

            2) l’URSS vincitore era comunque allo stremo, la cessazione immediata degli aiuti americani e l’impossibilità di riportare milioni di uomini in patria a produrre avrebbe più che bilanciato la molto maggiore esperienza di combattimento delle truppe russe.

            3) la superiorità aerea degli Alleati sui Sovietici sarebbe stata totale, con importanti conseguenze militari “convenzionali” – anche se i T34 erano molto meglio degli Sherman.

            4) la macchina militar-industriale USA funzionava a pieno regime, il secondo tempo della Seconda Guerra Mondiale sarebbe stato spettacolare dal punto di vista dei mezzi sul campo.

            5) c’erano milioni di ottimi soldati tedeschi (e i loro mezzi) da utilizzare, senza contare l’amore dei popoli “liberati” dai sovietici per i loro “liberatori”; molti meno i comunisti in Europa occidentale, credo

        • Z. says:

          Certo che vale poco. Altrimenti l’avrei venduta :D

          Detto questo, che mi risulti, nessuno ha mai seriamente sostenuto la possibilità per gli Stati Uniti di conquistare l’Unione Sovietica nel 1945 a suon di atomiche…

          Beninteso: se esistono tesi di segno opposto sarei davvero curioso di conoscerle :-)

          Z.

          • Ritvan says:

            Caro Z., non si trattava di “conquistare” l’URSS, si trattava solo di impedirle di papparsi mezza Europa, dopo che mezzo mondo s’era dissanguato per anni solo per impedire a Hitler di papparsi mezza Polonia. E un “ricatto” atomico in questo senso da parte degli americani (a cui probabilmente Baffone avrebbe ceduto senza che si arrivasse ad atomizzare Mosca, Leningrado e compagnia bella) io l’avrei considerato benedetto. Tu probabilmente no, visto che il tuo Paese è rimasto nell’altra metà d’Europa..oppss…che sto dicendo, tu probabilmente ce l’hai a morte, invece, con Baffone che non fece anche dell’Italia una Repubblica Socialista:-)
            P.S. Maledetto il senso di puritana lealtà degli USA…almeno il ricatto atomico potevano tentarlo nei confronti del loro alleato….
            P.S.2 E poi certuni qua mi danno del “servo degli USA”:-)

        • Moi says:

          @ Ritvan :

          c’ è tutto un filone complottista _ che mi pare ridicolo, ma ha un sèguito_ che dice che Hitler aveva l’ atomica ma non la usò per scrupoli morali … cosa che invece non fecero invece gli USA.

          Tutto ciò sarebbe teso a comprovare che l’ Odio Talmudico (di un USA in mano a Lobby di Ebrei) è l’ addittivo che fa la differenza dello stesso Odio Norreno-Protestante-Massonico …

          • Ritvan says:

            x Moi
            Se Hitler aveva degli “scrupoli morali” allora mi sa che l’atomica l’avevano pure gli Ostrogoti:-).

            • Francesco says:

              sennò come sconfiggevano i civilissimi romani?

              i felloni usarono le Bombe!

              ecco!

              :D

  2. nic says:

    Que te pasó Miguel?
    Ti avevamo lasciato in piena rivoluzione islamica ed ora, tra un’insurrezione nel Bahrein, scontri in Iran e 5 mila tunisini – quelli “del master in tasca” – rinchiusi nei lager di Lampedusa, riappari fresco fresco, prima con un referendum per l’acqua e poi con un’inno della ultradefunta DDR. Non ti avranno sostituito con un tuo clone ecotrozkista congelato nel ’56?

  3. Per Nic

    Vedrai che c’entra, e anche parecchio. Perché se riuscissimo a capire davvero il meccanismo dietro questo testo, sapremmo in che modo ci si possa organizzare nel 2011.

  4. p says:

    è che il partito è una forza non una ragione. sta qui la fregatura di quell’inno, che a me, dopotutto, piace.p

  5. nic says:

    Forse, ma non ci arrivo. Se non per il fatto che quando il PartitO manca la partitA è già persa in partenza, nel senso che neppure si gioca, almeno sul campo dove le migliaia di cani sciolti semplicemente “fanno massa”. Invece ho memorizzato anche nel disco, parte dell’ultimo commento del tuo amico Imed. Se fossi capace lo metterei in musica con un lugubre e ritmato fondo industriale in stile Officine schwartz o Einsturzende Neubauten…

    Meriterebbe tutto un post:

    “I lavoratori di una fabbrica che sta a 10 minuti di casa mia hanno lavorato 14 ore al giorno per consentire a una industria europea di non fermarsi (in Europa, intendo). Perché la catena di montaggio in Europa dipende dai prodotti in arrivo dalla Tunisia.
    Personalmente, ieri ho lavorato dalle ore 6 (ero in ufficio alle sei del mattino) fino alle ore 19 e 25 (ero in ufficio alle ore 19 e25). 28 dei miei collaboratori hanno ridotto la loro pausa pranzo, e alcuni hanno persino rinunciato a due quarti d’ora di pausa caffè (già pagata) per lavorare (8 ore e 45 minuti) e recuperare il ritardo nella produzione dovuto ai scioperi nei trasporti dei giorni precedenti. La mia pausa pranzo è durata 20 minuti (la più breve in assoluto). Questo non significa che siamo eroi. Significa che siamo consapevoli di ciò che abbiamo realizzato (LA RIVOLUZIONE).”
    tic tac tic tac
    rivoluzione industriale con un paio di secoli di ritardo?

  6. PinoMamet says:

    Mi sembra già pronto per essere reinterpretato da Max Raabe (se non l’ha già fatto).

    Segno di una continuità di un certo stile tedesco, al di là delle definizioni politiche?
    Continuità che del resto appare anche evidente nel design
    (non ricordo chi diceva che in Germania Est si producevano, alla fine, gli stessi oggetti della Germania Ovest, solo con dieci anni di ritardo burocratico… parlo di piccoli oggetti quotidiani; e poi ci sono le uniformi tedesche, che, est o ovest, sprizzavano e sprizzano “nazi” da tutti i pori, anche se poi sono semplicemente tedesche, in fin dei conti)

    terribile questa madre mitteleuropea che protegge, ma non lusinga, e che dona “tutto”, cioè mattoni e cemento per costruire…

    naturalmente “la” Partito ha sempre ragione, ma, badare bene, non a priori (in realtà sì, ma sto decifrando la retorica) ma perché sta “dalla parte delle persone”, “contro lo sfruttamento”, in difesa di “libertà e pace per i poveri della terra”: come si fa a contestarla?
    Sarebbe come dire che le donne afghane stavano bene velate e oppresse: via, come si fa a discutere di questo?

    Ciao!

  7. Peucezio says:

    Ma ‘st’inno che cita reiteratamente Stalin è rimasto ufficiale dopo Chruščёv e la “destalinizzazione”, fino all”89??

  8. p says:

    Un comunista napoletano avrebbe detto che la ragione si dà ai fessi, smontando tutto l’ambaradan. Anzi, credo l’abbia anche fatto.p

    • Z. says:

      Esistono pure dei comunisti napoletani? ma girano per le strade come le persone normali o vivono in riserve speciali sotto la protezione del WWF? :-)

      Z.

    • Francesco says:

      “la ragione si dà ai fessi”: ecco, adesso come faccio a dormire? senza ragione, la vita sociale fa schifo, e tu me la trasformi in uno zuccherino per fessi

      spero ti sbagli

  9. Giuseppe says:

    Ciao.

    Forse l’inizio del refrain andrebbe tradotto in modo leggermente diverso:

    “Il partito, il partito
    ha sempre ragione
    e compagni su questo non c’è discussione
    perché chi lotta per il diritto [o la giustizia]
    ha sempre ragione
    contro la menzogna e lo sfruttamento”.

    Die Partei, die Partei,
    Sie hat immer recht
    Und Genossen es bleibe dabei,
    Denn wer kämpft für das Recht,
    Der hat immer recht
    Gegen Lüge und Ausbeuterei.

  10. PinoMamet says:

    Mo’ che ci penso

    non è che tra quaranta, cinquant’anni, ci faranno cantare il “canto dei DUE partiti”?

    esempio di testo (estemporaneo, prendetelo alla buona)

    “Conservatori e Progressisti
    le due colonne della felicità
    Tradizione e Innovazione
    due gambe sul cammino della libertàààà

    Han spezzato le tristi certezze
    che eran catene di schiavitù
    donandoci luminose speranze
    di ricevere il premio per la nostra virtùùù

    Rit.:
    Chi ci odia è stupido o cattivo
    odia la nostra felicità
    ci disprezza senza motivo
    perché ignora la Veritààà

    I due partiti ci han donato il sogno
    della privata proprietà
    soddisfacendo l’unico vero bisogno
    che è quello della libertàààà

    I Prrogressisti ci danno la Ragione
    contro il vecchio oscurantismo
    ma se ci attacca un nuovo fascismo
    i Conservatori difenderan la Tradizione

    Rit.

    ecc. ecc.”

    il concetto, insomma, rimarrà lo stesso: i due partiti hanno ragione!
    Prima di tutto, perché sono due;
    e poi, perché su, via… hanno ragione!

    Nonvi daranno cemento e mattoni, no, sono più raffinati: vi daranno il concetto e il sogno di essere liberi e di vivere in una società meritocratica.
    Perciò, se non avete tutto ciò che ha il vostro vicino di casa, è solo colpa vostra; o non starete dalla parte di chi odia la nostra libertà?

    Ciao!

  11. p says:

    che schifo una società meritocratica. retorica per retorica, molto meglio i mattoni.p

    • PinoMamet says:

      Sono d’accordo.

      • PinoMamet says:

        Nel caso non si fosse capito! ;)

        Penso che una dittatura dei due partiti sarebbe forse meno dura, ma sicuramente più difficile da abbattere di una dittatura del partito unico.

        • Francesco says:

          Mi pare ci sia un precedente in America Latina, alla fine è caduta.
          Però è necessario un accordo tra due concorrenti, che accettino veramente di non stare esplicitamente e formalmente al potere e di fidarsi l’uno dell’altro.
          Mica facilissimo.

          PS nel caso, io sto con i Conservatori :D

  12. Karakitap says:

    In primis, devo dire che quando la DDR passò alla storia avevo quattordici anni, e sapevo solo che c’era un muro che separava Berlino e chi voleva varcarlo finiva sovente ucciso (e fu per me una sorpresa sapere che i soldati erano concittadini di chi fuggiva, mi sarei aspettato il contrario) e che questo piccolo paese del centro Europa vinceva medaglie su medaglie alle olimpiadi (in che modo poi lo si è saputo più tardi, il bello è che i cronisti spesso definivano l’atleta il/la tedesco/a democratico/a anziché orientale), poi nel corso degli anni mi sono interessato molto alla storia di quello stato, e nonostante tutto continuo a pensare che forse la semplice “annessione” della ex DDR alla Germania ovest liquidando quarant’anni di storia sia stata troppo frettolosa (ma Kohl aveva bisogno di passare alla storia), anche se forse tra tutti quelli dell’est la DDR era quello che più poteva sembrare un governo collaborazionista verso i sovietici.

    Dopo questa lunga (e assolutamente ininteressante) premessa, penso che uno dei più grandi errori del XX secolo (ma ha radici nell’ottocento e forse anche prima) sia stato il cambiamento della politica che è diventata una sorta di alternativa della religione, commettendo l’errore marchiano che mentre le religioni il paradiso lo promettono dopo la morte, le ideologie pensavano di riuscire a realizzarlo sulla terra, questo ha portato ad una sorta di sacralizzazione del partito, visto come un ente divino che si muove per il bene del popolo, e chi gli va contro va contro non solo il partito, ma di conseguenza anche il popolo (se poi è quest’ultimo che non lo vuole, mica si dà la colpa alle proprie idee che non si sono rivelate fondate, ma ad agenti sobillatori, alla borghesia che non vuole cedere il potere, ai contadini che non vogliono la collettivizzazione ecc.), in questo caso il possente braccio si leva eccome, ma a distruggere quello che in teoria dovrebbe difendere. Ora, non è compito di questo misero commento sostenere che il partito “divinizzato” si comporta come i cristiani si sono comportati con sassoni, albigesi, hussiti ecc. ma che chi ritiene di avere ragione perché sì è qualcuno di tendenzialmente pericoloso, si dice che le vie dell’inferno sono lastricate con le buone intenzioni, meno metafisicamente, le vie dei gulag (et similia) sono lastricate di volontà di fare il bene del popolo.

    Salutoni, Karakitap

    PS. Sulle divise, in effetti quelle della DDR erano probabilmente le uniche del patto di Varsavia che non prendevano ad esempio le divise sovietiche ma strumentalizzavano l’eredità tedesca, mentre ad ovest per anni ci fu un dibattito se fosse il caso di adottare o meno divise “tedesche” per non riacutizzare vecchi odi (se si paragona la divisa di un soldato della Bundeswehr occidentale con quello della NVA orientale salta agli occhi che quella più “tedesca” è quest’ultima).

  13. Guy Fawkes says:

    A proposito, presentiamolo come a Sanremo:
    di Travaglierre (testo) e del miliardario Santor (musica): “Lied der Partei”.
    Come piacerebbe loro vivere nella DDR!!
    Che bel film “le vite degli altri” con le intercettazioni telefoniche dell’epoca.
    Il Robespierre italiano da 4 soldi che vomita odio quotidiano con saccenza lo vedrei bene con la divisa dei Vopos.

  14. Moi says:

    Solo a me ‘sta canzone evoca invece (!) un’ atmosfera da Oktoberfest ?

    :-) ;-) :-) ;-)

    Cmq, in termini propagandistici, roba da dilettanti rispetto a “La Pace Può” :

    http://www.youtube.com/watch?v=-o0ndd-jaOc

    • Francesco says:

      Io lo trovo palesemente un inno di Chiesa, altrettando palesemente non cattolico ma luterano.

      Una roba oppressiva e intimidatoria, che punta a farti sentire in colpa di fronte all’Altissimo/a se non stai già lavorando come un mulo.

      Con un accenno al Bunga Bunga piacerebbe anche a Berlusconi e a Scalfari.

      • Karakitap says:

        Anche a me sembra qualcosa di “ieratico”, quanto al fatto di un eventuale sostrato “luterano” nello spirito compositivo, potrebbe anche esserci, dato che la DDR sorgeva sul nucleo degli stati passati alla Riforma (Prussia e Sassonia), quanto al messaggio, beh, è ovvio (e mi dispiace dire questo) che bisogna far sentire in colpa i “fedeli”, qui non conta solo la giustificazione per fede, ma anche (se non soprattutto) le opere.
        Salutoni, Karakitap

  15. Moi says:

    A proposito di DDR :

    http://www.youtube.com/watch?v=i7EB47ENNV0

    Una dolceamara tragicomica commedia dell’ “equivoco costruito” da recuperare assolutamente … o da riverdere ! ;-)

  16. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=m6P7OuUJaKA

    anche questa è musicalmente (!) bellina …

    ____________

    Tuttavia ritengo che musicalmente (!!!) l’ Inno dell’ URSS fosse semplicemente stupendo :

    http://www.youtube.com/watch?v=Xcs0ZTLtZrE

    • buran says:

      http://www.youtube.com/watch?v=svCSf6ZQp3w&feature=related

      RINATI DALLE ROVINE

      Rinati dalle rovine
      e rivolti al futuro,
      lasciaci servirti bene
      Germania, unica patria.
      L’antica miseria è da eliminare
      E la elimineremo uniti
      E dobbiamo far sì che
      il sole splenda bello
      come mai sulla Germania.

      Gioia e pace sian destinate
      alla Germania, nostra patria.
      Tutto il mondo anela alla pace,
      date ai popoli la vostra mano.
      Se ci uniamo fraternamente
      batteremo il nemico del popolo!
      Fate brillar la luce della pace
      e che mai più una madre
      pianga il proprio figlio.

      Lasciateci arare e costruire,
      imparate e create come mai prima
      e, fiduciosa nella propria forza,
      sale e sorge un popolo libero.
      Gioventù tedesca, le migliori aspirazioni
      del nostro popolo in te si riuniscono,
      della Germania diverrai la nuova vita.
      Ed il sole, bello come mai
      Splende sulla Germania.

  17. roberto says:

    Coro: il Partito, il Partito
    ha sempre ragione

    coro bis: ed io diffido io diffido
    di chi ha sempre ragione

  18. Per Peucezio

    “Ma ‘st’inno che cita reiteratamente Stalin è rimasto ufficiale dopo Chruščёv e la “destalinizzazione”, fino all”89??”

    No, la frase su Stalin è scomparsa misteriosamente pochi anni dopo la composizione :-)

  19. Per Giuseppe

    “Forse l’inizio del refrain andrebbe tradotto in modo leggermente diverso:”

    Il mio tedesco da mangiatore di cibi con il peperoncino era infatti entrato in crisi con la frase, “und Genossen es bleibe dabei”…

    ho inserito le tue modifiche nel testo, grazie!

  20. Per PinoMamet

    “non è che tra quaranta, cinquant’anni, ci faranno cantare il “canto dei DUE partiti”?”

    Bellissimo. Solo che i due partiti non hanno alcuna necessità di suscitare questo tipo di sentimenti: funzionano senza bisogno di alcuna militanza, combinando la forza d’inerzia con il Luogo Comune generale.

  21. Per Moi

    “Cmq, in termini propagandistici, roba da dilettanti rispetto a “La Pace Può” :”

    Ho ascoltato attentamente, poi sono andato a cercare il testo in rete, per vedere se l’aveva scritto qualche buontempone di sinistra. E invece no, sembra proprio autentico:

    http://www.silvioperilnobel.it/

    E’ un fantastico esempio di qualcosa di non parodiabile: cioè sarebbe impossibile creare qualcosa di più ridicolo.

    E in questo sta anche la forza di Berlusconi, che qualunque cosa, ma proprio qualunque, gli si dica, risponde (lo dico romanamente, voi metteteci la pronuncia milanese), ” ‘mbeh, allora?”.

    E’ interessante poi perché trasforma il culto del leader dal Forgiatore Stalin al Simpaticone Mediatico Silvio. Ispira affetto, tenerezza ma non militanza.

    Grazie, è un gioiello comunque.

    • Peucezio says:

      E’ fantastico!!
      Effettivamente è disarmante di fronte a qualunque obiezione, rompe il dogmatismo culturale della sinistra presentandosi senza vergogna, come la materializzazione orgogliosa di uno stereotipo.

    • Z. says:

      Infatti è un aspetto molto interessante del fenomeno Berlusconi: è talmente grottesco da rendere la satira pressoché impossibile.

      Elementi dello stesso aspetto si riscontrano, sia pure in fase embrionale, in certi slogan marxleninisti di epoca staliniana (il più celebre è forse “anche il trattore ha il suo carattere”).

      Certo, rispetto al fenomeno Berlusconi qui siamo proprio a livello dilettantistico. Ma va considerato che erano anche altri tempi, altri luoghi e altre culture.

      Z.

      • Moi says:

        Infatti, anche il comico “di sx” Antonio Albanese ha dovuto dichiarare che quando il suo personaggio di Cetto Laqualunque uscì in TV a Zelig nel 2003 poteva sembrare la versione caricaturale di Silvio Berlusconi … ma ora che è uscito al cinema nel 2011 ne sembra la versione edulcorata !

        http://www.youtube.com/watch?v=B_NJktvgKn8

        • Francesco says:

          è una vita che da sinistra frignano perchè Berlusconi li lascia sempre indietro

          dessero un’occhio fuori dai confini ogni tanto

        • Francesco says:

          bugiardo, doveva dire che Nichi Vendola stava portando il suo personaggio alla conquista di palazzo Chigi!

  22. ettore says:

    comunque interessante sapere che il termine Genosse era stato introdoto dai nazionalsocialisti ( parteigenosse, volksgenosse) in contrapposizione al kamerad che era più militare, o che aveva il significato politico di “compagno”, come i n Spagna, Camarada, in francia , Camarade, in Inghilterra Comrade. In ambito ispanico, Miguel mi correggerà se erro, il companero cuano era figlio del companero peronista…

  23. Ritvan says:

    —Ci ha dato tutto
    sole e vento e senza lesinare.—-

    Beh, fra questa perla e il mio apocrifo articolo 1 della Legge sull’acqua di Kim Jong Il (cfr. commenti al post sull’acqua) che recitava “L’acqua esiste solo per volere del Caro Leader”:-) la differenza mi sembra minima. Che dici, caro Roby, anche l’ineffabile paroliere crucco avrà voluto prendere per i fondelli il Partito?:-)

  24. Posso dire di averla trovata commovente? Ingenua e commovente. “Impadronitevi della vita. Avanti, compagni, all’assalto!”
    Questa mitologia del partito si ritrova anche nel ritornello dell’inno sovietico:
    Sia celebre la nostra Patria libera,
    Sicuro baluardo dell’amicizia fra i popoli!
    Il partito di Lenin, che è la forza del popolo
    Ci porta verso il trionfo del comunismo!
    Dove al posto di “comunismo” si deve leggere “pace e prosperità per questo gigantesco e assurdo paese”.
    La questione del partito è questione serissima, oserei dire che il nostro futuro dipende da come essa sarà svolta nei prossimi anni dai popoli del mondo.

    In una puntata di South Park l’omonima cittadina viene invasa da orde di hippies universitari, i quali, prima che arrivi Eric Cartman col baygon, spiegano agli atterriti protagonisti che le multinazionali rovinano il mondo; Kyle commenta: “ma è terribile, cosa possiamo fare?” e l’hippy risponde, finendo di rollarsi la canna: “bé ecco…pensavo che potremmo… organizzare un festival musicale!” e ovviamente finisce tutto in vacca. Questa era la risposta sbagliata; la risposta giusta è il partito.

    Costanzo Preve sostiene che i dominanti vincono “regolarmente” sui dominati per via di un fatto molto preciso: i primi possiedono, cioè sono in grado di pensare, la totalità concettuale dei rapporti sociali di produzione, i secondi no, relegati come sono a considerazioni empiriche sulla propria vita quotidiana. La grande invenzione di Ul’janov, il Pàrtija Lénina, è proprio il mettere a disposizione delle masse, o meglio delle loro avanguardie, uno strumento in grado di pensare strategicamente la società, rendendo possibile la loro partecipazione al grande e terribile agone dei gruppi di dominanti in conflitto. La gente comune, guidata da “pezzenti della penna” come Lenin o Bucharin, è così capace di misurarsi con generali, petrolieri, lobbisti e rais. Non è dunque innocente la campagna culturale, condotta da un’insospettabile compagine trasversale, da Berlusconi a Grillo, da Flores D’Arcais a Alessandro Sallusti, contro il concetto stesso di “partito” e la categoria dei “politici di professione”. Senza il partito leninista non c’è democrazia, intesa non nel senso liberale del termine, ma nel senso aristotelico di prevalenza del demos, oppure nel senso mazziniano (“democrazia è il governo dei migliori e dei più saggi”).

    Ricostruire (perché sono stati tutti distrutti) il partito, dunque; possibilmente evitando, ora che l’esperienza l’abbiamo fatta, l’ingenuità con punte di messianismo proprie del canto propostoci. Il candore sulle prime intenerisce, dopo un po’ irrita.

    • Z. says:

      D’accordo, niente messianesimo.

      Però quel partito funzionava proprio grazie a quel messianesimo che ora non ci piace più.

      Cosa mettiamo al suo posto?

      Z.

  25. Per Claudio Martini

    “La questione del partito è questione serissima, oserei dire che il nostro futuro dipende da come essa sarà svolta nei prossimi anni dai popoli del mondo.”

    Uno splendido commento, in cui hai colto perfettamente il motivo principale del mio post. Se solo io avessi il dono della sintesi…

    • Francesco says:

      >> Se solo io avessi il dono della sintesi…

      io lavorerei il doppio, credo.

      fregnacce, cmq, quelle di Claudio.

      non aveva già illustrato Hegel perchè sono i dominati quelli in vantaggio, che prima o poi glielo mettono sempre in quel posto ai dominanti?

        • Francesco says:

          Obbedisco (cit.)

        • Francesco says:

          fatto.

          è come dicevo io: il Padrone si gode la vita e la posizione di predominio, il Servo lavora.

          fino al momento in cui il primo è un imbelle incapace e il secondo capisce di poterne benissimo fare a meno e lo sopprime (o schiavizza, se è vendicativo)

          la dialettica Servo-Padrone NON è un equilibrio stabile, anche se ci vuole tempo per erodere le condizioni di vantaggio iniziali del Padrone

          ho studiato bene?

          • Claudio Martini says:

            Bene. e come fa il padrone a raggiungere la piena autocoscienza? Mi rispondo da solo, con la lotta per il riconoscimento (http://www.juragentium.unifi.it/it/books/honneth.htm). E come, con che mezzi la collettività dei servi può condurre questa lotta, alla luce dell’esperienza post-hegeliana? Vi dò un indizio: il mezzo principale ha un nome che inizia per p.

            • Claudio Martini says:

              Dove hi scritto “padrone” leggere “servo”. L’età avanza.

            • Francesco says:

              “p”

              per una stranissima coincidenza, è l’iniziale sia di partito sia di padrone

              e qui soccorre il grandissimo Orwell della Fattoria degli animali

              come dice il navigatore satellitare “è meglio cercare un’altra strada”

            • Claudio Martini says:

              Staremo a vedere!

            • Francesco says:

              Mi pare che l’umanità in genere abbia abbandonato la strada verso il Paradiso Terrestre chiamata “partito”, con la sola eccezione dei cinesi.
              Che sono tanti ma una minoranza e hanno già dato segni di non gradire troppo.
              Quindi mi pare ci sia POCO ancora da vedere.
              Vediamolo.

              Ciao

  26. Non per vantarmi, ma la mia mente è lo specchio dell’universo.
    “Meistert das Leben,
    Vorwärts Genossen, packt an!”

  27. Z. says:

    Ritvan,

    (ti rispondo qua sotto che una riga di tre parole nette mi crea problemi :D )

    — Caro Z., non si trattava di “conquistare” l’URSS, si trattava solo di impedirle di papparsi mezza Europa —

    Se l’era già magnata, oramai. Gli Stati Uniti si erano magnati l’altra metà, ed entrambi erano più che soddisfatti – e direi a ragion veduta – dello status quo.

    E tutto sommato soddisfatte erano pure le nazioni della vecchia Europa in rottami, che difficilmente avrebbero visto di buon occhio la minaccia di una nuova guerra da qualunque parte provenisse. Solo i polacchi avevano qualche perplessità, che Cièrcill – appunto – si affrettò a tacitare.

    Mauricius, poi, esemplifica bene le ragioni che spiegano perché Stalin, da una posizione ben diversa da quella del Giappone moribondo, difficilmente avrebbe ceduto.

    Insomma, credo che a quel punto fosse difficile convincere la marea rossa a tornare indietro. Piuttosto si sarebbe dovuto fermare Hitler prima, negli anni Trenta. Ma gli si lasciò mano libera perché si pensava che Hitler facesse comodo contro i comunisti: e il risultato fu che mezza Polonia prima, e mezza Europa poi, finirono in bocca a Stalin. La storia a volta è ironica, e quel che è peggio è che fa pagare il proprio conto a chi non c’entra, come ai cecoslovacchi: prima regalati a Baffino, poi a Baffone.

    — tu probabilmente ce l’hai a morte, invece, con Baffone che non fece anche dell’Italia una Repubblica Socialista:-) —

    Certo un po’ mi rincresce. D’altronde, se Stalin ha deciso così, significa che era la decisione migliore: il Partito ha sempre ragione sì o no? :lol:

    Z.

    PS: Oh, e poi le atomiche mica crescevano in una notte come le fragole nei boschi :D

    • Ritvan says:

      – Caro Z., non si trattava di “conquistare” l’URSS, si trattava solo di impedirle di papparsi mezza Europa Ritvan–

      —-Se l’era già magnata, oramai. Z.—-
      Oh, beh, lo teneva in bocca, ma non l’aveva ancora inghiottita, né tantomeno digerita…pertanto, si era sempre in tempo a fargliela sputare:-).

      —–Gli Stati Uniti si erano magnati l’altra metà, ed entrambi erano più che soddisfatti – e direi a ragion veduta – dello status quo.—-
      Appunto. Purtroppo.

      —-E tutto sommato soddisfatte erano pure le nazioni della vecchia Europa in rottami, che difficilmente avrebbero visto di buon occhio la minaccia di una nuova guerra da qualunque parte provenisse. Solo i polacchi avevano qualche perplessità, che Cièrcill – appunto – si affrettò a tacitare.—
      Appunto. Purtroppo.

      —-Mauricius, poi, esemplifica bene le ragioni che spiegano perché Stalin, da una posizione ben diversa da quella del Giappone moribondo, difficilmente avrebbe ceduto.—
      E Francesco esemplifica bene le ragioni che spiegano perché Stalin avrebbe fatto meglio a cedere.

      —-Insomma, credo che a quel punto fosse difficile convincere la marea rossa a tornare indietro. Piuttosto si sarebbe dovuto fermare Hitler prima, negli anni Trenta.—
      “Fermare” in che senso? Un golpe della CIA?:-) …piuttosto, perché il buon Baffone non ci pensò lui a fermare Hitler nel settembre del ’39?:-)…ah, no, dimenticavo, lo fermò eccome…più o meno a metà del territorio polacco:-)

      —Ma gli si lasciò mano libera perché si pensava che Hitler facesse comodo contro i comunisti:—-
      Bieko Revisionista!:-) Il Partito dice di dire che non solo gli si lasciò mano libera ma che addirittura lo si aiutò in tutti i modi!:-)

      —e il risultato fu che mezza Polonia prima, e mezza Europa poi, finirono in bocca a Stalin. La storia a volta è ironica, e quel che è peggio è che fa pagare il proprio conto a chi non c’entra, come ai cecoslovacchi: prima regalati a Baffino, poi a Baffone.—
      Già. Purtroppo.

      —-PS: Oh, e poi le atomiche mica crescevano in una notte come le fragole nei boschi —
      Già….più o meno le stesse parole che pare abbia detto il Primo Ministro giapponese dopo Hiroshima…però, poi, dopo Nagasaki pare non le abbia più ripetute.

      • Andrea Di Vita says:

        Per Ritvan

        ”fragole”

        A quanto ne so io, dopo Nagasaki gli USA avevano pronta solo una terza Bomba. Ma la nave che la portava alla base aerea da cui era partito l’aereo per Nagasaki fu affondata da un sottomarino Giapponese alla sua ultima missione, e marinai e Bomba finirono letteralmente in bocca agli squali. Solo che questo naturalmente i Giapponesi non lo sapevano.

        E’ interessante notare che subito dopo la fine della guerra gli occupanti USA del Giappone temettero a torto o a ragione che Stalin non si sarebbe fermato a Sakhalin e che avrebbe attaccato lo stesso Giappone, il che spinse gli USA ad aumentare freneticamente gli sforzi per produrre altre Bombe: sforzi limitati dalla (all’epoca) scarsa disponibilità di uranio sufficientemente arricchito -lo stesso problema, secondo alcuni, dell’odierno Iran. Tant’e’ che la campagna sperimentale nel Nevada non riprende subito dopo Alamogordo, ma un op’ dopo la guerra.

        Comunque, è vero che l’URSS non dispose almeno fino agli anni ’60 della contraerea necessaria a fermare tutti gli aerei USA, tanto che il passaggio successivo da un deterrente USA basato su aerei a uno basato paritariamente su aerei e ICBM fu una scelta molto travagliata perchè le Fortezze Volanti andavano benissimo. Ma è anche vero che l’URSS era in Europa: i soldati USA in Europa erano quindi molto più vulnerabili ad una rappresaglia convenzionale Sovietica di quanto lo fossero i Sovietici ad una rappresaglia nucleare USA. Nemmeno il blocco di Berlino spinse mai gli USA a usare l’indubbia superiorità nucleare che avevano, e sì che la prima Bomba dell’URSS risale -credo- al 1949.

        OT Per quanto riguarda l’Albania, mio padre (Giulio Di Vita, che scrisse saggi storici su quel periodo) mi raccontava che i tentativi Inglesi e USA di rovesciare l’ancora fragile regime di Hoxha dopo la guerra -e in particolare al seguito della sconfitta Comunista nella vicina Grecia- furono frustrati dal tradimento di Kim Philby e dei suoi ‘Apostles’, che passarono a Mosca in anticipo i piani dettagliati per le incursioni già organizzate da Londra sul territorio Albanese con partenza dalla Puglia.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          x Andrea

          mi pare tu dia per scontata la superiorità militare convenzionale sovietica nel 1945.

          se pure mi pare assai probabile nelle forze di terra, gli Alleati avevano un formidabile vantaggio in aria, in mare e di capacità industriale, oltre ad non avere subito la devastazione del proprio territorio (solo i relativamente leggeri bombardamenti tedescgi sulla Gran Bretagna).

          e un sacco di prigionieri tedeschi, i migliori soldati al mondo.

          quindi non vedo le armate anglo-americane come “ostaggi” di una rappresaglia sovietica

          ciao

          • Andrea Di Vita says:

            Per Francesco

            Come che sia, un attacco USA all’URSS in Europa non sarebbe stato indolore per gli Statunitensi. Passi per vendicare Pearl Harbour, ma morire per Budapest o la Bucovina non era probabilmente una priorità dell’elettore USA nel 1945. Forse militarmente tale attacco si sarebbe risolto in un trionfo (ma è tutto da dimostrare), ma politicamente si sarebbe dimostrato una rovina per il governo di Washington e avrebbe consegnato l’intera Europa a Stalin su un piatto d’argento. Ad esempio, in Italia gli USA sono stati accolti con grande favore perchè la guerra la finivano, non la continuavano.

            • Ritvan says:

              —-Come che sia, un attacco USA all’URSS in Europa non sarebbe stato indolore per gli Statunitensi. ADV—
              Beh, per parafrasare il tuo caro:-) Mao neanche la guerra è un pranzo di gala.

              —-Passi per vendicare Pearl Harbour, ma morire per Budapest o la Bucovina non era probabilmente una priorità dell’elettore USA nel 1945.—
              Già, questo differenzia le democrazie dalle dittature in fatto di dichiarare guerra. Aggiungo che l’elettore avrebbe soprattutto trovato poco etico/morale pugnalare l’alleato di ieri, soprattutto dopo che egli aveva solennemente giurato:-) che a Budapest, Bucovina&co si sarebbero tenute regolari ed oneste elezioni, tanto regolari ed oneste da far impallidire d’invidia perfino quelle americane:-). E questo è un limite delle democrazie (ovvero il popolo tende a fidarsi del demagogo di turno quando gli fa comodo).

              —Forse militarmente tale attacco si sarebbe risolto in un trionfo (ma è tutto da dimostrare), ma politicamente si sarebbe dimostrato una rovina per il governo di Washington e avrebbe consegnato l’intera Europa a Stalin su un piatto d’argento. —
              Non ho capito bene…stai dicendo che anche se gli USA avessero battuto l’Armata Rossa avrebbe sempre vinto Baffone, anzi, avrebbe stravinto pappandosi addirittura l’intera Europa??!! Ti senti bene, fratello?:-)

              —Ad esempio, in Italia gli USA sono stati accolti con grande favore perchè la guerra la finivano, non la continuavano.—
              Ah, ecco, adesso mi pare di aver capito, tu credi forse che Baffone sconfitto avrebbe fatto di nuovo appello cominternista ai Gloriosi Partigiani Comunisti d’Europa che avevano da soli sconfitto Hitler:-) (quelli che hanno accolto “con gran favore” gli americani in Italia?) e quelli avrebbero fatto un sol boccone dei biekissimi amerikani guerrafondai e pugnalatori della Patria Di Tutti I Comunisti?:-):-) Dimmi che mi sbaglio, fratello!:-)

            • Andrea Di Vita says:

              Per Ritvan e Francesco

              Beh, la storia non si fa coi se, e dunque lanciamoci pure nell’ucronia. :-)

              Se Patton punta su Mosca (come all’epoca sembro’ per un momento che volesse davvero fare) dapprima si trova qualche Polacco entusiasta e qualche reduce dell’armata di Vlassov che gli va dietro. Dopo di che si ferma perchè gli manca il carburante, da qualche parte fra la Galizia e la Bielorussia, e chiama in soccorso l’aiuto di papà Truman.

              Il quale ha già truppe in mezzo mondo, sta pensando a come ricostruire il Giappone senza umiliare troppo il Tenno, deve convincere il Congresso a rinnovargli gli stanziamenti per loe forze armate ora che la guerra è stata già vinta, ha le prime avvisaglie del tumore che lo porterà alla tomba da lì a poco, e soprattutto non sa più come fare a mantenere sensati rapporti con Chiang Kai Shek che non riesce ad usare i milioni di $ già inviatigli per fare fuori quei dannati bastardi rossi del maestrino di campagna che ha fatto la Lunga Marcia. E ha pure finito tutto l’uranio arricchito che aveva.

              Nel frattempo Stalin, dopo l’ennesima ubriacatura con annesso festino a luci rosse di Beria, prima fa fucilare qualche colonnello che non lo ha avvisato in tempo della mattana di Patton, poi fa un fischio e chiama le riserve Siberiane ancora fresche che hanno appena fatto in tempo a sparare qualche cannonata a Berlino.

              Riserve che man mano che Patton avanza si trovano sempre più vicine alle loro retrovie, a differenza del generale d’Acciaio. Che non puo’ fare deportare in un lager nel Nevada i disertori, mentre la NKVD è attentissima a che nessun Sovietico che abbia avuto la malaugurata idea di disertare sfugga alla regolare reazione di venticinque anni di gulag.

              Patton puo’ contare sugli ausiliari Tedeschi? E con che li arma, se non ha benzina nemmeno per sè? Sull’Armia Krajowa, o magari sulle Croci Accoppiate Ungheresi? Ma non ce n’e’ praticamente più. Qualche residuo patriota Estone? Andiamo bene…

              Risultato. Dopo una ritirata stile Senofonte, Patton si ritira in dorata pensione in California dove scrive le sue memorie che concorrono per il Nobel della letteratura. Mezza Europa occidentale è presa d’assalto dagli scioperi organizzati dai Comunisti furiosi che denunciano la proditoria aggressione imperialista alla patria del socialismo. De Gasperi e de Gaulle che si complimentano col Piccolo Padre per la sua ennesima vittoria difensiva. L’occupoazione staliniana della Polonia orientale, della Bessarabia degli Stati Baltici giustificata a posteriori per i secoli a venire prima dall’aggressione hitleriana e poi da quella yankee. Stalin eroe della pace ritrovata, e gli Statunitensi scornati come e peggio che dopo la Baia dei Porci.

              Vi pare poco?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              Non sono uno storico militare ma sulle forze armate USA l’unica cosa che non ho mai letto è che avessero problemi di rifornimenti.
              Quindi Patton, che è preceduto dalla distruzione di ogni forma organizzata di resistenza realizzata dall’aria, avanza ben pieno di benzina, appoggiato da armate tedesche con carri armati migliori di quello sovietici, appoggiato da ogni popolo europeo a ovest di Mosca. Tranne pochi venduti ai Russi che già si sono fatti odiare.
              Se ci aggiungo che Stalin ha già paura dei suoi generali perchè troppo popolari, che ha lui problemi di rifornimenti, mi sa che la ridotta di Mosca potrebbe anche non durare.
              Certo, i suoi comunisti scatenano la guerriglia in Europa Occidentale ma … si scopre presto che solo Tito è in grado di vincere, e sappiamo quanto sia indipendente.
              A casa, negli USA, il più grande complesso industrial-militare della storia lavora a pieno regime. E i risultati sono noti.
              Non la vedo affatto così possibile una vittoria di Stalin.
              PS e non ho citato le cattive notizie in arrivo dalla Siberia Orientale, Vladivostok è caduta e Mao è a corto di munizioni.

              ;)

            • Andrea Di Vita says:

              Per Francesco

              Eludi il mia punto di fondo. Ovvio che gli USA potessero rifornire Patton alla bisogna. Meno ovvio che volessero farlo. (Analogamente, Cornwallis poteva in teoria contare su tutte le immense risorse dell’impero di Giorgio III; ma fu lasciato perdere contro quello scalcagnato di Washington).

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              Chiaro che lo scenario di liberazione del mondo dal pericolo rosso ha senso solo se è una scelta politica della Casa Bianca e del Congresso, non un’alzata di ingegno di Patton.

              Quando mai si è parlato del contrario?

              Ciao

              PS un sogno a occhi aperti, quello scenario, per l’umanità

            • Francesco says:

              Possiamo attenerci alla coerenza interna? secondo te un “trionfo” militare degli Alleati sui Sovietici avrebbe consegnato a Stalin l’Europa?
              L’Europa continentale aveva uomini tali da sconfiggere i comunisti (Adenauer, De Gaulle, De Gasperi), dubito invece dei laburisti inglesi.
              Tutta l’Europa “liberata” dai Sovietici avrebbe accolto con assoluto favore l’arrivo degli Alleati.
              Idem i Baltici e gli Ucraini.
              Non credo che sarebbe riuscito a restare al potere neppure Stalin.
              Altro che piatto d’argento – una Grecia su scala continentale ma senza “appoggio esterno” ai rossi (come si chiamavano allora).
              E la libertà per tutti, direi.

            • Andrea Di Vita says:

              Per Francesco

              V. la mia risp0osta a Ritvan.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • De Gasperi poteva vincere contro le sinstre promettendo spaghetti, pomodoro e pace duratura ai suoi elettori grazia all’amicizia americana. NON avrebbe potuto, invece, chiedendo agli italiani di votare per lui in modo da stare insieme agli americani nella guerra che avevano appena cominciato contro il proprio ex alleato e faro di tutti i kompagni del mondo.
              Oppure De Gasperi avrebbe rischiato, magari per soddisfare i sogni di qualche nostro contemporaneo che fantastica, anche con qualche ragione ideale, sulla lotta finale del bene contro il male?

            • Francesco says:

              Che io sappia, di voci a favore di una lotta contro i rossi ce ne erano parecchie, nel campo democratico italiano. E Stalin era Stalin anche prima che ce lo dicesse Kruscev.
              Saluti

        • mirkhond says:

          Per Andrea Di Vita

          Non fu Kim Philby a passare a Stalin anche gli studi per la bomba atomica?
          ciao

        • Ritvan says:

          Caro ADV, tuo padre aveva perfettamente ragione.
          Ciao

  28. PinoMamet says:

    “PS: Oh, e poi le atomiche mica crescevano in una notte come le fragole nei boschi ”

    Cosa è, ottimo Z., la citazione di un giovane cantante bolognese che canta una canzone che, dichiarando di parlare del mondo, parla in realtà dell’Emilia Romagna?

    Scusa, lo so che non c’entra niente (però a me le discussioni atomiche annoiano tantissimo! ;) )

    • Z. says:

      Pino,

      speravo che qualcuno avrebbe colto la dotta citazione :lol:

      Z.

      PS: Che poi, scusa, ma esiste un mondo al di fuori dell’Emilia-Romagna? Forse sì, ma è un brutto mondo davvero :wink:

      • PinoMamet says:

        Fìdati:

        extra Aemiliam (nel senso latino, comprende anche la Romagna ;) nulla salus.

        Ciao!! :)

        • Moi says:

          Pino, neanche tu sei Piacentino (come Bersani), ma da Bologna ho l’ impressione che i Piacentini di Sx si sentano felicemente Emiliani, mentre quelli di Dx se la tirano da Lombardi irredenti … o sbaglio ?

  29. Sull’immaginario attacco statunitense all’URSS…

    Ma perché mai gli USA avrebbero dovuto impelagarsi in una guerra contro l’URSS?

    Non minacciava il loro controllo del Pacifico. Non minacciava il controllo sull’America Latina. L’URSS non era un concorrente sui mercati internazionali, non era affatto in grado – come la Germania – di imporsi come partner commerciale per tanti paesi.

    Era semplicemente una vasta sacca di povertà, che tra l’altro non muoveva guerra – di propria iniziativa – a nessuno; e che aveva consumato una quantità sterminata di prodotti militari USA.

    • Francesco says:

      Credo che in quegli anni lo abbia spiegato bene Churchill, il perchè.

      E nei decenni successivi l’URSS divenne una notevolissima scocciatura per gli USA, prima di venire sconfitto.

      Ennesima riprova del postulato neocon che i principi democratici e gli interessi statunitensi vanno a braccetto.

      PS la guerra in Cina e in Corea e in Vietnam e in Indonesia e nelle Filippine tu non le consideri concorrenza nel Pacifico?

  30. Z. says:

    Ritvan,

    — Oh, beh, lo teneva in bocca, ma non l’aveva ancora inghiottita, né tantomeno digerita…pertanto, si era sempre in tempo a fargliela sputare:-) —

    Secondo me l’aveva inghiottita da tempo, invece: e per di più, con l’espresso consenso della controparte.

    — E Francesco esemplifica bene le ragioni che spiegano perché Stalin avrebbe fatto meglio a cedere. —

    Oddio, a me la sua ricostruzione lascia qualche perplessità. Gli americani, stremati e desiderosi di tornare a casa sul fronte del Pacifico, sarebbero stati – del tutto inopinatamente – freschissimi e in trepida attesa di proseguire per Mosca sul fronte europeo: anzi, giubilavano all’idea di una nuova guerra. I tedeschi, che avevamo lasciato non alla frutta ma al secondo Fernet, hanno incredibilmente ritrovato svariati milioni di posti di lav… ehm, di coraggiose truppe d’assalto ben armate e addestrate e desiderose di tornare in Russia: forse allora Hitler aveva davvero ragione, quando sosteneva di avere altre truppe da parte per la guerra contro Stalin. L’esercito russo, che Francesco dipinge come “allo stremo”, era lo stesso esercito che si è ingoiato pressoché senza colpo ferire la Manciuria e che stava già trangugiando ancor più rapidamente il Giappone: quello stesso Giappone contro cui esitavano le truppe americane di cui sopra, stanche di guerra…

    Se ciò non bastasse – e mi pare che basti – va ricordato che gli Stati Uniti erano già allora un paese democratico: invece la Russia non era esattamente una democrazia (del resto noi kommunisti aborrrrrrriamo la pippoplutocrazia borghese) e non avrebbe dovuto render conto all’opinione pubblica di una guerra inaspettata quanto inopinata. E per di più subita e non portata.

    — “Fermare” in che senso? Un golpe della CIA?:-) —

    Eh, alè… voi slavi siete sempre esagerati :-) Ma, almeno per quanto ti riguarda, pure abbastanza istruiti per sapere che non serviva certo un colpo di stato. L’ascesa internazionale di Hitler – come, per altri versi, quella interna – fu tutt’altro che improvvisa e irresistibile. E sarebbe bastata la volontà comune di Francia e Regno Unito a schiacciarla in qualsiasi momento (se vuoi ti cito una serie di fatti e date, ma non mi pare necessario tediare tutti i lettori del blog).

    — piuttosto, perché il buon Baffone non ci pensò lui a fermare Hitler nel settembre del ’39?:-) ah, no, dimenticavo, lo fermò eccome…più o meno a metà del territorio polacco:-) —

    Gliene lasciò anche più di quanto pattuito, a dirla tutta. Il patto MR fu il più grande capolavoro della storia della diplomazia: un vero colpo di genio dell’apparato nazista. Certo, nessun piano è perfetto: la schiena di Stalin è risultata più coriacea del previsto. Del resto è successo anche a Napoleone pochi secoli fa, e al presidente georgiano pochi anni fa. A quanto pare sono cose che capitano, in Russia.

    — Già….più o meno le stesse parole che pare abbia detto il Primo Ministro giapponese dopo Hiroshima…però, poi, dopo Nagasaki pare non le abbia più ripetute. —

    Non so quali frasi siano state attribuite al governo giapponese tra le due bombe. A quanto ricordo, però (e posso sbagliare) noi oggi sappiamo che le bombe erano tre, di cui una esplosa durante gli esperimenti. Certo si sarebbe potuto costruirne altre, è ovvio, ma – nel 1945 – non nel giro di una notte. Questo Truman lo sapeva, e a breve lo avrebbe appreso Stalin (non è il genere di gossip che resta segreto a lungo).

    E l’Unione Sovietica non era esattamente il Giappone (quello sì) stremato di inizio agosto ’45.

    Z.

    PS: Oh, poi se si vuol fare dell’ucronia ben venga. Tipo quel film reganistissimo degli anni ’80, mi pare che si chiamasse Alba Rossa o giù di là…

    • Francesco says:

      Qui mi si provoca, e io debbo reagire.

      1) il sistema industrial-militare USA girava a pieno regime nel 1945 e non avrebbe chiesto di meglio che di continuare a produrre infinite quantità di materiale bellico. Almeno lui non era affatto stremato,
      1bis) erano un pò stufi i soldati americani ma questo lo ho già scritto, era il fattore umano il tallone di Achille degli Alleati.
      2) confermo che l’Europa Occidentale era piena di soldati tedeschi, tecnicamente i migliori in campo. E mi pare difficile che avrebbero potuto obiettare qualcosa agli ordini dei vincitori, senza tener conto della oggettiva “bontà” di scacciare i russo-sovietici dalla Germania.
      3) aggiungo che se la propaganda aveva fatto di Stalin l’uomo dell’anno (1944 mi pare), non avrebbe dovuto avere troppi problemi a separare i “cattivi” nazisti dai “buoni” tedeschi ..
      4) i popoli dell’Europa centrale e orientale non erano ancora rassegnati all’oppressione russa, come certificato da qualsiasi libro di storia
      5) l’invasione della Manciuria avvenne senza colpo ferire, con le truppe giapponesi che NON spararono un colpo.
      6) allo stremo non era l’aAmata Rossa, era l’Unione Sovietica, non per nulla si fregarono tutto quello di trasportabile che trovarono nei territori occupati – dopo le devastazioni naziste e della guerra
      7) non un solo soldato sovietico sbarcò in Giappone, o vuoi contare le Sakhalin?
      8) curiosissima l’idea che fosse possibile comprendere Hitler o fermarlo prima che diventasse troppo potente. su cosa ti basi?
      9) mica era necessario un arsenale atomico, quando potevi avere il totale dominio dell’aria e avevi migliaia di bombardieri strategici pronti all’uso
      10) Alba rossa? il film con i Wolverines che combattono contro cubani, sovietici e traditori? la mia scena preferita è la sfilata nel paesotto del Midwest sotto lo striscione dei padri gemelli della patria, Lincol e Lenin.

      Saluti

  31. Ritvan says:

    —-confermo che l’Europa Occidentale era piena di soldati tedeschi, tecnicamente i migliori in campo. E mi pare difficile che avrebbero potuto obiettare qualcosa agli ordini dei vincitori, senza tener conto della oggettiva “bontà” di scacciare i russo-sovietici dalla Germania. Francesco—-
    Sì, caro Francesco, ma il buon Z., con tipica furbizia da leguleio…slavo:-) fa finta di scordarsi che non tutti i soldati tedeschi erano stati ammazzati prima che il III Reich arrivasse al fernet branca:-).
    Dal sito:
    http://www.storiaefuturo.com/it/numero_15/percorsi/7_prigionieri-guerra-tedeschi~1125.html#3
    si evince che alla fine della IIGM nei campi di prigionia anglo-americani c’erano circa 7,5 MILIONI di soldati tedeschi…altro che il misero milioncino di posti di lavoro berlusconiano:-)
    Ciao
    Ritvan

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