David Rovics, Il villaggio in cui non è successo niente

Il comandante dell’esercito parlò con i media
disse,  “La nostra è una nazione che si basa sul diritto
non prendiamo di mira i civili
e bombardiamo solo se c’è motivo”
e fissando la telecamera con uno sguardo
freddo da gelare le ossa, disse
“Per quanto riguarda il villaggio di Kama Ado
lì non è successo niente”

Nel villaggio in cui non è successo niente
la maggior parte della gente si era alzata da letto
le donne si apprestavano a cucirare
ad assicurasi che ogni bocca sarebbe stata sfamata
appena  prima dell’inizio di Ramadan
l’acqua fu messa fuori a bollire
piccoli fuoghi scaldavano pentole di latta
sul secco suolo afghano

Nel villaggio in cui non era successo niente
i bambini giocavano per strada
gli uomini erano chini a pregare
alcuni senza scarpe ai pedi
era un altro giorno come tanti altri
che erano tramontati prima
e nessuno aveva detto a Kama Ado
quali orrori si stavano preparando

Nel villaggio in cui non era successo niente
nessuno sapeva
che questo posto sarebbe stato cambiato per sempre
da un B-52 americano
le bombe caddero tutt’attorno a loro
tanti scoppi assordanti
e la gente di Kama Ado
imparò che la vita poteva finire così presto

Nel villaggio in cui non era successo niente
le case crollarono una mattina
nemmeno un terrorista morì lì
ma forse ne nacque qualcuno
nel villaggio di Kama Ado
non ci sono grotte sotterranee
ci sono solo ruderi e polvere e crateri
e 115 tombe fresche.

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25 Responses to David Rovics, Il villaggio in cui non è successo niente

  1. nic says:

    Fuori Luogo:
    ABC.es 9.05
    El Ejército egipcio se ha visto obligado a cerrar la principal fuente de suministro al gasoducto del norte del Sinaí para contener el incendio causado por el presunto sabotaje, según medios oficiales, del que ha sido objeto esta mañana. El sabotaje habría sido causado por un grupo de «terroristas» que habrían empleado una bomba para destruir parte del conducto, según los medios oficiales egipcios. Varios testigos informaron previamente de una gran explosión y de enormes llamas que emergían del lugar del supuesto ataque. El atentado se habría producido a la altura de la localidad de El Arish, escenario de numerosas protestas contra el presidente Hosni Mubarak, y donde este viernes se registró un ataque con mortero contra unas oficinas del departamento de Seguridad del estado egipcio. Según la televisión oficial, los «saboteadores se aprovecharon de la situación actual para hacer estallar el gasoducto».

    Anche se chiaramente i sospetti ricadono già su un bel fantomatico gruppo islamico integraterrorista (per ilsole24 va da hamas a hezbollah) che poi rivendicherà in qualche web con dominio in usa, ricordo che El Arish è il centro degli attacchi dei beduini all’esercito e polizia. Beduini ribelli di cui vorrei sapere qualcosa di più visto che a quanto pare non usano gli scolapasta ed hanno obiettivi intelligenti (dalla frontiera con gaza al gasdotto a israele).

    PS. In questo mondo gli ultimi popoli liberi sono pirati e nomadi.

  2. Avenarius says:

    Che Dio stramaledica i massacratori di innocenti

    • Francesco says:

      Tutti?

      • Ritvan says:

        Ma no, caro Francesco, solo i massacratori “imperialisti”, naturalmente:-). I massacratori “resistenti” massacrano innocenti per una buona causa, ekkkekkkakkkio!:-)

        • Francesco says:

          Ritvan

          cinico e sanguinario balcanico che non sei altro, ;)
          io vorrei un mondo senza massacri di innocenti, non cavillare su massacri buoni e cattivi (anzi, resistenti o imperialistici).

          :(

          Ciao

  3. Pingback: la chitarra di mario | A Kama Ado non è successo niente

  4. Ritvan says:

    x Francesco
    RAZZISTAAAAAAAAAAA!!!!!:-):-)

  5. Francesco says:

    OT

    Miguel

    in questi giorni la morte di quattro bambini bruciati nella loro baracca ha sollevato, poco e male, la coltre di normale indifferenza e ostilità contro gli zingari.

    Ti segnalo un bel articolo di Avvenire sul razzismo contro i rom.

    Razzismo che non si fa problema di alzare la testa già oggi, comunque.

    Ciao

  6. Moi says:

    OT per OT

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/02/09/visualizza_new.html_1590396793.html

    … che storia è quella dei “burqa ebraici” ?! … dei giornalisti non posso fidarmi.

  7. Moi says:

    A (s)proposito di Rom …

    http://www.youtube.com/watch?v=zOAOUFU-wWI

    http://www.youtube.com/watch?v=FZ_LcPOCfPI

    Almeno la Maiolo non è ipocrita …

    • Francesco says:

      Però una volta smascherata l’ipocrisia, auspico che qualcuno prenda di petto il razzismo.

      Oppure potremmo riaprire quel lager vicino a Trieste e “risolvere” il “problema zingari” con qualche mese di lavoro …

      Dove sono le forze politiche di sinistra, quando serve? (quelle due o tre volte al secolo, intendo ..)

      :(

  8. ettore says:

    Miguel, dove posso trovare un link con la canzone , visto che su You Tube, manca proprio quella stranamente…

  9. Francesco says:

    Miguel

    pare che gli abitanti del Medio Oriente non ti stiano dando retta e siano incazzati negli stati anti-USA quanto in quelli filo-USA.

    Che sia veramente una questione di libertà delle persone?

    Ciao

    • Ritvan says:

      Francesco, quante volte te lo devo ripetere che quelli “incazzati negli stati anti-USA” non sono veri “incazzati” antimperialisti come quelli negli stati filo-USA, sono biekissimi agenti della CIA&Mossad, ecchediamine!:-)
      Ciao
      Ritvan Portavoce (Non Autorizzato) di Miguel:-)

      • Francesco says:

        Ritengo Miguel troppo intelligente per accontentarsi di questa spiegazione (che etichetterei Livello intellettuale Fatto quotidiano).

        Però sono curioso di sapere se intende spiegare agli iraniani che protestano che sbagliano perchè il problema non sono gli sbirri che li menano ma l’impero yanquee (L.I. Il manifesto).

        O magari ci sorprenderà.

  10. Scusate il ritardo nel rispondere ai commenti…

    Per Francesco: credo che esista una differenza strutturale notevole tra l’Iran da una parte, e l’Egitto dall’altra.

    Io non ho mai posto la questione in termini di chi ha polizia che picchia di più, che dipende sempre da altri fattori.

    In Iran, c’è un diffuso risentimento e un diffuso appoggio a un modello di Stato molto forte, che ha grosse risorse da ridistribuire. Da una parte, l’Iran ha prodotto un’istruzione di massa, una sanità, una riduzione dell’aumento demografico che il resto del Medio Oriente si sogna. Dall’altra, ha arricchito gruppi di potenti profittatori, e la protesta contro questi ultimi prende sia la forma “liberale” che quella di Ahmadinejad.

    E’ un paese diviso (ma non sul nazionalismo, occhio quindi alle interferenze esterne di ogni sorta), diciamo – per non fare discorsi di parte – come l’Italia, dove se anche cinque milioni di persone scendessero in piazza contro l’attuale governo, non vorrebbe dire che l’attuale governo non abbia il sostegno di metà della popolazione. E in Iran, cinque milioni di persone non scendono in piazza.

    In Egitto, invece, c’è una situazione catastrofica di sfascio generale, che si regge con i fucili dei militari e gli aiuti statunitensi.

    Non saprei dire della Siria, che però è etnicamente molto divisa, a differenza di Tunisia ed Egitto.

  11. Per Ettore:

    tutti i testi e le musiche di David Rovics si trovano su Sound Click http://www.soundclick.com/bands/default.cfm?bandID=111310

  12. Sempre per Francesco

    Casomai, qualche somiglianza ci potrebbe essere tra l’Algeria e l’Iran, visto che anche in Algeria lo stato avrebbe notevoli risorse. Ma qui il sistema dei monopoli privati protetti dall’esercito ha certamente impedito lo sviluppo sociale; e l’Algeria poi è un paese che non ha duemilacinquecento anni di storia alle spalle, e in questo contesto significa parecchio – i “colti” fanno fatica a parlare la lingua nazionale, mentre non esistono istituzioni religiose radicate.

    Non metterei l’Algeria nei paesi “filoUSA”: il riferimento fondamentale resta sempre la Francia.

    • Peucezio says:

      “i “colti” fanno fatica a parlare la lingua nazionale”

      Questa non l’ho capita. Intendi l’arabo parlato in Algeria, l’arabo classico comune a tutto il mondo arabo, il francese…?
      A parte ciò, bentornato!

  13. Per Francesco

    “Ti segnalo un bel articolo di Avvenire sul razzismo contro i rom.”

    Grazie, confesso di non essermelo andato a cercare, immagino che tu l’abbia letto su carta, se hai un link…

    Parlando genericamente, io non uso spesso la parola “razzismo”, che mi sembra significhi o troppo poco (le teorie positiviste alla Lombroso, per capirci), o troppo (tutti i conflitti tra gruppi che si percepiscono come diversi).

    Credo che dovremmo trovare una parola più precisa per definire un fenomeno come l’astio nei confronti dei Rom. Nessuno è mai stato razzista verso Naomi Campbell; e sono sicuro che tutti farebbero a gara per farsi fotografare accanto a un banchiere o un attore di successo zingaro. Anzi, i giornalini pettegoli parlerebbero del suo fascino esotico e si chiederebbero se possiede poteri paranormali…

    E’ bene non dimenticare le radici sociali e strutturali di certe situazioni.

    • mirkhond says:

      Si potrebbe parlare di razzismo sociale?

      • Peucezio says:

        Se è sociale, lo definirei classismo.

        Rara comunque la lucidità di Miguel in questa risposta sul razzismo.

    • Francesco says:

      Sorry, lo ho trovato sul sito di Avvenire qualche tempo fa. Parlavano di anti-gitanismo ma la parola mi fa un pò schifo.

      Uso razzismo come “odio pregiudizale e collettivo verso un gruppo”, che spesso ammette qualche eccezione singola.

      Senti, i progressi bismarkiani dell’Iran risalgono allo Sha o sono ascrivibili alla repubblica islamica? Cmq, mai insegnare a leggere a un popolo a cui non vuoi concedere la libertà. Mandali piuttosto a combattere qualche bella guerra, se non sai come impiegarli.

    • Francesco says:

      I tifosi di tutta Italia insultano il famoso e ricco giocatore Zlatan Ibrahimovic (svedese di origini jugoslave) dandogli dello zingaro. Noi milanisti no ma solo perchè gioca per noi adesso.

  14. mirkhond says:

    Le ultime notizie parlano di disordini anche in Libia.
    Se salta la Libia, l’Italia tremerà per le masse di migranti molto più numerose di quelle provenienti dalla Tunisia, e che il Tamarro della Sirte, contiene grazie al lager nel Fezzan…
    Ovviamente per migranti il riferimento è a gente proveniente soprattutto dall’Africa subsahariana…

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