Egitto e Libano, qualche notizia

يا مبارك, يا مبارك.  السعوديّة بإتنظارك

“Mubarak, Mubarak, l’Arabia Saudita ti aspetta!”

slogan dei manifestanti al Cairo

Chiedo scusa dello stile telegrafico e del mancato approfondimento…

Innanzitutto, al primo posto mettiamo i documenti segreti che al-Jazeera sta pubblicando, sui rapporti tra Israele e l’Autorità Nazionale Palestinese, che dimostra livelli inimmaginabili di servilismo e di svendita del proprio popolo da parte di questi ultimi (un piccolo esempio qui). Oggi, la dirigenza palestinese si giustifica, sostenendo che di tali rapporti, erano al corrente i governi della Giordania, dell’Egitto e dell’Arabia Saudita. Non ne dubitavamo.

Ci sono stati scontri al Cairo durante tutta la notte.

Proclamato lo sciopero generale per oggi (mercoledì) e domani.

La polizia ha aperto il fuoco in diverse città, uccidendo un manifestante a Suez e forse due ad Alessandria, mentre al Cairo, un poliziotto sembra che sia stato travolto dalla folla.

Sono stati arrestati un giornalista di al-Jazeera; il figlio del leader del partito di opposizione Ghad; Gamal Heshmat, uno dei massimi dirigenti dei Fratelli Musulmani (che non hanno partecipato alle manifestazioni); Mustafa Al Nagar, il coordinatore generale della campagna per El Baradei.

L’arresto del corrispondente di al-Jazeera è sorprendente, visto che la rete – dopo la recente visita di Hosni Mubarak nel Qatar – pare abbia deciso di evitare di dare risalto alle manifestazioni egiziane.

El Baradei condanna l’appoggio statunitense al regime di Hosni Mubarak: infatti, Hillary Clinton ha espresso, in termini certi diplomatici, il proprio sostegno al governo egiziano.

Intanto prosegue la crisi lebanese, cioè il conflitto tra le due coalizioni dai nomi fin troppo dimenticabili – la “14 marzo“, che unisce i sunniti, l’élite cristiana e i drusi attorno a Saad Hariri, e la “8 marzo” che unisce Hezbollah, Amal, le sinistre e i cristiani meno benestanti guidati dal generale Aoun. La seconda coalizione ha preso il 55% del voto popolare, ma una minoranza dei seggi in parlamento. Il passaggio del furbissimo Walid Jumblatt, capo dei Drusi, all’opposizione, ha portato alla caduta del governo e all’elezione di un nuovo primo ministro,Najib Miqati, un miliardario sunnita che ha scelto di schierarsi con l’8 marzo.

A Beirut, Hassan Nasrallah ha parlato davanti a una grande folla, mettendo in guardia i tunisini a proposito del viaggio in Tunisia di Jeffrey Feltman, vice segretario di Stato degli Stati Uniti, noto per le sue pesanti interferenze nella politica statunitense. E infatti, Feltman è stato accolto a Tunisi da una manifestazione di protesta

Nello stesso giorno, a Tripoli e altrove, ci sono state violente manifestazioni contro il nuovo primo ministro,  al grido di “Saad! Saad! [Hariri]”.

Insomma,  gli amici dell’Occidente. Se non fosse per il fatto che le manifestazioni a sostegno di Saad Hariri erano guidate da elementi salafiti e jihadisti sunniti:  gli stessi gruppi e individui che inscenarono le violente proteste, alcuni anni fa, contro le “vignette danesi”, oggi sono in piazza per difendere la coalizione che i nostri media chiamano “filo-occidentale”. Le violenze pare abbiano spinto diversi cristiani ad avvicinarsi alla coalizione 8 marzo.

Qui potete vedere gli occidental-jihadisti mentre devastano una banca.

tear-gas

contro i manifestanti in Egitto, lacrimogeni "Made in U.S.A."

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48 Responses to Egitto e Libano, qualche notizia

    • Grazie, un articolo veramente interessante

      • Francesco says:

        Miguel,

        sono meno banale io di questo patetico articolo da marxista di 5 anni, sii serio!

        Capisco che bearsi nell’idea di essere oppressi – controllati – rassicurati da un onnipotente – onniscente – quasi infallibile essere semidivino (potremmo chiamarlo Washington Consensus ma non è questo il punto) sia tranquillizzante e permetta di giocare al Piccolo Resistente ma non è una roba da uomini adulti!

        Non so se dare la colpa allo sbracamento intellettuale del ’68 o alla morte di Lenin ma dove sono i veri avversari del sistema? cosa mai possono fare simili nanerottoli?

        E poi, Marx passò anni a studiare economia prima di mettere giù le sue idee, qui siamo all’imparaticcio (e la tragedia è che dall’altra parte ci sta gente col Master in Finanza o Marketing)

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          Ho letto l’articolo di cui parli, e concordo in parte con te.

          Dipingere la Banca Mondiale come il novello Satana dietro ogni cospirazione è l’equivalente moderno dei Protocolli dei Savi di Sion, per i quali esisteva un complotto giudaico internazionale. La realtà è sempre molto più complicata e caotica di come la si dipinge: se così non fosse, non ci sarebbe spazio per alcun cambiamento, e il Muro di Berlino non sarebbe caduto.

          Detto questo, è vero che esiste una ideologia che non è neanche liberismo, è TINA: There Is No Alternative. E’ l’ideologia messianica per cui privatizzare sempre e comunque è giusto di per se stesso -che si tratti di panettoni o di birra o di sanità o di trasporto pubblico. E’ l’ideologia per la quale la Mano Invisibile è una specie di Tao seguendo il quale si perviene prima o poi inevitabilmente al generale benessere umano, alla Fine Della Storia costellata di Mac Donald e preservativi.

          E’ ideologia proprio el senso dato da Arendt, ossia discorso che si fa realtà. Banalmente, se a Cuba ci sono i dissidenti ma la mortalità infantile è inferiore a quella USA allora si parla solo dei dissidenti. Più tragicamente, se il disabile nostrano non è suscettibile di diventare produttore/consumatore allora si tagliano i fondi agli insegnanti di sostegno, ma alla TV si fanno vedere solo i falsi invalidi. Ausmerzen, come dice Paolini.

          Come il marxismo nella sua versione stalinista puntello’ l’Impero Russo dandogli nuova linfa per sette decenni, e come il Cristianesimo nella sua versione cesaropapista puntello’ l’Impero Romano nelle sue varie versioni, così il liberismo in versione TINA con l’impero USA. Queste analogie non sono mie, ma di Amalrik (sull’URSS) e di Baget Bozzo (sugli USA).

          Più che sovrastruttura nel senso marxiano, è soft power. Soft power che genera consenso, che a sua volta riveste di autorevolezza il potere.

          Come nei casi Romano e Sovietico, il capillare diffondersi del TINA rende persino difficile formulare un pensiero esterno ad esso che non lo contraddica in modo espliciti e così facendo lo sostenga. In questo senso concordo con chi sostiene che i salafiti di oggi sono i primi sostenitori dell’FMI e del McDonald: perchè invece di vivere al di fuori dell’orizzonte mentale presupposto da queste due icone del mondo filoUSA, essi negano tali icone urlando, e con cio’ le confermano.

          Non pensate all’elefante, dicono i liberal USA: per contrastare l’egemonia culturale del TINA occorre innanzitutto usare parole diverse dal TINA. Al che la risposta del potere è il silenzio: è notevole quanto poco si parli dell’Egitto e quanto a lungo si parli del trafugamento della salma di un noto presentatore televisivo.

          Alla fine, tuttavia, il soft power e le ideologie sopravvivono male alla decadenza della supremazia economica dell’Impero che li sostiene. (Da sola, la supremazia militare non basta: l’iperinflazione dopo Diocleziano e il consolidamento del debito della Corte dopo Carlo V hanno fatto di più contro Roma e la Spagna di Attila e Francis Drake).

          Le previsioni sul debito pubblico USA e sul prodotto interno lordo di India e Cina fanno sperare per il futuro in un mondo più multpolare, di cui la tragedia Egiziana di oggi sembra quasi un preliminare travaglio.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            Mi consento solo di precisare: il Liberismo ideologico è un male (ha avuto derive grottesche e ridicole che neppure immagini) ma occorre contrapporgli un Sano Realismo, non la rimasticatura di altre ideologie.

            In questo senso riesco ad apprezzare Tremonti e a valutare il rischio che il sistema capitalistico imploda per il connubio di avidità e stupidità. E mi sento grato alla Chiesa per la sua lunga e tenace resistenza intellettuale, che le permette oggi di porre i problemi che il TINA non riesce neppure a esprimere, oltre che a risolvere.

            Ma questo non azzera il contenuto di verità dell’analisi economica liberista, che rimane necessario se non si vuole un futuro napoletano o catanese.

  1. Ritvan says:

    —–…Jeffrey Feltman, vice segretario di Stato degli Stati Uniti, noto per le sue pesanti interferenze nella politica statunitense….Miguel Martinez—–

    Ehmmmm….ma se un vice segretario di Stato (ovvero viceministro degli esteri) non “interferisce” – pesantemente o meno – nella politica del proprio Paese, che ci sta a fa’ in quella poltrona??!!:-)

  2. Peucezio says:

    “Insomma, gli amici dell’Occidente. Se non fosse per il fatto che le manifestazioni a sostegno di Saad Hariri erano guidate da elementi salafiti e jihadisti sunniti: gli stessi gruppi e individui che inscenarono le violente proteste, alcuni anni fa, contro le “vignette danesi”, oggi sono in piazza per difendere la coalizione che i nostri media chiamano “filo-occidentale”. Le violenze pare abbiano spinto diversi cristiani ad avvicinarsi alla coalizione 8 marzo.”

    La cosa non mi stupisce minimamente.
    E’ da anni che sostengo che l’integralismo islamico di matrice sunnita più violento sia strettissimamente legato all’Occidente, cioè in sostanza agli Stati Uniti.
    Lo sono i gruppi salafiti e wahabiti nel Caucaso, nei Balcani, forse nel Kashmir.
    In Afghanistan le cose sono più complesse, forse lì agli americani serve un controllo più diretto e certe fazioni talebane sono un ostacolo.

    • Ritvan says:

      —-Lo sono i gruppi salafiti e wahabiti ….nei Balcani…..—-
      Si potrebbe, gentilmente, avere il nome di almeno uno di quei terrificanti gruppi di barbuti, intabarrati & scimitarruti:-) nei Balcani? Oppure il nome di un singolo capo inturbantato:-) di essi? Grazie.

      • Peucezio says:

        Appena hai visto la parola “Balcani” ti si è acceso il sensore.

        • Ritvan says:

          Già, mio buon Peucezio: non è mica colpa mia se sono nato nei Balcani e li conosco meglio di te.
          P.S. Si rinnova l’invito alla citazione.
          P.S.2 Ti riferisci forse ai terribili salafiti&wahabiti :-) fatti fuori su ordine dell’allora ministro degli interni macedone?:-)
          http://dust.it/articolo-diario/ammazzati-per-farsi-belli-con-gli-americani/

          • Peucezio says:

            Sì che è colpa tua!
            Scherzi a parte, sono cose che ho letto e che mi risultano. Se per caso mi ricapitano fra le mani, te le indico. Comunque, se proprio ti interessa il tema, non credo sia difficile trovare in rete informazioni sulle infiltrazioni wahabite e qaediste in nei Balcani.

            • Ritvan says:

              —-non credo sia difficile trovare in rete informazioni sulle infiltrazioni wahabite e qaediste in nei Balcani. Peucezio—–

              Perfetto: trovale e riportami i link, poi casomai ne riparliamo.

    • Anche se Miguel non è d’accordo, la mia adesione a quanto scritto da Peucezio è convinta e totale. L’unica cosa che mi divide dal suo commento è quando scrive “la cosa non mi stupisce minimamente”. Ecco, io invece sono rimasto colpito dal sostegno salafita ad Hariri. Onestamente, non me l’aspettavo.
      Comunque, ora che Jumblatt ha fatto l’ennesimo sato della quaglia, quella che si prospetta è una vera coalizione antiimperialista, composta da armeni, drusi, cristiani, sciiti, altri sciiti, sunniti, siriani, comunisti, baathisti… quel che ci voleva.

    • Francesco says:

      Vediamo se ho capito: la resistenza/oppressione cristiana contro la Siria, Hezbollah, gli sciiti è guidata da Al Qaida che agisce per conto della CIA …

      fortuna che sono cresciuto nella Prima Repubblica e ho imparato qualcosa sui rapporti politici complessi e sull’ambiguità della definizione amico-nemico.

      • Peucezio says:

        Il fatto è che quando la complessità – e qui mi rivolgo anche a Di Vita – diventa un alibi per negare qualunque analisi che individui degli scopi e dei piani da parte del potere e per far diventare tutto un caos in cui si muovono mille forze contraddittorie e casuali che si elidono vicendevolmente, non abbiamo capito granché del mondo.
        Il riferimento alla complessità non dev’essere mai una petizione di principio. La complessità non è un feticcio o un’altra paroletta magica da agitare. Io sono un convintissimo assertore della complessità dei fenomeni storici – e a maggior ragione di quelli contemporanei – e respingo per primo ogni tentativo di ridurla, schematizzarla, ignorarla.
        Ma la complessità è un dato concreto, individuabile, descrivibile, sintetizzabile. E’ ovvio che sarebbe assurdo pretendere da chiunque una descrizione esaustiva dei fenomeni, ma bisognorebbe specificare la direzione, le linee fondamentali, spiegare perché un certo approccio rappresenta uno schematismo e in che senso si deve correggere e approfondire, anche fino a inficiarlo del tutto, nel caso.
        Ma a un certo punto, per quanto si approfondisca e si specifici, si deve pur arrivare a una sintesi, perché allora non ha senso parlare, ci si deve limitare a dire che qualsiasi forma di descrizione o di approssimazione alla realtà non va fatta, perché comunque, semplificandola, la fraintende.

        Se dunque si nega uno schema, che siano i Protocolli dei Savi Anziani di Sion o l’onnipotenza della CIA che riesce a determinare anche la forma degli stronzi che evacuo quando sono seduto sul trono o qualunque altra teoria per quanto ingenua, schematica e magica, non ci si può esimere del tutto dallo spiegare quali sono gli errori fondamentali di quello schema e dal proporne, almeno a titolo di ipotesi di lavoro, di abbozzo provvisorio, uno alternativo, per quanto più articolato, più sfumato, più flessibile, meno apodittico.

        • Francesco says:

          In linea di principio sarei tentato di darti ragione

          Poi penso al crollo dell’URSS quando ancora in molti pensavano ad astutissime strategie di un popolo di scacchisti, alla palese impreparazione degli USA con tutti i loro servizi segreti e Echelon e mezzi, all’emergere della Cina grazie ai giocattoli e alle camicie, a come la storia mi paia evidentemente restia a ogni camicia di forza che “i potenti” vogliano metterle e divengo assai dubbioso.

          La storia, anche più del mercato, è come la cavia degli esperimenti: fa il cazzo che vuole, è di una complessità tale che le migliori menti umane non ci arrivano … pensa ad Andreotti e l’unificazione della Germania.

          Ciao

          • Peucezio says:

            Sì, quello che dici non è in contraddizione con quello che dico io.
            L’esito dei processi storici è molto meno influenzabile di quanto il potere vorrebbe e di quanto si è spesso tentati di attribuirgli.
            Però bisogna vedere caso per caso. La caduta del socialismo reale è stata un fenomeno “spontaneo”, nel senso che, se è vero che la politica del riarmo di Reagan l’ha favorita o accelerata, non ha fatto altro che dare una mano a un processo legato prevalentemente a cause interne.
            Molto meno spontanea invece è stata la nascita dello stesso socialsimo reale: la rivoluzione bolscevica è stata, come la quasi totalità delle rivoluzioni, un evento pilotato, deciso in parte fuori dalla Russia, in parte al suo interno da alcune élites prevalentemente non russe.
            Anche in questo caso però, l’evoluzione del regime che ne è sorto era del tutto imprevedibile da parte di coloro che ne erano stati gli iniziatori: lo stalinismo e, ancora di più il breznevismo, sono esiti in larga parte divergenti rispetto ai presupposti originari, tanto che si sono ritorti contro gli stessi iniziatori. Non ricordo dove lessi che Stalin ha ucciso più comunisti di quanti ne siano stati eliminati nell’insieme da Hitler, Mussolini, Franco e Salazar.

            • Andrea Di Vita says:

              Per Peucezio

              Ti sei risposto da solo. Una storia sostanzialmente imprevedibile rende inutile ogni schematismo tipo quello dell’articolo (altro è riconoscere tendenze e corrispondenze a posteriori). Magari domani il berlusca viene eletto segretario ONU e si leva dai cabasisi fra il generale tripudio…

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Peucezio says:

              Cosa c’entra?
              Io ho detto una cosa diversa. Ho detto che, per quanto si agisca e ci si muovi in vista di un fine, la storia alla lunga non viene ipotecata da un gruppo di potere o da un progetto, ma è aperta nei suoi esiti.
              Infatti Berlusconi è ancora al suo posto. Ma da qui a dire che non tentino di disarcionarlo ce ne passa.

            • Francesco says:

              il massacro dei rivoluzionari da parte della rivoluzione è prassi comune, e come molti storici trovo lo stalinismo una naturale e logica conseguenza del leninismo

              più interessante il fatto che UN esito dello stalinismo sia stata la sconfitta di Hitler (come notò Cossiga)

              a naso, le evoluzioni imposte da decisioni di potenti sono molto più fragili e di breve periodo di quelle spontanee

              ciao

            • Ritvan says:

              —-più interessante il fatto che UN esito dello stalinismo sia stata la sconfitta di Hitler (come notò Cossiga) Francesco—-

              Con tutto il rispetto per Cossiga, io credo che la sconfitta di Hitler in URSS non sia dovuta allo stalinismo, bensì principalmente al disprezzo di baffetto per la “razza inferiore slava”(e in subordine a errori grossolani di strategia militare).
              Lo stesso Stalin dovette lasciare un po’ da parte il suo “stalinismo” e fare appello alla difesa della Patria Russa&Ortodossa (riaprì pure le chiese, il furbetto!).

            • Peucezio says:

              Mah, a posteriori si può dire che lo stalinismo sia stata la logica conseguenza del leninismo, ma Lenin e i suoi certamente non progettavano questo. Lo stalinismo è la somma dell spirito rivoluzionario marxista di Leni e Trockij sommato con le caratteristiche della Russia, del suo popolo, della sua storia, che, come tutte le entità reali, non si lascia plasmare a piacimento dall’utopista e dall’ideologo di turno, come una tabula rasa.
              D’altronde per un marxista, come per un qualunque vero ideologo, i popoli, la storia, la realtà, gli uomini sono fastidiosi ostacoli al realizzarsi del loro folle schema.

            • Ritvan says:

              —-Non ricordo dove lessi che Stalin ha ucciso più comunisti di quanti ne siano stati eliminati nell’insieme da Hitler, Mussolini, Franco e Salazar…Peucezio—

              Veramente era una battuta di Indro Montanelli, in risposta a chi gli chiedeva – meravigliato – perché tenesse sulla scrivania un piccolo busto di Stalin. Diceva “Perché è un benefattore dell’umanità: ha ucciso più comunisti lui di tutti gli anticomunisti messi insieme”.:-):-)

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  5. Leo says:

    More on Tunisia
    http://www.kawther.info/wpr/2011/01/24/mossad-the-biggest-loser-in-tunisia
    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=22888

    For Ritvan:
    In Sarajevo,from after the war until now, the center of salafi activity was a flat just in fron of UK Embassy, and it is still there, any “saraviejski” walking around can see that; the extraterritorial Embassy with linked mosque of Saudia Arabia, was just for the press…for the name of leader and group just read Bosnian press of the last 4 years..Just for you italians, the former imam of the Milano mosque in Via Jenner well known in the late 90ies as a salafi center, died during the Bosnia war, in Krajna, on the joint Bosnian and Croation front, fallen due to ” friendly fire” of Croation artillery, he and his small group of supporters had entrated the Kranja through Crotia with British passports, at least this was what at that time Bosnia press published..I remember similar reports from Italian press.. also..I suppose you can check.

    About Albania.. and Kossovo:
    well as we both know no salafi connection existes with UCK ..but this did not stop salafi individual from arab and european countries to roaming around the recent civil wars in the Balkan.
    I met in London several years ago a British converted to Islam, press speaker for the only shi´international fundation, which has a permanent seat at UN, the Khoj Fundation, (started in US by the main theological opponents of Ruhallah Khoymeni, in the 80ies, the iraki Ayatollah Khoj), he was at that time of course of shi’a sect; but only few years before, he was salafi and wandering around kossovo and Albania as press agent for the Rabita, a Saudi based charity, very active in all the Balkans… It sounds to me very very odd being you a national Albanian with some connection with south Montenigro (if I can recall correctly what you wrote years ago) that you never heard of such stories..maybe just stories…

    • Ritvan says:

      For Leo “the british” (e il mio inglese, purtroppo, si ferma qui):
      1. Si parla di ADESSO, non del tempo delle guerre jugoslave, durante le quali ci sono stati di certo jihadisti, salafiti, wahabiti (e chi più ne ha più ne metta) che sono andati a combattere a fianco dei “fratelli musulmani” locali.
      2. Non è escluso che qualche jihadista ecc. di cui sopra sia rimasto anche dopo la fine delle guerre jugoslave, magari avendo sposato qualche bellezza locale. Ma da qui a parlare – come fa il tuo sodale Peucezio – di “gruppi” ce ne corre.
      3. Sì, come ben dici, noi due sappiamo che non esiste alcuna connessione fra salafiti&co e l’UCK. Ma pare che lo sappiamo solo noi due:-), visto che qui in Italia – grazie a un impegno bipartisan di gente della “parrocchia” di Peucezio e comunisti come Santoro, Iacona &co – la ggente crede fermamente che l’UCK sia (stata) una banda di barbuti&intabarrati integralisti islamici finanziata da Bin Laden per combattere i “nostri fratelli cristiani” serbi:-).
      4. Hai una memoria formidabile:-): sì, sono albanese e la mia famiglia è di Shkodra (Scutari) città albanese vicina al confine col Montenegro. Ecco perché ho anche altre fonti in loco da consultare e, pertanto, non mi bevo le cazzate sponsorizzate da Belgrado e sparse nel Belpaese da quelli sullodati sulle feroci bande salafite&wahabite che si aggirano ADESSO nei Balcani.
      5. L’ossessione di trovere ad ogni costo bande di barbuti&intabarrati nei Balcani può portare anche a queste tragiche aberrazioni:
      http://dust.it/articolo-diario/ammazzati-per-farsi-belli-con-gli-americani/

  6. Leo says:

    Miguel there is a fault in your posting system, it keeps to post twice my message,
    Then here a different way to look on what is going on in the Arab countries
    http://www.voltairenet.org/article168198.html

  7. For Leo

    I know, the posting system has two problems:

    1) some messages appear twice

    2) once I approve a commenter, his comments should always pass, but sometimes an approved person’s comments are still marked as “not yet approved”.

    This means they look to me just like the spam I get; and the spam is all in English – that makes it easy to delete the spam, I just see English and click “spam”.

    So there is the risk that I might erase your comments too by accident. I know, I can see your name, but still I may click fast to delete a lot of spam and miss it.

    So please whenever you comment, make a clear reference to the topic we are discussing, so I don’t confuse your comments with spam.

  8. Per Peucezio

    Credo che i gruppi salafiti-jihadisti (che già il termine “salafita” copre realtà molto diverse) facciano i propri interessi, che non sono quelli del resto dell’umanità, ma nemmeno quelli degli Stati Uniti.

    Per prendere il solito caso limite – Osama bin Laden (lasciando perdere la questione dell’11 settembre, parliamo in generale delle sue attività e idee precedenti) riteneva, a ragione, che la Russia avesse invaso un paese islamico, l’Afghanistan, e ha coerentemente combattuto contro la Russia.

    Nel farlo, ha certamente accettato aiuto americani. In seguito, ha ritenuto che l’Iraq laico avesse invaso un paese islamico (il Kuwait) e si è offerto di combattere contro l’Iraq, senza aiuti americani.

    Poi ha ritenuto che le truppe USA avessero occupato un altro paese islamico, l’Arabia Saudita, e ha approvato la guerra contro gli americani.

    Ciò non ne fa un agente di nessuno.

    Anche in Libano, probabilmente, i salafiti (non solo jihadisti) e il consiglio dei Mufti avranno pensato, meglio un paese asservito agli americani e con le élite maronite al potere, ma con gli sciiti rimessi al posto loro…

    Nulla vieta che cambino idea, soprattutto nell’improbabile eventualità che la cambi l’Arabia Saudita.

    • Peucezio says:

      Sì, io non dico che i salafiti o Osama siano agenti degli americani, dico che c’è un’oggettiva convergenza di interessi, che si tratta cioè, tranne che in certi ambiti particolari, di alleati strutturali, organici, non meramente tattici e contingenti.
      Mentre i nazionalismi arabi laici e alcune espressioni dell’Islam politico (quello sciita iraniano, quello turco) hanno un forte carattere nazionale, antiomologatore e radicato nella storia e nella società in cui si sviluppano, i personaggi come Osama Bin Laden e in generale le correnti wahabite e salafite più estreme si caratterizzano per un messianesimo universalista ed aggressivo molto simile a quello che ispira gli americani.
      Per questo tale alleanza organica non è, a mio avviso, solo geopolitica (lo scopo comune di combattere gli “imperi” eurasiatici quali Russia, Cina, India e, più in piccolo, Iran) ma anche, in un certo senso, teologica.

  9. Per Francesco

    “Vediamo se ho capito: la resistenza/oppressione cristiana contro la Siria, Hezbollah, gli sciiti è guidata da Al Qaida che agisce per conto della CIA … “

    Oddio, sei difficile.

    Comunque, no.

    L’opposizione è sunnita, non cristiana; i cristiani sono spaccati a metà.

    E comunque è un’opposizione della maggior parte dei sunniti e di buona parte dei cristiani contro un primo ministro sunnita e un presidente cristiano, che sono amici degli sciiti, dei comunisti, degli armeni, dei drusi minoritari, dei drusi maggioritari (da qualche settimana a questa parte) e appunto di circa metà dei cristiani.

    E’ più chiaro?

    • Francesco says:

      Mi convince poco quel circa metà dei cristiani che hanno deciso di allearsi con la Siria e gli sciiti. Più un appunto di coerenza: gli sciiti sono la maggioranza relativa dei libanesi, giusto? come mai SOLO loro e i 3 armeni non sono divisi?

      Grazie per il chiarimento, cmq

      Ciao

      • Per Francesco

        Beh, chiedi ai cristiani… probabilmente preferiscono Hezbollah, che da vent’anni si dimostra attento e diplomatico, ai sauditi. E la Siria, che non è certo un modello di diritti umani, è comunque il paese mediorientale in cui i cristiani stanno di gran lunga meglio, se non altro perché il paese è governato da una minoranza che per molti sunniti non sarebbe nemmeno musulmana.

        Inoltre, visto che prima o poi si dovrà riconoscere che il Libano ha una maggioranza islamica, la proposta di Hezbollah di uno stato non più su basi settarie-confessionali probabilmente è vista bene.

        In ogni caso, solo alcuni dei partiti alleati con Hezbollah sono dichiaratamente cristiani. Altri hanno un elettorato cristiano, ma si dichiarano laici (come il partito del generale Aoun) o di sinistra.

        Infine, esiste una forte divisione sociale tra l’élite dei cristiani ricchi e i contadini e montanari cristiani che seguono Aoun.

        Comunque anche gli sciiti sono divisi tra Amal e Hezbollah, anche se i due movimenti sono alleati.

        Una parte degli armeni comunque sta con Hariri.

  10. Sempre per Francesco

    Credo che un colpo da maestro di Hezbollah sia stato dopo il ritiro israeliano dal sud del Libano, quando il movimento ha vietato ogni rappresaglia contro i collaborazionisti locali, a maggioranza cristiana. Una dimostrazione concreta che ha convinto i cristiani, molto di più di mille parole.

    Inoltre, leggo che in questi giorni, molti cristiani siano rimasti spaventati dalle violenze dei barbuti seguaci di Hariri, che già all’epoca delle vignette danesi incendiarono anche delle chiese.

    • Francesco says:

      Alla fine, chi sta con Hariri?

      fanatici religiosi sunniti spalleggiati dall’Arabia Saudita e, forse, cristiani di città, ricchi ma spaventati dal fanatismo dei loro alleati?

      quanti VOTI hanno preso alle elezioni?

      Ciao

  11. Daouda says:

    Voi giocate troppo con gli stati uniti come se avessero un chissà quale valore…in realtà alcuni sostengono che sia in gioco la loro demolizione controllata e ciò non è assurdo sapendo che trostki è neo-consevatore.
    Oltre ciò non è assurdo proprio perché è doveroso che sia così , altrimenti il “tutto” non torna.

    Guarda caso ad ogni modo tutti i fratelli ed i resistenti si tingono di socialismo religioso mentre gli avversari sono uniti dal loro fondamentalismo liberista.
    Qual migliore inversione?
    Il lassismo , la mollezza ed il consumismo sono dei pretesti, sono per poter creare tale dualismo.
    L’obiettivo è chiaramente il sincretismo hegeliano dei due fattori.

    Daouda

    p.s. per Andrea Di Vita. L’unione sovieta fu lo stato più privatizzato del mondo, si badi a questo e non alle fanfuffole.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Daouda

      ”privatizzato”

      Concordo: è per questo che l’URSS si è polverizzata, ed è per questo che gli USA sono a rischio.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Ritvan says:

      —–L’unione sovieta fu lo stato più privatizzato del mondo…Daouda—

      Nel senso che tutto era in pratica “proprietà privata” del Primo Segretario del Comitato Centrale del PCUS?:-)

    • Peucezio says:

      Aspetta a vendere la pelle prima di aver ucciso il leone.
      E’ vero che gli Stati Uniti sono in crisi, ma la crisi può essere lunga e tutt’altro che tranquilla e indolore.

  12. Leo says:

    Ritvan mi costringe scrivere in Italiano, pessimo, tutto tutto ma non “British”..Please, I am just writting in English, but I have nothing to do with Great Britain or UK, except I lived and still periodical live there, or do you really prefer having me writting you in French ? Moja Bosnjacka jezika jeste samo mala ne dobra i bez gramatika…nemogo pričati shiptari..
    Said that salafis are present (now) in the balkan as very few individuals, with some Saudi and western funds, let roaming around just to be used when it is convenient, these very same individuals will turn anything according the funds they can receive..in this way no “real salafis” or wahabis are present in the Balkans..

    • Ritvan says:

      Ma no, caro Leo, non pretendo che tu scriva in bosniaco o in albanese (anche se personalmente conosco molto meglio il francese rispetto all’inglese). E ti ho dato del “british” visto che scrivi in inglese e solo per distinguerti dall’altro Leo frequentatore di questo blog che scrive in italiano.
      Comunque, grazie per le precisazioni sui “salafiti&wahabiti balcanici”.

      P.S. Posso sapere di che nazionalità sei?

  13. Daouda says:

    Forse Andrea non ci siamo capiti… statualizzare è privatizzare OSSIA ad essere rigorosi privare un bene alla collettività per darlo allo stato oppure ( quando non si parli di beni comuni , e ci sarebbe allora da fare un’indagine ontologica al riguardo dacché a quanto pare i pareri sono vari ) rendere un dato servizio vincolato.

    Un figura come Chàvez è l’esempio di cosa significhi privatizzare, di cosa significhi ignorare l ontologia dell’attività umana.

    Prendendo spunto da questa mia affermazione prendiamo ad esempio questo maschio che Dio ha voluto svolgesse tal ruolo.
    Le sue posizioni rispondo a molti tipi di complotti.
    Questi fantomatichi schemi esistono quindi, ma sono appunto quelli che sono, in un’insiemestica che determina un’appartenenza troppo complessa.

    Basta vedere alcune inchieste che assiroscono che siano i gesuiti a dirigere il CFR.
    Sarà vero?Sarà falso?
    A BELLI!
    Semo na cifra de cazzari!

    Ricondotto ciò basterebbe avere un criterio di discernimento che evidentemente non sia perché si ciancia ancora di socialismo, capitalismo ( confondendolo con il liberismo ) o amenità varie.

    Uot vui èv tu du? Crepare, questo è sicuro oppure rendersi complici dei complotti…difatti è scritto nel santo Vangelo di san Luca ( 11,14-27 ):

    “Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle rimasero meravigliate. Ma alcuni dissero: «È in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo i loro pensieri, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? Perciò essi stessi saranno i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio.
    Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l’armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino.
    Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.
    Quando lo spirito immondo esce dall’uomo, si aggira per luoghi aridi in cerca di riposo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito.Venuto, la trova spazzata e adorna.Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell’uomo diventa peggiore della prima».
    Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: «Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!».Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!»”.

    Si penserà ora che cosa c’entri oppure come dedurre da questo passo una corretta analisi delle questioni.
    E’ proprio questo il problema!

    saluti

    • Andrea Di Vita says:

      Per Daouda

      ”Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? ”

      E qual’e’ mai il regno che non si divide in se stesso? C’e’ un tempo per vivere e un tempo per morire, dice la Scrittura. A fronte di QUESTO, ogni privatizzazione e ogni statalizzazione sono alla fine atti di violenza giustificati solo da chi se ne avvantaggia. Si diventia più fragili quando si perde coscienza di cio’.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Daouda says:

        Ma infatti il regno di Satana non sta in piedi mentre il regno di Dio è in-diviso per definizione, talmente indiviso che essendo quel che accade nel tempo e nello spazio ad ogni modo interni alla totalità di Dio non si può giudicarli né come male né imperfetti nel loro esplicare possibilità che devono darsi.

        Di converso però , dovendo imparare , questo mondo è TOTALMENTE UNIFORME ( e non unito e quindi non in unità ). Matrice comune che quindi si regge in piedi fin tanto che “è stabilito”.
        E difatti questa è la situazione.

        E’ ovvio però che un sano proprietarismo , in sé, non è né liberista né socialista.
        Questo evidentemente non si è ancora capito.

  14. Daouda says:

    EHI tranquilli. Ci salverà il welfare!

  15. Leo says:

    Irish, of course, what else..??

    • Ritvan says:

      Ah, ecco, adesso capisco la tua incazzatura:-) quando ti ho definito “british”. Giuro che non si ripeterà mai più.

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