Tunisia, c’è una strage sotto casa, fate finta di niente…

Presidente, il tuo popolo è morto“, annuncia il rapper tunisino, Hamada Ben Amor.

A due passi dall’Italia, un regime messo in piedi un quarto di secolo fa dai servizi segreti italiani, sta facendo strage dei propri cittadini in questi giorni.

Nel primo pomeriggio, i morti assassinati dalla polizia erano 66, ma in queste ore sembra che siano morte ancora altre persone.

Mentre la Francia offre ufficialmente il suo aiuto tecnico per “gestire” le manifestazioni,  il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini (quello dell’elicottero), ha riaffermato ieri il sostegno del governo italiano al regime tunisino.

Di ciò che sta succedendo, ne parlano davvero pochi.

Fondamentale, il sito (in lingua francese) Nawaat.

Poi, c’è la giovane e bravissima blogger egiziana Zenobia che scrive in inglese.

Da noi, ne parlano Bousoufi (con un post importante sulle origini della rivolta), Canale di Sicilia, Doriana Goracci, Falecius, Baruda e non tanti altri.

Alcune cose si trovano sull’aggregatore Islametro, che lentamente sta diventando una fonte importante per capire ciò che succede in Medio Oriente.

Intanto, traduco un brano che ho trovato su un sito belga cui mi sento molto vicino, come approccio al mondo, Les Indigènes du Royaume, e vi presento anche il video di una manifestazione a Tunisi, con un discorso notevole sottotitolato in francese.

Questi bastardi di tunisini che vogliono guastarci le prossime vacanze a Gerba la dolce e a Hammamet… questi bastardi di tunisini che non capiscono niente di laicità e di « diritti delle donne » (anche senza « diritti dell’uomo »), che sono l’alfa e l’omega dei valori democratici universali, che dico, intergalattici… questi bastardi di tunisini che stanno per rovinare il nostro pezzo da esibizione nella grande truffa dell’unione euro-mediterranea, nostra riserva privata… questi bastardi di tunisini che ci servivano come modelli per vendere al Sud le nostre parousie occidentali, a chi le venderemo adesso? … Questi bastardi di tunisini, che invece di fare i fedeli guardiani contro l’Africa nera, si immolano nel fuoco come dei cretini… questi bastardi di tunisini, che grazie al regime del “marito della parrucchiera” erano considerati come il baluardo contro l’islamismo, a chi facciamo credere all’esistenza di “Al-Qaida-Maghreb-e-io-con-le-chiappe-sul-divano » ?… Questi bastardi di tunisini, che ci svelano a noi stessi e, come in uno specchio, ci mostrano la maschera ghignante del nostro cinismo e della nostra iprocrisia

Video con sottotitoli in francese

P.S. Mi segnalano che ne parlano anche Canzoni contro la guerra
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=37623
e “Fortress Europe” da cui Canzoni contro la guerra ha tratto la traduzione
http://fortresseurope.blogspot.com/

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14 Responses to Tunisia, c’è una strage sotto casa, fate finta di niente…

  1. Lorenzo says:

    Canzoni contro la guerra ne parla
    http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=37623
    Anche il fondamentale “Fortress Europe” da cui abbiamo tratto la traduzione
    http://fortresseurope.blogspot.com/

  2. Per Lorenzo

    Ottimo, ho inserito un P.S. nel post

  3. Grazie a Baruda…che ci ha rimesso in contatto…Miguel…e grazie a Lorenzo e a chi verrà.
    Segnalo l’ultimo post che ho scritto per la ricchezza dei commenti che sono arrivati e un po’ anche per la ricerca del tutto personale, grazie a coloro che mi hanno inviato messaggi personali nel momento della stesura del post che risale al 12 gennaio e dopo: Tunisia a pezzi Howl Urlo Url
    http://www.reset-italia.net/2011/01/12/tunisia-a-pezzi-howl-urlo-url/
    tant’è che questo è l’inizio: Nella notte dell’11 gennaio e in questa prima mattina, ho ricevuto un messaggio che vi invio tale e quale :”stanno ammazzando il mio popolo il popolo tunisino perfavore sosteneteci nella nostra rivolta conto la dittatura vogliamo lavoro dignità democrazia e libertà di espressione cerchiamo di sensibilizzare gli italiani abbiamo bisogno del vostro sostegno”. Si sa per certo che Ben Ali ha trascorso in massima sicurezza la sua notte ad Hammamet, sembra che la maggior parte dei voli da e per la Tunisia siano annullati e una voce…Bienvenue a Montréal les mafieux 11-01-2011 Tunisie sidi bouzid.Gli avvocati liberi il 10 gennaio decidono come unirsi e denunciare con un video: Les avocats libres 10-01-2011 tunisie sidi bouzid Per questa ragione, perchè ci vuole pane e coraggio, mi ritrovo a scriverne, cercando di diffondere appelli, notizie ed immagini…

    E’ tutto a disposizione come sempre, in parte o integralmente, non mi dispiace che si citi la fonte…Un abbraccio vero…

  4. Moi says:

    Segnalo questa notizia sulla secessione in Sudan, che resterà in sordina …

    http://www.agenziami.it/articolo/7674/Il+Sudan+si+separa+cristiani+al+sud+islam+al+nord/

    … sulla Tunisia, dopo la morte di Craxi ad Hammamet confesso di saperne ben poco.

  5. Moi says:

    Diego Marani (intervistato nel video allegato alla notizia) mi sembra un raro caso di giornalista competente …

  6. Per Moi

    Grazie! Una sola cosa – non so in che percentuale il Sudan meridionale sia cristiano (cioè evangelico e cattolico). Non credo che i cristiani costituiscano la maggioranza assoluta, anche se sono certamente importanti.

  7. Francesco says:

    >> questi bastardi di tunisini, che grazie al regime del “marito della parrucchiera” erano considerati come il baluardo contro l’islamismo, a chi facciamo credere all’esistenza di “Al-Qaida-Maghreb-e-io-con-le-chiappe-sul-divano » ?…

    Qui non capisco tanto bene. Una volta abbattuto il regime del MDP, i tunisini rimarranno con gli stessi problemi strutturali (nessuna risorsa naturale e poco di più, a quanto ne so). Già ora chiedono lavoro prima di libertà, da piccolissimo Kissinger da tastiera una svolta clerical-reazionaria è insita nell’ordine delle cose.

    Non ho mai avuto il piacere di contribuire all’industria del turismo, tolta quella rimangono la fame, la rabbia, il fanatismo.

    Alla fine, tutto questo mi pare una conferma del Pensiero Unico, non una apertura verso Alternative.

    O sono troppo influenzato dal caso persiano?

    Ciao

    • Andrea Di Vita says:

      Per Francesco

      Concordo con te (ormai ci sto prendendo l’abitudine, a quanto pare). Comunque, su Il Secolo XIX di oggi c’e’ un bell’articolo di fondo in cui si fa l’elenco delle proprietà dello Stato Tunisino in mano a Ben Alì e famiglia. In pratica si fa prima ad elencare cosa NON è in mano sua. Una specie di Somoza del Mediterraneo, insomma. Stando a un vecchio articolo sul sito di Peace Reporter, la Tunisia è abbastanza in fondo alla classifica del rispetto dei diritti umani; ma la cosa notevole per noi Italiani è il controllo indiretto del premier sui mezzi di informazione, grazie al controllo delle società che gestiscono le inserzioni pubblicitarie.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Moi says:

        Scusate l’ ignoranza, ma che è il MDP ?

        Cmq che la Tunisia faccia “la fine” dell’ Iran mi pare strano … sono storie diversissime !

        • Ritvan says:

          —-Scusate l’ ignoranza, ma che è il MDP ? Moi—–

          Non è ignoranza la tua, caro Moi, è semmai scarsa attenzione nei confronti del linguaggio franceschiano:-)
          Nel brano tradotto da un sito belga, riportato nel post di Miguel e citato da Francesco nel suo commento del 01/14/2011 at 10:08 am, il buon Ben Alì viene definito “marito della parrucchiera”… definizione poi francescamente acronimizzata in MDP:-).

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